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Estratto da pag. 3 di "CITTADINO BRIANZA NORD" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748605649.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748605649.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA NORD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748605649.PDF tp:ocr§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... Il presidente Mb dell’ordine: in Italia tutte le professioni sanitarie hanno compensi inferiori al resto dell’Europa di Sarah Valtolina «La professione del medico di famiglia sarebbe più attrattiva se si equiparasse il trattamento economico a quello delle altre specializzazioni». C’è (anche) la questione economica alla base del malcontento di tanti medici di medicina generale che la scorsa settimana hanno scelto di aderire allo sciopero indetto dallo Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, come spiega Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e della Brianza. Ma non solo. C’è poi la burocrazia, fardello per tutti i medici, che occupa gran parte del tempo dei professionisti quando non sono impegnati con la cura dei pazienti. Ma è soprattutto la questione economica il principale deterrente. E non riguarda solo i medici di famiglia. «In Italia tutte le professioni sanitarie ricevono compensi che sono inferiori a quasi la totalità degli altri Paesi europei. Questa è purtroppo una situazione strutturale – continua Teruzzi -. A questo si aggiunge il differente trattamento economico che i medici che seguono il corso di medicina generale hanno rispetto ai medici di altre specialità. La borsa di studio per un medico di medicina generale è la metà di quella assegnata per le altre specializzazioni, ed è evidente che questo contribuisce a rendere sempre meno attrattiva la professione agli occhi dei giovani colleghi. Aumentare il compenso per il medico di famiglia sarebbe un buon incentivo». Attualmente – come conferma il presidente dell’Ordine dei medici – ogni paziente assegnato a un medico di medicina generale “costa” 60 euro all’anno. «Ma questo significa che con 60 euro all’anno si può usufruire della consulenza di un medico ogni volta che si vuole. E questo non succede in nessuna altra specializzazione. Questo è un aspetto che deve essere certamente rivalutato perché la professione del medico di famiglia torni ad essere attrattiva. Sostenere la medicina generale porta benefici a tutto il sistema sanitario nazionale». Oggi a Monza il numero di medici di famiglia è sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini. In città operano dieci medici, per un totale di circa 1.600 pazienti a testa. Non va altrettanto bene nei comuni più piccoli della Provincia dove si assiste a un calo critico dei professionisti di medicina generale. Qui il numero degli assistiti per ogni medico supera le 1.800 unità. A fotografare il problema ci sono anche i numeri dei partecipanti all’ultimo concorso per la medicina generale. In sei regioni (Lombardia compresa ma anche Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino Alto Adige) i candidati non sono stati sufficienti a coprire i posti vacanti dovuti al ricambio generazionale dei medici arrivati a fine carriera. Un trend che si ripete da anni tanto che negli ultimi dieci anni si calcola siano spariti oltre 7.000 medici, quasi il 20% in meno, secondo i dati della Fondazione Gimbe. n ---End text--- Author: Sarah Valtolina Heading: Highlight: « A Monza la mancanza di professionisti è rientrata, in provincia arrivano ad avere 1.800 assistiti a testa Image:Il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e Brianza, Carlo Maria Teruzzi, che inquadra la situazione del sistema sanitario territoriale in provincia -tit_org- A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... -sec_org- tp:writer§§ Sarah Valtolina guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748605649.PDF §---§ title§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748705650.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CITTADINO BRIANZA NORD" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748705650.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748705650.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA NORD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748705650.PDF tp:ocr§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso In Brianza 28.000 persone non hanno un medico di famiglia fisso e in Lombardia il numero sale a 230.000: sul nostro territorio, se si considera che ogni dottore segue tra i 1.500 e i 1.700 pazienti, mancano tra i 16 e i 18 operatori sanitari a fronte dei 459 in attività. I dati sono forniti da Claudia Toso, direttore del dipartimento cure primarie dell’Asst Brianza, e da Andrea Fascendini, dirigente dello stesso settore. «La carenza – spiegano – si è aggravata dopo la pandemia di covid-19, a partire dal 2022, e colpisce soprattutto l’area ovest del nostro territorio, in particolare Varedo e Limbiate, mentre negli ambiti di Carate e di Seregno la situazione è migliore e in quello di Monza non è stabile: a periodi in cui dobbiamo aprire ambulatori temporanei in cui i medici si alternano nell’assistenza delle persone rimaste senza una figura di riferimento, seguono altri in cui tutti i posti sono coperti. I pazienti in carico ai camici bianchi sono 724.114 distribuiti tra gli 83 dottori che hanno lo studio nell’ambito di Carate, i 98 in quello di Desio, i 93 in quello di Monza, gli 86 in quello di Seregno e i 99 in quello di Vimercate. I 28.000 brianzoli rimasti senza dottore possono fare riferimento agli ambulatori temporanei attivati a Briosco, Lissone, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Varedo, Ceriano Laghetto a cui si rivolgono anche i residenti di Lazzate, a Giussano, Seveso, Correzzana, Vimercate e a Mezzago dove vengono visitati anche i cittadini di Cornate d’Adda. Nel 2026 potrebbero lasciare la professione 32 professionisti: il numero, precisano i responsabili del servizio cure primario, è ipotetico in quanto comprende i medici che compiranno 70 anni ma che potrebbero decidere di rimanere in attività fino ai 73 anni. Qualche casella vuota potrebbe essere riempita dai giovani che a breve inizieranno il percorso triennale di formazione attivato dalla Regione: dei 600 posti disponibili ne sono stati coperti solo 200. «Sempre meglio degli 89 del bando precedente – commentano Toso e Fascendini – c’è una crisi vocazionale per quanto riguarda la medicina di base così come la chirurgia mentre sono gettonatissimi i corsi di oculistica e dermatologia» in quanto garantiscono ritmi di vita più tranquilli e buone opportunità economiche. La Asst Brianza, affermano i responsabili delle cure primarie, sta organizzando l’ingresso dei dottori di famiglia nelle case di comunità: ora sono presenti dalle 8 alle 20 a Limbiate, Lissone, Macherio, Vimercate e in alcuni presidi territoriali ma dovrebbero garantire la presenza in tutte le strutture che saranno inaugurate. «È vero che 28.000 brianzoli non hanno un medico fisso – commentano i dirigenti – ma tutti sono seguiti dagli ambulatori temporanei: abbiamo attivato un unico numero a cui, dalle 8.30 alle 16, risponde personale amministrativo che fissa gli appuntamenti con i dottori nell’arco di 72 ore. In caso sia necessario un consulto sanitario sono disponibili gli infermieri» mentre le prescrizioni per gli esami e i farmaci ripetibili per malattie croniche possono essere chieste tramite mail. «Stiamo valutando – proseguono i responsabili del servizio - se estendere al resto della giornata l’attivazione del numero 116117 a cui viene effettuato un triage telefonico la sera e nei giorni feriali». n ---End text--- Author: Monica Bonalumi Heading: Highlight: in italia Il medico di base è una figura nata insieme al Sistema sanitario nazionale nel 1978. Lo scorso aprile un report firmato dalla Fondazione Gimbe aveva fotografato la situazione con i dati nazionali complessivi più recenti: mancano oltre 5.500 medici di famiglia. « Nel 2026 potrebbero decidere di andare in pensione altri 32 specialisti che avranno raggiunto i 70 anni «Il ruolo unico equivale alla fine della medicina territoriale – dichiara il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa, il sindacato che ha proclamato lo sciopero –. Il medico di famiglia sta diventando un semplice ingranaggio amministrativo, dipendente del sistema ma con tutti gli svantaggi della convenzione.” Le richieste sono la difesa dell’autonomia e del rapporto fiduciario tra medico e cittadino, messo a rischio dal ruolo unico; la tutela della maternità e della genitorialità, con regole e congedi reali che rendano la professione più umana e sostenibile; la programmazione e riconoscimento u n i ve r s i t a r i o della formazione in medicina generale; deburocratizzazione e digitalizzazione sostenibile. Image: -tit_org- La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso -sec_org- tp:writer§§ Monica Bonalumi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748705650.PDF §---§ title§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748005647.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CITTADINO BRIANZA SUD" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748005647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748005647.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748005647.PDF tp:ocr§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso di Monica Bonalumi In Brianza 28.000 persone non hanno un medico di famiglia fisso e in Lombardia il numero sale a 230.000: sul nostro territorio, se si considera che ogni dottore segue tra i 1.500 e i 1.700 pazienti, mancano tra i 16 e i 18 operatori sanitari a fronte dei 459 in attività. I dati sono forniti da Claudia Toso, direttore del dipartimento cure primarie dell’Asst Brianza, e da Andrea Fascendini, dirigente dello stesso settore. «La carenza – spiegano – si è aggravata dopo la pandemia di covid-19, a partire dal 2022, e colpisce soprattutto l’area ovest del nostro territorio, in particolare Varedo e Limbiate, mentre negli ambiti di Carate e di Seregno la situazione è migliore e in quello di Monza non è stabile: a periodi in cui dobbiamo aprire ambulatori temporanei in cui i medici si alternano nell’assistenza delle persone rimaste senza una figura di riferimento, seguono altri in cui tutti i posti sono coperti. I pazienti in carico ai camici bianchi sono 724.114 distribuiti tra gli 83 dottori che hanno lo studio nell’ambito di Carate, i 98 in quello di Desio, i 93 in quello di Monza, gli 86 in quello di Seregno e i 99 in quello di Vimercate. I 28.000 brianzoli rimasti senza dottore possono fare riferimento agli ambulatori temporanei attivati a Briosco, Lissone, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Varedo, Ceriano Laghetto a cui si rivolgono anche i residenti di Lazzate, a Giussano, Seveso, Correzzana, Vimercate e a Mezzago dove vengono visitati anche i cittadini di Cornate d’Adda. Nel 2026 potrebbero lasciare la professione 32 professionisti: il numero, precisano i responsabili del servizio cure primario, è ipotetico in quanto comprende i medici che compiranno 70 anni ma che potrebbero decidere di rimanere in attività fino ai 73 anni. Qualche casella vuota potrebbe essere riempita dai giovani che a breve inizieranno il percorso triennale di formazione attivato dalla Regione: dei 600 posti disponibili ne sono stati coperti solo 200. «Sempre meglio degli 89 del bando precedente – commentano Toso e Fascendini – c’è una crisi vocazionale per quanto riguarda la medicina di base così come la chirurgia mentre sono gettonatissimi i corsi di oculistica e dermatologia» in quanto garantiscono ritmi di vita più tranquilli e buone opportunità economiche. La Asst Brianza, affermano i responsabili delle cure primarie, sta organizzando l’ingresso dei dottori di famiglia nelle case di comunità: ora sono presenti dalle 8 alle 20 a Limbiate, Lissone, Macherio, Vimercate e in alcuni presidi territoriali ma dovrebbero garantire la presenza in tutte le strutture che saranno inaugurate. «È vero che 28.000 brianzoli non hanno un medico fisso – commentano i dirigenti – ma tutti sono seguiti dagli ambulatori temporanei: abbiamo attivato un unico numero a cui, dalle 8.30 alle 16, risponde personale amministrativo che fissa gli appuntamenti con i dottori nell’arco di 72 ore. In caso sia necessario un consulto sanitario sono disponibili gli infermieri» mentre le prescrizioni per gli esami e i farmaci ripetibili per malattie croniche possono essere chieste tramite mail. «Stiamo valutando – proseguono i responsabili del servizio - se estendere al resto della giornata l’attivazione del numero 116117 a cui viene effettuato un triage telefonico la sera e nei giorni feriali». n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: « Nel 2026 potrebbero decidere di andare in pensione altri 32 specialisti che avranno raggiunto i 70 anni Image:in italia Il medico di base è una figura nata insieme al Sistema sanitario nazionale nel 1978. Lo scorso aprile un report firmato dalla Fondazione Gimbe aveva fotografato la situazione con i dati nazionali complessivi più recenti: mancano oltre 5.500 medici di famiglia. -tit_org- La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748005647.PDF §---§ title§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748105648.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CITTADINO BRIANZA SUD" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748105648.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748105648.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748105648.PDF tp:ocr§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... Il presidente Mb dell’ordine: in Italia tutte le professioni sanitarie hanno compensi inferiori al resto dell’Europa di Sarah Valtolina «La professione del medico di famiglia sarebbe più attrattiva se si equiparasse il trattamento economico a quello delle altre specializzazioni». C’è (anche) la questione economica alla base del malcontento di tanti medici di medicina generale che la scorsa settimana hanno scelto di aderire allo sciopero indetto dallo Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, come spiega Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e della Brianza. Ma non solo. C’è poi la burocrazia, fardello per tutti i medici, che occupa gran parte del tempo dei professionisti quando non sono impegnati con la cura dei pazienti. Ma è soprattutto la questione economica il principale deterrente. E non riguarda solo i medici di famiglia. «In Italia tutte le professioni sanitarie ricevono compensi che sono inferiori a quasi la totalità degli altri Paesi europei. Questa è purtroppo una situazione strutturale – continua Teruzzi -. A questo si aggiunge il differente trattamento economico che i medici che seguono il corso di medicina generale hanno rispetto ai medici di altre specialità. La borsa di studio per un medico di medicina generale è la metà di quella assegnata per le altre specializzazioni, ed è evidente che questo contribuisce a rendere sempre meno attrattiva la professione agli occhi dei giovani colleghi. Aumentare il compenso per il medico di famiglia sarebbe un buon incentivo». Attualmente – come conferma il presidente dell’Ordine dei medici – ogni paziente assegnato a un medico di medicina generale “costa” 60 euro all’anno. «Ma questo significa che con 60 euro all’anno si può usufruire della consulenza di un medico ogni volta che si vuole. E questo non succede in nessuna altra specializzazione. Questo è un aspetto che deve essere certamente rivalutato perché la professione del medico di famiglia torni ad essere attrattiva. Sostenere la medicina generale porta benefici a tutto il sistema sanitario nazionale». Oggi a Monza il numero di medici di famiglia è sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini. In città operano dieci medici, per un totale di circa 1.600 pazienti a testa. Non va altrettanto bene nei comuni più piccoli della Provincia dove si assiste a un calo critico dei professionisti di medicina generale. Qui il numero degli assistiti per ogni medico supera le 1.800 unità. A fotografare il problema ci sono anche i numeri dei partecipanti all’ultimo concorso per la medicina generale. In sei regioni (Lombardia compresa ma anche Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino Alto Adige) i candidati non sono stati sufficienti a coprire i posti vacanti dovuti al ricambio generazionale dei medici arrivati a fine carriera. Un trend che si ripete da anni tanto che negli ultimi dieci anni si calcola siano spariti oltre 7.000 medici, quasi il 20% in meno, secondo i dati della Fondazione Gimbe. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: A Monza la mancanza di professionisti è rientrata, in provincia arrivano ad avere 1.800 assistiti a testa Image:Il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e Brianza, Carlo Maria Teruzzi, che inquadra la situazione del sistema sanitario territoriale in provincia -tit_org- A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748105648.PDF §---§ title§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748405651.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CITTADINO VALLE DEL SEVESO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748405651.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748405651.PDF', 'title': 'CITTADINO VALLE DEL SEVESO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748405651.PDF tp:ocr§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso In Brianza 28.000 persone non hanno un medico di famiglia fisso e in Lombardia il numero sale a 230.000: sul nostro territorio, se si considera che ogni dottore segue tra i 1.500 e i 1.700 pazienti, mancano tra i 16 e i 18 operatori sanitari a fronte dei 459 in attività. I dati sono forniti da Claudia Toso, direttore del dipartimento cure primarie dell’Asst Brianza, e da Andrea Fascendini, dirigente dello stesso settore. «La carenza – spiegano – si è aggravata dopo la pandemia di covid-19, a partire dal 2022, e colpisce soprattutto l’area ovest del nostro territorio, in particolare Varedo e Limbiate, mentre negli ambiti di Carate e di Seregno la situazione è migliore e in quello di Monza non è stabile: a periodi in cui dobbiamo aprire ambulatori temporanei in cui i medici si alternano nell’assistenza delle persone rimaste senza una figura di riferimento, seguono altri in cui tutti i posti sono coperti. I pazienti in carico ai camici bianchi sono 724.114 distribuiti tra gli 83 dottori che hanno lo studio nell’ambito di Carate, i 98 in quello di Desio, i 93 in quello di Monza, gli 86 in quello di Seregno e i 99 in quello di Vimercate. 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Qualche casella vuota potrebbe essere riempita dai giovani che a breve inizieranno il percorso triennale di formazione attivato dalla Regione: dei 600 posti disponibili ne sono stati coperti solo 200. «Sempre meglio degli 89 del bando precedente – commentano Toso e Fascendini – c’è una crisi vocazionale per quanto riguarda la medicina di base così come la chirurgia mentre sono gettonatissimi i corsi di oculistica e dermatologia» in quanto garantiscono ritmi di vita più tranquilli e buone opportunità economiche. La Asst Brianza, affermano i responsabili delle cure primarie, sta organizzando l’ingresso dei dottori di famiglia nelle case di comunità: ora sono presenti dalle 8 alle 20 a Limbiate, Lissone, Macherio, Vimercate e in alcuni presidi territoriali ma dovrebbero garantire la presenza in tutte le strutture che saranno inaugurate. «È vero che 28.000 brianzoli non hanno un medico fisso – commentano i dirigenti – ma tutti sono seguiti dagli ambulatori temporanei: abbiamo attivato un unico numero a cui, dalle 8.30 alle 16, risponde personale amministrativo che fissa gli appuntamenti con i dottori nell’arco di 72 ore. In caso sia necessario un consulto sanitario sono disponibili gli infermieri» mentre le prescrizioni per gli esami e i farmaci ripetibili per malattie croniche possono essere chieste tramite mail. «Stiamo valutando – proseguono i responsabili del servizio - se estendere al resto della giornata l’attivazione del numero 116117 a cui viene effettuato un triage telefonico la sera e nei giorni feriali». n ---End text--- Author: Monica Bonalumi Heading: Highlight: in italia Il medico di base è una figura nata insieme al Sistema sanitario nazionale nel 1978. Lo scorso aprile un report firmato dalla Fondazione Gimbe aveva fotografato la situazione con i dati nazionali complessivi più recenti: mancano oltre 5.500 medici di famiglia. « Nel 2026 potrebbero decidere di andare in pensione altri 32 specialisti che avranno raggiunto i 70 anni «Il ruolo unico equivale alla fine della medicina territoriale – dichiara il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa, il sindacato che ha proclamato lo sciopero –. Il medico di famiglia sta diventando un semplice ingranaggio amministrativo, dipendente del sistema ma con tutti gli svantaggi della convenzione.” Le richieste sono la difesa dell’autonomia e del rapporto fiduciario tra medico e cittadino, messo a rischio dal ruolo unico; la tutela della maternità e della genitorialità, con regole e congedi reali che rendano la professione più umana e sostenibile; la programmazione e riconoscimento u n i ve r s i t a r i o della formazione in medicina generale; deburocratizzazione e digitalizzazione sostenibile. Image: -tit_org- La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso -sec_org- tp:writer§§ Monica Bonalumi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748405651.PDF §---§ title§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748505652.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CITTADINO VALLE DEL SEVESO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748505652.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748505652.PDF', 'title': 'CITTADINO VALLE DEL SEVESO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748505652.PDF tp:ocr§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... Il presidente Mb dell’ordine: in Italia tutte le professioni sanitarie hanno compensi inferiori al resto dell’Europa di Sarah Valtolina «La professione del medico di famiglia sarebbe più attrattiva se si equiparasse il trattamento economico a quello delle altre specializzazioni». C’è (anche) la questione economica alla base del malcontento di tanti medici di medicina generale che la scorsa settimana hanno scelto di aderire allo sciopero indetto dallo Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, come spiega Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e della Brianza. Ma non solo. C’è poi la burocrazia, fardello per tutti i medici, che occupa gran parte del tempo dei professionisti quando non sono impegnati con la cura dei pazienti. Ma è soprattutto la questione economica il principale deterrente. E non riguarda solo i medici di famiglia. «In Italia tutte le professioni sanitarie ricevono compensi che sono inferiori a quasi la totalità degli altri Paesi europei. Questa è purtroppo una situazione strutturale – continua Teruzzi -. A questo si aggiunge il differente trattamento economico che i medici che seguono il corso di medicina generale hanno rispetto ai medici di altre specialità. La borsa di studio per un medico di medicina generale è la metà di quella assegnata per le altre specializzazioni, ed è evidente che questo contribuisce a rendere sempre meno attrattiva la professione agli occhi dei giovani colleghi. Aumentare il compenso per il medico di famiglia sarebbe un buon incentivo». Attualmente – come conferma il presidente dell’Ordine dei medici – ogni paziente assegnato a un medico di medicina generale “costa” 60 euro all’anno. «Ma questo significa che con 60 euro all’anno si può usufruire della consulenza di un medico ogni volta che si vuole. E questo non succede in nessuna altra specializzazione. Questo è un aspetto che deve essere certamente rivalutato perché la professione del medico di famiglia torni ad essere attrattiva. Sostenere la medicina generale porta benefici a tutto il sistema sanitario nazionale». Oggi a Monza il numero di medici di famiglia è sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini. In città operano dieci medici, per un totale di circa 1.600 pazienti a testa. Non va altrettanto bene nei comuni più piccoli della Provincia dove si assiste a un calo critico dei professionisti di medicina generale. Qui il numero degli assistiti per ogni medico supera le 1.800 unità. A fotografare il problema ci sono anche i numeri dei partecipanti all’ultimo concorso per la medicina generale. In sei regioni (Lombardia compresa ma anche Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino Alto Adige) i candidati non sono stati sufficienti a coprire i posti vacanti dovuti al ricambio generazionale dei medici arrivati a fine carriera. Un trend che si ripete da anni tanto che negli ultimi dieci anni si calcola siano spariti oltre 7.000 medici, quasi il 20% in meno, secondo i dati della Fondazione Gimbe. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: « A Monza la mancanza di professionisti è rientrata, in provincia arrivano ad avere 1.800 assistiti a testa Image:Il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e Brianza, Carlo Maria Teruzzi, che inquadra la situazione del sistema sanitario territoriale in provincia -tit_org- A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748505652.PDF §---§ title§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501747405653.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CITTADINO VIMERCATESE" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501747405653.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501747405653.PDF', 'title': 'CITTADINO VIMERCATESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501747405653.PDF tp:ocr§§ La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso In Brianza 28.000 persone non hanno un medico di famiglia fisso e in Lombardia il numero sale a 230.000: sul nostro territorio, se si considera che ogni dottore segue tra i 1.500 e i 1.700 pazienti, mancano tra i 16 e i 18 operatori sanitari a fronte dei 459 in attività. I dati sono forniti da Claudia Toso, direttore del dipartimento cure primarie dell’Asst Brianza, e da Andrea Fascendini, dirigente dello stesso settore. «La carenza – spiegano – si è aggravata dopo la pandemia di covid-19, a partire dal 2022, e colpisce soprattutto l’area ovest del nostro territorio, in particolare Varedo e Limbiate, mentre negli ambiti di Carate e di Seregno la situazione è migliore e in quello di Monza non è stabile: a periodi in cui dobbiamo aprire ambulatori temporanei in cui i medici si alternano nell’assistenza delle persone rimaste senza una figura di riferimento, seguono altri in cui tutti i posti sono coperti. I pazienti in carico ai camici bianchi sono 724.114 distribuiti tra gli 83 dottori che hanno lo studio nell’ambito di Carate, i 98 in quello di Desio, i 93 in quello di Monza, gli 86 in quello di Seregno e i 99 in quello di Vimercate. I 28.000 brianzoli rimasti senza dottore possono fare riferimento agli ambulatori temporanei attivati a Briosco, Lissone, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Varedo, Ceriano Laghetto a cui si rivolgono anche i residenti di Lazzate, a Giussano, Seveso, Correzzana, Vimercate e a Mezzago dove vengono visitati anche i cittadini di Cornate d’Adda. Nel 2026 potrebbero lasciare la professione 32 professionisti: il numero, precisano i responsabili del servizio cure primario, è ipotetico in quanto comprende i medici che compiranno 70 anni ma che potrebbero decidere di rimanere in attività fino ai 73 anni. Qualche casella vuota potrebbe essere riempita dai giovani che a breve inizieranno il percorso triennale di formazione attivato dalla Regione: dei 600 posti disponibili ne sono stati coperti solo 200. «Sempre meglio degli 89 del bando precedente – commentano Toso e Fascendini – c’è una crisi vocazionale per quanto riguarda la medicina di base così come la chirurgia mentre sono gettonatissimi i corsi di oculistica e dermatologia» in quanto garantiscono ritmi di vita più tranquilli e buone opportunità economiche. La Asst Brianza, affermano i responsabili delle cure primarie, sta organizzando l’ingresso dei dottori di famiglia nelle case di comunità: ora sono presenti dalle 8 alle 20 a Limbiate, Lissone, Macherio, Vimercate e in alcuni presidi territoriali ma dovrebbero garantire la presenza in tutte le strutture che saranno inaugurate. «È vero che 28.000 brianzoli non hanno un medico fisso – commentano i dirigenti – ma tutti sono seguiti dagli ambulatori temporanei: abbiamo attivato un unico numero a cui, dalle 8.30 alle 16, risponde personale amministrativo che fissa gli appuntamenti con i dottori nell’arco di 72 ore. In caso sia necessario un consulto sanitario sono disponibili gli infermieri» mentre le prescrizioni per gli esami e i farmaci ripetibili per malattie croniche possono essere chieste tramite mail. «Stiamo valutando – proseguono i responsabili del servizio - se estendere al resto della giornata l’attivazione del numero 116117 a cui viene effettuato un triage telefonico la sera e nei giorni feriali». n ---End text--- Author: Monica Bonalumi Heading: Highlight: in italia Il medico di base è una figura nata insieme al Sistema sanitario nazionale nel 1978. Lo scorso aprile un report firmato dalla Fondazione Gimbe aveva fotografato la situazione con i dati nazionali complessivi più recenti: mancano oltre 5.500 medici di famiglia. « Nel 2026 potrebbero decidere di andare in pensione altri 32 specialisti che avranno raggiunto i 70 anni «Il ruolo unico equivale alla fine della medicina territoriale – dichiara il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa, il sindacato che ha proclamato lo sciopero –. Il medico di famiglia sta diventando un semplice ingranaggio amministrativo, dipendente del sistema ma con tutti gli svantaggi della convenzione.” Le richieste sono la difesa dell’autonomia e del rapporto fiduciario tra medico e cittadino, messo a rischio dal ruolo unico; la tutela della maternità e della genitorialità, con regole e congedi reali che rendano la professione più umana e sostenibile; la programmazione e riconoscimento u n i ve r s i t a r i o della formazione in medicina generale; deburocratizzazione e digitalizzazione sostenibile. Image: -tit_org- La ricetta resta in bianco: in Brianza 28mila persone senza medico di base fisso -sec_org- tp:writer§§ Monica Bonalumi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501747405653.PDF §---§ title§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501741805709.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CITTADINO VIMERCATESE" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501741805709.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501741805709.PDF', 'title': 'CITTADINO VIMERCATESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501741805709.PDF tp:ocr§§ A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... Il presidente Mb dell’ordine: in Italia tutte le professioni sanitarie hanno compensi inferiori al resto dell’Europa di Sarah Valtolina «La professione del medico di famiglia sarebbe più attrattiva se si equiparasse il trattamento economico a quello delle altre specializzazioni». C’è (anche) la questione economica alla base del malcontento di tanti medici di medicina generale che la scorsa settimana hanno scelto di aderire allo sciopero indetto dallo Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, come spiega Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e della Brianza. Ma non solo. C’è poi la burocrazia, fardello per tutti i medici, che occupa gran parte del tempo dei professionisti quando non sono impegnati con la cura dei pazienti. Ma è soprattutto la questione economica il principale deterrente. E non riguarda solo i medici di famiglia. «In Italia tutte le professioni sanitarie ricevono compensi che sono inferiori a quasi la totalità degli altri Paesi europei. Questa è purtroppo una situazione strutturale – continua Teruzzi -. A questo si aggiunge il differente trattamento economico che i medici che seguono il corso di medicina generale hanno rispetto ai medici di altre specialità. La borsa di studio per un medico di medicina generale è la metà di quella assegnata per le altre specializzazioni, ed è evidente che questo contribuisce a rendere sempre meno attrattiva la professione agli occhi dei giovani colleghi. Aumentare il compenso per il medico di famiglia sarebbe un buon incentivo». Attualmente – come conferma il presidente dell’Ordine dei medici – ogni paziente assegnato a un medico di medicina generale “costa” 60 euro all’anno. «Ma questo significa che con 60 euro all’anno si può usufruire della consulenza di un medico ogni volta che si vuole. E questo non succede in nessuna altra specializzazione. Questo è un aspetto che deve essere certamente rivalutato perché la professione del medico di famiglia torni ad essere attrattiva. Sostenere la medicina generale porta benefici a tutto il sistema sanitario nazionale». Oggi a Monza il numero di medici di famiglia è sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini. In città operano dieci medici, per un totale di circa 1.600 pazienti a testa. Non va altrettanto bene nei comuni più piccoli della Provincia dove si assiste a un calo critico dei professionisti di medicina generale. Qui il numero degli assistiti per ogni medico supera le 1.800 unità. A fotografare il problema ci sono anche i numeri dei partecipanti all’ultimo concorso per la medicina generale. In sei regioni (Lombardia compresa ma anche Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino Alto Adige) i candidati non sono stati sufficienti a coprire i posti vacanti dovuti al ricambio generazionale dei medici arrivati a fine carriera. Un trend che si ripete da anni tanto che negli ultimi dieci anni si calcola siano spariti oltre 7.000 medici, quasi il 20% in meno, secondo i dati della Fondazione Gimbe. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: « A Monza la mancanza di professionisti è rientrata, in provincia arrivano ad avere 1.800 assistiti a testa Image:Il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Monza e Brianza, Carlo Maria Teruzzi, che inquadra la situazione del sistema sanitario territoriale in provincia -tit_org- A.A.A. dottori cercasi Stipendio modesto e pazienti infiniti... -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501741805709.PDF §---§ title§§ Farmaci offerti a chi non può curarsi = Contrasto alla povertà: lanciata la campagna "Il farmaco sospeso" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111503253307500.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CORRIERE DI SIENA" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T06:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111503253307500.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111503253307500.PDF', 'title': 'CORRIERE DI SIENA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111503253307500.PDF tp:ocr§§ Campagna della Misericordia per acquistare medicinali alle persone con difficoltà economiche Farmaci offerti a chi non può curarsi La Misericordia punta a superare i disagi economici offrendo rimborsi per medicinali attraverso il crowdfunding: “Il diritto alla salute non si negozia” Contrasto alla povertà: lanciata la campagna “Il farmaco sospeso” SIENA La Misericordia di Siena ha lanciato “Il farmaco sospeso”, una campagna di crowdfunding attiva su una piattaforma dedicata con l’obiettivo di sostenere chi si trova in difficoltà economica nell’acquisto di medicinali non coperti dal Servizio sanitario nazionale. L’associazione di volontariato ha deciso di intervenire con questo progetto nato direttamente nei punti di ascolto. “Ogni giorno incontriamo persone che rinunciano alle cure per motivi economici”, spiegano i volontari. a pagina 3 SIENA La Misericordia di Siena ha lanciato “Il farmaco sospeso”, una campagna di crowdfunding attiva su una piattaforma dedicata con l’obiettivo di sostenere chi si trova in difficoltà economica nell’acquisto di medicinali non coperti dal Servizio sanitario nazionale. L’iniziativa nasce in un contesto sociale preoccupante. Secondo l’ultimo rapporto Istat nel 2024 sono 5,7 milioni le persone in povertà assoluta, pari al 9,8% della popolazione. Tra i più colpiti ci sono le famiglie straniere, con un’incidenza del 30,4%. A questi dati si aggiunge l’8° rapporto Gimbe, secondo cui quasi un italiano su dieci ha rinunciato a visite o cure mediche a causa di difficoltà economiche. La Misericordia ha deciso di intervenire con questo progetto nato direttamente nei punti di ascolto. “Ogni giorno incontriamo persone che rinunciano alle cure per motivi economici – spiegano i volontari –. Con questo progetto vogliamo restituire loro il diritto alla salute, grazie al sostegno di una comunità solidale”. Le donazioni raccolte serviranno a rimborsare l’acquisto di farmaci prescritti ai residenti nel Comune di Siena in condizioni di fragilità economica, segnalati dai Servizi sociali, dalle farmacie e dalle associazioni di volontariato locali. “Il Farmaco Sospeso” rappresenta un gesto concreto e ndicati s emplice volontariato per trasformare la solidarietà in cura, perché nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciare ai medicinali di cui ha bisogno. R.C. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Le segnalazioni I soggetti indigenti saranno indicati da servizi sociali, farmacie e volontariato Image:L’iniziativa La Misericordia in campo contro la povertà con Il farmaco sospeso -tit_org- Farmaci offerti a chi non può curarsi Contrasto alla povertà: lanciata la campagna “Il farmaco sospeso” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111503253307500.PDF §---§ title§§ Se il Ssn fa flop si cerca la sanità integrativa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501938902532.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "SOLE 24 ORE INSERTI" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T03:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501938902532.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501938902532.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE INSERTI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501938902532.PDF tp:ocr§§ coperture malattia Se il Ssn fa flop si cerca la sanità integrativa N egli ultimi 10 anni la spesa sanitaria privata, quindi pagata direttamente dalle tasche dei cittadini e sostenuta dai regimi di finanziamento privato, è cresciuta rosicchiando circa 4 punti percentuali alla spesa sanitaria pubblica. Le liste di attesa si allungano e per fare esami diagnostici di prevenzione spesso occorrono mesi. I cittadini sono costretti così a pagare di tasca propria. Nel 2024, la spesa sanitaria “out of pocket” (a carico degli utenti) ha continuato a rappresentare una parte significativa del finanziamento sanitario totale, con la Fondazione Gimbe che stima una spesa totale per il 2024 di 176,1 miliardi di euro, di cui il 26% (circa 45,7 miliardi) a carico delle famiglie. Questa cifra include sia la spesa diretta sia quella intermediata da fondi sanitari e assicurazioni. in questo scenario si fanno largo anche le polizze malattia acquistate dalle famiglie (direttamente o in forma collettiva). I più fortunati riescono ad essere coperti da fondi integrativi di natura negoziale o aziendale, che tra l’altro permettono di poter proteggere anche persone con malattie pregresse che muovendosi in forma individuale avrebbero particolari difficoltà a trovare soluzioni a prezzi accettabili. chi non è così fortunato da avere una cassa o un fond0, che di solito prevedono coperture di prezzo accessibile (anche per i famigliari), deve fare ricorso a polizze individuali ad hoc normalmente più care. Queste soluzioni sono sempre più arricchite da servizi aggiuntivi di prevenzione o di assistenza (check up, teleconsulto, assistenza, pacchetti di prevenzione da determinate patologie). Si tratta poi di prodotti modulari personalizzabili e modificabili. La polizza malattia può prevedere una copertura in forma di assistenza diretta presso strutture mediche e medici convenzionati (in questo caso, l’assicurazione paga direttamente) oppure il rimborso (l’assicurazione, dietro presentazione della fattura, liquida le spese sostenute dall’assicurato). Può essere previsto anche il pagamento, da parte della compagnia, di una determinata somma di denaro per ogni giorno di ricovero e un’integrazione ulteriore per i lavoratori autonomi. la formula “invalidità permanente” inoltre assicura il pagamento di una determinata somma quando non si è più in grado di lavorare a causa di una malattia che provoca invalidità totale o parziale (da notare che se la perdita della capacità lavorativa deriva da infortunio non è coperta da questo tipo di contratto che copre invece solo se del deficit è una malattia). Firmato il contratto, la copertura si attiva dopo che è trascorso un determinato periodo dalla stipula (carenza). Quando si stipulano queste polizze bisogna fare attenzione ad alcune clausole e condizioni contrattuali dai massimali indennizzabili alla presenza di medici convenzionati, il cui mancato utilizzo può comportare esclusioni o riduzioni del rimborso. Vi sono poi da considerare franchigie, scoperti e soprattutto esclusioni. Occhio anche a non fare omissioni quando si compila il questionario anamnestico che ha lo scopo di rendere noto alla compagnia lo stato di salute nonchè l’esistenza di patologie pregresse. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Federica Pezzatti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Se il Ssn fa flop si cerca la sanità integrativa -sec_org- tp:writer§§ Federica Pezzatti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501938902532.PDF §---§ title§§ Intervista Orazio Schillaci - Schillaci: «L'IA molto utile in sanità, ma certo non potrà sostituire il medico» = Schillaci: «L'IA sarà molto utile Ma non può sostituire il medico» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662404775.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "AVVENIRE" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662404775.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662404775.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662404775.PDF tp:ocr§§ Schillaci: «L’IA molto utile in sanità, ma certo non potrà sostituire il medico» L’INTERVISTA Schillaci: «L’IA sarà molto utile Ma non può sostituire il medico» «L’intelligenza artificiale è un’opportunità, ma anche una grande responsabilità. Il nostro compito è coniugare l’algoritmo con la dimensione umana che resta prioritaria». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ragiona con Avvenire sul tema lanciato da papa Leone XIV in settimana su rischi e opportunitò dell’IA in ambito sanitario. L’intervista a pagina 5 Roma M inistro della Salute Orazio Schillaci, partiamo da un tema che sta creando molto dibattito negli ultimi tempi: l’intelligenza artificiale. Il Papa qualche giorno fa, in un videomessaggio al congresso internazionale della Pontificia Accademia per la vita, ha invitato a guardarne le grandi opportunità in medicina, ma ha messo in guardia sui rischi che potrebbero derivarne da un uso non orientato all’uomo e al bene comune. Quale è la sua opinione? Le parole del Santo Padre richiamano a un principio fondamentale, quello della dignità della persona che si lega a sua volta alla relazione, imprescindibile, tra medico e paziente nel processo di cura. Sono parole che condivido e che rispecchiano la mia opinione come medico e come ministro della Salute. L’intelligenza artificiale è un’opportunità, ma anche una grande responsabilità. Il nostro compito è coniugare l’innovazione con l’etica, l’algoritmo con la dimensione umana che resta prioritaria. Come si può, secondo lei, governare questo processo? Con un approccio saggio verso le innovazioni che, se utilizzate nel giusto modo, possono essere d’aiuto anche a migliorare la relazione tra medico e paziente. La tecnologia, ad esempio, può contribuire a ridurre il carico burocratico per i medici e liberare tempo da dedicare all’ascolto del paziente che in quel momento vive una situazione di vulnerabilità. Stiamo formando i futuri professionisti sanitari e questo significa acquisire le capacità necessarie a gestire i nuovi strumenti tecnologici e preservare il senso profondo della vocazione medica: ascoltare, comprendere, curare. Pensa che grazie all’IA si possano risolvere problematiche croniche del nostro Ssn come le liste d’attesa? Se pensiamo alle liste d’attesa, l’intelligenza artificiale può essere un supporto per facilitare alcuni processi. Penso a sistemi per gestire meglio le agende e agevolare il rapporto tra strutture e pazienti ma anche alla possibilità, incrociando i diversi dati a disposizione, di riequilibrare la domanda e l’offerta di salute. Abbiamo finalmente un sistema efficace di monitoraggio dei tempi di attesa, Agenas sta lavorando alla Piattaforma per l’intelligenza artificiale e la sinergia tra questi strumenti può rappresentare un valore aggiunto. Ma anche in questo caso gli algoritmi da soli non bastano. La riduzione dei tempi di attesa dipende, in primo luogo, da un’organizzazione più efficiente dei servizi che a sua volta dipende dalla capacità e dal rigore degli amministratori. Crede che si arriverà mai a sostituire il medico e il suo rapporto con i pazienti con l’Intelligenza artificiale? Credo che nessuno voglia vedere in futuro strutture sanitarie popolate da robot. La sola idea prefigura scenari di solitudine e smarrimento. Nessun algoritmo potrà mai sostituire la centralità del medico nei processi decisionali e nel rapporto con il paziente che non è fatto solo di procedure cliniche ma di ascolto, di empatia e di supporto. Alla macchina manca la dimensione umana ed emotiva che invece è fondamentale nella relazione di cura. Ricordiamoci che l’intelligenza artificiale aiuta il medico nel fornire dati e analisi ma poi spetta a lui, con la sua competenza, interpretarli tenendo conto delle condizioni specifiche di ciascun paziente. È importante, in questo dibattito sull’intelligenza artificiale, tenere a mente la differenza tra “curare” e “prendersi cura” che significa occuparsi e preoccuparsi del paziente nella sua complessità. Il clinico cosciente sa che nella tecnologia ha a disposizione un alleato da cui potrà sentirsi talvolta persino sfidato, ma alla fine si affiderà alla sua conoscenza e sapienza. Non pensa che invece l’IA possa aumentare le diseguaglianze per i pazienti tra quelle strutture o regioni che la usano e quelle che non la utilizzano? È un rischio da non sottovalutare e di cui c’è consapevolezza. Ritengo che l’innovazione sia davvero utile solo se è a beneficio di tutti e quindi deve essere al servizio dell’equità. Penso alla telemedicina che pure può avvalersi dell’intelligenza artificiale. Sono servizi che riducono distanze e disparità e permettono a una gestione più efficace dei pazienti fragili come gli anziani e i malati cronici. Ma se non vengono garantiti in tutti i contesti territoriali, di fatto si traducono in una forma di disuguaglianza. È proprio quello che dobbiamo evitare. Il nostro impegno va nella direzione di garantire l’equità. Il ministero che guida ha investito risorse del Pnrr sulla modernizzazione del sistema anche con progetti sull’IA, in cosa consistono? Come ho ricordato, uno degli investimenti del Pnrr riguarda la realizzazione di una Piattaforma di Intelligenza artificiale per supportare i professionisti sanitari che lavorano nel contesto dell’assistenza territoriale e per ridurre il carico amministrativo e organizzativo. Inoltre, stiamo sviluppando l’Ecosistema dei dati sanitari, integrato con le informazioni del Fascicolo sanitario elettronico, che potrà trasformare informazioni cliniche strutturate in servizi intelligenti anche con sistemi di alert in presenza di anomalie. E stiamo disciplinando l’uso dell’intelligenza artificiale da applicare in relazione ad alcuni elementi del Fascicolo sanitario elettronico. Oltre al Pnrr, il ministero ha finanziato progetti delle Reti Irccs realizzati in ambito oncologico, neurologico e cardiologico che applicano anche l’intelligenza artificiale per finalità di ricerca e di prevenzione. Ora passiamo ai problemi aperti del Ssn, come le liste d’attesa e la carenza di alcune categorie di medici e infermieri. Quale è il piano per affrontarli? Nella finanziaria all’esame del Parlamento ci sono fondi per le assunzioni e per aumentare ulteriormente le indennità di specificità, in modo più significativo per gli infermieri. Come noto, la carenza di medici riguarda soprattutto alcune specializzazioni meno attrattive su cui siamo intervenuti pagando di più i contratti. Per gli infermieri, la situazione è più critica. Abbiamo avviato tre nuove lauree magistrali, detassato gli straordinari al 5% e lavoriamo con gli Ordini per maggiori possibilità di crescita professionale. Ed è stata approvata la riforma delle professioni sanitarie per potenziare le competenze e le prospettive di carriera. Sono solo alcune delle misure adottate per valorizzare il personale sanitario, ma è chiaro che si deve agire più fronti per rispondere a una criticità che non nasce oggi e che richiede tempo. Sulle liste d’attesa, per la prima volta c’è una legge che indica strumenti per servizi più efficienti. Dove è applicata, vediamo i primi risultati con l’incremento di prestazioni ai cittadini che devono poter fare visite ed esami nei tempi giusti. Le Regioni spesso manifestano la mancanza di trasferimenti di fondi adeguati? Dove è il problema? Credo si debba riconoscere a questo governo di non aver lesinato impegno nello stanziare risorse sulla sanità, anzi. Il fondo sanitario nel 2022 era a 125 miliardi e nel 2026 raggiungerà quasi i 143 miliardi. La chiave resta però come si spendono queste risorse. Spesso ci troviamo di fronte a problemi dovuti per lo più a una scarsa efficienza nell’organizzazione e su questo serve uno sforzo maggiore da parte di chi deve erogare i servizi sui territori. I fondi ci sono ma a volte, come abbiamo visto in passato anche per le liste d’attesa, non vengono spesi, spesi male o per finalità diverse da quelle per cui erano previsti. Su questo, il ministero vigila con attenzione perché non dobbiamo dimenticare che il nostro unico interesse è dare risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. ---End text--- Author: ALESSIA GUERRIERI Heading: L’INTERVISTA Highlight: L’INTERVISTA Il ministro della Salute assicura di «non sottovalutare» il rischio che le nuove tecnologie aumentino il divario sanitario tra le Regioni «In manovra i fondi ci sono, ma vanno spesi bene» «Le parole di Papa Leone XIV richiamano a un principio fondamentale, la dignità della persona L’Intelligenza artificiale è un’opportunità, il nostro compito però è coniugare l’innovazione con l’etica» Le fragilità dei giovani raccontate in tre numeri 92,5% I 15-19enni che dichiarano di dialogare con i chatbot (fonte Save the children) 54,5% I maschi della stessa fascia d’età che frequentano siti pornografici 47,1% La percentuale di quelli che dichiarano di avere subito atti di cyberbullismo Image:Il ministro della Salute Orazio Schillaci durante un question time al Senato. Schillaci è medico, docente di Medicina nucleare ed è stato rettore dell’Università Tor Vergata di Roma /Ansa arted o e re 2 50 n r no o r vescovo Edizione chiusa alle ore 22 uotidia o di is ira io e Editoriale IL PARADIGMA DELLA SALUTE A LA LLI ELLI A venire llo stato attuale la manovra 2026 stanzia 6 miliardi aggiuntivi per la sanità (dopo i circa 3,7 già assegnati dalla precedente manovra) destinati a personale, indennità, prevenzione, assistenza territoriale e ricerca. È previsto anche un piano straordinario di assunzioni con oltre 12mila nuove unità nel 2026, e tra le varie azioni previste c’è il rafforzamento degli screening oncologici esistenti, l’introduzione di quello per il tumore del polmone e il potenziamento di diverse misure a sostegno di malattie rare, salute mentale e cure palliative. A fronte delle misure e dei segnali positivi che alcune di esse mettono in campo, la situazione della sanità presenta criticità e lacune che però richiederebbero un impegno maggiore. Come evidenziato nel Rapporto ASviS 2025 sullo sviluppo sostenibile, appena pubblicato, a livello mondiale i progressi nella salute globale stanno rallentando dopo decenni di continui miglioramenti. L’Assemblea mondiale della Salute, nella sessione annuale di maggio, ha messo in evidenza l’urgenza di intensificare gli sforzi per aumentare gli investimenti in sistemi sanitari resilienti e inclusivi e ha proposto l’assunzione di nuovi importanti impegni. In particolare, è stata adottata la risoluzione che approva il primo accordo mondiale sulle pandemie e per la preparazione alle emergenze sanitarie, un nuovo target per dimezzare al 2040 le morti premature per inquinamento dell’aria, misure per affrontare la carenza di forza lavoro nella sanità e per integrare la socialità nelle politiche di prevenzione quale determinante fondamentale per la salute. È stato inoltre assunto il piano d’azione globale su cambiamenti climatici e salute. IL ATT attoli a O a e ire it P I nostri temi E Sanità da curare Leone XIV mette in guardia dall’IA in campo medico: «Dignità umana priorità assoluta» Dalla tecnologia chance per sanare le carenze strutturali, ma il fattore umano resta chiave REV ST I L’ALLAR E DELL’AI A addoppia l’uso degli psico armaci Li assume un minore ogni Il disagio dei giovanissimi cresce: una delle spie è l’aumento esponenziale dell’utilizzo di psicofarmaci. Che è raddoppiato in meno di dieci anni. n minorenne su 175 (lo 0,57% della popolazione under 18), ne ha fatto uso l’anno scorso. Nel 2016 la percentuale era dello 0,26%. Di pari passo è cresciuto il consumo che è passato da 20,6 a 59,3 confezioni per mille minorenni. Il dato è contenuto nel Rapporto realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). A soffocare è la «dignità» dell’essere umano, specialmente di chi vive il tempo della malattia, che invece, continua a ribadire Prevost, deve restare la «priorità assoluta». Lo ha detto ieri papa Leone XIV, tornando su un concetto a lui caro che solo sabato aveva ripreso a proposito del lavoro. L’occasione è stato il messaggio rivolto ai partecipanti al Congresso internazionale della Pontificia Accademia per la Vita, che si tiene fino a domani all’Augustinianum di Roma, sul tema “Intelligenza artificia le e medicina: la sfida della dignità umana”. La tecnologia è un’occasione unica per la sanità alle prese con carenze strutturali di risorse e personale, ma il fattore umano resta chiave. E in particolare nelle cure palliative, oggi al centro della iornata nazionale in Italia. VITE CA IATE aolo dal carcere ha imparato a are al uartiere IO IO A LU I «Dare. Devo dare, perché molto ho tolto e molto ho ricevuto. o tolto a mia moglie e ai miei figli, ho tolto alla società, ho tolto a me stesso. È il tempo della restituzione». A N N R IT utte le risorse che ser ono al erzo settore PAOLO M. ALFIERI Il erzo settore italiano è a un punto di svolta, la finanza sociale è nel pieno di una stagione di trasformazione: fiducia, impatto e capacità di innovare sono diventate le nuove parole d’ordine. La prima pagina di Avvenire di martedì scorso Report riapre il caso Authority Trump allo scontro con la Bbc con il messaggio di Leone XIV al Il ideoritratto del uturo apa OLTRE congresso L’AFRICA internazionale della I NEOCOLONIALISMI PontificiaDAccademia per la vita, in cui mette in guardia sull’IA in campo Sharaa alla Casa Bianca Il Camer n conferma Bi a medico. La seconda puntata sul tema è uscita giovedì 13 novembre Arena A rimopiano IN R A I NE T I U continua a pagina Editoriale I P MA IO GIR al volgere del Millennio l’Africa è diventata terreno di scontro geopolitico tra sa, Cina, Russia e altri soggetti, tra cui l’Europa. Al centro della contesa energia, agricoltura, materie prime e terre rare. L’arrivo dei cinesi ha rimesso al centro degli interessi globali l’Africa che gli occidentali, avevano abbandonato nel corso degli anni Novanta. Per quanto riguarda gli Stati niti, né arac Obama né Dopo Leon de Perù, arriva Leo from Chicago per raccontare le origini di Leone XIV. In occasione della ricorrenza dei sei mesi dall’elezione, il documentario è stato reso disponibile su ou ube. Prodotto dalla Direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione è stato realizzato da Deborah Castellano Lubov, Salvatore Cernuzio e Felipe errera-Espaliat: «Ci siamo accorti, dopo il primo viaggio nel cuore della missione di papa Prevost, che mancava il prequel», spiega Cernuzio. Sul arante per la privacy si consuma l ennesimo scontro tra Schlein e Meloni. Dopo la nuova puntata di Report la segretaria dem chiede «le dimissioni dell intero consiglio» denunciando «la forte permeabilità alla politica». Stessa richiesta del leader M5S Conte che sottolinea la necessità di «regolare i conflitti di interesse». «Questo arante è stato eletto durante il governo giallo-rosso. Se il Pd e i 5s non si fidano di chi hanno messo all Autorità, non se la possono prendere con me», la replica della presidente del Consiglio. Informazione al centro anche dell’ultima campagna di Donald rump, che ha chiesto un risarcimento miliardario alla bc dopo i filmati manipolati già costati le dimisioni ai vertici della celeberrima emittente di stato inglese. Lupi Arena MEDIO arcelli azzante glietti L'OTTAVO ASS CIA I NI CRITICHE VERS IL DDL « ignoramenti e s ratti il rischio che i ragili non engano tutelati» Forte preoccupazione da parte delle realtà impegnate contro il sovraindebitamento per la proposta del disegno di legge 978 che tra i vari effetti rischia di accelerare in sostanza gli sfratti. Approvato dalla commissione iustizia del Senato, la misura consentirebbe all’avvocato del creditore di emettere direttamente l’ingiunzione di pagamento senza il controllo del giudice. «Si mette a rischio la dignità delle persone». onzanni e Lam ru c i -tit_org- Intervista Orazio Schillaci - Schillaci: «L’IA molto utile in sanità, ma certo non potrà sostituire il medico» Schillaci: «L’IA sarà molto utile Ma non può sostituire il medico» -sec_org- tp:writer§§ Alessia Guerrieri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662404775.PDF §---§ title§§ Sanità, la riforma lombarda è un regalo alle assicurazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501660904792.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "FATTO QUOTIDIANO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501660904792.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501660904792.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501660904792.PDF tp:ocr§§ SANITÀ, LA RIFORMA LOMBARDA È UN REGALO ALLE ASSICURAZIONI D alla Lombardia arriva un attacco senza precedenti al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), destinato ad allargarsi a tutto il Paese: infatti, per il governo il modello lombardo è da estendere a livello nazionale e Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha chiesto alla Conferenza Stato-Regioni di affidargli l’elaborazione di una (contro)riforma della sanità da portare in Parlamento per sostituire la legge nazionale 833/78. Inoltre, fondi, mutue e assicurazioni chiederanno quanto prima alle altre regioni di seguire l’esempio lombardo. Il 15 settembre la Lombardia ha approvato la delibera n. 4986 su “Determinazioni in merito alla disciplina delle prestazioni erogate da strutture ed enti pubblici del sistema socio-sanitario regionale nell’ambito dell’assistenza integrativa (fondi, mutue e assicurazioni)” con uno schema di convenzione tra Asst (in Lombardia le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali, ospedali e servizi territoriali) e Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) pubblici e i Fondi, Mutue ed Assicurazioni. L’obiettivo è spingere tali soggetti privati a inviare i loro assistiti presso le strutture sanitarie pubbliche. I medici del Ssn potranno decidere se partecipare a questa inedita super intramoenia. Inoltre, Asst e Irccs dovranno garantire alle assicurazioni, per ogni prestazione, prezzi inferiori a quelli destinati ai singoli cittadini solventi e la politica tariffaria dovrà essere “orientata anche in relazione ai volumi di prestazioni richieste dai Fondi, Mutue e Assicurazioni”. Tutto è delegato al mercato. Gli ospedali pubblici garantiranno, attraverso dei contratti, migliaia di visite e persino ricoveri alle assicurazioni a prez- SALUTE zi ribassati. Ma i medici e gli inFONTAN fermieri resteranno sempre quelli, non si moltiplicano! SOTTOM Come descritto nella newsletFONDI P ter “Diritti in salute”, le conseguenze sono immaginabili: COSÌ NA un’ulteriore crescita delle liste L’INTRA d’attesa, che già ora arrivano fino a due/tre anni! I cittadini sa- AL QUA ranno scavalcati da chi avrà un’assicurazione; le prestazioni rivolte a costoro, infatti, saranno più redditizie per medici, ospedali e quindi per i direttori generali. Ma non può essere questo il modo per aumentare lo stipendio dei medici. Incredibilmente la Lombardia con delibera n. 5057 del 29 settembre ha destinato alle strutture private 10 milioni per abbattere le liste d’attesa, sostenendo che nel servizio pubblico non ci sono risorse umane sufficienti. Inoltre dai Nas emergerebbe che in vari ospedali pubblici le attività intramoenia superino già i limiti di legge. E la regione che fa? Mette il Ssn al servizio delle assicurazioni e inventa la super intramoenia! Ipotizziamo poi che un ospedale stipuli una convenzione con le Assicurazioni per una cifra significativa: al bilancio dovuto al finanziamento pubblico e alla sua attività istituzionale si aggiungeranno i soldi derivanti dalle Assicurazioni, che verranA SI no considerati entrate irrinunETTE AI ciabili e inseriti in una sorta di bilancio consolidato, e così AssiRIVATI: curazioni e Fondi potranno conSCE dizionare le scelte future dell’ospedale che, formalmente pubMOENIA blico, di fatto svilupperà una geDRATO stione pubblico-privata con la quale il privato si mangerà un altro pezzo del Ssn. Il Coordinamento “La Lombardia SiCura”, con decine di associazioni, Medicina Democratica, Arci, Acli, Cgil e i partiti d’opposizione, stanno organizzando iniziative per il ritiro della delibera contro la quale si è schierata anche la Uil e il Coordinamento degli Sportelli, mentre il M5S ha presentato un’interrogazione parlamentare. Ma è urgente una mobilitazione nazionale. ---End text--- Author: VITTORIO AGNOLETTO Heading: Highlight: SALUTE FONTANA SI SOTTOMETTE AI FONDI PRIVATI: COSÌ NASCE L’INTRAMOENIA AL QUADRATO Image: -tit_org- Sanità, la riforma lombarda è un regalo alle assicurazioni -sec_org- tp:writer§§ VITTORIO AGNOLETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501660904792.PDF §---§ title§§ Prescrivere meno, curarsi meglio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501672004871.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501672004871.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501672004871.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501672004871.PDF tp:ocr§§ Prescrivere meno, curarsi meglio N el 2024, secondo il Rapporto OsMed dell’Agenzia Italiana del Farmaco, un anziano su tre in Italia ha assunto almeno cinque farmaci diversi ogni giorno per oltre sei mesi all’anno, e quasi il 70 per cento degli over 65 ha ricevuto prescrizioni di cinque o più principi attivi differenti nel corso di dodici mesi. Tra gli ultraottantacinquenni, la media sale a 8,7 sostanze diverse per persona. Numeri di una sanità che, pur animata dall’intento di curare, rischia di nuocere. La politerapia – l’assunzione contemporanea di molti medicinali – è spesso inevitabile per chi convive con più patologie croniche. Ma è un problema quando la moltiplicazione delle prescrizioni sfugge al controllo, creando interazioni farmacologiche, reazioni avverse e ricoveri evitabili. Il Rapporto Aifa segnala che l’esposizione a troppi principi attivi aumenta il rischio di effetti collaterali gravi, soprattutto nei grandi anziani, e può portare a esiti fatali. L’eccesso di farmaci non è solo un pericolo per la salute, ma anche per i conti pubblici. Serve un cambio di paradigma: non “più farmaci” ma più appropriatezza prescrittiva da parte soprattutto della medicina generale. L’Agenzia italiana del farmaco invita dunque a promuovere il deprescribing – la revisione periodica delle terapie – come pratica di sicurezza e sostenibilità. In un paese che invecchia rapidamente, la vera sfida non è somministrare di più, ma curare meglio, restituendo ai pazienti una vita più sana, meno medicalizzata e più libera dai rischi di possibili effetti collaterali legati all’eccesso di pillole. Contribuendo così anche a ridurre, almeno in parte, inutili sprechi di risorse a danno del Ssn. (gi. rodri) ---End text--- Author: gi.rodri Heading: Highlight: Image: -tit_org- Prescrivere meno, curarsi meglio -sec_org- tp:writer§§ gi.rodri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501672004871.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - I tabù sulla sanità che la politica non affronta. Ci scrive il presidente del Lazio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748305646.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748305646.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748305646.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748305646.PDF tp:ocr§§ I tabù sulla sanità che la politica non affronta. Ci scrive il presidente del Lazio Al direttore - L’editoriale da lei firmato, a partire dai dati Istat che raccontano l’ascesa del numero di centenari in Italia, ha il merito di inquadrare con intelligenza una questione che troppo spesso viene banalizzata. Invecchiare non è solo vivere più a lungo. E’ abitare una fase diversa della vita che richiede istituzioni capaci di adattarsi e ripensarsi. Nel Lazio, la fotografia che ci restituiscono gli stessi dati Istat ci colloca in una necessaria e giusta posizione di responsabilità. L’aspettativa di vita nella nostra regione, infatti, ha toccato quota 82,8 anni, al di sopra della media nazionale. Ma questo dato, pur essendo frutto di una buona performance del Servizio sanitario regionale, non può essere considerato un punto di arrivo. E’ un punto di partenza, ed è anche una sfida: che tipo di vita stiamo garantendo a chi vive più a lungo? E soprattutto, come prepariamo il sistema sanitario, sociale ed economico ad accompagnare una popolazione sempre più longeva? Le tre direttrici che lei ha indicato – la qualità della spesa pubblica, la centralità del merito, la trasformazione del sistema sanitario – non solo mi vedono pienamente d’accordo, ma coincidono con le direttrici lungo cui stiamo orientando l’intera azione regionale da quando ho assunto il ruolo di presidente, mantenendo per scelta personale la delega alla Sanità. Il bilancio regionale che abbiamo ereditato raccontava una storia difficile, fatta di sacrifici imposti da anni di commissariamento, e di scelte spesso obbligate. Oggi, anche grazie a una gestione più rigorosa e orientata all’equilibrio, possiamo finalmente tornare a investire. Ma attenzione: non si tratta di spendere di più. Si tratta di spendere meglio e in modo appropriato. La buona spesa è quella che produce salute, prossimità, efficienza e umanizzazione delle cure. E’ quella che non moltiplica cattedrali nel deserto, ma costruisce reti funzionali attorno alle persone. E’ quella che non compra consenso, ma costruisce fiducia. Ed è proprio questa visione che ci guida nella pianificazione territoriale e nell’utilizzo delle risorse straordinarie del Pnrr. In sanità, la competenza non è un accessorio, ma la spina dorsale della fiducia pubblica. Per questo ritengo inaccettabile che la permanenza nei ruoli apicali sia disgiunta dalla valutazione della qualità. Non può esistere – e non deve più esistere – un primario “a vita” se la sua guida non è all’altezza delle sfide cliniche e organizzative. Il nostro obiettivo è semplice: rimettere al centro il valore delle persone, delle équipe, delle buone pratiche. Il merito è una condizione necessaria per costruire un sistema sanitario all’altezza del presente. Il Servizio sanitario italiano è nato per la gestione delle malattie acute. Ma la società in cui viviamo è dominata dalla cronicità e sarà sempre più così. L’anziano, spesso portatore di fragilità multiple, ha bisogno di una sanità che non aspetti l’emergenza, ma la prevenga. Per questo abbiamo lavorato finora e stiamo lavorando, in coerenza con il disegno del dm 77 e con le linee strategiche del Pnrr, alla costruzione di una sanità di comunità: Case e Ospedali della Comunità, anche come luoghi di prevenzione, Centrali operative territoriali per facilitare la continuità dell’assistenza, telemedicina perché le cure siano più prossime, assistenza domiciliare integrata perché la casa sia davvero il primo luogo di cura. E’ un salto culturale, prima ancora che organizzativo: significa affermare che la cura non si misura solo in prestazioni, ma in relazioni, in continuità, in prossimità. Significa ridare centralità al medico di medicina generale, valorizzare gli specialisti ambulatoriali, immaginare nuove figure socioassistenziali che possano essere punto di riferimento stabile per i nostri anziani. C’è un pensiero del filosofo tedesco HansGeorg Gadamer che porto spesso con me: “La salute è quel silenzioso equilibrio che si fa sentire solo quando si spezza”. Il nostro compito è proprio questo: non aspett are che il silenzio si rompa, ma custodirlo, proteggerlo e renderlo accessibile a tutti. In fondo, dietro l’aumento dei centenari non c’è solo una conquista biologica. C’è – o dovrebbe esserci – la promessa che una vita lunga possa essere anche una vita degna. E questa promessa non si realizza con gli annunci, ma con le riforme. Non con i tagli lineari, ma con le scelte coraggiose. Non con la retorica della longevità, ma con l’etica della responsabilità. La politica, quando è all’altezza del suo compito, ha il dovere di guardare lontano. E una società che guarda lontano è una società che si prende cura dei suoi anziani non come un peso, ma come una risorsa, una memoria attiva, una presenza da accompagnare con rispetto, intelligenza e umanità. Con stima e gratitudine per lo spunto che ci ha offerto, Le porgo i miei più cordiali saluti. Francesco Rocca presidente della regione Lazio ---End text--- Author: Francesco Rocca Heading: Highlight: Image: -tit_org- AGGIORNATO - I tabù sulla sanità che la politica non affronta. Ci scrive il presidente del Lazio -sec_org- tp:writer§§ Francesco Rocca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501748305646.PDF §---§ title§§ Per dimagrire si inietta il farmaco anti-diabete: era falso, ora è in coma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662504776.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "LIBERO" del 15 Nov 2025

Una 31enne di Verona ha acquistato in rete l'Ozempic, però era insulina Ormai la pratica è diffusissima, ma sul web girano prodotti non certificati

pubDate§§ 2025-11-15T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662504776.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662504776.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662504776.PDF tp:ocr§§ I RISCHI DI UN FENOMENO ORMAI MONDIALE Per dimagrire si inietta il farmaco anti-diabete: era falso, ora è in coma Una 31enne di Verona ha acquistato in rete l’Ozempic, però era insulina Ormai la pratica è diffusissima, ma sul web girano prodotti non certificati ¦ La morte (non) ti fa bella. Se riuscirà a passare questo messaggio, allora è probabile che storie, come quella della ragazza di Padova che ha rischiato di passare a miglior vita per una dieta, spariranno dalle cronache. La giovane – ha raccontato il “Corriere Veneto” – ha comprato online una falsa fiala di Ozempic, il farmaco miracoloso che fa dimagrire usando il principio attivo della semaglutide, e se l’è iniettata con la stessa facilità con cui si monta un mobile fai-da-te all’Ikea. Da lì, il buio: nella “pennetta” non c’era il medicinale prodigioso, ma soltanto insulina. Dopo pochi minuti, la trentunenne è crollata in coma ipoglicemico, ritrovandosi all’improvviso con una glicemia sotto quota 40 (il minimo è 80). I soccorritori l'han portata in ospedale, i medici l'hanno rianimata con glucosio endovena salvandola. La confezione, a guardarla, era una barzelletta: errori di stampa, logo deformato, istruzioni in una lingua sconosciuta. Il sito che lo vendeva? Una vetrina “wellness” con sede apparente in Italia, ma senza l’ombra di un’autorizzazione sanitaria. Tutto è business, anche una bella silhouette. Ozempic non è acqua fresca. Serve ai diabetici di tipo 2 ed è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. Quando lo si usa per l’obesità, invece, scatta la prescrizione specialistica e la spesa privata: 400 euro al mese per la speranza di una taglia in meno. Il principio attivo è la semaglutide: funziona, sì, ma solo in casi specifici. Eppure l’ossessione estetica corre più veloce della medicina. Negli Stati Uniti, fra modelli da passerella e star da copertina, lo hanno trasformato in un capriccio glamour. Elon Musk l’ha sbandierato come toccasana, il resto lo ha fatto Internet. La cronaca non si ferma a Padova. A Bolzano, nel giugno scorso, cinque persone sono state denunciate per aver falsificato 152 ricette esaurendo l’intera scorta cittadina e lasciando i diabetici senza terapia. Le prescrizioni taroccate venivano da ricettari rossi rubati a cinque medici dell’ospedale San Maurizio. Venticinque specialisti ascoltati, dodici farmacisti interrogati e un sospetto evidente: le confezioni finivano nelle palestre o nelle mani di chi voleva sgonfiare la pancia a colpi di molecole. E mentre le inchieste si moltiplicano, la Fondazione Veronesi lancia l’allarme: online girano prodotti che possono avere dosaggi errati, principi attivi diluiti o aumentati, o addirittura contaminati da batteri. Una roulette chimica venduta come scorciatoia per la forma fisica. Il professor Roy De Vita, primario dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Regina Elena” di Roma e volto noto della divulgazione medica più seguita sui social, sul tema dei farmaci per il dimagrimento rapido, è spietato. A Libero spiega: «Esistono medici, troppi aggiungerei, che li prescrivono con totale disinvoltura, dimenticando, ignorando o sottovalutando gli effetti collaterali: nausea, diarrea, vomito, danni all'apparato renale e al fegato e, su tutti, la pancreatite. Effetti collaterali che sono tutt'altro che rari e molto, molto importanti». La sua è una diagnosi netta: «La ricerca della perdita di peso non dovrebbe mai far correre rischi di questo genere», aggiunge. «E, anche a causa di questi effetti collaterali, sono partite innumerevoli richieste di risarcimento danni e, solo negli Stati Uniti, al momento sono in atto cause legali per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di dollari». Questa faciltà di prescrizione, sottolinea, «ha fatto sì che la gente si sia convinta che la metodica sia banale e scevra da rischi e faccia così il passo successivo, andando alla ricerca del prezzo più basso». «È evidente», prosegue il professor De Vita, «che l’atteggiamento sia da incoscienti, perché su web girano nella migliore delle ipotesi sostanze placebo, nella peggiore farmaci pericolosi perc hé hanno dosaggi errati o principi attivi alterati, ma sembra che la gente non se ne renda conto. È indispensabile proteggerla. Purtroppo bisogna sempre che accada qualcosa di drammatico perché si prendano provvedimenti. Il web in campo sanitario, a qualsiasi livello, ha bisogno di essere regolamentato». Quanto vale giocare sporco con la propria salute? ---End text--- Author: SIMONE DI MEO Heading: Highlight: LA SOSTANZA Il farmaco fa dimagrire grazie al principio attivo della semaglutide IL PROF. DE VITA «Troppi medici li prescrivono con disinvoltura, trascurando gli effetti collaterali» Image:La speciale siringa utilizzata per iniettarsi l’Ozempic -tit_org- Per dimagrire si inietta il farmaco anti-diabete: era falso, ora è in coma -sec_org- tp:writer§§ Simone Di Meo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501662504776.PDF §---§ title§§ Il Fisco entra nella tessera sanitaria per controllare spese e detrazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654504856.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "MESSAGGERO" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654504856.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654504856.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654504856.PDF tp:ocr§§ Il Fisco entra nella tessera sanitaria per controllare spese e detrazioni LA MISURA ROMA Stop ai rimborsi per le false spese mediche portate in detrazione. Il Fisco avrà accesso diretto ai dati del sistema “Tessera Sanitaria” per consultare, nell’ambito dei controlli formali sulla dichiarazione dei redditi, le spese sanitarie e veterinarie di tutti i contribuenti. A prevedere la svolta è il decreto del ministero dell’Economia del 29 ottobre, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 10 novembre. Lo stesso decreto stabilisce per medici e farmacie, strutture pubbliche e private, laboratori e studi professionali, l’obbligo di comunicare al sistema “Tessera Sanitaria”, entro il 31 gennaio di ogni anno, le spese sanitarie sostenute dai cittadini. Nel 2026 la scadenza slitterà al 2 febbraio visto che il 31 gennaio cade di sabato. La nuova procedura sostituisce il precedente sistema di invii mensili e allinea le scadenze agli altri flussi informativi destinati alla dichiarazione precompilata. È possibile portare in detrazione dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro. Si può usufruire della detrazione solo se le spese sono rimaste effettivamente a carico del contribuente. COME FUNZIONA Il provvedimento appena pubblicato in Gazzetta ufficiale introduce insomma la trasmissione annuale delle spese e disciplina la consultazione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate, prevedendo che il sistema “Tessera Sanitaria” metta a disposizione dei dipendenti del Fisco incaricati dell’attività di controllo l’elenco dettagliato delle spese sanitarie e veterinarie relative al contribuente e ai familiari fiscalmente a carico, solo per le dichiarazioni oggetto di verifica formale. Sono escluse dalla consultazione le spese per le quali il cittadino esprime opposizione. L’opposizione si esercita accedendo al portale del sistema “Tessera Sanitaria”. Ma quali informazioni potranno essere visualizzate, più nel dettaglio, dai funzionari delle Entrate? Lo sguardo del Fisco si concentrerà su rettifiche, variazioni e differenze tra gli importi originari trasmessi al sistema della tessera sanitaria e quelli dichiarati, del dichiarante e dei familiari a carico a lui collegati anagraficamente. Verranno scandagliate le spese sanitarie per prestazioni, ticket, farmaci, dispositivi medici, analisi e ricoveri. Stesso discorso per le spese veterinarie. Potranno essere osservate anche le informazioni che sono relative alla trasmissione. In questo modo i dati sanitari e veterinari caricati sul portale “Tessera Sanitaria” assumono valore probatorio, potendo essere utilizzati per verificare la coerenza delle detrazioni dichiarate dai contribuenti. LA TRACCIABILITÀ Se con il nuovo sistema si accentua da un lato la tracciabilità fiscale, dall’altro si semplificano anche gli adempimenti a carico dei contribuenti. Non solo controlli incrociati e più rapidi, dunque. Dando al Fisco la possibilità di accedere direttamente ai dati della tessera sanitaria, il cittadino non ha più la necessità di conservare fatture e scontrini da esibire in caso di verifiche. Chi invece preferisce la riservatezza alla semplificazione digitale, ed esercita il diritto di opposizione, dovrà tenere in un cassetto le ricevute cartacee per poter rispondere a eventuali richieste che arriveranno da parte dell’Agenzia delle Entrate. Francesco Bisozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Bisozzi Heading: Highlight: VIA AI CONTROLLI INCROCIATI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER EVITARE I RIMBORSI ILLECITI MEDICI E FARMACIE DOVRANNO INVIARE I DATI CUMULATI SUGLI ACQUISTI DEI CITTADINI UNA SOLA VOLTA OGNI ANNO Image:Una tessera sanitaria con il codice fiscale -tit_org- Il Fisco entra nella tessera sanitaria per controllare spese e detrazioni -sec_org- tp:writer§§ Francesco Bisozzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654504856.PDF §---§ title§§ Perché la fertilità ormai è un miraggio = Il miraggio della fertilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654204801.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "STAMPA" del 15 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-15T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654204801.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654204801.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654204801.PDF tp:ocr§§ la demografia Perché la fertilità ormai è un miraggio Il miraggio della fertilità Nel Paese senza più nascite la capacità riproduttiva è un tabù Le donne diventano madri in età sempre più avanzata Il tema è anche una questione di salute pubblica e psicologica S essant’anni fa abitavano il pianeta Terra tre miliardi di persone. I giornali, i governi, alcuni demografi e un miliardario (Rockefeller) di molti Paesi discutevano con grande e allarmata concitazione della bomba demografica: siamo in troppi, dicevano. Oggi siamo 8 miliardi e giornali, governi, alcuni demografi e un miliardario (Musk) dicono: siamo troppo pochi. «Nei decenni, le donne hanno capito che fare 5 figli a testa distruggeva il loro corpo, e questo ha, progressivamente, cambiato tutto», dice a La Stampa Alessandra Minello, demografa al dipartimento di Scienze Statistiche dell’università di Padova. CAMILLI – PAGINE 10 E 11 L’ANALISI SIMONETTA SCIANDIVASCI S essant’anni fa abitavano il pianeta Terra tre miliardi di persone. I giornali, i governi, alcuni demografi e un miliardario (John D. Rockefeller III) di molti Paesi discutevano con grande e allarmata concitazione della bomba demografica: siamo in troppi, dicevano. Oggi siamo 8 miliardi e giornali, governi, alcuni demografi e un miliardario (Musk) dicono: siamo troppo pochi. «Nei decenni, le donne hanno capito che fare 5 figli a testa distruggeva il loro corpo, e questo ha, progressivamente, cambiato tutto», dice a La Stampa Alessandra Minello, demografa al dipartimento di Scienze Statistiche dell’università di Padova e autrice del saggio Senza figli (Laterza). La salute delle donne e degli uomini entra di rado nelle considerazioni e analisi che si fanno, copiose e mai neutre, sempre intollerabilmente ideologiche e identitarie, sul calo demografico nei Paesi industrializzati (il calo, in verità, comincia a riguardare tutto il mondo, anche se con entità diverse, fatta eccezione per l’Africa subsahariana). E invece è importante, cruciale, e connessa al dato culturale, che più di tutti governa la grande ritrazione riproduttiva che chiamiamo inverno demografico e che, invece, Minello suggerisce di chiamare “letargo”: non ci sveglieremo estinti, o scomparsi, come secondo Musk saranno presto gli italiani, ma diversi. Come Musk sicuramente sa, avendone fatto uso anche per l’allargamento della sua famiglia, un numero crescente di bambini viene al mondo grazie alla fecondazione assistita, che include una vasta gamma di tecniche (dalla donazione di gameti maschili o femminili fino alla gestazione surrogata). Nel 2023 sono stati oltre 16mila i bambini nati vivi grazie alla fecondazione assistita, in crescita del 33,1 per cento rispetto ai 12mila del 2013. Nel 2023, il 38,2 per cento dei nati da Pma aveva una madre over 40. In quella fascia d’età, quasi 1 nato su 5 è frutto della Pma. L’età media delle donne che si sottopongono a Pma è elevata: oltre i 36 anni. L’infertilità è una delle questioni del nostro tempo. Ne parliamo perché la scienza medica è in grado di affrontarla, e talvolta risolverla, come mai era successo, ma anche perché non c’erano mai state così tante coppie infertili. Il tempo è il fattore che più di tutti, ancora, ci rende sterili. «Un numero insospettabile ma incredibile di donne ritiene ancora che si è fertili fintanto che non si va in menopausa, mentre la fertilità comincia a calare vertiginosamente molto prima», dice a La Stampa Chiara Gregori, ginecologa, sessuologa e divulgatrice. Per buona parte di quelle donne non c’è alternativa alla pma, che è costosa, a volte costosissima, e stressante, a volte traumatica. E nessuno sembra interessato a quanto una gravidanza o la ricerca di una gravidanza possano condizionare la natalità: «Ho da poco concluso uno studio sullo spostamento della maternità in età avanzata, e mi sono resa conto che cresce il numero di donne che, dopo il primo figlio, si ferma perché il parto, la gravidanza o anche solo il concepimento sono state esperienze terribili. Moltissime donne subiscono violenza ostetrica, molte altre sperimentano una condi zione di abbandono sia durante la gravidanza che durante la maternità, e quasi nessuna riceve sostegno emotivo, meno che mai quando affronta un percorso di procreazione assistita, sebbene sia particolarmente provante», dice Minello. All’educazione sessuo-affettiva scolastica sarebbe quindi necessario accludere anche un paio di moduli sul ciclo biologico degli organi riproduttivi, su come e quando invecchiano e su come prendersene cura, così come sarebbe necessario che venissero previsti insegnamenti alla gestione, da soli o in coppia, del portato psicoemotivo della genitorialità. «Notiamo - dice Minello che nei forum in cui le donne si scambiano le proprie esperienze di Pma, non parlano mai dei loro compagni: il carico di quella esperienza sembra essere esclusivamente loro. Quasi nessuna coppia è in grado di gestire le paure e le ansie di un percorso di fertilità: più facilmente le paure di uno si sommano a quelle dell’altra». Dall’altra parte, esiste un problema di medicalizzazione eccessiva della gravidanza (come di quasi tutto), che trova terreno nella «scarsa conoscenza del nostro corpo», di cui parla Gregori. «La figlia undicenne di una mia paziente ha chiesto a sua madre quando potrà cominciare ad andare dalla ginecologa e le ha spiegato di volerlo sapere perché lei, da grande, vuole avere dei figli. Ho pregato la mia paziente di dire a sua figlia che, quando verrà il momento di diventare madre, il suo corpo saprà come fare, e lo farà da solo». A quelle ragazze, però, Minello auspica che venga spiegato presto che esiste la possibilità di congelare i propri ovuli, così da potersi attardare nelle scelte riproduttive. Gregori è meno entusiasta: «La Regione Puglia dà 3mila euro alle ragazze che vogliono congelare gli ovuli ma nessuno ha specificato che potranno usarli solo se avranno un compagno, quindi come sempre la cosa migliore da fare è andare all’estero, e purtroppo alimentare il turismo riproduttivo, che è l’affare del secolo». Questo Paese chiede figli e pretende di prescrivere il modello unico a cui attenersi per farli. A complicare il quadro che Musk e i fabbricanti di bonus fingono di non vedere, ci sono poi i fattori ambientali: lo stress, l’alimentazione, il riscaldamento globale sono una minaccia di sterilità non ancora quantificata ma presente e crescente. Il mese scorso il New York Times ha pubblicato l’articolo di una ricercatrice di Harvard, Shruthi Mahalingaiah, che da due anni stava conducendo uno studio su come il cambiamento climatico stia compromettendo la capacità riproduttiva delle donne e degli uomini, anche molto giovani, ma i tagli trumpiani l’hanno costretta a interrompere tutto. Dice Gregori: «Negli ultimi anni le ipotesi avanzate sul calo della fertilità maschile sono state diverse e spesso fantasiose: oggi però sappiamo che gli spermiogrammi vengono finalmente condotti e che l’infertilità viene indagata tanto negli uomini quanto nelle donne. Il problema è che le donne sanno di doversene prendere cura, gli uomini no. Le donne sanno che nutrire bene il microbiota serve anche alla salute riproduttiva, gli uomini no». L’inverno demografico non si combatte, si accetta: come il corpo. E, come il corpo, si ascolta, in tutte le sue parti. — ---End text--- Author: SIMONETTA SCIANDIVASCI Heading: Highlight: 38,2% I nati da Pma la cui madre ha superato i quarant’anni 4,3% Sul totale delle nascite, l’incidenza dei bimbi nati in Italia grazie alla procreazione assistita “ Alessandra Minello Demografa Il carico emotivo e psicologico di gravidanza e Pma è solo sulle spalle delle donne “ Chiara Gregori Ginecologa Il congelamento degli ovuli in Italia è ancora vincolato al modello di coppia tradizionale: meglio farlo all’estero Image:S Su La Stampa Età media delle madri italiane che partoriscono (anni) 2008 2013 2018 2019 Ieri abbiamo approfondito l’allarme denatalità in Italia nel 2024 il record negativo con 10mila bambini in meno - rilanciato da Elon Musk 2020 2021 2022 2023 2024 A che età le donne hanno il primo bambino 33 31,0 31,4 32,0 Islanda 28,8 29 Finlandia 29,9 25 R. Unito 29 32,1 32,4 32,5 32,6 Danimarca 30 Irlanda 31,5 32,2 32,4 Norvegia 30,1 San Marino 31,5 P. Bassi 30,3 Belgio 29,5 Lussemburgo 31,2 Andorra 32,9 Malta 29,8 Portogallo 30,4 Francia 29,1 Svezia 30 Lituania 28,2 Bielorussia 26,9 Polonia 28,2 Germania 29,9 Svizzera 31,2 Italia 31,7 Spagna 31,6 Monaco 32,5 Dati del 2018 per il Regno Unito, del 2021 o 2022 per gli altri Paesi Estonia 28,6 Lettonia 27,6 R. Ceca 28,8 Slovacchia Austria 27,3 Romania 29,9 27 Croazia 29,2 Slovenia 29 Bosnia 28,1 Albania 26,6 Bulgaria 26,6 Grecia 31 Moldavia 25,1 Serbia 28,3 Macedonia Turchia 27,4 26,8 Cipro 29,8 Withub -tit_org- Perché la fertilità ormai è un miraggio Il miraggio della fertilità -sec_org- tp:writer§§ SIMONETTA SCIANDIVASCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/15/2025111501654204801.PDF §---§