title§§ SANITA’: ITALIA VIVA, “ABRUZZO HA AVUTO PIU’ SOLDI DEL VENETO, MA QUALITA’ MOLTO PEGGIORE” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003087706848.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T12:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003087706848.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003087706848.PDF', 'title': 'abruzzoweb.it'} tp:url§§ https://abruzzoweb.it/sanita-italia-viva-abruzzo-ha-avuto-piu-soldi-del-veneto-ma-qualita-molto-peggiore/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003087706848.PDF tp:ocr§§ TERAMO – “Nel 2024, il Veneto – prima in Italia per qualità assistenziale secondo la Fondazione GIMBE – ha ricevuto 2.182 euro pro capite di finanziamento sanitario. L’Abruzzo, quart’ultima nella medesima classifica, ha avuto 2.214 euro pro capite. Nonostante un finanziamento leggermente superiore, le performance del nostro sistema sanitario restano nettamente inferiori”.Italia Viva torna a intervenire sul tema della sanità regionale, con una riflessione del presidente regionale Camillo D’Alessandro e del presidente provinciale di Teramo Elvezio Zunica, che mettono a confronto le recenti dichiarazioni dei presidenti di Regione Veneto Luca Zaia  e della Regione Abruzzo, Marco Marsilio-.LA NOTAIl presidente Zaia, inaugurando una nuova SPECT/TAC all’ospedale di Treviso, ha affermato che “in sanità, chi non progredisce non sta fermo, ma torna indietro”.Parole che contrastano con quelle di Marsilio, che in una recente intervista ha dichiarato: «Il livello di assistenza dell’Abruzzo è sufficiente, ma qualcuno si può permettere l’eccellenza, e mi pare legittimo che chi ha una malattia, soprattutto se complessa, si sposti di 200 o 300 chilometri se migliora sensibilmente le sue aspettative di cura”.Un’ammissione di resaSecondo Italia Viva, le parole del presidente Marsilio rappresentano un’ammissione di resa: è come se invitasse i cittadini abruzzesi a curarsi altrove, riconoscendo implicitamente l’incapacità della Regione di garantire standard di qualità adeguati.Si giustifica così un arretramento — affermano D’Alessandro e Zunica — con la scusa di finanziamenti insufficienti o sperequati. Ma i dati dicono altro”.Il Veneto, con 4,9 milioni di abitanti, dispone oggi di 67 ospedali per acuti (pubblici e privati), dopo averne chiusi una ventina negli ultimi dieci anni, e di 52 Pronto Soccorso (erano 69).L’Abruzzo, con 1,3 milioni di abitanti, conta invece 26 ospedali per acuti e 16 Pronto Soccorso.Se il Veneto adottasse la stessa proporzione dell’Abruzzo, dovrebbe avere oltre 100 ospedali e più di 60 Pronto Soccorso.“Ma non è così – commentano i due esponenti di Italia Viva – perché il Veneto ha scelto la strada dell’efficienza e dell’efficacia, che in sanità significano qualità e appropriatezza. Ma questo è stato possibile perché prima di tutto i veneti trovano la risposta di salute sul territorio. Se invece l’unica risposta è l’ospedale allora accade quello che sta succedendo da noi. Puoi anche chiamare un involucro di mura con la parola ospedale, ma se non ci sono medici, medicinali, attrezzature è una finzione, a volte una trappola,  e si finisce tutti al pronto soccorso con i codici verdi.  Non si tratta di chiudere alcun ospedale in Abruzzo, ma di specializzarli, al contrario della bugia del tutto a tutti, che rischia di tradursi in poco a tutti, se non addirittura in nulla a tutti. Non si può delegare altrove la cura dei cittadini”Particolarmente gravi, per Italia Viva, le parole di Marsilio sul ricorso a cure fuori regione:“Come può non capire che in caso di urgenza non si può andare fuori? Le emergenze vengono trattate qui, nei nostri ospedali. Ma con quale qualità?”.Italia Viva ritiene che una profonda riforma del sistema sanitario abruzzese non sia più rinviabile.«Spetta a chi governa la Regione – concludono D’Alessandro e Zunica – trovare il coraggio di farlo, e a chi sta all’opposizione proporlo con responsabilità. Noi siamo pronti»Commenti da Facebook RIPRODUZIONE RISERVATADownload in PDF©SANITA’: ITALIA VIVA, “ABRUZZO HA AVUTO PIU’ SOLDI DEL VENETO, MA QUALITA’ MOLTO PEGGIORE”TERAMO - "Nel 2024, il Veneto – prima in Italia per qualità assistenziale secondo la Fondazione GIMBE – ha ricevuto 2.182 euro pro capite di fina... tp:writer§§ Filippo Tronca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003087706848.PDF §---§ title§§ Direzione Nord-Est: persone che hanno qualcosa da dire. Il live della prima edizione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001817705460.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 20 Oct 2025

A Padova istituzioni, rappresentanze, aziende e società civile si confrontano sui temi cruciali per il futuro del Nord-Est

pubDate§§ 2025-10-20T06:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001817705460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001817705460.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/milano/direzione-nord-est-persone-diretta-prima-edizione-video-988659.html?ref=ig tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001817705460.PDF tp:ocr§§ Oltre 50 relatori tra cui ministri, sottosegretari, europarlamentari, assessori regionali e comunali, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, vertici aziendali e mondo accademico sono  protagonisti lunedì 20 ottobre di Direzione Nord-Est, promossa dalla Fondazione Stelline insieme a SEC Newgate Italia, parte del gruppo globale attivo nella comunicazione, nell’advocacy e nelle ricerche, tramite i propri uffici e collaboratori di Venezia, Cortina, Udine e Bolzano. Spin off della kermesse lombarda Direzione Nord giunta alla XXVII edizione, nasce ora in Veneto Direzione Nord-Est, che si svolgerà a Padova a Palazzo della Salute in via San Francesco 90, dalle 9:30 alle 19:30.“Una nuova era” è quindi il titolo dell’appuntamento pubblico, e in diretta streaming, pensato per dare spazio, come da motto della kermesse, a Persone che hanno qualcosa da dire che propone un dialogo di qualità, capace di restituire all’opinione pubblica e ai decisori istituzionali tutta la complessità e il potenziale di un’area che, per la sua vitalità, rappresenta una delle principali leve per la crescita nazionale. SEGUI LA DIRETTA STREAMING DI DIREZIONE NORD EST DALLE 9.30 IL PROGRAMMA DEI LAVORI DI DIREZIONE NORD ESTLa giornata di lavori si apre alle ore 9:30 con il saluto istituzionale dell’Assessore alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Padova Antonio Bressa, insieme al Presidente della Fondazione Stelline Fabio Massa e Paola Ambrosino, Amministratore Delegato SEC Newgate Italia.Alle ore 9.45 spazio a uno dei temi più sentiti dal tessuto imprenditoriale del Veneto con il panel “Export e Made in Italy: quali sfide per le imprese del Nord Est”, moderato dalla Caporedattrice TGR Veneto Elisa Billato, che vedrà confrontarsi il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, il Vice Presidente per l’Organizzazione e i Rapporti con Territori e Categorie Confindustria Vincenzo Marinese, il Presidente di Fondazione Nord Est Alberto Baban, il Professore Ordinario di Innovazione Strategica presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Carlo Bagnoli e Fabrizio Vigo, Amministratore delegato di SevenData.Alle ore 11:00 Elena Donazzan, Vice Presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo, intervistata in un momento A tu per tu dal giornalista del Riformista Mario Marchi sui temi della competitività europea, italiana e nordestina in un mondo in continuo mutamento.Tra le 11:15 e le 11:40 il focus si sposta sul tema infrastrutturale con un A tu per tu del Direttore delle testate Nord Est Multimedia Luca Ubaldeschi con il Commissario di Governo e Amministratore Delegato Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Fabio Massimo Saldini, che offre alla platea un affresco sullo stato dell’arte delle opere per i Giochi Olimpici Invernali con un focus diretto a comprendere l’impatto dei grandi eventi sui territori e il ruolo svolto dalle infrastrutture.Alle ore 11:40 a Direzione Nord-Est il Ministro del Turismo Daniela Santanché in un A tu per tu con la giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Dalle 12.15 alle 13:30 la manifestazione si concentra su mobilità, logistica, infrastrutture, ma anche ambiente e sostenibilità con l’intervento del Viceministro delle Infrastrutture  e dei Trasporti Edoardo Rixi, l’Assessore Regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, il Commissario di Governo per la linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona-Padova Vincenzo Macello, la Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron, il Presidente dell’Interporto di Padova Luciano Giovanni Greco e l’Amministratore Delegato di Arriva Italia Angelo Costa. A moderare il panel il Direttore delle testate Nord Est Multimedia Luca Ubaldeschi.Alle 14:00 Direzione Nord-Est propone la presentazione di una ricerca a cura di Luca Ferlaino, Presidente di SocialCom, titolata “Tra identità e percezione: il Veneto raccontato dai social” che va ad investigare agricoltura, industria e Made in Italy dentro al racconto digitale.Dalle ore 14:10 alle ore 14:30 partecipa alla kermesse il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida in un A tu per tu con la giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Tra le 14:30 e le 15:10 nel panel “Il Veneto che nutre l’Italia” si confrontano Salvina Sist Direttore della Direzione Pianificazione Territoriale della Regione Veneto, Eleonora Mosco Consigliere delegato allo Sviluppo economico della Provincia di Padova, il Presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan e il Direttore Confagricoltura Padova Valentino Montagner. La moderazione a cura di Alessia Liparoti, giornalista di Affaritaliani, che a seguire, alle 15:10, intervista in un A tu per tu il Presidente Agenzia ICE Matteo Zoppas.Alle ore 15:20 Direzione Nord-Est affronta i temi legati alla transizione energetica e la costruzione delle città del futuro: al talk “Città ed energia in una Regione che cambia” partecipano il Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia Roberto Marcato, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale e Professore di Economia dell’Energia all’Università degli Studi di Padova Arturo Lorenzoni e il Direttore della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità (VSF) Alessandro Costa. La moderazione sarà a cura di Mario Marchi, giornalista del Riformista. Alle ore 16:00  l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, seguito alle 16:15 dall’intervista al Ministro della Giustizia Carlo Nordio dal titolo “Giustizia, libertà, impresa”, moderato dalla giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Dalle 16:30 alle 17:45 il tema del lavoro con il panel “Lavorare a un progetto collettivo” cui parteciperanno l’Assessore Regionale a Istruzione Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Vanessa Camani, il Presidente CDO – Compagnia delle Opere Andrea Dellabianca, il Direttore Veneto Lavoro Tiziano Barone, il Direttore di CNA Veneto Matteo Ribon, il fondatore di BM&A Studio Legale Associato Bruno Barel, il Presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna e il Coordinatore Uil Veneto Padova Massimo Zanetti. Moderazione del talk a cura di Angela Pederiva, giornalista del Gazzettino.Dalle 17:45 alle 18:45 l’attenzione di Direzione Nord-Est è concentrata sul tema della Sanità. Al panel “Il Veneto si cura” intervengono l’Assessore Regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, il Coordinatore – Direttore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle Persone Giuridiche della Chiesa Don Marco Belladelli, il Commissario Istituto Oncologico Veneto IRCSS e Direttore Generale Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi, il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedale Università Padova Michele Tessarin, il Presidente Associazione Italiana Ospitalità Privata (Aiop) Veneto Vittorio Morello e Igor Marcolongo, Business Evolution Director Tinexta Infocert. Modera il talk Roberto Papetti, Direttore del Gazzettino.Durante la giornata intervengono anche Alberto Stefani  (14.10) e Giovanni Manildo (18.45), candidati alla Presidenza della Giunta Regionale del Veneto. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001817705460.PDF §---§ title§§ Direzione Nord-Est: persone che hanno qualcosa da dire. Il live della prima edizione. VIDEO - Affaritaliani.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770906000.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 20 Oct 2025

A Padova istituzioni, rappresentanze, aziende e società civile si confrontano sui temi cruciali per il futuro del Nord-Est

pubDate§§ 2025-10-20T08:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770906000.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770906000.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/milano/direzione-nord-est-persone-diretta-prima-edizione-video-988659.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770906000.PDF tp:ocr§§ Oltre 50 relatori tra cui ministri, sottosegretari, europarlamentari, assessori regionali e comunali, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, vertici aziendali e mondo accademico sono  protagonisti lunedì 20 ottobre di Direzione Nord-Est, promossa dalla Fondazione Stelline insieme a SEC Newgate Italia, parte del gruppo globale attivo nella comunicazione, nell’advocacy e nelle ricerche, tramite i propri uffici e collaboratori di Venezia, Cortina, Udine e Bolzano. Spin off della kermesse lombarda Direzione Nord giunta alla XXVII edizione, nasce ora in Veneto Direzione Nord-Est, che si svolgerà a Padova a Palazzo della Salute in via San Francesco 90, dalle 9:30 alle 19:30.“Una nuova era” è quindi il titolo dell’appuntamento pubblico, e in diretta streaming, pensato per dare spazio, come da motto della kermesse, a Persone che hanno qualcosa da dire che propone un dialogo di qualità, capace di restituire all’opinione pubblica e ai decisori istituzionali tutta la complessità e il potenziale di un’area che, per la sua vitalità, rappresenta una delle principali leve per la crescita nazionale. La giornata di lavori si apre alle ore 9:30 con il saluto istituzionale dell’Assessore alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Padova Antonio Bressa, insieme al Presidente della Fondazione Stelline Fabio Massa e Paola Ambrosino, Amministratore Delegato SEC Newgate Italia.Alle ore 9.45 spazio a uno dei temi più sentiti dal tessuto imprenditoriale del Veneto con il panel “Export e Made in Italy: quali sfide per le imprese del Nord Est”, moderato dalla Caporedattrice TGR Veneto Elisa Billato, che vedrà confrontarsi il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, il Vice Presidente per l’Organizzazione e i Rapporti con Territori e Categorie Confindustria Vincenzo Marinese, il Presidente di Fondazione Nord Est Alberto Baban, il Professore Ordinario di Innovazione Strategica presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Carlo Bagnoli e Fabrizio Vigo, Amministratore delegato di SevenData.Alle ore 11:00 Elena Donazzan, Vice Presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo, intervistata in un momento A tu per tu dal giornalista del Riformista Mario Marchi sui temi della competitività europea, italiana e nordestina in un mondo in continuo mutamento.Tra le 11:15 e le 11:40 il focus si sposta sul tema infrastrutturale con un A tu per tu del Direttore delle testate Nord Est Multimedia Luca Ubaldeschi con il Commissario di Governo e Amministratore Delegato Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Fabio Massimo Saldini, che offre alla platea un affresco sullo stato dell’arte delle opere per i Giochi Olimpici Invernali con un focus diretto a comprendere l’impatto dei grandi eventi sui territori e il ruolo svolto dalle infrastrutture.Alle ore 11:40 a Direzione Nord-Est il Ministro del Turismo Daniela Santanché in un A tu per tu con la giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Dalle 12.15 alle 13:30 la manifestazione si concentra su mobilità, logistica, infrastrutture, ma anche ambiente e sostenibilità con l’intervento del Viceministro delle Infrastrutture  e dei Trasporti Edoardo Rixi, l’Assessore Regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, il Commissario di Governo per la linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona-Padova Vincenzo Macello, la Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron, il Presidente dell’Interporto di Padova Luciano Giovanni Greco e l’Amministratore Delegato di Arriva Italia Angelo Costa. A moderare il panel il Direttore delle testate Nord Est Multimedia Luca Ubaldeschi.Alle 14:00 Direzione Nord-Est propone la presentazione di una ricerca a cura di Luca Ferlaino, Presidente di SocialCom, titolata “Tra identità e percezione: il Veneto raccontato dai social” ch e va ad investigare agricoltura, industria e Made in Italy dentro al racconto digitale.Dalle ore 14:10 alle ore 14:30 partecipa alla kermesse il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida in un A tu per tu con la giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Tra le 14:30 e le 15:10 nel panel “Il Veneto che nutre l’Italia” si confrontano Salvina Sist Direttore della Direzione Pianificazione Territoriale della Regione Veneto, Eleonora Mosco Consigliere delegato allo Sviluppo economico della Provincia di Padova, il Presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan e il Direttore Confagricoltura Padova Valentino Montagner. La moderazione a cura di Alessia Liparoti, giornalista di Affaritaliani, che a seguire, alle 15:10, intervista in un A tu per tu il Presidente Agenzia ICE Matteo Zoppas.Alle ore 15:20 Direzione Nord-Est affronta i temi legati alla transizione energetica e la costruzione delle città del futuro: al talk “Città ed energia in una Regione che cambia” partecipano il Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia Roberto Marcato, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale e Professore di Economia dell’Energia all’Università degli Studi di Padova Arturo Lorenzoni e il Direttore della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità (VSF) Alessandro Costa. La moderazione sarà a cura di Mario Marchi, giornalista del Riformista. Alle ore 16:00  l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, seguito alle 16:15 dall’intervista al Ministro della Giustizia Carlo Nordio dal titolo “Giustizia, libertà, impresa”, moderato dalla giornalista TG1 Giancarla Rondinelli e Fabio Massa, Presidente Fondazione Stelline.Dalle 16:30 alle 17:45 il tema del lavoro con il panel “Lavorare a un progetto collettivo” cui parteciperanno l’Assessore Regionale a Istruzione Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Vanessa Camani, il Presidente CDO – Compagnia delle Opere Andrea Dellabianca, il Direttore Veneto Lavoro Tiziano Barone, il Direttore di CNA Veneto Matteo Ribon, il fondatore di BM&A Studio Legale Associato Bruno Barel, il Presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna e il Coordinatore Uil Veneto Padova Massimo Zanetti. Moderazione del talk a cura di Angela Pederiva, giornalista del Gazzettino.Dalle 17:45 alle 18:45 l’attenzione di Direzione Nord-Est è concentrata sul tema della Sanità. Al panel “Il Veneto si cura” intervengono l’Assessore Regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, il Coordinatore – Direttore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle Persone Giuridiche della Chiesa Don Marco Belladelli, il Commissario Istituto Oncologico Veneto IRCSS e Direttore Generale Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi, il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedale Università Padova Michele Tessarin, il Presidente Associazione Italiana Ospitalità Privata (Aiop) Veneto Vittorio Morello e Igor Marcolongo, Business Evolution Director Tinexta Infocert. Modera il talk Roberto Papetti, Direttore del Gazzettino.Durante la giornata intervengono anche Alberto Stefani  (14.10) e Giovanni Manildo (18.45), candidati alla Presidenza della Giunta Regionale del Veneto.Testata giornalistica registrataDirettore responsabile Marco ScottiReg. Trib. di Milano n° 210 dell’11 aprile 1996 - P.I. 11321290154© 1996 - Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservatiAffaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvede remo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770906000.PDF §---§ title§§ Bilancio 2026, Barbera (PRC):? "Schillaci dà i numeri e li moltiplica per propaganda” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003221008065.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T18:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003221008065.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003221008065.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/20/bilancio-2026-barbera-prc-schillaci-da-i-numeri-e-li-moltiplica-per-propaganda/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003221008065.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Mon 20 October 2025 Bilancio 2026, Barbera (PRC): “Schillaci dà i numeri e li moltiplica perpropaganda”“Il ministro della Salute Orazio Schillaci annuncia trionfalmente “20 milanuovi infermieri” come se bastasse un numero tondo per guarire la sanitàitaliana. Peccato che la realtà, quella scritta nei documenti dellamanovra, sia ben diversa: nel 2026 le assunzioni previste sono poco più di6.000 infermieri e 1.000 medici. Il resto? Un piano pluriennale ancoratutto da finanziare, una promessa gettata in avanti come si fa con il fumoper coprire le macerie.I 2,4 miliardi di euro stanziati non serviranno solo a coprire le nuoveassunzioni, ma anche a tenere in piedi ospedali e servizi già al collasso,a pagare gli aumenti contrattuali e le spese ordinarie. Altro che “grandepiano di rilancio”: siamo di fronte all’ennesima partita di giro, dove sispostano pochi spiccioli per mascherare l’assenza di una vera politicasanitaria.E intanto, secondo la Fondazione Gimbe, negli ultimi tre anni la sanitàpubblica ha subito un definanziamento reale di oltre 13 miliardi di euro.Tradotto: mentre il governo si vanta di aumenti nominali, il potered’acquisto del sistema sanitario crolla, la spesa pubblica sul PILdiminuisce e le corsie si svuotano di personale. I sindacati e laFederazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche parlano chiaro:mancano decine di migliaia di infermieri e medici, e chi è rimasto scappa,schiacciato da turni infiniti e stipendi indegni.Siamo di fronte a una propaganda di regime che trasforma i numeri inslogan, mentre la realtà del servizio sanitario nazionale racconta un’altrastoria: quella di un Paese che abbandona il servizio pubblico e i suoilavoratori. Schillaci “dà i numeri”, sì, ma sono quelli di un fallimentoannunciato”.Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di RifondazioneComunista.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003221008065.PDF §---§ title§§ Vitamine da capogiro. Specchio della sanità pubblica disastrata - Avanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748605645.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "avantionline.it" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T06:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748605645.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748605645.PDF', 'title': 'avantionline.it'} tp:url§§ https://www.avantionline.it/vitamine-da-capogiro-specchio-della-sanita-pubblica-disastrata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748605645.PDF tp:ocr§§ Vitamine per la vista. Parafarmaco o, abbreviato, paraf, è una parola paurosa. È la fine quando compare questa dicitura sullo scontrino fiscale di una farmacia o di un grossista. Il prodotto può costare anche molto, moltissimo; ma pur essendo un medicinale è catalogato come parafarmaco. Non si sa per quale motivo. Così il Servizio sanitario nazionale non passa il farmaco al cittadino assistito e non è nemmeno possibile la detrazione fiscale del 19% della spesa in sede di dichiarazione dei redditi. Tutto è a carico del cittadino anche se come contribuente tra Irpef, Iva e non si sa quali altre imposte, paga un botto di tasse per finanziare la sanità pubblica. Ma forse i fondi vanno altrove. Un caso esemplare è quello delle vitamine per la vista. L’oculista va ascoltato, è un fuoriclasse sperimentato. La vista? «Va meglio. Abbiamo evitato il peggio…», dice soddisfatto al paziente. Del resto il paziente ne è consapevole: i risultati positivi ci sono, ora con qualche sforzo in meno riesce a leggere grazie a tanti colliri differenti per il glaucoma e a diversi tipi di vitamine.Tuttavia l’oculista aggiunge: «Questi occhi vanno aiutati ancora. Prenda anche queste altre vitamine per la vista». Le nuove vitamine si aggiungono alle altre: per la vista è un bene, per il portafoglio è un salasso pesante. Alcune vitamine costano oltre 30 euro a confezione, altre 50, altre ancora quasi 70. Assieme ai colliri, le compresse, le fiale e i misurini di vitamine simili a uno sciroppo cadenzano la giornata dalle 7 di mattina alle 22 prima di andare a dormire. Sono un doppio assillo: psicologico ed economico perché il consumo è forte. Nessuna vitamina è fornita gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale eppure non è un lusso, qualcuna è rimborsabile per metà se si ha una assicurazione complementare privata. In molti casi è tutto a carico del malato anche pagando un’assicurazione sanitaria integrativa. Ogni mese la spesa è di circa 200 euro solo per le vitamine. Così c’è la caccia agli sconti tra i vari rivenditori di medicine (farmacie e grossisti) presenti con un sito Internet in tutta Europa. Del resto con il glaucoma e con il rischio di una maculopatia non si scherza. Per i colliri è un po’ meno dura. I colliri sono parecchi, curativi e lenitivi dell’affaticamento visivo. La maggior parte è fornita dal Servizio sanitario nazionale (si paga solo un ticket), poi però ci sono quelli fuori dal prontuario: o sono rimborsati solo in parte da una eventuale assicurazione integrativa privata o non sono rimborsati per niente se considerati parafarmaco. Eppure la salute è un diritto costituzionale garantito. Il 32° articolo della Costituzione italiana recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Le leggi attuative di questi diritti costituzionali varate da decenni stabiliscono la gratuità e l’universalità del diritto alle cure della salute. Ma da tempo tutto è diventato molto complicato. La sanità pubblica fa acqua, i pronti soccorsi scoppiano, è problematico perfino effettuare in tempi rapidi e certi operazioni delicatissime e urgenti come quelle oncologiche e al cuore. È un bagno di sangue per tutti, come rileva l’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). Risultato: gli italiani spendono di tasca propria oltre 41 miliardi di euro l’anno per curarsi nel settore privato mentre quasi 6 milioni rinunciano perché non bastano i soldi. Sono i più penalizzati, più esclusi proprio gli «indigenti» ai quali la Costituzione repubblicana garantisce le cure gratuite. Nella ritirata della sanità pubblica in corso da anni si fanno strada imprenditori grandi e piccoli, blasonati e meno blasonati, che investono grandi capitali nella tutela della salute e, in particolare, nelle cliniche private. Chi è disperato e non riesce a trovare un posto in un ospedale per una operazione urgente, ricorre a una clinica privata. Dalle vitamine a pagamento ai posti letto introvabili in un ospedale si moltiplicano i segnali dello smantellamento della sanità pubblica. La caduta dello Stato sociale continua. Rodolfo Ruocco Vitamine da capogiroParafarmaci sanitò pubblica tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748605645.PDF §---§ title§§ Vitamine da capogiro. Specchio della sanità pubblica disastrata - Avanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748405647.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "avantionline.it" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T06:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748405647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748405647.PDF', 'title': 'avantionline.it'} tp:url§§ https://www.avantionline.it/vitamine-da-capogiro-specchio-della-sanita-pubblica-disastrata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001748405647.PDF tp:ocr§§ Vitamine per la vista. Parafarmaco o, abbreviato, paraf, è una parola paurosa. È la fine quando compare questa dicitura sullo scontrino fiscale di una farmacia o di un grossista. Il prodotto può costare anche molto, moltissimo; ma pur essendo un medicinale è catalogato come parafarmaco. Non si sa per quale motivo. Così il Servizio sanitario nazionale non passa il farmaco al cittadino assistito e non è nemmeno possibile la detrazione fiscale del 19% della spesa in sede di dichiarazione dei redditi. Tutto è a carico del cittadino anche se come contribuente tra Irpef, Iva e non si sa quali altre imposte, paga un botto di tasse per finanziare la sanità pubblica. Ma forse i fondi vanno altrove. Un caso esemplare è quello delle vitamine per la vista. L’oculista va ascoltato, è un fuoriclasse sperimentato. La vista? «Va meglio. Abbiamo evitato il peggio…», dice soddisfatto al paziente. Del resto il paziente ne è consapevole: i risultati positivi ci sono, ora con qualche sforzo in meno riesce a leggere grazie a tanti colliri differenti per il glaucoma e a diversi tipi di vitamine.Tuttavia l’oculista aggiunge: «Questi occhi vanno aiutati ancora. Prenda anche queste altre vitamine per la vista». Le nuove vitamine si aggiungono alle altre: per la vista è un bene, per il portafoglio è un salasso pesante. Alcune vitamine costano oltre 30 euro a confezione, altre 50, altre ancora quasi 70. Assieme ai colliri, le compresse, le fiale e i misurini di vitamine simili a uno sciroppo cadenzano la giornata dalle 7 di mattina alle 22 prima di andare a dormire. Sono un doppio assillo: psicologico ed economico perché il consumo è forte. Nessuna vitamina è fornita gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale eppure non è un lusso, qualcuna è rimborsabile per metà se si ha una assicurazione complementare privata. In molti casi è tutto a carico del malato anche pagando un’assicurazione sanitaria integrativa. Ogni mese la spesa è di circa 200 euro solo per le vitamine. Così c’è la caccia agli sconti tra i vari rivenditori di medicine (farmacie e grossisti) presenti con un sito Internet in tutta Europa. Del resto con il glaucoma e con il rischio di una maculopatia non si scherza. Per i colliri è un po’ meno dura. I colliri sono parecchi, curativi e lenitivi dell’affaticamento visivo. La maggior parte è fornita dal Servizio sanitario nazionale (si paga solo un ticket), poi però ci sono quelli fuori dal prontuario: o sono rimborsati solo in parte da una eventuale assicurazione integrativa privata o non sono rimborsati per niente se considerati parafarmaco. Eppure la salute è un diritto costituzionale garantito. Il 32° articolo della Costituzione italiana recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Le leggi attuative di questi diritti costituzionali varate da decenni stabiliscono la gratuità e l’universalità del diritto alle cure della salute. Ma da tempo tutto è diventato molto complicato. La sanità pubblica fa acqua, i pronti soccorsi scoppiano, è problematico perfino effettuare in tempi rapidi e certi operazioni delicatissime e urgenti come quelle oncologiche e al cuore. È un bagno di sangue per tutti, come rileva l’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). Risultato: gli italiani spendono di tasca propria oltre 41 miliardi di euro l’anno per curarsi nel settore privato mentre quasi 6 milioni rinunciano perché non bastano i soldi. Sono i più penalizzati, più esclusi proprio gli «indigenti» ai quali la Costituzione repubblicana garantisce le cure gratuite. Nella ritirata della sanità pubblica in corso da anni si fanno strada imprenditori grandi e piccoli, blasonati e meno blasonati, che investono grandi capitali nella tutela della salute e, in particolare, nelle cliniche private. Chi è disperato e non riesce a trovare un posto in un ospedale per una operazione urgente, ricorre a una clinica privata. Dalle vitamine a pagamento ai posti letto introvabili in un ospedale si moltiplicano i segnali dello smantellamento della sanità pubblica. 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Estratto da pag. 1 di "lamescolanza.com" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T06:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819905446.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819905446.PDF', 'title': 'lamescolanza.com'} tp:url§§ https://www.lamescolanza.com/2025/10/20/sanita-dal-calo-nascite-alla-sclerosi-multipla-il-forum-leopolda-chiama-a-raccolta-gli-esperti-per-due-giorni-cruciali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819905446.PDF tp:ocr§§ Firenze si prepara ad accogliere gli esperti della sanità italiana e internazionale. Domani e dopodomani, 21 e 22 ottobre, si terrà infatti il Forum Leopolda Salute, giunto quest’anno alla sua decima edizione. Un appuntamento cruciale che, sotto il titolo “Il coraggio di correre: dal cambiamento frammentato alla trasformazione sistemica”, si propone di analizzare le sfide più pressanti del sistema sanitario e delineare nuove strategie.L’obiettivo principale del summit, come spiegano gli organizzatori, è “costruire il primo sistema sanitario capace di rafforzarsi di fronte alle crisi”. Per due giorni, istituzioni, professionisti del settore, ricercatori, aziende e associazioni si confronteranno per trovare soluzioni sistemiche che superino la frammentazione attuale.L’edizione del decennale sarà aperta da un intervento del filosofo tech Cosimo Accoto, research affiliate del Mit di Boston, offrendo una prospettiva allargata e innovativa. Tra i partecipanti di spicco, si segnalano figure chiave come Nino Cartabellotta, nella foto, presidente della Fondazione Gimbe, e i Direttori Generali Ambassador della Sanità italiana. Il Forum, curato da Koncept, si conferma un punto di incontro essenziale per l’innovazione in sanità.Il programma è ricco e tocca temi di forte impatto sociale e scientifico. Grande attenzione sarà dedicata al fenomeno della denatalità e al ruolo della fecondazione assistita. In agenda, un confronto nazionale che vedrà riuniti clinici e amministratori di regioni chiave come Campania, Puglia, Lazio, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna per discutere le nuove regole regionali in materia di procreazione medicalmente assistita.Su questo fronte, sarà presentato anche un studio dell’Università di Roma che analizza il valore della procreazione medicalmente assistita come strumento attivo di contrasto al calo delle nascite.Altro pilastro del Forum sarà la discussione sulla sclerosi multipla. Saranno previste due sessioni distinte: una tavola rotonda riservata agli addetti ai lavori e un focus di due ore aperto al pubblico. Quest’ultimo affronterà la patologia in un’ottica multidisciplinare, integrando aspetti clinici, sociali e cruciali come i diritti dei pazienti.Un momento di profonda riflessione sull’etica professionale sarà la sessione “Curare oltre i confini”, coordinata da Antonio Davide Barretta, direttore generale Aou Senese. Questo appuntamento raccoglierà le testimonianze di medici impegnati in missioni umanitarie. La sessione si configura come un’estensione del percorso dedicato all’umanizzazione delle cure, volto a riflettere sul suo valore “come atto di prossimità e coraggio”.Il Forum Leopolda Salute si posiziona, dunque, come un’arena strategica dove l’urgenza dell’innovazione e la necessità di una sanità più umana e resiliente si incontrano.Saipem completa con successo il progetto offshore Yellowtail in GuyanaGradara 23 Novembre 2020 È un bel borgo in provincia di Pesaro e Urbino. Si trova a 142 metri di altitudine e conta quasi cinquemila abitanti. L’origine del nome non è noÈ un bel borgo in provincia di Pesaro e Urbino. Si trova a 142 metri di altitudine e conta quasi cinquemila abitanti. L’origine del nome non è noCopyright © 2025 La Mescolanza | Disclaimer | RSS | ContattiPowered by VISIONAGE tp:writer§§ TR guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819905446.PDF §---§ title§§ Sanità, dal calo nascite alla Sclerosi Multipla: il Forum Leopolda chiama a raccolta gli esperti per due giorni cruciali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819605447.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lamescolanza.com" del 20 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-20T06:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819605447.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819605447.PDF', 'title': 'lamescolanza.com'} tp:url§§ https://www.lamescolanza.com/2025/10/20/sanita-dal-calo-nascite-alla-sclerosi-multipla-il-forum-leopolda-chiama-a-raccolta-gli-esperti-per-due-giorni-cruciali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819605447.PDF tp:ocr§§ Firenze si prepara ad accogliere gli esperti della sanità italiana e internazionale. Domani e dopodomani, 21 e 22 ottobre, si terrà infatti il Forum Leopolda Salute, giunto quest’anno alla sua decima edizione. Un appuntamento cruciale che, sotto il titolo “Il coraggio di correre: dal cambiamento frammentato alla trasformazione sistemica”, si propone di analizzare le sfide più pressanti del sistema sanitario e delineare nuove strategie.L’obiettivo principale del summit, come spiegano gli organizzatori, è “costruire il primo sistema sanitario capace di rafforzarsi di fronte alle crisi”. Per due giorni, istituzioni, professionisti del settore, ricercatori, aziende e associazioni si confronteranno per trovare soluzioni sistemiche che superino la frammentazione attuale.L’edizione del decennale sarà aperta da un intervento del filosofo tech Cosimo Accoto, research affiliate del Mit di Boston, offrendo una prospettiva allargata e innovativa. Tra i partecipanti di spicco, si segnalano figure chiave come Nino Cartabellotta, nella foto, presidente della Fondazione Gimbe, e i Direttori Generali Ambassador della Sanità italiana. Il Forum, curato da Koncept, si conferma un punto di incontro essenziale per l’innovazione in sanità.Il programma è ricco e tocca temi di forte impatto sociale e scientifico. Grande attenzione sarà dedicata al fenomeno della denatalità e al ruolo della fecondazione assistita. In agenda, un confronto nazionale che vedrà riuniti clinici e amministratori di regioni chiave come Campania, Puglia, Lazio, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna per discutere le nuove regole regionali in materia di procreazione medicalmente assistita.Su questo fronte, sarà presentato anche un studio dell’Università di Roma che analizza il valore della procreazione medicalmente assistita come strumento attivo di contrasto al calo delle nascite.Altro pilastro del Forum sarà la discussione sulla sclerosi multipla. Saranno previste due sessioni distinte: una tavola rotonda riservata agli addetti ai lavori e un focus di due ore aperto al pubblico. Quest’ultimo affronterà la patologia in un’ottica multidisciplinare, integrando aspetti clinici, sociali e cruciali come i diritti dei pazienti.Un momento di profonda riflessione sull’etica professionale sarà la sessione “Curare oltre i confini”, coordinata da Antonio Davide Barretta, direttore generale Aou Senese. Questo appuntamento raccoglierà le testimonianze di medici impegnati in missioni umanitarie. La sessione si configura come un’estensione del percorso dedicato all’umanizzazione delle cure, volto a riflettere sul suo valore “come atto di prossimità e coraggio”.Il Forum Leopolda Salute si posiziona, dunque, come un’arena strategica dove l’urgenza dell’innovazione e la necessità di una sanità più umana e resiliente si incontrano.Saipem completa con successo il progetto offshore Yellowtail in GuyanaGradara 23 Novembre 2020 È un bel borgo in provincia di Pesaro e Urbino. Si trova a 142 metri di altitudine e conta quasi cinquemila abitanti. L’origine del nome non è noÈ un bel borgo in provincia di Pesaro e Urbino. Si trova a 142 metri di altitudine e conta quasi cinquemila abitanti. L’origine del nome non è noCopyright © 2025 La Mescolanza | Disclaimer | RSS | ContattiPowered by VISIONAGE tp:writer§§ TR guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001819605447.PDF §---§ title§§ Paziente e chirurgo aquilani protagonisti del primo intervento europeo di artrodesi sacroiliaca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003243407393.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 19 Oct 2025

Un paziente di 45 anni dell’Aquila è stato il primo in Europa a essere sottoposto a un intervento di artrodesi sacroiliaca per sindrome disfunzionale dolorosa,

pubDate§§ 2025-10-20T14:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003243407393.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003243407393.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/paziente-e-chirurgo-aquilani-protagonisti-del-primo-intervento-europeo-di-artrodesi-sacroiliaca/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003243407393.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfL’AQUILA – Un paziente di 45 anni dell’Aquila è stato il primo in Europa a essere sottoposto a un intervento di artrodesi sacroiliaca per sindrome disfunzionale dolorosa, eseguito con il nuovo dispositivo I-Fuse Torq presso la Casa di Cura Villa dei Fiori di Mugnano di Napoli, del gruppo NefroCenter.A guidare l’équipe chirurgica è stato il dottor Pier Francesco Eugeni, aquilano, laureato nel nostro ateneo nel 1984, che coordina anche la neurochirurgia dell’Istituto Clinico Mediclinica dell’Aquila e di Avezzano.  Stampa in pdf TAGS sanità Sullo stesso argomento Sanità Abruzzo, nuove misure per ridurre le liste d’attesa: la Regione presenta il piano operativo 20 Ottobre 2025, @01:10 Lea, scontro tra Gimbe e Marsilio: “Abruzzo inadempiente”. “Dati vecchi, siamo cresciuti” 10 Ottobre 2025, @06:10 Sanità Abruzzo, bilancio di esercizio Asl1: disavanzo ridotto a 102,7 milioni 25 Settembre 2025, @02:09 Sanità, Abruzzo Insieme attacca Marsilio: “Sistema al collasso” 24 Settembre 2025, @05:09 Abruzzo, sanità a dieta: ecco il “menù salva-bilancio” per il triennio 2026–2028 24 Settembre 2025, @06:09 Sanità Abruzzo, Cavallari e Menna chiedono trasparenza e commissariamento 22 Settembre 2025, @02:09 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003243407393.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica in crisi, 2,5 miliardi dalla Manovra ma più fondi ai privati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143906286.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quifinanza.it" del 20 Oct 2025

La Manovra 2026 stanzia nuovi fondi per la sanità pubblica ma cresce il ruolo dei privati, mentre la spesa delle famiglie continua ad aumentare secondo Cnel e Gimbe

pubDate§§ 2025-10-20T10:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143906286.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143906286.PDF', 'title': 'quifinanza.it'} tp:url§§ https://quifinanza.it/economia/manovra-2026-fondi-sanita-privato/933946/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143906286.PDF tp:ocr§§ ANSA Più fondi alla Sanità, ma i soldi vanno ai privati Il Governo annuncia un rilancio della sanità pubblica, con nuovi investimenti e assunzioni, ma il quadro che emerge dai dati è ancora incerto. La Legge di bilancio prevede fondi aggiuntivi e incentivi per il personale, nel tentativo di rafforzare un sistema messo alla prova da anni di sottofinanziamento e da un crescente ricorso al privato.Accanto alle risorse destinate al servizio pubblico, però, una parte significativa continua a confluire verso strutture private e sanità integrativa, con convenzioni, tetti di spesa e nuovi contratti.Secondo Fondazione Gimbe e Cnel, la spesa sanitaria delle famiglie è in aumento, mentre negli ospedali il personale è in calo.La Manovra prevede interventi per infermieri, medici e farmacie dei servizi, ma resta il nodo di un equilibrio ancora instabile tra pubblico e privato e di quanto i nuovi fondi potranno incidere sulla tenuta della rete sanitaria nazionale.IndiceFondi per la sanità: nuove risorse ma dubbi sulla loro destinazionePiù spazio ai privati nella gestione della saluteSpesa farmaceutica, aumentano i tetti ma non i serviziCosa dice il Cnel: meno prestazioni pubbliche e più spesa diretta delle famiglieFondi per la sanità: nuove risorse ma dubbi sulla loro destinazioneIl ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che la nuova Legge di bilancio includerà 2,4 miliardi aggiuntivi, che si sommano ai quattro miliardi già previsti per la sanità. Una cifra rilevante, ma ancora distante dal colmare i 13 miliardi tagliati negli ultimi tre anni, secondo le stime della Fondazione Gimbe.Dietro l’annuncio, però, emergono segnali di una strategia più prudente che coinvolge l’intero sistema di welfare. Certo, mentre la sanità riceve nuove risorse, altri settori come scuola e pensioni accorciano la coperta e subiscono tagli. E resta il dubbio su quanto di questi fondi aggiuntivi si tradurrà in un miglioramento reale per i cittadini.Più spazio ai privati nella gestione della saluteIl ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato più volte che la manovra aiuterà a ridurre le liste d’attesa. Ma, nei fatti, una parte consistente delle nuove risorse andrà ancora una volta al settore privato. Dei fondi stanziati, 246 milioni di euro serviranno per acquistare prestazioni da strutture convenzionate, ovvero cliniche e professionisti esterni che verranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.A questi si aggiungono altri 100 milioni destinati a coprire l’aumento delle tariffe richieste dalle stesse strutture, oltre al miliardo già previsto lo scorso anno con la stessa finalità.Anche i 90 milioni previsti per la salute mentale seguiranno un’impostazione simile: invece di potenziare i servizi pubblici, ad esempio assumendo più psicologi nelle Asl, gran parte delle risorse sarà usata per finanziare il bonus psicologo, che rimborsa le sedute effettuate da professionisti privati.Spesa farmaceutica, aumentano i tetti ma non i serviziUn altro tema delicato riguarda la spesa per farmaci e dispositivi medici. Dal 2026, il tetto massimo che lo Stato può spendere ogni anno per i farmaci aumenterà di 350 milioni di euro. Ma questo non significa che ci saranno più medicinali disponibili per i pazienti.L’obiettivo, infatti, è un altro: ridurre lo sforamento di bilancio, che oggi supera i quattro miliardi. Metà di questa cifra viene attualmente coperta dalle aziende farmaceutiche attraverso il cosiddetto payback, un meccanismo che le obbliga a restituire parte dei soldi spesi in eccesso.Con l’aumento del tetto, le imprese dovranno rimborsare meno e lo Stato si farà carico di una quota più alta. In pratica, cambia la distribuzione del peso economico, ma non i servizi per i cittadini.Una dinamica simile riguarda anche i dispositivi medici, come protesi e apparecchiature. Dopo le proteste delle aziende, il governo ha deciso di rinunciare al 75% delle somme dovute con il payback e ha alzato di altri 280 milioni il limite di spesa. Anche in questo caso, il beneficio principale sarà per i fornitori, mentre l’impatto sui servizi offerti dal pubblico resta limitato.Cosa dice il Cnel: meno prestazioni pubbliche e più spesa diretta delle famiglieLa Relazione annuale del Cnel sui servizi erogati dalla pubblica amministrazione non fa altro che confermare il trend. La spesa sanitaria a carico diretto dei cittadini ha raggiunto i 42,6 miliardi di euro l’anno, pari a circa un quarto del fabbisogno sanitario nazionale.Tra il 2018 e il 2023 si registra un calo medio del 2% nelle prestazioni diagnostiche e dell’1,7% nelle visite specialistiche erogate dal servizio sanitario pubblico, a fronte di un aumento costante del ricorso al settore privato. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143906286.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica in crisi, 2,5 miliardi dalla Manovra ma più fondi ai privati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143706288.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quifinanza.it" del 20 Oct 2025

La Manovra 2026 stanzia nuovi fondi per la sanità pubblica ma cresce il ruolo dei privati, mentre la spesa delle famiglie continua ad aumentare secondo Cnel e Gimbe

pubDate§§ 2025-10-20T10:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143706288.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143706288.PDF', 'title': 'quifinanza.it'} tp:url§§ https://quifinanza.it/economia/manovra-2026-fondi-sanita-privato/933946/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143706288.PDF tp:ocr§§ ANSA Più fondi alla Sanità, ma i soldi vanno ai privati Il Governo annuncia un rilancio della sanità pubblica, con nuovi investimenti e assunzioni, ma il quadro che emerge dai dati è ancora incerto. La Legge di bilancio prevede fondi aggiuntivi e incentivi per il personale, nel tentativo di rafforzare un sistema messo alla prova da anni di sottofinanziamento e da un crescente ricorso al privato.Accanto alle risorse destinate al servizio pubblico, però, una parte significativa continua a confluire verso strutture private e sanità integrativa, con convenzioni, tetti di spesa e nuovi contratti.Secondo Fondazione Gimbe e Cnel, la spesa sanitaria delle famiglie è in aumento, mentre negli ospedali il personale è in calo.La Manovra prevede interventi per infermieri, medici e farmacie dei servizi, ma resta il nodo di un equilibrio ancora instabile tra pubblico e privato e di quanto i nuovi fondi potranno incidere sulla tenuta della rete sanitaria nazionale.IndiceFondi per la sanità: nuove risorse ma dubbi sulla loro destinazionePiù spazio ai privati nella gestione della saluteSpesa farmaceutica, aumentano i tetti ma non i serviziCosa dice il Cnel: meno prestazioni pubbliche e più spesa diretta delle famiglieFondi per la sanità: nuove risorse ma dubbi sulla loro destinazioneIl ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che la nuova Legge di bilancio includerà 2,4 miliardi aggiuntivi, che si sommano ai quattro miliardi già previsti per la sanità. Una cifra rilevante, ma ancora distante dal colmare i 13 miliardi tagliati negli ultimi tre anni, secondo le stime della Fondazione Gimbe.Dietro l’annuncio, però, emergono segnali di una strategia più prudente che coinvolge l’intero sistema di welfare. Certo, mentre la sanità riceve nuove risorse, altri settori come scuola e pensioni accorciano la coperta e subiscono tagli. E resta il dubbio su quanto di questi fondi aggiuntivi si tradurrà in un miglioramento reale per i cittadini.Più spazio ai privati nella gestione della saluteIl ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato più volte che la manovra aiuterà a ridurre le liste d’attesa. Ma, nei fatti, una parte consistente delle nuove risorse andrà ancora una volta al settore privato. Dei fondi stanziati, 246 milioni di euro serviranno per acquistare prestazioni da strutture convenzionate, ovvero cliniche e professionisti esterni che verranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.A questi si aggiungono altri 100 milioni destinati a coprire l’aumento delle tariffe richieste dalle stesse strutture, oltre al miliardo già previsto lo scorso anno con la stessa finalità.Anche i 90 milioni previsti per la salute mentale seguiranno un’impostazione simile: invece di potenziare i servizi pubblici, ad esempio assumendo più psicologi nelle Asl, gran parte delle risorse sarà usata per finanziare il bonus psicologo, che rimborsa le sedute effettuate da professionisti privati.Spesa farmaceutica, aumentano i tetti ma non i serviziUn altro tema delicato riguarda la spesa per farmaci e dispositivi medici. Dal 2026, il tetto massimo che lo Stato può spendere ogni anno per i farmaci aumenterà di 350 milioni di euro. Ma questo non significa che ci saranno più medicinali disponibili per i pazienti.L’obiettivo, infatti, è un altro: ridurre lo sforamento di bilancio, che oggi supera i quattro miliardi. Metà di questa cifra viene attualmente coperta dalle aziende farmaceutiche attraverso il cosiddetto payback, un meccanismo che le obbliga a restituire parte dei soldi spesi in eccesso.Con l’aumento del tetto, le imprese dovranno rimborsare meno e lo Stato si farà carico di una quota più alta. In pratica, cambia la distribuzione del peso economico, ma non i servizi per i cittadini.Una dinamica simile riguarda anche i dispositivi medici, come protesi e apparecchiature. Dopo le proteste delle aziende, il governo ha deciso di rinunciare al 75% delle somme dovute con il payback e ha alzato di altri 280 milioni il limite di spesa. Anche in questo caso, il beneficio principale sarà per i fornitori, mentre l’impatto sui servizi offerti dal pubblico resta limitato.Cosa dice il Cnel: meno prestazioni pubbliche e più spesa diretta delle famiglieLa Relazione annuale del Cnel sui servizi erogati dalla pubblica amministrazione non fa altro che confermare il trend. La spesa sanitaria a carico diretto dei cittadini ha raggiunto i 42,6 miliardi di euro l’anno, pari a circa un quarto del fabbisogno sanitario nazionale.Tra il 2018 e il 2023 si registra un calo medio del 2% nelle prestazioni diagnostiche e dell’1,7% nelle visite specialistiche erogate dal servizio sanitario pubblico, a fronte di un aumento costante del ricorso al settore privato. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143706288.PDF §---§ title§§ Il Pnrr rischia sempre di più di essere una occasione mancata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770505996.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 20 Oct 2025

Secondo l’osservatorio Openpolis il parlamento europeo ha chiesto di poter sforare il limite del 2026 per completare i Pnrr, ma la Commissione è contraria. Il 68% delle scadenze a livello europeo deve ancora essere completato. Gli stati più avanti sono Francia, Danimarca e Germania. L’Italia (insieme ad altri 3 paesi) ha già presentato 5 richieste di modifica del proprio Pnrr e un ulteriore modifica è prevista per l’autunno. Per evitare di perdere una parte dei fondi la Commissione ha suggerito di reindirizzarli in altri settori, inclusa la difesa

pubDate§§ 2025-10-20T08:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770505996.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770505996.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132746 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770505996.PDF tp:ocr§§ PNRR: stato dell’arte in generale Il Governo ha rivendicato due importanti risultati riguardanti il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Da un lato lo sblocco dei fondi legati della settima rata, attesi dallo scorso dicembre. Dall’altro l’invio della richiesta di pagamento dell’ottava rata legata al completamento di ulteriori 40 scadenze. Si tratta certamente di risultati di rilievo, tuttavia non si deve dimenticare il fatto che il rispetto del cronoprogramma è stato possibile solo a seguito di plurime revisioni del Piano Italiano. A febbraio 2025, risultava speso appena un terzo delle risorse assegnate al nostro Paese. Il lavoro da fare in termini di realizzazione degli interventi quindi è ancora rilevante. Tanto che lo stesso Ministro italiano con delega al PNRR ha annunciato una ulteriore revisione del Piano in autunno.Nonostante queste difficoltà, l’Italia è ad oggi uno dei Paesi Ue più avanti nella realizzazione del proprio PNRR. Molti Stati membri infatti stanno incontrando degli ostacoli nell’attuazione. Proprio per questo motivo, lo scorso 18 giugno il Parlamento Europeo ha approvato una in cui si esorta la Commissione a valutare la possibilità di estendere per ulteriori 18 mesi il (RRF), lo strumento finanziario che alimenta i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza.Finora l’ipotesi di sforare la scadenza del 2026 è stata considerata un tabù. E in effetti la Commissione Europea in una comunicazione di inizio giugno, pur evidenziando i ritardi, aveva ribadito come questo limite temporale fosse inderogabile. In realtà si cerca di andare nella direzione della massima efficacia possibile nell’erogazione dei fondi assegnati e nella realizzazione degli interventi finanziati.Questo anche a costo di rinunciare almeno in parte alle ambizioni iniziali. Nel caso del PNRR italiano, ad esempio, le priorità trasversali che avrebbero dovuto portare a una riduzione dei divari territoriali, di genere e generazionali rischiano di essere tagliate o fortemente ridimensionate con buona pace del sociale.PNRR, a che punto sono i singoli Paesi della UE L’attuazione dei PNRR registra difficoltà in tutta l’UE, non solo in Italia. L’impostazione del RRF prevede un modello performance based. L’erogazione dei fondi assegnati ai diversi stati è condizionata al raggiungimento di determinati traguardi e obiettivi (le cosiddette scadenze). Sulla base dei dati contenuti nel documento della Commissione UE, al 4 giugno sono ancora da erogare circa 335 miliardi di euro, di cui circa 154 Mld in sovvenzioni a fondo perduto e 180 Mld in prestiti. L’ammontare del RRF è di circa 650 Mld di euro, ne deriva che, a poco più di un anno dalla conclusione dei Piani Nazionali, oltre la metà delle risorse deve ancora essere erogata. Per l’esattezza una quota pari al 51,5% delle risorse RRF è ancora da erogare ai singoli Paesi.Il nostro Paese ha già ottenuto 122 Mld di euro sui 194,4 Mld assegnati (pari al 62,7%). La Commissione UE ha dato il via libera all’erogazione dei fondi legati alla settima rata per un ammontare complessivo di 18,3 Mld di euro. Il Governo ha presentato la richiesta di pagamento dell’ottava rata per circa 12,8 Mld di euro. Quindi il nostro Paese è tra quelli con la quota di risorse già ricevute più alta.Circa le scadenze da conseguire, la situazione è piuttosto complicate in quasi tutti i Paesi UE. In base ai dati della Commissione UE, i vari Paesi devono ancora presentare la documentazione relativa al completamento di oltre 4.300 traguardi e obiettivi sui 7.105 totali. Questo comporta che nel complesso le scadenze ancora da conseguire sono circa il 68%. Più nel dettaglio, la quota di scadenze già completate più elevata è quella riportata dalla Francia (82%).Seguono Danimarca (57%), Germania (54%) ed Estonia (49%). Italia e Lussemburgo si trovano entrambe al 43%.Infografica 1 - La percentuale di milestone e target ancora da completare per paese(Fonte Commissione UE)L’Italia è tra gli stati membri che hanno già inviato il m aggior numero di proposte di revisione (5) insieme a Belgio, Irlanda e Spagna. Per quanto riguarda l’Italia inoltre una sesta revisione del Piano Italiano è annunciata per questo autunno. Tutti i Paesi hanno presentato almeno 2 richieste di modifica e molti sono ancora in attesa del via libera dell’ultima richiesta di revisione inviata. Si trovano in questa condizione 11 stati Ue tra cui anche Spagna e Germania.Le opzioni alternative per la Commissione UE per completare i PNRR La Commissione UE ha incoraggiato gli stati membri a rivedere in maniera mirata i propri Piani, adottando una strategia più flessibile e pragmatica, in linea con le reali capacità di esecuzione. La Commissione UE suggerisce di potenziare le misure che stanno già mostrando buoni risultati, ampliandone la portata nei casi in cui vi sia una domanda elevata o emergano performance superiori alle aspettative iniziali. Nel caso italiano ad esempio, come abbiamo visto, l’erogazione di risorse attraverso incentivi alle imprese e crediti d’imposta ha permesso di velocizzare notevolmente le procedure.Le risorse trasferibili possono arrivare fino al 4%, a cui può aggiungersi un ulteriore 6% per le misure che contribuiscono agli obiettivi della piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa (Step). Il traguardo finale del PNRR sarebbe l’approvazione di tutte le operazioni di investimento entro il 31 agosto 2026.La Commissione UE in caso di reiterazione delle difficoltà operative suggerisce di rinunciare a una parte delle risorse assegnate sotto forma di prestito. L’Italia ha deciso a suo tempo di richiedere il massimo delle risorse che avrebbe potuto prendere, vale a dire circa 122,6 Mld di euro.Un’ulteriore possibilità riguarda i progetti di ampia scala (come le grandi opere infrastrutturali) che, pur rimanendo strategici, non potranno essere completati entro la scadenza del dispositivo. In questi casi, si suggerisce di suddividere gli interventi, mantenendo nel PNRR solo le parti realmente realizzabili entro i termini previsti. Le restanti parti potranno essere portate avanti con risorse nazionali o mediante il ricorso ad altri strumenti dell’Unione, come i Fondi Strutturali.La Commissione UE ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei Fondi per rafforzare il ruolo delle Banche e degli Istituti di Promozione Nazionali. Attraverso conferimenti di capitale mirati, questi Enti potranno espandere la propria operatività in settori chiave come la transizione energetica, la decarbonizzazione industriale, la sicurezza e la difesa. Diventano ammissibili anche forme di contributo volontario al futuro Programma Europeo per l’Industria Della Difesa (EDIP) e ai programmi dell’Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Questo se gli investimenti vadano concretamente a beneficio dello Stato membro e siano coerenti con le priorità comuni europee. Le ambizioni trasformative del PNRR sembrano essersi ridimensionate in maniera significativa.Il PNRR per stato avanzamento per singola Missione … Al maggio 2025 risultano 159 Mld di euro del PNRR in qualche modo impegnati, a fronte dei 194,4 miliardi complessivi. La differenza è di 35 Mld di euro, cui vanno aggiunti circa 3 Mld di euro e oltre 12 mila progetti dei quali ReGis non è in grado di certificare a che punto è la fase di attuazione.La spesa sostenuta, al 31 maggio 2025, è pari a 74,3 Mld di euro, il 38,22% del totale. L’incremento della spesa rispetto a febbraio 2025 è di circa 8,582 Mld di euro, poco meno di tre miliardi al mese. Va peggio sul fronte dei pagamenti che, al 30 giugno 2025, risultavano pari a poco più di 70 miliardi, 5,63 Mld di euro in più rispetto al 31 marzo 2025. Ciò significa che, a poco più di un anno dalla conclusione del PNRR, non si è riusciti a spendere nemmeno la quota parte di risorse ricevute per Milestone e Target conseguiti dal governo Draghi (prefinanziamento e 3 rate) pari a 85 miliardi di euro.Ricordiamo che la spesa dichiarata viene imputata mensilmente dalle Amministrazioni titolari e registra l’avanzamento finanziario aggregato delle singole misure del PNRR. I pagamenti rappresentano le spese sostenute dai Soggetti attuatori per le attività realizzate (o da realizzare in caso di anticipi) a costi reali o a costi standard. Il numero dei progetti censiti è pari a 298.339. Essi prevedono fondi PNRR per 159,101 Mld di euro e mobilitano risorse comprensive di altre fonti di finanziamento pari a 214,512 Mld di euro. I progetti che si sono conclusi o hanno raggiunto il segmento finale nell’iter di attuazione fanno riferimento a risorse pari a circa 65 Mld di euro.Tabella 1 - Lo stato di realizzazione delle singole Misure ad oggi(Fonte: elaborazione su dati Ragioneria Dello Stato e ReGIS)Tabella 2 – Percentuali di avanzamento nella realizzazione dei progetti PNRR:(Fonte: elaborazione su dati Ragioneria Dello Stato e ReGIS)Impatto del PNRR sul PIL italiano …Nel DEF di aprile 2025 era previsto un impatto del PNRR sul PIL di 0,9 punti percentuali (p.p.) di crescita aggiuntiva per il 2024, ma nella successiva stima aggiornata del PSB, a pochi mesi dalla fine dell’anno, l’impatto stimato è sceso a +0,1 %. Revisioni al ribasso sulle stime di impatto erano già avvenute in passato: per esempio, per il 2023 la stima di impatto annuale del PNRR è passata da +0,7 p.p. nel DEF 2021 a +0,5 p.p. nel DEF 2024, ovvero “a consuntivo” rispetto alle informazioni sulla spesa effettiva. Revisioni ancora più ampie si sono registrate per il 2021 e 2022.Grafico 1 - Impatto annuale del PNRR sul PIL, Modello QUEST-III R&D(Fonte: Elaborazioni Centro Studi Confindustria su dati DEF e PSB)Il Governo nelle successive revisioni ha mantenuto una ipotesi di impatto cumulato all’ultimo anno pressoché invariato, prevedendo che tutte le risorse saranno comunque spese entro il termine ultimo di implementazione 2020-2026. Nel PSB, la stima di impatto cumulato al 2026, sotto l’ipotesi di “efficienza alta”, è stata rivista leggermente al rialzo rispetto al DEF di aprile, da 3,4 % a 3,7 %. Mancano solo 16 mesi alla conclusione del PNRR. In particolare, gli 0,8% di crescita aggiuntiva mancanti dal 2024 (Grafico 1) sono stati attribuiti tutti all’ultimo anno: infatti la stima di impatto del PNRR sul PIL 2026 si è raddoppiata, da +0,8% a +1,6%. Una stima di crescita così ampia, tuttavia, suscita molte perplessità. Gli Osservatori nazionali e internazionali danno ad oggi una ipotesi di crescita del PIL italiano nel 2026 intorno all’1%, quindi non paiono confermare uno scenario di impatto del Piano così ampio sul PIL.Gli obiettivi del PNRR nella Missione 6 “Salute e resilienza”Gli obiettivi macro della Misura, al netto delle varie riformulazioni del PNRR, erano e sono i seguentiTabella 3 - Rimodulazione degli obiettivi della Misura 6 del PNRR negli anniTipologiaPNRR 2021PNRR 2023PNRR 2024% RealizzazioneCase di Comunità3.0101.5121.03817,1%Ospedali di Comunità65061159215,1%COT Centrali Operative Territoriali43040030798,0%ADI (pazienti presi in carico)800.000842.00037,5%(Elaborazioni su dati Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti e ReGIS)Gli obiettivi del PNRR Misura 6 sono stati ulteriormente ridimensionati, quindi, come segue:Le COT sono di fatto le vecchie CUA del periodo pandemico riconvertite in COT-A e COT-D. Le vecchie Case della Salute non sono state tutte riconvertite in case di Comunità. Almeno i criteri AGENAS sono relativi alla verifica delle funzionalità previste nel DM77. Molte Case della Salute preesistenti non hanno tutti i requisiti del DM77 “obbligatori”, come molti Ospedali di Comunità, ex UDI, non hanno tutti gli standard sempre del DM77, vedi il Lazio dove con una ricerca svolta dal DiSSE, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della “Sapienz a” di due anni fa, inizio PNRR, aveva censito 13 Ospedali di Comunità. Applicando gli standard DM77 non ne è stato considerato nemmeno uno …Permangono quindi problemi di valutazione delle esperienze in essere e una certa “rigidità” di valutazione porta a risultati consolidati ancora più ridotti rispetto alle realtà. Spesso la mancanza di finanziamenti per il personale riduce il numero di strutture accreditabili ai sensi del DM77 ... un serpente che si mangia la coda …Tabella 4 – Rimodulazione degli obiettivi del Modulo 6 con l’ultima revisione del PNRR(Elaborazione da Relazione della Corte dei Conti)Il finanziamento del SSN e dei SSR …Il finanziamento del SSN e dei SSR tramite le dotazioni del FSN tramite il PSB vede un consolidato in cui, dopo i finanziamenti del periodo pandemico, arrivati al 7,2%, si è tornati progressivamente verso percentuali anche più basse del periodo pre pandemia. Siamo al 6,2% che non copre le esigenze del sistema, tenendo conto dell’effetto inflattivo.Inoltre abbiamo un rilevante problema di personale che rischia di lasciare vuote le strutture previste con il PNRR italiano. Mancano MMG e PLS, mancano infermieri, mancano altri operatori sanitari, manca una progettazione integrata basata su recuperi di appropriatezza e di efficientamento dei servizi e in questo contesto si incomincia a parlare di “secondo pilastro” della sanità italiana avviando una proposta di riforma della “sanità integrativa”, ex lege “Job Act” (2016).Infografica 5 – Incidenza sul PIL Italiano delle dotazioni del FSN (2010-2025)(Fonte Elaborazione Fondazione GIMBE)Tabella 6 – Documento programmatico di Finanza Pubblica 2025 – previsioni incidenza del FSN sul PIL (2025-2028)Criticità e prospettive. Lo stato di attuazione del PNRR Missione 6 registra difficoltà, a partire dalle linee di intervento nazionali a quelle regionali e locali. Si riscontrano incertezze operative degli enti locali e delle Aziende sanitarie nell’implementazione delle progettazioni loro delegate. Nonostante le parziali semplificazioni procedurali introdotte e il supporto di Invitalia SPA per l’attuazione di programmi e progetti finalizzati al potenziamento delle infrastrutture sanitarie e alla digitalizzazione dei servizi?, i tempi di attuazione rimangono lenti. In particolare nelle regioni del Centro-Sud.Nel PNRR sono previsti anche programmi di formazione in campo sociosanitario rivolti a 5.000 amministrativi e 300.000 sanitari. Tali programmi, che le Regioni stanno attuando in questi ultimi mesi, sono in forte ritardo rispetto al timing PNRR. La scelta dei contenuti e degli strumenti formativi non sembra sempre aderire a un disegno strategico, tanto meno concertato.La riorganizzazione delle reti territoriali costituite da Ospedali di Comunità, Case di Comunità, COT e ADI con anche la riorganizzazione in rete di RSA, Centri diurni e Hospice, stenta a decollare. Fra le cause anche il ridimensionamento del ruolo dei Distretti sociosanitari delle ASL, che nella bozza del cosiddetto DM 71 venivano definiti come “Agenzie di salute” per le popolazioni loro afferenti ma che, dopo una sentenza del Consiglio di Stato, nel DM 77 sono stati fortemente ridimensionati.I Distretti diventano, o meglio, rimangono così semplicemente dei punti di governo delle reti territoriali in una logica di “day by day” che non risponde né alla “visione” del PNRR né a basare pianificazioni ed azioni sulla stratificazione dei bisogni delle popolazioni. Un metodo, quest’ultimo, indispensabile per garantire una programmazione territoriale progettata sulla “domanda” di servizi e non sulla disponibilità della loro “offerta”, che nelle filiere assistenziali sociosanitarie vede prevalentemente organizzazioni private “accreditate”, private “profit”, Enti del Terzo Settore, associazionismo e volontariato.Gli investimenti in tecnologie e in nuovi modelli operativi non sono immediatamente “labour saving” … anzi, come avviene anche nelle imprese che operano in altri settori, richiedono una prototipazione dei nuovi modelli, la loro messa a regime e poi una loro diffusione generalizzata, salvo contestualizzazioni ad hoc.Nella fase di affiancamento del “nuovo” con il “vecchio” si registra inevitabilmente una sovraproduzione di costi la cui gestione, al momento, non è presa in seria considerazione. I vantaggi e le ottimizzazioni arriveranno solo a medio termine, se e quando saremo stati in grado di arrivarci.C’è poi una questione di primaria importanza: per la messa in rete delle Case e degli Ospedali di Comunità resta il nodo del personale che non abbiamo e non sappiamo in che misura avremo.Tutto ciò evidenzia l’assenza di una governance solida in grado di realizzare una visione sistemica coerente con gli obiettivi della Missione 6. Occorre ricordarsi sempre che la finalità del PNRR non è quella di mitigare gli effetti del cronico sottofinanziamento del SSN ma di agire da leva per investimenti strategici e cambiamenti proiettati sul futuro.Da questo punto di vista, molto opportunamente, si sono privilegiati due fattori chiave: cure di prossimità e digitalizzazione. Le scelte allocative del governo in carica e quelli futuri ci mostreranno se saremo stati capaci di trasformare in opportunità durature questa disponibilità finanziaria eccezionale ma temporanea.L’impresa non è delle più agevoli in tempi in cui le scelte di finanza pubblica si confrontano con incertezze globali, previsioni di bassa crescita, livello elevato di debito pubblico, aumento d’impieghi in nuovi settori, come ad esempio quello delle spese militari.Infine, Il valore autentico del PNRR dovrebbe essere quello di agire come leva per sviluppi ulteriori e virtuosi, in termini di valore pubblico e innovazione generata. Tuttavia, emergono elementi che fanno sospettare come, in ambito sociosanitario ma non solo, una parte delle risorse possa essere stata utilizzata per colmare deficit strutturali preesistenti più che per attivare reali processi di trasformazione. Tale dinamica, già segnalata da diverse analisi (Corte dei Conti, 2025; Fondazione GIMBE, 2025; UCP Università Cattolica, 2025), non sminuisce l’importanza del Piano, ma ne riduce l’effetto di spinta sistemica. Diventa quindi cruciale che, nel periodo post-PNRR, le istituzioni riescano a consolidare le esperienze virtuose attivate e a mantenere il focus sull’impatto generato in termini di valore aggiunto per cittadini, territori e comunità.Giorgio Banchieri,Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, RomaAndrea Vannucci,Membro CTS ASIQUAS, Docente DiSM, Università Siena, Membro CD Accademia di Medicina, Genova.Riferimenti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001770505996.PDF §---§ title§§ “Privato è pubblico”. Al via campagna di Aiop Lombardia, Nicchio: “Siamo dalla stessa parte” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143806285.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 20 Oct 2025

Aiop Lombardia lancia una campagna di comunicazione per ribadire il ruolo e delle strutture private accreditate in regione e il loro essere parte del sistema sanitario nazionale. Nicchio: “Con questa campagna vogliamo ribadire la centralità delle nostre strutture in un contesto di collaborazione costante e proficua con gli ospedali pubblici e con la Regione per garantire un’alta qualità dei livelli di cura delle prestazioni”.

pubDate§§ 2025-10-20T10:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143806285.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143806285.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=132760 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143806285.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa “Privato è pubblico”. Al via campagna di Aiop Lombardia, Nicchio: “Siamo dalla stessa parte” Aiop Lombardia lancia una campagna di comunicazione per ribadire il ruolo e delle strutture private accreditate in regione e il loro essere parte del sistema sanitario nazionale. Nicchio: “Con questa campagna vogliamo ribadire la centralità delle nostre strutture in un contesto di collaborazione costante e proficua con gli ospedali pubblici e con la Regione per garantire un’alta qualità dei livelli di cura delle prestazioni”. 20 OTT - “Privato è Pubblico” è il claim della campagna di comunicazione lanciata da Aiop Lombardia per ricordare il contributo delle strutture accreditate a sostegno del Sistema sanitario regionale lombardo.“Le strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate sono dalla stessa parte – spiega Michele Nicchio, Presidente di Aiop Lombardia – sono entrambe gratuite per il paziente con ricetta e hanno l’obiettivo comune di curare, nel miglior modo possibile, le persone. Con questa campagna vogliamo ribadire un concetto che spesso, soprattutto negli ultimi tempi, si tende a dimenticare”.In Lombardia, le strutture ospedaliere private convenzionate rappresentano circa il 33% dei posti letto complessivi. Gli ospedali accreditati forniscono un importante contributo al Sistema Sanitario considerato che con il 39% delle risorse del fondo ospedaliero regionale producono oltre il 42% dei ricoveri. Le analisi pubblicate da enti tecnico-scientifici, tra cui Agenas, riconoscono l’elevata qualità delle strutture private accreditate della Lombardia ponendole, assieme a quelle pubbliche, ai vertici dell’intero sistema nazionale. Un indicatore che conferma la qualità delle cure erogate dalle istituzioni ospedaliere private accreditate è rappresentato dalla mobilità sanitaria attiva, cioè i pazienti che, da altre regioni, scelgono di venire a curarsi in Lombardia. Il 71,4% della mobilità sanitaria 2022, ovvero dei pazienti di altre regioni che vengono a curarsi in Lombardia, è stata erogata da strutture private accreditate, che comprende i ricoveri (ordinari e day hospital) e la specialistica ambulatoriale (fonte dati GIMBE).Nell’edizione 2025 del ranking World’s Best Smart Hospitals, che seleziona i 350 migliori smart hospitals del mondo, dei 18 ospedali italiani ben 4 sono strutture ospedaliere private accreditate lombarde che risultano eccellenti in cardiochirurgia, ortopedia, urologia e oncologia.Aiop in Lombardia raccoglie 107 strutture che operano su tutto il territorio regionale. La campagna di comunicazione prevede l’utilizzo di totem, roll up e video grafiche per comunicare concetti semplici e diretti come la gratuità, la facilità di accesso alla cura e l’eccellenza dei servizi lombardi.“Il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata – racconta Michele Nicchio, - è un tema al centro dei dibattiti che spesso si esprimono, con carattere polemico e di contrapposizione ideologica, alimentando confusione agli occhi dei cittadini rispetto al reale ruolo delle diverse componenti del sistema sanitario. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, infatti, è composto da strutture pubbliche e strutture private accreditate che, congiuntamente, concorrono a fornire l’assistenza sanitaria pubblica, secondo principi di universalità, equità di accesso e libertà di scelta del luogo di cura”.“Con questa campagna – continua Nicchio - vogliamo ribadire la centralità delle nostre strutture in un contesto di collaborazione costante e proficua con gli ospedali pubblici e con la Regione per garantire un’alta qualità dei livelli di cura delle prestazioni e una adeguata risposta al crescente fabbisogno sanitario della nostra popolazione”.Nicchio ricorda che “In Lombardia l’ospedalità privata accreditata ha sempre operato basandosi su questi criteri, essendo funzionale e sinergica al sistema salute. Spesso negli ultimi tempi ci si dimentica, volutamente o meno, di questo contribut o. Di qui - conclude Nicchio - l’esigenza di comunicare diversamente con i pazienti e il personale medico-infermieristico che quotidianamente varca le porte delle nostre strutture”.20 ottobre 2025© Riproduzione riservataAltri articoli in Regioni e Asl In Lombardia oltre 17 milioni di prescrizioni in 6 mesi. Bertolaso: “Sistema efficiente, ma più attenzione all’appropriatezza”  Famiglia e natalità. La proposta di legge della Giunta a sostegno non convince tutti Ecm. Ordine Tsrm e Pstrp di Milano: “Più della metà degli iscritti non è in regola, l’11% ha zero crediti. Iniziative a supporto”  Gaza. Regione Piemonte si candida per il coordinamento del supporto sanitario pediatrico nella ricostruzione Vaccino antinfluenzale. Nelle farmacie venete la richiesta ha già superato le previsioni L’Aou Senese rafforza la collaborazione con i grandi ospedali della Repubblica Popolare Cinese tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003143806285.PDF §---§ title§§ “Privato è Pubblico”: Aiop Lombardia lancia una campagna per riaffermare il ruolo delle strutture sanitarie accreditate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003263707456.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "varese7press.it" del 20 Oct 2025

MILANO, 20 ottobre 2025 – L’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) Lombardia ha lanciato la campagna di comunicazione “Privato è Pubblico” per evidenziare il ruolo cruciale delle strutture private accreditate e la loro piena integrazione all''interno del Servizio Sanitario Nazionale. La campagna nasce dall’esigenza di chiarire un concetto che, secondo l''associazione, viene spesso dimenticato o distorto [...]

pubDate§§ 2025-10-20T14:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003263707456.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003263707456.PDF', 'title': 'varese7press.it'} tp:url§§ https://www.varese7press.it/2025/10/20/privato-e-pubblico-aiop-lombardia-lancia-una-campagna-per-riaffermare-il-ruolo-delle-strutture-sanitarie-accreditate/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003263707456.PDF tp:ocr§§ “Privato è Pubblico”: Aiop Lombardia lancia una campagna per riaffermare il ruolo delle strutture sanitarie accreditateThe Paper Blog: a Milano il nuovo esperimento editoriale che fonde carta, digitale e architetturaTukiki compie 10 anni: a Milano una rivoluzione d’inclusione a colpi di sport e sorrisiOlimpiadi Milano Cortina 2026: San Siro sarà il biglietto da visita dell’Italia al mondoMILANO, 20 ottobre 2025 – L’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) Lombardia ha lanciato la campagna di comunicazione “Privato è Pubblico” per evidenziare il ruolo cruciale delle strutture private accreditate e la loro piena integrazione all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.La campagna nasce dall’esigenza di chiarire un concetto che, secondo l’associazione, viene spesso dimenticato o distorto nel dibattito pubblico.“Le strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate sono dalla stessa parte,” ha spiegato Michele Nicchio, Presidente di Aiop Lombardia. “Sono entrambe gratuite per il paziente con ricetta e hanno l’obiettivo comune di curare, nel miglior modo possibile, le persone. Con questa campagna vogliamo ribadire un concetto che spesso, soprattutto negli ultimi tempi, si tende a dimenticare.”Un contributo fondamentale al sistema lombardoI dati confermano il peso essenziale del settore accreditato in Lombardia. Le strutture ospedaliere private convenzionate rappresentano circa il 33% dei posti letto complessivi regionali e, pur utilizzando il 39% delle risorse del fondo ospedaliero, producono oltre il 42% dei ricoveri.La qualità delle cure è universalmente riconosciuta: analisi di enti tecnico-scientifici come Agenas collocano le strutture private accreditate lombarde, assieme a quelle pubbliche, ai vertici dell’intero sistema nazionale.Un indicatore significativo è la mobilità sanitaria attiva: nel 2022, il 71,4% dei pazienti provenienti da altre regioni che hanno scelto di curarsi in Lombardia è stato assistito proprio da strutture private accreditate (dati GIMBE), includendo ricoveri e specialistica ambulatoriale. L’eccellenza è ribadita anche a livello internazionale: nell’edizione 2025 del ranking World’s Best Smart Hospitals, 4 dei 18 ospedali italiani selezionati sono strutture private accreditate lombarde, distinte in campi come cardiochirurgia, ortopedia, urologia e oncologia.L’importanza della sinergiaAiop Lombardia raccoglie un totale di 107 strutture su tutto il territorio regionale. La campagna di comunicazione utilizzerà totem, roll up e video grafiche per veicolare concetti semplici e diretti come la gratuità, la facilità di accesso alla cura e l’eccellenza dei servizi.“Il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata è un tema spesso al centro di dibattiti polemici e di contrapposizione ideologica, alimentando confusione agli occhi dei cittadini,” ha ribadito Nicchio. “Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, infatti, è composto da strutture pubbliche e strutture private accreditate che, congiuntamente, concorrono a fornire l’assistenza sanitaria pubblica, secondo principi di universalità, equità di accesso e libertà di scelta.”L’obiettivo finale della campagna è duplice: ribadire la centralità delle strutture private in un contesto di collaborazione costante con gli ospedali pubblici e la Regione, e comunicare in modo trasparente con pazienti e personale medico-infermieristico sul ruolo sinergico e funzionale che l’ospedalità privata accreditata svolge da sempre nel sistema salute lombardo.redazione@varese7press.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003263707456.PDF §---§ title§§ Povertà, caregiver e attività socioeducative per i minori: cosa c'è per il sociale nella bozza di Legge di Bilancio 2026 - Vita.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003273507550.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vita.it" del 20 Oct 2025

Povertà e salute pubblica sono le sfide principali. Alla prima vanno 380 milioni in più nel 2026, compensati però da una riduzione di 267 milioni al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva. Le pensioni sociali aumentano di 20 euro al mese. Al Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di euro nel 2026, di cui 100 milioni destinati all’Alzheimer. Tra le novità, viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (60 milioni dal 2026) e istituito quello per i caregiver familiari (1,15 milioni di euro)

pubDate§§ 2025-10-20T15:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003273507550.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003273507550.PDF', 'title': 'vita.it'} tp:url§§ https://www.vita.it/poverta-caregiver-e-attivita-socioeducative-per-i-minori-cosa-ce-per-il-sociale-nella-bozza-di-legge-di-bilancio-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003273507550.PDF tp:ocr§§ Governo Povertà, caregiver e attività socioeducative per i minori: cosa c’è per il sociale nella bozza di Legge di Bilancio 2026 Povertà e salute pubblica sono le sfide principali. Alla prima vanno 380 milioni in più nel 2026, compensati però da una riduzione di 267 milioni al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva. Le pensioni sociali aumentano di 20 euro al mese. Al Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di euro nel 2026, di cui 100 milioni destinati all’Alzheimer. Tra le novità, viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (60 milioni dal 2026) e istituito quello per i caregiver familiari (1,15 milioni di euro) di Chiara Ludovisi Che cosa c’è nella prossima Legge di Bilancio, per i temi sociali, oltre l’aumento del tetto del 5 per mille? Non si può dire che non ci sia nulla, ma quello che c’è è poco: scorrendo la bozza tecnica del Ddl di Bilancio 2026 salta agli occhi come i grandi problemi sociali (primo fra tutti la povertà, che in Italia ha assunto e conserva dimensioni drammatiche) siano affrontati con misure quantomeno timide. Premesso che la Legge di Bilancio è all’inizio del suo percorso e ancora è troppo presto per trarre conclusioni, qualche primo spunto si può trarre, analizzando i capitoli e gli articoli che affrontano più specificatamente le questioni sociali. Povertà, lavoro, famigliaIl primo è il Titolo III, “Misure in materia di lavoro, previdenza sociale, famiglia e pari opportunità”. L’articolo 38 è dedicato alle misure di contrasto alla povertà e contiene una prima (piccola, ma positiva) novità per quanto riguarda l’Assegno d’inclusione: il beneficio mensile spetta per un massimo di 18 mesi, ma per un «periodo continuativo». È necessario comunque chiedere il rinnovo, tramite apposita domanda, dopo i primi 12 mesi, ma non dovrebbe più avvenire l’interruzione che invece ha recentemente messo in difficoltà i beneficiari della misura. Una novità, questa, che ci era stata anticipata su queste pagine da Natale Forlani, presidente di Inapp e del Comitato scientifico per la valutazione delle misure di contrasto alla povertà.Il Governo risponde alla campagna “5 per mille, ma per davvero”: tetto alzato a 610 milioniLa seconda novità, sempre relativa all’Adi, riguarda le risorse. È previsto infatti un incremento di 380 milioni nel 2026, con crescita progressiva fino a 442 milioni di incremento dal 2033. Al tempo stesso, però, viene annunciato un importante taglio al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva: 267,16 milioni di euro per l’anno 2026, 346,95 milioni di euro per il 2027, 336,23 milioni di euro per il 2028 e così via fino al 2034. Da una parte si aggiunge, dall’altra si toglie. E la coperta è sempre troppo corta.Per quanto riguarda le pensioni sociali in favore dei soggetti in condizioni disagiate (art. 41), è previsto un incremento di 20 euro mensili e 260 euro annui, a partire dal 1° gennaio 2026. Viene poi prorogata fino al 31 dicembre 2026 l’Ape Sociale, misura di pensionamento anticipato prevista per particolari categorie di lavoratori in condizioni di fragilità sociale o lavorativa. Tuttavia, per consentire l’accesso all’Ape Sociale anche nel 2026, sarà necessaria una nuova proroga da parte della prossima Legge di Bilancio. Fermo restando il requisito anagrafico (63 anni e 5 mesi), insieme agli altri requisiti previsti, il fondo viene incrementato di 170 milioni nel 2026 e 320 milioni nel 2027. Misure per la conciliazionePer quanto riguarda il tema cruciale della conciliazione tra famiglia e lavoro, l’articolo 46 prevedere l’integrazione del reddito delle madri con due o più figli: in particolare, per il 2026, 60 euro mensili per figlio alle madri lavoratrici (dipendenti o autonome) con due figli, fino ai 10 anni del secondo figlio. La misura è riservata alle madri con redditi sotto i 40mila euro annui. Continuano a essere escl use dal beneficio le lavoratrici domestiche.Sono inoltre previsti incentivi all’assunzione e la stabilizzazione di lavoratrici madri, tramite una decontribuzione totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo determinato. Inoltre, le imprese che trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato per lavoratrici madri possono beneficiare di un ulteriore incentivo. Ancora, sono previsti fondi specifici per le imprese che adottano politiche attive a favore delle lavoratrici madri, come la flessibilità oraria, il lavoro da remoto e la creazione di ambienti di lavoro inclusivi. Tutto questo, allo scopo di ridurre la disoccupazione e la precarietà tra le donne e promuovere le pari opportunità. Sempre in materia di conciliazione, il congedo parentale viene esteso dai 12 ai 14 anni del bambino e il congedo per malattia del figlio passa da 5 a 10 giorni annui. Si incrementano il Fondo per le pari opportunità (10 milioni annui dal 2026), per favorire formazione e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza; e il Fondo “Reddito di libertà” (0,5 milioni di euro per l’anno 2026 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027), per sostenere donne vittime di violenza economicamente svantaggiate.Vengono potenziate anche le misure contro la tratta degli esseri umani (art. 57): da 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 a 11 milioni di euro per il 2026 e 16,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.  I nuovi FondiOltre a prevedere l’aumento, più o meno significativo, di alcuni fondi preesistenti, la bozza della legge di bilancio ne annuncia alcuni di nuovi. Tra questi, il Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (art. 52), presentato nell’ambito delle misure volte a sostenere la conciliazione famiglia-lavoro: con una dotazione di 60 milioni di euro annui dal 2026, gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia, è destinato ai Comuni per l’apertura di centri estivi, servizi socioeducativi e attività educative e ricreative per minori.Un altro Fondo di cui si annuncia l’istituzione nella bozza è quello per «il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare»: con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l’anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027, è destinato alla «copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale».Ancora, l’articolo 56 introduce un «Contributo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati»: con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, ha lo scopo di garantire un sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età.Salute e prevenzioneSe la povertà è una delle grandi emergenze sociali del nostro Paese, la sanità pubblica è certamente l’altra, su cui si attendono e si auspicano investimenti che rendano il Servizio sanitario nazionale più adeguato a rispondere al bisogno e al diritto di salute della popolazione. A tale riguardo, la bozza della legge di bilancio (titolo V) prevede, in sintesi, un incremento di 2,4 miliardi di euro nel 2026 e di 2,65 miliardi annui dal 2027. Da precisare che «una quota dell’importo, pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, è destinata al finanziamento delle spese per Alzheimer e altre patologie di demenza senile». Il finanziamento del Ssn è quindi in aumento: secondo il ministero della Salute passerà da circa 136,5 miliardi di euro nel 2025 a 141,3 miliardi nel 2027. Un incremento importante, ma per alcuni ancora molto lontano dalla “sufficienza”: il Gimbe, per esempio, aveva stimato, nel suo Rapporto sulla sostenibilità del Ssn 2016-2025, un fabbisogno di 200 miliardi per il 2025. E la quota di Pil destinato dall’Italia alla salute pubblica continua ad essere bassa rispetto alla media europea (6,6% contro il 10% circa). Un’altra quota del fabbisogno sanitario nazionale standard (80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 e 30 milioni nel 2029) sarà «destinata all’implementazione e al potenziamento delle strategie e delle azioni per prevenzione, diagnosi, cura e assistenza definite negli Obiettivi del Piano di azione nazionale salute mentale 2025-2030».Famiglia, le richieste del Forum per la legge di bilancioSi incrementa di 2 milioni di euro (per il triennio 2026-2028) anche il fondo destinato ai bambini affetti da malattie oncologiche. Aumentano anche le risorse destinate alle cure palliative: 10 milioni di euro per l’anno 2025 e ulteriori 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.La carta elettronica “Valore”In materia di formazione e cultura, una nuova carta viene introdotta, destinata ai giovani neo diplomati: si chiama “Valore” (art. 109) ed è destinata, a partire dall’anno 2026, a chi abbia conseguito, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati. La Carta assegna un credito utilizzabile in attività culturali nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma. Importi, criteri e modalità di assegnazione sono definiti con decreto annuale del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro dell’Istruzione e del merito, da adottare entro il 30 settembre di ciascun anno. La carta è concessa nel rispetto del limite massimo di spesa di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.In apertura il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’illustrazione della legge di Bilancio in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il 17 Ottobre 2025. Foto di Roberto Monaldo / LaPresse) Tag: AlzheimercaregiverPovertàSalute Si può usare la Carta docente per abbonarsi a VITA? Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento che si intende acquistare (1 anno carta + digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a abbonamenti@vita.it Scegli l’abbonamento che preferisci I più letti “La vita va così”, diventa film la storia del pastore che rifiutò milioni di euro per la sua terra “Amata”, i chiaroscuri dell’adozione che cerca una narrazione pop Parità e ascolto: Itaca è l’unica coop sociale tra i 100 “best employer” d’Italia Innovare non basta. Il Nobel che ci ricorda che “crescita” non significa “benessere” Adottabili ma non adottati: sono 206 i minori con bisogni speciali in attesa di una famiglia (e della “banca dati”) tp:writer§§ Chiara Ludovisi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003273507550.PDF §---§ title§§ Povertà, caregiver e centri estivi: cosa c'è per il sociale nella bozza di Legge di Bilancio 2026 - Vita.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003267807669.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vita.it" del 20 Oct 2025

Povertà e salute pubblica sono le sfide principali. Alla prima vanno 380 milioni in più nel 2026, compensati però da una riduzione di 267 milioni al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva. Le pensioni sociali aumentano di 20 euro al mese. Al Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di euro nel 2026, di cui 100 milioni destinati all’Alzheimer. Tra le novità, viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (60 milioni dal 2026) e istituito quello per i caregiver familiari (1,15 milioni di euro)

pubDate§§ 2025-10-20T15:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003267807669.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003267807669.PDF', 'title': 'vita.it'} tp:url§§ https://www.vita.it/poverta-caregiver-e-centri-estivi-cosa-ce-per-il-sociale-nella-bozza-di-legge-di-bilancio-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003267807669.PDF tp:ocr§§ Governo Povertà, caregiver e centri estivi: cosa c’è per il sociale nella bozza di Legge di Bilancio 2026 Povertà e salute pubblica sono le sfide principali. Alla prima vanno 380 milioni in più nel 2026, compensati però da una riduzione di 267 milioni al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva. Le pensioni sociali aumentano di 20 euro al mese. Al Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di euro nel 2026, di cui 100 milioni destinati all’Alzheimer. Tra le novità, viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (60 milioni dal 2026) e istituito quello per i caregiver familiari (1,15 milioni di euro) di Chiara Ludovisi Che cosa c’è nella prossima Legge di Bilancio, per i temi sociali, oltre l’aumento del tetto del 5 per mille? Non si può dire che non ci sia nulla, ma quello che c’è è poco: scorrendo la bozza tecnica del Ddl di Bilancio 2026 salta agli occhi come i grandi problemi sociali (primo fra tutti la povertà, che in Italia ha assunto e conserva dimensioni drammatiche) siano affrontati con misure quantomeno timide. Premesso che la Legge di Bilancio è all’inizio del suo percorso e ancora è troppo presto per trarre conclusioni, qualche primo spunto si può trarre, analizzando i capitoli e gli articoli che affrontano più specificatamente le questioni sociali. Povertà, lavoro, famigliaIl primo è il Titolo III, “Misure in materia di lavoro, previdenza sociale, famiglia e pari opportunità”. L’articolo 38 è dedicato alle misure di contrasto alla povertà e contiene una prima (piccola, ma positiva) novità per quanto riguarda l’Assegno d’inclusione: il beneficio mensile spetta per un massimo di 18 mesi, ma per un «periodo continuativo». È necessario comunque chiedere il rinnovo, tramite apposita domanda, dopo i primi 12 mesi, ma non dovrebbe più avvenire l’interruzione che invece ha recentemente messo in difficoltà i beneficiari della misura. Una novità, questa, che ci era stata anticipata su queste pagine da Natale Forlani, presidente di Inapp e del Comitato scientifico per la valutazione delle misure di contrasto alla povertà.Il Governo risponde alla campagna “5 per mille, ma per davvero”: tetto alzato a 610 milioniLa seconda novità, sempre relativa all’Adi, riguarda le risorse. È previsto infatti un incremento di 380 milioni nel 2026, con crescita progressiva fino a 442 milioni di incremento dal 2033. Al tempo stesso, però, viene annunciato un importante taglio al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva: 267,16 milioni di euro per l’anno 2026, 346,95 milioni di euro per il 2027, 336,23 milioni di euro per il 2028 e così via fino al 2034. Da una parte si aggiunge, dall’altra si toglie. E la coperta è sempre troppo corta.Per quanto riguarda le pensioni sociali in favore dei soggetti in condizioni disagiate (art. 41), è previsto un incremento di 20 euro mensili e 260 euro annui, a partire dal 1° gennaio 2026. Viene poi prorogata fino al 31 dicembre 2026 l’Ape Sociale, misura di pensionamento anticipato prevista per particolari categorie di lavoratori in condizioni di fragilità sociale o lavorativa. Tuttavia, per consentire l’accesso all’Ape Sociale anche nel 2026, sarà necessaria una nuova proroga da parte della prossima Legge di Bilancio. Fermo restando il requisito anagrafico (63 anni e 5 mesi), insieme agli altri requisiti previsti, il fondo viene incrementato di 170 milioni nel 2026 e 320 milioni nel 2027. Misure per la conciliazionePer quanto riguarda il tema cruciale della conciliazione tra famiglia e lavoro, l’articolo 46 prevedere l’integrazione del reddito delle madri con due o più figli: in particolare, per il 2026, 60 euro mensili per figlio alle madri lavoratrici (dipendenti o autonome) con due figli, fino ai 10 anni del secondo figlio. La misura è riservata alle madri con redditi sotto i 40mila euro annui. Continuano a essere escluse dal beneficio le la voratrici domestiche.Sono inoltre previsti incentivi all’assunzione e la stabilizzazione di lavoratrici madri, tramite una decontribuzione totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo determinato. Inoltre, le imprese che trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato per lavoratrici madri possono beneficiare di un ulteriore incentivo. Ancora, sono previsti fondi specifici per le imprese che adottano politiche attive a favore delle lavoratrici madri, come la flessibilità oraria, il lavoro da remoto e la creazione di ambienti di lavoro inclusivi. Tutto questo, allo scopo di ridurre la disoccupazione e la precarietà tra le donne e promuovere le pari opportunità. Sempre in materia di conciliazione, il congedo parentale viene esteso dai 12 ai 14 anni del bambino e il congedo per malattia del figlio passa da 5 a 10 giorni annui. Si incrementano il Fondo per le pari opportunità (10 milioni annui dal 2026), per favorire formazione e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza; e il Fondo “Reddito di libertà” (0,5 milioni di euro per l’anno 2026 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027), per sostenere donne vittime di violenza economicamente svantaggiate.Vengono potenziate anche le misure contro la tratta degli esseri umani (art. 57): da 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 a 11 milioni di euro per il 2026 e 16,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. Famiglia: l’Isee potrebbe cambiare così I nuovi FondiOltre a prevedere l’aumento, più o meno significativo, di alcuni fondi preesistenti, la bozza della legge di bilancio ne annuncia alcuni di nuovi. Tra questi, il Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (art. 52), presentato nell’ambito delle misure volte a sostenere la conciliazione famiglia-lavoro: con una dotazione di 60 milioni di euro annui dal 2026, gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia, è destinato ai Comuni per l’apertura di centri estivi, servizi socioeducativi e attività educative e ricreative per minori.Un altro Fondo di cui si annuncia l’istituzione nella bozza è quello per «il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare»: con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l’anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027, è destinato alla «copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale».Ancora, l’articolo 56 introduce un «Contributo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati»: con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, ha lo scopo di garantire un sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età.Salute e prevenzioneSe la povertà è una delle grandi emergenze sociali del nostro Paese, la sanità pubblica è certamente l’altra, su cui si attendono e si auspicano investimenti che rendano il Servizio sanitario nazionale più adeguato a rispondere al bisogno e al diritto di salute della popolazione. A tale riguardo, la bozza della legge di bilancio (titolo V) prevede, in sintesi, un incremento di 2,4 miliardi di euro nel 2026 e di 2,65 miliardi annui dal 2027. Da precisare che «una quota dell’importo, pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, è destinata al finanziamento delle spese per Alzheimer e altre patologie di demenza senile». Il finanziamento del Ssn è quindi in aumento: secondo il ministero della Salute passerà da circa 136,5 miliardi di euro nel 2025 a 141,3 miliardi nel 2027. Un incremento importante, ma per alcuni ancora molto lontano dalla “sufficienza”: il Gimbe, pe r esempio, aveva stimato, nel suo Rapporto sulla sostenibilità del Ssn 2016-2025, un fabbisogno di 200 miliardi per il 2025. E la quota di Pil destinato dall’Italia alla salute pubblica continua ad essere bassa rispetto alla media europea (6,6% contro il 10% circa). Un’altra quota del fabbisogno sanitario nazionale standard (80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 e 30 milioni nel 2029) sarà «destinata all’implementazione e al potenziamento delle strategie e delle azioni per prevenzione, diagnosi, cura e assistenza definite negli Obiettivi del Piano di azione nazionale salute mentale 2025-2030».Famiglia, le richieste del Forum per la legge di bilancioSi incrementa di 2 milioni di euro (per il triennio 2026-2028) anche il fondo destinato ai bambini affetti da malattie oncologiche. Aumentano anche le risorse destinate alle cure palliative: 10 milioni di euro per l’anno 2025 e ulteriori 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.La carta elettronica “Valore”In materia di formazione e cultura, una nuova carta viene introdotta, destinata ai giovani neo diplomati: si chiama “Valore” (art. 109) ed è destinata, a partire dall’anno 2026, a chi abbia conseguito, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati. La Carta assegna un credito utilizzabile in attività culturali nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma. Importi, criteri e modalità di assegnazione sono definiti con decreto annuale del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro dell’Istruzione e del merito, da adottare entro il 30 settembre di ciascun anno. La carta è concessa nel rispetto del limite massimo di spesa di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.In apertura il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’illustrazione della legge di Bilancio in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il 17 Ottobre 2025. Foto di Roberto Monaldo / LaPresse) Tag: AlzheimercaregiverPovertàSalute Vuoi accedere all'archivio di VITA? Con un abbonamento annuale potrai sfogliare più di 50 numeri del nostro magazine, da gennaio 2020 ad oggi: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti. Al posto tuo, ci penseremmo I più letti “La vita va così”, diventa film la storia del pastore che rifiutò milioni di euro per la sua terra “Amata”, i chiaroscuri dell’adozione che cerca una narrazione pop Parità e ascolto: Itaca è l’unica coop sociale tra i 100 “best employer” d’Italia Innovare non basta. Il Nobel che ci ricorda che “crescita” non significa “benessere” Adottabili ma non adottati: sono 206 i minori con bisogni speciali in attesa di una famiglia (e della “banca dati”) tp:writer§§ Chiara Ludovisi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102003267807669.PDF §---§ title§§ La «grande rapina» e la malattia come business. Ecco la 4ª puntata di 'Social Crime' podcast - La Voce Apuana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001764705806.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "voceapuana.com" del 20 Oct 2025

In questo nuovo episodio della serie ideata e condotta da Matteo Bernabè non solo numeri, anche una riflessione sull''assenza di una vera medicina preventiva nel nostro sistema sanitario

pubDate§§ 2025-10-20T07:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001764705806.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001764705806.PDF', 'title': 'voceapuana.com'} tp:url§§ https://www.voceapuana.com/attualita/2025/10/20/la-grande-rapina-e-la-malattia-come-business-ecco-la-4a-puntata-di-social-crime-podcast/94347/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001764705806.PDF tp:ocr§§ MASSA-CARRARA – Oggi si parla di medici che lasciano gli ospedali pubblici, di liste d’attesa interminabili e di cittadini costretti a rinunciare alle cure. Ma per capire come siamo arrivati fin qui, serve tornare indietro. È quello che fa Matteo Bernabè, giornalista e direttore della Voce Apuana, nella quarta puntata del podcast Social Crime – Quando il potere uccide (ma in silenzio), intitolata “La grande rapina”.Il titolo non è una provocazione: secondo la Fondazione Gimbe, tra il 2010 e il 2019 alla sanità pubblica italiana sono stati sottratti circa 37 miliardi di euro. Un definanziamento strutturale, spacciato per “razionalizzazione della spesa”, che ha prodotto ospedali svuotati, reparti chiusi, carenze di personale e milioni di italiani senza accesso tempestivo alle cure.Bernabè ricostruisce come i governi succedutisi in quegli anni — da Monti a Letta, da Renzi a Gentiloni — abbiano applicato la stessa logica di austerità imposta dai vincoli europei. E sottolinea un paradosso politico: proprio il centrosinistra, che a parole è sempre pronto a difendere la sanità pubblica, ha guidato i governi che hanno tagliato di più. Un nome su tutti: Roberto Speranza che, prima di diventare ministro della Salute durante l’epoca Covid, è stato tra i parlamentari che hanno votato leggi di bilancio con miliardi di tagli al settore.La puntata si chiude con una riflessione che va oltre i numeri: la prevenzione. Bernabè denuncia come il sistema sanitario italiano continui a trascurare alimentazione, educazione alla salute e stili di vita, preferendo un modello “riparativo” che interviene solo quando la malattia si manifesta. “Meno malati significa meno profitti”, osserva il giornalista, sottolineando il paradosso di una medicina che sembra avere più interesse a curare che a prevenire.“La grande rapina” è disponibile in video su YouTube (QUI) e in audio su tutte le principali piattaforme podcast (Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, YouTube Music, ecc).> QUI le puntate precedenti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/20/2025102001764705806.PDF §---§