title§§ Tagli mascherati alla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801829705415.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "ALTRECONOMIA" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801829705415.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801829705415.PDF', 'title': 'ALTRECONOMIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801829705415.PDF tp:ocr§§ Tagli mascherati alla sanità Foto di Marco Passaro / Fotogramma Dal 2022 al 2025 il Fabbisogno sanitario nazionale (Fsn), ovvero le risorse finanziarie stanziate per la sanità tramite la legge di Bilancio, è cresciuto di 11,1 miliardi di euro in termini nominali ma è diminuito in relazione al Pil. Una riduzione che equivale a 13,1 miliardi di euro persi in tre anni in un Paese come l’Italia, dove la spesa sanitaria pubblica pro-capite è inferiore di 727 euro rispetto alla media degli Stati Ocse dell’Ue. L’AUMENTO DEL BUDGET SANITARIO NAZIONALE DAL 2010 AL 2025 Tra il 2022 e il 2025 la crescita è stata pari a 11,1 miliardi di euro 140 134,0 Miliardi di euro 135 128,9 130 125,4 125 119,9 120 115 110 136,5 105,6 107,9 106,9 109,9 109,7 111 112,6 121,8 113,4 113,8 107 105 100 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 L’ANDAMENTO DELLA SPESA PER LA SANITÀ IN RAPPORTO AL PIL Negli ultimi due anni l’incidenza del Fabbisogno sanitario nazionale si attesta al 6,1% 7,5% 7,2% 7,0% 6,6% 6,5% 6,5% 6,6% 6,6% 6,7% 6,6% 6,5% 6,5% 6,6% 6,4% 6,3% 6,0% 5,5% 6,3% 6,1% 6,1% 6,0% 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 IL FABBISOGNO SANITARIO EFFETTIVO E QUELLO AL 6,3% DEL PIL Con l’incidenza sul Pil del 2022 in tre anni sarebbero stati stanziati 13,1 miliardi in più Miliardi di euro 150 140 130 5 3,4 4,7 120 128,8 134,0 136,5 2023 2024 2025 110 100 Fsn effettivo Gap con Fsn al 6,3% del PIL Fonte: Ottavo rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, ottobre 2025 ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Tagli mascherati alla sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801829705415.PDF §---§ title§§ Giambarba: sanità pubblica al collasso La Manovra 2026 è un bluff contabile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803125706215.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "PRIMO PIANO MOLISE" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803125706215.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803125706215.PDF', 'title': 'PRIMO PIANO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803125706215.PDF tp:ocr§§ Giambarba: sanità pubblica al collasso La Manovra 2026 è un bluff contabile Giam La M CASACALENDA. «Il Disegno di Legge sulla Manovra 2026 è molto lontano dalle necessità della sanità pubblica: le risorse stanziate non bastano a risollevare un Servizio Sanitario Nazionale in grave affanno, sono insufficienti per coprire tutte le misure previste e mancano all’appello priorità cruciali per la tenuta della sanità pubblica». Con queste parole Michele Giambarba, già sindaco, assessore e consigliere regionale, apre il suo intervento a sostegno dell’allarme lanciato dalla Fondazione GIMBE sul definanziamento della sanità pubblica italiana. Secondo l’analisi presentata dalla Fondazione GIMBE alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, la Manovra di Bilancio 2026, pur prevedendo un aumento nominale del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) di 19,6 miliardi di euro nel quadriennio 2023–2026, nasconde un taglio strutturale. Infatti, la quota di PIL destinata alla sanità è scesa dal 6,3% del 2022 a valori inferiori al 6%, fino al minimo storico del 5,93% previsto nel 2028. Il risultato è un gap di finanziamento pari a 17,5 miliardi di euro rispetto a un mantenimento costante della quota sul Pil. «Se le cifre assolute riescono ad abbagliare l’opinione pubblica, cambiando prospettiva emergono i tagli invisibili nel quadriennio 2023–2026», ha aggiunto Giambarba. «La sanità ha perso in quattro anni l’equivalente della prossima legge di bilancio». Il definanziamento ha effetti concreti: liste d’attesa sempre più lunghe, aumento della spesa sanitaria privata, diseguaglianze nell’accesso alle cure. Secondo i dati Gimbe, nel 2024 ben 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre la spesa privata ha superato i 41 miliardi di euro. Lo Stato, così facendo, rischia di venire meno alla propria competenza esclusiva nel garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ignorando i più recenti orientamenti della Corte Costituzionale sulla “spesa costituzionalmente necessaria”. Un ulteriore elemento critico riguarda oltre 430 milioni di euro destinati al 2026, che derivano da risorse già stanziate con la Legge di Bilancio 2025. «È a dir poco insolito – osserva Giambarba – che una quota così rilevante delle risorse per assunzioni e prestazioni aggiuntive derivi da fondi già impegnati. Il rilancio delle politiche del personale resta, di fatto, sulla carta». La frammentazione delle misure e l’assenza di una visione strategica di sistema sembrano, secondo Gimbe, pensate più per non scontentare nessuno che per rilanciare davvero il Ssn. La Fondazione Gimbe e la Costituente Comunista propongono un rifinanziamento progressivo del Ssn, accompagnato da riforme strutturali coraggiose. «Aggiungere fondi senza riforme riduce il valore della spesa sanitaria, mentre varare riforme senza maggiori oneri per la finanza pubblica crea solo scatole vuoasso bile te», sottolinea Giambarba. «Vedasi il Decreto anziani e, soprattutto, il Decreto Liste di attesa». Secondo il report Ocse sulla sostenibilità fiscale dei servizi sanitari, è possibile pianificare un incremento annuo del Fsn anche in presenza di stagnazione economica, interessi sul debito e evasione fiscale, purché ci sia volontà politica. «Iniziamo col rivalutare i confini tra spesa pubblica e privata e ad attivare un piano nazionale esente da sprechi e inefficienze, con la conseguente ricollocazione delle risorse su servizi e prestazioni sotto-utilizzate», conclude Giambarba. «Pochi proclami populisti e rimbocchiamoci le maniche! Ridiamo alla sanità pubblica quello che le spetta per tornare ad essere la sanità che l’articolo 42 della Costituzione proclama.» «In altre parole, diamo quello che serve, e non quello che avanza. Solo un reale potenziamento del Servizio sanitario nazionale, con adeguate risorse e coraggiose riforme strutturali, farà tornare la sanità ad essere il fiore all’occhiello del nostro Paese nel rispetto del diritto costituzionale alla tutela della salute, per la coesione sociale e per la tenuta democratica della Nazione.» «Se la sanità pubblica a rretra, l’Italia intera rischia di affondare». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Giambarba: sanità pubblica al collasso La Manovra 2026 è un bluff contabile -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803125706215.PDF §---§ title§§ Due milioni di visite e ricoveri il record dei malati "in trasferta" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801912102287.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "REPUBBLICA BOLOGNA" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T02:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801912102287.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801912102287.PDF', 'title': 'REPUBBLICA BOLOGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801912102287.PDF tp:ocr§§ Due milioni di visite e ricoveri il record dei malati “in trasferta” Nei primi nove mesi di quest’anno il 17% degli interventi rivolto a residenti in altri territori Era il 16% nel 2024 il focus el 2024 l’Emilia-Romagna ha registrato 647.323 ricoveri di pazienti emiliano-romagnoli e 124.002, pari al 16%, ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni. Una percentuale che nel 2025 — e i dati arrivano soltanto fino a settembre — è già aumentata, arrivando al 17%. Tradotto in numeri assoluti significa che in nove mesi, la regione Emilia-Romagna ha registrato già 88.953 ricoveri di pazienti provenienti da fuori Regione, ai quali ne vanno aggiunti altri 4338 provenienti dall’estero, pari all’1% (la stessa percentuale del 2024). Un trend che da dopo il Covid continua a crescere incessantemente, mettendo a rischio, dice il governatore Michele de Pascale, la sostenibilità del sistema. Guardando anche i numeri delle prestazioni ambulatoriali, quindi visite specialistiche N ed esami, si scopre che quelle fornite a pazienti provenienti da altre regioni sono state già 1 milione 739mila, da gennaio a settembre, pari al 3%. La stessa percentuale registrata nel 2024, quando gli accertamenti per pazienti provenienti da altre regioni, in tutto l’anno furono 2 milioni 674mila. Numeri impressionanti. Sul pronto soccorso, invece, nel 2024 si sono registrati 2.017.897 accessi di pazienti provenienti dall’Emilia-Romagna, 159.872 accessi di pazienti provenienti da altre regioni (pari al 7%) e 65.442 accessi di pazienti provenienti dall’estero. Percentuali che restano invariate anche quest’anno, da gennaio a settembre, quando i pazienti da fuori regione curati nei pronto soccorso sono stati 129.703 e quelli provenienti dall’estero 50.551. Mentre gli accessi di pazienti emiliano-romagnoli in tutto sono stati 1 milione 582.341, pari al 90% del totale. Non per niente, secondo il rapporto di “Meridiano sanità” diffuso soltanto poche settimane fa, l’Emilia-Romagna sarebbe la regione più attrattiva a livello nazionale per saldo di mobilità sanitaria, seguita da Lombardia e Veneto. Al tempo stesso, secondo il rapporto Agenas del 2024, siamo la quarta regione per indice di fuga più basso, ovvero per numero di pazienti che vanno a curarsi fuori. Ovviamente tutto questo si traduce anche in valori economici. A febbraio, il Report della Fondazione Gimbe aveva calcolato che nel 2022 il saldo della mobilità sanitaria in Emilia-Romagna era stato di 525,4 milioni di euro, in aumento di 83,5 milioni rispetto al 2021. L’accoglienza di pazienti da fuori regione era infatti arrivata a un valore di prestazioni fornite per oltre 806 milioni di euro, rispetto ai quasi 282 milioni di emiliano-romagnoli che si erano curati fuori regione. ---End text--- Author: CATERINA GIUSBERTI Heading: il focus Highlight: Image:Un reparto di Pronto Soccorso: da gennaio sono stati 129 mila i pazienti di altre regioni ad accedere alle cure d’emergenza R -tit_org- Due milioni di visite e ricoveri il record dei malati “in trasferta” -sec_org- tp:writer§§ Caterina Giusberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110801912102287.PDF §---§ title§§ Per l'assistenza meglio rendita o rimborso? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802153101605.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "SOLE 24 ORE PLUS" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T02:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802153101605.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802153101605.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE PLUS'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802153101605.PDF tp:ocr§§ Fondi sanitari Per l’assistenza meglio rendita o rimborso? Nel rapporto Mefop l’82% garantisce la copertura sulla non autosufficienza Quando si discute di fondi sanitari integrativi, l’immagine immediata è quella del pagamento del dentista: l’odontoiatria, come ben sanno gli italiani, è la classica spesa “out of pocket” ovvero il denaro usato per servizi e prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale; una cifra pari a 40,6 miliardi di euro secondo le stime 2023 dell’Osservatorio Gimbe. In parallelo, però, un’altra importante spesa di cui la sanità integrativa si sta facendo carico è quella della non autosufficienza, cioè la perdita di autonomia nel compiere attività quotidiane essenziali, un deficit colmato da familiari, badanti o strutture sanitarie. Survey Mefop Si approfondiscono, tra l’altro, proprio questi argomenti nella quarta edizione Mefop del rapporto sulla sanità integrativa elaborato da Chiara Costantino e Maria Dilorenzo. Le analiste Mefop hanno elaborato la survey sulla base delle risposte a un questionario, somministrato tra aprile e settembre 2025, a cui hanno risposto 55 fondi sanitari integrativi che coprono circa il 72% del totale degli iscritti in Italia a questa forma di sanità privata (16 milioni in totale gli iscritti complessivi al 2023, fonte ministero della Salute). Il documento Mefop sarà presentato il prossimo 13 novembre a Roma. Copertura non autosufficienza Nel report, emerge che le coperture per la non autosufficienza sono garantite dall’82% dei fondi sanitari intervistati. Di questi ultimi, ben il 64% ha esternalizzato la gestione e sottoscritto una convenzione con un’assicurazione per una polizza Long term care (Ltc), termine inglese che significa appunto “assistenza di lungo periodo”. Ebbene, nel documento viene spiegato che i fondi sanitari con gestione interna della non autosufficienza, preferiscono in maggioranza (63%) la modalità di gestione del rimborso e quindi di volta in volta l’anziano o i suoi familiari dovranno presentare le ricevute per ottenere il corrispettivo. Viceversa, con la gestione esterna, nel 79% dei casi è prevista la modalità della rendita. In particolare, fanno notare gli esperti, per i fondi autoassicurati, cioè quelli che gestiscono i rischi internamente, la modalità del rimborso è quella più utilizzata perché consente di avere una struttura organizzativa più leggera. Ma cosa conviene all’anziano? Per Pierluigi Ghidelli, ex presidente fondo assistenza Ubi «è meglio la rendita del rimborso. I familiari infatti non fatturano e dunque non ottengono rimborsi per la loro attività di car giver». Altre tendenze Altri risultati del report Mefop sulla sanità integrativa, mostrano che il 49% dei fondi sanitari intervistati va oltre le classiche coperture di base e consente di attivare quelle integrative sia per l’iscritto che per i familiari. Altro trend da rilevare, sul versante organizzativo, è la professionalità più ricercata dai fondi sanitari; sia per i fondi autoassicurati che assicurati, sia per quelli che utilizzano un sistema misto, la figura più richiesta (96 per cento) è l’esperto legale. Viene sottolineato poi che il 25% dei fondi l’esperto legale ce l’ha all’interno mentre il 75% preferisce appoggiarsi a figure esterne. In generale, evidenziano in conclusione le due analiste di Mefop «emerge un sistema in costante evoluzione, sempre più strutturato e consapevole del prioritario ruolo nel sistema di welfare italiano. I fondi sanitari mostrano una crescente maturità gestionale, investendo risorse in competenze specialistiche e in modelli di governance sempre più strutturati e orientati alla sostenibilità, in grado di rispondere alle sfide di lungo periodo del sistema». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Vitaliano D’Angerio Heading: Highlight: sanità integrativa. Gestione della non autosufficienza SUPPORTO ECONOMICO A NON AUTOSUFFICIENTI Dati in percentuale Copertura non autosufficienza Modalità di gestione NO INTERNALIZZATA SÌ ESTERNALIZZATA 18% 36% 82% 64% TIPO DI PRESTAZIONE Risposta multipla; fondi con copertura di non autosufficienza. In % ESTERNALIZZATA 0 40 INTERNALIZZATA 80 0 Rendita 79% 38% Rimborso 55% 63% Erogazione diretta 45% servizi/prestazioni 19% 40 80 OFFERTA DI COPERTURE PER LA FRAGILITÀ Risposta multipla in percentuale Cronicità Malattia grave Non autosufficienza Nessuna 18% 31% 82% 4% Fonte: Quarta Survey Mefop sulla sanità integrativa Image: -tit_org- Per l’assistenza meglio rendita o rimborso? -sec_org- tp:writer§§ Vitaliano D'Angerio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110802153101605.PDF §---§ title§§ Quella paura dell'urologo Mai visto da 6 maschi su 10 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083606706.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "CORRIERE DELLA SERA" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083606706.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083606706.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083606706.PDF tp:ocr§§ A «Il Tempo della Salute» i risultati di una ricerca della Fondazione Veronesi: un uomo su tre non fa prevenzione; il 25 % dei ragazzi soffre di varicocele Tornare a camminare dopo una paralisi? Così la scienza riaccende la speranza Quellapauradell’urologo Maivistoda6maschisu10 È choccante, la candid camera mostrata in apertura del talk: un vigile ferma le auto. «Patente, libretto, bollo...». Poi la domanda, brutale: «E la prostata? L’ha controllata?». L’automobilista sbianca, deglutisce, è in imbarazzo. Ammette: «No...». Oppure: «Ma perché, dovevo?». O anche: «Cos’è la prostata?». A Il Tempo della Salute — l’iniziativa di Corriere Salute in chiusura domani al Palazzo dei Giureconsulti, a Milano — questo filmato, realizzato dalla Fondazione Veronesi, introduce il convegno dall’eloquente titolo: «Sveglia, ragazzi! È l’ora dei controlli». Sul palco Donatella Barus, direttrice del magazine della stessa Fondazione, presenta i risultati di una ricerca, in linea con il senso del video: in Italia il 65 % dei maschi non si è mai fatto visitare da un urologo o da un andrologo. Uno su tre non ha mai fatto prevenzione. Quattro su sei non hanno alcuna idea di cosa sia la prostata, la ghiandola del sistema riproduttivo maschile la cui funzione principale è quella di produrre parte del liquido seminale. L’ex calciatore Lele Adani, oggi talent del pallone e commentatore tv, è sul palco come testimonial. Ammette: «Nella mia prima vita di sportivo sono stato controllato 7 giorni su 7, ciò mi ha poi reso superficiale, sono stato un maschio indisciplinato, mai fatto visite e direi a lungo». Il ritorno dall’urologo è stato nel maggio scorso, «anche grazie alla mia compagna. Purtroppo l’uomo fatica più della donna in certi passaggi, lei è più predisposta al dialogo. Noi siamo pigri...». Ed ecco l’allarme: gli uomini si rivolgono al medico «troppo tardi, quando la malattia — puntualizza Nicola Macchione, dirigente urologo al San Paolo di Milano — è già in stadio avanzato, le terapie più complicate e le possibilità di guarire ormai sfumate». Poi i numeri: «un ragazzo su quattro, tra i 15 e i 25 anni, soffre di varicocele», dilatazione anomala delle vene del testicolo. Senza contare «il tumore alla prostata di cui si ammalano 40.000 italiani all’anno». Ieri si è parlato anche di obesità, malattia cronica direttamente collegata a diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori. Investe il 1o % della popolazione, bimbi compresi. Tanti falsi miti la riguardano. Proprio per combatterli, è stato presentato il glossario Non c’è forma più corretta, per aiutare chi vive l’obesità a non essere vittima dei pregiudizi. Tra le parole da cancellare, in primis c’è «ciccione»: «ferisce nel profondo, fa molto male» ha detto Iris Zani, presidente dell’Associazione Amici Obesi. Infine la speranza. Paolo Baldassini e Andrea Scotti hanno raccontato come la paralisi, da condanna definitiva, sia diventata per loro un punto di partenza. Il neurostimolatore midollare impiantato al San Raffaele restituisce, sia pure con fatica, movimento e sogno: Paolo vuol tornare in moto, Andrea s’immagina tedoforo alle Paralimpiadi. Alessandro Fulloni © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro Fulloni Heading: Highlight: OGGI Cardiologia Aneurisma dell’aorta: come si gestisce ore 10 P ochi lo conoscono, ma può mettere in pericolo la vita: l’aneurisma dell’aorta viene spesso diagnosticato troppo tardi. Con Carlo De Vincentiis, responsabile dell’Unità di Cardiochirurgia Adulti dell’IRCCS Policlinico San Donato, Milano, e Marianna Volpe, responsabile dell’Unità di Riabilitazione Cardiologica dell’IRCCS Policlinico San Donato, Milano. Assistenza domiciliare Casa come primo luogo di cura ore 11 C ome sta cambiando l’offerta di cure domiciliari in base alla riforma dell’assistenza agli anziani (Legge 33/2023). Con Tonino Aceti, presidente di Salutequità, in collegamento Americo Cicchetti, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), e Daniele Morini, seg. organ. Società Italiana Medicina Generale e Cure primarie (S img). Ricerca Dal laboratorio al letto del paziente ore 12 I l loro ruolo fondamentale degli Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Con Giovanni Apolone, dir. scientifico, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Gianvito Martino, neurologo, direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e Mario Melazzini, direttore generale Welfare, Regione Lombardia. Gastroenterologia Perché digerisco male: cause e rimedi ore 13 S tili di vita e non solo: la cattiva digestione, a volte, è la spia di altro. Con Anna Ludovica Fracanzani, dir. SC Medicina a Indirizzo Metabolico Policlinico Milano e prof. di Med. interna, Un. Milano, Alessandro Repici, direttore Dip. Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva Humanitas Milano. Scompenso cardiaco Malattie infettive Che cosa fare quando il cuore è «stanco» Non dimenticare la prevenzione dell’Hiv ore 14 A ffaticamento, fiato corto, gonfiore alle caviglie e altri sintomi: come capire se c’entra il cuore.Con Nicola Montano, ord. Med. interna Un. Milano, pres. Simi e dir. Struttura Complessa, Policlinico, Milano, e Fabrizio Oliva, dir. Cardiologia 1- emodinamica Niguarda Milano. Performance di Roberta Goeta. ore 15 I l virus responsabile dell’Aids è «scomparso» dalle cronache, ma non è scomparso dal mondo. Con Gian Antonio Girelli, deputato, Andrea Gori, prof. Malattie infettive, Un. Milano e dir. Unità Malattie infettive, Asst Fatebenefratelli Sacco, Ospedale Sacco, Università Milano, e Angelo Pisani, attore e testimonial. Oncologia pediatrica Sconfiggere le leucemie nei bambini ore 18 I passi avanti della ricerca scientifica e l’umanità di medici e infermieri per comprendere i bisogni di bambini e famiglie. Con Valentina De Cecco, coordinatrice infermieristica del Reparto di Terapie cellulari e trapianto di cellule staminali ematopoietiche e Franco Locatelli, responsabile Oncoematologia Bambino Gesù di Roma. Infezioni Salvare gli antibiotici (e noi con loro) ore 17 C ome usare gli antibiotici nel modo giusto per ridurre la formazione di antibiotici resistenti. Con Pierangelo Clerici, pres. Associazione Microbiologi Clinici Italiani, Andrea Gori, professore ordinario di Malattie infettive, Università degli Studi, Milano, Emanuele Monti, membro del Cda di Aifa, e Ignazio Zullo, senatore della Repubblica Italiana Sport Dopo un infortunio: siamo tutti campioni? ore 16 D opo la riabilitazione il campione torna subito al vertice: e noi persone «normali» quanto ci mettiamo a recuperare? Con Riccardo Accetta, resp. Unità di Traumatologia Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, e Roberto Pozzoni, resp. Unità Operativa di Traumatologia dello Sport e Chirurgia Artroscopica (C.T.S.). Image:Sul palco Da sinistra, ieri a Il tempo della Salute, il giornalista del Corriere Ruggiero Corcella, la dottoressa Antonella Delle Fave, specialista in psicologia clinica, Paolo Baldassini e Andrea Scotti, entrambi portatori di neurostimolatore midollare (Monk) -tit_org- Quella paura dell’urologo Mai visto da 6 maschi su 10 -sec_org- tp:writer§§ Alessandro Fulloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083606706.PDF §---§ title§§ Ci scrive Schillaci = Né facili entusiasmi né pessimismo. La sanità chiede serietà link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083906705.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "FOGLIO" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083906705.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083906705.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083906705.PDF tp:ocr§§ Ci scrive Schillaci Scegliere per competenze, spendere meglio, meno demagogia. Svolte sulla salute: il Foglio ha ragione Né facili entusiasmi né pessimismo. La sanità chiede serietà C aro Direttore, la ringrazio per aver ricordato, con il suo articolo sui 23.500 centenari italiani, che le buone notizie esistono anche quando il cataDI ORAZIO SCHILLACI, MINISTRO DELLA SALUTE strofismo universale vorrebbe nasconderle. Quel dato dell’Istat è un colpo al pessimismo di professione. Ed è anche un esempio perfetto di quello che manca nel dibattito sulla sanità italiana. La parola è: serietà. I centenari raddoppiati dal 2009 – un incremento del 130 per cento in 16 anni – ci dicono che il nostro Servizio sanitario nazionale, nonostante tutto, funziona. Non perfettamente, non uniformemente, ma funziona. Garantisce aspettative di vita tra le più alte d’Europa. E l’onestà intellettuale ci imporrebbe di partire da questo dato di realtà, non per autoassolverci o per negare i problemi, ma per capire cosa abbiamo costruito e come preservarlo mentre cerchiamo di migliorarlo. Lei cita tre punti – spendere meglio, scegliere per competenza, combattere la demagogia territoriale – che sono altrettanti esempi di ciò che intendo per rigore e responsabilità. Serietà è affrontare i problemi ammettendo le responsabilità. Tutte. Perché nessuno può scagliare la prima pietra sul Servizio sanitario nazionale ingolfato. E’ stato frammentato in 20 sistemi regionali senza una vera regia nazionale, definanziato costantemente per oltre un decennio, lasciato andare a macchia di leopardo. Il risultato? Un’eccellenza qui, un disastro là. E pazienza se hai avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata. Ma questo non possiamo più accettarlo: un cittadino non può pagare con la salute il fatto di essere nato in Puglia piuttosto che in Veneto. Serietà è riconoscere che le buone pratiche non hanno colore politico. Che l’appropriatezza organizzativa funziona a prescindere da chi governa. Il patriottismo – parola forte e necessaria – ci chiede di moltiplicare gli sforzi per portare l’eccellenza ovunque. Quando un napoletano sale su un treno per farsi operare a Brescia o a Padova non è mobilità sanitaria. E’ la sconfitta di un’intera nazione. E’ l’ammissione che lo stato ha rinunciato a garantire l’uguaglianza dei diritti. Lei dice: scegliere per competenza, non per appartenenza. Condivido pienamente. Ma aggiungo: truccare i dati delle prestazioni per mantenere parametri e premialità, manipolare le statistiche per prendere il bonus di fine anno mentre i cittadini aspettano mesi per una visita oncologica, non è solo indegno. E’ disumano. E ancora oggi dobbiamo ricordare a troppi amministratori che questo non è accettabile. Serietà è dare un nome alle cose e chiamarle per quello che sono. Su questo, il governo Meloni ha avuto da subito un approccio chiaro e rigoroso. (segue a pagina quattro) (segue dalla prima pagina) Da oltre un anno c’è il decreto legge sui tempi d’attesa. E chi lo applica davvero sta invertendo la tendenza: oltre mille ospedali hanno incrementato le performance del 20 per cento. Il testo dice con chiarezza chi deve fare che cosa, stabilisce regole precise. Perché se a un cittadino si dice che le liste sono chiuse, ma se paga magicamente ci sono medici, macchinari e sale operatorie pubbliche a disposizione, dobbiamo chiamare questo fenomeno con il suo nome: illegale, disonesto e indegno. E’ disorganizzazione colpevole a spese dei diritti dei più deboli. Ma c’è un livello di responsabilità che chiamo in causa direttamente, come medico prima ancora che come ministro. Quello di chi ha prestato giuramento di prendersi cura delle persone. Dire di no a chi è in difficoltà per fare spazio a chi può pagare non è solo scorretto dal punto di vista deontologico: tradisce la ragione stessa per cui si sceglie questa professione. Ho fatto il medico per trent’anni, ho lavorato negli ospedali, so bene cosa significa. Quando indossi quel camice la prima domanda non può essere “quanto hai in tasca?” ma “di cosa hai bisogno?”. Il diritto alla c ura non può dipendere dalla capacità di pagamento. Se accettiamo questo principio, se lo lasciamo passare come normale, abbiamo già perso tutto. Abbiamo tradito non solo il patto con i cittadini, ma anche con noi stessi. Ha ragione quando scrive che buttiamo via 50 miliardi in esami inutili e farmaci superflui. Cinquanta miliardi. Ammettere questo è scomodo perché tocca gli interessi consolidati, gli equilibri di potere, chi lucra sulla malattia. E’ più facile dire che mancano sempre e solo i soldi. Certo che servono più risorse. Ma se poi vengono spese male, se vengono lasciate nei cassetti o dirottate a coprire buchi di bilancio – e i dati della Corte dei conti sui fondi inutilizzati dalle regioni sono lì a dimostrarlo – a che serve? Lei osserva che il 91 per cento dei centenari vive in famiglia, non in istituti. E’ un’osservazione cruciale. Ci dice dove sta andando il futuro della cura. Ecco la vera rivoluzione che ci aspetta e alla quale stiamo lavorando: sanità territoriale, medicina di prossimità, assistenza domiciliare integrata. Non gli ospedali-cattedrali in ogni angolo della città per accontentare gli elettori e tagliare i nastri. Ma presidi diffusi sul territorio, tecnologie per la telemedicina, équipe che vanno a casa delle persone. Soprattutto degli anziani, dei fragili, di chi non può muoversi. Serietà è anche avere il coraggio di chiudere i reparti che non hanno più senso per aprire case di comunità dove davvero servono e di investire in tecnologia per l’assistenza domiciliare. Una riflessione scomoda sul rapporto tra sanità e consenso. Perché è facile promettere, difficile mantenere. Facile individuare i colpevoli, difficile assumersi le responsabilità. Facile annunciare riforme epocali, difficile realizzarle nel concreto. Il nostro approccio è diverso: concentrarsi sui numeri verificabili, sui dati oggettivi, sui controlli mirati. Non sulle polemiche. Non sui titoli. Cerchiamo soluzioni concrete che durino nel tempo e, per definizione, ci vuole tempo. Il punto è che la serietà non si finanzia. Non c’è legge di Bilancio che possa stanziarla, non si compra con i miliardi del Pnrr. E’ un prerequisito culturale, un habitus mentale, una scelta etica prima ancora che politica. E’ decidere di guardare i problemi per quello che sono, non per come vorremmo che fossero. Lei scrive, e condivido, che il Servizio sanitario nazionale è più forte quando lo descriviamo non come un problema da demolire ma come parte della solidità complessiva di un paese. I 23.500 centenari italiani ce lo dimostrano ogni giorno. Ma per rafforzarlo ancora di più, per farlo durare altri cinquant’anni, per lasciarlo alle generazioni future almeno come lo abbiamo ricevuto noi, serve quello che nessuna manovra finanziaria potrà mai stanziare. Serve rigore. Nella diagnosi dei problemi, nella scelta delle soluzioni, nell’attuazione paziente delle riforme. Serve onestà intellettuale nel riconoscere cosa funziona e cosa no, indipendentemente da chi lo ha fatto. Serve responsabilità nel prendere decisioni difficili e impopolari quando necessario. Senza tutto questo, possiamo stanziare tutti i miliardi che vogliamo, possiamo scrivere le riforme più belle del mondo sulla carta. Ma non cambierà nulla. Le buone notizie, come dice lei, non arrivano mai da sole. Ma per farle arrivare più spesso, per moltiplicarle, dobbiamo meritarcele. Con la serietà. Con il rigore. Con la responsabilità. Con stima. prof. Orazio Schillaci ministro della Salute ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ci scrive Schillaci Né facili entusiasmi né pessimismo. La sanità chiede serietà -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083906705.PDF §---§ title§§ Professioni sanitarie, la laurea non attira link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083506701.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083506701.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083506701.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083506701.PDF tp:ocr§§ Professioni sanitarie, la laurea non attira Aumentano i posti a bando, ma non l’attrattività dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. Quest’anno, infatti, le domande di ammissione sono cresciute dello 0,2%, a fronte di un aumento del 3,6% dei posti disponibili. Si registra inoltre un drastico calo delle domande per le lauree magistrali, in discesa dell’11%. È quanto emerge dal report annuale redatto da Angelo Mastrillo, docente universitario e segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, giunto alla trentesima edizione. Dalla rilevazione dei dati universitari, si legge nell’indagine, emerge «un lieve aumento delle domande di ammissione sul totale dei 23 corsi di laurea, da 64.139 dello scorso anno a 64.260, pari a +0,2%, diverso dal -3,8% del 2024». Al contrario, continua il calo dell’11% per le domande sui corsi di laurea magistrale, passate da 13.983 a 12.438. Per i 23 corsi di laurea, i posti a bando sono aumentati del 3,6%, da 35.592 a 36.873, a fronte di un numero di domande sostanzialmente stabile, con conseguente riduzione del rapporto domande/posto (D/P) a 1,7 rispetto a 1,8 del 2024 e 1,9 del 2023. «Complessivamente, anche quest’anno si conferma che, rispetto all’aumento dell’offerta formativa da parte delle università, non si registra un analogo incremento dei candidati», si legge nell’indagine. L’aumento di 1.281 posti riguarda quasi tutte le 23 professioni, ad eccezione di assistente sanitario (da 611 a 502, -17,8%, per la sospensione in tre università) e di altre quattro professioni, tra cui infermiere, con -26 posti (da 20.435 a 20.409, -0,1%). Per quanto riguarda i fabbisogni formativi, si rileva un aumento da parte di quasi tutte le regioni, con +2.029 posti (+4,9%), dai 41.448 del 2024 agli attuali 43.477, e con numero finale di 43.738 stabilito dall’accordo della Conferenza Stato-Regioni n. 125 del 30 luglio 2025, «invece che entro il 30 aprile, come previsto dal dlgs n. 502 del 1999», come fa notare Mastrillo, non senza una certa vena polemica. Oltre ai numeri, l’indagine riporta anche i riflessi occupazionali delle professioni sanitarie, su dati Almalaurea. Quasi tutti i corsi superano un tasso di occupabilità del 70%; solo fisiopatologia cardiocircolatoria e tecnico audiometrista si fermano sotto (rispettivamente al 68% e al 63%). «Ne deriva», osserva Mastrillo, «che l’area delle professioni sanitarie continua a mantenere stabile, al primo posto, i livelli occupazionali, seppure con fluttuazioni nel corso degli anni». Si conferma infine «l’insufficiente numero di docenti appartenenti allo specifico profilo professionale, chiamati in ruolo dalle università, e la prevalenza dell’affidamento degli insegnamenti a docenti a contratto, in gran parte dipendenti del Ssn». Sul totale di 699 docenti degli ex Ssd Med/45-50, che lo scorso anno erano 717 e fanno parte dei 10.012 dell’intera area 6 di medicina, solo 128, pari al 18%, appartengono ai profili delle professioni dei settori specifici. Il settore Med/45 comprende 85 docenti in ruolo di cui 83 appartengono alla professione infermieristica; «tuttavia, sono ancora di gran lunga insufficienti se si considera l’esistenza di 48 corsi distribuiti su ben 237 sedi», si afferma nell’indagine. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Professioni sanitarie, la laurea non attira -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083506701.PDF §---§ title§§ Nordio firma la Convenzione per la salute delle detenute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083206702.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083206702.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083206702.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083206702.PDF tp:ocr§§ Nordio firma la Convenzione per la salute delle detenute L’INIZIATIVA Il guardasigilli Carlo Nordio ha firmato la Convenzione per la promozione della prevenzione e tutela della salute della donna. Sottoscritta anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, da Alba Di Leone dell’organizzazione no-profit Think Pink Italy, e da Paola Severino della Fondazione Severino Onlus, la Convenzione intende promuovere iniziative congiunte volte a tutelare la salute delle donne sottoposte a pena detentiva. ---End text--- Author: Redazione Heading: L’INIZIATIVA Highlight: Image: -tit_org- Nordio firma la Convenzione per la salute delle detenute -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083206702.PDF §---§ title§§ «Uso improprio del farmaco per perdere peso» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083306703.PDF description§§

Estratto da pag. 72 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 08 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-08T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083306703.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083306703.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083306703.PDF tp:ocr§§ lancia l’allarme per la preoccupante tendenza «Uso improprio del farmaco per perdere peso» Il Movimento Difesa del Cittadino Il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) lancia un forte allarme riguardo alla crescente e perdurante tendenza all’utilizzo di farmaci studiati per il diabete, in particolare agenti GLP-1 come semaglutide e liraglutide, per finalità estetiche o di perdita di peso in persone che non sono affette da diabete o non rientrano nei criteri clinici per il trattamento autorizzato. Il Movimento Difesa del Cittadino invita le istituzioni, gli operatori sanitari, i media, e i cittadini a «prendere consapevolezza del pericolo che si cela dietro l’uso improprio dei farmaci antidiabetici per perdere peso. Non è solo una questione di regolamentazione: è una questione di salute, etica e giustizia sociale». Per Mdc «è importante sensibilizzare cittadini e operatori sanitari sui rischi dell’uso non autorizzato e non monitorato; rafforzare i controlli sugli abusi, comprese le ricette false o contraffatte; vigilare sulle richieste provenienti tramite social media o pubblicità mascherata; promuovere approcci salutari alternativi per la perdita di peso: dieta equilibrata, attività fisica, supporto psicologico; richiedere alle piattaforme digitali e media di attenersi a comunicazioni responsabili in tema di salute, evitando la promozione di soluzioni miracolose». Da tempo, le autorità competenti hanno avvertito che i farmaci per i diabetici non sono approvati per perdere peso e può verificarsi anche carenza di medicinali per chi ne ha davvero bisogno. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) segnala che l’utilizzo off-label di farmaci come Ozempic (a base di semaglutide) per dimagrire ha causato carenze del prodotto, mettendo a rischio chi realmente ne ha bisogno per motivi terapeutici. L’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha richiamato l’attenzione sul fatto che questi farmaci non sono approvati per la perdita di peso in persone senza obesità clinica o senza condizioni mediche correlate al sovrappeso, e che l’uso off-label in contesti estetici o sociali può avere conseguenze gravi. Non mancano, poi, gli effetti collaterali, tra cui disturbi gastrointestinali, perdita di appetito, rischio di perdita di massa muscolare, e potenziali alterazioni metaboliche se il farmaco è assunto senza adeguata supervisione medica. L’uso indiscriminato può alimentare, inoltre, mercati illegali, ricette false o contraffatte, aumento dei costi, pressione sulla produzione e distribuzione, e infine diseguaglianze in chi accede ai trattamenti necessari. Il fenomeno è accentuato dalla diffusione sui social media di testimonial che promuovono questi farmaci come ‘soluzioni rapide’ per dimagrire, alimentando aspettative irrealistiche e aumentando la domanda che rischia di sottrarre farmaci a chi ne ha necessità terapeutiche». ---End text--- Author: Redazione Heading: Il Movimento Difesa del Cittadino Highlight: Image: -tit_org- «Uso improprio del farmaco per perdere peso» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/08/2025110803083306703.PDF §---§