title§§ SPECIALE CONGRESSO AIOM. Ogni sigaretta ruba 20 minuti di vita, 25 miliardi di costi per il Servizio sanitario - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020710155.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 06 Nov 2025
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pubDate§§ 2025-11-06T15:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020710155.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020710155.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/speciale-congresso-aiom-ogni-sigaretta-ruba-20-minuti-di-vita-25-miliardi-di-costi-per-il-servizio-sanitario-1.4219246 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020710155.PDF tp:ocr§§ (di Manuela Correra) Ogni sigaretta ruba in media 20 minuti di vita - 22 per le donne e 17 per gli uomini - e le patologie collegate al tabacco causano ogni anno 93mila morti solo in Italia. Il costo annuale generato per il Servizio sanitario nazionale supera i 24 miliardi di euro. Tre numeri che da soli spiegano le ragioni dell'iniziativa promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), insieme alle principali fondazioni del campo oncologico (Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Aiom): una raccolta firme per una proposta di legge d'iniziativa popolare contro il fumo con l'obiettivo di arrivare a prezzi 'frena-consumi' aumentando di 5 euro il costo del pacchetto. L'iniziativa, presentata oggi in occasione di un convegno al Senato alla vigilia del XXVII congresso nazionale Aiom dal 7 al 9 novembre a Roma, ha l'obiettivo di arrivare entro la primavera a 50mila firme autenticate per una norma che incrementi le accise su tutti i prodotti - incluse e-cig e tabacco riscaldato - per disincentivare il fumo, che rappresenta il maggiore fattore di rischio oncologico. Con 50mila firme raccolte, ha ricordato la vice presidente del Senato Mariolina Castellone, "il Parlamento è tenuto a discutere entro tre mesi la pdl di iniziativa popolare presentata. Questa è la strada". Evidenti i vantaggi: "Con un aumento di 5 euro a pacchetto, oltre a diminuire il numero dei fumatori, si recupererebbero 12 miliardi di euro stimati da destinare alla prevenzione, e questo - sottolinea - a fronte di una diminuzione di 2 mld lo scorso anno, secondo Gimbe, proprio per la prevenzione". Una battaglia non nuova per l'Aiom che oggi, però, si allea con le altre realtà dell'oncologia per concretizzare una richiesta - l'aumento del prezzo delle sigarette per finanziare il Ssn e la prevenzione - sposata dal 60% degli italiani secondo un recente sondaggio Doxa. "In oltre un anno di interlocuzione con i rappresentanti del governo - ha spiegato il presidente Aiom Franco Perrone - ci siamo resi conto che il governo è inevitabilmente stretto all'interno di interessi diversi che rendono difficili soluzioni drastiche. Sappiamo che in Italia esiste una filiera del tabacco con lavoratori e lavoratrici e ciò va rispettato, ma è anche in atto in tutto il mondo una riconversione del settore e d'altro canto 93mila morti l'anno non si possono ignorare". In realtà, secondo Perrone, tale conflitto salute-economia è solo apparente perchè l'aumento del prezzo delle sigarette ridurrebbe il carico di malattia liberando più risorse a vantaggio di tutto il sistema. Ed il pericolo arriva anche dai nuovi dispositivi, come sottolinea Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi): "Un fumatore perde in media 10 anni di vita rispetto ad un non fumatore e per i giovani il pericolo arriva anche dalle e-cig: primi dati scientifici dimostrano infatti che le sigarette elettroniche aumentano il rischio oncologico, di patologie polmonari e cardiovascolari. Inoltre, la nicotina contenuta crea dipendenza nei giovani e funziona da ponte per il fumo tradizionale". A pesare è anche la posizione delle grandi multinazionali del tabacco: "Bisogna sfatare i falsi miti promossi dall'industria - afferma Maria Sofia Cattaruzza del Dipartimento Sanità pubblica dell'Università Sapienza di Roma -. Infatti, vari studi internazionali dimostrano che l'aumento del prezzo delle sigarette non danneggia l'economia, non riduce le entrate fiscali e non aumenta il commercio illegale". Senza dimenticare che nel nostro Paese le accise sulle sigarette risultano tra le più basse d'Europa: sono pari a 3,19 euro per pacchetto contro i 7,45 della Francia e i 9,92 dell'Irlanda. Due Paesi che negli ultimi anni hanno introdotto forti rincari sui tabacchi e in entrambi, concludono gli esperti, si è registrato un calo del numero di fumatori abituali. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020710155.PDF §---§ title§§ Ogni sigaretta ruba 20 minuti di vita, 25 miliardi di costi per il Servizio sanitario - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020510157.PDF description§§
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pubDate§§ 2025-11-06T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012910225.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012910225.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/ansa-ogni-sigaretta-ruba-20-minuti-di-vita-25-miliardi-costi-1.4219237 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012910225.PDF tp:ocr§§ (di Manuela Correra) (ANSA) - ROMA, 06 NOV - Ogni sigaretta ruba in media 20 minuti di vita - 22 per le donne e 17 per gli uomini - e le patologie collegate al tabacco causano ogni anno 93mila morti solo in Italia. Il costo annuale generato per il Servizio sanitario nazionale supera i 24 miliardi di euro. Tre numeri che da soli spiegano le ragioni dell'iniziativa promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), insieme alle principali fondazioni del campo oncologico (Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Aiom): una raccolta firme per una proposta di legge d'iniziativa popolare contro il fumo con l'obiettivo di arrivare a prezzi 'frena-consumi' aumentando di 5 euro il costo del pacchetto. L'iniziativa, presentata oggi in occasione di un convegno al Senato alla vigilia del XXVII congresso nazionale Aiom dal 7 al 9 novembre a Roma, ha l'obiettivo di arrivare entro la primavera a 50mila firme autenticate per una norma che incrementi le accise su tutti i prodotti - incluse e-cig e tabacco riscaldato - per disincentivare il fumo, che rappresenta il maggiore fattore di rischio oncologico. Con 50mila firme raccolte, ha ricordato la vice presidente del Senato Mariolina Castellone, "il Parlamento è tenuto a discutere entro tre mesi la pdl di iniziativa popolare presentata. Questa è la strada". Evidenti i vantaggi: "Con un aumento di 5 euro a pacchetto, oltre a diminuire il numero dei fumatori, si recupererebbero 12 miliardi di euro stimati da destinare alla prevenzione, e questo - sottolinea - a fronte di una diminuzione di 2 mld lo scorso anno, secondo Gimbe, proprio per la prevenzione". Una battaglia non nuova per l'Aiom che oggi, però, si allea con le altre realtà dell'oncologia per concretizzare una richiesta - l'aumento del prezzo delle sigarette per finanziare il Ssn e la prevenzione - sposata dal 60% degli italiani secondo un recente sondaggio Doxa. "In oltre un anno di interlocuzione con i rappresentanti del governo - ha spiegato il presidente Aiom Franco Perrone - ci siamo resi conto che il governo è inevitabilmente stretto all'interno di interessi diversi che rendono difficili soluzioni drastiche. Sappiamo che in Italia esiste una filiera del tabacco con lavoratori e lavoratrici e ciò va rispettato, ma è anche in atto in tutto il mondo una riconversione del settore e d'altro canto 93mila morti l'anno non si possono ignorare". In realtà, secondo Perrone, tale conflitto salute-economia è solo apparente perchè l'aumento del prezzo delle sigarette ridurrebbe il carico di malattia liberando più risorse a vantaggio di tutto il sistema. Ed il pericolo arriva anche dai nuovi dispositivi, come sottolinea Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi): "Un fumatore perde in media 10 anni di vita rispetto ad un non fumatore e per i giovani il pericolo arriva anche dalle e-cig: primi dati scientifici dimostrano infatti che le sigarette elettroniche aumentano il rischio oncologico, di patologie polmonari e cardiovascolari. Inoltre, la nicotina contenuta crea dipendenza nei giovani e funziona da ponte per il fumo tradizionale". A pesare è anche la posizione delle grandi multinazionali del tabacco: "Bisogna sfatare i falsi miti promossi dall'industria - afferma Maria Sofia Cattaruzza del Dipartimento Sanità pubblica dell'Università Sapienza di Roma -. Infatti, vari studi internazionali dimostrano che l'aumento del prezzo delle sigarette non danneggia l'economia, non riduce le entrate fiscali e non aumenta il commercio illegale". Senza dimenticare che nel nostro Paese le accise sulle sigarette risultano tra le più basse d'Europa: sono pari a 3,19 euro per pacchetto contro i 7,45 della Francia e i 9,92 dell'Irlanda. Due Paesi che negli ultimi anni hanno introdotto forti rincari sui tabacchi e in entrambi, concludono gli esperti, si è registrato un calo del numero di fumatori abituali. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012910225.PDF §---§ title§§ SPECIALE CONGRESSO AIOM. Ogni sigaretta ruba 20 minuti di vita, 25 miliardi di costi per il Servizio sanitario - Focus Tumore news link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603020010152.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 06 Nov 2025
Ogni sigaretta ruba in media 20 minuti di vita - 22 per le donne e 17 per gli uomini - e le patologie collegate al tabacco causano ogni anno 93mila morti solo in Italia. Il costo annuale generato per il Servizio sanitario nazionale supera i 24 miliardi di euro. (ANSA)
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Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 06 Nov 2025
Every cigarette steals an average of 20 minutes of life—22 for women and 17 for men—and tobacco-related diseases cause 93,000 deaths each year in Italy alone, with the annual cost to the National Health Service exceeding €24 billion, health and cancer grou... (ANSA)
pubDate§§ 2025-11-06T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012310231.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012310231.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/english/news/science_tecnology/2025/11/06/every-cigarette-steals-20-minutes-of-lifehealth-costs-24bn_2430367c-3f88-4fd9-a8ba-ca1b24ee81d7.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012310231.PDF tp:ocr§§ Every cigarette steals an average of20 minutes of life—22 for women and 17 for men—andtobacco-related diseases cause 93,000 deaths each year in Italyalone, with the annual cost to the National Health Serviceexceeding €24 billion, health and cancer groups said Thursday inlaunching a drive for a bill to raise cigarette pack prices byfive euros. These three numbers alone explain the rationale behind theinitiative promoted by the Italian Association of MedicalOncology (AIOM), together with the main foundations in theoncology field (Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi,Fondazione AIOM): a signature drive for a popular anti-smokingbill with the aim of achieving consumption-reducing prices byincreasing the cost of a pack by €5. The initiative, presented today at a Senate conference on theeve of the 27th AIOM national congress, November 7-9 in Rome,aims to collect 50,000 certified signatures by spring for a lawthat would increase excise duties on all products—includinge-cigs and heated tobacco—to discourage smoking, which is theleading cancer risk factor. With 50,000 signatures collected, Senate Vice PresidentMariolina Castellone noted, "Parliament is required to debatethe proposed popular initiative bill within three months. Thisis the path forward."The benefits are clear: "With an increase of €5 per pack, inaddition to reducing the number of smokers, an estimated €12billion would be raised for prevention. "This," she emphasizes, "compared to a €2 billion decrease lastyear, according to Gimbe, specifically for prevention."This is not a new battle for AIOM, which today, however, isteaming up with other oncology organizations to implement arequest—a cigarette price increase to fund the National HealthService and prevention—supported by 60% of Italians, accordingto a recent Doxa survey. "In over a year of discussions with government representatives,"explained AIOM President Franco Perrone, "we have realized thatthe government is inevitably caught between different intereststhat make drastic solutions difficult. "We know that in Italy there is a tobacco supply chain withworkers, both male and female, and this must be respected, but areconversion of the sector is also underway worldwide, and93,000 deaths a year cannot be ignored."In reality, according to Perrone, this health-economic conflictis only apparent, as increasing the price of cigarettes wouldreduce the burden of disease, freeing up more resources for thebenefit of the entire system. And the danger also comes from new devices, as Giulia Veronesi(Veronesi Foundation) points out: "A smoker loses an average of10 years of life compared to a non-smoker, and for young people,the danger also comes from e-cigs: initial scientific data showsthat e-cigarettes increase the risk of cancer, lung disease, andcardiovascular disease. Furthermore, the nicotine they contain is addictive in youngpeople and acts as a bridge to traditional smoking."The position of large tobacco multinationals is also weighingheavily: "We need to dispel the false myths promoted by theindustry," says Maria Sofia Cattaruzza of the Department ofPublic Health at Sapienza University of Rome. "In fact, various international studies show that increasingcigarette prices does not harm the economy, does not reduce taxrevenue, and does not increase illegal trade."Not to mention that in Italy, excise duties on cigarettes areamong the lowest in Europe: €3.19 per pack, compared to €7.45 inFrance and €9.92 in Ireland. Two countries that in recent years have introduced significantincreases in tobacco prices and in both, the experts conclude,there has been a decline in the number of regular smokers. ALL RIGHTS RESERVED © Copyright ANSA tp:writer§§ ANSA English Desk guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603012310231.PDF §---§ title§§ Legge di Bilancio 2026: stabilità o occasione mancata? - Comunicati Stampa.net link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602990709871.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "comunicatistampa.net" del 06 Nov 2025
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 06 Nov 2025
Il presidente Istat Chelli: «Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure per attese troppo lunghe o difficoltà economiche». Cresce anche la carenza di medici: 16 mila professionisti mancanti, 7 mila di famiglia in meno in dieci anni
pubDate§§ 2025-11-06T10:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603028909233.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603028909233.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/economia/professionisti/25_novembre_06/sanita-il-10-degli-italiani-soprattutto-donne-rinuncia-a-curarsi-prima-causa-le-liste-d-attesa-mentre-continuano-a-mancare-i-92341ad3-7637-48cb-88fc-3408db35fxlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603028909233.PDF tp:ocr§§ Elia Del Grande, in fuga da 7 giorni, scrive da una località segreta: «Avevo ritrovato un equilibrio e un giudice mi ha di nuovo rinchiuso»Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Il presidente Istat Chelli: «Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure per attese troppo lunghe o difficoltà economiche». Cresce anche la carenza di medici: 16 mila professionisti mancanti, 7 mila di famiglia in meno in dieci anniCâ??è unâ??Italia che aspetta. Aspetta una visita, un referto, una terapia. E nellâ??attesa, rinuncia. Nel 2024 quasi un italiano su dieci ha smesso di curarsi: 5,8 milioni di persone, secondo gli ultimi dati dellâ??Istat, hanno rinunciato a una prestazione sanitaria per le liste dâ??attesa, per motivi economici o per la scomodità delle strutture. Solo un anno fa erano 4,5 milioni. Un milione e trecentomila storie in più di rinuncia e rassegnazione.«Il 9,9% della popolazione ha dichiarato di non essersi curato per problemi legati ai tempi o ai costi», ha spiegato il presidente Francesco Maria Chelli in audizione sulla Manovra. La prima causa resta la lentezza del sistema: il 6,8% degli italiani ha rinunciato a curarsi perché le liste dâ??attesa erano troppo lunghe: un dato quasi raddoppiato in cinque anni (era il 2,8% nel 2019).A soffrire di più sono gli adulti tra i 45 e i 64 anni (8,3%) e gli anziani oltre i 65 (9,1%), ma soprattutto le donne: il fenomeno riguarda il 7,7% di loro, con picchi del 9,4% nella fascia di mezza età . Una nota diseguaglianza che attraversa anche la salute.di  Massimiliano Jattoni Dallâ??AsénA confermare il quadro pochi giorni fa è stato anche il nuovo Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale, che registra per il 2024 una crescita del 51%, rispetto allâ??anno precedente, delle rinunce alle cure per attese eccessive. Undici regioni, tra cui Lombardia, Lazio, Puglia e Sardegna, segnano valori peggiori della media nazionale (9,9%). Ma in Sardegna il dato tocca un record drammatico: 17,2% della popolazione ha rinunciato a farsi visitare e, dunque, a curarsi.Dietro le percentuali, ci sono persone che rimandano una colonscopia, una visita cardiologica, un controllo ginecologico. Secondo il Rapporto, solo quattro visite su dieci vengono garantite nei tempi previsti. Una colonscopia può richiedere oltre sei mesi dâ??attesa; una visita cardiologica, fino a 114 giorni; una neurologica, fino a 122.E mentre i pazienti attendono, il sistema si logora. «In Italia abbiamo uno dei pochi sistemi al mondo dove lâ??accesso alle cure è democratico, ma non lo sarà ancora a lungo se non si interviene sui problemi strutturali», avverte Giacomo Baldi, anestesista e fondatore di GapMed, che sviluppa soluzioni digitali per la gestione del personale. «La vera cura è organizzativa: non servono solo più medici, ma un uso più efficiente di quelli che abbiamo».di  Massimiliano Jattoni Dallâ??AsénSecondo le stime di GapMed, servirebbero 16.500 medici in più per ridurre in modo significativo le liste dâ??attesa. Le carenze più gravi riguardano la medicina di base (â??5.575 dottori), la pediatria (â??3.323), la medicina interna (â??2.000) e lâ??anestesia (â??1.395). Ma la crisi più profonda è proprio quella dei medici di famiglia, il primo presidio del sistema pubblico.Negli ultimi dieci anni, secondo i dati della Fimmg, ne sono «spariti» oltre 7 mila, passati dai 45.203 del 2013 ai 37.983 del 2023: quasi il 20% in meno.Il risultato è che oltre cinque milioni di italiani non hanno più un medico di riferimento, e potrebbero diventare otto milioni entro pochi anni.E anche quando i posti ci sono, mancano i candidati. Nei concorsi per il corso triennale di medicina generale, nel 2024 il 15% delle borse di studio è rimasto vuoto: su 2.623 posti, solo 2.240 aspira nti si sono presentati. In alcune regioni, le defezioni superano la metà : Marche â??68%, Molise â??67%, Bolzano â??57%, Lombardia â??45%, Liguria â??42%, Veneto â??41%.La borsa di studio per chi sceglie la medicina generale vale 900 euro al mese, contro i circa 1.600 delle altre specializzazioni universitarie. A ciò si aggiungono burocrazia, costi di gestione e un carico di pazienti ormai fuori scala: il 74% dei medici lombardi e quasi il 70% dei veneti assistono più dei 1.500 pazienti massimi consentiti, arrivando spesso a 1.800 o 2.000. E così, mentre la popolazione invecchia â?? gli over 80 sono triplicati in quarantâ??anni, e nel 2034 gli over 65 saranno il 29% degli italiani â?? i dottori calano.«Il massimale di 1.500 assistiti per medico, fissato negli anni Ottanta, è ormai insostenibile», ha ricordato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «La popolazione è più anziana e più malata. E i medici sono meno. Il rischio è che il sistema si spezzi».6 novembre 2025© RIPRODUZIONE RISERVATALe guide per approfondire i temi più discussiDubbi su casa, tasse, risparmio, pensioni? Leggi le risposte e scrivi la tua domandaRisponde Ottavia SacchiRisponde Andrea Mifsuddi  Redazione EconomiaTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110603028909233.PDF §---§ title§§ Schlein: «Da Meloni una manovra di soli tagli», «Salis e io? Donne contro donne è un tipico gioco del patriarcato» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664910825.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 06 Nov 2025
La segretaria Pd: «Nella manovra aumentano solo le spese militari. E le tasse: la pressione fiscale è al record». «Referendum giustizia, faremo ... Scopri di più!
pubDate§§ 2025-11-06T19:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664910825.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664910825.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/politica/italia/schlein-donne-sanita-lavoro-povero-meloni-finanziaria-tagli-nordio-riforma-magistratura-sgq7pcvk tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664910825.PDF tp:ocr§§ La segretaria Pd: «Nella manovra aumentano solo le spese militari. E le tasse: la pressione fiscale è al record». «Referendum giustizia, faremo campagna per il no. Ma non lasceremo Giorgia Meloni i prossimi cinque mesi per parlare solo di Garlasco. Riempiremo questi mesi di battaglia per la sanità, gli stipendi e le bollette».«Le più colpite sono le donne. Quando tagli welfare, scuola, i finanziamenti dei servizi per persone con disabilità, accade che il carico di cura si concentra sulle famiglie, e dentro le famiglie, sulle spalle delle donne». Il dialogo con Elly Schlein, ospite al “Domani delle Donne” parte necessariamente dalla finanziaria ora all’esame del Senato. Che colpisce anche le donne, spiega.«Giorgia Meloni non guarda mai dentro i dati sull’occupazione di cui si vanta. È aumentata quella degli over 50, ma il 32,5 per cento delle donne lavorano part time, mentre solo l’8 per cento degli uomini». In generale: «È una manovra da austerità, manca una visione sul futuro del Paese, sulla politica industriale e sulle misure per rilanciare l’economia». A Meloni, «chiedo di rispondere ai 5,8 milioni di italiani che hanno perso la fiducia di potersi curare, anche se c’è l’articolo 32 della nostra Costituzione che parla del loro diritto alla salute, a prescindere dal portafoglio che hanno in tasca», «un milione e mezzo in più dell’anno prima, il 10 per cento della popolazione del nostro paese». Schlein in questi giorni sta incontrando sindacati e associazioni per proporre una «contromanovra» in aula: «Lavoreremo agli emendamenti con le altre forze di opposizione, a partire dalle risorse in più che servono, 5 miliardi e mezzo per gli ospedali», «secondo la Fondazione Gimbe, se la spesa fosse rimasta rispetto al Pil ai livelli del 2022, quando Meloni è diventata premier, oggi mancherebbero all’appello 17 miliardi, che poi è l’ammontare di tutta la manovra. Un taglio di 17 miliardi che porta la firma di Meloni». Tutte le spese scendono, «aumentano solo le spese militari. Mi correggo, sono aumentate anche le tasse: la pressione fiscale è al record dal 2015, è al 42,8 per cento».Non tutto il Pd la pensa come lei sulle spese militari.Sul 5 per cento del Pil destinato alle spese Nato siamo tutti sempre uniti e compatti. È irrealistico e rischia di porre fine al nostro sistema di welfare. Siamo compatti, come sulla difesa comune europea, mettendo in comune gli investimenti. Oggi si sta agevolando il riarmo di 27 eserciti europei. Non solo è sbagliato, non crea deterrenza ed è un controsenso perché con quei soldi si compreranno più armi dall’America di Trump.Quanto alle tasse. A lei la tassa proposta dal futuro sindaco di New York Mamdani, il 2 per cento a chi guadagna molto, piace? Lui dice: “Tassiamo i ricchi”. Voi – il Pd, il campo largo – farete proposte fiscali concrete così coraggiose e radicali?Le abbiamo già fatte. Con le altre forze della coalizione abbiamo proposto una tassazione degli extraprofitti, non soltanto delle banche, ma anche delle società energetiche e anche quelle del comparto della difesa. Siamo a favore di una tassazione europea sulle persone che hanno milioni a disposizione, cioè sui miliardari.Perché non tasse a livello italiano? Avete paura di diventare la sinistra delle tasse?No, è perché abbiamo costruito un’Europa in cui i capitali viaggiano molto più velocemente delle persone, che invece si deportano nei centri inumani e illegali in Albania, dove si butta un miliardo. A livello italiano si può fare un altra cosa: da noi le tasse sul lavoro sono più alte che alle imprese e alle rendite. Sul fisco abbiamo una proposta chiara: a parità di reddito, a prescindere che tu sia lavoratore o pensionato o autonomo, è giusto che paghi la stessa aliquota. Perché questa manovra dà 30 euro in più a chi guadagna 30mila euro. Ma danno 440 euro in più all’anno a chi ne guadagna 200mila. Un intervento fatto così aiuta i più ricchi.Eppure Giorgia Meloni è ancora molto forte nel consenso. È molto brava lei o siete un po’ s carsi voi nel mostrarvi come un’alternativa credibile?I sondaggi li lascio volentieri a loro, perché se mi fidassi dei sondaggi io non avrei mai vinto alle primarie e alle europee non avremmo preso il 24 per cento. Noi ci concentriamo a prendere voti reali, soprattutto della maggioranza degli aventi diritto che non va a votare. Come facciamo? Parlando dei problemi che interessano gli italiani. Sanità, salari, diritto alla casa che la sinistra a lungo ha smesso di frequentare. Sulla casa Meloni aveva annunciato un grande piano casa: lo aspettavamo in manovra. Hanno annunciato 25 volte un tavolo su questo: lo stiamo ancora aspettando, forse lo stanno ancora costruendo. Comunque sulla casa nella manovra c’è zero, hanno tolto anche le poche risorse che c’erano prima sul fondo per la morosità incolpevole e sugli affitti. Per loro la povertà è una colpa individuale, per noi un problema sociale. Insomma parleremo di cose concrete, di cose di cui gli italiani parlano a cena. Questa è la nostra strategia. Come stiamo lavorando? Quando sono arrivata, dopo la sconfitta dura per le divisioni del nostro campo. Il mio lavoro è cercare di fare quello che ci chiede la nostra gente: l’unità delle forze alternative alla destra. Non contro Meloni ma sulle cose che vogliamo fare insieme. Abbiamo già fatto molte proposte comuni. Abbiamo faticato molto a costruire questa alleanza progressista e siamo in corsa alle Regionali. Questo non vuol dire che non ci sono differenze, perché altrimenti saremmo tutti in un unico partito, ma agli alleati dico: componiamo quelle differenze valorizzandole in un programma il Paese. E dal giorno dopo le Regionali mettiamoci al lavoro sul programma e non facciamolo chiusi in una stanza ma nel Paese, con il Paese. Se lo faremo questa destra si può, battere. Non rincorrendola o cercando di assomigliarle. La batteremo se li trasciniamo su un programma progressista di giustizia sociale.I sondaggi dicono che il referendum costituzionale potrebbe andarvi male. Lei dice che non vuole politicizzarlo: come lo affronterete, puntano sul merito?Sarà Meloni a voler politicizzare il referendum, altrimenti dovrebbe spiegare cosa fa questo referendum per migliorare la vita degli italiani: nulla. E cosa fa per migliorare il funzionamento della giustizia: nulla. Non lo dico io, lo ha detto il ministro Nordio: la riforma non incide «in alcun modo» nell’efficientamento della giustizia italiana. E allora a che cosa serve? La separazione delle carriere è stata già introdotta dalla riforma Cartabia e riguarda una ventina di magistrati l’anno. Bisognava cambiare la Costituzione per questo? No, l’obiettivo è un altro: Meloni ha detto che con la riforma della giustizia e quella della Corte dei Conti “adesso vi facciamo vedere chi comanda”. È di questo che si sta parlando. Nella nostra idea, la democrazia non è una delega in bianco a chi governa. La nostra Costituzione separa i poteri proprio perché non ce ne sia uno che prevarichi gli altri. La vera questione sta qui: se si pensa che i giudici debbano essere assoggettati al governo e alla maggioranza di turno perché ha i voti, allora si voti sì. Se invece si pensa che anche chi governa debba rispettare le leggi e alla Costituzione, anziché fare la guerra a ogni decisione dei giudici, da quella sui centri dell’Albania, all’autonomia differenziata, al Ponte sullo Stretto, allora si voti no. Secondo loro c’è un complotto mastodontico contro di loro, o il fatto è che loro non sanno scrivere le leggi? Noi saremo impegnati sul referendum, con un fronte ampio politico e sociale, ma non lasceremo Meloni i prossimi cinque mesi per parlare solo di Garlasco. Riempiremo questi mesi di battaglia per la sanità, per aumentare gli stipendi e abbattere le bollette per le imprese e per le famiglie. Il governo dica la verità: quando dice che vogliono depoliticizzare la magistratura e fanno il sorteggio per il Consiglio superiore della magistratura, non dicono è che i membri laici li voterà comunque il parlamento: insomma la politica vuole scegliersi i propri giudici. Il mini stro della Giustizia Nordio ha detto che la riforma potrà servire anche a noi quando governeremo: rispondo no, non voglio che questa riforma mi serva a controllare la magistratura. Quando saremo al governo, noi rispetteremo le leggi e la Costituzione.Se il centrosinistra perde il referendum, lei rischia la leadership del centrosinistra. È preoccupata? È preoccupata forse da qualche altra donna leader, in particolare Silvia Salis, che qualcuno già immagina possa sostituirla?Questo è un gioco molto diffuso nelle società patriarcali, che cercando di mettere le donne contro le donne anche quando hanno già dimostrato di saper lavorare benissimo in squadra.© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Nato nel 1974, è direttore di Domani. Giornalista investigativo, ha lavorato all'Espresso firmando inchieste su politica, economia e criminalità. Per Feltrinelli ha scritto "Avarizia" e "Lussuria" sulla corruzione in Vaticano e altri saggi sul potere.IL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664910825.PDF §---§ title§§ Schlein: «Donne, sanità e lavoro povero, da Meloni una finanziaria di tagli. Nordio, riforma pericolosa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664510837.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 06 Nov 2025
La segretaria Pd: «Nella manovra aumentano solo le spese militari. E le tasse: la pressione fiscale è al record». «Referendum giustizia, faremo ... Scopri di più!
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Quando tagli welfare, scuola, i finanziamenti dei servizi per persone con disabilità, accade che il carico di cura si concentra sulle famiglie, e dentro le famiglie, sulle spalle delle donne». Il dialogo con Elly Schlein, ospite al “Domani delle Donne” parte necessariamente dalla finanziaria ora all’esame del Senato. Che colpisce anche le donne, spiega.«Giorgia Meloni non guarda mai dentro i dati sull’occupazione di cui si vanta. È aumentata quella degli over 50, ma il 32,5 per cento delle donne lavorano part time, mentre solo l’8 per cento degli uomini». In generale: «È una manovra da austerità, manca una visione sul futuro del Paese, sulla politica industriale e sulle misure per rilanciare l’economia». A Meloni, «chiedo di rispondere ai 5,8 milioni di italiani che hanno perso la fiducia di potersi curare, anche se c’è l’articolo 32 della nostra Costituzione che parla del loro diritto alla salute, a prescindere dal portafoglio che hanno in tasca», «un milione e mezzo in più dell’anno prima, il 10 per cento della popolazione del nostro paese». Schlein in questi giorni sta incontrando sindacati e associazioni per proporre una «contromanovra» in aula: «Lavoreremo agli emendamenti con le altre forze di opposizione, a partire dalle risorse in più che servono, 5 miliardi e mezzo per gli ospedali», «secondo la Fondazione Gimbe, se la spesa fosse rimasta rispetto al Pil ai livelli del 2022, quando Meloni è diventata premier, oggi mancherebbero all’appello 17 miliardi, che poi è l’ammontare di tutta la manovra. Un taglio di 17 miliardi che porta la firma di Meloni». Tutte le spese scendono, «aumentano solo le spese militari. Mi correggo, sono aumentate anche le tasse: la pressione fiscale è al record dal 2015, è al 42,8 per cento».Non tutto il Pd la pensa come lei sulle spese militari.Sul 5 per cento del Pil destinato alle spese Nato siamo tutti sempre uniti e compatti. È irrealistico e rischia di porre fine al nostro sistema di welfare. Siamo compatti, come sulla difesa comune europea, mettendo in comune gli investimenti. Oggi si sta agevolando il riarmo di 27 eserciti europei. Non solo è sbagliato, non crea deterrenza ed è un controsenso perché con quei soldi si compreranno più armi dall’America di Trump.Quanto alle tasse. A lei la tassa proposta dal futuro sindaco di New York Mamdani, il 2 per cento a chi guadagna molto, piace? Lui dice: “Tassiamo i ricchi”. Voi – il Pd, il campo largo – farete proposte fiscali concrete così coraggiose e radicali?Le abbiamo già fatte. Con le altre forze della coalizione abbiamo proposto una tassazione degli extraprofitti, non soltanto delle banche, ma anche delle società energetiche e anche quelle del comparto della difesa. Siamo a favore di una tassazione europea sulle persone che hanno milioni a disposizione, cioè sui miliardari.Perché non tasse a livello italiano? Avete paura di diventare la sinistra delle tasse?No, è perché abbiamo costruito un’Europa in cui i capitali viaggiano molto più velocemente delle persone, che invece si deportano nei centri inumani e illegali in Albania, dove si butta un miliardo. A livello italiano si può fare un altra cosa: da noi le tasse sul lavoro sono più alte che alle imprese e alle rendite. Sul fisco abbiamo una proposta chiara: a parità di reddito, a prescindere che tu sia lavoratore o pensionato o autonomo, è giusto che paghi la stessa aliquota. Perché questa manovra dà 30 euro in più a chi guadagna 30mila euro. Ma danno 440 euro in più all’anno a chi ne guadagna 200mila. Un intervento fatto così aiuta i più ricchi.Eppure Giorgia Meloni è ancora molto forte nel consenso. È molto brava lei o siete un po’ s carsi voi nel mostrarvi come un’alternativa credibile?I sondaggi li lascio volentieri a loro, perché se mi fidassi dei sondaggi io non avrei mai vinto alle primarie e alle europee non avremmo preso il 24 per cento. Noi ci concentriamo a prendere voti reali, soprattutto della maggioranza degli aventi diritto che non va a votare. Come facciamo? Parlando dei problemi che interessano gli italiani. Sanità, salari, diritto alla casa che la sinistra a lungo ha smesso di frequentare. Sulla casa Meloni aveva annunciato un grande piano casa: lo aspettavamo in manovra. Hanno annunciato 25 volte un tavolo su questo: lo stiamo ancora aspettando, forse lo stanno ancora costruendo. Comunque sulla casa nella manovra c’è zero, hanno tolto anche le poche risorse che c’erano prima sul fondo per la morosità incolpevole e sugli affitti. Per loro la povertà è una colpa individuale, per noi un problema sociale. Insomma parleremo di cose concrete, di cose di cui gli italiani parlano a cena. Questa è la nostra strategia. Come stiamo lavorando? Quando sono arrivata, dopo la sconfitta dura per le divisioni del nostro campo. Il mio lavoro è cercare di fare quello che ci chiede la nostra gente: l’unità delle forze alternative alla destra. Non contro Meloni ma sulle cose che vogliamo fare insieme. Abbiamo già fatto molte proposte comuni. Abbiamo faticato molto a costruire questa alleanza progressista e siamo in corsa alle Regionali. Questo non vuol dire che non ci sono differenze, perché altrimenti saremmo tutti in un unico partito, ma agli alleati dico: componiamo quelle differenze valorizzandole in un programma il Paese. E dal giorno dopo le Regionali mettiamoci al lavoro sul programma e non facciamolo chiusi in una stanza ma nel Paese, con il Paese. Se lo faremo questa destra si può, battere. Non rincorrendola o cercando di assomigliarle. La batteremo se li trasciniamo su un programma progressista di giustizia sociale.I sondaggi dicono che il referendum costituzionale potrebbe andarvi male. Lei dice che non vuole politicizzarlo: come lo affronterete, puntano sul merito?Sarà Meloni a voler politicizzare il referendum, altrimenti dovrebbe spiegare cosa fa questo referendum per migliorare la vita degli italiani: nulla. E cosa fa per migliorare il funzionamento della giustizia: nulla. Non lo dico io, lo ha detto il ministro Nordio: la riforma non incide «in alcun modo» nell’efficientamento della giustizia italiana. E allora a che cosa serve? La separazione delle carriere è stata già introdotta dalla riforma Cartabia e riguarda una ventina di magistrati l’anno. Bisognava cambiare la Costituzione per questo? No, l’obiettivo è un altro: Meloni ha detto che con la riforma della giustizia e quella della Corte dei Conti “adesso vi facciamo vedere chi comanda”. È di questo che si sta parlando. Nella nostra idea, la democrazia non è una delega in bianco a chi governa. La nostra Costituzione separa i poteri proprio perché non ce ne sia uno che prevarichi gli altri. La vera questione sta qui: se si pensa che i giudici debbano essere assoggettati al governo e alla maggioranza di turno perché ha i voti, allora si voti sì. Se invece si pensa che anche chi governa debba rispettare le leggi e alla Costituzione, anziché fare la guerra a ogni decisione dei giudici, da quella sui centri dell’Albania, all’autonomia differenziata, al Ponte sullo Stretto, allora si voti no. Secondo loro c’è un complotto mastodontico contro di loro, o il fatto è che loro non sanno scrivere le leggi? Noi saremo impegnati sul referendum, con un fronte ampio politico e sociale, ma non lasceremo Meloni i prossimi cinque mesi per parlare solo di Garlasco. Riempiremo questi mesi di battaglia per la sanità, per aumentare gli stipendi e abbattere le bollette per le imprese e per le famiglie. Il governo dica la verità: quando dice che vogliono depoliticizzare la magistratura e fanno il sorteggio per il Consiglio superiore della magistratura, non dicono è che i membri laici li voterà comunque il parlamento: insomma la politica vuole scegliersi i propri giudici. Il mini stro della Giustizia Nordio ha detto che la riforma potrà servire anche a noi quando governeremo: rispondo no, non voglio che questa riforma mi serva a controllare la magistratura. Quando saremo al governo, noi rispetteremo le leggi e la Costituzione.Se il centrosinistra perde il referendum, lei rischia la leadership del centrosinistra. È preoccupata? È preoccupata forse da qualche altra donna leader, in particolare Silvia Salis, che qualcuno già immagina possa sostituirla?Questo è un gioco molto diffuso nelle società patriarcali, che cercando di mettere le donne contro le donne anche quando hanno già dimostrato di saper lavorare benissimo in squadra.© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Nato nel 1974, è direttore di Domani. Giornalista investigativo, ha lavorato all'Espresso firmando inchieste su politica, economia e criminalità. Per Feltrinelli ha scritto "Avarizia" e "Lussuria" sulla corruzione in Vaticano e altri saggi sul potere.IL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602664510837.PDF §---§ title§§ Ogni sigaretta ruba 20 minuti di vita: la proposta per introdurre prezzi “frena-consumi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602666410872.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 06 Nov 2025
Ogni sigaretta ruba 22 minuti di vita per le donne e 17 per gli uomini
pubDate§§ 2025-11-06T20:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602666410872.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602666410872.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/salute/medicina/ogni_sigaretta_ruba_venti_minuti_vita_salute_proposta_aumento_prezzi_ultime_notizie-9173077.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602666410872.PDF tp:ocr§§ Ogni sigaretta fumata equivale a 20 minuti di vita in meno. è questo uno dei recenti dati sugli effetti nocivi del fumo rivelato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). La proposta di Aiom è quella di presentare una proposta di legge d'iniziativa popolare per alzare i prezzi dei pacchetti al fine di scoraggiarne l'acquisto. I dati allarmanti I dati posti all'attenzione dell'Aiom sono allarmanti. Ogni sigaretta ruba in media 20 minuti di vita - 22 per le donne e 17 per gli uomini - e le patologie collegate al tabacco causano ogni anno 93mila morti solo in Italia. Il costo annuale generato per il Servizio sanitario nazionale supera i 24 miliardi di euro. È da qui che parte la proposta dell'Associazione, presentata oggi in occasione di un convegno al Senato, per realizzare una raccolta firme e fare una proposta di legge d'iniziativa popolare contro il fumo. L'idea ultima è quella di introndurre prezzi 'frena-consumi' aumentando di 5 euro il costo del pacchetto. La raccolta firme L'obiettivo è quello di raggiungere, entro la primavera, 50mila firme autenticate per una norma che incrementi le accise su tutti i prodotti - incluse e-cig e tabacco riscaldato - per disincentivare il fumo, che rappresenta il maggiore fattore di rischio oncologico. Con 50mila firme raccolte, ha ricordato la vice presidente del Senato Mariolina Castellone, «il Parlamento è tenuto a discutere entro tre mesi la pdl di iniziativa popolare presentata. Questa è la strada». Evidenti i vantaggi: «Con un aumento di 5 euro a pacchetto, oltre a diminuire il numero dei fumatori, si recupererebbero 12 miliardi di euro stimati da destinare alla prevenzione, e questo - sottolinea - a fronte di una diminuzione di 2 mld lo scorso anno, secondo Gimbe, proprio per la prevenzione». Il conflitto salute-economia Il presidente Aiom Franco Perronehariconosciuto il fatto che il governo si trovo stretto all'interno di interessi diversi che rendono difficili soluzioni drastiche, ma tale conflitto salute-economia secondo Perrrone è solo apparente perchè l'aumento del prezzo delle sigarette ridurrebbe il carico di malattia liberando più risorse a vantaggio di tutto il sistema. Ed il pericolo arriva anche dai nuovi dispositivi, come sottolinea Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi): «Un fumatore perde in media 10 anni di vita rispetto ad un non fumatore e per i giovani il pericolo arriva anche dalle e-cig: primi dati scientifici dimostrano infatti che le sigarette elettroniche aumentano il rischio oncologico, di patologie polmonari e cardiovascolari. Inoltre, la nicotina contenuta crea dipendenza nei giovani e funziona da ponte per il fumo tradizionale». A pesare è anche la posizione delle grandi multinazionali del tabacco: «Bisogna sfatare i falsi miti promossi dall'industria - afferma Maria Sofia Cattaruzza del Dipartimento Sanità pubblica dell'Università Sapienza di Roma -. Infatti, vari studi internazionali dimostrano che l'aumento del prezzo delle sigarette non danneggia l'economia, non riduce le entrate fiscali e non aumenta il commercio illegale». © RIPRODUZIONE RISERVATA Salute - Newsletter Ogni Giovedì gli aggiornamenti su Salute e Benessere Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602666410872.PDF §---§ title§§ Sigarette più care: proposta di legge per alzare il prezzo di 5 euro - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602727610460.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 06 Nov 2025
Avanzata una proposta di legge d’iniziativa popolare per scoraggiare il fumo e finanziare il Servizio sanitario nazionale. L’Italia tra i Paesi Ue con le accis…
pubDate§§ 2025-11-06T17:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602727610460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602727610460.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/politica/2025/11/06/news/sigarette_piu_care_proposte_legge_fumo_5_euro-15384878/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602727610460.PDF tp:ocr§§ Ogni sigaretta costa in media venti minuti di vita — ventidue per le donne, diciassette per gli uomini — e le patologie legate al fumo provocano ogni anno 93 mila morti solo in Italia. Il prezzo sociale ed economico è altissimo: il Servizio sanitario nazionale spende oltre 24 miliardi di euro l’anno per curare le malattie correlate al tabacco. Tre numeri che da soli spiegano la portata dell’iniziativa promossa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), insieme alle principali fondazioni del settore (Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom). Una legge popolare per alzare i prezzi delle sigarette La proposta è semplice e ambiziosa: aumentare di 5 euro il prezzo del pacchetto di sigarette per scoraggiare i consumi e destinare le risorse ricavate alla prevenzione oncologica. L’iniziativa è stata presentata al Senato, alla vigilia del XXVII congresso nazionale Aiom (7–9 novembre a Roma), e punta a raccogliere entro la primavera 50 mila firme autenticate per presentare una legge di iniziativa popolare. La norma prevede di incrementare le accise su tutti i prodotti a base di tabacco, comprese sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, responsabili di una nuova ondata di dipendenze soprattutto tra i giovani. “Il Parlamento dovrà discuterla entro tre mesi” Con 50 mila firme raccolte, ha ricordato la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, «il Parlamento è tenuto a discutere entro tre mesi la proposta di legge popolare. Questa è la strada». I vantaggi, ha aggiunto, sarebbero evidenti: «Con un aumento di 5 euro a pacchetto, oltre a ridurre il numero dei fumatori, si potrebbero recuperare 12 miliardi di euro da destinare alla prevenzione, colmando il taglio di 2 miliardi registrato lo scorso anno, secondo i dati Gimbe». Un’alleanza per la prevenzione Non è la prima battaglia dell’Aiom contro il fumo, ma oggi l’associazione sceglie di unire le forze con le principali realtà oncologiche italiane. L’obiettivo è tradurre in legge una richiesta condivisa anche dall’opinione pubblica: secondo un sondaggio Doxa, il 60% degli italiani è favorevole all’aumento del prezzo delle sigarette per finanziare il Servizio sanitario nazionale e la prevenzione. «Dopo oltre un anno di interlocuzione con il governo – ha spiegato il presidente Aiom Franco Perrone – abbiamo compreso quanto sia difficile per l’esecutivo prendere decisioni drastiche. Esiste una filiera del tabacco, con lavoratori e lavoratrici da tutelare, ma nel mondo è già in atto una riconversione del settore. E 93 mila morti l’anno non si possono ignorare». “Salute ed economia non sono in conflitto” Per Perrone, il presunto conflitto tra salute pubblica ed economia è solo apparente: «Aumentare il prezzo delle sigarette ridurrebbe il carico di malattia e libererebbe risorse per tutto il sistema sanitario». Il rischio, oggi, arriva anche dai nuovi dispositivi. Come ricorda Giulia Veronesi della Fondazione Veronesi, «un fumatore perde in media dieci anni di vita rispetto a un non fumatore, e per i giovani il pericolo arriva anche dalle e-cig. I primi dati scientifici mostrano che le sigarette elettroniche aumentano il rischio oncologico, respiratorio e cardiovascolare. Inoltre la nicotina crea dipendenza e funziona da ponte verso il fumo tradizionale». Smontare i falsi miti del tabacco «Bisogna sfatare i falsi miti diffusi dall’industria del tabacco – ha sottolineato Maria Sofia Cattaruzza, del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Università Sapienza di Roma –. Numerosi studi internazionali dimostrano che l’aumento dei prezzi non danneggia l’economia, non riduce le entrate fiscali e non incrementa il commercio illegale». Un altro dato poco noto: l’Italia è tra i Paesi europei con le accise più basse sulle sigarette — appena 3,19 euro a pacchetto, contro i 7,45 della Francia e i 9,92 dell’Irlanda. Proprio in questi due Paesi, che negli ultimi anni hanno introdotto forti rincari, si è registrato un netto calo dei fumatori abituali. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602727610460.PDF §---§ title§§ Legge di Bilancio 2026: stabilità o occasione mancata? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602736210430.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "politicamentecorretto.com" del 06 Nov 2025
politicamentecorretto.com - Legge di Bilancio 2026: stabilità o occasione mancata?
pubDate§§ 2025-11-06T17:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602736210430.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602736210430.PDF', 'title': 'politicamentecorretto.com'} tp:url§§ https://www.politicamentecorretto.com/2025/11/06/legge-di-bilancio-2026-stabilita-o-occasione-mancata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602736210430.PDF tp:ocr§§ Pro\Versi ha pubblicato oggi un’approfondita analisi sulle nuove misure economiche del governo Meloni, offrendo uno sguardo bilanciato e documentato sul dibattito attorno alla Legge di Bilancio 2026Roma, 6 novembre 2025 – La piattaforma Pro\Versi ha pubblicato oggi un ampio dossier dedicato alla Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso ottobre. L’analisi, consultabile integralmente su www.proversi.it, raccoglie le principali voci a favore e contro il provvedimento, esplorando gli impatti previsti su conti pubblici, crescita economica, sanità, welfare e sistema fiscale. Il lavoro si inserisce in un momento cruciale per il dibattito pubblico italiano, segnato da una manovra economica ridotta nei numeri ma densa di implicazioni politiche e sociali.Pro\Versi propone una lettura oggettiva, completa e non ideologica, offrendo al lettore tutti gli elementi necessari per formarsi una propria opinione sulla manovra da 18,7 miliardi, la più contenuta degli ultimi dieci anni. Il cuore della discussione è il dilemma tra prudenza e ambizione.Da un lato, i sostenitori della manovra ne lodano il rigore finanziario, l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo e la capacità di finanziare nuove misure senza ricorrere a nuovo debito. Il ministro Giorgetti ha definito la legge “la prima manovra non correttiva da trent’anni”, sottolineando che non vi saranno aumenti di imposte generalizzate né tagli d’emergenza nel corso dell’anno. Le agenzie di rating e i mercati finanziari sembrano aver accolto positivamente l’impegno alla stabilità, con un calo dello spread e valutazioni in miglioramento.Tra i provvedimenti principali elencati nella scheda tecnica figurano il taglio dell’IRPEF dal 35% al 33% per i redditi medio-bassi, nuovi fondi per la sanità pubblica (+2,4 miliardi), incentivi a famiglie con figli (bonus nido, assegno unico potenziato, carta spesa per nuclei fragili), detassazione dei premi di produttività e proroga dei bonus edilizi. Dal lato imprese, la manovra finanzia interventi per circa 8 miliardi tra ZES, Nuova Sabatini, maggiorazione degli ammortamenti e contratti di sviluppo.Dall’altro lato, i critici sollevano numerose perplessità. Il fronte contrario, che include sindacati, opposizioni, esperti indipendenti e associazioni imprenditoriali, accusa la manovra di essere “rinunciataria” e incapace di imprimere una svolta a un’economia che resta stagnante.Il PIL previsto per il 2026 (+0,7%) è giudicato insufficiente per sostenere occupazione e benessere.Confindustria parla di “mancanza di coraggio” e lamenta l’assenza di un piano strutturale per lo sviluppo industriale. CGIL e UIL denunciano l’irrisorietà degli interventi su salari e pensioni (risparmi IRPEF medi di 40 euro annui e aumenti minimi per le pensioni più basse), mentre la Fondazione GIMBE evidenzia che, malgrado l’incremento del Fondo Sanitario, il rapporto spesa sanitaria/PIL resterà al di sotto dei livelli necessari per garantire servizi efficienti.Il documento mette inoltre in luce un tema trasversale: la solidità delle coperture. Circa metà dei fondi proviene da risorse temporanee, come la rimodulazione del PNRR o contributi straordinari dalle banche, una scelta che suscita i timori della Banca d’Italia e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Entrambi richiamano il governo alla necessità di coperture certe e stabili, evitando bonus una tantum che rischiano di rendere fragili i conti futuri.Il dibattito si articola anche intorno alle priorità di spesa. Se il governo sostiene di aver fatto scelte ponderate e selettive, molti osservatori denunciano l’assenza di investimenti in settori cruciali come scuola, trasporti pubblici e contrasto al divario Nord-Sud. Svimez ha messo in guardia dai rischi legati ai nuovi LEP (livelli essenziali di prestazione), che potrebbero accentuare le disuguaglianze territoriali, se non adeguatamente finanziati.Una piattaforma di analisi oggettiva dei fattiPro\Versi riporta fedelme nte le diverse opinioni in campo, ricostruendo con rigore il contesto economico e politico nel quale la Legge di Bilancio 2026 si colloca. L’analisi offre una bussola per orientarsi in una materia complessa, spesso oggetto di dichiarazioni contraddittorie e tecnicismi poco accessibili. La forza del dossier sta nel mettere a confronto posizioni ben documentate, restituendo al lettore un quadro nitido e completo.In un periodo in cui il futuro economico del Paese è strettamente connesso alla credibilità dei conti pubblici e alla capacità di sostenere il tessuto sociale, la Legge di Bilancio si rivela più di un atto contabile: è una scelta politica su cosa finanziare e su cosa rinviare.Serve davvero più rigore o più investimento? È sufficiente tagliare le tasse o bisogna anche investire sulla domanda interna e sul capitale umano?L’intera analisi è disponibile su https://proversi.it/discussioni/pro-contro/404-legge-di-bilancio-2026, insieme alle fonti complete.Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazioneSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.''La Voce degli AVVOCATI'' si fregia del patrocinio morale dell'Ordine Degli Avvocati di Roma.NUMERO ZEOGennaio-Febbraio 2007Registrazione al tribunale di Roma n. 41 del 15/02/2007Edito e diretto daSalvatore VigliaIn redazioneinterviste, politica, cultura e società Rainero SchembriFrancesco Amoroso: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Nino BellinviaLoredana Biffo: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Torino)Domenico BilottiAlessandra BrogliaGiovanna CanzanoGiulio Caporale : giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testataNicola Clemente: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Napoli)Arnaldo De PortiAntonio Di GiovanniDario GhezziFrancesco Napolitano: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Napoli)Paolo Natale:giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Goffredo PalmeriniRenato Pierriarte, cultura e societàDaniela CoppolaMonica Michetti: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Elena VigianoRedazioni Estere:da Atene:politica internazionaleSergio Coggiola: (Direttore di "Eureka" mensile in lingua italiana per gli italiani all'estero edito in Grecia)cultura e politicaAngelo Saracini-------------------dagli U.S.A.politica, cultura e societa'Emanuela Medoro-------------------dal Peru' - Lima -politica, cultura e societa'Alberto Calle-------------------da Londra:Donato ZagaroneWeb ManagerCesare BramanteQuesto sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. 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Estratto da pag. 1 di "pressenza.com" del 06 Nov 2025
Estratto da pag. 1 di "rifday.it" del 06 Nov 2025
Estratto da pag. 1 di "savonanews.it" del 06 Nov 2025
Pubblicato l’avviso per incarichi temporanei a medici di base e pediatri. In calo tutte le figure della medicina convenzionata, mentre in Liguria nel 2027 andranno in pensione oltre 200 MMG
pubDate§§ 2025-11-06T13:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602981809766.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602981809766.PDF', 'title': 'savonanews.it'} tp:url§§ https://www.savonanews.it/2025/11/06/leggi-notizia/argomenti/sanita/articolo/asl2-aperte-le-graduatorie-2026-per-i-medici-di-famiglia-sempre-meno-e-con-sempre-piu-assistiti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602981809766.PDF tp:ocr§§ L’Asl2 savonese ha pubblicato l’avviso pubblico per l’iscrizione alle graduatorie aziendali di disponibilità destinate al conferimento di incarichi a tempo determinato, provvisori e di sostituzione per i medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta.L’avviso è rivolto a tutti i medici interessati a far parte delle graduatorie aziendali, che saranno utilizzate per l’affidamento di incarichi temporanei nell’ambito della medicina convenzionata.Quello dei medici di medicina generale resta un problema per le Asl, sia a livello nazionale sia regionale e locale. Una professione, quella del medico di famiglia, considerata poco attrattiva dai giovani laureati, tra burocrazia crescente, un numero di assistiti sempre maggiore con un'età media elevata e quindi più soggetti a patologie croniche. Secondo i dati dell’azienda relativi al personale convenzionato, i medici di medicina generale sono passati da 196 nel 2018 a 172 nel 2023 (15 in meno).Per quanto riguarda i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), i numeri sono ancora più preoccupanti: da 63 nel 2018 a 40 nel 2024, con una perdita di 23 unità. Va leggermente meglio per i pediatri, passati da 24 nel 2018 a 23 nel 2023.A livello regionale, secondo uno studio della Fondazione Gimbe basato su dati del Ministero della Salute, in Liguria il 50,7% dei medici di medicina generale ha più di 1.500 assistiti e saranno 203 quelli che nel 2027 andranno in pensione per raggiunti limiti d’età (70 anni). Nel frattempo, le scuole di formazione specifica in medicina generale restano sempre meno attrattive per i giovani laureati: al bando 2024, il numero di iscritti è risultato inferiore del 42% rispetto alle borse disponibili (28 posti vacanti).Sempre a livello regionale, il numero dei medici di medicina generale è calato del 13,2% nel 2023 rispetto al 2019 (dati SISAC).Su tutto il sistema pesa inoltre la riduzione della spesa sanitaria per l’assistenza convenzionata: tra il 2012 e il 2023 si è ridotta complessivamente di 4,93 miliardi di euro e, nonostante l’emergenza Covid che ha visto i medici di famiglia in prima linea, tra il 2020 e il 2023 i tagli sono stati pari a 3,49 miliardi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602981809766.PDF §---§ title§§ Manovra al banco di prova delle audizioni: il sistema sanitario chiede ossigeno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602906909181.PDF description§§ pubDate§§ 2025-11-06T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602906909181.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602906909181.PDF', 'title': 'trendsanita.it'} tp:url§§ https://trendsanita.it/manovra-al-banco-di-prova-delle-audizioni-il-sistema-sanitario-chiede-ossigeno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602906909181.PDF tp:ocr§§ La bozza della legge di Bilancio continua il suo cammino che la porterà a diventare legge dello Stato. Tra i primi step, le audizioni preliminari dei portatori di interesse delle diverse filiere. Quest’anno la sanità è tornata — finalmente, diranno in molti — al centro della discussione.Tra i primi step, le audizioni preliminari dei portatori di interesse delle diverse filiereMa, tra le richieste e le riflessioni dei player e i primi riscontri politici, si percepisce un’urgenza particolare. Perché il termometro di un Paese si misura anche con la propria tenuta sanitaria, tra orgoglio industriale, allarmi professionali e la consapevolezza che, senza una svolta, il Servizio sanitario nazionale rischia di arrivare al cinquantesimo compleanno più fragile che mai.Industria farmaceutica: orgoglio e preoccupazioneIn occasione delle audizioni preliminari in ambito sanitario, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, cifre alla mano, ha esibito risultati più che positivi per il comparto che rappresenta: il settore farmaceutico chiuderà il 2025 con un export in crescita del 35 per cento, per oltre 70 miliardi di euro. Ricordando che senza la farmaceutica, il saldo dell’export italiano sarebbe negativo. E che, ciononostante, non si può restare imbrigliati da regole obsolete.Naturalmente Cattani si riferisce al payback, la compensazione che obbliga le imprese a restituire parte della spesa sanitaria pubblica. Che doveva essere una misura temporanea e che, invece, è diventato un cappio strutturale. Ecco perché le aziende del farmaco hanno espresso la richiesta cristallina di superarlo entro il 2027, in favore di un modello value-based, legato agli esiti delle cure.Modelli value-based e tetti di spesa che considerino l’innovazione sono tra le richieste degli operatori economiciPositivo il riscontro di Fratelli d’Italia, che per voce del senatore Michele Barcaiuolo afferma che le imprese del farmaco hanno ragione. E che, finalmente, dopo anni di tagli si stanno rimettendo fondi nel sistema. Anche se occorre una riforma vera, che dia respiro all’innovazione e alle aziende che investono.Proprio in tema di investimenti il numero uno di Farmindustria ha voluto anche aggiungere che senza stabilità normativa si rischia di perdere il treno globale; e che, o si investe oggi, o tra cinque anni ci si troverà costretti a importare ciò che invece si potrebbe produrre in Italia.Imprese di dispositivi medici in ginocchio a causa del paybackA sciorinare numeri più che dignitosi è stata anche Confindustria Dispositivi Medici che per voce del presidente Fabio Faltoni ha voluto evidenziare alla politica in ascolto le caratteristiche di un settore fatto da una miriade di imprese, ben 4.600 per lo più di piccole e medie dimensioni, che cubano 130 mila occupati e un giro d’affari di 19 miliardi di euro annui. Settore che, nonostante l’innovazione che introduce nel SSN, deve lavorare con tetti di spesa studiati in un passato remoto che poco ha a che fare con il presente e il futuro. Per non parlare del payback, già costato alle imprese del settore oltre 500 milioni di euro. Aziende che, tra l’altro, lamentano una programmazione sanitaria con orizzonti troppo vicini.Una sponda alle richieste di Confindustria Dm arriva dai banchi del Partito Democratico, che per voce di Beatrice Lorenzin ha rimarcato come il settore privato e industriale sia parte integrante del sistema pubblico. E che per mantenere un equilibrio utile e vitale per la tenuta del SSN stesso occorre una programmazione pluriennale, con regole certe nel tempo.Ospedali privati: parte integrante del SSN, che nessuno riconosceTra le audizioni anche quella dell’Associazione italiana dell’Ospedalità privata accreditata (Aiop), che nella figura del presidente Gabriele Pellissero ha tenuto un intervento preciso, quasi chirurgico, incentrato sul fatto che il 30% dei posti letto del SSN è garantito dalle strutture del privato accreditato, così come il 28% dei ricoveri e oltre un terzo delle prestazioni ambulatoriali. Anche se le tariffe, ha ricordato Pellissero, sono ferme da più di dieci a nni, erose del 23,9% dall’inflazione. Il che mette a repentaglio la tenuta del sistema del privato accreditato.Le richieste di questo segmento della filiera della salute sono state espresse da Enzo Paolini, vicepresidente dell’Associazione coordinamento ospedalità privata: stessi benefici fiscali del pubblico per i lavoratori privati accreditati; una misura a costo zero, ma di giustizia.Su questi temi la politica si è mostrata meno possibilista. Perché, a detta di Barcaiuolo, l’aggiornamento delle tariffe va bene, ma deve essere sostenibile. Cosa che pare non essere possibile, oggi come oggi. E sarà oggetto di discussione con il governo nella primavera prossima.Infermieri: la voce del cuore del sistemaAltro punto caldo in sede di audizioni è stato quello del personale sanitario. In particolare, degli infermieri. Circa 461 mila unità all’attivo, ma stanche. E con lo spettro di una gobba pensionistica che inizierà nel 2029 e che porterà a perdere circa 12 mila professionisti l’anno. Questo il messaggio portato dalla presidente della Federazione degli Ordini Infermieristici, Barbara Mangiacavalli. Che riconosce i passi avanti, come l’aumento dell’indennità di specificità infermieristica, ma chiede un segnale più forte. Come una legge per le specializzazioni e il riconoscimento formale della professionalità degli infermieri. Anche perché nel 2024, 19 mila giovani hanno scelto infermieristica come prima opzione. Un segnale di speranza che non va tradito, ha avvertito Mangiacavalli.Parole queste ultime, raccolte dalla senatrice Elisa Pirro (M5S), che ha lanciato la proposta di portare la spesa sanitaria al 7% del Pil, in linea con la media europea.Più soldi, meno sanitàSul fronte numeri e spesa è intervenuto anche il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, che ha messo altri puntini sulle i, auspicando una più attenta e sincera considerazione dei dati reali da parte della politica e di coloro che si occupano di programmazione sanitaria. Perché di fatto, anche se la manovra prevede 6,5 miliardi in più per la sanità, nel 2028 la quota di spesa relazionata al Pil scenderà al 5,93 per cento, sotto la soglia psicologica del 6 per cento. Come a dire che la spesa aumenta, ma nella realtà dei fatti la sanità pesa di meno; con il rischio concreto di mettere a repentaglio la garanzia dei Lea e della salute universale ed equa prevista e sancita dalla nostra Carta Costituzionale.Un grido d’allarme che deve essere risuonato bene nelle orecchie del senatore Daniele Manca del Pd, che ha ribadito la necessità di una riforma strutturale della spesa e, richiamando il concetto di efficienza, che possa dare più autonomia alle Regioni virtuose e preveda più controlli su quelle che lo sono meno.Le associazioni: prevenzione e dirittiNelle aule del parlamento si è parlato anche di prevenzione e di diritti. Con il plauso della delegata di Europa Donna, Giuseppina Giambertone, rispetto alla previsione di estendere lo screening mammografico alle donne tra 45 e 74 anni. Il che potrebbe salvare vite e risparmiare 35 milioni l’anno al sistema.Risparmi ed efficienza che potrebbero arrivare anche grazie all’impiego delle tecnologie digitali e innovative applicate alla sanità, capaci di modernizzare il sistema. Come ha riferito con convinzione Letizia Pizzi, direttrice generale di Anitec-Assinform, che però ha ricordato come la strumentazione di cui si avvale il SSN è ferma a dieci anni fa. Come a dire che non si può innestare il motore di una Ferrari su un maggiolino degli anni ’70.Non bastano i fondi, servono visione e stabilitàE allora, la richiesta in questo caso è di aggiornare il Piano 4.0, rendere strutturali gli incentivi e sperimentare la telemedicina. Così da attrarre i giovani professionisti e riducono le distanze tra Nord e Sud del Paese. Concordi in questo senso Fratelli d’Italia e Pd: è tempo di usare la tecnologia per gestire i dati ma soprattutto per curare meglio le persone. Naturalmente investendo in prevenzione e salute e non solo in cure d’emergenza.Al netto dei confronti e degli scambi di opinione, immaginiamo che sui taccu ini della politica siano rimaste parole cerchiate e sottolineate come “riforma”, “personale”, “innovazione” e “fiducia”. E ben impresso il monito comune lanciato dalla filiera della salute: non bastano i fondi, servono visione e stabilità. Vedremo nelle prossime settimane se tutto ciò resterà lettera morta o se troveremo riscontro negli emendamenti alla bozza di legge. Secondo i beninformati, pare che il termine ultimo per presentarli sarebbe il prossimo 14 novembre alle ore 10. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/06/2025110602906909181.PDF §---§