title§§ Sistema in affanno, oltre 128mila bresciani rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "GIORNALE DI BRESCIA" del 22 Oct 2025
Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 22 Oct 2025
Allarme del Terzo settore: a due anni dalla legge, nessuna attuazione. Govi: «Fare presto, bisogni crescenti»
pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF tp:ocr§§ LE RICHIESTE RIVOLTE AL MINISTRO SCHILLACI «Tutto fermo sull’assistenza agli anziani» Allarme del Terzo settore: a due anni dalla legge, nessuna attuazione. Gori: «Fare presto, bisogni crescenti» A due anni dall’approvazione della legge delega e ad uno dal primo decreto attuativo, si sono perse le tracce sull’attuazione della riforma sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. Per questo il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, un network che mette insieme 61 associazioni, dalle Acli agli operatori del settore, ha chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci di far uscire dal limbo una legge che coinvolge circa 10 milioni di persone in Italia, tra gli anziani, i familiari che li assistono e gli operatori professionali coinvolti. Serve una svolta anche perché, come ci ricorda l’Osservatorio Conti pubblici in Italia, la quota di over 80 è destinata a crescere dall’attuale 8% al 14% nel 2070 e in parallelo la spesa sanitaria destinata alle cure per ultraottantenni raddoppierà dall’1,3% al 2,5% del Pil. «È normale che una riforma ambiziosa incontri difficoltà importanti – ha detto Cristiano Gori, coordinatore del Patto – ma il problema è che arriva con decenni di ritardo, gli anziani sono sempre di più e il settore versa in condizioni molto critiche». Ecco perché la tempistica è decisiva: «C’è il pericolo di iniziare a mettere mano al settore quando l’ampiezza dei bisogni inevasi e il deterioramento dell’offerta di risposte renderanno impossibili interventi migliorativi di sostanza». Eppure la legge – frutto di un lavoro meticoloso, promosso dal governo Draghi e approvato da quello Meloni nel marzo 2023 – era stata pensata proprio per questo, muovendosi su tre linee guida. Primo: la costruzione di un settore compatto, passando dall’attuale sistema frammentato a una governance unica, così da semplificare i percorsi delle famiglie ed evitare che debbano peregrinare tra una varietà di sportelli, luoghi e sedi, con una babele di regole e procedure differenti da seguire. Secondo, avere nuovi modelli d’intervento, ovvero aggiornare l’offerta di risposte di welfare per allinearla al cambiamento della domanda, in modo differente tra i diversi contesti assistenziali. Che vuol dire, in pratica, introduzione di servizi domiciliari per la non autosufficienza, di prevedere nelle strutture residenziali personale adeguato al diffondersi delle demenze e di impiegare l’indennità di accompagnamento per sostenere il costo delle assistenti familiari regolari. Infine, l’ultimo aspetto della legge affrontava l’ampliamento dell’offerta: attualmente la rete dei servizi a titolarità pubblica lascia inevase molte domande, poiché sia quelli a domicilio sia quelli in strutture residenziali sono insufficienti. È necessario, dunque, reperire maggiori finanziamenti per allargare l’offerta. «Per garantire l’efficacia della riforma – ha spiegato Gori – si stima che a regime siano necessari tra i 5 e i 7 miliardi di euro aggiuntivi annui di spesa pubblica. Questo è un obiettivo da raggiungere gradualmente, attraverso un piano pluriennale. E c’è bisogno di nuovi finanziamenti collegati ad una maggiore progettualità». Gli occhi di tutti sono puntati sulla legge di bilancio che a breve inizierà il suo iter parlamentare. Ma attenzione non è solo una questione economica. Per evitare che la riforma si traduca in un’occasione mancata, insistono gli organizzatori del Patto, serve una governance nazionale capace di affiancare le regioni, monitorare l’attuazione e garantire l’uniformità dei diritti degli anziani non autosufficienti su tutto il territorio. ---End text--- Author: GIANCARLO SALEMI Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Tutto fermo sull'assistenza agli anziani» -sec_org- tp:writer§§ GIANCARLO SALEMI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF §---§ title§§ Sanita per soli ricchi In Lombardia arriva la "super intramoenia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "DOMANI" del 22 Oct 2025
Estratto da pag. 8 di "LIBERO" del 22 Oct 2025
Il presidente della Commissione del Senato (Fdi): «Stanziati 30 miliardi in 5 anni. Prevenzione e salari più alti le priorità»
pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF tp:ocr§§ «Con le maggiori risorse puntiamo a rilanciare la sanità italiana» Il presidente della Commissione del Senato (Fdi): «Stanziati 30 miliardi in 5 anni. Prevenzione e salari più alti le priorità» l’intervista FRANCESCO ZAFFINI ¦ «La sanità è stata messa al centro di questa manovra con un significativo aumento delle risorse e interventi mirati a sostenere il personale sanitario e migliorare la qualità dell’assistenza per tutti i cittadini». Francesco Zaffini, senatore di Fdi e presidente della X Commissione (Sanità, Lavoro e Previdenza) del Senato, rivendica l’azione del governo Meloni che, per la prima volta da diversi anni, ha aumentato gli i fondi destinati alla salute. Presidente Zaffini, l’anno prossimo ci saranno 7,4 miliardi in più. Come verranno utilizzati? «È un impegno economico senza precedenti. Anche perché si tratta di una cifra destinata a crescere di altri 2,4 miliardi nel 2027 e di 2,65 miliardi nel 2028, fino ad arrivare a 30 miliardi nell’arco della legislatura. Grazie alle nuove disposizioni, sarà possibile valorizzare il personale impegnato nei servizi di pronto soccorso con incrementi delle retribuzioni. Inoltre, la manovra stanzia risorse importanti per l’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, con un aumento strutturale dei rimborsi a partire dal 2027, che garantirà maggiore stabilità economica agli ospedali pubblici e convenzionati. In particolare, l’articolo 66 della legge di Bilancio aggiorna le tariffe di rimborso per prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, confermando per il 2026 un miliardo di euro e prevedendo un aumento a 1,35 miliardi dal 2027, suddivisi in 1 miliardo per ricoveri acuti e 350 milioni per le cure post-acuzie, oltre a 100 milioni nel 2026 per visite specialistiche e assistenza protesica, che cresceranno a 183 milioni dal 2027». Una svolta importante riguarda la sanità mentale, che per la prima volta riceverà fondi dedicati. «Dal 2026 una parte del fabbisogno sanitario nazionale standard viene destinata all'attuazione del Piano nazionale di azioni per la salute mentale 2025-2030, per rafforzare e qualificare l’assistenza integrata lungo tutto l’arco della vita della persona: 80 milioni di euro nel 2026, 85 milioni nel 2027, 90 milioni nel 2028, 50 milioni all’anno dal 2029 in poi». Gli investimenti nella prevenzione e negli screening oncologici sono centrali: quali risultati si attendono? «Prevenzione sanitaria, diagnosi precoce e vaccini sono una priorità. Per la prima volta, il governo stanzia risorse aggiuntive e permanenti di oltre 485 milioni di euro all’anno per rafforzare la prevenzione sanitaria e la salute pubblica. Questi fondi saranno impiegati per estendere e migliorare gli screening oncologici, ampliare l’offerta vaccinale e promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di prevenire malattie gravi e ridurre i costi a lungo termine per il sistema sanitario. Per il 2026 sono inoltre previsti 247 milioni di euro straordinari per dare avvio immediato a questi programmi». Le assunzioni previste ridurranno le liste d’attesa? «La manovra autorizza l’assunzione di nuovo personale sanitario – oltre mille medici e oltre 5mila infermieri - a tempo indeterminato per far fronte alla carenza di organico e ridurre le liste d’attesa, con un impegno complessivo di oltre 450 milioni di euro annui. Le nuove assunzioni insieme all’aumento dei fondi per le prestazioni aggiuntive e all’aggiornamento delle tariffe di rimborso per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, permetteranno di potenziare i servizi territoriali e ospedalieri, riducendo così i tempi di attesa per visite, esami e interventi. È un passo fondamentale per garantire a tutti i cittadini un accesso più rapido ed efficace alle cure». E sul fronte dei salari? «L’obiettivo è valorizzare il personale sanitario. La manovra stanzia risorse aggiuntive per la contrattazione del personale sanitario (+195 milioni, da 285 a 480 milioni), incarichi dirigenziali (+8 milioni, da 5,5 a 13,5 milioni) e interventi territoriali e ospedalieri (+58 m ilioni, da 150 a 208 milioni). Per il 2026 sono inoltre stanziati 143,5 milioni per il finanziamento delle prestazioni aggiuntive del personale, con incentivi fiscali per le ore extra lavorate». M.ZAC. ---End text--- Author: Redazione Heading: l’intervista FRANCESCO ZAFFINI Highlight: “ LISTE D’ATTESA In manovra c’è l’assunzione di 1000 medici e 5000 infermieri per ridurre le liste d’attesa Image:Fracesco Zaffini, presidente della X Commissione del Senato (Sanità, Lavoro e Previdenza) -tit_org- Intervista a Francesco Zaffini - «Con le maggiori risorse puntiamo a rilanciare la sanità italiana» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF §---§ title§§ Cure a domicilio assistenza un giorno al mese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF description§§
Estratto da pag. 45 di "REPUBBLICA" del 22 Oct 2025
Estratto da pag. 6 di "SOLE 24 ORE" del 22 Oct 2025
Marzio Bartoloni —a pag. 6
pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF tp:ocr§§ sanità Farmaci, il prontuario cambia dopo 20 anni Marzio Bartoloni —a pag. 6 Farmaci, il prontuario si prepara a cambiare per governare la spesa Sanità. In manovra spunta la revisione annuale dell’elenco di medicine rimborsate dal Ssn per le quali rinegoziare il prezzo in base ai consumi Rivedere e aggiornare ogni anno il Prontuario terapeutico nazionale, l’elenco ufficiale dei farmaci - oggi se ne contano oltre 10mila - che possono essere erogati e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale con l’obiettivo ultimo della «razionalizzazione della spesa farmaceutica». Spunta nella bozza della manovra di bilancio attesa presto in Parlamento un altro importante tassello del puzzle a cui sta lavorando il Governo per provare a governare una spesa farmaceutica che cresce senza sosta e che nel 2024 ha sfiorato la cifra record di 24 miliardi (+8,6% in un anno). Dopo il varo a metà settembre di un Ddl delega di riforma della legislazione farmaceutica che entro il 2026 dovrà rivedere tutte le norme del settore la legge di bilancio anticipa qualche intervento: da una parte rivedendo i tetti di spesa della farmaceutica che nella bozza della manovra salgono dello 0,25% dall’altra inserendo un articolo ad hoc che introduce la «revisione annuale del Prontuario». In realtà la manutenzione di questo strumento è continua, ma una revisione non si vede da almeno 20 anni. In particolare la norma prevede che ogni anno, entro il 30 novembre, l’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) riveda e aggiorni il Prontuario e a seguito della revisione individui «i medicinali da includere, mantenere, riclassificare o escludere dal Prontuario, nonché quelli per i quali procedere alla rinegoziazione delle condizioni di prezzo e rimborso anche in ragione dell’ampliamento dei consumi o della presenza di alternative con costo terapia più favorevole». Insomma l’idea di fondo è governare meglio la spesa che l'anno scorso ha raggiunto i 23,658 miliardi, in pratica il 17,8% del Fondo sanitario dello stesso anno a fronte di un tetto che invece è del 15,3% decretando uno sfondamento di oltre 4 miliardi (metà a carico delle aziende con il payback). Dal 2026 la manovra, come detto, porterà il tetto al 15,55% (+0,25%) e con le risorse aggiuntive il Fondo sanitario nazionale toccherà quasi i 143 miliardi, di cui appunto circa 22 miliardi disponibili per i farmaci. Risorse che però rischiano di non bastare. Da qui l’idea anche di una revisione annuale del Prontuario che entrerà in vigore il 1 gennaio con l’accortezza che se un medicinale dovesse essere escluso l’Aifa potrà prevedere periodi di transizione per evitare che i pazienti già in cura restino senza. «Diciamo subito che il Prontuario è soggetto a una manutenzione permanente da parte di Aifa, perché se un farmaco diventa obsoleto esce dalla rimborsabilità e se uno nuovo ha un rapporto beneficio-rischio o costo favorevoli vi entra», spiega al Sole 24 ore il presidente di Aifa Robert Nisticò. Che «in un'ottica più generale di revisione del sistema» giudica «senza pregiudizi ideologici, anche l'idea di una revisione più sistematica del prontuario. Questo però con grano salis, perché altrimenti rischiamo di avere un effetto opposto, spostando i consumi da farmaci più datati ma economici verso prodotti nuovi ma più costosi». «È chiaro però - continua Nisticò - che occorre far leva su tutto ciò che possa al contempo garantire la sostenibilità della spesa e l’offerta delle opzioni terapeutiche più innovative ed efficaci. Per far questo dovremo anche valutare l’adozione di un modello di accesso veloce dei medicinali innovativi, che potrebbero essere ammessi subito alla rimborsabilità con un prezzo concordato, in attesa di un conguaglio a distanza di un anno o due sulla base dei dati reali di efficacia». «Così come potremmo ragionare - aggiunge il presidente dell’Aifa - su sistemi automatici di revisione dei prezzi con diminuzioni proporzionali all’eventuale aumento dei volumi di vendita». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Se un farmaco sarà escluso si potranno prevedere periodi di transizione per evitare che il paziente resti senza Image:IMAGOECONOMICA Costi record. La revisione annuale del Prontuario terapeutico nazionale ha lo scopo di governare una spesa farmaceutica che cresce senza sosta -tit_org- Farmaci, il prontuario cambia dopo 20 anni Farmaci, il prontuario si prepara a cambiare per governare la spesa -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF §---§