title§§ Dipendenze: più ricoveri al Nord link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403107706973.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "CORRIERE DEI TERRITORI" del 14 Nov 2025
Nella relazione della Fondazione Cimbe le numerose criticità: i SerD sono in affanno con una grave carenza di operatori. Liguria sotto la media anche per le strutture
pubDate§§ 2025-11-14T05:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403107706973.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403107706973.PDF', 'title': 'CORRIERE DEI TERRITORI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403107706973.PDF tp:ocr§§ Dipendenze: più ricoveri al Nord Nella relazione della Fondazione Gimbe le numerose criticità: i SerD sono in affanno con una grave carenza di operatori. Liguria sotto la media anche per le strutture Dipendenze patologiche: Fondazione Gimbe ha denunciato le carenze e lo ha fatto al Congresso nazionale Federserd, con una relazione elaborata a partire dai dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia (2025) e del Rapporto Oised-Crea (2024). «Stiamo pagando il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - e i servizi per le dipendenze rappresentano oggi un’anomalia strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale: frammentati, disomogenei e con personale insufficiente. La loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani. Serve una riorganizzazione nazionale, non più iniziative spot». Nel 2024 sono stati registrati 8.378 accessi in PS per patologie direttamente droga-correlate, con una lieve riduzione rispetto al 2023 (-2,5%): il 43% riguarda soggetti tra i 25 e i 44 anni, ma preoccupa il dato sui minorenni, che rappresentano il 10% degli accessi. Quasi la metà dei pazienti (47%) è arrivata in pronto soccorso per psicosi indotta da sostanze. In 904 casi (11%) si è reso necessario un ricovero ospedaliero: il 37% dei pazienti è stato trasferito in un reparto di psichiatria, il 17% in terapia intensiva e il 4% in pediatria. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) i ricoveri ospedalieri con diagnosi principale droga- correlata sono stati 7.382 (+13% rispetto al 2022), pari a 9,3 ricoveri ogni 10.000 abitanti. Il trend è in netta crescita rispetto al 2012, quando il tasso era di 6 per 10mila abitanti. Nel 2023 il tasso di ospedalizzazione per patologie direttamente correlate al consumo di sostanze stupefacenti ha sfiorato i 14 ricoveri ogni 100mila abitanti, con marcate differenze territoriali: nelle Regioni settentrionali si concentrano infatti il 69% delle ospedalizzazioni droga-correlate. A fronte di questi dati, i servizi risultano carenti. Nel 2024 sono stati censiti 198 servizi di primo livello, di cui 46 pubblici (22%) e 152 gestiti dal privato sociale (77%). Comprendono 123 unità mobili, 49 centri drop-in e 26 centri di prima accoglienza. Il tasso medio nazionale è di 0,4 per 100mila abitanti tra 15 e 74 anni: il Piemonte registra lo stesso dato, la Liguria 0,5 e la Lombardia 0,8. Sono presenti 1.134 servizi ambulatoriali, di cui 96% pubblici e 4% gestiti dal privato sociale: 571 sono Servizi per le Dipendenze, 279 servizi per il gioco d’azzardo, 207 servizi di alcologia, 41 SMI e 36 SerD negli istituti penitenziari: la media è di 2,6, la Lombardia ha lo stesso valore, la Liguria si ferma appena sotto (2,5), meglio il Piemonte con 3,1. Ma anche qui si ha il problema della carenza di personale: circa 6mila dipendenti complessivi, con una media di 24,1 dipendenti per ambulatorio, la Lombardia appena sopra con 26,4 e il Piemonte appena sotto con 23,6 ma la Liguria ne ha solo 16,8. per rispettare gli standard (definiti nel decreto ministeriale 77) a livello nazionale servirebbero altri 1.900 operatori. Le strutture residenziali o semi residenziali, invece, sono in media 2,1 ogni 100mila abitanti ma in questo caso tutto il Nordovest ha numeri migliori: la Liguria 2,7, la Lombardia 2,9 e il Piemonte 3,2. 356 sono strutture specialistiche e si suddividono in quattro tipologie: 13 (4%) dedicate ai minori con problematiche droga-correlate, 31 (9%) rivolte a genitori tossicodipendenti insieme ai figli, 132 (37%) destinate a pazienti con comorbidità psichiatriche, 180 (50%) orientate ad altre forme di assistenza specialistica. La maggioranza di queste strutture (il 52%) è concentrato proprio nel Nordovest. «Il quadro è molto serio continua Cartab ellotta - perché questi servizi restano spesso fuori dalle agende politiche e assenti nei piani di riforma regionali della sanità territoriale. Eppure, si prendono cura di popolazioni fragili, ad alto rischio di emarginazione e cronicizzazione. E la mancata presa in carico si traduce in accessi al pronto soccorso, ospedalizzazioni, aggravamento o cronicizzazione dei disturbi, aumento del disagio sociale e dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale». l e.b. ---End text--- Author: e.b Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze: più ricoveri al Nord -sec_org- tp:writer§§ e.b guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403107706973.PDF §---§ title§§ Sanità, trasporti, indagati I guai che lascia lo Sceriffo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111402214701239.PDF description§§
Estratto da pag. 7 di "FATTO QUOTIDIANO" del 14 Nov 2025
Estratto da pag. 8 di "MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA" del 14 Nov 2025
Ilva e sanità tengono banco nel confronto a distanza tra i candidati presidenti
pubDate§§ 2025-11-14T08:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403213708145.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403213708145.PDF', 'title': 'MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403213708145.PDF tp:ocr§§ LA COMMISSIONE ANTIMAFIA NE HA INDIVIDUATI 3 IN FORZA ITALIA, UN CIVICO Regionali, scontro sugli impresentabili Ilva e sanità tengono banco nel confronto a distanza tra i candidati presidenti F ioccano le polemiche dopo la lista dei candidati impresentabili alle regionali del 23 e 24 novembre in Puglia, con uno scontro a distanza tra i candidati presidenti Decaro e Lobuono, divisi anche su Ilva e sanità. Alle elezioni regionali in Pugliasono risultati “in violazione del codice di autoregolamentazione” e quindi ‘impresentabili’ quattro candidati al Consiglio regionale. Si tratta di tre candidati nella lista FiBerlusconi-Partito Popolare Europeo- Lobuono Presidente (Antonio Ruggiero, Paride Mazzotta e Pasquale Luperti) e di un candidato per la lista ‘’Alleanza Civica Per La Puglia (Marcello Cocco). Lo ha comunicato la presidente della Commissione Antimaia Chiara Colosimo nell’ambito della seduta della Commissione. Nei confronti di Antonio Ruggiero, “il Gup del Tribunale di Bari ha disposto, il 6 dicembre 2022, il rinvio a giudizio per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di uf icio e il procedimento è attualmente pendente in fase dibattimentale innanzi al Tribunale di Bari”, ha spiegato Colosimo. Per quanto riguarda Paride Mazzotta, “il Gip del Tribunale di Lecce ha disposto, il 21 ottobre 2022, il rinvio a giudizio tra gli altri per i reati di turbata libertà degli incanti e autoriciclaggio e il procedimento è attualmente pendente in fase dibattimentale innanzi al Tribunale di Lecce, con prossima udienza issata al 17 giugno 2026”, ha continuato la presidente della Commissione antima ia. Per Pasquale Luperti, “il Gip del Tribunale di Brindisi ha disposto, il 3 ottobre 2024, il rinvio a giudizio per il reato di corruzione per atto contrario ai doveri di uf icio” e “il procedimento è attualmente pendente in fase dibattimentale innanzi al Tribunale di Brindisi, con prossima udienza issata al 1 dicembre 2025”, ha riferito Colosimo. Per Marcello Cocco, “il Tribunale di Roma ha emesso, in data 7 ottobre 2021, sentenza di condanna alla pena di 3 anni di reclusione per il reato di accesso abusivo a sistema informatico, la sentenza è stata impugnata e il giudizio di appello è ancora in stato di trattazione”, ha aggiunto. “Apprendo con sorpresa e rammarico che il mio nome è stato inserito nella lista dei cosiddetti ‘impresentabili’. Ho accettato di essere candidato con Forza Italia alle prossime elezioni regionali in Puglia proprio perché sono convinto che la vicenda nella quale sono stato coinvolto e le accuse che sono state formulate ai miei danni non hanno alcun fondamento. I fatti che mi vengono contestati riguardano un preliminare di compravendita di un box che non si è mai tramutato in acquisto e un irrisorio aumento di cubatura relativa a un intero palazzo per il quale ho ottenuto regolare concessione edilizia. La mia posizione, sono certo, sarà presto chiarita nelle sedi competenti e si risolverà nel migliore dei modi. Non c’è nulla, infatti, che possa far considerare la mia candidatura in violazione di quel codice di autoregolamentazione del cui rispetto, e giustamente, la Commissione Antima ia si fa garante”, dichiara Antonio Ruggiero, candidato di Forza Italia alle elezioni regionali in Puglia, inserito nella lista di “impresentabili” stilata dalla Commissione Antima ia. ‘’La Commissione antima ia asserisce che io sia ‘impresentabile’ e mi aspetto delle scuse visto che quello che è accaduto è a dir poco sconcertante: sono stato oggetto di tale dichiarazione per errore di persona. Già, perché mi vengono attribuite ipotesi di reato mai contestate’’. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Paride Mazzotta, candidato nella circoscrizione di Lecce, che è inserito nella lista dei cosiddetti impresentabili. ‘’Per la turbativa d’asta - ha spiegato - si tratta di un vero e proprio errore di persona. Sarebbe questo il presupposto del mio essere ‘impresentabile’: ovvero, un errore bello e buono. Per l’altro reato, invece, l’ipotesi accusatoria non è nemmeno stata sottoposta al vaglio d el collegio giudicante. Insomma, posto che sono orgogliosamente candidato per la mia terra, mi aspetto una correzione da parte della Commissione che abbia la stessa diffusione della notizia che ha leso la mia immagine ingiustamente e in piena campagna elettorale. Sono sicuro che la Commissione sia scivolata su un errore, ma non se ne possono commettere di tanto clamorosi su questioni così delicate e in una fase così sensibile’’. “Dai documenti e dalle informazioni trasmesse dalla Procura di Lecce non si delinea nessuno scambio di persona sul candidato che risulta rinviato a giudizio per entrambi i reati citati”. È quanto si apprende da fonti della commissione Antima ia, in merito alla candidatura di Paride Mazzotta alle regionali in Puglia, il quale igura nella lista degli impresentabili diffusa dalla Commissione. La questione tiene banco anche nel confronto a distanza tra i candidati presidenti Decaro e Lobuono. “Per fortuna nelle mie liste sono tutti presentabili, siamo stati attenti nel compilarle”. Così il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha risposto ai giornalisti che, a margine di un incontro con la Cisl Puglia, gli chiedevano di commentare l’indicazione, da parte della commissione Antima ia. “Ho detto che non faccio polemiche durante la campagna elettorale - ha aggiunto - cerco di mantenere l’impegno, ma avrei molto da dire, soprattutto sulle liste dove sono stati presentati gli impresentabili”. “Mi dispiace di quanto accaduto, non so nel dettaglio quali siano state le motivazioni perché lo stanno appurando in commissione Antima ia, quello che so per certo è che i partiti hanno assunto diligentemente tutte le informazioni previste per una candidatura”, ha dichiarato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Luigi Lobuono, a margine di un incontro con la Cisl Puglia. “Spetta al singolo decidere se candidarsi o meno - ha chiarito - o se ritiene che sia compromessa una eventuale candidatura. E’ una scelta del singolo, ma voglio precisare che i partiti hanno fatto tutto ciò che andava fatto per garantire la massima trasparenza”. “Sapete che per il Movimento 5 stelle il rispetto della legalita’, dell’etica pubblica, e’ fondamentale. Siamo molto attenti a questo e dovrebbero tutte le forze politiche essere attente a garantire legalita’, piena trasparenza, che non ci siano incandidabili”. Lo ha detto, a margine di un incontro elettorale Canosa, il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Anche perche’ noi cosi’ possiamo sperare che i cittadini riprendano iducia nella politica e vengano a votare in tanti. Se poi qualcuno e’ interessato a mantenere i cittadini a casa per cercare di avvantaggiarsi, questo ovviamente non siamo noi”, ha aggiunto. LAVORO, ILVA E SANITA’ NEL CONFRONTO TRA I CANDIDATI L’Ilva tiene banco nel confronto tra i candidati pugliesi. “Il ministro non deve giocare con le parole, lo Stato può entrare nella compagine dell’Ilva e può procedere con la decarbonizzazione. Se l’acciaio è un settore strategico per il nostro Paese, lo Stato si deve fare carico della produzione dell’acciaio decarbonizzando”, ha detto il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, a margine di un incontro con la Cisl Puglia. Decaro ha risposto così a chi gli chiedeva di commentare quanto detto alcuni giorni fa a Bari dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo il quale “la Costituzione impedisce la nazionalizzazione dell’ex Ilva”. Secondo Decaro, “lo Stato si deve fare carico del tema sociale, perché bisognerà offrire posti di lavoro, non serve solo accompagnare i lavoratori verso il prepensionamento o forme di ammortizzatori sociali”. Inoltre, ha ribadito, “ci sarà un tema ecologico enorme di cui non abbiamo ancora contezza”, quindi “se il settore dell’acciaio è strategico si deve procedere con l’acquisizione dell’Ilva e con la parte relativa alla decarbonizzazione”. “Il centrosinistra cerca, come sempre, di lanciare la palla in tribuna. Dice ‘io voglio nazionalizzare e punto, quindi no n parlo più dell’Ilva’. Mi pare che il candidato governatore di sinistra, pur ricoprendo un ruolo strategico a livello europeo, non abbia mai partecipato ad alcun incontro sull’Ilva con il governo attuale”, la replica dell’avversario di centrodestra Luigi Lobuono, sempre a margine dell’incontro con la Cisl. “Sulla questione della ex Ilva “c’è una convocazione per il 18 novembre a Palazzo Chigi, noi vogliamo essere ottimisti, ma le ultime notizie fanno ri lettere. Arrivare a 6mila persone in cassa integrazione è complicato”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci. “C’è bisogno di guardare su più fronti - ha aggiunto - quello ambientale e quello della sicurezza, ma occorrono soluzioni perché è inito il tempo delle situazioni tampone” Castellucci ha spiegato che “dal governo ci aspettiamo risposte importanti, ma anche dagli enti locali. E’ inito il tempo delle polemiche, bisogna sedersi a un tavolo e affrontare la questione in maniera responsabile da parte di tutti”. Quanto all’ipotesi di nazionalizzazione, sostenuta da Decaro ma esclusa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, Castellucci ha precisato che “se l’Iva è deinita strategica il governo deve intervenire, ci diranno loro come”. “Per noi- ha detto - c’è bisogno di garantire i posti di lavoro”. Riguardo la sanità, Antonio Decaro ritiene che “Una parte dei fondi per assumere adesso infermieri, medici e operatori sociosanitari c’è. Il tema sarà quando attiveremo le case e gli ospedali di comunità. Per le 121 case di comunità e i 38 ospedali di comunità il Pnrr ha inanziato la realizzazione degli ediici, ma non la gestione”. “Ci sarà la necessità di gestire questi servizi - ha aggiunto e non credo si possa pensare di riorganizzare l’attività sul territorio scoprendo quella negli ospedali per acuti, sarà quindi un tema nazionale. Con le risorse a disposizione non riusciremo a offrire servizi ottimali sul territorio, che è quello che manCONTINUA A PAGINA 10 ca ora nelle nostre regioni”. Quanto alle liste di attesa in sanità, Decaro ha spiegato che “l’idea è avere un unico centro di prenotazione, un Cup unico su tutto il territorio regionale, che utilizzi anche le nuove tecnologie. Oggi bisogna rispondere al telefono, si aspetta molto tempo e cade la linea, i Cup sono su base provinciale perché sono gestite dalle singole Asl”. L’obiettivo, dunque, è creare “un centro unico di prenotazione e contemporaneamente separare le liste di attesa per le persone che hanno un’urgenza da quelle di chi è paziente cronico o è uscito dalla prima visita specialistica e deve essere preso in carico dalla struttura che deve programmare le prossime visite mediche”. Decaro ha anche evidenziato che “ci sono delle specializzazioni che i giovani non vogliono fare, per esempio lavorare al 118, al pronto soccorso, in rianimazione. Sono igure professionali che dobbiamo incentivare con un accordo nazionale che permetta di avere un emolumento superiore”. La situazione sulle liste di attesa in sanità “la trovo una cosa vergognosa e scandalosa. Le liste di attesa vanno tagliate immediatamente. La soluzione non è certamente il Cup unico regionale, ma l’impegno che ci sarà da parte dei medici, che dovranno essere retribuiti in maniera adeguata, e da parte delle strutture private, che dovranno mettersi a disposizione e anche esse saranno retribuite”, ha dichiarato Lobuono. “Taglierò le liste di attesa immediatamente nei primi sei mesi del mio governo regionale - ha annunciato - così come potenzierò i pronto soccorso che sono al collasso”. Lobuono ha raccontato che “proprio ieri mi è arrivata la comunicazione di una signora novantenne che è stata ricoverata in pronto soccorso alle 8.30 del mattino ed è stata dimessa all’una di notte. Sono cose vergognose”. “Il secondo problema - ha spiegato - è il lavoro. Dobbiamo metterci in condizione di offrire lavoro ai nostri giovani e a chi l’ha perso”. Tre buoni motivi per votare i progetti politici in cui il Movimento 5 stelle e’ coinvolto alle elezioni regionali ormai alle porte? “Innanzitutto a bbiamo contribuito assolutamente in dall’inizio a costruire questi progetti politici, il che signi ica che la legalita’, la trasparenza dei processi decisionali ne e’ la premessa; e’ la premessa della buona politica e abbiamo dimostrato - faccio l’esempio della Puglia che se ci siamo noi non ci puo’ essere illegalita’ o opacita’ nei meccanismi della politica”. Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte a “Il rosso e il nero” su Rai RadioUno. Un secondo motivo, che si aggiunge a tanti altri, ha proseguito “e’ che la Sanita’ e’ al centro di questi progetti politici in Puglia, sia in Campania ma anche in Veneto e la sanita’ oggi e’ da allarme rosso. Gimbe ha certi icato che negli ultimi tre anni di governo c’e’ stato un de inanziamento di 17 miliardi e mezzo e quindi liste d’attesa e poi c’e’ per esempio lo scandalo della giunta di centrodestra in Sicilia ma non ci meravigliamo poi della sanita’ essendo una mangiatoia non funziona o no senza una cosa”. Sul fronte lavoro sono i sindacati a farsi avanti. “Se pensiamo che nel settore privato oltre il 56% dei lavoratori dipendenti guadagna mediamente 700 euro netti al mese signi ica c’è una crisi salariale, c’è un tema di bassi salari. Quindi noi chiediamo alla politica regionale e chiediamo a coloro che si candidano a guidare la prossima giunta regionale di riconnettere l’azione politica con il valore del lavoro quel valore del lavoro”. Lo ha detto la segretaria regionale della Puglia della Cgil Gigia Bucci, illustrando le proposte per una ‘Puglia del lavoro e dei diritti’, destinate ai candidati alla presidenza della giunta regionale nelle prossime elezioni del 23 e 24 novembre. Ieri erano presenti solo Antonio Decaro per i Progressisti e Ada Donno per Puglia paci ista e popolare. Assenti, benché invitati, come riferisce la Cgil, Luigi Lobuono candidato del centrodestra e Sabino Mangano per Alleanza civica per la Pugia. “La nostra proposta - ha speci icato - è racchiusa in un documento programmatico: parte dall’esigenza di rimettere al centro il lavoro di qualità. La Puglia presenta elementi preoccupanti rispetto ad una decrescita, ha percentuali altissime di crisi demogra ica, crisi industriale, emigrazione giovanile, bassi salari”. Il valore del lavoro, ha sottolineato Bucci, “è contenuto nella nostra Costituzione all’articolo 1 che deve coincidere con la dignità sociale e umana delle persone: oggi purtroppo non è più cosi”, ha evidenziato Bucci. “Il lavoro garantisce l’esercizio dei diritti di cittadinanza”, ha continuato Bucci. “Se il lavoro è povero le persone non riusciranno neppure a esercitare quei diritti di cittadinanza e da qui deriva anche la crisi di partecipazione alla crisi della democrazia che stiamo avendo negli ultimi anni. Per Bucci “si continua ad utilizzare l’indicatore del pil, che effettivamente è cresciuto negli ultimi anni in Puglia, come indicatore di benessere. Evidentemente non è così, perché, se il pil da una parte cresce e aumentano le povertà e soprattutto aumenta la percentuale di emigrazione giovanile e i salari non crescono, c’è un problema di redistribuzione delle ricchezze. Signi ica che quelle ricchezze che si generano nel sistema produttivo pugliese - ha osservato Bucci - vanno solo da una parte, poca parte, a scapito ovviamente di molti. E questo è un tema serio, una s ida anche che noi vogliamo porre alla prossima giunta regionale che parte inevitabilmente dalla creazione di lavoro di qualità. Le ricchezze si possono redistribuire in maniera equa e meglio se noi produciamo il lavoro di qualità - ha concluso Bucci -a partire ovviamente dalla manifattura dall’industria, del turismo dal sistema pubblico, dal tema della mobilità delle infrastrutture da ogni aspetto dell’economia regionale”. La Cgil Puglia nelle sue proposte programmatiche si sofferma oltre che su salari e mercato del lavoro, su temi, tra gli altri, come gli appalti pubblici (‘legalità, trasparenza e diritti”), di edilizia “sicura e sostenibile”, “ambiente come bene comune”, agricoltura “come presidio culturale, territoriale e ambientale”, pari opportunità, welfa re “più esteso ed ef icace”, un patto per il diritto alla salute, pari opportunità. “Non presentiamo un libro dei sogni, abbiamo individuato le esigenze di un territorio che ha necessità di essere accompagnato verso politiche che da tempo auspichiamo, verso uno sviluppo strutturale. Vogliamo guardare con attenzione allo sviluppo del lavoro per superare il lavoro precario, occorre trovare soluzioni per un lavoro di qualità”, ha detto il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci. “In questi anni - ha aggiunto - abbiamo sollevato criticità, tra cui la mancanza di un confronto. Abbiamo necessità che la Regione abbia una visione, ma anche che ci sia un confronto serrato e franco. Questa condivisione non signi ica essere piegati su una posizione, signi ica dialogo e sintesi”. Castellucci ha anche evidenziato la necessità di “andare oltre la politica dei no a prescindere” e di “rimettere al centro la politica con la P maiuscola” nella quale “ci siano le persone, i pensionati, le esigenze come sanità e welfare”. Castellucci ha ricordato che “nel 2024 sono state oltre 400mila le persone che hanno rinunciato alle cure sia per una questione di povertà sia per la dif icoltà di raggiungere i centri ospedalieri”. C’è quindi bisogno di “una sanità omogenea sul territorio regionale, che abbia personale adeguato e formato perché prima di costruire ospedali e case di comunità dobbiamo capire chi ci deve lavorare”. L’APPELLO AL VOTO DEI VESCOVI PUGLIESI “Invitiamo a non cedere alla rassegnazione e alla s iducia e ad accogliere l’esercizio del voto come un gesto di speranza e fraternità che concorra ad aprire una nuova prospettiva per la Puglia e per l’Italia”. È quanto si legge in una nota della Conferenza episcopale pugliese (Cep) che così si rivolge agli elettori in vista delle elezioni regionali dei prossimi 23 e 24 novembre prossimi. “In questo momento è importante riscoprire il valore del bene comune, che ci lega gli uni agli altri come membri di una stessa comunità”, scrivono i vescovi evidenziando che “come cattolici, non possiamo restare indifferenti a questo arretramento della tensione democratica all’interno della nostra Nazione e non partecipare” al voto “signi ica indebolire la democrazia”. “Rinunciando alla responsabilità del voto - aggiungono- lasciamo che siano altri a decidere il destino dei nostri territori, ipotecando il bene delle nostre comunità”. Ai candidati la Cep chiede “coerenza e capacità di una visione che abbia come orizzonte le prossime generazioni” per poter “disegnare il futuro indicando principi e s ide esigenti per la nostra Puglia” come “la dignità della persona, la tutela della famiglia, il diritto alla salute, l’impegno per affrontare l’emergenza demogra ica, anche sostenendo politiche migratorie lungimiranti”. “In un momento storico in cui sembrano indebolirsi progressivamente i legami di iducia, vogliamo dichiarare il nostro impegno a rimettere le relazioni di comunità al centro dell’attenzione politica”, concludono. I BIG IN CAMPO IN CAMPANIA Tutti i big in campo, i ministri chiamati a raccolta, la campagna citofono per citofono di Forza Italia a Napoli. Il centrodestra tenta la volata per Edmondo Cirielli e Giorgia Meloni potrebbe pure tornare, a ridosso del voto se si troverà una inestra compatibile in agenda, per sostenere il “suo” candidato. Che magari non riuscirà a ribaltare l’esito di una competizione che partiva parecchio in salita ma di sicuro “non perderà male”, sono convinti i Fratelli d’Italia. Certo si dovranno fare i conti con l’astensione, come continua a predicare Matteo Salvini. E certo non aiuta il dibattito sugli “impresentabili” - resteranno in lista che continua a tenere banco mentre si registra un nuovo, piccolo, colpo di scena: prima aveva annunciato il ritiro e ora ritorna in campo Maria Rosaria Boccia, protagonista delle dimissioni da ministro della Cultura di Gennaro Sangiuliano, oggi capolista alle regionali per Fdi. La Campania, insomma, si presenta come la più “nazionale” delle s ide del mini election day che il 23 e il 24 novembre chiuderà la torn ata di regionali d’autunno. E se l’esito pare scontato in Puglia e Veneto e servirà al massimo a misurare i pesi interni alle coalizioni, la corsa campana sarà quella dove invece si potrebbe registrare una rimonta degli s idanti, che partono da poco più del 19% di cinque anni fa. Misurando, è uno dei ragionamenti che si fa nel centrodestra, anche l’appeal della proposta del campo largo, che starebbe peraltro valutando l’idea di un palco unitario a sostegno di Roberto Fico. Lo dice in chiaro, di fatto, Ignazio La Russa, a Napoli proprio a un incontro di Sangiuliano, quando parla di un risultato che sarà letto come un “dato nazionale”, sottolineando che certo, se si battesse il centrosinistra servirebbe la “respirazione bocca a bocca a chi sviene” ma “non c’è bisogno di arrivare a tanto per parlare di vittoria”. Comunque andrà, dicono nelle ile della maggioranza di governo, in Campania sarà un successo perché la distanza con il pentastellato ex presidente della Camera sarà di gran lunga inferiore a quella del 2020 con Vincenzo De Luca. Il candidato del centrosinistra peraltro è nel mirino da giorni, in particolare di Fdi che ha confezionato pure un dossier ad hoc, per via delle vicende legate alla sua barca. Oltre ai leader (domani sul palco insieme alla premier ci saranno Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e Antonio De Poli), anche i ministri sono stati chiamati a raccolta a sostegno di Cirielli e dovrebbero sbarcare in regione la prossima settimana. E non solo di Fratelli d’Italia. Anche Forza Italia punta a migliorare decisamente il risultato del 2020 (già passato a doppia cifra alle politiche e alle europee, confermando gli azzurri come seconda forza della coalizione): Tajani si fermerà anche sabato, per un evento sulla sanità a Napoli e poi per presentare i progetti inanziati con i fondi di coesione con Piantedosi ad Avellino. Mercoledì si prevede un evento delle donne di FI per Cirielli, mentre per tutta la settimana ci saranno a Napoli 100 micromanifestazioni, condominio per condominio e citofono per citofono per affrontare i problemi di ogni zona della città e cercare di recuperare voti alla folta schiera dell’astensione. Quanti elettori si presenteranno ai seggi è un’incognita anche in Veneto, dove la vera s ida è tutta interna al centrodestra, con Lega e FdI puntano entrambi a essere il primo partito. C’è l’incognita di Luca Zaia, e del peso che potrà avere sul risultato leghista il ‘doge’, che si presenta capolista in tutte le province e nel 2020 aveva segnato il record del 76.79% di voti. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:GIGIA BUCCI DELLA CGIL ANTONIO CASTELLUCCI DELLA CISL -tit_org- Regionali, scontro sugli impresentabili -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403213708145.PDF §---§ title§§ Dipendenze: più ricoveri al Nord link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403256507533.PDF description§§
Estratto da pag. 65 di "SETTEGIORNI LEGNANO ALTO MILANESE" del 14 Nov 2025
Nella relazione della Fondazione Gimbe le numerose criticità: i SerD sono in affanno con una grave carenza di operatori. Liguria sotto la media anche per le strutture
pubDate§§ 2025-11-14T06:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403256507533.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403256507533.PDF', 'title': 'SETTEGIORNI LEGNANO ALTO MILANESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403256507533.PDF tp:ocr§§ Dipendenze: più ricoveri al Nord Nella relazione della Fondazione Gimbe le numerose criticità: i SerD sono in affanno con una grave carenza di operatori. Liguria sotto la media anche per le strutture Dipendenze patologiche: Fondazione Gimbe ha denunciato le carenze e lo ha fatto al Congresso nazionale Federserd, con una relazione elaborata a partire dai dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia (2025) e del Rapporto Oised-Crea (2024). «Stiamo pagando il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - e i servizi per le dipendenze rappresentano oggi un’anomalia strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale: frammentati, disomogenei e con personale insufficiente. La loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani. Serve una riorganizzazione nazionale, non più iniziative spot». Nel 2024 sono stati registrati 8.378 accessi in PS per patologie direttamente droga-correlate, con una lieve riduzione rispetto al 2023 (-2,5%): il 43% riguarda soggetti tra i 25 e i 44 anni, ma preoccupa il dato sui minorenni, che rappresentano il 10% degli accessi. Quasi la metà dei pazienti (47%) è arrivata in pronto soccorso per psicosi indotta da sostanze. In 904 casi (11%) si è reso necessario un ricovero ospedaliero: il 37% dei pazienti è stato trasferito in un reparto di psichiatria, il 17% in terapia intensiva e il 4% in pediatria. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) i ricoveri ospedalieri con diagnosi principale droga- correlata sono stati 7.382 (+13% rispetto al 2022), pari a 9,3 ricoveri ogni 10.000 abitanti. Il trend è in netta crescita rispetto al 2012, quando il tasso era di 6 per 10mila abitanti. Nel 2023 il tasso di ospedalizzazione per patologie direttamente correlate al consumo di sostanze stupefacenti ha sfiorato i 14 ricoveri ogni 100mila abitanti, con marcate differenze territoriali: nelle Regioni settentrionali si concentrano infatti il 69% delle ospedalizzazioni droga-correlate. A fronte di questi dati, i servizi risultano carenti. Nel 2024 sono stati censiti 198 servizi di primo livello, di cui 46 pubblici (22%) e 152 gestiti dal privato sociale (77%). Comprendono 123 unità mobili, 49 centri drop-in e 26 centri di prima accoglienza. Il tasso medio nazionale è di 0,4 per 100mila abitanti tra 15 e 74 anni: il Piemonte registra lo stesso dato, la Liguria 0,5 e la Lombardia 0,8. Sono presenti 1.134 servizi ambulatoriali, di cui 96% pubblici e 4% gestiti dal privato sociale: 571 sono Servizi per le Dipendenze, 279 servizi per il gioco d’azzardo, 207 servizi di alcologia, 41 SMI e 36 SerD negli istituti penitenziari: la media è di 2,6, la Lombardia ha lo stesso valore, la Liguria si ferma appena sotto (2,5), meglio il Piemonte con 3,1. Ma anche qui si ha il problema della carenza di personale: circa 6mila dipendenti complessivi, con una media di 24,1 dipendenti per ambulatorio, la Lombardia appena sopra con 26,4 e il Piemonte appena sotto con 23,6 ma la Liguria ne ha solo 16,8. per rispettare gli standard (definiti nel decreto ministeriale 77) a livello nazionale servirebbero altri 1.900 operatori. Le strutture residenziali o semi residenziali, invece, sono in media 2,1 ogni 100mila abitanti ma in questo caso tutto il Nordovest ha numeri migliori: la Liguria 2,7, la Lombardia 2,9 e il Piemonte 3,2. 356 sono strutture specialistiche e si suddividono in quattro tipologie: 13 (4%) dedicate ai minori con problematiche droga-correlate, 31 (9%) rivolte a genitori tossicodipendenti insieme ai figli, 132 (37%) destinate a pazienti con comorbidità psichiatriche, 180 (50%) orientate ad altre forme di assistenza specialistica. La maggioranza di queste strutture (il 52%) è concentrato proprio nel Nordovest. «Il quadro è molto serio continua Cartab ellotta - perché questi servizi restano spesso fuori dalle agende politiche e assenti nei piani di riforma regionali della sanità territoriale. Eppure, si prendono cura di popolazioni fragili, ad alto rischio di emarginazione e cronicizzazione. E la mancata presa in carico si traduce in accessi al pronto soccorso, ospedalizzazioni, aggravamento o cronicizzazione dei disturbi, aumento del disagio sociale e dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale». l e.b. ---End text--- Author: e.b Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze: più ricoveri al Nord -sec_org- tp:writer§§ e.b guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111403256507533.PDF §---§ title§§ Troppi pazienti dal Sud, il Nord è al collasso Al Piemonte l'esodo dei malati costa 5 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/14/2025111401654704855.PDF description§§
Estratto da pag. 46 di "STAMPA TORINO" del 14 Nov 2025
Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 14 Nov 2025
Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 14 Nov 2025
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