title§§ Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale
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Estratto da pag. 19 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 01 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-01T04:13:00+00:00
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tp:ocr§§ Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale Secondo Gimbe, in Calabria si registrano carenze strutturali e personale insufficiente Vite stravolte, sconvolte, distrutte. Il colore delle macerie appare all’improvviso dopo che tutto finisce nel tritacarne del vizio. I segni dei legami familiari sfumano inseguendo il “piacere” che diventa patologia. C’è chi brucia montagne di soldi, chi impegna la pensione o la paga, chi i risparmi, chi, addirittura, ci rimette la casa. Si comincia con poco e non si finisce più perché il gioco come la droga creano dipendenza e crisi d’astinenza. E quando finiscono i soldi, resta il bisogno di aiuto per tirarsi fuori dal campo minato. A quel punto dovrebbe entrare in gioco il sistema dei servizi per le dipendenze. Ma in Calabria, la rete è lo specchio più nitido delle fragilità del Servizio sanitario regionale: disomogenea, fragile, priva di una regia stabile. Un profilo livido che affiora dall’analisi della Fondazione Gimbe, presentata al XIV Congresso Nazionale Federserd, che ha messo a nudo la geografia sanitaria di un Paese in cui la prevenzione e la cura delle dipendenze (come, più in generale, l’assistenza) restano un diritto non ugualmente garantito. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, è stato chiaro: «Serve una riorganizzazione nazionale, non più iniziative spot. I SerD sono una delle anomalie strutturali del nostro Servizio sanitario: la loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di pochi professionisti, più che da un disegno organico». I dati calabresi lo confermano. Nel 2024 il tasso di servizi di primo livello (unità mobili, centri drop-in, centri di accoglienza) è di appena 0,1 per 100mila abitanti nella fascia 15-74 anni, contro una media nazionale di 0,4. Ciò significa che, spesso, chi vive nelle aree interne non ha accesso a un servizio di prossimità e il primo contatto possibile resta, come sempre accade, il Pronto soccorso. E le prime linee degli ospedali finiscono, puntualmente, sotto pressione. Nel 2024 in Italia si sono registrati 8.378 accessi droga-correlati, di cui il 10% minorenni. In Calabria la proporzione è analoga, ma con un’aggravante: la rete dei SerD non riesce ad assorbire i casi cronici, e il ricorso all’ospedalizzazione diventa la norma. Il 69% dei ricoveri droga-correlati continua a concentrarsi al Nord, ma non perché al Sud il fenomeno sia minore ma più semplicemente perché le strutture di cura mancano o sono sature. Inoltre, sostiene Gimbe, in Calabria operano 2,4 servizi ambulatoriali ogni 100mila abitanti (media nazionale 2,6) e 1,7 strutture residenziali e semi-residenziali per 100mila abitanti (media italiana 2,1). In totale, poco più di una trentina di punti d’accesso sull’intero territorio regionale. Nelle aree interne, la presa in carico del paziente dipende dall’iniziativa dei singoli SerD provinciali, spesso senza personale sufficiente per coprire l’intero territorio. Il DM 77 stabilisce che ogni SerD debba servire una popolazione tra 80 e 100 mila abitanti, con équipe multiprofessionali attive almeno cinque giorni su sette. Ma in Calabria, come accade un po’in tutto il Mezzogiorno, gli standard restano sulla carta. La carenza di personale è strutturale e a livello nazionale mancano quasi 1.900 operatori per raggiungere lo standard a regime, tra cui 409 psicologi, 342 assistenti sociali e 475 educatori professionali. Nei SerD calabresi il carico di lavoro resta elevato: ogni operatore segue in media oltre 23 pazienti, un valore che sfiora la media nazionale e testimonia la pressione sul personale. L’assistenza residenziale, infine, vive, soprattutto, grazie al privato sociale, che gestisce il 94% delle strutture. Si tratta di una rete preziosa ma con poche realtà consolidate e molte altre in bilico tra convenzioni intermittenti e carenza di fondi. «Affrontare le dipendenze significa tutelare la salute pubblica – ha concluso Cartabellotta – ma i servizi che se ne occupano restano fuori dalle agende politiche. In Italia paghiamo il prezzo di anni di inerzia istituzionale».
gi.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Secondo Nino Cartabellotta: «I SerD sono una delle anomalie strutturali del Ssn: loro efficacia dipende spesso dalla buona volontà di pochi professionisti» Image:Presidente Gimbe Nino Cartabellotta -tit_org- Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale -sec_org-
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title§§ Dipendenze: ambulatori e assistenza in Valle sono sopra la media nazionale
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Estratto da pag. 46 di "VALLÉE NOTIZIE" del 01 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-01T06:32:00+00:00
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tp:ocr§§ Dipendenze: ambulatori e assistenza in Valle sono sopra la media nazionale AOSTA (ces) In materia di prevenzione e cura delle dipendenze, in Valle d'Aosta i servizi ambulatoriali, e quelli residenziali e semi-residenziali, mostrano dati sopra la media nazionale, mentre sono assenti, al 2024, i servizi di primo livello, quelli cioè che si distinguono per l'elevato grado di accessibilità (di unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza) e sono destinati prevalentemente alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. E' quanto emerge dall'analisi sulle dipendenze e sull'organizzazione dei Servizi per le Dipendenze (SerD), presentata da Fondazione Gimbe al 14esimo Congresso nazionale Federserd sulla prevenzione e cura delle dipendenze. I servizi ambulatoriali sono quelli che attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. In Valle d'Aosta nel 2024 il tasso medio è di 3,2 servizi ambulatoriali per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,6); nel 2023 (ultimo anno disponibile) il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 16,5 (media nazionale: 24,1). I servizi residenziali e semi-residenziali sono quelli che offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi assistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali. In Valle d'Aosta, nel 2024, il tasso medio è di 5,4 servizi per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,1). Riguardo ai servizi di primo livello, assenti in Valle d'Aosta nel 2024, il tasso medio nazionale per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni è pari a 0,4. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze: ambulatori e assistenza in Valle sono sopra la media nazionale -sec_org-
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title§§ Un primato a due facce per l'Italia dei trapianti = Trapianti, Italia da primato Ma ancora 8mila in attesa
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Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 01 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-01T04:47:00+00:00
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tp:ocr§§ Un primato a due facce per l’Italia dei trapianti SANITÀ I 4.642 interventi del 2024 proiettano il Paese al vertice globale. Ma 8mila pazienti restano in attesa Trapianti, Italia da primato Ma ancora 8mila in attesa Salinaro a pagina 9 N onostante oggi ci siano 8 mila italiani in lista di attesa, il nostro Paese è tra i primi al mondo nel campo delle donazioni e dei trapianti di organi, tessuti e cellule. E il 2024 è stato un anno record visto che il Centro nazionale trapianti (Cnt) segnala ben 4.642 interventi effettuati in totale (+3,9%), di cui 179 in urgenza nazionale (86 di cuore, 75 di fegato, 14 di polmone, 4 di rene) e 191 pediatrici (79 di fegato, 76 di rene, 32 di cuore, 4 di polmone). A certificare il ruolo internazionale di assoluto primo piano che lo stivale ha acquisito in questo ambito, è l’ultima edizione della “Newsletter Transplant”, il rapporto annuale del Consiglio d’Europa. I numeri parlando chiaro: l’Italia è seconda al mondo per il trapianto di fegato, dietro solo agli Stati Uniti, e settima per il trapianto di cuore. Molto accentuata è la crescita dei trapianti di cuore da persone con cuore che si è fermato (dopo cioè che l’organo ha smesso di battere dopo la certificazione della morte cerebrale del donatore). In merito agli ospedali, quello che ne ha effettuato più trapianti è l'Azienda ospedaliera-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino (440), davanti all'Azienda Ospedale Università di Padova (413) e all'Irccs Ismett di Palermo (276). Torino è stato anche il centro trapianti con il più alto numero di procedure effettuate al fegato (179), mentre Padova è prima in Italia per trapianti di rene (217) e polmone (41). Non solo Palermo al Sud, visto che il Policlinico universitario di Bari si conferma primo nei trapianti di cuore (73, ma sono già 94 quelli realizzati nel 2025, un record europeo), invece per il pancreas il primo centro italiano è l’Irccs San Raffaele di Milano (14). Il report europeo sul 2024, certifica che l'Italia è seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione: 29,5 donatori utilizzati per ogni milione di abitanti, dietro i 48 della Spagna ma davanti a Francia (28,3), Regno Unito (19,2) e Germania (10,9). Se allarghiamo lo sguardo a tutto il continente, includendo quindi anche i Paesi più piccoli per abitanti e per attività di trapianto, davanti all'Italia - oltre alla Spagna - ci sono Portogallo (33,5 donatori per milione di abitanti), Repubblica Ceca (32), Belgio (31,7) e Croazia (29,8). Il 2024, anno da primato, ha visto 3.165 donatori segnalati nelle rianimazioni (+2,3% sul 2023), 1.730 donatori effettivamente utilizzati (+3,6%), con un'età media di 62,6 anni. Tra i 221 ospedali nei quali sono state effettuate le donazioni, i più attivi sono stati quello di Padova (53), il Civile Maggiore di Verona (47) e il Bellaria di Bologna. Nel report viene dato ampio spazio all'attività di donazione a cuore fermo, che, come detto, è cresciuta in un anno del 34,6%: nel 2024 i prelievi di questo tipo sono stati 284, il 16,4% del totale delle donazioni di organi. La donazione a cuore fermo in Italia segna l'incremento più importante tra i grandi Paesi europei (unica eccezione, la Spagna). Ottenere un trapianto è però sempre complesso: a fine 2024, c'erano ancora 8.024 pazienti, con tempi medi d'attesa di 3 anni per un trapianto di rene, 1 anno e 7 mesi per il fegato, 3 anni e 4 mesi per il cuore e 2 anni e 5 mesi per il polmone. Tempi che si riducono drasticamente per i pazienti in urgenza nazionale: in questo caso, l'attesa media è di 2 giorni per il fegato, 5-6 giorni per il rene e il polmone e 10-11 giorni per il cuore. «I numeri del report europeo e quelli pubblicati dal Centro nazionale trapianti testimoniano l’impegno costante della Rete nazionale e il valore di una collaborazione che coinvolge istituzioni, professionisti sanitari, volontari e cittadini», ha commentato il direttore generale del Cnt Giuseppe Feltrin. Per il quale, in conclusione, «i numeri del 2024, ma anche i dati preliminari del 2025 confermano la forza di un sis
tema che cresce nella complessità e nella capacità di risposta». ---End text--- Author: VITO SALINARO Heading: SANITÀ I 4.642 interventi del 2024 proiettano il Paese al vertice globale. Ma 8mila pazienti restano in attesa Highlight: IL DATO Il report annuale del Consiglio d’Europa certifica la crescita: 4.642 interventi nel 2024, siamo secondi al mondo sul fegato dietro agli Usa, e settimi per quelle al cuore (dove è leader il Policlinico di Bari) Image:SANITÀ I 4.642 interventi del 2024 proiettano il Paese al vertic Chirurghi al lavoro nel blocco operatorio dell’Ospedale Niguarda di Milano -tit_org- Un primato a due facce per l’Italia dei trapianti Trapianti, Italia da primato Ma ancora 8mila in attesa -sec_org-
tp:writer§§ VITO SALINARO
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title§§ I costi per la salute, spesa necessaria = La salute ? Una spesa necessaria
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Estratto da pag. 36 di "CORRIERE DELLA SERA" del 01 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-01T04:47:00+00:00
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tp:ocr§§ Un bene da tutelare I costi per la salute, spesa necessaria LASALUTE?UNASPESANECESSARIA La sfida La Costituzione considera la sanità un bene da mettere al primo posto. Tutelarla è un impegno per la democrazia di Giuseppe Remuzzi e Walter Ricciardi a pagina 36 di Giuseppe Remuzzi e Walter Ricciardi Q uante volte ci siamo detti che il Servizio Sanitario Nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo? E che l’universalità (cioè che sia per tutti) è garantita dalla Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». Quel «fondamentale» — scusate il gioco di parole — è fondamentale. Ed è l’unico diritto definito tale in tutta la Costituzione. E vi siete mai chiesti come sono nate quelle due righe? Era il 24 aprile del ’47, di giovedì, ci si apprestava a predisporre la prima bozza della Costituzione e che ci fosse un articolo sulla salute, per quanto all’acqua di rose, fu osteggiato soprattutto dalla Democrazia Cristiana. Quando tre grandi medici di schieramenti diversi, Giuseppe Caronia, Mario Merighi e Alberto Maria Cavallotti elaborano una proposta condivisa e propongono quello che sarà poi l’articolo 32. E non basta. L’onorevole Mario Merighi, famoso per gli studi sulla tubercolosi, va anche al di là: vorrebbe un accordo sul fatto che la tutela della salute è il primo requisito per la libertà dei cittadini (proprio così «se sei malato non sei più libero»). Verso la fine del dibattito interviene Giulio Andreotti — anni 29 —, pare di vederlo con il suo garbo e già un certo carisma: «Il gruppo democristiano voterà l’emendamento proposto dall’onorevole Caronia». Questo e tanto d’altro si trova nel libro «Pensare la sanità», tanto ben scritto quanto importante; autori sono Luca Antonini, vice presidente della Corte Costituzionale e Stefano Zamagni, professore di economia. E non è un libro come tanti altri, di quelli che parlano di sanità; qui attraverso dati e sentenze che si rincorrono si trovano le basi costituzionali della tutela alla salute e del perché deve essere per tutti, per chi ha possibilità economiche e per chi non ne ha. È un libro che interroga le nostre coscienze e chiede (quasi supplica) chi ha responsabilità di governo di custodirlo e proteggerlo il nostro Servizio Sanitario Nazionale anche se, per riuscirci davvero, ci vuole un pensiero forte. I tre grandi medici della costituente l’hanno avuto il pensiero forte, è grazie a loro che nel ’78 Tina Anselmi ha potuto dare a quelle speranze una struttura organizzativa, incardinata nella legge 833, quella del Servizio Sanitario Nazionale. Con quella legge — ispirata, financo nei dettagli, a quello inglese che però era nato 30 anni prima — l’Italia compie un atto di grande civiltà, archivia un sistema ingiusto basato sulle mutue e si porta ai vertici della classifica della buona sanità. È stato così fino al 2009, ma da lì in poi, secondo Antonini e Zamagni, il modello va alla deriva. Di chi la colpa? Pigrizia intellettuale, almeno un po’, contenimento dei costi, e liste d’attesa. Nel frattempo cresce la spesa privata a carico delle famiglie che oggi è fuori controllo, le assicurazioni si espandono, ma gli importi assicurati secondo la Corte sono piuttosto contenuti. È la stessa Corte Costituzionale a parlare di «deriva americanizzante» e lo fa negli stessi giorni in cui il New England Journal of Medicine scrive «in America nessun settore di quelli che orbitano attorno alla salute è immune dalla smodata ricerca del profitto». La Corte Costituzionale coglie a pieno questo rischio e fa notare come già oggi i dati sulla spesa privata siano allarmanti, di questo passo finiranno per mettere a rischio la tenuta della democrazia. Come se ne esce? Una strada c’è secondo la Corte: in base a una serie di sentenze — che vanno dal 2017 al 2022 — quella per la tutela della salute va inquadrata come «una spesa costituzionalILLUSTRAZIONE DI DORIANO SOLINAS mente necessaria». Non c’è altro modo a mio parere per venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli, che mai potranno contribuire di
tasca propria ai costi delle cure e nemmeno farsi un’assicurazione. Naturalmente, sostengono gli Autori, non è soltanto un problema di risorse. La crisi è il disvelamento di crepe che si sono formate nell’ultimo quarantennio e la scoperta che la salute di ciascuno dipende da quella di tutti comporta che essa debba essere considerata un bene comune, che come tale non può essere monopolio del pubblico né tanto meno, secondo la Corte, del privato, per questo la politica dovrebbe fare fronte comune in modo bipartisan affidando la soluzione ai migliori esperti. Le scelte finali resteranno, si capisce, di natura politica. Per arrivarci davvero, Anto n i n i e Z a m a g n i suggeriscono tre direttrici: portare in equilibrio medicina ospedaliera e medicina del territorio, deburocratizzare il sistema sanitario e arrestare il processo di frammentazione tra regioni dei compiti e delle modalità di intervento in ambito sanitario. In ultimo, ma non per importanza, abbracciare la rivoluzione tecnologica, in particolare quella digitale, utilizzandola però in maniera da tenere sempre la persona al centro e senza allargare il divario tra i diversi segmenti demografici e sociali della popolazione. Il tutto in un contesto bipartisan che ponga la salute e la sanità come obiettivi prioritari per lo sviluppo e la prosperità del nostro Paese. Perché ciò avvenga, sarà necessario un profondo ripensamento culturale, capace di restituire al Servizio Sanitario Nazionale la sua funzione originaria di strumento di equità e coesione sociale. Occorre superare la logica emergenziale che da troppo tempo orienta le politiche sanitarie e investire in prevenzione, formazione e innovazione organizzativa. Solo così si potrà costruire un sistema capace di rispondere ai bisogni complessi di una popolazione che invecchia, ed è questo l’orizzonte di una nuova stagione per la sanità italiana, in cui efficacia, efficienza, giustizia e umanità tornino a camminare insieme. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giuseppe Remuzzi :-: Walter Ricciardi Heading: Highlight: ? L’obiettivo È necessario un profondo ripensamento culturale, capace di restituire al Servizio Sanitario Nazionale la sua funzione originaria Image:ILLUSTRAZIONE DI DORIANO SOLINAS -tit_org- I costi per la salute, spesa necessaria La salute ? Una spesa necessaria -sec_org-
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title§§ La sanità delle polizze «Sono un grimaldello per privatizzare tutto»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110101814605315.PDF
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Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 01 Nov 2025
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tp:ocr§§ VITTORIO AGNOLETTO SPIEGA IL "MODELLO" DELLA LEGA La sanità delle polizze «Sono un grimaldello per privatizzare tutto» GIULIO CAVALLI È un medico del lavoro, docente universitario, attivista di Medicina Democratica e già presidente della Lila contro l'Aids, portavoce del Genoa Social Forum e deputato europeodella sinistra vittorioAgnoletto osserva la deliberalombardasulla cosiddetta "super intramoenia" con lo sguardo di chi conosce da decenni le pieghe del sistema sanitario. E lancia un allarme che va oltre l'aspetto tecnico. «È una cosa gravissima», dice, perché arriva in una regione dove «per una cataratta si può attendere due anni, per la neuropsichiatria infantile anche più di due, e la logopedia è ormai un miraggio». La fotografia del presente determina il peso politico del provvedimento. Il 22 ottobre avevamo raccontato come la delibera ß²/4986 della giunta Fontana autorizzi ospedali pubblici e irccs a stipulare accordi diretti con assicurazioni e fondi integrativi, consentendo l'uso di letti e macchinali del Servizio sanitario nazionale per pazienti solvibili con corsie rapide e tariffe dedicate. Agnoletto aggiunge un livello ulteriore: il provvedimento istituzionalizza un doppiobinario che già oggi sposta pazienti verso il privato, anchedentro strutture convenzionate e anche nelle strutture pubbliche sfruttan- Dopo la firma della delibera che spalanca le porte degli ospedali pubblici ai colossi delleassicurazioni, il medico ex deputato lancia l'allarme; «L'assicurazionismo sanitarioavràl'hub a Milano» do in questo caso l'intramoenia come scorciatoia. «La delibera non crea un canale parallelo, lo consolida: prevede persino fàcsimili di contratto tra ospedali e assicurazioni, invita a fissare prezzi inferiori rispetto alleprestazioni private per singoli cittadini e aggancia il valore economico al volume degli accessi». Il risultato, spiega l'ex europarlamentare, è l'ingresso strutturato delle assicurazioni nel bilancio degli ospedali pubblici «Se un grande ospedale milanese concorda un flusso di migliaia di assicurati, quelle entrate diventano risorse attese e pianificabili. Col tempo, chi gestisce la struttura sarà condizionato da chi porta denaro e vorrà orientare reparti, ricerca, scelte strategiche. Se un'assicurazione ottiene ritomi più favorevoli in un settore, spingerà per consolidarlo, trasformando un ospedale pubblico in un soggetto pubblico-privato di fatto». È il nodo un'istituzione formalmente pubblica che rischia di operare secondo logiche private senza che ciò emerga in modo dichiarato . Superato il confine Agnoletto intravede in questo meccanismo il "grimaldello" per privatizzare il sistema senza intervenire sulla Costituzio ne. «Non ci sono le condizioni per abolire l'artìcolo 32 o l'universalismo del Servizio sanitario nazionale . Allora si procede costruendo un modello che seleziona chi può pagare, vendendolo come ampliamento della libertà di scelta». È la stessa retorica utilizzata in Lombardia negli ultimi trenfanni: il cittadino convintodi scegliere tra pubblico e privato "in convenzione", mentre il privato convenzionato usa il sistema per alimentare il proprio mercato. Con la nuova delibera, la spinta verso le assicurazioni diventa una condizione strutturale chi ha una polizza salterà le liste, chi non ce l'ha rimarrà indietro. Il rischio, avverte Agnoletto, è che Milano diventi l'hub nazionale dell'assicuraziomsmo sanitario: «Le grandi compagnie sono qui . le strutture eccellenti sono qui Una volta avviati i contratti, il resto d'Italia sarà spinto a seguire». Non è solo un'ipotesi: il presidente Fontana ha già chiesto alla Conferenza Stato-Regioni di conferire alla Lombardia il mandato per scrivere «³ëųÿïà - SS - SJ - - una proposta di nuova legge nazionale sulla sanità, da presentare al Parlamento per superare la legge 833 del 1978. si tratta di un tentativo di trasformare im modello regionale in un nuovo impianto nazionale, aggirando il dibattito sili principi costituzionali. La delibera è passata in sordina. «Un importante giorn
alista nazionale è caduto dalle nuvole quando gliel'ho mostrata», racconta Agnoletto. Nessuna discussione pubblica, nessuno scontro politico. Il silenzio, dice, ha ima spiegazione « Anche una parte dell'opposizione è timida perché coinvolta nel sistema delle mutue integrative, spessolegate a contratti collettivi o a realtà che si definiscono etiche», in questo quadro, diventa difficile promuovere una mo bilitazione compatta contro un sistema che favorisce anche una parte del ceto medio e alcuni soggetti del welfare integrativo legati ad alcuni sindacati. Il rischio è che la società si spacchi lungo nuove linee di frattura: trachi potrà garantirsi un'assicurazione e chi resterà dipendente da un servizio pubblico sempre più impoverito, A quel punto la sanità diventerebbe anche un terreno di potere economico capace di incidere sulle scelte politicheregionali e nazionali, con ospedali pubblici dipendenti dai grandi playerassicurativi. «Chi controlla il flusso di denaro — avverte Agnoletto—finisce per orientare priorità diniche e strategie aziendali», riducendo lo spazio decisionale pubblico a un gusdo formale, La condusione è più che un auspicio: «Questa delibera va respinta dalla A alla Z, perché mina l'idea stessa di un servizio sanitario universale. Se passa in silenzio, la sanità pubblica diventerà un mercato dove la priorità sì compra». La Lombardia, ancora una volta, fa da laboratorio. Dipende dal dibattito nazionale se diventerà il precedente in grado di riscrivere la sanità italiana o resterà il segnale di un allarme raccolto in tempo. GR PRODUZIONE RISERVATA ^WA SALUTE FE H I aWUAuf OSPEDALIERI : SCOPERÒ ßØÅãÏß SS - SJ - - -tit_org- La sanità delle polizze «Sono un grimaldello per privatizzare tutto» -sec_org-
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title§§ Alzheimer, premiato il neurologo Paolo Rossini
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110101816405305.PDF
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Estratto da pag. 14 di "GIORNALE" del 01 Nov 2025
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tp:ocr§§ SAN RAFFAELE DI ROMA Alzheimer, premiato il neurologo Paolo Rossini Si è tenuta allo Spazio Europa, sede dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, la cerimonia di consegna del Premio «Energie per Roma – Salute», iniziativa promossa dal Centro Europeo di Studi Culturali e patrocinata dall’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma. Tra i protagonisti di questa edizione dedicata alla salute, spicca Paolo Maria Rossini (nella foto), direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell'Irccs San Raffaele di Roma, insignito del prestigioso premio «in riconoscimento della straordinaria dedizione, della visione e della capacità di guida dimostrate nel campo della sanità e della salute pubblica, grazie alle quali ha saputo coniugare passione, professionalità e competenza, contribuendo in modo determinante al miglioramento dei servizi e al benessere della comunità romana e valorizzando l’immagine scientifica ed assistenziale delle principali strutture universitarie ed ospedaliere italiane incluso, in anni recenti, l'Istituto di Ricovero e Cura San Raffaele di Roma, sia a livello nazionale che internazionale». Neurologo di fama internazionale, tra gli scienziati più influenti al mondo secondo la classifica stilata dalla Stanford University, Rossini si è sempre distinto per il suo contributo fondamentale nello studio, nella diagnosi precoce e nella cura delle patologie neurodegenerative, con particolare attenzione alla malattia di Alzheimer e per i suoi studi nel campo delle tecniche neurofisiologiche applicate alle funzioni del sistema nervoso centrale umano. Tra i progetti più importanti che da anni lo vedono coinvolto come coordinatore sicuramente Interceptor, promosso e finanziato dal Ministero della Salute e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), grazie al quale si è sviluppato un modello predittivo in grado di identificare con elevata accuratezza le persone con declino cognitivo lieve (MCI) che hanno maggiori probabilità di sviluppare una demenza e del progetto europeo AI-MIND che si propone come strumento decisionale di supporto per l’identificazione precoce dei soggetti a rischio di sviluppare malattie neurodegenerative, attraverso l'applicazione dell’intelligenza artificiale a innovativi strumenti di indagine neurofisiologica, neuropsicologica e genetica. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Alzheimer, premiato il neurologo Paolo Rossini -sec_org-
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title§§ Professionisti sanitari esteri, la Federazione chiede lo stop alle deroghe
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Estratto da pag. 28 di "ITALIA OGGI" del 01 Nov 2025
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tp:ocr§§ Professionisti sanitari esteri, la Federazione chiede lo stop alle deroghe Stop alle deroghe per i professionisti sanitari che vengono dall’estero. La disciplina nata durante il Covid, che si protrarrà fino al 31 dicembre 2027, rischia infatti di «compromettere la programmazione istituzionale per il calcolo del fabbisogno, pregiudicando la pianificazione dei corsi di laurea da parte dei nostri atenei». È il giudizio di Diego Catania, presidente della Federazione nazionale Tsrm Pstrp, che ha trasmesso al ministero della Salute e alla commissione Affari sociali di Camera e Senato una nota per «richiamare l’attenzione sulle persistenti criticità legate all’esercizio professionale in deroga nel nostro Paese». La disciplina, come detto, è nata durante l’emergenza pandemica e consente l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie a coloro che hanno acquisito un titolo di studio all’estero. «Tale misura» – spiega Catania – che ha goduto di successive proroghe in ragione della «carenza di personale sanitario e sociosanitario», è attualmente estesa fino al 31 dicembre 2027. «Consentire a tutti coloro i quali hanno conseguito un titolo estero di poter esercitare una professione sanitaria nel nostro Paese, senza poter prevedere l’entità dei “flussi” in entrata, rischia di compromettere la programmazione istituzionale per il calcolo del fabbisogno, pregiudicando la pianificazione dei corsi di laurea da parte dei nostri atenei», è il pensiero del presidente Fno Tsrm Pstrp. La nota, inoltre, sottolinea un’altra criticità: «Gli ordini delle professioni sanitarie non possono operare alcun controllo, né sulla qualità delle prestazioni, né di natura deontologica nei confronti dei soggetti ammessi all’esercizio professionale in deroga. Ciò comporta potenziali ricadute negative sulla tutela della salute dei cittadini e sulla sicurezza e appropriatezza delle cure». In definitiva, conclude Catania, il governo dovrà «adottare con estrema urgenza misure correttive per sanare le criticità individuate, armonizzando la normativa vigente con i principi ordinamentali». _____© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Professionisti sanitari esteri, la Federazione chiede lo stop alle deroghe -sec_org-
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title§§ Cattani: 35% il fatturato dell'industria farmaceutica a fine anno = Cattani: «Il fatturato 2025 dell'industria farmaceutica vola a 75 miliardi ( 35%)»
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Estratto da pag. 13 di "SOLE 24 ORE" del 01 Nov 2025
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tp:ocr§§ farmindustria Cattani: +35% il fatturato dell’industria farmaceutica a fine anno Cattani: «Il fatturato 2025 dell’industria farmaceutica vola a 75 miliardi (+35%)» Made in Italy Le stime del presidente di Farmindustria durante la visita al sito Sanofi all’Aquila Report d’impatto: per ogni euro investito in ricerca generati tre euro di beneficio Ernesto Diffidenti —a pag. 13 L’industria farmaceutica italiana continua a correre. Nel 2025, se verranno confermate le ultime stime, il valore della produzione dovrebbe raggiungere quota 75 miliardi di cui 70 derivati dall’export, con un balzo del 35% rispetto ai 56 e 54 miliardi raggiunti nel 2024. Quello che si annuncia come un nuovo record è stato anticipato da Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nonché presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta, dal palco del sito hi-tech realizzato dalla multinazionale francese a Scoppito, in Abruzzo. In questo hub produttivo bio-farmaceutico la tecnologia si integra con l’intelligenza artificiale e le competenze del futuro si intrecciano alla vocazione immunologica dimostrando che è possibile accelerare l’accesso a terapie innovative, generando al contempo occupazione qualificata e maggiore competitività per il Paese. Un ruolo strategico confermato dai dati del Report d’Impatto 2024, realizzato collaborazione con Kpmg Italia, secondo cui il contributo complessivo (diretto, indiretto e indotto) di Sanofi all’economia nazionale è stato di 505 milioni di euro, pari allo 0,02% del Pil con 4.184 posti di lavoro attivati di cui 1.446 diretti, 2.150 lungo tutta la filiera e 588 nell’indotto. Ciò significa che per ogni dipendente occupato da Sanofi si registra un effetto moltiplicatore di circa 2 persone in più impiegate nel nostro Paese. «In base al Report – continua Cattani - per 1 euro investito in ricerca, manifattura d’eccellenza e competenze, ne risultano generati quasi 3 euro di beneficio complessivo per la collettività». Sul fronte strettamente sanitario Sanofi lo scorso anno ha raggiunto 15 milioni di pazienti in Italia, con 45,2 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo generando un impatto complessivo di 133 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. «Le nostre soluzioni chiave hanno permesso di evitare costi significativi – continua Cattani -: 29,5 milioni grazie alla campagna di immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale, 20,8 milioni per le patologie infiammatorie di tipo 2 e 34 milioni per le malattie cardiovascolari». Guardare all’industria farmaceutica come investimento e non come un costo è, dunque, l’obiettivo da centrare anche perché quello dei medicinali, ricorda Cattani, è il comparto con le prestazioni più brillanti nel settore manifatturiero. Per questo l’industria chiede scelte coraggiose nella legge di Bilancio a partire dal payback e dall’accesso più veloce ai farmaci innovativi ma anche un’inversione di rotta da parte dell’Europa che sta perdendo competitività rispetto ai colossi Usa e Cina. «L’Europa sta sbagliando tutto sottolinea Cattani - dalla tutela della proprietà intellettuale, incredibilmente penalizzata dalle proposte di revisione della legislazione Ue, alla direttiva sulle acque reflue, un provvedimento che rischia di mettere fuori gioco il settore in Europa, imponendo costi altissimi sulle aziende». Per questo torna a sollecitare un rinnovato impegno della Commissione europea, soprattutto di fronte ai nuovi dazi e alle tensioni geopolitiche mondiali «per cambiare radicalmente le scelte del passato che penalizzano l’economia e superare le lentezze che vanno ad incidere su sicurezza, crescita e salute dei cittadini». «Il nostro impegno in Parlamento - assicura Guido Liris della Commissione Bilancio del Senato - è garantire che queste traiettorie di innovazione siano sostenibili dal punto di vista economico-finanziario e capaci di ridurre i divari territoriali». «Nel quadro della nuova strategia industriale, che sarà illustrata nel Libro Bianco di prossima pubblicazione – ha aggiunto Fausta Bergamotto, sottosegretario al Mimit -
la farmaceutica e il biomedicale sono riconosciuti tra i comparti prioritari su cui costruire il rafforzamento del sistema produttivo italiano». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Ernesto Diffidenti Heading: Highlight: 75 miliardi di ricavi Secondo il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, a fine anno l’industria italiana del farmaco raggiungerà un giro d’affari di 75 miliardi, in crescita del 35% Image:Marcello Cattani Presidente Farmindustria e Sanofi Italia -tit_org- Cattani: 35% il fatturato dell’industria farmaceutica a fine anno Cattani: «Il fatturato 2025 dell’industria farmaceutica vola a 75 miliardi ( 35%)» -sec_org-
tp:writer§§ Ernesto Diffidenti
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title§§ Specializz andi medici alteravano le liste d ' attes a per lavorare meno
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Estratto da pag. 23 di "VERITÀ" del 01 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-01T04:47:00+00:00
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tp:ocr§§ Specializzandi medici alteravano le liste d’attesa per lavorare meno Difensore del Taranto restituisce la palla agli avversari, ma il suo lancio da 50 metri finisce in rete: rissa sfiorata n Riempivano i registri dell’ospedale con finte prenotazioni così durante l’estate potevano lavorare meno. In appena due mesi avrebbero impedito o alterato almeno 290 visite. Alcuni medici specializzandi dell’ospedale di Careggi a Firenze - dieci in totale - sono stati deferiti al termine di un’indagine dei carabinieri del Nas che hanno scoperto un presunto meccanismo di imbroglio con cui venivano alterate le liste di attesa. Gli investigatori hanno esaminato la documentazione fornita dall’azienda ospedaliera Careggi, che ha fornito piena collaborazione e supporto nel corso dello svolgimento degli accertamenti per far ricostruire quanto accaduto. Dai controlli è emerso che nel periodo luglio-agosto 2023 i medici specializzandi, in concorso tra loro, registravano sull’applicativo gestionale Cup 2.0 di Careggi varie prestazioni di specialità ed esami diagnostici, inserendo molteplici prenotazioni, anche nello stesso giorno. Ripetevano il nome dello stesso paziente che aveva invece prenotato una sola visita. In questo modo andavano a saturare, per più giorni, le agende. (Andrea Vivaldi) [Repubblica Firenze] GOLLONZO Il Taranto supera agevolmente l’Acquaviva per 5-1 nella gara di andata del secondo turno di Coppa Italia Eccellenza Puglia, ma nonostante il risultato più che rotondo si sfiora la rissa. Al centro del caso la molto discussa rete del 4-1 del difensore jonico Davide Derosa. Un gol tanto spettacolare quanto fortuito. Al minuto 25 del secondo tempo il giocatore rossoblù Derosa è stato protagonista di un episodio curioso: nel tentativo di restituire il pallone agli avversari, ha calciato dalla distanza e il tiro è finito direttamente in rete da oltre 50 metri. Un gesto tecnico del tutto involontario, che però ha scatenato momenti di tensione in campo, soprattutto perché il Taranto ha scelto di non restituire il gol agli avversari. La gara si è poi conclusa tra le polemiche con un netto 5-1 in favore dei rossoblù. [Tuttocampo.it] DETERMINATI Al culmine di una lite per motivi di parcheggio, a Vietri di Potenza un pensionato ne ha colpito un altro in testa con una katana, un’arma bianca dalla lama lunga 50 centimetri: è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Ferito, ma non in pericolo di vita l’altro uomo. Dopo l’episodio, avvenuto lo scorso 25 ottobre, secondo quanto reso noto dal Comando provinciale di Potenza, il gip del capoluogo lucano ha convalidato l’arresto e ha disposto per il pensionato la misura cautelare dei domiciliari. [Ansa] FUORIGIOCO Un condominio milanese del quartiere Isola si sta battendo contro l’«ennesima apertura» di un locale sotto casa, il Mitú dei fratelli Cordoba (Andrés e Ivan, ex giocatore dell’Inter del triplete), «primo ristorante colombiano d’alta cucina d’Europa», in via Pollaiuolo, traversa di piazzale Archinto uno dei più vivaci epicentri notturni milanesi, e per questo inserito dal Comune nelle zone «ad alta tutela», come i Navigli, Brera, Nolo, Chinatown o l’Arco della pace. Per evitare l’eccessiva concentrazione di locali, infatti, uno dei criteri da considerare per l’apertura di una nuova insegna è la distanza dagli altri esercizi. Un’area di 60 metri, nella quale devono essere già presenti meno di altri sette esercizi. Solo che il «paradossale», secondo i residenti, criterio di misurazione viene declinato dal regolamento antimovida non come il tragitto in linea d’aria, l’unico che fumi, disagi e schiamazzi possono effettivamente compiere, bensì una più sfumata «distanza pedonale», cioè il più breve percorso che un «pedone diligente» può percorrere. I due esercizi posti di fronte al Mitú, passano da 20 a 80 metri, facendo scendere da sette a cinque il numero dei locali considerati vicini, consentendo così il rilascio dell’autorizzazione comunale. (Giacomo Valtolina) [Corriere Milano] POLEMICHE È polemica in Inghilterra dopo che il primo video pubblicato sul
nuovo canale Youtube di Erl i n g Haaland ha ottenuto oltre 5 milioni di visualizzazioni. Nel video, intitolato «Un giorno nella vita di un calciatore professionista», il venticinquenne attaccante del Manchester City e della Norvegia parla della sua routine quotidiana e del piacere di cucinare - e mangiare - enormi bistecche. Ma anche del suo gusto per il latte crudo, non pastorizzato, che non può essere acquistato nei negozi o nei supermercati, sebbene la sua vendita sia legale. La Food standards agency (Fsa) ha reagito avvertendo che «potrebbe contenere batteri nocivi che possono causare intossicazioni alimentari» e pertanto non dovrebbe essere consumato da persone con un sistema immunitario debole, inclusi gli over 65, le donne in gravidanza, i bambini piccoli e le persone con un sistema immunitario che risulti compromesso. [Ansa] COLORATI Come se non bastasse la guerra che ancora infiamma l’Ucraina, a Chernobyl - sede del peggior disastro nucleare della storia - sembra andare in scena un piccolo mistero: sono infatti stati avvistati alcuni cani randagi con il pelo colorato di un blu intenso. Visto il luogo dell’avvistamento - e il fatto che negli ultimi anni i combattimenti hanno raggiunto più volte la zona, causando ripetuti aumenti della radioattività - è forse naturale che qualcuno abbia pensato che l’insolita colorazione delle pellicce potesse essere un effetto delle radiazioni. In ogni caso, così non è: la spiegazione del fenomeno è del tutto naturale; al più, un filo disgustosa. «Sono semplicemente cani che sono finiti dentro qualche sostanza blu», si legge nel post di Clean futures fund, «e stiamo cercando di catturarli per poterli sterilizzare, insieme a tutti gli altri cani che stiamo sterilizzando questa settimana». La spiegazione più probabile? Il colorito blu quasi certamente è stato causato dal liquido blu proveniente da un wc portatile. [Today.it] GREEN Guardia di finanza e polizia hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale Voltaiko.c o m , con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’o m o ni m o gruppo societario. Individuato un gruppo criminale transnazionale con struttura piramidale che avrebbe messo a segno numerose truffe ai danni anche di persone fragili. A quanto reso noto, la proposta green di investimenti nel settore delle energie rinnovabili non prevedeva l’installazione di impianti fisici, ma il noleggio di pannelli fotovoltaici collocati in Paesi ad alta produttività energetica, in realtà inesistenti, con allettanti rendimenti mensili o trimestrali in «energy point». [Ansa] RIMEDIO Guardare un quadro di Vincent Van Gogh o di Edouard Manet non è solamente un piacere per gli occhi, ma un vero e proprio rimedio per il corpo. A dimostrarlo è stato il King’s college di Londra in un nuovo studio, promosso dalla principale fondazione britannica per musei e gallerie Art Found, assieme al Psychiatry research trust. La ricerca ha sottolineato che guardare opere d’arte originali può far diminuire i livelli di stress e attivare positivamente il sistema immunitario e ormonale. [Secoloditalia.it] SCOPONE «Senza voler offendere la storia della Repubblica, Sandro Pertini a scopone scientifico non era granché. Sono stato suo compagno di gioco, purtroppo era un pessimo giocatore». (Giorgio La Malfa, ex ministro, intervistato da Pier Luigi Vercesi, ) [Corriere della Sera] © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: SILVIA DI PAOLA Heading: Highlight: Due pensionati si sfidano a colpi di katana per un parcheggio Ammirare un quadro originale di Van Gogh abbassa lo stress e innalza le difese Image:CURIOSA Lili, cucciolo femmina di canguro rosso di dieci mesi, visita l’ufficio del direttore dello zoo di Sosto, in Ungheria. La piccola viene nutrita ogni 4 ore dallo staff [Ansa] -tit_org- Specializz andi medici alteravano le liste d ’ attes a per lavorare meno -sec_org-
tp:writer§§ SILVIA DI PAOLA
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/01/2025110101815105320.PDF
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