title§§ Dobbiamo difendere il Sistema sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803116207131.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "ADIGE" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T05:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803116207131.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803116207131.PDF', 'title': 'ADIGE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803116207131.PDF tp:ocr§§ I Dobbiamo difendere il Sistema sanitario gregio direttore, dal rapporto della fondazione Gimbe (che non ha fini di lucro, si evince che la spesa sanitaria nel 2024 è stata di 185 miliardi, 137 da parte pubblica (il 74%) e 48 miliardi privati, di cui 42 pagati direttamente dalle famiglie e 6 da fondi sanitari assicurativi. Nel 2024 un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi, questo significa che quasi 6 milioni di persone no ricorrono più alle cure. Nel nostro paese come sempre abE biamo due Italie, infatti, solo 13 regioni rispettano i Lea (Livelli essenziali di assistenza). Secondo il rapporto della Fondazione Gimbe il Fondo sanitario nazionale negli ultimi 3 anni ha perso 13 miliardi. Sempre questa analisi ci dice che come numero di medici siamo al secondo posto in Europa ma che mancano gli infermieri. Si parla di una «lenta agonia» del Servizio sanitario nazionale favorendo così il privato. Ormai siamo arrivati al punto che chi ha la possibilità si rivolge direttamente allo specialista per avere una visita a pagamento, quelli che non possono si rivolgono al Pronto soccorso, così facendo l’accettazione scoppia. I fondi del Pnnr per la Salute non siamo riusciti a usarli. Il Sistema sanitario nazionale non viene finanziato in modo adeguato. Quando la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dice che il governo ha aumentato le risorse finanziarie per la Salute, e usa come metro i 125 miliardi del 2022 con i 136 del 2025 è vero in termini assoluti ma il Presidente del Gimbe Nino Cartabellota afferma che questa differenza è erosa dall’inflazione e dai costi energetici, anzi per avere una parità con il 2022 bisogna investire 152 miliardi. Il dato che va sottolineato è che, la percentuale del Pil (Prodotto interno lordo) per il Fsn nel 2022 era al 6.4 per arrivare al 6% nel 2024-2025 per una riduzione effettiva di 5 miliardi di euro. Una questione importante sempre secondo il rapporto Gimbe è la fuga dei medici verso il privato e la mancanza in alcune specialità. Da tanto tempo i governi sia di destra che di sinistra promettevano che il Sistema sanitario nazionale andava finanziato maggiormente, che va difeso con tutte le forze, però finora nessuno si è impegnato per tornare ai livelli di una volta, nel 1978 il servizio pubblico cancellò le mutue e le disuguaglianze sanitarie. È necessario un patto politico che vada oltre le ideologie e i partiti, attribuendo al Ssn un pilastro della democrazia, che sia uno strumento di coesione sociale e serva anche per lo sviluppo economico. Fa rabbia il caso dell’insegnante Maria Cristina Gallo mamma di due figli, morta a 56 anni perché la diagnosi di tumore le è stata consegnata dopo un anno, quando non era più possibile intervenire, Nel frattempo veniamo a sapere che L’Azienda sanitaria di Trapani, quella dove la professoressa si era rivolta ha 3000 referti fermi di cui circa 400 riguardano casi oncologici. Alla docente va dato il merito di aver denunciato il caso per prevenire altre situazioni simili. Al funerale della Signora Maria Cristina Gallo una folla enorme, le cronache ci han fatto sapere che non c’era nessun esponente politico. Dobbiamo impegnarci affinché la domanda di essere curati bene sia accolta. Gualtiero Toniolo - Riva del Garda ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dobbiamo difendere il Sistema sanitario -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803116207131.PDF §---§ title§§ Ambulatori e cure gratis Caritas scende in campo contro la povertà sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268207659.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T06:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268207659.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268207659.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268207659.PDF tp:ocr§§ Ambulatori e cure gratis Caritas scende in campo contro la povertà sanitaria Visite saltate, prevenzione trascurata e liste d’attesa insostenibili: a Lecce l’iniziativa col sostegno di Fonzazione Roma e Asl per abbattere barriere economiche e restituire dignità alla salute Rinunciare alle cure perché troppo costose: è una realtà che, stando alle statistiche, riguarda migliaia di cittadini di Lecce e provincia. In Puglia, infatti, più di un cittadino su tre vive in condizioni di povertà o a rischio di esclusione sociale. È il 37,7% secondo l’Ufficio Statistico regionale, contro una media nazionale del 23%. Nella provincia di Lecce, dove il reddito medio resta fra i più bassi d’Italia e la disoccupazione colpisce soprattutto giovani e donne, la povertà ha conseguenze dirette sulla salute: visite rimandate, cure saltate, prevenzione trascurata. La Fondazione Gimbe stima che l’8,4% dei pugliesi abbia rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2023, spesso per motivi economici o logistici. Nella percentuale troviamo anche utenti sanitari appartenenti alla classe media che, in particolare a causa delle lunghe liste d’attesa, rinunciano a controlli o li rimandano. È in questo contesto che la Caritas Diocesana di Lecce, con il sostegno della Fondazione Roma e in stretta collaborazione con l’Asl Lecce, ha inaugurato ieri un nuovo capitolo dei servizi sanitari proposti dall’ente ecclesiastico. L’imponente progetto, presentato nel Salone dell’Episcopio di Piazza Duomo, nasce per ampliare i servizi di prossimità e garantire cure mediche gratuite rivolte ai non abbienti, e ha incontrato sin da subito il sostegno della Fondazione Roma, al suo primo intervento di questo tipo nel Sud Italia. Una scelta, come ha dichiarato il direttore generale della Fondazione, Renato Lattante, che parte dalla consapevolezza dell’attuale condizione economica e finanziaria del Sud come conseguenza diretta della desertificazione bancaria degli ultimi decenni e dall’incontro valoriale tra gli scopi dell’iniziativa e gli obiettivi progettuali della Fondazione che, con le sue attività, «vuole rispondere in maniera rapida alla richiesta di sussidiarietà e ai bisogni delle persone fragili, motivo per il quale abbiamo ritenuto questa iniziativa capace di fare da apripista ad altre azioni volte a migliorare le condizioni della nostra sanità pubblica». Il programma prevede un ambulatorio mobile polidiagnostico, un ambulatorio odontoiatrico, un centro di assistenza per disabili e un mezzo multifunzionale per il trasporto dei pazienti fragili, strumenti pensati per raggiungere le periferie sanitarie, abbattere le barriere economiche e restituire dignità a chi troppo spesso resta invisibile ai sistemi di welfare. «Gli obiettivi principali – ha spiegato il responsabile Salvatore Renna – sono ampliare la platea e avviare campagne di prevenzione che interesseranno molti comuni, oltre la diocesi». Nel corso della presentazione sono stati illustrati i protocolli operativi che renderanno effettiva la collaborazione con l’ASL Lecce e con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione. «Il diritto alla salute non può dipendere dal reddito» – ha ricordato il direttore della Caritas, don Nicola Macculi – sottolineando il valore di un modello che unisce istituzioni, fondazioni e volontariato. Un protocollo con l’ASL garantirà anche corsie preferenziali per chi, dopo un primo contatto con gli ambulatori mobili, necessita di screening di secondo livello. In un territorio in cui la povertà sanitaria è tra le emergenze più silenziose, gli ambulatori della Caritas potranno rappresentare non solo un presidio medico, ma anche uno strumento di prevenzione e alfabetizzazione alla salute. L’obiettivo è intercettare chi non accede ai servizi pubblici, avvicinare le cure ai territori e favorire una maggiore adesione agli screening regionali, ancora oggi troppo bassa. Attraverso un’attività di prossimità capillare e costante si punta anche a rompere quei tabù culturali che frenano la diagnosi precoce, trasformando un bisogno urgente in un’opportunità di cura tempestiva. I.Pel. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Visite saltate, prevenzione trascurata e liste d’attesa insostenibili: a Lecce l’iniziativa col sostegno di Fonzazione Roma e Asl per abbattere barriere economiche e restituire dignità alla salute Highlight: Image:Ambulatori polidiagnostico e odontoiatrico e operativo anche il centro disabili -tit_org- Ambulatori e cure gratis Caritas scende in campo contro la povertà sanitaria -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268207659.PDF §---§ title§§ Un italiano su dieci rinuncia a curarsi: la sanità pubblica non regge più link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803233107180.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "TOSCANA OGGI" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803233107180.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803233107180.PDF', 'title': 'TOSCANA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803233107180.PDF tp:ocr§§ Un italiano su dieci rinuncia a curarsi: la sanità pubblica non regge più l Servizio sanitario nazionale è in affanno, anzi in lenta agonia. La conseguenza è che 41,3 miliardi di spese sanitarie restano ogni anno a carico delle famiglie, mentre un italiano su dieci rinuncia alle cure. A lanciare l’allarme è l’ottavo Rapporto sul Ssn della Fondazione Gimbe, presentato l’8 ottobre a Roma, alla Camera dei deputati. «Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022, assorbite interamente dalla pandemia – si legge nel report – il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro, dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Ma gran parte di queste risorse è stata erosa dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici». DEFINANZIAMENTO COSTANTE Dietro l’apparente crescita del Fondo, spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, «si cela un imponente e costante definanziamento». Secondo il rapporto, infatti, la percentuale del Fsn sul Pil è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel biennio 2024-2025. In termini assoluti, la sanità pubblica ha perso 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. «In altre parole – osserva Cartabellotta – se è vero che nel triennio 2023-2025 il Fondo è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che, in rapporto al Pil, la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro». I CONTI DELLA MANOVRA 2025 Sul piano previsionale, il Documento programmatico di finanza pubblica del 2 I ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. Tuttavia, rileva Gimbe, la legge di Bilancio racconta un’altra storia: la quota di Pil destinata al Fondo sanitario scenderà dal 6,1% nel 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Un disallineamento che, avverte Cartabellotta, rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette «a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». LA SPESA SANITARIA E LA RINUNCIA ALLE CURE Secondo i dati Istat, nel 2024 la spesa sanitaria complessiva ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata. Di questi, 41,3 miliardi – pari al 22,3% – sono stati pagati direttamente dalle famiglie, mentre 6,36 miliardi (3,4%) provengono da fondi sanitari e assicurazioni. In totale, l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini. Il risultato è drammatico: nel 2024 un italiano su dieci, oltre 5,8 milioni di persone, ha rinunciato a curarsi. «Questo lento ma inesorabile smantellamento del Ssn – commenta Cartabellotta – spiana la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute». MOLTI MEDICI, POCHISSIMI INFERMIERI Il rapporto segnala anche forti squilibri nel personale sanitario. Secondo i dati Ocse, l’Italia conta 315.720 medici, pari a 5,4 ogni mille abitanti: un dato che ci colloca secondi in Europa dopo l’Austria, ben al di sopra della media Ocse (3,9) e di quella europea (4,1). «Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che non c’è carenza di medici, ma una loro fuga dal servizio pubblico, con carenze selettive nelle specialità meno attrattive e nella medicina generale». Sul fronte opposto, però, l’Italia è fanalino di coda per numero di infermieri: solo 6,5 ogni mille abitanti, contro una media Ocse di 9,5. PNRR, TRA LUCI E OMBRE Per quanto riguarda la Missione Salute del Pnrr, mancano ancora 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026. Tra questi, il pieno funzionamento di almeno 1.038 Case della comunità e 307 Ospedali di comunità. Al 30 giugno 2025, solo 218 Case della comunità (21%) sono state dichiarate operative, ma appena 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico. Gli Ospedali di comunità attivi sono invece 153, pari al 49,8% del totale previsto. UN NUOVO PATTO PER LA SANITÀ PUBBLICA «Il futuro del Ssn – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere». Da qui la proposta della Fondazione Gimbe per un piano di rilancio del modello istituito nel 1978, basato su universalità, uguaglianza ed equità. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Secondo il Rapporto Gimbe 2025, per quasi 6 milioni di italiani costi e attese sono insostenibili. Crescono le spese private mentre il Servizio sanitario nazionale è in crisi e perde risorse e personale Image: -tit_org- Un italiano su dieci rinuncia a curarsi: la sanità pubblica non regge più -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803233107180.PDF §---§ title§§ Ti allerto e poi... ti mollo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268007661.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "VALLÉE NOTIZIE" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T06:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268007661.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268007661.PDF', 'title': 'VALLÉE NOTIZIE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268007661.PDF tp:ocr§§ indignatavda@gmail.com Ti allerto e poi… ti mollo Analista politico, l’aostana Isabella Sala è l’autrice di questa rubrica Ancora una pagella negativa, ancora una volta una delusione che pone la Valle d’Aosta ai livelli delle regioni del sud, più arretrate, spaccando l’Italia come al solito in due: il nord virtuoso e il sud che arranca; la Valle isola felice…che non c’è la fa. Sto parlando dei dati che ogni anno il Ministero della salute analizza nel rapporto Gimbe, analizzando l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie da garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket. «Si tratta a tutti gli effetti della “pagella” ufficiale per valutare i servizi sanitari regionali - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - che “promuove” le Regioni adempienti e identifica le criticità in quelle inadempienti.» Dal 2020 lo strumento utilizzato è il sottoinsieme di indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia-NSG, che include 88 indicatori suddivisi in 3 macro aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ogni regione, per ciascuna delle 3 aree, può ottenere da 0 a 100 punti e per essere considerata adempiente deve raggiungere la “sufficienza” di almeno 60 punti in tutte le aree. La Valle d’Aosta ottiene un’insufficienza grave, non un valore sotto media e basta, in 2 delle 3 aree, risulta cioè inadempiente per area ospedaliera (53 punti) e per area distrettuale (35 punti), mentre è a norma (poco più che sufficiente con un 77) nella prevenzione. Questo risultato riporta 2 numeri talmente bassi da rendere la Valle d’Aosta ultima nella classifica generale subito dopo Abruzzo, Calabria e Sicilia. I 2 livelli in cui non raggiungiamo nemmeno la sufficienza sono l’assistenza ospedaliera (quindi pronto soccorso, lungo degenza e quanto altro) e quella distrettuale (cioè domiciliare, territoriale, farmaceutica). In sostanza va bene la prevenzione (controllo malattie virali, veterinaria, sicurezza alimentare) quando poi però manca efficacia e continuità della cura. Pertanto uno squilibrio per una sanità valdostana che non funzionerebbe bene né in ospedale né sul territorio, ma solo per l’unico momento, seppure fondamentale, della sorveglianza e prevenzione. La nostra sanità deve essere perciò una delle priorità del nuovo governo regionale che sta cominciando a formarsi: strutture efficienti, ma soprattutto più personale, questa è l’urgenza e la necessità che deve portare a progetti concreti di rinnovamento e di aumento delle risorse. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ti allerto e poi... ti mollo -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803268007661.PDF §---§ title§§ Covid, Guerra punta il dito sul sistema link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135506172.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 18 Oct 2025

L'ex funzionario ministeriale: «Racconterò la vera storia». A Sassari dirigente Asl a giudizio per epidemia colposa

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135506172.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135506172.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135506172.PDF tp:ocr§§ UDIENZA PRELIMINARE A ROMA Covid, Guerra punta il dito sul sistema L’ex funzionario ministeriale: «Racconterò la vera storia». A Sassari dirigente Asl a giudizio per epidemia colposa R anieri Guerra non ci sta a passare per il capro espiatorio della strage del Covid. L’ex alto dirigente del ministero della Salute (nonchè ex direttore vicario dell’Oms), imputato di omissione d’atti d’ufficio per il mancato adeguamento del piano pandemico insieme a Giuseppe Ruocco, Francesco Maraglino e Maria Grazia Pompa, ha chiesto di poter raccontare in aula la sua «verità storica» perché, ha spiegato al Domani, «non voglio fare la figura del pollo». Le intenzioni di Guerra sono emerse ieri mattina durante l’udienza preliminare del processo iniziato a Roma dove, per la prima volta, dopo una raffica di archiviazioni, la gestione “tecnica” del contagio è entrata in tribunale. Guerra sarà quindi sottoposto a interrogatorio con trascrizione integrale il prossimo 19 maggio: l’ex dirigente traccerà il quadro sanitario di quegli anni e, soprattutto, indicherà limiti e lacune del sistema. Se responsabilità c’è stata, insomma, non è da ascrivere ai soli quattro imputati. L’udienza preliminare è stata aggiornata al 24 marzo per l’indisposizione di Maraglino: l’associazione dei familiari delle vittime ha chiesto di costituirsi parte civile, la procura non si è opposta. «È stata una giornata molto importante» ha commentato l’avvocato Consuelo Locati, team leader dei legali dei familiari, presenti in forze a Roma. I legali dei parenti hanno anche chiesto di cambiare il capo di accusa (o di affiancarlo a quello già contestato) da omissione d’atti d’ufficio in epidemia colposa, anche alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha ammesso la configurazione del reato in forma omissiva. Principio che è stato già applicato a Sassari: l'ex coordinatore dell'Unità di crisi locale dell'Area sociosanitaria ed ex direttore dell'Ufficio di Igiene e sanità pubblica, Fiorenzo Delogu, dovrà rispondere davanti al giudice per gli 11 morti da Covid e le decine di pazienti e operatori ospedalieri contagiati nel marzo 2020, nel reparto di cardiologia del Santissima Annunziata di Sassari. Ieri il gup Gian Paolo Piana lo ha rinviato a giudizio proprio con le accuse di epidemia colposa e omicidio colposo plurimo. Gli altri due imputati - l'ex commissario straordinario dell'Ats Sardegna, Giorgio Steri, e l'allora direttore sanitario dell'Aou di Sassari, Bruno Contu, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Inoltre la gestione liquidatoria dell'Ats e l'Aou di Sassari sono state citate a giudizio per responsabilità civile. Il pm Paolo Piras, nelle sue conclusioni, ha chiesto il non luogo a procedere solo per Steri. Richiesta cui si sono associati gli avvocati di parte civile, Marcello Masia, Elias Vacca ed Emiliano Alfonso, in rappresentanza delle famiglie delle vittime. Il processo di Fiorenzo Delogu, difeso dagli avvocati Silvio Piras e Giovanni Sechi, inizierà il 28 gennaio 2026. ---End text--- Author: MARCO BIROLINI Heading: Highlight: Image:I familiari delle vittime del Covid ieri a Roma -tit_org- Covid, Guerra punta il dito sul sistema -sec_org- tp:writer§§ MARCO BIROLINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135506172.PDF §---§ title§§ Salute a due velocità: l'Europa fotografa le disuguaglianze che accorciano la vita. E l'itaUa resta divisa in due link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134006193.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134006193.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134006193.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134006193.PDF tp:ocr§§ Salute a due velocità: l’Europa fotografa le disuguaglianze che accorciano la vita. E l’italia resta divisa in due L a Commissione europea lancia l’allarme: povertà e disuguaglianze sociali continuano a incidere pesantemente sulla salute dei cittadini nei 27 Stati membri. I gruppi più vulnerabili vivono in media 5-7 anni in meno rispetto alle classi più abbienti e incontrano maggiori difficoltà ad accedere a servizi sanitari di qualità. Il rapporto sottolinea come, nei Paesi del Sud e dell’Est Europa, l’accesso alle cure resti un problema strutturale. La spesa sanitaria pubblica, in molti casi, non riesce a compensare le disuguaglianze economiche, e cresce la spesa “out of pocket”, cioè quella sostenuta direttamente dalle famiglie. L’aumento del costo della vita, la carenza di personale sanitario e le lunghe liste d’attesa aggravano un quadro che rischia di trasformare il diritto alla salute in un privilegio. Nel focus sull’Ita lia, Bruxelles evidenzia un forte divario territoriale. Le regioni del Sud e delle Isole presentano indicatori di salute peggiori, una mortalità evitabile più alta e una quota maggiore di cittadini che rinunciano alle cure per motivi economici. La spesa sanitaria privata rappresenta oltre il 22% del totale, tra le più alte in Europa, e colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito. Le difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e diagnostiche, aggravate da carenze di personale e liste d’attesa infinite, restano un ostacolo centrale. Anche l’aspettativa di vita riflette il divario: chi ha un basso livello di istruzione vive in media 4-5 anni in meno rispetto a chi possiede titoli di studio elevati. Un segnale positivo arriva dai dati più recenti del biennio 2023-2024: la quota di over 65 che ha rinunciato a prestazioni necessarie è scesa al 18%, rispetto al 23% del periodo precedente. Ma le disuguaglianze persistono. Tra chi dichiara “molte difficoltà economiche”, la rinuncia sale al 40%, mentre al Sud e nelle Isole tocca il 23%, contro il 13% del Nord. Le cause principali restano le liste d’attesa (indicate da due terzi degli intervistati), seguite da difficoltà logistiche (17%) e dai costi elevati (16%, il doppio rispetto al 2022). Il dato forse più allarmante è che il 59% degli italiani che non ha rinunciato alle cure ha comunque scelto, almeno in parte, prestazioni private, segno di una fiducia sempre più fragile nel servizio pubblico. Anche l’accesso ai servizi socio-sanitari e fondamentali – come medico di famiglia, Asl o negozi di prima necessità – mostra criticità: il 32% degli anziani segnala difficoltà, soprattutto nel Mezzogiorno e tra chi ha basso livello di istruzione o scarse risorse economiche. La Commissione riconosce i progressi compiuti dall’Italia nel mantenere un sistema sanitario universalistico, ma invita a una programmazione più efficace del personale, a un piano strutturale di riduzione delle liste d’attesa e a un riequilibrio dei fondi tra le regioni. Una frattura che, nelle statistiche, si misura in anni di vita, ma nella realtà, significa molto di più: una salute che non è più per tutti. Giovanni Ianni ---End text--- Author: Giovanni lanni Heading: Highlight: Image: -tit_org- Salute a due velocità: l'Europa fotografa le disuguaglianze che accorciano la vita. E l'itaUa resta divisa in due -sec_org- tp:writer§§ Giovanni lanni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134006193.PDF §---§ title§§ Sempre più giovani chiedono aiuto allo psicologo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135606177.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "LIBERO" del 18 Oct 2025

Solo il 32% riesce ad entrare in contatto con un professionista. Il ministro Schillaci: «Iniziative per gli adolescenti»

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135606177.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135606177.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135606177.PDF tp:ocr§§ Sempre più giovani chiedono aiuto allo psicologo Solo il 32% riesce ad entrare in contatto con un professionista. Il ministro Schillaci: «Iniziative per gli adolescenti» CRESCE IL MALESSERE ¦ Il 70,4% dei giovani italiani ha sentito, negli ultimi cinque anni, il bisogno di rivolgersi a uno psicologo, ma solo il 32,2% è riuscito ad avere accesso a un professionista della salute mentale ricevendo l'aiuto necessario, mentre il 10,4%, pur avendo cercato supporto, non ha percepito benefici significativi. un altro 27,8% di giovani, pur avvertendo un disagio, non ha intrapreso alcun percorso, rischiando così di cronicizzare o aggravare la propria condizione di malessere. È quanto emerso dall'Indice di Well-Fare 2025, l'indagine promossa dal Consiglio Nazionale dei giovani con il contributo scientifico dell'Istituto Eures, che fotografa lo stato di salute e benessere delle nuove generazioni. L'indice generale si attesta a 68,5 punti su 100 - in lieve miglioramento rispetto al 2024 (67,9) - ma persistono differenze profonde e criticità significative. Un dato che trova riscontro anche nell'attualità: a pochi giorni dall'apertura delle domande per il Bonus Psicologo 2025, l'Inps ha già registrato un boom di richieste, segnale di un bisogno diffuso e urgente di supporto psicologico tra le nuove generazioni. Di qui le iniziative del governo. «I dati ci dicono che ansia, depressione e comportamenti autolesivi sono in aumento tra gli adolescenti. Per rispondere a questo fenomeno, oltre a quanto previsto dal nostro Piano nazionale di prevenzione», ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo recente intervento alla Conferenza nazionale sull'Infanzia e l'Adolescenza a Roma, «abbiamo predisposto il Nuovo piano nazionale per la salute mentale. Un documento che mancava da quasi 13 anni e che prevede un rafforzamento dei servizi per assicurare diagnosi precoci, della neuropsichiatria infantile e la presenza di équipe multidisciplinari, per interventi complessi e coordinati di diagnosi, trattamento e riabilitazione che coinvolgano la famiglia, la scuola, integrati in rete con altre istituzioni e con il territorio». L’impegno c’è, anche su altri fronti. Con la scorsa manovra di bilancio, ha proseguito Schillaci, «abbiamo finanziato servizi di sostegno psicologico nelle scuole e ricordo anche i Progetti finanziati nel 2024 sugli adolescenti e i tentativi di suicidio, per programmare ancora di più interventi mirati e migliorare l'intercettazione precoce degli adolescenti con comportamenti autolesivi». La strada, però, è lunga. Come ha detto lo stesso ministro, «occorre uno sforzo ulteriore per superare i gap assistenziali fra le Regioni ed è necessario che ovunque si rafforzi la capacità di rispondere ai bisogni degli adolescenti con disturbi neuropsichici». E per Schillaci «non meno urgente è la lotta alle dipendenze e in particolare alle nuove dipendenze. L'emergere del Fentanyl e di altri oppioidi sintetici ha richiesto una risposta immediata e coordinata. Il Piano nazionale contro il Fentanyl rafforza la prevenzione, il monitoraggio sul suo uso appropriato, in collaborazione con le forze dell'ordine, che ringrazio». ---End text--- Author: Redazione Heading: CRESCE IL MALESSERE Highlight: Image: -tit_org- Sempre più giovani chiedono aiuto allo psicologo -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803135606177.PDF §---§ title§§ Medicina e arte si uniscono per curare il disagio mentale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134206191.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "LIBERO" del 18 Oct 2025

Unhate Foundation, sostenuta da Edizione, Mundys e Adr, sperimenta al Policlinico Gemelli una terapia innovativa per le patologie psichiatriche

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134206191.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134206191.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134206191.PDF tp:ocr§§ Medicina e arte si uniscono per curare il disagio mentale Unhate Foundation, sostenuta da Edizione, Mundys e Adr, sperimenta al Policlinico Gemelli una terapia innovativa per le patologie psichiatriche IL PROGETTO ART4MIND ¦ Arte e bellezza come strumento di cura. È stato firmato ieri un Accordo di Collaborazione con cui Unhate Foundation, realtà presieduta da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma, supporterà il progetto ART4MIND della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, con il patrocinio della Regione Lazio. Migliorare il benessere dei pazienti psichiatrici del Policlinico Gemelli e facilitarne al massimo le relazioni sociali: è questo il primo obiettivo di ART4MIND, iniziativa che nasce dall’incontro del Prof. Gabriele Sani, direttore della UOC di Psichiatria del Policlinico Gemelli a Roma con Unhate Foundation, realtà fortemente impegnata nel contrasto all’odio e al disagio sociale tra i giovani under 30, attraverso l’arte e lo sport. ART4MIND prevede la realizzazione di una piattaforma innovativa che integra medicina, cultura, arte, scienza dei dati e tecnologie digitali per dar vita a un nuovo modello per la cura del disagio mentale che verrà sperimentato per la prima volta nel reparto di day-hospital della UOC di Psichiatria del Gemelli. «La collaborazione con Unhate Foundation ci aiuta a realizzare un progetto che ritieniamo fondamentale: portare la bellezza al centro del momento terapeutico», ha detto Sani, spiegando che «l’arte e i laboratori creativi offriranno ai pazienti uno spazio di espressione autentica, dove la parola si trasforma in gesto, immagine, colore. In questo contesto la relazione terapeutica si arricchisce di significati nuovi: il paziente non è il destinatario delle cure, ma assoluto protagonista di un processo di riscoperta di sé». ART4MIND vuol essere una risposta innovativa al malessere mentale che sta diventando un'emergenza silenziosa tra i giovani. Oltre il 42% dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione, fenomeni correlati al crescente isolamento sociale e alla difficoltà nelle relazioni (Rapporto ISTAT, 2024). Depressione, disturbi della percezione del sé, disturbi d'ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e schizofrenia colpiscono sempre più frequentemente i giovani sotto i 30 anni, in particolare le donne o i NEET (le persone che non lavorano e non studiano). Artisti under 30 avranno l'opportunità di trascorrere periodi di residenza nel reparto di day-hospital della UOC di Psichiatria del Policlinico, per intervistare medici e operatori e cogliere tutta la complessità di cosa significa prendersi cura della sofferenza psichica. Artisti, scrittori, poeti potranno così ideare le opere all’interno degli stessi spazi e realizzare laboratori creativi con i pazienti. La convinzione di fondo, supportata da studi scientifici preliminari (Health Evidence Network, synthesis report 67 – WHO 2019), è che la bellezza sia curativa. Ogni fase di ART4MIND sarà monitorata e documentata per fini di ricerca scientifica. L’auspicio è di estendere questo nuovo approccio dall’Unità di Psichiatria del Gemelli a strutture ospedaliere in altri territori, in collaborazione con Enti e Istituzioni interessate. Il team artistico organizzato da Unhate Foundation, che ha già iniziato ad affiancare l’equipe del Prof. Sani, è composto da professionalità diverse e multidisciplinari: il curatore di 21ART e del progetto Cesare Biasini Selvaggi; l’artista Alfredo Pirri, i giovani Giuseppe Matera e Mario Rossi, il “Poeta della Serra”, la designer Sara Bologna. «Progetti come ART4MIND incarnano perfettamente la missione della Fondazione Gemelli: mettere la persona al centro e promuovere percorsi di cura innovativi che uniscono scienza, cultura e solidarietà» ha detto Daniele Franco, Presidente della Fondazione Policlinico Gemelli. Mentre per il Direttore generale della Fondazione, Daniele Piacentini, «ART4MIND è una dimostrazione concreta di come l’innovazione nasca dall’incontro tra competenze diverse e vis ioni complementari. È un esempio di alleanza tra realtà private no profit che guarda al futuro e che può diventare un riferimento anche a livello internazionale». «È per noi un onore e una grande sfida lavorare assieme alla Fondazione Policlinico Gemelli nello sviluppo di ART4MIND», ha commentato Alessandro Benetton, Ideatore e Presidente di Unhate Foundation, «si tratta di un progetto che rappresenta perfettamente la nostra visione: trasformare le fratture in opportunità, percorrendo nuove strade e sperimentando metodi innovativi. In un momento storico in cui la salute mentale è ancora stigmatizzata, specialmente tra i giovani, con questa iniziativa intendiamo rispondere alla nostra missione di sanare le ferite sociali che alimentano il disagio, l’isolamento e, di conseguenza, anche l’odio». «Unhate Foundation, che abbiamo rilanciato meno di un anno fa», ha proseguito Alessandro Benetton, «è già impegnata su diversi fronti, dal contrasto all’abbandono scolastico alla creazione di opportunità per la pratica dello sport nelle periferie. Passo dopo passo vogliamo portare il nostro metodo basato sulla discontinuità anche nel campo sociale, cercando alleanze e facendo cose concrete per affrontare problemi concreti». Il progetto riveste particolare importanza per il gruppo Benetton. L'impegno di Fondazione UnHate è reso possibile grazie al sostegno di Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma, e si inserisce in una più ampia cultura aziendale. Ad esempio, Mundys, capogruppo internazionale che gestisce infrastrutture e servizi per la mobilità, considera gli investimenti ESG parte integrante della propria strategia di business. Questa attenzione si concretizza in progetti come "10 Days for", che offre ai dipendenti la possibilità di dedicare 10 giornate lavorative, interamente retribuite, ad attività di volontariato presso organizzazioni del terzo settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: LUIGI MERANO Heading: IL PROGETTO ART4MIND Highlight: Image:A sinistra Gabriele Sani. Antonio Gasbarrini, Daniele Piacentini, Alessandro Benetton. Irene Boni. Sopra la firma della collaborazione da parte di Piacentini, Benetton e Boni -tit_org- Medicina e arte si uniscono per curare il disagio mentale -sec_org- tp:writer§§ LUIGI MERANO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134206191.PDF §---§ title§§ Tasse, Casa, Sanita A chi vanno I soldi = Irpef, bonus e pensioni Approvata la manovra: non piace solo alla Cgil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134306192.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "LIBERO" del 18 Oct 2025

Irpef giù fino a 50mila euro, confermato il bonus immobiliare al 50% Sette miliardi in più alla Salute. E Dbrs alza il rating del nostro Paese Aliquota al 33% fino ai 50mila euro, detrazioni al 50% per le ristrutturazioni e 7 miliardi alla Salute. Dbrs alza il rating, Giorgetti esulta: «Grande orgoglio»

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134306192.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134306192.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134306192.PDF tp:ocr§§ Tasse, Casa, Sanità A chi vanno i soldi Irpef giù fino a 50mila euro, confermato il bonus immobiliare al 50% Sette miliardi in più alla Salute. E Dbrs alza il rating del nostro Paese VIA ALLA MANOVRA, PROTESTA SOLO LA CGIL Irpef, bonus e pensioni Approvata la manovra: non piace solo alla Cgil Aliquota al 33% fino ai 50mila euro, detrazioni al 50% per le ristrutturazioni e 7 miliardi alla Salute. Dbrs alza il rating, Giorgetti esulta: «Grande orgoglio» Un paio di giorni fa Giancarlo Giorgetti ha detto di credere ai miracoli. Il termine è forse un po’ esagerato, ma la manovra approvata ieri dal Cdm è comunque un piccolo capolavoro di finanza pubblica. Che non ha caso ha lasciato scontenti solo chi, come la Cgil e le opposizioni, (...) segue a pagina 2 FONTE: Ministero dell’Economia e delle Finanze segue dalla prima SANDRO IACOMETTI (...) avevano deciso a prescindere che sarebbero saliti sulle barricate. Basti pensare allo sciopero proclamato da Maurizio Landini un paio di settimane fa per il 25 ottobre e confermato dopo l’incontro col governo definito non più solo «inutile», come le volte scorse, ma addirittura «dannoso». Da una parte la tenuta dei conti, che ha accorciato la coperta a 18,7 miliardi. Una delle leggi di bilancio più prudenti degli ultimi anni. Ma la somma risicata rientra in un percorso di fenomenale riduzione del deficit (definito ieri dall’Fmi «fantastico») che consentirà probabilmente all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue già da quest’anno e che non è passato inosservato alle agenzie di rating. Proprio ieri sera, dopo Fitch, Moody’s ed S&P, pure Dbrs ha promosso l’Italia, portando il rating da BBB ad A, con trand stabile. «Frutto del lavoro costante di questi tre anni di governo, l’Italia torna in serie A con grande orgoglio», ha detto Giorgetti. Dall’altra la necessità di dare contemporaneamente una spinta al Paese, un aiuto alle fasce sociali più in difficoltà e un segnale al proprio elettorato. Il risultato è stato ottenuto con un mix di misure che non è sicuramente una pioggia di soldi, ma una calibrata distribuzione delle risorse che alla fine ha accontentato sia i sindacati (tranne quello rosso) sia le imprese. «Valutiamo positivamente gli elementi di apertura e di ascolto che il governo ha mostrato», ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola. E lo stesso ha più o meno dovuto dire, slegandosi finalmente da Landini, anche Pierpaolo Bombardieri, che ha incassato la detassazioni degli aumenti contrattuali, da tempo suo cavallo di battaglia. Identico discorso per Confindustria, inizialmente scettica. «Abbiamo dialogato e credo che siamo stati ascoltati», ha commentato a caldo il presidente Emanuele Orsini. Per loro il governo ha messo nel menu il ritorno del superammortamento (al 180% per gli investimenti in innovazione e al 220% per le spese per la transizione ecologica, costo 4 miliardi), il rifinanziamento delle Zes con 2,3 miliardi e il congelamento di Sugar e Plastic Tax. Per i salari sono invece in arrivo 1,9 miliardi. Con lo stanziamento si prevede di tagliare dal 5 all’1% la tassazione sui premi di produttività fino a 5mila euro e di ridurre i balzelli su festivi, straordinari e lavoro notturno, mentre sarà del 5% l’aliquota degli aumenti dovuti ai rinnovi contrattuali per i redditi fino a 28 mila euro. Sale poi da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto. Ma il piatto forte della manovra è sicuramente il taglio di due punti dell'aliquota Irpef per il ceto medio, che attendeva da tre anni la sforbiciata. Non arricchirà nessuno, ma è un segnale importante nella giusta direzione. Con 2,8 miliardi si ridurrà l’aliquota mediana dal 35 al 33% per i redditi tra 28 e 50mila euro. Il vantaggio sarà sterilizzato sopra i 200mila euro di reddito. Per i pensionati l’innalzamento dell’età sarà congelato per i lavori gravosi e usuranti. Per tutti gli altri l'aumento sarà pari ad un mese nel primo anno e ad altri due dal 2028. Previsto anche un nuovo intervento sugli assegni più bassi: le "minime" saliranno di circa 20 euro al mese. Altro capitolo di riliev o è quello delle famiglie per cui sono stanziati 1,6 miliardi. Aumenta da 40 a 60 euro al mese il bonus mamme lavoratrici ed arriva anche il rifinanziamento della carta “Dedicata a te” per l'aquisto di beni di prima necessità con 500 milioni. Ma non solo. Per favorire l'utilizzo degli strumenti di welfare, l'abitazione principale esce dal calcolo Isee, fino a un valore catastale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 92mila euro. Confermati, infine, i bonus edilizi: le detrazioni sui lavori di ristrutturazione restano al 50% per la prima abitazione e al 36% per la seconda. Sul fronte fiscale arriva la quinta sanatoria delle cartelle e avrà tempi di pagamento fino a 9 anni con 54 rate bimestrali. La nuova pace fiscale sarà aperta a tutti coloro che hanno dichiarato e non versato. Sostanzioso, poi, il nuovo rifinanziamento alla sanità. Rispetto agli aumenti già previsti dalla manovra precedente arriveranno altri 2,6 miliardi. Le nuove risorse porteranno a un finanziamento aggiuntivo per il 2026 di 7,4 miliardi. Una mossa che, come ha detto ieri Carlo Cottarelli, spingerà la spesa sanitaria al 6,5% del pil, su livelli più alti di dove l’aveva lasciata il centrosinistra prima della pandemia. Quanto alle coperture, oltre ai 2.3 miliardi di spending review e alla rimodulazione del Pnrr (5 miliardi), un contributo significativo (4,3 miliardi) arriverà da banche e assicurazioni, con un mix di misure di carattere strutturale e congiunturale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: SANDRO IACOMETTI Heading: VIA ALLA MANOVRA, PROTESTA SOLO LA CGIL Highlight: Image:Le prossime tappe Entro il 20 ottobre Entro ?ne novembre Il governo presenta in Parlamento la manovra, a seguito dell’approvazione del Disegno di legge di bilancio in Consiglio dei ministri Atteso il primo parere di Bruxelles sulla manovra italiana OTTOBRE NOVEMBRE Entro il 31 dicembre La Legge di Bilancio deve essere approvata da Camera e Senato, per entrare in vigore il 1° gennaio 2026 FONTE: Ministero dell’Economia e delle Finanze DICEMBRE La manovra 2026 in numeri Voci di spesa (in miliardi di euro) Sostegno alle imprese e all’innovazione 2,9 Riduzione aliquote Irpef 2,7 Riduzione del carico ?scale sul lavoro 2 Sanità 2 Fondo sentenze 2 Altre misure ?scali 1,6 Politiche per la famiglia e spesa sociale 1,6 Altre spese/interventi 1,1 Sicurezza, emergenza e protezione civile 0,9 Pensioni 0,5 Enti territoriali 0,5 -tit_org- Tasse, Casa, Sanita A chi vanno I soldi Irpef, bonus e pensioni Approvata la manovra: non piace solo alla Cgil -sec_org- tp:writer§§ SANDRO IACOMETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134306192.PDF §---§ title§§ La sanità sia prioritaria per la politica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132806197.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132806197.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132806197.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132806197.PDF tp:ocr§§ Un sistema da migliorare La sanità sia prioritaria per la politica Luigi Caroppo I n questi giorni di inevitabile dibattito sulla prossima manovra finanziaria, il ministro della Salute Orazio Schillaci accendendo i riflettori sulle risorse sulla sanità ha voluto puntare l’attenzione sull’importanza della prevenzione. «La salute dei cittadini è una priorità per questo governo e lo abbiamo dimostrato anche con la manovra finanziaria 2026, che aumenta in modo significativo il Fondo sanitario per potenziare la sanità pubblica - ha detto Investiamo per assumere più personale, pagare meglio chi lavora nella sanità pubblica e continuare ad abbattere le liste d’attesa. E garantiamo fondi per rafforzare la prevenzione, in particolare potenziando i programmi di screening, la tutela della salute mentale e le cure palliative. Il diritto alla salute non è uno slogan, ma un impegno concreto». La prevenzione, paradossalmente, da punto di forza del Servizio sanitario pubblico è confinata a un ruolo inadeguato, se non marginale nemmeno centrale. Eppure sotto il grande ombrello della prevenzione c’è una delle ricette per alleviare davvero i problemi della sanità per tutti. Prevenzione vuol dire programmazione e vuol dire vaccinazioni. Vuol dire farsi carico della corretta alimentazione dei bambini per evitare che l’obesità giovanile raggiunga numeri ancor più preoccupanti, vuol dire seguire le donne nel percorso della maternità con maggiori risorse, vuol dire entrare nelle scuole per rendere i ragazzi e le ragazze cittadini sempre più consapevoli che i comportamente corretti devono essere di moda. Prevenzione vuol dire anche stringere un patto di ferro con il mondo dello sport perché attraverso tante società locali (da supportare) si incentivi il movimento con attività competitive e non. Prevenzione è anche strategia aziendale delle Asl perché vuol dire avere meno malati potenziali. E quindi meno pressione su ambulatori, pronto soccorso, ospedali che possono dedicarsi al meglio alla malattie croniche, di primo intervento e acute. Prevenzione sarebbe la normalità in una paese in cui la sanità è al primo posto dell’agenda politica. ---End text--- Author: LuigiCaroppo Heading: Highlight: Image: -tit_org- La sanità sia prioritaria per la politica -sec_org- tp:writer§§ LuigiCaroppo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132806197.PDF §---§ title§§ Medici e infermieri subito 7300 assunti = Sanità Subito 7.500 assunzioni Per i farmaci pronti 350 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134106194.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "STAMPA" del 18 Oct 2025

PAOLORUSSO— PAGINE 4E5

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134106194.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134106194.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134106194.PDF tp:ocr§§ Medici e infermieri subito 7300 assunti PAOLO RUSSO — PAGINE 4 E 5 Sanità Subito 7.300 assunzioni Per i farmaci pronti 350 milioni ROMA A lla fine Orazio Schillaci porta a casa il più grande aumento del fondo sanitario di sempre: 2,4 miliardi che si aggiungono ai 3,9 già previsti dalla manovra dell’anno scorso e portano il totale delle risorse aggiuntive del 2026 a 6,3 miliardi, mentre per il biennio ci sono 2,6 miliardi l’anno. Un incremento superiore al record del 2020, quando però c’era da fronteggiare l’emergenza Covid. Oltre alla moneta sonante per il prossimo anno, il titolare della Salute incamera però dal collega dell’Economia Giorgetti anche la rassicurazione che più gli stava a cuore, ossia che il piano per le assunzioni in Asl e ospedali, anche se finanziato solo per il 2026, proseguirà anche per i due anni successivi, fino ad arrivare a quota 30 mila, in larga maggioranza infermieri. «L’investimento proseguirà – ha assicurato Giorgetti – ma ora non potevamo innalzare oltre la traiettoria del deficit senza rischiare di finire nuovamente sotto la procedura d’infrazione». Prospettiva che fa dire a Schillaci: «Investiamo per assumere, pagare meglio chi lavora nella sanità pubblica e continuare ad abbattere le liste d’attesa». Per il prossimo anno, con 450 milioni di euro, si potranno arruolare circa mille medici e 6.300 tecnici sanitari, soprattutto infermieri, di cui secondo le stime del ministero ne mancano 30 mila, mentre di medici ce ne sono cinquemila in meno. Ora la palla passa alle Regioni, nella speranza che, come successo a volte in passato, non finiscano per usare i soldi per coprire i sempre più profondi buchi di bilancio. Per arginare la fuga dall’Ssn arrivano però anche un po’ di aumenti. Con 85 milioni viene poi finanziato un incremento lordo annuo dell’indennità di specificità medica (percepita da tutti i camici bianchi) di 3 mila euro lordi l’anno, considerando anche l’incremento deciso dalla legge di Bilancio 2025. Con 195 milioni gli infermieri portano invece a casa un aumento annuo della loro specificità di 1.630 euro, tenendo conto anche dell’aumento dell’anno scorso. Un aumentino di 490 euro l’anno andrà invece ai dirigenti sanitari non medici, come chimici e biologi. Alla prevenzione vanno 530 milioni che serviranno a rafforzare gli screening per mammella, colon retto e polmone, oltre che la campagna vaccinale contro il virus sinciziale. Per l’abbattimento delle liste di attesa si punta ancora una volta a rafforzare, con 246 milioni, l’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriali e ospedaliere da parte del privato convenzionato. Altri 100 milioni, che si aggiungono al miliardo già stanziato lo scorso anno, vanno all’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, di ricovero e riabilitazione, giudicate in taluni casi così basse da non coprire nemmeno i costi, tanto da spingere alcuni privati convenzionati a tenerle fuori dal loro “menù”. Viene poi innalzato del 2,5% il tetto di spesa per la farmaceutica, che significa 350 milioni in più per pillole e sciroppi, con relativo risparmio per le imprese del farmaco, tenute a ripianare al 50% gli sforamenti di spesa con il meccanismo del payback. Ammonta invece a 280 milioni l’innalzamento del tetto per i dispositivi medici, dalle tac alle siringhe. Una mossa che servirà a tamponare l’ondata di ricorsi contro il payback da parte delle aziende del settore. — ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: 450 I milioni per assumere mille medici e 6.300 tecnici sanitari, tra cui gli infermieri 530 I milioni per rafforzare gli screening per mammella, colon retto e polmone L’obiettivo è arrivare a 30 mila nuovi lavoratori negli ospedali in 3 anni Image:MAURIZIO BOSIO/REPORTERS In aumento Secondo il ministro Schillaci il fondo sanitario avrà risorse per circa 6,3 miliardi di euro per tutto il 2026 -tit_org- Medici e infermieri subito 7300 assunti Sanità Subito 7.500 assunzioni Per i farmaci pronti 350 milioni -sec_org- tp:writer§§ paolo russo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134106194.PDF §---§ title§§ Sanità, tolleranza zero contro le aggressioni Più pattuglie e sistemi di videosorveglianza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132906198.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "STAMPA" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132906198.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132906198.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132906198.PDF tp:ocr§§ Intesa tra Prefettura e Asl di Torino: posti fissi di polizia nelle strutture a rischio, l’azienda si impegna a formare le guardie giurate Sanità, tolleranza zero contro le aggressioni Più pattuglie e sistemi di videosorveglianza IL DOSSIER ALESSANDRO MONDO C ollaborazione operativa con le forze dell’ordine per interventi tempestivi, vigilanza rafforzata nelle aree più a rischio, programmi di formazione specifica per il personale. Sono i punti salienti del protocollo tra Prefettura e Asl Città di Torino, con la partecipazione della Regione, il secondo in Piemonte dopo quello sottoscritto ad Asti lo scorso aprile. Obiettivo: contrastare le aggressioni, verbali e soprattutto fisiche, al personale sanitario, a tutti i livelli. Si parte da un dato, emblematico, fornito dall’azienda sanitaria: 189 le segnalazioni di “eventi aggressivi totali (aggressioni fisiche, verbali e comportamenti minacciosi)” dal primo gennaio al 30 settembre negli ospedali dell’Asl cittadina: in particolare al Giovanni Bosco e al Maria Vittoria. “L'ambito di competenza dell'Asl coincide con l'intero territorio cittadino - si premette nel documento -. Se si prova a descrivere lo svantaggio di ogni quartiere secondo un indicatore composito che tenga conto contemporaneamente di cinque dimensioni - stato socio-economico individuale, sicurezza urbana, struttura urbanistica, offerta di servizi e sicurezza stradale -, si ottiene una classifica “in negativo” che mette in evidenza i quartieri in cui si accumulano più problemi con un potenziale effetto sulla salute. Quello in cui si concentrano maggiori criticità è Barriera di Milano, su cui insiste il San Giovanni Bosco, a seguire il Maria Vittoria”. «L’attenzione sarà maggiormente rivolta alle strutture ritenute ad alto rischio, come i Pronto soccorso, i punti di primo intervento, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, i Centri di Salute Mentale, i Servizi Dipendenze Patologiche e gli altri servizi delle strutture sanitarie - spiega il Prefetto Donato Cafagna, che ha firmato il protocollo, della durata di due anni, con il direttore generale dell’Asl Carlo Picco e agli assessori regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria, Federico Riboldi e Maurizio Marrone. L’obiettivo comune, si precisa nell’accordo, è “promuovere la diffusione di una politica di tolleranza zero verso gli atti di violenza, fisica o verbale nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie”. Come? Con passaggi più frequenti delle pattuglie delle forze dell’ordine “all’esterno delle strutture e, al bisogno, con soste sul posto, oltre che attraverso la presenza di posti fissi di Polizia, ove previsti”. Con la possibilità per gli istituti di vigilanza di gestire sistemi di videosorveglianza e/o sistemi di teleallarme per attivare l’intervento della Polizia attraverso il Numero unico europeo 112. Potenziando l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza, e/o dei sistemi di teleallarme e di vigilanza diurna/notturna. Fornendo una formazione specifica alle guardie giurate, un fronte sul quale l’Asl si impegna. Tutto questo, al netto delle azioni già messe in campo. «Dalla vigilanza armata, i pulsanti antipanico, alle telecamere e ai video collegamenti», ricorda Picco. Basterà? Probabilmente no, ma è un passo avanti. Da qui l’apprezzamento dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino guidato da Ivan Bufalo, presente iun Prefettura con l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. «Una sinergia che dimostra come la sicurezza degli operatori sanitari sia una responsabilità collettiva», commenta Bufalo. Partita aperta. — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: Priorità a pronto soccorso e servizi psichiatrici Da gennaio i casi segnalati dall’azienda sono stati 189 “ CARLO PICCO DIRETTORE ASL CITTÀ DI TORINO Per contrastare il fenomeno abbiamo già attivato pulsanti antipanico e telecamere Image:Il San Giovanni Bosco, con il Maria Vittoria, è uno degli ospedali più esposti in città -tit_org- Sanità, tolleranza zero contro le aggressioni Più pattuglie e sistemi di videosorveglianza -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803132906198.PDF §---§ title§§ Risorse record: più 7,4 miliardi Aumenti a medici e infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134806185.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "TEMPO" del 18 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-18T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134806185.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134806185.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134806185.PDF tp:ocr§§ SANITÀ ED ENTI LOCALI Risorse record: più 7,4 miliardi Aumenti a medici e infermieri ••• Il capitolo più corposo è quello della sanità, dove arrivano 7,4 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2025. Il Fondo sanitario nazionale sale così a 140,6 miliardi, un record storico. Le nuove risorse serviranno per assumere 6.300 infermieri e 1.000 medici, e finanziare aumenti salariali da 1.630 euro annui per gli infermieri e circa 3.000 euro per i medici. Meloni snocciola i numeri: «Seguendo questa tendenza, a fine legislatura le risorse aggiuntive sulla sanità rispetto al 2022 saranno circa 30 miliardi». In finanziaria ci sarà anche uno stanziamento da 500 milioni a enti territoriali. Si prevedono inoltre 1,15 miliardi per spese e altri interventi. Tra questi, uno specificamente rivolto al supporto delle politiche di competenza degli enti territoriali, con misure volte a migliorarne le capacità di riscossione. «È in fase avanzatissima la formulazione di progetto con Anci - ha detto Giorgietti Abbiamo l'evidenza che ci sia un numero significativo di Comuni che vanno in stato di dissesto e non sono in grado di raggiungere delle percentuali dignitose di riscossione. Quindi, attraverso una società partecipata, vogliamo migliorare l'efficienza della riscossione», ha concluso infatti il numero uno di via XX Settembre. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Risorse record: più 7,4 miliardi Aumenti a medici e infermieri -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/18/2025101803134806185.PDF §---§