title§§ Tanti irpini senza medico di base: "Bisogna attendere la Regione" è la risposta dell'Asl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303156006418.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "avellinotoday.it" del 13 Oct 2025

Un''emergenza che affonda le radici in una programmazione inadeguata e nella diminuzione dell''attrattività della professione

pubDate§§ 2025-10-13T12:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303156006418.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303156006418.PDF', 'title': 'avellinotoday.it'} tp:url§§ https://www.avellinotoday.it/benessere/salute/carenza-medici-di-base-in-irpinia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303156006418.PDF tp:ocr§§ Un'emergenza che affonda le radici in una programmazione inadeguata e nella diminuzione dell'attrattività della professione: perché mancano i "camici bianchi" e quali sono le conseguenze di questa carenza allarmante“Bisogna attendere le nomine da parte della Regione”. Questo è quanto moltissime persone di Avellino e provincia si sentono dire all'Asl chiedendo sollecitazioni riguardanti l'assegnazione di un nuovo medico di base che sostituisca quello andato in pensione da settimane. Tanti, troppi cittadini irpini - ma questo vale per tutti gli italiani, chi più chi meno a seconda della Regione - non hanno più le cure di base a causa della carenza dei medici di famiglia. Un'emergenza che affonda le radici in una programmazione inadeguata, che non ha garantito il ricambio generazionale in relazione ai pensionamenti attesi, e nella diminuzione dell'attrattività della professione da parte dei neo laureati, perché poco gratificante dal punto di vista economico e anche perché sempre più oberata di questioni burocratiche.Tale crisi del sistema sanitario, chiamata “emorragia” poiché i medici in pensione non saranno sostituiti da nuovi professionisti, affligge soprattutto le aree desertificate e quelle interne come l'Irpinia, dove i bandi vanno spesso deserti perché si tratta di zone poco attrattive per i medici neo laureati. L'analisi della Fondazione Gimbe di marzo 2025 ha evidenziato che, nel 2024, non sono state assegnate il 15% delle borse di studio per medici di famiglia, con picchi che raggiungono oltre il 40% in sei regioni italiane. Un aspetto, quello della scarsa adesione dei giovani ai bandi, evidenziato anche dal direttore generale dell'Asl di Avellino Maria Concetta Conte in occasione della presentazione della Camminata Rosa, lo scorso settembre: “Se consultate il nostro albo pretorio, vedrete che pubblichiamo continuamente avvisi. Accogliamo chiunque possieda le caratteristiche richieste e lo inseriamo immediatamente. Il problema è che i nostri giovani professionisti se ne sono andati. Dobbiamo quindi creare le condizioni perché rimangano; altrimenti siamo destinati all’irrilevanza, soprattutto sotto il profilo demografico”. Nel frattempo, l'invecchiamento della popolazione nel nostro Paese aumenta i bisogni di assistenza: gli over 80 infatti sono triplicati in 40 anni e più della metà di loro sono affetti da due o più malattie croniche. Persone bisognose di cure che, rimaste senza medico di famiglia, hanno dovuto ricorrere impropriamente al pronto soccorso. La conseguenza? Un uso improprio del servizio di emergenza e urgenza, anch'esso al collasso - sempre a causa di una carenza del personale sanitario - il sovraffollamento e tempi di attesa che si allungano per tutti.La significativa diminuzione del numero di medici di famiglia ha determinato anche un aumento del carico di lavoro per quelli rimasti: i "superstiti" della medicina generale hanno a loro carico un numero elevato di pazienti e di conseguenza sono costretti a ridurre il tempo di assistenza, compromettendone la qualità e la possibilità di costruire un rapporto di fiducia con ognuno di loro. La conoscenza reciproca è un vantaggio tanto per gli assistiti quanto per il sistema sanitario nazionale che risparmia così in visite specialistiche non necessarie che potrebbero, invece, essere prescritte da dottori che non conoscono bene i pazienti. Per fronteggiare la carenza dei medici di medicina generale, il governo ha discusso di una riforma della figura del medico di famiglia: i medici già in servizio restano liberi professionisti, mentre i nuovi dottori diventano dipendenti del Sistema sanitario nazionale (Ssn), con obbligo di dividersi tra studi e le nuove Case di comunità. Ma l'iter si è bloccato a causa delle divisioni politiche e delle resistenze degli stessi medici di base.I cittadini irpini che si recano all'Asl di Avellino per cercare una soluzione ne escono amareggiati, affranti e arrabbiati perché viene detto loro che devono aspettare. Come se si potessero mettere in stand-by i proble mi di salute, come se non fosse noto a tutti che quando si tratta di curare una malattia la tempistica è fondamentale. E mentre i cittadini sono costretti ad attendere che qualcuno sblocchi la riforma, l'Irpinia - e l'Italia intera - invecchia e la mancanza dei medici di famiglia diventa un problema sempre più imponente, anche perché sono proprio gli anziani ad avere più bisogno di essere seguiti per le patologie croniche e sono soprattutto loro che abitano i paesi delle zone periferiche.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303156006418.PDF §---§ title§§ Economia e finanza: gli avvenimenti della settimana -2- link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301798705145.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borsaitaliana.it" del 13 Oct 2025

Radiocor. Finanza. Economia e finanza: gli avvenimenti della settimana -2-.

pubDate§§ 2025-10-13T06:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301798705145.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301798705145.PDF', 'title': 'borsaitaliana.it'} tp:url§§ https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/economia-e-finanza-gli-avvenimenti-della-settimana-2-nRC_13102025_0811_70823557.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301798705145.PDF tp:ocr§§ MERCOLEDI' 15 ottobre---------------------FINANZA- Milano: comitato esecutivo Abi. Ore 14,30.RIUNIONI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE- APPROVAZIONE DATI CONTABILI: nessun appuntamento in agenda.INCONTRI SOCIETA' QUOTATE- Nessun appuntamento in agenda.ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI- Amaro (Ud): assemblea ordinaria e straordinaria Eurotech.Ore 14,00. Parte ordinaria: nomina di due componenti del cda; rinuncia ad azione di responsabilita' nei confronti di un ex amministratore. Parte straordinaria: modifiche statutarie.Via Jacopo Linussio, 1.DATI MACROECONOMICI- Cina: CPI m/m, settembre. Ore 3,30.- Cina: PPI a/a, settembre. Ore 3,30.- Cina: CPI a/a, settembre. Ore 3,30.- Giappone: Produzione industriale m/m finale, agosto. Ore 6,30.- Francia: IPCA m/m finale, settembre. Ore 8,45.- Francia: IPCA a/a finale, settembre. Ore 8,45.- Francia: CPI m/m Ex Tob, settembre. Ore 8,45.- Italia: Istat - Conti economici delle imprese e dei gruppi d'impresa, anno 2023. Ore 10,00.- Eurozona: Produzione industriale m/m, agosto. Ore 11,00.- Stati Uniti: CPI m/m (s), settembre. Ore 14,30.- Stati Uniti: Indice Empire Manufacturing, ottobre. Ore 14,30.ECONOMIA- Roma: si conclude il XXIII Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo studio The European House - Ambrosetti. Presso Palazzo Rospigliosi. Anche in streaming.- Napoli: tappa della 61esima edizione dell'Oscar di Bilancio "Il tempo non si ferma. Il reporting nella transizione", roadshow organizzato da Ferpi.- Milano: si apre la 14esima edizione del Leadership Forum, organizzato da Roi Group. Presso il Teatro degli Arcimboldi.I lavori terminano domani.- Cernobbio (Co): prosegue il "Digital Innovation Forum - ComoLake2025", promosso dalla Fondazione Innovazione Digitale Ets, momento di incontro tra Istituzioni, Operatori e Mondo della Ricerca su innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e digitalizzazione. Presso Villa Erba. L'evento si conclude il 17 ottobre.- Napoli: convegno "Stop Piracy. La cooperazione europea per il contrasto alla pirateria", organizzato dall'Universita' Parthenope e dall'Agcom. Ore 9,30. Presso Villa Doria D'Angri, via Francesco Petrarca 80.- Roma: proseguono gli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica, in cui si offre uno spazio di confronto tra la comunita' scientifica, il sistema sanitario, il mondo imprenditoriale e le Istituzioni. Ore 10,00, Partecipano, tra gli altri, Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe; Robert Nistico', presidente Agenzia Italiana del Farmaco.Presso Palazzo Madama. L'evento si conclude domani.- Roma: convegno "Sostiene la Cultura. Consumi culturali e leva fiscale: verso una proposta di detrazione", organizzato da Impresa Cultura Italia - Confcommercio. Ore 10,30. Presso la sede di Confcommercio nazionale, via G. G. Belli 2.- Torino: presentazione dell'Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilita' (edizione 2025), report annuale a cura di Anfia e della Camera di commercio di Torino. Ore 11,00. Presso il Museo dell'automobile.- Venezia: "Leader by Example 2025", roadshow organizzato da Range Rover in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Ore 14,30.Presso Confindustria Veneto Est - Area Venezia Marghera.- Washington (Stati Uniti): proseguono le riunioni annuali della Banca Mondiale e del Fon do monetario internazionale.Alle ore 14,45, press briefing "Fiscal Monitor". I lavori si concludono il 18 ottobre.- Erba (Co): assemblea congiunta Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio "Rivoluzioni. La difesa dei valori dell'Occidente". Ore 16,30. Partecipano, tra gli altri, Emanuele Orsini, presidente Confindustria; Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l'Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitivita'. Presso Lariofiere, viale Resegone.- Milano: McDonald's presenta alla stampa il nuovo "Big Arch".Ore 19,00. Via Meravigli, 5.Red-(RADIOCOR) 13-10-25 08:11:12 (0070) 5 NNNN  Ita tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301798705145.PDF §---§ title§§ Come sta la Sanità nel Lazio: i dati del rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301757705875.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 13 Oct 2025

Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regione

pubDate§§ 2025-10-13T09:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301757705875.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301757705875.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/sanita-lazio-dati-rinuncia-cure-carenze.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301757705875.PDF tp:ocr§§ A Roma e in tutto il Lazio sono 685.769 i cittadini che hanno deciso di rinunciare alle cure, con una crescita di 85.721 unità in un solo anno. Il dato arriva dal nuovo rapporto Gimbe che traccia un quadro sullo stato di salute del servizio sanitario nazionale.A colpire, oltre al dato sulla rinuncia alle cure, è quello relativo alla mobilità sanitaria, con un saldo negativo pari a -2.73 miliardi, che colloca il Lazio tra regioni che fanno registrare le performance peggiori. Mentre a trainare la mobilità attiva è soprattutto il privato accreditato (62.4%).A Roma e nel Lazio una persona su dieci ha rinunciato a curarsiLa rinuncia alle curePartendo dal dato sulla rinuncia alle cure: nel 2023 i cittadini che nel Lazio che facevano a meno di una o più prestazioni sanitarie era del 10.5%, l’anno successivo è salita al 12%, con un totale di 685.769 persone. Il dato è il quarto più alto a livello nazionale. Per avere un parametro di confronto: in Sardegna si registra la percentuale più alta di cittadini che rinunciano a curarsi, ovvero il 17.2%, mentre il valore più basso, 5.3%, si trova nella provincia autonoma di Bolzano. La media italiana è del 9.9%."Il netto aumento delle rinunce a visite specialistiche ed esami registrato nel 2024 - si legge nel rapporto Gimbe, che fa un'analisi a livello nazionale - è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa: la percentuale di popolazione che dichiara di aver rinunciato per questo motivo è salita infatti dal 4,2% del 2022 (2,5 milioni di persone) al 4,5% del 2023 (2,7 milioni di persone), fino a schizzare al 6,8% nel 2024 (4 milioni di persone). Anche le difficoltà economiche continuano a pesare".La mobilità sanitariaAltro tema che desta particolare attenzione è quello della mobilità sanitaria (in questo caso i dati sono relativi al 2022). Il Lazio figura, a questo proposito, tra le regioni che hanno generato maggiori debiti per le cure ricevute dai propri residenti fuori dai propri confini territoriali. Nel periodo 2010-2022, corrispondente al riparto del Fondo sanitario nazionale per gli anni dal 2012 al 2024, 14 Regioni hanno accumulato un saldo negativo complessivo pari a € 19,03 miliardi. Il Lazio rientra, in particolare, tra le Regioni con saldo negativo superiore a un miliardo, il dato è pari esattamente a -2.73 miliardi.Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria attiva, ovvero i pazienti provenienti da altre Regioni e che vengono a curarsi nel Lazio, il credito è pari a 400 milioni. Un dato che è il quarto migliore a livello nazionale. A fare la parte del leone è, però, il privato accreditato, da cui arriva il 62.4% dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche erogate in mobilità attiva.Roma perderà in tre anni oltre 300 medici di famiglia e 77 pediatri. I dati municipio per municipioMedici di medicina generale e pediatri di libera sceltaIl rapporto Gimbe fa anche un punto sulle carenze dei pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale. Per quanto riguarda i primi, nel Lazio si registra il numero più alto di pediatri che raggiungeranno l’età pensionabile, pari a 70 anni, entro il 2028: sono 333. Nella Regione, comunque, al momento non emergono gravi carenze in quanto il numero medio di assistiti da ogni professionista è pari a 800, quindi al di sotto del massimale di mille (il dato fa riferimento al 2023).Per quanto riguarda i medici di medicina generale la situazione è un po’ più complessa: quasi la metà dei dottori, il 48.7%, ha oltre 1500 assistiti. Per avere, anche qui, un parametro di confronto, la percentuale più alta si registra in Lombardia (74%), la più bassa in Molise (21.6%). Dal 2019 al 2023, inoltre, la stima della riduzione dei medici di medicina generale nel Lazio è pari al 12.3% (la media nazionale è del 12.7%). I dottori, in media, nel Lazio assistono 1279 pazienti.“Tuttavia lo scenario è ben più critico di quanto lascino intendere i numeri – si legge nel rapporto - perché con l’attuale livello di saturazione dei medici di medicina generale risulta compromesso il principio della libera scelta: spesso è impossibile trovare un medico d i medicina generale disponibile nei pressi del proprio domicilio, non solo nelle cosiddette aree desertificate (zone a bassa densità abitativa, geograficamente disagiate, rurali o periferiche), dove i bandi per gli ambiti territoriali carenti vanno frequentemente deserti, ma anche nelle grandi città metropolitane”.Sanità, il ministero dà i voti: le pagelle del Lazio dalla prevenzione alle cure in ospedalePer quanto riguarda infine gli adempimenti Lea (Livelli essenziali di assistenza) la Regione raggiunge la soglia di adempimento. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301757705875.PDF §---§ title§§ Come sta la Sanità nel Lazio: dalla carenza dei medici di base alla rinuncia alle cure, i numeri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303134906191.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 13 Oct 2025

Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regione

pubDate§§ 2025-10-13T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303134906191.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303134906191.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/sanita-lazio-dati-rinuncia-cure-carenze.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303134906191.PDF tp:ocr§§ A Roma e in tutto il Lazio sono 685.769 i cittadini che hanno deciso di rinunciare alle cure, con una crescita di 85.721 unità in un solo anno. Il dato arriva dal nuovo rapporto Gimbe che traccia un quadro sullo stato di salute del servizio sanitario nazionale.A colpire, oltre al dato sulla rinuncia alle cure, è quello relativo alla mobilità sanitaria, con un saldo negativo pari a -2.73 miliardi, che colloca il Lazio tra regioni che fanno registrare le performance peggiori. Mentre a trainare la mobilità attiva è soprattutto il privato accreditato (62.4%).A Roma e nel Lazio una persona su dieci ha rinunciato a curarsiLa rinuncia alle curePartendo dal dato sulla rinuncia alle cure: nel 2023 i cittadini che nel Lazio che facevano a meno di una o più prestazioni sanitarie era del 10.5%, l’anno successivo è salita al 12%, con un totale di 685.769 persone. Il dato è il quarto più alto a livello nazionale. Per avere un parametro di confronto: in Sardegna si registra la percentuale più alta di cittadini che rinunciano a curarsi, ovvero il 17.2%, mentre il valore più basso, 5.3%, si trova nella provincia autonoma di Bolzano. La media italiana è del 9.9%."Il netto aumento delle rinunce a visite specialistiche ed esami registrato nel 2024 - si legge nel rapporto Gimbe, che fa un'analisi a livello nazionale - è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa: la percentuale di popolazione che dichiara di aver rinunciato per questo motivo è salita infatti dal 4,2% del 2022 (2,5 milioni di persone) al 4,5% del 2023 (2,7 milioni di persone), fino a schizzare al 6,8% nel 2024 (4 milioni di persone). Anche le difficoltà economiche continuano a pesare".La mobilità sanitariaAltro tema che desta particolare attenzione è quello della mobilità sanitaria (in questo caso i dati sono relativi al 2022). Il Lazio figura, a questo proposito, tra le regioni che hanno generato maggiori debiti per le cure ricevute dai propri residenti fuori dai propri confini territoriali. Nel periodo 2010-2022, corrispondente al riparto del Fondo sanitario nazionale per gli anni dal 2012 al 2024, 14 Regioni hanno accumulato un saldo negativo complessivo pari a € 19,03 miliardi. Il Lazio rientra, in particolare, tra le Regioni con saldo negativo superiore a un miliardo, il dato è pari esattamente a -2.73 miliardi.Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria attiva, ovvero i pazienti provenienti da altre Regioni e che vengono a curarsi nel Lazio, il credito è pari a 400 milioni. Un dato che è il quarto migliore a livello nazionale. A fare la parte del leone è, però, il privato accreditato, da cui arriva il 62.4% dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche erogate in mobilità attiva.Roma perderà in tre anni oltre 300 medici di famiglia e 77 pediatri. I dati municipio per municipioMedici di medicina generale e pediatri di libera sceltaIl rapporto Gimbe fa anche un punto sulle carenze dei pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale. Per quanto riguarda i primi, nel Lazio si registra il numero più alto di pediatri che raggiungeranno l’età pensionabile, pari a 70 anni, entro il 2028: sono 333. Nella Regione, comunque, al momento non emergono gravi carenze in quanto il numero medio di assistiti da ogni professionista è pari a 800, quindi al di sotto del massimale di mille (il dato fa riferimento al 2023).Per quanto riguarda i medici di medicina generale la situazione è un po’ più complessa: quasi la metà dei dottori, il 48.7%, ha oltre 1500 assistiti. Per avere, anche qui, un parametro di confronto, la percentuale più alta si registra in Lombardia (74%), la più bassa in Molise (21.6%). Dal 2019 al 2023, inoltre, la stima della riduzione dei medici di medicina generale nel Lazio è pari al 12.3% (la media nazionale è del 12.7%). I dottori, in media, nel Lazio assistono 1279 pazienti.“Tuttavia lo scenario è ben più critico di quanto lascino intendere i numeri – si legge nel rapporto - perché con l’attuale livello di saturazione dei medici di medicina generale risulta compromesso il principio della libera scelta: spesso è impossibile trovare un medico d i medicina generale disponibile nei pressi del proprio domicilio, non solo nelle cosiddette aree desertificate (zone a bassa densità abitativa, geograficamente disagiate, rurali o periferiche), dove i bandi per gli ambiti territoriali carenti vanno frequentemente deserti, ma anche nelle grandi città metropolitane”.Sanità, il ministero dà i voti: le pagelle del Lazio dalla prevenzione alle cure in ospedalePer quanto riguarda infine gli adempimenti Lea (Livelli essenziali di assistenza) la Regione raggiunge la soglia di adempimento. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303134906191.PDF §---§ title§§ Liste di attesa. Pago per curarmi da un privato o pago una bolletta? Gennaio 2029...14esima puntata | I Due Punti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302035403544.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "iduepunti.it" del 13 Oct 2025

Ci scrivono e mi scrivono."Ciao Giancarlo come stai? Io mi raccomando ai piani alti oltre le nuvole (sto nera non so nemmeno come reagire davanti a quello che adesso ti invio) segui ancora la vergognosa lista d''attesa della nostra meravigliosa sanità ( la Veri'' e compagnia ne vanno fieri e ne fanno un orgoglio) io per fare un ecodoppler alle carotidi e un ecografia....".Prima di indicarvi la data, la nostra amica lettrice ci manda un audio da brividi ma che rappresenta ciò che si nega, ciò che non si percepisce, ciò che non viene valutato ma viene negato.

pubDate§§ 2025-10-13T03:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302035403544.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302035403544.PDF', 'title': 'iduepunti.it'} tp:url§§ https://www.iduepunti.it/13-10-2025/liste-di-attesa-pago-curarmi-da-un-privato-o-pago-una-bolletta-gennaio-202914esima tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302035403544.PDF tp:ocr§§ Ci scrivono e mi scrivono."Ciao Giancarlo come stai? Io mi raccomando ai piani alti oltre le nuvole (sto nera non so nemmeno come reagire davanti a quello che adesso ti invio) segui ancora la vergognosa lista d'attesa della nostra meravigliosa sanità ( la Veri' e compagnia ne vanno fieri e ne fanno un orgoglio) io per fare un ecodoppler alle carotidi e un ecografia....".Prima di indicarvi la data, la nostra amica lettrice ci manda un audio da brividi ma che rappresenta ciò che si nega, ciò che non si percepisce, ciò che non viene valutato ma viene negato.Nel frattempo vi ricordo un dato di qualche giorno fa.In Abruzzo, nel 2024, il 12,6% dei cittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023.E' quanto emerge dall'ottavo rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. In regione, inoltre, rivela ancora il rapporto, l'aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (media nazionale 83,4).La storia.Una nostra amica che si ritrova senza contratto di lavoro. Non gli è stato rinnovato. Il suo dilemma? Se paga una bolletta o una rata di Imu non può pagare un esame da un privato. Lei si aggiungerà a quei quasi 160 mila abruzzesi che hanno rinunciato a curarsi.La sanità privata?Le liste di attesa? Le hanno proposto Gennaio 2029 un Ecocolordoppler dei vasi sovraaortici e una ecografia muscolo tendinea alla spalla per ottobre 2026. Vi risparmio la classe di priorità perchè è scandaloso.Che dire?Va tutto bene... Tecnica e design tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302035403544.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, ma a caro prezzo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303207307955.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilrestodelcarlino.it" del 13 Oct 2025

“Per fortuna che noi in Italia abbiamo la sanità pubblica... se fossimo in America, dovremmo pagare tutto. Hai un tumore? Prima delle cure devi firmare l’assegno.”Questa frase l’abbiamo detta tutti, almeno una volta. Eppure oggi suona sempre meno vera.

pubDate§§ 2025-10-13T20:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303207307955.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303207307955.PDF', 'title': 'ilrestodelcarlino.it'} tp:url§§ https://www.ilrestodelcarlino.it/editoriale/sanita-pubblica-ma-a-caro-prezzo-qu4aeaxp tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303207307955.PDF tp:ocr§§ Nuovo Dall’Ara ai ‘privati’6 € al mese “Per fortuna che noi in Italia abbiamo la sanità pubblica... se fossimo in America, dovremmo pagare tutto. Hai un tumore? Prima delle cure devi firmare l’assegno.”Questa frase l’abbiamo detta tutti, almeno una volta. Eppure oggi suona sempre meno vera.Secondo gli ultimi dati Gimbe, un italiano su dieci rinuncia a curarsi perché non può permetterselo. E questo anche se ognuno di  noi versa ogni mese una fetta consistente del proprio stipendio in tasse e contributi per la sanità. Negli ultimi tre anni, gli italiani hanno speso di tasca propria 41 miliardi di euro per curarsi. Quarantuno miliardi “extra”, sopra a tutto ciò che già paghiamo.Lasciamo perdere le polemiche su chi sia il colpevole — la destra di oggi o la sinistra di ieri — e guardiamo in faccia la realtà: la nostra sanità è sempre meno pubblica.Attenzione, quel che resta è prezioso. Se hai un incidente grave, l’ambulanza arriva e ti salva la vita; se hai un male serio, vieni curato senza sborsare un euro. Ma per tutto il resto, l’ordinaria amministrazione, la musica cambia.Dal medico di base vai a farti prescrivere visite e analisi, e poi paghi. Paghi ticket, paghi farmaci, e se non vuoi aspettare mesi per una visita, paghi il privato. Perché quando hai un sintomo serio non puoi permetterti di aspettare.E allora?Allora la nostra sanità resta pubblica solo a metà: la paghiamo come fosse di tutti, ma la viviamo come fosse privata. E ogni anno, un po’ di più, diventa un lusso anche per chi credeva che non lo sarebbe mai stato.© Riproduzione riservataRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-2968 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303207307955.PDF §---§ title§§ Riforma Regione, minoranze ancora all’attacco: “Bucci moltiplica le poltrone e dimentica i servizi per i cittadini liguri” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303113207110.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ivg.it" del 13 Oct 2025

"A rischio la trasparenza e l''imparzialità dell''amministrazione regionale"

pubDate§§ 2025-10-13T15:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303113207110.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303113207110.PDF', 'title': 'ivg.it'} tp:url§§ https://www.ivg.it/2025/10/riforma-regione-minoranze-ancora-allattacco-bucci-moltiplica-le-poltrone-e-dimentica-i-servizi-per-i-cittadini-liguri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303113207110.PDF tp:ocr§§ Liguria. I gruppi di opposizione in Consiglio regionale – Partito Democratico, Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 stelle e Lista Orlando presidente – tornanoo all’attacco sulle modifiche alla legge regionale 6 aprile 2022, n. 4, Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria.“Le modifiche che vuole fare Bucci alla Legge regionale che si occupa di Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria – dichiara il capogruppo del PD in Regione Armando Sanna – è un pasticcio a spese dei liguri. Una riforma che vuole solo moltiplicare i vertici, introdurre figure politiche dentro la macchina amministrativa; ridurre l’autonomia degli enti e politicizzare i controlli. Un disegno inaccettabile di accentramento e di controllo che mina la distinzione tra politica e gestione, e mette a rischio la trasparenza e l’imparzialità dell’amministrazione regionale”. “Presenteremo diversi emendamenti correttivi e chiederemo che questa modifica venga cancellata, perché è un atto assurdo, che serve solo per aumentare le poltrone e che costerà ai liguri centinaia di migliaia di euro. Mentre abbiamo una sanità allo sbando dove la quasi l’8 per cento delle famiglie liguri ha rinunciato a curarsi (dati Gimbe). Dove le fughe fuori regione costano oltre 70 milioni di euro e case e ospedali di comunità sono ancora lontani dall’essere ultimati. I cittadini hanno bisogno di una Regione che pensi ai bisogni reali dei liguri, che rafforzi il sistema sanitario, che affronti la fragilità idrogeologica del territorio, che si occupi di infrastrutture e servizi essenziali. Invece il lavoro preferito di Bucci, da quando si è insediato, è stato solo quello di nominare e istituire nuovi dirigenti. Su tutto il resto, il nulla”. “È il classico provvedimento alla Bucci, dell’uomo solo al comando, del commissario. Questo provvedimento vuole infatti rafforzare la centralità del Presidente e della Giunta a scapito del ruolo del Consiglio e della dirigenza amministrativa, con il rischio di alterare gli equilibri istituzionali di separazione tra indirizzo politico e gestione – denuncia Selena Candia, capogruppo di AVS in consiglio regionale -. Questo succede mentre in Regione gli stipendi del personale sono bloccati e i dipendenti chiedono sicurezza: molti sono senza sede per via dell’amianto e nella sede di Imperia è addirittura caduto un soffitto. Invece che occuparsi dei lavoratori della Regione, Bucci pensa a fare un mega dirigente da oltre 200mila euro all’anno”.“Con questa riforma – aggiunge il capogruppo della Lista Orlando Presidente Gianni Pastorino – si rischia di perdere del tutto il principio di indipendenza della dirigenza pubblica. Il nuovo modello proposto sottopone di fatto i dirigenti a un controllo politico, concentrando enormi poteri nelle mani del Presidente della Regione. Il rischio è ancora più evidente nella riorganizzazione dell’OIV, l’Organismo Indipendente di Valutazione. Lo stesso organismo che nei mesi scorsi è stato oggetto di forti tensioni e che ha portato alle dimissioni del suo presidente. È una deriva pericolosissima, perché questi organismi erano sempre stati guidati da figure esterne alla politica e di grande indipendenza e trasparenza. È chiaro che Bucci sta tentando di riprodurre in Regione lo schema già visto nel Comune di Genova: accentramento, controllo politico, nomine fiduciarie. È un attacco diretto all’autonomia e alla neutralità della dirigenza pubblica”.“L’incapacità gestionale di chi governa porta, inevitabilmente, a fallimenti epocali. Quando a questa incapacità si aggiunge un sistema clientelare ormai radicato, fatto di nomine, incarichi e moltiplicazione di poltrone per soddisfare logiche di partito e note amicizie personali, il risultato è devastante. Lo diciamo da sempre, inascoltati. Ci tocca ripeterlo oggi. E mentre noi denunciamo ancora una volta un sistema malato, la destra regionale sceglie di chiudersi nel proprio circolo autoreferenziale e compiere scelte scellerate, facendo pagare il pr ezzo alla collettività: quella che ogni giorno affronta disservizi, sprechi e inefficienze”. “Noi cerchiamo soluzioni per i bisogni dei liguri. Loro inseguono poltrone per soddisfare la bulimia del centrodestra. Finché non si romperà questo meccanismo perverso, continueremo a fare la conta dei danni di una classe dirigente che non amministra, ma occupa; che non dialoga ma urla e comanda; che non premia i lavoratori i cui stipendi sono fermi da anni, ma preferisce elargire poltrone ignorando le istanze dei cittadini”, conclude il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303113207110.PDF §---§ title§§ Come sta la sanità nel Lazio: dalla carenza dei medici di base alla rinuncia alle cure, i numeri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301746605728.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "latinatoday.it" del 13 Oct 2025

Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regione

pubDate§§ 2025-10-13T09:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301746605728.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301746605728.PDF', 'title': 'latinatoday.it'} tp:url§§ https://www.latinatoday.it/politica/sanita-lazio-dati-rinuncia-cure-carenze.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301746605728.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regioneA Roma e in tutto il Lazio sono 685.769 i cittadini che hanno deciso di rinunciare alle cure, con una crescita di 85.721 unità in un solo anno. Il dato arriva dal nuovo rapporto Gimbe che traccia un quadro sullo stato di salute del servizio sanitario nazionale.A colpire, oltre al dato sulla rinuncia alle cure, è quello relativo alla mobilità sanitaria, con un saldo negativo pari a -2.73 miliardi, che colloca il Lazio tra regioni che fanno registrare le performance peggiori. Mentre a trainare la mobilità attiva è soprattutto il privato accreditato (62.4%).Partendo dal dato sulla rinuncia alle cure: nel 2023 i cittadini che nel Lazio che facevano a meno di una o più prestazioni sanitarie era del 10.5%, l’anno successivo è salita al 12%, con un totale di 685.769 persone. Il dato è il quarto più alto a livello nazionale. Per avere un parametro di confronto: in Sardegna si registra la percentuale più alta di cittadini che rinunciano a curarsi, ovvero il 17.2%, mentre il valore più basso, 5.3%, si trova nella provincia autonoma di Bolzano. La media italiana è del 9.9%."Il netto aumento delle rinunce a visite specialistiche ed esami registrato nel 2024 - si legge nel rapporto Gimbe, che fa un'analisi a livello nazionale - è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa: la percentuale di popolazione che dichiara di aver rinunciato per questo motivo è salita infatti dal 4,2% del 2022 (2,5 milioni di persone) al 4,5% del 2023 (2,7 milioni di persone), fino a schizzare al 6,8% nel 2024 (4 milioni di persone). Anche le difficoltà economiche continuano a pesare".Altro tema che desta particolare attenzione è quello della mobilità sanitaria (in questo caso i dati sono relativi al 2022). Il Lazio figura, a questo proposito, tra le regioni che hanno generato maggiori debiti per le cure ricevute dai propri residenti fuori dai propri confini territoriali. Nel periodo 2010-2022, corrispondente al riparto del Fondo sanitario nazionale per gli anni dal 2012 al 2024, 14 Regioni hanno accumulato un saldo negativo complessivo pari a € 19,03 miliardi. Il Lazio rientra, in particolare, tra le Regioni con saldo negativo superiore a un miliardo, il dato è pari esattamente a -2.73 miliardi.Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria attiva, ovvero i pazienti provenienti da altre Regioni e che vengono a curarsi nel Lazio, il credito è pari a 400 milioni. Un dato che è il quarto migliore a livello nazionale. A fare la parte del leone è, però, il privato accreditato, da cui arriva il 62.4% dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche erogate in mobilità attiva.Il rapporto Gimbe fa anche un punto sulle carenze dei pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale. Per quanto riguarda i primi, nel Lazio si registra il numero più alto di pediatri che raggiungeranno l’età pensionabile, pari a 70 anni, entro il 2028: sono 333. Nella Regione, comunque, al momento non emergono gravi carenze in quanto il numero medio di assistiti da ogni professionista è pari a 800, quindi al di sotto del massimale di mille (il dato fa riferimento al 2023).Per quanto riguarda i medici di medicina generale la situazione è un po’ più complessa: quasi la metà dei dottori, il 48.7%, ha oltre 1500 assistiti. Per avere, anche qui, un parametro di confronto, la percentuale più alta si registra in Lombardia (74%), la più bassa in Molise (21.6%). Dal 2019 al 2023, inoltre, la stima della riduzione dei medici di medicina generale nel Lazio è pari al 12.3% (la media nazionale è del 12.7%). I dottori, in media, nel Lazio assistono 1279 pazienti.“Tuttavia lo scenario è ben più critico di quanto lascino intendere i numeri – si legge nel rapporto - perché con l’attuale livello di saturazione dei medici di medicina generale risulta compromesso il principio della libera scelta: spesso è impossibile trovare un medico di medicina generale dispo nibile nei pressi del proprio domicilio, non solo nelle cosiddette aree desertificate (zone a bassa densità abitativa, geograficamente disagiate, rurali o periferiche), dove i bandi per gli ambiti territoriali carenti vanno frequentemente deserti, ma anche nelle grandi città metropolitane”.Per quanto riguarda infine gli adempimenti Lea (Livelli essenziali di assistenza) la Regione raggiunge la soglia di adempimento. © Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301746605728.PDF §---§ title§§ Le notizie più importanti di oggi 13 ottobre 2025 a Latina e in provincia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303181107705.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "latinatoday.it" del 13 Oct 2025

Un riepilogo di questo lunedì attraverso i fatti principali avvenuti sul territorio pontino e nelle zone limitrofe

pubDate§§ 2025-10-13T17:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303181107705.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303181107705.PDF', 'title': 'latinatoday.it'} tp:url§§ https://www.latinatoday.it/social/notizie-latina-provincia-oggi-13-ottobre-2025.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303181107705.PDF tp:ocr§§ Un riepilogo di questo lunedì attraverso i fatti principali avvenuti sul territorio pontino e nelle zone limitrofeLe notizie di oggi a Latina e in provincia: ecco il racconto di questo lunedì 13 ottobre attraverso i fatti più importanti avvenuti sul territorio pontino e nelle zone vicine.-La truffa dei finti carabinieri: anziana derubata di gioielli e soldi. Tre arresti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Cassino, sono state condotte dalla polizia di Gaeta. Ecco come hanno agito i malviventi. - Valigia sospetta in strada, scatta l'allarme: zona transennata, avviate le verifiche. La segnalazione questa mattina in via Carroceto. Sul posto i carabinieri del reparto territoriale e le pattuglie della polizia locale di Aprilia. Con l'intervento degli artificieri è stato possibile accertare che il bagaglio era vuoto. Sul caso si continua però a indagare.- Colpo da 60mila euro in un'abitazione: il ladro incastrato dal Dna. Il furto commesso a Lucca nel 2024. Le indagini hanno condotto gli investigatori in provincia di Latina, dove l'uomo è stato arrestato.- Sorpreso dai poliziotti a spacciare cocaina nel quartiere di Gianola, a Formia: in casa i poliziotti trovano 50 grammi di polvere bianca e denaro contante. Pusher arrestato in flagranza dagli agenti durante un servizio di osservazione in una piazza di spaccio. - Due anni di mandato di amministrazione comunale di Latina guidata da Matilde Celentano: il ciclo delle interviste prosegue con Franco Addonizio, assessore con delega all’ambiente e ai servizi di smaltimento dei rifiuti. Un’intervista che parte dunque dalle notizie delle ultime ore, come l'arrivo in commissione dell'aggiornamento del progetto di Abc. - Furto e danni all'Happy Bar di Formia, la struttura gestita dall'associazione Down at work. Nel locale sono occupati ragazzi con disabilità. Domenica l'amara sorpresa: danneggiate finestre e porta, il gazebo e le telecamere. Il responsabile sarebbe un minore.- E' Stefano Bruzzesi l'uomo morto a 48 anni nell’incidente avvenuto domenica sulla Pontina. Il pirata fuggito in taxi. L’uomo sul suo motorino elettrico è stato travolto e ucciso da una Lancia Y guidata da un pirata della strada. Indagini in corso.- Incidente ad Anzio: un uomo investito da un Suv, è grave. Il 68enne soccorso e portato in eliambualanza policlinico di Tor Vergata; le indagini affidate ai carabinieri.- Maxi incendio a Campoleone, l’appello ai cittadini: “Tenete chiuse le finestre”. Le fiamme sono state segnalate a ridosso dello stabilimento Aviogei; preoccupazione tra le zone di Aprilia e Lanuvio. Gli appelli dei sindaci.- Come sta la sanità nel Lazio: dalla carenza dei medici di base alla rinuncia alle cure, i numeri. Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regione. © Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303181107705.PDF §---§ title§§ infermieri in estinzione: flop alle iscrizioni, la lombardia non copre neanche 7 posti su 10 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303149706483.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "milanotoday.it" del 13 Oct 2025

I test di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica, svoltisi l''8 settembre in tutta Italia, hanno confermato la crisi di attrattività della professione.A livello nazionale, i posti disponibili erano 20.699 (di cui 290 in Infermieristica pediatrica

pubDate§§ 2025-10-13T12:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303149706483.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303149706483.PDF', 'title': 'milanotoday.it'} tp:url§§ https://www.milanotoday.it/infermieri-in-estinzione-flop-alle-iscrizioni-la-lombardia-non-copre-neanche-7-posti-su-10.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303149706483.PDF tp:ocr§§ Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday “Questi numeri sono il sintomo della malattia del sistema – afferma Mauro Nobile, segretario generale di FIALS Milano –. La professione infermieristica non è più attrattiva, soprattutto nel pubblico: stipendi fermi, costo della vita fuori controllo, responsabilità crescenti. Così i giovani si allontanano.” È vero che sul corso di Infermieristica si riverseranno, da quest’anno, i non idonei dopo i sei mesi propedeutici a Medicina, oltre a quanti non entreranno in altri corsi sanitari. Ma il dato non cambia: non è una scelta consapevole, è uno spostamento forzato. “Non possiamo affidare il futuro della sanità pubblica ai respinti da altri percorsi – sottolinea Nobile –. Servono scelte politiche forti, non soluzioni di ripiego.” L’impatto è già evidente: in Lombardia mancano oltre 12.000 infermieri e nei primi cinque mesi del 2025 più di 320 professionisti hanno lasciato il servizio solo nell’area metropolitana di Milano. Il rapporto infermieri/abitanti resta inchiodato a 5,4 ogni 1.000, contro la media OCSE 9,7. Le proposte FIALS Milano Bonus economico diretto per i nuovi iscritti: contributo di 3.000 euro per ogni studente di Infermieristica (misura già attiva in Veneto) per contrastare il calo delle immatricolazioni e compensare il caro-vita. Contratti di formazione-lavoro per studenti del terzo anno e neolaureati, già previsti dal CCNL sanità, con prospettiva di stabilizzazione a tempo indeterminato al termine del primo triennio. Welfare concreto: case accessibili, agevolazioni fiscali e trasporti gratuiti per studenti e lavoratori della sanità, perché senza sostegno reale l’attrattività rimane uno slogan. “Il flop delle iscrizioni è il campanello d’allarme definitivo – conclude Nobile –. Se non si interviene subito, la sanità pubblica lombarda resterà senza infermieri, e senza infermieri non c’è cura possibile.” Chiosa finale – la conferma di Gimbe A rafforzare il quadro, l’ultima classifica della Fondazione Gimbe sui LEA: –14 punti in un solo anno per la Lombardia, tra i peggiori cali d’Italia. Da un tempo definita “eccellenza” a regione in caduta libera: un dato che conferma l’urgenza di dichiarare l’emergenza infermieristica e adottare misure straordinarie già da questa legge di bilancio. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303149706483.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe: “L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. 13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301807005324.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 13 Oct 2025

Ottavo Rapporto Gimbe: "L''agonia del Ssn spiana la strada al privato. 13 miliardi in meno in ultimi 3 anni"

pubDate§§ 2025-10-13T07:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301807005324.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301807005324.PDF', 'title': 'nursetimes.org'} tp:url§§ https://nursetimes.org/rapporto-gimbe-lagonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301807005324.PDF tp:ocr§§ Ottavo Rapporto Gimbe: "L'agonia del Ssn spiana la strada al privato. 13 miliardi in meno in ultimi 3 anni"--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Nurse Times guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301807005324.PDF §---§ title§§ “Un medico e un infermiere su tre soffre di depressione. Uno su dieci pensa al suicidio”. I dati shock dell’Oms Europa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301684305009.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 13 Oct 2025

Secondo la più ampia indagine mai condotta in Europa sulla salute mentale del personale sanitario (MeND), realizzata dall’OMS/Europa su oltre 90mila operatori di 29 Paesi. Violenza, orari massacranti e contratti precari tra le principali cause. Anche per medici e infermieri italiani numeri elevati. Kluge (Oms): “È una crisi della sicurezza sanitaria”. IL DOCUMENTO

pubDate§§ 2025-10-13T06:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301684305009.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301684305009.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132584 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301684305009.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa “Un medico e un infermiere su tre soffre di depressione. Uno su dieci pensa al suicidio”. I dati shock dell’Oms Europa Secondo la più ampia indagine mai condotta in Europa sulla salute mentale del personale sanitario (MeND), realizzata dall’OMS/Europa su oltre 90mila operatori di 29 Paesi. Violenza, orari massacranti e contratti precari tra le principali cause. Anche per medici e infermieri italiani numeri elevati. Kluge (Oms): “È una crisi della sicurezza sanitaria”. IL DOCUMENTO 10 OTT - “Un medico e un infermiere su tre soffre di depressione. Uno su dieci pensa al suicidio”. I dati shock dell’Oms EuropaSecondo la più ampia indagine mai condotta in Europa sulla salute mentale del personale sanitario (MeND), realizzata dall’OMS/Europa su oltre 90mila operatori di 29 Paesi. Violenza, orari massacranti e contratti precari tra le principali cause. Kluge (Oms): “È una crisi della sicurezza sanitaria”.Un medico e un infermiere su tre in Europa soffrono di depressione o ansia, e uno su dieci ha pensato, nelle ultime due settimane, che sarebbe “meglio essere morto” o ha avuto pensieri di farsi del male. È il drammatico quadro che emerge dalla nuova indagine MeND (Mental Health of Nurses and Doctors) pubblicata oggi dall’OMS/Europa in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Lo studio, il più ampio mai realizzato nel suo genere, ha raccolto oltre 90mila risposte provenienti dai 27 Paesi dell’Unione Europea, oltre che da Islanda e Norvegia, rivelando l’impatto crescente di condizioni di lavoro insostenibili sulla salute mentale del personale sanitario.Ma la sofferenza psicologica si accompagna anche a un diffuso clima di insicurezza: nell’ultimo anno, un terzo di medici e infermieri ha subito episodi di bullismo o minacce sul lavoro, il 10% violenza fisica o molestie sessuali, mentre quasi un terzo dei medici e un quarto degli infermieri lavorano con contratti temporanei. A ciò si aggiunge il peso di orari e turni estenuanti: un medico su quattro lavora oltre 50 ore a settimana.“Un peso inaccettabile per chi si prende cura di noi”, ha commentato il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge. “Possiamo agire subito, imponendo la tolleranza zero contro la violenza, riformando i turni e riducendo i carichi di lavoro, investendo in assunzioni e nuove tecnologie. La crisi della salute mentale tra gli operatori è una crisi della sicurezza sanitaria”.Nonostante tutto, la maggior parte dei professionisti mantiene un forte senso di missione: tre medici su quattro e due infermieri su tre dichiarano di trovare ancora significato nel proprio lavoro. “Siamo esausti fisicamente e mentalmente, e questo può portare a errori”, racconta Mélanie Debarreix, specializzanda in radiologia in Francia. “Ma il rispetto delle regole sull’orario di lavoro e risorse adeguate potrebbero proteggerci”.I dati dell’Italia. Nel profilo nazionale del rapporto OMS/Europa MeND 2025, dedicato alla salute mentale di medici e infermieri, emergono dati allarmanti anche per l’Italia.Secondo l’indagine, il 24% dei medici e degli infermieri italiani mostra sintomi compatibili con disturbi d’ansia, mentre la depressione riguarda rispettivamente il 28% e il 32%. Inoltre, oltre un medico su dieci e un infermiere su dieci dichiara di aver avuto pensieri suicidi passivi nelle due settimane precedenti l’indagine.L’indagine segnala anche la diffusione di contratti temporanei e orari di lavoro prolungati, condizioni associate a una maggiore probabilità di ansia, depressione e pensieri suicidari. Tuttavia, come in altri Paesi europei, la maggioranza dei medici e degli infermieri italiani continua a dichiararsi motivata e soddisfatta del proprio ruolo, nonostante la pressione crescente sul sistema sanitario anche se quasi il 10% dei medici e il 15% degli infermieri pensa di cambiare lavoro.Per l’OMS, affrontare la crisi significa agi re subito su sette fronti: tolleranza zero per la violenza, turni più prevedibili, gestione equa degli straordinari, riduzione dei carichi di lavoro, formazione dei leader, supporto psicologico e monitoraggio costante del benessere del personale. “Con una carenza stimata di quasi un milione di operatori entro il 2030 – conclude Kluge – non possiamo permetterci di perderli per burnout o disperazione. Il loro benessere è il fondamento stesso della sicurezza dei pazienti”.10 ottobre 2025© Riproduzione riservataAllegati: Il documentoAltri articoli in Studi e Analisi Corte dei Conti: la sanità italiana “in cammino per il cambiamento”, ma restano squilibri strutturali, ritardi e bilanci che scricchiolano Salute mentale. Un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze West Nile. Ecdc: “Quasi 1.000 casi autoctoni in Europa nel 2025, l’Italia al centro dell’epidemia” Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita Intelligenza artificiale. La sfida è trovare la quadra tra privacy e opportunità di utilizzo dei dati. Le riflessioni al terzo incontro del Forum Fo.N.Sa.D.  L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301684305009.PDF §---§ title§§ Omologazione e salute … link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301819605454.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 13 Oct 2025

I mercati oggi sono determinati dalle policy delle imprese oligopolistiche e dai loro cartelli e tramite digitalizzazione e il social inducono la domanda anche di stili di vita, di consumi salutistici, di sanità e di salute

pubDate§§ 2025-10-13T08:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301819605454.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301819605454.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132605 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301819605454.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa Omologazione e salute …  di G. Banchieri, A. Vannucci I mercati oggi sono determinati dalle policy delle imprese oligopolistiche e dai loro cartelli e tramite digitalizzazione e il social inducono la domanda anche di stili di vita, di consumi salutistici, di sanità e di salute 13 OTT - Dal mercato tradizionale al mercato digitaleL’economia politica è la scienza che studia il mercato nel suo complesso, analizzandone le caratteristiche, i meccanismi di funzionamento e le modalità con cui è influenzato dalle decisioni di individui, imprese e governi. Tradizionalmente, il mercato è stato inteso come il punto di incontro tra domanda (consumatori) e offerta (produttori), dove si realizzano scambi di beni, servizi o fattori produttivi e dove il prezzo nasce dal confronto e dall’equilibrio tra le due forze. In questa visione, il mercato rappresenta un “luogo” o un “momento” di incontro - fisico o figurato - in cui le decisioni economiche si orientano secondo le regole della concorrenza e della libera contrattazione.Con l’avvento dell’economia digitale, tuttavia, la natura stessa del mercato è profondamente mutata.Non si tratta più soltanto di uno spazio di scambio, ma di un ecosistema di piattaforme digitali che intermediano, organizzano e spesso determinano le condizioni degli scambi.Le piattaforme - come Amazon, Google, Uber o Airbnb - non si limitano a mettere in contatto domanda e offerta: definiscono le regole del gioco, raccolgono e analizzano enormi quantità di dati, e utilizzano algoritmi per influenzare comportamenti, prezzi e preferenze.In questo nuovo contesto:L’interazione tra domanda e offerta diventa algoritmica. Gli algoritmi di raccomandazione suggeriscono prodotti e servizi personalizzati, anticipando i desideri del consumatore.I beni scambiati cambiano natura. Non sono più solo materiali o servizi tradizionali, ma comprendono dati, informazioni, attenzione, reputazione e tempo di connessione.L’utente paga spesso non con denaro ma con i propri dati personali, che diventano una risorsa economica primaria.La formazione del prezzo non segue più soltanto la legge della domanda e dell’offerta: i prezzi sono dinamici e personalizzati, determinati da algoritmi che tengono conto del profilo dell’utente, del contesto e del comportamento collettivo.In molti casi, il prezzo è addirittura “nascosto”, perché il servizio è gratuito in apparenza, ma il valore viene estratto altrove (per esempio, nella pubblicità o nella vendita dei dati).Il mercato è globale e continuo. Internet abbatte le barriere di spazio e tempo, trasformando il mercato in un sistema attivo 24 ore su 24, accessibile da qualsiasi luogo del mondo.Questo genera nuove opportunità di partecipazione e concorrenza, ma anche forti asimmetrie di potere a vantaggio di pochi grandi operatori digitali.Emergono nuovi ruoli economici. Il consumatore diventa anche produttore (“prosumer”), creatore di contenuti, fornitore di dati o lavoratore on demand. Il confine tra produttore e consumatore si fa più sfumato.Il risultato è un mercato sempre meno spontaneo e sempre più progettato, dove l’informazione e l’algoritmo assumono la funzione che un tempo aveva la moneta: sono i veri mediatori dello scambio.Le regole non sono più solo pubbliche, ma incorporate nei codici e nei modelli decisionali delle piattaforme, rendendo necessaria una nuova riflessione sui temi della trasparenza, della concorrenza, della privacy e della giustizia economica. In sintesi, l’economia digitale non cancella i principi fondamentali dell’economia politica, ma li ridefinisce: lo scambio resta il cuore del mercato, ma cambiano le sue forme, i suoi strumenti e i suoi protagonisti.Comprendere queste trasformazioni significa oggi capire non solo come funziona il mercato, ma come funzionano le relazioni economiche, sociali e culturali in una società connessa.Que sto vale anche sui temi della sanità e della salute che su queste piattaforme sono molto presenti.Il potere di mercato nell’economia digitale In economia, per potere di mercato si intende la capacità di un’impresa di influenzare il prezzo o le condizioni di scambio di un bene o servizio, vendendolo a un prezzo superiore a quello che si formerebbe in un mercato pienamente competitivo.Nell’economia tradizionale, questo potere derivava soprattutto dal controllo della produzione, dall’efficienza dei processi e dalle barriere all’ingresso: un’azienda con costi inferiori o con un prodotto unico poteva fissare prezzi più alti del costo marginale e mantenere margini di profitto elevati.Esempi tipici in sanità erano le aziende farmaceutiche o i grandi provider di servizi diagnostici, capaci di esercitare potere di mercato grazie a brevetti, tecnologie proprietarie o economie di scala. Con l’avvento dell’economia digitale, il concetto di potere di mercato si è ampliato e trasformato.Oggi, a determinare la posizione dominante non è solo la capacità di produrre, ma la capacità di controllare informazioni, flussi di dati e canali di accesso.Il vantaggio competitivo si sposta dunque:Dalla produzione al controllo delle piattaforme. Chi gestisce una piattaforma digitale diventa il “passaggio obbligato” attraverso cui avvengono scambi, comunicazioni e decisioni di consumo.Dalla scarsità alla dipendenza. Il potere non nasce più dalla rarità di un bene, ma dalla dipendenza degli utenti da un ecosistema digitale — che può raccogliere dati, orientare scelte e personalizzare prezzi e servizi.Dal prezzo al controllo dell’attenzione. In molti mercati digitali, il prezzo monetario scompare, sostituito dal valore dei dati o del tempo trascorso online. L’impresa con maggiore potere di mercato è quella che cattura e monetizza l’attenzione degli utenti.Nel campo della sanità, queste dinamiche diventano particolarmente delicate.Il potere di mercato può derivare non solo dal brevetto di un farmaco, ma anche:dal controllo delle piattaforme di telemedicina o dei software clinici,dalla gestione dei dati sanitari e algoritmi predittivi,dalla capacità di integrare informazioni provenienti da più sistemi (ospedali, laboratori, assicurazioni, dispositivi personali).In questo scenario, il potere di mercato non si misura più soltanto nella differenza tra prezzo e costo marginale, ma nella capacità di orientare i comportamenti di pazienti, professionisti e organizzazioni sanitarie attraverso la gestione dell’informazione e delle interfacce digitali.Il rischio è che il potere economico si traduca in potere cognitivo e decisionale, generando dipendenze sistemiche difficili da bilanciare con strumenti regolatori tradizionali.Oligopolio e trustIn Paul Baran e Paul Sweezy, l'oligopolio è una forma di mercato caratterizzata da un numero limitato di imprese – in sanità vedi sempre la farmaceutica - che producono prodotti omogenei, le cui decisioni sono interdipendenti e influenzano strategicamente i concorrenti. Questa interdipendenza porta a una maggiore rigidità dei prezzi. Questa dinamica si ritrova pienamente nel settore farmaceutico e, con tratti diversi, in alcune aree dei dispositivi medici ad alta tecnologia e nei servizi sanitari digitali, dove pochi grandi operatori globali concentrano capacità produttive, dati e potere contrattuale.Le caratteristiche dell'oligopolio sono dunque:Poche grandi imprese: Il mercato è dominato da un numero limitato di grandi produttori, che possiedono consistenti capitali e attrezzature.Interdipendenza strategica: Le azioni di un'impresa (come il prezzo o la produzione) influenzano direttamente quelle delle altre imprese, poiché ognuna deve considerare le reazioni dei concorrenti.Formazione di prezzi rigidi: A causa dell'interdipendenza, gli oligopolisti sono restii ad aumentare i prezzi, temendo una perdita di clienti verso i concorrenti. Al lo stesso tempo, sono più inclini a seguire eventuali riduzioni di prezzo, poiché queste decisioni possono essere imitate dalle altre imprese, portando a una significativa perdita di quote di mercato. L’oligopolio nell’economia digitale: dalle industrie alle piattaformeNell’economia digitale contemporanea, la logica dell’oligopolio si è trasformata profondamente. Le imprese dominanti non competono più soltanto sulla produzione di beni omogenei, ma sul controllo delle infrastrutture digitali, dei flussi di dati e delle reti di utenti. Nascono così nuove forme di concentrazione economica, più difficili da regolare e riconoscere con le categorie classiche. Si passa, quindi, dall’oligopolio industriale all’oligopolio di piattaforma.Le grandi piattaforme globali (Google, Amazon, Apple, Meta, Microsoft) operano in mercati apparentemente concorrenziali, ma in realtà dominati da barriere di accesso altissime: basi utenti immense, ecosistemi proprietari e capacità di investimento tecnologico difficilmente replicabili.La concorrenza non si gioca più sul prezzo, ma sulla capacità di attrarre, trattenere e monetizzare i dati e l’attenzione degli utenti. Nascono nuove interdipendenze strategiche.Le imprese digitali si osservano e si influenzano come gli oligopolisti di un tempo, ma lo fanno attraverso algoritmi e reti interconnesse: una modifica alle politiche di privacy, all’intelligenza artificiale o alla pubblicità di una piattaforma genera reazioni a catena negli altri attori. La competizione, quindi, si sposta su standard tecnologici, ecosistemi di app, interoperabilità e intelligenze artificiali proprietarie.Il “trust” contemporaneo non è più un cartello esplicito, ma un ecosistema chiuso in cui un’impresa controlla intere filiere: dai dispositivi agli store digitali, dai dati alla logistica, dal cloud all’intelligenza artificiale. Si crea così una concentrazione di potere economico e cognitivo che condiziona i comportamenti di milioni di utenti e imprese subordinate.Anche in sanità emergono oligopoli digitali: grandi multinazionali che controllano piattaforme di dati clinici, software gestionali, dispositivi connessi e algoritmi di diagnosi o telemonitoraggio. Il loro potere non deriva solo dal prezzo dei prodotti, ma dalla capacità di presidiare l’intera catena informativa e decisionale. Si passa dunque da un oligopolio “industriale” (farmaci, apparecchiature) a un oligopolio della “informazione”, che può influenzare strategie sanitarie, ricerca e politiche pubbliche.Omologazione e salute Nel “mercato della salute” chi ha il “potere del mercato” determina, orienta, condizione la domanda.Questo nella farmaceutica è molto esplicito, ma lo è anche nell’offerta di prestazioni sanitarie.Nel nostro Paese questo determina una capacità di omologazione dei consumi e delle prestazioni al di là di quanto prevede la legge, ovvero, oltre l’”autorizzazione sanitaria” e l’”accreditamento” cioè l’insieme di criteri e standard che le strutture sia “pubbliche” che “private” debbono avere per esercitare attività sanitaria.I privati accreditati, spesso specializzati in singole prestazioni, riescono a ridurre i costi marginali e ad attrarre la domanda, anche oltre i bisogni effettivi. Ne deriva un’offerta sanitaria sempre più polimorfa e autoreferenziale, in cui la sanità pubblica perde capacità di governo e di orientamento.La sanità integrativa, non soggetta ad accreditamento con i SSR, amplifica questa tendenza, definendo in autonomia le prestazioni da coprire. In assenza di una regia istituzionale forte, è l’offerta – e non più la salute pubblica – a guidare la domanda.Attenzione, infine, alla “solitudine”, una percezione oltre la metà degli intervistati riferivano in una ricerca della OECD (il 52 %). Questo sentimento è ancor più diffuso tra i giovani: si sente solo il 63% dei cittadini europei tra 18 e 34 anni. Nonostante i social e il web …. Dove si appare, ma non si è … Stili di vita, di consumo e di saluteGli “stili di vita” e di “consumo” sono determinati da bisogni, desideri e influenze sociali, che si traducono nel consumo di beni e servizi standardizzati, portando a un "consenso di massa" o omologazione nel mercato. Questo processo è influenzato da fattori come la pubblicità e le aspettative sociali, che spingono verso un aumento dei consumi e possono generare sia crescita economica che problemi sociali, come l'inquinamento, fragilità e disuguaglianze.Quanto sopra determina quello che viene definito il “consenso di massa al mercato”, che evolve tramite:Omologazione: Il consumo di beni standardizzati porta a una perdita di autonomia individuale e all'omologazione degli usi, costumi e modelli culturali.Standardizzazione: La produzione di beni di consumo e di servizi/prestazioni in serie rende questi prodotti accessibili a un numero più ampio di persone, rafforzando il processo di omologazione.Ne derivano le seguenti implicazioni e conseguenze:Crescita economica: Il consumismo, pur con i suoi aspetti negativi, contribuisce alla crescita economica, all'innovazione tecnologica e alla creazione di posti di lavoro.Impatto ambientale e sociale: D'altro canto, il consumo eccessivo può portare allo spreco di risorse, all'inquinamento e all'aumento delle disuguaglianze sociali.Consumo consapevole: Si stanno sviluppando forme alternative di consumo, come il consumo solidale, etico e sostenibile, che cercano di conciliare il soddisfacimento dei bisogni individuali con il benessere collettivo e l'attenzione all'ambiente. Ma è una lotta contro il tempo …L’impatto sulla “appropriatezza”L’appropriatezza delle cure incide in modo decisivo sulla sostenibilità. Negli USA il sistema è misto, non “essenzialmente privato”: nel 2023 la spesa sanitaria ha raggiunto $4,9 trilioni (17,6% del PIL), finanziata per circa il 49% da fonti pubbliche (Medicare, Medicaid, altri) e per il 40% da privati (assicurazioni e OOP). Le analisi più solide collocano gli sprechi intorno a $760–935 mld/anno (~25%), con una quota rilevante dovuta a complessità amministrativa, sovra/pre-utilizzo e fallimenti di coordinamento. cms.gov+1 .In Italia, studi CERGAS/OASI e GIMBE stimano sprechi/inefficienze superiori a € 20,0 mld; nel dataset 2017 (spesa sanitaria €154,9 mld) GIMBE quantifica, per macro-categorie, fino al 25% di spesa a basso o nullo valore (somma di “no-value” e “low/negative value”), da trattare come potenziale di miglioramento e riallocazione più che come risparmio certo. In questo quadro, programmi di de-prescrizione e Choosing Wisely Italia offrono leve operative per ridurre il low-value care e riallocare risorse verso interventi ad alto valore.Società di consumo, di massa e saluteLe società occidentali contemporanee sono spesso state definite società del consumo di massa, in quanto gran parte della vita dei loro membri si sostanzia nell'acquisto e consumo di merci relativamente standardizzate e a larga diffusione.Le pratiche di consumo si configurano essenzialmente come azioni orientate all'espressione e al consolidamento di legami sociali specifici, all'affermazione di ciò che si ritiene di buon gusto o corretto in relazione alla vita ordinaria o all'espressione e al riconoscimento di un'immagine autonoma di sé. Queste tendenze condizionano i consumi e gli stili di vita e di salute delle popolazioni.Oggi va affermandosi una nuova stagione dell'organizzazione produttiva fondata sull'articolazione di quattro principi: l'efficienza, la prevedibilità, la calcolabilità e il controllo tramite la sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine.L'efficienza implica un'enfasi sul risparmio del tempo e quindi sull'individuazione dei mezzi più rapidi ed economici di ottenere fini dati.La calcolabilità comporta un'esaltazione della quantificazione e una sostituzione della qualità con la quantità.La prevedibilità richiede la ricerca della replicabilità e della standardizzazione dei prodotti.Il contr ollo sempre più stringente sulle fasi della produzione e della distribuzione, soprattutto mediante la tecnologia.Quindi cambiano le condizioni della produzione i rapporti connessi e gli stili di vita e di consumo e cambiano le condizioni ambientali e salutistiche di vita e lavoro. Vedi l’approccio “one health” e per “ecosistemi”.Omologazione, local e global …La realtà contemporanea è descritta all’interno di un sistema dualista, che vede le forze locali distinguersi e contrapporsi a quelle globali. Questo significa che le differenze tra connessi e disconnessi non rispecchiano più quella tra mondo avanzato e in via di sviluppo, ma che all’interno di ogni regione o città si creano aree più sviluppate e altre che lo sono meno.I flussi transnazionali di capitali e merci rappresentano l’aspetto più visibile della globalizzazione, che si compone di nodi e assicura flussi di ricchezza e sviluppo; chi vive in una dimensione locale invece, estromessa dalla globalizzazione, non ha a disposizione tutti quegli strumenti di valorizzazione sociale ed economica che invece si riscontrano nell’altra parte, con una tendenziale cronicità che crea aree di sottosviluppo.La riterritorializzazione è il frutto dei flussi di capitali e merci, che riescono ad allocarsi con maggiore rapidità rispetto al passato e quindi a superare i tradizionali confini nazionali. Il libero mercato ha acuito lo sfruttamento di territori e di lavoratori nei Paesi meno sviluppati. Da queste dinamiche derivano molte delle attuali criticità relative alla salute e quindi alle sanità locali/nazionali.Omologazione e comunità: due direzioni opposteL’“omologazione” genera il suo derivato più insidioso, il pensiero unico: una modalità rassicurante che ci esonera dalla fatica di pensare, evita conflitti e ci consola con certezze condivise. Ma dietro questa apparente armonia si nasconde una perdita d’identità e di libertà: sentimenti, linguaggi e comportamenti vengono prescritti e uniformati, alimentando interessi economici e politici di chi trae profitto dal conformismo.La “comunità”, al contrario, se proattiva e partecipata, rappresenta un’alternativa vitale: promuove inclusione, autorganizzazione e una cultura autonoma capace di valorizzare i vissuti locali.Non si tratta di nostalgie o resistenze romantiche alla globalizzazione, ma della ricerca di nuovi centri di identità collettiva. Le esperienze di comunità in Scozia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Spagna e in molte realtà italiane mostrano che è possibile rispondere a fragilità e disuguaglianze con modalità non medicalizzate, fondate su appropriatezza e partecipazione. Costruire comunità proattive – anche attraverso politiche di prescrizione sociale – significa restituire alla salute e al benessere un’anima condivisa e radicata nei territori.Un percorso possibileL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella sua Carta di Ottawa per la promozione della salute (World Health Organization, 1986. Ottawa Charter for Health Promotion), indica sette passaggi fondamentali per introdurre la prescrizione sociale in nuovi contesti:Partire dal livello locale, coinvolgendo il maggior numero possibile di partner territoriali per mappare e mettere in rete servizi e risorse della comunità.Attivare processi di co-costruzione con la comunità, includendo tutti i gruppi, anche i più fragili, e sostenendoli anche finanziariamente.Individuare figure di collegamento (link worker), con competenze relazionali, comunicative ed empatiche, capaci di indirizzare le persone verso le opportunità più adeguate e di valorizzare team multidisciplinari comprendenti i medici di base.Progettare i percorsi insieme ai cittadini e ai pazienti, protagonisti attivi del processo.Costruire competenze professionali per gli operatori di collegamento, con adeguata supervisione clinica.Favorire il coinvolgimento dei professionisti sanitari, offrendo formazione sulle potenzialità della prescrizione sociale. Promuovere una cultura della valutazione dell’impatto, per raccogliere e diffondere evidenze utili alla replicabilità e diffusione degli interventi.La prescrizione sociale, così intesa, crea connessioni e attiva reti di collaborazione tra risorse già presenti nella comunità, superando la frammentazione e valorizzando l’esistente.Nel 2021 l’OMS ha aggiornato il proprio Glossario della Promozione della Salute (World Health Organization, 2021. Health Promotion Glossary of Terms 2021) e pubblicato la Carta di Ginevra per il Benessere (World Health Organization, 2021. The Geneva Charter for Well-being), che pone tre obiettivi principali:Costruire comunità sostenibili che promuovano il benessere,Garantire equità di salute per le generazioni presenti e future,Rispettare i limiti ecologici del pianeta.Protagonista è sempre la persona, primo responsabile della propria salute e di quella di chi la circonda, chiamata a comportamenti rispettosi dell’ambiente e all’uso consapevole delle risorse comuni. Gli operatori socio-sanitari, a loro volta, devono individuare i bisogni, definire priorità in un quadro di risorse limitate e promuovere educazione sanitaria.Questi principi sono alla base anche del PNRR, che affida ai Distretti socio-sanitari il ruolo di riferimento per la programmazione della salute territoriale, attraverso la stratificazione dei bisogni delle popolazioni. Tuttavia, il passaggio dal DM 71 al DM 77, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, ha indebolito la visione originaria dei Distretti come vere “Agenzie di salute” dei territori.Ripensare i modelli di programmazione sociosanitaria significa quindi valorizzare il ruolo proattivo degli operatori, non solo come erogatori di servizi, ma come promotori di salute capaci di sostenere le persone, anche fragili, nel loro ambiente di vita e di relazioni, rendendole protagoniste della costruzione del proprio benessere.Il 19 giugno di quest’anno si è tenuto a Roma, nella sede del DiSSE, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche, Università "Sapienza", il Convegno “Le comunità come alternativa alla solitudine e come supporto alla salute”. L’evento ha visto la partecipazione di WHO European Office for Investment for Health and Development, Wonca Europe, ASIQUAS, Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie, Cittadinanzattiva, Federsanità ANCI, FIASO, numerose Associazioni e Istituzioni del terzo Settore, Università e Centri di Ricerca italiani e una rappresentanza del Social Prescribing and Community Orientation Special Interest Group , una rete internazionale dedicata allo sviluppo e alla diffusione della prescrizione sociale e dei modelli di orientamento comunitario nei sistemi sanitari.Nella fase di preparazione del Convegno era stata lanciata una “Call for Proposal” nazionale che ha consentito la raccolta di numerose pratiche, esperienze e progetti da tutte le Regioni del nostro Paese. Partendo dalle esperienze raccolte sono stati organizzati alcuni tavoli tematici per approfondire e confrontare i contributi ricevuti.Tramite WHO EU, sede di Venezia, sono state raccolte anche esperienze di altri Paesi Europei come UK, Scozia, Fiandre (Belgio), Spagna, Finlandia. In particolare è stata oggetto di approfondimento l’esperienza di Frome, una cittadina di 20.440 abitanti nella contea del Somerset, nel sud ovest dell'Inghilterra e della rete Health Connections Mendip, un servizio gratuito del NHS che opera attraverso le pratiche di medicina generale locali e che offre supporto non medico per la salute e il benessere, grazie a figure chiamate Health Connectors e Community Connectors.In Italia le esperienze sono numerose e significative, ma spesso isolate, non validate né divulgate. Per questo il nostro primo obiettivo è stato raccoglierle, validarle e diffonderle. Come già avvenuto in Scozia e nelle Fiandre, il passo successivo sarà anche per noi trasformare queste esperienze in una proposta di “Raccomandazioni/Linee guida” sulla prescrizione sociale e sulle comunità proattive inclusive. Questo sarà l’obiettivo del prossimo Convegno, che realizzeremo a Gennaio 2026 insieme.Giorgio Banchieri, Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, RomaAndrea Vannucci, Membro CTS ASIQUAS, Docente DiSM, Università Siena, Membro CD Accademia di Medicina, Genova.Riferimenti bibliograficiWorld Health Organization (1986). Ottawa Charter for Health Promotion. Geneva: WHO.? Citata nella sezione “Un percorso possibile” come documento fondativo per la promozione della salute e la prescrizione sociale.World Health Organization (2021). Health Promotion Glossary of Terms 2021. Geneva: WHO.? Aggiornamento del glossario sulla promozione della salute.World Health Organization (2021). The Geneva Charter for Well-being. Geneva: WHO.? Citata per i tre obiettivi principali del benessere sostenibile e comunitario.Douglas, M., & Isherwood, B. (1979). The World of Goods: Towards an Anthropology of Consumption. New York: Basic Books.? Riferimento nella parte “Società di consumo, di massa e salute” per la lettura antropologica dei consumi.Bourdieu, P. (1979). La Distinction: Critique sociale du jugement. Paris: Les Éditions de Minuit.? Riferimento esplicito per la relazione tra consumo, gusto e distinzione sociale.Baran, P., & Sweezy, P. (1966). Monopoly Capital: An Essay on the American Economic and Social Order. New York: Monthly Review Press.? Base teorica citata per la definizione e le caratteristiche dell’oligopolio e del trust.Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS). National Health Expenditure Data (NHE), 2023.? Fonte implicita per i dati sulla spesa sanitaria USA e la quota pubblica/privata.Berwick, D. M., & Hackbarth, A. D. (2012). Eliminating Waste in U.S. Health Care. JAMA, 307(14): 1513–1516.? Citato per la stima degli sprechi nel sistema sanitario americano.Fondazione GIMBE (2017). Report sulla sostenibilità del SSN. Bologna: GIMBE.? Fonte per le stime sugli sprechi e inefficienze nella sanità italiana.CERGAS SDA Bocconi / Osservatorio OASI (diversi anni). Rapporto OASI sul Sistema Sanitario Italiano.Milano: Egea.? Fonte per i dati italiani sugli sprechi e sulla governance del SSN.Habermas, J. (1998). L’inclusione dell’altro: studi di teoria politica. Milano: Feltrinelli.? Citato nella parte “Omologazione, local e global” per la riflessione sul rapporto tra legittimità politica e scelte economiche nella globalizzazione.Francesco (Papa). Encicliche Laudato si’ (2015) e Fratelli tutti (2020).? Richiamo implicito nella parte finale sulla critica all’economia globale che “dimentica il territorio”.WHO European Office for Investment for Health and Development (2024). Community Orientation and Social Prescribing Network. Venice: WHO EU.? Fonte per le esperienze internazionali di prescrizione sociale (Frome, Scozia, Fiandre).Health Connections Mendip (UK NHS). Frome Model of Community Health. Somerset NHS Trust, 2016–2023.? Citata come esempio operativo di prescrizione sociale nel testo.Choosing Wisely Italia (2012–2024). Progetti di de-prescrizione e appropriatezza clinica.? Citata nella sezione sull’appropriatezza e il low-value care.13 ottobre 2025© Riproduzione riservataAltri articoli in Studi e Analisi Corte dei Conti: la sanità italiana “in cammino per il cambiamento”, ma restano squilibri strutturali, ritardi e bilanci che scricchiolano “Un medico e un infermiere su tre soffre di depressione. Uno su dieci pensa al suicidio”. I dati shock dell’Oms Europa Salute mentale. Un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze West Nile. Ecdc: “Quasi 1.000 casi autoctoni in Europa nel 2025, l’Italia al centro dell’epidemia” Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita Intelligenza artificiale. La sfida è trovare la quadra tra privacy e opportunità di utilizzo dei dati. Le riflessioni al terzo incontro del Forum Fo.N.Sa.D. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301819605454.PDF §---§ title§§ Sanità: la Regione risponde ai rilievi di Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303173806560.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 13 Oct 2025

L''assessore Latronico punta i riflettori sulle peculiarità del territorio e su quanto fatto per offrire servizi adeguati ai pazienti

pubDate§§ 2025-10-13T12:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303173806560.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303173806560.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/basilicata/video/2025/10/-tgr-basilicata-web-avallone-intervista-latronico-1200-logomp4-c97b9071-09dc-454e-9673-af77eac8b5f9.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303173806560.PDF tp:ocr§§ L'intervista a Cosimo Latronico, assessore alla Sanità Regione Basilicata tp:writer§§ Umberto Avallone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303173806560.PDF §---§ title§§ La crisi strutturale del SSN: il Rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303242007422.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tecnicaospedaliera.it" del 13 Oct 2025

L’8° Rapporto GIMBE evidenzia una carenza di risorse, il fallimento nell''attuazione delle riforme territoriali e uno squilibrio del personale

pubDate§§ 2025-10-13T16:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303242007422.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303242007422.PDF', 'title': 'tecnicaospedaliera.it'} tp:url§§ https://www.tecnicaospedaliera.it/la-crisi-strutturale-del-ssn-il-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303242007422.PDF tp:ocr§§ È uno scenario ancora una volta a tinte fosche quello delineato dal Rapporto Gimbe. La lunga e accorata illustrazione del rapporto di Nino Cartabellotta – lo scorso 8 ottobre nella prestigiosa Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma – è partita ancora una volta dall’art. 32 della Costituzione, sottolineando come il diritto alla salute rappresenti anche una tutela della democrazia e dell’economia del Paese. Tuttavia, «siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del SSN, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute».Progressivo smantellamento del SSN: aumentano spesa privata e rinuncia alle cureNel tempo i Governi hanno progressivamente smantellato questo bene comune, le cui drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica.Nonostante le iniezioni continue al FSN dal Covid in poi, nell’ultimo triennio la carenza è di 13,1 miliardi di euro. Le risorse carenti e una ripartizione lontana dall’equità si ripercuotono sulle famiglie la cui spesa out of pocket ha toccato i 41,3 miliardi di euro e sulla rinuncia alle cure che interessa ormai 1 cittadino su 10. Senza contare che solo 13 Regioni hanno rispettato i LEA alimentando le perduranti migrazioni sanitarie verso il Nord.L’assurdo squilibrio del personaleNonostante le continue denunce di carenza di medici, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa per numero di medici per abitante (5,4 ogni 1.000, contro la media OCSE di 3,9).Cartabellotta chiarisce l’equivoco: «Questi numeri dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale. Il problema è l’attrattività della sanità pubblica, acuita da retribuzioni ben al di sotto della media Ocse (i medici specialisti guadagnano in media 117.954 euro contro i 131.455 della media Ocse)».A questo “eccesso” di medici fa da contraltare una carenza strutturale di infermieri. L’Italia si trova in coda rispetto ai Paesi Ocse, con appena 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti a fronte di una media di 9,5. Un problema quest’ultimo aggravato dal crollo dell’attrattività del Corso di Laurea in Infermieristica, dove per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande e posti disponibili è sceso a 0,92.Ritardi gravi del PNRR Salute: il rischio di un’occasione mancataLa situazione non è migliore, focalizzando l’attenzione sulla riforma dell’assistenza territoriale sancita dal DM 77/2022.Il conto alla rovescia per la Missione Salute del PNRR si fa pressante, con 14 obiettivi ancora da completare entro la scadenza del 30 giugno 2026. Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa, i ritardi suscitano preoccupazione.Il monitoraggio Gimbe rivela che i target più critici sono l’attivazione di Case della Comunità e Ospedali di Comunità: quanto alle prime, delle 1.723 programmate, al 30 giugno 2025 solo 218 (12,7%) avevano i servizi attivi. Il dato più allarmante è che solo 46 (4,4%) disponevano effettivamente del personale medico e infermieristico necessario. Quanto agli ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive.Secondo Cartabellotta, il rischio è di «lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».Altri ritardi significativi riguardano l’antisismica (spesa totale inferiore all’11% del finanziamento) e il pieno funzionamento del Fa scicolo Sanitario Elettronico. Al 31 marzo 2025, solo 6 documenti su 16 (come la lettera di dimissione o i referti di laboratorio) risultavano disponibili in tutte le Regioni, e appena il 42% dei cittadini aveva espresso il consenso alla consultazione.L’espansione del privatoL’indebolimento del SSN, unito ai problemi di personale e ai ritardi nelle riforme territoriali, crea il terreno fertile per l’espansione del settore privato, ben oltre quello convenzionato.Il rapporto Gimbe evidenzia che nel 2023, su quasi 30.000 strutture sanitarie, il 58% era privato accreditato, prevalendo in ambiti chiave come l’assistenza residenziale (85,1%) e riabilitativa (78,4%). A correre davvero è il settore esclusivamente privato: tra il 2016 e il 2023, la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi di euro.«Questo scenario documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo», ha enfatizzato Cartabellotta.La Fondazione Gimbe invoca, pertanto, un “patto” e un’accelerazione immediata per la volata finale del PNRR, che deve tradurre le risorse in servizi concreti per i cittadini, evitando di sprecare un’occasione storica per rafforzare la sanità pubblica.«Il futuro del SSN si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere», ha concluso il presidente Gimbe ricordando che le risorse da sole non bastano, ma devono correre di pari passo a riforme di sistema. Abbonati a Tecnica Ospedaliera tp:writer§§ Elena D''Alessandri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101303242007422.PDF §---§ title§§ Sanità friulana tra eccellenza e carenze: cresce il numero di cittadini che rinunciano alle cure, mancano i medici di base link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301758205876.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "udinetoday.it" del 13 Oct 2025

Il nuovo rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale fotografa una sanità friulana in chiaroscuro: più medici e infermieri della media italiana, ma forti squilibri nella medicina territoriale. Aumentano le rinunce alle cure e mancano decine di medici

pubDate§§ 2025-10-13T09:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301758205876.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301758205876.PDF', 'title': 'udinetoday.it'} tp:url§§ https://www.udinetoday.it/salute/sanita-friulana-rapporto-gimbe-2025.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301758205876.PDF tp:ocr§§ La sanità friulana è efficiente, ma sotto pressione. Il nuovo Rapporto Gimbe 2025 mostra come il Friuli Venezia Giulia riesca a mantenere standard alti in termini di personale e organizzazione, pur affrontando sfide sempre più complesse: carenza di medici di base, rinunce alle cure in crescita e pressione crescente sulla medicina territoriale.Nel 2023 la regione contava circa 13 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (contro la media nazionale di 11,9), con 2,26 medici e 6,37 infermieri ogni 1.000 residenti. Il rapporto infermieri/medici (2,82) è superiore alla media nazionale (2,54), segno di un sistema relativamente ben dotato, ma con retribuzioni più basse e una distribuzione disomogenea del personale tra città e aree periferiche.Medici di base: carichi eccessivi e carenza strutturaleIl Friuli Venezia Giulia deve fare i conti con un grave squilibrio nella medicina territoriale: oltre il 52% dei medici di base ha più di 1.500 assistiti, e in alcune zone si arriva a 1.800 pazienti per medico. Attualmente si contano 149 zone carenti di medici di medicina generale, con circa 220.000 cittadini senza medico di riferimento. Sul fronte della formazione, la regione prova a reagire: il bando 2025-2028 del Ceformed Fvg prevede 40 borse di studio per il corso di Medicina Generale, a fronte di 80 candidati. Tuttavia, solo 44 si sono presentati alla prova e, come negli anni passati, circa la metà rinuncia alla borsa prima dell’avvio del corso. Il Friuli resta comunque tra le poche regioni italiane ad aver coperto quasi tutti i posti di formazione, un segnale di attrattività e buona capacità organizzativa del sistema sanitario regionale.Rinunce alle cure in crescitaIl dato più allarmante arriva dalle rinunce alle prestazioni sanitarie. Nel 2024 l’8,5% dei cittadini del FVG, pari a oltre 101.000 persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Rispetto al 2023 si registra un aumento di 3,4 punti percentuali, con un picco tra gli anziani: quasi 1 su 4 over 65 ha rinunciato a visite o esami, spesso per liste d’attesa troppo lunghe o motivi economici. Il fenomeno cresce anche in aree ben servite come Udine e Cividale, dove le richieste di visite specialistiche superano ormai di molto le disponibilità mensili del sistema pubblico.Udine e l’Asufc: un modello di innovazione digitaleIn questo contesto, l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) rappresenta un’eccellenza. Secondo Gimbe, il 95% dei medici e pediatri udinesi accede regolarmente al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), uno dei tassi più alti in Italia. Più bassa invece la partecipazione dei cittadini: solo l’11% lo utilizza attivamente, un dato che evidenzia la necessità di maggior alfabetizzazione digitale e promozione dei servizi online.Un sistema che regge, ma va rafforzatoIl Friuli Venezia Giulia si conferma tra le regioni più solide del Nordest in termini di qualità dei servizi e organizzazione sanitaria. Tuttavia, l’invecchiamento del personale, la carenza di medici di base e la crescita delle rinunce alle cure mettono a rischio la tenuta del modello. Udine e la sua rete ospedaliera universitaria restano un punto di riferimento, ma il messaggio del rapporto Gombe è chiaro: senza un rafforzamento della medicina territoriale e investimenti strutturali, anche l’eccellenza friulana rischia di entrare in affanno. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301758205876.PDF §---§ title§§ Carenza di medici e rinunce alle cure | la sanità friulana sotto pressione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301764405814.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 13 Oct 2025

La sanit à friulana è efficiente, ma sotto pressione. Il nuovo Rapporto Gimbe 2025 mostra come il Friuli Venezia Giulia riesca a mantenere standard alti in termini di personale e organizzazione, pur affrontando sfide sempre più complesse: carenza di medici di base, rinunce alle cure in crescita e.

pubDate§§ 2025-10-13T09:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301764405814.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301764405814.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2025-10-13/carenza-di-medici-e-rinunce-alle-cure-la-sanita-friulana-sotto-pressione/17931657/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301764405814.PDF tp:ocr§§ La sanit à friulana è efficiente, ma sotto pressione. Il nuovo Rapporto Gimbe 2025 mostra come il Friuli Venezia Giulia riesca a mantenere standard alti in termini di personale e organizzazione, pur affrontando sfide sempre più complesse: carenza di medici di base, rinunce alle cure in crescita e.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301764405814.PDF §---§