title§§ «La salute si difende anche con le parole» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930102351.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T02:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930102351.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930102351.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930102351.PDF tp:ocr§§ Dialogo con le nuove generazioni e lotta alle fake news: confronto a Roma. Presentato il progetto social di Qn Salus «La salute si difende anche con le parole» ROMA Dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni, alle strategie per disinnescare le fake news. Dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà, fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Con lo sguardo rivolto a un futuro dominato dall’Ia. Sono stati questi i temi al centro della prima giornata dell’Health journalism forum (Hjf), la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell’informazione sanitaria che ha preso il via ieri al Talent Garden di Roma. Nato da un’idea di llario Vallifuoco, già founder e director del Brand Journalism Festival, e promosso dalla startup Social Reporters, il Forum – che ha ricevuto il patrocinio della Commissione Europea, della Regione Lazio e di Ferpi – promuove il dialogo tra istituzioni, media e aziende pharma per una comunicazione responsabile. «Perché la salute – è il messaggio evidenziato dagli organizzatori – si difende anche con le parole». «La necessità di fare un punto sull’informazione sanitaria nasce dall’evidenza di un distacco molto forte, di una frattura, tra informazione e società. La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura» spiega Vallifuoco definendo «assolutamente positivo» il bilancio della prima giornata. Il dibattito è stato guidato da alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, tra cui Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, ordinario d’igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Genova. Tra gli esempi di comunicazione efficace per parlare di sanità agli under 30 anche il nuovo progetto social di QN Salus, con il recente lancio del nuovo canale Instagram. Giulia Prosperetti © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giulia Prosperetti Heading: Highlight: Image:llario Vallifuoco, founder e director del Brand Journalism Festival -tit_org- «La salute si difende anche con le parole» -sec_org- tp:writer§§ GIULIA PROSPERETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930102351.PDF §---§ title§§ «Fascicolo sanitario elettronico, è ora di accelerare» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930302349.PDF description§§

Estratto da pag. 46 di "RESTO DEL CARLINO MACERATA" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T02:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930302349.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930302349.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO MACERATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930302349.PDF tp:ocr§§ «Fascicolo sanitario elettronico, è ora di accelerare» NOI MACERATESI Risponde EMANUELA ASTOLFI Le lettere (max 15 righe) vanno indirizzate a il Resto del Carlino Via Garibaldi 101 - 62100 Macerata Tel. 0733 / 279711 - Fax. 0733 / 239299 @ E-mail: cronaca.macerata@ilrestodelcarlino.it Caro Carlino, perché la Regione Marche non dispone ancora di un Fascicolo Sanitario Elettronico degno di questo nome, (mentre l’EmiliaRomagna per esempio è la regione che ne ha il miglior utilizzo), permettendo ai cittadini di facilitare le prenotazioni delle visite, disporre degli esiti degli esami in breve tempo ed altre funzionalità che consentono di non avere inutili perdite di tempo e costi? Sarebbe un segnale molto importante per la nostra sanità pubblica. Giuseppe R. Via Facebook Gentile lettore, il fascicolo sanitario elettronico in Regione è attivo e consultabile da tutti accedendo ad esempio con lo Spid. Come dice lei è uno strumento utilissimo perché l’obiettivo finale è quello di consentire di tracciare e consultare online la propria storia sanitaria. La sua applicazione pratica però stenta a decollare. A fine estate, ad esempio, secondo uno studio pubblicato dalla Fondazione Gimbe sui dati del ministero della Salute, fra gennaio e marzo di quest’anno solo un marchigiano su 100 è entrato nel proprio fascicolo sanitario elettronico almeno una volta. In nessun’altra regione d’Italia è stato registrato un dato così basso. Dunque bisogna chiedersi come mai, e devono farlo sia i professionisti che i cittadini. Ma la di là del fascicolo sanitario elettronico ci sono anche tante criticità che la sanità locale deve necessariamente affrontare. A partire dalle lista di attesa e dalla difficoltà di disporre di certe prestazioni nel sistema sanitario senza dover ricorrere alle strutture a pagamento, fino alla carenza di medici di base e di pediatri. ---End text--- Author: EMANUELA ASTOLFI Heading: NOI MACERATESI Risponde EMANUELA ASTOLFI Le lettere (max 15 righe) vanno indirizzate a il Resto del Carlino Via Garibaldi 101 - 62100 Macerata Tel. 0733 / 279711 - Fax. 0733 / 239299 @ E-mail: cronaca.macerata@ilrestodelcarlino.it Highlight: Image: -tit_org- «Fascicolo sanitario elettronico, è ora di accelerare» -sec_org- tp:writer§§ EMANUELA ASTOLFI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102901930302349.PDF §---§ title§§ Medici di base, sempre di meno = Medici di famiglia: 0,72 ogni mille abitanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903229107273.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "T QUOTIDIANO" del 29 Oct 2025

Ne mancano 120 di T. Di Giannantonio 16 Il rapporto Agenas: Trentino in fondo alla classifica, 20 camici sotto la media

pubDate§§ 2025-10-29T05:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903229107273.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903229107273.PDF', 'title': 'T QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903229107273.PDF tp:ocr§§ Medici di base, sempre di meno Ne mancano 120 di T. Di Giannantonio 16 Medici di famiglia: 0,72 ogni mille abitanti Il rapporto Agenas: Trentino in fondo alla classifica, 20 camici sotto la media Sanità Nuovo ospedale, c’è anche il polo ricerca Intanto principio d’incendio a Villa Igea di Tommaso Di Giannantonio O rmai sono diventati una categoria in via di estinzione. Ogni anno che passa, i medici di medicina generale - ex medici di famiglia - diminuiscono. In tutta Italia sono passati da 45mila nel 2013 a 38mila nel 2023. A livello nazionale il rapporto tra il numero di persone assistibili e quello dei medici si attesta a 0,76. In Trentino si registra un valore ancora più basso. Rapporto assistiti-medici È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sul personale sanitario. Nello specifico, in provincia, si contano 0,72 camici bianchi ogni mille abitanti. Il Trentino è in fondo alla classifica nazionale, fanno peggio la Lombardia (0,62), l’Alto Adige (0,67), il Veneto (0,67), la Valle d’Aosta (0,69), la Sardegna (0,70) e l’Emilia-Romagna (0,71). Negli ultimi anni la platea dei medici si è ridotta progressivamente: da 340 nel 2019 a 330 nel 2023. Il rapporto tra popolazione e camici è sceso del 4%: da 0,75 ogni mille abitanti all’attuale 0,72. Per raggiungere la media nazionale (0,76) il Trentino dovrebbe avere 20 medici in più, mentre per pareggiare le regioni più virtuose - Molise e Basilicata con 0,96 - ne servono 120 in più. Medici oberati e introvabili Nell’ultimo rapporto Gimbe sullo stato del servizio sanitario nazionale, inoltre, è emerso come, in provincia, il 56% dei medici ha più di 1.500 assistiti, un numero superiore alla soglia considerata ottimale (1.200): il Trentino è all’ottavo posto. I medici di famiglia sono diventati introvabili. Lo abbiamo visto anche nei mesi scorsi: ad aprile l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) aveva pubblicato un bando per coprire 47 incarichi vacanti, ma sono arrivate solo 29 domande e poi solo in 18 hanno accettato l’incarico. Il Trentino è anche uno dei sette territori in cui il bando per le borse di formazione 2025-2028 in medicina generale ha visto più posti disponibili che partecipanti: su 40 borse sono arrivate solo 25 candidature. Nuovo ospedale e incendio Intanto, due giorni fa, all’auditorium del Centro servizi sanitari di viale Verona è iniziato il percorso della Provincia sulla «sanità del futuro» con un incontro con i primari, dedicato alla presentazione del nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino (Pout), del decreto-legge istitutivo dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) e del Piano delle attrezzature sanitarie. La prima tappa ha visto la presenza sia del presidente della Provincia Maurizio Fugatti che dell’assessore alla salute Mario Tonina. A fare da padrone il progetto del nuovo ospedale. La vice commissaria straordinaria per l'opera Debora Furlani ha ricordato che la nuova struttura comporta una spesa di 820 milioni. E poi ha riepilogato una serie di dati tecnici: il polo sorgerà su un’area di circa 15 ettari nella zona di via al Desert; la superficie ospedaliera sarà di 195mila metri quadrati, con una capacità virtuale fino a 1.145 posti letto (tra degenze, Day hospital, terapia intensiva e letti tecnici), oltre a 30 sale operatorie, 7 sale interventistiche e 11 endoscopiche, 10 ambulatori chirurgici e 210 ambulatori vari e per riabilitazione; il complesso comprenderà anche un polo didattico (10-15mila metri quadrati) e un futuro polo della ricerca; una centrale tecnologica da 6.100 metri quadrati; un nido aziendale e spazi per funzioni sanitarie non ospedaliere; oltre 3.000 posti auto, di cui più della metà interrati. Un polo di cui si avverte l’urgenza. Le attuali strutture sanitarie mostrano segni di «cedimento». Proprio ieri si è verificato un principio d’incendio all’interno di una sala operatoria del reparto di oculistica del presidio ospedaliero Villa Igea di Trento, tra le strutture che confluiranno nel nuovo polo di via al Desert. È successo alla 19.30. Per fortuna non si sono registrati feriti e nessun paziente è rimasto coinvolto. È stata fondamentale la prontezza delle squadre interne e del Corpo permanente dei vigili del fuoco, che hanno messo rapidamente sotto controllo la situazione e in sicurezza l’area interessata dal rogo. Sono in corso gli accertamenti per capire da dove ha avuto origine il rogo. Si sono registrati solo danni di lievi entità alle attrezzature. E a proposito di apparecchiature, nel primo incontro sulla sanità del futuro, è stato fatto il punto anche sul Piano attrezzature proposto dal Servizio ingegneria clinica di Apss: sono previsti investimenti per 17,1 milioni di euro, di cui 9,1 milioni finanziati dalla Provincia e 2 milioni da fondi preesistenti. ---End text--- Author: Tommaso Di Giannantonio Heading: Highlight: Image:Camice bianco Un medico di medicina generale con una paziente Presidio La struttura di Villa Igea a Trento, dove ieri si è verificato un principio d’incendio -tit_org- Medici di base, sempre di meno Medici di famiglia: 0,72 ogni mille abitanti -sec_org- tp:writer§§ Tommaso Di Giannantonio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903229107273.PDF §---§ title§§ Il 6 novembre in sciopero 60mila farmacisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903167106621.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903167106621.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903167106621.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903167106621.PDF tp:ocr§§ Il 6 novembre in sciopero 60mila farmacisti CONTRATTI Sono circa 60mila i dipendenti delle farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, tra farmacisticollaboratori e personale. Il 6 novembre incroceranno le braccia per 24 ore per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2024. Lo sciopero è indetto dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo la rottura delle trattative. Dai sindacati anche un appello alla parte datoriale Federfarma: «Torni al tavolo di trattativa e riconosca il valore reale della professione». «Uno sciopero e una costante rigidità che stanno solo rallentando le trattative», risponde Federfarma. La trattativa si è interrotta il 9 ottobre dopo che la proposta di 180 euro lordi di aumento complessivo per i prossimi tre anni è stata giudicata «inadeguata» dai sindacati. ---End text--- Author: Redazione Heading: CONTRATTI Highlight: Image: -tit_org- Il 6 novembre in sciopero 60mila farmacisti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903167106621.PDF §---§ title§§ Al Bambino Gesù un nuovo laboratorio di terapia genica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165906625.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165906625.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165906625.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165906625.PDF tp:ocr§§ Al Bambino Gesù un nuovo laboratorio di terapia genica L’OSPEDALE CELEBRA I 40 ANNI DI ATTIVITÀ COME IRCSS Roma I locali profumano di nuovo, anche se in ogni laboratorio ci sono già i ricercatori al lavoro (molte donne e quasi tutti giovani). Il nastro è ufficialmente appena stato tagliato, ma la ricerca non inizia certo adesso nel nuovo laboratorio di terapia genica del Bambino Gesù, inaugurato ieri nella sede di San Paolo e finanziato con 19,5 milioni dal Pnrr nell’ambito del progetto condotto dal Centro nazionale di ricerca e sviluppo di terapia genica e farmaci a Rna. L’ospedale del Papa, infatti, celebra i 40 anni come Ircss (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) con il traguardo di ulteriori 700 metri quadri che serviranno a implementare le innovazioni in ambito genico da applicare alla malattie oncologiche e genetiche pediatriche. D’altronde l’ospedale è da sempre pioniere nelle cure, dal primo trapianto di cuore pediatrico in Italia nel 1986, al primo trapianto pediatrico al mondo di midollo da donatore compatibile a metà nel 2010, fino alla prima terapia genica con cellule CAR-T su un tumore solido (il neuroblastoma) nel 2018 o, lo scorso anno, ai primi pazienti al mondo in ambito pediatrico con malattie autoimmuni trattati con terapia genica. Quarant’anni di traguardi ripercorsi ieri nell’evento che ha preceduto l’inaugurazione dei nuovi spazi di ricerca. «Dietro a ogni traguardo, ci sono persone, storie, volti - ha ricordato il segretario di Stato Pietro Parolin -. Ci sono bambini e famiglie che hanno ricevuto nuove speranze, ci sono ricercatori e medici che hanno trovato nuove soluzioni, ci sono team interdisciplinari che hanno trasformato i risultati scientifici in percorsi di cura concreti». Da 40 anni, infatti, l’ospedale «unisce scienza e carità, fede e intelligenza, ricerca e cura, per testimoniare che ogni bambino, ogni persona sofferente, è il volto di Cristo da accogliere e da amare». Questo infatti è «un ospedale da amare», lo ha definito il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, in cui «la ricerca è legata all’etica. La nostra storia è fatta di progresso che non resta nei laboratori , ma attraversa i reparti, attraversa le vite». Ciò che ha contraddistinto l’ospedale, aggiunge perciò il ministro della Salute Orazio Schillaci, «vi siete contraddistinti grazie alla capacità di applicare l’innovazione su base quotidiana a una solida cultura della ricerca, alla disponibilità delle migliori competenze professionali. Tutto ciò mantenendo sempre alta l’attenzione per l’etica e la relazione di cura». ---End text--- Author: ALESSIA GUERRIERI Heading: L’OSPEDALE CELEBRA I 40 ANNI DI ATTIVITÀ COME IRCSS Highlight: Il cardinale Parolin: «Unite scienza e carità». L’attenzione per l’etica nelle parole del presidente Onesti e del ministro della Salute Schillaci Image:Il cardinale Parolin e Onesti -tit_org- Al Bambino Gesù un nuovo laboratorio di terapia genica -sec_org- tp:writer§§ Alessia Guerrieri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165906625.PDF §---§ title§§ Cercasi medici condotti Nell'Italia dei paesi la sanità è una chimera link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903164806634.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903164806634.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903164806634.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903164806634.PDF tp:ocr§§ Cercasi medici condotti Neiritalia dei paesi la sanità è una chimera GIULIO CAVALLI Nelle aree interne di varie regioni come Marche, Abruzzo o Molise un solo medico copre vasti territori. Oltre la metà dei Mmg supera il massimale di 1.500 pazienti ciascuno Ci sono luoghi in Italia in cui si resta senza un medico di famiglia per settimane per mesL Un tempo erano emergenze occasionali. gestite con soluzioni tampone. Ora sono una geografia stabile della crisi sanitaria. Limbiate, 4.712 assistiti rimasti scoperti in Brianza. Rescaldina, hinterland milanese: quattromila pazienti in attesa per lunghi periodi dopo un pensionamento non coperto. Nei municipi periferici di "Roma, come il Trullo e Ostia, migliaia di cittadini sono rimasti senza assegnazione. In Sardegna, interi comuni come Calasetta e SanfAntioco sono rimasti senza un medico di base per mesi. E nel 2024, la sola Asl Bari ha pubblicato 29 incarichi di mediana generale rimasti deserti. È l'effetto di un cedimento stmtturaledella mediana territoriale, confermato dai numeri. Secondo 1'80 Rapporto Girnbe, al lu gennaio 2024 mancano 5.575 medid di medicina generale (Mmg) sull'intero territorio nazionale. Agenas prevede, entro il 2025, un deficit di -584 Mmg nel Lazio, -542 in Sicilia, -398 in Campania. -383 in Puglia e -135 in Lombardia. Medici in difficoltà È la premessa di un collasso: an che dove il medico c'è, è spesso solo, sovraccarico, prossimo all'uscita. Il III Rapporto Fnomceo-Censis documenta che oltre la metà dei medici di famiglia supera il massimale di 1.500 pazienti, rispetto al 28,3 per cento nel 2013 e a meno del 16 per cento nel 2003. La deroga è diventata regola, e la regola un ricordo. La "gobba pensionistica" spiega la traiettoria. Entro il 2035 più di 20.000 medici di base usciranno dal servizio. Le borse per la formazione in medicina generale sono saute a 1228 nel 2025, ma il ritmo delle uscite — circa 1.700 l'anno nel prossimo decennio—lascia un saldo negativo. Il risultato è visibile nei comuni scoperti: quando un medico va m pensione, non subentra nessuno per mesi. In Lombardia, nel solo quadrante brianzolo, oltre 18.000 persone risultano prive di medico. L'emorragia verso l'estero aggiunge un secondo colpo. Ogni anno, secondo Fnomceo, circa 1.000 medici chiedono i certificati per lavorare fuori Italia; l'Ordine dei medici di Roma ha registrato nel 2024 un incremento del 10 per cento delle richieste, con alta incidenza tra i neoabilitari. È una diaspora che costa: formare un medico vale in media 150 mila euro di investimento pubblico, che finisce a beneficio dei sistemi sanitari più attrattivi. Intantoquilamedidnagenerale resta spesso un lavoro in solitudine tra burocrazia pervasiva e carico di cronicità in crescita. chi può scegliere, sceglie altrove. Il terzo motore è geografico. Nelle aree intemedi Marche, Abruzzo, Mohse e Umbria un solo medico copre territori vasti, con spostamenti anche di un'ora tra un comune e l'altro. In Sardegna i presidi si accendono e si spengono agiomi alterni, in Puglia, nonostante i fabbisogni, gli incarichi restano vacanti. In Valle d'Aosta si premiano i nuovi Mmg con 12 mila euro l'anno e si alzano i massimali finca 1.800 assistiti; in Sicilia l'indennità può arrivare a 18 nula euro; la Toscana investe anche su alloggi e logistica. Gli incentivi attenuano, non ribaltano. Perché senza una rete attorno — infermieri di comunità, assistenti di studio, specialisti collegati in teleconsulto — il medico di base resta un presidio isolato in territori già desertifican di servizi, scuole, trasporti- E quando manca il filtro della medicina di famiglia, la domanda si riversa sui pronto soccorso: nel 2022 oltre il 62 per cento degli accessi è stato classificato tra bianchi e verdi, quindi questioni gestibili sul territorio se il territorioesistesse. È un circuito vizioso: cittadini senza medico, Ps sovraccarichi, personale d'emergenza insufficiente, costi maggiori per prestazioni inappropriate. il Pnrr avrebbe dovuto ricucire la rete. Le Case della Comunità promettono team multíprofesston ali e presa in carico, ma i ritardi sonoevidentì e la spesa della Missione 6, a fine 2034, correva molto sotto la tabella di marda; a settembre 2025 la quota impegnataresta parziale. Soprattutto, mancano i professionisti per aprirle. "mattoni" senza "cervelli" diventano architettura senza funzione E nelle aree inteme, dove servirebbero di più , solo una quota minoritaria delle nuove strutture è prevista m concreto. Lina frattura La mappa dei paesi senza medico è la fotografia di un paese che invecchia senza rete di prossimità . È lì che si vede la frattura tra annuncio e realtà; bandi che vanno deserti, ambulatori temporanei, pazienti costretti a chilometri per una ricetta, an ziani che perdono il riferimento nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. Il capitale di fiducia verso il medico di famiglia. che per ² cittadini resta imprescindibile, si erode quando il medico sparisce o è inarrivabile. «Non rinuncerei mai al mio Mmg», risponde la maggioranza nelle indagini Fnomceo-Censis; ma in troppi tocercano invano. L'Italia ha costruito sulla medicina territoriale l'idea stessa di universalità del diritto alla salute, oggi quella frontiera arretra. Non è solo un servizio che manca: è il patto sodale che si sfilaccia, nel silenzio delle sale d'attesa vuote. SRITODJ IDNERISERWA SALVARE Ï MEDICI PER GARANTIE 19 IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO - Entro il 2035 più di 20.000 medici di base usciranno dal servizio ê; ; o -tit_org- Cercasi medici condotti Nell'Italia dei paesi la sanità è una chimera -sec_org- tp:writer§§ GIULIO CAVALLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903164806634.PDF §---§ title§§ «Il Dap vuole commissariare la sanità in carcere:ignora l'articolo 32 della Carta» = «Il Dap vuole commissariare la sanità penitenziaria e ignora l'art. 32 della Carta» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165106633.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "DUBBIO" del 29 Oct 2025

A PAGINA 12

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165106633.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165106633.PDF', 'title': 'DUBBIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165106633.PDF tp:ocr§§ «Il Dap vuole commissariare la sanità incarcere:ignoral’articolo32dellaCarta» AA PAGINA 12 LA DENUNCIA DAI GARANTI DEI DETENUTI «Il Dap vuole commissariare la sanità penitenziaria e ignora l’art. 32 della Carta» L’ALLARME DEL GARANTE I l 10 ottobre 2025 il Capo del Dipartimento Stefano Carmine De Michele ha inviato ai direttori delle carceri una nota sulle misure di coordinamento tra le aree per l’efficienza operativa, la prevenzione di eventi critici negli istituti penitenziari. Questa nota è arrivata dopo che migliaia di detenuti quotidianamente manifestano attraverso forme di autolesionismo, proteste, scioperi della fame, della sete, sia disfunzioni organizzative interne, sia problemi relativi alla mancanza di scorta per il trasferimento negli ospedali, nei centri clinici per visite specialistiche. Su questa nota il Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello nonché Portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti dichiara: “Non entro nel merito di tutte le osservazioni, le proposte, le sollecitazioni o gli ammonimenti che il Capo del DAP fa con questa nota per prevenire gli eventi critici degli istituti penitenziari. Mi fa piacere che il Capo DAP, nella prima parte, fa riferimento al diritto del detenuto appena arrivato in carcere di ricevere «un’informativa chiara, completa e comprensibile sui propri diritti fondamentali: comunicazioni con i familiari, contatti con il difensore, accesso ai servizi sanitari e amministrativi». In pratica riconosce che in nessuno dei 190 istituti italiani al detenuto viene consegnato un regolamento appena entra in carcere. Anche altri passaggi sono puntuali, efficaci rispetto anche all’impegno che le aree educative e la direzione del carcere devono mettere in campo, ma su un punto voglio subito stabilire la distanza e riguarda la gestione sanitaria. Il Capo DAP dice: «La gestione sanitaria è uno dei fronti più sensibili e delicati, spesso fonte di tensioni che sfociano in eventi critici. È indispensabile che il ricorso ai trasferimenti esterni venga circoscritto ai soli casi indifferibili e documentati da certificazioni puntuali. Troppo frequenti risultano i cosiddetti “pendolarismi ospedalieri” per urgenze differibili, che generano disagio, costi e rischi di sicurezza. Occorre valorizzare le risorse interne, garantendo continuità delle cure e tempestività delle risposte. Il medico penitenziario deve assumersi la responsabilità di una valutazione rigorosa, contattando direttamente il 118 solo nei casi di effettivo pericolo di vita».Queste righe ledono i diritti delle persone detenute, il diritto fondamentale alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione. Ci lascia perplessi come Garanti questo progressivo accentramento del DAP anche nelle materie non proprie e denuncio pubblicamente che, quotidianamente, saltano, in tutti i 190 istituti italiani, le visite specialistiche e i ricoveri. GI.AL ---End text--- Author: GI AL Heading: LA DENUNCIA DAI GARANTI DEI DETENUTI L’ALLARME DEL GARANTE Highlight: Image: -tit_org- «Il Dap vuole commissariare la sanità in carcere:ignora l’articolo 32 della Carta» «Il Dap vuole commissariare la sanità penitenziaria e ignora l’art. 32 della Carta» -sec_org- tp:writer§§ GI AL guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165106633.PDF §---§ title§§ Bisogna rompere il silenzio sulla salute mentale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166206628.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "GIORNALE" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166206628.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166206628.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166206628.PDF tp:ocr§§ BISOGNA ROMPERE IL SILENZIO SULLA SALUTE MENTALE di Letizia Moratti * Tomislav Sokol ** O gni anno ad ottobre riflettiamo sulla salute mentale. Per milioni di europei non è solo un tema di discussione, ma una realtà quotidiana. È la studentessa che teme di uscire dalla sua stanza, il padre che non dorme da settimane, l’infermiera che assiste tutti ma non riesce a chiedere aiuto. Il tema della Giornata Mondiale della Salute Mentale – la salute mentale come diritto umano universale – è un monito. Una persona su otto nel mondo convive con un disturbo mentale. In Europa, quasi la metà dei cittadini ha sperimentato nell’ultimo anno un disagio psicologico, e più della metà non ha ricevuto assistenza professionale. La pandemia di Covid-19 ha aggravato un problema già esistente: isolamento, difficoltà economiche e paura hanno creato una tempesta perfetta. Ma la tempesta non è finita. Liste d’attesa interminabili, servizi sottofinanziati e stigma continuano a impedire l’accesso alle cure. Il costo non è solo umano ma anche economico. Oltre 600 miliardi di euro l’anno, più del 4 per cento del Pil dell’Ue, tra produttività perduta e vite segnate. Sempre più spesso leggiamo di giovani europei travolti da ansia, depressione e burnout. Dietro i numeri ci sono destini sospesi e sofferenze invisibili. Eppure, il divario tra bisogni e cure resta profondo. Oggi, l’assistenza alla salute mentale in Europa è ancora una lotteria basata sul codice postale. La possibilità di ricevere aiuto dipende da dove si vive, dal reddito o dall’età. Per questo il Gruppo Ppe chiede un nuovo approccio che metta la salute mentale al centro delle politiche europee. Già nel 2023 abbiamo sollecitato la creazione di una commissione parlamentare sulla salute pubblica. Oggi questa commissione è pienamente operativa. Lavora con la Commissione europea e con esperti per raccogliere dati, elaborare strategie e rafforzare la responsabilità delle istituzioni. Perché avere dati affidabili significa anche diagnosi più precoci e interventi più efficaci. Ma non parliamo solo di statistiche. Parliamo di persone, soprattutto giovani, che affrontano livelli di stress e ansia senza precedenti. Il Ppe si impegna per introdurre programmi di educazione alla salute mentale nelle scuole e garantire un maggiore sostegno a insegnanti e famiglie. Servono servizi accessibili e vicini ai cittadini. Non solo più fondi, ma investimenti intelligenti, mirati a formazione, ricerca, prevenzione e cooperazione tra Paesi. Nessuno deve essere escluso perché vive nel posto sbagliato o non può permettersi il terapeuta giusto. La salute mentale è la base di un’Europa sana, produttiva e resiliente. Dobbiamo chiederci se possiamo permetterci di investire nella salute mentale. La verità è che non possiamo permetterci di non farlo. Un’Europa più forte nasce da menti più sane. Facciamo della salute mentale un diritto reale, non solo proclamato. * Presidente Consulta Nazionale di Forza Italia, eurodeputato Ppe, membro commissione Sant ** Coordinatore della Commissione parlamentare Salute Pubblica (Sant), eurodeputato Ppe ---End text--- Author: Letizia Moratti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Bisogna rompere il silenzio sulla salute mentale -sec_org- tp:writer§§ Letizia Moratti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166206628.PDF §---§ title§§ Reperibilità sanitaria senza aliquota 5% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166006630.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "ITALIA OGGI" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166006630.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166006630.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166006630.PDF tp:ocr§§ Reperibilità sanitaria senza aliquota 5% La disciplina fiscale agevolativa, che accorda un’aliquota del 5% sulle retribuzioni derivanti da prestazioni di lavoro straordinario del comparto sanitario pubblico (art. 47 CCNL 2019-2021), non si applica alle ipotesi di “ore di pronta disponibilità” né alle “prestazioni svolte in sede elettorale”. L’art. 1, co. 354 della legge di bilancio 2025, in quanto disposizione di favore, è di stretta interpretazione e non consente una sua estensione a casi diversi da quelli espressamente contemplati. In questi termini si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 272 del 27 ottobre 2025. Una azienda sanitaria locale prospetta un dubbio circa la portata della previsione che accorda un regime di favore a talune fattispecie di redditi di lavoro conseguiti da dipendenti pubblici, segnatamente circa la sua estensibilità a due fattispecie denominate “ore di pronta disponibilità” e “prestazioni svolte in sede elettorale”. Nel primo caso l’addetto si impegna a garantire la sua reperibilità in caso di urgenza ed ha diritto ad un surplus retributivo per le ore di effettivo intervento. La seconda casistica attiene alle attività aggiuntive svolte in occasione di eventi elettorali e parimenti retribuite ad hoc. L’AdE, anche richiamando i contenuti della risposta n. 139/2025, si sofferma sui due requisiti della normativa di interesse. In senso oggettivo, il trattamento favorevole è riservato ai compensi per lavoro straordinario previsti nel menzionato art. 47 del CCNL Comparto Sanità. Circa la platea dei beneficiari, si tratta esclusivamente degli infermieri alle dipendenze delle aziende e degli enti del SSN. Pur risultando verificata tale ultima condizione, nella specie difetta il primo presupposto. Se la carenza è evidente per il lavoro aggiuntivo richiesto in occasione di consultazioni elettorali, è estranea all’ambito dell’art. 47, essendo peraltro contemplata dall’art. 44. Sul piano concettuale ciò che il legislatore intende agevolare è la prestazione diretta a fronteggiare situazioni eccezionali, quale fattore che esula dalla ordinaria programmazione del lavoro in ragione di effettive esigenze di servizio. ______© Riproduzione riservata______ n DI GIANLUCA STANCATI E ALBERTO RENDA ---End text--- Author: XIANLUCA STANCATI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Reperibilità sanitaria senza aliquota 5% -sec_org- tp:writer§§ XIANLUCA STANCATI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166006630.PDF §---§ title§§ La Regione alle Asl: stop alle nomine di primari e dirigenti = La Regione al manager di Asl e ospedali «Bloccatele nomine di primari e medici» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165706627.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "SECOLO XIX" del 29 Oct 2025

Il direttore Bordon: «Sono sospese in vista della riforma». Congelate le assunzioni degli amministrativi. | sindacati: «Una follia»

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165706627.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165706627.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165706627.PDF tp:ocr§§ Guido Filippi / PAGINA 17 La Regione alle Asl: stop alle nomine di primari e dirigenti SANITÀ LIGURE due lettere scatenano reazioni e polemiche negli ambienti sanitari liguri La Regione ai manager di Asl e ospedali «Bloccate le nomine di primari e medici» Il direttore Bordon: «Sono sospese in vista della riforma». Congelate le assunzioni degli amministrativi. I sindacati: «Una follia» La Regione Liguria ha bloccato le nomine di primari e dirigenti medici con una lettera del direttore generale Paolo Bordon ai vertici di Asl e ospedali. «Scelta di buonsenso in vista della riforma». Congelate anche le assunzioni degli amministrativi: decisione contestata dai sindacati. «Sospendete le nomine di primari e dirigenti medici». Non è un invito ma un ordine quello del direttore del Dipartimento regionale Paolo Bordon, il braccio destro dell’assessore alla Sanità Massimo Nicolò. In una lettera riservatissima inviata ieri ai direttori generali delle cinque Asl, del San Martino, del Galliera, del Gaslini e dell’Evangelico ha bloccato le nomine di tutti i primari - anche di quelli i cui concorsi erano stati espletati - più gli incarichi di dirigenti medici e responsabili di servizi nelle Asl e negli ospedali. Che in alcuni casi erano già state autorizzate per coprire ruoli dirigenziali scoperti - e deliberate. «Si invita a sospendere le procedure di incarico di struttura complessa, dipartimentale e semplice». Bordon, interpellato, parla di una «decisione di buonsenso in vista della riforma della sanità che prevede l’accorpamento di ospedali e aziende: è chiaro che si possono prevedere eccezioni, ma devono essere motivate». Come ha rimarcato nella seconda parte della lettera: «Nel caso di incarichi la cui attribuzione è ritenuta indispensabile per non compromettere servizi essenziali, potrà essere inviata una relazione al fine di consentire la valutazione di eventuali deroghe». Oltre alla sorpresa e alle reazioni imbarazzate dei direttori generali («Ormai siamo funzionari»), sono arrivate le proteste di chi era in attesa di una promozione, di un incarico, oppure sperava in una prossima nomina. Qualcuno, vicino a Fratelli d’Italia, si è lamentato anche con l’assessore Nicolò anche perché non è la prima lettera che arriva con questi toni. La settimana scorsa, sempre Bordon, ha bloccato «il reclutamento di personale amministrativo, anche riferito all’autorizzazione di assunzioni già assentite». Tradotto: non assumete, bloccate le regolarizzazioni dei precari anche se autorizzate. Le proteste, sottovoce, sono partite dal ponente genovese e da due Asl (del levante e del savonese) dove era stato definito un piano di assunzioni per coprire i buchi. Il più sorpreso è il segretario regionale della Cisl funzione pubblica Gabriele Bertocchi: «Ma come si fa a dire che mancano amministrativi? Vorrei sapere come vengono fuori questi dati visto che nelle Asl non sono mai esistite le piante organiche. I conti non tornano, Bordon ha bloccato le stabilizzazioni: una follia. In tutte le aziende manca personale amministrativo e ci sono servizi in difficoltà: a noi risulta che siano almeno 500 in tutta la Liguria, senza considerare che nelle Case della salute servirà personale amministrativo». Nelle sanità ligure gli amministrativi sono circa 2500 e il segretario regionale della Uil Liguria Riccardo Serri parla di «Un’assurdità che non trova spiegazioni, anzi a noi risultano pesanti carenze a Genova e nelle altre province. Abbiamo segnalazioni di Oss che fanno il lavoro degli impiegati per non chiudere servizi». Maria Pia Scandolo, da luglio segretaria ligure della Cgil, è pronta farsi sentire in Regione: «La carenza di personale è sotto gli occhi di tutti, è inutile fare degli esempi, basta vedere cosa quanta gente c’è in coda agli sportelli degli ambulatori. Non si è tenuto conto che, secondo la Regione, devono aprire entro l’estate alcune Case di comunità». Bordon ribadisce la sua strategia e sottolinea: «Ora è prudente stare fermi ed evitare assunzioni. In Liguria gli amministrativi sono il 10% del personale, una percentual e più alta rispetto ad altre regione che sono intorno al 6-7%. Resta il fatto che hanno un ruolo chiave nella catena di trasmissione della sanità: senza di loro il sistema si blocca».— ---End text--- Author: Guido Filippi Heading: SANITÀ LIGURE Highlight: Image:Paolo Bordon e Massimo Nicolò a un incontro pubblico -tit_org- La Regione alle Asl: stop alle nomine di primari e dirigenti La Regione al manager di Asl e ospedali «Bloccatele nomine di primari e medici» -sec_org- tp:writer§§ Guido Filippi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903165706627.PDF §---§ title§§ Sicurezza sul lavoro, ok al decreto Meloni: «Mantenuto l'impegno» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166806622.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "TEMPO" del 29 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-29T05:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166806622.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166806622.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166806622.PDF tp:ocr§§ PALAZZO CHIGI Approvato dal Cdm il nuovo dl firmato dai ministri Schillaci e Calderone Sicurezza sul lavoro, ok al decreto Meloni: «Mantenuto l’impegno» ••• Permessi retribuiti ai lavoratori per gli screening oncologici nei contratti collettivi, nuove funzioni per il medico competente, supporto alle microimprese per organizzare la sorveglianza sanitaria. E ancora, badge per accedereai cantieri, potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dei Carabinieri per la tutela del lavoro, prevenzione nelle scuole e borse di studio per gli orfani delle vittime sul lavoro. Sono alcune delle misure che rafforzano la tutela della salute nei luoghi di lavoro contenute nel Dl sulla sicurezza sul lavoro approvato in Consiglio dei Ministri. Nello specifico, il decreto legge, firmato dai ministri della Sanità e del Lavoro, Orazio Schillaci e Marina Calderone, stabilisce tra le altre c che, nell'ambito della contrattazione collettiva, possano essere previsti permessi retribuiti ai lavoratori per effettuare, in orario di lavoro, gli screening oncologici garantiti dal servizio sanitario nazionale e che il medico competente promuova attività di sensibilizzazione alla partecipazione agli screening. «Oggi il Governo ha mantenuto un altro impegno preso con gli italiani, in particolare con i lavoratori e le imprese di questa Nazione», ha scritto su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Quest’anno - ha aggiunto, «avevamo scelto di dedicare il Primo Maggio ad un tema che ci sta particolarmente a cuore: la sicurezza sul lavoro. E in quell’occasione avevamo annunciato che il Governo era riuscito a rendere disponibili altri 650 milioni di euro, da sommare ai 600 già disponibili per i bandi INAIL, per rafforzare gli interventi sulla prevenzione e sulla sicurezza. Abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri un decreto-legge molto corposo e articolato, che impiega quelle risorse, ne individua altre e prevede numerose misure significative. Conclude Meloni: «È un provvedimento di cui siamo molto orgogliosi, e che è frutto di un grande gioco di squadra. Continueremo in questa direzione. Per il bene dell'Italia, dei nostri lavoratori e delle nostre imprese». G.D.C. ---End text--- Author: G.D.C. Heading: Highlight: Giorgia Meloni Presidente del Consiglio dei ministri Image: -tit_org- Sicurezza sul lavoro, ok al decreto Meloni: «Mantenuto l’impegno» -sec_org- tp:writer§§ g.d.c. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/29/2025102903166806622.PDF §---§