title§§ Sicilia in rivolta: il M5S lancia la spallata al peggior governo della storia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801648604653.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "LIBERTA SICILIA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801648604653.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801648604653.PDF', 'title': 'LIBERTA SICILIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801648604653.PDF tp:ocr§§ Enna. Parte la corsa all’alternativa: famiglie, sanità e infrastrutture al centro della sfida contro l’agonia dell’Isola Sicilia in rivolta: il M5S lancia la spallata al peggior governo della storia è uno «L’imperativo solo, mandare a casa il governo peggiore della storia: la Sicilia è in agonia, il tempo stringe, se vogliamo salvarla dobbiamo fare rete al più presto con tutte le forze progressiste che ne hanno veramente a cuore le sorti, non solo a parole. Parleremo con tutte le forze politiche e civiche alternative alla destra poltronista, brava a fare favori solo ai trombati della politica e a chi sta a cuore ai partiti della maggioranza. E lo faremo sulla base di solidi temi condivisi e di programmi sui quali già stiamo cominciando a lavorare. Da questa meravigliosa e partecipatissima assemblea, oggi parte la spallata al governo Schifani, noi ci proponiamo come capofila dell’alternativa al suo pessimo esecutivo”. Lo ha affermato il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, a margine dell’assemblea del Movimento a Enna che ha visto la presenza, oltre che di numerosissimi attivisti e simpatizzanti, di deputati (nazionali, regionali e l’europeo Giuseppe Antoci), sindaci, consiglieri comunali e di circoscrizione, coordinatori dei gruppi territoriali e componenti dell’organizzazione del M5S per cominciare a discutere di progetti e programmi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le amministrative in programma in tantissimi Comuni siciliani nel 2026 e le Regionali del 2027. “I disastri di questo governo – dice Di Paola – sono sotto gli occhi di tutti, non li vede solo chi non li vuole vedere, e basta guardarsi attorno per rendersene conto. Famiglie e welfare sono in ginocchio, l’agricoltura affonda anche a causa della siccità, la sanità, come dice il recentissimo rapporto Gimbe che colloca la Sicilia al penultimo posto in Italia, è in agonia, e mentre strade e infrastrutture sono un disastro ovunque nell’Isola, si arriva all’assurdo di esultare per l’inaugurazione, in pompa magna a Palermo, di un semplice svincolo che arriva dopo 40 anni. Primeggiamo solo per incendi, scandali e occasioni perdute. I siciliani devono aprire gli occhi una volta per tutte e tornare in massa a votare, dobbiamo fare una sorta di guerra santa contro l’astensionismo. Chi non vota deve capire che perde non solo la possibilità di decidere del proprio futuro, ma anche il diritto a lamentarsi a urne chiuse”. “La massiccia partecipazione – conclude Di Paola – è la dimostrazione che la determinazione del M5S a dare il proprio contributo per la Sicilia è altissima. Ci auguriamo che lo stesso sia per i nostri futuri compagni di cordata. I prossimi appuntamenti elettorali sono alle porte in tantissimi Comuni, anche grandi, non possiamo farci trovare impreparati». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sicilia in rivolta: il M5S lancia la spallata al peggior governo della storia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801648604653.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa troppo lunghe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801971703920.PDF description§§

Estratto da pag. 43 di "MESSAGGERO VENETO GORIZIA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T03:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801971703920.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801971703920.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO GORIZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801971703920.PDF tp:ocr§§ la rinuncia alle prestazioni Liste d’attesa troppo lunghe Oltre ai pochi medici di base, la Fondazione Gimbe segnala anche le frequenti rinunce a visite e prestazioni sanitarie a causa di liste d’attesa eccessivamente lunghe (come dimostra il caso della Dermatologia), carenza di personale e difficoltà economiche. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Liste d’attesa troppo lunghe -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801971703920.PDF §---§ title§§ Il patto per il rilancio del Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977003921.PDF description§§

Estratto da pag. 43 di "MESSAGGERO VENETO GORIZIA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T03:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977003921.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977003921.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO GORIZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977003921.PDF tp:ocr§§ L’appello a istituzioni e professionisti Il patto per il rilancio del Ssn La Fondazione Gimbe richiama istituzioni e operatori a un triplice patto per il rilancio del Ssn: politico per riconoscere nella sanità pubblica un pilastro della democrazia; sociale per responsabilizzare i cittadini; professionale per superare i corporativismi. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il patto per il rilancio del Ssn -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977003921.PDF §---§ title§§ Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei1500 assistiti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977303928.PDF description§§

Estratto da pag. 43 di "MESSAGGERO VENETO GORIZIA" del 28 Oct 2025

Perrispettare il rapporto ottimale di un dottore ogni 1200 pazienti servirebbero 151 professionisti in più. La fotografia di Gimbe

pubDate§§ 2025-10-28T03:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977303928.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977303928.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO GORIZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977303928.PDF tp:ocr§§ Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei 1500 assistiti Per rispettare il rapporto ottimale di un dottore ogni 1200 pazienti servirebbero 151 professionisti in più. La fotografia di Gimbe È allarme medici di famiglia nell’Isontino. L’ultima conferma arriva dall’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe che, tra i tanti punti di fragilità del territorio, inserisce anche quella relativa all’assistenza di base. Nell’ex provincia di Gorizia, infatti, un medico di base su due precisamente il 52,9% dei professionisti, ha sforato il tetto massimo dei 1.500 pazienti presi in carico. Per raggiungere il rapporto giudicato ottimale di un dottore ogni 1.200 pazienti, servirebbero ben 151 medici in più. Che non si trovano e, anzi, stanno progressivamente diminuendo. Nell’arco di 5 anni - dal 2019 al 2023, è stato chiuso il 12,9% degli ambulatori. Un trend che si ritrova anche nel campo dei pediatri di libera scelta. Risultato? Migliaia di famiglie senza una reale figura di riferimento. ««Il medico di famiglia è il primo presidio del Sistema sanitario - osserva Rossella Rizzatto, responsabile del Nucleo provinciale di Gorizia della Rete Civica SalviamoSSN istituita dalla Fondazione Gimbe -. Conosce la storia clinica, familiare e sociale dei suoi assistiti. La riduzione del numero di medici e l’aumento del carico di pazienti rompono il rapporto di prossimità, rendendo più difficile seguire i pazienti cronici, anziani o fragili. Questo indebolisce la continuità delle cure e aumenta il rischio di ritardi diagnostici e ricoveri evitabili. Le fasce più colpite sono gli anziani, i pazienti cronici e chi vive solo. Con meno medici di famiglia e pediatri, le visite domiciliari diminuiscono, la presa in carico diventa più difficile e aumenta il rischio di complicanze e ospedalizzazioni ripetute. Nelle aree periferiche la carenza è amplificata dalle distanze e dal progressivo spopolamento». La mancanza di medici di base non è l’unica criticità evidenziata dalla Fondazione Gimbe. Marcata, infatti, è anche la “fuga” dalle strutture pubbliche incapaci di dare risposte adeguate. «Anche nell’Isontino - prosegue Rizzatto - ci sono molti cittadini che hanno dovuto rinunciare alle prestazioni sanitarie. E uno dei motivi sono le liste d’attesa lunghe. Troppo lunghe». Ne è una prova il caso delle visite bloccate nel reparto Dermatologia dell’ospedale di Gorizia. L’Isontino quindi non fa eccezione rispetto al resto della regione dove «nel 2024 - rammenta Rizzatto - oltre 101 mila cittadini (l’8,5% del totale) hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Le cause sono molteplici: tempi d’attesa insostenibili, carenza di personale, difficoltà economiche e crescente ricorso alla sanità privata. Nel 2024 la spesa sanitaria pro capite è stata di 2.226 euro, superiore alla media nazionale (2.181). Tuttavia, il maggior finanziamento non si traduce automaticamente in un miglioramento dell’offerta: restano infatti disuguaglianze territoriali e difficoltà di accesso a servizi essenziali, soprattutto nelle aree interne e in quelle montane». Sul fronte del personale, i numeri sembrano confortanti solo in apparenza. «Nel 2023 - spiega la responsabile provinciale - il Friuli Venezia Giulia contava 17,4 unità sanitarie ogni 1.000 abitanti (contro una media nazionale di 11,9), con 2,26 medici e 6,37 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti. Ma dietro queste cifre si nasconde una realtà ben più fragile: la crisi motivazionale, il burnout e l’abbandono progressivo del servizio pubblico stanno erodendo dall’interno la forza di questi numeri, che rischiano presto di trasformarsi in un miraggio statistico. Se il personale continua a lasciare il servizio per logoramento, condizioni di lavoro insostenibili o migliori opportunità nel privato, anche gli indicatori oggi positivi saranno presto solo un ricordo». Infine la Fondazione Gimbe affronta il tema degli Ospedali e delle Case della comunità. «Senza professionisti in numero adeguato, le strutture rischiano di restare “scatole vuote”, prive di p ersonale stabile per garantire la presa in carico integrata». E il problema, nel caso di Gorizia, riguarda l’ex Pneumologico che sta cambiando faccia ma rischia di perdere il suo ruolo. — ---End text--- Author: Francesco Fain Heading: Highlight: Image:IL TREND NEGATIVO NEL GIRO DI CINQUE ANNI HA CHIUSO IL 13% DEGLI AMBULATORI -tit_org- Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei1500 assistiti -sec_org- tp:writer§§ Francesco Fain guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102801977303928.PDF §---§ title§§ Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei 1500 assistiti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803237107194.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "PICCOLO GORIZIA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T06:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803237107194.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803237107194.PDF', 'title': 'PICCOLO GORIZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803237107194.PDF tp:ocr§§ Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei 1500 assistiti Per rispettare il rapporto ottimale di un dottore ogni 1200 pazienti servirebbero 151 professionisti in più. La fotografia di Gimbe È allarme medici di famiglia nell’Isontino. L’ultima conferma arriva dall’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe che, tra i tanti punti di fragilità del territorio, inserisce anche quella relativa all’assistenza di base. Nell’ex provincia di Gorizia, infatti, un medico di base su due precisamente il 52,9% dei professionisti, ha sforato il tetto massimo dei 1.500 pazienti presi in carico. Per raggiungere il rapporto giudicato ottimale di un dottore ogni 1.200 pazienti, servirebbero ben 151 medici in più. Che non si trovano e, anzi, stanno progressivamente diminuendo. Nell’arco di 5 anni - dal 2019 al 2023, è stato chiuso il 12,9% degli ambulatori. Un trend che si ritrova anche nel campo dei pediatri di libera scelta. Risultato? Migliaia di famiglie senza una reale figura di riferimento. ««Il medico di famiglia è il primo presidio del Sistema sanitario - osserva Rossella Rizzatto, responsabile del Nucleo provinciale di Gorizia della Rete Civica SalviamoSSN istituita dalla Fondazione Gimbe -. Conosce la storia clinica, familiare e sociale dei suoi assistiti. La riduzione del numero di medici e l’aumento del carico di pazienti rompono il rapporto di prossimità, rendendo più difficile seguire i pazienti cronici, anziani o fragili. Questo indebolisce la continuità delle cure e aumenta il rischio di ritardi diagnostici e ricoveri evitabili. Le fasce più colpite sono gli anziani, i pazienti cronici e chi vive solo. Con meno medici di famiglia e pediatri, le visite domiciliari diminuiscono, la presa in carico diventa più difficile e aumenta il rischio di complicanze e ospedalizzazioni ripetute. Nelle aree periferiche la carenza è amplificata dalle distanze e dal progressivo spopolamento». La mancanza di medici di base non è l’unica criticità evidenziata dalla Fondazione Gimbe. Marcata, infatti, è anche la “fuga” dalle strutture pubbliche incapaci di dare risposte adeguate. «Anche nell’Isontino - prosegue Rizzatto - ci sono molti cittadini che hanno dovuto rinunciare alle prestazioni sanitarie. E uno dei motivi sono le liste d’attesa lunghe. Troppo lunghe». Ne è una prova il caso delle visite bloccate nel reparto Dermatologia dell’ospedale di Gorizia. L’Isontino quindi non fa eccezione rispetto al resto della regione dove «nel 2024 - rammenta Rizzatto - oltre 101 mila cittadini (l’8,5% del totale) hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Le cause sono molteplici: tempi d’attesa insostenibili, carenza di personale, difficoltà economiche e crescente ricorso alla sanità privata. Nel 2024 la spesa sanitaria pro capite è stata di 2.226 euro, superiore alla media nazionale (2.181). Tuttavia, il maggior finanziamento non si traduce automaticamente in un miglioramento dell’offerta: restano infatti disuguaglianze territoriali e difficoltà di accesso a servizi essenziali, soprattutto nelle aree interne e in quelle montane». Sul fronte del personale, i numeri sembrano confortanti solo in apparenza. «Nel 2023 - spiega la responsabile provinciale - il Friuli Venezia Giulia contava 17,4 unità sanitarie ogni 1.000 abitanti (contro una media nazionale di 11,9), con 2,26 medici e 6,37 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti. Ma dietro queste cifre si nasconde una realtà ben più fragile: la crisi motivazionale, il burnout e l’abbandono progressivo del servizio pubblico stanno erodendo dall’interno la forza di questi numeri, che rischiano presto di trasformarsi in un miraggio statistico. Se il personale continua a lasciare il servizio per logoramento, condizioni di lavoro insostenibili o migliori opportunità nel privato, anche gli indicatori oggi positivi saranno presto solo un ricordo». Infine la Fondazione Gimbe affronta il tema degli Ospedali e delle Case della comunità. «Senza professionisti in numero adeguato, le strutture rischiano di restare “scatole vuote”, prive di p ersonale stabile per garantire la presa in carico integrata». E il problema, nel caso di Gorizia, riguarda l’ex Pneumologico che sta cambiando faccia ma rischia di perdere il suo ruolo. — ---End text--- Author: Francesco Fain Heading: Highlight: la rinuncia alle prestazioni Liste d’attesa troppo lunghe Oltre ai pochi medici di base, la Fondazione Gimbe segnala anche le frequenti rinunce a visite e prestazioni sanitarie a causa di liste d’attesa eccessivamente lunghe (come dimostra il caso della Dermatologia), carenza di personale e difficoltà economiche. i livelli essenziali di assistenza Il rispetto dei criteri previsti dai Lea Il saldo della mobilità sanitaria resta lievemente negativo (-11,8 milioni nel 2022), con più debiti che crediti verso altre regioni. Tuttavia, Fvg e Isontino rispettano i Livelli essenziali di assistenza con un punteggio di 235 su 300, nono a livello nazionale. L’appello a istituzioni e professionisti Il patto per il rilancio del Ssn La Fondazione Gimbe richiama istituzioni e operatori a un triplice patto per il rilancio del Ssn: politico per riconoscere nella sanità pubblica un pilastro della democrazia; sociale per responsabilizzare i cittadini; professionale per superare i corporativismi. Image:IL TREND NEGATIVO NEL GIRO DI CINQUE ANNI HA CHIUSO IL 13% DEGLI AMBULATORI -tit_org- Allarme medici di base Più di uno su due sfora il tetto massimo dei 1500 assistiti -sec_org- tp:writer§§ Francesco Fain guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803237107194.PDF §---§ title§§ Il rilancio del Movimento 5 stelle passa da Enna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803268207649.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "QUOTIDIANO DI SICILIA" del 28 Oct 2025

La città ha ospitato l'assemblea regionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: Amministrative 2026 e Regionali 2027. Di Paola: "La Sicilia è in agonia e il tempo stringe. Indispensabile fare rete"

pubDate§§ 2025-10-28T06:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803268207649.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803268207649.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DI SICILIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803268207649.PDF tp:ocr§§ Il rilancio del Movimento 5 stelle passa da Enn. La città ha ospitato l'assemblea regionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: Amministrati 2026 e Regionali 2027. Di Paola: "La Sicilia è in agonia e il tempo stringe. Indispensabile fare rete" ENNA - "L'imperativo è ano solo, mandare a casa il governo peggiore della storia: la Sicilia è in agonia, il tempo stringe, se vogliamo salvarla dobbiamo fare rete al più presto con tulle le forze progressiste che ne hanno veramente a cuore le sorli, non solo a parole". Lo ha alTermaio il coordinatore siciliano del M5s, Nuccio Di Paola, a margine dell'assemblea del Movimento a Enna che ha visto la presenza, oltre che di numerosissimi attivisti e simpatizzanti, di deputati (nazionali, regionali e l'europeo Giuseppe Antoci), sindaci, consiglieri comunali e di circoscrizione, coordinatori dei gruppi territoriali e componenti dell'organizzazione. Si comincia a discutere di progetti ñ programmi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le amministrative in programma in tantissimi Comuni siciliani nel 2026 e le Regionali del 2027, Di Paola ha poi prose guito: "Parleremo con tutte le forze politiche e ci- viche alternative alla destra poltronista, brava a fare favori solo ai trombati della politica e a chi sta a cuore ai parliti della maggioranza. E lo faremo sulla base di solidi temi condivisi ñ di programmi sui quali già stiamo cominciando a lavorare. Da questa meravigliosa e partee [patissi ma assemblea, oggi parte la spallata al governo Schifani, noi ci proponiamo come capofila dell'alternativa al suo pessimo esecutivo". Il coordinatore siciliano del Movimento ha poi aggiunto: "I disastri di questo governo - dice Di Paola - sono sotto gli occhi di tutti, non li vede solo chi non li vuole vedere, e basta guardarsi attorno per rendersene conto. Famiglie e welfare sono in ginocchio, l'agricoltura affonda anche a causa della siccità, la sanità, come dice il recentissimo rapporto Cimbe che colloca la Sicilia al penultimo posto in Italia, è in agonia, e mentre strade e infrastrutture sono un disastro ovunque nell'Isola, si arriva all'assurdo di esultare per l'inaugurazione, in pompa magna a Palermo, di un semplice svincolo che arriva dopo 40 anni". Inoltre: " Primeggi ani o solo per incendi, scandali e occasioni perdute. I siciliani devono aprire gli occhi una volta per tutte e tomare in massa a votare, dobbiamo fare una sorta di guerra santa contro l'astensionismo. Chi non vola deve capire che perde non solo la possibilità di decidere del proprio futuro, ma anche il dirillo a lamentarsi a urne chiuse". Di Paola ha poi concluso: "La massiccia partecipazione di oggi è la dimostrazione che la determinazione del M5s a dare il proprio contributo per la Sicilia è altissima. Ci auguriamo che lo stesso sia per i nostri futuri compagni di cordata. 1 prossimi appuntamenti elettorali sono alle porte in tantissimi Comuni, anche grandi, non possiamo farci trovare impreparati". Edoardo U Ilo "Parleremo con tutte le forze politiche e civiche alternative" -tit_org- Il rilancio del Movimento 5 stelle passa da Enna -sec_org- tp:writer§§ Edoardo Ullo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803268207649.PDF §---§ title§§ Migliore (Fiaso): «Il diritto alla salute va garantito anche nelle aree interne» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803134306182.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803134306182.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803134306182.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803134306182.PDF tp:ocr§§ Migliore (Fiaso): «Il diritto alla salute va garantito anche nelle aree interne» LA FEDERAZIONE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE «La salute è un bene comune solo se è garantita ovunque, non solo dove è più facile erogarla. Il Dm 77, 'Nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Ssn', va adattato alle specificità dei territori, perché un modello unico non basta per un Paese così diverso». Lo ha detto il presidente della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), Giovanni Migliore, intervenendo, nei giorni scorsi, alla presentazione al Senato del ‘Manifesto sulla salute come bene comune nelle aree interne, nei comuni montani e nelle isole minori». «Innovazione e prossimità - ha aggiunto - devono procedere insieme, con telemedicina, skill mix professionale e intelligenza artificiale per ridurre le distanze e non crearne di nuove. Rafforzare i servizi sanitari in montagna e nelle isole significa anche sostenere territori che offrono una qualità della vita più sana, con comunità più vicine e una relazione con l'ambiente che favorisce benessere e corretti stili di vita. Immaginiamo, per esempio, case di comunità diffuse per favorire questi processi. Scegliere di vivere in queste aree deve essere una possibilità concreta da sostenere, non una rinuncia». Garantire salute nelle aree interne significa rafforzare comunità e fiducia nello Stato: «Nessuna innovazione ha valore se non riduce una disuguaglianza», ha concluso Migliore. ---End text--- Author: Redazione Heading: LA FEDERAZIONE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE Highlight: Image: -tit_org- Migliore (Fiaso): «Il diritto alla salute va garantito anche nelle aree interne» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803134306182.PDF §---§ title§§ Infermieri, firmato il contratto: aumenti fino a 172 euro lordi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132906188.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132906188.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132906188.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132906188.PDF tp:ocr§§ Infermieri, firmato il contratto: aumenti fino a 172 euro lordi SANITÀ A umenti per infermieri, ostetriche, amministrativi e sanitari in tutto una platea di 581mila lavoratori - fino a 172 euro lordi al mese, in busta paga già da novembre per gli arretrati 2024-25. E tante novità: dall’ampliamento dei percorsi di carriera alla settimana “corta” lavorando 36 ore settimanali su 4 giorni, dall’introduzione del nuovo profilo di Assistente infermiere alle ferie “ad ore” ed il patrocinio legale da parte dell’Azienda in caso di aggressioni con la possibilità di supporto psicologico. Sono le novità del contratto del comparto Sanità 2022-24, che ieri ha raggiunto la firma definitiva all’Aran dopo la preintesa dello scorso giugno. Due sindacati, la Cgil e la Uil, non hanno però sottoscritto l’accordo, bocciato per risorse e contenuti. Una trattativa che il presidente Aran, Antonio Naddeo, ha definito «difficile», ma che ha raggiunto un «risultato positivo» rappresentando una «buona base di partenza per il prossimo contratto 2025-27». Tra i punti, anche nuove misure in faLa sodd vore dei dipendenti più anziani come la del ministr possibilità di chiedee dei sinda re il part time, l’esoe Nur nero notturno, l’esonero dalla pronta di- Non firman sponibilità o la possibilità di essere impiegati come tutor dei neo assunti. Si introduce inoltre la possibilità di cedere le ferie anche per assistere parenti di primo grado (ferie solidali). Soddisfatto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo: «La trattativa è stata molto complicata, ma è fondamentale essere giunti alla fine. Gli aumenti medi sono pari a circa 170 euro mensili. Con importanti incrementi delle indennità specifiche, tra cui quella del pronto soccorso, che può arrivare anche a 500 eusfazione ro. Importanti anche Zangrillo gli arretrati visto che il contratto viene firati Nursind mato nel 2025». Ora, ng up. sottolinea il ministro, o Cgil e Uil «dobbiamo rendere effettivi gli stanziamenti per la tornata contrattuale 20252027». Parere positivo anche dalle Regioni. Secondo Marco Alparone, presidente del Comitato di settore RegioniSanità, infatti, «si apre ora una nuova fase che ci vedrà impegnati a costruire le linee di indirizzo per la stagione contrattuale 2025-2027, così da poter avviare immediatamente la nuova fase di negoziazione e garantire una continuità contrattuale, tra una tornata e l’altra. L’obiettivo è quello di accrescere l’attrattività e la competitività dell’intero settore». Rimarcano gli aspetti positivi i due sindacati di categoria che hanno sottoscritto il contratto: «La firma è un momento importante soprattutto per la prospettiva che apre. Ci permette subito, infatti, di sbloccare l’iter della prossima tornata 2025-2027», rileva Andrea Bottega, segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind. Bene il contratto, che tuttavia «è solo un punto di inizio: ora la battaglia sarà per i percorsi di carriera e stipendi più dignitosi», commenta il presidente del sindacato infermieristico Nursing up. ---End text--- Author: Redazione Heading: SANITÀ Highlight: La soddisfazione del ministro Zangrillo e dei sindacati Nursind e Nursing up. Non firmano Cgil e Uil Image: -tit_org- Infermieri, firmato il contratto: aumenti fino a 172 euro lordi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132906188.PDF §---§ title§§ «Sanità, così le strutture pubbliche e private collaborano» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125806193.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "CORRIERE DELLA SERA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125806193.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125806193.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125806193.PDF tp:ocr§§ «Sanità, così le strutture pubbliche e private collaborano» Il dibattito D a sempre la sanità privata accreditata si trova a convivere con pregiudizi, diffidenza e imprecisioni. Per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna di comunicazione che ha come claim «Privato è Pubblico» con la quale vogliamo ricordare il contributo delle strutture accreditate a sostegno del Sistema sanitario regionale lombardo. Le strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate sono infatti entrambe gratuite per il paziente con ricetta e hanno l’obiettivo comune di curare, nel miglior modo possibile, le persone. In Lombardia, le strutture ospedaliere private convenzionate rappresentano circa il 33% dei posti letto complessivi. Gli ospedali accreditati forniscono un importante contributo al Ssr considerato che, con il 39% delle risorse del fondo ospedaliero regionale, producono oltre il 42% dei ricoveri. Il rapporto tra sanità pubblica e privata è spesso al centro di un dibattito affrontato con carattere polemico e di contrapposizione ideologica. La campagna ricorda che il nostro Ssn è composto da strutture pubbliche e private accreditate che, congiuntamente, concorrono a fornire l’assistenza sanitaria, secondo principi di universalità, equità di accesso e libertà di scelta del luogo di cura. Vogliamo ribadire la nostra centralità in un contesto di collaborazione costante e proficua con gli ospedali pubblici e con la Regione per garantire un’alta qualità dei livelli di cura delle prestazioni e una adeguata risposta al crescente fabbisogno sanitario della popolazione. Perché, come ha ricordato il professor Sergio Harari sul Corriere, «il privato, la cui partecipazione al sistema sanitario è ormai imprescindibile, va usato e regolato nel suo coinvolgimento nel Ssn, senza falsi ideologismi di una o dell’altra parte, ma in modo pensato e ragionato». Michele Nicchio, Presidente Aiop Lombardia ---End text--- Author: Redazione Heading: Il dibattito Highlight: Michele Nicchio sottolinea l’importanza del rapporto tra strutture pubbliche e convenzionate: il tema va affrontato senza polemiche o ideologismi Image: -tit_org- «Sanità, così le strutture pubbliche e private collaborano» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125806193.PDF §---§ title§§ Sanità, via libera al contratto Aumenti medi tra 150 e 172 euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125706196.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125706196.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125706196.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125706196.PDF tp:ocr§§ Sanità, via libera al contratto Aumenti medi tra 150 e 172 euro La Lente A umenti medi mensili di 172 euro (lordi) per 13 mensilità più le indennità specifiche per alcune categorie. Più lavoro agile, part-time e settimana corta di 4 giorni (con 36 ore settimanali). Maggiori possibilità di carriera anche con titolo di studio inferiore (ma sono necessari anni di incarico di funzione) e politiche di age management per i dipendenti più anziani. E assistenza legale e psicologica contro le aggressioni. Le novità del nuovo contratto del comparto sanità sono realtà. Ieri tra Aran e sindacati c’è stata la firma definitiva del rinnovo del Contratto nazionale del comparto sanità per il triennio 2022-2024, destinato a 581 mila dipendenti, inclusa la sezione della ricerca sanitaria. Aumenti e arretrati arriveranno negli stipendi di novembre. «Grande soddisfazione» per il presidente Aran Antonio Naddeo, dopo «una trattativa difficile e complicata». È «un buon risultato» dice anche il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo: «Ora bisogna guardare subito al prossimo contratto 20252027». Cgil e Uil non hanno firmato, come già accaduto per la preintesa di giugno: «Ci sarà un impoverimento dei lavoratori con una perdita media mensile di 172 euro rispetto al costo della vita». Ha sottoscritto il rinnovo invece il Nursing Up, sindacato infermieri inizialmente contrario: «È solo un punto d’inizio». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Claudia Voltattorni Heading: La Lente Highlight: Image: -tit_org- Sanità, via libera al contratto Aumenti medi tra 150 e 172 euro -sec_org- tp:writer§§ Claudia Voltattorni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125706196.PDF §---§ title§§ Le parole chiave della sanità tra comunicazione e innovazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126306198.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "FOGLIO" del 28 Oct 2025

(CERCARE UN LINGUAGGIO COMUNE PER LA SANITÀ CHE VERRÀ: PIÙ UMANA, PIÙ DIGITALE, PIÙ CAPACE DI SPIEGARE LA FIDUCIA

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126306198.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126306198.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126306198.PDF tp:ocr§§ Le parole chiave della sanità tra comunicazione e innovazione CERCARE UN LINGUAGGIO COMUNE PER LA SANITÀ CHE VERRÀ: PIÙ UMANA, PIÙ DIGITALE, PIÙ CAPACE DI SPIEGARE LA FIDUCIA Lui (medico, cinquant’anni, ospedale pubblico): Quando mi parlano di “intelligenza empatica”, penso a un ossimoro. La mia empatia nasce da un volTESTO REALIZZATO CON AI to, da un tono, da una stretta di mano. Non la puoi programmare in un codice. Lei (data scientist, trent’anni, università): Capisco. Ma l’empatia può essere allenata anche nelle macchine. Non nel senso di simulare l’emozione, ma di riconoscerla. Nella ricerca che abbiamo condotto con l’Università IULM 1441 per ab medica è emerso che i dati linguistici – parole, pause, perfino emoji – sono termometri emotivi. Raccontano la fiducia, la paura, la solitudine. La tecnologia serve a leggere questi segnali, non a sostituire la relazione. Lui: Eppure ogni volta che sento parlare di algoritmi predittivi mi sembra di vedere il paziente trasformato in una statistica. E le statistiche, in medicina, fanno paura: raccontano la media, ma non il singolo. Lei: Hai ragione, se li usiamo male. Ma la predittività non è premonizione: è preparazione. Vuol dire cogliere le tendenze per migliorare la comunicazione, non per ridurla. Se scopriamo che un paziente con determinate caratteristiche tende a interrompere una terapia, possiamo intervenire prima, non con una formula, ma con un dialogo personalizzato. Lui: Mi stai dicendo che un algoritmo può aiutarmi a capire chi ha bisogno di parlare di più? Lei: Esattamente. L’intelligenza artificiale non decide per te, ti restituisce tempo per fare il medico. Ti segnala dove serve ascoltare. E’ una bussola, non una sentenza. Lui: Ma la fiducia non è una variabile digitale. Si costruisce nel tempo, nel modo in cui si spiega una diagnosi o si condivide un dubbio. Come si fa a misurarla? Lei: Con pazienza. Nella ricerca abbiamo analizzato migliaia di conversazioni tra cittadini e operatori sanitari. Quando la fiducia cresce, il linguaggio cambia: le frasi diventano più lunghe, più personali, i toni si ammorbidiscono. Non è magia, è linguistica. Il futuro della comunicazione sanitaria sarà fatto di cinque pilastri: predittività, partecipazione, trasparenza, empatia 72 e responsabilità. Lui: Cinque parole grandi. Ma nella realtà ospedaliera mi sembra di vivere il contrario. Meno tempo, più protocolli, troppi messaggi standardizzati. A volte mi pare che la comunicazione sanitaria sia diventata una burocrazia delle emozioni. Lei: Perché manca una regia. Comunicare non significa semplificare, ma tradurre. E il sistema sanitario italiano ha bisogno di traduttori: persone capaci di far dialogare medici, cittadini, istituzioni e dati. L’AI può essere uno di questi traduttori. Ma solo se la rendiamo trasparente, spiegabile, accessibile. Lui: Ti rendi conto che stiamo parlando di un cambio di paradigma? Per decenni la medicina ha comunicato dall’alto verso il basso. Ora tu mi dici che il cittadino dovrà essere parte attiva. Lei: E’ già così. La ricerca lo conferma: i cittadini vogliono essere coinvolti, non informati. Vogliono partecipare, non ricevere ordini. E questo cambia tutto. La comunicazione diventa una cura in sé, non un accessorio della cura. Lui: Lo vedo anch’io. I miei pazienti arrivano informati, spesso troppo. Hanno letto tutto su internet, hanno paura di tutto. Io devo curare anche l’eccesso di conoscenza. Lei: Ecco perché serve una nuova alfabetizzazione sanitaria. Non basta “spiegare meglio”. Bisogna educare alla fiducia, al dubbio, alla complessità. La trasparenza non è solo un dovere istituzionale, è una forma di prevenzione. Lui: Sai qual è la mia paura? Che la medicina diventi un call center di chatbot. Lei: E la mia paura è che resti un castello di silenzi. L’obiettivo non è sostituire il medico con l’AI, ma estendere la sua voce. Pensa alla telemedicina: quando funziona, abbatte le distanze, non le relazioni. Ti permette di seguire un paziente cronico a casa, di monitorarlo, di parlargli con continuità. La tecnologia può r iportare la cura nel quotidiano. Lui: Sì, ma ci vuole equilibrio. Il rischio è che, inseguendo l’efficienza, dimentichiamo la lentezza necessaria della medicina. Lei: Sono d’accordo. Il tempo della cura non è il tempo dell’algoritmo. Ma proprio per questo serve un’AI che rispetti i ritmi umani, che non imponga risposte immediate, ma suggerisca domande migliori. Lui: Forse il problema non è la tecnologia, ma il modo in cui la raccontiamo. La paura dell’AI nasce dall’idea che toglierà spazio all’uomo. Ma se la comunicazione sanitaria diventasse davvero predittiva e partecipata, potrebbe fare l’opposto: restituirglielo. Lei: Esatto. Perché l’AI empatica non è quella che pensa, ma quella che ascolta. Quella che amplifica la voce umana invece di soffocarla. Lui: Sai che ti dico? Forse è il momento di smettere di parlare di “umanizzare la tecnologia” e iniziare a “tecnologizzare l’umanità”. Nel senso buono: usare gli strumenti digitali per riscoprire ciò che ci rende più umani. Lei: Mi piace. E forse, un giorno, valuteremo un ospedale non solo per i suoi tassi di sopravvivenza, ma per la qualità della comunicazione che produce. Per la fiducia che genera, per la trasparenza che garantisce. Lui: Sarebbe un bel modo per misurare la salute di un paese: non solo quanti si curano, ma quanti si fidano. Lei: E quanti si sentono ascoltati. Perché in fondo, anche nell’era dei big data, la medicina resta un dialogo. Solo che adesso può diventare un dialogo più largo, più connesso, più consapevole. Lui: Allora sì, riscriviamolo questo patto della salute. Ma partendo da un principio semplice: la tecnologia non deve avere l’ultima parola, deve insegnarci a dirla meglio. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Lui difende la forza dell’empatia e della parola. Lei crede nel potere predittivo dei dati e nella trasparenza dell’intelligenza artificiale. Perché è il momento di smettere di parlare di “umanizzare la tecnologia” e iniziare a “tecnologizzare l’umanità” Image: -tit_org- Le parole chiave della sanità tra comunicazione e innovazione -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126306198.PDF §---§ title§§ Sanità, in arrivo aumenti da 170 euro al mese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132806187.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "LIBERO" del 28 Oct 2025

Scattano gli incrementi di stipendio per 581mila infermieri e tecnici. Fumarola (Cisl): «Grande soddisfazione»

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132806187.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132806187.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132806187.PDF tp:ocr§§ Sanità, in arrivo aumenti da 170 euro al mese Scattano gli incrementi di stipendio per 581mila infermieri e tecnici. Fumarola (Cisl): «Grande soddisfazione» RINNOVATO IL CONTRATTO 2022-2024 ¦ È stato rinnovato il contratto colettivo della Sanità 2022-2024. Il contratto si rivolge a oltre 581mila dipendenti del comparto, compresa la sezione della ricerca sanitaria e prevede un aumento medio mensile lordo di 172 euro per 13 mensilità. Sono diverse le novità introdotte. A cominciare dall’ampliamento della platea dei possibili dipendenti che possono partecipare all’accesso all’area di elevata qualificazione: oltre alla laurea magistrale accompagnata da un incarico di funzione di almeno tre anni è stata introdotta la possibilità per il personale in possesso della laurea triennale accompagnata da un periodo di incarico di funzione di almeno sette anni. Sono stati inoltre introdotti o rivisti alcuni aspetti degli istituti contrattuali, fra i quali la possibilità, in via sperimentale, di poter articolare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su quattro giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori. C’è poi il riconoscimento del buono pasto in lavoro agile e la possibilità di poter coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino al valore di 5.000 euro. Un’altra novità è l’introduzione del profilo di Assistente infermiere. Particolare attenzione è stata poi riservata all’aumento dell’età media del personale prevedendo specifiche politiche per favorire e migliorare le condizioni di lavoro del personale pubblico con un’età media elevata. Data la peculiarità del settore sanitario, è stata introdotta specifica tutela per il personale oggetto di aggressioni da parte di terzi, prevedendo il patrocinio legale da parte dell’Azienda e la possibilità di supporto psicologico. Infine, sono state aggiornate le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato nonché l’indennità di pronto soccorso. Contrapposte le reazioni dei sindacati. Mentre la Cisl festeggia «con grande soddisfazione» la stipula del nuovo contratto, Cgil e Uil contestano le novità introdotte, ritenendole insufficienti. «Grazie al grande impegno della nostra Fp Cisl e della stessa Confederazione» si chiude «una stagione negoziale lunga e difficile che ci ha visti impegnati per oltre sedici mesi sempre con senso di responsabilità e spirito costruttivo» sottolinea la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. «Ora finalmente diventano esigibili i miglioramenti normativi ed economici rivendicati al tavolo e che gli oltre 600mila lavoratori e lavoratrici del settore attendono da tempo. La sottoscrizione odierna porta con sé un ulteriore importante risultato dal momento che rende possibile l’avvio delle trattative relative al triennio 2025/2027». Di avviso diverso la Cgil. «È stato firmato un contratto che mortifica le lavoratrici e i lavoratori della Sanità pubblica e, per la prima volta, li impoverisce» denuncia in una nota la Funzione Pubblica Cgil. «Siamo in presenza» prosegue «di un contratto al ribasso che porta ad una perdita media mensile di 172 euro rispetto al costo della vita». Secondo il sindacato si tratta di «un taglio del 10% all’aumento di stipendio dei professionisti della Sanità. Mentre il costo della vita, infatti, è balzato al +16%, i salari aumentano appena del 5,7%. È la prima volta che un contratto fa perdere potere d’acquisto alle lavoratrici e ai lavoratori ed è un peggioramento per noi inaccettabile». Dello stesso avviso la Uil che, per bocca della segretaria dell’Uil Fpl, Rita Longobardi, pur riconoscendo che la Legge di Bilancio prevede un incremtno delle risorse destinate al lavoro,«per la Sanità pubblica non si registrano interventi concreti in grado di determinare un reale cambio di rotta e di affrontare in modo strutturale le criticità del comparto». ---End text--- Author: Redazione Heading: RINNOVATO IL CONTRATTO 2022-2024 Highlight: Image:Il ministro Orazio Schillaci (LP) -tit_org- Sanità, in arrivo aumenti da 170 euro al mese -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803132806187.PDF §---§ title§§ Invecchiamento, più spesa e riduzione degli organici così il sistema scricchiola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125106202.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125106202.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125106202.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125106202.PDF tp:ocr§§ Invecchiamento, più spesa e riduzione degli organici così il sistema scricchiola l’analisi di MICHELE BOCCI oche frasi per inquadrare i problemi più stringenti della sanità italiana: invecchiamento della popolazione, risorse per l’acquisto dei farmaci, organici del sistema pubblico carenti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri è partito dalla ricerca scientifica, che ha bisogno di fondi per assicurare a tutti le cure migliori e quindi il diritto alla salute, ed ha finito per toccare temi di grande attualità per il mondo sanitario. Il governo ha provato ad affrontarli nella manovra, con uno stanziamento di 2,4 miliardi in più rispetto ai 4 già previsti l’anno scorso, ma l’impatto degli investimenti non sembra destinato ad essere decisivo. E del resto il rapporto tra il Pil e il Fondo sanitario nazionale resta sempre intorno al 6%. Non cambia cioè anche se in assoluto le risorse aumentano. Con l’invecchiamento della popolazione aumentano i malati cronici. Una persona su quattro, nel nostro Paese, ha più di 65 anni e ci sono più P di 4,5 milioni di ultraottantenni, una categoria di persone destinata a crescere ancora. Intanto, nascono sempre meno bambini. L’andamento demografico richiede uno sforzo importante del sistema sanitario nazionale, che dovrebbe attivare servizi territoriali e ospedalieri per gli anziani. Intanto però in manovra non ci sono soldi per proseguire le attività di assistenza domiciliare finanziate fino a fine 2025 dal Pnrr. Per aumentare e migliorare la sanità servono fondi. Il presidente Mattarella dice che il sistema «si trova alle prese con i prezzi dei farmaci salvavita». La spesa per i medicinali è uno dei problemi di questi anni. Addirittura nel 2024 è cresciuta di poco meno del 9% rispetto all’anno precedente, cioè di quasi 2 miliardi. Quest’anno il dato è più basso (+2%) ma provvisorio, perché Aifa, l’Agenzia del farmaco, rilascia i numeri molto lentamente. È però un fatto che ci sia grande preoccupazione, tanto che il presidente stesso dell’Agenzia, Robert Nisticò, ha annunciato misure per provare a contenere la spesa. Intanto il governo ha dato una mano all’industria, aumentando nella manovra di 350 milioni il fondo per i farmaci. Soldi che vengono tolti alle altre attività di assistenza, visto l’andamento del rapporto tra il Fondo sanitario e il Pil. Con la sua crescita, la spesa farmaceutica si sta “mangiando” il resto degli stanziamenti per la sanità. Poi c’è il tema degli organici. Il presidente lo ha citato e per il ministro alla Salute Orazio Schillaci le assunzioni dovevano essere il punto forte della manovra. Alla fine, però, ci sono soldi (meno di mezzo miliardo) per poco più di 7 mila nuovi contratti, mille per i medici e 6 mila per gli infermieri. Proprio questi professionisti, il cui contratto è stato rinnovato ieri insieme a quelli delle altre figure non mediche della sanità, sono ricercatissimi. In Italia, dice la Cgil, lavorano 270 mila infermieri. Dovrebbero essere addirittura 175 mila in più se si rispettasse la media dei paesi Ocse. Ovviamente il dato è troppo alto, l’idea è che ci vorrebbero almeno 60-70 professionisti in più. Quindi i soldi messi in manovra ridurranno di poco le carenze. Tra l’altro, problema ulteriore, non è facile trovare infermieri da assumere. Al corso di laurea si presentano meno candidati dei posti disponibili. La professione è poco appetibile, anche con gli aumenti contenuti del nuovo contratto e pure della crescita di una indennità decisa in manovra, perché il lavoro è duro e la paga è bassa: 1.600-1.700 euro. ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: I numeri 143 -6,3% 25% 6 mila 1.000 +8,7% Miliardi Nel 2026 il Fondo sanitario avrà 7,4 miliardi in più Nascite I dati del 2025 segnano un nuovo, forte, calo Infermieri Se ne assumono meno di un decimo di quelli che mancano Anziani Un italiano su 4 ha più di 65 anni, gli over 80 sono 4,5 milioni Medici Assunzioni soltanto nelle discipline carenti Farmaci Crescita record per la spesa: 2 miliardi in più nel 2024 Image: -tit_org- Invecchia mento, più spesa e riduzione degli organici così il sistema scricchiola -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125106202.PDF §---§ title§§ Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi scoperti = Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi non coperti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125906194.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "SOLE 24 ORE" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125906194.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125906194.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125906194.PDF tp:ocr§§ Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi scoperti salute 24 Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi non coperti I numeri. Continua l’allarme carenza che colpisce soprattutto Nord e grandi città: al concorso per i nuovi dottori calano i partecipanti. Il caso Lombardia: si iscrivono in 602 ma si presentano in 306 per 390 posti —a pagina 13 N e sono “spariti” oltre 7mila in dieci anni quasi il 20% del totale passando dai 45203 del 2013 ai 37.983 del 2023 e molti altri ancora ne usciranno in questi anni visto che oltre un terzo andrà in pensione da qui al 2035. I medici di famiglia rischiano sempre di più di diventare una specie in via di estinzione costringendo tanti italiani - soprattutto al Nord e nelle grandi città - a fare i salti mortali per averne uno come in Lombardia, Veneto, Friuli, Valle d'Aosta e Bolzano che hanno la situazione più critica. Secondo la Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia, già oggi 5 milioni di italiani non trovano un medico di riferimento, ma presto senza turn over diventeranno 8 milioni. Una carenza che pesa anche sugli stessi dottori costretti all'over booking e cioè ad assistere il massimale di pazienti (1500 anche 1800 in diverse Regioni) con tante difficoltà a rispondere alle richieste dei propri assistiti strozzati tra burocrazia, ricette da compilare e poco tempo per le visite. A complicare la faccenda c'è poi il fatto che nonostante il tentativo di formare più giovani camici bianchi per gli ambulatori - grazie alle borse aggiuntive finanziate con i fondi del Pnrr - i bandi di concorso per conquistarne una per diventare medico di famiglia dopo un corso regionale triennale hanno visto in sei Regioni presentarsi meno candidati dei posti messi a bando. I concorsi non sono stati coperti in particolare in Lombardia, Liguria, Piemonte, Marche, Veneto e Trento-Bolzano. Per un momento si era parlato anche di inversione di tendenza per la crescita di domande - ne sono arrivate in tutto 5396 per 2223 posti - ma poi anche lì dove c'era stato un boom di iscritti i partecipanti effettivi sono stati molti di meno come nel caso clamoroso della Lombardia dove a fronte di 602 iscritti (per 390 posti) si sono presentati alla selezione la metà e cioè in 306: «Un po' me l’aspettavo, si è cantato vittoria troppo presto. Soprattutto in alcune zone del Nord hanno contato gli scorrimenti delle altre specializzazioni mediche per cui i candidati hanno scelto alla fine altri percorsi di formazione. E così avverte Noemi Lopes vice segretaria della Fimmg che ha raccolto tutti i dati dei concorsi regionali - si registrano in sei Regioni meno candidati che posti a disposizione soprattutto al Nord, ma non solo visto che questo fenomeno ha colpito a esempio anche la Sardegna». Per Lopes le ragioni alla base di questa bassa attrattività degli studi medici sono varie: «Aumenta l’inflazione e il costo della vita e per molti giovani medici è oneroso affittare uno studio e pagare una segretaria soprattutto in alcune grandi città del Nord dove i costi sono proibitivi, per questo andrebbero pensate delle forme di detassazione. Tra l’altro pesa anche il fatto che la borsa di formazione in medicina generale vale solo 900 euro al mese contro i 1600 euro circa delle altre specializzazioni». Al di là di possibili riforme per i medici di famiglia c'è anche un problema di soddisfazione personale e lavoro meno oberante: «Siamo sommersi dalla burocrazia che ci ruba tanto tempo. Noi vogliamo visitare e anche utilizzare strumenti di diagnostica come fanno già tanti colleghi», avverte la vice-segretaria Fimmg. Che non chiude all'impiego dei dottori di famiglia nelle Case di comunità, «ma ci devono dire che mansioni e compiti avremo lì dentro, nessuno ancora ce l'ha detto a parte il fatto che in molte parti d'Italia ancora non sono aperte». Quella dei medici di famiglia è una emergenza che si trascina da anni e nonostante i tanti proclami di riforma e gli annunci di interventi alla fine non si è fatto nulla: l’idea di trasformare almeno i nuovi medici di famiglia in dipende nti come chiesto a gran voce da molte Regioni oggi sono liberi professionisti che firmano una convenzione con il Ssn - sembra definitivamente tramontata e anche l'idea di un intervento più soft da inserire nella delega sulla riforma ospedaliera e territoriale a cui sta lavorando il ministero della Salute potrebbe partorire il solito topolino. L'unica novità che si vede all’orizzonte è la promessa - contenuta nel Ddl delega sulle professioni sanitarie - di rivedere la formazione dei futuri medici di famiglia che da corso regionale diventerà di livello universitario. Difficile che questo basti per invertire davvero la rotta e così gli italiani che si troveranno presto senza un medico di famiglia sono condannati a crescere ancora. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: salute 24 Highlight: senza mmg Già oggi sono almeno 5 milioni gli italiani che non hanno un medico di riferimento Image:La fotografia del declino IL CALO DEI MEDICI DI FAMIGLIA IN 10 ANNI Dati in unità 46.000 45.203 43.000 37.983 40.000 37.000 ’13 ’14 ’15 ’16 ’17 ’18 ’19 ’20 ’21 ’22 ’23 RAPPORTO CITTADINI ASSISTIBILI/NUMERO DI MEDICI Medici di medicina generale (MMG) nelle Regioni. Anno 2023 REGIONE MMG MMG/1.000 ABITANTI - 0,75 + REGIONE MMG MMG/1.000 ABITANTI - 0,75 + Abruzzo 950 0,87 Piemonte 2.732 0,75 Basilicata 443 0,96 P.A. Bolzano 292 0,67 Calabria 1.263 0,81 P.A. Trento 330 0,72 Campania 3.396 0,73 Puglia 2.811 0,85 Emilia R. 2.673 0,71 Sardegna 961 0,70 Friuli V. G. 712 0,69 Sicilia 3.654 0,91 Lazio 4.023 0,83 Toscana 2.814 0,90 Liguria 994 0,76 Umbria 635 0,87 5.277 0,62 Valle d’Aosta 72 0,69 Marche 946 0,75 Veneto 2.764 0,67 Molise 241 0,96 Totale 37.983 0,76 Lombardia Fonte: Agenas IL BANDO PER LE BORSE DI FORMAZIONE 2025-2028 Per i nuovi medici di medicina generale PARTECIPANTI < BORSE: REGIONE BORSE NUMERO PARTECIPANTI 0 REGIONE 400 BORSE PARTECIPANTI NUMERO 0 400 Abruzzo 31 75 Piemonte 170 120 Basilicata 12 20 P.A. Bolzano 25 13 Calabria 40 149 P.A. Trento 40 25 Campania 150 380 Puglia 154 196 Emilia R. 175 249 Sardegna 60 57 Friuli V. G. 40 44 Sicilia 188 337 Lazio 82 263 Toscana 200 200 Liguria 61 50 Umbria 34 45 Lombardia 390 306 Valle d’Aosta 10 4 Marche 160 82 Veneto 191 179 Molise 10 17 Totale 2.223 2.798 -tit_org- Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi scoperti Spariti 7mila medici di famiglia In sei Regioni bandi non coperti -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125906194.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Infermieri, la flat tax non si estende alle somme per pronta disponibilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125606195.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "SOLE 24 ORE" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125606195.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125606195.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125606195.PDF tp:ocr§§ Infermieri, la flat tax non si estende alle somme per pronta disponibilità Imposta sostitutiva solo su prestazioni previste dal contratto collettivo Lavoro dipendente L’imposta sostituiva al 5% sulle prestazioni degli infermieri del Servizio sanitario nazionale è limitata agli straordinari previsti dal contratto collettivo, e non si può estendere ad altre prestazioni. Con la risposta a interpello 272/2025, l’agenzia delle Entrate conferma la linea restrittiva nell’interpretazione dell’articolo 1, comma 354, della legge di Bilancio 2025, che ha introdotto un regime di tassazione agevolato al 5% sui compensi per lo straordinario degli infermieri del Sistema sanitario nazionale. Un’azienda sanitaria locale aveva chiesto se l’agevolazione potesse applicarsi anche alle ore di pronta disponibilità (disciplinate dall’articolo 44 del Ccnl) e alle prestazioni svolte durante le consultazioni elettorali, facendo leva sul fatto che per entrambe le tipologie di prestazioni il contratto collettivo prevede la retribuzione come straordinario. L’agenzia delle Entrate ha adottato un’interpretazione restrittiva, in linea con il principio consolidato secondo cui le norme agevolative sono di stretta interpretazione e non possono applicarsi oltre le ipotesi espressamente previste. In particolare l’agevolazione in questione riguarda esclusivamente il lavoro straordinario “ordinario”, reso oltre l’orario contrattuale, secondo l’articolo 47 del Ccnl Sanità. Perché l’imposta sostitutiva trovi applicazione, devono coesistere due requisiti: uno oggettivo (compensi per lavoro straordinario ex articolo 47 del Ccnl) e uno soggettivo (deve trattarsi di infermieri dipendenti dal Sistema sanitario nazionale). Le ore di pronta disponibilità, disciplinate dall’articolo 44 del Ccnl, richiedono la reperibilità immediata del dipendente che deve raggiungere la struttura nel tempo stabilito. Anche se retribuite come straordinario quando effettivamente prestate, non possono essere assimilate alle prestazioni dell’articolo 47, avendo una diversa collocazione contrattuale. Analogamente, le prestazioni svolte in sede elettorale, pur retribuite come straordinario, non rientrano nella fattispecie dell’articolo 47 del Ccnl, che definisce lo straordinario come prestazioni finalizzate a fronteggiare situazioni eccezionali di servizio. La risposta è in linea con il precedente interpello n. 139 del maggio 2025, espressamente richiamato, e con analoghi orientamenti inerenti alla flat-tax sulle prestazioni aggiuntive del personale sanitario (articolo 7 del Dl 73/2024), che hanno sempre escluso l’estensione dei benefici, tanto sul piano oggettivo per prestazioni ulteriori rispetto a quelle espressamente richiamate dalle norme agevolative, quanto su quello soggettivo a figure diverse o incardinate presso strutture diverse dal comparto sanità. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marcello Tarabusi Heading: Lavoro dipendente Highlight: Image: -tit_org- Norme & tributi - Infermieri, la flat tax non si estende alle somme per pronta disponibilità -sec_org- tp:writer§§ Marcello Tarabusi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803125606195.PDF §---§ title§§ Mattarella: "Sanità pubblica in crisi così sì ostacola il diritto alla salute" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126206197.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "STAMPA" del 28 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-28T05:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126206197.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126206197.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126206197.PDF tp:ocr§§ Mattarella: “Sanità pubblica in crisi così si ostacola il diritto alla salute” Rinnovato il contratto: la busta paga di infermieri e sanitari cresce fino a 170 euro al mese, no da Cgil e Uil LUCA MONTICELLI ROMA Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accende un faro sul Servizio sanitario nazionale, le cui attuali difficoltà rappresentano «un ostacolo al diritto alla salute». Un richiamo forte, che si accompagna al riconoscimento del valore universale della ricerca che, dice il capo dello Stato, «non ammette frontiere». L’occasione è l’apertura al Quirinale de I giorni della ricerca della Fondazione Airc per la ricerca contro il cancro, qui il presidente ricorda che «alla base, come dovere delle istituzioni e nelle attese degli italiani, si colloca il diritto alla salute che la nostra Costituzione definisce diritto universale. Le innovazioni che recano giovamento alla vita delle persone devono avere una positiva ricaduta sull’intero sistema». Il ruolo della scienza è centrale nell’ambito della tutela della salute delle persone, tuttavia Mattarella vede un pericolo che si insinua nella società con effetti potenzialmente dannosi: «È un paradosso che in presenza di così tante evidenze, e nel pieno di una sfida che coinvolge intelligenze fra le migliori di ogni continente, si propaghino in parallelo a grandiosi progressi anche sconclusionate teorie antiscientifiche e che facciano presa su parti, per quanto ridotte della società», sottolinea il capo dello Stato. Infine, il monito a investire nella ricerca: si tratta di una «responsabilità di medio e lungo termine, perché la ricerca è un moltiplicatore sociale ed economico che agisce su vasta scala». Il presidente della Repubblica auspica che il patrimonio di sapere dei giovani ricercatori non vada disperso dopo la fine degli incentivi del Pnrr. Intanto, ieri è arrivata la firma del contratto del comparto Sanità 2022-24, dopo la preintesa di giugno. Cgil e Uil, però, non hanno sottoscritto l’accordo. Non basteranno a frenare la fuga dal Servizio sanitario nazionale, ma intanto per 581 mila dipendenti non medici, di Asl e ospedali, in busta paga arriva un aumento di 172 euro lordi mensili già da novembre, con in più la possibilità di optare per la settimana corta, spalmando le 36 ore di lavoro settimanali su soli quattro giorni. Inoltre, stop al lavoro notturno per gli over 60. Le novità del contratto non si limitano alla busta paga. Viene infatti ampliata la platea di chi potrà fare un balzo in avanti nella carriera, accedendo all’area di elevata qualificazione: oltre alla laurea magistrale accompagnata da un incarico di funzione di almeno tre anni, è stata introdotta la possibilità di accesso per il personale in possesso della laurea triennale con un incarico di funzione di almeno sette anni, oppure il possesso di titoli di studio equipollenti unitamente a un periodo di almeno sette anni di incarico di funzione. È prevista la possibilità, in via sperimentale e garantendo comunque la qualità e il livello dei servizi resi all’utenza, di poter articolare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su quattro giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori. Eppoi, il riconoscimento del buono pasto in lavoro agile. Viene poi introdotta la possibilità di coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino al valore di 5mila euro. Per alleviare la carenza di infermieri, è stato introdotto il nuovo profilo di Assistente infermiere (una sorta di “super operatore socio-sanitario”) e sono state estese alcune tutele relative a permessi, assenze e congedi, nonché alla formazione del personale. L’azienda sanitaria dovrà poi farsi carico delle spese legali in caso il lavoratore venga aggredito. «La firma del contratto 2022-2024 apre la strada a quello del prossimo triennio 2025-2027, che per i professionisti non medici vale un altro 6,9% di aumento», commenta il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. «È solo un punto di inizio: ora la battaglia per carriera e stipendi dignitosi», incita il sindacato degli infermieri Nursing Up. Mentre per la Cgil « è un contratto che impoverisce i lavoratori» e per la Uil «non c’è alcun cambio di rotta». — ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: Dal Presidente arriva il monito che la ricerca non ammette frontiere “ Sergio Mattarella È un paradosso che si propaghino in parallelo a grandiosi progressi anche sconclusionate teorie antiscientifiche La ricerca è un moltiplicatore sociale ed economico che agisce su larga scala e non va disperso Nasce un nuovo profilo l’assistente infermiere per risolvere la carenza di addetti in corsia Image:Al Quirinale Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha parlato a Roma in occasione de “I giorni della ricerca” della Fondazione Airc per laricerca contro il cancro -tit_org- Mattarella: “Sanità pubblica in crisi così sì ostacola il diritto alla salute” -sec_org- tp:writer§§ paolo russo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/28/2025102803126206197.PDF §---§