title§§ In Emilia-Romagna non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta sui conti della sanità pubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502870008772.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "24emilia.com" del 15 Oct 2025
In Emilia-Romagna non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta sui conti della sanità pubblica, come era stato preteso da Fratelli d’Italia,...
pubDate§§ 2025-10-15T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502870008772.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502870008772.PDF', 'title': '24emilia.com'} tp:url§§ https://www.24emilia.com/emilia-romagna-nessuna-commissione-dinchiesta-sui-conti-della-sanita-pubblica/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502870008772.PDF tp:ocr§§ In Emilia-Romagna non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta sui conti della sanità pubblica, come era stato preteso da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Rete civica, e nemmeno una commissione di studio, come era stato proposto in seconda battuta da Rete civica.L’assemblea legislativa regionale ha infatti respinto le richieste delle opposizioni, approvando invece a maggioranza una risoluzione unitaria presentata dalla coalizione di centrosinistra per chiedere alla giunta de Pascale di intervenire su governo e Parlamento per sostenere il modello “costituzionale” di sanità pubblica, a partire da un maggior finanziamento del Servizio sanitario regionale.La proposta, ha spiegato Elena Ugolini di Rete civica, “nasceva dalla situazione in cui versa la sanità regionale, che riguarda l’aumento del disavanzo, passato da 85 milioni nel 2023 a 200 milioni nel 2024, e certificato da una delibera di giunta in 645 milioni di euro per il 2025”. Altra necessità, per Ugolini, “è quella di avere una visione di insieme su tutti i punti critici: liste di attesa, mancanza dell’accordo integrativo regionale con i medici di base, limitazioni alle prescrizioni mediche, mancanza di una comparazione analitica tra costi e di controllo sulla spesa. Il dibattito non può ridursi alla richiesta, al governo nazionale, di aumentare le risorse: prima di pretendere che le risorse vengano aumentate, bisogna chiedersi come si spendono quelle che ci sono”.Richiesta respinta, però, dalla maggioranza. Alle critiche del centrodestra ha replicato in aula Paolo Calvano del Pd, che ha ricordato come “abbiamo già la commissione sanità presieduta dal presidente Giancarlo Muzzarelli, che ringrazio per il suo lavoro, che si occupa dei temi posti nelle richieste del centrodestra”. Calvano, nel rispondere alle opposizioni, ha anche citato una recente pronuncia della Corte dei Conti, che “ha messo nero su bianco che il problema della sanità è nazionale”, e l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, secondo la quale “il fondo sanitario nazionale è sottofinanziato”.Sulla stessa linea l’assessore regionale alla sanità Massimo Fabi: “Penso che parlare di sanità e parlare di salute in questo Paese debba essere un tema unificante come lo deve essere la politica estera, visto che il Servizio sanitario regionale è un bene comune sul quale occorrono identità di intenti piuttosto che scontri che, anche alla luce della campagna elettorale permanente in cui vive l’Italia, rischiano di diventare propaganda”, ha detto l’assessore, secondo cui “occorre un’attività comune perché il sistema sanitario nazionale abbia le risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini”.CommentNameEmail?allora mettiamo per coerenza anche la bandiera di Israele, perche' fino a quando esponete solo il vessillo Palestinese mi sa tanto che vogliate sottointendere […]Come di tutte le proposte ragionevoli, anche di questa dubito che si terrà conto.Il tornaconto politico è una peculiarità di politicanti italiani e non solo. Il genocidio dei palestinesi, se vogliamo chiamiamolo pure l'effetto collaterale della lotta contro […]24Emilia è una testata di proprietà di:NFN srlvia Bernardino Zacchetti 3142124 Reggio Emilia (RE)P. Iva 02878030358 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502870008772.PDF §---§ title§§ Sanità lucana, “serve una visione non l’elenco dei buoni propositi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502981209772.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 15 Oct 2025
Cifarelli (Pd): Serve un cambio di passo radicale: non possiamo affrontare una crisi sanitaria e sociale di queste dimensioni con strumenti ordinari e logiche di sopravvivenza politica
pubDate§§ 2025-10-15T15:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502981209772.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502981209772.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/sanita-lucana-serve-una-visione-non-lelenco-dei-buoni-propositi-153196/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502981209772.PDF tp:ocr§§ Cifarelli (Pd): Serve un cambio di passo radicale: non possiamo affrontare una crisi sanitaria e sociale di queste dimensioni con strumenti ordinari e logiche di sopravvivenza politica“Dopo oltre sei anni di governo regionale, la sanità lucana continua a galleggiare in una zona grigia fatta di annunci, numeri parziali e scarsa programmazione. L’intervento dell’assessore Latronico, pur nella sua compostezza, è apparso come una narrazione lontana dalla realtà quotidiana che cittadini e operatori sanitari vivono ogni giorno”. Così il consigliere regionale Roberto Cifarelli commenta la discussione in Consiglio sullo stato del Servizio Sanitario Regionale.“I lucani rinunciano sempre più a curarsi e Latronico ha rinunciato ad affrontare i problemi alla radice. Non basta richiamarsi alla responsabilità o al metodo – prosegue – se non si accompagna la responsabilità con la verità dei dati e il metodo con la capacità di programmare. I lucani continuano a pagare sulla propria pelle i limiti di un sistema che arretra: il peggioramento dei LEA con un calo di 19 punti in un solo anno, le liste d’attesa interminabili, la mobilità passiva da record e un deficit cronico delle aziende sanitarie mascherato con risorse sottratte alle politiche di sviluppo”.Il Consigliere Cifarelli ricorda che “solo per evitare il commissariamento, negli ultimi due anni la Regione ha dovuto prelevare circa 100 milioni di euro dalle compensazioni ambientali petrolifere, cioè dai fondi destinati allo sviluppo delle imprese per generare crescita e all’occupazione. È questa la gestione virtuosa di cui si parla?”.Per il consigliere “la Basilicata è penultima in Italia per capacità di rispondere ai bisogni interni di cura, e i dati Gimbe ci dicono che nel 2024 quasi 60 mila lucani hanno rinunciato a curarsi, quasi il doppio della media nazionale. È un vero allarme sociale che non può essere coperto da slogan o conferenze stampa”.Sulle dichiarazioni dell’assessore Latronico, Cifarelli aggiunge: “l’invito alla collaborazione può essere credibile solo se accompagnato dalla trasparenza. Non esiste ancora una bozza del nuovo Piano Sanitario Regionale, non si conoscono criteri né tempi. Siamo pronti a fare le nostre proposte, ma è necessario un confronto aperto e vero con il Consiglio e con i territori”.“Serve un cambio di passo radicale – conclude: non possiamo affrontare una crisi sanitaria e sociale di queste dimensioni con strumenti ordinari e logiche di sopravvivenza politica. I lucani hanno diritto a un sistema sanitario efficiente, vicino, moderno. È tempo di passare dalle parole ai fatti, dalla contabilità degli annunci alla concretezza delle scelte”.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502981209772.PDF §---§ title§§ Vi racconto la “sanità di qualità” di cui parla l’assessore Latronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503003110003.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 15 Oct 2025
Una cittadina lucana ci scrive: voglio aiutare l''assessore alla Salute a fare un bagno di realtà
pubDate§§ 2025-10-15T16:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503003110003.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503003110003.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/vi-racconto-la-sanita-di-qualita-di-cui-parla-lassessore-latronico-152980/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503003110003.PDF tp:ocr§§ Una cittadina lucana ci scrive: voglio aiutare l’assessore alla Salute a fare un bagno di realtàRiceviamo e pubblichiamo la lettera al nostro direttore di una cittadina lucana che racconta la sua esperienza nella sanità pubblica in Basilicata e la necessità di recarsi fuori regione per curarsi.Gentile direttore, dopo aver letto e ascoltato le ennesime dichiarazioni pro e contro la sanità lucana, a seguito della diffusione dei dati Gimbe secondo cui sono 60mila i lucani che rinunciano alle cure, mi permetto di inviare alcune riflessioni che spero siano condivise con i suoi lettori e che auspico arrivino a chi governa la Basilicata ed in particolare all’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. A quest’ultimo in particolare sento di indirizzare questa mia, affinché possa aiutarlo a fare un bagno di realtà poiché da quel che leggo sembra viva in un’altra dimensione spazio- temporale. Noi comuni cittadini la realtà che vediamo, ma soprattutto viviamo, nel momento in cui abbiamo un problema di salute è molto lontana dai suoi racconti rassicuranti.Chi scrive è una cittadina lucana di 70 anni che è stata costretta ad andare in altra regione (del Nord) per capire da cosa fosse affetta dopo due ricoveri all’ospedale di Potenza da cui è uscita con un “è tutto a posto”. E invece non era niente a posto dopo due ricoveri che, mi spiace dirlo, sono stati un incubo. Medici che nemmeno ti guardavano in faccia, che in tua presenza parlavano tra loro di questioni personali, senza mai rivolgerti la parola per farti capire quale fosse il tuo stato di salute come se non fossi capace di intendere e volere. Infermieri che battibeccavano per chi dovesse cambiare una flebo. Pensi, direttore, che un giorno l’ago della flebo era andato fuori vena, quando, dopo aver scampanellato più volte, l’infermiera è venuta a vedere cosa volessi, me lo ha tolto e ha detto che lo avrebbero rimesso di lì a poco, Erano le 18. Son venuti a rimetterlo alle 2:15, all’alba del giorno dopo.Durante il secondo ricovero, pesante e lungo, mi sono trovata catapultata in un reparto in cui i medici avevano difficoltà anche a parlare con i familiari costretti così ad attese di ore per poter avere informazioni. Fatta eccezione per una giovane dottoressa, nessun altro camice bianco, che io ricordi, ha mai accennato un sorriso o mi si è rivolto per spiegarmi come andava, mi hanno trattata come se, ripeto, fossi incapace di intendere e volere. Non ho mai avuto il piacere di vedere il primario durante il giro dei medici. Forse, ma sono maliziosa, perché c’erano alcuni ponti!? L’ho poi, finalmente incontrato, quando sono tornata per una “visita di controllo” da loro stessi programmata a un mese dalle dimissioni e allora mi sono resa conto di non essere solo malata, ma anche trasparente! Con lo sguardo altrove, chissà forse la sua religione vieta di guardare in faccia le persone, ha detto andava tutto bene nonostante un’ipotesi di diagnosi che avrebbe meritato ben altri approfondimenti. Sono stata dimessa e amen.E’ questa la qualità di cui parla l’assessore Latronico? O è per caso quella che ho riscontrato all’ultima visita fatta al San Carlo, in cui ho dovuto attendere ore per essere chiamata visto che “i medici sono andati a vedere l’inaugurazione di un macchinario” e “non si sa quando la chiamano”? Ero prenotata per le 8:15 mi hanno chiamata alle 13:00 passate. Ora mi si potrebbe dire che non si può fare di tutta l’erba un fascio ed è così. Ma purtroppo, per quella che è stata la mia esperienza, il fascio è bello grosso.Nell’ospedale del Nord in cui sono poi andata, perché non stavo per niente bene, mi hanno rivoltata come un calzino e una volta fatta la diagnosi mi hanno prescritto una serie di esami per poter cominciare una terapia farmacologica che però richiede una serie di altri accertamenti prioritari e necessari. E qui, ancora una volta è cascato l’asino. Perché d’accordo con i medici dell’ospedale del Nord che mi hanno preso in cura, ho deciso di farli qui, nella mia regione, anche per ovvi moti vi economici visto che per farli al Nord avrei dovuto pernottare in albergo per giorni. E non tutti abbiamo lauti stipendi da assessori per poter fare turismo sanitario!Per prima cosa ho dovuto combattere anche solo per prenotarli perché ho scoperto che per fare l’esame x devi avere un quesito diagnostico y. Poi addirittura un particolare esame del sangue non sapevano cosa fosse e pensi un po’ son dovuta andare a farlo in una regione vicina. Diciamo che a queste latitudini sono un po’ “rigidi” per usare un eufemismo. Ignorano le cose e non ammettono che da qualche altra parte in Italia la sanità sia più scrupolosa o che faccia esami che qui non sanno nemmeno cosa siano.Peggio ancora se l’esame devi farlo con una certa urgenza: i tempi, nonostante i codici di urgenza, sono lunghi. E tu non puoi farci niente. Puoi solo attaccarti al telefono dalle 7 alle 8 (è quella la fascia oraria in cui si può prenotare tramite Cup le prestazioni urgenti) e tentare la fortuna: “oggi non abbiamo date”, “richiami domani”, e poi “domani” e “domani ancora”. E se non riesci a trovare la data, paghi (se puoi) e fai tutto. Se non puoi aspetti e speri di non morire prima. E’ ancora questa la sanità di qualità di cui parla il nostro assessore più veloce del west a ribaltare dati e critiche?E allora concludo questo mio lungo sfogo facendo una proposta all’assessore Latronico, e perché no anche al generale presidente Bardi: si travestano, sì devono rendersi irriconoscibili altrimenti non serve, e vadano a toccare con mano cosa significa avere a che fare con questa sanità ridotta a brandelli. Ma facciano tutto il percorso: dal cup alle visite/esami. Sono certa che la realtà li lascerebbe finalmente senza parole. Perché ad oggi ne hanno sventolate tante, tutte belle e rassicuranti, ma le uniche parole che abbiano un senso sono quelle di chi come me (e purtroppo siamo in tanti) è costretto a emigrare per curarsi. Lettera firmataInvia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503003110003.PDF §---§ title§§ Disavanzo sanità: stop alla Commissione d'inchiesta, la maggioranza attacca Roma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502867608796.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "bolognatoday.it" del 15 Oct 2025
Respinta la richiesta di FdI, FI e Rete civica che denunciano un buco in crescita: "Il problema è il definanziamento del Governo"
pubDate§§ 2025-10-15T11:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502867608796.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502867608796.PDF', 'title': 'bolognatoday.it'} tp:url§§ https://www.bolognatoday.it/politica/sanita-commissione-inchiesta-disavanzo.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502867608796.PDF tp:ocr§§ L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha respinto le richieste di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Rete civica di istituire una commissione speciale d’inchiesta o una commissione di studio/ricerca sulla sanità regionale, mentre ha approvato la risoluzione unitaria di Pd-Avs-Civici-M5 Stelle per sostenere il modello "costituzionale" di sanità pubblica e chiedere maggiori fondi al Governo nazionale.“Disavanzo monstre”L'opposizione ha motivato la richiesta delle commissioni con i dati sul disavanzo e le criticità del servizio. Elena Ugolini (Rete civica) ha spiegato che la proposta nasce dalla "situazione in cui versa la sanità regionale" che riguarda "l’aumento del disavanzo, passato da 85 milioni nel 2023 a 200 milioni nel 2024, e certificato da una delibera di giunta in 645 milioni di euro per il 2025". Ha inoltre chiesto di avere una visione di insieme su tutti i punti critici: "Liste di attesa, mancanza dell’accordo integrativo regionale con i medici di base, limitazioni alle prescrizioni mediche" e ha concluso: "prima di pretendere che le risorse vengano aumentate, bisogna chiedersi come si spendono quelle che ci sono".Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayPietro Vignali (FI) ha parlato di un “disavanzo monstre” e ha ribadito che la "situazione di apnea finanziaria richieda strumenti straordinari". "Non ci si può crogiolare - scrive in una nota - nella narrazione legata al fatto che la sanità emiliano-romagnola sia la migliore tra tutte e che il problema sia il sottofinanziamento a livello nazionale", chiedendo: "perché il sistema sanitario dell’Emilia-Romagna ha un fabbisogno finanziario superiore a quello di altre regioni a parità di prestazioni”.Giancarlo Tagliaferri (FdI) ha definito il disavanzo come "non più una anomalia episodica ma una criticità strutturale", aggiungendo che "se si considerano anche i bilanci delle singole aziende sanitarie, il buco arriva quasi a un miliardo". Ha criticato l'intervento regionale che ha aumentato la pressione fiscale di 450 milioni e ha definito le liste d'attesa una “amara barzelletta”, con le pre-liste che "mascherano i ritardi".Marco Mastacchi (Rete civica) ha evidenziato la "distanza tra ciò che accade nella realtà e ciò che dovrebbe accadere secondo le norme e secondo il buon senso", denunciando che "un semplice approfondimento diagnostico, dopo una visita specialistica, diventa un calvario per il cittadino, con ben 12 passaggi".“Hanno paura di entrare nel merito”Dopo il voto, il centrodestra ha lamentato: "L’amministrazione regionale e la maggioranza di sinistra che la sostiene hanno paura di entrare nel merito dei problemi in una visione di insieme. Rifiutarsi di analizzare i dati, di fare audizioni, di convocare esperti in modo sistematico per ipotizzare nuove soluzioni è grave", sostengono. L'opposizione ha ribadito l'enorme "distanza tra ciò che accade nella realtà" e la Giunta, citando i cittadini che "aspettano oltre 500 giorni per un esame e fino a due anni per un intervento. Senza capire dove e per quali ragioni il sistema ha delle lacune - insistono - l'unico 'risparmio' possibile diventa il taglio lineare".“Il problema è il definanziamento”La maggioranza ha difeso il modello sanitario regionale e ha concentrato la critica sul Governo nazionale per il sottofinanziamento. Paolo Calvano (Pd) ha replicato affermando che la richiesta di commissioni è "inutile" in quanto esiste già la Commissione Sanità. Citando una pronuncia della Corte dei Conti e un rapporto della Fondazione Gimbe, ha ribattuto che "il problema della sanità è nazionale" e che "il fondo sanitario nazionale è sottofinanziato".Per Paolo Trande (Avs) la commissione di inchiesta è superflua, mentre Gian Carlo Muzzarelli (Pd) ha invitato a "stare attenti a parlare sempre male del nostro sistema sanitario", definendolo un “danno profondo per la comunità”. Ha sottolineato che la crisi è dovuta a "l’inflazione e all’imponente e costante definanziamento", e ha chiamato in causa il governo nazionale che ha il compito di "adeguare le risorse, compiere riforme strutturali, superan do il blocco delle assunzioni".Lorenzo Casadei (M5stelle) ha bollato la commissione di inchiesta come "ridondante e incoerente" e "un’arma spuntata per cercare il capro espiatorio, spostando l’attenzione dalle vere cause che hanno portato l’Emilia-Romagna ad avere delle carenze, cause che risiedono nelle politiche nazionali”.Alice Parma (Pd) ha riassunto l'obiettivo della risoluzione approvata: "Chiediamo oggi che il fondo sanitario nazionale sia alimentato per una percentuale non inferiore al 7,5% del Pil, per mantenere un’eccellenza di servizio socio-sanitario-assistenziale pubblico quale è l’Emilia-Romagna”.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502867608796.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe, Bosco: “Sottratti 13 miliardi al Ssn, serve una svolta politica” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503204508053.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 15 Oct 2025
"Senza un impegno immediato rischiamo di consegnare alle nuove generazioni non un bene comune, ma un privilegio riservato a chi può permetterselo”
pubDate§§ 2025-10-15T07:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503204508053.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503204508053.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/politica/2025/10/15/rapporto-gimbe-bosco-sottratti-13-miliardi-al-ssn-serve-una-svolta-politica/389999/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503204508053.PDF tp:ocr§§ “La sanità pubblica sta vivendo una lenta agonia: negli ultimi tre anni sono stati sottratti oltre 13 miliardi di euro al Servizio Sanitario Nazionale, mentre le famiglie hanno dovuto farsi carico di più di 41 miliardi di spese private. È inaccettabile che un cittadino su dieci sia costretto a rinunciare alle cure, in un Paese che dovrebbe garantire a tutti il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.Lo dichiara il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, commentando i dati del Rapporto Gimbe presentato alla Camera dei Deputati.“Il quadro è chiaro – sottolinea Bosco – il progressivo smantellamento del Ssn non è solo una questione contabile, ma un’emergenza democratica. Lasciare senza risposte milioni di cittadini significa aumentare le disuguaglianze sociali e aprire sempre di più la strada al privato. La salute non può essere trattata come un costo da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese”.“Da Catanzaro – conclude Bosco – chiediamo con forza al Governo e alle Regioni una scelta politica netta: rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale con risorse adeguate e riforme strutturali. Senza un impegno immediato rischiamo di consegnare alle nuove generazioni non un bene comune, ma un privilegio riservato a chi può permetterselo”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503204508053.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe, Bosco: “Sottratti 13 miliardi al Ssn, serve una svolta politica” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503203408054.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 15 Oct 2025
"Senza un impegno immediato rischiamo di consegnare alle nuove generazioni non un bene comune, ma un privilegio riservato a chi può permetterselo”
pubDate§§ 2025-10-15T07:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503203408054.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503203408054.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/politica/2025/10/15/rapporto-gimbe-bosco-sottratti-13-miliardi-al-ssn-serve-una-svolta-politica/389999/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503203408054.PDF tp:ocr§§ “La sanità pubblica sta vivendo una lenta agonia: negli ultimi tre anni sono stati sottratti oltre 13 miliardi di euro al Servizio Sanitario Nazionale, mentre le famiglie hanno dovuto farsi carico di più di 41 miliardi di spese private. È inaccettabile che un cittadino su dieci sia costretto a rinunciare alle cure, in un Paese che dovrebbe garantire a tutti il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.Lo dichiara il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, commentando i dati del Rapporto Gimbe presentato alla Camera dei Deputati.“Il quadro è chiaro – sottolinea Bosco – il progressivo smantellamento del Ssn non è solo una questione contabile, ma un’emergenza democratica. Lasciare senza risposte milioni di cittadini significa aumentare le disuguaglianze sociali e aprire sempre di più la strada al privato. La salute non può essere trattata come un costo da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese”.“Da Catanzaro – conclude Bosco – chiediamo con forza al Governo e alle Regioni una scelta politica netta: rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale con risorse adeguate e riforme strutturali. Senza un impegno immediato rischiamo di consegnare alle nuove generazioni non un bene comune, ma un privilegio riservato a chi può permetterselo”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503203408054.PDF §---§ title§§ Sanità piemontese in affanno, il Pd: “Agenas e Gimbe certificano il calo di personale e la rinuncia alle cure” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503258407440.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredinovara.it" del 15 Oct 2025
Liste d’attesa infinite, riduzione del personale medico e degli infermieri, condizioni di lavoro sempre più difficili
pubDate§§ 2025-10-15T06:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503258407440.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503258407440.PDF', 'title': 'corrieredinovara.it'} tp:url§§ https://corrieredinovara.it/politica/sanita-piemontese-in-affanno-il-pd-agenas-e-gimbe-certificano-il-calo-di-personale-e-la-rinuncia-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503258407440.PDF tp:ocr§§ Domenico Rossi lancia la conferenza regionale sulla sanità “La salute è un diritto”15/10/2025 alle 07:07Liste d’attesa infinite, riduzione del personale medico e degli infermieri, condizioni di lavoro sempre più difficili per gli operatori, ritardi nella rivoluzione digitale, programmazione assente… e l’elenco potrebbe continuare. Il Partito Democratico è tornato a denunciare la situazione critica della sanità piemontese nell’indifferenza della maggioranza impegnata più in una continua propaganda che nel risolvere i problemi che quotidianamente si trovano ad affrontare i cittadini.“Il Presidente Cirio, la giunta e la maggioranza devono prendere atto che le sottolineature non arrivano solo dai banchi dell’opposizione. Anche il nuovo Rapporto GIMBE conferma le gravi criticità del sistema sanitario piemontese. È inaccettabile che nel 2024 la Regione abbia speso oltre 115 milioni di euro per medici e infermieri a gettone, il valore più alto d’Italia, segno di una programmazione fallimentare. Mancano inoltre oltre 100 pediatri di libera scelta, tra le carenze più gravi del Paese”. Parole di Gianna Pentenero, Presidente del Gruppo PD in Consiglio Regionale del Piemonte, durante la conferenza stampa del Gruppo del PD a Palazzo Lascaris di martedì 14 ottobre.“Nonostante un finanziamento superiore di 159 milioni rispetto alla media nazionale – rilancia la capogruppo Dem – i cittadini non vedono miglioramenti nei servizi: le risorse ci sono, ma vengono gestite male. Nel nuovo piano socio-sanitario solo il nostro intervento ha imposto un vero monitoraggio sui territori. È chiaro che questa giunta non ha una visione per rispondere al primo bisogno dei piemontesi: la tutela della salute”.“Agenas e Fondazione Gimbe confermano ciò che denunciamo da anni. Il sistema sanitario nazionale è sotto finanziato dal governo Meloni e in Piemonte, da quando governa Cirio, medici e infermieri sono diminuiti, senza contare che dal 2019 al 2023 il Piemonte ha perso 220 medici di medicina generale risultando la peggiore realtà d’Italia. L’esito di tutto questo è sotto gli occhi di tutti: esodo di medici e infermieri, liste d’attesa infinite e rinuncia alle cure da parte di quasi 400.000 piemontesi. Una situazione che viola il diritto alla salute” incalza il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi che lancia la Conferenza regionale sulla sanità “La salute è un diritto”.Una due giorni, con il coinvolgimento di Università, Ordini professionali, Sindacati e operatori del settore, che si terrà venerdì 18 e sabato 19 ottobre a Torino, presso la sede di Engim Artigianelli, in corso Palestro 14, a cui parteciperanno anche Marina Sereni, referente nazionale PD per la sanità, Roberto Speranza, già Ministro della salute, e Francesco Profumo, già ministro dell’Istruzione dell’Università e della ricerca.“Di fronte a tutto questo – spiega il Segretario – non solo non restiamo indifferenti, ma continuiamo a batterci per un’alternativa. Lo faremo ancora di più in questi mesi, durante i quali siamo chiamati a discutere del nuovo piano socio-sanitario. Lo faremo mettendoci in ascolto di professionisti e operatori del settore anche venerdì e sabato durante la Conferenza Regionale sul diritto alla salute. Saranno due giornate di confronto con rappresentanti istituzionali, esperti, operatori e cittadini, per fare il punto sulle criticità del sistema sanitario piemontese e nazionale, rilanciare impegno e proposte per il futuro della sanità pubblica, discutere insieme del nuovo piano socio-sanitario regionale”.Interviene anche il vicepresidente Commissione sanità, Daniele Valle: “In questi anni come gruppo del PD abbiamo fatto da cassa di risonanza ai problemi che la giunta Cirio ha negato e nascosto, accompagnando la denuncia e la critica puntuale a un lavoro di analisi e di proposta. Il momento del 17 e 18 ottobre è un tassello del dialogo continuo con gli operatori e gli utenti del SSN fondamentale per una opposizione di merito e una pr oposta alternativa di governo credibile”.Su alcuni dei temi al centro dei tavoli tematici della due giorni “La salute è un diritto” si esprimono Monica Canalis, Nadia Conticelli, Valentina Paris e Marina Spanu.“In Piemonte ci sono 250.000 persone non autosufficienti, ma meno della metà riceve una qualche forma di sostegno finanziario, in RSA, centro diurno o a domicilio. Il 18 ottobre ci confronteremo su questo e sulla necessità di aggiornare gli standard di cura, per adeguarli alle nuove condizioni demografiche ed epidemiologiche della nostra regione” afferma Monica Canalis, vicepresidente della III Commissione in consiglio regionale.“La cura e la prevenzione della salute delle donne è strettamente connessa alla loro autodeterminazione, alla libera gestione della propria sessualità e alla genitorialità consapevole, come parte integrante del sistema sociosanitario pubblico” spiega Nadia Conticelli, consigliera regionale e presidente assemblea PD. “Oggi su questo fronte – prosegue – sono molti i campanelli di allarme: la sempre maggiore difficoltà a ottenere esami e visite in tempi utili, il numero insufficiente di consultori pubblici e di politiche di accompagnamento alla salute riproduttiva, l’aumento negli adolescenti delle patologie connesse ai comportamenti sessuali, la difficoltà ad assicurare nel sistema pubblico i percorsi previsti dai nuovi Lea, insieme alla tendenza, rivendicata anche politicamente, a ridurre il tema della salute femminile al solo momento del parto. Il 19 ottobre faremo il punto sulla situazione attuale e sulle strategie per implementare i servizi esistenti affinché rispondano anche alle nuove esigenze delle piemontesi”“In questa conferenza vogliamo mettere al centro le persone, superare lo stigma legato alla malattia e ragionare su come costruire politiche che rafforzano la rete dei servizi territoriali, valorizzando il lavoro degli operatori sanitari e l’ascolto dei cittadini. L’Italia si colloca tra i paesi europei con la minore spesa sanitaria destinata alla salute mentale: il 3,4% contro (per esempio) il 10% della Germania e del Regno Unito. Il disagio non va ricondotto solo a un problema individuale, va integrato nel pensiero del nostro tempo che esclude i più fragili, i più indifesi e chi ha meno strumenti per orientarsi nella complessità” dichiara Valentina Paris, responsabile sanità in segreteria regionale.“Guardare al futuro determinante per assicurare risposte efficaci ai bisogni emergenti: senza una programmazione responsabile e puntuale la sanità piemontese non può fare il necessario salto di qualità. Per pianificare efficacemente i percorsi di salute e i servizi è indispensabile partire dai dati. Occorre considerare non solo quelli sanitari, ma anche sociali, economici, culturali e antropologici. Solo un approccio integrato consente di rispondere ai reali bisogni di salute delle persone, dalla prevenzione alla cura” conclude Marina Spanu, medico e componente dell’Assemblea regionale del PD. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503258407440.PDF §---§ title§§ Sanità: Nessuna commissione di inchiesta, richiesta al governo di avere più fondi/VIDEO link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502954208506.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronacabianca.eu" del 15 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "cronacabianca.eu" del 15 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "cuneocronaca.it" del 15 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "leccoonline.com" del 15 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "leccotoday.it" del 15 Oct 2025
L''iniziativa del gruppo lecchese dell’associazione "Il coraggio della pace disarma"
pubDate§§ 2025-10-15T12:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502897809062.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502897809062.PDF', 'title': 'leccotoday.it'} tp:url§§ https://www.leccotoday.it/attualita/calolzio-stazione-pace-flash-mob-.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502897809062.PDF tp:ocr§§ L'iniziativa del gruppo lecchese dell’associazione "Il coraggio della pace disarma"Questa mattina il gruppo lecchese dell’associazione “Il coraggio della pace disarma” ha tenuto dalle ore 6.30 alle 8,30 un flash mob alla stazione ferroviaria di Calolzio/Olginate per informare i pendolari “sull’insensata spesa militare prevista dalla legge di bilancio”.“Per il prossimo triennio è stato previsto un aumento di 23 miliardi aggiuntivi di spesa per la difesa - spiega Giancarlo Bandinelli a nome del gruppo - Spesa che salirà quindi a 45,2miliardi (2% del Pil) per arrivare a 146,2 miliardi nel 2025. Noi riteniamo che il nostro Paese non debba aumentare al 5% del Pil la spesa militare che ci chiede la Nato, ma debba incrementare la spese per i servizi dello stato sociale a partire dalla sanità”. Secondo la fondazione Gimbe, circa 2,1 milioni di famiglie indigenti in Italia rinunciano alle cure per motivi economici. "A fronte di questo drammatica situazione il Governo brucia ben 123 milioni al giorno per le spese militari. Se non è una pazzia questa cos’altro è?” è la domanda rilanciata da Bandinelli che ha illustrato la posizione pacifista dell'assocoazione e distribuito volantini a diversi passanti.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502897809062.PDF §---§ title§§ Servizio Sanitario Nazionale: secondo il Rapporto GIMBE 2025 si rischia il collasso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502925308221.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lentepubblica.it" del 15 Oct 2025
Scopri il servizio sanitario nazionale e le principali questioni analizzate nel nuovo Rapporto della Fondazione GIMBE 2025.
pubDate§§ 2025-10-15T08:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502925308221.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502925308221.PDF', 'title': 'lentepubblica.it'} tp:url§§ https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/servizio-sanitario-nazionale-rapporto-gimbe-2025/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502925308221.PDF tp:ocr§§ Mediazioni srlVia Ariana, 48 - 00038 - Valmontone (RM)P. Iva 05792540873, Nr. ROC: 36643Tel. (+39) 376.2063403È stato presentato la scorsa settimana l’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) elaborato dalla Fondazione GIMBE. Come sempre, lo studio offre molteplici spunti di analisi, nonché di polemica politica.Per il momento mi soffermo sugli aspetti di carattere generale, riservando a future occasioni l’approfondimento di alcune questioni più rilevanti contenute nelle 273 pagine del documento, relative al riparto del fondo sanitario,all’entità della spesa per le famiglie con l’aumento delle rinunce alle cure, ai Livelli Essenziali di Assistenza, alla continua mobilità sanitaria Sud-Nord, all’espansione dei soggetti privati, ecc.Anche quest’anno le principali controversie sono scaturite dal valore attribuito alle risorse che il Bilancio dello Stato stanzia per la sanità pubblica.Nel Rapporto GIMBE, infatti, si legge che il Fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11.1 miliardi di euro, passando dai 125.4 mld del 2022 ai 136.5 mld del 2025; ma allo stesso tempo, correlando questi aumenti all’andamento del Prodotto interno lordo (PIL), ci si accorge che sono stati erosi perlopiù da inflazione e aumento dei costi energetici.Così, l’incidenza del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 risulta scesa dal 6.3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4.7 miliardi di euro nel 2023, 3.4 mld nel 2024 e 5 mld nel 2025.«In altre parole – ha spiegato il Presidente GIMBE Cartabellotta – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11.1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13.1 miliardi».E il contrasto sull’interpretazione dei numeri prosegue ancora oltre.Proprio in questi giorni il Consiglio dei ministri ha licenziato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che disegna il quadro economico e finanziario del Paese per il triennio 2026-2028.In esso prosegue una strategia prudente di riduzione del deficit, con un rapporto deficit-PIL fissato al 3% nell’anno corrente e in diminuzione progressiva in quelli successivi.Per la sanità il DPFP stima un rapporto spesa/PIL stabile al 6.4% per gli anni 2025, 2027 e 2028; con un leggero aumento al 6.5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica.Ma anche queste previsioni non convincono gli studiosi del GIMBE poiché, salvo aggiustamenti, per quanto già previsto nella Legge di Bilancio 2025 la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6.1% del 2025-2026 al 5.9% nel 2027 e al 5.8% nel 2028.Da ciò si fa discendere che, se continuasse questo disallineamento tra le previsioni di spesa e quanto poi effettivamente finanziato, si produrranno ulteriori problemi per i bilanci delle Regioni, con l’ipotesi monstre di un buco per ben 40.4 miliardi di euro (7.5 mld in meno per il 2025, 9.2 mld nel 2026, 10.3 mld nel 2027, 13.4 mld nel 2028).Il rischio più immediato, denuncia ancora Cartabellotta, è che le Regioni saranno costrette «a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale».Proprio il tema degli investimenti sulla sanità pubblica sta infiammando lo scontro tra i partiti nella discussione per la prossima Legge di Bilancio 2026; e l’occasione dell’ultimo Rapporto GIMBE ha gettato ulteriore benzina sul fuoco.Per la segretaria del PD Schlein vanno fatte scelte forti e chiare per salvare il SSN da un declino altrimenti inesorabile. Servirebbero almeno 5.5 miliardi in più all’anno per il personale e per combattere le diseguaglianze che costringono quasi 6 milioni di italiani a rinunciare alle cure.Secondo il M5S sono state smascherate definitivamente le bugie del governo Meloni sulle risorse in sanità, con un SSN che negli ul timi tre anni ha perso oltre 13 miliardi in relazione al PIL. Si chiedono almeno 10 miliardi in più per la sanità pubblica, e si considera folle l’atteggiamento del Governo che parla di coperta corta, ma trova 20 miliardi per le armi. Sulla stessa lunghezza d’onda AVS.La maggioranza di Governo, pur non commentando direttamente lo studio GIMBE, continua a difendere il proprio operato, rivendicando che i 136.5 miliardi di euro allocati nel FSN 2025 sia il livello più alto di sempre.È indubbio, comunque, come anche per il centrodestra la questione sia a dir poco spinosa, considerate le trattative in corso per la definizione della prossima Finanziaria.Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e leader di FI, ha chiesto di stanziare almeno 7 miliardi.Ma dalle poche notizie che trapelano in queste ultime ore sembrerebbe che il ministro Schillaci sia riuscito a ottenere 2.4 mld in aggiunta ai 4 già previsti.Non resta che attendere le cifre ufficialiFabio Ascenzi (1973) ha coltivato l’interesse per le materie del diritto costituzionale e amministrativo sia negli anni degli studi che nelle attività lavorative e istituzionali svolte.Laureato in Giurisprudenza, successivamente ha conseguito un Master universitario in “Governance, management, e government delle pubbliche amministrazioni”.Cresciuto con il sogno di fare il giornalista, è stato però catturato giovanissimo dalla passione per l’impegno politico, svolgendo diversi incarichi dirigenziali a livello regionale e nazionale.Inoltre è autore del libro “Autonomia o secessione? Limiti e possibilità del regionalismo differenziato“ (Phasar Edizioni, Firenze, 2023).Per molti anni amministratore nel Comune di Genazzano (Roma), come consigliere comunale, assessore e infine ricoprendo la carica di Sindaco per due mandati (2009-2019).Tutte le novità e le informazioni sul mondo della Pubblica amministrazione, Enti locali, Previdenza, Concorsi, Professioni e Pmi.Rimani sempre aggiornato ed in contatto con la redazione di Lentepubblica.it. News, commenti, guide, webinar e le iniziative dedicate.Per essere fra i partecipativi di lentepubblica.it invia alla redazione una tua breve biografia e gli argomenti di cui vorresti parlare, dar visibilità o condividere con il nostro pubblico ed il nostro progetto. Scrivici alla mail: [email protected]lentepubblica.it è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Catania n.18 del 21/12/2017.© COPYRIGHT Lentepubblica tp:writer§§ Fabio Ascenzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502925308221.PDF §---§ title§§ "Agenas e Gimbe certificano il calo di personale e la rinuncia alle cure da parte dei cittadini piemontesi" - Ossolanews.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502964208590.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ossolanews.it" del 15 Oct 2025
Il gruppo del Partito Democratico lancia una conferenza regionale dal titolo "La salute è un diritto"
pubDate§§ 2025-10-15T10:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502964208590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502964208590.PDF', 'title': 'ossolanews.it'} tp:url§§ https://www.ossolanews.it/2025/10/15/leggi-notizia/argomenti/sanita-14/articolo/sanita-il-pd-attacca-agenas-e-gimbe-certificano-il-calo-di-personale-e-la-rinuncia-alle-cure-da.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502964208590.PDF tp:ocr§§ “Liste d’attesa infinite, riduzione del personale medico e degli infermieri, condizioni di lavoro sempre più difficili per gli operatori, ritardi nella rivoluzione digitale, programmazione assente… e l’elenco potrebbe continuare”. Il Partito Democratico è tornato a denunciare la situazione critica della sanità piemontese nell'indifferenza della maggioranza impegnata più in una continua propaganda che nel risolvere i problemi che quotidianamente si trovano ad affrontare i cittadini. “Il presidente Cirio, la giunta e la maggioranza devono prendere atto che le sottolineature non arrivano solo dai banchi dell’opposizione. Anche il nuovo rapporto Gimbe conferma le gravi criticità del sistema sanitario piemontese. È inaccettabile che nel 2024 la regione abbia speso oltre 115 milioni di euro per medici e infermieri a gettone, il valore più alto d’Italia, segno di una programmazione fallimentare. Mancano inoltre oltre 100 pediatri di libera scelta, tra le carenze più gravi del Paese”. Parole di Gianna Pentenero, presidente del gruppo Pd in consiglio regionale del Piemonte, durante la conferenza stampa del Pd tenuta a Palazzo Lascaris di martedì 14 ottobre.“Nonostante un finanziamento superiore di 159 milioni rispetto alla media nazionale - rilancia la capogruppo Dem - i cittadini non vedono miglioramenti nei servizi: le risorse ci sono, ma vengono gestite male. Nel nuovo piano socio-sanitario solo il nostro intervento ha imposto un vero monitoraggio sui territori. È chiaro che questa giunta non ha una visione per rispondere al primo bisogno dei piemontesi: la tutela della salute”.“Agenas e fondazione Gimbe confermano ciò che denunciamo da anni. Il sistema sanitario nazionale è sotto finanziato dal governo Meloni e in Piemonte, da quando governa Cirio, medici e infermieri sono diminuiti, senza contare che dal 2019 al 2023 il Piemonte ha perso 220 medici di medicina generale risultando la peggiore realtà d’Italia. L’esito di tutto questo è sotto gli occhi di tutti: esodo di medici e infermieri, liste d’attesa infinite e rinuncia alle cure da parte di quasi 400.000 piemontesi. Una situazione che viola il diritto alla salute”, incalza il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, che lancia la conferenza regionale sulla sanità “La salute è un diritto”. Una due giorni, con il coinvolgimento di università, ordini professionali, sindacati e operatori del settore, che si terrà venerdì 18 e sabato 19 ottobre a Torino, presso la sede di Engim Artigianelli a cui parteciperanno anche Marina Sereni, referente nazionale Pd per la sanità, Roberto Speranza, già ministro della salute, e Francesco Profumo, già ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca.“Di fronte a tutto questo - spiega il segretario Rossi - non solo non restiamo indifferenti, ma continuiamo a batterci per un’alternativa. Lo faremo ancora di più in questi mesi, durante i quali siamo chiamati a discutere del nuovo piano socio-sanitario. Lo faremo mettendoci in ascolto di professionisti e operatori del settore anche venerdì e sabato durante la conferenza regionale sul diritto alla salute. Saranno due giornate di confronto con rappresentanti istituzionali, esperti, operatori e cittadini, per fare il punto sulle criticità del sistema sanitario piemontese e nazionale, rilanciare impegno e proposte per il futuro della sanità pubblica, discutere insieme del nuovo piano socio-sanitario regionale”.Interviene anche il vicepresidente commissione sanità, Daniele Valle: “In questi anni come gruppo del Pd abbiamo fatto da cassa di risonanza ai problemi che la giunta Cirio ha negato e nascosto, accompagnando la denuncia e la critica puntuale a un lavoro di analisi e di proposta. Il momento del 17 e 18 ottobre è un tassello del dialogo continuo con gli operatori e gli utenti del Ssn fondamentale per una opposizione di merito e una proposta alternativa di governo credibile”.“In Piemonte ci sono 250.000 persone non autosufficienti, ma meno della metà riceve una qualche forma di sos tegno finanziario, in Rsa, centro diurno o a domicilio. Il 18 ottobre ci confronteremo su questo e sulla necessità di aggiornare gli standard di cura, per adeguarli alle nuove condizioni demografiche ed epidemiologiche della nostra regione” afferma Monica Canalis, vicepresidente della III commissione in consiglio regionale.“La cura e la prevenzione della salute delle donne è strettamente connessa alla loro autodeterminazione, alla libera gestione della propria sessualità e alla genitorialità consapevole, come parte integrante del sistema sociosanitario pubblico” spiega Nadia Conticelli, consigliera regionale e presidente assemblea Pd. “Oggi su questo fronte - prosegue - sono molti i campanelli di allarme: la sempre maggiore difficoltà a ottenere esami e visite in tempi utili, il numero insufficiente di consultori pubblici e di politiche di accompagnamento alla salute riproduttiva, l’aumento negli adolescenti delle patologie connesse ai comportamenti sessuali, la difficoltà ad assicurare nel sistema pubblico i percorsi previsti dai nuovi Lea, insieme alla tendenza, rivendicata anche politicamente, a ridurre il tema della salute femminile al solo momento del parto. Il 19 ottobre faremo il punto sulla situazione attuale e sulle strategie per implementare i servizi esistenti affinché rispondano anche alle nuove esigenze delle piemontesi”“In questa conferenza vogliamo mettere al centro le persone, superare lo stigma legato alla malattia e ragionare su come costruire politiche che rafforzano la rete dei servizi territoriali, valorizzando il lavoro degli operatori sanitari e l’ascolto dei cittadini. L’Italia si colloca tra i paesi europei con la minore spesa sanitaria destinata alla salute mentale: il 3,4% contro (per esempio) il 10% della Germania e del Regno Unito. Il disagio non va ricondotto solo a un problema individuale, va integrato nel pensiero del nostro tempo che esclude i più fragili, i più indifesi e chi ha meno strumenti per orientarsi nella complessità” dichiara Valentina Paris, responsabile sanità in segreteria regionale.“Guardare al futuro determinante per assicurare risposte efficaci ai bisogni emergenti: senza una programmazione responsabile e puntuale la sanità piemontese non può fare il necessario salto di qualità. Per pianificare efficacemente i percorsi di salute e i servizi è indispensabile partire dai dati. Occorre considerare non solo quelli sanitari, ma anche sociali, economici, culturali e antropologici. Solo un approccio integrato consente di rispondere ai reali bisogni di salute delle persone, dalla prevenzione alla cura” conclude Marina Spanu, medico e componente dell’assemblea regionale del Pd.Comunicato Stampa - l.b. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502964208590.PDF §---§ title§§ Cisl Sicilia su dati European House Ambrosetti e report Fondazione Gimbe: "Conferma dello stato della sanità siciliana" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502907509159.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "palermotoday.it" del 15 Oct 2025
Per la Cisl: "Improrogabile una svolta radicale, perché non si possono ancora somministrare cure palliative"
pubDate§§ 2025-10-15T12:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502907509159.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502907509159.PDF', 'title': 'palermotoday.it'} tp:url§§ https://www.palermotoday.it/cronaca/cisl-sicilia-su-dati-european-house-ambrosetti-e-report-fondazione-gimbe-un-ulteriore-conferma-dello-stato-della-sanita-siciliana-che-e-da-tempo-malata.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502907509159.PDF tp:ocr§§ Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday La sanità siciliana è malata come attestano le analisi pubblicate in questi giorni da autorevoli strutture di ricerca. Secondo i dati del 20° rapporto “Meridiano Sanità, the European House Ambrosetti”, presentato ieri, i siciliani sono all’ultimo posto per condizioni di salute. Nella graduatoria determinata dall’indice ‘Meridiano Sanità regional index’, l’isola è fanalino di coda con il 2,7. Un primato negativo è registrato anche dal rapporto della Fondazione Gimbe, reso noto lo scorso 8 ottobre. Secondo l’analisi contenuta nel report, rispetto al periodo pre pandemia, la Sicilia ha peggiorato le performance in termini di adempimenti ai Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni che le Regioni devono erogare gratuitamente o previo pagamento del ticket. “I dati statistici confermano quanto da tempo noi sosteniamo, ovvero che non basta continuare ad agire con interventi e strumenti che di fatto sono metodi palliativi e soluzioni tampone, rispetto a una condizione che è estremamente critica” afferma il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, con il coordinamento della salute della confederazione regionale della Cisl, composto dalla Fnp Cisl, dalla Fp Cisl, dalla Cisl Medici e dalla Fisascat Cisl regionali. Per la Cisl, “la crisi della sanità regionale non inizia oggi e neanche ieri ma affonda le radici in decenni di scelte non corrette e azioni che sono rimaste incompiute”. “Questa constatazione non può e non deve essere un alibi per continuare a inseguire le emergenze, mettendo toppe e agendo in modo estemporaneo – dichiarano La Piana e il coordinamento della salute della Cisl regionale Come abbiamo detto ormai troppe volte, nell’interesse esclusivo dei lavoratori e dei cittadini che meritano un servizio sanitario e socioassistenziale efficiente e in grado di dare risposte adeguate ai bisogni bisogna andare oltre gli scontri politici e ragionare insieme su un nuovo modello della sanità siciliana. Modello che è distante anni luce da prese d’atto di piani già predisposti, da decisioni calate dall’alto, ma anzi deve basarsi su un metodo partecipato”. La Cisl ribadisce che serve una svolta radicale che parta dalla condivisione.“La pianificazione delle scelte da compiere – continuano - non può passare sopra la testa di chi è in prima linea nel garantire il diritto alla salute, ma deve essere concertata con chi i lavoratori rappresenta, ovvero i sindacati. Va avviata la valorizzazione del personale e vanno varati i concorsi. È necessario definire i processi di stabilizzazione che riguardano tutto il personale con i requisiti, anche prevedendo un prolungamento temporale del percorso. Vanno definiti tutti i concorsi delle Unità Operative Complesse chiudendo la stagione degli incarichi di sostituzione. Occorre agire con solerzia e tempestività perché a causa dei pensionamenti, si rischia un depauperamento delle risorse umane. Prioritariamente va data autonomia giuridica ai distretti socio sanitari, fondamentali presidi nel territorio e oggi vittime di un sistema che non funziona, che mette sullo stesso piano le realtà virtuose e quelle inefficienti”. La Cisl Sicilia torna a chiedere al governo regionale di avviare su un tema così importante come quello della sanità, “un confronto vero, stabile e periodico, non limitato a un incontro formale e certamente non finalizzato all’acquisizione di prese d’atto”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502907509159.PDF §---§ title§§ Gli Stati generali della Ricerca medico-scientifica (seconda giornata) (15.10.2025) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503057609512.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radioradicale.it" del 15 Oct 2025
Convegno. Ascolta l''audio registrato mercoledì 15 ottobre 2025 presso Roma. Gli Stati generali della Ricerca medico-scientifica (seconda giornata)
pubDate§§ 2025-10-15T14:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503057609512.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503057609512.PDF', 'title': 'radioradicale.it'} tp:url§§ https://www.radioradicale.it/scheda/771556/gli-stati-generali-della-ricerca-medico-scientifica-seconda-giornata tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503057609512.PDF tp:ocr§§ "La Ricerca Medica in Italia".Relatori: Antonella Polimeni (Rettrice Univ.La Sapienza, Roma, Delegata per la Medicina CRUI), Andrea Lenzi (Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche), Maria Rosaria Campitiello (Capo Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie, Ministero della Salute), Nino Cartabellotta (Presidente Fondazione GIMBE), Alessandro Chiesi (Delegato Confindustria), Anna Mondino (Direttrice Scientifica Fondazione AIRC), Luigi Naldini (Direttore Istituto San Raffaele – Telethon), Alberto Auricchio (Direttore Tigem), Daniele Piacentini (Direttore Generale … Policlinico Gemelli).Moderatore Marco Cattaneo, Direttore di “Le Scienze” Conclusioni Senatore Francesco Zaffini.Ore 11.30 Sessione 1 - Oncologia e prevenzione: strategie integrate per una sanità più efficace.Relatori: Robert Nisticò (Presidente Agenzia Italiana del Farmaco), Alberto Bardelli (Direttore Scientifico IFOM Istituto di Oncologia Molecolare di Fondazione AIRC e Università degli Studi di Torino), Ruggero de Maria (Presidente Alleanza contro il Cancro, Roma), Alfredo Budillon (Direttore Scientifico Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale, Napoli),? Paolo Veronesi (Presidente Fondazione Veronesi), Roberto Orecchia (Direttore Scientifico Istituto Europeo di Oncologia, Milano).Moderatore Marco Cattaneo, Direttore di “Le Scienze”.Conclusioni Senatore Ignazio Zullo.Ore 14.30 Sessione 2 - Patologie legate all’invecchiamento.Relatori: Antonino Cattaneo (Presidente European Brain Research Institute), Annibale Puca (Università di Salerno), Pasquale Perrone Filardi (Presidente Società Italiana di Cardiologia), David Della Morte Canosci (Università di Roma Tor Vergata), Fabrizio d’Adda di Fagagna (IFOM-ETS, CNR).Moderatore Silvia Bencivelli, giornalista, divulgatrice scientifica.Conclusioni Senatrice a vita Elena Cattaneo.15.45-17.00 Sessione 3 - Prevenzione, stili di vita e nuove tecnologie al servizio della medicina.Relatori: Maria Rescigno (Prorettrice alla ricerca di Humanitas University), Marino Zerial (Direttore di Fondazione Human Technopole), Valter Longo (Direttore Longevity Institute University of Southern California), Antonluca Matarazzo (Amministratore Delegato Fondazione Valter Longo), Massimiliano Monnanni (Segretario Generale CNEL), Lorenzo Chiari (Presidente Fondazione “Dare, Digital Lifelong Prevention”), Sergio Iavicoli (Direttore Generale della Prevenzione, Ministero della Salute).Moderatore Silvia Bencivelli, giornalista, divulgatrice scientifica.Conclusioni Senatrice Licia Ronzulli.leggi tuttoriduci tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101503057609512.PDF §---§ title§§ Sanità, Calderoni (PD): "Il diritto alla salute non può essere sacrificato per la mancanza di programmazione della Giunta Cirio” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502898809060.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "targatocn.it" del 15 Oct 2025
I nuovi rapporti di Agenas e Fondazione Gimbe descrivono un sistema in affanno e un crescente disagio dei cittadini di fronte alla rinuncia alle cure
pubDate§§ 2025-10-15T12:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502898809060.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502898809060.PDF', 'title': 'targatocn.it'} tp:url§§ https://www.targatocn.it/2025/10/15/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/sanita-calderoni-pd-il-diritto-alla-salute-non-puo-essere-sacrificato-per-la-mancanza-di-pro.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502898809060.PDF tp:ocr§§ La sanità piemontese continua a mostrare segnali di forte sofferenza: liste d’attesa interminabili, carenza di personale, difficoltà organizzative e ritardi nell’attuazione della transizione digitale. A confermarlo sono i nuovi rapporti di Agenas e Fondazione Gimbe, che fotografano un sistema in affanno e un crescente disagio dei cittadini di fronte alla rinuncia alle cure. Dal 2019 al 2023 il Piemonte ha perso oltre 220 medici di medicina generale, risultando la peggiore regione d’Italia, mentre mancano più di 100 pediatri di libera scelta. Solo nel 2024 la Regione ha speso 115 milioni di euro per medici e infermieri a gettone, record nazionale e segno evidente di una programmazione fallimentare. «È inaccettabile che, a fronte di un finanziamento superiore di 159 milioni rispetto alla media nazionale - dice Gianna Pentenero, presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale -, i piemontesi non vedano alcun miglioramento nei servizi. Le risorse ci sono, ma vengono gestite male. Nel nuovo piano socio-sanitario solo grazie al PD è stato introdotto un vero sistema di monitoraggio sui territori. Questa Giunta non ha una visione capace di rispondere al primo bisogno dei cittadini: la tutela della salute». I dati confermano che quasi 400 mila piemontesi negli ultimi anni hanno rinunciato a curarsi a causa delle liste d’attesa e della difficoltà di accesso ai servizi pubblici, mentre medici e infermieri continuano a lasciare il sistema sanitario regionale. Di fronte a questo quadro, il Partito Democratico del Piemonte rilancia un momento di confronto e proposta con la Conferenza regionale sulla sanità “La salute è un diritto”, che si terrà venerdì 18 e sabato 19 ottobre a Torino, nella sede di «Engim Artigianelli» (corso Palestro 14). Due giornate di lavoro per ascoltare, analizzare e proporre soluzioni concrete ai problemi della sanità piemontese: dalla carenza di personale al sostegno alla non autosufficienza, dalla salute mentale alla medicina territoriale, fino alla tutela della salute femminile. «Il Partito Democratico intende costruire un’alternativa credibile e di governo – dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del PD –. Lo facciamo mettendo al centro le persone e i territori, convinti che la sanità pubblica sia un bene comune da difendere e da rilanciare con politiche serie, basate su dati, programmazione e ascolto reale di chi ogni giorno lavora e si cura nei nostri ospedali e nei nostri ambulatori». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/15/2025101502898809060.PDF §---§