title§§ PNT, dal decreto alla pratica: cosa cambia per sanità e utenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701790606042.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 27 Oct 2025

Il decreto sulla telemedicina integra PNT, FSE ed EDS nel SSN. Nuove regole su dati, servizi e sicurezza. Sfide per operatori e pazienti.

pubDate§§ 2025-10-27T11:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701790606042.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701790606042.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/pnt-dal-decreto-alla-pratica-cosa-cambia-per-sanita-e-utenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701790606042.PDF tp:ocr§§ Quando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entrerà in vigore il decreto[1]  che norma il trattamento dei dati personali nell’ambito della Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT) dopo aver ricevuto il parere reso dalla Conferenza Stato Regioni il 10 settembre e in precedenza quello del Garante Privacy il 16 gennaio, sempre del 2025 -si noti oltre nove mesi!Piattaforma nazionale telemedicina: il battesimo tech della sanità di prossimitàIndice degli argomentiUn percorso normativo lungo e articolatoQuattro allegati per disciplinare dati e serviziRisorse economiche e funzioni di coordinamentoLa fase attuativa tra opportunità e criticitàProfilo sanitario sintetico: una lunga attesaSistema informativo assistenza primariaMonitoraggio ospedali di comunitàCompletamento normativo della sanità territorialeAllegato 1 – Telemedicina- Dati e documenti generati dalle IRT e conferiti al FSEAllegato 2 – Integrazione servizi EDS e Allegato 4 –Misure di sicurezza PNTVerso una sanità digitale centrata sulla personaRischi e raccomandazioni per l’implementazioneNoteUn percorso normativo lungo e articolatoUn percorso molto lungo svolto dal Ministero della Salute, di concerto con Mef e dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, che consentirà – finalmente – ai servizi minimi di telemedicina di essere inseriti a pieno titolo –  nelle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.Un ulteriore passo  di estrema rilevanza che definisce e indica a livello nazionale impianto e regole per la PNT articolata in Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT) e Infrastrutture Regionali (IRT), le loro caratteristiche e le modalità di accesso sia per gli assistiti, sia per le finalità di cura.Nel Decreto sono indicate anche le relazioni con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e con l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS), le informative da fornire e i diritti degli interessati, il periodo di conservazione dei dati.   Il decreto regola altresì  il trattamento dei dati personali che viene posto in capo ad Agenas per l’INT, mentre Regioni e Provincie Autonome rispondono per quello delle IRT, ma tutti i responsabili del trattamento devono adottare misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza del rischio in coerenza con le normative europee e nazionali in materia.Quattro allegati per disciplinare dati e serviziNel quadro regolatorio a questo punto sono rappresentanti tutti i livelli decisionali e tutti gli ambiti.Lo schema di decreto è corredato da ben quattro allegati tematici:Allegato 1 – Telemedicina- Dati e documenti generati dalle IRT e conferiti al FSEAllegato 2 – Telemedicina – Integrazione servizi EDSAllegato 3 – Telemedicina – Servizi della INT e delle IRT (PNT)Allegato 4 – Telemedicina – Misure di sicurezza PNTGli allegati prevedono di acquisire informazioni dettagliate sulle prestazioni offerte e sui pazienti, con molteplici fini: consentire l’erogazione delle stesse prestazioni; strumento di governo per il sistema sanitario, attraverso l’EDS, consentendo di acquisire dati per programmare e valutare i servizi e la loro sostenibilità anche attraverso un monitoraggio di HTA dei dispositivi medici, ed infine per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR.Risorse economiche e funzioni di coordinamentoProprio per le prescrizioni del PNRR fino al 30 giugno 2026 non si prevedono maggiori oneri né minori entrate a carico della finanza pubblica, mentre a decorrere dal 1° luglio 2026 saranno destinate ad Agenas, le risorse per gestire la INT con un finanziamento di 12,5 milioni di euro nel 2026 e pari a 25 milioni di euro a decorrere dal 2027, “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.In questo contesto – complesso –  il Ministero della Salute ha funzioni di indirizzo e verifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)– si noti: stesso acronimo di Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina generale – vigila sugli standard di sicurezza informatica, ma come si può intuire la sfida è aperta e significativa perch é dare operatività a livello nazionale all’utilizzo di strumenti di telemedicina rappresenta un significativo cambio di organizzazione del lavoro, che ha un impatto diretto su medici, infermieri e operatori sanitarie quindi  sui pazienti e sui loro famigliari.L’accesso da remoto a televisite, al monitoraggio a domicilio e agli altri servizi previsti o possibili, nonché la disponibilità strutturata di dati clinici aprono a modelli di assistenza certamente più innovativi e più vicini ai bisogni della popolazione, in grado di poter alleggerire il carico sui servizi in presenza e di raggiungere il bisogno socio sanitario nelle aree interne o meno servite.La fase attuativa tra opportunità e criticitàCosa sta avvenendo intorno all’avvio di questo passo verso un modello sanitario digitale, interoperabile, sostenibile e centrato sul paziente?L’attenzione è sulla fase attuativa, affinché l’opportunità si trasformi in beneficio reale per cittadini e operatori.Nel corso di quest’anno vanno segnalati significativi passi normativi verso una sanità più digitale e proprio per questo motivo descriveremo brevemente questi ultimi provvedimenti – più ampi in ambito di sanità digitale – e rinvieremo a seguire quelli più specifici al Decreto citato al fine di cogliere meglio gli aspetti di relazione fra i diversi momenti e contesti di digitalizzazione delle informazioni relative alle prestazioni di telemedicina.Profilo sanitario sintetico: una lunga attesaSono stati pubblicati in GU il 1° settembre due Decreti del Ministero della salute, il primo[2] fornisce indicazioni attuative relative al Profilo sanitario sintetico (Patient Summary), – finalmente! – aggiungendo, per i contenuti informativi (campi) già definiti nel precedente Decreto del 2023 relativo al FSE, delle note che indicano sia se il dato è obbligatorio o facoltativo, ma anche se esso è reso disponibile dall’ANA (Anagrafe Nazionale Assistiti). Per alcuni campi si rinvia la compilazione solo a seguito della disponibilità del dato nell’EDS[3] o ne è previsto, dopo l’inserimento in prima compilazione, solo l’aggiornamento.Di Patient Summary si parla a livello europeo da più di vent’anni, è stato oggetto di sperimentazioni ed è già diffuso in altri Paesi, e pensato anche per garantire assistenza all’estero. Ogni cittadino avrà a disposizione un documento digitale che riassume la propria storia clinica essenziale e ciò dovrebbe semplificare gli interventi medici sia in emergenza sia migliorare la continuità di cura per medici e strutture sanitarie.Le precisazioni del decreto sono volte a garantire la redazione dello stesso “da parte dei MMG/PLS di tutte le regioni e province autonome entro il 30 settembre 2025” (?), così dice il Decreto e noi cittadini e pazienti auspichiamo che questo possa effettivamente avvenire anche per partecipare alla realizzazione dello Spazio europeo dei dati sanitari. E’ però di oggi – 30 settembre – la notizia del differimento dell’obbligo a dicembre, richiesto a gran voce dalle rappresentanze dei medici di medicina generale che lamentano, fra l’atro, il malfunzionamento dei servizi on line.Sistema informativo assistenza primariaIl secondo[4] Decreto riguarda il Sistema informativo dell’assistenza primaria (SIAP). Si tratta di un significativo aggiornamento del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) volto a supportare il monitoraggio dei LEA, già prefigurato in atti precedenti sanciti in Conferenza Stato Regione, come indicato nelle premesse del decreto stesso e che tale indicazione è stata inserita anche negli obiettivi del PNRR, Missione 6, componente 2, investimento 1.3.2[5], in particolare nel sub intervento 1.3.2.2.3 «Implementazione di quattro flussi informativi a livello regionale (riabilitazione territoriale, cure primarie, ospedali di comunità e consultori)».    Il decreto di istituzione del SIAP “si applica alle attività e alle prestazioni erogate nell’ambito dell’assistenza sanitaria di base, comprese quelle erogate nell’ambito della continuità assistenziale e dell’assistenza ai turisti”. Le regioni e le province autonome mettono a disposiz ione del NSIS, presso il Ministero della salute, le informazioni secondo le modalità riportate nel disciplinare tecnico, allegato 1, parte integrante del decreto, e accessibile dal sito del Ministero[6].Prima di aggiungere però altre significative informazioni sul decreto/disciplinare tecnico è necessario riportare la posizione della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 30 luglio che esprime parere favorevole ma condizionato all’accoglimento della seguente riformulazione dell’articolo 5, comma 3 del provvedimento: “Le trasmissioni al SIAP devono avvenire secondo le modalità indicate nel disciplinare tecnico allegato e secondo le specifiche tecniche necessarie per implementare il flusso, che saranno definite in accordo con le Regioni e Province Autonome con tempistiche congrue agli opportuni adeguamenti informatici. Tali specifiche saranno rese disponibili sul sito internet del Ministero della salute (www.salute.gov.it).” L’alimentazione del SIAP con il conferimento dei dati richiesti relativi all’assistenza sanitaria di base è prevista dal mese di gennaio 2026, con cadenza mensile e dal 1° gennaio 2027 con cadenza settimanale e da tale ultima data l’adempimento diventa anche condizione di accesso al finanziamento integrativo.La realizzazione e gestione del SIAP è affidata al Ministero della salute che è titolare del trattamento dei dati personali contenuti nel SIAP.Il flusso informativo, indicato nell’Articolo 3, è relativo a:caratteristiche anagrafiche e amministrative dell’assistito;caratteristiche sanitarie dell’assistito;codice individuale dell’assistito;dati relativi all’erogazione;attività e prestazioni erogate;informazioni relative alla struttura erogatrice.Le regioni e le province autonome inviano i seguenti tracciati record, il cui contenuto è meglio dettagliato nel Disciplinare tecnico (punto 6): DATASET1 (informazioni anagrafiche assistito- 20 ID); DATASET 2 (informazioni su prestazione e tipologia di contatto tra assistito e servizi di cure primarie del SSN – 15 ID); DATASET3 (informazioni su strutture e presidi che erogano cure primarie – 9 ID). I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono tenuti a rispettare gli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente, nazionale e regionale, nonché il vigente Accordo collettivo nazionale.Monitoraggio ospedali di comunitàVi è stata anche la pubblicazione in GU lo scorso 16 settembre del Decreto del Ministro della salute del 4 agosto 2025[7] che istituisce il Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità (SIOC), decreto che aveva ottenuto il 30 luglio il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni in quanto si tratta, anche in questo caso di un obiettivo specificatamente previsto dal PNRR. Il Decreto ha un percorso analogo a quello istitutivo a del SIAP: esattamente 12 articoli analoghi come titolo e disciplinare tecnico allegato con indice analogo.  Contenuti ovviamente rispondenti alle diverse esigenze e quindi l’Articolo 3 del decreto indica i flussi in ingresso[8] dettagliati in soli due dataset (DATASET1 – informazioni di carattere Anagrafico – 18 ID; DATASET2 – informazioni relative al ricovero 24 ID), ma nel dataset manca il campo relativa alla fonte dei dati.  L’invio dei dati è previsto con cadenza trimestrale a partire dal 2026 sono conferiti in via sperimentale mentre dal 2027 diventa un adempimento di sistema.Completamento normativo della sanità territorialeCon questi atti dovrebbe essere stato completato dal punto di vista normativo l’avvio operativo della Sanità territoriale previsto con la riforma delineata nel Regolamento del DM 77[9] e assolto quanto previsto dal PNRR nel sub investimento relativo all’implementazione dei 4 flussi informativi per il livello regionale. Ricordiamo infatti che i flussi informativi relativi alla riabilitazione territoriale e ai consultori erano stati rilasciati nell’agosto 2023, con due decreti rispettivamente relativi a “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)[10]” e “Sistema informativo per il monitoraggio d elle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)[11]”, pubblicati entrambi in GU il 23 settembre 2023.Il Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS), che ha la finalità di supportare il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), si è così arricchito dei nuovi quattro flussi che contribuiranno a creare un sistema sanitario digitale sempre più coeso e funzionale predisposto per consentire decisioni più informate sulla salute pubblica e sull’organizzazione dei servizi, e sui bisogni sanitari in ulteriori ambiti territoriali.Raccogliere le informazioni in modo strutturato consente di sapere cosa viene erogato e la possibilità di controllare e programmare un efficiente utilizzo delle risorseAllegato 1 – Telemedicina- Dati e documenti generati dalle IRT e conferiti al FSEA questo punto può essere utile ritornare sull’Allegato 1 al Decreto citato inizialmente che fornisce una precisa descrizione dei dati e documenti generati dall’IRT che confluiranno nel FSE 2.0.L’art.7 del Decreto indica le modifiche che andranno apportate al Decreto 7/9/2023 sul FSE 2.0 che riportiamo integralmente.“All’articolo 3, comma 1, dopo la lettera m) sono inserite le seguenti:prescrizione televisita, teleassistenza e telemonitoraggio ai sensi del decreto ministeriale 2 novembre 2011;richiesta teleconsulto;referto di specialistica per la televisitarelazione collaborativa per il teleconsulto/teleconsulenza;relazione clinico-assistenziale conclusiva per la teleassistenza/teleriabilitazione;tesserino dispositivi per il telemonitoraggiopiano di telemonitoraggio/teleriabilitazione e teleassistenza;report rilevazioni di telemonitoraggio;report settimanale rilevazioni di telemonitoraggiorelazione finale per il telemonitoraggio/teleriabilitazione.”Nell’Allegato 1 si precisa che dopo la tabella prevista al paragrafo 2.17 (Contenuti relativi alla lettera di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione) dell’Allegato A del decreto 7 settembre 2023, concernente il FSE 2.0., sono aggiunti i seguenti paragrafi:“2.18   Prescrizione televisita, teleassistenza e telemonitoraggio ai sensi del decreto ministeriale 2 novembre 2011.Per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio erogate in modalità telemedicina è prevista una fase prescrittiva ai sensi del DM 2/11/2011 e relativi aggiornamenti e si precisa che si è ritenuto di utilizzare il tracciato della prescrizione specialistica (già presente al punto 2.9 Contenuti della prescrizione specialistica nel DM del 7/9/2023 citato) per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio e, ove necessario, utilizzare il tracciato della prescrizione farmaceutica per le richieste dei dispositivi di telemonitoraggio.““2.19   Richiesta teleconsultoLa richiesta viene generata internamente all’IRT. La piena operatività del servizio in caso di interoperabilità tra IRT di regioni o PA diverse da quella di assistenza è garantita dall’IRT. “Segue poi un tracciato di richiesta di Teleconsulto comprendente due campi (Contenuto informativo e Descrizione) e composto da 36 ID. A questo si aggiunge una sezione di dati relativi alla singola prestazione composta da 4 ID.“2.21   Relazione collaborativa per il teleconsulto/teleconsulenzaLa relazione collaborativa viene conferita al FSE come allegato del documento di referto relativo alla prestazione o all’evento principale (es. visita specialistica, ricovero, visita del medico del ruolo unico di assistenza primaria, etc, etc) redatto dal medico richiedente la consulenza.”Anche in questo caso segue il tracciato da conferire al FSE con i soliti due campi di colonne ma con 78 ID di indicazioni richieste.Abbiamo ripreso qui sopra alcune delle indicazioni presenti nell’allegato 1 ma è anche il contenuto dei tracciati di dati richiesto che appare spesso ridondante. Ad esempio nella richiesta di Teleconsulto è prevista oltre alla “Branca Medico Consulente” anche “Nome” e “Cognome” e “Codice fiscale” Medico Consulente e “Raggio di erogazione”, così come in altri tracciati come la televista si chiedono “data e ora” di “inizio” e di fine” erogazione. Inoltre l’assenza di un campo “Note” di fianco ad ogni ID che ne precisi se è “Obbligatorio” o “Facoltativo” o dove il dato debba essere acquisito non sembra facilitare l’acquisizione dell’informazione. Il rischio è quindi di uno scarso utilizzo o di una limitata compilazione delle informazioni richieste.Allegato 3 – Telemedicina – Servizi della INT e delle IRT (PNT)Questo è un allegato tecnico cruciale perché consente di far funzionare i servizi offerti dalla PNT, composta da INT e IRT, con i soggetti abilitati all’accesso, le modalità e i profili di autorizzazione.Vengono individuati e sintetizzati i Servizi abilitanti dell’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina e i quattro Servizi minimi di telemedicina che devono essere garantiti nella loro erogazione integrata e uniforme da parte delle singole Aziende Sanitarie, secondo la normativa vigente nell’ambito della Infrastruttura Regionale di Telemedicina.Quest’ultima indicazione è certamente di più facile applicazione nei contesti regionali caratterizzati da una sanità offerta principalmente dal settore pubblico, mentre presenta aspetti che dovrebbero essere più precisamente definiti nel caso della sanità privata accreditata. Questo per evitare nei confronti dei cittadini pazienti confusione e per migliorare gli accessi e il ritorno informativo sulla prestazione erogata nel FSE, ove in alcuni contesti non confluisce l’esito di esami e prestazioni pur effettuate attraverso il SSN.I profili di accesso ai documenti e ai dati presenti nel FSE e nell’EDS indicati nell’Allegato3 sono quindi riconducibili a cinque fattispecie:“I profili di accesso alle informazioni generate dalle IRT sono definiti in funzione del ruolo che ciascun soggetto assume. Tali ruoli, in sede di prima applicazione, sono elencati di seguito:Assistito: soggetto che usufruisce di servizi sanitari e socio-sanitariMedico ed altri dirigenti sanitari (Odontoiatra, farmacista, biologo, psicologo, chimico, fisico): professionisti che hanno in cura gli assistiti e che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle Strutture del sistema sanitario e socio-sanitario, inclusi i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta e/o su base oraria, i Pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, etc ..Infermiere/Ostetrica: esercente la professione sanitaria infermieristica o esercente la professione sanitaria ostetrica, che erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaProfessioni tecnico sanitarie (Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; Tecnico di Neurofisiopatologia, Tecnico di Neurofisiopatologia): gli esercenti le professioni tecnico sanitarie che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle strutture del sistema sanitario e socio-sanitario ed erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaProfessioni sanitarie assistenziali e della riabilitazione (Dietista, Fisioterapista, Logopedista, Ortottista – Assistente di Oftalmologia, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Tecnico Riabilitazione Psichiatrica): gli esercenti le professioni sanitarie che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle strutture del sistema sanitario e socio-sanitario ed erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaPersonale Amministrativo: persona che opera presso le strutture del sistema sanitario e sociosanitario (es. AO, ASL, medico del ruolo unico di assistenza primaria) con mansioni amministrative.”A seguire è presentato uno schema, che indica per ciascun tracciato di dati/documenti definito nell’Allegato1, a quale profilo è consentito l’accesso in consultazione dell’IRT per le finalità di diagnosi, cura, riabilitazione.Allegato 2 – Integrazione servizi EDS e Allegato 4 –Misure di sicurezza PNTL’Allegato 2 integra la normativa esistente relativa all’Ecosistema dei Dati Sanitari con l’identificazione dei servizi EDS di telemedicina rispettivamente per finalità di cura e per finalità di governo.L’Allegato 4 individua e specifica le misure di sicurezza dalla PN T intesa come insieme di INT e IRT.Si tratta di precise indicazioni tecniche che possono essere racchiuse nella seguente figura, presente nell’Allegato 4.Verso una sanità digitale centrata sulla personaAnche grazie all’impianto ed alle scadenze del PNRR, la sanità digitale ha fatto un balzo in avanti e la telemedicina- finalmente! – entra formalmente nell’architettura del Servizio Sanitario Nazionale, confermando che l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS) e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono due strumenti complementari nel SSN che interagiscono con l’obiettivo di facilitare l’assistenza sanitaria, la gestione dei dati e supportare la ricerca scientifica e la prevenzione.Tutti questi sono però ancora degli obiettivi verso cui si stanno accelerando i passi e il tempo scorre inevitabilmente. Questi passi sono principalmente trainati dalla tecnologia ma perché questa funzioni nell’uso quotidiano degli strumenti predisposti è necessario il fattore umano legato principalmente agli utilizzatori, siano essi cittadini/pazienti ma soprattutto operatori socio sanitari. In tal senso, e per quanto ancora possibile ai diversi livelli di governo, è quindi richiesto il loro coinvolgimento in fase progettuale o di test, perché è necessaria la collaborazione fra più mondi per monitorarne l’usabilità e per aggiornarla quando fosse necessario.Rischi e raccomandazioni per l’implementazioneCerchiamo ora di evidenziare i principali rischi legati all’introduzione di nuove tecnologie digitali e strumenti di telemedicina al fine di estrarre regole/indirizzi di comportamento a cui porre attenzione ai diversi livelli: nazionale, regionale e aziendale.Come indicato anche nell’articolo di Santoro e Gianfilippo[12], relativo alla presentazione della Piattaforma nazionale di telemedicina, diversi possono essere i rischi presenti nell’introduzione del digitale in un’organizzazione. In questo caso poi il progetto è nazionale e già in partenza il divario digitale è ampio fra persone e fra territori e quindi il coinvolgimento e la formazione degli operatori potrà essere un traino motivazionale. Questo però potrà avvenire se gli strumenti saranno facili, “a prova di asino” come dice un proverbio, e dimostreranno così subito la loro utilità nei confronti della cura dei pazienti e nel risparmiare al personale le attività ripetitive, consentendo così loro di liberare tempo e risorse.Il tema della formazione non riguarda solo gli operatori ma anche, certamente, pazienti e caregiver.Molto è già stato normato ma forse manca ancora una comunicazione chiara interna ed esterna al SSN relativa ai progressi e benefici ottenuti o in itinere, anche con storie di successo o di vantaggi concreti per cittadini ed operatori. Facile? Forse no, ma consentirebbe di ottenere suggerimenti derivanti anche da esperienze di utilizzo.   Un’altra criticità riguarda la sostenibilità economica degli interventi in atto in ambito PNRR. Sebbene siano previsti investimenti e fondi per la realizzazione degli stessi, ci sono dubbi sulla capacità del sistema di sostenerne i costi a lungo termine. Questo aspetto forse è stato sottovalutato mentre l’evoluzione della tecnologia e la manutenzione e l’assistenza tecnica che è richiesta sono una condizione per non far franare il castello che è stato costruito e dare certezze agli operatori di non agire inutilmente.Quanto indicato richiede una forte capacità di collaborazione e di competenza oltre che di ideali, verrebbe da dire, da parte di tutti coloro che sono coinvolti in questa costruzione, considerando i numerosi problemi che affliggono gli operatori, a partire dalla loro scarsità e dalle basse retribuzioni, ma anche per i cittadini che sono alla rincorsa di un servizio sanitario nazionale universalistico che sembra allontanarsi. Si veda in tal senso il “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” relativo al 2023 da parte del Ministero della Salute, e l’analisi indipendente condotta dalla Fondazione GIMBE[13].Questo vale per tutti, a maggior ragione per quei pazienti cronici e anziani che possono accettare robot , AI e sensori ma pensano che questo non possa sostituire il personale perché i rischi sono la disumanizzazione dell’assistenza, le criticità non rilevate sul paziente e la frustrazione del personale residuo. In definitiva, la tecnologia deve supportare e non sostituire la cura umana e di questo siamo convinti da anni, anche quando alla telemedicina credevano in pochi.Note[1] Decreto recante la disciplina dei trattamenti di dati personali nell’ambito della infrastruttura Piattaforma nazionale di telemedicina di cui al PNRR, Missione 6 Salute, Componente 1, Sub-misura 1.2.2.”Telemedicina per un migliore supporto ai pazienti cronici”, ai sensi degli articoli 6 e 9 del Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consilio del 27 aprile 2016 e degli articoli 2-ter e 2-sexies del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 –https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=131822 (Documento)[2] Decreto 27/06/2025 “Indicazioni attuative per la definizione dei contenuti informativi del Profilo sanitario sintetico previsto dall’articolo 4 del decreto 7 settembre 2023, recante il “Fascicolo sanitario elettronico 2.0” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04814/SG[3] E ciò potrà avvenire solo a seguito dell’aggiornamento del Decreto del 7/9/2023 su FSE 2.0 citato[4] Decreto 4/08/2025 “Sistema informativo dell’assistenza primaria.” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04813/SG[5] Investimento 1.3.2 “Infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute, analisi di dati e modello predittivo per garantire i LEA e di sorveglianza e vigilanza sanitaria”[6] Dalla pagina del Ministero della Salute sul SIAP https://www.salute.gov.it/new/it/sistema-informativo/siap/ si accede al disciplinare tecnico[7] DECRETO 4 agosto 2025, “Istituzione del Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità – SIOC” – GU del 16-9-2025, n°215 – https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-09-16&atto.codiceRedazionale=25A04956&elenco30giorni=false[8] Art. 3 – flussi in ingresso – Il flusso informativo fa riferimento alle informazioni relative alle attività effettuate dall’erogatore e ai seguenti dati personali riferiti all’assistito, non direttamente identificativi, e relativi a:a) caratteristiche anagrafiche e sociosanitarie dell’assistito; b) codice individuale dell’assistito; c) motivazione e caratteristiche dell’episodio di cura; d) grado di autonomia dell’assistito; e) prestazioni erogate.[9] Decreto del Ministro della salute 23/05/2022, n. 77, recante «Regolamento recante la definizionedi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale» ed in particolarel’allegato 1, paragrafo 11 «Ospedale di comunità».[10] GU n. 223 del 23-09-2023 – Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-09-23&atto.codiceRedazionale=23A05204&elenco30giorni=false[11] GU n.223 del 23-09-2023Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/09/23/23A05205/sg[12] https://www.agendadigitale.eu/sanita/piattaforma-nazionale-telemedicina-innovazione-in-cerca-di-sistema/ Giulia Gianfilippo, Eugenio Santoro, Piattaforma Nazionale Telemedicina: innovazione in cerca di sistema, in Agenda Digitale, 30 maggio 2025[13] https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=131656 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701790606042.PDF §---§ title§§ PNT, dal decreto alla pratica: cosa cambia per sanità e utenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701779706097.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 27 Oct 2025

Il decreto sulla telemedicina integra PNT, FSE ed EDS nel SSN. Nuove regole su dati, servizi e sicurezza. Sfide per operatori e pazienti.

pubDate§§ 2025-10-27T11:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701779706097.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701779706097.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/pnt-dal-decreto-alla-pratica-cosa-cambia-per-sanita-e-utenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701779706097.PDF tp:ocr§§ telemedicinaIl decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina introduce nuove regole per il trattamento dati e l’integrazione con FSE ed EDS. Un cambiamento epocale che coinvolge operatori sanitari e pazienti, ma restano dubbi su sostenibilità e formazione degli utilizzatoriCefriel – Esperta in progettazione e gestione progetti di sanità digitaleDirettore Generale Mnesys s.c.a.r.l. – Componente direttivo AisdeTQuando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entrerà in vigore il decreto[1]  che norma il trattamento dei dati personali nell’ambito della Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT) dopo aver ricevuto il parere reso dalla Conferenza Stato Regioni il 10 settembre e in precedenza quello del Garante Privacy il 16 gennaio, sempre del 2025 -si noti oltre nove mesi!Indice degli argomentiUn percorso molto lungo svolto dal Ministero della Salute, di concerto con Mef e dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, che consentirà – finalmente – ai servizi minimi di telemedicina di essere inseriti a pieno titolo –  nelle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.Un ulteriore passo  di estrema rilevanza che definisce e indica a livello nazionale impianto e regole per la PNT articolata in Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT) e Infrastrutture Regionali (IRT), le loro caratteristiche e le modalità di accesso sia per gli assistiti, sia per le finalità di cura.Nel Decreto sono indicate anche le relazioni con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e con l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS), le informative da fornire e i diritti degli interessati, il periodo di conservazione dei dati.   Il decreto regola altresì  il trattamento dei dati personali che viene posto in capo ad Agenas per l’INT, mentre Regioni e Provincie Autonome rispondono per quello delle IRT, ma tutti i responsabili del trattamento devono adottare misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza del rischio in coerenza con le normative europee e nazionali in materia.Nel quadro regolatorio a questo punto sono rappresentanti tutti i livelli decisionali e tutti gli ambiti.Lo schema di decreto è corredato da ben quattro allegati tematici:Gli allegati prevedono di acquisire informazioni dettagliate sulle prestazioni offerte e sui pazienti, con molteplici fini: consentire l’erogazione delle stesse prestazioni; strumento di governo per il sistema sanitario, attraverso l’EDS, consentendo di acquisire dati per programmare e valutare i servizi e la loro sostenibilità anche attraverso un monitoraggio di HTA dei dispositivi medici, ed infine per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR.Proprio per le prescrizioni del PNRR fino al 30 giugno 2026 non si prevedono maggiori oneri né minori entrate a carico della finanza pubblica, mentre a decorrere dal 1° luglio 2026 saranno destinate ad Agenas, le risorse per gestire la INT con un finanziamento di 12,5 milioni di euro nel 2026 e pari a 25 milioni di euro a decorrere dal 2027, “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.In questo contesto – complesso –  il Ministero della Salute ha funzioni di indirizzo e verifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)– si noti: stesso acronimo di Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina generale – vigila sugli standard di sicurezza informatica, ma come si può intuire la sfida è aperta e significativa perché dare operatività a livello nazionale all’utilizzo di strumenti di telemedicina rappresenta un significativo cambio di organizzazione del lavoro, che ha un impatto diretto su medici, infermieri e operatori sanitarie quindi  sui pazienti e sui loro famigliari.L’accesso da remoto a televisite, al monitoraggio a domicilio e agli altri servizi previsti o possibili, nonché la disponibilità strutturata di dati clinici aprono a modelli di assistenza certamente più innovativi e più vicini ai bisogni della popolaz ione, in grado di poter alleggerire il carico sui servizi in presenza e di raggiungere il bisogno socio sanitario nelle aree interne o meno servite.Cosa sta avvenendo intorno all’avvio di questo passo verso un modello sanitario digitale, interoperabile, sostenibile e centrato sul paziente?L’attenzione è sulla fase attuativa, affinché l’opportunità si trasformi in beneficio reale per cittadini e operatori.Nel corso di quest’anno vanno segnalati significativi passi normativi verso una sanità più digitale e proprio per questo motivo descriveremo brevemente questi ultimi provvedimenti – più ampi in ambito di sanità digitale – e rinvieremo a seguire quelli più specifici al Decreto citato al fine di cogliere meglio gli aspetti di relazione fra i diversi momenti e contesti di digitalizzazione delle informazioni relative alle prestazioni di telemedicina.Sono stati pubblicati in GU il 1° settembre due Decreti del Ministero della salute, il primo[2] fornisce indicazioni attuative relative al Profilo sanitario sintetico (Patient Summary), – finalmente! – aggiungendo, per i contenuti informativi (campi) già definiti nel precedente Decreto del 2023 relativo al FSE, delle note che indicano sia se il dato è obbligatorio o facoltativo, ma anche se esso è reso disponibile dall’ANA (Anagrafe Nazionale Assistiti). Per alcuni campi si rinvia la compilazione solo a seguito della disponibilità del dato nell’EDS[3] o ne è previsto, dopo l’inserimento in prima compilazione, solo l’aggiornamento.Di Patient Summary si parla a livello europeo da più di vent’anni, è stato oggetto di sperimentazioni ed è già diffuso in altri Paesi, e pensato anche per garantire assistenza all’estero. Ogni cittadino avrà a disposizione un documento digitale che riassume la propria storia clinica essenziale e ciò dovrebbe semplificare gli interventi medici sia in emergenza sia migliorare la continuità di cura per medici e strutture sanitarie.Le precisazioni del decreto sono volte a garantire la redazione dello stesso “da parte dei MMG/PLS di tutte le regioni e province autonome entro il 30 settembre 2025” (?), così dice il Decreto e noi cittadini e pazienti auspichiamo che questo possa effettivamente avvenire anche per partecipare alla realizzazione dello Spazio europeo dei dati sanitari. E’ però di oggi – 30 settembre – la notizia del differimento dell’obbligo a dicembre, richiesto a gran voce dalle rappresentanze dei medici di medicina generale che lamentano, fra l’atro, il malfunzionamento dei servizi on line.Il secondo[4] Decreto riguarda il Sistema informativo dell’assistenza primaria (SIAP). Si tratta di un significativo aggiornamento del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) volto a supportare il monitoraggio dei LEA, già prefigurato in atti precedenti sanciti in Conferenza Stato Regione, come indicato nelle premesse del decreto stesso e che tale indicazione è stata inserita anche negli obiettivi del PNRR, Missione 6, componente 2, investimento 1.3.2[5], in particolare nel sub intervento 1.3.2.2.3 «Implementazione di quattro flussi informativi a livello regionale (riabilitazione territoriale, cure primarie, ospedali di comunità e consultori)».    Il decreto di istituzione del SIAP “si applica alle attività e alle prestazioni erogate nell’ambito dell’assistenza sanitaria di base, comprese quelle erogate nell’ambito della continuità assistenziale e dell’assistenza ai turisti”. Le regioni e le province autonome mettono a disposizione del NSIS, presso il Ministero della salute, le informazioni secondo le modalità riportate nel disciplinare tecnico, allegato 1, parte integrante del decreto, e accessibile dal sito del Ministero[6].Prima di aggiungere però altre significative informazioni sul decreto/disciplinare tecnico è necessario riportare la posizione della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 30 luglio che esprime parere favorevole ma condizionato all’accoglimento della seguente riformulazione dell’articolo 5, comma 3 del provvedimento: “Le trasmissioni al SIAP devo no avvenire secondo le modalità indicate nel disciplinare tecnico allegato e secondo le specifiche tecniche necessarie per implementare il flusso, che saranno definite in accordo con le Regioni e Province Autonome con tempistiche congrue agli opportuni adeguamenti informatici. Tali specifiche saranno rese disponibili sul sito internet del Ministero della salute (www.salute.gov.it).” L’alimentazione del SIAP con il conferimento dei dati richiesti relativi all’assistenza sanitaria di base è prevista dal mese di gennaio 2026, con cadenza mensile e dal 1° gennaio 2027 con cadenza settimanale e da tale ultima data l’adempimento diventa anche condizione di accesso al finanziamento integrativo.La realizzazione e gestione del SIAP è affidata al Ministero della salute che è titolare del trattamento dei dati personali contenuti nel SIAP.Il flusso informativo, indicato nell’Articolo 3, è relativo a:Le regioni e le province autonome inviano i seguenti tracciati record, il cui contenuto è meglio dettagliato nel Disciplinare tecnico (punto 6): DATASET1 (informazioni anagrafiche assistito- 20 ID); DATASET 2 (informazioni su prestazione e tipologia di contatto tra assistito e servizi di cure primarie del SSN – 15 ID); DATASET3 (informazioni su strutture e presidi che erogano cure primarie – 9 ID).I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono tenuti a rispettare gli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente, nazionale e regionale, nonché il vigente Accordo collettivo nazionale.Vi è stata anche la pubblicazione in GU lo scorso 16 settembre del Decreto del Ministro della salute del 4 agosto 2025[7] che istituisce il Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità (SIOC), decreto che aveva ottenuto il 30 luglio il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni in quanto si tratta, anche in questo caso di un obiettivo specificatamente previsto dal PNRR. Il Decreto ha un percorso analogo a quello istitutivo a del SIAP: esattamente 12 articoli analoghi come titolo e disciplinare tecnico allegato con indice analogo.  Contenuti ovviamente rispondenti alle diverse esigenze e quindi l’Articolo 3 del decreto indica i flussi in ingresso[8] dettagliati in soli due dataset (DATASET1 – informazioni di carattere Anagrafico – 18 ID; DATASET2 – informazioni relative al ricovero 24 ID), ma nel dataset manca il campo relativa alla fonte dei dati.  L’invio dei dati è previsto con cadenza trimestrale a partire dal 2026 sono conferiti in via sperimentale mentre dal 2027 diventa un adempimento di sistema.Con questi atti dovrebbe essere stato completato dal punto di vista normativo l’avvio operativo della Sanità territoriale previsto con la riforma delineata nel Regolamento del DM 77[9] e assolto quanto previsto dal PNRR nel sub investimento relativo all’implementazione dei 4 flussi informativi per il livello regionale. Ricordiamo infatti che i flussi informativi relativi alla riabilitazione territoriale e ai consultori erano stati rilasciati nell’agosto 2023, con due decreti rispettivamente relativi a “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)[10]” e “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)[11]”, pubblicati entrambi in GU il 23 settembre 2023.Il Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS), che ha la finalità di supportare il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), si è così arricchito dei nuovi quattro flussi che contribuiranno a creare un sistema sanitario digitale sempre più coeso e funzionale predisposto per consentire decisioni più informate sulla salute pubblica e sull’organizzazione dei servizi, e sui bisogni sanitari in ulteriori ambiti territoriali.Raccogliere le informazioni in modo strutturato consente di sapere cosa viene erogato e la possibilità di controllare e programmare un efficiente utilizzo delle risorseA questo punto può essere utile ritornare sull’Allegato 1 al Decreto cita to inizialmente che fornisce una precisa descrizione dei dati e documenti generati dall’IRT che confluiranno nel FSE 2.0.L’art.7 del Decreto indica le modifiche che andranno apportate al Decreto 7/9/2023 sul FSE 2.0 che riportiamo integralmente.“All’articolo 3, comma 1, dopo la lettera m) sono inserite le seguenti:Nell’Allegato 1 si precisa che dopo la tabella prevista al paragrafo 2.17 (Contenuti relativi alla lettera di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione) dell’Allegato A del decreto 7 settembre 2023, concernente il FSE 2.0., sono aggiunti i seguenti paragrafi:“2.18   Prescrizione televisita, teleassistenza e telemonitoraggio ai sensi del decreto ministeriale 2 novembre 2011.Per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio erogate in modalità telemedicina è prevista una fase prescrittiva ai sensi del DM 2/11/2011 e relativi aggiornamenti e si precisa che si è ritenuto di utilizzare il tracciato della prescrizione specialistica (già presente al punto 2.9 Contenuti della prescrizione specialistica nel DM del 7/9/2023 citato) per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio e, ove necessario, utilizzare il tracciato della prescrizione farmaceutica per le richieste dei dispositivi di telemonitoraggio.““2.19   Richiesta teleconsultoLa richiesta viene generata internamente all’IRT. La piena operatività del servizio in caso di interoperabilità tra IRT di regioni o PA diverse da quella di assistenza è garantita dall’IRT. “Segue poi un tracciato di richiesta di Teleconsulto comprendente due campi (Contenuto informativo e Descrizione) e composto da 36 ID. A questo si aggiunge una sezione di dati relativi alla singola prestazione composta da 4 ID.“2.21   Relazione collaborativa per il teleconsulto/teleconsulenzaLa relazione collaborativa viene conferita al FSE come allegato del documento di referto relativo alla prestazione o all’evento principale (es. visita specialistica, ricovero, visita del medico del ruolo unico di assistenza primaria, etc, etc) redatto dal medico richiedente la consulenza.”Anche in questo caso segue il tracciato da conferire al FSE con i soliti due campi di colonne ma con 78 ID di indicazioni richieste.Abbiamo ripreso qui sopra alcune delle indicazioni presenti nell’allegato 1 ma è anche il contenuto dei tracciati di dati richiesto che appare spesso ridondante. Ad esempio nella richiesta di Teleconsulto è prevista oltre alla “Branca Medico Consulente” anche “Nome” e “Cognome” e “Codice fiscale” Medico Consulente e “Raggio di erogazione”, così come in altri tracciati come la televista si chiedono “data e ora” di “inizio” e di fine” erogazione. Inoltre l’assenza di un campo “Note” di fianco ad ogni ID che ne precisi se è “Obbligatorio” o “Facoltativo” o dove il dato debba essere acquisito non sembra facilitare l’acquisizione dell’informazione. Il rischio è quindi di uno scarso utilizzo o di una limitata compilazione delle informazioni richieste.Allegato 3 – Telemedicina – Servizi della INT e delle IRT (PNT)Questo è un allegato tecnico cruciale perché consente di far funzionare i servizi offerti dalla PNT, composta da INT e IRT, con i soggetti abilitati all’accesso, le modalità e i profili di autorizzazione.Vengono individuati e sintetizzati i Servizi abilitanti dell’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina e i quattro Servizi minimi di telemedicina che devono essere garantiti nella loro erogazione integrata e uniforme da parte delle singole Aziende Sanitarie, secondo la normativa vigente nell’ambito della Infrastruttura Regionale di Telemedicina.Quest’ultima indicazione è certamente di più facile applicazione nei contesti regionali caratterizzati da una sanità offerta principalmente dal settore pubblico, mentre presenta aspetti che dovrebbero essere più precisamente definiti nel caso della sanità privata accreditata. Questo per evitare nei confro nti dei cittadini pazienti confusione e per migliorare gli accessi e il ritorno informativo sulla prestazione erogata nel FSE, ove in alcuni contesti non confluisce l’esito di esami e prestazioni pur effettuate attraverso il SSN.I profili di accesso ai documenti e ai dati presenti nel FSE e nell’EDS indicati nell’Allegato3 sono quindi riconducibili a cinque fattispecie:“I profili di accesso alle informazioni generate dalle IRT sono definiti in funzione del ruolo che ciascun soggetto assume. Tali ruoli, in sede di prima applicazione, sono elencati di seguito:A seguire è presentato uno schema, che indica per ciascun tracciato di dati/documenti definito nell’Allegato1, a quale profilo è consentito l’accesso in consultazione dell’IRT per le finalità di diagnosi, cura, riabilitazione.L’Allegato 2 integra la normativa esistente relativa all’Ecosistema dei Dati Sanitari con l’identificazione dei servizi EDS di telemedicina rispettivamente per finalità di cura e per finalità di governo.L’Allegato 4 individua e specifica le misure di sicurezza dalla PNT intesa come insieme di INT e IRT.Si tratta di precise indicazioni tecniche che possono essere racchiuse nella seguente figura, presente nell’Allegato 4.Anche grazie all’impianto ed alle scadenze del PNRR, la sanità digitale ha fatto un balzo in avanti e la telemedicina- finalmente! – entra formalmente nell’architettura del Servizio Sanitario Nazionale, confermando che l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS) e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono due strumenti complementari nel SSN che interagiscono con l’obiettivo di facilitare l’assistenza sanitaria, la gestione dei dati e supportare la ricerca scientifica e la prevenzione.Tutti questi sono però ancora degli obiettivi verso cui si stanno accelerando i passi e il tempo scorre inevitabilmente. Questi passi sono principalmente trainati dalla tecnologia ma perché questa funzioni nell’uso quotidiano degli strumenti predisposti è necessario il fattore umano legato principalmente agli utilizzatori, siano essi cittadini/pazienti ma soprattutto operatori socio sanitari. In tal senso, e per quanto ancora possibile ai diversi livelli di governo, è quindi richiesto il loro coinvolgimento in fase progettuale o di test, perché è necessaria la collaborazione fra più mondi per monitorarne l’usabilità e per aggiornarla quando fosse necessario.Cerchiamo ora di evidenziare i principali rischi legati all’introduzione di nuove tecnologie digitali e strumenti di telemedicina al fine di estrarre regole/indirizzi di comportamento a cui porre attenzione ai diversi livelli: nazionale, regionale e aziendale.Come indicato anche nell’articolo di Santoro e Gianfilippo[12], relativo alla presentazione della Piattaforma nazionale di telemedicina, diversi possono essere i rischi presenti nell’introduzione del digitale in un’organizzazione. In questo caso poi il progetto è nazionale e già in partenza il divario digitale è ampio fra persone e fra territori e quindi il coinvolgimento e la formazione degli operatori potrà essere un traino motivazionale. Questo però potrà avvenire se gli strumenti saranno facili, “a prova di asino” come dice un proverbio, e dimostreranno così subito la loro utilità nei confronti della cura dei pazienti e nel risparmiare al personale le attività ripetitive, consentendo così loro di liberare tempo e risorse.Il tema della formazione non riguarda solo gli operatori ma anche, certamente, pazienti e caregiver.Molto è già stato normato ma forse manca ancora una comunicazione chiara interna ed esterna al SSN relativa ai progressi e benefici ottenuti o in itinere, anche con storie di successo o di vantaggi concreti per cittadini ed operatori. Facile? Forse no, ma consentirebbe di ottenere suggerimenti derivanti anche da esperienze di utilizzo.   Un’altra criticità riguarda la sostenibilità economica degli interventi in atto in ambito PNRR. Sebbene siano previsti investimenti e fondi per la realizzazione d egli stessi, ci sono dubbi sulla capacità del sistema di sostenerne i costi a lungo termine. Questo aspetto forse è stato sottovalutato mentre l’evoluzione della tecnologia e la manutenzione e l’assistenza tecnica che è richiesta sono una condizione per non far franare il castello che è stato costruito e dare certezze agli operatori di non agire inutilmente.Quanto indicato richiede una forte capacità di collaborazione e di competenza oltre che di ideali, verrebbe da dire, da parte di tutti coloro che sono coinvolti in questa costruzione, considerando i numerosi problemi che affliggono gli operatori, a partire dalla loro scarsità e dalle basse retribuzioni, ma anche per i cittadini che sono alla rincorsa di un servizio sanitario nazionale universalistico che sembra allontanarsi. Si veda in tal senso il “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” relativo al 2023 da parte del Ministero della Salute, e l’analisi indipendente condotta dalla Fondazione GIMBE[13].Questo vale per tutti, a maggior ragione per quei pazienti cronici e anziani che possono accettare robot, AI e sensori ma pensano che questo non possa sostituire il personale perché i rischi sono la disumanizzazione dell’assistenza, le criticità non rilevate sul paziente e la frustrazione del personale residuo. In definitiva, la tecnologia deve supportare e non sostituire la cura umana e di questo siamo convinti da anni, anche quando alla telemedicina credevano in pochi.[1] Decreto recante la disciplina dei trattamenti di dati personali nell’ambito della infrastruttura Piattaforma nazionale di telemedicina di cui al PNRR, Missione 6 Salute, Componente 1, Sub-misura 1.2.2.”Telemedicina per un migliore supporto ai pazienti cronici”, ai sensi degli articoli 6 e 9 del Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consilio del 27 aprile 2016 e degli articoli 2-ter e 2-sexies del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 –https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=131822 (Documento)[2] Decreto 27/06/2025 “Indicazioni attuative per la definizione dei contenuti informativi del Profilo sanitario sintetico previsto dall’articolo 4 del decreto 7 settembre 2023, recante il “Fascicolo sanitario elettronico 2.0” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04814/SG[3] E ciò potrà avvenire solo a seguito dell’aggiornamento del Decreto del 7/9/2023 su FSE 2.0 citato[4] Decreto 4/08/2025 “Sistema informativo dell’assistenza primaria.” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04813/SG[5] Investimento 1.3.2 “Infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute, analisi di dati e modello predittivo per garantire i LEA e di sorveglianza e vigilanza sanitaria”[6] Dalla pagina del Ministero della Salute sul SIAP https://www.salute.gov.it/new/it/sistema-informativo/siap/ si accede al disciplinare tecnico[7] DECRETO 4 agosto 2025, “Istituzione del Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità – SIOC” – GU del 16-9-2025, n°215 – https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-09-16&atto.codiceRedazionale=25A04956&elenco30giorni=false[8] Art. 3 – flussi in ingresso – Il flusso informativo fa riferimento alle informazioni relative alle attività effettuate dall’erogatore e ai seguenti dati personali riferiti all’assistito, non direttamente identificativi, e relativi a:a) caratteristiche anagrafiche e sociosanitarie dell’assistito; b) codice individuale dell’assistito; c) motivazione e caratteristiche dell’episodio di cura; d) grado di autonomia dell’assistito; e) prestazioni erogate.[9] Decreto del Ministro della salute 23/05/2022, n. 77, recante «Regolamento recante la definizionedi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale» ed in particolare l’allegato 1, paragrafo 11 «Ospedale di comunità».[10] GU n. 223 del 23-09-2023 – Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-09-23&atto.codiceRedazionale=23A05204&elenco30giorni=false[11] GU n.223 del 23-09-2023Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/09/23/23A05205/sg[12] https://www.agendadigitale.eu/sanita/piattaforma-nazionale-telemedicina-innovazione-in-cerca-di-sistema/ Giulia Gianfilippo, Eugenio Santoro, Piattaforma Nazionale Telemedicina: innovazione in cerca di sistema, in Agenda Digitale, 30 maggio 2025[13] https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=131656Valuta la qualità di questo articoloLa tua opinione è importante per noi!ArgomentiCanaliEU Stories - La coesione innova l'Italiasanità digitale19 Mar 2025di Domenico Marinoil quadro completo24 Giu 2025di Anna Francesca Pattaroi casi04 Giu 2025di Silvia Gadola e Valentina PontiggiaArticolo 1 di 4I tuoi contenuti, la tua privacy!Su questo sito utilizziamo cookie tecnici necessari alla navigazione e funzionali all’erogazione del servizio.Utilizziamo i cookie anche per fornirti un’esperienza di navigazione sempre migliore, per facilitare le interazioni con le nostre funzionalità social e per consentirti di ricevere comunicazioni di marketing aderenti alle tue abitudini di navigazione e ai tuoi interessi.Puoi esprimere il tuo consenso cliccando su ACCETTA TUTTI I COOKIE. 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Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T12:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703144206266.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703144206266.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/pnt-dal-decreto-alla-pratica-cosa-cambia-per-sanita-e-utenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703144206266.PDF tp:ocr§§ Il decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina introduce nuove regole per il trattamento dati e l’integrazione con FSE ed EDS. Un cambiamento epocale che coinvolge operatori sanitari e pazienti, ma restano dubbi su sostenibilità e formazione degli utilizzatoriPubblicato il 27 ott 2025Quando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entrerà in vigore il decreto[1] che norma il trattamento dei dati personali nell’ambito della Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT) dopo aver ricevuto il parere reso dalla Conferenza Stato Regioni il 10 settembre e in precedenza quello del Garante Privacy il 16 gennaio, sempre del 2025 -si noti oltre nove mesi!Un percorso normativo lungo e articolatoUn percorso molto lungo svolto dal Ministero della Salute, di concerto con Mef e dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, che consentirà – finalmente – ai servizi minimi di telemedicina di essere inseriti a pieno titolo – nelle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.Un ulteriore passo di estrema rilevanza che definisce e indica a livello nazionale impianto e regole per la PNT articolata in Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT) e Infrastrutture Regionali (IRT), le loro caratteristiche e le modalità di accesso sia per gli assistiti, sia per le finalità di cura.Nel Decreto sono indicate anche le relazioni con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e con l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS), le informative da fornire e i diritti degli interessati, il periodo di conservazione dei dati. Il decreto regola altresì il trattamento dei dati personali che viene posto in capo ad Agenas per l’INT, mentre Regioni e Provincie Autonome rispondono per quello delle IRT, ma tutti i responsabili del trattamento devono adottare misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza del rischio in coerenza con le normative europee e nazionali in materia.Quattro allegati per disciplinare dati e serviziNel quadro regolatorio a questo punto sono rappresentanti tutti i livelli decisionali e tutti gli ambiti.Lo schema di decreto è corredato da ben quattro allegati tematici:Allegato 1 – Telemedicina- Dati e documenti generati dalle IRT e conferiti al FSEAllegato 2 – Telemedicina – Integrazione servizi EDSAllegato 3 – Telemedicina – Servizi della INT e delle IRT (PNT)Allegato 4 – Telemedicina – Misure di sicurezza PNTGli allegati prevedono di acquisire informazioni dettagliate sulle prestazioni offerte e sui pazienti, con molteplici fini: consentire l’erogazione delle stesse prestazioni; strumento di governo per il sistema sanitario, attraverso l’EDS, consentendo di acquisire dati per programmare e valutare i servizi e la loro sostenibilità anche attraverso un monitoraggio di HTA dei dispositivi medici, ed infine per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR.Risorse economiche e funzioni di coordinamentoProprio per le prescrizioni del PNRR fino al 30 giugno 2026 non si prevedono maggiori oneri né minori entrate a carico della finanza pubblica, mentre a decorrere dal 1° luglio 2026 saranno destinate ad Agenas, le risorse per gestire la INT con un finanziamento di 12,5 milioni di euro nel 2026 e pari a 25 milioni di euro a decorrere dal 2027, “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.In questo contesto – complesso – il Ministero della Salute ha funzioni di indirizzo e verifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)– si noti: stesso acronimo di Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina generale – vigila sugli standard di sicurezza informatica, ma come si può intuire la sfida è aperta e significativa perché dare operatività a livello nazionale all’utilizzo di strumenti di telemedicina rappresenta un significativo cambio di organizzazione del lavoro, che ha un impatto diretto su medici, infermieri e operatori sanitarie quindi sui pazienti e sui loro famigliari.L’accesso da remoto a televisite, al monitoraggio a domicilio e agli altri servizi previsti o possibili, nonché la disponibilità strutturata di dati clinici a prono a modelli di assistenza certamente più innovativi e più vicini ai bisogni della popolazione, in grado di poter alleggerire il carico sui servizi in presenza e di raggiungere il bisogno socio sanitario nelle aree interne o meno servite.La fase attuativa tra opportunità e criticitàCosa sta avvenendo intorno all’avvio di questo passo verso un modello sanitario digitale, interoperabile, sostenibile e centrato sul paziente?L’attenzione è sulla fase attuativa, affinché l’opportunità si trasformi in beneficio reale per cittadini e operatori.Nel corso di quest’anno vanno segnalati significativi passi normativi verso una sanità più digitale e proprio per questo motivo descriveremo brevemente questi ultimi provvedimenti – più ampi in ambito di sanità digitale – e rinvieremo a seguire quelli più specifici al Decreto citato al fine di cogliere meglio gli aspetti di relazione fra i diversi momenti e contesti di digitalizzazione delle informazioni relative alle prestazioni di telemedicina.Profilo sanitario sintetico: una lunga attesaSono stati pubblicati in GU il 1° settembre due Decreti del Ministero della salute, il primo[2] fornisce indicazioni attuative relative al Profilo sanitario sintetico (Patient Summary), – finalmente! – aggiungendo, per i contenuti informativi (campi) già definiti nel precedente Decreto del 2023 relativo al FSE, delle note che indicano sia se il dato è obbligatorio o facoltativo, ma anche se esso è reso disponibile dall’ANA (Anagrafe Nazionale Assistiti). Per alcuni campi si rinvia la compilazione solo a seguito della disponibilità del dato nell’EDS[3] o ne è previsto, dopo l’inserimento in prima compilazione, solo l’aggiornamento.Di Patient Summary si parla a livello europeo da più di vent’anni, è stato oggetto di sperimentazioni ed è già diffuso in altri Paesi, e pensato anche per garantire assistenza all’estero. Ogni cittadino avrà a disposizione un documento digitale che riassume la propria storia clinica essenziale e ciò dovrebbe semplificare gli interventi medici sia in emergenza sia migliorare la continuità di cura per medici e strutture sanitarie.Le precisazioni del decreto sono volte a garantire la redazione dello stesso “da parte dei MMG/PLS di tutte le regioni e province autonome entro il 30 settembre 2025” (?), così dice il Decreto e noi cittadini e pazienti auspichiamo che questo possa effettivamente avvenire anche per partecipare alla realizzazione dello Spazio europeo dei dati sanitari. E’ però di oggi – 30 settembre – la notizia del differimento dell’obbligo a dicembre, richiesto a gran voce dalle rappresentanze dei medici di medicina generale che lamentano, fra l’atro, il malfunzionamento dei servizi on line.Sistema informativo assistenza primariaIl secondo[4] Decreto riguarda il Sistema informativo dell’assistenza primaria (SIAP). Si tratta di un significativo aggiornamento del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) volto a supportare il monitoraggio dei LEA, già prefigurato in atti precedenti sanciti in Conferenza Stato Regione, come indicato nelle premesse del decreto stesso e che tale indicazione è stata inserita anche negli obiettivi del PNRR, Missione 6, componente 2, investimento 1.3.2[5], in particolare nel sub intervento 1.3.2.2.3 «Implementazione di quattro flussi informativi a livello regionale (riabilitazione territoriale, cure primarie, ospedali di comunità e consultori)». Il decreto di istituzione del SIAP “si applica alle attività e alle prestazioni erogate nell’ambito dell’assistenza sanitaria di base, comprese quelle erogate nell’ambito della continuità assistenziale e dell’assistenza ai turisti”. Le regioni e le province autonome mettono a disposizione del NSIS, presso il Ministero della salute, le informazioni secondo le modalità riportate nel disciplinare tecnico, allegato 1, parte integrante del decreto, e accessibile dal sito del Ministero[6].Prima di aggiungere però altre significative informazioni sul decreto/disciplinare tecnico è necessario riportare la posizione della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 30 luglio che esprime parere favorevole ma co ndizionato all’accoglimento della seguente riformulazione dell’articolo 5, comma 3 del provvedimento: “Le trasmissioni al SIAP devono avvenire secondo le modalità indicate nel disciplinare tecnico allegato e secondo le specifiche tecniche necessarie per implementare il flusso, che saranno definite in accordo con le Regioni e Province Autonome con tempistiche congrue agli opportuni adeguamenti informatici. Tali specifiche saranno rese disponibili sul sito internet del Ministero della salute (www.salute.gov.it).” L’alimentazione del SIAP con il conferimento dei dati richiesti relativi all’assistenza sanitaria di base è prevista dal mese di gennaio 2026, con cadenza mensile e dal 1° gennaio 2027 con cadenza settimanale e da tale ultima data l’adempimento diventa anche condizione di accesso al finanziamento integrativo.La realizzazione e gestione del SIAP è affidata al Ministero della salute che è titolare del trattamento dei dati personali contenuti nel SIAP.Il flusso informativo, indicato nell’Articolo 3, è relativo a:caratteristiche anagrafiche e amministrative dell’assistito;caratteristiche sanitarie dell’assistito;codice individuale dell’assistito;dati relativi all’erogazione;attività e prestazioni erogate;informazioni relative alla struttura erogatrice.Le regioni e le province autonome inviano i seguenti tracciati record, il cui contenuto è meglio dettagliato nel Disciplinare tecnico (punto 6): DATASET1 (informazioni anagrafiche assistito- 20 ID); DATASET 2 (informazioni su prestazione e tipologia di contatto tra assistito e servizi di cure primarie del SSN – 15 ID); DATASET3 (informazioni su strutture e presidi che erogano cure primarie – 9 ID).I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono tenuti a rispettare gli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente, nazionale e regionale, nonché il vigente Accordo collettivo nazionale.Monitoraggio ospedali di comunitàVi è stata anche la pubblicazione in GU lo scorso 16 settembre del Decreto del Ministro della salute del 4 agosto 2025[7] che istituisce il Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità (SIOC), decreto che aveva ottenuto il 30 luglio il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni in quanto si tratta, anche in questo caso di un obiettivo specificatamente previsto dal PNRR. Il Decreto ha un percorso analogo a quello istitutivo a del SIAP: esattamente 12 articoli analoghi come titolo e disciplinare tecnico allegato con indice analogo. Contenuti ovviamente rispondenti alle diverse esigenze e quindi l’Articolo 3 del decreto indica i flussi in ingresso[8] dettagliati in soli due dataset (DATASET1 – informazioni di carattere Anagrafico – 18 ID; DATASET2 – informazioni relative al ricovero 24 ID), ma nel dataset manca il campo relativa alla fonte dei dati. L’invio dei dati è previsto con cadenza trimestrale a partire dal 2026 sono conferiti in via sperimentale mentre dal 2027 diventa un adempimento di sistema.Completamento normativo della sanità territorialeCon questi atti dovrebbe essere stato completato dal punto di vista normativo l’avvio operativo della Sanità territoriale previsto con la riforma delineata nel Regolamento del DM 77[9] e assolto quanto previsto dal PNRR nel sub investimento relativo all’implementazione dei 4 flussi informativi per il livello regionale. Ricordiamo infatti che i flussi informativi relativi alla riabilitazione territoriale e ai consultori erano stati rilasciati nell’agosto 2023, con due decreti rispettivamente relativi a “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)[10]” e “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)[11]”, pubblicati entrambi in GU il 23 settembre 2023.Il Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS), che ha la finalità di supportare il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), si è così arricchito dei nuovi quattro flussi che contribuiranno a creare un sistema sanitario digitale sempre più coeso e funzionale predisposto per consentire decisioni pi ù informate sulla salute pubblica e sull’organizzazione dei servizi, e sui bisogni sanitari in ulteriori ambiti territoriali.Raccogliere le informazioni in modo strutturato consente di sapere cosa viene erogato e la possibilità di controllare e programmare un efficiente utilizzo delle risorseAllegato 1 – Telemedicina- Dati e documenti generati dalle IRT e conferiti al FSEA questo punto può essere utile ritornare sull’Allegato 1 al Decreto citato inizialmente che fornisce una precisa descrizione dei dati e documenti generati dall’IRT che confluiranno nel FSE 2.0.L’art.7 del Decreto indica le modifiche che andranno apportate al Decreto 7/9/2023 sul FSE 2.0 che riportiamo integralmente.“All’articolo 3, comma 1, dopo la lettera m) sono inserite le seguenti:prescrizione televisita, teleassistenza e telemonitoraggio ai sensi del decreto ministeriale 2 novembre 2011;richiesta teleconsulto;referto di specialistica per la televisitarelazione collaborativa per il teleconsulto/teleconsulenza;relazione clinico-assistenziale conclusiva per la teleassistenza/teleriabilitazione;tesserino dispositivi per il telemonitoraggiopiano di telemonitoraggio/teleriabilitazione e teleassistenza;report rilevazioni di telemonitoraggio;report settimanale rilevazioni di telemonitoraggiorelazione finale per il telemonitoraggio/teleriabilitazione.”Nell’Allegato 1 si precisa che dopo la tabella prevista al paragrafo 2.17 (Contenuti relativi alla lettera di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione) dell’Allegato A del decreto 7 settembre 2023, concernente il FSE 2.0., sono aggiunti i seguenti paragrafi:“2.18 Prescrizione televisita, teleassistenza e telemonitoraggio ai sensi del decreto ministeriale 2 novembre 2011.Per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio erogate in modalità telemedicina è prevista una fase prescrittiva ai sensi del DM 2/11/2011 e relativi aggiornamenti e si precisa che si è ritenuto di utilizzare il tracciato della prescrizione specialistica (già presente al punto 2.9 Contenuti della prescrizione specialistica nel DM del 7/9/2023 citato) per le prestazioni di televisita, teleassistenza/teleriabilitazione e telemonitoraggio e, ove necessario, utilizzare il tracciato della prescrizione farmaceutica per le richieste dei dispositivi di telemonitoraggio.““2.19 Richiesta teleconsultoLa richiesta viene generata internamente all’IRT. La piena operatività del servizio in caso di interoperabilità tra IRT di regioni o PA diverse da quella di assistenza è garantita dall’IRT. “Segue poi un tracciato di richiesta di Teleconsulto comprendente due campi (Contenuto informativo e Descrizione) e composto da 36 ID. A questo si aggiunge una sezione di dati relativi alla singola prestazione composta da 4 ID.“2.21 Relazione collaborativa per il teleconsulto/teleconsulenzaLa relazione collaborativa viene conferita al FSE come allegato del documento di referto relativo alla prestazione o all’evento principale (es. visita specialistica, ricovero, visita del medico del ruolo unico di assistenza primaria, etc, etc) redatto dal medico richiedente la consulenza.”Anche in questo caso segue il tracciato da conferire al FSE con i soliti due campi di colonne ma con 78 ID di indicazioni richieste.Abbiamo ripreso qui sopra alcune delle indicazioni presenti nell’allegato 1 ma è anche il contenuto dei tracciati di dati richiesto che appare spesso ridondante. Ad esempio nella richiesta di Teleconsulto è prevista oltre alla “Branca Medico Consulente” anche “Nome” e “Cognome” e “Codice fiscale” Medico Consulente e “Raggio di erogazione”, così come in altri tracciati come la televista si chiedono “data e ora” di “inizio” e di fine” erogazione. Inoltre l’assenza di un campo “Note” di fianco ad ogni ID che ne precisi se è “Obbligatorio” o “Facoltativo” o dove il dato debba essere acquisito non sembra facilitare l’acquisizione dell’informazione. Il rischio è quindi di uno scarso utilizzo o di una limitata compilazione delle informazioni richieste.Allegato 3 – Telemedicina – Servizi della INT e delle IRT (PNT)Questo è un allegato tecnico cruciale perché consente di far funzionare i servizi offerti dalla PNT, composta da INT e IRT, con i soggetti abilitati all’accesso, le modalità e i profili di autorizzazione.Vengono individuati e sintetizzati i Servizi abilitanti dell’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina e i quattro Servizi minimi di telemedicina che devono essere garantiti nella loro erogazione integrata e uniforme da parte delle singole Aziende Sanitarie, secondo la normativa vigente nell’ambito della Infrastruttura Regionale di Telemedicina.Quest’ultima indicazione è certamente di più facile applicazione nei contesti regionali caratterizzati da una sanità offerta principalmente dal settore pubblico, mentre presenta aspetti che dovrebbero essere più precisamente definiti nel caso della sanità privata accreditata. Questo per evitare nei confronti dei cittadini pazienti confusione e per migliorare gli accessi e il ritorno informativo sulla prestazione erogata nel FSE, ove in alcuni contesti non confluisce l’esito di esami e prestazioni pur effettuate attraverso il SSN.I profili di accesso ai documenti e ai dati presenti nel FSE e nell’EDS indicati nell’Allegato3 sono quindi riconducibili a cinque fattispecie:“I profili di accesso alle informazioni generate dalle IRT sono definiti in funzione del ruolo che ciascun soggetto assume. Tali ruoli, in sede di prima applicazione, sono elencati di seguito:Assistito: soggetto che usufruisce di servizi sanitari e socio-sanitariMedico ed altri dirigenti sanitari (Odontoiatra, farmacista, biologo, psicologo, chimico, fisico): professionisti che hanno in cura gli assistiti e che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle Strutture del sistema sanitario e socio-sanitario, inclusi i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta e/o su base oraria, i Pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, etc ..Infermiere/Ostetrica: esercente la professione sanitaria infermieristica o esercente la professione sanitaria ostetrica, che erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaProfessioni tecnico sanitarie (Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; Tecnico di Neurofisiopatologia, Tecnico di Neurofisiopatologia): gli esercenti le professioni tecnico sanitarie che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle strutture del sistema sanitario e socio-sanitario ed erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaProfessioni sanitarie assistenziali e della riabilitazione (Dietista, Fisioterapista, Logopedista, Ortottista – Assistente di Oftalmologia, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Tecnico Riabilitazione Psichiatrica): gli esercenti le professioni sanitarie che operano nell’ambito dei servizi sanitari delle strutture del sistema sanitario e socio-sanitario ed erogano o partecipano alla erogazione delle prestazioni in telemedicinaPersonale Amministrativo: persona che opera presso le strutture del sistema sanitario e sociosanitario (es. AO, ASL, medico del ruolo unico di assistenza primaria) con mansioni amministrative.”A seguire è presentato uno schema, che indica per ciascun tracciato di dati/documenti definito nell’Allegato1, a quale profilo è consentito l’accesso in consultazione dell’IRT per le finalità di diagnosi, cura, riabilitazione.Allegato 2 – Integrazione servizi EDS e Allegato 4 –Misure di sicurezza PNTL’Allegato 2 integra la normativa esistente relativa all’Ecosistema dei Dati Sanitari con l’identificazione dei servizi EDS di telemedicina rispettivamente per finalità di cura e per finalità di governo.L’Allegato 4 individua e specifica le misure di sicurezza dalla PNT intesa come insieme di INT e IRT.Si tratta di precise indicazioni tecniche che possono essere racchiuse nella seguente figura, presente nell’Allegato 4.Verso una sanità digitale centrata sulla personaAnche grazie all’impianto ed alle scadenze del PNRR, la sanità digitale ha fatto un balzo in avanti e la telemedicina- finalmente! – entra formalmente nell’architettura del Servizio Sanitario Nazionale, confermando che l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS) e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono due strumenti complementari nel SSN che interagiscono con l’obiettivo di facilitare l’assistenza sanitaria, la gestione dei dati e supportare la ricerca scientifica e la prevenzione.Tutti questi sono però ancora degli obiettivi verso cui si stanno accelerando i passi e il tempo scorre inevitabilmente. Questi passi sono principalmente trainati dalla tecnologia ma perché questa funzioni nell’uso quotidiano degli strumenti predisposti è necessario il fattore umano legato principalmente agli utilizzatori, siano essi cittadini/pazienti ma soprattutto operatori socio sanitari. In tal senso, e per quanto ancora possibile ai diversi livelli di governo, è quindi richiesto il loro coinvolgimento in fase progettuale o di test, perché è necessaria la collaborazione fra più mondi per monitorarne l’usabilità e per aggiornarla quando fosse necessario.Rischi e raccomandazioni per l’implementazioneCerchiamo ora di evidenziare i principali rischi legati all’introduzione di nuove tecnologie digitali e strumenti di telemedicina al fine di estrarre regole/indirizzi di comportamento a cui porre attenzione ai diversi livelli: nazionale, regionale e aziendale.Come indicato anche nell’articolo di Santoro e Gianfilippo[12], relativo alla presentazione della Piattaforma nazionale di telemedicina, diversi possono essere i rischi presenti nell’introduzione del digitale in un’organizzazione. In questo caso poi il progetto è nazionale e già in partenza il divario digitale è ampio fra persone e fra territori e quindi il coinvolgimento e la formazione degli operatori potrà essere un traino motivazionale. Questo però potrà avvenire se gli strumenti saranno facili, “a prova di asino” come dice un proverbio, e dimostreranno così subito la loro utilità nei confronti della cura dei pazienti e nel risparmiare al personale le attività ripetitive, consentendo così loro di liberare tempo e risorse.Il tema della formazione non riguarda solo gli operatori ma anche, certamente, pazienti e caregiver.Molto è già stato normato ma forse manca ancora una comunicazione chiara interna ed esterna al SSN relativa ai progressi e benefici ottenuti o in itinere, anche con storie di successo o di vantaggi concreti per cittadini ed operatori. Facile? Forse no, ma consentirebbe di ottenere suggerimenti derivanti anche da esperienze di utilizzo. Un’altra criticità riguarda la sostenibilità economica degli interventi in atto in ambito PNRR. Sebbene siano previsti investimenti e fondi per la realizzazione degli stessi, ci sono dubbi sulla capacità del sistema di sostenerne i costi a lungo termine. Questo aspetto forse è stato sottovalutato mentre l’evoluzione della tecnologia e la manutenzione e l’assistenza tecnica che è richiesta sono una condizione per non far franare il castello che è stato costruito e dare certezze agli operatori di non agire inutilmente.Quanto indicato richiede una forte capacità di collaborazione e di competenza oltre che di ideali, verrebbe da dire, da parte di tutti coloro che sono coinvolti in questa costruzione, considerando i numerosi problemi che affliggono gli operatori, a partire dalla loro scarsità e dalle basse retribuzioni, ma anche per i cittadini che sono alla rincorsa di un servizio sanitario nazionale universalistico che sembra allontanarsi. Si veda in tal senso il “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” relativo al 2023 da parte del Ministero della Salute, e l’analisi indipendente condotta dalla Fondazione GIMBE[13].Questo vale per tutti, a maggior ragione per quei pazienti cronici e anziani che possono accettare robot, AI e sensori ma pensano che questo non possa sostituire il personale perché i rischi sono la disumanizzazione dell’assistenza, le criticità non rilevate sul paziente e la frustrazione del personale residuo. In definitiva, la tecnologia deve supportare e non sostituire la cura umana e di questo siamo convinti da anni, anche quando alla telemedicina credevano in pochi.Note[1] Decreto recante la disciplina dei trattamenti di dati personali nell’ambito della infrastruttura Piattaforma nazionale di telemedicina di cui al PNRR, Missione 6 Salute, Componente 1, Sub-misura 1.2.2.”Telemedicina per un migliore supporto ai pazienti cronici”, ai sensi degli articoli 6 e 9 del Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consilio del 27 aprile 2016 e degli articoli 2-ter e 2-sexies del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 –https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=131822 (Documento)[2] Decreto 27/06/2025 “Indicazioni attuative per la definizione dei contenuti informativi del Profilo sanitario sintetico previsto dall’articolo 4 del decreto 7 settembre 2023, recante il “Fascicolo sanitario elettronico 2.0” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04814/SG[3] E ciò potrà avvenire solo a seguito dell’aggiornamento del Decreto del 7/9/2023 su FSE 2.0 citato[4] Decreto 4/08/2025 “Sistema informativo dell’assistenza primaria.” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/01/25A04813/SG[5] Investimento 1.3.2 “Infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute, analisi di dati e modello predittivo per garantire i LEA e di sorveglianza e vigilanza sanitaria”[6] Dalla pagina del Ministero della Salute sul SIAP https://www.salute.gov.it/new/it/sistema-informativo/siap/ si accede al disciplinare tecnico[7] DECRETO 4 agosto 2025, “Istituzione del Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dagli ospedali di comunità – SIOC” – GU del 16-9-2025, n°215 – https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-09-16&atto.codiceRedazionale=25A04956&elenco30giorni=false[8] Art. 3 – flussi in ingresso – Il flusso informativo fa riferimento alle informazioni relative alle attività effettuate dall’erogatore e ai seguenti dati personali riferiti all’assistito, non direttamente identificativi, e relativi a:a) caratteristiche anagrafiche e sociosanitarie dell’assistito; b) codice individuale dell’assistito; c) motivazione e caratteristiche dell’episodio di cura; d) grado di autonomia dell’assistito; e) prestazioni erogate.[9] Decreto del Ministro della salute 23/05/2022, n. 77, recante «Regolamento recante la definizionedi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale» ed in particolarel’allegato 1, paragrafo 11 «Ospedale di comunità».[10] GU n. 223 del 23-09-2023 – Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa (SIAR)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-09-23&atto.codiceRedazionale=23A05204&elenco30giorni=false[11] GU n.223 del 23-09-2023Ministero della Salute – DECRETO 7 agosto 2023 “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF)” – PNRR M6C2 Investimento 1.3.2. Sub investimento 1.3.2.2.1. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/09/23/23A05205/sg[12] https://www.agendadigitale.eu/sanita/piattaforma-nazionale-telemedicina-innovazione-in-cerca-di-sistema/ Giulia Gianfilippo, Eugenio Santoro, Piattaforma Nazionale Telemedicina: innovazione in cerca di sistema, in Agenda Digitale, 30 maggio 2025[13] https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=131656@RIPRODUZIONE RISERVATAGabriella BorghiCefriel – Esperta in progettazione e gestione progetti di sanità digitaleLoredana LuzziDirettore Generale Mnesys s.c.a.r.l. – Componente direttivo AisdeT tp:writer§§ Loredana Luzzi Gabriella Borghi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703144206266.PDF §---§ title§§ Campana (Lega): “Con Reddito di Dignità Sanitaria nessuno deve scegliere tra salute e un piatto a tavola” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703089506887.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703089506887.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703089506887.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/regione/campana-lega-con-reddito-di-dignita-sanitaria-nessuno-deve-scegliere-tra-salute-e-un-piatto-a-tavola/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703089506887.PDF tp:ocr§§ La proposta per aiutare chi rinuncia a curarsi. “In Campania una famiglia su 10 rinuncia alle cure perché non può neppure permettersi le spese del ticket”“In Campania nessuno deve più scegliere tra curarsi e mangiare. La salute non può essere un lusso”. Con queste parole Ciro Campana, candidato al Consiglio Regionale della Campania con la Lega, ha presentato la sua proposta per l’istituzione del Reddito di Dignità Sanitaria, contro il fenomeno della povertà sanitaria.“In Campania – sottolinea – secondo gli ultimi dati di Istat e Banco Farmaceutico, una famiglia su dieci rinuncia alle cure mediche per motivi economici. Oltre il 22% delle famiglie vive in povertà relativa, mentre il 7,5% ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una visita o a una terapia nell’ultimo anno. La spesa sanitaria privata media è cresciuta del 12% nell’ultimo anno, toccando 1.274 euro annui per nucleo familiare. Molti cittadini non riescono neppure a pagare un ticket, un farmaco o la benzina per arrivare in ospedale. È la forma più crudele di povertà: quella che tocca la dignità prima ancora della salute”. Da qui la proposta di Ciro Campana di “istituire un fondo regionale destinato ai nuclei familiari con Isee fino a 10.000 euro, per coprire le spese sanitarie essenziali. La legge prevede inoltre un Osservatorio Regionale sulla Povertà Sanitaria, per monitorare l’impatto della misura e proporre correttivi, in collaborazione con Istat, Fondazione Gimbe, Banco Farmaceutico e le università campane”.“Il Reddito di Dignità Sanitaria non è un sussidio – conclude Campana – ma una risposta concreta a una condizione invisibile, che umilia troppe famiglie della nostra regione”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703089506887.PDF §---§ title§§ La sfida elettorale dei 5 stelle, una campagna lunga due anni “Pronti a costruire l’alternativa fin dalle comunali ’26” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701830905585.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "blogsicilia.it" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T08:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701830905585.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701830905585.PDF', 'title': 'blogsicilia.it'} tp:url§§ https://www.blogsicilia.it/enna/sfida-elettorale-5stelle-campagna-lunga-due-anni-costruire-alternativa-comunali-26-regionali-27/1193244/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701830905585.PDF tp:ocr§§ Nuccio Di Paola è pronto a riprovarci. Dal centro della Sicilia il Movimento 5 stelle manda un messaggio agli alleati (forse) del Pd e  prova a lanciare la campagna elettorale in vista delle regionale del 2027 ma guardando, prima di tutto, alle elezioni amministrative del prossimo anno, il 2026, elezioni che sono già alle porte. Lo fa legando a doppio filo le due campagne elettorali che si svolgeranno a distanza di un anno l’una dall’altra ma pensando ad un’unica grande campagna che parta oggi e porti, attraverso le comunali, fino alle regionale 27,Le parole già con toni da campagna elettoraleâ??L’imperativo è uno solo, mandare a casa il governo peggiore della storia: la Sicilia è in agonia, il tempo stringe, se vogliamo salvarla dobbiamo fare rete al più presto con tutte le forze progressiste che ne hanno veramente a cuore le sorti, non solo a parole. Parleremo con tutte le forze politiche e civiche alternative alla destra poltronista, brava a fare favori solo ai trombati della politica e a chi sta a cuore ai partiti della maggioranza. E lo faremo sulla base di solidi temi condivisi e di programmi sui quali già stiamo cominciando a lavorare. Da questa meravigliosa e partecipatissima assemblea, oggi parte la spallata al governo Schifani, noi ci proponiamo come capofila dell’alternativa al suo pessimo esecutivoâ? ha affermato il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, a margine dell’assemblea del Movimento a Enna che ha visto la presenza, oltre che di numerosissimi attivisti e simpatizzanti, di deputati (nazionali, regionali e dellâ??europeo Giuseppe Antoci), sindaci, consiglieri comunali e di circoscrizione, coordinatori dei gruppi territoriali e componenti dellâ??organizzazione del M5S per cominciare a discutere di progetti e programmi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le amministrative in programma in tantissimi Comuni siciliani nel 2026 e le Regionali del 2027.Un attacco frontale al governoâ??I disastri di questo governo â?? dice Di Paola â?? sono sotto gli occhi di tutti, non li vede solo chi non li vuole vedere, e basta guardarsi attorno per rendersene conto. Famiglie e welfare sono in ginocchio, lâ??agricoltura affonda anche a causa della siccità, la sanità, come dice il recentissimo rapporto Gimbe che colloca la Sicilia al penultimo posto in Italia, è in agonia, e mentre strade e infrastrutture sono un disastro ovunque nellâ??Isola, si arriva allâ??assurdo di esultare per lâ??inaugurazione, in pompa magna a Palermo, di un semplice svincolo che arriva dopo 40 anni. Primeggiamo solo per incendi, scandali e occasioni perdute. I siciliani devono aprire gli occhi una volta per tutte e tornare in massa a votare, dobbiamo fare una sorta di guerra santa contro lâ??astensionismo. Chi non vota deve capire che perde non solo la possibilità di decidere del proprio futuro, ma anche il diritto a lamentarsi a urne chiuseâ?.I 5 stelle mandano un messaggio anche agli alleatiâ??La massiccia partecipazione di oggi â?? conclude Di Paola â?? è la dimostrazione che la determinazione del M5S a dare il proprio contributo per la Sicilia è altissima. Ci auguriamo che lo stesso sia per i nostri futuri compagni di cordata. I prossimi appuntamenti elettorali sono alle porte in tantissimi Comuni, anche grandi, non possiamo farci trovare impreparatiâ?. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701830905585.PDF §---§ title§§ Sanità privata, per i bresciani la spesa è di 550 milioni di euro | Bresciaoggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701813705237.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 26 Oct 2025

Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 41 miliardi di euro di tasca propria per curarsi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva... Scopri di più

pubDate§§ 2025-10-27T06:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701813705237.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701813705237.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/sanita-privata-per-i-bresciani-la-spesa-e-di-550-milioni-di-euro-1.12830769 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701813705237.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 41 miliardi di euro di tasca propria per curarsi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva (185,12 miliardi). È la «lenta agonia del sistema pubblico che spiana la strada al privato», come l’ha definita l’ultimo Rapporto della Fondazione Gimbe sullo stato del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Si tratta di un aumento di circa il 14% in meno di dieci anni, quando la spesa sostenuta dai cittadini si fermava a circa 36 miliardi (dati Gimbe riferiti al 2017). E a questo proposito una stima indicativa suggerisce che, sulla base di una spesa media per famiglia pari a circa 950 euro (dato Cisl Lombardia per il 2023), nella provincia di Brescia ci si avvicina a 550 milioni di euro di esborso totale fra visite, esami e ricoveri. E così, quasi naturalmente verrebbe da dire, non tutti riescono a sostenere quei costi e – continua Gimbe – uno su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: il 9,9% a livello nazionale, il 10,3% in Lombardia.I guai in provinciaSecondo i sindacati, il territorio bresciano non fa eccezione. «Stiamo tornando alla situazione in cui chi è ricco si cura e chi non ha i soldi aspetta, e se non ce la fa muore in lista di attesa», afferma Nadia Lazzaroni, segretaria generale della Funzione pubblica Cgil di Brescia. La sindacalista parla di «una forte spinta verso la privatizzazione. Sono ormai trent’anni che la Regione Lombardia indirizza le risorse del sistema sanitario nazionale sia al pubblico, sia al privato in modo pressoché equivalente, portando a un processo di mercificazione della salute». Quest’ultima, spiega, è diventata principio di «profitto. È stata frammentata, spezzettata in singole prestazioni, e si è perso completamente di vista l’obiettivo originario: quello di farsi carico della salute della popolazione di un territorio a trecentosessanta gradi». Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia inoltre le «conseguenze drammatiche dello smantellamento del Ssn, che sotto gli occhi di tutti»: si evidenziano nell’aumento delle disuguaglianze, nelle famiglie gravate da oneri insostenibili e nel personale sempre più scoraggiato. Da qui l'avvertimento: «Continuare a distogliere lo sguardo – si legge nel rapporto – significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: ovvero quello alla salute».Liste d’attesa infiniteAnche nel Bresciano le liste d’attesa rappresentano il termometro del problema. I dati più recenti diffusi dalle aziende sanitarie locali mostrano tempi medi di attesa che, pur con differenze tra sedi e specialità, spesso superano i limiti stabiliti per le diverse classi di priorità (U entro 3 giorni; B entro 10 giorni; D entro 30-60 giorni; P entro 120 giorni). Per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali programmabili, per esempio, le attese risultano particolarmente lunghe. In alcune sedi si arriva ad attendere in media oltre quattro mesi per una prima visita endocrinologica/ diabetologica e otto per una visita oculistica, mentre per una visita dermatologica/ allergologica si possono superare i dieci mesi. In altri casi, come per una visita geriatrica programmabile, il tempo medio d’attesa supera addirittura l’anno. D’altro canto, osserva Lazzaroni, ad oggi «abbiamo ancora la fortuna e la capacità di farci il carico di tutti». Tuttavia, continua, le preoccupazioni non mancano: dalla carenza di personale sanitario, al tema della difficile conciliazione tra vita privata e lavoro, fino al fenomeno della “fuga” verso il settore privato. Ma non solo: «Rispetto al tema del riconoscimento economico di tutto il personale abbiamo ancora tanta strada da fare. Perché il contratto del pubblico è stato rinnovato con un recupero al minimo dell’inflazione, mentre nel privato siamo in ritardo di otto anni». Poi il cortocircuito: «Con stipendi più poveri e tassazioni che continuano a crescere, abbiamo sempre meno servizi». Per questo, conclude, «non abbiamo bisogno di interventi isolati, ma di investire economicamente negli stipendi delle persone che danno servizi e di finanziare seriamente la sanità territoriale», riportando l'attenzione «sulla medicina di prossimità». tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701813705237.PDF §---§ title§§ Sanità privata, per i bresciani la spesa è di 550 milioni di euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701757005866.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T10:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701757005866.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701757005866.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/sanita-privata-per-i-bresciani-la-spesa-e-di-550-milioni-di-euro-1.12830769/amp tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701757005866.PDF tp:ocr§§ di Chiara Bagnalasta26 ottobre 2025Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 41 miliardi di euro di tasca propria per curarsi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva (185,12 miliardi). È la «lenta agonia del sistema pubblico che spiana la strada al privato», come l’ha definita l’ultimo Rapporto della Fondazione Gimbe sullo stato del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Si tratta di un aumento di circa il 14% in meno di dieci anni, quando la spesa sostenuta dai cittadini si fermava a circa 36 miliardi (dati Gimbe riferiti al 2017). E a questo proposito una stima indicativa suggerisce che, sulla base di una spesa media per famiglia pari a circa 950 euro (dato Cisl Lombardia per il 2023), nella provincia di Brescia ci si avvicina a 550 milioni di euro di esborso totale fra visite, esami e ricoveri. E così, quasi naturalmente verrebbe da dire, non tutti riescono a sostenere quei costi e – continua Gimbe – uno su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: il 9,9% a livello nazionale, il 10,3% in Lombardia.I guai in provinciaSecondo i sindacati, il territorio bresciano non fa eccezione. «Stiamo tornando alla situazione in cui chi è ricco si cura e chi non ha i soldi aspetta, e se non ce la fa muore in lista di attesa», afferma Nadia Lazzaroni, segretaria generale della Funzione pubblica Cgil di Brescia. La sindacalista parla di «una forte spinta verso la privatizzazione. Sono ormai trent’anni che la Regione Lombardia indirizza le risorse del sistema sanitario nazionale sia al pubblico, sia al privato in modo pressoché equivalente, portando a un processo di mercificazione della salute». Quest’ultima, spiega, è diventata principio di «profitto. È stata frammentata, spezzettata in singole prestazioni, e si è perso completamente di vista l’obiettivo originario: quello di farsi carico della salute della popolazione di un territorio a trecentosessanta gradi». Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia inoltre le «conseguenze drammatiche dello smantellamento del Ssn, che sotto gli occhi di tutti»: si evidenziano nell’aumento delle disuguaglianze, nelle famiglie gravate da oneri insostenibili e nel personale sempre più scoraggiato. Da qui l'avvertimento: «Continuare a distogliere lo sguardo – si legge nel rapporto – significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: ovvero quello alla salute».Liste d’attesa infiniteAnche nel Bresciano le liste d’attesa rappresentano il termometro del problema. I dati più recenti diffusi dalle aziende sanitarie locali mostrano tempi medi di attesa che, pur con differenze tra sedi e specialità, spesso superano i limiti stabiliti per le diverse classi di priorità (U entro 3 giorni; B entro 10 giorni; D entro 30-60 giorni; P entro 120 giorni). Per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali programmabili, per esempio, le attese risultano particolarmente lunghe. In alcune sedi si arriva ad attendere in media oltre quattro mesi per una prima visita endocrinologica/ diabetologica e otto per una visita oculistica, mentre per una visita dermatologica/ allergologica si possono superare i dieci mesi. In altri casi, come per una visita geriatrica programmabile, il tempo medio d’attesa supera addirittura l’anno. D’altro canto, osserva Lazzaroni, ad oggi «abbiamo ancora la fortuna e la capacità di farci il carico di tutti». Tuttavia, continua, le preoccupazioni non mancano: dalla carenza di personale sanitario, al tema della difficile conciliazione tra vita privata e lavoro, fino al fenomeno della “fuga” verso il settore privato. Ma non solo: «Rispetto al tema del riconoscimento economico di tutto il personale abbiamo ancora tanta strada da fare. Perché il contratto del pubblico è stato rinnovato con un recupero al minimo dell’inflazione, mentre nel privato siamo in ritardo di otto anni». Poi il cortocircuito: «Con stipendi più poveri e tassazioni che continuano a crescere, abbiamo sempre meno servizi». Per questo, conclude, «non abbiamo bisogno di interventi isolati, ma di investire economicamente negli stipendi delle persone che danno servizi e di finanziare seriamente la sanità territoriale», riportando l'attenzione «sulla medicina di prossimità». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701757005866.PDF §---§ title§§ Sanità, nel 2024 quasi un cittadino su 10 ha rinunciato alle cure per motivi economici o per tempi troppo lunghi | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703142206358.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 27 Oct 2025

Lombardia, Lazio, Puglia e Sardegna tra le regioni con le risposte peggiori alle liste dâ??attesa. Ma alcune startup della sanità digitale cercano di invertire la rotta

pubDate§§ 2025-10-27T12:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703142206358.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703142206358.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/economia/professionisti/medici/25_ottobre_27/sanita-nel-2024-quasi-un-cittadino-su-10-ha-rinunciato-alle-cure-per-motivi-economici-o-per-tempi-troppo-lunghi-48b62ed6-445b-4be8-9759-d357dc875xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703142206358.PDF tp:ocr§§ Juventus, esonerato Tudor: a breve l'ufficialità, squadra affidata a BrambillaSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Lombardia, Lazio, Puglia e Sardegna tra le regioni con le risposte peggiori alle liste dâ??attesa. Ma alcune startup della sanità digitale cercano di invertire la rottaLa sanità italiana resta pubblica, ma non sempre accessibile. Nel 2024 quasi un italiano su 10 ha rinunciato a una prestazione sanitaria per motivi economici o per i tempi dâ??attesa troppo lunghi. Le rinunce per attese eccessive sono aumentate del 51% rispetto al 2023. Il dato emerge dallâ??8° Rapporto Gimbe sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, che ha fotografato il disagio crescente di un sistema sotto pressione.Undici regioni â?? tra cui Lombardia, Lazio, Puglia e Sardegna â?? registrano valori peggiori della media nazionale (9,9%). Nellâ??isola, il dato tocca il picco del 17,2%. E non si tratta solo di numeri: dietro ogni statistica câ??è un paziente che rinuncia a una colonscopia, a un controllo cardiologico, a una visita ginecologica. Secondo il Rapporto, la difficoltà crescente di accesso alle cure non è solo un tema economico, ma ormai un indicatore strutturale del declino organizzativo del sistema pubblico.«In Italia abbiamo uno dei pochi sistemi al mondo in cui lâ??accesso alle cure è democratico, ma non sarà così per molto se non si interviene sui problemi strutturali», osserva Giacomo Baldi, anestesista e fondatore di GapMed, società che sviluppa soluzioni tecnologiche per la gestione del personale sanitario. Secondo Baldi, la vera «cura» alle liste dâ??attesa è organizzativa, non solo strutturale: «Servono modelli che rendano più efficiente, flessibile e tempestivo lâ??utilizzo delle risorse già disponibili. Non è necessario costruire nuovi reparti o aumentare subito gli organici: bisogna mettere a sistema quello che già câ??è».Solo quattro visite su dieci vengono garantite nei tempi previsti dal Servizio Sanitario Nazionale. Per le visite urgenti, il limite è di tre giorni: un traguardo che raramente viene rispettato. La colonscopia resta la prestazione più critica: metà dei pazienti aspetta almeno 44 giorni, e in alcune aree del Paese oltre sei mesi. Le attese medie variano: 57-114 giorni per una visita cardiologica, 89-122 per una neurologica, 60-130 per una ginecologica. Oltre alla cronica carenza di personale, pesano le inefficienze organizzative, con sale operatorie inutilizzate, agende mediche semivuote e lentezze nella sostituzione del personale assente.Secondo le stime di GapMed, servirebbero 16.500 medici in più per azzerare le liste dâ??attesa. Le carenze maggiori riguardano:* Medicina di base: â??5.575 dottori* Pediatria: â??3.323* Medicina interna: â??2.000* Anestesia: â??1.395Dal 2018 al 2025 si stimano circa 52.500 pensionamenti nel sistema sanitario, a fronte di un ricambio solo parziale.Il Decreto-legge n. 73/2024 ha introdotto la Piattaforma Nazionale Liste dâ??Attesa (Pnla), uno strumento che consente di monitorare in tempo reale i tempi di prenotazione e di rendere pubblici i dati, favorendo trasparenza e responsabilità nella gestione.Il decreto ha inoltre rimosso il tetto di spesa per il personale sanitario, aprendo a nuove assunzioni e a incentivi per i medici che garantiscono prestazioni aggiuntive.Tra le altre misure:* collaborazione tra pubblico e privato;* estensione degli orari ambulatoriali a sera e weekend,;* premi economici alle strutture che rispettano i tempi di erogazione.Parallelamente, si affacciano soluzioni digitali di gestione delle risorse. Una delle più citate è Curami, piattaforma sviluppata da GapMed per coordinare in tempo reale turni, sostituzioni e carichi di lavoro di medici e infermieri su più strutture, sfruttando le risorse già presenti nel sistema.Nel progetto pilota 2024â??2025, Curami ha permesso di realizzare oltre 850 interventi chirurgici in convenzione con il SSN, senza impiego di risorse aggiuntive. «Ã? la prova che il problema non è solo il numero di medici, ma come li impieghiamo», spiega Baldi. «Un modello dinamico e distribuito può aumentare la produttività reale delle strutture e ridurre i tempi di attesa senza aggravare i bilanci».27 ottobre 2025© RIPRODUZIONE RISERVATALe guide per approfondire i temi più discussiDubbi su casa, tasse, risparmio, pensioni? Leggi le risposte e scrivi la tua domandaRisponde Angelo FranciosoRisponde Maurizio Maraglino Misciagnadi  Redazione EconomiaTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703142206358.PDF §---§ title§§ Le liste di attesa che migliorano sarebbero mescolate con quelle private... | I Due Punti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701808505361.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "iduepunti.it" del 27 Oct 2025

Finalmente. Dopo aver scritto in sei articoli diversi che i dati in netto miglioramento delle liste di attesa erano dopati con quelli privati, la trasmissione Fuori dal Coro https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/puntata-del-26-ottobre_F314086901000801) nella puntata del 26 Ottobre, pone l''accento proprio su questi meri errori di immagine. Ladri di Salute.

pubDate§§ 2025-10-27T07:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701808505361.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701808505361.PDF', 'title': 'iduepunti.it'} tp:url§§ https://www.iduepunti.it/27-10-2025/le-liste-di-attesa-che-migliorano-sarebbero-mescolate-con-quelle-private tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701808505361.PDF tp:ocr§§ Finalmente. Dopo aver scritto in sei articoli diversi che i dati in netto miglioramento delle liste di attesa erano dopati con quelli privati, la trasmissione Fuori dal Coro https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/puntata-del-26-ottobre_F314086901000801) nella puntata del 26 Ottobre, pone l'accento proprio su questi meri errori di immagine. Ladri di Salute.Nel frattempo in Abruzzo  il 12,6% dei cittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023. E' quanto emerge dall'ottavo rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. In regione, inoltre, rivela ancora il rapporto, l'aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (media nazionale 83,4).Nel nostro osservatorio speciale abbiamo ricevuto dall'inizio della nostra inchiesta 326 prenotazioni tutte da metà 2026 al 2029.Ma questo Marsilio non lo sa.In un caso clamoroso ma qui è solo fortuna, una paziente ci aveva raccontato che dopo aver avuto una prenotazione per il 2029 aveva deciso di pagare la bolletta e non il privato. Per una questione di sopravvivenza quotidiana. Il fato ha voluto che dopo il nostro intervento sia uscito miracolosamente e solo grazie al metodo del Richiamo ma rispondi, una visita pubblica per fine Ottobre.Telefono Casa. E.T.? Tecnica e design tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701808505361.PDF §---§ title§§ Verso le regionali : Sanità, un “sì” e non pochi “ma” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701756905869.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lavitadelpopolo.it" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T10:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701756905869.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701756905869.PDF', 'title': 'lavitadelpopolo.it'} tp:url§§ https://www.lavitadelpopolo.it/sociali/sanita/verso-le-regionali-sanita-un-si-e-non-pochi-ma-NM493168 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701756905869.PDF tp:ocr§§ Il Veneto è primo in Italia per Livelli essenziali di assistenza. Ma le questioni da risolvere sono tante. Secondo la fondazione Gimbe, la Regione “vince” una partita importante. Ma la mancanza di medici e i nuovi assetti nel territorio sono delle note dolenti , che vanno presto affrontate Mariano Montagnin23/10/2025Verso le regionali: Sanità, un “sì” e non pochi “ma”Prima regione in Italia per i Livelli essenziali di assistenza, con tanti “ma”. Il Veneto, sulla sanità, ha giocato negli ultimi dieci anni la sua partita e, secondo i dati della fondazione Gimbe - fondazione che monitora scientificamente la sanità italiana -, l’ha vinta con 288 punti, contro i 286 della Toscana e i 278 dell’Emilia. I dati proposti riguardano il 2022, 2023 e 2024, quindi non perfettamente allineati a oggi.La Regione ha potuto contare su un riparto del Fondo sanitario nazionale pro capite di 2.100 euro nel 2023, più 62 euro rispetto al 2022 (maggiore rispetto alla Lombardia, che è aumentata di 49 euro, ma inferiore all’Emilia-Romagna, 65 euro). Nel 2024 il Veneto ha un riparto di un euro in più rispetto alla media nazionale.Si rinuncia sempre più spesso alle prestazioniTra i “ma”, l’aumento delle rinunce alle prestazioni sanitarie: persone che non attendono la visita o l’operazione, e si rivolgono altrove. Sono quasi l’8 per cento dei cittadini (383 mila persone, 24 mila in più rispetto al 2023: è come se un’intera Ulss 7 Pedemontana non venisse utilizzata dai propri cittadini). In Italia questa percentuale è in media del 10 per cento, in testa la Lombardia, dove più di un milione di persone rinuncia alle prestazioni.Nel 2024, prendendo esempi relativi alla priorità B, l’Ulss 1 Dolomiti - secondo la programmazione ex ante, ovvero prima di erogare la prestazione - già fatica a garantire l’holter con priorità B. Per l’Ulss della Marca tutto garantito ex ante nel 2024, nel 2025 la colonscopia è in ritardo. A Venezia problemi per la mammografia bilaterale e l’ecografia ostetrica; a Padova solo il 33 per cento dei test cardio da sforzo sono garantiti, metà delle spirometrie; a Vicenza la metà delle Tac dell’addome e l’80 per cento delle visite pneumologiche; a Verona solo il 75 per cento delle ecografie ostetriche.Il Veneto è sopra la media per il personale sanitario dipendente: 13 unità ogni mille abitanti (11,9 in Italia). Quart’ultimo posto per il personale medico (1,63 medici ogni mille abitanti) e sopra la media per gli infermieri (5,29), con un rapporto infermieri/medici di 3,25 (media Italia 2,54). Ansia per il futuro: all’Università di Padova si registra un calo del 15 per cento delle iscrizioni al corso di Laurea in Infermieristica.Mancano i mediciOmbre sui medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Nel 2024, il corso specialistico che forma i medici di famiglia, gestito dalla Regione e non dall’università, si è ritrovato con 102 candidati in meno rispetto ai posti disponibili (-41 per cento; la media in Italia è di -15 per cento). Va male anche per chi è già in servizio: il massimale di 1.550 assistiti viene superato in Veneto quasi nel 70 per cento dei casi, contro il 50 per cento della media italiana. Ogni medico ha 1.546 assistiti in media (in realtà qualcuno va ben oltre questo numero; la media nazionale è di 1.374). Una carenza ormai strutturale. Per la fondazione Gimbe, dal 1° gennaio 2024, al Veneto mancano 785 medici di medicina generale.C’è, poi, necessità di 93 pediatri di libera scelta, terza fra le regioni italiane; entro il 2028, 190 pediatri raggiungeranno i 70 anni, età di pensionamento. Il Veneto ha superato il massimale per il numero medio di assistiti dai pediatri: ognuno ha 1.008 assistiti contro un massimale di 1.000 e la media nazionale di 900. Si stima che, dal 1° gennaio 2024, in Veneto manchino 83 pediatri di libera scelta.Riguardo alla mobilità ospedaliera, il Veneto si colloca nel 2024, nel gruppone con Emilia e Lombardia, che da sole raccolgono il 94,1 per cento del saldo attivo della mobilità sanitaria. Fuori dall’astrazione dei numeri, significa che queste sono le regioni verso cui si emigra per farsi curare. Il Veneto, con il suo credito di circa 500 milioni, è la terza regione per mobilità attiva.MAGGIORI APPROFONDIMENTI SU VITA DEL POPOLO DEL 26 OTTOBRE tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701756905869.PDF §---§ title§§ Sicurezza dei vaccini. Si dicono fiduciosi 7 italiani su 10. L’indagine dell’Università Cattolica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701767905959.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 27 Oct 2025

Solo un terzo degli italiani afferma di essersi vaccinato negli ultimi 12 mesi. Circa 7 italiani su 10 si dichiarano fiduciosi nella sicurezza dei vaccini; 6 italiani su 10 ritiene che i vaccini siano efficaci. Questi i primi risultati dell’indagine di EngageMinds Hub, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona.

pubDate§§ 2025-10-27T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701767905959.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701767905959.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132943 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701767905959.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa Sicurezza dei vaccini. Si dicono fiduciosi 7 italiani su 10. L’indagine dell’Università Cattolica Solo un terzo degli italiani afferma di essersi vaccinato negli ultimi 12 mesi. Circa 7 italiani su 10 si dichiarano fiduciosi nella sicurezza dei vaccini; 6 italiani su 10 ritiene che i vaccini siano efficaci. Questi i primi risultati dell’indagine di EngageMinds Hub, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona. 27 OTT - Negli ultimi dodici mesi poco più di un terzo della popolazione italiana (38%) dichiara di essersi vaccinato secondo le raccomandazioni. Il dato evidenzia una copertura ancora limitata e una forte eterogeneità interna tra gli italiani che scelgono di vaccinarsi. Gli uomini risultano più aderenti rispetto alla media (42%), mentre le donne si fermano al 33%. La propensione a vaccinarsi cresce con l’età: solo il 28% tra i 35-54enni, ma quasi la metà (48%) tra gli over 55, probabilmente per una maggiore percezione del rischio e una più alta familiarità con il sistema sanitario.Sono i primi risultati del monitor continuativo di EngageMinds Hub– Consumer, Food & Health Engagement Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Cremona pubblicati in corrispondenza dell’avvio della nuova campagna vaccinale promossa dal Ministero della Salute.Un gesto, quello di vaccinarsi, che divide la popolazione tra quanti sono favorevoli a compierlo e quanti non lo sono sulla base della convinzione dell’esistenza di una reale necessità ed efficacia o al contrario sulla considerazione che vaccinarsi possa addirittura avere degli effetti avversi. “È come sempre una questione di fiducia”, considera Guendalina Graffigna, direttrice del Centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica e responsabile scientifico dell’indagine.Analizzando il report si evince che è decisivo il ruolo che riveste la fiducia nella scienza: chi tra gli italiani ripone un’alta fiducia nelle istituzioni sanitarie e nella ricerca scientifica mostra tassi di vaccinazione sensibilmente superiori (rispettivamente 50% e 42%), mentre chi esprime bassa fiducia rimane nettamente sotto la media (34% e 24%). La fiducia nei vaccini appare relativamente alta ma non è unanime. Circa 7 italiani su 10 (69%) dichiarano di sentirsi fiduciosi nella loro sicurezza, mentre una quota leggermente inferiore 6 su 10 (61%) concorda sull’efficacia.La differenza suggerisce che la sicurezza viene percepita come un prerequisito ormai consolidato, mentre l’efficacia genera ancora qualche dubbio in più probabilmente legato alle recenti discussioni sull’effetto variabile dei vaccini per le diverse patologie o sulla necessità di richiami periodici. La presenza di una quota consistente di risposte intermedie indica inoltre che una parte della popolazione mantiene un atteggiamento prudente più orientato all’osservazione dei risultati che a una fiducia pienamente interiorizzata.“Guardando il trend della fiducia nei vaccini da parte degli italiani negli ultimi 5 anni - prosegue Graffigna -, la percentuale si mantiene sostanzialmente stabile, con variazioni limitate. La quota di chi ritiene i vaccini efficaci oscilla tra il 67% (nel dicembre 2020) e il 73% (novembre 2024), confermando un consenso ampio ma non crescente. La fiducia nella sicurezza invece resta più bassa e lineare, tra il 56% (nel dicembre 2020) e il 61% (ottobre 2025), segno di una percezione più cauta e resistente al cambiamento. Il picco di fine 2024, probabilmente legato a un momento di rinnovata attenzione pubblica o a campagne informative mirate, non ha avuto effetti duraturi, continua Graffigna. Nel complesso la fiducia rimane su livelli moderatamente positivi ma stabilizzati, suggerendo che un ulteriore incremento richieda strategie di comunicazione e sensibilizzazione più incisive e continuative.” Rimanendo sul tema della fiducia nell’efficacia dei vaccini, dall’indagine affiora che i più giovani (18-34 anni) mostrano la fiducia più alta (82%), seguiti dai laureati (77%), mentre la fascia centrale d’età (35-54 anni) e i meno istruiti risultano essere i più diffidenti (rispettivamente il 63% e il 47%). La fiducia cresce ulteriormente tra chi crede nelle istituzioni (82%) e nella ricerca scientifica (81%), ma cala sensibilmente tra i soggetti che ne diffidano (66% per le istituzioni e 31% per la ricerca). L’efficacia percepita dei vaccini sembra quindi dipendere fortemente dal capitale di fiducia generale nel sistema scientifico e istituzionale più che da esperienze dirette o informazioni specifiche sui vaccini stessi.Per quanto riguarda invece la fiducia nella sicurezza dei vaccini le differenze per sottogruppo sono più marcate. I giovani italiani adulti (18-34 anni) si distinguono per livelli di fiducia superiori alla media (73%), mentre la fascia centrale (35-54 anni) è più scettica (53%). Anche il titolo di studio incide in maniera netta: i laureati mostrano maggiore fiducia (68%) rispetto a chi ha un livello d’istruzione più basso (47%). Coerentemente con quanto osservato sul comportamento vaccinale, la fiducia nella sicurezza dei vaccini cresce fortemente tra chi ha già fiducia nelle istituzioni (78%) e nella ricerca scientifica (73%), mentre crolla tra chi ne è diffidente (56% e 23%).“Come rafforzare e far crescere ulteriormente la fiducia nell’efficacia e nella sicurezza dei vaccini resta un punto aperto che necessita di un impegno continuativo sul fronte della comunicazione pubblica e scientifica, della trasparenza delle informazioni e del coinvolgimento attivo della cittadinanza nei processi decisionali. Un impegno che il nostro Centro di ricerca porta avanti con costanza da anni attraverso la promozione del dialogo tra scienza e società”, conclude Graffigna. 27 ottobre 2025© Riproduzione riservataAltri articoli in Studi e Analisi Sicurezza stradale. Iss: solo uno su 3 usa cinture posteriori, cresce uso dispositivi per i bebè Spina Bifida. Iss: “Acido folico prima del concepimento protegge, ma solo per una donna su tre l’assume”   Salmonella. Ecdc: 437 casi segnalati in tre anni in 17 paesi europei, pomodorini siciliani probabile fonte   Basta giocare con i Lea Manovra. “Alla Sanità 8 miliardi in tre anni, ma il Ssn resta in crisi. Fondo al 5,9% del Pil, briciole per i professionisti e gap da 6,8 miliardi”. Il rapporto di Gimbe Verso un nuovo modello di sanità: il progetto Health+ per un Ssn più giusto e orientato al paziente tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701767905959.PDF §---§ title§§ Il M5S lancia la sfida a Schifani: "Mandiamo a casa il peggior governo della storia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703077606740.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tp24.it" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T15:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703077606740.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703077606740.PDF', 'title': 'tp24.it'} tp:url§§ https://www.tp24.it/2025/10/27/politica/il-m5s-lancia-la-sfida-a-schifani-mandiamo-a-casa-il-peggior-governo-della-storia/225185 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703077606740.PDF tp:ocr§§ “L’imperativo è uno solo: mandare a casa il governo peggiore della storia”. Così il coordinatore siciliano del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, intervenendo ieri all’assemblea regionale del M5S a Enna, che ha registrato una grande partecipazione di attivisti, simpatizzanti, deputati, sindaci e consiglieri comunali.Al centro del confronto, i progetti e i programmi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali — le amministrative del 2026 e le Regionali del 2027 — con l’obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista ampio, alternativo alla destra di governo.  “La Sicilia è in agonia – ha detto Di Paola – e il tempo stringe. Se vogliamo salvarla dobbiamo fare rete al più presto con tutte le forze progressiste che ne hanno veramente a cuore le sorti, non solo a parole. Noi ci proponiamo come capofila dell’alternativa al pessimo esecutivo di Schifani”. Il coordinatore pentastellato ha poi tracciato un bilancio impietoso dell’attuale governo regionale: “I disastri di questo governo sono sotto gli occhi di tutti. Famiglie e welfare sono in ginocchio, l’agricoltura affonda anche a causa della siccità, la sanità – come certifica il recente rapporto Gimbe che colloca la Sicilia al penultimo posto in Italia – è in agonia. Strade e infrastrutture sono un disastro ovunque, e si arriva persino a esultare per l’inaugurazione, in pompa magna, di uno svincolo atteso da quarant’anni”. Di Paola invita anche i cittadini a reagire alla sfiducia politica e all’astensionismo:“Dobbiamo fare una sorta di guerra santa contro l’astensionismo. Chi non vota deve capire che perde non solo la possibilità di decidere del proprio futuro, ma anche il diritto a lamentarsi a urne chiuse”.Secondo il coordinatore, la grande partecipazione all’assemblea ennese dimostra che “la determinazione del M5S a dare il proprio contributo per la Sicilia è altissima”. “Ci auguriamo – ha concluso – che lo stesso spirito di collaborazione arrivi anche dai nostri futuri compagni di cordata. I prossimi appuntamenti elettorali sono alle porte, non possiamo farci trovare impreparati”. tp:writer§§ Tp24.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102703077606740.PDF §---§