title§§ Monni, la sfida della sanità Payback, Irpef, Case di comunità per far quadrare il bilancio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203242507411.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "NAZIONE FIRENZE" del 12 Nov 2025

L'assessore dovrà gestire una delega da 8,3 miliardi. Ha chiesto l'accorpamento con il sociale Al centro della rivoluzione sanitaria in atto ci sono i nuovi presidi territoriali: ecco la mappa

pubDate§§ 2025-11-12T06:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203242507411.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203242507411.PDF', 'title': 'NAZIONE FIRENZE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203242507411.PDF tp:ocr§§ Monni, la sfida della sanità Payback, Irpef, Case di comunità per far quadrare il bilancio L’assessore dovrà gestire una delega da 8,3 miliardi. Ha chiesto l’accorpamento con il sociale Al centro della rivoluzione sanitaria in atto ci sono i nuovi presidi territoriali: ecco la mappa FIRENZE I tempi tecnici per varare il bilancio della Regione Toscana ci sono tutti. Serviranno magari sedute fiume in Consiglio per l’approvazione, ma Eugenio Giani ha centrato la finestra temporale necessaria. Giusto per intendersi, l’80% della manovra è appannaggio della sanità. Croce e delizia della Toscana. Croce per la spesa complessiva, pari a 8,3 miliardi. Delizia per i riconoscimenti plurimi di enti come Agenas e Gimbe che piazzano la Regione sul podio d’Italia per prestazioni garantite. Ora, la novità della XII legislatura è che il dicastero sarà accorpato con il sociale. Salute e welfare, sanità e sociale: due vasi comunicanti che si intrecciano nel tentativo di dare risposte alla società demograficamente sempre più vecchia. L’ha voluto Monia Monni, condicio sine qua non per accettare la gravosa sfida di traslocare dall’Ambiente all’incarico ricoperto negli ultimi 5 anni da Simone Bezzini. Cruciale il 2026. Quello della chiusura dei cantieri del Pnrr. Non basta una mano per contare i dossier cruciali che Monni dovrà gestire. Dal nodo delle liste d’attesa da accorciare, a quello della medicina territoriale per alleggerire flussi e carichi dei pronto soccorso, fino ai milioni e milioni che la Regione attende dal governo centrale per i rimborsi legati al payback, dovuti dalle aziende produttrici di dispositivi medici per aver superato i tetti di spesa regionali. Un punto fermo (politicamente divisivo) è quello dell’addizionale Irpef. Varata dalla giunta Giani I proprio per far quadrare i conti del bilancio, visto il mancato introito del payback da 200 milioni. Già in campagna elettorale Giani ha tracciato la linea (forzata) da tenere: l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche non si può togliere. F.I. ---End text--- Author: f. i. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Monni, la sfida della sanità Payback, Irpef, Case di comunità per far quadrare il bilancio -sec_org- tp:writer§§ f. i. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203242507411.PDF §---§ title§§ I familiari dei pazienti per 24 ore nei panni di medici e infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085906865.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 12 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-12T05:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085906865.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085906865.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085906865.PDF tp:ocr§§ L’INIZIATIVA DELLA FONDAZIONE PELUCCA CONTRO LA VIOLENZA SUL PERSONALE SANITARIO I familiari dei pazienti per 24 ore nei panni di medici e infermieri I familiari degli anziani ricoverati nelle Rsa della Fondazione Pelucca di Sesto San Giovanni non si limitano a far visita al proprio parente: lo assistono come farebbe un infermiere o un medico, per un giorno intero. È il progetto pilota lanciato nel Milanese e Il proge che potrebbe pren“Interdere piede a livello della Rs nazionale per avviSan G cinare i care giver e le famiglie alla vita «Un picc quotidiana dell’asper ac sistenza residenziale dis le. Si chiama “InterAzione”, il progetto attivato in questi giorni dalla Fondazione Pelucca nel proprio istituto geriatrico alle porte di Milano, su impulso del direttore generale e sanitario della struttura, Giuseppe Minutolo, che parla di «un’azione sperimentale unica e di grande importanza sociale» per far capire ai familiari dei degenti cosa significa realmente lavorare in questo campo. È un modo, non lo nasconde il cardiochirurgo, per annullare la tensione che in alcuni casi, anche se non in questo, si crea intorno alle strutture sanitarie, sempre più spesso oggetto di attacchi, non solo verbali, da parte di familiari provati dalle difficoltà e dal dolore. o pilota «Il progetto, per quanto siamo a cozione” noscenza unico nel di Sesto suo genere - ha agovanni giunto - è figlio del lo passo crescente fenomeno degli attacchi orciare verbali e purtroppo anze» fisici che subiscono le donne e gli uomini che prestano il loro servizio nel Sistema Sociosanitario» e La Pelucca – come spiega il presidente della Fondazione, Giuseppe Nicosia – ha sentito il dovere di «prendere parte al processo di sensibilizzazione già attivo su questa tematica, attraverso un’iniziativa che vuole incidere dalla radice, cioè dai parenti dei pazienti, da quella parte di società civile direttamente coinvolta, creando un percorso che li veda attori protagonisti, facendo vivere loro la normale quotidianità di una giornata di lavoro in una struttura». Si esclude solo la fase dell’igiene personale. Per il resto, spiega il direttore Minutolo, i parenti imparano a spostare il malato nel letto, nutrirlo, accudirlo, ecc. «In questo modo si crea consapevolezza, alleanza e riconoscimento reciproco». Nella prima edizione, conclusasi in questi giorni, hanno aderito una decina di parenti, ma è stata richiesta una nuova edizione e si pensa di gemmare l’iniziativa in altre realtà. La fondazione Pelucca gestisce due Rsa (180 posti letto accreditati) nel Milanese e aderisce a Uneba. Ha una convenzione con l’Università di Milano per la formazione di un medico specializzando. «Per i parenti è una esperienza, quella di una giornata a parti invertite, ma questo piccolo passo ha un grande significato, perché accorcia le distanze» commenta Minutolo. ---End text--- Author: PAOLO VIANA Heading: Highlight: Il progetto pilota “Inter-Azione” della Rsa di Sesto San Giovanni «Un piccolo passo per accorciare le distanze» Image:Un’immagine del progetto “Inter-Azione” lanciato nella Rsa della Fondazione Pelucca -tit_org- I familiari dei pazienti per 24 ore nei panni di medici e infermieri -sec_org- tp:writer§§ PAOLO VIANA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085906865.PDF §---§ title§§ Ospedali diversi e prevenzione per curarci meglio = Prevenzione e nuovi modelli ospedalieri per dare un futuro al Servizio sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203089706891.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 12 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-12T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203089706891.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203089706891.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203089706891.PDF tp:ocr§§ QUALE SANITÀ Ospedali diversi e prevenzione per curarci meglio Prevenzione e nuovi modelli ospedalieri per dare un futuro al Servizio sanitario Medicina e territori Il Servizio sanitario nazionale, un cambiamento epocale per la salute dei cittadini italiani, presenta situazioni di criticità che rischiano di annullarne il futuro. Ci dobbiamo quindi chiedere cosa sia successo in quest’ultimo mezzo secolo. E trovare il modo per proiettarlo al futuro. Viana a pagina 8 L a legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, un cambiamento epocale per la salute dei cittadini italiani grazie alle caratteristiche della sua “Universalità, Equità e Gratuità”, avvenuta nel 1978, presenta situazioni di criticità che rischiano di annullarne il futuro. Ci dobbiamo quindi chiedere cosa sia successo in quest’ultimo mezzo secolo. È sicuro che la medicina è profondamente cambiata: le scienze della vita hanno sviluppato enormi nuove conoscenze, dalla psicologia, alla biologia molecolare, alla genetica. Ma non solo: c’è stato un grande sviluppo di molte biotecnologie che hanno cambiato i rapporti fra medico e paziente, pur non avendo ancora l’impatto enorme che eserciterà nel prossimo futuro l’intelligenza artificiale (IA). Inoltre, la salute non è più solo medicina perché sono diventate molto importanti la comunicazione, le scienze sociali, l’ambiente e l’inquinamento, l’invecchiamento della popolazione. Tutti questi cambiamenti non hanno visto una reazione adeguata da parte dei medici, delle organizzazioni scientifiche, delle fondazioni del volontariato, per cui è prevalso un mercato che tende a medicalizzare la società, oscurando l’idea che tutte le malattie non piovono dal cielo ma siamo noi che ce le autoinfliggiamo per poi lamentarci. In altre parole occorre riportare al centro della medicina la prevenzione, perché molte malattie croniche sono evitabili come pure il 40% dei tumori, mentre muoiono ogni anno in Italia ben 180.000 persone per tumore. Non è più quindi il tempo per pensare di risolvere i problemi del Ssn con piccoli interventi settoriali o, addirittura, come ha fatto la Regione Lombardia, con la “super-intramoenia”, privilegiando l’accesso al Ssn delle assicurazioni private e aziendali a scapito delle liste d’attesa per i meno abbienti e i più poveri. Dobbiamo convincerci che occorre un cambiamento radicale per cui è necessario che vengano attivati gruppi di proposte concrete e strategie per poter ottenere una nuova organizzazione del Ssn nello spazio di 5-10 anni. Occorre rivedere l’attività delle Regioni visto che ormai abbiamo a che fare con un Servizio sanitario regionale caratterizzato da diseguaglianze per risultati, strutture e organizzazioni. Idealmente sarebbe necessario raggruppare piccole Regioni e avere 12 aree con circa 5 milioni di cittadini ciascuna. Occorre rafforzare la sorveglianza dello Stato sulle Regioni con una importante presenza per evitare differenze sulle spese, sulla disponibilità di farmaci, sulla legislazione e soprattutto sulla mortalità infantile che rappresentano un fallimento del Ssn. Il problema deve essere affrontato da una rete di esperti indipendenti derivanti da varie competenze. È fondamentale una grande rivoluzione culturale che sposti la finalità del Ssn dalle cure – che comunque vanno sviluppate e migliorate – alla prevenzione, un termine che deve divenire dominante nel pensiero e nell’azione. Una rivoluzione culturale richiede anzitutto che si realizzi finalmente una Scuola Superiore di Sanità per la formazione dei dirigenti, se vogliamo essere efficaci nel determinare chi deve governare il Ssn. Una rivoluzione culturale deve essere presente a livello della formazione della popolazione: la nostra scuola non si occupa della salute, salvo qualche eccezione. Occorre un programma con almeno un’ora alla settimana in cui si esaminino, con l’aiuto della pedagogia e della didattica, tutti gli aspetti della salute da parte di insegnanti che abbiano avuto una preparazione specifica. La formazione deve cambiare anche per il personale sanitario. Il programma dell e Scuole di Medicina all’Università è quello che ha ricevuto il sottoscritto negli anni ’40 e ’50, ma la medicina è cambiata perché è divenuta polidisciplinare e deve inserire tutto ciò che manca – dalla conoscenza del Ssn alla IA – per promuovere la prevenzione. Dobbiamo concentrare in pochi ospedali – migliorando i trasporti – tutti gli interventi complessi, compresi i trapianti d’organo, in modo da ridurre il personale. Occorre organizzare unità di terapia palliativa in tutti gli ospedali e realizzare almeno un importante istituto dei tumori nel Sud. I piccoli ospedali e i punti nascita devono essere localizzati solo in posti isolati e lontani dai centri. Il territorio è forse il settore che ha più bisogno di attenzione. Le Case di Comunità sono indispensabili. I medici non possono più lavorare da soli: devono lavorare insieme per tenere aperti gli ambulatori 7 giorni alla settimana. I medici di medicina generale devono avere una specifica formazione prima di entrare nelle Case di Comunità e devono essere assunti dal Ssn per divenire promotori di prevenzione e non solo prescrittori di farmaci. Le Case di Comunità devono inserire apparecchiature di routine, infermieri, pediatri di famiglia nonché informatizzazione dei pazienti e collaborazione degli assistenti sociali e del volontariato. Una medicina del territorio efficiente è fondamentale perché il Pronto Soccorso possa riprendere le sue fondamentali funzioni di diagnosi delle urgenze dove inserire come responsabili i medici con adeguato curriculum, data la grande responsabilità di questa struttura. La salute mentale è forse la più trascurata dal Ssn. La chiusura dei manicomi richiedeva interventi che non sono mai stati realizzati. Analogamente non possiamo lasciare i 2 milioni di italiani affetti da 7.000 malattie rare senza speranza perché nessuno se ne occupa. Abbiamo più volte affrontato il problema dei famaci. Ve ne sono troppi, il Prontuario Terapeutico non è stato revisionato da più di 30 anni, va cambiata la legislazione europea per fare in modo che farmaci per la stessa indicazione vengano confrontati per scegliere quelli con il miglior rapporto beneficio-rischio. I farmaci poi non possono essere studiati solo nei maschi adulti penalizzando donne, anziani e bambini. La ricerca indipendente deve essere potenziata. Occorre sviluppare una informazione indipendente: basta informazione e pubblicità fatta solo da chi vende. Basta rapporti economici fra medici, società scientifiche e industrie. L’educazione medica continua sempre più necessaria per il tumultuoso sviluppo delle conoscenze deve essere organizzata e sostenuta dal Ssn. La medicina del Ssn richiede di eliminare la burocrazia. Ogni struttura deve avere un budget e adeguati controlli abolendo tutto il lavoro oneroso per compilare i Drg (diagnosi di malattia su cui si calcolano i rimborsi). Sono solo alcune proposte, ma occorre ampliare la visione di un cambiamento del Ssn a 360 gradi. Il mio appello è: realizziamo, il più presto possibile, luoghi in cui pensare, proporre e discutere indicazioni per la riforma del Ssn specificando tempi, priorità e risorse necessarie. Le prossime generazioni ce ne saranno grate. ---End text--- Author: SILVIO GARATTINI Heading: Medicina e territori Highlight: Tra le soluzioni auspicate ci sono la concentrazione degli interventi complessi in centri di alta specializzazione, gli investimenti nella formazione del personale sanitario e un ruolo centrale per le Case di Comunità Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, nel giorno in cui compie 97 anni condivide con Avvenire la sua “ricetta” per la sanità del Paese e la nostra salute. L’ANALISI A quasi cinquant’anni dalla sua istituzione il Ssn è a un bivio: principi cardine come universalità ed equità si sono indeboliti a causa di diseguaglianze territoriali e privatizzazioni Image:L’appello del Papa per una cura umana Lunedì in un messaggio al Congresso Internazionale della Pontificia Accademia per la Vita Leone XIV ha lanciato un appello per una sanità uma na: di qui il lavoro di Avvenire che prosegue oggi. Milano, Ospedale Policlinico, Dottori e infermireri in corsia -tit_org- Ospedali diversi e prevenzione per curarci meglio Prevenzione e nuovi modelli ospedalieri per dare un futuro al Servizio sanitario -sec_org- tp:writer§§ Silvio Garattini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203089706891.PDF §---§ title§§ Salute mentale come alleanza = Salute mentale come alleanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090206892.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "AVVENIRE" del 12 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-12T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090206892.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090206892.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090206892.PDF tp:ocr§§ Prevenzione, servizi e comunità SALUTE MENTALE COME ALLEANZA Editoriale SALUTE MENTALE COME ALLEANZA ALBERTO SIRACUSANO S e la domanda è «potevamo evitare che una donna venisse accoltellata alle spalle mentre camminava tranquillamente in una piazza centrale di Milano da un uomo con un presumibile disturbo di personalità e con una storia di precedenti aggressioni?», la risposta – ferma restando l’imprevedibilità in tutti gli avvenimenti della vita, in particolare in quelli che riguardano il comportamento umano – non può che essere «dovevamo evitare che accadesse». La signora protagonista suo malgrado del recente episodio è stata vittima inerme di un trauma drammatico che farà sempre parte della sua vita e il cui superamento necessita di grande affetto e solidarietà: non deve sentirsi sola, e non va lasciata sola. Capire quanto accaduto richiede riflessioni attente, non retoriche, e libere da ideologie. Innanzi tutto, non bisogna lasciarsi andare a stereotipi di pensiero quali la semplice equivalenza tra disturbo mentale e violenza, o «perché abbiamo chiuso i manicomi?», o «chi soffre di un disturbo mentale non guarirà mai», o ancora «chi soffre di disturbi psichici è un pericolo per la società e non può andare in giro a piede libero». Tutte affermazioni stigmatizzanti, false, basate sulla paura e l’ignoranza, prive di rispetto per chi è affetto da una sofferenza mentale e per i loro familiari, che spesso se ne devono occupare con scarse risorse. Il caso di Milano mette in evidenza diverse criticità di grande attualità, come quella di riuscire a garantire in modo bilanciato ed equo la sicurezza sociale da una parte, la cura e la pena per il singolo dall’altra, laddove sia autore di reato. È possibile che la persona che ha commesso l’aggressione soffra di un grave disturbo di personalità psicotico cronico. continua a pagina 14 D i conseguenza, le cure di cui necessita devono essere continue e costanti e, in questi casi così complessi, monitorate a intervalli regolari, con terapie bilanciate in relazione alle alterazioni dello status psicologico, applicate nei contesti idonei. La cura dei gravi disturbi di personalità è oggi uno dei problemi psicopatologici e terapeutici più complessi, in quanto si intersecano nella stessa tematica caratteristiche personologiche individuali, caratteristiche psicopatologiche che si sviluppano nel corso della vita e il riconoscimento, nel momento in cui viene commesso un reato, della capacità di intendere e di volere, da cui a sua volta deriva il riconoscimento di una infermità di mente parziale o totale. Su tutto ciò pesa la valutazione della pericolosità sociale, che deve essere, nei casi più gravi, costantemente accertata in modo oggettivo e concreto, non solo presunta o eseguita solo al momento della condanna. Quello della pericolosità sociale è un punto spinoso che necessita di un moderno dibattito culturale, scientifico e legislativo, sempre aggiornato e interdisciplinare tra studiosi e operatori del settore. È fondamentale evitare che ogni situazione in cui accadono comportamenti antisociali venga psichiatrizzata. Anche se si soffre di un disturbo mentale, ci può essere la piena consapevolezza di ciò che si sta commettendo. La delicatezza della questione è riconoscere, nel rispetto dei diritti umani fondamentali, che questa tipologia di persone deve essere necessariamente sottoposta a percorsi di cura medici e forensi insieme, eseguiti in contesti di grande professionalità e, se necessario, a seconda della gravità del reato commesso, che queste cure vengano effettuate in carcere. In altre parole, la distinzione, non semplice, ma oggi imprescindibile, è quella di identificare, distinguere le varie situazioni e personalizzare i percorsi di cura e custodia. Tutto questo deve essere affiancato da una reale conoscenza dello stato di salute della persona, periodicamente aggiornato, cosa che oggi non accade, ad esempio, per i soggetti in libertà vigilata, che spesso scompaiono dal monitoraggio. È necessario, anche, mettere ordine tra i livelli normativi diversi, i pr ovvedimenti amministrativi diversificati, i sistemi sanitari differenti che entrano, a diverso titolo, delle situazioni di cui stiamo parlando. Il Tavolo tecnico sulla Salute mentale del Ministero della Salute ha elaborato, a distanza di 13 anni da quello precedente, un Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale (Pansm) 2025-2030. Il Piano, ispirato dal paradigma della One Mental Health, dove si sottolinea l’importanza dei determinanti sociali nella patogenesi dei disturbi e del disagio mentale, affronta diverse questioni riguardanti la salute mentale: dalla organizzazione dei servizi, al risk management, dalla salute mentale in infanzia e adolescenza, alla integrazione sociosanitaria, alla rilevanza che può assumere il contributo del Terzo Settore. Uno dei capitoli è dedicato alla «salute mentale delle persone detenute/imputabili e per le persone affette da disturbi mentale autrici di reato in misura di sicurezza», in cui sono previste diverse proposte per superare le criticità di cui stiamo parlando. Tali proposte si ispirano alle più attuali linee guida ed esperienze di organizzazione e cura per autori di reato con disturbi di salute mentale. Il Pansm è attualmente alla valutazione della Conferenza Stato-Regioni e, per la prima volta, ha ottenuto un finanziamento specifico nella prossima Manovra di Bilancio. Ricordiamo che tutte le ricerche epidemiologiche segnalano l’allarme della grande diffusione sia dei disturbi psichici che del disagio mentale, tanto che si parla sempre più frequentemente di “epidemia della salute mentale”. Va sviluppata una nuova cultura della salute mentale in cui il prendersi cura deve appartenere responsabilmente a tutti noi e che non ci si può affidare alla falsa speranza di delegare tale responsabilità ad altri. Alberto Siracusano Coordinatore Tavolo tecnico sulla Salute mentale Ministero della Salute Presidente del Consiglio Superiore di Sanità ---End text--- Author: Alberto Siracusano Heading: Editoriale Highlight: Image: -tit_org- Salute mentale come alleanza Salute mentale come alleanza -sec_org- tp:writer§§ Alberto Siracusano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090206892.PDF §---§ title§§ L'allarme sui minori: consumi di psicofarmaci raddoppiati dal 2016 = Bambini e psicofarmaci, prescrizioni raddoppiate dal 2016 a oggi in Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090906887.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "CORRIERE DELLA SERA" del 12 Nov 2025

L'allarme nei dati OsMed. Ma in Francia sono un terzo in più

pubDate§§ 2025-11-12T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090906887.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090906887.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090906887.PDF tp:ocr§§ L’Aifa Aumento da 0,26% a 0,57% L’allarme sui minori: consumi di psicofarmaci raddoppiati dal 2016 Bambini e psicofarmaci, prescrizioni raddoppiate dal 2016 a oggi in Italia L’allarme nei dati OsMed. Ma in Francia sono un terzo in più a pagina 22 ROMA Consola che in altri Paesi, anche europei, la situazione sia peggiore. Ma è comunque un fenomeno da seguire attentamente l’aumento del consumo italiano di psicofarmaci in bambini e adolescenti, raddoppiato rispetto al 2016, quando partì il monitoraggio sistematico. Dallo 0,26 per cento allo 0,57 nel 2024. Significa che un ragazzo sotto i 18 anni su 175 li ha provati, dietro prescrizione medica. La tendenza al rialzo, certificata dall’agenzia Aifa nel rapporto annuale OsMed sull’uso dei medicinali, si era già delineata negli anni del Covid e da allora è diventata una curva in progressiva salita. Il confinamento tra le mura di casa senza vedere gli amici e partecipare alle attività tipiche dell’età ha fatto affiorare disagi mentali rimasti sottotraccia. Il risultato, atteso secondo gli psichiatri, è che antidepressivi (per depressione e disturbi ossessivo-compulsivi) stimolanti (per i deficit dell’attenzione patologici come l’ADHD) e antipsicotici (per schizofrenia e disturbi bipolari) sono stati utilizzati con maggiore frequenza. Intravede però un segnale positivo Antonella Costantino, past president della Società italiana di Neuropsichiatria infantile e direttore della Neuropsichiatria al Policlinico di Milano: «Sono sempre di più i giovani che chiedono aiuto spontaneamente, parlandone con genitori e amici. I social da questo punto di vista sono stati un conforto, un canale attraverso il quale raccontare il disagio tra simili. Noi abbiamo osservato un cambiamento. Sono situazioni più tollerate dalle famiglie, l’involucro della vergogna sembra se non caduto, assottigliato». Un passaggio culturale? «Sì, i sintomi del malessere psichico sono diventati accettabili agli occhi degli altri. L’autolesionismo o la rabbia, di cui si è parlato tanto nel post pandemia, sono usciti fuori dal cono dello stigma. Un altro fenomeno? L’aumento delle pazienti femmine che, spontaneamente, chiedono un sostegno». Probabilmente il fenomeno va letto anche da una diversa angolazione. Da parte della neuropsichiatria è venuto meno un atteggiamento di chiusura nei confronti degli psicofarmaci che, per contrastare certi stati patologici, non possono essere del tutto esclusi dagli interventi. L’ex presidente di Sinpia non nega che «esista il rischio di cadere nell’eccesso del ricorso alle medicine, come succede negli Stati Uniti dai quali però siamo lontani mille miglia in termini di consumo». Il confronto non regge. In Usa il 25 per cento di bambini e adolescenti sono stati trattati con psicofarmaci. Anche rispetto alla Francia, l’Italia è un esempio virtuoso: un terzo di consumo in meno. L’importante è che se ne faccia un uso appropriato «e su questo non bisogna smettere di vigilare». Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha annunciato di aver concluso le audizioni per l’indagine sulla fragilità emotiva e psicologica dei giovani: «Sono certa che buona parte delle risorse stanziate dalla legge di Bilancio per la salute mentale e nel Fondo sanitario nazionale sarà destinata a prevenire e curare i disturbi dei minori. Gli esperti che abbiamo ascoltato hanno sottolineato l’importanza di intervenire molto precocemente per scongiurare lo sviluppo di patologie più gravi da adulti». Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, in audizione ha ricordato l’entità del fondo per la salute mentale: 80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 e 30 milioni all’anno a decorrere dal 2029. mdebac@rcs.it ---End text--- Author: Margherita De Bac Heading: Highlight: Il caso ? In quasi dieci anni, l’aumento del consumo italiano di psicofarmaci in bambini e adolescenti è raddoppiato (dal 2016 il monitoraggio è stato sistematico) ? Il dato è stato certificato dall’Agenzia del farmaco Aifa nel rapporto annuale OsMed su ll’uso dei medicinali: dallo 0,26% si è passati allo 0,57 del 2024 ? La tendenza al rialzo si era già delineata negli anni del Covid: da allora è diventata una curva in progressiva salita Image: -tit_org- L’allarme sui minori: consumi di psicofarmaci raddoppiati dal 2016 Bambini e psicofarmaci, prescrizioni raddoppiate dal 2016 a oggi in Italia -sec_org- tp:writer§§ Margherita De Bac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203090906887.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa infinite Lo strano incentivo per i medici: «Meno esami prescritti ai pazienti e avrete più soldi» = Liste d'attesa infinite «Meno esami, più soldi» L'incentivo ai dottori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203086506859.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 12 Nov 2025

Raschi a pagina 15 Modena, accordo con i medici di famiglia (Fimmg e Smi) Un euro e 20 centesimi a paziente per chi resta sotto la soglia

pubDate§§ 2025-11-12T05:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203086506859.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203086506859.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203086506859.PDF tp:ocr§§ Sanità pubblica, il sistema in crisi L’iniziativa dell’Ausl Modena Liste d’attesa infinite Lo strano incentivo per i medici: «Meno esami prescritti ai pazienti e avrete più soldi» Raschi a pagina 15 Liste d’attesa infinite «Meno esami, più soldi» L’incentivo ai dottori Modena, accordo con i medici di famiglia (Fimmg e Smi) Un euro e 20 centesimi a paziente per chi resta sotto la soglia BOLOGNA Il sistema sanitario dell’Emilia-Romagna non riesce più a reggere la pressione dei pazienti non residenti che chiedono di essere curati negli ospedali della regione: ’ingolfano’ le liste d’attesa. L’allarme è stato lanciato qualche giorno fa dal presidente Michele de Pascale e le polemiche non accennano a placarsi. Anzi, si rafforzano con l’iniziativa dell’Azienda Usl di Modena che ha sottoscritto un accordo con i medici di famiglia aderenti alla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e lo Smi (Sindacato medici italiani) attraverso il quale riconosce un incentivo 1,2 euro a paziente a quei dottori che manterranno il numero di esami specialistici prescritti entro una certa soglia rispetto al 2024. L’accordo, che sarà valido fino al 30 settembre 2026, non è stato sottoscritto dall’altro sindacato dei medici, lo Snami che lo ha fortemente criticato. La ratio dell’intesa è snellire le liste d’attesa attraverso quello che è diventato una sorte di mantra del sistema sanitario regionale: appropriatezza delle prescrizioni per visite e diagnostica. Secondo il direttore generale dell’Ausl, Mattia Altini, questa appropriatezza non sempre verrebbe messa in atto. «A parità di pazienti ci sono medici che prescrivono 30 visite e altri 70. La piattaforma digitale che abbiamo messo a disposizione dei medici – dichiara il manager – serve proprio a questo: a dare loro la possibilità di vedere cosa sta facendo un collega con un profilo di assistiti simile (il benchmark provinciale). L’obiettivo non è colpevolizzare, ma migliorare. Non misureremo il dottore solo sulla media, ma andremo a vedere il profilo di salute dei suoi assistiti. Se un medico ha tanti anziani o cronici, è giusto che muova più risorse. Anzi, questo accordo può paradossalmente aumentare alcune prestazioni: penso ai fondi oculari che non vengono fatti sui diabetici con la giusta sistematicità, per fare una vera medicina d’iniziativa. In questo modo il medico ha piena contezza di quanto deve movimentare. Non esiste nulla al mondo con questo livello di dettaglio». E, al momento, sembra non esistere nemmeno in Emilia-Romagna. Modena sembra essere una sorta di capofila per una sperimentazione che potrebbe essere proposta anche da altre Ausl ai medici di famiglia. Dal capoluogo di regione, dove i tavoli di trattativa con i medici di medicina generale sono aperti da mesi, arriva il no a questo tipo di proposta, come ha sottolineato la direttrice generale dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini. No a un accordo di questo tipo giunge anche dalla Fimmg bolognese, per voce del segretario provinciale Salvatore Bauleo: «Siamo tutti interessati all’appropriatezza della prescrizione, prima di tutto nell’interesse del paziente. Come si può fare? Con la formazione e con strumenti tecnologici. Nei nostri ambulatori servono attrezzature e software che ci consentano di avere un quadro clinico il più preciso possibile in modo da rendere la prescrizione dell’esame e della visita più appropriata. Questo è quanto abbiamo chiesto all’Ausl, non incentivi economici». Monica Raschi ---End text--- Author: Monica Raschi Heading: Highlight: LA CRITICA DEI SINDACATI «Vogliamo attrezzature e software per avere quadri clinici precisi Non ci servono bonus economici» Image:L’EmiliaRomagna è tra le Regioni che curano più pazienti non residenti -tit_org- Liste d’attesa infinite Lo strano incentivo per i medici: «Meno esami prescritti ai pazienti e avrete più soldi» Liste d’attesa infinite «Meno esami, più soldi» L’incentivo ai dottori -sec_org- tp:writer§§ MONICA RASCHI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203086506859.PDF §---§ title§§ Il Fisco entra nella tessera sanitaria per verificare le spese = Il Fisco entra nei dati della Tessera sanitaria per controllare le spese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085506877.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "SOLE 24 ORE" del 12 Nov 2025

Marcello Tarabusi —apag. 6

pubDate§§ 2025-11-12T05:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085506877.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085506877.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085506877.PDF tp:ocr§§ controlli per il 730 Il Fisco entra nella tessera sanitaria per verificare le spese Marcello Tarabusi —a pag. 6 Il Fisco entra nei dati della Tessera sanitaria per controllare le spese Accertamento. Accesso mirato per i 730 selezionati a livello centrale per verificare i dati di dettaglio. Strada sbarrata se c’è stata opposizione L’agenzia delle Entrate potrà consultare le spese sanitarie e veterinarie dei cittadini nell’ambito dei controlli formali sulla dichiarazione dei redditi (il 730 o il modello Redditi per le persone fisiche), accedendo direttamente alle informazioni presenti sul sistema Tessera sanitaria (Ts). Si potenzia così anche l’efficacia probatoria dei dati scaricati dal sito web della tessera sanitaria. La novità è prevista dal decreto Mef del 29 ottobre 2025 (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 10 novembre), che ha fissato il per l’invio delle spese sanitarie alla precompilata (si veda «Il Sole 24 Ore» dell’11 novembre). In particolare, viene introdotto un nuovo comma 4-bis all’articolo 4 del decreto 19 ottobre 2020, che disciplina l’invio da parte degli operatori sanitari: si prevede l’accesso diretto del Fisco ai dati relativi alle spese sanitarie. In questo modo si recepisce con decreto una previsione che era stata anticipata nel provvedimento 281068/2025 delle Entrate. Le novità si applicano a partire dalle spese dell’anno 2025: l’Agenzia dovrà selezionare, in via centralizzata, una serie di dichiarazioni da sottoporre a controllo formale (in base all’articolo 36-ter del Dpr 600/73); per le sole dichiarazioni così selezionate, ai dipendenti incardinati nell’ufficio territorialmente competente per il controllo sarà resa disponibile la consultazione dei dati di dettaglio delle spese veterinarie e sanitarie relative al contribuente e ai suoi familiari fiscalmente a carico (individuati in base alla dichiarazione presentata). L’accesso consentirà al funzionario di leggere i dati di dettaglio di ciascun documento di spesa, ossia: O codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso; O codice fiscale o partita Iva e cognome e nome o denominazione del soggetto erogatore della prestazione o del rimborso; O data del documento fiscale di spesa; O tipologia della spesa (secondo le classificazioni previste per l’invio al sistema TS: ticket, farmaci, dispositivi medici, prestazioni sanitarie e così via); O importo della spesa o del rimborso; O data del pagamento o rimborso; O presenza di pagamento tracciato (quando richiesto per la detraibilità). Restano esclusi dalla consultazione i dati per i quali il contribuente abbia manifestato l’opposizione. Le nuove modalità di accesso a fini di controllo, applicabili dai dati 2025, renderanno più efficace l’opzione – contenuta nella risposta alla Faq del 17 luglio dell’agenzia delle Entrate – di basare la prova del sostenimento delle spese sanitarie, ai fini della detrazione o deduzione, sul prospetto delle spese scaricato dal Sistema Ts, autocertificato conforme, senza esibire scontrini e fatture. Tale modalità semplificata costituiva, infatti, una agevolazione soprattutto per Caf e professionisti, che possono così apporre il visto di conformità sulle spese risultanti dal sistema Ts senza controllare uno per uno i documenti di spesa. Tuttavia, in sede di controllo le risultanze pure e semplici del sistema Ts potrebbero non bastare: vi sono dati, infatti, che il software della precompilata scarta anche se regolarmente inviati (si veda «Il Sole 24 Ore» del 29 settembre). Con la nuova procedura, in sede di verifica il funzionario potrà esaminare direttamente online i dati di dettaglio di ogni fattura e confermare la detrazione o deduzione, senza necessità di produrre alcun documento cartaceo. Resta l’esigenza di conservare fatture e scontrini per i quali è stata fatta opposizione (e che, quindi, a seconda dei casi non sono presenti a sistema, o non sono consultabili dall’Agenzia), e quelli delle spese non trasmesse alla precompilata (ad esempio cure all’estero, acquisti online o presso supermercati: si veda ancora «Il Sole 24 Ore» del 29 settembre). © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marcello Tarabusi Heading: Highlight: 2025 quando scatta L’anno a partire dal quale le spese sanitarie potranno essere controllate direttamente nel sistema Tessera sanitaria L’impatto adobestock I nuovi controlli Dal 2025 l’agenzia delle Entrate, nell’ambito dei controlli formali sulle dichiarazioni, potrà accedere ai dati di dettaglio delle spese sanitarie presenti sul sistema della tessera sanitaria. Sono escluse le spese per le quali il contribuente ha fatto opposizione Le garanzie L’accesso sarà consentito esclusivamente per le dichiarazioni selezionate a livello centrale, ma sarà materialmente eseguito solo dai funzionari territorialmente competenti. Gli accessi sono tutti tracciati I dati consultabili Saranno visibili tutti i dettagli, tra cui: O codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso; O codice fiscale o partita Iva e cognome e nome o denominazione del soggetto erogatore della prestazione o del rimborso; O data del documento fiscale di spesa; O tipologia della spesa (secondo le classificazioni previste per l’invio al sistema TS: ticket, farmaci, dispositivi medici, prestazioni sanitarie e così via); O importo della spesa o del rimborso; O data del pagamento o rimborso; O presenza di pagamento tracciato (quando richiesto per la detraibilità). Procedura utilizzabile dalle informazioni 2025 per la fondatezza di detrazioni o deduzioni Image: -tit_org- Il Fisco entra nella tessera sanitaria per verificare le spese Il Fisco entra nei dati della Tessera sanitaria per controllare le spese -sec_org- tp:writer§§ Marcello Tarabusi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/12/2025111203085506877.PDF §---§