title§§ Sistema in affanno, oltre 128mila bresciani rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "GIORNALE DI BRESCIA" del 22 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-22T05:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF', 'title': 'GIORNALE DI BRESCIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF tp:ocr§§ Sistema in affanno, oltre 128mila bresciani rinunciano alle cure Lo stima l’ultimo report della Fondazione Gimbe Cartabellotta: «Lenta agonia di un bene comune» LA SPESA Una «lenta agonia» rischia – ditrasformare il Sistema sanitario nazionale, bene comune per eccellenza, «in un privilegio per pochi». A dirlo, dati alla mano, è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: «Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Ssn, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazionenecessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica». L’occasione per parlarne è la presentazione dell’ottavo Rapporto sul Ssn, avvenuta nei giorni scorsi a Roma. Emerge che il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. «Risorse - si legge nel report - in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici». Il trend è confermato: la nuova Legge di bilancio determina un finanziamento per il 2026 di 142,9 miliardi di euro. La spesa sanitaria, però, continua a essere fonte di preoccupazioni. In Italia nel 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro:137,46 miliardi dispesa pubblica e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. «L’aumento della spesa a carico delle famiglie - osserva Cartabellotta - rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni». Uno scenario che si riflette anche a livello regionale. In Lombardia, nel 2024, il 10,3% dei cittadini - oltre un milione di persone - ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (media nazionale di 9,9%) con un incremento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2023. Nel Bresciano, applicando la stessa stima, si parla di oltre 128mila persone. La percentuale varia molto qua e là per l’Italia: sale al 17,2% in Sardegna e scende al 5,3% a Bolzano; in mezzo ci sono Lazio (12%) e Campania (8,6%). Del Fondo sanitario nazionale lo scorso anno la nostra regione ha ricevuto 2.154 euro pro-capite, cifra inferiore alla media nazionale di 2.181 euro. Una penalizzazione che, come spiega il documento, «consegue al criterio demografico ponderato per età: una popolazione più giovane “pesa” meno in termini di fabbisogno standard». Per la Lombardia il report conferma, inoltre, il saldo positivo rilevante della mobilità sanitaria: 623,8 milioni di euro nel 2022, in aumento di 352,5 milioni rispetto al 2021. Interessanti sono anche i dati sulle cure primarie. Il report ricorda che il massimale di 1.500 assistiti viene superato dal 74% dei medici di famiglia lombardi (la media nazionale è 51,7%) e che tra il 2019 e il 2023 questi professionisti si sono ridotti del 9,9% (media nazionale 12,7%). Quanto ai pediatri il numero medio di assistiti in Lombardia è 992, più della media nazionale di 900. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sistema in affanno, oltre 128mila bresciani rinunciano alle cure -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203115907140.PDF §---§ title§§ «Tutto fermo sull'assistenza agli anziani» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 22 Oct 2025

Allarme del Terzo settore: a due anni dalla legge, nessuna attuazione. Govi: «Fare presto, bisogni crescenti»

pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF tp:ocr§§ LE RICHIESTE RIVOLTE AL MINISTRO SCHILLACI «Tutto fermo sull’assistenza agli anziani» Allarme del Terzo settore: a due anni dalla legge, nessuna attuazione. Gori: «Fare presto, bisogni crescenti» A due anni dall’approvazione della legge delega e ad uno dal primo decreto attuativo, si sono perse le tracce sull’attuazione della riforma sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. Per questo il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, un network che mette insieme 61 associazioni, dalle Acli agli operatori del settore, ha chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci di far uscire dal limbo una legge che coinvolge circa 10 milioni di persone in Italia, tra gli anziani, i familiari che li assistono e gli operatori professionali coinvolti. Serve una svolta anche perché, come ci ricorda l’Osservatorio Conti pubblici in Italia, la quota di over 80 è destinata a crescere dall’attuale 8% al 14% nel 2070 e in parallelo la spesa sanitaria destinata alle cure per ultraottantenni raddoppierà dall’1,3% al 2,5% del Pil. «È normale che una riforma ambiziosa incontri difficoltà importanti – ha detto Cristiano Gori, coordinatore del Patto – ma il problema è che arriva con decenni di ritardo, gli anziani sono sempre di più e il settore versa in condizioni molto critiche». Ecco perché la tempistica è decisiva: «C’è il pericolo di iniziare a mettere mano al settore quando l’ampiezza dei bisogni inevasi e il deterioramento dell’offerta di risposte renderanno impossibili interventi migliorativi di sostanza». Eppure la legge – frutto di un lavoro meticoloso, promosso dal governo Draghi e approvato da quello Meloni nel marzo 2023 – era stata pensata proprio per questo, muovendosi su tre linee guida. Primo: la costruzione di un settore compatto, passando dall’attuale sistema frammentato a una governance unica, così da semplificare i percorsi delle famiglie ed evitare che debbano peregrinare tra una varietà di sportelli, luoghi e sedi, con una babele di regole e procedure differenti da seguire. Secondo, avere nuovi modelli d’intervento, ovvero aggiornare l’offerta di risposte di welfare per allinearla al cambiamento della domanda, in modo differente tra i diversi contesti assistenziali. Che vuol dire, in pratica, introduzione di servizi domiciliari per la non autosufficienza, di prevedere nelle strutture residenziali personale adeguato al diffondersi delle demenze e di impiegare l’indennità di accompagnamento per sostenere il costo delle assistenti familiari regolari. Infine, l’ultimo aspetto della legge affrontava l’ampliamento dell’offerta: attualmente la rete dei servizi a titolarità pubblica lascia inevase molte domande, poiché sia quelli a domicilio sia quelli in strutture residenziali sono insufficienti. È necessario, dunque, reperire maggiori finanziamenti per allargare l’offerta. «Per garantire l’efficacia della riforma – ha spiegato Gori – si stima che a regime siano necessari tra i 5 e i 7 miliardi di euro aggiuntivi annui di spesa pubblica. Questo è un obiettivo da raggiungere gradualmente, attraverso un piano pluriennale. E c’è bisogno di nuovi finanziamenti collegati ad una maggiore progettualità». Gli occhi di tutti sono puntati sulla legge di bilancio che a breve inizierà il suo iter parlamentare. Ma attenzione non è solo una questione economica. Per evitare che la riforma si traduca in un’occasione mancata, insistono gli organizzatori del Patto, serve una governance nazionale capace di affiancare le regioni, monitorare l’attuazione e garantire l’uniformità dei diritti degli anziani non autosufficienti su tutto il territorio. ---End text--- Author: GIANCARLO SALEMI Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Tutto fermo sull'assistenza agli anziani» -sec_org- tp:writer§§ GIANCARLO SALEMI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139106332.PDF §---§ title§§ Sanita per soli ricchi In Lombardia arriva la "super intramoenia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "DOMANI" del 22 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF tp:ocr§§ C'ERA UNA VOLTA IL SISTEMA PUBBLICO Sanità per soli ricchi In Lombardia arriva la ^super intramoenia" giunta Fontana da il colpo di grazia agli ospedali del servizio sanitario rsie preferenziali per chi ha una polizza, che così salterà le lunghe attese La Corsie GIULIO CAVALLI In Lombardia c'è una delibera, la XII/4986 del 15 settembre, che segna un punto di svoltaCon quel testo la giunta lombarda ha autorizzato gli ospedali pubblici astipulare convenzioni con assicurazioni e fondi salutari integrativi. Chi ha una polizza potrà quindi prenotare visite, esarni e ricoveri nel pubblico, con tariffe concordate e tempi ridotti. È la cosiddetta "super intramoenia": un'estensione dell'attività lìbero-professionale (Alpi) che permette di utilizzare i letti pubblici non attivi e di canalizzare nel Servizio sanitario nazionale la domanda privata. Corsie privilegiate In apparenza è una norma tecnica, pensata per «valorizzare risorse inutilizzate» e «ridurre le liste d'attesa». In realtà, introduce un principio nuovo: dentro lo stesso ospedale, con gli stessi medici e le stesse macchine, chi ha un'assicurazione passerà avanti. È la legittimazione di una corsia preferenziale , finanziata dai fondi integrativi, mentre i pazienti del Servizio sanitario nazionale continueranno ad aspettare. La delibera non fìssa limiti, ne controlli vincolanti sull'uso di personale e apparecchiature. Nulla garantisce che l'attività assicurata sia davvero "aggiuntiva" rispetto a quella istituzionale. Senza regole, i medid inevitabilmente saranno spinti verso il canale più remunerativo, sottraendo tempo al servizio pubblico. Le associazioni sanitarie parlano di «colpo di grazia al sistema universalistico», perché la promessa di equità che tiene insieme il Ssn viene sostituita dal principio di solvibilità. La Regione invece sostiene che la misura è compatibile con il Dpcm del 27 marzo 2000 e con la legge 120/2007, che già prevedono l'Alpi. È vero, ma la compatibilita formale non cancella la sostanza politicalla Lombardia non inventa la privatizzazione, la normalizza. E nel testo approvato spuntano dettagli rivelatori—le prestazioni potranno essere erogate anche senza prescrizione, i prezzi per le assicurazioni dovranno essere inferiori ai listini privati — che rendono la corsia preferenziale stabile e conveniente. Non è la prima volta che la Lombardia sperimenta una riforma destìnataadiventare modello nazionale. È successo con la "presa in carico" dei cronici, con la libertà di scelta fra pubblico e privato, con la legge 23 del 2015 e la riforma del 2021 che sanciscono l'equivalenza tra erogatori Ogni volta la giustificazione è la stessa: efficienza e modernità. Ogni volta il risultato è l'indebolimento dell'universalismo. La "super intramoenia" si inserisce nello stesso solco. È costruita per essere replicata ovunque, senza bisogno di nuove leggi: basta una delibera regionale, in un Paese dove quattro milioni di persone hanno rinunciato aprestazioni sani tarie per i tempi d'attesa, trasformare il pubblico in un canale assicurativo significa abbandonare l'idea di uguaglianza delle cure. Il nuovo Piano nazionale liste d'attesa promette un . . é per «ill rt ØØòÜàï×ëè b'Supcrlnlrjm - 1 Hjgs s Cup unico e un monitoraggio centralizzato, mala delibera Lombarda apre un canale parallelo che rischia di eludere entrambi. Se il personale e le strutture del Ssn vengono usati anche per i pazienti assiemati, non sì decongestiona il sistema; si crea una corsia rapida per chi può pagare e una lenta per chi non può. L'unico modo per evitare lo spiazzamento sarebbe fissare vincoli di addizionalità: per ogni prestazione in solvenza, un corrispettivo slot per il Ssn. Ma la Regione non lo prevede. Non è prevista neppure la pubblicazione delle agende, dei tetti orari per i professionisti o del numero di letti "riattivati" per i ricoveri ordinari. Tutto resta affidato alle aziende sanitarie, senza indicatori pubblici, ne sanzioni Senza una polizza Nel frattempo cresce la platea cop erta da fondi integrativi, spinta dal welfare aziendale e dai contratti collettivL In Lombardia significa che milioni di cittadini potranno accedere al percorso rapido, mentre chi non ha una polizza resterà in attesa- È un effetto strutturale, non un incidente la corsia assicurativa non nasce per ridurre le liste, ma per selezionare chi può saltarle. Dietro il linguaggio amministrativo — «ottimizzazione delle risorse», «sinergia pubblico-privato» — si intravede la trasformazione piùprofonda del sistema sanitario. Se l'accesso alle cure dipenderà dalla disponibilità economica, la missione del Ssn sarà stravolta. Gli ospedali pubblici diventeranno piattaforme per il mercato delle assicurazioni, e il diritto allasalute finirà per essere un servizio a due velocità. Le sigle sindacali chiedono trasparenza; pubblicare le agende, fissare tetti orari per le attività in solvenza, rendere pubblici i volumi delle prestazioni assicurate, introdurre dausole automatiche di stop quando peggiorano i tempi Ssn. Ma finora la Giunta non ha previsto nessuno di questi vincoli. Tutto è rimesso alla discrezione delle aziende sanitarie. È così che, in nome dell'efficienza, la Lombardia costruisce il precedente per una sanità selettiva, dove la priorità si compra. E se la storia recente insegna qualcosa è, appunto, che ciò che nasce in Lombardia spesso diventa modello nazionale. RIPRODUZIONE RISERVATA Perla Regione Lombardia guidata da Attilio Fontana la deliberà è in final fon (ü nonììativa ncKtonaìesul sistema sanitario -tit_org- Sanita per soli ricchi In Lombardia arriva la “super intramoenia” -sec_org- tp:writer§§ GIULIO CAVALLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138906334.PDF §---§ title§§ Intervista a Francesco Zaffini - «Con le maggiori risorse puntiamo a rilanciare la sanità italiana» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "LIBERO" del 22 Oct 2025

Il presidente della Commissione del Senato (Fdi): «Stanziati 30 miliardi in 5 anni. Prevenzione e salari più alti le priorità»

pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF tp:ocr§§ «Con le maggiori risorse puntiamo a rilanciare la sanità italiana» Il presidente della Commissione del Senato (Fdi): «Stanziati 30 miliardi in 5 anni. Prevenzione e salari più alti le priorità» l’intervista FRANCESCO ZAFFINI ¦ «La sanità è stata messa al centro di questa manovra con un significativo aumento delle risorse e interventi mirati a sostenere il personale sanitario e migliorare la qualità dell’assistenza per tutti i cittadini». Francesco Zaffini, senatore di Fdi e presidente della X Commissione (Sanità, Lavoro e Previdenza) del Senato, rivendica l’azione del governo Meloni che, per la prima volta da diversi anni, ha aumentato gli i fondi destinati alla salute. Presidente Zaffini, l’anno prossimo ci saranno 7,4 miliardi in più. Come verranno utilizzati? «È un impegno economico senza precedenti. Anche perché si tratta di una cifra destinata a crescere di altri 2,4 miliardi nel 2027 e di 2,65 miliardi nel 2028, fino ad arrivare a 30 miliardi nell’arco della legislatura. Grazie alle nuove disposizioni, sarà possibile valorizzare il personale impegnato nei servizi di pronto soccorso con incrementi delle retribuzioni. Inoltre, la manovra stanzia risorse importanti per l’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, con un aumento strutturale dei rimborsi a partire dal 2027, che garantirà maggiore stabilità economica agli ospedali pubblici e convenzionati. In particolare, l’articolo 66 della legge di Bilancio aggiorna le tariffe di rimborso per prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, confermando per il 2026 un miliardo di euro e prevedendo un aumento a 1,35 miliardi dal 2027, suddivisi in 1 miliardo per ricoveri acuti e 350 milioni per le cure post-acuzie, oltre a 100 milioni nel 2026 per visite specialistiche e assistenza protesica, che cresceranno a 183 milioni dal 2027». Una svolta importante riguarda la sanità mentale, che per la prima volta riceverà fondi dedicati. «Dal 2026 una parte del fabbisogno sanitario nazionale standard viene destinata all'attuazione del Piano nazionale di azioni per la salute mentale 2025-2030, per rafforzare e qualificare l’assistenza integrata lungo tutto l’arco della vita della persona: 80 milioni di euro nel 2026, 85 milioni nel 2027, 90 milioni nel 2028, 50 milioni all’anno dal 2029 in poi». Gli investimenti nella prevenzione e negli screening oncologici sono centrali: quali risultati si attendono? «Prevenzione sanitaria, diagnosi precoce e vaccini sono una priorità. Per la prima volta, il governo stanzia risorse aggiuntive e permanenti di oltre 485 milioni di euro all’anno per rafforzare la prevenzione sanitaria e la salute pubblica. Questi fondi saranno impiegati per estendere e migliorare gli screening oncologici, ampliare l’offerta vaccinale e promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di prevenire malattie gravi e ridurre i costi a lungo termine per il sistema sanitario. Per il 2026 sono inoltre previsti 247 milioni di euro straordinari per dare avvio immediato a questi programmi». Le assunzioni previste ridurranno le liste d’attesa? «La manovra autorizza l’assunzione di nuovo personale sanitario – oltre mille medici e oltre 5mila infermieri - a tempo indeterminato per far fronte alla carenza di organico e ridurre le liste d’attesa, con un impegno complessivo di oltre 450 milioni di euro annui. Le nuove assunzioni insieme all’aumento dei fondi per le prestazioni aggiuntive e all’aggiornamento delle tariffe di rimborso per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, permetteranno di potenziare i servizi territoriali e ospedalieri, riducendo così i tempi di attesa per visite, esami e interventi. È un passo fondamentale per garantire a tutti i cittadini un accesso più rapido ed efficace alle cure». E sul fronte dei salari? «L’obiettivo è valorizzare il personale sanitario. La manovra stanzia risorse aggiuntive per la contrattazione del personale sanitario (+195 milioni, da 285 a 480 milioni), incarichi dirigenziali (+8 milioni, da 5,5 a 13,5 milioni) e interventi territoriali e ospedalieri (+58 m ilioni, da 150 a 208 milioni). Per il 2026 sono inoltre stanziati 143,5 milioni per il finanziamento delle prestazioni aggiuntive del personale, con incentivi fiscali per le ore extra lavorate». M.ZAC. ---End text--- Author: Redazione Heading: l’intervista FRANCESCO ZAFFINI Highlight: “ LISTE D’ATTESA In manovra c’è l’assunzione di 1000 medici e 5000 infermieri per ridurre le liste d’attesa Image:Fracesco Zaffini, presidente della X Commissione del Senato (Sanità, Lavoro e Previdenza) -tit_org- Intervista a Francesco Zaffini - «Con le maggiori risorse puntiamo a rilanciare la sanità italiana» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203137806335.PDF §---§ title§§ Cure a domicilio assistenza un giorno al mese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF description§§

Estratto da pag. 45 di "REPUBBLICA" del 22 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF tp:ocr§§ Cure a domicilio assistenza un giorno al mese il punto a civiltà di una Nazione si valuta dall’attenzione che si dedica ai più fragili e l’assistenza agli anziani non autosufficienti è uno degli aspetti su cui il ministero si sta più impegnando», afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al convegno organizzato dal Patto per un nuovo Welfare sulla non autosufficienza, che da tempo rivendica interventi e risorse per implementare una riforma che al momento è ferma, e che la nuova manovra non finanzia. Tra gli obiettivi concreti da attuare, afferma il coordinatore del Patto Cristiano Gori, l’introduzione di «fondamentali servizi domiciliari per chi non è autosufficiente, oggi totalmente assenti». Pronta la replica del ministro: «Abbiamo aumentato i fondi del Pnrr sull’assistenza domiciliare integrata (Adi), raggiungendo in anticipo di un anno l’obiettivo del 10% di over 65 assistiti a domicilio». In Italia ci sono circa 14 milioni di over 65: i non autosufficienti sono 4 milioni. Il 10% potrebbe essere un primo traguardo, da implementare se si ritiene, come fa Schillaci, che «le terapie a domicilio sono un vantaggio per tutti, ma soprattutto per gli assistiti». La questione è però un’altra: «Quello che lei dice secondo noi è importante, ma è una gamba del ragionamento», obietta Gori. Spiegando che l’Adi è costituita da «singole prestazioni medico-riabilitative che in media danno 12 accessi l’anno. È utile, ma non è un’assistenza per i non autosufficienti, che richiederebbe interventi di durata più lunga, multiprofessionali». L’assistenza domiciliare, aggiunge Gori, «era prevista dalla legge 33/2023, ma si è persa per strada». La risposta è un po’ vaga: «Penso che andremo in questa direzione, magari per il momento con delle sperimentazioni». Il ministro obietta poi che «è un problema non solo sanitario, ma sociosanitario». E congedandosi, assicura: «Qualcosa faremo, non rimarremo silenti». L ---End text--- Author: ROSARIA AMATO Heading: il punto Highlight: Image: -tit_org- Cure a domicilio assistenza un giorno al mese -sec_org- tp:writer§§ Rosaria Amato guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203139006331.PDF §---§ title§§ Farmaci, il prontuario cambia dopo 20 anni = Farmaci, il prontuario si prepara a cambiare per governare la spesa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "SOLE 24 ORE" del 22 Oct 2025

Marzio Bartoloni —a pag. 6

pubDate§§ 2025-10-22T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF tp:ocr§§ sanità Farmaci, il prontuario cambia dopo 20 anni Marzio Bartoloni —a pag. 6 Farmaci, il prontuario si prepara a cambiare per governare la spesa Sanità. In manovra spunta la revisione annuale dell’elenco di medicine rimborsate dal Ssn per le quali rinegoziare il prezzo in base ai consumi Rivedere e aggiornare ogni anno il Prontuario terapeutico nazionale, l’elenco ufficiale dei farmaci - oggi se ne contano oltre 10mila - che possono essere erogati e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale con l’obiettivo ultimo della «razionalizzazione della spesa farmaceutica». Spunta nella bozza della manovra di bilancio attesa presto in Parlamento un altro importante tassello del puzzle a cui sta lavorando il Governo per provare a governare una spesa farmaceutica che cresce senza sosta e che nel 2024 ha sfiorato la cifra record di 24 miliardi (+8,6% in un anno). Dopo il varo a metà settembre di un Ddl delega di riforma della legislazione farmaceutica che entro il 2026 dovrà rivedere tutte le norme del settore la legge di bilancio anticipa qualche intervento: da una parte rivedendo i tetti di spesa della farmaceutica che nella bozza della manovra salgono dello 0,25% dall’altra inserendo un articolo ad hoc che introduce la «revisione annuale del Prontuario». In realtà la manutenzione di questo strumento è continua, ma una revisione non si vede da almeno 20 anni. In particolare la norma prevede che ogni anno, entro il 30 novembre, l’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) riveda e aggiorni il Prontuario e a seguito della revisione individui «i medicinali da includere, mantenere, riclassificare o escludere dal Prontuario, nonché quelli per i quali procedere alla rinegoziazione delle condizioni di prezzo e rimborso anche in ragione dell’ampliamento dei consumi o della presenza di alternative con costo terapia più favorevole». Insomma l’idea di fondo è governare meglio la spesa che l'anno scorso ha raggiunto i 23,658 miliardi, in pratica il 17,8% del Fondo sanitario dello stesso anno a fronte di un tetto che invece è del 15,3% decretando uno sfondamento di oltre 4 miliardi (metà a carico delle aziende con il payback). Dal 2026 la manovra, come detto, porterà il tetto al 15,55% (+0,25%) e con le risorse aggiuntive il Fondo sanitario nazionale toccherà quasi i 143 miliardi, di cui appunto circa 22 miliardi disponibili per i farmaci. Risorse che però rischiano di non bastare. Da qui l’idea anche di una revisione annuale del Prontuario che entrerà in vigore il 1 gennaio con l’accortezza che se un medicinale dovesse essere escluso l’Aifa potrà prevedere periodi di transizione per evitare che i pazienti già in cura restino senza. «Diciamo subito che il Prontuario è soggetto a una manutenzione permanente da parte di Aifa, perché se un farmaco diventa obsoleto esce dalla rimborsabilità e se uno nuovo ha un rapporto beneficio-rischio o costo favorevoli vi entra», spiega al Sole 24 ore il presidente di Aifa Robert Nisticò. Che «in un'ottica più generale di revisione del sistema» giudica «senza pregiudizi ideologici, anche l'idea di una revisione più sistematica del prontuario. Questo però con grano salis, perché altrimenti rischiamo di avere un effetto opposto, spostando i consumi da farmaci più datati ma economici verso prodotti nuovi ma più costosi». «È chiaro però - continua Nisticò - che occorre far leva su tutto ciò che possa al contempo garantire la sostenibilità della spesa e l’offerta delle opzioni terapeutiche più innovative ed efficaci. Per far questo dovremo anche valutare l’adozione di un modello di accesso veloce dei medicinali innovativi, che potrebbero essere ammessi subito alla rimborsabilità con un prezzo concordato, in attesa di un conguaglio a distanza di un anno o due sulla base dei dati reali di efficacia». «Così come potremmo ragionare - aggiunge il presidente dell’Aifa - su sistemi automatici di revisione dei prezzi con diminuzioni proporzionali all’eventuale aumento dei volumi di vendita». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Se un farmaco sarà escluso si potranno prevedere periodi di transizione per evitare che il paziente resti senza Image:IMAGOECONOMICA Costi record. La revisione annuale del Prontuario terapeutico nazionale ha lo scopo di governare una spesa farmaceutica che cresce senza sosta -tit_org- Farmaci, il prontuario cambia dopo 20 anni Farmaci, il prontuario si prepara a cambiare per governare la spesa -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/22/2025102203138806333.PDF §---§