title§§ «Sanità, il sistema è inefficiente» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103114607144.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "CENTRO" del 21 Oct 2025

D'Alessandro (Iv): troppe strutture. La giunta prenda esempio dal Veneto di Zaia

pubDate§§ 2025-10-21T04:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103114607144.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103114607144.PDF', 'title': 'CENTRO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103114607144.PDF tp:ocr§§ «Sanità, Ó sistema è inefficiente» D'Alessandrodv^troppe strutture. La giunta prendaesempiodalVenetodi Za » L ' AQUILA «II presidente della Regione Veneto Zaia, inaugurando una nuova Spect/Tac all'ospedale di Treviso, ha affermato che "in sanità, chi non progredisce non sta fermo, ma torna indietro". L'esatto opposto di ciò che dice Marsilio». Cosi Italia Viva toma sul tema sanità regionale attraverso le parole del presidente regionale del partito Camillo D'Alessandro e il presidente provinciale di Teramo Elvezio Zímica. «Frasi che contrastano con quelle di Marsilio», proseguono i due, «che in una recente intervista ha dichiarato: "II livello di assistenza dell'Abruzzo è sufficiente, ma qualcuno si può permettere l'eccellenza, e mi pare legittimo che chi ha una malattia, soprattutto se complessa, si sposti di 200 o 300 chilometri se migliora sensibilmente le sue aspettative di cura"». Per Italia Viva questa è una «ammissione di resa», perché è come «se invitasse i cittadini abruzzesi a curarsi altrove, riconoscendo implicitamente l'incapacità della Regione di garantire standard di qualità adeguati. Si giustifica così un arretramento con la scusa di finanziamenti insufficienti o sperequati. Ma i dati raccontano altro», dicono Zunica e D'Alessandro, che poi lasciano la parola ai numeri: «Nel 2024, il Veneto - prima in Italia per qualità assistenziale secondo la Fondazione Gimbe - ha ricevuto 2.182 euro pro capite di finanziamento sanitario. L'Abruzzo, quart'ultima nella medesima classifica, ha avuto 2.214 euro prò capite». Quindi, nonostante un «fina ziamento leggermente superi rè», le performance del nost sistema sanitario «restano ø tamente inferiori», chiosan< due. Riguardo le cause dell'inef cienza Italia Viva punta il di contro la struttura delle rete s nitaria: «L'Abruzzo, con 1,3 ir di abitanti, conta 26 osp dali per acuti e 16 Pronto So corso. Se il Veneto adottasse stessa proporzione dell'Abru zo, dovrebbe avere oltre 11 ospedali e più di 60 Pronto So corso. Ma non è così: il Vene ha 67 ospedali per acuti e i pronti soccorso. Questo p€ che Zaia ha scelto la stra( dell'efficienza e dell'efficaci L'Abruzzo, purtroppo, no» co eludono. -tit_org- «Sanità, il sistema è inefficiente» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103114607144.PDF §---§ title§§ Liguria: 68 milioni di euro per ridurre le liste d ' attesa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166306637.PDF description§§

Estratto da pag. 52 di "GIORNALE DI MONZA" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166306637.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166306637.PDF', 'title': 'GIORNALE DI MONZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166306637.PDF tp:ocr§§ IL PIANO L’assessore: «Vogliamo contrastare il fenomeno che porta molti cittadini a recarsi in strutture di altre regioni; dobbiamo essere attrattivi» Liguria: 68 milioni di euro per ridurre le liste d’attesa Il rapporto Gimbe, pur certificando il “lento, ma inesorabile smantellamento del servizio sanitario nazionale”, con la conseguenza che sempre più italiani rinunciano alle cure mediche, evidenzia per la Liguria un paio di “record” positivi: è la regione con la più alta percentuale di infermieri rispetto alla popolazione e quella che riceve il finanziamento pro capite più alto (2.261 euro) rispetto alle altre regioni. Quest’anno 80 euro in più rispetto al 2024. Questo per via dell’età media della popolazione, più alta rispetto al resto d’Italia. Tuttavia anche in Liguria si certifica che il 10,1% della popolazione rinuncia a curarsi, per i costi eccessivi della sanità privata, spesso unica alternativa a liste di attesa lunghe mesi (se non anni) per visite, esami, interventi chirurgici. La Regione, fin dal gennaio scorso ha messo in campo azioni per abbattere le liste d’attesa. L’ultima è di questi giorni, con uno stanziamento aggiuntivo di 68 milioni di euro – annunciato giovedì scorso dall’assessore regionale Massimo Nicolò insieme a Paolo Bordon, direttore generale di Area Salute e Servizi Sociali - per aumentare l’offerta di prestazioni sanitarie e «contrastare il fenomeno che porta molti cittadini liguri a spostarsi in altre regioni per ricevere cure e prestazioni sanitarie, con un disagio per i pazienti e per le loro famiglie e un conseguente aggravio economico per il Servizio sanitario regionale». Il Piano approvato ha un duplice obiettivo: aumentare l’offerta di prestazioni in Liguria e migliorare l’attrattività delle strutture regionali. «Puntiamo a ridurre le liste d’attesa e a garantire cure di qualità sempre più accessibili – spiega Nicolò – Ridurre la mobilità passiva significa permettere ai pazienti di curarsi vicino a casa, senza spostamenti gravosi e valorizzare le professionalità e le strutture liguri, rafforzando la fiducia nel nostro Sistema sanitario. Il Piano rappresenta uno sforzo importante che prevede il potenziamento dell’attività nelle strutture pubbliche, insieme a una riorganizzazione delle liste d’attesa e a una presa in carico più proattiva dei pazienti. Inoltre, il coinvolgimento delle strutture private accreditate non comporta un esborso per i cittadini in quanto, le stesse, lavorano in nome e per conto del nostro Sistema sanitario e possono offrire anche prestazioni ad alta complessità». Il piano prevede oltre 24 milioni di euro quest’anno, che saliranno a 44 milioni annui dal 2026, destinati all’incremento dell’attività chirurgica, in particolare in ortopedia, cardiologia e cardiochirurgia nelle strutture pubbliche e private accreditate che, a oggi, erogano solamente il 6,7% delle prestazioni ospedaliere rispetto alla produzione complessiva, una quota molto inferiore rispetto ad altre regioni che riescono così a trattenere più pazienti sul proprio territorio. «Questo provvedimento nasce da un’analisi della mobilità sanitaria interregionale – aggiunge Bordon - dalla quale emerge che la Liguria ha un indice di vecchiaia tra i più alti in Italia e quindi una domanda molto elevata di prestazioni sanitarie, destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione. A questo si aggiunge un tasso di occupazione molto alto nei reparti di ortopedia, che nelle strutture pubbliche liguri raggiunge in media l’85% e la carenza di anestesisti dedicati all’attività operatoria, diminuiti del 15% negli ultimi 5 anni. Il Piano prevede la proroga degli accordi bilaterali con Emilia-Romagna e Toscana e la stipula di nuove intese con Lombardia e Piemonte, così da rafforzare la cooperazione con le regioni confinanti e ridurre il ricorso a mobilità sanitaria non programmata». La Liguria ha un saldo di mobilità negativo che ammonta a circa 79 milioni: la mobilità passiva ospedaliera è pari a 158 milioni, dove le principali aree di fuga sono rappresentate da ortopedia (44%), cardiologia (12 ,8%) e malattie del sistema nervoso (8 %). La mobilità attiva, che si riferisce ai cittadini che raggiungono la Liguria per ricevere prestazioni sanitarie, è invece pari a 78,5 milioni e registra tre aree a maggiore attrattività: quella ortopedica (18%), cardiologica (14,9%) e neurologia (13,1%). l Andrea Moggio ---End text--- Author: Andrea Moggio Heading: Highlight: Image:MASSIMO NICOLÒ -tit_org- Liguria: 68 milioni di euro per ridurre le liste d ’ attesa -sec_org- tp:writer§§ Andrea Moggio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166306637.PDF §---§ title§§ Un italiano su 10 rinuncia alle cure Ecco le ragioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166006638.PDF description§§

Estratto da pag. 50 di "GIORNALE DI MONZA" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166006638.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166006638.PDF', 'title': 'GIORNALE DI MONZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166006638.PDF tp:ocr§§ RAPPORTO GIMBE Dati preoccupanti Un italiano su 10 rinuncia alle cure Ecco le ragioni Negli ultimi tre anni alla sanità sono andati 13,1 miliardi di euro in meno e 41,3 miliardi sono rimasti a carico delle famiglie. E un italiano su 10 ha rinunciato alle cure. E’ forse l’aspetto più drammatico che si evidenzia nell’8º Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale di Fondazione Gimbe. «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E’ la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi». Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. L’86,7% della spesa privata, dunque, grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. «La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie». Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Nel Nordovest? La Lombardia con 10,3% è sopra la media nazionale così come la Liguria che si attesta al 10,1%; meglio (se così si può dire) il Piemonte con il 9,2%. Il quadro, però, è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). «L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze». Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta come la quota di Pil destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Regioni che già devono fare i conti con un riparto del fondo sanitario lontano dall’equità. Infatti, in termini di pro-capite, nel 2024 la Liguria (con 2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media naz ionale: Campania (2.135 euro), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 euro della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -268,5 milioni della Lombardia. Il rapporto punta il dito anche contro il mancato adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (punteggi comunque buoni per Piemonte e Lombardia, “cartellino giallo” per la Liguria) e sopratutto contro la mancanza di personale sanitario, in particolare di infermieri, così come di medici ma per questi ultimi non si tratta di carenza strutturale bensì di scelta di formarsi e poi lavorare o nel privato o all’estero: «Rimane incomprensibile – commenta ancora Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero». l Erica Bertinotti ---End text--- Author: Erica Bertinotti Heading: Highlight: La percentuale di Lombardia e Liguria è sopra la media nazionale Image: -tit_org- Un italiano su 10 rinuncia alle cure Ecco le ragioni -sec_org- tp:writer§§ Erica Bertinotti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166006638.PDF §---§ title§§ Viaggi della speranza senza fine in un anno budget raddoppiato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753805840.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "REPUBBLICA PALERMO" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T03:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753805840.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753805840.PDF', 'title': 'REPUBBLICA PALERMO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753805840.PDF tp:ocr§§ Viaggi della speranza senza fine in un anno budget raddoppiato L’Isola ha chiuso il 2024 con un saldo passivo di 247 milioni di euro. Un anno prima il disavanzo era di circa 139 milioni a chiamano “mobilità sanitaria”, ma in realtà è un esodo. Pazienti che cercano altrove la cura che dovrebbero trovare a casa, medici che lasciano l’Isola per lavorare in ospedali dove i reparti funzionano e i turni non si reggono solo sulla buona volontà. È la sanità che si sposta: flussi di referti e cartelle cliniche che varcano lo Stretto e prendono la via di Milano, Bologna, Padova. La Sicilia ha chiuso il 2024 con un saldo passivo di 247 milioni di euro per la cosiddetta mobilità sanitaria passiva, cioè la differenza tra le somme pagate per i propri cittadini curati altrove e quelle ricevute per i pazienti provenienti da fuori regione. Lo certifica un decreto dello scorso giugno dell’assessorato alla Salute. Un anno prima il disavanzo era quasi la metà — 139,7 milioni — e nel 2022 di circa 242 milioni: numeri che raccontano un sistema che non riesce a trattenere né i malati né chi li cura Secondo l’ultimo rapporto Meridiano sanità 2025 di The European house — Ambrosetti, la mobilità sanitaria italiana ha toccato nel 2023 un massimo storico di 2,9 miliardi di euro. Di questi, una fetta consistente scivola via dal Mezzogiorno. La Sicilia, insieme a Campania e Calabria, è infatti tra le regioni con i saldi più negativi. Emilia-Romagna L e Lombardia restano invece i grandi poli di attrazione: oltre 380 milioni di euro ciascuna di mobilità “attiva”, cioè pazienti in arrivo da fuori. Stando al report, otto volte su dieci la mobilità è “effettiva”, frutto cioè di una scelta obbligata più che di libera preferenza: chi parte lo fa perché nella propria regione non trova cure o si imbatte in lunghi tempi d’attesa. E la distanza media percorsa supera i 500 chilometri. Chi si ammala in Sicilia paga due volte: con le tasse che finanziano il servizio sanitario regionale e con i viaggi, gli alberghi, le spese fuori casa per inseguire una diagnosi. La fondazione Gimbe parla di una «frattura strutturale del Servizio sanitario nazionale». Sei regioni — Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia — generano da sole quasi l’80 per cento del saldo passivo. Per l’Isola i numeri sono impietosi: 324 milioni di euro di debiti solo nel 2022 per le cure dei propri cittadini in altre regioni, a fronte di 82 milioni di crediti per pazienti in ingresso. E il privato accreditato continua a espandere la sua quota: oltre il 37 per cento della mobilità attiva siciliana, contro una media italiana del 54. Dietro i flussi ci sono le persone. Come Simone Aiello, 47 anni, consulente marketing e atleta di triathlon: «In Sicilia non c’era cura per il mio tumore al polmone. A Monza mi hanno salvato la vita». Ogni 28 giorni parte da Palermo per il San Gerardo: «Inserisco il codice fiscale nella macchinetta, dopo un quarto d’ora mi chiamano. Se mando una mail di domenica, mi rispondono in dodici ore: tutto funziona come un orologio svizzero». Anni fa si è affidato a una terapia innovativa. «Solo al Nord ne avevano sentito parlare: lì, tra l’altro, certi farmaci si reperiscono con maggiore facilità e ciò va di pari passo con un’organizzazione efficiente». Anche Bianca (nome di fantasia), 41 anni, palermitana, lo dice senza esitazioni: «Se non fossi andata a Milano a quest’ora non so se ce l’avrei fatta». All’Istituto europeo di oncologia ha affrontato quattro mesi di chemio, avanti e indietro da Palermo ogni tre settimane. «Non avevo alternative. Ho trovato medici attenti, una macchina efficiente, strutture moderne e pulite». Il paradosso è che mentre i pazienti partono, anche i medici se ne vanno. «In Sicilia i professionisti non si discutono dal punto di vista della qualità, ma le strutture sono meno organizzate e gli organici più scarni. Si è puntato sul privato e il pubblico è stato lasciato andare — dice Giovanni Palermo Patera, radiologo siciliano all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze — Conosco tanti colleghi e tanti pazienti del Sud. È un peccato: non mancano le competenze, mancano i mezzi». Partire, a volte, è una salvezza. Per tanti, però, resta un privilegio. Intanto, la sanità pubblica dell’Isola resta sospesa tra liste d’attesa e biglietti di sola andata. ---End text--- Author: IRENE CARMINA Heading: Highlight: Otto volte su dieci la mobilità è frutto di una scelta obbligata più che di libera preferenza Image:T Pazienti ricoverati in barella all’ospedale di Agrigento -tit_org- Viaggi della speranza senza fine in un anno budget raddoppiato -sec_org- tp:writer§§ IRENE CARMINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753805840.PDF §---§ title§§ Tuttosoldi celebra l'educazione finanziaria con dibattiti, lezioni e giochi per i giovani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102102013403316.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "STAMPA" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T02:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102102013403316.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102102013403316.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102102013403316.PDF tp:ocr§§ Venerdì e sabato prossimi a Torino l’evento organizzato da La Stampa con il Collegio Carlo Alberto e il patrocinio dell’Università e del Politecnico Tuttosoldi celebra l’educazione finanziaria con dibattiti, lezioni e giochi per i giovani L’EVENTO SANDRA RICCIO MILANO U na mappa per orientarsi nel mondo dei mercati finanziari, per capire come gestire i risparmi e come decidere un investimento. La due giorni di “Tuttosoldi - festa dell’educazione finanziaria” organizzata da La Stampa e l’Istituto Carlo Alberto di Torino, con il patrocino di UniTO e PoliTO, servirà proprio a questo: per affrontare i grandi temi dell’educazione finanziaria, in uno dei Paesi europei con il più basso tasso di alfabetizzazione sul tema. L’appuntamento è fissato per il 24 e il 25 ottobre al Collegio Carlo Alberto di Torino con il direttore de La Stampa Andrea Malaguti e il vice direttore vicario Federico Monga, in collaborazione con il Presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto Giorgio Barba Navaretti secondo cui «siamo il Paese europeo più indietro dal punto di vista dell’educazione finanziaria». L’evento sarà occasione di dibattito, ma anche di divulgazione grazie alla presenza di realtà capaci di intercettare soprattutto gli under 35, come Starting Finance, la più grande community italiana di giovani appassionati all’economia e alla finanza, il media VD News, il Collegio Carlo Alberto Podcast e la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, costituita su iniziativa dell’Abi. «È un evento che fa un servizio molto importante alla società civile, perché siamo in un momento in cui appaiono all’orizzonte nuovi fornitori di servizi, come nel mondo delle criptovalute. E i giovani sono talvolta attratti da prodotti un po’ ambigui» ha spiegato Barba Navaretti. L’evento si svilupperà in due percorsi: da una parte gli incontri con le grandi firme de La Stampa, le aziende e le istituzioni, che si svolgeranno nell’Auditorium. Dall’altra i giochi, rivolti ai più giovani, nella Common Room. La prima giornata sarà dedicata a università, imprese giovani, mutui e pagamenti digitali: tra gli ospiti il direttore di Fondazione Agnelli Andrea Gavosto, il rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, la professoressa Paola De Vincentiis e la sociologa economica Marianna Filandri. Domenica focus su Borse, lavoro, pensioni, sanità e moneta digitale con il professore della Luiss Pietro Reichlin, l’economista Mario Deaglio, il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, l’economista dell’Università di Torino Elsa Fornero e il presidente di Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli. Partecipano anche il presidente di Generali Andrea Sironi e la presidente di Fondazione Crt Anna Maria Poggi. — © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: SANDRA RICCIO Heading: Highlight: Si parlerà di Borse pensioni e fondi per studiare con Gilli (Compagnia San Paolo) Interventi dei presidenti di Generali e Abi Sironi e Patuelli il 24 e 25 ottobre La due giorni di incontri gratuiti con i relatori “ Tuttosoldi – festa dell’educazione finanziaria” si svilupperà su due giornate, il 24 e il 25 ottobre, al Collegio Carlo Alberto di piazza Arbarello 8, e seguirà due percorsi: gli incontri con le grandi firme del quotidiano, le aziende e i relatori istituzionali; le sessioni di gaming, rivolte ai giovani. Gli incontri saranno sei al giorno, tre al mattino e tre al pomeriggio. L’apertura dei lavori degli incontri è alle 10, mentre i giochi cominceranno alle 9. 30. La partecipazione è gratuita previa prenotazione. L’evento sarà anche in streaming sul sito de La Stampa. Per prenotazioni e iscrizioni consultare il sito https://eventi.lastampa.it/tuttosoldi dove si può leggere il programma e confermare la partecipazione selezionando le sessioni a cui si desidera partecipare. S. RIC. — Apprendere divertendosi IL CARLO ALBERTO FEDUF LA PREVIDENZA STARTING FINANCE LA COMMON ROOM Spiegare la finanza con leggerezza Conoscenza e cittadinanza consapevole Come gestire il denaro e i risparmi L’emozione della Borsa “alle grida” Dal gaming all’attestato per i crediti I L l Collegio Carlo Alberto (CCA), fondazione nata nel 2004 grazie alla Compagnia di San Paolo e all’Università di Torino, è oggi un centro di riferimento internazionale per la ricerca e la divulgazione nelle scienze sociali. Tra le sue iniziative c’è “Angle – L’economia è un gioco da ragazzi”, un originale gioco da tavolo ideato dall’Associazione Allievi CCA per avvicinare i giovani ai concetti chiave di economia e finanza lungo il ciclo di vita. Un modo coinvolgente per imparare giocando. Le sessioni si terranno venerdì 24 ottobre alle 14 e sabato 25 ottobre alle 10:45 e alle 14, presso la sede del Collegio Carlo Alberto, in Piazza Arbarello 9. — a Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Feduf), nata su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana, promuove conoscenze economiche e finanziarie per favorire una cittadinanza consapevole. Tra le sue attività, tre giochi educativi guidano i partecipanti a comprendere temi chiave: “Previdenza, futuro e scelte consapevoli” venerdì 24 alle 09:30 con storytelling, matematica e simulazioni; “Pay Like a Ninja” venerdì 24 alle 11:15, laboratorio interattivo sui pagamenti digitali; “Previdenza, scelte e bias cognitivi” sabato 25 alle 12, percorso sulla previdenza e i comportamenti influenzati dai bias. — F ra gli appuntamenti dedicati a incrementare la consapevolezza negli investimenti e l’educazione finanziaria c’è “La Resa del Conto”, il card game che trasforma l’educazione finanziaria in un’esperienza pratica e coinvolgente. Il gioco insegna i principi base della gestione del denaro, mostrando quanto sia importante affidarsi a una guida professionale per amministrare i propri risparmi. L’iniziativa vedrà la partecipazione di esperti del mondo digitale e di Consulenti Finanziari Allianz Bank. Appuntamento venerdì 24 ottobre alle 15:15, sempre al CCA, per mettersi alla prova e imparare divertendosi. — F ondata nel 2018 da Marco Scioli e Edoardo Di Lella, Starting Finance si è rapidamente affermata come il più grande gruppo di informazione e educazione economico-finanziaria per giovani in Europa, con un focus particolare sugli under 35 in Italia. I ragazzi invitati da Starting Finance parteciperanno a “Trading Game”, un gioco interattivo che porta a vivere l’emozione della contrattazione di Borsa “alle grida”. I team si sfidano scambiando azioni (simulate da fiches) tra loro, cercando di massimizzare il valore del portafoglio mentre i prezzi cambiano in tempo reale, come in Borsa. Sono previste tre sessioni : venerdì ore 16:30, sabato alle 09:30 e alle 15. — N ella Common room, che si trova presso l’ingresso della sede della fondazione Collegio Carlo Alberto, in piazza Arbarello n. 8, i ragazzi avranno la possibilità di cimentarsi in esperienze di gaming e interazioni con divulgatori e consulenti per apprendere e approfondire i grandi temi del risparmio e dell’educazione finanziaria. A partire dalle 9,30 della mattina di venerdì 24 ottobre fino alle 19 del 25 ottobre ci si potrà iscrivere attraverso la piattaforma https://eventi.lastampa.it/tuttosoldi. Sarà anche possibile richiedere un attestato di partecipazione per il riconoscimento di crediti formativi presso le scuole superiori. — Image:GETTY -tit_org- Tuttosoldi celebra l'educazione finanziaria con dibattiti, lezioni e giochi per i giovani -sec_org- tp:writer§§ SANDRA RICCIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102102013403316.PDF §---§ title§§ Sos sanità, migliaia senza assistenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753905841.PDF description§§

Estratto da pag. 33 di "UNIONE SARDA" del 21 Oct 2025

La Provincia riparte, il presidente Ciccolini: «Farò un governo collegiale»

pubDate§§ 2025-10-21T03:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753905841.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753905841.PDF', 'title': 'UNIONE SARDA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753905841.PDF tp:ocr§§ Piazza Italia. Ieri insediamento del nuovo Consiglio, dichiarazioni programmatiche nella prossima seduta 0 Sos sanità, migliaia senza assistenza La Provincia riparte, il presidente Ciccolini: «Farò un governo collegiale» La politica si riprende la sala consiliare della Provincia dopo una storia interrotta oltre 10 anni fa con il commissariamento. Ieri, il giuramento del presidente Giuseppe Ciccolini e l’insediamento dei consiglieri portano sorrisi, buoni propositi e pensieri ricorrenti su sanità, viabilità, sicurezza delle scuole, piccole comunità da salvaguardare. Per la nomina dei delegati che equivalgono un po’ agli assessori del passato e per le dichiarazioni programmatiche bisogna aspettare la prossima seduta perché è necessario approvare lo statuto e dirimere una questione che Ciccolini, esponente Pd, sindaco di Bitti e amministratore straordinario della Provincia per un anno, richiama anche per spiegare i tempi dell’insediamento non immediati dopo l’elezione del 29 settembre. Assemblea, sì o no «La legge nazionale Delrio parla dell’assemblea dei sindaci che non viene invece citata dalla legge regionale del 2016. Abbiamo chiesto alla Regione come procedere perché per la legge nazionale l’assemblea dei sindaci esprime parere formale sugli atti principali del Consiglio in particolare su statuto e bilancio», sottolinea Ciccolini puntando l’indice sulla norma attuale e sull’elezione di secondo livello. «Auspico che si possa tornare prima possibile all’elezione diretta perché i territori solo così potranno riappropriarsi della democrazia rappresentativa e avere maggiore forza. La riforma Delrio ha indebolito territori già fragili a favore delle città metropolitane», dice. Assicura: «Il confronto periodico con i sindaci è fondamentale». Cita il Mandrolisai che non ha rappresentanti in questa assise, richiama anche il Marghine che pure ha i suoi consiglieri ed esprimeva il candidato presidente sostenuto dal centrodestra, Riccardo Uda, sindaco di Macomer, rimasto fuori dall’assemblea per effetto della legge. Richiami che valgono a porre le priorità, condivise con la Barbagia: trasporti, crisi economica, spopolamento, denatalità. «Devono trovare spazio in una forma che troveremo tutti insieme», dice. Da qui l’appello all’unità e a «lavorare insieme». E poi: «L’opinione pubblica ha seguito le elezioni, c’è grande aspettativa per il lavoro che dovremo fare perché i territori hanno bisogno di presenza politica e di rappresentanti». Promette: «Cercherò di fare un governo collegiale». 0 Sanità Primo passo la riattivazione della conferenza sociosanitaria. «Non c’è materia a cui i cittadini prestano più attenzione», dice Ciccolini. La sanità è richiamata con forza da Pierluigi Saiu, consigliere di Nuoro, che siede in minoranza e apre il dibattito: «Dopo i fatti gravissimi accaduti a Dorgali e Aritzo, sui quali non è stata detta una sola parola da parte della presidente della Regione e dall’assessore della sanità, abbiamo ufficialmente chiesto la convocazione del Consiglio provinciale, dei sindaci e dei rappresentanti del territorio per discutere di sanità. Sfidiamo il presidente Ciccolini e la sua maggioranza a mettere davvero al primo posto la provincia di Nuoro. Prima di tutto, prima delle bandiere e delle appartenenze di partito. I dati sulla sanità, in particolare nella provincia di Nuoro, sono drammatici. Ci sono migliaia di cittadini privi dell’assistenza di base, bambini senza un pediatra, liste d’attesa interminabili e un numero crescente di persone che rinuncia a curarsi, come testimoniato dall’ultimo report della fondazione Gimbe». Saiu aggiunge: «In Consiglio provinciale non rappresentiamo soltanto i nostri territori, ma anche la nostra area politica. Siamo stati eletti in tre e, dopo aver rifiutato inciuci e accordi sotto banco, saremo coerenti anche nell’esercitare il nostro ruolo di opposizione». Marilena Orunesu ---End text--- Author: Marilena Orunesu Heading: Highlight: RIAVVIO In alto, il giuramento di Giuseppe Ciccolini, presidente della Provincia, esponente dem e sindaco di Bitti; a fia nco, foto di gruppo con tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza 0 Image:0 -tit_org- Sos sanità, migliaia senza assistenza -sec_org- tp:writer§§ Marilena Orunesu guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102101753905841.PDF §---§ title§§ Sanità, nomine decise alle urne: " Chi non ha voti non è primario " link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167006628.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "FATTO QUOTIDIANO" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167006628.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167006628.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167006628.PDF tp:ocr§§ Sanità, nomine decise alle urne: “Chi non ha voti non è primario” NEL LAZIO “M a che stai a scherza’? Mo se li incula uno per uno”. È questa una delle frasi intercettate dalla Guardia di Finanza che raccontano il clima dietro le quinte della sanità laziale nell’inchiesta sull’Asl Roma 6, in cui la Procura di Velletri ha chiesto l’arresto per Matteo Orciuoli e misure interdittive per Maria Buttinelli, Carla Giancotti per turbativa d’asta e rivelazioni di atti d’ufficio. Tra le carte dell’inchiesta c’è anche il nome di Marco Mattei (nella foto), non indagato ma citato nelle conversazioni intercettate, capo di gabinetto al ministero della Salute con Orazio Schillaci, ex assessore regionale, sindaco di Albano e figura di riferimento della destra laziale. Al centro dell’indagine c’è Matteo Orciuoli, consigliere comunale di Albano per FdI e direttore degli Affari generali dell’Asl Roma 6, messosi in aspettativa non retribuita pochi giorni prima della richiesta di arresti domiciliari. Un legame storico quello tra Mattei e Orciuoli, emerso chiaramente dalle intercettazioni della GdF. In una conversazione intercettata, una dirigente della Asl Roma 6 chiama la dirigente Carla Giancotti: discutono delle elezioni vinte dal Pd nei comuni di Anzio e Nettuno e delle reazioni di Mattei e di Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale. Riguardo alla scon- AL TELEFONO fitta della destra, la dirigente spieCITATO MATTEI, ga che la popolazione non li ha votati per questioni legate all’ospeda- CAPO-STAFF le, in particolare perché il punto DI SCHILLACI: nascita avrebbe dovuto aprire ad Anzio e non a Velletri. La sconfitta “ANZIO È SUA” viene inoltre attribuita al fatto che questa destra ha riciclato molti figli di persone coinvolte nell’operazione Tritone, legata alla ’ndrangheta. “Figurati Aurigemma come sta incazzato”. Giancotti replica: “Ma che stai a scherza’? Mo se li incula uno per uno. Però è stato pure lui che ha fomentato questa storia di Velletri, quindi che cazzo vuole? È la destra. So annati tutti quanti appresso a Righini, forti delle sue preferenze, che perderà perché pure lui ha fatto promesse non mantenute”. Quando entra in gioco la gestione degli incarichi emerge il legame tra sanità e voti: “Salterà anche Romagnoli”, riferito al chirurgo dell’ospedale di Anzio che aveva partecipato al concorso per il primariato ma che non lo avrebbe ottenuto perché ritenuto “politicamente inutile”, non avendo portato voti. In effetti al suo posto è stato nominato un altro medico e Romagnoli ha fatto ricorso. Le protagoniste si dicono preoccupate per le nuove nomine post-elezioni ed è qui che spunta il nome di Marco Mattei. Quando la dirigente osserva che “neanche Mattei” può essere contento, perché “Mattei è molto legato al territorio di Anzio”, Giancotti risponde che lo sa bene. Poi la conversazione si fa più esplicita. “Mattei me sa che partecipa eh, ha fatto il colloquio eh”, dice la dirigente e Giancotti conferma: “Ha fatto il colloquio, però il problema è che Falco dice: ‘se ne vada lì dal ministero’… però dice che va via dal ministero”. La dirigente replica: “Appunto potrebbe veni a fa’il direttore generale a casa sua”. Ma Giancotti obietta con una considerazione politica: “Perché il vero problema – ripete – è che sta comandando Orciuoli”. Quando la dirigente chiede se “Orciuoli e Mattei sono la stessa cosa”, Giancotti conferma i timori: “Appunto dico, poi ricominciamo con Orciuoli che se la comanda”. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: NEL LAZIO Highlight: AL TELEFONO CITATO MATTEI, CAPO-STAFF DI SCHILLACI: “ANZIO È SUA” Image: -tit_org- Sanità, nomine decise alle urne: “ Chi non ha voti non è primario ” -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167006628.PDF §---§ title§§ Il governo dà i numeri sulla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166906631.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 21 Oct 2025

" 7,4 miliardi " sbandierati nella manovra sono un gioco di prestigio, non realtà

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166906631.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166906631.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166906631.PDF tp:ocr§§ Il governo dà i numeri sulla sanità I“7,4 miliardi”sbandierati nella manovra sono un gioco di prestigio, non realtà L a matematica non è un’opinione. Eppure, nei numeri sbandierati dal governo Meloni sulla sanità, qualcosa non quadra. Il Fondo sanitario nazionale nel 2026 arriverà a 142,9 miliardi di euro: un incremento di 6,4 miliardi rispetto al 2025, non di 7,4 come dichiarato più volte da Palazzo Chigi. L’errore nasce da un equivoco tutt’altro che marginale: la premier somma i 2,4 miliardi aggiuntivi previsti nella manovra 2026 ai 5 miliardi già stanziati lo scorso anno per lo stesso esercizio, come se fossero risorse nuove, quando invece si tratta di cifre cumulative. In altre parole, il valore indicato per ogni anno non rappresenta l’aumento rispetto all’anno precedente, ma il livello complessivo di spesa che si vuole raggiungere. Dunque, i 5 miliardi destinati al 2026 non sono tutti nuovi fondi: una parte (circa 1,3 miliardi) era già prevista per il 2025, per cui l’aumento effettivo tra i due anni è di circa 3,7 miliardi. La differenza sembra tecnica, ma cambia tanto la narrazione politica quanto la reale disponibilità per il ministro Schillaci che potrà contare su un miliardo in meno rispetto alla cifra sbandierata da Meloni. Altro nodo tutt’altro che sciolto riguarda il personale. L’indennità di specificità medica aumenterà di circa 230 euro lordi al mese, ma solo sulla carta: le risorse sono vincolate al rinnovo del contratto collettivo 2025-2027 e non entreranno subito in busta paga. Inoltre, non c’è alcuna garanzia che l’aumento resti negli anni successivi, né si interviene sull’indennità di esclusività, nonostante le promesse. Si continua a puntare su aumenti una tantum, legati a un solo anno e destinati a svanire quando l’emergenza carenza di personale sarà rientrata, lasciando i medici con contratti “poveri”, i cui incrementi sono ampiamente inferiori al tasso inflattivo. Il governo continua cioè a puntare su incentivi temporanei e straordinari – prestazioni aggiuntive, fondi per il disagio – invece di costruire un sistema retributivo stabile e competitivo. Il rischio è che la sanità possa così continuare a perdere pezzi, mentre il governo rincorre cifre che non tornano. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il governo dà i numeri sulla sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166906631.PDF §---§ title§§ Con la farmacia dei servizi un concreto passo in avanti nel percorso di modernizzazione del servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103165806632.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103165806632.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103165806632.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103165806632.PDF tp:ocr§§ CON LA FARMACIA DEI SERVIZI UN CONCRETO PASSO IN AVANTI NEL PERCORSO DI MODERNIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE di LUIGI D’AMBROSIO LETTIERI C on il recente via libera del Senato al disegno di legge «Semplificazioni», la farmacia italiana compie un passo decisivo nel percorso di modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e nel rilancio della sanità territoriale. Il provvedimento, ora all’esame della Camera, amplia in modo significativo la gamma dei servizi erogabili in farmacia, valorizzando il ruolo sanitario del farmacista, integrato e strategico nella rete delle cure. Le nuove disposizioni consentiranno ai cittadini di accedere in farmacia a prestazioni di grande rilievo per la prevenzione e la diagnosi precoce: test di prima istanza, screening per patologie croniche e infettive, esami di telemedicina (ECG, Holter, spirometria) e vaccinazioni per tutti gli over 12, in linea con il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Si aggiungono test per la rilevazione delle infezioni che consentiranno al medico di stabilire se è utile la terapia antibiotica, contribuendo al contrasto dell’antibiotico-resistenza. Una misura innovativa riguarda la continuità terapeutica per i pazienti cronici: il medico potrà indicare nella ricetta dematerializzata ripetibile la posologia e il numero di confezioni dispensabili fino a dodici mesi. Il farmacista, al momento della dispensazione, informerà l’assistito sulle corrette modalità di assunzione e monitorerà l’aderenza alla terapia, segnalando eventuali criticità al medico prescrittore. In caso di dimissione ospedaliera o accesso al pronto soccorso, la farmacia potrà inoltre consegnare i medicinali prescritti nei due giorni precedenti, favorendo la continuità assistenziale ospedale-territorio. È un passo avanti che consolida l’evoluzione della Farmacia dei Servizi, introdotta dal D.Lgs. 153/2009 e oggi destinata a diventare parte strutturale del SSN, in coerenza con il DM 77/2022 e con gli investimenti del PNRR sulla sanità territoriale. Grazie alla sua capillarità, alla competenza dei professionisti e alla fiducia dei cittadini, la farmacia si configura come polo funzionale della rete assistenziale, capace di favorire l’accesso, ridurre le disuguaglianze e rafforzare il principio di prossimità. L’impatto di questo modello sarà rilevante anche sul piano clinico ed economico: le prestazioni diagnostiche di primo livello e i servizi di telemedicina ridurranno i ricoveri impropri e i codici bianchi nei pronto soccorso, contribuendo a decongestionare le strutture ospedaliere e a contenere i costi per la finanza pubblica. Questa trasformazione poggia su un patrimonio di competenze in costante evoluzione, sostenuto da curricula universitari aggiornati e da percorsi formativi adeguati alle esigenze di un SSN moderno, affidabile ed efficiente. Il rilancio della sanità territoriale richiede un ulteriore sviluppo della collaborazione tra tutte le professioni sanitarie – medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri, farmacisti, fisioterapisti, psicologi – per costruire una rete realmente integrata, capace di garantire presa in carico, continuità assistenziale e appropriatezza delle cure. Il Ddl «Semplificazioni» segna così il passaggio da una stagione emergenziale a un modello strutturato e permanente, in cui la farmacia diventa presidio sanitario moderno, tecnologicamente avanzato e profondamente radicato nella comunità: una porta d’ingresso fondamentale per un Servizio Sanitario Nazionale più vicino alle persone. In questo senso è apprezzabile l’efficace azione legislativa del Governo e l’impegno della Regione Puglia nel recepimento delle norme nazionali. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Con la farmacia dei servizi un concreto passo in avanti nel percorso di modernizzazione del servizio sanitario nazionale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103165806632.PDF §---§ title§§ Le farmacie entrano nel Ssn Ok a screening, vaccini ed esami link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167406616.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "ITALIA OGGI" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167406616.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167406616.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167406616.PDF tp:ocr§§ Le farmacie entrano nel Ssn Ok a screening, vaccini ed esami Le farmacie entrano ufficialmente a far parte del Servizio sanitario nazionale, e non in via sperimentale o limitata ad alcune regioni, ma in modo definitivo. A concretizzare la cosiddetta «farmacia dei servizi» — il passaggio da semplice punto di distribuzione di medicinali a struttura sanitaria polifunzionale — è la bozza di manovra attesa in questi giorni al Senato, che prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro all’anno a partire dal 2026. L’inserimento nel Ssn rappresenta l’avvio definitivo delle farmacie dei servizi, la cui sperimentazione era stata prorogata fino a dicembre di quest’anno. Questo consentirà alle farmacie di offrire in maniera stabile e organizzata una serie di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie già previste in passato, ma finora limitate a progetti sperimentali o iniziative locali. Tra i servizi previsti si annoverano: controllo della pressione, della glicemia e del colesterolo, attività di screening e prevenzione, somministrazione di vaccini, prenotazione di visite specialistiche o esami diagnostici, servizi di telemedicina e consulenze di primo livello, oltre a supporto per pazienti cronici o fragili. La remunerazione di tali servizi, come specificato nella bozza di manovra, sarà definita nell’ambito degli Accordi integrativi regionali, dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, a seguito delle negoziazioni con le organizzazioni di categoria più rappresentative delle farmacie, sulla base di quanto stabilito dall’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e nei limiti dell’importo previsto dal comma 2. Gli accordi regionali dovranno inoltre stabilire le caratteristiche strutturali, organizzative e le dotazioni tecnologiche minime necessarie per individuare le farmacie con cui stipulare contratti finalizzati alla fornitura dei servizi di secondo livello. ______© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Le farmacie entrano nel Ssn Ok a screening, vaccini ed esami -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167406616.PDF §---§ title§§ Nella legislatura per la sanità stanziamento di 30 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166706625.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "LIBERO" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166706625.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166706625.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166706625.PDF tp:ocr§§ ZAFFINI: «IMPEGNO SENZA PRECEDENTI» Nella legislatura per la sanità stanziamento di 30 miliardi ¦ Altro che tagli, per la salute, spiega Francesco Zaffini, presidente della Commissione Sanità del Senato, «c’è un impegno economico senza precedenti, con un incremento del fondo sanitario di 7,4 miliardi nel 2026 e di altri 2,4 nel 2027 che porterà lo stanziamento di legislatura a circa 30 miliardi». Tra le altre cose, prosegue l’esponente di Fdi, «la manovra prevede una valorizzazione economica del personale di pronto soccorso, aggiorna le tariffe di rimborso per prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, con un miliardo per il 2026 e 1,35 miliardi nel 2027, e stanzia 485 milioni l’anno dal 2026 per la prevenzione, con 238 milioni destinati a screening oncologici estesi, vaccini e campagne di sensibilizzazione». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Nella legislatura per la sanità stanziamento di 30 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166706625.PDF §---§ title§§ Schillaci: «In arrivo 20 mila infermieri» De Luca: «In Campania buco da 18 mila» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167606622.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "SECOLO XIX" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167606622.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167606622.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167606622.PDF tp:ocr§§ Schillaci: «In arrivo 20 mila infermieri» De Luca: «In Campania buco da 18 mila» LE MISURE SULLA SANITÀ M. Emilia Bonaccorso / ROMA «Gli infermieri sono al centro della manovra: ne verranno assunti 20mila in più rispetto al turnover naturale». Non quindi 6.300, come era stato annunciato in conferenza stampa a Palazzo Chigi con l'approvazione della manovra. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine della cerimonia al ministero della Salute di consegna dell'onorificenza infermieristica internazionale, Florence Nightingale Medal, risponde alle polemiche sull'impatto della manovra chiamando direttamente in causa le Regioni per le loro responsabilità dirette nella gestione del personale e quindi sulla possibilità di assumere. Fatte salve le disposizione della legge di bilancio, toccherà alle «Regioni fare il loro e assumere, con quelle che sono le loro capacità finanziarie, infermieri e medici». «Con il crescere del Fondo Sanitario aumenterà anche per le Regioni la possibilità e la capacità di assumere nuovo personale», ha aggiunto. Le parole più forti arrivano dal governatore della Campania. «Ho letto la bozza di bilancio: per la sanità dal Governo propongono di assumere 6mila infermieri e mille medici in tutta Italia. Ma sono dei cialtroni, è una cosa insopportabile, solo in Campania avremmo bisogno di 18mila infermieri in più e siamo sotto perlomeno di 6mila medici rispetto alla media nazionale», ha detto il presidente della Regione Vincenzo De Luca, intervenendo a Pomigliano d'Arco (Napoli), alla posa della prima pietra nel cantiere dell'ospedale di Comunità. «Il governo proclama ancora una volta una promessa ambiziosa quanto irrealizzabile: migliaia di assunzioni nel sistema sanitario pubblico, con stipendi ritoccati verso l'alto. Bisogna andarne fino in fondo per non cadere in un ennesimo bluff che parla al vento dell'impegno e guarda al buio della realtà», dice invece Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Affari Sociali di Palazzo Madama. — ---End text--- Author: M Emilia Bonaccorso Heading: LE MISURE SULLA SANITÀ Highlight: Image:Personale medico in un reparto ospedaliero ISTOCK -tit_org- Schillaci: «In arrivo 20 mila infermieri» De Luca: «In Campania buco da 18 mila» -sec_org- tp:writer§§ M Emilia Bonaccorso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167606622.PDF §---§ title§§ La sanità territoriale decollerà se si lavora come in una orchestra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167506617.PDF description§§

Estratto da pag. 32 di "SOLE 24 ORE" del 21 Oct 2025

Di federica morandi

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167506617.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167506617.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167506617.PDF tp:ocr§§ L’intervento la sanitÀ territoriale decollerà se si lavora come in una orchestra di Federica Morandi I l Dm 77 del 2022 - il Decreto ministeriale del 23 maggio 2022 che definisce i modelli e gli standard per lo sviluppo dell'assistenza sanitaria territoriale nel Servizio sanitario nazionale - è da tempo al centro del dibattito sulla riorganizzazione dell'assistenza sanitaria. Ma, nonostante se ne parli molto, resta necessario accendere ancora una volta i riflettori su un aspetto cruciale: il ruolo delle persone e delle competenze in questo cambiamento. Un curioso esperimento di qualche anno fa, in cui si tentarono di assemblare automobili utilizzando i “pezzi forti” delle più importanti case di produzione, dimostrò un principio fondamentale: in un sistema complesso, la somma delle eccellenze non genera automaticamente un risultato migliore. Le diverse componenti, pur perfette singolarmente, non riuscivano a funzionare insieme. Mancava l'integrazione. La lezione è chiara e attuale. Anche nel caso del Dm 77, per quanto sofisticati siano i modelli organizzativi o le tecnologie, il rischio di fallimento cresce se le parti non sono coordinate o “progettate” per esserlo. In ogni sistema, sono le persone a fare la differenza: i professionisti che, con le loro competenze, sanno passare dal lavorare come elementi isolati al pensarsi come parte di un insieme. Senza una reale integrazione tra le diverse professionalità, il Dm 77 rischia di restare una cornice ambiziosa ma vuota di contenuti operativi. Le migliori strutture e i dispositivi più innovativi non bastano se chi li utilizza non condivide linguaggi, obiettivi e competenze comuni. Il decreto, che rappresenta la pietra angolare della riforma dell'assistenza territoriale, punta a costruire un Servizio sanitario nazionale più vicino ai cittadini e ai loro bisogni. Tuttavia, questo potenziale rischia di ridursi se non vengono riconosciute e valorizzate le competenze di integrazione e collaborazione che appartengono agli stessi attori del cambiamento. E restando in tema di orchestra, il “la” lo dà il decreto stesso: il personale sanitario è chiamato a operare in contesti sempre più complessi e multidimensionali, attraverso reti di assistenza capaci di integrare professionalità diverse, promuovendo modelli di lavoro interdisciplinari e forme di leadership condivisa. La volontà di cooperare, nella maggior parte dei casi, già esiste e nasce spontaneamente “dal basso”, per il bene del paziente. Ciò che serve, però, è un investimento strutturato sulle persone, sulla formazione continua, sulle competenze relazionali, digitali e gestionali: leve indispensabili per rendere reale l'attuazione del Dm 77. L'efficacia della riforma, infatti, non dipende solo dalle risorse o dagli assetti organizzativi, ma dalla capacità delle persone di collaborare, comprendere il ruolo dell'altro e costruire una cultura professionale fondata sulla fiducia reciproca. Le nuove soluzioni introdotte dal decreto possono esprimere appieno il loro potenziale solo se accompagnate da un capitale umano preparato, motivato e valorizzato. Il tema è ancora più urgente se si guarda alla trasformazione demografica ed epidemiologica in corso: i professionisti sono chiamati a gestire percorsi di cura sempre più complessi, in rete, superando quella logica a silos che ha segnato a lungo la storia della medicina e dell'organizzazione sanitaria. Il Dm 77 rappresenta così un punto di svolta anche nella gestione del personale e dei modelli organizzativi. Ripensare la sanità di prossimità significa ridistribuire i carichi di lavoro, rafforzare la presenza di professionisti sul territorio e migliorare la qualità organizzativa, puntando a rendere attrattivo un sistema in cui sono le persone – e solo le persone – a fare la differenza. Un cambiamento di questa portata non può essere confinato alle singole realtà operative: deve coinvolgere l'intero ecosistema della sanità. Governance, università, aziende sanitarie, istituzioni territoriali e ordini professionali sono chiamati a collaborare per passare da un insieme di “pezzi d'autore” a una vera orchestra sinfonica. Il Dm 77 potrà dirsi davvero attuato solo quando le eccellenze professionali smetteranno di suonare da soliste e troveranno, nell'orchestra della sanità territoriale, il luogo dove la competenza individuale si trasforma in valore collettivo. Solo allora la riforma potrà esprimere tutta la sua forza innovativa e rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Professore associato in Organizzazione Aziendale Facoltà di Economia, Direttore programmi accademici e ricerca Altems, Università Cattolica del Sacro Cuore © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Federica Morandi Heading: Highlight: Image: -tit_org- La sanità territoriale decollerà se si lavora come in una orchestra -sec_org- tp:writer§§ Federica Morandi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103167506617.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa, piattaforma flop: per i cittadini c'è ancora poca trasparenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166406626.PDF description§§

Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166406626.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166406626.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166406626.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa, piattaforma flop: per i cittadini c’è ancora poca trasparenza I ritardi. Lo strumento nato per consentire ai pazienti di sapere i tempi per ricevere le cure fornisce dati solo nazionali che mischiano anche le attese per l’intramoenia U no o due giorni per una visita oculista oppure oncologica urgente, meno di una settimana per una mammografia e poco più di due settimane per una colonoscopia sempre urgente. I tempi si allungano a una decina di giorni o al massimo a due mesi, nel caso le stesse visite ed esami siano state prescritte dal medico indicando nella ricetta la priorità “B” (Breve: entro 10 giorni) o “D” (Differibile: entro 30 giorni). Solo nel caso di prescrizioni con priorità “P”, quelle meno urgenti (Programmabile: entro 120 giorni) i tempi si allungano fino a sfiorare quasi un anno per la mammografia e la colonoscopia. Questo è quanto attendono gli italiani in media per ricevere queste prestazioni dal Ssn secondo la nuova Piattaforma nazionale sulle liste d'attesa, uno degli strumenti più attesi del piano del Governo contro l'emergenza delle code in Sanità - lanciato ormai oltre un anno fa - e che dovrebbe aiutare le Regioni a monitorare meglio e consentire ai cittadini di capire da soli quanto devono aspettare per farsi curare. Tempi decisamente positivi, anzi verrebbe da dire “troppo” positivi. In realtà a leggere meglio i dati - estratti per il Sole 24 ore da Salutequità direttamente dalla Piattaforma che viene alimentata dai flussi regionali ed è on line da fine giugno scorso - si capisce meglio il perché non rappresentino davvero la realtà che sperimentano molti cittadini quando chiamano i Cup per prenotare una prestazione. I motivi sono principalmente due: il primo è il fatto che il dato pubblicato dalla Piattaforma sia nazionale e non declinato a livello regionale (per ora si è preferito rinviare la diffusione del dato locale) e così i tempi di attesa del Veneto si calcolano insieme a quelli della Calabria per fare la media. Il secondo motivo forse è ancora più decisivo: nei tempi di attesa si mettono insieme le prestazioni prenotate con il Ssn e quelle in intramoenia, le prestazioni cioè pagate in libera professione negli ospedali pubblici, che notoriamente hanno tempi molto brevi. Insomma il rischio è quello di avere un dato “farlocco” e quindi il risultato per i cittadini è ancora molto lontano - in termini di trasparenza - rispetto a quanto promesso. «Cittadini e associazioni potranno accedere in maniera trasparente a dati in tempo reale sul monitoraggio e verificare gli indicatori predisposti per i tempi di attesa», recitava il decreto pubblicato in Gazzetta lo scorso 11 aprile - che ha sancito la nascita della Piattaforma nazionale sulle liste d'attesa attraverso la quale il cittadino avrebbe avuto finalmente la possibilità di conoscere bene nel dettaglio i tempi di attesa delle prestazioni nella propria Asl e nella Regione di appartenenza. Tra l'altro i dati pubblicati sono anche molto complicati da leggere e da interrogare (al momento sono divisi per quartili). «Ad oggi per i cittadini nessuna utilità concreta da questa piattaforma. Dati vecchi, fermi a quasi 2 mesi fa, con medie nazionali che non permettono di sapere quali siano i reali tempi di attesa per una prestazione all'interno della propria Asl o Regione. Nessuna informazione su liste chiuse e blocco delle prenotazioni, come pure sul rispetto della normativa sull'intramoeni»,, avverte il presidente di Salutequità Tonino Aceti. Che sottolinea come «la cosa più grave» sia rappresentata dall'assenza del dato sulla «percentuale di prestazioni che vengono erogate entro i tempi massimi di attesa per codice di priorità previsti dalle norme». I dati raccolti da Salutequità mostrano anche che c'è un alta percentuale di prenotazioni di prestazioni non accettate dai cittadini oltre al monitoraggio delle pre-liste, un sistema di “galleggiamento” in cui un paziente, non ottenendo subito un appuntamento, viene messo in attesa e riconttatato quando si liberano posti. «Se dalla piattaforma sembra emergere che molti cit tadini rifiutano il primo appuntamento, la stessa non spiega i perché: magari i tempi prospettati sono oltre i tempi massimi previsti ? Oppure gli appuntamenti vengono dati a decine di km di distanza dall’abitazione? E se andiamo a vedere l'efficacia della pre-lista come meccanismo salta code ci accorgiamo che così com'è gestito oggi è poco efficace», aggiunge Aceti. «Inoltre non c'è alcuna informazione sui diritti dei cittadini e sulle modalità per poterli esercitare. Insomma questa piattaforma, così com'è, sembra più utile al sistema per continuare ad essere opaco e poco trasparente, piuttosto che a fornire un valore aggiunto ai cittadini. Serve più coraggio», conclude il presidente di Salutequità. ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: I dati mostrano anche che c'è un’alta percentuale di prenotazioni non accettate dai cittadini I numeri sulle attese Il rispetto dei tempi (agosto 2025) secondo la Piattaforma nazionale sulle liste d’attesa. In giorni PRIORITÀ: URGENTE (ENTRO 3 GG) BREVE (ENTRO 10 GG) DIFFERIBILE (ENTRO 30 GG) PROGRAMMABILE (ENTRO 120 GG) XX: IN ECCESSO RISPETTO ALLA PRIORITÀ PRIORITÀ NUMERO DI PRENOTAZIONI 1° QUARTILE MEDIANA 3° QUARTILE PRIMA VISITA OCULISTICA 2.417 0 1 Urgente 13.202 6 9 Breve 51.328 16 37 Differibile 55.075 27 95 Programmabile PRIMA VISITA ONCOLOGICA 522 1 2 Urgente 3.444 2 7 Breve 2.254 4 13 Differibile 6.074 3 13 Programmabile MAMMOGRAFIA MONOLATERALE 44 2 6 Urgente 287 2 5 Breve 365 10 32 Differibile 1.984 13 125 Programmabile COLONSCOPIA TOTALE CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE 266 4 18 Urgente 6.106 8 12 Breve 11.401 20 60 Differibile 9.180 27 146 Programmabile Persone che ricevono la prestazione entro il valore riportato: 1° quartile: 25%; mediana: 50%; 3° quartile: 75%; Nota: il mese di agosto 2025 è l'ultimo disponibile sulla piattaforma. Fonte: elaborazione Salutequità su dati Agenas - Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa 3 18 119 226 5 13 27 34 13 10 146 343 89 42 240 332 Image: -tit_org- Liste d’attesa, piattaforma flop: per i cittadini c’è ancora poca trasparenza -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166406626.PDF §---§ title§§ Medici e infermieri: indennità più pesanti e 7mila assunzioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166506627.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SOLE 24 ORE" del 21 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166506627.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166506627.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166506627.PDF tp:ocr§§ Medici e infermieri: indennità più pesanti e 7mila assunzioni Sanità Stanziati 2,4 miliardi in più per il 2026 e altri 2,65 miliardi per il 2027 e il 2028 La Sanità conquista 2,4 miliardi in più nel 2026 portando così il Fondo sanitario nazionale con le risorse già stanziate dalla manovra dell’anno scorso (3,7 miliardi) a sfiorare i 143 miliardi e ne avrà altri 2,65 sia nel 2027 che nel 2028. Le risorse in più serviranno innanzitutto per le assunzioni e per far crescere gli stipendi di medici e infermieri facendo aumentare la voce dell’indennità di specificità. Sul primo fronte, però, rispetto alla vigilia quando si era immaginato un piano di assunzioni su tre anni molto più robusto di 2530mila ingressi, i numeri si riducono a 6.300 ingressi di infermieri e circa un migliaio di medici, in pratica poco più di 7mila nuovi operatori sanitari da assumere grazie ai 450 milioni “prenotati” nella legge di bilancio dal 2026 in poi. Anche se ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci ha rilanciato sottolineando come gli infermieri siano «al centro della manovra» e che «ne verranno assunti 20mila in più rispetto al turnover naturale». Un obiettivo aggiuntivo che potrebbe essere raggiunto con le risorse che possono liberare le Regioni nei propri bilanci a patto che abbiano i conti a posto, come ribadisce anche la manovra. Anche se ieri il governatore della Campania Vincenzo De Luca parla di numeri inaccettabili: «Solo in Campania avremmo bisogno di 18mila infermieri». Sul fronte degli aumenti di stipendio, la manovra stanzia 280 milioni per potenziare ancora di più l’indennità di specificità di medici e infermieri, una voce che era già stata finanziata l’anno scorso e così nel 2026 i camici bianchi avranno complessivamente grazie anche agli aumenti della manovra del 2025 circa 3mila euro lordi in più in busta paga - 230 euro lordi al mese - mentre gli infermieri vedranno aumentare lo stipendio di 1.630 euro lordi l’anno (circa 125 lordi al mese): in particolare la manovra di quest’anno stanzia 85 milioni per i camici bianchi, una cifra che assicura circa 700 euro in più (55 euro lordi al mese) per raggiungere i 3mila euro complessivi già detti, mentre 195 milioni serviranno per le indennità degli infermieri: anche qui i soldi in più sono circa 700 euro lordi l’anno, che faranno raggiungere appunto un aumento complessivo di 1630 euro lordi all’anno. Le Regioni potranno anche aumentare la parte variabile degli stipendi di chi lavora nei pronto soccorso. La bozza della manovra prevede anche un finanziamento di 100 milioni nel 2026 e 183 milioni dal 2027 per avviare l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali al centro di ricorsi al Tar che hanno bocciato il nuovo tariffario. Fondi in più anche per le tariffe ospedaliere (i Drg) già aumentate di 1 miliardo per il 2026 e di 1,350 miliardi dal 2027. Per ridurre le liste d’attesa aumenta anche di un punto il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dagli erogatori privati accreditati. Sul fronte dei farmaci la manovra alza i tetti di spesa della farmaceutica dello 0,25% (0,20% per gli acquisti diretti e 0,05% per la convenzionata), abolendo anche il payback sulla convenzionata. Le industrie del farmaco ieri hanno però chiesto subito un’ulteriore riduzione del payback sugli acquisti diretti, oltre a un sistema value-based «che consenta di superare strutturalmente questo meccanismo iniquo». Per Farmindustria «il risultato complessivo» che emerge dalla bozza di legge di bilancio «non è ancora pienamente sufficiente affinché l’Italia rimanga attrattiva per investimenti e innovazione e possa conservare la sua leadership in Europa». «Per proteggere questi primati e consentire al settore di essere ancora competitivo - conclude Farmindustria - è fondamentale alzare il tetto della spesa diretta dell’1%». Infine la manovra stanzia 50 milioni l’anno per stabilizzare la farmacia dei servizi. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Farmaci: crescono i tetti di spesa dello 0,25%, ma le industrie chiedono di arrivare a un aumen to dell’1% più prevenzione Stanziati 500 milioni Con quasi 500 milioni stanziati a partire dal 2026 la nuova manovra di bilancio prova a rafforzare la prevenzione ampliando gli screening oncologici, rafforzando le campagne vaccinali e promuovendo iniziative di educazione alla salute. In particolare saranno potenziati gli screening mammografici per il tumore della mammella estendendoli alle donne anche tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni e gli screening per il tumore del colon-retto da estendere anche a chi ha tra 70 e 74 anni. Infine si proseguirà con il programma di prevenzione e monitoraggio del tumore polmonare Image:agf Fondo sanitario nazionale. Nel 2026 le risorse sfiorano i 143 miliardi -tit_org- Medici e infermieri: indennità più pesanti e 7mila assunzioni -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/21/2025102103166506627.PDF §---§