title§§ «Salute: il diritto dev'essere vissuto, non solo percepito» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999603128.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "BRESCIAOGGI" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999603128.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999603128.PDF', 'title': 'BRESCIAOGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999603128.PDF tp:ocr§§ Il pressing e le iniziative «Salute:ildirittodev’esserevissuto,nonsolopercepito» La Cisl da dicembre offrirà un servizio più qualificato. «Non per tutti è sempre facile seguire le diverse procedure» • «È certificato il fatto che ancora oggi, nonostante siano stati fatti degli interventi, è difficoltoso poter ottenere le prestazioni nei tempi stabiliti. È vero che ci sono delle procedure da seguire, ma sono complicate. Inoltre, a volte le prestazioni si ottengono lontano dal luogo in cui si abita ed è evidente che questo rappresenta un problema, soprattutto per le persone fragili e anziane». Le parole di Maria Rosa Loda, della segreteria provinciale della Cisl di Brescia, fotografano una realtà che molti cittadini conoscono bene: la complessità di muoversi all’interno di un sistema sanitario dove per prenotare una visita serve pazienza, competenza digitale e, talvolta, fortuna. Proprio per offrire un aiuto concreto, la Cisl ha deciso di aprire a dicembre un nuovo «punto salute», un’evoluzione dello sportello sociale già attivo da tempo. «Abbiamo capito – spiega Loda – che c’era la necessità di ampliare e qualificare questo servizio, per far capire alle persone che laddove c’è un problema di sanità potranno rivolgersi anche a noi». Il nuovo sportello aiuterà i cittadini a orientarsi tra moduli, Spid e piattaforme online, un labirinto che spesso scoraggia chi non ne ha dimestichezza: «Se si segue la procedura poi si riesce anche a ottenere la prestazione – spiega –, ma è chiaro che questo non è nella normalità di molti. Tanto più per i cittadini più fragili o più anziani, che devono essere aiutati da qualcuno». Pur riconoscendo alcuni passi avanti, Loda richiama i risultati della ricerca condotta nel 2024 dalla Cisl Lombardia su circa 11mila iscritti (dati al 2023). Già allora, osserva, erano emerse criticità evidenziate anche dal rapporto della Fondazione Gimbe: sei iscritti su dieci avevano dichiarato di aver rinunciato «qualche volta» o «spesso» alle cure, mentre quasi la metà delle visite urgenti e oltre il 40% di quelle a priorità «breve» o «differibile» non rispettavano i tempi previsti. Più della metà degli intervistati aveva pagato almeno una visita e, tra chi aveva effettuato prestazioni ambulatoriali a pagamento, l’80% si era rivolto a strutture private. La spesa media per famiglia sostenuta per visite, esami e ricoveri si era attestata a 951 euro, mentre quella riguardante le altre spese sanitarie (farmaceutiche, odontoiatriche, fisioterapiche e via discorrendo) era stata di 1.184 euro. Il bisogno è ancora evidente: «Abbiamo già intercettato una trentina di casi – osserva –. Del resto, l’altro capo del problema è questo: poiché, come si suol dire, “per la salute si cerca di fare di tutto e di più”, è possibile pensare che chi non trova risposte ha due soluzioni. O pagare pur avendo già versato le tasse, e quindi pagare due volte, oppure rinunciare». Il nuovo punto salute nascerà proprio da qui: dalla volontà di «insistere perché la sanità pubblica sia non solo percepita, ma anche vissuta come un diritto». C.B. ---End text--- Author: c. b. Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Salute: il diritto dev'essere vissuto, non solo percepito» -sec_org- tp:writer§§ C. B. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999603128.PDF §---§ title§§ Aggiornato - Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni = Sanita privata, per i bresciani la spesa é di 550 milioni di euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999703129.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "BRESCIAOGGI" del 27 Oct 2025

* Il salasso per le famiglie costrette a sborsare in media quasi 1.000 euro all'anno per esami, visite e ricoveri Il corto circuito delle liste d'attesa troppo lunghe è il termometro di un problema che ancora non si risolve I sindacati: «Il servizio pubblico penalizzato». E sono sempre di più coloro che decidono di non curarsi

pubDate§§ 2025-10-27T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999703129.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999703129.PDF', 'title': 'BRESCIAOGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999703129.PDF tp:ocr§§ Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni Inodidelsistemasanitario Sanitàprivata,peribresciani laspesaèdi550milionidieuro • Il salasso per le famiglie costrette a sborsare in media quasi 1.000 euro all’anno per esami, visite e ricoveri Il corto circuito delle liste d’attesa troppo lunghe è il termometro di un problema che ancora non si risolve I sindacati: «Il servizio pubblico penalizzato». E sono sempre di più coloro che decidono di non curarsi BRESCIA Il corto circuito dei tempi troppo lunghi delle liste d’attesa nella sanità e i costi crescenti per le famiglie bresciane costrette a pagare per le visite mediche private per non attendere troppo tempo: ecco spiegato il conto salato da 550 milioni nel 2024 per la sanità privata. Con un caso limite emerso agli sportelli della Cgil di Brescia: una vista medica per una persona diabetica fissata al 2029. BAGNALASTA PAGINE 10-11 CHIARABAGNALASTA Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 41 miliardi di euro di tasca propria per curarsi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva (185,12 miliardi). È la «lenta agonia del sistema pubblico che spiana la strada al privato», come l’ha definita l’ultimo Rapporto della Fondazione Gimbe sullo stato del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Si tratta di un aumento di circa il 14% in meno di dieci anni, quando la spesa sostenuta dai cittadini si fermava a circa 36 miliardi (dati Gimbe riferiti al 2017). E a questo proposito una stima indicativa suggerisce che, sulla base di una spesa media per famiglia pari a circa 950 euro (dato Cisl Lombardia per il 2023), nella provincia di Brescia ci si avvicina a 550 milioni di euro di esborso totale fra visite, esami e ricoveri. E così, quasi naturalmente verrebbe da dire, non tutti riescono a sostenere quei costi e – continua Gimbe – uno su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: il 9,9% a livello nazionale, il 10,3% in Lombardia. I guai in provincia Secondo i sindacati, il territorio bresciano non fa eccezione. «Stiamo tornando alla situazione in cui chi è ricco si cura e chi non ha i soldi aspetta, e se non ce la fa muore in lista di attesa», afferma Nadia Lazzaroni, segretaria generale della Funzione pubblica Cgil di Brescia. La sindacalista parla di «una forte spinta verso la privatizzazione. Sono ormai trent’anni che la Regione Lombardia indirizza le risorse del sistema sanitario nazionale sia al pubblico, sia al privato in modo pressoché equivalente, portando a un processo di mercificazione della salute». Quest’ultima, spiega, è diventata principio di «profitto. È stata frammentata, spezzettata in singole prestazioni, e si è perso completamente di vista l’obiettivo originario: quello di farsi carico della salute della popolazione di un territorio a trecentosessanta gradi». Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia inoltre le «conseguenze drammatiche dello smantellamento del Ssn, che sotto gli occhi di tutti»: si evidenziano nell’aumento delle disuguaglianze, nelle famiglie gravate da oneri insostenibili e nel personale sempre più scoraggiato. Da qui l'avvertimento: «Continuare a distogliere lo sguardo – si legge nel rapporto – significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: ovvero quello alla salute». Liste d’attesa infinite Anche nel Bresciano le liste d’attesa rappresentano il termometro del problema. I dati più recenti diffusi dalle aziende sanitarie locali mostrano tempi medi di attesa che, pur con differenze tra sedi e specialità, spesso superano i limiti stabiliti per le diverse classi di priorità (U entro 3 giorni; B entro 10 giorni; D entro 30-60 giorni; P entro 120 giorni). Per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali programmabili, per esempio, le attese risultano particolarmente lunghe. In alcune sedi si arriva ad attendere in media oltre quattro mesi per una prima visita endocrinologica/ diabetologica e otto per una visita oculistica, mentre per una visita dermatologica/ allergologica si possono superare i dieci mesi. In altri casi , come per una visita geriatrica programmabile, il tempo medio d’attesa supera addirittura l’anno. D’altro canto, osserva Lazzaroni, ad oggi «abbiamo ancora la fortuna e la capacità di farci il carico di tutti». Tuttavia, continua, le preoccupazioni non mancano: dalla carenza di personale sanitario, al tema della difficile conciliazione tra vita privata e lavoro, fino al fenomeno della “fuga” verso il settore privato. Ma non solo: «Rispetto al tema del riconoscimento economico di tutto il personale abbiamo ancora tanta strada da fare. Perché il contratto del pubblico è stato rinnovato con un recupero al minimo dell’inflazione, mentre nel privato siamo in ritardo di otto anni». Poi il cortocircuito: «Con stipendi più poveri e tassazioni che continuano a crescere, abbiamo sempre meno servizi». Per questo, conclude, «non abbiamo bisogno di interventi isolati, ma di investire economicamente negli stipendi delle persone che danno servizi e di finanziare seriamente la sanità territoriale», riportando l'attenzione «sulla medicina di prossimità». ---End text--- Author: CHIARA BAGNALASTA Heading: Inodidelsistemasanitario Highlight: Image:La rinuncia alle cure La percentuale nelle regioni italiane 17,2% Sardegna 12,6% Abruzzo 12,2% Umbria 12% Lazio 10,9% Molise 10,9% Puglia 10,8% Basilicata 10,6% Marche 10,3% Lombardia 10,1% Liguria 10% Calabria 9,9% Italia 9,2% Piemonte 9% Sicilia 8,8% Emilia-Romagna 8,6% Campania Friuli Venezia Giulia 8,5% 8,4% Valle d’Aosta 8,2% Toscana 7,9% Veneto 7,4% P. A. Trento 5,3% P. A. Bolzano Fonte: Report Gimbe Withub D Per la sanità i bresciani sono costretti a spendere risorse non indifferenti I numeri Fabbisogno g Sanitario Nazionale: trend 2010-2025 140 135 130 125 120 115 110 105 100 134 136,7 125,4 128,9 119,9 107,9 106,9 105,6 109,9 109,7 111 121,8 112,6 113,4 113,8 107 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025: consuntivo 2024 e stime 2025-2028 Spesa sanitaria (milioni di €) Spesa sanitaria (% PIL) Tasso di variazione in % Fonte: Report Gimbe 2024 2025 2026 2027 2028 138.335 6,3% 4,9% 144.021 6,4% 4,1% 149.931 6,5% 4,1% 151.727 6,4% 1,2% 155.702 6,4% 2,6% Withub -tit_org- Aggiornato - Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni Sanita privata, per i bresciani la spesa é di 550 milioni di euro -sec_org- tp:writer§§ CHIARA BAGNALASTA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701999703129.PDF §---§ title§§ Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni = Sanita privata, peri bresciani la spesa é di 550 milioni di euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701998703131.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "BRESCIAOGGI" del 27 Oct 2025

* Il salasso per le famiglie costrette a sborsare in media quasi 1.000 euro all'anno per esami, visite e ricoveri Il corto circuito delle liste d'attesa troppo lunghe è il termometro di un problema che ancora non si risolve I sindacati: «Il servizio pubblico penalizzato». E sono sempre di più coloro che decidono di non curarsi

pubDate§§ 2025-10-27T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701998703131.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701998703131.PDF', 'title': 'BRESCIAOGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701998703131.PDF tp:ocr§§ Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni Inodidelsistemasanitario Sanitàprivata,peribresciani laspesaèdi550milionidieuro • Il salasso per le famiglie costrette a sborsare in media quasi 1.000 euro all’anno per esami, visite e ricoveri Il corto circuito delle liste d’attesa troppo lunghe è il termometro di un problema che ancora non si risolve I sindacati: «Il servizio pubblico penalizzato». E sono sempre di più coloro che decidono di non curarsi BRESCIA Il corto circuito dei tempi troppo lunghi delle liste d’attesa nella sanità e i costi crescenti per le famiglie bresciane costrette a pagare per le visite mediche private per non attendere troppo tempo: ecco spiegato il conto salato da 550 milioni nel 2024 per la sanità privata. Con un caso limite emerso agli sportelli della Cgil di Brescia: una vista medica per una persona diabetica fissata al 2029. BAGNALASTA PAGINE 10-11 CHIARABAGNALASTA Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 41 miliardi di euro di tasca propria per curarsi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva (185,12 miliardi). È la «lenta agonia del sistema pubblico che spiana la strada al privato», come l’ha definita l’ultimo Rapporto della Fondazione Gimbe sullo stato del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Si tratta di un aumento di circa il 14% in meno di dieci anni, quando la spesa sostenuta dai cittadini si fermava a circa 36 miliardi (dati Gimbe riferiti al 2017). E a questo proposito una stima indicativa suggerisce che, sulla base di una spesa media per famiglia pari a circa 950 euro (dato Cisl Lombardia per il 2023), nella provincia di Brescia ci si avvicina a 550 milioni di euro di esborso totale fra visite, esami e ricoveri. E così, quasi naturalmente verrebbe da dire, non tutti riescono a sostenere quei costi e – continua Gimbe – uno su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: il 9,9% a livello nazionale, il 10,3% in Lombardia. I guai in provincia Secondo i sindacati, il territorio bresciano non fa eccezione. «Stiamo tornando alla situazione in cui chi è ricco si cura e chi non ha i soldi aspetta, e se non ce la fa muore in lista di attesa», afferma Nadia Lazzaroni, segretaria generale della Funzione pubblica Cgil di Brescia. La sindacalista parla di «una forte spinta verso la privatizzazione. Sono ormai trent’anni che la Regione Lombardia indirizza le risorse del sistema sanitario nazionale sia al pubblico, sia al privato in modo pressoché equivalente, portando a un processo di mercificazione della salute». Quest’ultima, spiega, è diventata principio di «profitto. È stata frammentata, spezzettata in singole prestazioni, e si è perso completamente di vista l’obiettivo originario: quello di farsi carico della salute della popolazione di un territorio a trecentosessanta gradi». Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia inoltre le «conseguenze drammatiche dello smantellamento del Ssn, che sotto gli occhi di tutti»: si evidenziano nell’aumento delle disuguaglianze, nelle famiglie gravate da oneri insostenibili e nel personale sempre più scoraggiato. Da qui l'avvertimento: «Continuare a distogliere lo sguardo – si legge nel rapporto – significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: ovvero quello alla salute». Liste d’attesa infinite Anche nel Bresciano le liste d’attesa rappresentano il termometro del problema. I dati più recenti diffusi dalle aziende sanitarie locali mostrano tempi medi di attesa che, pur con differenze tra sedi e specialità, spesso superano i limiti stabiliti per le diverse classi di priorità (U entro 3 giorni; B entro 10 giorni; D entro 30-60 giorni; P entro 120 giorni). Per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali programmabili, per esempio, le attese risultano particolarmente lunghe. In alcune sedi si arriva ad attendere in media oltre quattro mesi per una prima visita endocrinologica/ diabetologica e otto per una visita oculistica, mentre per una visita dermatologica/ allergologica si possono superare i dieci mesi. In altri casi , come per una visita geriatrica programmabile, il tempo medio d’attesa supera addirittura l’anno. D’altro canto, osserva Lazzaroni, ad oggi «abbiamo ancora la fortuna e la capacità di farci il carico di tutti». Tuttavia, continua, le preoccupazioni non mancano: dalla carenza di personale sanitario, al tema della difficile conciliazione tra vita privata e lavoro, fino al fenomeno della “fuga” verso il settore privato. Ma non solo: «Rispetto al tema del riconoscimento economico di tutto il personale abbiamo ancora tanta strada da fare. Perché il contratto del pubblico è stato rinnovato con un recupero al minimo dell’inflazione, mentre nel privato siamo in ritardo di otto anni». Poi il cortocircuito: «Con stipendi più poveri e tassazioni che continuano a crescere, abbiamo sempre meno servizi». Per questo, conclude, «non abbiamo bisogno di interventi isolati, ma di investire economicamente negli stipendi delle persone che danno servizi e di finanziare seriamente la sanità territoriale», riportando l'attenzione «sulla medicina di prossimità». ---End text--- Author: CHIARA BAGNALASTA Heading: Inodidelsistemasanitario Highlight: Image:La rinuncia alle cure La percentuale nelle regioni italiane 17,2% Sardegna 12,6% Abruzzo 12,2% Umbria 12% Lazio 10,9% Molise 10,9% Puglia 10,8% Basilicata 10,6% Marche 10,3% Lombardia 10,1% Liguria 10% Calabria 9,9% Italia 9,2% Piemonte 9% Sicilia 8,8% Emilia-Romagna 8,6% Campania Friuli Venezia Giulia 8,5% 8,4% Valle d’Aosta 8,2% Toscana 7,9% Veneto 7,4% P. A. Trento 5,3% P. A. Bolzano Fonte: Report Gimbe Withub I numeri Fabbisogno g Sanitario Nazionale: trend 2010-2025 140 135 130 125 120 115 110 105 100 134 136,7 125,4 128,9 119,9 107,9 106,9 105,6 109,9 109,7 111 121,8 112,6 113,4 113,8 107 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025: consuntivo 2024 e stime 2025-2028 Spesa sanitaria (milioni di €) Spesa sanitaria (% PIL) Tasso di variazione in % Fonte: Report Gimbe 2024 2025 2026 2027 2028 138.335 6,3% 4,9% 144.021 6,4% 4,1% 149.931 6,5% 4,1% 151.727 6,4% 1,2% 155.702 6,4% 2,6% Withub D Per la sanità i bresciani sono costretti a spendere risorse non indifferenti -tit_org- Sanità privata, conto salato per le famiglie bresciane: una spesa di 550 milioni Sanita privata, peri bresciani la spesa é di 550 milioni di euro -sec_org- tp:writer§§ CHIARA BAGNALASTA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701998703131.PDF §---§ title§§ La spesa sanitaria schiacchia le ?nanze delle famiglie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701826705363.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "CALABRIA.LIVE" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T07:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701826705363.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701826705363.PDF', 'title': 'CALABRIA.LIVE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701826705363.PDF tp:ocr§§ La spesa sanitaria schiacchia le finanze delle famiglie L ’8° Rapporto della Fondazione Gimbe fotografa non solo il lento ed inesorabile smantellamento del servizio sanitario nazionale ma anche le criticità della sanità in Calabria -commenta Michele Conìa, avvocato, sindaco di Cinquefrondi (RC) e consigliere metropolitano della città metropolitana di Reggio Calabria, delegato ai Beni Confiscati, Periferie, Politiche giovanili e Immigrazione e Politiche di pace. Diversi gli aspetti analizzati dal report: dall’investimento pro capite del SSN al finanziamento dei LEA, dalla percentuale di persone che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie all’aspettativa di vita alla nascita, dal numero di infermieri per 1000 abitanti all’abbandono del personale sanitario che dalla sanità pubblica transita verso il privato o all’estero. Per il Fondo Nazionale Sanitario la manovra di Bilancio 2026 stanzia complessivamente € 7,7 miliardi così ripartiti: € 2,4 miliardi nel 2026, € 2,65 miliardi nel 2027 e € 2,65 miliardi nel 2028. In Italia per il 2026 mancherebbero 6,8 miliardi, ne mancheranno 7,7 nel 2027 e 10,7 miliardi nel 2028. Il riparto del fondo sanitario è lontano dall’equità e questo dato contribuisce a confermare la frattura tra Nord e Sud. Per quanto attiene la voce del personale sanitario se la media italiana è di 11.9 operatori su 1000 abitanti, in Calabria la media scende a 10.2. Anche il rapporto medici-infermieri è inferiore alla media: 1.84 medici e 4 infermieri ogni 1000 abitanti e il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). Nonostante dal rapporto emerga - continua il Primo cittadino – che la regione Calabria abbia ricevuto 2.182 euro pro-capite ( media nazionale di 2.181 euro), con un incremento di 83 euro rispetto al 2023 (media nazionale di 71 euro), nel 2024 il 10% dei cittadini e cittadine calabresi ( corrispondenti a oltre 180 mila persone), hanno rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie. Infatti le famiglie risultano essere sempre più schiacciate da spese sanitarie insostenibili, considerando l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito in Italia 2,2 milioni di famiglie (8,4%) che corrisponde a oltre 5,8 milioni di persone. Nel 2024 i cittadini che hanno potuto permettersi le visite specialistiche e i farmaci hanno speso di tasca propria oltre € 41 miliardi. Se la Provincia autonoma di Trento raggiunge gli 84,7 anni come media di aspettativa di vita alla nascita, la Calabria si attesta al non invidiabile terzultimo posto con 82,3 anni, un gap di due anni. Per quanto riguarda la mobilità sanitaria, cioè i costi sostenuti per i pazienti calabresi con la valigia che si curano fuori regione, in 5 regioni del Sud, tra cui la Calabria, si registra il saldo passivo per un totale del 78.8%. A Cinquefrondiinforma con orgoglio il sindaco-per potenziare la medicina territoriale e di prossimità, dallo scorso maggio proseguono i lavori per la Casa di Comunità prevedendo un approccio multiprofessionale e multidisciplinare, pensando ai molteplici bisogni di salute della cittadinanza, con prestazioni specialistiche dalla prima infanzia alla medicina di genere, fino agli ambulatori dedicati alla popolazione più anziana e più vulnerabile. Trovo inaccettabile- riferisce indignato Conìa- che a causa delle profonde diseguaglianze nell’offerta dei servizi sanitari regionali, sempre più persone siano costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, con costi economici, psicologici e sociali insostenibili. A soffrire le diseguaglianze territoriali sono anche i minori: stando ai dati di aprile scorso in Italia un bambino su 4 è ricoverato in reparti per adulti e i posti letti di terapie intensive pediatriche sono pochi e mal distribuiti. Non più tollerabili -conclude il sindaco Conìa- le disuguaglianze interregionali nelle condizioni di accesso al diritto alla salute e il progetto di autonomia differenziata, mai tramontato, nonostante la pesante bocciatura della Corte Costituzionale che ne dichiarò l’incostituzionalità parziale, non farà che condannare i territori più deboli alla sp esa storica. ? (Avvocato, sindaco di Cinquefrondi (RC) e consigliere metropolitano della città metropolitana di Reggio Calabria, delegato ai Beni Confiscati, Periferie, Politiche giovanili e Immigrazione e Politiche di pace) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La spesa sanitaria schiacchia le ?nanze delle famiglie -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701826705363.PDF §---§ title§§ Sanità in manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701952603598.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701952603598.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701952603598.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701952603598.PDF tp:ocr§§ Sanità in manovra “Amo colui che mantiene più di quanto ha promesso”, così, citando Nietzsche, la premier Meloni ha annunciato le risorse aggiuntive sulla sanità previste per la legge di Bilancio 2026 e la crescita del Fondo sanitario nazionale in tre anni. Ma, sul lungo termine, la spesa sanitaria per la salute pubblica diminuirà in rapporto al pil, e più in generale manca ancora una strategia strutturale di rilancio del Servizio sanitario nazionale. Lo afferma lo studio della Fondazione Gimbe, che ha condotto un’analisi indipendente sul testo bollinato dalla Ragioneria generale dello stato. Numeri di Lorena Evangelista 7,7 miliardi La manovra ha stanziato per la sanità 7,7 miliardi, previsti su tre anni: 2,4 miliardi nel 2026, 2,65 miliardi nel 2027 e 2,65 miliardi nel 2028. l l l l 143,1 miliardi La somma che raggiungerà il Fondo sanitario nazionale nel 2026, mentre arriverà a 144,1 miliardi nel 2027 e a 145 miliardi nel 2028. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha sottolineato come si tratti di “un rilevante incremento”, di cui ha riconosciuto i meriti al governo, soprattutto per quanto riguarda le risorse previste per il 2026 rispetto al 2025. l l l l 6 per cento Definita la “soglia psicologica” accettabile di spesa destinata alla sanità in rapporto al pil. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, dopo un breve aumento nel 2026 (6,16 per cento, che segue il 6,04 per cento nel 2025) questa percentuale è destinata a ridursi già nel 2027 (6,05 per cento), fino a scendere sotto la cosiddetta soglia psicologica nel 2028 (5,93 per cento). “Le cifre assolute per il 2026 appaiono consistenti perché includono risorse già stanziate dalle precedenti manovre, ma la quota di ricchezza del paese investita in sanità, torna a diminuire”. l l l l 450 milioni La legge di Bilancio prevede un massiccio piano di assunzioni di personale medico-sanitario. E’ stata autorizzata, a partire dal 2026, la spesa di 450 milioni di euro per assumere 1.000 medici dirigenti e 6 mila professionisti sanitari. La Fondazione ha però definito il piano assunzioni “contraddittorio”, finché resta in vigore il tetto di spesa per il personale sanitario. “A ciò si aggiunge la scarsa attrattività di alcune specialità mediche e della professione infermieristica”, ha commentato Cartabellotta. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità in manovra -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701952603598.PDF §---§ title§§ Lettere - Bilancio senza poveri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701697204104.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "VOCE DI MANTOVA" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701697204104.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701697204104.PDF', 'title': 'VOCE DI MANTOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701697204104.PDF tp:ocr§§ Bilancio senza poveri Signor direttore, ero a leggere sul giornale la legge di bilancio, in televisione c’era Papa Leone che stava canonizzando sette nuovi santi. Ascoltando la storia e le motivazioni di questi nuovi santi, ho notato che tutti e sette hanno una cosa in comune, la loro priorità erano i poveri e le persone fragili come gli ammalati e gli anziani. Leggendo la bozza del bilancio presentata dal ministro della Economia e Finanza Giancarlo Giorgetti, dei 5,6 milioni di povertà assoluta non vi è un accenno. Si vuole tassare i profitti delle banche e assicurazioni contando di ricavare i 4,4 miliardi. La nostra Costituzione non fa riferimento all’obbligo dei cittadini di un servizio bancario gratuito, le banche e le assicurazioni lavorano per produrre un utile. Quello che invece c’è scritto nella Costituzione: “La Repubblica garantisce le cure mediche gratuite a chi non ha i mezzi per sostenerle”. Dai dati della Fondazione Gimbe ci dicono che nel 2024 gli italiani hanno dato alla sanità privata 41 miliardi. Questi paperoni che ogni anno investono milioni, perchè non tassarli il giusto? Nei tre anni del nostro governo la pressione fiscale è aumentata del 1,2% senza che in Parlamento si votasse alcun aumento, con una inflazione che è salita nel 2023 al 5,6% e 1,1 nel 2024. Nella lettura del bilancio, il ministro ripropone come nelle altre leggi di bilancio, riduzione delle spese dei vari ministeri, ma la spesa pubblica continua ad aumentare nel 2024 del 6,4%, del 3% in Francia, del 5% in Spagna e del 2% in Germania. La spesa pubblica italiana rispetto al Pil assorbe il 50,34, la metà della ricchezza prodotta nel paese ogni anno. In conclusione, dal 2026 avremo una pressione fiscale più elevata, quindi, meno crescita. Il governo ha chiesto di riscrivere la coda del Pnrr, sperando che Bruxelles lo accetti, perchè senza altre fonti di crescita l’economia potrebbe entrare in recessione. Carissimi, avremo il ricco sempre più ricco e al povero gli rimarrà nient’altro che rivolgersi ai santi di Papa Leone. Francesco Arioli Gonzaga ---End text--- Author: POSTA DAI LETTORI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Lettere - Bilancio senza poveri -sec_org- tp:writer§§ POSTA DAI LETTORI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701697204104.PDF §---§ title§§ Sanità e payback nella legge di Bilancio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717404414.PDF description§§

Estratto da pag. 53 di "AFFARI E FINANZA" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T05:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717404414.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717404414.PDF', 'title': 'AFFARI E FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717404414.PDF tp:ocr§§ Sanità e payback nella legge di Bilancio Confalone (Novartis Italia): “La Finanziaria 2026 è un banco di prova per il sistema sanitario. Senza un intervento più incisivo sul payback il rischio è di rallentare l’arrivo dei farmaci innovativi ai pazienti” a legge di bilancio, se non utilizzata appieno, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata: serve da subito un’ulteriore riduzione del payback sugli acquisti diretti. Senza interventi più incisivi il rischio è che i farmaci innovativi non arrivino ai cittadini italiani». È l’avvertimento lanciato da Valentino Confalone, amministratore delegato di Novartis Italia, che individua proprio nel payback – il meccanismo con cui le aziende farmaceutiche devono rimborsare allo Stato una quota della spesa sanitaria pubblica eccedente i tetti programmati – insieme al sottofinanziamento cronico della sanità e ai tempi ancora troppo lunghi di accesso all’innovazione, le principali criticità con cui la filiera farmaceutica italiana è costretta a fare i conti. «Lo scenario geopolitico attuale rappresenta un momento di discontinuità tra i più importanti dell’ultimo dopoguerra, sia sul piano politico che economico, e si innesta su trend già critici per Europa e Italia», sottolinea l’ad. «Negli ultimi 15 anni, la quota europea delle sperimentazioni cliniche globali si è dimezzata dal 44% nel 2009 al 21% nel 2024, mettendo a rischio fino all’85% degli investimenti di capitale e il 50% delle spese in ricerca e sviluppo». L’Italia è inoltre esposta alla crescente competizione di Paesi come Stati Uniti e Cina. «I dazi e le politiche di prezzo annunciate da Trump stanno aggravando le difficoltà per l’Europa: da un lato hanno incentivato lo spostamento degli investimenti produttivi verso gli Stati Uniti; dall’altro rendono ancora più urgente il riconoscimento del valore dell’innovazione terapeutica, che in Europa riceve meno valorizzazione rispetto agli Usa». Il payback continua a essere un tema molto discusso. Secondo Confalone si tratta di una tassa occulta, crescente e dall’impatto difficilmente prevedibile, che penalizza proprio le imprese che investono in innovazione nel canale ospedaliero, rendendo l’Italia meno attrattiva per gli investimenti esteri.L’ad riconosce che la manovra di bilancio 2026, ora all’esame del Parlamento, ha rappresentato uno sforzo del governo che riconosce la necessità di operare sul fronte sanitario, ma con un impatto ancora troppo limitato per l’innovazione terapeutica: «Se fosse confermato l’aumento dello 0,25% della quota del «L Fondo sanitario nazionale destinata alla spesa farmaceutica – di cui solo lo 0,20% riservato ai farmaci acquistati direttamente dalle strutture pubbliche – il meccanismo del payback resterebbe sostanzialmente stabile rispetto ai livelli del 2025», sottolinea. «Un passo avanti, ma ancora insufficiente a invertire la tendenza», prosegue. «Secondo Farmindustria nel 2025 le aziende del settore verseranno circa 1,8 miliardi di euro per coprire gli sforamenti della spesa registrati nel 2023». In questo senso, per l’ad, l’introduzione di un tetto automatico, a livelli non superiori al valore versato nel 2023, rappresenta un’azione necessaria. «Questa misura sarebbe un segnale concreto di attenzione da parte del Governo verso un settore che traina crescita, export e occupazione», spiega Confalone. «Ma è chiaro che poi servirà andare oltre per la sostenibilità del sistema a medio-lungo termine: è urgente superare un sistema basato sui tetti che non regge più la sfida della modernità e della competitività. Confidiamo nel Testo Unico sulla Farmaceutica». Un altro nodo cruciale riguarda i tempi di disponibilità dei nuovi farmaci, che in Italia restano più lunghi rispetto ad altri Paesi europei. L’Italia garantisce l’accesso all’83% dei medicinali approvati a livello europeo, ma i tempi di disponibilità restano critici: oltre 14 mesi per rendere disponibile un nuovo farmaco, a cui possono aggiungersi fino a ulteriori 10 mesi per l’accesso regionale. «Le cause principali includono la frammentazione regolatoria tra livello nazio nale e regionale; processi di valutazione e negoziazione spesso lunghi e non armonizzati». A questo proposito, Confalone sottolinea che sono in corso passi avanti positivi, a partire dalle semplificazioni introdotte da Aifa e dal regolamento europeo Hta (Health Technology Assessment), entrato in vigore all’inizio del 2025, che introduce una valutazione unica a livello Ue dell’efficacia clinica di farmaci e dispositivi. Guardando ai prossimi anni, per l’ad, i nodi centrali restano la governance del sistema e il superamento di una logica puramente contabile. «Il sistema del payback non è più adeguato alla richiesta di salute della popolazione e non riconosce il contributo di un settore che porta anche sicurezza, crescita economica e autonomia strategica». – s.d.p. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: 1,8 MLD 14 MESI Le aziende verseranno circa 1,8 miliardi per coprire gli sforamenti In Italia, oltre 14 mesi per rendere disponibile un nuovo farmaco FOCUS LA SPESA FARMACEUTICA GLOBALE È SALITA A 2.400 MILIARDI DI DOLLARI Secondo il report “The Global Use of Medicines Outlook Through 2029” di Iqvia, la spesa farmaceutica mondiale raggiungerà i 2,4 trilioni di dollari entro il 2029, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) stimato tra il 5 e l’8%. A trainare il mercato saranno soprattutto le terapie innovative, in particolare l’oncologia, destinata a passare da 252 miliardi nel 2024 a 441 miliardi nel 2029. Negli ultimi cinque anni sono stati immessi sul mercato 394 nuovi principi attivi e si prevede un ritmo di 65-75 lanci all’anno fino a fine decennio. Image:I PROTAGONISTI VALENTINO CONFALONE Amministratore delegato di Novartis Italia: “Il sistema del payback non è più adeguato alla richiesta di salute della popolazione italiana” -tit_org- Sanità e payback nella legge di Bilancio -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717404414.PDF §---§ title§§ Regionali in vista, un'indagine tecnica sulla sanità diventa un caso politico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716904413.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "FOGLIO" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T05:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716904413.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716904413.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716904413.PDF tp:ocr§§ Regionali in vista, un’indagine tecnica sulla sanità diventa un caso politico U n’indagine tecnica che si trasforma in un caso politico. E’ quanto sta accadendo dopo la pubblicazione della quarta indagine nazionale sulle reti tempo-dipendenti da parte dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, presentata lo scorso 22 ottobre e riferita ai dati 2023. Dallo studio emergeva un quadro di eccellenza per diverse regioni italiane, ma a sorprendere più di tutte è stata la Campania, che risultava ai vertici in tutte le reti analizzate – cardiologica, ictus e trauma – al pari di regioni tradizionalmente forti come Liguria, Toscana, Veneto e Marche. Un risultato subito rilanciato dai media e dalla stessa Regione Campania, guidata da Vincenzo De Luca, che in una nota aveva esultato: “La classifica pubblicata dall’Agenas conferma che la Regione Campania è un modello di organizzazione e pianificazione nel campo della sanità. Un altro livello di assoluta eccellenza raggiunto nonostante 12 mila dipendenti in meno e il taglio di 200 milioni nel riparto del fondo sanitario nazionale”. Un messaggio che, a un mese dalle elezioni regionali, non poteva certo passare inosservato. E infatti, le reazioni non si sono fatte attendere. La prima a scuotere l’ambiente sarebbe stata Maria Rosaria Campitiello, direttore del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, ma soprattutto moglie di Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania. A irritarsi, però, non sarebbe stata solo lei: anche Arianna Meloni, figura di spicco nel partito della premier, avrebbe espresso con toni accesi il proprio disappunto per il “tempismo” e l’uso dei dati da parte di Agenas. Nel mirino è così finito Americo Cicchetti, che, dopo essere stato estromesso dal ministero della Salute, ricopre attualmente il ruolo di commissario straordinario dell’Agenas. Travolto, pare, da una fitta rete di pressioni e critiche, Cicchetti nel giro di ventiquattro ore ha dovuto correre ai ripari. L’Agenzia ha infatti diffuso una nota ufficiale nella quale si precisava che: “Le notizie di stampa apparse in queste ore rispetto all’indicazione della Regione Campania quale prima nelle Reti tempo-dipendenti secondo la classifica pubblicata dall’Agenas non rispecchiano quanto presentato dall’Agenzia”. E non finisce qui. Il mattino seguente, lo stesso Cicchetti, in un’intervista a Libero, ha ulteriormente ridimensionato i risultati campani, tentando di smorzare i toni trionfalistici diffusi dalla Regione. Dietro la polemica, però, potrebbe celarsi ben più di una semplice disputa elettorale. Secondo indiscrezioni, il vero nodo riguarderebbe un gioco di equilibri interni al ministero della Salute – e, più in generale, a Fratelli d’Italia. Il “sogno mostruosamente proibito” del duo Cirielli-Campitiello sarebbe infatti il seguente: in caso di vittoria di Cirielli in Campania, sfruttare il successo elettorale per ottenere a Roma una promozione per Campitiello, facendola balzare in pole position per il ruolo di viceministro alla Salute. Un incarico già predisposto con un decreto approvato lo scorso luglio in Consiglio dei ministri, ma da allora ancora vacante. Un piano che, se andasse in porto, stroncherebbe le ambizioni dell’attuale sottosegretario Marcello Gemmato, alimentando nuove tensioni tra le correnti interne del partito di Giorgia Meloni. Tra dati sanitari, ambizioni politiche e manovre di potere, resta poi sullo sfondo l’inquietante interrogativo: quanto pesano le ingerenze politiche anche su questioni squisitamente tecniche? ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Regionali in vista, un'indagine tecnica sulla sanità diventa un caso politico -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716904413.PDF §---§ title§§ Qui la Sanità non corre rischi di «shutdown» = Se tutti gli ospedali chiudessero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716804412.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "GIORNALE" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T05:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716804412.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716804412.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716804412.PDF tp:ocr§§ ITALIA E USA Qui la Sanità non corre rischi di «shutdown» SE TUTTI GLI OSPEDALI CHIUDESSERO D ue settimane fa il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla Manovra Finanziaria 2026, un documento da poco meno di 20 miliardi di euro che a breve inizierà il suo percorso nel Parlamento fino alla sua (...) segue a pagina 19 dalla prima pagina (...) approvazione. Ogni anno tale documento dà continuità e rafforza le fondamenta del nostro welfare cercando di mantenere una crescita sostenibile. Come ad ogni manovra iniziano le discussioni sulla sua bontà ovvero sulle sue mancanze, e come è giusto che sia, un’attenzione speciale va al Servizio Sanitario Nazionale, costituzionalmente protetto, inviolabile e necessariamente da potenziare ogni anno. Renderlo sostenibile, con stanziamenti garantiti che mantengono la copertura integrale per il funzionamento della rete di ospedali e territoriale, evitando sprechi, e potenziarlo allo stesso tempo, rimane una impresa non semplice. Quest’anno la manovra prevede un incremento del Fondo Sanitario di circa 7 miliardi, raggiungendo i 143 miliardi nel 2026, un ulteriore passo per tentare di colmare le carenze territoriali, le liste di attesa, e tutti quei disagi che sicuramente esistono a macchia di leopardo sul territorio nazionale. È comune sottolineare quello che non funziona ed erroneamente si estende il giudizio negativo su tutto, ma ci si dimentica troppo spesso che tutti questi servizi vengono erogati dallo Stato, sempre, ovunque e senza interruzioni. Innegabile che alcune realtà potrebbero e dovrebbero andare meglio e lo scopo delle risorse immesse è questo, ma i fattori che ne rallentano l’erogazione, minando efficacia ed efficienza sono svariati e hanno radici nel passato, come ad esempio la carenza del personale. Pochi però considerano una cosa: se lo Stato per un periodo interrompesse i finanziamenti cosa accadrebbe e quali servizi rimarrebbero in piedi? Ci troveremmo nel mezzo di uno «shutdown» governativo come sta accadendo negli Stati Uniti che sono oggi e da quasi un mese nel pieno di un «government shutdown», dopo che non si sono trovati i voti cruciali per la approvazione della fiscalità per il 2026. Non è la prima volta che accade con la sospensione di tutte le attività non essenziali e la messa in pausa non pagata di molti dipendenti. I ritardi fiscali colpiscono direttamente pubblica amministrazione ed agenzie, parchi nazionali, musei e molti altri uffici federali. I lavoratori precari rimangono a casa in attesa di rinnovo del contratto. Indirettamente Università e programmi sanitari e di ricerca sono penalizzati. Nessuno può prevedere la durata del blocco: in passato è stata di qualche ora, giorni, settimane ed al massimo poco più di un mese. Il rischio della perdita dei servizi vale miliardi di produttività. Un sistema diverso dal nostro con i suoi pro ed i suoi contro, ma certo una sorta di esercizio provvisorio sicuramente molto più rigido rispetto alla remota ipotesi di non approvazione della nostra legge di bilancio. La Manovra, fronteggiata duramente dalle opposizioni dal momento che approda in Parlamento per completare il suo iter, non è solo fatta di numeri su un foglio ma è l’espressione di un modello democratico di confronto, finalizzato alla coesione e tutela sociale. Per la Sanità questo modello trasforma sfide in opportunità e crisi in conquiste attraverso la possibilità nel suo percorso di limare e ridurre distanze tra poli estremi. Immaginiamo uno shutdown che congeli i fondi nazionali per qualche giorno o settimana sul modello Usa, lasciando per esempio scienziati senza fondi, o strutture pubbliche sanitarie a gestire solamente le cose urgenti anche interrompendo i servizi essenziali, con il personale a casa in attesa di un accordo. Lamentiamoci se le cose non funzionano, è giusto segnalare quello che non va, ma facciamolo nella tranquillità: il nostro Servizio Sanitario, così come tutti i servizi pubblici, non si fermano. Pierpaolo Sileri ---End text--- Author: Pierpaolo Sileri Heading: Highlight: Image: -tit_org- Qui la Sanità non corre rischi di «shutdown» Se tutti gli ospedali chiudessero -sec_org- tp:writer§§ Pierpaolo Sileri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701716804412.PDF §---§ title§§ Sanita pubblica: non è vero che è solo malasanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717104411.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "SECOLO XIX" del 27 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-27T05:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717104411.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717104411.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717104411.PDF tp:ocr§§ SANITÀ PUBBLICA: NON È VERO CHE È SOLO MALASANITÀ ESPERIENZE PERSONALI L a sanità pubblica in Italia gode purtroppo di pessima fama. Ciò accade principalmente per alcuni clamorosi casi di malasanità. L’ultimo, alcuni giorni fa in Sicilia, con una insegnante morta di un grave cancro che non è stato possibile curare perché i risultati della biopsia sono arrivati dopo otto mesi dall’esame istologico. Eppure la realtà non è quella. A me per esempio, recentemente, è toccato finire al pronto soccorso del San Martino dove sono rimasto tre giorni durante i quali, contati con il servizio Ps Tracker nell’app Salute Simplex, mi sono state fatte poco meno di 70 prestazioni fra esami, visite e consulti: a volte quando sei lì ti sembra di essere abbandonato, ma la sensazione è smentita dai numeri. Ma non è neppure questo il punto. Il personale, medico e forse ancora più infermieristico, è sotto pressione, lavora senza fermarsi un attimo. Eppure ha una parola buona per tutti. Vengono continuamente chiamati da chi è in attesa di una visita, e si mostrano sempre pazienti e gentili. Non è scontato: ci sono pazienti tutt’altro che pazienti. Gente in branda con il pannolone perché non in grado di stare in piedi, che pretende di essere accompagnata in bagno: “Signore, non può; faccia pure che la vengo a pulire”. E quello insiste, con maleducazione e magari insulti. Ma l’infermiere resta calmo: “Signore non posso, se cade è una mia responsabilità e passo dei guai”. Neanche questo serve a convincere il paziente, però l’infermiere resta gentile. O quelli che pretendono che vengano spente le luci per poter dormire, e gli infermieri a dover spiegare che fino a una certa ora non è possibile perché la luce serve loro per muoversi fra le barelle e fare il proprio lavoro. Eppure neppure questa banale verità riesce a calmare l’ammalato. Ma l’infermiere mostra comunque il sorriso, roba che mi ero spazientito io per lui. Il punto è che la malasanità esiste. Ma perché a causa dei tagli il personale, che è di alta qualità, è oberato da stress, doppi turni massacranti, frustrazione perché spesso i gettonisti in pronto soccorso guadagnano molto più di loro e talvolta sono fuori dal contesto. Ed è chiaro che queste sono le precondizioni per commettere un errore, che lavorando in quel campo può risultare fatale. Ed è così che la sanità pubblica si guadagna la pessima ma immeritata fama. — © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: GIULIANO GNECCO Heading: ESPERIENZE PERSONALI Highlight: Image: -tit_org- Sanita pubblica: non è vero che è solo malasanità -sec_org- tp:writer§§ GIULIANO GNECCO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/27/2025102701717104411.PDF §---§