title§§ Uil: “Estendere la detassazione degli aumenti anche ai dipendenti pubblici” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603040409371.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T11:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603040409371.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603040409371.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/cronaca/uil-estendere-la-detassazione-degli-aumenti-anche-ai-dipendenti-pubblici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603040409371.PDF tp:ocr§§ Milano, 16 ottobre 2025 – La segretaria generale della Uil Fpl, Rita Longobardi, ha ribadito l’importanza di estendere la detassazione degli aumenti contrattuali anche al settore pubblico, durante un incontro interregionale svoltosi a Milano. Una richiesta che la Uil ha avanzato con forza, per evitare un’ulteriore disparità tra lavoratori pubblici e privati, soprattutto in un contesto in cui i salari nel pubblico sono tra i più bassi d’Europa.La richiesta della Uil per il settore pubblicoDurante l’incontro, Longobardi ha sottolineato: “La detassazione degli aumenti contrattuali è una richiesta che abbiamo fatto noi come Uil. Occorre capire se questa misura investe solo il settore privato, escludendo il pubblico”. La leader sindacale ha espresso preoccupazione per una possibile esclusione del pubblico da questa agevolazione, definendola un “ennesimo schiaffo al lavoro pubblico”. Ha ricordato che i salari nel settore pubblico sono tra i più bassi d’Europa e che questa differenziazione tra pubblico e privato appare incomprensibile. “La detassazione va bene – ha aggiunto – ma ci auguriamo che all’ultimo minuto comprendano anche il pubblico, che da tempo aspetta di essere riconosciuto, visto che sono il Bancomat di questo paese”.Uil Fpl e il ruolo nella tutela dei lavoratori pubbliciLa Uil Fpl, che rappresenta i lavoratori delle pubbliche amministrazioni, continua a essere impegnata nella tutela dei diritti di questo comparto. Recentemente, alla presentazione dell’VIII Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, la Uil Fpl ha ribadito l’importanza di risorse aggiuntive e perequative per le amministrazioni locali, oltre a un riconoscimento reale e concreto per i lavoratori pubblici. La segreteria generale ha inoltre partecipato attivamente a incontri con il Ministro della Salute e altri rappresentanti istituzionali, chiedendo misure che valorizzino il personale sanitario e amministrativo.La Uil Fpl offre ai propri iscritti numerosi servizi, tra cui copertura assicurativa professionale e infortunistica, formazione continua e supporto nei luoghi di lavoro, confermandosi un punto di riferimento essenziale per la difesa dei diritti dei lavoratori pubblici in Italia.Tags: detassazioneLongobardiRita LongobardistipendiUIL tp:writer§§ Sebastiana Risso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603040409371.PDF §---§ title§§ Fascicolo sanitario elettronico, uno spot rivolto ai lucani - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602917109126.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 16 Oct 2025

Una campagna promozionale capillare per entrare in contatto con i cittadini lucani e consentire loro una presa di coscienza e di conoscenza sull''importanza del Fascicolo sanitario elettronico 2. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-16T10:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602917109126.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602917109126.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2025/10/16/fascicolo-sanitario-elettronico-uno-spot-rivolto-ai-lucani_1bb3c9f5-cbb3-463e-b494-05af822f59e1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602917109126.PDF tp:ocr§§ Una campagna promozionalecapillare per entrare in contatto con i cittadini lucani econsentire loro una presa di coscienza e di conoscenzasull'importanza del Fascicolo sanitario elettronico 2.0 è quellache la Regione Basilicata ha affidato, gratuitamente, al voltodel nuotatore lucano Domenico Acerenza e che è stata presentatastamani, a Potenza.     I dati della Fondazione Gimbe, risalenti al mese di luglioscorso, collocano la Basilicata agli ultimi posti in termini diutilizzo dello strumento: solo il 5% (rispetto a una medianazionale del 21%) lo ha utilizzato nei 90 giorni precedenti larilevazione ed analoga percentuale è quella di coloro i qualihanno dato il consenso alla consultazione dei propri documentisul Fascicolo, rispetto al 42% della media italiana.     "E' una modalità per dare servizi di accesso al sistemasanitario regionale a tutti - ha detto l'assessore regionalealla salute, Cosimo Latronico - è una rivoluzione digitale perla quale stiamo provando a realizzare una azione di formazionecon i medici e gli operatori del comparto sanitario, con gliamministratori, con gli operatori nel sociale, nelle scuole edevidentemente anche con i cittadini. Si tratta di uno strumentoche facilita la vita e attraverso la app 'Basilicata Salute'sono messi a disposizione anche altri servizi. E' una ottimaoccasione per la medicina di prossimità che vogliamorealizzare".     Tra i vari documenti inseriti nel Fascicolo in Basilicata -sui 16 documenti previsti dal ministero della salute, in regioneè disponibile l'81% delle tipologie - sono disponibili refertidi laboratorio, radiologia, lettere di dimissione ospedalieraverbale di pronto soccorso, prescrizione di farmaci,specialistiche, referti ambulatoriali, erogazione farmaci.     Contento per essere stato scelto nella campagna disensibilizzazione, il nuotatore potentino Acerenza hacommentato: "Avere una sanità molto più veloce, connessa e smartalza la qualità di vita di noi lucani".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602917109126.PDF §---§ title§§ Aggressione medico a Reggio, la solidarietà della Cgil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603268407667.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603268407667.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603268407667.PDF', 'title': 'approdocalabria.it'} tp:url§§ https://www.approdocalabria.it/aggressione-medico-a-reggio-la-solidarieta-della-cgil/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603268407667.PDF tp:ocr§§ Ott 16, 2025 - redazioneAppresa la notizia dell’aggressione avvenuta all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, nel Centro diagnostico di malattie polmonari, la CGIL Calabria esprime sincera e totale solidarietà alla vittima, il dr. Salvatore Tripodi.Gli episodi di aggressione, verbali e fisiche, al personale sanitario sono tanto più dolorose quanto più questi lavoratori svolgono con dedizione (e a questo punto anche con coraggio) un servizio essenziale, bastione intoccabile della Carta Costituzionale.La CGIL Calabria insieme alla FP CGIL Reggio Calabria  nel dire “basta” a tutto questo, non può non sottolineare come tali episodi siano il risultato di un sistema che è stato via via indebolito da scelte politiche scellerate e che adesso paga lo scotto di una grave carenza di personale, scarse risorse economiche (secondo il nuovo rapporto GIMBE, negli ultimi 3 anni sono andati alla Sanità pubblica 13,1 mld), che sono tanto più dannose in assenza di una reale programmazione.Il personale del nostro SSR, che ha sempre prodotto di più di quanto non sia stato messo in condizioni di fare, si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni)e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!Il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale vanno ristrutturati e rinvigoriti, alla luce dell’episodio di oggi e per tutti quelli avvenuti nel recente passato, occorre adesso avviare una riflessione serie e urgente per restituire ai professionisti della Sanità gli strumenti per fare bene il loro fondamentale lavoro.Francesco Callea, Segretario Generale FP CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,Alessandra Baldari , Segretaria generale FP CGIL CalabriaGregorio Pititto, Segretario Regionale CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,Gianfranco Trotta Segretario generale CGIL Calabriadi redazione«Il bilancio che la Struttura territoriale di ANAS ha delineato in queste ore sulle Infrastrutture viarie programmate o in via di realizzazione nella nostra regione delinea un futuro nuovo e straordinario per la Calabria. Il futuro che la Lega, grazie al Ministro Salvini, sognava e sta costruendo. Con i fatti e i dati che lo […]di redazioneAppresa la notizia dell’aggressione avvenuta all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, nel Centro diagnostico di malattie polmonari, la CGIL Calabria esprime sincera e totale solidarietà alla vittima, il dr. Salvatore Tripodi. Gli episodi di aggressione, verbali e fisiche, al personale sanitario sono tanto più dolorose quanto più questi lavoratori svolgono con dedizione (e a questo […]di redazioneAbbiamo espresso in un incontro con la Commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, le nostre profonde preoccupazioni sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, un disastro annunciato che riteniamo in evidente violazione della normativa europea in materia ambientale e di appalti pubblici e della concorrenza”. Lo dichiarano in una nota congiunta gli europarlamentari Annalisa […]L'utilizzo di materiale audio, foto, video e testo prodotto da approdocalabria.it potrà essere utilizzato da altre testate o siti internet se e solo se venga citata come fonte approdocalabria.it con collegamento al giornale.© 2023 approdocalabria.it - Tutti i diritti riservati. Direttore responsabile Luigi Longo. Direttore editoriale Antonio Marziale. Responsabile ufficio legale avv. Antonino Napoli Via Sila, 8 - 89029 Taurianova (RC) Tel. 0966.611303 - Cell. 340.382.7450 Email: redazione@approdocalabria.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603268407667.PDF §---§ title§§ Il direttore generale del San Carlo a Basilicata24: La lettera da voi pubblicata mira a screditare la nostra Azienda link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602990209873.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 16 Oct 2025

Giuseppe Spera risponde così alla Lettera di una cittadina che ha raccontato la sua esperienza nella sanità lucana

pubDate§§ 2025-10-16T14:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602990209873.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602990209873.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/il-direttore-generale-del-san-carlo-a-basilicata24-la-lettera-da-voi-pubblicata-mira-a-screditare-la-nostra-azienda-153233/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602990209873.PDF tp:ocr§§ Giuseppe Spera risponde così alla Lettera di una cittadina che ha raccontato la sua esperienza nella sanità lucanaPubblichiamo di seguito la replica del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza alla lettera di una cittadina lucana da noi pubblicata, ieri 15 ottobre dal titolo  Vi racconto “la sanità di qualità” di cui parla l’assessore LatronicoGentile direttore Finizio,ho letto la lettera pubblicata dalla testata Basilicata24 e ritengo di dover intervenire direttamente, di getto, senza lasciare all’Ufficio Stampa una replica che, nel caso in questione, sarebbe alquanto difficile per le riflessioni che mi accingo a fare.Questa, in poche parole, la vicenda. Una nostra concittadina, in un tempo indefinito, avrebbe avuto una pessima esperienza di ricovero in un reparto del San Carlo indefinito, in termini di diagnosi e di comportamenti da parte di medici indefiniti e di infermieri indefiniti, e si sarebbe recata in un salvifico ospedale del nord indefinito per ottenere un’efficace risposta ai propri bisogni di salute. Tornata nel nostro infelice sud, avrebbe avuto difficoltà a prenotare esami indefiniti e ad effettuare prestazioni indefinite, in quanto ‘sconosciute’ nell’ospedale San Carlo. Avrebbe altresì ricevuto -contrariamente all’ospedale del nord- comportamenti freddi e distaccati anche nella visita di controllo, sempre da parte di medici indefiniti.Essendo tale narrazione molto distante dalle attestazioni frequentemente inviate all’Azienda, che sottolineano oltre alla competenza dei nostri professionisti proprio il contatto umano nettamente diverso da quello di altri ospedali, anche del nord, mi sono chiesto quale sia lo scopo della lettera e della relativa pubblicazione. Stimolo a migliorare? Sicuramente no. È difficile intervenire a seguito di ricostruzioni tanto generiche, peraltro non rivolte all’Azienda, che pure in caso di segnalazioni avvia audit e verifiche interne finalizzate al miglioramento continuo e che ha attivato anche strumenti per agevolare e stimolare giudizi da parte degli utenti verso le prestazioni ricevute. Amore di verità? Certamente no. Sarebbe stato necessario verificare quanto genericamente illustrato, essendo l’AOR San Carlo sempre pronta a fornire dati, spiegazioni e -perché no- anche giustificazioni in caso di criticità inevitabili in strutture e contesti così complessi.In definitiva, rilevo che la lettera pubblicata ha un solo, reale effetto. Quello di screditare la nostra Azienda, i nostri ospedali, le migliaia di lavoratori che quotidianamente mettono la propria professionalità a servizio dei bisogni dei lucani, l’efficacia delle cure garantite -con fatica- ai nostri concittadini, gli interventi quotidiani finalizzati ad innalzare qualità e volumi di assistenza. Con conseguente, inevitabile, disorientamento nei lettori e alimentazione di una sfiducia spesso causa di inutile migrazione sanitaria.E allora, direttore Finizio, non posso esimermi dal tutelare l’Azienda Ospedaliera e il lavoro quotidianamente fatto da medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari. Per cui le chiedo di ricevere in via riservata la nota pubblicata, al fine di effettuare le opportune verifiche e di censurare nelle giuste sedi le affermazioni nella stessa nota contenute. Mi auguro che, vista la gravità della ricostruzione, non eccepisca l’esigenza di riservatezza delle fonti e non si assuma la responsabilità di aver divulgato una narrazione dannosa e infondata. Il direttore generale dell’AOR San Carlo Giuseppe SperaRisposta del direttore di Basilicata24Gentile direttore Spera nel considerare legittima la sua richiesta e le sue rimostranze dobbiamo ricordarle che noi giornalisti siamo tenuti alla tutela della fonte che in questo caso come in altri ha espressamente chiesto di non essere citata, ragion per cui abbiamo riportato in calce solo la dicitura “Lettera firmata”.Tuttavia dobbiamo pure evidenziarle che questa testata non accoglie solo segnalazioni negative dai cittadini circa la loro esperienza nella sanità lucana, bensì anche note positive di encomio e ringraziamento come potrà leggere nei link che alleghiamo al termine di questa risposta (soltanto due a titolo di esempio) e questo a dimostrazione che non vi è nessun intento a screditare l’Azienda ospedaliera San Carlo, perché siamo i primi ad essere convinti che professionisti degni di questo nome operino nell’azienda da lei diretta e che più in generale i racconti di chi ha vissuto ottime esperienze servano proprio a non far perdere la fiducia ai lucani nella sanità della loro regione ed in particolar modo a coloro che non possono permettersi di andare a curarsi fuori. Non possiamo però non raccogliere le segnalazioni che ci giungono dai cittadini anche quando sono negative e anche quando ci viene richiesto l’anonimato. Sa cosa ci dice spesso chi ci racconta di esperienze negative nella sanità lucana? “Non voglio che sia messo il mio nome perché non si sa mai dovessi aver bisogno”. Sì direttore, purtroppo c’è un reale timore ad esporsi e non possiamo che prenderne atto e rispettare la richiesta di anonimato che ci viene fatta. Non tutti hanno la forza di combattere, fare segnalazioni alla Direzione generale, o alla direzione sanitaria. E questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia ormai sfilacciato il rapporto di fiducia dei cittadini nei confronti della sanità lucana. Molti, troppi, rassegnati vanno a curarsi altrove certi di non poter fare nulla per migliorare lo stato delle cose se non, in alcuni casi, raccontare la propria esperienza così come la signora ha fatto. E’, questo racconto, un modo, come lei scrive per alimentare “una sfiducia spesso causa di inutile migrazione sanitaria”? Siamo convinti di no. Crediamo invece che le cause siano altre e a testimoniarlo sono i dati. Che certamente non le sono sfuggiti. Gli ultimi in ordine di tempo sono quelli forniti dalla Fondazione Gimbe, secondo cui 60nila lucani hanno addirittura rinunciato alle cure, e quelli Agenas sulla mobilità sanitaria dei lucani per nulla confortanti. Sono tutti i lucani che rinunciano a curarsi o che vanno a farlo in altre regioni, e sì spesso al Nord, impressionati dagli articoli di Basilicata24 che “getta discredito sulla sanità lucana”? E ci permetta di ricordarle, che in altri casi di segnalazioni negative, magari più dettagliate e più gravi, con richiesta di anonimato fatte sempre su questa testata giornalistica non solo non abbiamo notato il disappunto che esprime oggi, ma nemmeno abbiamo avuto contezza che sia stato fatto qualcosa per rispondere a chi aveva lamentato e documentato criticità. Possiamo dunque biasimare una cittadina che, chiede per diverse ragioni, che non compaiano il suo nome ed elementi utili alla sua identificazione? Detto questo è suo diritto esprimere disappunto per quanto pubblicato, così come è suo diritto voler tutelare l’azienda ospedaliera che dirige nelle sedi che riterrà opportune e dove saremo in grado di fornire elementi utili a sostenere di aver svolto nel modo più corretto il nostro lavoro di giornalisti dando spazio al legittimo diritto di critica di una cittadina lucana, rispettando la sua richiesta di anonimato in ossequio alle norme deontologiche della nostra professione. Cordialità Michele Finizio“Sono stato operato di carcinoma al colon, dopo 3 giorni ero già a casa”Ospedale San Carlo di Potenza, “nel reparto di Chirurgia ho trovato competenza e umanità”Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602990209873.PDF §---§ title§§ Reggio Calabria, CGIL: solidarietà al dr. Tripodi dopo l’aggressione all’ASP link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602966708630.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "citynow.it" del 16 Oct 2025

"Il personale del nostro SSR si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni) e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!" la nota

pubDate§§ 2025-10-16T08:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602966708630.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602966708630.PDF', 'title': 'citynow.it'} tp:url§§ https://www.citynow.it/reggio-calabria-cgil-aggressione-medico-asp-salvatore-tripodi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602966708630.PDF tp:ocr§§ "Il personale del nostro SSR si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni) e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!" la nota16 Ottobre 2025 - 08:58 | Comunicato StampaAppresa la notizia dell’aggressione avvenuta all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, nel Centro diagnostico di malattie polmonari, la CGIL Calabria esprime sincera e totale solidarietà alla vittima, il dr. Salvatore Tripodi.Gli episodi di aggressione, verbali e fisiche, al personale sanitario sono tanto più dolorose quanto più questi lavoratori svolgono con dedizione (e a questo punto anche con coraggio) un servizio essenziale, bastione intoccabile della Carta Costituzionale.La CGIL Calabria insieme alla FP CGIL Reggio Calabria nel dire “basta” a tutto questo, non può non sottolineare come tali episodi siano il risultato di un sistema che è stato via via indebolito da scelte politiche scellerate e che adesso paga lo scotto di una grave carenza di personale, scarse risorse economiche (secondo il nuovo rapporto GIMBE, negli ultimi 3 anni sono andati alla Sanità pubblica 13,1 mld), che sono tanto più dannose in assenza di una reale programmazione.Il personale del nostro SSR, che ha sempre prodotto di più di quanto non sia stato messo in condizioni di fare, si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni) e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!Il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale vanno ristrutturati e rinvigoriti, alla luce dell’episodio di oggi e per tutti quelli avvenuti nel recente passato, occorre adesso avviare una riflessione serie e urgente per restituire ai professionisti della Sanità gli strumenti per fare bene il loro fondamentale lavoro.Francesco Callea, Segretario Generale FP CGIL Area Metropolitana Reggio CalabriaAlessandra Baldari, Segretaria generale FP CGIL CalabriaGregorio Pititto, Segretario Regionale CGIL Area Metropolitana Reggio CalabriaGianfranco Trotta, Segretario generale CGIL CalabriaIl Giornale online con le notizie di Reggio Calabria. Cronaca, Politica, Sport, Spettacolo, Moda, Cultura, Scuola, Musica, Cucina e Tecnologia raccontati attraverso Articoli, Foto e Video.Pubblicità sul nostro giornale? Richiedi infoCityNow.it - Reg. Tribunale Reggio Calabria n 13/2013 | Coop. “Libero Nocera” ARL - Via Modena, 14 - 89132 Reggio Calabria - P.I. 00866240807 tp:writer§§ Renato Pesce guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602966708630.PDF §---§ title§§ Dalla fecondazione assistita alla sclerosi multipla, a Firenze torna il Forum Leopolda Salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602900008975.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "gonews.it" del 16 Oct 2025

Torna a Firenze il Forum Leopolda Salute, giunto alla sua decima edizione e dedicato quest’anno al tema “Il coraggio di correre: dal cambiamento

pubDate§§ 2025-10-16T09:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602900008975.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602900008975.PDF', 'title': 'gonews.it'} tp:url§§ https://www.gonews.it/2025/10/16/dalla-fecondazione-assistita-alla-sclerosi-multipla-a-firenze-torna-il-forum-leopolda-salute/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602900008975.PDF tp:ocr§§ Torna a Firenze il Forum Leopolda Salute, giunto alla sua decima edizione e dedicato quest’anno al tema “Il coraggio di correre: dal cambiamento frammentato alla trasformazione sistemica”.Due giorni di confronto, il 21 e 22 ottobre, per costruire il primo sistema sanitario capace di rafforzarsi di fronte alle crisi, con la partecipazione di istituzioni, professionisti, ricercatori, aziende e associazioni.Tra i principali appuntamenti, la sessione “Curare oltre i confini”, coordinata da Antonio Davide Barretta, direttore generale Aou Senese, che raccoglierà le testimonianze di medici impegnati in missioni umanitarie. Un’estensione del percorso dedicato all’umanizzazione delle cure, per riflettere sul suo valore come atto di prossimità e coraggio.Ampio spazio anche al tema della fecondazione assistita e della denatalità, con un confronto nazionale sulle nuove regole regionali in materia di procreazione medicalmente assistita e una tavola rotonda tra clinici e amministratori di Campania, Puglia, Lazio, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Su questo argomento è prevista la presentazione di uno studio dell’Università di Roma che analizza il ruolo della procreazione medicalmente assistita come strumento di contrasto al calo delle nascite. Un altro momento di rilievo sarà dedicato alla sclerosi multipla, con due sessioni distinte: una tavola rotonda riservata e un focus di due ore aperto al pubblico, che affronterà la patologia da una prospettiva multidisciplinare, integrando aspetti clinici, sociali e legati ai diritti dei pazienti.L’edizione del decennale sarà introdotta da Cosimo Accoto, filosofo tech e research affiliate del Mit di Boston, e vedrà la partecipazione dei principali rappresentanti del sistema sanitario italiano, tra cui Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, e i Direttori Generali Ambassador della Sanità italiana. Il Forum, organizzato da Koncept, si conferma così uno dei più importanti laboratori di innovazione in sanità in Italia, capace di far dialogare istituzioni, ricerca e società civile per un futuro più umano e resiliente della salute.Fonte: Ufficio stampa tp:writer§§ Margherita Cecchin guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602900008975.PDF §---§ title§§ Aggressione medico a Reggio, la solidarietà della Cgil - IlDispaccio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602922408303.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ildispaccio.it" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T06:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602922408303.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602922408303.PDF', 'title': 'ildispaccio.it'} tp:url§§ https://ildispaccio.it/calabria/reggio-calabria/2025/10/16/aggressione-medico-a-reggio-la-solidarieta-della-cgil/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602922408303.PDF tp:ocr§§ “Appresa la notizia dell’aggressione avvenuta all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, nel Centro diagnostico di malattie polmonari, la CGIL Calabria esprime sincera e totale solidarietà alla vittima, il dr. Salvatore Tripodi.Gli episodi di aggressione, verbali e fisiche, al personale sanitario sono tanto più dolorose quanto più questi lavoratori svolgono con dedizione (e a questo punto anche con coraggio) un servizio essenziale, bastione intoccabile della Carta Costituzionale.La CGIL Calabria insieme alla FP CGIL Reggio Calabria  nel dire “basta” a tutto questo, non può non sottolineare come tali episodi siano il risultato di un sistema che è stato via via indebolito da scelte politiche scellerate e che adesso paga lo scotto di una grave carenza di personale, scarse risorse economiche (secondo il nuovo rapporto GIMBE, negli ultimi 3 anni sono andati alla Sanità pubblica 13,1 mld), che sono tanto più dannose in assenza di una reale programmazione.Il personale del nostro SSR, che ha sempre prodotto di più di quanto non sia stato messo in condizioni di fare, si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni)e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!Il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale vanno ristrutturati e rinvigoriti, alla luce dell’episodio di oggi e per tutti quelli avvenuti nel recente passato, occorre adesso avviare una riflessione serie e urgente per restituire ai professionisti della Sanità gli strumenti per fare bene il loro fondamentale lavoro”.E’ quanto si legge in una nota a firma di:Francesco Callea, Segretario Generale FP CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,Alessandra Baldari , Segretaria generale FP CGIL CalabriaGregorio Pititto, Segretario Regionale CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,Gianfranco Trotta Segretario generale CGIL Calabria© 2012-2022 Associazione Culturale "Quadrante Sud" Via Sant'Anna II Tronco 28, 89128 Reggio Calabria C.F. 92078700801 – Il Dispaccio - Reg. Trib. RC n° 02/2012Contatti - Note Legali - Seguici su Facebook tp:writer§§ Walter Alberio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602922408303.PDF §---§ title§§ Sanità, ultima Speranza del Pd: l'ex ministro per il contro piano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603059209687.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lospiffero.com" del 16 Oct 2025

I dem si preparano alla due giorni per discutere dei travagli del sistema piemontese e lanciare un''alternativa al piano socio-sanitario voluto dall''assessore Riboldi. Tra gli ospiti di punta l''ex ministro, ricordato per le misure drac

pubDate§§ 2025-10-16T13:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603059209687.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603059209687.PDF', 'title': 'lospiffero.com'} tp:url§§ http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=92472 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603059209687.PDF tp:ocr§§ TRAVAGLI DEMOCRATICI Sanità, ultima Speranza del Pd: l'ex ministro per il contro piano  Davide Depascale 17:27 Martedì 14 Ottobre 2025 Due giorni per discutere dei travagli del sistema piemontese e lanciare un'alternativa al documento socio-sanitario targato Cirio-Riboldi. Tra gli ospiti di punta oltre a Profumo, l'ex leader di Articolo Uno, ricordato per le misure "draconiane" del periodo Covid Liste d’attesa infinite, carenza di medici e infermieri, 391.000 cittadini piemontesi che rinunciano alle cure: la sanità regionale è in affanno, come certificano i dati di Agenas e Gimbe. Così il Partito Democratico lancia la conferenza “La salute è un diritto”, una due giorni che si terrà venerdì e sabato al Collegio degli Artigianelli di Torino. Nel mirino il Piano Socio-Sanitario fortemente voluto dall’assessore Federico Riboldi e l’obiettivo di proporre alternative, coinvolgendo esperti, sindacati e figure come Marina Sereni, Francesco Profumo e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza. Proprio la presenza di Speranza, simbolo delle restrizioni durante il Covid, potrebbe rivelarsi un boomerang, riaccendendo i riflettori su un periodo oscuro come quello della pandemia, segnato da lockdown e autocertificazioni, provvedimenti voluti dall’ex ministro ma osteggiati dagli italiani. Un ring per la sanità: il Pd contro Cirio La due giorni mette tanta carne al fuoco: università, ordini professionali, sindacati e nomi di peso come Marina Sereni (referente nazionale del Pd sulla sanità) e Francesco Profumo (ex ministro dell'Istruzione del governo Monti e già rettore del Politecnico e presidente della Compagnia di San Paolo) si confronteranno per smontare il piano Riboldi e cucire un’alternativa. “Non stiamo a guardare mentre la sanità crolla”, tuona segretario regionale del Pd Domenico Rossi. “Liste d’attesa eterne, medici in esodo e quasi 400.000 piemontesi senza cure: è un diritto violato”. Gimbe e Agenas sono i giudici di gara: il Piemonte brilla nei Lea e nella digitalizzazione (94% dei documenti sul Fascicolo Sanitario), ma inciampa su 283 medici e 473 infermieri in meno dal 2019, 431 medici di famiglia scomparsi e un record nazionale di 115 milioni spesi per personale a gettone. Gianna Pentenero, capogruppo dem a Palazzo Lascaris, non usa giri di parole: “Abbiamo 159 milioni in più della media nazionale, ma dove finiscono? I cittadini vedono solo attese e caos”. Tavoli caldi: dal sociale alla salute mentale La conferenza non sarà solo chiacchiere: tavoli tematici accenderanno i riflettori su nodi cruciali. Monica Canalis punta sulle non autosufficienze: “250.000 piemontesi, ma solo la metà ha aiuti. Serve una rivoluzione per gli standard di cura”. La presidente regionale dem Nadia Conticelli alza la voce sulla salute femminile: “Consultori al palo, Lea in ritardo, patologie teen in aumento: non si tratta solo di parti, ma di autodeterminazione”, ha dichiarato. Valentina Paris, responsabile sanità della segreteria regionale va dritta sulla salute mentale: “Solo il 3,4% del budget contro il 10% di Germania e Regno Unito. Basta stigma, più reti per i fragili”. Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità, scalda i motori: “Abbiamo smascherato i problemi nascosti da Cirio. Ora proposte per un futuro che funzioni”. L’ultima Speranza E poi c’è lui, Roberto Speranza, l’ex ministro che ha guidato l’Italia nella tempesta Covid, nel governo Conte II prima e in quello Draghi poi. Per alcuni un eroe che ha evitato il peggio, per altri, il simbolo di lockdown, vaccini e scelte divisive. In Piemonte, dove il Covid ha lasciato cicatrici profonde, il suo arrivo potrebbe galvanizzare il confronto o trasformarsi in un match verbale con la maggioranza di centrodestra, distraendo dal vero ring: il piano socio-sanitario di Ri boldi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603059209687.PDF §---§ title§§ Ancora oltre 5,7 milioni in povertà assoluta, mentre la sanità pubblica continua la sua lenta agonia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888008839.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "pressenza.com" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T09:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888008839.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888008839.PDF', 'title': 'pressenza.com'} tp:url§§ https://www.pressenza.com/it/2025/10/ancora-oltre-57-milioni-in-poverta-assoluta-mentre-la-sanita-pubblica-continua-la-sua-lenta-agonia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888008839.PDF tp:ocr§§ 16.10.25 - Giovanni Caprio(Foto di fio.PSD ETS)La percentuale del Fondo Sanitario Nazionale sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. In altre parole, se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi. E’ quanto evidenzia ancora una volta la Fondazione GIMBE nel suo 8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (https://www.salviamo-ssn.it/attivita/rapporto/8-rapporto-gimbe.it-IT.html). Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica, ma la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028.Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. “Eppure, sottolinea la Fondazione GIMBE, il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica”.La Fondazione GIMBE evidenzia come il peso della cura sia sempre di più sulle spalle delle famiglie e pone l’accento sulle rinunce alle cure: complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. Quante alle rinunce alle cure, il fenomeno è esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Anche la Relazione annuale sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini, predisposta dal CNEL (https://www.cnel.it/) e inviata al Parlamento e al governo ai sensi della legge 936/1986, certifica i gravi problemi che attraversa il nostro SSN, ove continuano a sussistere significative discrepanze su base regionale e anche tra i territori subregionali, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Sono divari che investono la scarsa offerta di servizi e la fragilità infrastrutturale in diverse aree del Paese. Ma è un dato su tutti che evidenzia la grave china su cui sembra scivolare il SSN e riguarda la spesa sanitaria privata che ormai ha raggiunto il 25%. “Si registra ormai da molti anni, si legge nella Relazione del CNEL, una crescente propensione delle famiglie italiane a spendere privatamente per la sanità. La spesa privata ha raggiunto il livello di 42,6 miliardi annui, pari a circa il 25% del totale della spesa sanitaria nazionale”.Per non parlare della rinuncia a curarsi di tanti italiani: nel 2024 quasi il 10% dei residenti, annota il CNEL, ha rinunciato a visite o esami specialistici. E le principali motivazioni sono state la lunghezza delle liste di attesa (6,8%, 2,3 rispetto al 2023) e la difficoltà di pagare le prestazioni sanitarie (5,3%, 1,1 rispetto al 2023). Quest’ultimo dato è particolarmente significativo, in quanto nel 2024 il 23,9% degli individui ( 4 rispetto al 2023) si è fatto carico dell’intero costo dell’ultima prestazione specialistica, senza alcun rimborso da assicurazioni.E il quadro è destinato a peggiorare, complice una povertà ass oluta che non accenna a diminuire: l’ISTAT proprio in questi giorni ha confermato che sono oltre 5,7 milioni le persone in povertà assoluta in Italia (dato 2024). L’ISTAT stima che le famiglie in povertà assoluta siano poco più di 2,2 milioni (l’8,4% sul totale delle famiglie residenti). Una povertà assoluta che si conferma più alta tra le famiglie ampie, raggiungendo il 21,2% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,2% tra quelle con quattro, per scendere all’8,6% tra le famiglie di tre componenti. Una povertà che va di pari passo con il livello di istruzione: tra chi possiede solo la licenza elementare o nessun titolo, la povertà raggiunge il 14,4%, in peggioramento rispetto al 13,3% del 2023. Tra chi ha la licenza media, il tasso è del 12,8% (era il 12,3 nel 2023), mentre tra i diplomati e i laureati scende al 4,2%, in miglioramento rispetto al 3,6% dell’anno precedente. E l’occupazione non basta sempre a proteggere dalla povertà: nel 2024 il 7,9% degli occupati vive in povertà assoluta, tra i lavoratori dipendenti la quota sale all’8,7%, mentre tra i lavoratori autonomi si ferma al 5,2%. Tra chi non lavora, la percentuale sale al 9,1%, ma le differenze interne sono ampie: la povertà colpisce il 5,8% dei pensionati o di chi non cerca occupazione, mentre raggiunge il 21,3 tra i disoccupati in cerca di lavoro, in aumento rispetto al 20,7% del 2023.Una povertà assoluta che continua a colpire soprattutto i minori: nel 2024, la povertà assoluta coinvolge oltre 1 milione 283mila minori (il 13,8% dei minori residenti), variando dal 12,1% del Centro al 16,4% del Mezzogiorno, e salendo al 14,9% per i bambini da 7 a 13 anni. E in povertà assoluta versano oltre 1,8 milioni di stranieri, più di uno su tre (l’incidenza è pari al 35,6%), una quota quasi cinque volte superiore a quella degli italiani (7,4%). Ciononostante, i due terzi delle famiglie povere (67%) sono famiglie di soli italiani (oltre 1 milione e 490mila, con un’incidenza pari al 6,2%) e solo il restante 33% è rappresentato da famiglie con stranieri (733mila), che nell’82% dei casi (600mila) sono famiglie composte esclusivamente da stranieri.L’ISTAT sottolinea come a far scivolare tante famiglie verso la povertà sia l’affitto della casa: Il numero delle famiglie in affitto assolutamente povere supera di poco il milione, l’incidenza si attesta al 22,1% contro il 4,7% registrato tra quelle che vivono in abitazioni di proprietà (quasi 916mila famiglie). Per le famiglie in affitto, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno (24,8%, coinvolgendo 346mila famiglie), seguito dal Nord e dal Centro (rispettivamente 21,9% e 18,7%).Domani, 17 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale contro la Povertà, un’occasione per ricordare che la povertà non è solo mancanza di reddito, ma anche esclusione, solitudine e negazione dei diritti fondamentali. In occasione della Giornata Mondiale di lotta alla povertà, istituita dall’ONU nel 1992, vengono promosse in tutta Italia numerose iniziative; tra esse molte sono nell’ambito della Notte dei Senza Dimora. La prima edizione della “Notte” fu promossa da Terre di Mezzo nel 1999 e anche quest’anno accoglie adesioni e nuove iniziative, sempre con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla condizioni in cui le persone senza dimora si trovano a vivere. fio.PSD raccoglie e pubblica gli eventi promuovendoli tramite il proprio sito web e con i propri strumenti della comunicazione: https://www.fiopsd.org/notte-dei-senza-dimora-2025/. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888008839.PDF §---§ title§§ Sanità, dalle case di comunità alle liste d'attesa: Pd contro Rocca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602695011033.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "romatoday.it" del 16 Oct 2025

A partire dai dati riportati dall''ultimo rapporto Gimbe e dall''Agenas, il dem Massimiliano Valeriani si scaglia contro la "Cura Rocca"

pubDate§§ 2025-10-16T21:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602695011033.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602695011033.PDF', 'title': 'romatoday.it'} tp:url§§ https://www.romatoday.it/politica/sanita-numeri-case-comunita-pd-contro-rocca.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602695011033.PDF tp:ocr§§ “La cura Rocca per la Sanità nel Lazio è un bluff”. L’attacco arriva da Massimiliano Valeriani, consigliere regionale dem e componente della commissione Sanità che, sulla base dell’ultimo report della Fondazione Gimbe e dei report di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), lancia un attacco al governatore, che è anche titolare della delega alla Sanità.Come sta la Sanità nel Lazio: dalla carenza dei medici di base alla rinuncia alle cure, i numeriCase e ospedali di comunità“La situazione è disastrosa – esordisce Valeriani -. Per averne prova basta guardare i dati relativi a case e ospedali di comunità, dove il personale resta un miraggio e dove il fallimento strutturale sta generando un'emergenza sociale senza precedenti”.Le case di comunità, lo ricordiamo, sono strutture pensate per offrire assistenza sanitaria di prossimità, assicurando il servizio principalmente alla popolazione più anziana, riducendo così il numero delle ospedalizzazioni anche non urgenti.Nel Lazio, secondo l’ultimo report Gimbe, ne sono state programmate 146, di cui 95 hanno almeno un servizio dichiarato attivo. Mentre quelle con tutti i servizi attivi (dalle cure primarie, ai servizi di assistenza domiciliare, di specialistica ambulatoriale per le patologie a elevata prevalenza e infermieristici) sono 7, senza però presenza medica e infermieristica e 5 con invece la presenza medica e infermieristica.Da qui l’attacco di Valeriani: “Delle 146 previste e delle 95 sedi attive solo 5 rispettano pienamente tutti gli standard previsti dalla legge, sia in termini di servizi obbligatori che di presenza di personale medico e infermieristico. Meno del 4% del totale. La criticità è drammatica sul capitale umano. Solo 16 strutture hanno una presenza medica a standard e appena 30 una presenza infermieristica a norma”.Per quanto riguarda invece gli ospedali di comunità, sempre secondo il Rapporto Gimbe, su 42 programmati, ne sono attivi 2. “In questo panorama desolante – sottolinea il consigliere dem - spicca un unico, innegabile obiettivo raggiunto: l'attivazione del 100% delle 61 Centrali operative territoriali previste. Le Cot sono le centrali di coordinamento che dovrebbero smistare i pazienti e orchestrare la presa in carico sul territorio. Premesso che molte di queste erano già attive durante il covid, è necessario ribadire che questo successo, anziché mitigare il giudizio, lo aggrava. Avere dei centri di comando perfettamente funzionanti, ma senza un esercito sul campo che dà a loro la ragione di esistere e di funzionare è strategicamente inutile”.Il tema delle liste d’attesaC’è poi il tema delle liste di attesa, cavallo di battaglia del presidente della Regione, su cui nei giorni scorsi ha riacceso l’attenzione anche il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, Antonio Magi, che parlando del sovraffollamento dei pronto soccorso ha sottolineato come spesso, a spingere i cittadini a rivolgersi a queste strutture, siano proprio le liste di attesa troppo lunghe.“Il miracolo statistico dell'abbattimento dei tempi medi – rincara a questo proposito Valeriani - si scontra con una realtà drammatica. Non si riescono ancora a garantire in tempi utili le prestazioni più complesse, come ad esempio l’elettromiografia semplice del tronco, per cui l’attesa, per una priorità breve (da erogare entro dieci giorni, ndr) è di 69 giorni”.Si tratta di una tecnica diagnostica utilizzata per valutare la salute muscolare e l'attività elettrica dei muscoli del tronco. L'esame serve, in particolare, per diagnosticare disturbi neuromuscolari.Infine il dato sulla rinuncia alle cure: secondo l’ultimo rapporto Gimbe nel 2023 i cittadini che nel Lazio che facevano a meno di una o più prestazioni sanitarie era del 10.5%, l’anno successivo è salita al 12%, con un totale di 685.769 persone.“Questo numero è drammatico – sottolinea Valeriani – perché vuol dire che nella nostra regione chi non può accedere al privato, semplicemente, rinuncia a curarsi”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602695011033.PDF §---§ title§§ 8° rapporto Gimbe sulla Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888208837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "settegiorniatortona.it" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T09:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888208837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888208837.PDF', 'title': 'settegiorniatortona.it'} tp:url§§ https://www.settegiorniatortona.it/2025/10/15/8-rapporto-gimbe-sulla-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888208837.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe, organizzazione indipendente che svolge attività di monitoraggio e formazione in ambito sanitario, ha pubblicato il suo 8º Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale e purtroppo la situazione non è delle migliori. “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale che spiana inevitabilmente la strada ad interessi privati di ogni forma – dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – Da anni governi di ogni colore politico promettono di difendere il SSN ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo”. Veniamo ai numeri. Dopo i tagli del secondo decennio del 2000 e le imponenti risorse assorbite interamente dalla pandemia il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro (da 125,4 a 136,5 miliardi); fin qui tutto bene se non fosse che gran parte di questo capitale è eroso dall’inflazione (nel 2023 al 5,7%) e dall’aumento dei costi energetici ma soprattutto è minato da un costante definanziamento: la percentuale del Fsn sul Pil è scesa dal 6,3% del 2022, al 6% dell’anno seguente per stabilizzarsi al 6,1% nel 2024-2025.Anche le previsioni non sono rosee. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica del 2 ottobre scorso stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4% fino al 2028 escluso il 2026 previsto al 6,5%. Tuttavia nella legge di bilancio la quota Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% fino al 5,8% del 2028 con inevitabile appesantimento dei bilanci regionali. Rispetto al 2024 i dati Istat documentano che la spesa sanitaria ammonta a 185,12 miliardi di euro di cui 137,46 di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata. Di questi 41,3 miliardi sono pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e solo 6,36 miliardi da fondi sanitari e assicurazioni. Conseguenza purtroppo inevitabile di questo dato è che i cittadini, complice anche l’aumento della povertà assoluta, rinunciano alle prestazioni sanitarie: lo scorso anno oltre 5,8 milioni di persone, ossia il 9,9% della popolazione, hanno fatto questa scelta. Sempre secondo il rapporto Gimbe per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza i dati sono molto differenziati tra Nord e Sud del Paese: si passa dalle regioni più virtuose del Centro nord (sul podio nell’ordine Veneto, Toscana ed Emilia Romagna) al Sud dove si salvano solo Campania, Puglia e Sardegna, mentre la maglia nera spetta alla Valle d’Aosta ed il Piemonte è in quinta posizione. A conferma di questo dato le percentuali relative alla mobilità passiva con Emilia Romagna, Lombardia e Veneto che accolgono il 94,1% del saldo attivo mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 regioni del sud e nel Lazio. Come detto in un quadro del genere la sanità privata trova terreno fertile per espandersi. In particolare i soggetti privati si muovono su 4 fronti: erogatori (in convenzione o “privati puri”), investitori (fondi di investimento, banche, ecc), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari) e contraenti di partenariati pubblico-privato. Nel 2023 su quasi 30.000 strutture sanitarie il 58% sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Lo scorso anno la spesa pubblica destinata al privato in convenzione è stata di 28,7 miliardi di euro ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20% a favore del privato puro con una spesa da parte delle famiglie aumentata del 137% in 7 anni (spesa con convenzionati salita solo del 45%). Problemi per il Ssn ci sono anche dall’altra parte della barricata, cioè nei numeri relativi a medici ed infermieri dipendenti. Per i primi il nostro Paese conta 5,4 professionisti ogni 1.000 abitanti (secondi dopo l’Austria e ben sopra la media Ocse di 3,9 e dei paesi europei di 4,1) per un totale di 315.720 professionisti. Il problema qui è la fuga dal nostro Ssn e la poca attrattività di alcune specialità. Per quanto riguarda gli infermieri l’Italia occupa il fanalino di coda con 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 9,5: a fine 2023 in tutto gli infermieri erano 277.164 con le solite differenze tra nord e sud e il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico in corso il rapporto tra domanda e posti disponibili è crollato allo 0.92. Fattore comune alle due professioni che incide sulla loro permanenza o ingresso nel Ssn sono le basse retribuzioni ben al di sotto della media Ocse. Per quanto riguarda la medicina territoriale ad inizio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta. Anche l’assistenza territoriale non naviga in acque tranquille: al 30 giugno delle 1.723 Case di comunità programmate solo 218 avevano attivato tutti i servizi e di queste solo 46 disponevano di personale medico e infermieristico; per gli ospedali di comunità in Italia a fronte di 592 strutture previste solo 153 sono attive. Infine dando uno sguardo al Pnrr per portare a termine la Missione Salute entro il 30 giugno del prossimo anno mancano 14 obiettivi. 4 target sono stati raggiunti (ristrutturazione ospedali, assistenza domiciliare over 65, grandi apparecchiature e formazione specialistica), 5 non sono valutabili per mancanza dati, 2 sono in ritardo (antisismica e adozione Fascicolo Sanitario Elettronico), 3 in netto ritardo (potenziamento terapie intensive e semi-intensive, attivazione Case di comunità e Ospedali di comunità). L’obiettivo è che siano funzionanti 1.038 Case di comunità e almeno 307 Ospedali di comunità: ad un anno dalla scadenza sono attivi rispettivamente al 21% e al 49,8%. Insomma, come ormai da anni, il Ssn, fiore all’occhiello del nostro Paese e invidiato in tutto il mondo, è sempre più bistrattato; l’unica soluzione al problema è che la politica faccia una scelta netta: considerare la salute un investimento strategico per il Paese, nel solco e nel rispetto del dettato costituzionale, o continuare a trattarla come un costo da comprimere in favore di altri settori come la corsa agli armamenti di cui faremmo tutti volentieri a meno. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888208837.PDF §---§ title§§ 8° rapporto Gimbe sulla Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888308838.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "settegiorniatortona.it" del 16 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-16T09:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888308838.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888308838.PDF', 'title': 'settegiorniatortona.it'} tp:url§§ https://www.settegiorniatortona.it/2025/10/15/8-rapporto-gimbe-sulla-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888308838.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe, organizzazione indipendente che svolge attività di monitoraggio e formazione in ambito sanitario, ha pubblicato il suo 8º Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale e purtroppo la situazione non è delle migliori. “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale che spiana inevitabilmente la strada ad interessi privati di ogni forma – dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – Da anni governi di ogni colore politico promettono di difendere il SSN ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo”. Veniamo ai numeri. Dopo i tagli del secondo decennio del 2000 e le imponenti risorse assorbite interamente dalla pandemia il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro (da 125,4 a 136,5 miliardi); fin qui tutto bene se non fosse che gran parte di questo capitale è eroso dall’inflazione (nel 2023 al 5,7%) e dall’aumento dei costi energetici ma soprattutto è minato da un costante definanziamento: la percentuale del Fsn sul Pil è scesa dal 6,3% del 2022, al 6% dell’anno seguente per stabilizzarsi al 6,1% nel 2024-2025.Anche le previsioni non sono rosee. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica del 2 ottobre scorso stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4% fino al 2028 escluso il 2026 previsto al 6,5%. Tuttavia nella legge di bilancio la quota Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% fino al 5,8% del 2028 con inevitabile appesantimento dei bilanci regionali. Rispetto al 2024 i dati Istat documentano che la spesa sanitaria ammonta a 185,12 miliardi di euro di cui 137,46 di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata. Di questi 41,3 miliardi sono pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e solo 6,36 miliardi da fondi sanitari e assicurazioni. Conseguenza purtroppo inevitabile di questo dato è che i cittadini, complice anche l’aumento della povertà assoluta, rinunciano alle prestazioni sanitarie: lo scorso anno oltre 5,8 milioni di persone, ossia il 9,9% della popolazione, hanno fatto questa scelta. Sempre secondo il rapporto Gimbe per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza i dati sono molto differenziati tra Nord e Sud del Paese: si passa dalle regioni più virtuose del Centro nord (sul podio nell’ordine Veneto, Toscana ed Emilia Romagna) al Sud dove si salvano solo Campania, Puglia e Sardegna, mentre la maglia nera spetta alla Valle d’Aosta ed il Piemonte è in quinta posizione. A conferma di questo dato le percentuali relative alla mobilità passiva con Emilia Romagna, Lombardia e Veneto che accolgono il 94,1% del saldo attivo mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 regioni del sud e nel Lazio. Come detto in un quadro del genere la sanità privata trova terreno fertile per espandersi. In particolare i soggetti privati si muovono su 4 fronti: erogatori (in convenzione o “privati puri”), investitori (fondi di investimento, banche, ecc), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari) e contraenti di partenariati pubblico-privato. Nel 2023 su quasi 30.000 strutture sanitarie il 58% sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Lo scorso anno la spesa pubblica destinata al privato in convenzione è stata di 28,7 miliardi di euro ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20% a favore del privato puro con una spesa da parte delle famiglie aumentata del 137% in 7 anni (spesa con convenzionati salita solo del 45%). Problemi per il Ssn ci sono anche dall’altra parte della barricata, cioè nei numeri relativi a medici ed infermieri dipendenti. Per i primi il nostro Paese conta 5,4 professionisti ogni 1.000 abitanti (secondi dopo l’Austria e ben sopra la media Ocse di 3,9 e dei paesi europei di 4,1) per un totale di 315.720 professionisti. Il problema qui è la fuga dal nostro Ssn e la poca attrattività di alcune specialità. Per quanto riguarda gli infermieri l’Italia occupa il fanalino di coda con 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 9,5: a fine 2023 in tutto gli infermieri erano 277.164 con le solite differenze tra nord e sud e il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico in corso il rapporto tra domanda e posti disponibili è crollato allo 0.92. Fattore comune alle due professioni che incide sulla loro permanenza o ingresso nel Ssn sono le basse retribuzioni ben al di sotto della media Ocse. Per quanto riguarda la medicina territoriale ad inizio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta. Anche l’assistenza territoriale non naviga in acque tranquille: al 30 giugno delle 1.723 Case di comunità programmate solo 218 avevano attivato tutti i servizi e di queste solo 46 disponevano di personale medico e infermieristico; per gli ospedali di comunità in Italia a fronte di 592 strutture previste solo 153 sono attive. Infine dando uno sguardo al Pnrr per portare a termine la Missione Salute entro il 30 giugno del prossimo anno mancano 14 obiettivi. 4 target sono stati raggiunti (ristrutturazione ospedali, assistenza domiciliare over 65, grandi apparecchiature e formazione specialistica), 5 non sono valutabili per mancanza dati, 2 sono in ritardo (antisismica e adozione Fascicolo Sanitario Elettronico), 3 in netto ritardo (potenziamento terapie intensive e semi-intensive, attivazione Case di comunità e Ospedali di comunità). L’obiettivo è che siano funzionanti 1.038 Case di comunità e almeno 307 Ospedali di comunità: ad un anno dalla scadenza sono attivi rispettivamente al 21% e al 49,8%. Insomma, come ormai da anni, il Ssn, fiore all’occhiello del nostro Paese e invidiato in tutto il mondo, è sempre più bistrattato; l’unica soluzione al problema è che la politica faccia una scelta netta: considerare la salute un investimento strategico per il Paese, nel solco e nel rispetto del dettato costituzionale, o continuare a trattarla come un costo da comprimere in favore di altri settori come la corsa agli armamenti di cui faremmo tutti volentieri a meno. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101602888308838.PDF §---§ title§§ Manovra finanziaria 2026, 6 miliardi in più per la Sanità: ecco per quali iniziative link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603107306968.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 16 Oct 2025

Leggi su Sky TG24 l''articolo Manovra 2026, per la Sanità 6 miliardi in più. Tra assunzioni e potenziamento screening

pubDate§§ 2025-10-16T04:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603107306968.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603107306968.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/economia/2025/10/16/manovra-sanita tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603107306968.PDF tp:ocr§§ Pensioni, aiuti alle famiglie, imprese e salari, ma anche il settore della sanità. I lavori per mettere a punto la Legge di Bilancio 2026 procedono: venerdì 17 ottobre il testo arriva in Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda ospedali e Servizio Sanitario Nazionale, tra rifinanziamenti e fondi già spesi, l’anno prossimo dovrebbero esserci all’incirca 6 miliardi di euro in più rispetto a quanto previsto inizialmente. Dalla prevenzione delle malattie alle assunzioni di nuovo personale, sono molti gli interventi tra cui dividerliÈ stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a illustrare l’entità della Manovra ai suoi colleghi, nel Consiglio dei ministri che si è tenuto il 14 ottobre, quando c’è stata l’informativa sul Dpb, il Documento programmatico di bilancio, che è appunto quello che contiene i “numeri” della Legge di Bilancio. Per quanto riguarda la Sanità, ai cinque miliardi di rifinanziamento già previsti l’anno scorso per il 2026 se ne aggiungono altri 2,4. Contando che sono stati spesi in anticipo più o meno 1,3 miliardi, per il 2026 i miliardi aggiuntivi dovrebbero quindi assestarsi sui 6 miliardi. Poi ci sono altri 2,65 miliardi da spalmare sul 2027 e 2028, in aggiunta ai rifinanziamenti previsti di 5,7 miliardi per il 2027 e di quasi 7 miliardi per il 2028. Per approfondire: Manovra 2026 venerdì in Cdm, dall’Irpef alle pensioni: le possibili misureUna fetta delle risorse andrà innanzitutto a sorreggere il piano straordinario di assunzioni per il Servizio Sanitario Nazionale, che da una stima iniziale di 30mila passano però a 20mila. Il prossimo anno dovrebbero entrare 1.500 dirigenti e 5mila operatori (per la maggior parte infermieri). La spesa per il 2026 dovrebbe stare intorno agli 840 milioni di euro.  Per approfondire: Manovra 2026, ipotesi fondi aggiuntivi per l’assistenza agli anziani non autosufficientiIn molti guardano poi all’aumento delle indennità di specificità previste per il personale sanitario, per cui ci sarebbero 180 milioni all’anno. Si guarda a 220 euro in più per i medici e 110 per gli infermieri. In entrambi i casi si parla di cifre lorde.Per le indennità di esclusività dei dirigenti medici, quelle corrisposte per compensare il vincolo di esclusività del lavoro imposto al dipendente pubblico, secondo quanto riportato da QuotidianoSanità, i fondi saranno di 110 milioni. L’aumento delle indennità sarà parametrato all’anzianità e all’incarico specifico e dovrebbe andare da 246 euro all’anno a 1.825 euro per i ranghi più elevati, sempre lordi. Per i dirigenti non medici si parla invece di 30 euro lordi al mese. C’è già chi sottolinea come si tratti di cifre troppo basse.Per il potenziamento della prevenzione arriverebbero 700 milioni di euro, in linea di principio rivolti a mammografie e screening per i tumori come quelli al polmone, al colon-retto e all’utero. E ancora, ci dovrebbero essere 80 milioni di euro per attuare il Piano salute mentale e per l’introduzione nel sistema della figura dello psicologo di famiglia. Sono invece 150 i milioni previsti per potenziare la rete di assistenza domiciliare e territoriale. Ci sono poi 70 milioni per la stabilizzazione della farmacia dei servizi, 60 milioni per il sostegno a chi soffre di malattie rare, 36 milioni per gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, 20 milioni per l’avvio della sperimentazione della rete ospedaliera di terzo livello, 10 milioni per il fondo dedicato alle cure palliative. Come si legge ancora su QuotidianoSanità, un’altra parte delle risorse va a finanziare vari enti e istituti che fanno capo al Ministero della Salute: gli Irccs (60 milioni per nuove assunzioni di personale e 100 milioni per la ricerca corrente), l’Istituto Superiore di Sanità (20 milioni), il fondo One Health per i disturbi alimentari (10 milioni), Agenas (poco più di 8 milioni per la stabilizzazione del personale entrato con i fondi del Pnrr), Aifa (3,6 milioni per le assunzioni). Alle spese in conto capitale riservate al Ministero stesso spettano 81,3 milioni.  Per approfondire: Fondazione Gimbe: "Italia ultima dei Paesi G7 per spesa sanitaria pro-capite". I datiPer il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2025 Sky Italia - Sky Italia Srl  Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/16/2025101603107306968.PDF §---§