title§§ Dipendenze, ogni professionista deve seguire 26 pazienti = Dipendenze, 26 pazienti per ogni professionista link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264507629.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "ADIGE" del 31 Oct 2025

Ogni 100mila abitanti solo 0,2 servizi di accoglienza

pubDate§§ 2025-10-31T06:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264507629.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264507629.PDF', 'title': 'ADIGE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264507629.PDF tp:ocr§§ SANITÀ 13 Dipendenze, ogni professionista deve seguire 26 pazienti SANITÀ N L’elaborazione della Fondazione Gimbe sulla lotta ai comportamenti patologici Dipendenze, 26 pazienti per ogni professionista Ogni 100mila abitanti solo 0,2 servizi di accoglienza Bene per i servizi ambulatoriali ma bocciati su prima accoglienza e strutture residenziali e semi-residenziali. Questo il quadro trentino sull’organizzazione dei servizi per le dipendenze, elaborata dalla Fondazione Gimbe di Milano a partire dai dati della Relazione annuale sul fenomeno della tossicodipendenze in Italia, e del rapporto Osides-Crea del 2024. Un dato tra tutti: se i servizi contro le dipendenze patologiche si distribuiscono a macchia di leopardo nella penisola (con numeri a ribasso al Meridione) il Trentino soffre sul supporto immediato per i cittadini più fragili con una media al di sotto di quella italiana e, addirittura, ben dodici gradini sotto la Provincia di Bolzano, in vetta alla classifica. I servizi di primo livello. Alta accessibilità. Questa la parola chiave dei cosiddetti servizi di primo livello. Con questi ci si riferisce a unità mobili, centri di prima accoglienza e centri drop-in, ossia spazi specifici, pensati per offrire un primo supporto ai cittadini più fragili e soggetti a comportamenti a rischio associati alle dipendenze. Nello specifico si tratta generalmente di servizi, sia pubblici che gestiti dal privato sociale, che si rivolgono alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. A Trento un esempio ne è il drop-in gestito dall’Associazione Famiglie Tossicodipendenti Onlus (Aft). I numeri, in questo senso parlano chiaro. In Trentino, per questi servizi, il tasso per ogni 100mila abitanti di età compresa tra i 15 e i 74 anni, è solo dello 0,2. Il dato è inferiore sia alla media nazionale (0,4) ma anche di altre 11 regioni d’Italia, compresa la Sicilia (0,3). Primo posto lo detiene Bolzano con un tasso di 1,8 servizi ogni 100mila abitanti. I servizi ambulatoriali. Numeri positivi sul territorio per quanto riguarda invece i servizi ambulatoriali, ossia quelli abilitati ad attuare programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici con una consulenza e assistenza specialistica (compresi SerD e Smi). In questo caso il Trentino svetta con un tasso di 3,9 servizi ogni 100mila abitanti di età tra i 15 e 74 anni, il miglior risultato sotto il Molise (5,5) e la Toscana (4,3). La media italiana si ferma invece a 2,6. Male Bolzano con una media di solo 1,3. Gli utenti. Tra i dati più interessanti quello riferito al numero di utenti per ogni singolo professionista ambulatoriale. Nella pancia del grafico c’è proprio Trento con una media di 26,3 pazienti per singolo professionista, poco sopra il dato italiano, fermo a 24,1. Meglio in questo caso Bolzano con la miglior media nazionale (15,8). Dal lato opposto l’Umbria (37). I servizi residenziali. Numeri pressoché uguali tra le due provincie e la media italiana per quanto riguarda la presenza dei servizi residenziali e semi-residenziali, pensati per offrire programmi di assistenza mirata, integrandosi con le attività terapeutiche e i servizi ambulatoriali. Per ogni 100mila abitanti di età compresa tra i 15 e i 74 anni il tasso di strutture presenti in Trentino è di 2, poco sotto la media italiana (2,1) e quella di Bolzano (2,3). Il miglior risultato va in questo caso alla Valle d’Aosta (5,4), mentre il peggiore alla Sicilia e al Friuli Venezia Giulia (0,7). Il commento. Severe le parole, a livello nazionale, del presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta: «Stiamo pagando il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo, con servizi frammentati, disomogenei e con personale insufficiente». ---End text--- Author: PAOLO FISICHELLA Heading: Highlight: Image:Promossi i servizi ambulatoriali in Trentino. In foto il SerD in via Gocciadoro Servizi di assistenza alle persone con dipendenze patologiche Servizi di primo livello unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza - tasso per 100mila abitanti di età 1 5-74 anni (anno 2024) Numero medio di utenti per unità di personale dipendente nei servizi ambulatoriali (anno 2023) Trento 0,2 Trento Bolzano Italia 26,3 Bolzano 1,8 15,8 Italia 0,4 24,1 Servizi ambulatoriali tasso per 100mila abitanti di età 15-74 anni (anno 2024) Strutture residenziali e semi-residenziali tasso di strutture ogni 100mila abitanti di età 15-74 anni (anno 2024) Trento Trento 2,0 Bolzano 2,3 Italia 2,1 Bolzano Italia 3,9 1,3 2,6 Fonte: Elaborazione Fondazione GIMBE di Milano su dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia (2025) e del Rapporto OISED-CREA (2024) -tit_org- Dipendenze, ogni professionista deve seguire 26 pazienti Dipendenze, 26 pazienti per ogni professionista -sec_org- tp:writer§§ PAOLO FISICHELLA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264507629.PDF §---§ title§§ Dipendenze, Bolzano avanti per servizi di primo livello link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103102955208472.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "ALTO ADIGE" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T08:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103102955208472.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103102955208472.PDF', 'title': 'ALTO ADIGE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103102955208472.PDF tp:ocr§§ Fondazione Gimbe Dipendenze, Bolzano avanti per servizi di primo livello BOLZANO. Dipendenze: l’Alto Adige è primo tra le regioni italiane per servizi di primo livello (cioè con elevato grado di accessibilità) e ultimo insieme al Lazio per i servizi ambulatoriali, nei quali però detiene il record italiano del minor numero di utenti per unità dipendente. A livello nazionale, il 10% degli accessi in pronto soccorso riguarda minorenni, mentre il 69% dei ricoveri si concentra al Nord: sono i dati nazionali relativi alle dipendenze patologiche emersi dal XIV congresso nazionale Federserd sulla prevenzione e sulla cura delle dipendenze, durante il quale la Fondazione Gimbe ha presentato un’analisi dell’organizzazione dei Servizi per le dipendenze, elaborata a partire dai dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno della tossicodipendenza in Italia 2025 e del Rapporto Oised-Crea 2024. I servizi di primo livello sono quelli che si distinguono per l’elevato grado di accessibilità (di unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza) e sono destinati prevalentemente alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. Nel 2024, in Alto Adige il tasso medio è di 1,8 servizi di primo livello per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 0,4). I servizi ambulatoriali attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. In Alto Adige, nel 2024 il tasso medio è di 1,3 servizi ambulatoriali per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,6), e nel 2023 il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 15,8 (media nazionale: 24,1). I servizi residenziali e semi-residenziali offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi assistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali. In Alto Adige, nel 2024, il tasso medio è di 2,3 servizi per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,1). ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze, Bolzano avanti per servizi di primo livello -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103102955208472.PDF §---§ title§§ Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101759305841.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T04:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101759305841.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101759305841.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101759305841.PDF tp:ocr§§ Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale Secondo Gimbe, in Calabria si registrano carenze strutturali e personale insufficiente COSENZA Vite stravolte, sconvolte, distrutte. Il colore delle macerie appare all’improvviso dopo che tutto finisce nel tritacarne del vizio. I segni dei legami familiari sfumano inseguendo il “piacere” che diventa patologia. C’è chi brucia montagne di soldi, chi impegna la pensione o la paga, chi i risparmi, chi, addirittura, ci rimette la casa. Si comincia con poco e non si finisce più perché il gioco come la droga creano dipendenza e crisi d’astinenza. E quando finiscono i soldi, resta il bisogno di aiuto per tirarsi fuori dal campo minato. A quel punto dovrebbe entrare in gioco il sistema dei servizi per le dipendenze. Ma in Calabria, la rete è lo specchio più nitido delle fragilità del Servizio sanitario regionale: disomogenea, fragile, priva di una regia stabile. Un profilo livido che affiora dall’analisi della Fondazione Gimbe, presentata al XIV Congresso Nazionale Federserd, che ha messo a nudo la geografia sanitaria di un Paese in cui la prevenzione e la cura delle dipendenze (come, più in generale, l’assistenza) restano un diritto non ugualmente garantito. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, è stato chiaro: «Serve una riorganizzazione nazionale, non più iniziative spot. I SerD sono una delle anomalie strutturali del nostro Servizio sanitario: la loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di pochi professionisti, più che da un disegno organico». I dati calabresi lo confermano. Nel 2024 il tasso di servizi di primo livello (unità mobili, centri drop-in, centri di accoglienza) è di appena 0,1 per 100mila abitanti nella fascia 15-74 anni, contro una media nazionale di 0,4. Ciò significa che, spesso, chi vive nelle aree interne non ha accesso a un servizio di prossimità e il primo contatto possibile resta, come sempre accade, il Pronto soccorso. E le prime linee degli ospedali finiscono, puntualmente, sotto pressione. Nel 2024 in Italia si sono registrati 8.378 accessi droga-correlati, di cui il 10% minorenni. In Calabria la proporzione è analoga, ma con un’aggravante: la rete dei SerD non riesce ad assorbire i casi cronici, e il ricorso all’ospedalizzazione diventa la norma. Il 69% dei ricoveri droga-correlati continua a concentrarsi al Nord, ma non perché al Sud il fenomeno sia minore ma più semplicemente perché le strutture di cura mancano o sono sature. Inoltre, sostiene Gimbe, in Calabria operano 2,4 servizi ambulatoriali ogni 100mila abitanti (media nazionale 2,6) e 1,7 strutture residenziali e semi-residenziali per 100mila abitanti (media italiana 2,1). In totale, poco più di una trentina di punti d’accesso sull’intero territorio regionale. Nelle aree interne, la presa in carico del paziente dipende dall’iniziativa dei singoli SerD provinciali, spesso senza personale sufficiente per coprire l’intero territorio. Il DM 77 stabilisce che ogni SerD debba servire una popolazione tra 80 e 100 mila abitanti, con équipe multiprofessionali attive almeno cinque giorni su sette. Ma in Calabria, come accade un po’in tutto il Mezzogiorno, gli standard restano sulla carta. La carenza di personale è strutturale e a livello nazionale mancano quasi 1.900 operatori per raggiungere lo standard a regime, tra cui 409 psicologi, 342 assistenti sociali e 475 educatori professionali. Nei SerD calabresi il carico di lavoro resta elevato: ogni operatore segue in media oltre 23 pazienti, un valore che sfiora la media nazionale e testimonia la pressione sul personale. L’assistenza residenziale, infine, vive, soprattutto, grazie al privato sociale, che gestisce il 94% delle strutture. Si tratta di una rete preziosa ma con poche realtà consolidate e molte altre in bilico tra convenzioni intermittenti e carenza di fondi. «Affrontare le dipendenze significa tutelare la salute pubblica – ha concluso Cartabellotta – ma i servizi che se ne occupano restano fuori dalle agende politiche. In Italia paghiamo il prezzo di anni di inerzia istit uzionale». gi.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: gi pas Heading: COSENZA Highlight: Secondo Nino Cartabellotta: «I SerD sono una delle anomalie strutturali del Ssn: loro efficacia dipende spesso dalla buona volontà di pochi professionisti» Image:Presidente Gimbe Nino Cartabellotta -tit_org- Allarme dipendenze, servizi sanitari territoriali sotto la media nazionale -sec_org- tp:writer§§ gi pas guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101759305841.PDF §---§ title§§ La fondazione gimbe «premia» la liguria per l'assistenza alle dipendenze = Liguria virtuosa contro le dipendenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101737504467.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "GIORNALE DEL PIEMONTE" del 31 Oct 2025

I dati raccolti dalla Fondazione Gimbe segnalano che la presa in carico è efficiente

pubDate§§ 2025-10-31T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101737504467.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101737504467.PDF', 'title': 'GIORNALE DEL PIEMONTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101737504467.PDF tp:ocr§§ GENOVA LA FONDAZIONE GIMBE «PREMIA» LA LIGURIA PER L’ASSISTENZA ALLE DIPENDENZE SERVIZI SANITARI AMBULATORIALI Ci sono 16,8 pazienti per operatore, contro una media italiana di 24,1 Liguria virtuosa contro le dipendenze I dati raccolti dalla Fondazione Gimbe segnalano che la presa in carico è efficiente Servizio a pagina 11 ¦ In Liguria i servizi sanitari contro le dipendenze funzionano. Lo dicono i dati raccolti da Fondazione Gimbe, che ha presentato un’analisi sulle dipendenze e sull’organizzazione dei servizi per le dipendenze (SerD) nelle Regioni italiane. In Liguria il numero medio di utenti per unità di personale dipendente nei servizi sanitari ambulatoriali contro le dipendenze nel 2023 è stato di 16,8 sotto alla media nazionale di 24,1 con marcate differenze regionali: nelle Marche, in Abruzzo e Lazio si superano i 30 pazienti per operatore, mentre in Umbria la media raggiunge addirittura quota 37, una pressione che inevitabilmente si riflette sulla qualità della presa in carico e sulla continuità terapeutica. Qiindi la Liguria è al terzo posto nella classifica delle Regioni con la migliore presa in carico dei pazienti dietro alla Provincia autonoma di Bolzano con 15,8 pazienti per operatore e alla Valle d’Aosta con 16,5. I servizi ambulatoriali attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, dalle droghe all’alcol fino al gioco d’azzardo, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. In Liguria i servizi di primo livello sono quelli che si distinguono per l’elevato grado di accessibilità di unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza, e sono destinati prevalentemente alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. Nella Regione nel 2024, il tasso medio è di 0,5 servizi di primo livello ogni 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni sopra alla media nazionale di 0,4. I servizi ambulatoriali attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. Nella Regione nel 2024 il tasso medio è di 2,1 servizi ambulatoriali ogni 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni sotto alla media nazionale di 2,6. Ci sono infine i servizi residenziali e semi-residenziali che offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi assistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali. Nella Regione nel 2024 il tasso medio è di 2,7 servizi ogni 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni sopra alla media nazionale di 2,1. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, il problema della presa in carico delle dipendenze, non è più rinviabile, e sebbene la Liguria sia ben posizionata, «in Italia stiamo pagando il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo e i servizi per le dipendenze rappresentano oggi un’anomalia strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale perché - dice Cartabellotta - sono frammentati, disomogenei e con personale insufficiente. La loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La fondazione gimbe «premia» la liguria per l'assistenza alle dipendenze Liguria virtuosa contro le dipendenze -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101737504467.PDF §---§ title§§ Dipendenze, Gimbe: la rete dei servizi resta fragile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101776405932.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "GIORNALE DI SICILIA" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T04:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101776405932.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101776405932.PDF', 'title': 'GIORNALE DI SICILIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101776405932.PDF tp:ocr§§ Dipendenze, Gimbe: la rete dei servizi resta fragile Sistema da potenziare: più centri e unità mobili per colmare il divario PALERMO In Sicilia la rete dei servizi per le dipendenze resta ancora fragile, ma la Regione punta a invertire la rotta. È quanto emerge dal rapporto della fondazione Gimbe, presentato al congresso nazionale Federserd di Milano, che fotografa una situazione a luci e ombre. Se da un lato l’isola mostra un impegno crescente sul fronte delle politiche pubbliche, dall’altro i numeri rivelano un sistema che necessita di potenziamento e maggiore capillarità. Secondo l’analisi, nel 2024 in Sicilia si contano 0,3 servizi di I livello per 100.000 abitanti tra i 15 e i 74 anni, a fronte di una media nazionale di 0,4. Queste strutture, che comprendono unità mobili, centri drop-in e di prima accoglienza, rappresentano il primo baluardo per intercettare le persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. Anche i servizi ambulatoriali, dedicati alla presa in carico terapeutica, alla riabilitazione e al sostegno psicologico, restano sotto la media italiana: 2,2 per 100.000 abitanti rispetto a 2,6. Nel 2023 ogni unità di personale ha seguito in media 19,9 utenti, contro i 24,1 a livello nazionale. Ancora più marcato il divario per i servizi residenziali e semi-residenziali, che in Sicilia si fermano a 0,7 per 100.000 abitanti, contro i 2,1 della media nazionale. Un quadro che evidenzia la necessità di rafforzare la rete territoriale, soprattutto nei contesti più periferici. Ed è proprio su questo fronte che il governo regionale, interviene con decisione. La legge regionale contro le dipendenze, approvata un anno fa, rappresenta il fulcro di una strategia che punta a colmare i ritardi strutturali e a garantire una presa in carico più tempestiva e integrata. Nei giorni scorsi, il presidente della Regione ha riunito i dirigenti generali dei dipartimenti Dasoe, Pianificazione strategica, Famiglia e Istruzione, insieme ai nove manager delle Asp siciliane, per fare il punto sullo stato di attuazione delle misure. Un tavolo che la Presidenza della Regione convocherà ogni trenta giorni per monitorare costantemente i progressi fatti. Diverse le azioni già operative: dalla realizzazione dei primi centri ad alta soglia all’attivazione delle unità mobili nei capoluoghi di provincia, il cui completamento è previsto entro metà dicembre. (*CAF*) © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze, Gimbe: la rete dei servizi resta fragile -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101776405932.PDF §---§ title§§ Più di 8000 ricoveri per droga, un paziente su 10 è minorenne link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101680005096.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "LEGGO" del 31 Oct 2025

Ilreport Gimbe: al pronto soccorso un caso su due riguarda psicosi indotta da stupefacenti

pubDate§§ 2025-10-31T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101680005096.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101680005096.PDF', 'title': 'LEGGO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101680005096.PDF tp:ocr§§ Più di 8000 ricoveri per droga, un paziente su 10 è minorenne (C) Ced Digital e Servizi | 1761879923 | 93.63.249.37 | sfoglia.leggo.it Il report Gimbe: al pronto soccorso un caso su due riguarda psicosi indotta da stupefacenti BABY DIPENDENZE Finiscono in ospedale in preda agli effetti delle sostanze stupefacenti: sono in aumento i casi di patologie correlate all’uso di droga, prime fra tutte le crisi psicotiche. E i pazienti sono sempre più giovani. Basti pensare che nel 2024 ben 8.378 persone sono andate in pronto soccorso per aver assunto droga e il 10% era minorenne. Uno su 10. L’allarme arriva da un'analisi della Fondazione Gimbe, presentata al XIV Congresso Nazionale Federserd, basata sui dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze e del Rapporto Oised-Crea. Dal report emerge che la metà dei pazienti, il 47%, finisce in pronto soccorso per psicosi indotta da sostanze: tra questi ci sono casi molto delicati che necessitano poi di un ricovero. Nel 2024 sono stati 904 i ricoveri ospedalieri: il 37% in un reparto di psichiatria, il 17% in terapia intensiva e il 4% in pediatria. Si tratta purtroppo di un trend in crescita: nel 2023 ci sono stati 9,3 ricoveri ospedalieri con diagnosi principale correlata all'uso di droghe ogni 10 mila abitanti. Nel 2012 il tasso era di 6 per 10 mila abitanti. Un fenomeno allarmante che mostra notevoli differenze a livello territoriale: il 69% dei ricoveri infatti si concentra al Nord. Non solo pronto-soccorsi e ospedali, chi fa uso di droghe può cercare aiuto nei Serd, i Servizi per le Dipendenze, che si occupano di prevenzione ma anche di terapie e riabilitazione contro i disturbi legati all'assunzione di sostanze psicoattive e contro i comportamenti di dipendenza in tutti i campo, compreso il gioco d’azzardo. Nel 2024 le persone assistite nei Serd erano 134.443: i centri sono distribuiti su tutto il territorio nazionale ma sono in affanno a causa della carenza di personale. Mancano infatti circa 1.900 professionisti. «Sono frammentati, disomogenei e con personale insufficiente - denuncia il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta la loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un'adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani». In Italia in media ci sono 0,4 servizi per 100 mila abitanti con differenze elevate da Nord a Sud: si va dall’1,8 della Provincia autonoma di Bolzano allo 0,1 di Calabria, Campania e Puglia. riproduzione riservata ® ---End text--- Author: Lorena Loiacono Heading: BABY DIPENDENZE Highlight: Image: -tit_org- Più di 8000 ricoveri per droga, un paziente su 10 è minorenne -sec_org- tp:writer§§ Lorena Loiacono guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101680005096.PDF §---§ title§§ Perugia - Servizi tossicodipendenze Elevata accessibilità e ridotto numero di addetti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101813605232.PDF description§§

Estratto da pag. 55 di "NAZIONE UMBRIA PERUGIA" del 31 Oct 2025

In Umbria la media più alta: 37 pazienti per ogni singolo operatore La Fondazione Gimbe fotografa l'assistenza di primo livello nelle varie regioni

pubDate§§ 2025-10-31T04:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101813605232.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101813605232.PDF', 'title': 'NAZIONE UMBRIA PERUGIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101813605232.PDF tp:ocr§§ Servizi tossicodipendenze Elevata accessibilità e ridotto numero di addetti In Umbria la media più alta: 37 pazienti per ogni singolo operatore La Fondazione Gimbe fotografa l’assistenza di primo livello nelle varie regioni PERUGIA Elevato grado di accessibilità ai servizi per le dipendenze ma anche la maggiore incidenza, tra le regioni italiane, di pazienti per singolo operatore. Si distinguono per l’elevato grado di accessibilità (di unità mobili, centri drop-in e di prima accoglienza) i servizi umbri di primo livello per le dipendenze (SerD). Lo ha rilevato la fondazione Gimbe che in occasione del 14esimo congresso nazionale Federserd ha presentato una dettagliata analisi, esaminando in particolare gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri, i decessi, i servizi di primo livello e ambulatoriali, le strutture residenziali e semi-residenziali, i Serd. In Umbria i servizi di primo livello sono destinati prevalentemente alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. Nella regione, nel 2024, il tasso medio è di 0,8 per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 0,4). I servizi ambulatoriali - spiega Gimbe - attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. Nella regione nel 2024 il tasso medio è di 2,5 servizi ambulatoriali per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,6); nel 2023 (ultimo anno disponibile) il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 37 (media nazionale: 24,1). I servizi residenziali e semi-residenziali offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi assistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali. Nella Regione, nel 2024, il tasso medio è di 4,9 servizi per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 2,1). Nel 2023, nei servizi ambulatoriali, il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 24,1, ma con marcate differenze regionali: nelle Marche, in Abruzzo e Lazio si superano i 30 pazienti per operatore, mentre in Umbria la media raggiunge addirittura quota 37. Una pressione che inevitabilmente si riflette sulla qualità della presa in carico e sulla continuità terapeutica. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Focus sui servizi di contrasto alla tossicodipendenza prendendo in esame anche unità mobili e centri di prima accoglienza -tit_org- Perugia - Servizi tossicodipendenze Elevata accessibilità e ridotto numero di addetti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101813605232.PDF §---§ title§§ Contrasto alle dipendenze Tra ambulatori e mobilità, Basilicata a due facce link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101775005882.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T04:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101775005882.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101775005882.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101775005882.PDF tp:ocr§§ Contrasto alle dipendenze Tra ambulatori e mobilità, Basilicata a due facce Secondo l’analisi Gimbe, la regione pecca nei servizi mobili ma risulta fra le più attive nell’ambito delle prestazioni ambulatoriali IL RAPPORTO Cartabellotta: «Affrontarle significa tutelare la salute pubblica» Nel 2024 risultano censiti 198 servizi di I livello, di cui 46 pubblici (22%) e 152 gestiti dal privato sociale (77%). Comprendono unità mobili (n. 123), centri drop-in (n. 49) e centri di prima accoglienza (n. 26). Queste strutture, caratterizzate da un elevato grado di accessibilità, si rivolgono soprattutto alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. Il tasso medio nazionale è di 0,4 servizi di I livello per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni: si va da 1,8 della Provincia autonoma di Bolzano a 0,1 in Calabria, Campania e Puglia. In Basilicata, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta non risultano censiti servizi di questo tipo (lucani più performanti nei servizi ambulatoriali, 1,7 ogni 100 mila abitanti).. È quanto emerso dal XIV Congresso Nazionale Federserd sulla prevenzione e cura delle dipendenze, durante il quale la Fondazione Gimbe ha presentato una dettagliata analisi sull'organizzazione dei Servizi per le Dipendenze (SerD), elaborata a partire dai dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia (2025) e del Rapporto Oised-Crea (2024). I servizi ambulatoriali attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. Sono in larga parte pubblici, afferenti al Servizio Sanitario Regionale, ma comprendono anche strutture private organizzate come Servizi Multidisciplinari Integrati (SMI). Nel 2024 risultano censiti 1.134 servizi ambulatoriali, di cui 96% pubblici e 4% gestiti dal privato sociale: 571 sono Servizi per le Dipendenze (SerD), 279 servizi per il gioco d’azzardo, 207 servizi di alcologia, 41 SMI e 36 SerD operanti negli istituti penitenziari. Il tasso medio nazionale è di 2,6 servizi ogni 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni, con una distribuzione molto eterogenea. Nel 2023 la dotazione di personale delle strutture ambulatoriali contava complessivamente 6.005 unità: il 54,3% composto da medici e infermieri (n. 3.260), il 15% da psicologi (n. 901), il 13% da assistenti sociali (n. 781), il 12% da educatori professionali (n. 721), il 3,8% da personale amministrativo (n. 228) e l’1,9% da altre figure professionali (n. 114). Nel 2023, nei servizi ambulatoriali, il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 24,1, ma con marcate differenze regionali: nelle Marche, in Abruzzo e Lazio si superano i 30 pazienti per operatore, mentre in Umbria la media raggiunge addirittura quota 37. Una pressione che inevitabilmente si riflette sulla qualità della presa in carico e sulla continuità terapeutica. Nel 2024 i SerD hanno assistito complessivamente 134.443 persone per uso di sostanze illegali e/o psicofarmaci non prescritti (+2,7% rispetto al 2023), pari a 228 ogni 100.000 abitanti. «Considerato che il 14% degli utenti ha meno di 30 anni - commenta Cartabellotta - ed esiste un bisogno sommerso ancora difficile da intercettare, è indispensabile investire in nuove modalità di presa in carico, interventi di prossimità e percorsi interdisciplinari integrati con i servizi per l’età evolutiva». Le strutture residenziali e semi-residenziali offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi asIn m un ope segue 24 In Umbri addirit sistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali. Nel 2024 risultano censite 951 strutture, di cui 55 pubbliche (6%) e 896 (94%) gestite dal privato sociale, per un totale di 13.926 posti. L'offerta media nazionale è di 2,1 strutture ogni 100.000 abitanti, con nette differenze territoriali: da 5,4 strutture in Val le d’Aosta a 0,7 in Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Trecentocinquantasei sono strutture specialistiche e si suddividono in quattro tipologie: 13 (4%) dedicate ai minori con problematiche droga-correlate, 31 (9%) rivolte a genitori tossicodipendenti insieme ai figli, 132 (pari al 37%) destinate a pazienti con comorbidità psichiatriche, 180 (50%) orientate ad altre forme di assistenza specialistica (es. supporto abitativo, percorsi riabilitativi di lunga durata). Il 94% delle strutture specialistiche è gestita da organizzazioni del privato sociale e sono prevalentemente a carattere residenziale. Pur essendo concentrate soprattutto nelle Regioni settentrionali (68%) - in particolare nel Nord-Ovest (52%) - sono comunque presenti su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Calabria. Un operatore segue in media 24 pazienti, in Umbria 37. Stando all’analisi, i servizi risultano a macchia di leopardo e il personale insufficiente; il 10% degli accessi in pronto soccorso riguarda minorenni, mentre il 69% dei ricoveri si concentra al Nord: «Serve una riorganizzazione nazionale edia, eratore pazienti. a si arriva tura 37 ha detto ancora il presidente Gimbe Cartabellotta - non più iniziative spot. Stiamo pagando il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo - dichiara Cartabellotta - e i servizi per le dipendenze rappresentano oggi un’anomalia strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN): frammentati, disomogenei e con personale insufficiente. La loro efficacia dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani». Nel 2024 sono stati registrati 8.378 accessi in Pronto Soccorso (PS) per patologie direttamente droga-correlate, con una lieve riduzione rispetto al 2023 (-2,5%): il 43% riguarda soggetti tra i 25 e i 44 anni, ma preoccupa il dato sui minorenni, che rappresentano il 10% degli accessi. Quasi la metà dei pazienti (47%) è arrivata in PS per psicosi indotta da sostanze. In 904 casi (11%) si è reso necessario un ricovero ospedaliero: il 37% dei pazienti è stato trasferito in un reparto di psichiatria, il 17% in terapia intensiva e il 4% in pediatria. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) i ricoveri ospedalieri con diagnosi principale droga-correlata sono stati 7.382 (+13% rispetto al 2022), pari a 9,3 ricoveri ogni 10.000 abitanti. Il trend è in netta crescita rispetto al 2012, quando il tasso era di 6 per 10.000 abitanti. Nel 2023 il tasso di ospedalizzazione per patologie direttamente correlate al consumo di sostanze stupefacenti ha sfiorato i 14 ricoveri ogni 100.000 abitanti, con marcate differenze territoriali: nelle Regioni settentrionali si concentrano infatti il 69% delle ospedalizzazioni droga-correlate. In Italia, l’assistenza alle persone con dipendenze patologiche rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed è garantita da un sistema integrato che coinvolge le Aziende Sanitarie Locali con i servizi territoriali per le dipendenze (SerD), le strutture private, gli Enti Locali, le organizzazioni del privato sociale e del volontariato. I SerD si occupano di prevenzione, terapia e riabilitazione per persone con disturbi legati all’assunzione di sostanze psicoattive (legali e illegali) e per coloro che manifestano comportamenti di dipendenza non da sostanze, come gioco d’azzardo, uso compulsivo di Internet, gaming, shopping patologico, dipendenza sessuale e disturbi del comportamento alimentare. L’offerta assistenziale si articola su quattro livelli: servizi di I livello, servizi ambulatoriali, strutture residenziali e semi-residenziali, che includono i servizi specialistici. Secondo quanto previsto dal DM 77, l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria alle persone con dipendenze patologiche - sia legate al consumo di sostanze psicotrope (legali o illegali) sia di natura comportamentale - deve essere garantita in ogni Regione e Provincia autonoma dai SerD, in collaborazio ne con altri servizi sanitari e sociali, con i servizi residenziali e semi-residenziali convenzionati per le dipendenze, il terzo settore ed altre istituzioni e realtà territoriali. Il DM 77 stabiliNel 2024, o accessi in p corso. Un riguardato mino sce la presenza di un SerD ogni 80.000-100.000 abitanti nella fascia di età 15-64 anni, con apertura almeno 5 giorni a settimana per 12 ore al giorno. Nelle macro-aree regionali è inoltre previsto che almeno un servizio resti attivo 6 o 7 giorni a settimana, per garantire la massima continuità assistenziale. Sulla base della popolazione 15-64 anni residente al 1° gennaio 2025, per rispettare questi standard sono necessari da 373 a 467 SerD. «Stando ai numeri - spiega ancora Cartabellotta - i Servizi per le Dipendenze in Italia non mancano, ma senza una loro riorganizzazione e una reale integrazione in rete, la loro efficacia resta limitata. Occorre passare da strutture isolate a un sistema capace di garantire continuità assistenziale, presa in carico multidisciplinare e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale». Per quanto riguarda il personale sanitario, il DM 77 definisce gli standard minimi e quelli a regime per ciascun SerD: da 3 a 4 medici (di cui almeno 1 psichiatra), 3-3,5 psicologi, 4-6 infermieri, 2,5-3,5 educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica, da 2 a 3 assistenti sociali e da 0,5-1 unità di personale amministrativo. Complessivamente, questi parametri corrispondono a 5.614 unità di personale per lo standard minimo e a 7.860 per quello a regime. «In altri termini - spiega il Presidente - se il numero totale di strutture ambulatoriali è superiore a quello previsto dagli standard del DM 77, il personale sanitario censito nel 2023, pari a 6.005 professionisti, risulta fortemente sotto-dimensionato rispetto al fabbisogno: mancano infatti quasi 1.900 operatori per raggiungere lo standard a regime». Infatti, confrontando gli standard del DM 77 con i dati del 2023, per medici e infermieri lo standard minimo risulta già raggiunto, ma mancano 483 professionisti per raggiungere lo standard a regime. Inoltre, rispetto agli standard a regime, mancano all’appello 409 psicologi, 342 assistenti sociali, 475 educatori professionali e tecnici della riabilitazione e 146 amministrativi. «Il quadro è molto serio perché questi servizi restano spesso fuori dalle agende politiche e assenti nei piani di riforma regionali della sanità territoriale. Eppure, si prendono cura di popolazioni fragili, ad alto rischio di emarginazione e cronicizzazione. E la mancata presa in carico si traduce in accessi al pronto soccorso, ospedalizzazioni, aggravamento e/o cronicizzazione dei disturbi, aumento del disagio sociale e dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale». Senza una chiara assunzione di responsabilità da parte della politica, il sistema dei servizi per le dipendenze rischia di rimanere un diritto a geometria variabile, accessibile solo in alcune aree del Paese. «Affrontare le dipendenze - conclude Cartabellotta - significa tutelare la salute pubblica, ma oggi i servizi per le dipendenze sono il simbolo della disattenzione istituzionale verso un’area ad alta vulnerabilità, troppo spesso lasciata ai margini del SSN. È tempo di riconoscerli come parte integrante dell’assistenza territoriale e di garantirne il potenziamento attraverso investimenti strutturali e vincolanti. Restano infatti un presidio essenziale per la cura e la prevenzione, la presa in carico tempestiva, il reinserimento sociale e la riduzione del danno nei pazienti». In caso contrario, la sanità pubblica arretrerà proprio dove dovrebbe essere più presente. oltre 8 milla pronto soco su 10 ha o pazienti renni ---End text--- Author: Redazione Heading: IL RAPPORTO Cartabellotta: «Affrontarle significa tutelare la salute pubblica» Highlight: Nel 2024, oltre 8 milla accessi in pronto soccorso. Uno su 10 ha riguardato pazienti minorenni In media, un operatore segue 24 pazienti. In Umbria si arriva addirittura 37 Image:Dipendenza da stupefacenti -tit_org- Contrasto alle dipenden ze Tra ambulatori e mobilità, Basilicata a due facce -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101775005882.PDF §---§ title§§ Dipendenze, in Puglia tasso servizi ambulatoriali sopra la media nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264707627.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO DI BARI" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T06:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264707627.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264707627.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DI BARI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264707627.PDF tp:ocr§§ L’analisi della Fondazione Gimbe presentata al congresso Federserd Dipendenze, in Puglia tasso servizi ambulatoriali sopra la media nazionale In Puglia nel 2024 il tasso medio dei servizi ambulatoriali - che attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica - è di 2,7 per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale 2,6). Il dato è stato diffuso dalla Fondazione Gimbe in occasione del 14esimo congresso nazionale Federserd sulla prevenzione e cura delle dipendenze ed in cui ha presentato un’analisi sulle dipendenze e sull’organizzazione dei Servizi per le Dipendenze (Serd). Nel 2023 (ultimo anno disponibile), inoltre, il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 19,7 (media nazionale: 24,1). Nella stessa regione si registra un tasso di 0,1per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale: 0,4) per quel che riguarda i servizi di I livello, quelli che si distinguono per l’elevato grado di accessibilità (di unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza) e sono destinati prevalentemente alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. In riferimento ai servizi residenziali e semi-residenziali, che offrono programmi assistenziali diversificati e percorsi assistenziali mirati in base al tipo di utenza, integrandosi con le attività terapeutiche dei servizi ambulatoriali territoriali, in Puglia nel 2024, il tasso medio è di 1,2 servizi per 100.000 abitanti tra 15 e 74 anni (media nazionale 2,1). ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze, in Puglia tasso servizi ambulatoriali sopra la media nazionale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103264707627.PDF §---§ title§§ Droga, l'allarme del Gimbe per i servizi sul territorio: ''Sono isolati e sotto organico'' = La battaglia di Rio è (soprattutto) politica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101919802194.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T02:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101919802194.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101919802194.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101919802194.PDF tp:ocr§§ Droga, l’allarme del Gimbe per i servizi sul territorio: «Sono isolati e sotto organico» Cosa succede in Brasile La battaglia di Rio è (soprattutto) politica Servizi e Carmine Pinto alle p. 12 e 13 Carmine Pinto L a narco guerra è incomprensibile per gli europei. Nel vecchio continente, anche i gruppi criminali più efficaci sono privi di strutture paramilitari e giustificazioni ideologiche, capacità terroristiche e controllo sociale su larga scala, in America latina sì. La battaglia di Rio de Janeiro si muove su questo spartiacque: impedire che la città diventi come parte del Messico o della Colombia (il narco-Stato venezuelano è già un caso superiore). Il governatore di Rio, Cláudio Bonfim de Castro e Silva, fu eletto al primo turno con il 60% dei voti, con un programma di tolleranza zero verso i signori della droga. In una città dove nel 2007 i cartelli furono protagonisti di una rivolta armata che bloccò tutto, il governatore ha oramai una polizia statale tra le più efficaci e motivate del mondo. Castro ha aggredito i signori della droga nelle periferie, denunciando il disimpegno del governo nazionale. Così, sono emersi volti opposti del Brasile. Visto che il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha bloccato l’intervento dell’esercito, quattro governatori sono andati da Castro (seguiti da altri) offrendo addirittura l’aiuto autonomo delle proprie polizie statali, a fianco a quella di Rio. Una crisi istituzionale impressionante: la sfida alla droga è cruciale per il potere e per l’identità di uno Stato. Il governatore ha registrato un impressionante consenso alla sua battaglia urbana, il governo e i suoi sostenitori hanno denunciato problemi umanitari. In realtà, riconoscere i cartelli per negoziare, è stato sempre foriero di risultati nefasti, dai tempi di Pablo Escobar, fino ai narcos messicani. I governatori che vogliono combatterli sono anche l’alternativa politica al progetto di Lula. Il presidente ha dato mandato ai suoi per una nuova azione antidroga, ma su questo terreno non ha la popolarità che ha su altri argomenti. La vera partita, anche in vista delle presidenziali future, è su che tipo di stato deve diventare il Brasile; i narcos, come nel resto dell’America latina, sono tra i protagonisti di questa sfida. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: CarminePinto Heading: Highlight: Image: -tit_org- Droga, l'allarme del Gimbe per i servizi sul territorio: ''Sono isolati e sotto organico'' La battaglia di Rio è (soprattutto) politica -sec_org- tp:writer§§ CarminePinto guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101919802194.PDF §---§ title§§ Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101950403672.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 31 Oct 2025

Gimbe fotografa i Serd: «Le task-force non mancano, ma vanno riorganizzate» Allarme dai pronto soccorso: sono minorenni il 10% degli 8.378 pazienti del 2024

pubDate§§ 2025-10-31T03:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101950403672.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101950403672.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101950403672.PDF tp:ocr§§ Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» Gimbe fotografa i Serd: «Le task-force non mancano, ma vanno riorganizzate» Allarme dai pronto soccorso: sono minorenni il 10% degli 8.378 pazienti del 2024 ROMA Il governo della Repubblica più identitariamente schierato contro le droghe, composto da forze politiche che mettono in discussione anche il principio di riduzione del danno – come nel caso delle pipe per crack distribuite gratuitamente dal Comune di Bologna –, deve fare i conti con un report preoccupante realizzato dalla Fondazione Gimbe e reso pubblico al congresso nazionale FederSerd in corso a Milano. Nel 2024, in Italia, ci sono stati ben 8.378 accessi ai pronto soccorso per patologie direttamente collegate all’uso di droga (-2,5% accessi rispetto al 2023, ma nel 10% riguardanti minorenni e nell’11% dei casi con ricovero ospedaliero), mentre l’ultimo dato utile dei ricoveri ospedalieri complessivi (riferito al 2023) vede numeri in chiaro aumento (+13% sul 2022). Insomma, c’è tanto lavoro da fare. «In Italia – riassume la Gimbe –, l’assistenza alle persone con dipendenze patologiche (inclusi gioco d’azzardo, uso compulsivo di Internet, gaming, shopping patologico, dipendenza sessuale e disturbi del comportamento alimentare) rientra tra i Lea (Livelli essenziali di assistenza) ed è garantita da un sistema integrato che coinvolge le Asl con i servizi territoriali per le dipendenze (SerD), le strutture private, gli Enti locali, le organizzazioni del privato sociale e del volontariato. Ai SerD lo scorso anno si sono rivolte 134.443 persone, ma questa rete di sistema – come si rileva dal report Gimbe – presenta forti differenze geografiche e scarsa integrazione. Si contano 198 servizi di primo livello, che si rivolgono soprattutto alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. La presenza media nazionale è di 0,4 servizi per 100mila abitanti, tuttavia la forbice va da 1,8 della Provincia autonoma di Bolzano a 0,1 di Calabria, Campania e Puglia. In Basilicata, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta, invece, non risultano censiti servizi di questo tipo. La rete per le dipendenze conta, poi, 1.134 servizi ambulatoriali, la cui distribuzione passa da 5,5 strutture per 100mila abitanti in Molise a 1,3 nel Lazio e a Bolzano. Per le strutture residenziali e semiresidenziali (951) si va invece da 5,4 strutture per 100 mila della Valle d’Aosta a 0,7 in Friuli e Sicilia. «Stando ai numeri – commenta Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – i Servizi per le dipendenze in Italia non mancano, ma senza una loro riorganizzazione e una reale integrazione in rete, la loro efficacia resta limitata. Occorre passare da strutture isolate a un sistema capace di garantire continuità assistenziale, presa in carico multidisciplinare e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale». Perché il sistema vada a regime mancano infatti «1.855 operatori: 483 medici e infermieri, 409 psicologi, 342 assistenti sociali, 475 educatori e tecnici della riabilitazione, e 146 impiegati amministrativi». «L’efficacia dei servizi per le dipendenze – sintetizza Cartabellotta – dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani». Le carenze sottolineate sono particolarmente gravi perché l’assistenza alle persone con dipendenze patologiche rientra tra i Lea. «Oggi i servizi per le dipendenze sono il simbolo della disattenzione istituzionale verso un’area ad alta vulnerabilità, troppo spesso lasciata ai margini del servizio sanitario nazionale – considera Cartabellotta –. È tempo di riconoscerli come parte integrante dell’assistenza territoriale e di garantirne il potenziamento attraverso investimenti strutturali e vincolanti». Parole sfidanti per il governo in vista della 7° Conferenza nazionale sulle dipendenze. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author : Giovanni Rossi Heading: Highlight: Carenze Il rapporto denuncia: affinché il sistema vada a regime servono 1.855 operatori Nino Cartabellotta Presidente Gimbe «Se non integrate, queste strutture sanitarie restano inefficaci» Image:Lo scorso anno si sono rivolte ai Servizi per le dipendenze 134.443 persone -tit_org- Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNI ROSSI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101950403672.PDF §---§ title§§ Droga, l'allarme del Gimbe per i servizi sul territorio:"Sono isolati e sotto organico" = Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101937202532.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "RESTO DEL CARLINO PESARO" del 31 Oct 2025

Gimbe fotografa i Serd: «Le task-force non mancano, ma vanno riorganizzate» Allarme dai pronto soccorso: sono minorenni il 10% degli 8.378 pazienti del 2024

pubDate§§ 2025-10-31T02:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101937202532.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101937202532.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO PESARO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101937202532.PDF tp:ocr§§ Sfida con la Cina dietro la lotta degli Stati Uniti ai narcos Droga, l’allarme del Gimbe per i servizi sul territorio: «Sono isolati e sotto organico» Servizi e Carmine Pinto alle p. 12 e 13 Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» Gimbe fotografa i Serd: «Le task-force non mancano, ma vanno riorganizzate» Allarme dai pronto soccorso: sono minorenni il 10% degli 8.378 pazienti del 2024 ROMA Il governo della Repubblica più identitariamente schierato contro le droghe, composto da forze politiche che mettono in discussione anche il principio di riduzione del danno – come nel caso delle pipe per crack distribuite gratuitamente dal Comune di Bologna –, deve fare i conti con un report preoccupante realizzato dalla Fondazione Gimbe e reso pubblico al congresso nazionale FederSerd in corso a Milano. Nel 2024, in Italia, ci sono stati ben 8.378 accessi ai pronto soccorso per patologie direttamente collegate all’uso di droga (-2,5% accessi rispetto al 2023, ma nel 10% riguardanti minorenni e nell’11% dei casi con ricovero ospedaliero), mentre l’ultimo dato utile dei ricoveri ospedalieri complessivi (riferito al 2023) vede numeri in chiaro aumento (+13% sul 2022). Insomma, c’è tanto lavoro da fare. «In Italia – riassume la Gimbe –, l’assistenza alle persone con dipendenze patologiche (inclusi gioco d’azzardo, uso compulsivo di Internet, gaming, shopping patologico, dipendenza sessuale e disturbi del comportamento alimentare) rientra tra i Lea (Livelli essenziali di assistenza) ed è garantita da un sistema integrato che coinvolge le Asl con i servizi territoriali per le dipendenze (SerD), le strutture private, gli Enti locali, le organizzazioni del privato sociale e del volontariato. Ai SerD lo scorso anno si sono rivolte 134.443 persone, ma questa rete di sistema – come si rileva dal report Gimbe – presenta forti differenze geografiche e scarsa integrazione. Si contano 198 servizi di primo livello, che si rivolgono soprattutto alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. La presenza media nazionale è di 0,4 servizi per 100mila abitanti, tuttavia la forbice va da 1,8 della Provincia autonoma di Bolzano a 0,1 di Calabria, Campania e Puglia. In Basilicata, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta, invece, non risultano censiti servizi di questo tipo. La rete per le dipendenze conta, poi, 1.134 servizi ambulatoriali, la cui distribuzione passa da 5,5 strutture per 100mila abitanti in Molise a 1,3 nel Lazio e a Bolzano. Per le strutture residenziali e semiresidenziali (951) si va invece da 5,4 strutture per 100 mila della Valle d’Aosta a 0,7 in Friuli e Sicilia. «Stando ai numeri – commenta Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – i Servizi per le dipendenze in Italia non mancano, ma senza una loro riorganizzazione e una reale integrazione in rete, la loro efficacia resta limitata. Occorre passare da strutture isolate a un sistema capace di garantire continuità assistenziale, presa in carico multidisciplinare e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale». Perché il sistema vada a regime mancano infatti «1.855 operatori: 483 medici e infermieri, 409 psicologi, 342 assistenti sociali, 475 educatori e tecnici della riabilitazione, e 146 impiegati amministrativi». «L’efficacia dei servizi per le dipendenze – sintetizza Cartabellotta – dipende troppo spesso dalla buona volontà di professionisti e operatori, più che da un’adeguata programmazione dei servizi per prevenire, diagnosticare e trattare un fenomeno il cui impatto sulla salute pubblica è molto rilevante, soprattutto tra i più giovani». Le carenze sottolineate sono particolarmente gravi perché l’assistenza alle persone con dipendenze patologiche rientra tra i Lea. «Oggi i servizi per le dipendenze sono il simbolo della disattenzione istituzionale verso un’area ad alta vulnerabilità, troppo spesso lasciata ai margini del servizio sanitario nazionale – considera Cartabellotta –. È tempo di riconoscerli come parte integrante dell’assistenza territoriale e di garantirne il potenzi amento attraverso investimenti strutturali e vincolanti». Parole sfidanti per il governo in vista della 7° Conferenza nazionale sulle dipendenze. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giovanni Rossi Heading: Highlight: Carenze Il rapporto denuncia: affinché il sistema vada a regime servono 1.855 operatori Image:Nino Cartabellotta Presidente Gimbe «Se non integrate, queste strutture sanitarie restano inefficaci» Lo scorso anno si sono rivolte ai Servizi per le dipendenze 134.443 persone -tit_org- Droga, l'allarme del Gimbe per i servizi sul territorio:"Sono isolati e sotto organico" Fronte tossicodipendenze Servizi di cura insufficienti «Isolati e sotto organico» -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNI ROSSI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103101937202532.PDF §---§ title§§ Dipendenze Servizi di primo livello, il Trentino va male Ma è al vertice per i presidi ambulatoriali: ecco i dati Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103113607144.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "T QUOTIDIANO" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103113607144.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103113607144.PDF', 'title': 'T QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103113607144.PDF tp:ocr§§ Dipendenze Servizi di primo livello, il Trentino va male Ma è al vertice per i presidi ambulatoriali: ecco i dati Gimbe Carente per i servizi di primo livello, ma al vertice per quelli ambulatoriali. Questa è la situazione del Trentino sul fronte dei servizi per le dipendenze (Serd), fotografata dal report della Fondazione Gimbe. Una situazione completamente opposta a quella dell’Alto Adige. I servizi di primo livello comprendono unità mobili, centri drop-in e centri di prima accoglienza, che si rivolgono soprattutto alle persone più difficili da raggiungere attraverso i canali tradizionali. In Trentino il tasso di questi servizi ogni 100mila abitanti (età 15-74 anni) si attesta a 0,2, sotto la media nazionale (0,4) e fra le Regioni meno virtuose. In testa alla classifica troviamo l’Alto Adige con un tasso dell’1,8. I servizi ambulatoriali, invece, attuano programmi terapeutico-riabilitativi e trattamenti farmacologici per le persone con dipendenze, oltre a offrire percorsi di sostegno dedicati ai familiari, garantendo consulenza e assistenza specialistica sia medico-sanitaria sia psicologica. Sono 3,9 i servizi ambulatoriali ogni 100mila abitanti: in questo caso il Trentino si colloca fra i territori più virtuosi, in terza posizione, con un valore di oltre un punto superiore alla media nazionale del 2,6. Fanalino di coda l’Alto Adige, con un tasso dell’1,3. Rimanendo nel campo dei servizi ambulatoriali, in Trentino si registrano 26,3 utenti per unità di personale: la provincia si piazza a metà classifica, sopra la media nazionale (24,1). Bolzano è sempre ultima con 15,8. Passando alle strutture residenziali e semiresidenziali, il tasso ogni 100mila abitanti è di 2, poco sotto la media nazionale (2,1) e il valore dell’Alto Adige (2,3). T. D. G. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dipendenze Servizi di primo livello, il Trentino va male Ma è al vertice per i presidi ambulatoriali: ecco i dati Gimbe -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103113607144.PDF §---§ title§§ Arteria polmonare trapiantata in caso di tumore: «Prima volta» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089406882.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089406882.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089406882.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089406882.PDF tp:ocr§§ ALL’OSPEDALE SANT’ANDREA DI ROMA Arteria polmonare trapiantata in caso di tumore: «Prima volta» «P er la prima volta al mondo in un caso di tumore al polmone», è stato eseguito un trapianto di un’arteria polmonare, in una paziente over 70 con una neoplasia infiltrante l’arteria, associata all’asportazione dell’intero polmone di sinistra. L’intervento è stato compiuto nell’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea di Roma ed è avvenuto il 17 luglio scorso, grazie all’intuizione di due giovani chirurghe toraciche, Cecilia Menna e Beatrice Trabalza Marinucci. Ad operare è stato un team guidato da Erino A. Rendina, direttore della Chirurgia toracica del Sant’Andrea e preside della facoltà di Medicina e psicologia dell’Università Sapienza. L’arteria era criopreservata a Barcellona. Come ha sottolineato il direttore Rendina, il primato dell’intervento e la sua unicità rispetto a sostituzioni analoghe effettuate in cardiochirurgia, risiedono nella stessa natura della neoplasia: «La paziente aveva un tumore al polmone inoperabile che infiltrava questa grossa arteria fino al cuore – ha dichiarato Rendina in occasione della presentazione della procedura tenutasi ieri mattina nella facoltà di cui è preside alla Sapienza –. Noi abbiamo rimosso il tumore che infiltrava l’arteria, dovendo sostituirla con un’altra arteria umana. Questa è la prima volta al mondo per il tumore del polmone, L’ANNIVERSARIO un’operazione con caratteristiche completamente diverse dagli interventi di cardiochirurgia». La differenza sta nel fatto che «nel cancro del polmone l’infiltrazione è assolutamente imprevedibile: mentre nei trapianti si sostituiscono organi anatomicamente normali - malati, ma anatomicamente normali - il tumore stravolge completamente l’anatomia. Per questo non è stato mai fatto al mondo: perché nessuno ha mai immaginato che si potesse fare». Nei mesi che hanno preceduto l’operazione, la paziente è stata sottoposta a un moderno schema di chemio e radioterapia. «Il tumore si era un po’ ridotto – ha quindi aggiunto Rendina – ma non era prevedibile che si potesse operare con mezzi canonici. Da qui l’intuizione di ritenere possibile qualcosa che finora non era stato ritenuto possibile». L’operazione, ha spiegato lo specialista, è stata effettuata «in circolazione extracorporea, è stata tolta tutta l’arteria polmonare dal cuore fino alla parte che va verso il polmone destro, è stato rimosso il polmone sinistro, ricostruito il flusso, e trapiantata l’arteria che porta il sangue direttamente dal cuore al polmone destro, che è rimasto». Il segmento di arteria crioconservata, di circa 5 centimetri, era perfettamente adattabile alle dimensioni del vaso della donna. I materiali sintetici o biocompatibili esistenti non consentono di ottenere un condotto sostituivo con le stesse caratteristiche originali, ed espongono al rischio di ostruzione del vaso sostituito. Iniziato alle 12 del 17 luglio, l’intervento si è concluso alle 16.30. Dopo il decorso post-operatorio, attualmente la donna non necessita di terapia immunosoppressiva, come invece avviene per gli altri trapianti d’organo (cuore, polmone, eccetera), e neanche di terapia anticoagulante data la perfetta biocompatibilità del tessuto. «Il primo trapianto al mondo di arteria polmonare realizzato con successo dalla squadra della Chirurgia toracica dell’Ospedale Sant’Andrea-Sapienza conferma l’eccellenza della sanità pubblica laziale e italiana nel panorama internazionale». Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha commentato l’operazione compiuta in estate. «L’équipe – ha evidenziato Schillaci – ha realizzato un intervento complesso e delicato: a loro e a tutti coloro i quali hanno reso possibile questo straordinario risultato va il mio apprezzamento. Questo trapianto dimostra ancora una volta l’elevata qualità della formazione e della competenza italiana in campo scientifico e sanitario. Tutto questo è motivo di grande orgoglio per la sanità pubblica e per l’Italia intera». (V. Sal.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: L’intuizione di due giov ani chirurghe toraciche ha salvato una paziente over 70 che soffriva di una neoplasia che ha comportato l’asportazione del polmone di sinistra. Il ministro Schillaci: confermata l’eccellenza della nostra sanità Image: -tit_org- Arteria polmonare trapiantata in caso di tumore: «Prima volta» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089406882.PDF §---§ title§§ Intervista a Franco MAssi - «La sanità non è solo ospedali» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089206884.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 31 Oct 2025

Il presidente di Uneba denuncia la disattenzione del Governo verso il settore sociosanitario e rilancia l'emergenza infermieri I rappresentanti di 1.100 Rsa saranno ricevuti da Mattarella: non c'è chiarezza sul futuro dell'assistenza agli anziani italiani

pubDate§§ 2025-10-31T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089206884.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089206884.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089206884.PDF tp:ocr§§ «La sanità non è solo ospedali» Il presidente di Uneba denuncia la disattenzione del Governo verso il settore sociosanitario e rilancia l’emergenza infermieri I rappresentanti di 1.100 Rsa saranno ricevuti da Mattarella: non c’è chiarezza sul futuro dell’assistenza agli anziani italiani «S anità non è solo ospedali, ma anche sociosanitario. Il Sistema Sanitario Nazionale è fatto anche di enti non profit e privati. La politica si ricordi anche di noi!». Uneba (Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale), con il suo presidente Franco Massi, chiede al Parlamento, nell’esame della legge di bilancio, una maggiore attenzione al settore sociosanitario. Quello delle Rsa per anziani non autosufficienti, in cui la maggioranza dei posti sono in enti non profit, tra cui molti dei 1.100 associati a Uneba. Massi rilancerà l’appello dall’assemblea nazionale, a Roma dal 6 all’8 novembre. Giovedì 6 Uneba, che nel 2025 festeggia 75 anni dalla fondazione, sarà ricevuta al Quirinale dal presidente Mattarella. Presidente Massi, l’Italia è sempre più vecchia: qual è la fotografia del Paese in termini di domanda e offerta di assistenza residenziale? In Italia ci sono circa 3 milioni di anziani non autosufficienti con più di 75 anni, ma appena 300 mila, in gran parte donne, sono accolti in strutture residenziali. Circa un terzo di questi 300 mila in enti associati Uneba. Ma è un’Italia molto eterogenea. In provincia di Bolzano 30 anziani non autosufficienti over 75 su 100 sono in Rsa; in Campania 1 su 100, Siamo tutti d’accordo che sarebbe meglio assistere l’anziano a casa. Ma che ne sarà dei progetti lanciati in questi ultimi anni sull’assistenza domiciliare quando finirà la spinta del Pnrr? È una domanda che con preoccupazione ci facciamo anche noi. Attualmente 1,2 milioni di anziani fruiscono di assistenza domiciliare - talora organizzata dalle Rsa Uneba - ma di media ognuno riceve appena 20 accessi l’anno. Significa che il personale di assistenza va a casa sua meno di 2 volte al mese. Anche il “Patto per un nuovo Welfare sulla non autosufficienza”, di cui Uneba fa parte, indica l’introduzione di servizi domiciliari come una delle priorità per la riforma della non autosufficienza. Ci sono anche soluzioni ibride per assistere l’anziano e sono i centri diurni: purtroppo, oggi solo 22 mila anziani ne fruiscono contro i 300.000 ricoverati in una Rsa. È verosimile un piano straordinario per questo tipo di strutture? Uneba chiede un piano straordinario per i centri diurni. Sono la risposta giusta - e a costi contenuti per le casse pubbliche - per anziani fragili ma non gravissimi, bisognosi di assistenza ma pure di compagnia. I centri diurni possono operare in sinergia con le Rsa, per il personale specializzato necessario, ma anche con parrocchie e associazioni, per garantire la presenza di volontari e il legame col territorio. Sono le risposte giuste per una parte degli anziani, in uno specifico periodo della vita. Per altri la risposta giusta è la Rsa, per altri l’assistenza domiciliare. Non ci sono risposte uniche, solo risposte personalizzate. Le Rsa aderenti a Uneba sono pronte a investire? Dobbiamo essere realisti: tante delle nostre strutture vivono situazioni economiche difficili. Però la missione degli enti Uneba - rispondere ai bisogni dei più fragili nel proprio territorio - resta la stessa. Dobbiamo cercare e trovare le risorse. Ma anche lo Stato deve fare la sua parte. Invece, nella riforma del Terzo settore c’è ancora incertezza sulla normativa fiscale. Ci uniamo all’appello del Forum Terzo settore che chiede chiarezza su Iva e Irap per il non profit. Ospedali di comunità: ne sono stati costruiti pochi e quei pochi che ci sono avranno problemi a trovare personale vista la mancanza di infermieri ben nota. In Lombardia si utilizzano come ospedali di comunità le Rsa, limitatamente alle cure intermedie. Può essere un esempio per le altre regioni? È quello che chiediamo. Ci sono enti Uneba che già ospitano ospedali di comunità. Condividere gli spazi tra Rsa e ospedali di comunità oltretutto perme tte di condividere competenze e personale. A che punto è la querelle sulle rette dei malati di Alzheimer? Manca ancora la norma per la definizione della competenza delle rette per malati di Alzheimer o demenza accolti in struttura residenziale. Attualmente siamo in balia delle sentenze, caso per caso. Serve chiarezza. Resta la compartecipazione per cui pagano circa a metà assistito e Sistema sanitario? Stabilitelo. Paga tutta la retta il Sistema sanitario? Stabilitelo, e stanziate i fondi necessari. Si trova una nuova formulazione? Stabilitelo. L’emendamento presentato dalla senatrice Maria Cristina Cantù era una buona soluzione, ma alla politica è mancato coraggio. Concludiamo parlando ancora di soldi e parliamo della legge di bilancio: cosa pensate delle scelte del governo Meloni? Nel testo arrivato in Parlamento si prevedono assunzioni di infermieri nella sanità pubblica. Bene. Ma da dove arriveranno questi infermieri, visto che già adesso in Italia non ce ne sono abbastanza? Probabilmente alcuni lasceranno il loro lavoro nel sociosanitario per passare alla sanità pubblica. Lecito. Ma così, per tamponare l’emergenza negli ospedali creiamo un’emergenza nel sociosanitario. Che senso ha che per garantire più assistenza infermieristica a un anziano in ospedale la si riduca in Rsa? Formare nuovi infermieri richiede tempi lunghi. Nel frattempo, parte della soluzione è portare in Italia infermieri dall’estero. Lo stiamo facendo anche noi di Uneba, con il progetto Samaritanus Care insieme ad Aris e col supporto della Conferenza episcopale italiana. ---End text--- Author: PAOLO VIANA Heading: Highlight: IL TEMA Franco Massi affronta i temi dell’assemblea che si terrà a Roma dal 6 all’8 novembre ed evidenzia la necessità di investire per garantire ai fragili e alle loro famiglie di non esser lasciati completamente soli «Nella riforma del Terzo settore restano ancora delle incertezze in merito alla normativa fiscale: anche noi chiediamo chiarezza su Iva e Irap per il non profit» Image:Franco Massi (Uneba) -tit_org- Intervista a Franco MAssi - «La sanità non è solo ospedali» -sec_org- tp:writer§§ PAOLO VIANA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089206884.PDF §---§ title§§ Salute mentale Piano e spiccioli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089306885.PDF description§§

Estratto da pag. 44 di "ESPRESSO" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089306885.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089306885.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089306885.PDF tp:ocr§§ Salute mentale Piano e spiccioli ulla carta parole nuove, nei fatti le solite criticità segnalate da chi conosce bene i servizi per la salute mentale in Italia: il 15 luglio scorso il ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza unificata che comprende Stato, Regioni ed Enti locali la prima bozza del nuovo Piano di azione nazionale per la salute mentale (Pansm) 2025-2030. Il documento delinea per il prossimo quinquennio gli interventi nel settore, la Cenerentola della sanità pubblica; dopo alcune modifiche, una seconda bozza è stata approvata il primo ottobre. Secondo l’ultimo rapporto sulla salute mentale pubblicato dal ministero della Salute, nel 2023, il numero di italiane e italiani maggiorenni che si sono rivolti ai servizi pubblici per la salute mentale in Italia è cresciuto di circa il 10% rispetto al 2022, per un totale di 854.040 persone. Per loro «occorrerebbero molte più risorse e una Pansm, la bozza della maggiore determinazione, offrendo mi- prevede lo stanziame sure organiche e non discriminatorie a no 2026, 85 per il 20 chi soffre di disagio mentale: la sereni- lioni di euro annui a tà economica è una parte essenziale del- sto nella sua versione la terapia», come ha scritto anche Fabio comunque insufficien Macaluso, avvocato, nel suo memoir “Vo- za del personale nec levo un tè al limone” (Marsilio editori) at- milioni di euro, basan traverso il quale racconta il suo percorso Conferenza Stato-Reg dopo la diagnosi di disturbo bipolare. Il Collegio che r Il nuovo Pansm arriva dodici anni dopo mentale (Dsm) su tu il precedente documento e nel frattem- mato nel 2024 che la po il posto della salute mentale nella sfe- be di circa due milia ra pubblica è cambiato, complici anche la le prestazioni neces pandemia e i social. Se ne parla di più e di- ti. «Una delle critich versamente, e questo si riflette anche nel stra, è che sembra es riferimento del testo all’approccio biop- non per la salute me sicosociale, che considera la salute di una race, direttore della persona come il risultato non solo di fat- te mentale presso l’A tori biologici ma anche psicologici e socia- legio nazionale dei D li. Tuttavia, dai documenti alle cure offerte ha nulla da dire sul la strada è lunga, soprattutto consideran- psichiatrica, ma c’è i do che la salute mentale pubblica è grave- questa competenza p mente sottofinanziata da oltre dieci anni. le sue articolazioni e Al momento, per garantire gli obiettivi del competenza sul pian S Pansm, la bozza della legge di Bilancio all’articolo 64 prevede lo stanziamento di 80 milioni di euro per l’anno 2026, 85 per il 2027, 90 per il 2028 e altri 30 milioni di euro annui a partire dal 2029. Posto che il testo nella sua versione definitiva resti questo, sarebbero comunque insufficienti: solo per sopperire alla carenza del personale necessario servirebbero almeno 785 milioni di euro, basandosi sugli standard definiti dalla Conferenza Stato-Regioni del 2022. Il Collegio che riunisce i Dipartimenti di salute mentale (Dsm) su tutto il territorio italiano ha stimato nel 2024 che la cifra necessaria a regime sarebbe di circa due miliardi di euro per fornire almeno le prestazioni necessarie all’utenza dei dipartimenti. «Una delle critiche più frequenti, e anche la nostra, è che sembra essere un piano per la psichiatria, non per la salute mentale», sottolinea Fabrizio Starace, direttore della struttura che si occupa di salute mentale presso l’Asl Torino 5 e presidente del Collegio nazionale dei Dsm, aggiungendo che «nessuno ha nulla da dire sulla necessità di una competenza psichiatrica, ma c’è invece molto da dire sul fatto che questa competenza psichiatrica si dispieghi in tutte le sue articolazioni e sia accompagnata da altrettanta competenza sul piano psicologico, sociale, della partecipazione dei diretti interessati, dell'in- NECESSITÀ tegrazione sociosanitaria». Tra le misure Una pazie raccomandate con più forza dai Dsm ita- centro di s liani ci sono l’introduzione stabile degli tale esperti in supporto tra pari (Esp), persone che hanno vissuto in prima persona o come familiar i le condizioni di disagio psichico e che offrono supporto a chi ne ha bisogno; la necessità di condurre campagne anti-stigma con indicatori di risultato misurabili nella società; infine, la necessità di un sistema per raccogliere e analizzare i dati provenienti da ogni luogo della salute mentale pubblica. «Mi sarei aspettato anche un’analisi delle motivazioni per cui il precedente piano non era stato applicato», rimarca Starace. Sul rischio di eccessiva psichiatrizzazione della salute mentale italiana si era inizialmente espresso anche il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop). Nelle dichiarazioni successive alla trasmissione della prima bozza il Cnop aveva sottolineato il bisogno di maggiore attenzione alla prevenzione e suggerito di inserire i futuri psicologi di primo livello nei Distretti sanitari o nelle Case di comunità, invece dei Dipartimenti di salute mentale, richiesta accolta nella seconda bozza. La presidente del Cnop, Maria Antonietta Gulino, ha però aggiunto che «restano criticità rilevanti rispetto al e di un ute men- ruolo della psicologia nei consultori, dove è necessaria una chiara ridefinizione delle funzioni professionali e dell’inquadramento anche nei rapporti con l’autorità giudiziaria». Dall’Unione nazionale delle Associazioni per la salute mentale (Unasam), che rappresenta cinquanta organizzazioni di volontariato, pazienti, familiari e operatori, il nuovo è stato bocciato all’unanimità. «Si tratta di cento pagine più adatte a un trattato di psichiatria che a un piano d'azione che affronti le gravi criticità che il sistema pubblico di salute mentale sta vivendo da decenni», commentano. Gisella Trincas, presidente di Unasam, sottolinea che il testo «non pone al centro del suo interesse il diritto delle comunità di poter usufruire di centri di salute mentale comunitari aperti almeno dodici ore al giorno tutti i giorni dell'anno per offrire prevenzione reale intervenendo sui determinanti sociali che producono malattia e sofferenza, cure e percorsi personalizzati orientati alla ripresa e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle nostre famiglie». E questo a quasi cinquant’anni dalla riforma Basaglia è da loro considerato «triste e sconfortante». ---End text--- Author: JESSICA MARIANA MASUCCI Heading: Highlight: Il bisogno di assistenza cresciuto del 10 per cento. Nel programma che disegna gli interventi per i prossimi cinque anni ci sono poche risorse. Servirebbero almeno due miliardi Image:NECESSITÀ Una paziente di un centro di salute mentale -tit_org- Salute mentale Piano e spiccioli -sec_org- tp:writer§§ JESSICA MARIANA MASUCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089306885.PDF §---§ title§§ Dl economia, 1,8 miliardi alle ferrovie Altri 150 milioni per pagare le condanne link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089506883.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "SOLE 24 ORE" del 31 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-31T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089506883.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089506883.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089506883.PDF tp:ocr§§ Dl economia, 1,8 miliardi alle ferrovie Altri 150 milioni per pagare le condanne In Gazzetta Alla Salute 110 milioni, altri 40 milioni a Catania per il debito a Banca Sistema ROMA Nella sua versione finale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nella tarda serata di mercoledì, il decreto economia approvato dal consiglio dei ministri il 15 ottobre si è gonfiato fino a raggiungere un peso da 2,17 miliardi di euro. Il grosso, 1,8 miliardi, va a Rete ferroviaria italiana, per irrobustire i fondi della manutenzione straordinaria. Ma nel provvedimento il Governo rimette mano al portafoglio anche per pagare i debiti prodotti dalle sentenze che lo hanno visto soccombere. Il filone normativo è quello appena inaugurato dalla legge di bilancio, con il fondo una tantum da 2,2 miliardi per i rimborsi dell’addizionale Irap sui dividendi delle partecipate estere di banche e società italiane bollata come illegittima dalla Corte di giustizia Ue. L’assegno più consistente firmato con il decreto, 110 milioni, va al ministero della Salute, per pagare le sanzioni prodotte dalle sentenze che l’hanno condannato nei casi di emotrasfusione con sangue infetto, attribuendogli una responsabilità per omessa vigilanza confermata dalla Cassazione nell’ordinanza 15756 del 12 giugno 2025. Altri 40 milioni prendono la via del Comune di Catania, che nel tempo ha maturato un debito da 104 milioni con Banca Sistema, mai pagato dall’ente finito in dissesto nel 2018. La Banca si era rivolta alla Cedu, che ha riconosciuto nella vicenda una violazione del diritto all’equo processo fissato dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo (articolo 6), e il tutto è sfociato in un decreto ingiuntivo a Palazzo Chigi del Tribunale di Roma. Ma come ogni omnibus, il decreto agisce a tutto campo. E fra le altre cose fa slittare a fine 2026 tutti gli obiettivi finali delle procedure del Piano nazionale complementare, il programma da 30,6 miliardi articolati in 30 capitoli varato dal Governo Draghi nel 2021 per finanziare investimenti paralleli al Pnrr e presto impantanatosi in un’attuazione molto più difficoltosa rispetto a quella del suo fratello maggiore, dove evidentemente il vincolo esterno dei controlli Ue si è rivelato efficace. Lo spostamento dei termini serve a evitare le revoche dei fondi che sarebbero scattate per gli attuatori che sforano le scadenze. Per coprire questo eterogeneo complesso di interventi, il decreto aziona le forbici su un ampio ventaglio di fondi: sono le mitologiche «pieghe del bilancio», che si traducono in tagli in cui ancora una volta svetta il ministero dell’Economia: il bilancio di Via XX Settembre rinuncia a oltre 900 milioni, ma sempre da lì arrivano gli altri 300 pescati dal fondo per gli interventi strutturali di politica economica e i 270 sono tolti al fondo per la sistemazione contabile delle partite iscritte al conto sospeso. A irrobustire le entrate saranno però anche i turisti, che si potranno veder chiedere l’anno prossimo fino a 5 euro in più a notte di imposta di soggiorno nei Comuni di Lombardia e Veneto, per finanziare con il 50% del maggior gettito le Olimpiadi invernali di Milano Cortina (a cui lo stesso decreto garantisce altri 89,2 milioni, oltre a 10 girati a Sport e Salute). La mossa si affianca all’aumento “giubilare” (2 euro a notte in tutta Italia) nato nel 2025 in occasione dell’anno santo e prorogato per il 2026 dalla legge di bilancio, anche per finanziare (con il 30% del gettito) il fondo unico per la disabilità. L’imposta di soggiorno incontra così due aumenti in due provvedimenti diversi, entrambi contestati dai Comuni (che li dovrebbero applicare) per il meccanismo «modello bancomat» che gira al bilancio nazionale una quota dell’obolo turistico locale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianni Trovati Heading: Highlight: Slittano a fine 2026 tutti gli obiettivi finali procedurali del Piano nazionale complementare Image: -tit_org- Dl economia, 1,8 miliardi alle ferrovie Altri 150 milioni per pagare le condanne -sec_org- tp:writer§§ Gianni Trovati guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/31/2025103103089506883.PDF §---§