title§§ Manovra, le imprese si schierano «Misure utili per lavoro e sviluppo» = Manovra, le imprese si schierano «Misure per la crescita e il lavoro» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201718704483.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "SICILIA CATANIA" del 02 Nov 2025
REGIONE. Vecchio (Confindustria Sicilia): «Ora l ' Ars abbia il coraggio di abolire il voto segreto» REGIONE. Plauso di Confcommercio. Il M5S: «Il governo ci copia le idee e poi le affossa»
pubDate§§ 2025-11-02T05:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201718704483.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201718704483.PDF', 'title': 'SICILIA CATANIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201718704483.PDF tp:ocr§§ Manovra, le imprese si schierano «Misure utili per lavoro e sviluppo» REGIONE. Vecchio (Confindustria Sicilia): «Ora l’Ars abbia il coraggio di abolire il voto segreto» Manovra, le imprese si schierano «Misure per la crescita e il lavoro» REGIONE. Plauso di Confcommercio. Il M5S: «Il governo ci copia le idee e poi le affossa» Le imprese si schierano con il governo regionale. All’indomani del ddl della manovra approvato in giunta, arriva il plauso di Confcommercio: «Misure per lavoro e sviluppo». E Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia, in un’intervista a La Sicilia blinda la finanziaria dai colpi bassi all’Ars: «Si tratti rinunciando al voto segreto». Dati positivi da Cgia e Ambrosetti. Allarme Amazon che punta sull’Ia e licenzia: decine di posti a rischio in Sicilia. MARIO BARRESI, GIAMBATTISTA PEPI PAGINE 2-3 PALERMO. Imprenditori e categorie produttive esprimono soddisfazione e «pieno sostegno», ma le opposizioni restano sul chi va là denunciando il “copia e incolla” da parte del governo regionale su alcune misure-simbolo del M5S. Questo, in sintesi, il day after dell’approvazione della legge di stabilità regionale. «Pieno sostegno alle misure economiche predisposte dalla Regione con particolare riferimento all’impegno profuso dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino che, insieme al governo presieduto da Renato Schifani, ha dimostrato una visione chiara e concreta per lo sviluppo del territorio». Così Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia. «Si tratta di una manovra - prosegue Manenti - che guarda con attenzione al tessuto produttivo dell’isola, incentivando l'assunzione a tempo indeterminato con un plafond complessivo di 220 milioni di euro e sostenendo gli investimenti attraverso contributi dedicati alle Super Zes e al settore edilizio. Queste misure rappresentano un segnale importante per le imprese siciliane, che potranno beneficiare di un contesto più favorevole alla crescita e all’occupazione stabile». Il governo regionale «ha dimostrato di saper coniugare rigore e sviluppo, responsabilità e crescita, restituendo fiducia ai cittadini e alle imprese» e Confcommercio Sicilia è «pronta a collaborare con le istituzioni per promuovere l'attuazione di queste misure». «Dopo il reddito di cittadinanza rivisto (male) e camuffato, Schifani prova ad andare in soccorso all’edilizia che annaspa dopo la fine dell’onda lunga dei benefici garantiti dal bonus 110%, che evidentemente andava sì rivisto e migliorato, ma non sabotato prima e poi cancellato del tutto, condannando a morte un settore che aveva provato a rialzare la testa e trainare la ripresa dell’economia». Lo afferma il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, commentando le indiscrezioni sulla finanziaria che si accinge a sbarcare all’Ars. «Bonus edilizi a parte - continua - speriamo che questa finanziaria non sia un altro libro dei sogni e l’ennesima occasione mancata in perfetto stile Schifani, che si sta dimostrando abilissimo a distruggere tutto quello che tocca. Il disastro è sotto gli occhi di tutti, basta guardarsi intorno: su sanità, agricoltura, siccità, incendi c'è il sigillo del suo fallimentare governo, e serve a poco gonfiarsi il petto, come ha fatto prontamente il presidente per i dati della Cgia di Mestre. Commenti piuttosto i dati recentissimi del Gimbe, che collocano la nostra sanità al penultimo posto tra le regioni italiane, su cui, ovviamente, da Palazzo d’Orléans - chiosa il vicepresidente del’Ars - c'è stato silenzio tombale». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Manovra, le imprese si schierano «Misure utili per lavoro e sviluppo» Manovra, le imprese si schierano «Misure per la crescita e il lavoro» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201718704483.PDF §---§ title§§ Garantire il diritto alla salute serve un nuovo patto tra istituzioni società civile e imprese virtuose link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110201662304799.PDF description§§
Estratto da pag. 16 di "SICILIA CATANIA" del 02 Nov 2025
Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 02 Nov 2025
Estratto da pag. 11 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 02 Nov 2025
Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 02 Nov 2025
Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 02 Nov 2025
PATRIZIA FLODER REITTER apagina3
pubDate§§ 2025-11-02T04:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047803502.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047803502.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047803502.PDF tp:ocr§§ ESPERTI (VERI) IN RIVOLTA Spingono ancora per i vaccini in gravidanza PATRIZIA FLODER REITTER a pagina 3 «No ai vaccini Covid in gravidanza» I veri esperti smontano il «Corsera» Il quotidiano rilancia gli mRna (che non bloccano il contagio) alle gestanti rifacendosi a un datato studio sui rischi legati al virus. I medici seri concordano: vengono ignorati i pericoli dell’inoculo per feti e madri n A distanza di cinque anni dalla pandemia, il Corriere della Sera continua a promuove la vaccinazione Covid durante la gravidanza. Eppure, anche nell’aggiornamento del 19 settembre Pfizer dichiara: «I dati relativi all’uso di Comirnaty Omicron XBB.1.5 in donne in gravidanza non sono ancora disponibili». La scusa, per invitare a nuove dosi, sarebbe uno studio osservazionale di Boston su possibili associazioni tra l’infezione da Sars-CoV-2 nelle future mamme e il rischio di autismo nei bimbi «entro 3 anni». Dati raccolti tra marzo 2020 e maggio 2021, in piena emergenza, e fatti passare per oro colato. Mentre gli studi citati dal segretario alla salute degli Stati Uniti Robert Kennedy Jr. su vaccinazioni o utilizzo del paracetamolo che aumentano i casi di autismo sono carta straccia per la stampa mainstream. «La buona notizia è che per evitare i rischi dell’infezione esiste un’arma estremamente efficace: il vaccino, da tempo raccomandato anche in Italia alle donne incinte», annuncia il Corriere. Persino le virostar più ottuse hanno dovuto riconoscere già da anni che il vaccino Covid non previene l’infezione. Ma tutto fa brodo, per tentare di risultare credibili nell’ennesima campagna pro inoculo. Abbiamo lasciato la parola a veri esperti, che smontano le bugie sul vaccino sicuro in gravidanza. «Il nostro gruppo ha pubblicato dati che mostrano come il vaccino alteri la funzione endocrina dell’ovaio e determini alterazioni mestruali. Inoltre, studi recenti evidenziano che l’incidenza di eventi avversi è significativamente superiore dopo il vaccino Covid rispetto a quello influenzale (più del doppio). Si segnalano inoltre: parto prematuro, aborto spontaneo, anomalie cromosomiche fetali, malformazioni fetali, igroma cistico fetale, basso liquido amniotico, disturbi cardiaci fetali, trombosi placentare. L’elenco è davvero lungo e preoccupante», informa il professor Mariano Bizzarri del dipartimento di Medicina sperimentale, gruppo di biologia dei sistemi dell’Università La Sapienza di Roma. «L’articolo scientifico citato dal Corriere di per sé riporta solo lo studio su gestanti colpite da forme severe di Covid e non parla mai di vaccinazione. Quello che ritengo erroneo è la conclusione che se ne trae: non si può invitare alla cosiddetta vaccinazione per prevenire il contagio, perché al momento non esistono preparati idonei per prevenire l’infezione», osserva il biofisico oggi in pensione Simonetta Pulciani, che all’Iss si occupava delle problematiche legate all’uso dei farmaci ricombinanti. La dottoressa aggiunge che «gli effetti avversi dei cosiddetti vaccini anti Covid sono molto gravi e non rari, possono interessare la madre e di conseguenza il bambino». «Il vaccino dato in gravidanza è stato il punto di non ritorno della scienza: consigliare la vaccinazione in totale assenza di dati», commenta l’endocrinologo Vanni Frajese. «Il tentativo attualmente è di spingere per le vaccinazioni in gravidanza, peccato che gli studi non prendano in considerazione il ruolo dei vaccini stessi nello sviluppo delle patologie neuro comportamentali». «Mi permetto di fare una domanda. Pfizer ha dichiarato candidamente di non aver fatto sperimentazioni perché non c’era tempo per farle. Sacrosanto. Ci vogliono anni e il tempo non c’era. Ma allora come si può affermare che fosse, e che sia sicuro, senza dati a sostegno?», osserva il professore Roy de Vita, primario di Chirurgia plastica presso l’Istituto nazionale dei tumori Regina Elena di Roma. La sua considerazione conclusiva è che «fidarsi della letteratura scientifica è sempre più difficile. Purtroppo troppo spesso il ricercatore non fa più lo studio in maniera acritica, ma lo in dirizza per dimostrare la propria tesi». «Pfizer ha dichiarato di non disporre di dati sui rischi e benefici in gravidanza. Lo studio previsto fu interrotto per mancanza di volontarie, con l’approvazione di Fda ed Ema. Nonostante ciò, le due agenzie hanno raccomandato la vaccinazione senza disporre di prove sulla sicurezza per la donna e per il feto», sottolinea il pediatra Eugenio Serravalle. «Se parliamo di infezione da Sars-CoV-2 come possibile fattore di rischio in gravidanza, ebbene è proprio ciò che i vaccini attuali non sono mai stati in grado di fare: prevenire l’infezione. Se parliamo di infiammazione come possibile concausa di danni per il feto, scatenare potenti squilibri immunologici infiammatori è proprio la caratteristica ormai riconosciuta e studiata nel dettaglio di questi vaccini», dichiara a titolo personale il biologo e immunologo Maurizio Federico, dirigente di ricerca presso l’Istituto superiore di sanità. «Oltre ad avvertenze su trombocitopenia e precauzioni nella somministrazione negli immunocompromessi, il foglietto illustrativo Pfizer parla chiaro anche per il periodo della gestazione. La somministrazione di Comirnaty durante la gravidanza deve essere presa in considerazione solo se i potenziali benefici sono superiori ai potenziali rischi per la madre e il feto», conclude la professoressa Maria Rita Gismondo, già direttrice del laboratorio di microbiologia clinica dell’Ospedale Sacco di Milano e oggi consulente del ministro della salute Orazio Schillaci. «Visto che parliamo di un “non vaccino” che non protegge dall’infezione e che oggi il Covid è un’influenza banale, perché vaccinare?». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: PATRIZIA FLODER REITTER Heading: Highlight: Image:AUTOREVOLE Roy de Vita, primario di chirurgia plastica [Ansa] -tit_org- Spingono ancora per i vaccini in gravidanza «No ai vaccini Covid in gravidanza» I veri esperti smontano il «Corsera» -sec_org- tp:writer§§ PATRIZIA FLODER REITTER guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047803502.PDF §---§ title§§ E Burioni sproloquia anche sul morbillo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047903503.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 02 Nov 2025
Su «Repubblica» parla di epidemia e morti in Italia prima della Lorenzin: nel 2016 i decessi furono zero
pubDate§§ 2025-11-02T04:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047903503.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047903503.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047903503.PDF tp:ocr§§ E Burioni sproloquia anche sul morbillo Su «Repubblica» parla di epidemia e morti in Italia prima della Lorenzin: nel 2016 i decessi furono zero n C’è un’epidemia che sta colpendo il nostro Paese, quella delle sciocchezze che stanno diffondendo i nostri scienziati pur di continuare a presidiare gli spazi gentilmente offerti dai media. Ha dato il «la» l’infettivologo dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, scrivendo su X che «bere acqua dalle bottiglie di plastica è come mangiare una carta di credito a settimana». Bacchettato pesantemente dalla federazione Mineracqua, il coraggioso studioso di microplastiche ha dovuto chinare il capo e cancellare il tweet. Gli ha fatto eco, dalle colonne di Repubblica, il collega Roberto Burioni. Il lungo articolo del virologo dell’Osped ale San Raffaele era dedicato al suo addio ai social network, annunciato mercoledì su X. Decantando una velleitaria correlazione tra la sua attività di divulgatore scientifico iniziata nel 2015 («tutto incominciò con la mia presenza in una trasmissione in prima serata sulla Rai») e un non meglio precisato progresso dell’informazione scientifica («non ho ovviamente alcuna prova di quanto siano stati rilevanti i miei interventi, ma la stampa iniziò a parlare in maniera più corretta di argomenti scientifici»), Burioni ha infilato, nelle prime righe del suo scritto, una «lieve» imprecisione sul morbillo. «Quando dieci anni fa cominciai la mia attività di divulgazione su temi scientifici la situazione, almeno per i vaccini, era disastrosa: le coperture erano in caduta libera e in Italia, per il morbillo, avevamo percentuali inferiori a quelle del Ghana. Le conseguenze arrivarono l’anno dopo con un’epidemia che fece contare migliaia di casi e diversi morti». Ebbene, l’anno successivo era il 2016 e i bollettini dell’epoca, ancora presenti sul sito di Epicentro, non registrarono alcuna «epidemia»: i dati nazionali della Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia nel mese di novembre 2016 segnalarono 726 casi (dei quali 510 confermati, 131 possibili e 85 probabili) dall’inizio dell’anno e, nota bene, nessun decesso; un dato molto simile a quello registrato nel 2024 (753 casi, nonostante l’obbligo vaccinale contro il morbillo, che nel 2016 ancora non c’era). I dati europei all’epoca andarono nella stessa direzione: dall’1 novembre 2015 al 31 ottobre 2016 furono segnalati, in ben 30 Paesi dell’Ue/Eea (dunque non soltanto gli Stati membri), 3.037 casi e furono riportati sette decessi per morbillo, di cui sei in Romania e uno nel Regno Unito. Numeri non esattamente combacianti con la definizione di «epidemia». Soprattutto se si tengono presenti i dati degli anni precedenti ma anche successivi: oltre 5.000 casi nel solo Regno Unito nel 2008 e nel 2009, 4.211 nel 2012, 6.193 nel 2013, già scesi a 1.850 nel 2014 (senza alcuna imposizione vaccinale, peraltro). Si cita il Regno Unito perché l’allora ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che stava per introdurre l’obbligo per dieci vaccinazioni - tra le quali, appunto, il morbillo negli anni precedenti l’introduzione della legge del 2017 andò spesso in televisione in «format Burioni»: nel 2014, a Porta a Porta, disse che a Londra nel 2013 erano morti 270 bambini di morbillo, balla ribadita l’anno dopo a Piazzapulita, con buona pace dei dati dell’Ons, l’Istat britannico, che riportava nel 2013 un solo morto, adulto, per una forma acuta di morbillo e nel 2014 nessun decesso. Il vizietto dell’allarmismo, insomma, esisteva anche prima del Covid e - tra i media sedicenti indipendenti - nessuno si prendeva la briga di obiettare, sollevare dubbi, correggere. La scommessa di Burioni, dunque, appare coraggiosa: nel trasferirsi sulla piattaforma Substack, il virologo chiede ai suoi followers di aderire pagando una piccola quota («non mi arricchirà certamente, servirà per ora a tenere lontani quelli che non sono interessati») per pubblicare questo tipo di «news». E chissà in quanti lo seguiranno. ---End text--- Author: MADDALENA LOY Heading: Highlight: Image:VIROSTAR Roberto Burioni -t it_org- E Burioni sproloquia anche sul morbillo -sec_org- tp:writer§§ MADDALENA LOY guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202047903503.PDF §---§ title§§ La confessione di ricciardi: green pass voluto dai francesi = Ricciardi rivela: Il green pass fu un'idea francese. Alla fine la «scienza» era solo Macron link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202046703507.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "VERITÀ" del 02 Nov 2025
Il consulente di speranza ha rivendicato una delle costrizioni più inique, rivelando la matrice «macroniana» del patentino. e per capire la gravità del virus ha dovuto parlare coi cinesi, che gli hanno suggerito il da farsi Audito in Commissione, il consulente di Speranza ha ammesso che il lasciapassare veniva da Parigi. E con Remuzzi dimentica che i tagli alla sanità li ha voluti l'Europa
pubDate§§ 2025-11-02T04:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202046703507.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202046703507.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202046703507.PDF tp:ocr§§ RESA DEI CONTI IN COMMISSIONE COVID: PRESTO LA DESEGRETAZIONE LA CONFESSIONE DI RICCIARDI: GREEN PASS VOLUTO DAI FRANCESI Il consulente di Speranza ha rivendicato una delle costrizioni più inique, rivelando la matrice «macroniana» del patentino. E per capire la gravità del virus ha dovuto parlare coi cinesi, che gli hanno suggerito il da farsi Intanto Burioni riattacca col morbillo, e Bassetti spara contro... la plastica Ricciardi rivela: il green pass fu un’idea francese. Alla fine la «scienza» era solo Macron Audito in Commissione, il consulente di Speranza ha ammesso che il lasciapassare veniva da Parigi. E con Remuzzi dimentica che i tagli alla sanità li ha voluti l’Europa di FRANÇOIS DE TONQUÉDEC n La desegretazione dei contenuti dell’aud izione in commissione Covid di Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza per le relazioni con le istituzioni sanitarie internazionali, (...) segue a pagina 2 CARLO CAMBI e MADDALENA LOY alle pagine 2 e 3 Segue dalla prima pagina di FRANÇOIS DE TONQUÉDEC (...) è forse la più attesa da parte di chi vuole ancora conoscere la verità sulla gestione della pandemia tra il 2020 e il 2021. Il deposito dello stenografico dovrebbe avvenire a breve, ma intanto le indiscrezioni che filtrano dai corridoi di Palazzo San Macuto sembrano confermare che il racconto di Ricciardi ai componenti della Commissione è destinato a scatenare nuove polemiche. A partire dalle rivelazioni sull’i ntrodu zion e del Green pass, un’idea che Ricciardi ha sempre rivendicato ma che, secondo quanto avrebbe raccontato l’8 luglio scorso alla Commissione presieduta da Marco Lisei (Fdi), non sarebbe nata né da lui né dalla pletora di esperti che, anche attraverso il Cts, ruotavano intorno al ministero della Salute. Il suggerimento del lasciapassare sanitario, introdotto in Italia tramite il Dpcm del 17 giugno 2021, diventando ufficialmente operativo il 6 agosto 2021, sarebbe infatti arrivato al governo Draghi dalla Francia. Come detto, lo stenografico dell’audizione dell’ex consigliere di Speranza non è ancora stato reso pubblico, quindi i dettagli sul dialogo con i cugini d’Oltralpe legato al green pass non sono ancora chiari. Ma il fatto che la Francia fosse un modello per le restrizioni introdotte durante l’estate del 2021 era già emerso il 12 luglio di quell’anno, quando l’allora commissario per l’Emergenza Covid, il generale Fran c e s c o Paolo Figliuolo, durante un intervento a Tg2 Post, aveva commentato la decisione presa in Francia di utilizzare il green pass anche per ristoranti e trasporti. «Quella di utilizzare il green pass per vari tipi di eventi, così come in Francia», aveva detto Figliuolo, potrebbe essere una soluzione per una spinta» ai vaccini. «Poi per chi non l’avrà», aveva concluso, «c’è anche il tampone, bisogna comunque rispettare la Costituzione». Una settimana dopo, era stato proprio Ricciardi a tornare sull’idea di copiare il modello francese: «Il green pass non solo deve diventare obbligatorio per i ristoranti al chiuso, ma anche per i mezzi di trasporto pubblico come autobus e metropolitana. Dal punto di vista tecnologico, non è impossibile applicare questa necessaria misura». E in effetti, il decreto legge approvato dal governo Draghi il 22 luglio 2021 ricalcava più che abbondantemente il modello francese decantato da F igliuolo e Speranza. Il decreto introduceva infatti l’obbligo di esibire il lasciapassare sanitario tra gli altri per palestre, piscine, teatri, musei, cinema, mostre, spettacoli, stadi, fiere, convegni, congressi, parchi tematici, parchi divertimento, sale gioco, ristoranti e bar, traghetti, aerei, treni, trasporto locale e regionale, soggiorni in alberghi, banche, poste, uffici pubblici, attività commerciali (eccetto quelle essenziali come i supermercati). Un elenco pressoché sconfinato, che andava ben oltre le disposizioni attuate in Francia. Giustificato da Ricciardi anche mettendo in campo il ruolo della partita Atalanta-Valencia nella diffusione del virus nella Bergamasca («un momento esplosivo», aveva dichiarat o nell’agosto del 2020 all’Eco di Bergamo). Davanti ai commissari Ricciardi avrebbe anche elogiato il lavoro svolto all’epoca insieme a Speranza, ma ammettendo di fatto che nei primi due mesi del 2020 il pericolo derivante dalla circolazione del Covid in Cina sarebbe stato sottovalutato da tutti, lui compreso. L’ex consigliere di Speranza avrebbe infatti ammesso di aver appreso della gravità della situazione legata al virus solo a fine febbraio e che durante un incontro con l’accademia delle scienze cinesi gli fu suggerito cosa fare per gestire la situazione. Anche su questo punto i dettagli delle sue dichiarazioni non sono ancora noti. Ma in effetti, il 25 febbraio del 2020, in un’intervista al quotidiano romano Il Messaggero, Ricciardi aveva lanciato un allarme inaspettato sul Covid-19: «Non è come una normale influenza, ha un tasso di letalità più alto. E soprattutto, se non la fermiamo rapidamente, rischia di richiedere un numero di posti di terapia intensiva superiore a quelli che ci sono nei nostri ospedali». Insomma, il tanto decantato modello italiano per la gestione della pandemia sarebbe in realtà figlio di una serie di indicazioni arrivate dall’estero. In attesa che i dettagli delle sue dichiarazioni in Commissione diventino pubblici, l’ex rappresentante dell’Italia (per il triennio 2017-2020) nel consiglio di amministrazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità continua a rilasciare dichiarazioni. E a chiamare in causa Paesi stranieri rispetto alla Sanità italiana. Sul Corriere della Sera di ieri, un testo firmato da Ricciardi e dal ricercatore Giuseppe Remuzzi lancia l’allarme sulla «deriva americanizzante» del nostro sistema sanitario, facendo riferimento alle parole di Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale, autore, insieme a Stefano Zamagni, del volume Pensare la sanità. Secondo Ricciardi e Remuzzi, però, «è la stessa Corte Costituzionale (e non Antonini, ndr) a parlare di “deriva americanizzante” e lo fa negli stessi giorni in cui il New England Journal of Medicine scrive “in America nessun settore di quelli che orbitano attorno alla salute è immune dalla smodata ricerca del profitto”». Una ricostruzione che non tiene conto minimamente del fatto che la richiesta all’Italia di tagli alla spesa pubblica, iniziati in modo massiccio durante il governo guidato da Mario Monti, è arrivata dall’Unione europea. Pena, il rischio di ritrovarsi con la Troika in casa, come successo alla Grecia. E da allora i tagli alla Sanità si sono susseguiti con tutti i governi. E non all’America di Donald Trump, che però viene vista dai grand commis della Sanità di tutti i Paesi come il nemico pubblico numero uno. Trump, infatti, oltre a portare avanti una linea di rottura rispetto a quella dell’Oms sull’argomento vaccini, ha anche annunciato l’addio degli Usa all’organizzazione. Alla quale, nel solo biennio 2022-2023 Washington ha versato 1,28 miliardi di dollari. Nello stesso periodo la Cina, citata dallo stesso Trump per motivare la sua decisione, ha versato 156 milioni di dollari, l’Unione europea 468, l’Italia 73. Cifre che rendono facile capire il motivo dell’ostilità verso Trump da parte del mondo della Sanità internazionale, ma che nulla hanno a che vedere con l’origine dei tagli applicati in Italia nel settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FRANCOIS DE TONQUÉDEC Heading: Highlight: Image:LIBERTICIDI A sinistra, Roberto Speranza, ministro della Salute che ha gestito l’emergenza Covid nei governi Conte II e Draghi; a destra, Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro durante la pandemia, audito dalla Commissione d’inchiesta [Ansa] TARDIVI Il pezzo di Giuseppe Remuzzi e Walter Ricciardi sul Corriere -tit_org- La confessione di ricciardi: green pass voluto dai francesi Ricciardi rivela: Il green pass fu un'idea francese. Alla fine la «scienza» era solo Macron -sec_org- tp:writer§§ FRANCOIS DE TONQUÉDEC guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/02/2025110202046703507.PDF §---§