title§§ Legge di Bilancio 2026: stabilità o occasione mancata? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802109800052.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "adriaeco.eu" del 08 Nov 2025
Adriaeco:, news di economia dall''Adriatico: Legge di Bilancio 2026: stabilità o occasione mancata?
pubDate§§ 2025-11-08T00:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802109800052.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802109800052.PDF', 'title': 'adriaeco.eu'} tp:url§§ https://www.adriaeco.eu/2025/11/08/legge-di-bilancio-2026-stabilita-o-occasione-mancata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802109800052.PDF tp:ocr§§ a piattaforma Pro\Versi ha pubblicato oggi un ampio dossier dedicato alla Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso ottobre. L’analisi, consultabile integralmente su www.proversi.it, raccoglie le principali voci a favore e contro il provvedimento, esplorando gli impatti previsti su conti pubblici, crescita economica, sanità, welfare e sistema fiscale. Il lavoro si inserisce in un momento cruciale per il dibattito pubblico italiano, segnato da una manovra economica ridotta nei numeri ma densa di implicazioni politiche e sociali.Pro\Versi propone una lettura oggettiva, completa e non ideologica, offrendo al lettore tutti gli elementi necessari per formarsi una propria opinione sulla manovra da 18,7 miliardi, la più contenuta degli ultimi dieci anni. Il cuore della discussione è il dilemma tra prudenza e ambizione.Da un lato, i sostenitori della manovra ne lodano il rigore finanziario, l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo e la capacità di finanziare nuove misure senza ricorrere a nuovo debito. Il ministro Giorgetti ha definito la legge “la prima manovra non correttiva da trent’anni”, sottolineando che non vi saranno aumenti di imposte generalizzate né tagli d’emergenza nel corso dell’anno. Le agenzie di rating e i mercati finanziari sembrano aver accolto positivamente l’impegno alla stabilità, con un calo dello spread e valutazioni in miglioramento.Tra i provvedimenti principali elencati nella scheda tecnica figurano il taglio dell’IRPEF dal 35% al 33% per i redditi medio-bassi, nuovi fondi per la sanità pubblica (+2,4 miliardi), incentivi a famiglie con figli (bonus nido, assegno unico potenziato, carta spesa per nuclei fragili), detassazione dei premi di produttività e proroga dei bonus edilizi. Dal lato imprese, la manovra finanzia interventi per circa 8 miliardi tra ZES, Nuova Sabatini, maggiorazione degli ammortamenti e contratti di sviluppo.Dall’altro lato, i critici sollevano numerose perplessità. Il fronte contrario, che include sindacati, opposizioni, esperti indipendenti e associazioni imprenditoriali, accusa la manovra di essere “rinunciataria” e incapace di imprimere una svolta a un’economia che resta stagnante.Il PIL previsto per il 2026 (+0,7%) è giudicato insufficiente per sostenere occupazione e benessere.Confindustria parla di “mancanza di coraggio” e lamenta l’assenza di un piano strutturale per lo sviluppo industriale. CGIL e UIL denunciano l’irrisorietà degli interventi su salari e pensioni (risparmi IRPEF medi di 40 euro annui e aumenti minimi per le pensioni più basse), mentre la Fondazione GIMBE evidenzia che, malgrado l’incremento del Fondo Sanitario, il rapporto spesa sanitaria/PIL resterà al di sotto dei livelli necessari per garantire servizi efficienti.Il documento mette inoltre in luce un tema trasversale: la solidità delle coperture. Circa metà dei fondi proviene da risorse temporanee, come la rimodulazione del PNRR o contributi straordinari dalle banche, una scelta che suscita i timori della Banca d’Italia e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Entrambi richiamano il governo alla necessità di coperture certe e stabili, evitando bonus una tantum che rischiano di rendere fragili i conti futuri.Il dibattito si articola anche intorno alle priorità di spesa. Se il governo sostiene di aver fatto scelte ponderate e selettive, molti osservatori denunciano l’assenza di investimenti in settori cruciali come scuola, trasporti pubblici e contrasto al divario Nord-Sud. Svimez ha messo in guardia dai rischi legati ai nuovi LEP (livelli essenziali di prestazione), che potrebbero accentuare le disuguaglianze territoriali, se non adeguatamente finanziati.Una piattaforma di analisi oggettiva dei fattiPro\Versi riporta fedelmente le diverse opinioni in campo, ricostruendo con rigore il contesto economico e politico nel quale la Legge di Bilancio 2026 si colloca. L’analisi offre una bussola per orientarsi in una materia complessa, spesso oggetto di dichiar azioni contraddittorie e tecnicismi poco accessibili. La forza del dossier sta nel mettere a confronto posizioni ben documentate, restituendo al lettore un quadro nitido e completo.In un periodo in cui il futuro economico del Paese è strettamente connesso alla credibilità dei conti pubblici e alla capacità di sostenere il tessuto sociale, la Legge di Bilancio si rivela più di un atto contabile: è una scelta politica su cosa finanziare e su cosa rinviare.Serve davvero più rigore o più investimento? È sufficiente tagliare le tasse o bisogna anche investire sulla domanda interna e sul capitale umano? tp:writer§§ manager guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802109800052.PDF §---§ title§§ Istat. Sen. Domenico Scilipoti Isgrò: "Un italiano su dieci ha rinunciato alle cure" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802924808222.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Nov 2025
AgenPress. “I recenti dati Istat sulla salute in Italia rivelano che un italiano su dieci ha rinunciato alle cure. Il fenomeno è maggiormente accentuato al
pubDate§§ 2025-11-08T09:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802924808222.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802924808222.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/11/08/istat-sen-domenico-scilipoti-isgro-un-italiano-su-dieci-ha-rinunciato-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802924808222.PDF tp:ocr§§ Trump: “Una forza di circa 20.000 soldati saranno dispiegati nella Striscia di Gaza”Base militare statunitense consegnato un pacco con polvere bianca che ha causato malore e ricovero in ospedale di alcune personeMilano. Due ragazzi investiti a distanza di poche ore in due distinti incidentiLeone XIV riceve Abu MazenAlessia Pifferi condannata a 24 anni. Pena ridottaLandini: “Il governo rispetti i lavoratori e lo sciopero generale”Trump annuncia che nessun funzionario della sua amministrazione parteciperà al vertice del G20 in Sud AfricaGli Stati Uniti cancellano dalla lista nera dei “terroristi” il presidente siriano al-SarrahOrban: “Abbiamo ottenuto la revoca totale delle sanzioni dagli Stati Uniti”Il Presidente Mattarella ha ricevuto il Presidente della Palestina, Mahmoud AbbasConsiglio europeo. Meloni: “Il Governo sta lavorando, e ringrazio per questo Salvini, ad un importante piano casa a prezzi calmierati”Consiglio europeo. Meloni: “l’Italia ha già cominciato il percorso di rafforzamento della sua difesa, aderendo ai finanziamenti agevolati previsti da SAFE (Security Action for...Consiglio europeo. Meloni: “Mosca è riuscita a conquistare appena l’1% del territorio ucraino. Questo stallo può rendere possibile un’ipotesi di pace”Consiglio europeo. Meloni: “L’Italia non prevede l’invio di propri soldati in territorio ucraino”Consiglio europeo. Meloni: “L’Italia è pronta a contribuire – qualora le fosse richiesto – ai lavori del Board of Peace”AgenPress. “I recenti dati Istat sulla salute in Italia rivelano che un italiano su dieci ha rinunciato alle cure. Il fenomeno è maggiormente accentuato al Sud e ricalca i dati forniti dalla Gimbe.I motivi principali della rinuncia sono le difficoltà economiche e soprattutto nel pubblico gli inaccettabili tempi di attesa per visite specialistiche ed esami clinici e strumentali. Tutto questo di fatto crea una situazione di rigetto del diritto costituzionale alla salute per i non abbienti ed una spinta a privatizzazione e scelte assicurative con discriminazione per i non abbienti.Occorre investire maggiormente sulla sanità pubblica con assunzione di nuovi medici ed infermieri, rendere gli stipendi più attrattivi al fine di evitare la fuga dei medici, potenziare le strutture con macchinari adeguati e la medicina del territorio. Il governo ha investito nella legge di bilancio da licenziare, sette milioni sulla sanità. Mi rendo conto dei limiti di cassa, ma si può e si deve dare di più soprattutto in assunzioni.”Lo dice in una nota il Presidente di Unionr Cristiana Sen. Domenico Scilipoti Isgrò.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802924808222.PDF §---§ title§§ Rassegna Stampa assicurativa 8 novembre 2025 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801826705381.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "assinews.it" del 08 Nov 2025
La rassegna stampa assicurativa quotidiana di Assinews.it: selezione dai quotidiani nazional ed internazionali
pubDate§§ 2025-11-08T04:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801826705381.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801826705381.PDF', 'title': 'assinews.it'} tp:url§§ https://www.assinews.it/11/2025/rassegna-stampa-assicurativa-8-novembre-2025/660119861/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801826705381.PDF tp:ocr§§ Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali Unipol fa 1,2 mld di utiliCorre l’utile di Unipol nei primi nove mesi del 2025. Con l’apporto di Bper (quota del 19,8%) è arrivato a 1,235 miliardi (+48%). Un risultato che ha beneficiato degli effetti dell’opas di Bper sulla Popolare di Sondrio, a cui Unipol ha aderito conferendo la sua partecipazione (19,7%). La raccolta diretta assicurativa è balzata del 10,8% a 12,644 miliardi, con quella diretta nel Danni pari a 6,783 miliardi (+4,5%). Il combined ratio è migliorato al 93,5%, in linea col consenso. E il risultato ante imposte del Danni è stato pari a 703 milioni (+481 milioni). Invece nel comparto Vita la raccolta è stata di 5,862 miliardi (+19%) con un risultato ante imposte di 276 milioni (da 221). Ha deluso solo l’indice di solvibilità, salito al 220%. La campagna non è finitaDopo il ritiro dell’ops su Banco Bpm a metà luglio, Andrea Orcel non è rimasto con le mani in mano. Il ceo di Unicredit ha inanellato una serie di mosse per reimpostare la rotta e aprire nuove opzioni strategiche. Dalla Germania alla Grecia fino all’Europa centro-orientale, il banchiere sembra determinato a proseguire sulla via della crescita senza tuttavia escludere acquisizioni in ambito europeo. E senza perdere di vista l’Italia. Fusione congelataIl mercato vuole capire come sarà la nuova Montepaschi con al suo interno Mediobanca. Ma l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha rimandato tutto al capital market day che illustrerà alla comunità finanziaria a marzo 2026. Il banchiere ha preso tempo anche sull’eventuale fusione e sul delisting di Piazzetta Cuccia. È vero che «con un flottante del 14%, il titolo Mediobanca è poco liquido, ma è troppo presto per prendere decisioni sul ritiro dalla borsa» della controllata, ha tagliato corto Lovaglio nella conference call con gli analisti sui risultati del terzo trimestre diffusi venerdì 7 novembre. In sostanza, ha lasciato il mercato a bocca asciutta, con la domanda ancora aperta su come saranno integrati concretamente i modelli di business di Piazzetta Cuccia, focalizzato sul private investment banking, e quello commerciale di Rocca Salimbeni. Il motivo sta nel fatto che a Siena stanno ancora valutando nel dettaglio come ottimizzare il business model post-opas e l’asset messo in pancia, completo di attività e passività. Più azioni in campoL’agricoltura rappresenta un settore portante dell’economia italiana. Quali sono le peculiarità previdenziali del fondo pensione negoziale dedicato ai lavoratori di questo comparto? Milano Finanza ne ha parlato con Adolfo Multari, che è diventato presidente di Agrifondo lo scorso giugno. Focus su Investimento Protetto 2031Groupama Investimento Protetto 2031 (Opzione liquidazione cedole) è un contratto multiramo di assicurazione sulla vita, con partecipazione agli utili e di tipo unit linked a premio unico. La polizza, a vita intera, permette di investire contemporaneamente per il 35% nella gestione separata ValorePiù e per il 65% nel fondo interno di tipo unit-linked denominato ValorePiù Protetto 2031. Per l’opzione segnalata (per chi non desidera incassare le cedole è disponibile anche la versione ad accumulo) il fondo interno mira alla corresponsione di tre prestazioni periodiche e al tempo stesso alla protezione del valore unitario della quota a scadenza, nel limite del 90%. Inoltre, il fondo si propone di conseguire, alla scadenza, una partecipazione indiretta al rendimento conseguito da un paniere di titoli azionari, se positivo. Tra questi titoli spiccano nomi come Johnson&Johnson, Roche, Novartis, Pfizer, Munich Re, Swiss Re, etc, che tipicamente evidenziano volatilità controllata e una buona componente di dividendi L’assicurazione Rc copre il professionista solo se la buona fede è massimaL’assicurazione della responsabilità civile copre il professionista soltanto se la buona fede del cliente è massima. È infatti inderogabile, in quanto previsto dalla legge, l’obbligo dell’assicurato di riferire alla compagnia al momento della stipula tutte le circostanze che influisc ono sulla determinazione del rischio, e quindi sulla quantificazione del premio: ne va dell’equilibrio del contratto, mentre la reticenza gravemente colposa del professionista non risulta sanata dalla circostanza che la polizza non prescriva l’onere di discovery in modo esplicito; deve dunque essere valutata in modo autonomo la clausola che subordina l’operatività della garanzia al fatto che il professionista «non abbia avuto percezione, notizia o conoscenza» di eventuali presupposti per la responsabilità civile. Così la Cassazione civile, sez. III, ord. 29456 del 7/11/2025. Danni non liquidi, interessi miniNo ai super-interessi sui danni non liquidi. Il tasso moratorio maggiorato di cui all’articolo 1284, quarto comma, Cc, pari al tasso di riferimento della Banca centrale europea più otto punti percentuali, si applica soltanto quando l’obbligazione dedotta in giudizio ha valore quantificato o facilmente quantificabile: non vale, dunque, sul risarcimento dei danni per inadempimento di un’obbligazione diversa da quella pecuniaria, che necessita dell’intervento del giudice per essere quantificata. Pesa l’intento deflattivo delle cause civili che ha ispirato il decreto-legge 12/09/2014, n. 132, nell’introdurre la norma: solo se l’obbligazione è liquida il debitore può valutare i rischi economico connessi al giudizio e, ad esempio, decidere di adempiere spontaneamente senza resistere in giudizio. Così la Corte di cassazione civile, sez. prima, nell’ordinanza n. 28036 del 22/10/2025. Ue, verso un posticipo dei vincoli dell’Ai ActSecondo un’anticipazione del Financial Times, la Commissione intenderebbe «annacquare» oltre che posticipare di un anno l’entrata in vigore di alcune parti dell’AI Act «a seguito delle forti pressioni delle grandi aziende tecnologiche e del governo degli Stati Uniti». Il portavoce della Commissione Thomas Regnier ha spiegato che Bruxelles ha interpellato l’industria e le aziende europee, nonché gli Stati membri, e «la riflessione è in corso nell’ambito di tutti questi contatti». Regnier ha anche aggiunto che l’obiettivo del Digital Omnibus «non è riaprire la legislazione, ma pensare a come rendere la vita delle nostre aziende più facile». La questione centrale sarebbero gli standard da adottare, non ancora pienamente elaborati dalle industrie, con l’obiettivo di assicurare che tutte le aziende interessate siano in grado di conformarsi entro l’entrata in vigore della legge. La Commissione è in costante contatto con il Gruppo di monitoraggio per l’applicazione dell’AI Act del Parlamento europeo, co-presieduto da Brando Benifei e Michael McNamara. La proposta andrà infatti poi negoziata da Eurocamera e Consiglio. Quanto alle pressioni Usa, il portavoce Olof Gill ha ribadito che «ascoltiamo le preoccupazioni» ma «non spetta a un Paese terzo decidere come legiferare». Codice incentivi, spinta delle Camere: no alla stretta sulle polizze catastrofaliLe commissioni parlamentari chiedono al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) un robusto pacchetto di modifiche al Codice degli incentivi per le imprese. Le regole su aiuti automatici, delocalizzazioni e divieti per chi non sottoscrive polizze catastrofali sono i principali temi sollevati nei pareri approvati dalla commissione Attività produttive della Camera e dalla commissione Industria del Senato. Rilievi che riflettono in larga parte le richieste formulate in audizione dalle associazioni di impresa e che il Mimit sarebbe orientato a recepire nel testo aggiornato del decreto legislativo che andrà al consiglio dei ministri nelle prossime settimane per il via libero definitivo. Pensioni, per il 2026 rivalutazione 1,4-1,5%Dal 2026 si prevede un aumento delle pensioni dell’1,4% che potrebbe attestarsi all’ 1,5%. Le ultime proiezioni dell’Inps ragionano su questa percentuale di rivalutazione degli assegni pensionistici al tasso di inflazione, rispetto all’1,7% che era stato previsto nei mesi scorsi, in linea con le stime dell’indice Foi per il 2026. Come è noto l’aumento delle pensioni si applicherà in base alla fascia di reddito, secondo un meccanis mo a scaglioni: sarà del 100% per gli assegni fino a quattro volte il minimo Inps (603,40 euro), sarà del 90% per le pensioni di importo compreso tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% oltre Parolin alla Cop30: «Il climate change genera più sfollati dei conflitti»Il riscaldamento causa «più sfollati» dei conflitti: tocca al segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, mettere l’accento sulla dimensione umanitaria della crisi climatica. Lo fa dal pulpito di Belem, nella seconda giornata del vertice politico che anticipa la Cop30. Parlando ai media vaticani, Parolin ha così ricordato che i disastri naturali scacciano dai loro luoghi d’origine milioni di persone, soprattutto nei Paesi poveri e meno capaci di rispondere alle sfide dell’adattamento. Sono i rifugiati climatici, in fuga dalla povertà generata non dalla guerra, ma dagli effetti del global warming. Già nel 2021, la Banca Mondiale stimava che questa sorte potrebbe toccare a oltre 200 milioni di persone entro il 2050. Un esempio: la nazione insulare di Tuvalu, nel Pacifico meridionale, è candidata a diventare il primo Stato inabitabile, a causa dell’innalzamento del livello del mare. Dal 2023, il Governo australiano offre ogni anno permessi di soggiorno illimitati a 280 tuvaluani, con la prospettiva di reinsediare tutti gli 11mila abitanti in 40 anni. Fondi sanitari Per l’assistenza meglio rendita o rimborso?Quando si discute di fondi sanitari integrativi, l’immagine immediata è quella del pagamento del dentista: l’odontoiatria, come ben sanno gli italiani, è la classica spesa “out of pocket” ovvero il denaro usato per servizi e prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale; una cifra pari a 40,6 miliardi di euro secondo le stime 2023 dell’Osservatorio Gimbe. In parallelo, però, un’altra importante spesa di cui la sanità integrativa si sta facendo carico è quella della non autosufficienza, cioè la perdita di autonomia nel compiere attività quotidiane essenziali, un deficit colmato da familiari, badanti o strutture sanitarie. Reclami, la nuova proposta di legge chiede più trasparenzaC’è una nuova proposta di legge di riordino del sistema dei fondi sanitari integrativi. Giace alla Camera dal 29 maggio scorso. Primo firmatario: Paolo Barelli, capogruppo a Montecitorio di Forza Italia. È una proposta di legge delega che disegna il quadro generale di come dovranno essere gestiti e organizzati i fondi definiti, con nuova terminologia, “sociosanitari”. Se dovesse essere approvata la nuova legge delega, toccherà poi ai decreti delegati andare nello specifico delle procedure. Due elementi però si possono segnalare già da ora. Il primo, più importante: viene richiesto di «individuare un’autorità di vigilanza sui fondi sociosanitari, che assicuri la trasparenza, la correttezza dei comportamenti, la sana e prudente gestione nonché il buon funzionamento del sistema di assistenza». Ad oggi, la normativa sui fondi sanitari non obbliga la creazione di una tale struttura. Ergo, ci sarà un’authority a cui inviare le proprie segnalazioni e lamentele come già avviene oggi in tanti altri campi: dalla previdenza complementare con Covip alle assicurazioni con Ivass. tp:writer§§ ASSINEWS guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801826705381.PDF §---§ title§§ Ricoveri in Emilia-Romagna, un paziente su sei da altre regioni. Ecco perché sono in crescita - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802923108313.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "bologna.repubblica.it" del 08 Nov 2025
Dal 16% del 2024, la percentuale è già aumentata al 17%: le ragioni dell’allarme di de Pascale
pubDate§§ 2025-11-08T09:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802923108313.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802923108313.PDF', 'title': 'bologna.repubblica.it'} tp:url§§ https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/11/08/news/ospedali_emilia_romagna_un_paziente_su_sei_da_fuori_regione_numeri_crescita-424967704/?ref=-BH-I0-P-S1-F tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802923108313.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l’Emilia-Romagna ha registrato 647.323 ricoveri di pazienti emiliano-romagnoli e 124.002, pari al 16%, ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni. Una percentuale che nel 2025 — e i dati arrivano soltanto fino a settembre — è già aumentata, arrivando al 17%. Tradotto in numeri assoluti significa che in nove mesi, la regione Emilia-Romagna ha registrato già 88.953 ricoveri di pazienti provenienti da fuori Regione, ai quali ne vanno aggiunti altri 4338 provenienti dall’estero, pari all’1% (la stessa percentuale del 2024).Un trend che da dopo il Covid continua a crescere incessantemente, mettendo a rischio, dice il governatore Michele de Pascale, la sostenibilità del sistema. De Pascale: “Stop ai pazienti da fuori, la sanità non regge. In manovra chiedo risorse libere” di Caterina Giusberti 08 Novembre 2025Guardando anche i numeri delle prestazioni ambulatoriali, quindi visite specialistiche ed esami, si scopre che quelle fornite a pazienti provenienti da altre regioni sono state già 1 milione 739mila, da gennaio a settembre, pari al 3%. La stessa percentuale registrata nel 2024, quando gli accertamenti per pazienti provenienti da altre regioni, in tutto l’anno furono 2 milioni 674mila. Numeri impressionanti. Sul pronto soccorso, invece, nel 2024 si sono registrati 2.017.897 accessi di pazienti provenienti dall’Emilia-Romagna, 159.872 accessi di pazienti provenienti da altre regioni (pari al 7%) e 65.442 accessi di pazienti provenienti dall’estero. Percentuali che restano invariate anche quest’anno, da gennaio a settembre, quando i pazienti da fuori regione curati nei pronto soccorso sono stati 129.703 e quelli provenienti dall’estero 50.551. Mentre gli accessi di pazienti emiliano-romagnoli in tutto sono stati 1 milione 582.341, pari al 90% del totale.Non per niente, secondo il rapporto di “Meridiano sanità” diffuso soltanto poche settimane fa, l’Emilia-Romagna sarebbe la regione più attrattiva a livello nazionale per saldo di mobilità sanitaria, seguita da Lombardia e Veneto. Al tempo stesso, secondo il rapporto Agenas del 2024, siamo la quarta regione per indice di fuga più basso, ovvero per numero di pazienti che vanno a curarsi fuori. Ovviamente tutto questo si traduce anche in valori economici.A febbraio, il Report della Fondazione Gimbe aveva calcolato che nel 2022 il saldo della mobilità sanitaria in Emilia-Romagna era stato di 525,4 milioni di euro, in aumento di 83,5 milioni rispetto al 2021. L’accoglienza di pazienti da fuori regione era infatti arrivata a un valore di prestazioni fornite per oltre 806 milioni di euro, rispetto ai quasi 282 milioni di emiliano-romagnoli che si erano curati fuori regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802923108313.PDF §---§ title§§ L’Istat smonta la propaganda del governo sulla manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803201908013.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "contropiano.org" del 08 Nov 2025
"I fatti hanno la testa dura" è una massima che racchiude bene l''adesione che si deve avere verso le dinamiche strutturali da parte di chi vuole portare Le famiglie del primo quinto reddituale devono aspettarsi un guadagno medio di 102 euro, mentre quelle dell''ultimo 411. Insomma, i più ricchi riceveranno più soldi dei più poveri. Anche l''Ufficio Parlamentare di Bilancio conferma che "il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai. Per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro".
pubDate§§ 2025-11-08T07:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803201908013.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803201908013.PDF', 'title': 'contropiano.org'} tp:url§§ https://contropiano.org/news/news-economia/2025/11/08/listat-in-audizione-sulla-manovra-smonta-la-propaganda-del-governo-0188466 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803201908013.PDF tp:ocr§§ ContropianoGiornale comunista onlineMenu“I fatti hanno la testa dura” è una massima che racchiude bene l’adesione che si deve avere verso le dinamiche strutturali da parte di chi vuole portare avanti un’analisi concreta di quel che si ha davanti. Se il governo è un governo padronale e mette in campo misure propagandistiche, prima o poi i numeri lo diranno.E questa volta, è l’Istat a certificarlo. Francesco Maria Chelli, il presidente dell’istituto in audizione sulla prossima legge di bilancio, ha fatto emergere varie questioni. Qui ne verranno presentate due. La prima riguarda la cacciata dall’accesso al diritto alla salute di una parte consistente degli abitanti del Belpaese, la seconda il fatto che la distribuzione che mette in atto Palazzo Chigi risulta, in sostanza, regressiva.“Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell’anno precedente (7,6%)“, ha dichiarato Chelli. Basta vedere anche le ultime analisi della Fondazione Gimbe per comprendere lo stato disastroso della sanità italiana.“La rinuncia a causa delle lunghe liste di attesa – ha aggiunto – costituisce la motivazione principale, indicata dal 6,8% della popolazione, e risulta anche la componente che ha fatto registrare l’aumento maggiore negli ultimi anni: era il 4,5% nel 2023 e il 2,8% nel 2019“. Ricordiamo che proprio le liste di attesa, ad esempio, erano state oggetto di misure acchiappa-voti, a ridosso delle europee svoltesi proprio nel 2024.I dati che inchiodano il governo non sono solo quelli sulla sanità, ma anche quelli riguardanti uno dei pilastri della manovra: il taglio dell’Irpef. Esso andrebbe a toccare i redditi di circa 11 milioni di famiglie, il 44% di quelle residenti, e il beneficio annuo medio si attesterebbe intorno ai 276 euro. Ma l’impatto, oltre che risicato, sarebbe davvero squilibrato verso le fasce più ricche della popolazione.“Ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in cinque gruppi di uguale numerosità – ha detto il presidente dell’Istat – emerge come oltre l’85% delle risorse siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto“.Le famiglie del primo quinto devono aspettarsi un guadagno medio di 102 euro, mentre quelle dell’ultimo 411. Insomma, i più ricchi riceveranno più soldi dei più poveri. Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio conferma che “il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai. Per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro“.Se a ciò si aggiunge che, come conferma sempre l’Istat, si tratta di una manovra dall’entità modesta e finanziata in pareggio di bilancio, appare chiaro che il risultato è uno solo: maggiori tagli, per risparmiare dei fondi che il govverno ha pensato bene di elargire ai più ricchi, togliendoli a chi è più in difficoltà. Le ragioni per scioperare il 28 novembre, e per manifestare a Roma il 29, ce ne sono a bizzeffe.8 Novembre 2025 - © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANOIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.«La crisi (sanitaria ndr) ha messo in luce anche, e soprattutto, i rischi insiti nel ritardo con cui ci...La “politica” è stata definitivamente sostituita dal marketing. Si sapeva da un pezzo, ma ora la conclusione è doverosa...Tenete viva l’informazione: sostenete il sito di Contropiano mandandoci il vostro contri buto!Pisa. Presentazione del terzo volume de “Una Storia anomala”Roma. Europa al bivio: guerra o giustizia sociale?Bari. Minaccia alla pace in Venezuela e in America latinaRoma. Cambiamo tutto, assemblea cittadinaRoma. Con il Venezuela, contro l’aggressione USAVuoi essere sempre aggiornato sulle notizie di Contropiano? Iscriviti alla nostra newsletter: Accetto la privacy policy del sitoAutorizzazione del Tribunale di Roma 286 del 31 dicembre 2014. Direttore Responsabile: Sergio Cararo. Indirizzo: V.Casalbruciato 27- sc. B - 00159 Roma - Tel. 06.640.122.19 - redazione@contropiano.org tp:writer§§ Redazione Contropiano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803201908013.PDF §---§ title§§ Nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802943408356.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "fonteufficiale.it" del 08 Nov 2025
Estratto da pag. 1 di "ilgiorno.it" del 08 Nov 2025
La mobilità per le cure si concentra per oltre la metà tra Lombardia (22,8%), Emilia-Romagna (17,1%) e Veneto (10,7%). Il governatore Fontana: “Qui situazione ancora più pressante che altrove. Su tema sanità non servono slogan”
pubDate§§ 2025-11-08T11:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802955008504.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802955008504.PDF', 'title': 'ilgiorno.it'} tp:url§§ https://www.ilgiorno.it/salute/pazienti-fuori-regione-cure-lombardia-ibqtgvb0 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802955008504.PDF tp:ocr§§ Ma che domande sono6 € al mese Una corsia di ospedaleMilano, 8 novembre 2025 – La pressione dei pazienti che arrivano da fuori regione sugli ospedali lombardi? “È un problema”. A dirlo è il numero uno di Palazzo Lombardia, Attilio Fontana. “Noi lo diciamo perché il problema della pressione sull'Emilia Romagna di chi viene da fuori dalla regione è di molto inferiore al nostro. Il nostro è ancora più pressante e più problematico" ha detto il governatore lombardo a margine cerimonia per il conferimento del ‘Premio Lombardia è Ricerca’ 2025 al teatro alla Scala, in merito alla difficoltà espressa dal presidente Michele de Pascale degli ospedali nel curare anche i pazienti che arrivano da fuori dall’Emilia Romagna. Stando ai dati forniti da Fondazione Gimbe sono sempre di più gli italiani che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione e quasi tutti scelgono in Lombardia (22,8%), Emilia-Romagna (17,1%) e Veneto (10,7%). L’analisi si basa sui dati del 2022 riguardo alla mobilità sanitaria interregionale. La spesa complessiva di queste cure fuori regione ha raggiunto ormai il livello più alto mai registrato, pari a 5,04 miliardi di euro. Questo dato evidenzia un fenomeno sempre più radicato e problematico: il trasferimento di pazienti dal Sud al Nord per ricevere cure mediche adeguate."Il problema della sanità è un problema estremamente serio che non si deve affrontare né a botte di slogan né a botte di scelte che hanno il solo significato di strappare qualche consenso. Quando io sento in televisione dire bisogna mettere più soldi come unica soluzione è la dimostrazione di chi vuole fare solo degli slogan. Certamente i soldi servono, ma non sono l'unico problema. Anzi, c'è il rischio che, se non si modifica il modello, i soldi non basteranno mai, saranno sempre insufficienti. Noi lo stiamo dicendo da tempo, però è chiaro che bisogna avere il coraggio di affrontare il problema della sanità con serietà", ha detto Fontana. “Con il presidente dell'Emilia Romagna ho un ottimo rapporto, ci siamo sentiti più volte e condividiamo tante idee che presto spero riusciremo anche a presentare" ha aggiunto. A margine della cerimonia del premio Lombardia è Ricerca 2025 (quest’anno assegnato congiuntamente ai professori inglesi Mark Caulfield e Douglas F. Easton, pionieri nel campo della medicina genomica) Fontana ha poi aggiunto:"Stiamo facendo tante politiche a favore della ricerca e devo dire che abbiamo il piacere di notare come anche molti ricercatori che si trovano in altre parti del mondo inizino a sentire l'interesse di ritornare in Lombardia, perché ci sono le condizioni per continuare il loro lavoro, perché la qualità dei nostri laboratori, dei nostri centri di ricerca è tale per cui non hanno nulla da invidiare a quelli di altre parti del mondo".© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3107 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802955008504.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, oltre il 10% rinuncia alle cure: Istat denuncia il record di liste d’attesa nel Sud Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803104906935.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Nov 2025
Nel 2024 il 9,9% degli italiani ha rinunciato a curarsi, ma in Calabria la percentuale supera il 10%. L’Istat segnala la carenza di medici, le disuguaglianze territoriali e il rischio di un sistema sanitario sempre più sbilanciato verso il privato
pubDate§§ 2025-11-08T05:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803104906935.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803104906935.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/liste-dattesa-infinite-in-calabria-un-cittadino-su-10-rinuncia-a-curarsi-la-sanita-pubblica-non-basta-piu-u5rfomdp tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803104906935.PDF tp:ocr§§ In Calabria più di un cittadino su dieci ha rinunciato nel 2024 a visite, esami o terapie, scoraggiato da liste d’attesa interminabili o dall’impossibilità di sostenere le spese del privato. Un dato che pone la regione tra quelle con la più alta percentuale di rinunce in Italia, insieme a Basilicata, Puglia, Molise e Sardegna. È l’immagine di un Paese in cui il diritto alla salute, pur formalmente universale, è diventato per milioni di persone un privilegio condizionato dal reddito o dal codice di avviamento postale. Secondo l’Istat, nel 2024 il 9,9% degli italiani ha rinunciato a curarsi: significa 5,8 milioni di persone, un milione e trecentomila in più rispetto all’anno precedente. Nel 2023 la percentuale era al 7,5%, pari a 4,5 milioni di cittadini. Una crescita che racconta il progressivo affanno del Servizio sanitario nazionale, sempre più distante dai bisogni di una popolazione che invecchia e che avrebbe invece bisogno di un sistema pubblico efficiente e capillare. Le cause: liste d’attesa e disuguaglianze economiche Il 6,8% degli italiani, sottolinea l’Istat, ha indicato nelle liste d’attesa la causa principale della rinuncia alle cure. Ma a pesare è anche la crescente spesa sanitaria privata, che nel 2024 ha raggiunto 41,3 miliardi di euro, contro i 137,5 miliardi finanziati dal settore pubblico. L’ultimo segmento – 6,4 miliardi – è coperto dalle assicurazioni. Nonostante le promesse di rafforzamento del sistema pubblico, la quota di spesa sanitaria sul Pil è destinata a calare: dal 6,3% del 2024 al 6% nel 2028, secondo le stime del Cnel. In termini assoluti cresceranno i fondi, ma meno dell’economia complessiva, segnando un definanziamento strutturale. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato che il livello del finanziamento statale salirà a 142,9 miliardi nel 2026 e a quasi 145 miliardi nel 2028, ma per la Corte dei Conti queste risorse copriranno “solo parzialmente” i costi crescenti del settore, tra personale, farmaci e dispositivi medici. «L’aumento delle risorse – scrive la Corte – risponde solo in parte alle criticità del comparto, aggravate da una popolazione sempre più anziana». Sanità a due velocità: il divario tra Nord e Sud I dati territoriali tracciano un’Italia a più velocità. Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, Calabria, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso. «Non sorprende che le liste d’attesa rappresentino una delle ragioni dell’incremento delle persone che non si curano», osserva Valeria Fava, responsabile Salute di Cittadinanzattiva. «La carenza di personale è cruciale, ma conta anche la gestione dell’accesso alle prestazioni. Alcune Regioni non hanno ancora applicato le norme sul divieto di blocco delle liste e sull’integrazione con le strutture private convenzionate». Medici anziani e giovani che fuggono Sul fronte del personale sanitario, l’allarme è generale. L’Italia è il Paese dell’Unione europea con la quota più alta di medici over 55: il 44,2%, e uno su cinque ha più di 65 anni. In dieci anni i medici di base sono diminuiti di oltre 7.200 unità: oggi sono 37.983, lo 0,64 ogni mille residenti, e il 60% ha almeno 60 anni. Un medico su due segue più di 1.500 pazienti, oltre il limite massimo previsto. Anche gli infermieri scarseggiano: 405mila in tutta Italia, 6,9 ogni mille abitanti, contro una media europea di 8,3. Uno su quattro ha più di 55 anni. «A fronte dell’aumento della domanda di cure dovuto all’invecchiamento della popolazione – spiega l’Istat – l’Italia si distingue per uno scarso ricambio generazionale del personale medico e per una dotazione insufficiente di infermieri». Il rischio: spostare fondi dal pubblico al privato Tra le misure del Ministero della Salute figura l’obbligo per le Regioni di garantire le prestazioni nei tempi previsti, anche acquistandole dal privato convenzionato. Ma per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, la soluzione rischia di trasformarsi in un boomerang: «Il meccanismo può sembrare una tutela per i cittadini, ma in realtà rappresenta un rischio per la tenuta del sistema pubblico. Delegare sistematicamente al privato le prestazioni inevase significa spostare fondi dal pubblico al privato, aumentando la spesa complessiva e riducendo la capacità produttiva interna». Il rischio è che la sanità pubblica perda progressivamente terreno, diventando un sistema residuale per chi non può permettersi altro. «Finché non si ripristinerà l’attrattività della sanità pubblica – aggiunge Cartabellotta – con retribuzioni adeguate, condizioni di lavoro sostenibili e percorsi di carriera chiari, il privato continuerà ad assorbire la domanda inevasa». Un sistema da rifondare Le differenze regionali nei metodi di raccolta dei dati, denunciano sia Gimbe che Cittadinanzattiva, impediscono al Ministero di avere un quadro reale. In alcune Regioni una colonscopia richiede più di 150 giorni, oltre il doppio dei tempi massimi previsti. Finché non sarà introdotto un sistema digitale unico di monitoraggio, avverte Cartabellotta, “continueremo a discutere di cifre che non fotografano la realtà”. Nel frattempo, in Calabria e nel resto del Mezzogiorno, l’universalità del diritto alla salute è ormai un principio sempre più teorico. Dietro le percentuali dell’Istat ci sono persone che rinunciano a una diagnosi precoce, a un controllo cardiologico, a un intervento che potrebbe salvare la vita. E in un Paese che invecchia e si impoverisce, il dato più preoccupante è che a curarsi riesce solo chi può permetterselo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803104906935.PDF §---§ title§§ LAZIO; D’AMATO: SANITÀ, AUMENTANO LE DISEGUAGLIANZE E DIMINUISCONO I LIVELLI DI ASSISTENZA. TRE DOMANDE A ROCCA link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803246307321.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lagone.it" del 08 Nov 2025
Il consigliere regionale D''Amato, segretario di Azione, denuncia che nel Lazio stanno aumentando le diseguaglianze nella sanità
pubDate§§ 2025-11-08T06:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803246307321.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803246307321.PDF', 'title': 'lagone.it'} tp:url§§ https://www.lagone.it/2025/11/08/lazio-damato-sanita-aumentano-le-diseguaglianze-e-diminuiscono-i-livelli-di-assistenza-tre-domande-a-rocca/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803246307321.PDF tp:ocr§§ Riceviamo e pubblichiamo“Purtroppo, quando le nebbie della propaganda di Rocca caleranno, ci si accorgerà che nel Lazio stanno aumentando le diseguaglianze ed è la regione con la spesa privata pro capite a carico delle famiglie più alta d’Italia.Tre semplici domande a Rocca: è vero o no che siamo calati nei livelli essenziali di assistenza nell’ultimo monitoraggio del Ministero, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza territoriale? È vero o no che oltre 600 mila cittadini hanno rinunciato alle cure nell’ultimo anno, secondo i dati Istat?È vero o no che la spesa totalmente privata pone il Lazio in testa alle classifiche italiane secondo la Fondazione Gimbe? Sono convinto che Rocca non risponderà a questi quesiti o butterà, come si dice a Roma, la palla in tribuna”. Lo ha dichiarato Alessio D’Amato, consigliere regionale e responsabile nazionale Welfare di Azione. tp:writer§§ Gianluca Di Pietrantonio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803246307321.PDF §---§ title§§ Fontana: il Governo sostiene la sanità anche se la sinistra grida link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802888108847.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radiolombardia.it" del 08 Nov 2025
Scontro sulla sanità pubblica: per il presidente Fontana il Governo mette risorse mentre per il Pd il problema sono le liste di attesa
pubDate§§ 2025-11-08T15:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802888108847.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802888108847.PDF', 'title': 'radiolombardia.it'} tp:url§§ https://www.radiolombardia.it/2025/11/08/fontana-il-governo-sostiene-la-sanita-anche-se-la-sinistra-grida/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=fontana-il-governo-sostiene-la-sanita-anche-se-la-sinistra-grida tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802888108847.PDF tp:ocr§§ La replica di Majorino (Pd): zero sulle liste attesa ma regali ai grandi gruppi privati.Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha difeso la manovra del governo in materia di sanità, sostenendo che “è il primo esecutivo che va nella direzione di sostenere concretamente il sistema sanitario”. A margine della cerimonia di “Lombardia è ricerca” al Teatro alla Scala di Milano, Fontana ha criticato la sinistra, accusandola di dimenticare che “dopo il 2011, quando ha governato lei, i fondi sono sempre stati tagliati”. Il governatore ha poi citato una ricerca della Fondazione Gimbe, “non certo vicina al centrodestra”, che stima in 37 miliardi le risorse mancanti alla sanità pubblica tra tagli e mancati aumenti degli ultimi anni. “Vediamo di essere seri e di non prenderci in giro su un tema che rappresenta il futuro di questo Paese”, ha concluso Fontana. “Di cosa parla Fontana quando afferma che da parte del governo ci sia un sostegno alla sanità? In Lombardia il primo problema della sanità sono le politiche di privatizzazione selvaggia portate avanti dalla maggioranza che governa. Siamo allo zero assoluto sul piano delle politiche per contrastare le liste d’attesa, mentre non mancano continui regali ai grandi gruppi della sanità privata”. Così in una nota il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino. “In un quadro nel quale solo il cinque per cento delle case di comunità è stato realizzato nel rispetto degli obiettivi dei decreti ministeriali – continua Majorino – il sottofinanziamento nazionale si è sommato alle scelte disastrose di chi governa la Lombardia. Così quella che vent’anni fa era la migliore sanità d’Italia, anche per la facilità di accesso alle cure, oggi si ritrova in una situazione di difficoltà estrema”.Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. tp:writer§§ Filippo Colombo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802888108847.PDF §---§ title§§ Sanità, 10% italiani rinuncia a curarsi per liste d'attesa e carenza medici: i dati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803242407414.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 08 Nov 2025
Leggi su Sky TG24 l''articolo Sanità, il 10% degli italiani rinuncia alle cure. In calo il numero di medici: i dati
pubDate§§ 2025-11-08T06:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803242407414.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803242407414.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2025/11/08/sanita-italia-liste-attesa-carenza-medici tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803242407414.PDF tp:ocr§§ Durante l’audizione sulla Legge di Bilancio 2026, Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istat, ha segnalato un grave problema nel sistema sanitario: un italiano su 10 rinuncia a curarsi. Ecco le ragioni e tutti i datiNel 2024, infatti, il 9,9% della popolazione, pari a circa 5,8 milioni di persone, ha dichiarato di aver rinunciato a visite o terapie a causa di attese eccessive, costi troppo elevati o difficoltà logistiche, in aumento rispetto ai 4,5 milioni del 2023. La motivazione più frequente resta l’eccessiva lunghezza delle liste d’attesa, che colpisce in particolare adulti tra 45 e 64 anni (8,3%) e anziani oltre i 65 (9,1%). Il fenomeno, poi, riguarda soprattutto il 7,7% delle donne, con picchi del 9,4% nella fascia di mezza età. Per approfondire: Sanità, firmato contratto. Aumenti stipendio per infermieri e sanitari: a quanto ammontanoDati confermati anche dal recente Rapporto Gimbe sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale che ha ribadito un quadro preoccupante: nel 2024 le rinunce alle prestazioni mediche per tempi d’attesa troppo lunghi sono aumentate del 51% rispetto all’anno precedente. In 11 regioni, tra cui Lazio, Lombardia, Puglia e Sardegna, la quota di cittadini che ha rinunciato a curarsi supera la media nazionale del 9,9%. Il dato più critico riguarda proprio la Sardegna, dove quasi un abitante su cinque (17,2%) ha rinunciato a visite o accertamenti. Per approfondire: Cure essenziali garantite, via libera Stato-Regioni a nuovi LeaMa perché succede questo? Dietro queste cifre si nascondono diagnosi rimandate e controlli saltati: colonscopie rinviate di oltre sei mesi, visite cardiologiche con attese di quasi quattro mesi, e consulti neurologici che possono richiedere più di 120 giorni. Nel frattempo, il sistema sanitario mostra segni di affaticamento sempre più evidenti. Come osserva sul Corriere Giacomo Baldi, anestesista e fondatore di GapMed, “il nostro è ancora uno dei pochi sistemi realmente universalistici, ma rischia di non esserlo più se non si interviene sulle inefficienze strutturali”. Secondo lui, la priorità non è solo incrementare il personale medico, ma impiegare in modo più razionale le risorse già disponibiliCome risolvere il problema delle liste d’attesa? Per GapMed, il Servizio sanitario nazionale avrebbe bisogno di almeno 16.500 medici aggiuntivi per abbattere in maniera sensibile le liste d’attesa. Le carenze più gravi si concentrano nella medicina generale, che registra un deficit di circa 5.500 professionisti, seguita da pediatria (–3.300), medicina interna (–2.000) e anestesia (–1.400). Il punto più critico resta tuttavia quello dei medici di base, considerati la prima linea dell’assistenza pubblica. In dieci anni, secondo la Fimmg, il numero di medici di famiglia è sceso da oltre 45 mila a meno di 38 mila, con una riduzione vicina al 20%. Ciò significa che più di cinque milioni di cittadini non dispongono di un dottore di riferimento, e la cifra potrebbe salire a otto milioni nei prossimi anni.Calano sensibilmente anche le vocazioni: nei bandi 2024 per l’accesso ai corsi triennali di medicina generale, circa il 15% delle borse di studio non è stato assegnato. Su 2.623 posti disponibili, solo 2.240 candidati si sono effettivamente presentati. Alcune regioni registrano percentuali di rinuncia impressionanti: –68% nelle Marche, –67% in Molise, –57% a Bolzano, –45% in Lombardia, –42% in Liguria e –41% in Veneto.Alla base di tali dati vanno evidenziati anche gli importi: chi decide di intraprendere la carriera di medico di base percepisce infatti una borsa di studio di appena 900 euro al mese, quasi la metà rispetto ai circa 1.600 euro garantiti agli specializzandi universitari. A rendere la professione ancora meno attrattiva contribuiscono l’eccessiva burocrazia, i costi di gestione elevati e la mole di pazienti ormai insostenibile. In Lombardia, il 74% dei medici supera il tetto massimo di 1.500 assistiti, mentre in Veneto la percentuale sfiora il 70%, con professionisti che arrivano a seguire fino a 1.800 o 2 mila persone. Nel frattempo, il progressivo invecchiamento della popolazione accentua il problema: gli ultraottantenni sono triplicati negli ultimi quarant’anni e, secondo le proiezioni, entro il 2034 quasi un terzo degli italiani avrà più di 65 anni, proprio mentre il numero dei dottori continua a diminuire. “Il massimale di 1.500 assistiti per medico, fissato negli anni Ottanta, è ormai insostenibile. La popolazione è più anziana e più malata. E i medici sono meno. Il rischio è che il sistema si spezzi”, ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Per approfondire: Manovra 2026, per la Sanità 6 miliardi in più. Tra assunzioni e potenziamento screeningPer il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2025 Sky Italia - Sky Italia Srl Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803242407414.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa eccessive e costi elevati: la rinuncia alle cure (anche in Sardegna) colpisce donne e anziani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802938108355.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "youtg.net" del 08 Nov 2025
Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 08 Nov 2025
Qual è lo stato di salute della sanità in Romagna? Secondo un recente report della Fondazione Gimbe, basato sui dati del ministero della Salute, la nostra regione si piazza al terzo posto nella classifica nazionale con i suoi 278 punti, a pari merito con la provincia di Trento e superata soltanto.
pubDate§§ 2025-11-08T07:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803222108075.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803222108075.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2025-11-08/eccellenze-in-corsia-alla-scoperta-dei-migliori-reparti-ospedalieri-della-romagna/18094659/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803222108075.PDF tp:ocr§§ Qual è lo stato di salute della sanità in Romagna? Secondo un recente report della Fondazione Gimbe, basato sui dati del ministero della Salute, la nostra regione si piazza al terzo posto nella classifica nazionale con i suoi 278 punti, a pari merito con la provincia di Trento e superata soltanto.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803222108075.PDF §---§ title§§ Le eccellenze degli ospedali della Romagna | viaggio nei reparti che fanno scuola in Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803221008076.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 08 Nov 2025
Qual è lo stato di salute della sanità in Romagna? Secondo un recente report della Fondazione Gimbe, basato sui dati del ministero della Salute, la nostra regione si piazza al terzo posto nella classifica nazionale con i suoi 278 punti, a pari merito con la provincia di Trento e superata soltanto.
pubDate§§ 2025-11-08T07:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803221008076.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803221008076.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2025-11-08/le-eccellenze-degli-ospedali-della-romagna-viaggio-nei-reparti-che-fanno-scuola-in-italia/18094654/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803221008076.PDF tp:ocr§§ Qual è lo stato di salute della sanità in Romagna? Secondo un recente report della Fondazione Gimbe, basato sui dati del ministero della Salute, la nostra regione si piazza al terzo posto nella classifica nazionale con i suoi 278 punti, a pari merito con la provincia di Trento e superata soltanto.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803221008076.PDF §---§