title§§ Medici di famiglia, ne mancano 7 mila ma i bandi vanno deserti in sei regioni: perché nessuno vuole fare il dottore | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102941308394.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 01 Nov 2025
In Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino-Alto Adige i concorsi per la medicina generale non coprono i posti disponibili. Negli ultimi dieci anni persi quasi 7 mila medici di famiglia
pubDate§§ 2025-11-01T13:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102941308394.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102941308394.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/economia/professionisti/25_novembre_01/medici-di-famiglia-ne-mancano-7-mila-ma-i-bandi-vanno-deserti-in-sei-regioni-perche-nessuno-vuole-fare-il-dottore-3e570134-55e8-4182-98b4-76e27f985xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102941308394.PDF tp:ocr§§ Motori fragili, aerei nuovi già smantellati: viaggio nella più grande (e lunga) crisi dellâ??aviazioneSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.In Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino-Alto Adige i concorsi per la medicina generale non coprono i posti disponibili. Negli ultimi dieci anni persi quasi 7 mila medici di famigliaNei bandi per diventare medico di famiglia, in sei Regioni italiane i candidati non bastano più. I posti ci sono, ma le aule restano mezze vuote. Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Marche e Trentino-Alto Adige: territori dove la carenza è ormai cronica e il ricambio generazionale non arriva. Nei numeri si consuma una lenta, silenziosa emergenza del nostro Servizio sanitario nazionale: in dieci anni sono «spariti» oltre 7 mila medici di famiglia, passati dai 45.203 del 2013 ai 37.983 del 2023, quasi il 20% in meno.Il risultato è che oltre cinque milioni di italiani non trovano un medico di riferimento, cifra che potrebbe salire a otto milioni entro pochi anni, secondo la Fimmg, il principale sindacato di categoria.Rielaborazione dati Fondazione GimbeLa verità è che i concorsi per il corso triennale di formazione in medicina generale â?? il passaggio obbligato per esercitare la professione â?? non riescono più ad attrarre nuovi medici. Nel 2024, su 2.623 borse di studio disponibili, solo 2.240 candidati si sono presentati: un 15% di posti rimasti vuoti. In alcune Regioni, le defezioni sfiorano o superano la metà : Marche (-68%), Molise (-67%), Bolzano (-57%), Lombardia (-45%), Liguria (-42%) e Veneto (-41%). In Lombardia, dove le cronache avevano annunciato una «ripresa» di iscrizioni, la realtà ha smorzato lâ??entusiasmo: su 602 iscritti, solo 306 hanno poi sostenuto la selezione. di  Redazione EconomiaE così, secondo la Fondazione Gimbe, entro il 2027 smetteranno di lavorare 7.345 medici di medicina generale, mentre mancano già oggi oltre 5.500 professionisti. Più di un terzo degli attuali dottori uscirà dal sistema entro il 2035. Le regioni più colpite? Sempre le stesse: Lombardia (-1.525), Veneto (-785), Campania (-652), Emilia-Romagna (-536), Piemonte (-431). E il problema si registra nelle aree rurali, dove i bandi deserti lasciano interi paesi senza medico, come nelle grandi città  (da Milano a Bologna, da Torino a Venezia), dove la carenza ormai si sente massicciamente: ambulatori pieni, lunghe liste dâ??attesa per cambiare medico, sostituzioni a rotazione.Fondazione GimbeIl problema non è solo numerico. Ã? anche culturale e professionale. La borsa di formazione per chi sceglie la medicina generale vale 900 euro al mese, contro i 1.600 euro circa delle altre specializzazioni universitarie.Poi ci sono i costi di gestione â?? studio, segreteria, strumenti â?? e una burocrazia che soffoca: ricette, certificati, piattaforme informatiche diverse da Regione a Regione. Risultato: sempre più medici assistono il massimo consentito di pazienti, 1.500, non di rado superandolo e toccando i 1.800-2 mila pazienti. In Lombardia il 74% dei dottori ha superato il tetto, in Veneto quasi il 70%. E così, sommersi dal lavoro, i medici di famiglia hanno sempre meno tempo per visitare i pazienti e prestare loro ascolto.di  Claudia VoltattorniMa la pressione è destinata a crescere, perché a pesare non è solo la burocrazia, ma anche la trasformazione demografica del Paese. Negli ultimi quarantâ??anni gli over 80 sono triplicati, passando da 1,4 a 4,5 milioni. E nel 2034, secondo le proiezioni Istat, gli over 65 saranno quasi 17 milioni, il 29% della popolazione. Numeri che si incrociano con quelli della crisi demografica della professione: «Il massimale di 1.500 assistiti per medico, fissato negli anni Ottanta, è ormai insostenibile â?? ha spiegato nei mesi scorsi Nino Cartabellotta, presi dente della Fondazione Gimbe â??. La popolazione è più anziana e più malata. E i medici sono meno». Il rischio è che il sistema si spezzi: milioni di cittadini senza dottore di riferimento, e un effetto domino che travolge tutto il territorio: dalle cure croniche alla prevenzione, fino ai pronto soccorso già al limite.di  Massimiliano Jattoni Dallâ??AsénE poi câ??è la politica. Da tempo i partiti che vanno al governo promettono di riformare la medicina territoriale. Lâ??ultima idea â?? trasformare i medici di famiglia in dipendenti del Servizio sanitario nazionale â?? divide la categoria. «Una riforma annunciata senza alcuna valutazione dâ??impatto economico e organizzativo», avverte Cartabellotta. Per ora resta solo la promessa, inserita nel disegno di legge sulle professioni sanitarie, di trasformare il corso triennale regionale in una scuola di specializzazione universitaria. Un passo avanti, ma insufficiente. «La vera emergenza â?? conclude Cartabellotta â?? non è solo nei numeri, ma nellâ??assenza di una visione. Se la medicina generale perde appeal, milioni di italiani resteranno senza riferimento, e la riforma dellâ??assistenza territoriale prevista dal Pnrr rischia di nascere già fallita».1 novembre 2025 ( modifica il 1 novembre 2025 | 14:33)© RIPRODUZIONE RISERVATALe guide per approfondire i temi più discussiDubbi su casa, tasse, risparmio, pensioni? Leggi le risposte e scrivi la tua domandaRisponde Angelo FranciosoRisponde Federico FonziRisponde Rosario Bellodi  Redazione EconomiaTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102941308394.PDF §---§ title§§ Di Paola (M5s) attacca Schifani: “Distrugge tutto ciò che tocca, finanziaria non sia un altro libro dei sogni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102955908504.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 01 Nov 2025
Lo afferma il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, commentando le indiscrezioni sulla finanziaria che si accinge a sbarcare all''Ars.
pubDate§§ 2025-11-01T15:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102955908504.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102955908504.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/di-paola-m5s-attacca-schifani-distrugge-tutto-cio-che-tocca-finanziaria-non-sia-un-altro-libro-dei-sogni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102955908504.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl Network“Dopo il reddito di cittadinanza rivisto (male) e camuffato, Schifani prova ad andare in soccorso all’edilizia che annaspa dopo la fine dell’onda lunga dei benefici garantiti dal bonus 110%, che evidentemente andava sì rivisto e migliorato, ma non sabotato prima e poi cancellato del tutto, condannando a morte un settore che aveva provato a rialzare la testa e trainare la ripresa dell’economia”.Lo afferma il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, commentando le indiscrezioni sulla finanziaria che si accinge a sbarcare all’Ars.“Il superbonus, che per inciso quasi tutto il governo Meloni ha pressato per prorogare prima di fare una clamorosa retromarcia – dice Di Paola – è stato criminalizzato perché sono stati analizzati e contrabbandati urbi et orbi solo i costi della misura, senza prendere in considerazione i tanti benefici che ha prodotto, come hanno sottolineato a vario titolo Nomisma, Censis, Bankitalia, Eurostat e perfino la Commissione Europea, che suggeriva di estenderlo ad altri Paesi. Non sono mai state prese in considerazione, infatti, dalla propaganda di regime, le somme rientrate subito sotto forma di Iva, Ires, maggiore produzione e occupazione, e la riduzione delle spese sotto forma di sussidi e cassa integrazione, e si potrebbe continuare”.“Bonus edilizi a parte – continua Di Paola – speriamo che questa finanziaria non sia un altro libro dei sogni e l’ennesima occasione mancata in perfetto stile Schifani, che si sta dimostrando abilissimo a distruggere tutto quello che tocca. Il disastro è sotto gli occhi di tutti, basta guardarsi intorno: su sanità, agricoltura, siccità, incendi c’è il sigillo del suo fallimentare governo, e serve a poco gonfiarsi il petto, come ha fatto prontamente il presidente, per i dati della Cgia di Mestre. Commenti piuttosto i dati recentissimi del Gimbe, che collocano la nostra sanità al penultimo posto tra le regioni italiane, su cui, ovviamente, da Palazzo d’Orléans c’è stato silenzio tombale”.Tutti gli appuntamenti con la nuova edizione.Ospite della puntata n.337 è il responsabile della Comunità di Sant’Egidio in SiciliaLa 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102955908504.PDF §---§ title§§ Nessuno vuole fare il medico di famiglia. Una professione in crisi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102950808489.PDF description§§ pubDate§§ 2025-11-01T15:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102950808489.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102950808489.PDF', 'title': 'ragusanews.com'} tp:url§§ https://www.ragusanews.com/nessuno-vuole-fare-il-medico-di-famiglia-una-professione-in-crisi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102950808489.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia, ne mancano 7 mila ma i bandi vanno deserti in sei regioni: perché nessuno vuole fare il dottoredi RedazioneNei bandi per diventare medico di famiglia, in sei Regioni italiane i candidati non bastano più. I posti ci sono, ma le aule restano mezze vuote. Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Marche e Trentino-Alto Adige: territori dove la carenza è ormai cronica e il ricambio generazionale non arriva. Nei numeri si consuma una lenta, silenziosa emergenza del nostro Servizio sanitario nazionale: in dieci anni sono «spariti» oltre 7 mila medici di famiglia, passati dai 45.203 del 2013 ai 37.983 del 2023, quasi il 20% in meno.Il risultato è che oltre cinque milioni di italiani non trovano un medico di riferimento, cifra che potrebbe salire a otto milioni entro pochi anni, secondo la Fimmg, il principale sindacato di categoria.La verità è che i concorsi per il corso triennale di formazione in medicina generale — il passaggio obbligato per esercitare la professione — non riescono più ad attrarre nuovi medici. Nel 2024, su 2.623 borse di studio disponibili, solo 2.240 candidati si sono presentati: un 15% di posti rimasti vuoti. In alcune Regioni, le defezioni sfiorano o superano la metà: Marche (-68%), Molise (-67%), Bolzano (-57%), Lombardia (-45%), Liguria (-42%) e Veneto (-41%). In Lombardia, dove le cronache avevano annunciato una «ripresa» di iscrizioni, la realtà ha smorzato l’entusiasmo: su 602 iscritti, solo 306 hanno poi sostenuto la selezione.E così, secondo la Fondazione Gimbe, entro il 2027 smetteranno di lavorare 7.345 medici di medicina generale, mentre mancano già oggi oltre 5.500 professionisti. Più di un terzo degli attuali dottori uscirà dal sistema entro il 2035. Le regioni più colpite? Sempre le stesse: Lombardia (-1.525), Veneto (-785), Campania (-652), Emilia-Romagna (-536), Piemonte (-431). E il problema si registra nelle aree rurali, dove i bandi deserti lasciano interi paesi senza medico, come nelle grandi città (da Milano a Bologna, da Torino a Venezia), dove la carenza ormai si sente massicciamente: ambulatori pieni, lunghe liste d’attesa per cambiare medico, sostituzioni a rotazione.Il problema non è solo numerico. È anche culturale e professionale. La borsa di formazione per chi sceglie la medicina generale vale 900 euro al mese, contro i 1.600 euro circa delle altre specializzazioni universitarie.Poi ci sono i costi di gestione — studio, segreteria, strumenti — e una burocrazia che soffoca: ricette, certificati, piattaforme informatiche diverse da Regione a Regione. Risultato: sempre più medici assistono il massimo consentito di pazienti, 1.500, non di rado superandolo e toccando i 1.800-2 mila pazienti. In Lombardia il 74% dei dottori ha superato il tetto, in Veneto quasi il 70%. E così, sommersi dal lavoro, i medici di famiglia hanno sempre meno tempo per visitare i pazienti e prestare loro ascolto.Ma la pressione è destinata a crescere, perché a pesare non è solo la burocrazia, ma anche la trasformazione demografica del Paese. Negli ultimi quarant’anni gli over 80 sono triplicati, passando da 1,4 a 4,5 milioni. E nel 2034, secondo le proiezioni Istat, gli over 65 saranno quasi 17 milioni, il 29% della popolazione. Numeri che si incrociano con quelli della crisi demografica della professione: «Il massimale di 1.500 assistiti per medico, fissato negli anni Ottanta, è ormai insostenibile — ha spiegato nei mesi scorsi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe —. La popolazione è più anziana e più malata. E i medici sono meno». Il rischio è che il sistema si spezzi: milioni di cittadini senza dottore di riferimento, e un effetto domino che travolge tutto il territorio: dalle cure croniche alla prevenzione, fino ai pronto soccorso già al limite.© Riproduzione riservataÈ intitolato a Pietro ScolloAveva 80 anni ed era uno stimato preside: Fu dirigente scolastico anche a ScicliL'inchiesta della trasmissione di Corrado FormigliPowered by: Ikigai Agency tp:writer§§ Giuseppe Savà guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110102950808489.PDF §---§