title§§ La Sanità rischia di subire nuovi tagli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979503857.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "ARENA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979503857.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979503857.PDF', 'title': 'ARENA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979503857.PDF tp:ocr§§ L’allarmedeisindacati La Sanità rischia di subire nuovi tagli ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. La Cgil chiede di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028. Ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe secondo la quale, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap di 17,5 miliardi di euro nel 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconderebbe una riduzione: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027, al 5,93% nel 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Una dottoressa nei corridoi di un ospedale -tit_org- La Sanità rischia di subire nuovi tagli -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979503857.PDF §---§ title§§ Gimbe accusa: alla sanità tolto l'equivalente di una manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402118600160.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "AVVENIRE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T01:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402118600160.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402118600160.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402118600160.PDF tp:ocr§§ Gimbe accusa: alla sanità tolto l’equivalente di una manovra IN RAPPORTO AL PIL SAREBBERO 17,5 MILIARDI ENTRO IL 2026 L a manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. Sull’allarme insistono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del governo e tornano a denunciare la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il disegno di legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale del sindacato di Corso Italia, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il fabbisogno sanitario nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. «In rapporto al Pil - aggiunge Barbaresi il finanziamento resterà però inadeguato, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%». La Cgil chiede quindi di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028, da destinare al potenziamento di servizi e assunzioni. In audizione davanti alle commissioni Bilancio ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe. «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di Bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra uno scarto cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconde dunque una riduzione della quota di Pil destinata alla sanità: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027 e fino al 5,93% nel 2028. Inoltre, oltre 430 milioni delle misure annunciate derivano da fondi già stanziati in precedenti provvedimenti. Sono cifre colte al balzo dal Pd: per la segretaria Elly Schlein i dati «dimostrano che così smantellano il Servizio sanitario senza nemmeno il coraggio di ammetterlo. La sanità pubblica è in emergenza e ha bisogno di investimenti veri e di riforme per garantire il diritto alla salute di tutte e tutti. Inoltre Gimbe segnala che c'è una grossa differenza tra la spesa prevista e il finanziamento del governo: chi coprirà quello che manca? Le Regioni non ce la fanno». Nel corso della stessa audizione, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, pur evidenziando alcuni aspetti positivi della manovra, ha tuttavia avvertito: «Il risultato complessivo non è ancora sufficiente a mantenere l’Italia attrattiva». Farmindustria chiede quindi «un ulteriore aumento del tetto per gli acquisti diretti di almeno 0,5%, l’esclusione dei plasmaderivati dal conteggio della spesa soggetta a tetto e il superamento strutturale del payback». Tra le altre proposte: «Riduzione dei tempi di accesso alle terapie con uno schema di “early access” e più risorse per prevenzione, immunizzazione e screening». È stata sentita anche la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, che ha chiesto di specificare nel testo la destinazione dei fondi per le assunzioni. (r.r.) ---End text--- Author: Redazione Heading: IN RAPPORTO AL PIL SAREBBERO 17,5 MILIARDI ENTRO IL 2026 Highlight: Image: -tit_org- Gimbe accusa: alla sanità tolto l’equivalente di una manovra -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402118600160.PDF §---§ title§§ La Sanità rischia di subire nuovi tagli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402867808804.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "BRESCIAOGGI" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T07:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402867808804.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402867808804.PDF', 'title': 'BRESCIAOGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402867808804.PDF tp:ocr§§ L’allarmedeisindacati La Sanità rischia di subire nuovi tagli ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. La Cgil chiede di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028. Ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe secondo la quale, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap di 17,5 miliardi di euro nel 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconderebbe una riduzione: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027, al 5,93% nel 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Una dottoressa nei corridoi di un ospedale -tit_org- La Sanità rischia di subire nuovi tagli -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402867808804.PDF §---§ title§§ Enti pubblici, arriva l'aumento per i dipendenti = Spread a 74 punti: è il più basso dal 2010 Enti locali, scatta l'aumento di 142 euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033703379.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033703379.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033703379.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033703379.PDF tp:ocr§§ PIÙ 142 EURO AL MESE Enti pubblici, arriva l’aumento per i dipendenti Spread a 74 punti: è il più basso dal 2010 Enti locali, scatta l’aumento di 142 euro Manovra, le 26 audizioni. L’Abi: il prelievo colpirà anche le banche piccole. Zangrillo: contratto sostenibile M anovra, rinnovato il contratto per i dipendenti degli enti pubblici: 142 euro in più al mese e quasi 2.400 euro di arretrati. Banche: il prelievo colpirà anche le piccole. a pagina 41 ROMA Il contributo chiesto per la manovra di bilancio alle banche vale 9,6 miliardi di euro da qui al 2029, e il solo rinvio delle deduzioni costa ai loro bilanci 800 milioni di minori ricavi. Il conto di Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’Associazione Bancaria, potrebbe non essere definitivo. Mentre veniva ascoltato ieri in Parlamento, nella prima giornata di audizioni sulla Legge di Bilancio, ricordando che il sistema bancario «ha mostrato pieno appoggio alle esigenze del Paese» e che «il prelievo colpirà tutte le banche, piccole e grandi», il segretario della Lega, Matteo Salvini, rialzava l’asticella. «Se la maggioranza riuscisse a trovare l’accordo per chiedere qualcosa di più alle banche per assumere e migliorare stipendi e pensioni delle forze dell’ordine, sarebbe un bel segnale», ha detto ieri sera, rilanciando l’idea anche di allargare il perimetro della rottamazione delle cartelle. Anche le audizioni parlamentari, ieri ben 26 dai banchieri alle suore, hanno confermato i punti critici della Legge di Bilancio appena avviata al Senato. Gli stessi sui quali discute la maggioranza, a cominciare dal contributo delle banche, cui fa argine Forza Italia, per arrivare all’aumento delle tasse sugli affitti brevi, i dividendi e la stretta sulle compensazioni fiscali. Ieri è stato firmato all’Aran il rinnovo contrattuale ’22-’24 per i dipendenti degli enti locali: 142 euro al mese in più e quasi 2.400 di arretrati, «Un risultato importante per 430 mila dipendenti pubblici» ha sottolineato il ministro della funzione pubblica, Paolo Zangrillo. Il governo poi festeggia i 74 punti base cui è sceso lo spread con i Bund tedeschi, il minimo dal 2010, ma il problema è la quadratura della Legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, accetterebbe modifiche purché si mantenga l’equilibrio dei conti e si rispettino le nuove regole Ue sulle coperture: minori tasse e maggiori spese finanziate solo con più tasse e meno spese. Criterio semplice, ma che restringe molto il campo d’azione. Questa, poi, è la Finanziaria più striminzita degli ultimi anni, e muove solo 18,7 miliardi. Le poche risorse disponibili (100 milioni “liberi” per gli emendamenti parlamentari), e le distanze politiche sulle scelte da fare, rendono tutto più difficile. La maggioranza si sta attrezzando, e si va verso la nomina di quattro relatori in Commissione al Senato, uno per ciascun partito di governo, un record. Saranno loro a firmare gli emendamenti decisivi sul testo finale, concordati con il Mef, ed è evidente la scelta di marcarsi “a uomo”. Nelle audizioni di ieri sono emersi apprezzamenti per il taglio dell’Irpef, per la spinta sui contratti, l’attenzione alle professioni sanitarie, e la tenuta dei conti. Le piccole imprese (Confapi, Confimi) hanno però lamentato la scarsa efficacia del super ammortamento e criticato il blocco delle compensazioni tra i crediti d’imposta e i debiti previdenziali. Per Confetra, autotrasporto, questa misura rischia di mettere in crisi il settore. I gestori degli affitti brevi hanno protestato per l’aumento della cedolare al 26%, mentre i commercialisti hanno contestato la norma che impone la certificazione di regolarità contributiva e fiscale ai professionisti che fatturano per la pubblica amministrazione. La Svimez si è detta perplessa sulla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni senza nuove risorse, misura che preoccupa anche il Pd. Tutte le opposizioni sono molto critiche anche sul finanziamento della sanità, che sebbene cresca si riduce in rapporto al Pil, secondo la Fondazione Gimbe, ed il taglio dei finanziamenti all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Mario Sensini © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mario Sensini Heading: Highlight: 18,7 miliardi Il valore complessivo della manovra 2026 dell’attuale governo Meloni Image: -tit_org- Enti pubblici, arriva l'aumento per i dipendenti Spread a 74 punti: è il più basso dal 2010 Enti locali, scatta l’aumento di 142 euro -sec_org- tp:writer§§ Mario Sensini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033703379.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031803340.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "CORRIERE DELLE ALPI" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031803340.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031803340.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLE ALPI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031803340.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» ROMA L’ALLARME La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: ROMA L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031803340.PDF §---§ title§§ Gimbe : «Oltre i proclami la Sanità non ha soldi veri» = Sanità, Gimbe scopre il bluff «In tre anni 17 miliardi in meno» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072706757.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "EDICOLA PER L'ITALIA" del 04 Nov 2025

Il presidente della Fondazione fa le pulci alla bozza di manovra del Governo per il 2026 L'apparente crescita delle risorse «nasconde in realtà un sensibile definanziamento»

pubDate§§ 2025-11-04T05:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072706757.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072706757.PDF', 'title': "EDICOLA PER L'ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072706757.PDF tp:ocr§§ Gimbe : «Oltre i proclami la Sanità non ha soldi veri» FINANZIARIA FINANZIARIA Sanità, Gimbe scopre il bluff «In tre anni 17 miliardi in meno» Il presidente della Fondazione fa le pulci alla bozza di manovra del Governo per il 2026 L'apparente crescita delle risorse «nasconde in realtà un sensibile definanziamento» FINANZIARIA 2 ROMA Tassa di scopo su prodotti nocivi alla salute; rivalutazione dei confini tra spesa pubblica e privata; piano nazionale di disinvestimento da sprechi e inefficienze. Sono le proposte di Gimbe per assicurare risorse finanziarie adeguate e reali alla Sanità italiana, da tempo «definanziata». PAGINA 4 2 ROMA Tassa di scopo su prodotti nocivi alla salute (tabacco, alcol, gioco, bevande zuccherate), oltre a imposte su extraprofitti e redditi molto elevati; rivalutazione dei confini tra spesa pubblica e privata; piano nazionale di disinvestimento da sprechi e inefficienze, con riallocazione di risorse su servizi e prestazioni sotto-utilizzate. Sono le proposte depositate dal presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, durante l’audizione di ieri davanti alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera. I soldi veri non ci sono L’apparente crescita delle risorse nella manovra economica per la sanità «nasconde in realtà un definanziamento», ha evidenziato il numero uno della Fondazione. «Mantenendo stabile il livello di finanziamento al 6,3% del Pil - ha spiegato, numeri alla mano - il gap, nel periodo 2023/2026, ammonta a 17miliardi e mezzo». In altre parole, a fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto, «la sanità pubblica ha perso in 4 anni l’equivalente di una legge di Bilancio, mentre per cittadini e Regioni crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze di accesso», ha aggiunto il presidente Cartabellotta. Che ha incalzato: «La manovra 2026 è molto lontano dalle necessità della sanità pubblica». Boom nel 2026 Il boom di risorse riguarda esclusivamente il 2026, quando il Fsn crescerà di 6,6 miliardi (+4,8%) rispetto al 2025, grazie a 2,4 miliardi previsti dalla manovra 2026 e, soprattutto, a 4,2 miliardi già stanziati con le precedenti manovre, in gran parte già allocati per i rinnovi contrattuali del personale sanitario. Nel biennio successivo, invece, la crescita del Fsn in termini assoluti è irrisoria: 995 milioni (+0,7%) nel 2027 e 867 milioni (+0,6%) nel 2028». In valore assoluto, il gap tra spesa attesa e risorse assegnate è di 6,8 miliardi nel 2026, 7,6 miliardi nel 2027 e 10,7 miliardi nel 2028. «Un differenziale ha precisato Cartabellotta - che non può essere colmato dalle risorse proprie delle Regioni, che saranno costrette a ridurre i servizi o ad aumentare le imposte locali». In conclusione: «Bisogna abbandonare sia i proclami del Governo sia le proposte irrealistiche di delle opposizioni». ---End text--- Author: VITTORIO MASSARO Heading: FINANZIARIA FINANZIARIA Highlight: Image:Un ambulatorio medico Medici al lavoro in sala operatoria: la Sanità resta al centro del dibattito politico -tit_org- Gimbe: «Oltre i proclami la Sanità non ha soldi veri» Sanità, Gimbe scopre il bluff «In tre anni 17 miliardi in meno» -sec_org- tp:writer§§ VITTORIO MASSARO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072706757.PDF §---§ title§§ Istruzione, sanità e povertà: il terzo settore fa a pezzi la manovra ' 26 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031303339.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "FATTO QUOTIDIANO" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031303339.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031303339.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031303339.PDF tp:ocr§§ Istruzione, sanità e povertà: il terzo settore fa a pezzi la manovra ’26 LEGGE DI BILANCIO T agli “invisibili” sulla sanità, misure insufficienti sulla povertà, livelli essenziali delle prestazioni (Lep) sociali di welfare che sono senza copertura e creano il rischio di “cristallizzazione dei divari”. La legge di Bilancio 2026 è stata fatta a pezzi dalle associazioni del terzo settore nelle audizioni di ieri alla Camera. Il primo colpo è arrivato da Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe: “L’apparente aumento delle risorse” per la sanità maschera “in realtà un definanziamento strutturale: tra il Fondo sanitario nazionale effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il finanziamento stabile al 6,3% del Pil del 2022 c’è un gap cumulato di 17,5 miliardi nel 2023-26. Insomma, a fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto, la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di Bilancio, mentre per cittadini e Regioni crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze di accesso. Il boom di risorse riguarda solo il 2026, quando il Fsn crescerà di 6,6 miliardi (+4,8%) sul 2025 grazie a 4,2 miliardi stanziati con precedenti manovre ma in gran parte già allocati per i rinnovi contrattuali. Nel biennio successivo, invece, la crescita del Fsn è irrisoria. In rapporto al Pil, la quota del Fsn passa dal 6,04% del 2025 al 6,16% del 2026, per poi scendere al 6,05% nel 2027 e al 5,93% nel 2028. Il taglio della quota di Fsn sul Pil causa alla sanità una perdita complessiva di 17,5 miliardi”, conclude Cartabellotta. SULLA POVERTÀ, il Forum del terzo settore apprezza l’aumento da 525 a 610 milioni del tetto al 5 per mille e l’aumento delle risorse per l’Assegno di inclusione, ma le risorse rimangono insufficienti per i 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta. Sul welfare “ci si limita a misure temporanee, mentre mancano e sarebbero assolutamente necessari interventi strutturali per incidere sulle cause delle fragilità e disuguaglianze”. Terna ripreso dallo Svimez, secondo il quale la legge di Bilancio per le risorse prevede di fatto il criterio della “spesa storica” che perpetuerebbe le differenze attuali. In particolare, la manovra si occupa di Lep per l’assistenza e istruzione universitaria, lasciando ancora indeterminati i Lep relativi all ’istruzione professionale e al trasporto pubblico locale, che invece vanno individuati, come va istituito il fondo perequativo regionale e bisogna procedere alla “fiscalizzazione dei trasferimenti statali”. “L’obiettivo di attenuare i divari territoriali nei livelli di servizio difficilmente può essere perseguito in assenza di stanziamenti idonei”, conclude lo Svimez. NICOLA BORZI ---End text--- Author: NICOLA BORZI Heading: LEGGE DI BILANCIO Highlight: SSN PERDERÀ DI FATTO 17,5 MILIARDI RISPETTO ALLA SPESA 2022 Image: -tit_org- Istruzione, sanità e povertà: il terzo settore fa a pezzi la manovra ’ 26 -sec_org- tp:writer§§ NICOLA BORZI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402031303339.PDF §---§ title§§ Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401770506011.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "GAZZETTA DEL SUD" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401770506011.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401770506011.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401770506011.PDF tp:ocr§§ Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» Progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio nazionale ROMA La manovra riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno sanitario nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. «In rapporto al Pil - aggiunge Barbaresi - il finanziamento del Ssn resterà inadeguato, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%». La Cgil chiede quindi di aumentare i fondi di 10,5 mld nel 2026, 14,2 mld nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028, da destinare al potenziamento dei servizi pubblici e delle assunzioni. In audizione davanti alle Commissioni Bilancio ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe. «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Mezzo punto di Pil in meno ogni anno dal 2022 -tit_org- Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401770506011.PDF §---§ title§§ La Sanità rischia di subire nuovi tagli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401767405976.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DI MANTOVA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401767405976.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401767405976.PDF', 'title': 'GAZZETTA DI MANTOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401767405976.PDF tp:ocr§§ L’allarmedeisindacati La Sanità rischia di subire nuovi tagli ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. La Cgil chiede di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028. Ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe secondo la quale, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap di 17,5 miliardi di euro nel 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconderebbe una riduzione: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027, al 5,93% nel 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Una dottoressa nei corridoi di un ospedale -tit_org- La Sanità rischia di subire nuovi tagli -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401767405976.PDF §---§ title§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086000814.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DI MODENA" del 04 Nov 2025

L'Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra

pubDate§§ 2025-11-04T01:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086000814.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086000814.PDF', 'title': 'GAZZETTA DI MODENA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086000814.PDF tp:ocr§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco L’Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra ? di Melania Di Giacomo Roma Un maggiore gettito per lo Stato per 9,6 miliardi fino al 2029, mancati ricavi per 800 milioni per via della minore liquidità da investire, ad esempio in titoli di Stato, aumento dell'aliquota complessiva Irap fino al 7,4%: nel primo giorno di audizioni, l'Abi porta in Parlamento i numeri sull'impatto della manovra per le banche. Politicamente uno dei temi più caldi di questa legge di Bilancio, sui cui la Lega torna a rilanciare. «L'impatto delle norme va su tutte le banche - ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, in audizione – le misure sono in funzione delle dimensioni delle stesse aziende di credito ma colpirà in maniera chiara tutte le banche. Anche le più piccole. Ecco allora che la posizione degli associati era verificare la possibilità di procedere come era stato fatto l'anno precedente, sotto forma di anticipazione di liquidità, perché questo non provoca effetti né dal punto di vista patrimoniale, né sul conto economico». Ma, ha poi aggiunto rispondendo alle domande, «credo che ancora una volta le banche abbiamo mostrato l'appoggio alla situazione generale di contesto che veniva tracciata». Ma, nonostante la contrarietà di Forza Italia, la Lega non arretra. «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più penso che sarebbe un bel segnale - secondo Matteo Salvini -. Uno sforzo in più dalle banche per assumere e migliorare pagamento e pensione delle forze dell'ordine». Più diretto il senatore Claudio Borghi, uno dei falchi del partito di via Bellerio su questi temi: «Se un'industria a seguito dell'espansione assume lo Stato può solo essere contento, ma se si ha un eccesso di remunerazione del capitale, lo Stato deve intervenire con la sua attività regolatoria». E quello delle banche non è l'unico nodo da sciogliere. La prima giornata di audizioni è stata una maratona di 11 ore con quarantacinque soggetti sentiti, tra associazioni di professionisti, imprese, studenti ed esperti, ciascuno portatore di richieste di modifiche, dallo stralcio dell'aumento della cedolare secca per chi affitta ai turisti, alla tassa di scopo per finanziare la sanità, alla richiesta di un maggiore sostegno alle famiglie, ad esempio per acquistare i libri scolastici, poi l'allarme di Svimez sul mancato finanziamento dei Lep e, dalle imprese, l'appello per un passo indietro sulla norma sui dividendi delle società o sul divieto di compensazioni dei crediti fiscali. Alcune delle richieste troveranno spazio negli emendamenti parlamentari a questa manovra dai saldi blindati. Tra queste, un possibile ripensamento sull'aumento della tassa sugli affitti brevi. Per Fimaa-Confcommercio "è irragionevole e fortemente discriminatoria". Viene invece recepito dall'opposizione l'allarme di Gimbe sul "definanziamento" alla sanità e la necessità di cercare risorse alternative con una "tassa di scopo", ad esempio una sin tax per le industrie che producono prodotti dannosi per la salute. Poiché «l'apparente aumento delle risorse" maschera, ha detto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, "in realtà un definanziamento strutturale». ? ---End text--- Author: Melania Di Giacomo Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco -sec_org- tp:writer§§ MELANIA DI GIACOMO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086000814.PDF §---§ title§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086300813.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DI REGGIO" del 04 Nov 2025

L'Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra

pubDate§§ 2025-11-04T01:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086300813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086300813.PDF', 'title': 'GAZZETTA DI REGGIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086300813.PDF tp:ocr§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco L’Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra ? di Melania Di Giacomo Roma Un maggiore gettito per lo Stato per 9,6 miliardi fino al 2029, mancati ricavi per 800 milioni per via della minore liquidità da investire, ad esempio in titoli di Stato, aumento dell'aliquota complessiva Irap fino al 7,4%: nel primo giorno di audizioni, l'Abi porta in Parlamento i numeri sull'impatto della manovra per le banche. Politicamente uno dei temi più caldi di questa legge di Bilancio, sui cui la Lega torna a rilanciare. «L'impatto delle norme va su tutte le banche - ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, in audizione – le misure sono in funzione delle dimensioni delle stesse aziende di credito ma colpirà in maniera chiara tutte le banche. Anche le più piccole. Ecco allora che la posizione degli associati era verificare la possibilità di procedere come era stato fatto l'anno precedente, sotto forma di anticipazione di liquidità, perché questo non provoca effetti né dal punto di vista patrimoniale, né sul conto economico». Ma, ha poi aggiunto rispondendo alle domande, «credo che ancora una volta le banche abbiamo mostrato l'appoggio alla situazione generale di contesto che veniva tracciata». Ma, nonostante la contrarietà di Forza Italia, la Lega non arretra. «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più penso che sarebbe un bel segnale - secondo Matteo Salvini -. Uno sforzo in più dalle banche per assumere e migliorare pagamento e pensione delle forze dell'ordine». Più diretto il senatore Claudio Borghi, uno dei falchi del partito di via Bellerio su questi temi: «Se un'industria a seguito dell'espansione assume lo Stato può solo essere contento, ma se si ha un eccesso di remunerazione del capitale, lo Stato deve intervenire con la sua attività regolatoria». E quello delle banche non è l'unico nodo da sciogliere. La prima giornata di audizioni è stata una maratona di 11 ore con quarantacinque soggetti sentiti, tra associazioni di professionisti, imprese, studenti ed esperti, ciascuno portatore di richieste di modifiche, dallo stralcio dell'aumento della cedolare secca per chi affitta ai turisti, alla tassa di scopo per finanziare la sanità, alla richiesta di un maggiore sostegno alle famiglie, ad esempio per acquistare i libri scolastici, poi l'allarme di Svimez sul mancato finanziamento dei Lep e, dalle imprese, l'appello per un passo indietro sulla norma sui dividendi delle società o sul divieto di compensazioni dei crediti fiscali. Alcune delle richieste troveranno spazio negli emendamenti parlamentari a questa manovra dai saldi blindati. Tra queste, un possibile ripensamento sull'aumento della tassa sugli affitti brevi. Per Fimaa-Confcommercio "è irragionevole e fortemente discriminatoria". Viene invece recepito dall'opposizione l'allarme di Gimbe sul "definanziamento" alla sanità e la necessità di cercare risorse alternative con una "tassa di scopo", ad esempio una sin tax per le industrie che producono prodotti dannosi per la salute. Poiché «l'apparente aumento delle risorse" maschera, ha detto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, "in realtà un definanziamento strutturale». ? ---End text--- Author: Melania Di Giacomo Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco -sec_org- tp:writer§§ MELANIA DI GIACOMO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402086300813.PDF §---§ title§§ I sindacati attaccano «La Sanità rischia di subire dei tagli» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402963208610.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "GIORNALE DI BRESCIA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T07:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402963208610.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402963208610.PDF', 'title': 'GIORNALE DI BRESCIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402963208610.PDF tp:ocr§§ I sindacati attaccano «La Sanità rischia di subire dei tagli» L’ACCUSA ROMA. La manovra 2026 – riapreil dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarmesonolaCgil elaFondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il DisegnodiLeggediBilancioprevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sotto-finanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente peril2027e2028.«Inrapportoal Pil-aggiungeBarbaresi-ilfinanziamento del Ssn resterà inadeguato,toccandonel2028ilminimo storico del 5,93%». La Cgil chiede quindi di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardidal2028,dadestinarealpotenziamentodei servizipubblici e delle assunzioni. InaudizionedavantialleCommissioni Bilancio ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe. «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica hapersoinquattroannil'equivalente di una legge di bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra ungapcumulatodi17,5miliardi di euro nel periodo 2023-2026. L'aumentonominaledellerisorse nasconde dunque una riduzionedellaquota diPil destinata alla sanità: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027 e fino al 5,93% nel2028. Inoltre, oltre 430milioni delle misure annunciate derivanodafondigiàstanziatiinprecedenti provvedimenti. Nelcorso dellastessa audizione, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, pur evidenziando alcuni aspetti positivi della manovra, ha tuttavia avvertito: «il risultato complessivo non è ancora sufficiente a mantenere l'Italia attrattiva». Farmindustria chiede quindi «un ulteriore aumento del tetto per gli acquisti diretti di almeno 0,5%,l'esclusionedeiplasmaderivati dal conteggio della spesa soggettaa tettoeilsuperamento strutturaledelpaybackconunsistema basato sul valore dei farmaci». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Barbaresi: «Risorse del tutto insufficienti» Gimbe: «Aumenti nascondono riduzioni» Image: -tit_org- I sindacati attaccano «La Sanità rischia di subire dei tagli» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402963208610.PDF §---§ title§§ Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403135906189.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "GIORNALE DI SICILIA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403135906189.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403135906189.PDF', 'title': 'GIORNALE DI SICILIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403135906189.PDF tp:ocr§§ Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» Progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio nazionale ROMA La manovra riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno sanitario nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. «In rapporto al Pil - aggiunge Barbaresi - il finanziamento del Ssn resterà inadeguato, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%». La Cgil chiede quindi di aumentare i fondi di 10,5 mld nel 2026, 14,2 mld nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028, da destinare al potenziamento dei servizi pubblici e delle assunzioni. In audizione davanti alle Commissioni Bilancio ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe. «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Mezzo punto di Pil in meno ogni anno dal 2022 -tit_org- Gimbe e Cgil: «Insufficienti le risorse sulla sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403135906189.PDF §---§ title§§ La Sanità rischia di subire nuovi tagli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979403856.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GIORNALE DI VICENZA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979403856.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979403856.PDF', 'title': 'GIORNALE DI VICENZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979403856.PDF tp:ocr§§ L’allarmedeisindacati La Sanità rischia di subire nuovi tagli ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. La Cgil chiede di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028. Ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe secondo la quale, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap di 17,5 miliardi di euro nel 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconderebbe una riduzione: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027, al 5,93% nel 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità Una dottoressa nei corridoi di un ospedale -tit_org- La Sanità rischia di subire nuovi tagli -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401979403856.PDF §---§ title§§ Non c'è manovra senza spine: è scontro totale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703404312.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "L'IDENTITÀ" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703404312.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703404312.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703404312.PDF tp:ocr§§ SPUNTA IL CASO LEP Non c’è manovra senza spine: è scontro totale sulla sanità B ene ma non benissimo: ieri la prima infornata di audizioni in vista della Manovra, spuntano i dubbi Svimez sulle coperture per i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, al centro della riforma per l’autonomia differenziata che, dopo le Regionali, approderà in consiglio dei ministri. Stando all’analisi che l’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno ha sostenuto davanti ai parlamentari delle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, la legge di bilancio, sarebbe sbagliato istituire nuovi Lep senza prevederne un’adeguata copertura e, anzi, rimandandola agli enti locali di riferimento. Così facendo, spiegano da Svimez, si “rischia una cristallizzazione della spesa storica” e quindi “dei divari di cittadinanza”. In pratica, si certificherebbe l’esistenza di due Italie e si confermerebbe la divisione, Nord e Sud, del Paese su alcuni dei temi più delicati e sentiti dalla popolazione. Come la sanità. Che, ieri, è finita al centro della polemica sulla manovra. Già, perché dopo le accuse arrivate dalla Cgil, pure Fondazione Gimbe ha lamentato una sorta di definanziamento dei servizi sanitari: “Se va riconosciuto al governo Meloni di aver aumentato il fondo sanitario nazionale di ben 19,6 miliardi, cifra mai assegnata da nessun esecutivo in quattro anni, è altrettanto vero che tagliando la quota di Fsn sul PIL dal 6,3% del 2022 a percentuali intorno al 6% negli anni successivi, la sanità ha complessivamente lasciato per strada ben 17,5 miliardi”. Una questione che, per Gimbe, non è di adesso e che, anzi, “riflette il continuo disinvestimento dalla sanità pubblica, avviato nel 2010 a perpetrato da tutti i governi”. Per Nino Cartabellotta, presidente Gimbe: “L’aumento del Fsn in valore assoluto, spesso sbandierato come un grande traguardo, non è che un’illusione contabile: la quota di Pil destinata alla sanità cala infatti inesorabilmente, fatta eccezione per gli anni della pandemia quando i finanziamenti straordinari per la gestione dell’emergenza e il calo del Pil nel 2020 hanno mascherato il problema”. Un trend che l’attuale Legge di bilancio assevera: “Con la Manovra 2026 si scende addirittura sotto la soglia del 6%, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%”, tuona Cartabellotta. Infine, tra le altre voci del cahier de dolèances portate a conoscenza del Parlamento ci sono i dubbi della logistica sull’aumento delle accise sul diesel, che potrebbero costare fino a 200 milioni di euro l’anno agli operatori, e la vicenda della cedolare secca che indispettisce, e non poco, le associazioni di settore. ---End text--- Author: CRISTIANA FLAMINIO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Non c'è manovra senza spine: è scontro totale -sec_org- tp:writer§§ CRISTIANA FLAMINIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703404312.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe lanciano l'allarme sulla Sanità «C'è il rischio di tagli. Servono nuovi fondi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703604318.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "LIBERTÀ" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703604318.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703604318.PDF', 'title': 'LIBERTÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703604318.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe lanciano l’allarme sulla Sanità «C’è il rischio di tagli. Servono nuovi fondi» FINANZIARIA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. La Cgil chiede di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028. Ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe secondo la quale, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap di 17,5 miliardi di euro nel 2023-2026. L'aumento nominale delle risorse nasconderebbe una riduzione: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027, al 5,93% nel 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: FINANZIARIA Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe lanciano l’allarme sulla Sanità «C’è il rischio di tagli. Servono nuovi fondi» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401703604318.PDF §---§ title§§ Un « pizzicotto » alle banche che non incide sui profitti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402220201256.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "MANIFESTO" del 04 Nov 2025

Manovra: per Fitch impatto limitato della tassa. Abi: 800 milioni di mancati ricavi

pubDate§§ 2025-11-04T02:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402220201256.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402220201256.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402220201256.PDF tp:ocr§§ Un «pizzicotto» alle banche che non incide sui profitti Manovra: per Fitch impatto limitato della tassa. Abi: 800 milioni di mancati ricavi II «È improbabile» che i rating delle banche e delle assicurazioni risentano della tassa sui cosiddetti «extra profitti» che il governo Meloni si appresta a perfezionare nella legge di bilancio che da ieri è oggetto di analisi in 80 audizioni che dureranno fino a giovedì al Senato. Lo ha sostenuto l’agenzia di rating Fitch secondo la quale le banche scaricheranno i nuovi costi sui loro clienti. Meno probabile che gli aggravi incideranno sui «dividendi». L’IMPATTO del provvedimento, sostiene Fitch, sarà «limitato» per il 2026 e gli anni successivi e in nessun modo mette a rischio la «solidità» delle banche e i loro guadagni. L'esito definitivo dell'impatto delle misure dipenderà «dai dettagli, dalle dinamiche politiche in parlamento e dai negoziati con l’Associazione bancaria italiana (Abi)- ha aggiunto l'agenzia - che preferirebbe iniziative unicamente sulle liquidità». PROPRIO L’ABI è stata ascoltata ieri nell’audizione più attesa al Senato. Gli interventi contenuti nella legge di bilancio in materia di deducibilità fiscale comporteranno mancati ricavi pari a 800 milioni di euro entro il 2030. Una simile cifra è stata calcolata in base al minor margine di interesse per il mancato impiego della liquidità ottenuta sottoscrivendo titoli del debito pubblico, per esempio. LE MISURE PREVISTE dal governo comporteranno un gettito aggiuntivo di 9,6 miliardi di euro in quattro anni. Il contesto, ha ricordato ieri il direttore generale dell’Abi Marco Elio Rottigni, vedrà un calo dei profitti a causa del lento taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea. L’Abi avrebbe preferito un contributo come lo scorso anno: l’anticipo della liquidità senza impatti sul patrimonio. Nel 2026 ci sarà un aumento delle aliquote Irap, il differimento di deducibilità fiscale, e lo sblocco delle riserve che potrebbero avere effetti soprattutto sui piccoli istituti bancari. Misure che per il governatore di Bankitalia Fabio Panetta non turberanno gli equilibi. VA RICORDATO che i guadagni delle banche sono per ora stimati a 44 miliardi di euro nel 2025. La battuta del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha colto il senso della politica del governo attorno alla quale è stato organizzato un grande baccano populista. La manovra è un «pizzicotto» per le banche. PER ANTONIO TAJANI, vicepremier ministro degli esteri, «è giusto che le banche e le assicurazioni diano un contributo, ma è ingiusto vessarle: si rischia di spaventare i mercati e di fare un danno ai cittadini di conseguenza». L’altro vicepremier, il ministro dei trasporti Matteo Salvini, ieri ha raccontato un’altra storia, come impone la recita del governo. Per il leghista le banche dovrebbero dare di più, per pagare le «forze dell'ordine, assumere poliziotti e carabinieri, migliorarne stipendi e pensioni e pagarne gli straordinari». Questioni che non possono essere risolte con provvedimenti spot. E che l’esecutivo, per ora, non riesce ad affrontare nella misura richiesta dai sindacati di polizia che lo hanno criticato nei giorni scorsi. LA SITUAZIONE È DIFFICILE per i 5,6 milioni lavoratori che, secondo l’Istat, attendono ancora un rinnovo del contratto che, in più, non sarà sufficiente per recuperare l’inflazione pregressa e ristabilire un potere di acquisto di salari che avranno benefici irrisori sia dal taglio dell’Irpef dal 35 al 33% che dalla flat tax sugli aumenti per i redditi entro i 28 mila euro. Entrambe le misure sono contenute nella prossima manovra. IN UN’ALTRA AUDIZIONE ieri la fondazione Gimbe ha evidenziato un altro aspetto sul quale c’è una battaglia tra governo e opposizioni. A fronte di un aumento per la spesa sanitaria nel 2026, le risorse caleranno nei prossimi anni. Rispetto al livello di finanziamento sul Pil del 2022 la sanità nel periodo 2023/2026 ha perso 17 miliardi. Un lento definanziamento è in atto da anni. SARÀ RISOLTO uno dei nodi della manovra che interessa il Capitale: la tassa s ui dividendi delle holding con attività all’estero. A cominciare da Forza Italia si chiede la soppressione o il ritocco. Il problema è evitare la doppia tassazione. Anche l'aumento dell'aliquota della cedolare secca per gli affitti brevi sarà modificato. Le risorse arriveranno da 100 milioni di euro a disposizione del parlamento. ro.ci. ---End text--- Author: ro.ci Heading: Highlight: Image: -tit_org- Un « pizzicotto » alle banche che non incide sui profitti -sec_org- tp:writer§§ ro.ci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402220201256.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072606756.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "MATTINO DI PADOVA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072606756.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072606756.PDF', 'title': 'MATTINO DI PADOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072606756.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» L’ALLARME ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072606756.PDF §---§ title§§ La manovra bucata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402900108987.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA" del 04 Nov 2025

«la previsione di nuovi lep sociali è senza copertura e aumenta i divari tra i cittadini», denuncia svimez. la sanità rischia il de ? nanziamento con ben 17,5miliardi in meno stimati da gimbe. anec: dai tagli al cinema danni forse irreparabili. ma a scontentare è anche il rialzo delle tasse sugli af ? tti brevi, il ? sco pesante per i professionisti. e poi il nodo banche

pubDate§§ 2025-11-04T07:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402900108987.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402900108987.PDF', 'title': 'MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402900108987.PDF tp:ocr§§ LE DEFICIENZE DELLA LEGGE DI BILANCIO EMERSE NELLE AUDIZIONI LA MANOVRA BUCATA «La previsione di nuovi Lep sociali è senza copertura e aumenta i divari tra i cittadini», denuncia Svimez. La sanità rischia il definanziamento con ben 17,5miliardi in meno stimati da Gimbe. Anec: dai tagli al cinema danni forse irreparabili. Ma a scontentare è anche il rialzo delle tasse sugli affitti brevi, il fisco pesante per i professionisti. E poi il nodo banche È un manovra “bucata” quella che emerge dalla prima giornata di audizioni al Senato sulla legge di Bilancio. Ben 26 auditi, tra associazioni, consigli di categoria, fondazioni in rappresentanza di svariate categorie, dal cinema alle banche, dagli af ittuari alla sanità privata e le famiglie, solo per citarne alcuni, e una suora, Anna Monia Alieri, membro dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia (Usmi). Dall’allarme sui LEP e la sanità agli strali per il rialzo delle tasse sugli af itti brevi, dalla richiesta di alleggerire il isco sui professionisti alla scarsa attenzione per le politiche green. E’ un miscellanea di richieste, rilievi e proposte. LEP SOCIALI SENZA COPERTURA “La previsione di nuovi Lep sociali prevalentemente senza copertura e con un chiaro richiamo agli effettivi bene iciari, rischia una cristallizzazione della spesa storica e quindi dei divari di cittadinanza”, ha sottolineato la Svimez per la quale “la manovra compie passi limitati e al di fuori di un piano organico verso l’attuazione del federalismo iscale regionale, milestone del PNRR da completare entro aprile 2026. In particolare, il DDL si occupa di Lep in materia di assistenza e istruzione (limitatamente all’istruzione universitaria), lasciando ancora indeterminati i Lep relativi all’istruzione professionale e al trasporto pubblico locale”. Riguardo all’assistenza, prosegue, “in larga parte il DDL sistematizza i LEPS gia’ previsti dalla legislazione vigente, accorpandoli in un “Sistema di garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni nel settore sociale” con due novita’: l’introduzione di un Lep relativo alla presenza di una e’quipe multidisciplinare in ogni ambito territoriale sociale (nella misura di uno psicologo ogni 30.000 abitanti e un educatore socio-pedagogico ogni 20.000), nonche’ quella di un Lep relativo ai servizi domiciliari socio-assistenziali per i soggetti non autosuf icienti (nella misura di un’ora a settimana). Sono previsti nuovi stanziamenti solo per le e’quipe multidisciplinari (0,2 miliardi a decorrere dal 2027), mentre per il secondo dei nuovi Lep devono provvedere le amministrazioni regionali e locali con le risorse disponibili nei loro bilanci. Anche gli altri Lep gia’ previsti dalla normativa sono inanziati con le risorse disponibili a legislazione vigente. La Commissione tecnica fabbisogni standard (CTFS) dovra’ de inire i criteri di riparto”. “Un ulteriore intervento - a cavallo fra assistenza e istruzione - e’ quello sulle attivita’ di supporto all’autonomia e alla comunicazione personale degli studenti disabili. Il DDL de inisce Lep il numero di ore indicato per tali attivita’ nei Piani educativi individualizzati (PEI) formulati dalle scuole. Anche in questo caso la copertura inanziaria e’ data dalle risorse gia’ disponibili a legislazione vigente; la CTFS dovra’ de inire i criteri di riparto”, aggiunge Svimez ricordando che in materia di istruzione “l’unica misura e’ il ri inanziamento per 0,25 miliardi l’anno a decorrere dal 2026 del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio”. “Per dare compiuta attuazione al federalismo regionale resta ancora molto da fare: occorre completare l’individuazione dei Lep nell’istruzione e nel trasporto pubblico locale; occorre istituire il fondo perequativo regionale; occorre procedere alla “ iscalizzazione dei trasferimenti statali”, sostiene Svimez secondo la quale “l’esperienza recente dimostra che l’obiettivo di attenuare i divari territoriali nei livelli di servizio dif icilmente puo’ essere perseguito in assenza di stanziamenti idonei. I Lep indicati dalla manovra sarebbero invece largamente inanzia ti a parita’ di risorse; il richiamo alle disponibilita’ inanziarie dei bilanci locali sembra mettere in discussione il carattere di “essenzialita’” delle prestazioni, poiche’ la loro erogazione sarebbe condizionata dalla capacita’ iscale locale (contrariamente a quanto stabilito dalla legge 42 del 2009). Anche a parita’ di risorse un’attenuazione dei divari territoriali potrebbe essere realizzata attraverso una revisione dei criteri di riparto delle risorse, chiaramente improntata a inalita’ perequative. Il DDL, tuttavia, prevede che nell’allocazione delle risorse si tenga conto “degli effettivi bene iciari dei servizi”, riproponendo in tal modo il criterio della spesa storica che perpetuerebbe le differenze attuali”, conclude. “Nel corso delle audizioni sulla Manovra, davanti alle Commissioni bilancio, e’ stato confermato l’allarme legato all’inserimento dei Lep, livelli essenziali delle prestazioni, in Legge di bilancio, peraltro senza soldi veri”. Lo comunica in una nota Mariolina Castellone (M5s), vicepresidente del Senato. “Noi, con le altre opposizioni, avevamo chiesto lo stralcio dell’articolo in questione, il cui argomento e’ stato letteralmente sottratto alla competenza della Commissione affari costituzionali che sta gestendo il ddl sull’autonomia differenziata. Oggi Svimez ci conferma naturalmente che la previsione in Manovra di nuovi Lep senza coperture rischia di ‘fotografare’ l’attuale spesa storica e confermare gli attuali divari. Inoltre si affronta il tema dei Lep in ordine sparso e parziale, soprattutto nell’istruzione, lasciando invece fuori alcuni settori come il trasporto pubblico locale. Parliamo di una forzatura aberrante, che fa pensare che il Governo abbia gia’ issato dei Lep ad hoc, ‘ad regionem’, passando spregiudicatamente sulla pelle del Paese nel suo complesso e sulla sua enorme richiesta di servizi essenziali omogenei su tutto il territorio nazionale, senza igli e igliastri”, conclude. “Già di per sé è uno scandalo introdurre i Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali all’interno della Legge di Bilancio, anziché fargli seguire un iter proprio all’interno del percorso sull’autonomia differenziata. Ma così, come impostato, sarà un vero disastro. Il Governo rischia di trasformare i Lep, che dovrebbero essere un motore di coesione, in una mera operazione contabile, non in uno strumento di uguaglianza. I nuovi livelli vengono introdotti senza risorse aggiuntive e legati al criterio degli “effettivi beneiciari dei servizi”, cioè alla spesa storica. Come gli stessi auditi hanno sottolineato, questa scelta, non farà altro che fotografare le disuguaglianze invece di ridurle. Se le prestazioni sociali dipendono dalla capacità iscale locale, i diritti smetteranno di essere universali”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd. “L’Italia continuerà ad essere divisa in due e ancora una volta il Mezzogiorno pagherà il prezzo più alto per scelte di governo miopi e centraliste. Dopo gli anni in cui PNRR e politiche di coesione avevano sostenuto la crescita, oggi la riduzione della spesa in conto capitale e i tagli al Fondo di Sviluppo e Coesione segnalano una perdita di slancio allarmante. Tutti concordano su un punto: il Governo deve fare marcia indietro e stralciare questa norma dalla Legge di Bilancio”, conclude Lorenzin. I CONTI DRAMMATICI PER LA SANITA’: 17,5 MILIARDI IN MENO La Fondazione GIMBE, nell’audizione avanti alle Commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera, ha documentato come l’apparente aumento delle risorse mascheri in realtà un de inanziamento strutturale: tra il FSN effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di inanziamento stabile al 6,3% del PIL nel 2022, si registra un gap cumulato di € 17,5 miliardi nel periodo 2023-2026. In altre parole, a fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto, la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio, CONTINUA A PAGINA 4 mentre per cittadini e Regioni crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze di accesso. “Il Disegno di Legge sulla Manovra 2026 - ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE - è molto lontano dalle necessità della sanità pubblica: le risorse stanziate non bastano a risollevare un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in grave affanno, sono insuf icienti per coprire tutte le misure previste e mancano all’appello priorità cruciali per la tenuta della sanità pubblica” Queste le criticità principali emerse ieri dall’audizione della Fondazione GIMBE presso le Commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera, nel corso della quale il Presidente ha invitato a non trasformare la sanità in terreno di scontro politico e ha avanzato proposte concrete per il ri inanziamento del Fondo Sanitario Nazionale. FONDO SANITARIO NAZIONALE. “Innanzitutto - ha spiegato Cartabellotta - il titolo dell’art. 63 “Ri inanziamento del Fabbisogno Sanitario Nazionale Standard” è fuorviante perché non riporta gli importi del FSN rideterminati a seguito dello stanziamento di nuove risorse”. Per questo motivo la Fondazione GIMBE ha proposto di rinominare l’art. 63 in “Fabbisogno Sanitario Nazionale Standard” e di indicare, per ciascun anno, l’importo rideterminato del FSN. Il boom di risorse riguarda esclusivamente il 2026, quando il FSN crescerà di € 6,6 miliardi (+4,8%) rispetto al 2025, grazie a € 2,4 miliardi previsti dalla Manovra 2026 e, soprattutto, a € 4,2 miliardi già stanziati con le precedenti manovre, in gran parte già allocati per i rinnovi contrattuali del personale sanitario. Nel biennio successivo, invece, la crescita del FSN in termini assoluti è irrisoria: € 995 milioni (+0,7%) nel 2027 e € 867 milioni (+0,6%) nel 2028. In rapporto al PIL, la quota destinata al FSN passa dal 6,04% del 2025 al 6,16% del 2026, per poi scendere nuovamente al 6,05% nel 2027 e precipitare al 5,93% nel 2028, delineando una tendenza in calo progressivo. “Se le cifre assolute riescono ad abbagliare l’opinione pubblica - ha commentato Cartabellotta - cambiando prospettiva emergono i tagli invisibili nel quadriennio 2023-2026». Infatti, se va riconosciuto al Governo Meloni di aver aumentato il FSN di ben € 19,6 miliardi, cifra mai assegnata da nessun Esecutivo in 4 anni, è altrettanto vero che tagliando la quota di FSN sul PIL dal 6,3% del 2022 a percentuali intorno al 6% negli anni successivi, la sanità ha complessivamente lasciato per strada ben € 17,5 miliardi. “Ovvero - ha chiosato Cartabellotta - nonostante gli aumenti nominali, la sanità ha perso in quattro anni l’equivalente della prossima legge di bilancio”. “Questo trend - ha osservato Cartabellotta - ri lette il continuo disinvestimento dalla sanità pubblica, avviato nel 2010 e perpetrato da tutti i Governi. L’aumento del FSN in valore assoluto, spesso sbandierato come un grande traguardo, non è che un’illusione contabile: la quota di PIL destinata alla sanità cala infatti inesorabilmente, fatta eccezione per gli anni della pandemia quando i inanziamenti straordinari per la gestione dell’emergenza e il calo del PIL nel 2020 hanno mascherato il problema. E con la Manovra 2026 si scende addirittura sotto la soglia del 6%, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%”. FSN VS PREVISIONI DI SPESA. Aumenta il divario tra l’entità del FSN e le previsioni di spesa sanitaria indicate nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica: 6,4% del PIL nel 2025, 6,5% nel 2026 e nuovamente 6,4% nel 2027 e nel 2028. In valore assoluto, il gap tra spesa attesa e risorse assegnate è di € 6,8 miliardi nel 2026, € 7,6 miliardi nel 2027 e € 10,7 miliardi nel 2028. «Un differenziale - ha osservato Cartabellotta - che non può essere colmato dalle risorse proprie delle Regioni, che saranno costrette a ridurre i servizi o ad aumentare le imposte locali. In questo modo lo Stato viene meno alla propria competenza esclusiva di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, continuando a ignorare i più recenti orientamenti della Corte Costituzionale sulla tutela della salute: dal principio del “diritto inanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria””. MISURE PREVISTE. L’analisi delle misure contenute nel l’art. 63 evidenzia inoltre un’anomalia: oltre € 430 milioni destinati a inanziare interventi del 2026 attingono a risorse già stanziate con la Legge di Bilancio 2025 per obiettivi di interesse nazionale (tabella 2). «È insolito - commenta Cartabellotta - che una quota così rilevante delle risorse per assunzioni e prestazioni aggiuntive derivi da fondi già impegnati: un segnale che il rilancio delle politiche del personale resta, di fatto, sulla carta. Più in generale, la frammentazione di misure e investimenti sembra pensata per non scontentare nessuno, senza una visione strategica di rilancio del SSN”. PROPOSTE PER IL RIFINANZIAMENTO DEL SSN. “Se vogliamo davvero rilanciare il SSN - ha continuato il Presidente - è indispensabile avviare un ri inanziamento progressivo accompagnato da coraggiose riforme strutturali di sistema. Perché aggiungere fondi senza riforme riduce il valore della spesa sanitaria, mentre varare riforme senza maggiori oneri per la inanza pubblica crea solo “scatole vuote”, così come è accaduto per il Decreto anziani e soprattutto per il Decreto Liste di attesa. Nonostante la stagnante crescita economica, gli enormi interessi sul debito pubblico e l’entità dell’evasione iscale, se c’è la volontà politica è possibile piani icare con approccio scienti ico un incremento percentuale annuo del FSN, al di sotto del quale non scendere, a prescindere dagli avvicendamenti dei Governi”. In linea con le indicazioni politiche suggerite dal report OCSE sulla sostenibilità iscale dei servizi sanitari, la Fondazione GIMBE ha presentato in audizione proposte concrete per ri inanziare il SSN. Tassa di scopo su prodotti nocivi alla salute (sin taxes: tabacco, alcol, gioco, bevande zuccherate), oltre a imposte su extrapro itti e redditi molto elevati. Rivalutazione dei con ini tra spesa pubblica e privata: revisione del perimetro LEA accompagnata da una “sana” riforma della sanità integrativa per aumentare la spesa intermediata su prestazioni extra-LEA e da una revisione mirata delle compartecipazioni alla spesa sanitaria (ticket). Piano nazionale di disinvestimento da sprechi e inef icienze, con riallocazione di risorse su servizi e prestazioni sotto-utilizzate. “Il tempo di rimboccarsi le maniche è quasi scaduto ha concluso Cartabellotta - e bisogna agire abbandonando sia i proclami populisti del Governo sia le proposte irrealistiche di ri inanziamento delle opposizioni. È indispensabile ripensare le politiche allocative del Paese per contrastare la progressiva demotivazione e fuga del personale sanitario dal SSN, le dif icoltà di accesso alle innovazioni farmacologiche e tecnologiche, le diseguaglianze nell’accesso a servizi e prestazioni sanitarie, l’aumento della spesa privata e la rinuncia alle cure. La realtà è che oggi alla sanità pubblica non viene destinato quello che serve, ma solo ciò che avanza. Senza un vero potenziamento del SSN sostenuto da adeguate risorse e da coraggiose riforme strutturali, non resterà che assistere impotenti al suo declino: oggi la crisi del SSN non intacca solo l’inalienabile diritto costituzionale alla tutela della salute, ma mina la coesione sociale e la tenuta democratica del Paese. Perché se la sanità pubblica arretra, l’Italia intera rischia di affondare”. “Il Disegno di legge di Bilancio prevede risorse del tutto insuf icienti ad affrontare il drammatico sotto inanziamento della sanità pubblica. Il Governo decide dolosamente di ridurre la quota di ricchezza del Paese da destinare alla sanità pubblica imponendo alle persone di pagare per curarsi, se possono permetterselo. Dal suo insediamento nel 2022, ha previsto di tagliare quasi mezzo punto di Pil destinato alla sanità, pari a 9 miliardi di euro in meno all’anno. Si continua su questa strada, con un pericoloso arretramento del servizio pubblico. Questa è la verità dei numeri’’. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi. Come si evidenzia nell’elaborazione dell’area ‘Stato sociale’ della Cgil nazionale, “nel 2025 per il Fabbisogno sanitario nazionale sono previsti 136,5 miliardi di e uro, pari a 6,05% del Pil, in rapporto al quale il inanziamento per il Ssn tocca il valore più CONTINUA A PAGINA 6 basso degli ultimi decenni. Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 porta il Fabbisogno sanitario nazionale del 2026 ad appena il 6,15% del Pil, pari a 142,9 miliardi di euro, prevedendo un incremento di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028”. Per Barbaresi “in rapporto al Pil la previsione del Fsn non solo resta inadeguata, ma arriverà al picco negativo mai registrato, tornando a scendere nel 2027 al 6,04% ino a sprofondare al 5,93% nel 2028: valori assolutamente insuf icienti a garantire il diritto alla salute e a rispondere ai bisogni urgenti delle persone. Così si allontana ulteriormente l’Italia dai paesi europei più avanzati per investimenti nella sanità pubblica”. “Si tratta di importi economici che non consentono né la valorizzazione del personale né le nuove assunzioni, prevedendo il 20% di quelle necessarie alla sola riforma dell’assistenza territoriale’’, sottolinea la dirigente sindacale. ‘’Oltretutto, le risorse non sono destinate al sostegno e rafforzamento dell’attività ordinaria del servizio pubblico, ma sono in gran parte vincolate a speci ici progetti. In particolare - spiega - sono ancora destinate al privato e all’extra lavoro del personale, già allo stremo, inanziando prestazioni aggiuntive come presunto utile intervento per l’abbattimento delle liste di attesa, già fallito nel 2025. Si innalzano ulteriormente i tetti alla spesa per il privato convenzionato e per la farmaceutica, mentre resta il vergognoso tetto alla spesa sul personale”. Barbaresi denuncia che “a ianco della propaganda governativa e delle roboanti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ci sono la realtà dei numeri della Legge di Bilancio e il mondo reale: il progressivo allontanamento delle persone dalla tutela della sanità pubblica e dal diritto alla salute, con 6 milioni che rinunciano a curarsi, un italiano su dieci, e la concreta e progressiva privatizzazione del Ssn”. “Occorre garantire al Servizio sanitario nazionale risorse adeguate, raggiungendo progressivamente il inanziamento allineato ai valori medi dei paesi europei e issandolo a un livello non inferiore al 7,5% del Pil. Per questo - conclude la segretaria confederale della CGIL - chiederemo modi iche alla Legge di Bilancio per incrementare le risorse destinate al Ssn di 10.500 milioni di euro per il 2026, 14.200 milioni per il 2027 e 14.700 milioni dal 2028, e chiederemo che gli investimenti aggiuntivi siano interamente destinati al potenziamento di servizi e cure direttamente erogati dalle strutture del Ssn”. I TAGLI AL CINEMA In presenza “di un comparto stabile, in buona salute, ma fragile, i commenti sulle norme previste nella legge di Bilancio 2026 hanno messo un po’ tutto il settore in una serissima preoccupazione”. Lo dice Mario Lorini, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema nelle audizioni preliminari per l’esame della legge di bilancio 2026 davanti alle commissioni del Bilancio della Camera e del Senato. Di fronte a un taglio del fondo cineaudiovisivo dagli attuali 696 milioni a 550 per il 2025 e 500 per il 2026, “non solo l’esercizio cinematogra ico, quindi le sale cinematograiche, ma anche tutta l’industria avrebbe dei danni forse irreparabili” aggiunge. Si metterebbe un po’ a rischio “tutto il lavoro fatto in questi anni, che ha riportato dopo il 2020 il settore a godere di una buona salute”. Lorini auspica “l’integrale ripristino delle dotazioni del fondo” per poter proseguire negli investimenti dedicati al recupero, la ristrutturazione delle sale e il sostegno a una parte dei costi di funzionamento”. Il presidente dell’Anec ha anche ricordato i numeri dell’esercizio: “Attualmente le sale cinematogra iche sono nel nostro Paese 1.658, collocate nelle varie aree del Paese. Abbiamo 4.002 schermi attivi e dall’analisi del settore fatta recentemente, noi vediamo che le nostre aziende sono circa 750 e la stragrande maggioranza è composta da microimprese. Abbiamo un numero di addetti che tra diretti e indotto supera le 20.000 unità”. Per quanto riguarda gli incassi, “tra il primo gennaio e il 31 ottobre abbiamo registrato 50,3 milioni di biglietti venduti per 358 milioni di incasso. C’è un lieve decremento rispetto al 2024, ma contiamo nella ultima fase dell’anno di recuperare. Quindi un mercato stabile rispetto agli anni precedenti e che sono iniziati ovviamente con la ripresa l’anno dopo la pandemia”. Finora “il Ministero della Cultura con tutte le categorie, attraverso tante attività promozionali, hanno fatto sì che questo settore potesse riprendersi. C’è anche un risultato strategico che è la quota del mercato nazionale. In questi anni, grazie all’azione promozionale proprio sulla nostra cinematogra ia, noi siamo riusciti a raggiungere al 31 ottobre una quota della cinematogra ia nazionale del 27,1%, che è molto alta e ci serve a dare stabilità anche nel momento in cui le altri tipi di produzioni sono meno ef icaci nel nostro Paese” osserva -. Noi non siamo solamente dei luoghi di spettacolo, ma luoghi di aggregazione, siamo dei presidi sociali”. Per Lorini va evitata “una crisi profonda” del settore. “Le abitudini del pubblico, la socializzazione, il ritorno alla frequentazione dei luoghi sono un bene per tutto il Paese, per le periferie, per i centri, per la vita commerciale. Se noi le interrompiamo, anche detraendo una minima cifra, al fondo per il cinema e l’audiovisivo, rischiamo di mettere tutto a rischio”. SAVE THE CHILDREN: RAFFORZARE LE MISURE PER INFANZIA E FAMIGLIA Un passo in piu’ per sostenere effettivamente i bambini, le bambine e le famiglie e garantire crescita, pari opportunita’ e coesione sociale. Lo ha chiesto Save the Children nell’audizione sulla Manovra di fronte le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. “Analizzando la Legge di Bilancio dal punto di vista dei bambini e dei giovani - ha osservato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children - emerge come, pur essendo presenti alcune importanti misure, l’azione complessiva a favore dell’infanzia, dell’adolescenza e delle famiglie, andrebbe ulteriormente rafforzata in considerazione delle s ide di crescita e coesione sociale del Paese. Per questo e’ necessario un passo in piu’. Chiediamo alle forze politiche di rafforzare i servizi per l’infanzia e le misure a sostegno della genitorialita’ condivisa, come strumenti fondamentali per la crescita e il benessere dei bambini e delle famiglie. E’ necessario anche potenziare il Fondo contro la poverta’ alimentare a scuola, per garantire la mensa gratuita ai bambini delle famiglie in dif icolta’, assicurando almeno un pasto sano e proteico al giorno, quantomai necessario in un Paese come il nostro, dove piu’ di un milione e 283 mila minori vivono in condizione di poverta’ assoluta. Ed e’ sotto agli occhi di tutti che serve un lavoro condiviso per proteggere e orientare i giovani nel mondo digitale, alle opportunita’ e ai rischi per l’esposizione a contenuti non adeguati o ad abusi: a questo proposito, proponiamo l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo e la certi icazione delle competenze digitali nelle scuole e investimenti per inanziare attivita’ di sostegno delle competenze digitali de genitori, af inche’ possano afiancare ragazzi e ragazze in modo consapevole e sicuro”. Sebbene nell’ambito delle politiche familiari di genere, l’esonero contributivo per le lavoratrici madri e le modi iche ai congedi parentali siano “segnali che vanno nella giusta direzione”, l’Organizzazione sottolinea come “siano necessarie ulteriori misure per favorire una reale condivisione del lavoro di cura e il benessere dei bambini e delle famiglie”. Save the Children manifesta il proprio apprezzamento per l’istituzione del Fondo per le attivita’ socioeducative a favore dei minori, ma propone “di includere interventi volti a prevenire e contrastare la dispersione scolastica e la perdita di apprendimenti che si veri ica durante i mesi estivi, il cosiddetto Summer Learning Loss”. Giudicato “apprezzabile” l’intento di tenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere, ma si chiede al Governo “di intervenire con decisione sul sostegno agli orfani di femminicidio, attraverso la de iscalizzazione dei bene ici economici, e l’istituzione di un Fondo per il supporto psicologico ai minori vittime di violenza assistita, che lascia ferite profonde e durature nei piu’ piccoli. In ine, conclude l’organizzazione, “sarebbe importante prevedere il patrocinio a spese dello Stato a prescindere dai limiti di reddito per le vittime di eventi emergenziali, come terremoti e alluvioni, per assicurare il loro pieno accesso alla giustizia”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La manovra bucata -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402900108987.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401795105197.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "MESSAGGERO VENETO" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401795105197.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401795105197.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401795105197.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» ROMA L’ALLARME La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: ROMA L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401795105197.PDF §---§ title§§ Sanità a pezzi Affossata dalla Manovra = La Manovra affossa la Sanità Con le destro persi 17 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402035803556.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "NOTIZIA GIORNALE" del 04 Nov 2025

Finanziamenti rispetto al Pii al minimo storico E con gli affitti brevi colpito pure il ceto medio

pubDate§§ 2025-11-04T03:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402035803556.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402035803556.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402035803556.PDF tp:ocr§§ ILE AUDIZIONI Sanità a pezzi Affossata dalla Manovra ^STEFANO PIZZUTI A PAGINA 9 La Manovra affossa la Sanità Con lo destre porsi 17 miliardi Finanziamenti rispetto al Pii al minimo storico E con gli affitti brevi colpito pure il ceto medio di STEFANO RIZZUTI Una prima, lunga, sfilza di critiche. La Manovra raccoglie le prime bocciature ufficiali con ravvio delle a udivi on i parlamentari: dalla sanità definanziata alle banche, passando per il prelievo sul ceto medio che doveva essere aiutato proprio dalla Legge di Bilancio) con gli affitti brevi. E non mancano le critiche sul mancato sostegno alle p mi e soprattutto al Made in Italy, considerando che non è stato previsto alcun intervento per fronteggiare i dazi Usa . I RILIEVI II punto più critico è proba hi 1 men tè quello riguardante la sanità . L'allarme viene da Cgil e Fondailio - ne Gimhe, che parlano di défi nanziamento del comparto puliblico. con la progressiva riduzione della quota di Pii desinata al Ssn. Perla segretaria confederale della Cgil. Daniela Barba rest le risorse sono "del tutto ins u fri ti ad affrontare il drammatico sotto-finanxiamcnco della sanità pubblica", con una riduzione di quasi mezzo punto di Pii dal 2022. Enel 2028 il finanziamento toccherà il minimo storico" rispetto ai Pii, pari al 5,93%. Simile l'analisi di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: "La sanità pubblica ila perso in quattro anni l'equivalente di una Legge di Bilancio" II gap per mantenere il 6,3% del Pii raggiunto nel 2022 è complessivamente di 17,5 miliardi nel periodo 2023-2026, per Gimbe, Inoltre, sottolinea la Fondazione, oltre 430 milioni delle misure annunciate arrivano da fondi già stanziati in precedenza. Ma il problema, come detto , non riguarda solo la sanità. Al tro tema spinoso è quello della cedola rè secca al 2 6% sugli affitti brevi. Una norma che l'Associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab) chiede di stralciare, spiegando che su 9,6 milioni di seconde case, sono SOOmila quelle destinate ad affitti brevi e con l'aumento dell'imposta si colpirebbero 500mi!a del ceto medio. Le stesse che la Manovra doveva aiutare con un aumento (in realtà di pochi euro al mese) attraverso la riduzione dell'aliquota Irpef. Non mancano le critiche sulla corsa al riarmo, con Sofia Basso, di Greenpeace, che sottolinea come sia stata "data priorità alle spese militari". Cè poi ¡I capitolo banche, con l'Abi che spiega conie gli istituti siano Jestinatori di misure che porteranno un maggior gettito per lo Stato di 9.6 miliardi in quattro anni. rnoltrc. le misure sulle deducibili tà fiscali corn pò nano per le banche mancati ricavi per 800 milioni nno al 2030. come affermato dal dg ttell'Abi Marco Elio Rottigni. legati a un cnsto derivante dal minor margine di interesse per il mancato impiego della liquidità". Infine , l'impatto "sarà su tutte le banche", anche quelle più piccole. A ciascuno il suo l Abi parla di penalizzazioni anche per le banche più piccole e di mancati ricavi per 800 milioni -tit_org- Sanità a pezzi Affossata dalla Manovra La Manovra affossa la Sanità Con le destro persi 17 miliardi -sec_org- tp:writer§§ STEFANO RIZZUTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402035803556.PDF §---§ title§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno nen fisco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401771306003.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "NUOVA FERRARA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401771306003.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401771306003.PDF', 'title': 'NUOVA FERRARA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401771306003.PDF tp:ocr§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco L’Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra ? di Melania Di Giacomo Roma Un maggiore gettito per lo Stato per 9,6 miliardi fino al 2029, mancati ricavi per 800 milioni per via della minore liquidità da investire, ad esempio in titoli di Stato, aumento dell'aliquota complessiva Irap fino al 7,4%: nel primo giorno di audizioni, l'Abi porta in Parlamento i numeri sull'impatto della manovra per le banche. Politicamente uno dei temi più caldi di questa legge di Bilancio, sui cui la Lega torna a rilanciare. «L'impatto delle norme va su tutte le banche - ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, in audizione – le misure sono in funzione delle dimensioni delle stesse aziende di credito ma colpirà in maniera chiara tutte le banche. Anche le più piccole. Ecco allora che la posizione degli associati era verificare la possibilità di procedere come era stato fatto l'anno precedente, sotto forma di anticipazione di liquidità, perché questo non provoca effetti né dal punto di vista patrimoniale, né sul conto economico». Ma, ha poi aggiunto rispondendo alle domande, «credo che ancora una volta le banche abbiamo mostrato l'appoggio alla situazione generale di contesto che veniva tracciata». Ma, nonostante la contrarietà di Forza Italia, la Lega non arretra. «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più penso che sarebbe un bel segnale - secondo Matteo Salvini -. Uno sforzo in più dalle banche per assumere e migliorare pagamento e pensione delle forze dell'ordine». Più diretto il senatore Claudio Borghi, uno dei falchi del partito di via Bellerio su questi temi: «Se un'industria a seguito dell'espansione assume lo Stato può solo essere contento, ma se si ha un eccesso di remunerazione del capitale, lo Stato deve intervenire con la sua attività regolatoria». E quello delle banche non è l'unico nodo da sciogliere. La prima giornata di audizioni è stata una maratona di 11 ore con quarantacinque soggetti sentiti, tra associazioni di professionisti, imprese, studenti ed esperti, ciascuno portatore di richieste di modifiche, dallo stralcio dell'aumento della cedolare secca per chi affitta ai turisti, alla tassa di scopo per finanziare la sanità, alla richiesta di un maggiore sostegno alle famiglie, ad esempio per acquistare i libri scolastici, poi l'allarme di Svimez sul mancato finanziamento dei Lep e, dalle imprese, l'appello per un passo indietro sulla norma sui dividendi delle società o sul divieto di compensazioni dei crediti fiscali. Alcune delle richieste troveranno spazio negli emendamenti parlamentari a questa manovra dai saldi blindati. Tra queste, un possibile ripensamento sull'aumento della tassa sugli affitti brevi. Per Fimaa-Confcommercio "è irragionevole e fortemente discriminatoria". Viene invece recepito dall'opposizione l'allarme di Gimbe sul "definanziamento" alla sanità e la necessità di cercare risorse alternative con una "tassa di scopo", ad esempio una sin tax per le industrie che producono prodotti dannosi per la salute. Poiché «l'apparente aumento delle risorse" maschera, ha detto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, "in realtà un definanziamento strutturale». ? ---End text--- Author: Melania Di Giacomo Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno nen fisco -sec_org- tp:writer§§ MELANIA DI GIACOMO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401771306003.PDF §---§ title§§ La Manovra costa alle banche 800 milioni = La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072406758.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "NUOVA SARDEGNA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072406758.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072406758.PDF', 'title': 'NUOVA SARDEGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072406758.PDF tp:ocr§§ Economia La Manovra costa alle banche 800 milioni La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco L’Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra a pag. 14 ? di Melania Di Giacomo Roma Un maggiore gettito per lo Stato per 9,6 miliardi fino al 2029, mancati ricavi per 800 milioni per via della minore liquidità da investire, ad esempio in titoli di Stato, aumento dell'aliquota complessiva Irap fino al 7,4%: nel primo giorno di audizioni, l'Abi porta in Parlamento i numeri sull'impatto della manovra per le banche. Politicamente uno dei temi più caldi di questa legge di Bilancio, sui cui la Lega torna a rilanciare. «L'impatto delle norme va su tutte le banche - ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, in audizione – le misure sono in funzione delle dimensioni delle stesse aziende di credito ma colpirà in maniera chiara tutte le banche. Anche le più piccole. Ecco allora che la posizione degli associati era verificare la possibilità di procedere come era stato fatto l'anno precedente, sotto forma di anticipazione di liquidità, perché questo non provoca effetti né dal punto di vista patrimoniale, né sul conto economico». Ma, ha poi aggiunto rispondendo alle domande, «credo che ancora una volta le banche abbiamo mostrato l'appoggio alla situazione generale di contesto che veniva tracciata». Ma, nonostante la contrarietà di Forza Italia, la Lega non arretra. «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più penso che sarebbe un bel segnale - secondo Matteo Salvini -. Uno sforzo in più dalle banche per assumere e migliorare pagamento e pensione delle forze dell'ordine». Più diretto il senatore Claudio Borghi, uno dei falchi del partito di via Bellerio su questi temi: «Se un'industria a seguito dell'espansione assume lo Stato può solo essere contento, ma se si ha un eccesso di remunerazione del capitale, lo Stato deve intervenire con la sua attività regolatoria». E quello delle banche non è l'unico nodo da sciogliere. La prima giornata di audizioni è stata una maratona di 11 ore con quarantacinque soggetti sentiti, tra associazioni di professionisti, imprese, studenti ed esperti, ciascuno portatore di richieste di modifiche, dallo stralcio dell'aumento della cedolare secca per chi affitta ai turisti, alla tassa di scopo per finanziare la sanità, alla richiesta di un maggiore sostegno alle famiglie, ad esempio per acquistare i libri scolastici, poi l'allarme di Svimez sul mancato finanziamento dei Lep e, dalle imprese, l'appello per un passo indietro sulla norma sui dividendi delle società o sul divieto di compensazioni dei crediti fiscali. Alcune delle richieste troveranno spazio negli emendamenti parlamentari a questa manovra dai saldi blindati. Tra queste, un possibile ripensamento sull'aumento della tassa sugli affitti brevi. Per Fimaa-Confcommercio "è irragionevole e fortemente discriminatoria". Viene invece recepito dall'opposizione l'allarme di Gimbe sul "definanziamento" alla sanità e la necessità di cercare risorse alternative con una "tassa di scopo", ad esempio una sin tax per le industrie che producono prodotti dannosi per la salute. Poiché «l'apparente aumento delle risorse" maschera, ha detto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, "in realtà un definanziamento strutturale». ---End text--- Author: Melania Di Giacomo Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Manovra costa alle banche 800 milioni La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco -sec_org- tp:writer§§ MELANIA DI GIACOMO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072406758.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792305217.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "NUOVA VENEZIA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792305217.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792305217.PDF', 'title': 'NUOVA VENEZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792305217.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» L’ALLARME ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792305217.PDF §---§ title§§ La sanità ha un buco di 130milioni, ma Di Santo si crede Da Vinci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402902609024.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "NUOVO MOLISE" del 04 Nov 2025

Il robot chirurgico, che porta il nome del genio toscano, è l ' ultima chicca costata 2milioni per il Cardarelli che verrà ospitato nell ' ex Cattolica a 30 milioni di euro, mentre si stanziano dieci milioni per l ' adeguamento del Pronto Soccorso, un milione e mezzo per la nuova Neurologia; intanto gli anestesisti fanno i decreti ingiuntivi perché non vengono pagati. Senza un piano di rientro credibile, il Molise non avrà un centesimo dei 90milioni promessi dal Governo che in Manovra taglia 17,5miliardi per la sanità

pubDate§§ 2025-11-04T07:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402902609024.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402902609024.PDF', 'title': 'NUOVO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402902609024.PDF tp:ocr§§ IL POZZO PROFONDO DI SAN PATRIZIO DELLA SPESA GESTITA IN MOLISE La sanità ha un buco di 130milioni, ma Di Santo si crede Da Vinci Il robot chirurgico, che porta il nome del genio toscano, è l'ultima chicca costata 2milioni per il Cardarelli che verrà ospitato nell'ex Cattolica a 30 milioni di euro, mentre si stanziano dieci milioni per l'adeguamento del Pronto Soccorso, un milione e mezzo per la nuova Neurologia; intanto gli anestesisti fanno i decreti ingiuntivi perché non vengono pagati. Senza un piano di rientro credibile, il Molise non avrà un centesimo dei 90milioni promessi dal Governo che in Manovra taglia 17,5miliardi per la sanità O ramai i conti della sanità regionale si avviano verso la “bancarotta”. A ine ottobre il totale oscilla intorno a centotrenta milioni, il governo non sgancerà un centesimo dei soldi promessi (90 milioni) se non verrà prima varato un piano di rientro credibile. Intanto, si assiste all’ennesima “capriola” decisionale. Stabilito, come sembra, che il Cardarelli verrà ospitato nel complesso dell’ex Cattolica (secondo stabile), al prezzo di trenta milioni di euro, tanto dovrebbe costarne l’acquisto; senza nessuna logica intanto si stanziano dieci milioni per l’adeguamento del Pronto Soccorso, un milione e mezzo per la nuova Neurologia e in ine un altro paio di milioni e rotti per il robot chirurgico Da Vinci. Insomma, anche se la nostra sanità regionale ha le “pezze al culo” non ci facciamo mancare nulla. Ma proprio nulla, robot compreso. Intanto gli anestesisti fanno i decreti ingiuntivi perché non vengono pagati. Insomma, una “gabbia di matti”, dove la mano destra non sa quello che fa la sinistra e dove davvero sarebbe il caso di intervenire rapidamente, per rimettere le cose in ordine. Stiamo facendo ridere l’Italia. Con un ospedale che cade a pezzi, compriamo un robot da due milioni, ignorando probabilmente quello che costa farlo funzionare e cosa ci vuole per farlo funzionare. A proposito, quanti interventi ha fatto inora - se li ha fatti - il robot del Cardarelli? Altri buchi nei conti di una sanità, come quella molisana, dove davvero non si capisce più niente. E, di certo, non srà fcile spiegarli al Governo per ottenere quei 90milioni promessi, atteso che la Manovra taglia alla sanità ben 17,5miliardi. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). “Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insuf icienti ad affrontare il drammatico sotto inanziamento della sanità pubblica”, dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 “il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il inanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno”. Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. “In rapporto al Pil - aggiunge Barbaresi - il inanziamento del Ssn resterà inadeguato, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%”. La Cgil chiede quindi di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028, da destinare al potenziamento dei servizi pubblici e delle assunzioni. In audizione davanti alle Commissioni Bilancio ha parlato di “de inanziamento strutturale” anche la Fondazione Gimbe. “A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio”. Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di inanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. L’aumento nominale delle risorse nasconde dunque una riduzione della quota di Pil destinata alla sanità: dal 6,3% del 2022 al 6,0 5% nel 2027 e ino al 5,93% nel 2028. Inoltre, oltre 430 milioni delle misure annunciate derivano da fondi già stanziati in precedenti provvedimenti. Nel corso della stessa audizione, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, pur evidenziando alcuni aspetti positivi della manovra, ha tuttavia avvertito: “il risultato complessivo non è ancora suf iciente a mantenere l’Italia attrattiva”. Farmindustria chiede quindi “un ulteriore aumento del tetto per gli acquisti diretti di almeno 0,5%, l’esclusione dei plasmaderivati dal conteggio della spesa soggetta a tetto e il superamento strutturale del payback con un sistema basato sul valore dei farmaci”. Tra le altre proposte: “riduzione dei tempi di accesso alle terapie con uno schema di early access e più risorse per prevenzione, immunizzazione e screening”. In audizione anche la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, che ha chiesto di speci icare nel testo della legge la destinazione dei fondi per le assunzioni, per evitare che “le risorse previste vengano distribuite senza indicazioni chiare sui pro ili professionali. Chiediamo un piano strutturale di investimento sulla professione - conclude- in termini di formazione, sviluppo di carriera e percorsi specialistici, con risorse distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale” ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:DI SANTO, DIRETTORE GENERALE DELL'ASREM -tit_org- La sanità ha un buco di 130milioni, ma Di Santo si crede Da Vinci -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402902609024.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe: un incontro al "da Vinci" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255707551.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE" del 04 Nov 2025

un incontro al "da Vinci"

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255707551.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255707551.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255707551.PDF tp:ocr§§ Fondazione Gimbe: un incontro al “da Vinci” La Salute tiene banco”: al Liceo “Leonardo da Vinci” di Maglie un incontro con i rappresentanti della Fondazione Gimbe. Il Liceo “Leonardo da Vinci” di Maglie ospiterà un importante incontro dal titolo “La Salute tiene banco”, un momento di riflessione e confronto dedicato al tema della salute pubblica, dell’informazione scientifica e della consapevolezza sanitaria tra i giovani. L’iniziativa si terrà oggi presso l’Auditorium “V. Occorsio” del Liceo e vedrà la partecipazione di due autorevoli esponenti della Fondazione Gimbe: Elena Cottafava, segretaria generale della Fondazione Gimbe e Simone Salemme, medico e collaboratore della Fondazione Gimbe. La Fondazione Gimbe ha tra i suoi obiettivi prioritari la promozione della cultura della salute basata sulle evidenze scientifiche, la tutela e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, con analisi, ricerche e campagne per garantire cure efficaci, eque e accessibili a tutti, la divulgazione e la sensibilizzazione pubblica, per migliorare l’informazione sulla salute tra cittadini, studenti, media e decisori politici. L’incontro, che vede la collaborazione dell’Associazione Genitori Onco – Ematologia Pediatrica di Lecce, è rivolto a studenti e docenti e rientra nel percorso di educazione civica e alla salute promosso dall’Istituto, con l’obiettivo di fornire strumenti per comprendere in modo critico i temi della prevenzione, dell’uso appropriato delle risorse sanitarie e dell’importanza delle evidenze scientifiche nelle scelte di salute. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fondazione Gimbe: un incontro al “da Vinci” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255707551.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072106755.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "PICCOLO" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072106755.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072106755.PDF', 'title': 'PICCOLO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072106755.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» L’ALLARME ROMA La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403072106755.PDF §---§ title§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401794905199.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "PROVINCIA PAVESE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401794905199.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401794905199.PDF', 'title': 'PROVINCIA PAVESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401794905199.PDF tp:ocr§§ La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco L’Abi porta i numeri in Parlamento, ma la Lega di Salvini non arretra ? di Melania Di Giacomo Roma Un maggiore gettito per lo Stato per 9,6 miliardi fino al 2029, mancati ricavi per 800 milioni per via della minore liquidità da investire, ad esempio in titoli di Stato, aumento dell'aliquota complessiva Irap fino al 7,4%: nel primo giorno di audizioni, l'Abi porta in Parlamento i numeri sull'impatto della manovra per le banche. Politicamente uno dei temi più caldi di questa legge di Bilancio, sui cui la Lega torna a rilanciare. «L'impatto delle norme va su tutte le banche - ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, in audizione – le misure sono in funzione delle dimensioni delle stesse aziende di credito ma colpirà in maniera chiara tutte le banche. Anche le più piccole. Ecco allora che la posizione degli associati era verificare la possibilità di procedere come era stato fatto l'anno precedente, sotto forma di anticipazione di liquidità, perché questo non provoca effetti né dal punto di vista patrimoniale, né sul conto economico». Ma, ha poi aggiunto rispondendo alle domande, «credo che ancora una volta le banche abbiamo mostrato l'appoggio alla situazione generale di contesto che veniva tracciata». Ma, nonostante la contrarietà di Forza Italia, la Lega non arretra. «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più penso che sarebbe un bel segnale - secondo Matteo Salvini -. Uno sforzo in più dalle banche per assumere e migliorare pagamento e pensione delle forze dell'ordine». Più diretto il senatore Claudio Borghi, uno dei falchi del partito di via Bellerio su questi temi: «Se un'industria a seguito dell'espansione assume lo Stato può solo essere contento, ma se si ha un eccesso di remunerazione del capitale, lo Stato deve intervenire con la sua attività regolatoria». E quello delle banche non è l'unico nodo da sciogliere. La prima giornata di audizioni è stata una maratona di 11 ore con quarantacinque soggetti sentiti, tra associazioni di professionisti, imprese, studenti ed esperti, ciascuno portatore di richieste di modifiche, dallo stralcio dell'aumento della cedolare secca per chi affitta ai turisti, alla tassa di scopo per finanziare la sanità, alla richiesta di un maggiore sostegno alle famiglie, ad esempio per acquistare i libri scolastici, poi l'allarme di Svimez sul mancato finanziamento dei Lep e, dalle imprese, l'appello per un passo indietro sulla norma sui dividendi delle società o sul divieto di compensazioni dei crediti fiscali. Alcune delle richieste troveranno spazio negli emendamenti parlamentari a questa manovra dai saldi blindati. Tra queste, un possibile ripensamento sull'aumento della tassa sugli affitti brevi. Per Fimaa-Confcommercio "è irragionevole e fortemente discriminatoria". Viene invece recepito dall'opposizione l'allarme di Gimbe sul "definanziamento" alla sanità e la necessità di cercare risorse alternative con una "tassa di scopo", ad esempio una sin tax per le industrie che producono prodotti dannosi per la salute. Poiché «l'apparente aumento delle risorse" maschera, ha detto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, "in realtà un definanziamento strutturale». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Manovra pesa sulle banche 800 milioni di ricavi in meno dal fisco -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401794905199.PDF §---§ title§§ Manovra Abi: «Sulle banche pesa 9,6 miliardi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792005218.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 04 Nov 2025

L 'associazione: «Colpite anche le piccole». Salvini insiste: «Uno sforzo in più sarebbe un bel segnale»

pubDate§§ 2025-11-04T04:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792005218.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792005218.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792005218.PDF tp:ocr§§ LE AUDIZIONI IN SENATO Svimez: «Senza coperture per i Lep si rischia di aumentare i divari» Manovra Abi: «Sulle banche pesa 9,6 miliardi» L’associazione: «Colpite anche le piccole». Salvini insiste: «Uno sforzo in più sarebbe un bel segnale» a possibilità di introdurre modifiche agli interventi della manovra più dibattuti nella maggioranza, rafforzandone la portata con l’estensione della platea dei beneficiari come chiede la Lega per la rottamazione delle cartelle – che vale già 1,5 miliardi -, o riducendone il peso come nel caso della cedolare secca sugli affitti come sollecitano Forza Italia e il Carroccio, resta saldamente ancorata alla disponibilità, o meglio al reperimento, di nuove coperture. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è stato chiaro e definitivo: ogni variazione dovrà avvenire a saldi invariati. Il confronto nella maggioranza resta, quindi, aperto. Sul tavolo c’è anche il contributo chiesto alle banche e alle assicurazioni che quest’anno vale 4,4 miliardi, la stretta sui dividendi delle società partecipate che dovrebbe portare circa un miliardo di maggior gettito – su cui Forza Italia resta in pressing -, l’allargamento del perimetro dei beneficiari del congelamento dell’innalzamento dell’età pensionabile che scatta nel 2027 – cui ambisce il Carroccio -. E intanto, dopo lo stop della Corte dei Conti al progetto, ci sono i 3 miliardi stanziati per il Ponte sullo stretto da mettere in sicurezza. Un nuovo incontro tra i partiti di maggioranza per valutare gli emendamenti sarebbe nell’agenda di questa settimana, secondo quanto riferisce il vicepremier Antonio Tajani. «Il percorso è stretto», ribadisce il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in un’intervista a La Stampa. «Qualcosa si farà. Si potrà ragionare sugli affitti brevi, ad esempio, ma l'impostazione della manovra non può essere modificata». Dell'allargamento della platea per la rottamazione delle cartelle che chiede Matteo Salvini, «discuterà il Parlamento, ma bisogna vedere quanto costa», puntualizza mentre, asserisce, sulle banche «è stato già fatto un ottimo lavoro». Ma i dettagli sono ancora da definire e Forza Italia confida in un ulteriore alleggerimento della misura. L’Abi, «si rende pienamente disponibile per un conL fronto di maggior dettaglio sui provvedimenti» previsti nella legge di Bilancio, afferma il dg dell'associazione, Marco Elio Rottigni, intervenendo nel corso della prima giornata della lunga maratona di audizioni - 76 in tutto tra associazioni e categorie - in Commissione bilancio del Senato. E non manca di sottolineare che nel quadriennio 2026-2029 il gettito determinato da «l’articolato sistema di misure» che coinvolgono le banche «ammonta a circa 9,6 miliardi di euro» e che l’aumento di 2 punti dell’Irap porta l’aliquota complessiva al 7,40%. Le misure, sostine, “colpiranno anche le piccole banche». Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, insiste: «Se tutta la maggioranza riuscisse a trovare l'accordo per chiedere ancora qualcosa in più sarebbe un bel segnale, aiuterebbe le forze dell’ordine». L’agenzia Fitch pesa l’impatto dell’intervento: la redditività di banche e assicurazioni risentirà degli aumenti di tassazione previsti nella manovra, ma la solidità dei loro fondamentali e la possibilità che assumano misure di mitigazione riducendo i dividendi o trasferendo parte dei costi sugli utenti - dovrebbe limitare l'impatto del provvedimento. In ogni caso, Fitch ritiene «improbabile» che i rating degli istituti risentano della tassa sui cosiddetti extra profitti. «L'esito definitivo dell'impatto di queste misure dipenderà dai dettagli, dalle dinamiche politiche in Parlamento e dai negoziati con la Abi - rileva l'agenzia - che preferirebbe iniziative unicamente sulle liquidità». Fimaa Italiana Confcommercio mette l’accento sul nodo delle locazioni brevi, l’aumento della cedolare al 26% per chi usa le piattaforme viene considerata «irragionevole e discriminatoria, poiché – sostiene il vicepresidente vicario, Maurizio Pezzotta – penalizza l’intera categoria dei mediatori immobiliari, e colpisce proprio coloro che garantiscono la trasparenza e la regolarità del mercato». Le audizioni portano alla luce anche altre criticità, come quella sollevata dalla Svimez, che plaude al rifinanziamento delle Zes, ma avverte: senza coperture per i Livelli essenziali delle prestazioni, i divari rischiano di aumentare e peggiorare. Sul fronte della sanità, secondo la fondazione Gimbe «l'apparente aumento delle risorse maschera un definanziamento strutturale: tra il Fsn effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento stabile al 6,3% del Pil nel 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026», rileva Nino Cartabellotta. Dal mondo della Logistica è Conftrasporto a lanciare un altro grido di allarme perché, si sostiene, il divieto di compensazione di crediti di imposta ai fini delle posizioni contributive e previdenziali «rischia di paralizzare l’operatività dell’intero settore, già in forte fermento», si auspica pertanto il superamento della disposizione «che rappresenta una vera stangata per il comparto». Confetra lamenta, tra le altre cose, la mancata proroga dell’Ires premiale che, evidenzia Cristiana Marrone, responsabile Area Tributi e Dogane, «avrebbe consentito alle imprese che presentano degli utili sia di implementare l’occupazione che di fare degli investimenti, mai come in questo momento legati anche alla digitalizzazione». «Aspettavamo poi – aggiunge - risorse per il piano Industria 4.0 al posto di quello per Transizione 5.0 che abbiamo visto non ha avuto un grande appeal per le imprese per la difficoltà nella presentazione di tutti gli adempimenti per poter accedere a questo beneficio». «La manovra contiene alcuni segnali positivi, ma ancora timidi che non riescono a incidere pienamente nel mondo delle piccole e medie imprese», sostiene Fabio Ramaioli, direttore generale di Confimi Industria, sottolineando la necessità di «una politica industriale stabile per restituire competitività alle Pmi», partendo da «un intervento strutturale sul caro energia, con misure di revisione delle accise e delle rendite delle società regolamentate, disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità, politiche di approvvigionamento a lungo termine e integrazione del mercato interno, per riportare i costi italiani in linea con la media europea e restituire competitività al sistema produttivo». ---End text--- Author: LIA ROMAGNO Heading: Highlight: Image:Il leader della Lega, Matteo Salvini, e la premier Giorgia Meloni -tit_org- Manovra Abi: «Sulle banche pesa 9,6 miliardi» -sec_org- tp:writer§§ LIA ROMAGNO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401792005218.PDF §---§ title§§ L'Abi: la manovra colpirà anche le banche piccole = Le audizioni della manovra Scudo Abi sulle banche «Colpite anche le piccole» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401895702143.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 04 Nov 2025

L'associazione del credito avverte: «Avremo 800 milioni di mancati ricavi» Orsini (Confindustria): in Parlamento ci sono margini per cambiare il testo

pubDate§§ 2025-11-04T02:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401895702143.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401895702143.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401895702143.PDF tp:ocr§§ Via alle audizioni L’Abi: la manovra colpirà anche le banche piccole Le audizioni della manovra Scudo Abi sulle banche «Colpite anche le piccole» L’associazione del credito avverte: «Avremo 800 milioni di mancati ricavi» Orsini (Confindustria): in Parlamento ci sono margini per cambiare il testo Marin e Gabriele Canè a pag. 8 ROMA Che le banche con fossero soddisfatte della manovra era noto. Ma ieri, nell’audizione dei rappresentanti dell’Abi in Commissione Bilancio al Senato, sono emersi con la nettezza dei numeri, ma senzza polemicche, l’impatto e la misura degli effetti del cosiddetto contributo introdotto nella legge di Bilancio: tra il 2026 e il 2029 gli istituti di credito subiranno un prelevo aggiuntivo di circa 9,6 miliardi di euro, con mancati ricavi per circa 800 milioni di euro al 2030, con un aumento della sola Irap a quota 7,4 per cento. Ad aprire il cahier de doléances, nel giorno di avvio dell’esame parlamentare del pacchetto di finanza pubblica, sono stati i dirigenti dell’Associazione bancaria, con il loro direttore generale Marco Elio Rottigni, che spiega anche come «impatto delle misure sarà su tutte le banche», e, dunque, anche sulle piccole. E come «nei primi sei mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i principali gruppi bancari italiani hanno registrato una riduzione di circa il 6 per cento del margine di interesse; questa tendenza è attesa proseguire nel prossimo biennio». Le banche – spiega il dirigente dell’Abi -–vrebbero preferito un contributo come lo scorso anno di anticipo della liquidità senza impatti sul patrimonio. Una speranza vanificata dall’arrivo di aumento delle aliquote Irap, differimento di deducibilità fiscale, e sblocco delle riserve. Si tratta di misure, che nei giorni scorsi, per il governatore della Banca d’Italia, però, non hanno comunque impatti sulla stabilità finanziaria. Ma i banchieri non sono stati i soli a far sentire la loro voce all’avvio dei lavori. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sostiene che «il margine» per cambiare la manovra c’è «soprattutto perché la misura dell’iper e super ammortamento possa essere triennale». Certo è che l’altro nodo al centro del dibattito in questa manovra è quello degli affitti brevi. «Siamo molto preoccupati dall’innalzamento della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26% perché non serve a nessuno», insiste Maurizio Pezzetta, vicepresidente nazionale di Fimaa, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari in audizione al Senato sulla manovra. «La carenza di immobili destinati alla locazione a medio e lungo termine non è riconducibile alla crescita degli affitti turistici» che sono «meno del 2% del totale delle abitazioni italiane», ha sottolineato. Il nodo vero, per la federazione, è piuttosto quello delle case vuote e sfitte per «la fiscalità elevata o i contratti poco flessibili e i rischi di morosità». Con la manovra per il 2026 si riapre, però, anche il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del doverno e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn).«A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Claudia Marin Heading: Highlight: «Avanti con il Ponte» SALVINI TIRA DRITTO Matteo Salvini Ministro Infrastrutture e Trasporti «Spero che tutto il sistema Paese sia d’accordo sul fatto che bisogna andare avanti con il Ponte e non fermarsi» Image:Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, 58 anni, esponente della Lega -tit_org- L'Abi: la manovra colpirà anche le banche piccole Le audizioni della manovra Scudo Abi sulle banche «Colpite anche le piccole» -sec_org- tp:writer§§ Claudia Marin guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110401895702143.PDF §---§ title§§ "Da suor Monia agli ambientalisti la carica dei 46 per avere fondi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033303391.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "REPUBBLICA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033303391.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033303391.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033303391.PDF tp:ocr§§ Da suor Monia agli ambientalisti la carica dei 46 per avere fondi ROMA voca la caduta dell’Urss come esempio di liberazione da quel «monopolio educativo» da cui oggi è l’Italia a doversi affrancare. Tira in ballo Luigi Berlinguer e la “sua” legge sulla parità scolastica per chiedere alle istituzioni di non identificare più le paritarie con «le scuole dei preti e delle suore, dei ricchi per i ricchi». Nel suo uno contro tutti in Senato, suor Anna Monia Alfieri non risparmia nessuno. O quasi. Per la religiosa delle Marcelline, l’audizione sulla manovra diventa anche l’occasione per ringraziare il governo. Tre volte in sette minuti. Soprattutto - dice - «per la sensibilità che ha dimostrato ai capitoli della libertà della scelta educativa e del pluraliE smo scolastico». Il distinguo non è casuale: il feeling con la destra è datato e ricco di episodi. Quando la religiosa, membro dell’Unione superiore maggiori d’Italia, disse che sul banco degli imputati per la strage di Cutro dovevano starci gli scafisti e «non altri», Matteo Salvini definì le sue parole «sacrosante». Visioni convergenti. Come quelle con Giorgia Meloni. Neppure il tempo di ricevere l’incarico per formare il governo che la “benedizione” per la futura premier era già pronta. Ecco il benvenuto: «Il coraggio e la determinazione della presidente Meloni sono garanzia di continuità e di lucida intenzione a proseguire un necessario cammino di stabilità istituzionale e di ripresa economica». Ora è giunto il tempo delle richieste. E quindi un buono scuola per le paritarie a livello nazionale. L’obiettivo? «Salvare il pluralismo educativo». Ma a chiedere di allargare la manovra non è solo suor Alfieri. Davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite a Palazzo Madama, decine di associazioni e categorie, precisamente 46, insistono per dare un segnale agli esclusi dalla legge di bilancio. Il Forum Terzo settore chiede attenzione «ad alcune emergenze sociali, in particolare al contrasto delle disuguaglianze e all’investimento sulla coesione sociale». Tocca invece al Wwf farsi portavoce di un’inversione di rotta «per costruire un’economia della transizione green». Se la fondazione Gimbe denuncia «un definanziamento strutturale» della sanità, l’accento della Svimez è sulla previsione dei nuovi Lep (livelli essenziali delle prestazioni ndr) «prevalentemente senza copertura». L’Iit di Genova rischia di perdere 200 ricercatori. Tutti hanno una richiesta. Come i professionisti, che chiedono di estendere agli “associativi” lo stop agli adempimenti fiscali in caso di malattia o infortunio. I parlamentari ascoltano e prendono appunti. Qualcuno interviene promettendo un emendamento. Un tentativo non si nega a nessuno. — G.COL ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: G COL Heading: Highlight: La maratona di associazioni e categorie per chiedere modifiche alla legge di bilancio Image:T Suor Anna Monia Alfieri -tit_org- “Da suor Monia agli ambientalisti la carica dei 46 per avere fondi -sec_org- tp:writer§§ G COL guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402033303391.PDF §---§ title§§ «Il governo sbaglia, rischio definanziamento della sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255807548.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "SICILIA CATANIA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255807548.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255807548.PDF', 'title': 'SICILIA CATANIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255807548.PDF tp:ocr§§ «Il governo sbaglia, rischio definanziamento della sanità» I CALCOLI DI CGIL E FONDAZIONE GIMBE ROMA. La Manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale. «Il disegno di legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno sanitario nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. «In rapporto al Pil - aggiunge Barbaresi - il finanziamento del Ssn resterà inadeguato, toccando nel 2028 il minimo storico del 5,93%». La Cgil chiede, quindi, di aumentare i fondi di 10,5 miliardi nel 2026, 14,2 miliardi nel 2027 e 14,7 miliardi dal 2028, da destinare al potenziamento dei servizi pubblici e delle assunzioni. In audizione davanti alle commissioni Bilancio ha parlato di «definanziamento strutturale» anche la Fondazione Gimbe. «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di Bilancio». Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo il livello di finanziamento al 6,3% del Pil del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi nel 2023-2026. L’aumento nominale delle risorse nasconde, dunque, una riduzione della quota di Pil destinata alla sanità: dal 6,3% del 2022 al 6,05% nel 2027 e fino al 5,93% nel 2028. Inoltre, oltre 430 milioni delle misure annunciate derivano da fondi già stanziati in precedenti provvedimenti. Nel corso della stessa audizione, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, pur evidenziando alcuni aspetti positivi della Manovra, ha tuttavia avvertito: «Il risultato complessivo non è ancora sufficiente a mantenere l’Italia attrattiva». Farmindustria chiede «un ulteriore aumento del tetto per gli acquisti diretti di almeno lo 0,5%, l’esclusione dei plasmaderivati dal conteggio della spesa soggetta a tetto e il superamento strutturale del payback con un sistema basato sul valore dei farmaci». ---End text--- Author: MICHELA DI CARLO Heading: I CALCOLI DI CGIL E FONDAZIONE GIMBE Highlight: Image: -tit_org- «Il governo sbaglia, rischio definanziamento della sanità» -sec_org- tp:writer§§ Michela Di Carlo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255807548.PDF §---§ title§§ Farmaci e dispositivi: le aziende chiedono di superare il payback link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402133700267.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "SOLE 24 ORE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T01:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402133700267.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402133700267.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402133700267.PDF tp:ocr§§ Industria. Nel mirino il ripiano in caso di superamento dei tetti di spesa Farmaci e dispositivi: le aziende chiedono di superare il payback Sanità Le filiere di Farmindustria e Confindustria Dm invocano misure più incisive Il payback torna nel mirino delle imprese che riforniscono il Servizio sanitario nazionale dei preziosi farmaci e dispositivi medici (dalle siringhe alle Tac). Nelle audizioni di eri in commissione Bilancio sulla parte sanitaria della manovra di bilancio le due filiere industriali hanno chiesto più coraggio nel superamento di questo «meccanismo perverso» che prevede il ripiano in caso di superamento dei tetti di spesa e che è ormai diventato «insostenibile» per le aziende e soprattutto poco attrattivo per gli investimenti. «Occorre eliminare o ridurre fortemente le barriere non tariffarie che comprimono la spesa, a partire dal payback, migliorare le condizioni e i tempi di accesso ai farmaci, mantenere la possibilità per le aziende di praticare sconti, anche confidenziali, al Ssn in forma cash, per non penalizzare l'Italia nei confronti internazionali dei prezzi», ha spiegato ieri il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, nella sua audizione che vede però anche alcun segnali positivi in manovra come l’abolizione del payback sulla spesa convenzionata e l'aumento dei tetti di spesa dell0 0,25 per cento. Per Cattani però «è necessario e urgente aumentare il tetto della spesa per acquisti diretti dell'1% o almeno dello 0,5%, escludendo dalla spesa soggetta al tetto i plasmaderivati e introducendo da subito meccanismi value-based di misurazione della spesa all'interno del percorso terapeutico» che superino appunto il payback definitivamente dal 2027. Sulla stessa scia il presidente di Confindustria dispositivi medici Fabio Faltoni che giudica positivamente il rialzo del tetto di spesa per il settore che con la manovra sale dal 4,4% al 4,6%, «un significativo segnale, ma una risposta ancora parziale e di breve respiro». Per Faltoni è «un ritocco che non cambia nei fatti l'inadeguatezza di un tetto fissato oltre dieci anni fa» inadeguato rispetto all’effettiva spesa che «si attesta tra il 6 e il 6.5% se scomputiamo dal calcolo i servizi e le grandi apparecchiature, e sale oltre il 7% se li includiamo» e che contribuisce a far lievitare il payback a carico delle aziende del settore che hanno pagato un saldo di 500 milioni per il triennio 2015-2018 e che ora chiedono di «mettere la parola fine a questo meccanismo folle che si autoalimenta di anno in anno». Da Aiop (l’ospedalità privata) giudizi positivi sulla possibilità prevista in manovra di incrementare di un punto gli acquisti di prestazioni dal privato così come l'aumento delle risorse per aggiornare le tariffe dei ricoveri ospedalieri così come delle prestazioni ambulatoriali giudicate «una premessa per una evoluzione nelle prossime annualità» e che secondo Gabriele Pelissero presidente Aiop potrebbero aiutare le aziende a rinnovare i contratti del personale fermi da tempo. Anche la Fnopi (la Federazione degli Ordini delle professioni sanitarie) con la sua presidente Barbara Mangiacavalli parla di «misure positive» relative all’aumento dell’indennità di specificità in busta paga, «un fattore motivazionale utile per fidelizzare gli infermieri al Ssn». La Fondazione Gimbe invece ribadisce il rischio definanziamento: «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto - spiega il presidente Nino Cartabellotta - la sanità pubblica ha perso in quattro anni l'equivalente di una legge di bilancio». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Image:AdobeStock Industria. Nel mirino il ripiano in caso di superamento dei tetti di spesa -tit_org- Farmaci e dispositivi: le aziende chiedono di superare il payback -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402133700267.PDF §---§ title§§ Manovra, modifiche sui dividendi L'Abi: stangata per le piccole banche link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402032203392.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "STAMPA" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T03:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402032203392.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402032203392.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402032203392.PDF tp:ocr§§ Emendamenti sulle tasse alle cedole delle holding. Confcommercio contro la cedolare secca Manovra, modifiche sui dividendi L’Abi: stangata per le piccole banche IL CASO ROMA L’ aumento delle tasse sugli affitti, il prelievo imposto alle banche e la tassazione di dividendi delle holding e poi Lep, i fondi per la sanità, il regime fiscale dei professionisti: con l’avvio delle audizioni davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, una vera e propria maratona a cui hanno partecipato ben 26 tra associazioni, consigli di categoria, fondazioni in rappresentanza di svariate categorie, dal cinema alle banche, dagli affittuari alla sanità privata e le famiglie, i lavori per la manovra entrano nel vivo. E su Parlamento e governo si rovesciano una serie di richieste, rilievi e proposte. Il tema della tasse sulla casa, che a questo punto corre in parallelo con le possibili iniziative sugli sfratti, è tra i più sentiti. L’aumento al 26% della cedolare secca sulle locazioni brevi è «irragionevole e fortemente discriminatoria, poiché penalizza in modo diretto l’intera categoria dei mediatori immobiliari, e colpisce proprio coloro che garantiscono la trasparenza e la regolarità del mercato», ha segnalato Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario di Fimaa-Confcommercio. A suo parere «l’aumento della cedolare secca rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi sperati, generando un impatto negativo sui conti pubblici e incentivando l’evasione invece di contrastarla». La Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari professionali, ha proposto lo stralcio dell’articolo incriminato, il numero 7, perché «l’aumento dell’aliquota al 26% penalizza la grande maggioranza dei proprietari, che nel pieno esercizio della libertà di scelta, si avvalgono di intermediari». Come è noto la maggioranza ha già deciso che durante l’iter parlamentare questa misura potrà essere corretta, ma a parità di gettito. Per cui, nel caso, andranno individuati 100 milioni di euro. Modifiche in vista anche per la tassazione dei dividendi delle holding sollecitato da diverse associazioni di impresa. L’idea sarebbe quella di rimodulare il testo in modo da evitare una doppia tassazione attraverso l’introduzione di uno specifico credito fiscale in modo da evitare la fuga all’estero di questo tipo di società. Difficile immaginare sconti per le banche che, stando ai conteggi dell’Associazione bancaria di dovranno far carico di circa 9,6 miliardi di maggior gettito nel quadriennio 2026-2029. Provvedimento digerito a fatica dai nostri istituti a cui Matteo Salvini continua a chiedere «qualcosa di più», risorse che vorrebbe destinare a polizia e carabinieri. Secondo il direttore dell’Abi Marco Elio Rottigni le banche avrebbero preferito un meccanismo di anticipazione di fondi come l’anno scorso, misura che non avrebbe avuto effetti dal punto di vista patrimoniale e sul conto economico. «L’impatto – ha specificato il dg – sarà su tutte le banche» non solo sulle grandi quindi, accusate da Salvini di macinare miliardi di utili, ma anche sulle piccole. Sui livelli essenziali di assistenza c’è invece da registrare l’allarme lanciato dalla Svimez secondo cui «la previsione di nuovi Lep sociali prevalentemente senza copertura rischia di cristallizzare la spesa storica e quindi i divari». A sua volta la Fondazione Gimbe ha messo in guardia contro il rischio di «definanziamento strutturale» della sanità pubblica. Che «a fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto» in 4 anni ha perso l’equivalente di una legge di bilancio «mentre crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze d’accesso». Nel corso delle audizioni Confprofessioni e Federdistribuzione hanno chiesto di alzare a 60 mila euro la platea dei destinatari del taglio Irpef, l’Alleanza cooperative di sostenere le imprese colpite dai dazi. Oggi, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein avvia un ciclo di consultazioni parallele, in Parlamento si prosegue ascoltando sindacati e imprese. Domani poi gran finale con Bankitalia, Upb, Istat, Cnel, Corte dei Conti e la replica del ministro Gior getti. P. BAR. — ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Al vertice Marco Elia Rottigni è il direttore generale dell’Abi -tit_org- Manovra, modifiche sui dividendi L'Abi: stangata per le piccole banche -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110402032203392.PDF §---§ title§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403231707279.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "TRIBUNA DI TREVISO" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403231707279.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403231707279.PDF', 'title': 'TRIBUNA DI TREVISO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403231707279.PDF tp:ocr§§ Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» ROMA L’ALLARME La manovra 2026 riapre il dibattito sul possibile rischio di definanziamento della sanità pubblica. A lanciare l'allarme sono la Cgil e la Fondazione Gimbe, che contestano i numeri del Governo e denunciano la progressiva riduzione della quota di Pil destinata al Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Il Disegno di Legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica», dichiara la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, sottolineando che dal 2022 «il Governo ha ridotto di quasi mezzo punto di Pil il finanziamento alla sanità, pari a circa 9 miliardi di euro in meno ogni anno». Secondo le stime del sindacato, il Fabbisogno Sanitario Nazionale sarà di 136,5 miliardi nel 2025 (6,05% del Pil) e salirà a 142,9 miliardi nel 2026 (6,15%), con incrementi di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028. ---End text--- Author: Redazione Heading: ROMA L’ALLARME Highlight: Image: -tit_org- Cgil e Gimbe «A rischio i fondi per la sanità» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403231707279.PDF §---§ title§§ «Ora chiarezza sui fondi per assumere infermieri» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403256007538.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "AVVENIRE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403256007538.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403256007538.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403256007538.PDF tp:ocr§§ «Ora chiarezza sui fondi per assumere infermieri» «C hiediamo che nel testo della legge di bilancio sia precisata con chiarezza la destinazione dei fondi per le assunzioni, per evitare che, in assenza di indicazioni sui profili professionali, parte delle risorse venga vanificata». Lo ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sulla manovra 2026-2028. La presidente Fnopi ha espresso apprezzamento per «il riconoscimento delle difficili condizioni di lavoro nei pronto soccorso», ma ha sollecitato due interventi urgenti: l’estensione dell’indennità di esclusività ai dirigenti delle professioni sanitarie «per garantire equità a parità di funzioni» e la detassazione dei turni notturni e festivi anche nel pubblico, già prevista per la sanità privata. «È il momento – ha sottolineato Mangiacavalli – di avviare un piano strutturale di investimento sulla professione infermieristica, in termini di formazione, sviluppo di carriera e percorsi specialistici. Le risorse dovranno essere distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e finalizzate, secondo le indicazioni dei ministeri competenti, anche alla professione infermieristica». Dal canto suo, l’Osservatorio del sindacato infermieri Nursing Up, continua ad ospitare testimonianze eloquenti. Come quella di Laura, per la quale «fare l’infermiere non è una vocazione. Basta con queste tristi retoriche. È resistenza, è come essere ogni giorno al fronte, laddove il triste teatro delle nostre battaglie è la corsia di un ospedale». Laura verbalizza un malessere collettivo che vuole arrivare alla politica e ai media. «Questo lavoro mi schiaccia e mi toglie il respiro, se potessi scapperei via. Ci penso ogni giorno», scrive dipanando un racconto che non parla solo di lei, ma delle tante donne italiane, professioniste qualificate, ma soprattutto madri, mogli, figlie, stremate e schiacciate nel profondo da un sistema che le vuole invisibili per le istituzioni, ma sempre presenti per i pazienti. «Resistiamo come su una nave alla deriva, al collasso di un sistema che ci celebra solo quando serve, poi ci dimentica e ci getta via come rifiuti – afferma Laura –, combattiamo come soldatesse in trincea: i nostri nemici, però, si chiamano turni infiniti e massacranti, ferie negate, burocrazia che ci soffoca e ci stringe come un nodo alla gola. La professione infermieristica, più che mai nel 2025, vale la pena ribadirlo, non è vocazione, basta con queste affermazioni: è scelta, è competenza, è dignità». L'Osservatorio Nursing Up, ha raccolto negli ultimi mesi decine di testimonianze analoghe. (V. Sal.) © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Ora chiarezza sui fondi per assumere infermieri» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403256007538.PDF §---§ title§§ Comunicazione medico-paziente Il sondaggio di Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255507545.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "CORRIERE SALUTE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255507545.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255507545.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255507545.PDF tp:ocr§§ Comunicazione medico-paziente Il sondaggio di Corriere.it A nche quest’anno durante Il Tempo della Salute saranno presentati i risultati di un sondaggio online promosso, come nelle edizioni precedenti della manifestazione, da Corriere.it/salute in collaborazione con l’associazione terzo settore Peripato. Negli anni passati gli argomenti oggetto dell’indagine hanno spaziato dall’utilizzo del Servizio Sanitario Nazionale, alle conseguenze a lungo termine del Covid, fino alla situazione dei caregiver, cioè a tutti coloro che sono impegnati nell’assistenza di un’altra persona non in veste professionale. Quest’anno il tema del sondaggio ha avuto come oggetto il rapporto medico-paziente, con particolare attenzione alla comunicazione, in ragione della parola chiave scelta per la settima edizione de Il Tempo della Salute, che è proprio «comunicare». Ai lettori di Corriere.it sono state poste una serie di domande per capire l’intensità e la tipologia di interazione con il proprio medico e il livello di empatia. Oltre 10 mila persone hanno partecipato alla survey e dopo la fase di data cleaning, si è identificato un dataset di analisi di 8.956 intervistati. Dei lettori che hanno partecipato alla survey la gran parte visita regolarmente il proprio medico 1-5 volte all’anno e questo valore non varia molto in base allo stato di salute o alla presenza di malattie croniche. La soddisfazione per il proprio medico divide in due il campione: il 60% è soddisfatto mentre il 40% è insoddisfatto o indifferente. Il livello di comunicazione tra medico e paziente è stato misurato indagando tre dimensioni della relazione: ascolto, spiegazioni, risposte. Le varie tipologie di comunicazione sono molto associate fra di loro: se c’è comunicazione tra medico e paziente, tende ad esprimersi in più di una forma. Ascolto, spiegazioni e risposte generalmente vanno di pari passo fra loro: se un medico ascolta è anche probabile che spieghi e risponda. La soddisfazione per il medico è risultata associata in modo positivo con il livello di comunicazione: laddove il paziente è più soddisfatto viene riconosciuto un maggiore livello di comunicazione con il medico. I dati del sondaggio di Corriere Salute su questo argomento saranno presentati e discussi durante un incontro a Il Tempo della Salute a cui parteciperanno Luigi Bracchitta, medico di medicina generale a Milano, presidente del Movimento Giotto che riunisce i giovani MMG italiani, fa parte del coordinamento del Progetto Medicinrete dell’Istituto Mario Negri e insegna medicina generale all’Università degli Studi di Milano; Andrea Di Ciano, responsabile ricerche scientifiche della Fondazione Giancarlo Quarta; Sergio Harari, professore associato di Medicina Interna all’Università degli studi di Milano e presidente dell’Associazione Peripato. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Giovedì 6 ore 18 Image:Luigi Bracchitta Andrea Di Ciano Sergio Harari -tit_org- Comunicazione medico-paziente Il sondaggio di Corriere.it -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255507545.PDF §---§ title§§ Pet therapy Gli animali che aiutano i più piccoli in ospedale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255207546.PDF description§§

Estratto da pag. 39 di "CORRIERE SALUTE" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255207546.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255207546.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255207546.PDF tp:ocr§§ Pet therapy Gli animali che aiutano i più piccoli in ospedale Il progetto U n cane o un gatto possono rallegrare la giornata di un bambino malato in ospedale, riducendo ansia e stress. Ma non parliamo di un cane o gatto qualunque, né di un bambino qualunque. La cosiddetta «pet therapy» (tecnicamente «interventi assistiti con gli animali», Iaa) deve essere fatta in un certo modo. Prima di tutto rispettando le Linee guida che, oltre a definire standard per la corretta esecuzione degli interventi, forniscono indicazioni sui compiti e le responsabilità delle figure professionali coinvolte (veterinari, medici, psicologi, educatori, educatori cinofili, etologi) e indicano i percorsi formativi da seguire per lavorare nell’ambito degli Iaa. Un progetto avviato all’Istituto neurologico «Carlo Besta» di Milano, in collaborazione con la Onlus Frida’s Friends, offre la possibilità a bambini e ragazzi affetti da atrofia muscolare spinale (Sma) di interagire con dei cani durante terapie che richiedono una procedura invasiva eseguita in sedazione e dunque possono comportare un elevato livello di stress (anche nei familiari). Se ne parlerà a «Il Tempo della Salute» con Riccardo Masson, neuropsichiatra infantile all’Istituto Besta, e Mario Colombo, presidente della Onlus Frida’s Friends. Si tratta di uno dei primi interventi di pet therapy dedicati a piccoli pazienti con Sma, una patologia degenerativa che limita le capacità motorie, fino a compromettere nei casi più gravi - le funzioni di deglutizione e respirazione. Grazie alla presenza di cani appositamente scelti e preparati, si abbassa il livello di stress e ansia e migliora l’umore. Il benessere emotivo dovuto alla vicinanza con gli animali coinvolge i bambini, le famiglie e anche gli operatori sanitari. Le attività vengono progettate di settimana in settimana in base alle condizioni dei pazienti: vanno dalla stimolazione sensoriale all’interazione educativa, ai momenti ludici. La pet therapy funziona: è dimostrato che la sola presenza di un animale durante situazioni stressanti riduce i livelli di ansia, la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Studi scientifici hanno mostrato come il contatto fisico con un animale provochi una riduzione dei livelli degli ormoni responsabili della risposta allo stress (cortisolo) e un aumento di ormoni legati a emozioni positive (endorfine e dopamina). In Italia la pet therapy è stata riconosciuta da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2003, ma per molti anni è mancato un riferimento normativo specifico. Fino al 2015, quando sono state elaborate le «Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali», ad opera del Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale (Istituto superiore di sanità), del Centro di referenza nazionale per gli Iaa (Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie) e del Ministero della Salute. Laura Cuppini ---End text--- Author: Redazione Heading: Il progetto Highlight: Image:Riccardo Masson Mario Colombo -tit_org- Pet therapy Gli animali che aiutano i più piccoli in ospedale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255207546.PDF §---§ title§§ Altro che fondi record I tagli invisibili di Meloni che affossano la sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403254607552.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "DOMANI" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403254607552.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403254607552.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403254607552.PDF tp:ocr§§ IL GOVERNO SBANDIERA SUCCESSI, MA LA REALTÀ È DIVERSA Altro che fondi record I tagli invisibili di Meloni che affossano la sanità NINOCARTABELLOTTA Mai nessun governo ha messo così rann soldi sulla sanità». Uno slogan che riecheggia più volte nelle aule parlamentari e nel dibattito pubblico, un leitmotiv di esponenti dell'esecutivo e, soprattutto, della presidente Meloni. Eppure, a fronte dei trionfali proclami, la sanità pubblica arretra I sondaggi confermano che la salute è una delle principali preoccupazioni degli italiani eie testimonianze di pazienti e professionisti sanitari raccontano di un Servizio sanitario nazionale (Ssn) sempre più in affanno. Crisi sanitaria I numeri confermano impietosamente la crisi: nel 2024 la spesa delle famiglie ha superato i 41 miliardi di euro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato almeno a una prestazione sanitaria, proprio quegli indigenti a cui la Repubblica deve garantire cure gratuite, in questo scenario, il simbolo più evidente della crisi è il decreto Liste di attesa: il vessillo del ministro Schillaci è ormai una bandiera ammainata a mezz'asta. Nonostante il suo impegno, dopo 16 mesi non si registra alcun beneficio concreto per i pazienti: la piattaforma nazionale è impantanata e due deaeri attuativi non hanno mai visto la luce. Certo, la crisi del Ssn non si deve solo alla scarsità di risorse, ma servono anche coraggiose riforme. Tuttavia, la radice del problema resta il sottofinanziamento cronico: un impoverimento che ha progressivamente demotivato il personale sanitario, ormai stanco di lavorare in trincea e sempre meno attratto da quel Ssn che un tempo era il fiore all'occhiello del paese. Al di là dei numeri sbandierati, la manovra 2026 non segna alcuna inversione di rotta per il Ssn. Non c'è un rilando progressivo del Fondo sanitario nazionale (Fsn): siamo di Fronte all'ennesima illusione contabile di cifre altisonanti abilmente combinate. L'estrema frammentazione di misure e investimenti sembra poi più finalizzata a non scontentare nessuno che a porre le basi per il rilando della sanità pubblica. La manovra 2026 assegna ben 7,7 miliardi di euro alla sanità; 2,4 miliardi nel 2026,2,65 miliardi nel 2027 e 2,65 miliardi nel 2028. sommando le risorse già stanziate dalle precedenti manovre, il Fsn raggiungerà 143,1 miliardi di euro nel 2026,144,1 nel 2027 e 145 nel 2028. Cifre apparentemente imponenti, che abbagliano l'opinione pubblica, ma che cambiano volto se rapportate al Pii: la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità sale dal 6,04 per cento del 2025 al 6,16 per cento del 2026, per poi ridursi al 6,05 per cento nel 2027 e al 5,93 per cento nel 2028. I tagli in visibili Ed è proprio qui che emergono i tagli invisibili del governo Meloni nel periodo 2023-2026. È vero che il Fsn è aumentato di ben 19,6 miliardi di euro in quattro anni, cifra mai raggiunta da nessun esecutivo. Ma nello stesso periodo la quota di Pii destinata alla sanità è scesa dal 6,3 per cento del 2022 a poco più del 6 per cento, determinando una perdita di 17,7 miliardi di , pari all'intero valore di questa finanziariaLe regioni si trovano così intrappolate tra le risorse assegnate dalla Manovra e le previsioni di spesa sanitaria del Documento Programmatico di Finanza Pubblica, pari al 6,4 per cento del Pii per gli anni 2025,2027 e 2028 e 6,5 per cento per il 2026. Un gap pari a 6,8 miliardi di euro nei 2Û26,7,6 nel 2027 e 10,7 nel 2028. Così lo stato viene meno ad una competenza esclusiva affidate dalla Riforma del Titolo v della Costituzione: assegnare le risorse necessarie per rendere esigibili i Livelli Essenziali di Assistenza definiti. Con i bilanci sempre più in rosso, le regioni non riusciranno infatti a colmare questo buco con risorse proprie e si troveranno davanti a un bivio per evitare il Piano di rientro: tagliare i servizi o alzare le imposte. Due strade in cui il "pedaggio" sarà ancora una volta a carico di cittadini e pazienti Al di là delle cifre, la realtà è più cruda: alla sanità pubblica non viene destinato quello che serve, ma solo dò che avanza- Un avanzo contabile, non un investimento per la salute individuale e collettiva. E ogni confronto con il passato su chi abbia tagliato di più o investito di meno diventa sterile. Oggi la crisi del Ssn non intacca solo l'inalienabile diritto costituzionale alia tutela della salute, ma mina la coesione sodale e la tenuta democratica dd paese, Ecco, perché sarebbe più onesto ammettere che i fondi sono insufficienti, invece di insistere sulla narrazione deg "investimenti record". Perché di record, ormai, restano solo i tempi di attesa, le disuguaglianze di accesso alle cure, la spesa a carico dei dttadmi e le rinunce alle prestazioni sanitarie. OR·FRO[;UZIQ[\ER:3ERW II simbolo della crisi del Servizio sanitario nazionale è il decreto Liste d ' attesa , vessillo del ministro Schillaci. ormai bandiera ammainata FGTO ' - NSA ' B -tit_org- Altro che fondi record I tagli invisibili di Meloni che affossano la sanità -sec_org- tp:writer§§ NINO CARTABELLOTTA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403254607552.PDF §---§ title§§ La sanita digitale come nuovo spazio efficenza e fiducia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255907549.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "FOGLIO" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255907549.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255907549.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255907549.PDF tp:ocr§§ La sanità digitale come nuovo spazio di efficienza e fiducia DALL’OSPEDALE AL TERRITORIO, C’È UN NUOVO CONFINE DELLA CURA: QUELLO CHE NON SI VEDE. NON È PIÙ SOLO TECNOLOGIA C’ è una rivoluzione silenziosa che sta cambiando la geografia della salute. Non passa per l’apertura di nuovi ospedali, ma per TESTO REALIZZATO CON AI la capacità di portare la cura dove prima non arrivava: nelle case, nei piccoli ambulatori, nei quartieri, perfino nei telefoni. Dopo anni in cui il sistema sanitario è stato giudicato solo in base ai posti letto o ai tempi d’attesa, la nuova frontiera è la connessione. Oggi efficienza e prossimità non sono due opposti: sono la stessa cosa. L’Italia, in questo campo, è un laboratorio interessante. Secondo il ministero della Salute, oltre 480 progetti di telemedicina sono stati avviati tra il 2021 e il 2025, con una copertura che va dai consulti specialistici a distanza alle piattaforme per il monitoraggio dei pazienti cronici. Nel solo 2024, più di 900 mila cittadini hanno usufruito di servizi sanitari digitali integrati nel Fascicolo sanitario elettronico. Ma la vera trasformazione non è nei numeri: è nel modo in cui la relazione di cura cambia pelle. Nelle Marche, un sistema di sensori distribuiti nelle case dei pazienti cardiopatici rileva in tempo reale anomalie di ritmo o pressione e invia allerta automatiche ai medici di riferimento. In Lombardia, la piattaforma di teleconsulto per i malati oncologici ha ridotto del 30 per cento gli accessi impropri al pronto soccorso. In Sicilia, il progetto di teleassistenza domiciliare per i diabetici ha portato a un miglioramento del 18 per cento negli indicatori di aderenza terapeutica. Non si tratta solo di efficienza: è un modo nuovo di restituire tempo, fiducia e autonomia alle persone. Dietro queste esperienze non c’è la freddezza della macchina, ma una diversa idea di umanità. L’intelligenza artificiale, nelle sue applicazioni più evolute, non serve solo a riconoscere pattern o prevedere diagnosi: serve a spiegare. A tradurre dati complessi in linguaggio comprensibile, a rendere visibile ciò che accade nel corpo e nella mente. Lo chiamano “AI spiegabile”, ed è già in uso in alcune piattaforme pubbliche per l’analisi delle immagini radiologiche. Invece di sostituire il medico, lo aiuta a comunicare meglio con il paziente. Non è un caso che molte delle startup più promettenti nel settore sanitario lavorino proprio sul confine tra tecnologia e fiducia. Minded, nata a Torino, ha sviluppato un’app che combina monitoraggio dell’umore e dialogo guidato con psicologi in carne e ossa. PatchAI, integrata nel gruppo Zuellig Pharma, utilizza modelli predittivi per aumentare la partecipazione dei pazienti alle sperimentazioni cliniche. In entrambi i casi, la chiave è la trasparenza: il paziente capisce come e perché l’algoritmo arriva a un certo consiglio. La fiducia diventa una forma di terapia. Non solo startup, ma anche aziende italiane con una lunga storia di innovazione stanno ridisegnando il confine tra tecnologia e cura. Tra queste, ab medica, pioniera nel campo della telemedicina, che da oltre due decenni investe in ricerca e soluzioni digitali per rendere la medicina più vicina, personalizzata e continua. Tra i suoi progetti più avanzati c’è Maia, piattaforma intelligente per il monitoraggio remoto dei pazienti cronici e fragili, capace di trasformare i dati in strumenti di prevenzione e dialogo tra medico e paziente. Un esempio concreto di come la tecnologia, quando è ben progettata, diventi parte integrante della fiducia terapeutica. Naturalmente, la digitalizzazione non cancella le disuguaglianze: rischia, anzi, di moltiplicarle se non accompagnata da formazione e infrastruttura. Il Pnrr ha destinato 2,6 miliardi alla sanità territoriale e digitale, ma gli esperti ricordano che servono non solo piattaforme ma persone in grado di usarle. Secondo Agenas, oggi meno del 40 per cento dei medici di medicina generale utilizza strumenti di telemedicina integrati nei sistemi regionali. La metà dei cittadini non sa cosa sia il Fascicolo sanitari o elettronico. La sfida, dunque, è culturale: trasformare la tecnologia in linguaggio comune. La sanità digitale non sostituisce il rapporto umano, ma lo allunga. Dove prima c’era il muro dell’ospedale, ora c’è una linea di continuità. E’ la “rete di prossimità” di cui parlano i piani regionali: centri di comunità, case di salute, ambulatori digitali dove il medico di base collabora con specialisti a distanza. In Emilia-Romagna è già realtà un modello ibrido: i medici di famiglia si connettono in tempo reale con i reparti ospedalieri per discutere i casi complessi, riducendo del 25 per cento i ricoveri evitabili. E’ una piccola rivoluzione organizzativa che restituisce tempo agli ospedali e attenzione ai pazienti. Il passaggio “dall’ospedale al territorio” non è solo una formula politica: è una mappa economica. Secondo l’Osservatorio innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano, ogni euro investito in telemonitoraggio fa risparmiare al sistema fino a 2,5 euro in ricoveri, trasporti e giornate di degenza. Ma c’è un ritorno più difficile da misurare: quello sulla fiducia. Dopo la pandemia, il 67 per cento degli italiani dichiara di volere un contatto diretto ma anche digitale con il proprio medico. Anche il modo in cui si produce conoscenza medica sta cambiando. Gli open data sanitari – dall’epidemiologia territoriale alle banche dati genetiche – permettono oggi di anticipare tendenze, scoprire correlazioni, personalizzare i protocolli. L’AI entra in gioco per cercare nessi che l’occhio umano non vede, ma la regia resta umana: i comitati etici, i centri di ricerca, le reti cliniche che garantiscono il controllo dei bias e la tutela della privacy. E’ l’alleanza fra scienza e trasparenza che rende credibile la digitalizzazione. In fondo, la sanità digitale non è una fuga dalla realtà fisica, ma un ritorno alla concretezza della cura. Significa sapere prima, agire prima, spiegare meglio. Significa che il dato non è un fine, ma un modo per restituire alla medicina la sua essenza: ascoltare, prevedere, accompagnare. Se l’ospedale resta il cuore della sanità, il territorio ne è il respiro. E la tecnologia, in mezzo, è il sistema circolatorio che tiene in vita entrambi. In questa prospettiva, l’efficienza non è solo riduzione dei costi, ma moltiplicazione delle possibilità. Settemila caratteri di futuro, che parlano di medici, cittadini e reti. La sanità che ci aspetta non sarà più “digitale” o “tradizionale”: sarà una sanità che sa unire. Come ogni cura ben riuscita. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Lo si attraversa senza camici né corridoi, grazie a un algoritmo che misura, un sensore che ascolta, una rete che collega. E’ la nuova infrastruttura sociale della fiducia. Oggi efficienza e prossimità non sono due opposti: sono la stessa cosa Image: -tit_org- La sanita digitale come nuovo spazio efficenza e fiducia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255907549.PDF §---§ title§§ Dipendenti pubblici e della sanità, c'è il contratto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255407544.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "SECOLO XIX" del 04 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-04T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255407544.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255407544.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255407544.PDF tp:ocr§§ zangrillo soddisfatto Dipendenti pubblici e della sanità, c’è il contratto Dopo 17 mesi di trattativa serrata è stato firmato l’accordo per il contratto nazionale di lavoro 2022/2024 per gli oltre 430 mila dipendenti degli enti locali: previsti aumenti pari a poco meno del 6%, circa 140 euro. «Questa firma rappresenta un risultato importante per oltre 430 mila dipendenti che operano quotidianamente nelle Regioni, nei Comuni, nelle Province, nelle Città metropolitane e nelle Camere di Commercio», commenta il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. «L’accordo rappresenta un equilibrio tra le legittime aspettative del personale degli enti locali e la sostenibilità del sistema», afferma il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. Unico sindacato a non firmare l’accordo è la Cgil: «È un aumento che non copre la perdita dell'inflazione che dal 2021 al 2024 è stata del 16%». Soddisfatta invece la Cisl: «La positiva conclusione di questa trattativa è stata resa possibile solo per la perseveranza e il grande senso di responsabilità, che ci ha sempre contraddistinto», ha detto Daniela Fumarola. Nel dettaglio, il contratto prevede aumenti medi mensili lordi di 136,76 euro per tredici mensilità, pari al 5,78% del monte salari 2021. Considerando anche lo 0,22% destinato al trattamento accessorio, l'aumento complessivo raggiunge circa 140 euro al mese. Si prevede anche un orario di lavoro più flessibile. In via sperimentale e su base volontaria, i dipendenti potranno distribuire le 36 ore settimanali su quattro giorni. Il buono pasto sarà riconosciuto anche a chi lavora in smart working. Aumenti anche per infermieri, ostetriche, amministrativi e sanitari - in tutto una platea di 581 mila lavoratori - fino a 172 euro lordi al mese, in busta paga già da novembre per gli arretrati 2024-25. E tante novità: dall’ampliamento dei percorsi di carriera alla settimana corta lavorando 36 ore settimanali su 4 giorni. Cgil e la Uil non hanno sottoscritto l’accordo. Zangrillo: «La trattativa è stata molto complicata, ma è fondamentale essere giunti alla fine e con gli aumenti previsti». — ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenti pubblici e della sanità, c'è il contratto -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/04/2025110403255407544.PDF §---§