title§§ «Promossa la sanità piemontese» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302102200068.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CORRIERE DI ALBA BRA LANGHE E ROERO" del 13 Oct 2025

Presentato il rapporto Gimbe sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale

pubDate§§ 2025-10-13T00:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302102200068.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302102200068.PDF', 'title': 'CORRIERE DI ALBA BRA LANGHE E ROERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302102200068.PDF tp:ocr§§ «Promossa la sanità piemontese» Presentato il rapporto Gimbe sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale SANITÀ Ma per i gettonisti spendiamo più della Lombardia pur avendo la metà degli abitanti «Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’Assessore alla Sanità, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo Rapporto Gimbe sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale. «Il Piemonte - sottolinea Riboldi conferma un posizionamento tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme». Tra gli elementi di forza evidenziati dal rapporto: spesa sanitaria privata sotto controllo; saldo netto della mobilità che passa da -19 milioni di euro a -5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni; progresso nella digitalizzazione sanitaria e nella telemedicina. Tuttavia, come sottolinea ancora l’assessore: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese». Diversa la lettura del Rapporto da parte del consigliere PD Domenico Rossi: «L’assessore Riboldi descrive una realtà lontana dai problemi dei piemontesi. Non dice che in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48% del valore complessivo dei contratti per i gettonisti con un valore assoluto più alto (115 milioni di euro contro 105 dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024: siamo a più di 390 mila. Infine, siamo ancora in attesa di un piano straordinario di assunzioni fondato su un’analisi seria dei fabbisogni». ---End text--- Author: GIANFRANCO CORINO Heading: Highlight: Image:Tra le criticità della Sanità, la carenza di personale medico -tit_org- «Promossa la sanità piemontese» -sec_org- tp:writer§§ GIANFRANCO CORINO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302102200068.PDF §---§ title§§ Sanità, cure troppo costose In centomila rinunciano = Visite mediche La grande rinuncia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043303467.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "MESSAGGERO VENETO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043303467.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043303467.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043303467.PDF tp:ocr§§ i dati del rapporto gimbe Sanità, cure troppo costose In centomila rinunciano regione Visite mediche La grande rinuncia Report Gimbe, l’8,5% dei cittadini sceglie di non curarsi: sono saliti a 101.542 nel 2024, contro i 60.925 del 2023 Tra le cause principali secondo l’Istat al primo posto i tempi lunghi di attesa, seguiti dalle difficoltà economiche Friuli Venezia Giulia Oltre 100 mila residenti in regione hanno rinunciato nel 2024 a una visita o a un accertamento medico. Come se l’intera popolazione di Udine, di fronte alle liste d’attesa o a costi troppo alti, avesse scelto di non curarsi. È la fotografia che emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale: in regione le persone che hanno fatto a meno di una o più prestazioni sanitarie sono aumentate di più di 40 mila unità in un anno. BALLICO / PAGINE 14 E 15 Oltre 100mila residenti del Friuli Venezia Giulia hanno rinunciato nel 2024 a una visita o a un accertamento medico. Come se l’intera popolazione di Udine, di fronte alle liste d’attesa o a costi troppo alti, avesse scelto di non curarsi. È la fotografia che emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale: in regione le persone che hanno fatto a meno di una o più prestazioni sanitarie sono aumentate di più di 40mila unità: da 60.925 nel 2023 a 101.542 nel 2024. LA RINUNCIA AI CONTROLLI Il fenomeno interessa in sostanza un cittadino su 12. Basandosi su un’indagine Istat (che non conteggia gli appuntamenti rinviati dal dentista), Gimbe fa sapere che, con l’8,5% che rinuncia a uno o più controlli, il Fvg rimane sotto la media nazionale del 9,9%, ma segna da un anno all’altro un incremento del 3,4% (nel 2023 il fenomeno riguardava il 5,1% della popolazione), inferiore solo al +4,1% della Basilicata e al +3,5% della Sardegna. Le cause principali? Secondo l’Istat, al primo posto le liste d’attesa: i motivi organizzativi (tempi lunghi) vengono citati dal 70% di chi rinuncia; le difficoltà economiche sono un disincentivo per oltre il 50%. LA GARANZIA DEI LEA Le risorse, in Fvg, non mancano. Lo stanziamento per il comparto socio sanitario supera abbondantemente i 3 miliardi di euro, che servono anche a garantire i Livelli essenziali di assistenza, tema già approfondito da Gimbe a inizio settembre. In ripresa dopo le difficoltà legate alla pandemia, il Fvg si colloca nel 2023 al nono posto tra le regioni, con 235 punti su 300 teorici. Nel dettaglio, ottiene 81 punti nella prevenzione (ottavo posto), 81 nell’area distrettuale (nono) e 73 in area ospedaliera (quattordicesimo). Ritardi evidenti, ma rispetto al 2022 il miglioramento è consistente: +16 punti, il terzo incremento dietro a Calabria (+41) e Sardegna (+26), in un contesto in cui nessuno al Nord fa meglio e con il segno meno pure per Emilia Romagna (-6) e Lombardia (-14). IL PERSONALE Un fattore cruciale è la dotazione di personale sanitario. Preso come fonte il Conto annuale della Ragioneria dello Stato, in Fvg nel 2023 hanno lavorato come dipendenti del Servizio sanitario regionale (Ssr) 20.747 persone, 17,4 per mille abitanti, contro una media nazionale di 11,9. La nostra regione è terza alle spalle di Valle d’Aosta (17,7) e Provincia di Bolzano (17,5). Quanto ai medici, il Fvg ne conta 2,26 per mille abitanti (1,85 in Italia), sesta posizione in una classifica che vede in testa la Sardegna (2,59); gli infermieri sono 6,37 per mille abitanti, secondo posto dopo la Liguria (6,86), ben sopra la media nazionale di 4,70. I MEDICI DI FAMIGLIA Altro fattore chiave è la medicina generale. L’Accordo collettivo nazionale prevede un massimale di assistiti per ciascun medico di famiglia pari a 1.500, con possibili deroghe in contesti particolari fino a 1.800 o oltre. Nel Fvg (1.460 il numero medio di pazienti all’1 gennaio 2024), più della metà dei medici di medicina generale (52,4%) supera il massimale, riscontro superiore al 51,7% nazionale ma molto lontano dal 74% della Lombardia e dal 68, 7% del Veneto. Gimbe informa poi che, stando alle comunicazioni del sindacato Fimmg, tra il 2024 e il 2027 ben 7.345 mmg hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni. In un contesto in cui la professione è poco attrattiva, la spia rossa è già accesa in diverse regioni italiane. In Fvg dal 2019 al 2023 i mmg sono calati del 12,9%, con una stima di mancanti nel 2024 pari a 151. Il sovraccarico pesa inevitabilmente sulla capacità del medico di suggerire cure preventive, fare visite domiciliari, gestire pazienti cronici. CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ La presa in carico delle cronicità è tra l’altro il punto centrale dell’operatività delle Case di comunità disegnate dal Dm 77 del 2022, la ridefinizione dell’assistenza territoriale dopo il Covid. Gimbe ripesca su questo tema un recente monitoraggio di Agenas, che rileva ritardi e disomogeneità regionali. Materia che ha diviso gli schieramenti: la giunta Fedriga ha sottolineato le 30 Case di comunità sulle 32 programmate con almeno un servizio attivato, l’opposizione ha puntato il dito sullo “zero” nella colonna delle strutture con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi. In ritardo risultano anche gli Ospedali di comunità, una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. In Fvg ne sono previsti 15, ma al momento solo 3 hanno aperto le porte, il 20%, un grado di attivazione inferiore alla media nazionale del 26%. Pienamente funzionanti, invece, le 12 Centrali operative territoriali programmate, un cento per cento che riguarda però tutta Italia, tranne Campania (94%) e Sardegna (67%). — ---End text--- Author: Marco Ballico Heading: regione Friuli Venezia Giulia Highlight: Fra i fattori chiave i medici di medicina generale, calati del 12,9% dal 2019 al 2023: il sovraccarico di pazienti pesa Cruciale anche la dotazione di addetti sanitari: sul territorio nel 2023 erano al lavoro in 20.747, pari a 17,4 per mille abitanti In regione situazione migliore della media italiana, ma l’aumento di chi ha evitato il dottore inferiore solo a Basilicata e Sardegna La garanzia dei Livelli essenziali di assistenza: il Friuli Venezia Giulia al nono posto in Italia con 235 punti su 300 teorici Image:PERSONE CHE HANNO RINUNCIATO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE 2023 2024 Piemonte 374.143 391.149 17.006 21.863 P.A. di Bolzano 27.414 28.489 1.075 183.857 49.641 P.A. di Trento 29.439 40.343 10.903 330.040 481.076 151.035 Puglia 326.816 424.082 97.267 Emilia-Romagna 258.212 391.771 133.558 Sardegna 215.152 270.118 54.966 Friuli Venezia Giulia 60.925 101.542 40.617 Sicilia 335.815 431.762 95.947 Lazio 600.048 685.769 85.721 Toscana 204.990 300.163 95.174 Liguria 117.713 152.423 34.710 Umbria 78.482 104.074 25.592 Lombardia 720.868 1.031.242 310.374 Valle d'Aosta 7.741 10.322 2.580 Marche 143.826 157.171 13.345 Veneto 359.064 383.325 24.261 Molise 26.030 31.525 5.495 ITALIA 4.481.813 5.838.152 1.356.338 2023 2024 Abruzzo 116.801 159.966 43.165 Basilicata 35.727 57.589 Calabria 134.215 Campania Fonte: Gimbe su dati Istat , anno 2024 vs 2023 Variazione Variazione -tit_org- Sanità, cure troppo costose In centomila rinunciano Visite mediche La grande rinuncia -sec_org- tp:writer§§ Marco Ballico guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043303467.PDF §---§ title§§ I dipendenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301949303711.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "MESSAGGERO VENETO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301949303711.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301949303711.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301949303711.PDF tp:ocr§§ I dipendenti i numeri A livello nazionale la media di dipendenti al lavoro nel Servizio sanitario è di 11,9 persone ogni mille abitanti. Il Fvg, con i suoi circa 20mila addetti, è terzo in Italia con 17,4, alle spalle di Valle d’Aosta (17,7) e Provincia di Bolzano (17,5). Tolta la Liguria (quarta con 16,5), osserva Gimbe, nelle prime 5 posizioni ci sono Regioni a statuto speciale e Province autonome (Trento è quinta con 15,5). ---End text--- Author: Redazione Heading: i numeri Highlight: Image: -tit_org- I dipendenti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301949303711.PDF §---§ title§§ I gettonisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967403712.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "MESSAGGERO VENETO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967403712.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967403712.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967403712.PDF tp:ocr§§ I gettonisti nel nord italia Nel 2024 il ricorso ai “gettonisti”, informa il Rapporto Gimbe, risulta concentrato in alcune regioni del Nord: Piemonte (115, 2 milioni) e Lombardia (105 milioni) assorbono oltre il 48% del valore dei contratti. Seguono Toscana (56,7 milioni), Sardegna (48 milioni) e Valle d’Aosta (46,6 milioni), che insieme rappresentano un ulteriore 33%. In Fvg la spesa è di 3,8 milioni. ---End text--- Author: Redazione Heading: nel nord italia Highlight: Image: -tit_org- I gettonisti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967403712.PDF §---§ title§§ Regione, la spesa é alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967503713.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "MESSAGGERO VENETO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967503713.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967503713.PDF', 'title': 'MESSAGGERO VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967503713.PDF tp:ocr§§ Il nostro è uno dei territori che stanziano le maggiori risorse pro capite per il settore: il finanziamento pubblico nel 2024 era di 2.226 euro, sopra il dato nazionale pari a 2.181 Regione, la spesa è alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni italiane che stanzia più risorse per la sanità. Il Rapporto Gimbe informa che il finanziamento pubblico nel 2024 è stato di 2.226 euro pro capite, al di sopra della media nazionale, ferma a 2.181 euro. Un dato che colloca la regione al quinto posto dietro a Liguria (2.261), Molise (2.235), Sardegna (2.223) e Umbria (2.232), territori che condividono un indice di vecchiaia particolarmente elevato. Le regioni più popolose ricevono invece quote pro capite inferiori alla media nazionale: Campania 2.135, Lombardia 2.154, Lazio 2.164, Sicilia 2.166. Ma c’è anche un focus di Agenas, “Il personale del servizio sanitario nazionale”, basato su dati 2023, che ha fatto osservare all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, l’alto numero di dipendenti in rapporto alla popolazione. «Non possono dire che non investiamo nel pubblico, abbiamo fatto una manovra da 40 milioni di euro solo per le premialità», ha rimarcato l’esponente della giunta Fedriga evidenziando anche che la differenza tra assunzioni e cessazioni tra 2021 e 2024 è positiva sia per quanto riguarda i medici sia per quanto riguarda la somma di infermieri e operatori socio sanitari. Osservazioni che non convincono tuttavia la Cgil. Orietta Olivo, segretaria generale Fp Cgil Fvg, parla di «realtà diversa, e se ne accorgono il personale, il sindacato che ne rappresenta gli interessi e l’utenza che tocca con mano le difficoltà del sistema e la fatica di chi vi opera. L’unico che pare non comprendere la situazione è chi ha la responsabilità diretta del funzionamento del Ssr». Olivo non contesta di numeri, ma la loro interpretazione: «Il fatto che in Fvg il rapporto fra infermieri e Òss del servizio pubblico e abitanti sia fra i più alti d’Italia riflette anche la maggiore e massiccia presenza del privato in altre regioni. Nonostante i tentativi continui di aumentare la quota di privato, da noi, grazie al cielo, la parte del leone la fa ancora il sistema pubblico. Sistema che però fa fatica, perché il personale è ovunque in sofferenza, costretto a turni fino a 12 ore per garantire l’assistenza, tanto che i lavoratori non riescono a recuperare le ore di straordinario prestate e le ferie non godute». I 40 milioni per incentivare il personale? «Non si dice la verità – osserva ancora la segretaria della Cgil –: i milioni messi a disposizione del personale da parte della Regione sono 27, mentre il resto dei fondi deriva da leggi nazionali che l’assessorato non eroga a sua scelta, ma è tenuto a garantire. Certo è positivo che, dopo che si chiedeva da diverso tempo di puntare sul personale per cercare di trattenerlo, si siano investiti questi soldi, ma probabilmente lo si è fatto troppo tardi. Vero che l’assessore, come sostiene, non può obbligare il personale a partecipare ai concorsi. Ma quello che poteva e doveva fare, vista la crisi del personale e stante il calo degli iscritti nelle facoltà sanitarie, era investire per creare un ambiente e condizioni di lavoro più attrattivi e incentivanti». Fra le proposte per migliorare le condizioni lavorative, ricorda da parte sua la Fials Fvg, con il segretario Fabio Pototschnig, «da noi presentate alla Regione lo scorso aprile, c’era anche quella di studiare le cause di dimissioni attraverso azioni di audit del personale che sceglie di abbandonare le Aziende del Ssr, adottando strategie che possano andare incontro immediatamente alle difficoltà del dipendente. La notizia che la direzione dell’Arcs abbia avviato il questionario rivolto al personale che ha presentato le dimissioni potrà essere di aiuto, ma riteniamo che per arginare il fenomeno delle dimissioni volontarie tale questionario debba essere esteso anche a chi lavora ancora nelle Aziende, ma sta pensando di rassegnare le dimissioni. In questo modo si potrebbe cercare di eliminare le criticità segnalate e trattenere il professionista nella sanità pubblica». — M. B. ---End text--- Author: M. B. Heading: Highlight: Image:I DATI Finanziamento sanità pro capite 2024 Personale dipendente per 1.000 abitanti 2.000 2.100 2.200 2.300 0 Liguria 2.261 Valle d'Aosta 17,7 Molise 2.235 P.A. Bolzano 17,5 Sardegna 2.235 Friuli Venezia Giulia 17,4 Umbria 2.232 Liguria 16,5 Friuli Venezia Giulia 2.226 P.A. Trento 15,5 Piemonte 2.218 Emilia-Romagna 15,1 Toscana 2.218 Toscana 15,1 Basilicata 2.214 Sardegna 14,2 Valle D’Aosta 2.212 Umbria 14,0 Marche 2.207 Marche 13,4 Abruzzo 2.202 Piemonte 13,4 Puglia 2.189 Veneto 13,0 Emilia-Romagna 2.183 Abruzzo 12,6 Calabria 2.182 Basilicata 12,5 Veneto 2.182 ITALIA (media) 11,9 ITALIA (media) 2.181 Puglia 10,8 Sicilia 2.166 Lombardia 10,7 Lazio 2.164 Calabria 10,2 Lombardia 2.154 Molise 9,8 P.A. Trento 2.147 Sicilia 9,4 Campania 2.135 Campania 9,0 P.A. Bolzano 2.101 Lazio 8,7 2.226 Friuli Venezia Giulia 2.181 Media Italia Fonte: elaborazione Gimbe su dati Delibera Cipess n. 88/2024 17,4 Friuli Venezia Giulia 5 10 11,9 Fonte: Conto Annuale Ragioneria dello Stato, anno 2023 15 Media Italia 20 -tit_org- Regione, la spesa é alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima -sec_org- tp:writer§§ m. b. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301967503713.PDF §---§ title§§ Visite mediche La grande rimuncia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301884203008.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "PICCOLO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301884203008.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301884203008.PDF', 'title': 'PICCOLO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301884203008.PDF tp:ocr§§ Visite mediche La grande rinuncia Report Gimbe, l’8,5% dei cittadini sceglie di non curarsi: sono saliti a 101.542 nel 2024, contro i 60.925 del 2023 Tra le cause principali secondo l’Istat al primo posto i tempi lunghi di attesa, seguiti dalle difficoltà economiche Oltre 100mila residenti del Friuli Venezia Giulia hanno rinunciato nel 2024 a una visita o a un accertamento medico. Come se l’intera popolazione di Udine, di fronte alle liste d’attesa o a costi troppo alti, avesse scelto di non curarsi. È la fotografia che emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale: in regione le persone che hanno fatto a meno di una o più prestazioni sanitarie sono aumentate di più di 40mila unità: da 60.925 nel 2023 a 101.542 nel 2024. LA RINUNCIA AI CONTROLLI Il fenomeno interessa in sostanza un cittadino su 12. Basandosi su un’indagine Istat (che non conteggia gli appuntamenti rinviati dal dentista), Gimbe fa sapere che, con l’8,5% che rinuncia a uno o più controlli, il Fvg rimane sotto la media nazionale del 9,9%, ma segna da un anno all’altro un incremento del 3,4% (nel 2023 il fenomeno riguardava il 5,1% della popolazione), inferiore solo al +4,1% della Basilicata e al +3,5% della Sardegna. Le cause principali? Secondo l’Istat, al primo posto le liste d’attesa: i motivi organizzativi (tempi lunghi) vengono citati dal 70% di chi rinuncia; le difficoltà economiche sono un disincentivo per oltre il 50%. LA GARANZIA DEI LEA Le risorse, in Fvg, non mancano. Lo stanziamento per il comparto socio sanitario supera abbondantemente i 3 miliardi di euro, che servono anche a garantire i Livelli essenziali di assistenza, tema già approfondito da Gimbe a inizio settembre. In ripresa dopo le difficoltà legate alla pandemia, il Fvg si colloca nel 2023 al nono posto tra le regioni, con 235 punti su 300 teorici. Nel dettaglio, ottiene 81 punti nella prevenzione (ottavo posto), 81 nell’area distrettuale (nono) e 73 in area ospedaliera (quattordicesimo). Ritardi evidenti, ma rispetto al 2022 il miglioramento è consistente: +16 punti, il terzo incremento dietro a Calabria (+41) e Sardegna (+26), in un contesto in cui nessuno al Nord fa meglio e con il segno meno pure per Emilia Romagna (-6) e Lombardia (-14). IL PERSONALE Un fattore cruciale è la dotazione di personale sanitario. Preso come fonte il Conto annuale della Ragioneria dello Stato, in Fvg nel 2023 hanno lavorato come dipendenti del Servizio sanitario regionale (Ssr) 20.747 persone, 17,4 per mille abitanti, contro una media nazionale di 11,9. La nostra regione è terza alle spalle di Valle d’Aosta (17,7) e Provincia di Bolzano (17,5). Quanto ai medici, il Fvg ne conta 2,26 per mille abitanti (1,85 in Italia), sesta posizione in una classifica che vede in testa la Sardegna (2,59); gli infermieri sono 6,37 per mille abitanti, secondo posto dopo la Liguria (6,86), ben sopra la media nazionale di 4,70. I MEDICI DI FAMIGLIA Altro fattore chiave è la medicina generale. L’Accordo collettivo nazionale prevede un massimale di assistiti per ciascun medico di famiglia pari a 1.500, con possibili deroghe in contesti particolari fino a 1.800 o oltre. Nel Fvg (1.460 il numero medio di pazienti all’1 gennaio 2024), più della metà dei medici di medicina generale (52,4%) supera il massimale, riscontro superiore al 51,7% nazionale ma molto lontano dal 74% della Lombardia e dal 68, 7% del Veneto. Gimbe informa poi che, stando alle comunicazioni del sindacato Fimmg, tra il 2024 e il 2027 ben 7.345 mmg hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni. In un contesto in cui la professione è poco attrattiva, la spia rossa è già accesa in diverse regioni italiane. In Fvg dal 2019 al 2023 i mmg sono calati del 12,9%, con una stima di mancanti nel 2024 pari a 151. Il sovraccarico pesa inevitabilmente sulla capacità del medico di suggerire cure preventive, fare visite domiciliari, gestire pazienti cronici. CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ La presa in carico delle cronicità è tra l’altro il punto centrale dell’operatività delle Case di comuni tà disegnate dal Dm 77 del 2022, la ridefinizione dell’assistenza territoriale dopo il Covid. Gimbe ripesca su questo tema un recente monitoraggio di Agenas, che rileva ritardi e disomogeneità regionali. Materia che ha diviso gli schieramenti: la giunta Fedriga ha sottolineato le 30 Case di comunità sulle 32 programmate con almeno un servizio attivato, l’opposizione ha puntato il dito sullo “zero” nella colonna delle strutture con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi. In ritardo risultano anche gli Ospedali di comunità, una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. In Fvg ne sono previsti 15, ma al momento solo 3 hanno aperto le porte, il 20%, un grado di attivazione inferiore alla media nazionale del 26%. Pienamente funzionanti, invece, le 12 Centrali operative territoriali programmate, un cento per cento che riguarda però tutta Italia, tranne Campania (94%) e Sardegna (67%). — ---End text--- Author: Marco Ballico Heading: Highlight: Fra i fattori chiave i medici di medicina generale, calati del 12,9% dal 2019 al 2023: il sovraccarico di pazienti pesa Cruciale anche la dotazione di addetti sanitari: sul territorio nel 2023 erano al lavoro in 20.747, pari a 17,4 per mille abitanti PERSONE CHE HANNO RINUNCIATO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE 2023 2024 Piemonte 374.143 391.149 17.006 21.863 P.A. di Bolzano 27.414 28.489 1.075 183.857 49.641 P.A. di Trento 29.439 40.343 10.903 330.040 481.076 151.035 Puglia 326.816 424.082 97.267 Emilia-Romagna 258.212 391.771 133.558 Sardegna 215.152 270.118 54.966 Friuli Venezia Giulia 60.925 101.542 40.617 Sicilia 335.815 431.762 95.947 Lazio 600.048 685.769 85.721 Toscana 204.990 300.163 95.174 Liguria 117.713 152.423 34.710 Umbria 78.482 104.074 25.592 Lombardia 720.868 1.031.242 310.374 Valle d'Aosta 7.741 10.322 2.580 Marche 143.826 157.171 13.345 Veneto 359.064 383.325 24.261 Molise 26.030 31.525 5.495 ITALIA 4.481.813 5.838.152 1.356.338 2023 2024 Abruzzo 116.801 159.966 43.165 Basilicata 35.727 57.589 Calabria 134.215 Campania Fonte: Gimbe su dati Istat , anno 2024 vs 2023 Variazione Variazione In regione situazione migliore della media italiana, ma l’aumento di chi ha evitato il dottore inferiore solo a Basilicata e Sardegna La garanzia dei Livelli essenziali di assistenza: il Friuli Venezia Giulia al nono posto in Italia con 235 punti su 300 teorici Image: -tit_org- Visite mediche La grande rimuncia -sec_org- tp:writer§§ Marco Ballico guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301884203008.PDF §---§ title§§ I gettonisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044403462.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "PICCOLO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044403462.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044403462.PDF', 'title': 'PICCOLO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044403462.PDF tp:ocr§§ I gettonisti nel nord italia Nel 2024 il ricorso ai “gettonisti”, informa il Rapporto Gimbe, risulta concentrato in alcune regioni del Nord: Piemonte (115, 2 milioni) e Lombardia (105 milioni) assorbono oltre il 48% del valore dei contratti. Seguono Toscana (56,7 milioni), Sardegna (48 milioni) e Valle d’Aosta (46,6 milioni), che insieme rappresentano un ulteriore 33%. In Fvg la spesa è di 3,8 milioni. ---End text--- Author: Redazione Heading: nel nord italia Highlight: Image: -tit_org- I gettonisti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044403462.PDF §---§ title§§ I dipendenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044503463.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "PICCOLO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044503463.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044503463.PDF', 'title': 'PICCOLO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044503463.PDF tp:ocr§§ I dipendenti i numeri A livello nazionale la media di dipendenti al lavoro nel Servizio sanitario è di 11,9 persone ogni mille abitanti. Il Fvg, con i suoi circa 20mila addetti, è terzo in Italia con 17,4, alle spalle di Valle d’Aosta (17,7) e Provincia di Bolzano (17,5). Tolta la Liguria (quarta con 16,5), osserva Gimbe, nelle prime 5 posizioni ci sono Regioni a statuto speciale e Province autonome (Trento è quinta con 15,5). ---End text--- Author: Redazione Heading: i numeri Highlight: Image: -tit_org- I dipendenti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302044503463.PDF §---§ title§§ Regione, la spesa é alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043503465.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "PICCOLO" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T03:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043503465.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043503465.PDF', 'title': 'PICCOLO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043503465.PDF tp:ocr§§ Il nostro è uno dei territori che stanziano le maggiori risorse pro capite per il settore: il finanziamento pubblico nel 2024 era di 2.226 euro, sopra il dato nazionale pari a 2.181 Regione, la spesa è alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni italiane che stanzia più risorse per la sanità. Il Rapporto Gimbe informa che il finanziamento pubblico nel 2024 è stato di 2.226 euro pro capite, al di sopra della media nazionale, ferma a 2.181 euro. Un dato che colloca la regione al quinto posto dietro a Liguria (2.261), Molise (2.235), Sardegna (2.223) e Umbria (2.232), territori che condividono un indice di vecchiaia particolarmente elevato. Le regioni più popolose ricevono invece quote pro capite inferiori alla media nazionale: Campania 2.135, Lombardia 2.154, Lazio 2.164, Sicilia 2.166. Ma c’è anche un focus di Agenas, “Il personale del servizio sanitario nazionale”, basato su dati 2023, che ha fatto osservare all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, l’alto numero di dipendenti in rapporto alla popolazione. «Non possono dire che non investiamo nel pubblico, abbiamo fatto una manovra da 40 milioni di euro solo per le premialità», ha rimarcato l’esponente della giunta Fedriga evidenziando anche che la differenza tra assunzioni e cessazioni tra 2021 e 2024 è positiva sia per quanto riguarda i medici sia per quanto riguarda la somma di infermieri e operatori socio sanitari. Osservazioni che non convincono tuttavia la Cgil. Orietta Olivo, segretaria generale Fp Cgil Fvg, parla di «realtà diversa, e se ne accorgono il personale, il sindacato che ne rappresenta gli interessi e l’utenza che tocca con mano le difficoltà del sistema e la fatica di chi vi opera. L’unico che pare non comprendere la situazione è chi ha la responsabilità diretta del funzionamento del Ssr». Olivo non contesta di numeri, ma la loro interpretazione: «Il fatto che in Fvg il rapporto fra infermieri e Òss del servizio pubblico e abitanti sia fra i più alti d’Italia riflette anche la maggiore e massiccia presenza del privato in altre regioni. Nonostante i tentativi continui di aumentare la quota di privato, da noi, grazie al cielo, la parte del leone la fa ancora il sistema pubblico. Sistema che però fa fatica, perché il personale è ovunque in sofferenza, costretto a turni fino a 12 ore per garantire l’assistenza, tanto che i lavoratori non riescono a recuperare le ore di straordinario prestate e le ferie non godute». I 40 milioni per incentivare il personale? «Non si dice la verità – osserva ancora la segretaria della Cgil –: i milioni messi a disposizione del personale da parte della Regione sono 27, mentre il resto dei fondi deriva da leggi nazionali che l’assessorato non eroga a sua scelta, ma è tenuto a garantire. Certo è positivo che, dopo che si chiedeva da diverso tempo di puntare sul personale per cercare di trattenerlo, si siano investiti questi soldi, ma probabilmente lo si è fatto troppo tardi. Vero che l’assessore, come sostiene, non può obbligare il personale a partecipare ai concorsi. Ma quello che poteva e doveva fare, vista la crisi del personale e stante il calo degli iscritti nelle facoltà sanitarie, era investire per creare un ambiente e condizioni di lavoro più attrattivi e incentivanti». Fra le proposte per migliorare le condizioni lavorative, ricorda da parte sua la Fials Fvg, con il segretario Fabio Pototschnig, «da noi presentate alla Regione lo scorso aprile, c’era anche quella di studiare le cause di dimissioni attraverso azioni di audit del personale che sceglie di abbandonare le Aziende del Ssr, adottando strategie che possano andare incontro immediatamente alle difficoltà del dipendente. La notizia che la direzione dell’Arcs abbia avviato il questionario rivolto al personale che ha presentato le dimissioni potrà essere di aiuto, ma riteniamo che per arginare il fenomeno delle dimissioni volontarie tale questionario debba essere esteso anche a chi lavora ancora nelle Aziende, ma sta pensando di rassegnare le dimissioni. In questo modo si potrebbe cercare di eliminare le criticità segnalate e trattenere il professionista nella sanità pubblica». — M. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: M B Heading: Highlight: I DATI Finanziamento sanità pro capite 2024 Personale dipendente per 1.000 abitanti 2.000 2.100 2.200 2.300 0 Liguria 2.261 Valle d'Aosta 17,7 Molise 2.235 P.A. Bolzano 17,5 Sardegna 2.235 Friuli Venezia Giulia 17,4 Umbria 2.232 Liguria 16,5 Friuli Venezia Giulia 2.226 P.A. Trento 15,5 Piemonte 2.218 Emilia-Romagna 15,1 Toscana 2.218 Toscana 15,1 Basilicata 2.214 Sardegna 14,2 Valle D’Aosta 2.212 Umbria 14,0 Marche 2.207 Marche 13,4 Abruzzo 2.202 Piemonte 13,4 Puglia 2.189 Veneto 13,0 Emilia-Romagna 2.183 Abruzzo 12,6 Calabria 2.182 Basilicata 12,5 Veneto 2.182 ITALIA (media) 11,9 ITALIA (media) 2.181 Puglia 10,8 Sicilia 2.166 Lombardia 10,7 Lazio 2.164 Calabria 10,2 Lombardia 2.154 Molise 9,8 P.A. Trento 2.147 Sicilia 9,4 Campania 2.135 Campania 9,0 P.A. Bolzano 2.101 Lazio 8,7 2.226 Friuli Venezia Giulia 2.181 Media Italia Fonte: elaborazione Gimbe su dati Delibera Cipess n. 88/2024 17,4 Friuli Venezia Giulia 5 10 11,9 Fonte: Conto Annuale Ragioneria dello Stato, anno 2023 15 Media Italia 20 Image: -tit_org- Regione, la spesa é alta Sindacati: ma sul personale si doveva agire prima -sec_org- tp:writer§§ M B guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302043503465.PDF §---§ title§§ Sanità molisana al collasso: serve un patto per salvarla link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301664104955.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "PRIMO PIANO MOLISE" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T05:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301664104955.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301664104955.PDF', 'title': 'PRIMO PIANO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301664104955.PDF tp:ocr§§ Sanità molisana al collasso: serve un patto per salvarla (segue dalla prima) […] di Agnone, sulla riorganizzazione delle guardie mediche e più in generale sul programma operativo 2025-2027. Dall’altro lato si muovono i consiglieri regionali Massimo Romano e Andrea Greco che nell’ultima puntata di “Conto alla Rovescia” hanno imboccato una strada diversa dai colleghi di minoranza del Partito Democratico. Romano e Greco chiedono, invece, di essere auditi dalle Commissioni di Camera e Senato per portare il discorso sulle criticità della sanità in Molise a un livello parlamentare ognuno con i propri riferimenti. E Greco è stato lapidario: «Se la mia parte politica non ci ascolterà sono pronto a uscire dal Movimento 5 Stelle». Una vera e propria bomba che ha scosso l’ambiente politico molisano che non può continuare a presentarsi spaccato. Prima di recarsi in massa a Roma per convincere chi di dovere a dare ascolto alle istanze provenienti dal Molise occorre essere uniti e avere le idee chiare. Se ognuno va per conto suo è la fine di un sogno. È assurdo ergersi a primo della classe per avere un attimo di notorietà. Occorre rimanere con i piedi ben saldi al terreno ed evitare corti circuiti che non fanno altro che peggiorare le cose. Alcuni concetti espressi dai sindaci Piero Castrataro e Daniele Saia sono stati, invece, molto apprezzati: «Gli ospedali di Isernia e Agnone non si toccano. Hanno bisogno di interventi urgenti soprattutto a livello di personale per garantire il livello dei servizi». Ad Agnone, l’ospedale Caracciolo, oggi ospedale di area disagiata, rischia di essere trasformato in struttura a gestione infermieristica. A Isernia, il reparto di Emodinamica è garantito solo per altri 18 mesi “in via sperimentale”. Un tempo che i cittadini percepiscono come l’anticamera dello smantellamento, oltre all’incognita punto nascite e Ortopedia, reparto, quest’ultimo, che il prossimo 8 novembre perderà il primario Enzo Bianchi che andrà in pensione. Circola con insistenza la voce che per quanto riguarda Ortopedia sul territorio della Provincia di Isernia ci saranno delle grosse novità che apriranno ulteriori frizioni tra i politici. Saia e Castrataro, che insieme ai sindaci hanno dimostrato di avere le idee molto chiare, hanno sottoscritto il testo presentato da Anci Molise con cui si chiede con forza l’azzeramento del debito sanitario, la revoca del commissariamento ritenuto inefficace e penalizzante, la deroga ai vincoli del D.M. 70/2015 per ripristinare le specialistiche del Dea di II livello presso il Cardarelli di Campobasso, il diniego a ulteriori riduzioni dei servizi salvavita e il potenziamento della medicina territoriale. Senza dimenticare che l’ospedale Cardarelli potrebbe essere accorpato con altre serve un strutture, riducendo ulteriormente i servizi disponibili. A Termoli il punto nascita è destinato alla soppressione. Eppure, è arrivato con buoni propositi dalla vicina Vasto il prof Biondelli. Perché non concedere una proroga per vedere se l’aumento di nascite è un fatto concreto? La maggioranza di centrodestra per il momento sta alla finestra. Il solo Michele Iorio cerca di smuovere qualche coscienza impigrita. L’augurio è che il prossimo 20 ottobre quando i commissari saranno ascoltati in IV Commissione sul programma operativo 2025-2027 tutti abbiano le idee chiare su come muoversi in modo unitario. A questo punto non c’è che una strada da percorrere: trovare un modo per presentarsi uniti e compatti a Roma. Se non si capisce questo concetto si rischia di fare la fine del mitico don Falcuccio che rimase con una mano davanti e l’altra di dietro. Da quando è iniziato il commissariamento la sanità pubblica è stata progressivamente smantellata. Chiusura di reparti, riduzione di personale medico. Pronto soccorso con pochi medici e infermieri, guardie mediche e servizi ridotti al lumicino. Riduzioni che sono state l’unico obiettivo dei tagli nel corso degli anni con la conseguenza di non aver prodotto alcun risparmio ma solo disagi per i molisani. Che si sono visti privati del diritto primario al la salute e alle cure, senza raggiungere l’obiettivo di risanamento del debito sanitario. C’è poi il capitolo del rapporto con il dipartimento di Medicina dell’Unimol. Nel corso dell’ultima puntata di “Conto alla Rovescia” Massimo Romano e Andrea Greco si sono espressi in modo molto deciso sul ruolo della facoltà di Medicina a Campobasso che dovrebbe aumentare i corsi di specializzazione al fine di mantenere in Molise i neolaureati. Rimane incomprensibile la scelta di formare medici senza attuare misure concrete per arginarne la fuga e restituire attrattività e prestigio agli ospedali molisani. Si rischia di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero. Altro bubbone la rete Ictus. Ad alzare ulteriore polverone ci ha pensato l’avvocato Enzo Iacovino che ha spezzato una lancia a favore dei commissari. Per lui la rete ictus è più che legittima. Che Vincenzo Iacovino la pensi diversamente da Massimo Romano non è una novità. Dopo aver condiviso una campagna elettorale di comune accordo, le loro strade si sono divise. Oggi Iacovino difende a spada tratta la riorganizzazione della rete ictus. «Ora che la rete ictus è finalmente operativa – ha affermato l’avvocato campobassano – e le bugie strumentali sono state sso: rla smentite, a mio avviso, con la disamina oggettiva dei fatti e degli atti, ci si augura che tutti si adoperino affinché i molisani abbiano le cure migliori per la salvaguardia della salute e della loro vita». Dal 2009 la sanità molisana è commissariata. Dopo sedici anni di commissariamento, una domanda sorge spontanea: se non si è riusciti a risanare la sanità molisana, di chi è la colpa? I commissari straordinari Bonamico e Di Giacomo, nominati dal Governo, hanno predisposto un nuovo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Ma le ipotesi di tagli e declassamenti hanno scatenato una protesta trasversale che unisce sindaci, medici, cittadini e partiti di ogni colore. La politica si divide in mille rivoli. C’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. È mai possibile che non ci sia la volontà di portare avanti un progetto comune per la salvaguardia della sanità e degli ospedali pubblici molisani? Se ognuno va in ordine sparso è la fine. Se invece da oggi ci si siede tutti attorno a un tavolo, parlamentari, consiglieri regionali e sindaci, per trovare un accordo definitivo da portare sui tavoli romani il discorso cambia e in positivo. Basta divisioni, basta ritenersi i primi della classe. Ai tempi della Prima Repubblica c’erano delle gerarchie ben precise. Oggi purtroppo tutti si sentono generali e nessuno vuole fare il soldato semplice. Poiché al momento sono i sindaci ad avere le idee più chiare e poiché sono loro ad essere le vere sentinelle del territorio, sarà bene che tutti i consiglieri regionali ascoltino le loro istanze per cercare una soluzione condivisa che punti a ribadire l’importanza di formare un gruppo ristretto per stendere un documento con tutte le criticità del servizio sanitario molisano da portare sui tavoli romani. Per far comprendere le esigenze del nostro territorio, serve un segnale politico forte. Un’occasione di confronto e stilare un documento condiviso con tutti, con un piano di rilancio che chieda un nuovo patto tra politica, operatori sanitari e cittadini. Un patto per blindare la sanità pubblica come infrastruttura democratica, ma anche un patto per rimettere al centro la cura, non le burocrazie. Vorrei chiudere la mia riflessione con l’appello, che suona quasi come ultimatum, lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: «La sanità pubblica italiana è nata nel 1978 su tre principi semplici: universalità,uguaglianza, equità. Oggi quegli ideali sembrano in coma farmacologico. Ma la domanda che il rapporto Gimbe lascia in sospeso è una sola e ci riguarda indistintamente: quanto siamo ancora disposti a difendere la sanità come bene comune prima che diventi un privilegio per pochi?». Pasquale Damiani ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità molisana al collasso: serve un pa tto per salvarla -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301664104955.PDF §---§ title§§ «Serve una vera svolta condivisa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301844602644.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. VIBO VALENTIA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T02:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301844602644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301844602644.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. VIBO VALENTIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301844602644.PDF tp:ocr§§ «Serve una vera svolta condivisa» Il prefetto Anna Aurora Colosimo incontra “Ali di Vibonesità” SANITÀ «L’IMPEGNO e le iniziative dell’Associazionismo vibonese, intese ad aiutare il sistema sanitario vibonese a tentare di superare le persistenti criticità è indubbiamente apprezzabile e di forte motivazione e spinta sociale. Il territorio ha bisogno di uscire fuori dalle difficoltà e dai disagi che costituiscono un serio problema alla salvaguardia della salute. E’ senza dubbio positivo il fermento di confronto emerso sulla condizione in cui versa la sanità e ritengo che un concorso di idee, aggiunto all’impegno delle autorità competenti, torni utile per riflettere ed agire ancor meglio sulla inderogabile necessità di condividere una linea concreta e capace di andare verso una più vicina soluzione dei problemi». Così il prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, ha inteso rispondere, con grande cortesia e attenzione, all’invito di “Ali di Vibonesità”, che ha chiesto di essere ricevuta a Palazzo Rizzuti in riferimento al contenuto di una lettera aperta scritta da Giuseppe Borello, già direttore del Moscati, portata a conoscenza, oltre che al Prefetto, anche al sindaco Enzo Romeo e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Come si ricorderà nella lettera Giuseppe Borello spiegava che «Il Rapporto Gimbe 2024 fotografa una realtà drammatica: i vibonesi risultano ultimi in Calabria per qualità, accesso e livelli di assistenza sanitaria, e nello stesso tempo destinatari di risorse economiche tra le più basse dell’intera regione. È un quadro che conferma, con dati ufficiali, ciò che i cittadini vivono quotidianamente: disservizi, carenze strutturali, liste d’attesa interminabili e l’obbligo, troppo spesso, di migrare verso altre province o regioni per ricevere cure adeguate. Questa condizione – osserva ancora Giuseppe Borello - rappresenta una palese violazione dell’Articolo 32 della Costituzione, che afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Nel territorio vibonese, al contrario, questo diritto viene sistematicamente negato, identificando i cittadini in malati di serie B». Il prefetto Anna Aurora Colosimo che ha accolto una delegazione di “Ali di Vibonesità ”, guidata da Peppe Sarlo e composta anche dai consiglieri Giuseppe Borello, Nino Potenza e dal segretario Gianni Bartone, ha ascoltato con estremo interesse l’intervento di Giuseppe Borello che ha integrato il contenuto della sua lettera- appello aggiornando, tra l’altro, i presenti sulla situazione più complessiva della sanità nel Paese. Dopo il saluto del Presidente di “Ali di Vibonesità” che ha ringraziato il prefetto per l’accoglienza e la disponibilità a creare più intensi contatti per propiziare un’azione comune più consapevole e proficua, è stata, altresì, sottolineata la necessità che il managment dell’Asp si affidi ad un nuovo modo di fare programmazione e organizzazione, aprendo le porte ad un confronto territoriale più allargato tra Associazioni, istituzioni competenti e lo stesso managment aziendale per tentare di recuperare la migliore condizione di stabilità, governabilità e gestione dello stesso sistema sanitario vibonese. ---End text--- Author: Redazione Heading: SANITÀ Highlight: Image:Il prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo -tit_org- «Serve una vera svolta condivisa» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301844602644.PDF §---§ title§§ Salute e istruzione, lo squilibrio invisibile a metà dello Stivale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301843602654.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T02:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301843602654.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301843602654.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301843602654.PDF tp:ocr§§ Salute e istruzione, lo squilibrio invisibile a metà dello Stivale Il confronto Nord-Sud oscura spesso l’indigenza e i disagi territoriali delle regioni centrali l confronto statistico, la maggior parte delle volte, è tra Nord e Sud. Perché è lì che appare lampante la forbice impietosa, per investimenti e risorse, di un Paese che siamo ormai abituati a definire, e considerare, “a due velocità”. Sul fronte salute, lavoro, istruzione, migrazioni forzate, povertà. In mezzo - letteralmente - un Centro Italia che difficilmente finisce nelle statistiche, ma che presenta dati se non drammatici (almeno a una prima lettura), altalenanti sia per settori che per ambiti regionali. E che fa i conti sempre di più con un tessuto economico e sociale che accoglie, pur se in modo frammentario, vecchie e nuove umanità. Frontiera, spesso, di immigrazioni, che se molte volte riesce a recuperare e integrare esistenze al limite della sopravvivenza e a mostrare ampi spazi di accoglienza e solidarietà, nasconde (non troppo) inaccessibilità ed esclusione verso chi qui vive e lavora da generazioni. E viceversa. Partendo dai numeri più recenti, il Rapporto Caritas 2025 sulle politiche contro la povertà in Italia presentato la scorsa settimana, attraverso un primo bilancio sull’Assegno di Inclusione (ADI) - introdotto a gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza - rileva la forte riduzione del 40-47% della platea dei beneficiari. Gli effetti più dannosi del provvedimento, secondo la Caritas, sono stati per le famiglie in età da lavoro senza figli minori, i lavoratori poveri, gli stranieri e per chi vive nel Centro-Nord. E le percentuali geografiche fanno riflettere non poco, proprio nel senso di disparità non sempre scontate e “tradizionali”. Il focus del Rapporto Caritas sulle “Povertà e vulnerabilità sanitarie” evidenzia, ad esempio, che se la quota di chi rinuncia alle cure per i tempi d’attesa è aumentata di 4 punti percentuali rispetto al 2019 e di 2,3 rispetto al 2023, il fenomeno stesso interessa tutto il territorio nazionale in modo piuttosto uniforme: 9,2% al Nord, 10,7% al Centro e 10,3% nel Mezzogiorno. Non a caso, Umbria, Lazio e Marche - si legge nell’ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) - sono le tre regioni del Centro (3 su 4) che occupano i primi posti nella classifica della percentuale di persone che hanno rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie. Il dato nazionale è del 9,9% mentre Umbria e Lazio sono al 12% circa di popolazione residente, Marche al 10,6%. Toscana meglio, con una quota di rinunciatari che si attesta comunque all’8,2%. Il riparto stesso del fondo sanitario, scrive Gimbe, è lontano dall’equità. “La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana”. E così, se in termini di riparto pro-capite, nel 2024 anche l’Umbria si trova ai primi posti (con euro 2.232), come tutte le Regioni con un indice di vecchiaia elevato, le Regioni più giovani, come per esempio il Lazio (euro 2.164), ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale. Lazio che resta, nonostante la presenza di importanti realtà di ricerca e cura anche a livelI Anche se l’incidenza della povertà assolut è minore nel Centro rispetto al Meridione le periferie urbane e le aree interne restano vulnerabili per le condizioni economiche e social lo universitario, tra le aree geografiche - il resto è tutto Mezzogiorno - costretto alla mobilità sanitaria passiva che complessivamente tocca quota 78,8%. Anche sul fronte istruzione e povertà educativa, il Centro Italia presenta un rischio in aumento e un peggioramento di fatto specialmente tra i bambini di età compresa tra i 7 e i 13 anni, a causa del degrado delle aree periferiche, sempre più estese e carenti di mobilità. Un fenomeno quindi che si manifesta come l’esito di molti fattori cronicizzati, a sua volta causa di povertà sanitaria (un livello di istruzione superiore è legato ad una migliore capacità di salute), legato alla carenza di opportunità culturali e sociali - libri, sport, cinema, musei e altre attività culturali - e che si interseca con la povertà economica, impattando negativamente sullo sviluppo dei minori. E, dunque, tanto sul loro benessere psico-fisico come sullo sviluppo complessivo del Paese, presente e futuro. Così come rilevato da anni dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza dell'ONU ma anche dai rapporti nazionali ed europei di settore, a fronte di un disagio attuale delle giovani generazioni soggette alla dispersione scolastica anche implicita (quella della frequenza senza il raggiungimento delle competenze), si riscontra una probabilità maggiore di reddito più basso, disoccupazione e di problemi di salute mentale in età adulta. Le percentuali vanno dunque analizzate sempre di più distinguendo all’interno delle macroaree geografiche diversità territoriali e ambientali più specifiche. Stando ai dati Istat 2023-2024, infatti, anche se l’incidenza della povertà assoluta è minore nel Centro Italia (6,7%) rispetto al Mezzogiorno (10,2%) e alle aree industriali del Nord (8%), le periferie urbane e le aree interne più deboli di regioni come Lazio, Marche, Umbria e Toscana restano vulnerabili per condizioni economiche e sociali sia familiari che individuali. E risentono di tassi di inflazione più alta che in altri contesti urbani del Paese, incidendo sui consumi e sui redditi e rendendo più difficile l'accesso ai beni di prima necessità. ---End text--- Author: GIOVANNA GUECI Heading: Il confronto Nord-Sud oscura spesso l’indigenza e i disagi territoriali delle regioni centrali Highlight: Anche se l’incidenza della povertà assoluta è minore nel Centro rispetto al Meridione, le periferie urbane e le aree interne restano vulnerabili per le condizioni economiche e sociali Image:a -tit_org- Salute e istruzione, lo squilibrio invisibile a metà dello Stivale -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNA GUECI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301843602654.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301911102301.PDF description§§

Estratto da pag. 35 di "RESTO DEL CARLINO FORLÌ" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T02:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301911102301.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301911102301.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO FORLÌ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301911102301.PDF tp:ocr§§ Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini Un paio di volte al mese, dalle 16 alle 18, a partire da domani, la Fondazione Gimbe incontrerà i cittadini del quartiere Resistenza presso il circolo Primavera di via Angeloni 56. Gli esperti di Gimbe risponderanno gratuitamente ai cittadini su temi relativi alla sanità, come le liste d’attesa per visite ed esami, sfruttando le opportunità per ottenere servizi migliori. «L’obiettivo – dice Marco Dori di Fondazione Gimbe – è dare un accesso semplice al mondo della sanità». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301911102301.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302049700587.PDF description§§

Estratto da pag. 35 di "RESTO DEL CARLINO RAVENNA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T01:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302049700587.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302049700587.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO RAVENNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302049700587.PDF tp:ocr§§ Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini Un paio di volte al mese, dalle 16 alle 18, a partire da domani, la Fondazione Gimbe incontrerà i cittadini del quartiere Resistenza presso il circolo Primavera di via Angeloni 56. Gli esperti di Gimbe risponderanno gratuitamente ai cittadini su temi relativi alla sanità, come le liste d’attesa per visite ed esami, sfruttando le opportunità per ottenere servizi migliori. «L’obiettivo – dice Marco Dori di Fondazione Gimbe – è dare un accesso semplice al mondo della sanità». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fondazione Gimbe, domani incontro tra esperti e cittadini -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101302049700587.PDF §---§ title§§ Sanità, risarcimenti accelerati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693004216.PDF description§§

Estratto da pag. 37 di "ITALIA OGGI SETTE" del 13 Oct 2025

Fondo rischie Fondo riserva sinistri nelle strutture sanitarie

pubDate§§ 2025-10-13T04:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693004216.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693004216.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693004216.PDF tp:ocr§§ La legge Gelli-Bianco opera tuttavia scelte di natura contabile che penalizzano le aziende Sanità, risarcimenti accelerati Fondo rischi e Fondo riserva sinistri nelle strutture sanitarie DI GIANLUIGI SERAFINI, PARTNER GRIMALDI ALLIANCE ondo rischi e fondo riserva sinistri, tanti dubbi. Che finiscono per penalizzare le aziende sanitarie. La legge 8 marzo 2017 n. 24 (Legge Gelli-Bianco) integrata dal D.M. 232/2023 ha previsto l’obbligo per le strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, di copertura assicurativa o, in alternativa, l’adozione di analoghe misure per fronteggiare il rischio rinveniente dalla responsabilità civile verso terzi e verso prestatori d’opera. Tali coperture devono comprendere anche gli eventuali danni cagionati dal personale operante nella struttura sanitaria comprese le prestazioni in regime di libera professione intramuraria e quelle rese in convenzione. Il titolo III) del D.M. 232/2023 disciplina le modalità operative delle “misure analoghe” alternative alla contrazione di polizze assicurative. Le “misure analoghe” varranno anche nel caso di regime di parziale auto ritenzione del rischio ovvero in caso di presenza di massimali insufficienti o franchige. Il cosiddetto Self Insurance Ritention indicherà la quota di rischio non trasferita al mercato assicurativo e gestita in proprio dalla struttura sanitaria. La norma prevede (art. 10 del D.M. 232/2023) la costituzione di un Fondo Rischi a copertura dei rischi che non siano ancora stati oggetto di richiesta risarcitoria da parte del danneggiato, rischi da accantonare in funzione della tipologia e della quantità delle prestazioni erogate e delle dimensioni della struttura, e dovranno essere sufficienti a far fronte nel continuo al costo atteso per i rischi in corso al termine dell’esercizio. Si tratta dell’introduzione di una tipologia di Fondo Rischi anomala rispetto a quanto generalmente previsto dai principi contabili e dalla dottrina in tema di Fondo Rischi; si tratta infatti di un fondo da costituirsi su elementi probabilistici connessi ad un rischio potenziale connesso alla tipologia di operatività, ma non connessi ad eventi che abbiano già determinato un danno ragionevolmente quantificabile. La nascita, ex lege, di questo Fondo Rischi impone alcune riflessioni bilancistiche; in assenza di una completa coerenza con i principi contabili ci si domanda se detto Fondo Rischi debba essere o no evidenziato nello stato patrimoniale, ovvero se debba essere solo F enunciato e descritto in nota integrativa. Le prime “timide” applicazioni pratiche, che si condividono, fanno ritenere che detto Fondo Rischi debba essere evidenziato allo stato passivo in coerenza con l’OIC 31. Si evidenzia che la nascita di questa nuova passività determinerà sui bilanci 2026 delle aziende sanitarie una riduzione del patrimonio netto pari al valore del fondo costituito, la riduzione del patrimonio netto imposto dall’applicazione della legge Gelli-Bianco potrà avere ovviamente riflessi anche su rating di credito della struttura sanitaria. Il Fondo Riserva Sinistri (art. 11 D.M. 232/2023) comprenderà invece l’ammontare delle somme necessarie stimate a copertura dei danni relativi a sinistri denunciati e non ancora liquidati. Il D.M. 232/2023 prevede che la congruità degli accantonamenti nel Fondo Rischi e nel Fondo Riserva Sinistri siano certificati da un revisore legale ovvero dal collegio sindacale. Molto interessante appare l’introduzione di una “Funzione e Valutazione dei Sinistri” (art. 16 D.M. 232/2023) che impone una struttura di auditing interno composta da funzioni multidisciplinari in grado di effettuare una corretta quantificazione dei danni attuali e potenziali; detta previsione impone l’obbligo alle aziende di dotarsi di una funzione di Risk Management integrata e non più frazionata su compartimenti stagni come ancora oggi è purtroppo in molte realtà. L’azienda sanitaria pubblica o privata è quindi di fronte ad una scelta operativa e strategica: operare in assicurazione diretta e totale (il costo andrà al conto economico), ovvero evidenziare anche le potenziali passività del Fondo Rischi nel bilancio. Peraltro, la norma sembra imporre accantonamenti finanziari a copertura delle passività di cui al Fondo Rischi e al Fondo Riserva Sinistri; in altri termini non sarà sufficiente l’enunciazione della passività a livello contabile, ma dovrebbe essere necessaria la costituzione di un fondo finanziario finalizzato al pronto pagamento dell’indennizzo risarcitorio. Al riguardo non si può non evidenziare la profonda anomalia di detta previsione per il Fondo Rischi, trattandosi di rischi meramente potenziali e statistici che una volta resi concreti da specifiche domande diventano posta del Fondo Riserva Sinistri, in altri termini la provvista finanziaria dovrebbe essere limitata al Fondo Riserva Sinistri. La norma, come attualmente configurata, appare censurabile in quanto crea una sostanziale duplicazione delle passività indennizzabili; ragionevolmente è auspicabile in tempi brevi un chiarimento che modifichi l’attuale assetto che risulta particolarmente penalizzante per le aziende sanitarie. L’introduzione del Fondo Rischi basato su criteri probabilistici di eventi che una volta avvenuti si scaricano sul Fondo Riserva Sinistri appare penalizzante rispetto alla rappresentazione contabile di qualsivoglia rischio in aziende di diverso settore. Il tempo a disposizione per questi chiarimenti è molto ristretto in quanto la norma sarà in vigore dal 16 marzo 2026 e quindi si applicherà ai bilanci 2026 ovvero, nel caso di società quotate, alle situazioni economico patrimoniali intermedie. Da ultimo si osserva che non essendo prevista dalla legge Gelli-Bianco alcun beneficio fiscale inerente il Fondo Rischi e il Fondo Riserva Sinistri, gli stessi risulteranno fiscalmente indetraibili rimanendo l’ambito di applicabilità delle detrazioni fiscali invariato. _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: GIANLUIGI SERAFINI :-: PARTNER GRIMALDI ALLIANCE Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, risarcimenti accelerati -sec_org- tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693004216.PDF §---§ title§§ Caos liste d'attesa così le Regioni dribblano la stretta = Ritardi sulle liste d'attesa Così le Regioni aggirano la stretta del governo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693104217.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "MESSAGGERO" del 13 Oct 2025

> Agende per le prenotazioni chiuse e visite impossibili per aggirare i controlli ministeriali » Vignali, consigliere regionale dell'Emilia-Romagna: «Trucchi per nascondere i disagi» La piaga delle agende chiuse. Il ministero: «Le prenotazioni bloccate violano la legge»

pubDate§§ 2025-10-13T04:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693104217.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693104217.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693104217.PDF tp:ocr§§ Caos liste d’attesa così le Regioni dribblano la stretta `Agende per le prenotazioni chiuse e visite impossibili per aggirare i controlli ministeriali Ritardi sulle liste d’attesa Così le Regioni aggirano la stretta del governo Vignali, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna: «Trucchi per nascondere i disagi» La piaga delle agende chiuse. Il ministero: «Le prenotazioni bloccate violano la legge» ` N on c’è posto, l’agenda è chiusa, la metto in pre-lista, poi si vedrà. Intanto nell’attesa si diventa un fantasma in attesa di visita, anzi di convocazione. Così Pietro Vignali, ex sindaco di Parma, ora consigliere regionale in Emilia-Romagna, ha scritto a Schillaci: «Così la Regione trucca i dati sul monitoraggio». A pag. 14 IL CASO ROMA Non c’è posto, l’agenda è chiusa, la metto in pre-lista, poi si vedrà. Intanto nell’attesa si diventa un fantasma in attesa di visita, anzi di convocazione. L’allarme arriva da Pietro Vignali, ex sindaco di Parma, ora consigliere regionale in Emilia-Romagna e capogruppo in Comune della lista che porta il suo nome. Dopo aver cercato di prenotare due visite con il servizio sanitario pubblico oculistica e colonscopia - e sentendosi rispondere che le liste erano chiuse e non c’era neanche una pre-lista (fenomeno evidentemente fallimentare diffuso in alcune regioni del Nord) ha scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci «perché la Regione trucca i dati sul monitoraggio». Denuncia: «In diverse province della Regione Emilia-Romagna si adottano pratiche che alterano le reali liste d’attesa. In alcuni casi vengono istituite pre-liste dove sono inserite persone che non riescono a ottenere un appuntamento, in attesa di un’ipotetica futura disponibilità. Altre volte, come presso l’azienda Usl di Parma, le liste sono chiuse, i cittadini non possono essere inseriti nel sistema di prenotazione». Ciò comporta un danno personale e una beffa nazionale. «Le prestazioni non vengono conteggiate nei sistemi di monitoraggio ufficiali dei tempi d’attesa, generando una rendicontazione che non riflette la realtà; i cittadini esclusi non ricevono alcuna garanzia di successiva presa in carico e si trovano costretti a rivolgersi al privato o ad attendere la riapertura delle liste». I SOLLECITI Il ministero della Salute ha inviato due lettere alle regioni per sollecitare una gestione migliore delle liste d’attesa. Di recente chiesto chiarimenti anche alla Regione Piemonte. Il ministro Schillaci ha scritto: ci sono troppe «situazioni indegne», un riferimento agli espedienti usati per nascondere ritardi e indisponibilità. Nonostante i tempi per ottenere esami o visite siano molto lunghi, spesso i dati trasmessi dalle regioni al ministero non mostrano i problemi della popolazione. Ogni tipo di prestazione o esame ha un tempo d’urgenza ben definito. Ma l’escamotage delle aziende in difficoltà è il blocco delle agende: portali di prenotazione o call center non mettono a disposizione nessun appuntamento, nemmeno a distanza di mesi, anni. Pratica vietata dalla legge: le strutture sanitarie pubbliche devono sempre avere a disposizione appuntamenti, a costo di rivolgersi a strutture private convenzionate. Il Ministero rimarcando come sia una pratica - quella delle pre-liste - diffusa solo al Nord fa presente che una volta in pre-lista le persone vanno richiamate a breve, entro 3 giorni, se non si trova un appuntamento nel pubblico aziende o regione devono trovare un posto nel privato convenzionato o in intramoenia. “La legge vieta di chiudere le agende, la presa in carico deve essere garantita, la pre-lista non deve essere una via di mezzo che penalizza il cittadino”. Dopo la pre-lista, incombe la chiusura delle agende. Dovuta, come ha scritto Schillaci nella lettera di richiamo, da carenza di personale, cattiva organizzazione interna, medici che rifiutano di rendere disponibili le agende al sistema di prenotazione unificato ma anche da dirigenti che non fanno controlli. Altro espediente consiste nel chiedere di richiamare nelle settimane successive per sapere se si sono liberati posti: così l’atte sa registrata dai dati inizia quando viene fissato l’appuntamento e non dalla prima chiamata, anche questo un modo per evitare rimproveri e commissariamenti. Così c’è chi ricorre al privato e chi purtroppo rinuncia alle cure (nel 2024 quasi 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi perché le attese erano troppo lunghe o i controlli costavano troppo). Tornando al caso Emilia-Romagna Vignali rimarca: «L’amministrazione non conteggia nei tempi d’attesa le richieste di prenotazione rigettate. Quindi secondo i dati che pubblica la Regione, rimanendo a Parma, i tempi d’attesa previsti dalla legge, nelle ultime 2 settimane sono stati rispettati al 100% per le colonscopie e al 92% per le visite oculistiche, e non sono veritieri. Dati non veri nemmeno su Bologna dove non vengono conteggiati neanche quanti inseriti nelle pre-liste ma solo quanti riescono ad avere l’appuntamento. Nel sito sui monitoraggi risulta che l’indicatore per l’oculistica è di tempi d’attesa rispettati al 94%, per le colonscopie all’82%, per altre prestazioni sono al 100%. Ma ci sono 107 cittadini inseriti in pre-lista per la valutazione audiologica di cui uno solo 1 preso in carico, 1550 in pre-lista per la visita oculistica con 5 presi in carico, 549 per l’elettromiografia con 4 presi in carico, 765 per visita otorinolaringoiatrica con 35 presi in carico». Replica l’ufficio stampa della Regione: «In Emilia-Romagna quello delle pre-liste è un sistema attivo e operativo, nessuno viene lasciato senza risposta. Se l’attesa è troppo lunga viene inserito nelle pre-liste e appena si libera un posto, chiamato. Sistema che funziona bene in alcune aziende, meno in altre. Le liste chiuse non fanno parte di questo piano». Raffaella Troili © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Raffaella Troili Heading: Highlight: VISITE IMPOSSIBILI E PAZIENTI COSTRETTI A RICORRERE AI PRIVATI MA COSÌ SI SFUGGE AL MONITORAGGIO UFFICIALE Image: -tit_org- Caos liste d’attesa così le Regioni dribblano la stretta Ritardi sulle liste d’attesa Così le Regioni aggirano la stretta del governo -sec_org- tp:writer§§ Raffaella Troili guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693104217.PDF §---§ title§§ Salute e carovita ciò che sta a cuore agli italiani = La salute prima di tutto ma ora gli italiani temono anche i prezzi alle stelle link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692904219.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "REPUBBLICA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T04:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692904219.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692904219.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692904219.PDF tp:ocr§§ Salute e carovita ciò che sta a cuore agli italiani La salute prima di tutto ma ora gli italiani temono anche i prezzi alle stelle mappe di ILVO DIAMANTI agenda delle preoccupazioni delineata dall’opinione pubblica non è cambiata molto, nell’ultimo anno. Anche se si osservano variazioni significative. Nell’entità, più che nelle priorità. Il sistema sanitario e il costo della vita continuano, infatti, a prevalere, fra i problemi segnalati dagli italiani. In modo significativo. E pressoché analogo. A a pagina 23 L’ mappe di ILVO DIAMANTI agenda delle preoccupazioni delineata dall’opinione pubblica non è cambiata molto, nell’ultimo anno. Anche se si osservano variazioni significative. Nell’entità, più che nelle priorità. Il sistema sanitario e il costo della vita continuano, infatti, a prevalere, fra i problemi segnalati dagli italiani. In modo significativo. E pressoché analogo. E questa è una novità, in quanto, un anno fa, la “misura” del tema sanitario era molto maggiore, rispetto alla questione dei prezzi e del costo della vita. Superiore di oltre 10 punti: 40%, contro il 28%. Questa distanza, nel recente sondaggio di Demos appare praticamente “annullata”, più che “ridimensionata”. Il grado di preoccupazione sanitaria, infatti, è sceso al 32%. Pressoché allineato con l’inquietudine suscitata dall’aumento dei prezzi. Effetto, principalmente, del progressivo “distacco” dagli anni del Covid, che avevano accentuato l’importanza del servizio sanitario, agli occhi e nel sentimento dei cittadini. Mentre oggi il Covid è un ricordo lontano e sbiadito. Così riemergono le paure tradizionali. La criminalità, anzitutto. E, quindi, l’immigrazione. Che affiancano l’inquietudine suscitata dalla situazione economica e dalla disoccupazione. Coerente e allineata con l’in-sofferenza nei confronti delle tasse. Anche la preoccupazione per le condizioni economiche familiari, cresciuta negli anni del Covid, negli ultimi due anni si è ridimensionata sensibilmente. Persiste, invece, il timore sollevato dalla guerra, anche se non coinvolge e non agita i Paesi ai nostri confini. Ma appare, comunque, “incombente”. Perché, come si è detto, è riproposta e riprodotta dai media. In tempo reale. D’altronde, le paure suscitano attenzione. Emozione. E, dunque, fanL’ no audience. Alzano gli ascolti. Per questo vengono utilizzate e alimentate in politica, dove costituiscono fattori di consenso. E dissenso. D’altronde il legame fra politica e media è stretto. È un vero “circuito”. Perché la politica utilizza i media. E viceversa. Invece, si confermano limitati gli indici di timore generati dalla “qualità della scuola”. In parte perché continua ad essere un’istituzione apprezzata. Anzi, tra le più apprezzate, come confermano le indagini di LaPolis-Università di Urbino Carlo Bo, Demos e Avviso Pubblico sul Rapporto fra “gli italiani e lo Stato”. Compreso l’ultima, condotta nello scorso dicembre. In parte perché oggi si mantiene lontana dai pensieri dei cittadini. Scossi e coinvolti da altre questioni. Ben più drammatiche. D’altra parte, nonostante si tratti di un argomento discusso e dibattuto, la “questione climatica e del riscaldamento globale” resta sullo sfondo. Non in quanto ritenuta importante, ma, perché, al contrario, è latente. “Sempre presente”. E “sempre distante”. Una minaccia persistente. Che “si agita” intorno a noi, ma, di fatto, “non ci agita”. Tuttavia, è difficile non percepire il distacco rispetto al sentimento di paura che ha oscurato la nostra società nel lungo periodo. Magari non ieri. Ma ieri l’altro. In modo sempre più rilevante. Un orientamento che induce a dimenticare, talora a rimuovere problemi ed eventi che hanno agitato la nostra storia. Senza, evidentemente, segnare la nostra memoria. Penso, anzitutto, al terrorismo. Oggi appare un ricordo sbiadito. Così gli anni di piombo” non sembrano pesare più molto. Non gravano su di noi in modo drammatico. Anche se quanto avviene “in altri Paesi”, non lontano da noi, dovrebbe sottolineare e rammentare come si tratti una minaccia sempre incombente. Che non pas sa mai. E dimenticarlo è rischioso. Per tutti. Noi. Nell’insieme l’indagine di Demos e i riflessi che evoca nella memoria - storica e recente - sollevano un’impressione, in parte, inquietante. In quanto suggerisce che, ormai, sia latente e presente una tendenza alla “rimozione” dei problemi e dei timori che premono su di noi. Sempre più assillanti. Senza sosta. Un giorno dopo l’altro. Un’ora dopo l’altra. Con il rischio di “normalizzare” la nostra visione. Il nostro sguardo. Di fronte a ogni problema, “Per abitudine”. Perché “lo spettacolo della paura”, che va in onda senza soluzione di continuità sui media e on-line, nel lungo periodo genera assuefazione. E, quindi, ridimensiona la preoccupazione. In attesa, di “nuovi eventi” che suscitino “nuove paure”. Per questo, oggi, gli avvenimenti, per quanto drammatici, non ci opprimono. Al più, ci deprimono. ---End text--- Author: ILVO DIAMANTI Heading: Highlight: La sanità preoccupa meno perché il Covid non è più considerato un problema Cresce la paura per criminalità e immigrazione ?? ????????? Quali sono, secondo Lei, i due problemi da a?rontare con maggiore urgenza in Italia? (valori % della prima più la seconda scelta – confronto con settembre 2024) Settembre 2025 Settembre 2024 32 La qualità del sistema sanitario 31 28 Il costo della vita, l’aumento dei prezzi La criminalità 12 L’immigrazione 13 17 16 15 La situazione economica 19 La disoccupazione 15 17 Le tasse 15 16 La guerra 9 13 L’ine?icienza e la corruzione politica 11 12 Il deterioramento ambientale / camb. climatico / riscald. globale 11 11 La qualità della scuola 10 12 Il terrorismo Il coronavirus / Covid-19 Nessuno di questi Non sa / Non risponde 2 4 2 1 1 4 4 10 ?????: ????????? ????? ??? ?? ?????????? – ????????? 2025 (????: 1028 ????) 40 NOTA INFORMATIVA Il sondaggio è stato realizzato da Demos & Pi per La Repubblica. La rilevazione è stata condotta nei giorni 15-18 settembre 2025 da Demetra con metodo mixed mode (Cati – Cami – Cawi). Il campione nazionale intervistato (N=1.028, rifiuti/sostituzioni/inviti: 2.817) è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (margine di errore 3.0%). NOTA: per questioni di arrotondamento i totali potrebbero essere diversi da 100.Documentazione completa su www.sondaggipoliticoelettorali.it Image:praticaù che ado accitvid è ?’?????? ??? ????????? ???????? ????????? Quali sono, secondo Lei, i due problemi da a?rontare con maggiore urgenza in Italia? (valori %) Quanto si ritiene soddisfatto, su una scala da 1 a 10, della situazione economica della sua famiglia? (valori % – serie storica) Prima scelta Seconda scelta 19 13 Il costo della vita, l’aumento dei prezzi 16 15 La criminalità 7 10 L’immigrazione 8 8 La situazione economica 8 7 La disoccupazione 7 8 Le tasse 7 8 La guerra 7 6 L’ine?icienza e la corruzione politica 5 6 Il deterioramento ambientale / cambiamento climatico / riscaldamento globale 6 5 La qualità della scuola 4 6 Il terrorismo 2 2 Il coronavirus / Covid-19 1 1 Altro 1 Nessuno di questi 1 Non sa / Non risponde 3 7 La qualità del sistema sanitario 2 1 1 4 17 16 15 15 15 13 11 11 10 10 Totale 32 31 63 61 65 63 65 60 59 46 2013 47 2018 2019 2020 2021 2022 ?????: ????????? ????? ??? ?? ?????????? – ????????? 2025 (????: 1028 ????) 2023 2024 2025 (settembre) -tit_org- Salute e carovita ciò che sta a cuore agli italiani La salute prima di tutto ma ora gli italiani temono anche i prezzi alle stelle -sec_org- tp:writer§§ Ilvo Diamanti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692904219.PDF §---§ title§§ Sanità in Piemonte quaranta indagati = Sanità i setto Inehiesta link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692804218.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "STAMPA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T04:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692804218.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692804218.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692804218.PDF tp:ocr§§ L’INCHIESTA Sanità in Piemonte quaranta indagati Sanità sotto inchiesta Appalti truccati, posti riservati ad amanti, pazienti sedati e abbandonati La Asl Torino 4 nel mirino: 38 sanitari e imprenditori a rischio processo BUCCI, LEGATO C’ è il luminare di Otorinolaringoiatria che bollava e andava a giocare a golf, o chi figurava presente e invece era al centro estetico a fare un trattamento di bellezza. Ma ci sono anche i pazienti dell’ospedale di Settimo lasciati di notte «privi di cambi igienici e sporchi fradici per ore, sedati» a tal punto da intontirli «e così consentire agli infermieri di turno di dormire di notte». Non basta. Perché nel lungo elenco di accuse della procura di Ivrea guidata da Gabriella Viglione sull’azienda sanitaria To4, ci sono bandi illeciti, appalti truccati, concorsi pilotati. Con le domande inviate sugli smartphone dei candidati giorni prima. E figurano fidanzate e amanti piazzate nelle aziende vincitrici delle commesse. In 38 rischiano il processo. – PAGINA 20 Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 IL CASO ANDREA BUCCI GIUSEPPE LEGATO TORINO C’ è il luminare di Otorinolaringoiatria che timbrava e andava a giocare a golf, o chi figurava presente e invece era al centro estetico a fare un trattamento di bellezza. Ma ci sono anche i pazienti dell’ospedale di Settimo Torinese lasciati di notte «privi di cambi igienici e sporchi fradici per ore, sedati» al punto da intontirli «e così consentire agli infermieri di turno di dormire di notte». Non basta. Perché nel lungo elenco di accuse della procura di Ivrea guidata da Gabriella Viglione all’azienda sanitaria To4, ci sono bandi illeciti, appalti truccati, concorsi pilotati. Con le domande inviate sugli smartphone dei candidati giorni prima. E ancora figurano fidanzate e amanti piazzate nelle aziende vincitrici delle commesse. In 38 rischiano il processo. Ci sono dirigenti medici, infermieri, imprenditori, consulenti. Una presunta “cricca” popolata - anche - da personalità della medicina riconosciute indiscutibilmente sul campo. È il caso di Libero Tubino, accusato di truffa per essersi fatto bollare da una collega il badge 9 volte in altrettanti mesi simulando di essere al posto di lavoro che era poi quello di primario all’ospedale di Chivasso. Il gps del suo telefono lo avrebbe tradito: agganciava le celle di un campo da golf. «Fiduciosi della correttezza e della trasparenza dell’operato del nostro assistito, stimatissimo professionista che nell’arco degli anni ha portato il reparto di otorinolaringoiatra dell’Ospedale di Chivasso a livelli di eccellenza, confidiamo di chiarire al più presto la sua posizione», dice il suo legale Luigi Chiappero. Secondo l’accusa, Tubino si faceva aiutare da un’altra delle principali indagate. Si chiama Carla Fasson, manager dell’AslTo4. Solo tra maggio e settembre 2022 sarebbero 18 le procedure concorsuali «alterate». Tra queste ci sono anche quelle di figure apicali e dirigenziali. È il caso del coordinatore del laboratorio d’analisi degli ospedali di Ivrea e di Chivasso o della radiologia territoriale. In questi casi divulgò ai candidati, attraverso WhatsApp o via mail, «notizie che dovevano rimanere segrete» che sono poi, spesso, i quesiti, o gli argomenti, oggetto delle diverse prove. La dottoressa Fasson sarebbe risultata presente 15 volte in azienda quando invece era altrove. Ad esempio «per incontrare un soggetto estraneo all’Asl col quale intratteneva una relazione» chiosano i pm. Oppure per andare «dalla parrucchiera o dall’estetista». Sempre – a detta degli investigatori – coperta dal direttore generale dell’epoca (indagato) Stefano Scarpetta. L’accusa per entrambi è dunque truffa. E a proposito di relazioni sentimentali va registrata un’altra contestazione simile. È quella che ha investito l’attuale direttore del Distretto sanitario di Settimo Carlo Bono il quale «essendo creditore – scrivono i pm – dell’azienda Cm Service che aveva ottenuto un appalto in un Rsa, chiedeva ai vertici della stessa di assumere una donna con la quale aveva un rapporto sentimentale». E poi c’è i l capitolo delle gare d’appalto per la gestione dei servizi infermieristici dell’ospedale settimese che Cm Service di Cascinette d’Ivrea avrebbe “vinto” grazie ad otto affidamenti urgenti ottenuti e all’avallo del cda della società che gestisce l’ospedale per un valore complessivo di 12,4 milioni di euro. Sono indagati per turbativa d’asta. Tra questi figurano il liquidatore della società che gestisce l’ospedale Alessandro Rossi e l’attuale presidente dell’ordine dei commercialisti torinesi Luca Asvisio, indagato nel ruolo di consulente della società. Il suo legale Maurizio Riverditi spiega che l’operato di Asvisio «si è svolto nel pieno rispetto delle normative ed è sempre stato improntato alla massima trasparenza. L’ipotesi d’accusa non trova alcun riscontro completo e riguarda un reato che, per natura e contenuto, risulta del tutto estraneo alla vicenda oggetto di indagine». Infine, le contestazioni a vertici e operatori dell’ospedale di Settimo. Maltrattamenti ai pazienti durante le notti: «Chiedevano assistenza suonando il campanello senza che nessuno degli operatori in servizio se ne prendesse cura». Volevano dormire in pace e per farlo non avrebbero somministrato nemmeno i farmaci prescritti: «Diverse flebo delle stesse venivano rinvenute al mattino dopo sui comodini». — Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 ---End text--- Author: ANDREA BUCCI :-: GIUSEPPE LEGATO Heading: Highlight: S Le accuse 1 I maltrattamenti All’ospedale di Settimo Torinese i pazienti erano abbandonati a loro stessi per ore e sedati 2 Appalti e concorsi Bandi illeciti, appalti truccati, concorsi pilotati, con le domande inviate giorni prima ai candidati 3 Badge timbrati Capitava che i professionisti risultassero al lavoro ma in realtà fossero a giocare a golf o dall’estetista Image:L’ospedale di Settimo Torinese, per l’accusa teatro di maltrattamenti ai danni di pazienti -tit_org- Sanità in Piemonte quaranta indagati Sanità i setto Inehiesta -sec_org- tp:writer§§ ANDREA BUCCI - GIUSEPPE LEGATO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301692804218.PDF §---§ title§§ Città Salute, esplode la spesa dei farmaci In un anno aumento di oltre 19 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693404220.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "STAMPA" del 13 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-13T04:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693404220.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693404220.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693404220.PDF tp:ocr§§ Pesano quelli di nuova generazione e per le terapie sperimentali: l’azienda punta su razionalizzazione, generici e biosimilari Città Salute, esplode la spesa dei farmaci In un anno aumento di oltre 19 milioni IL DOSSIER ALESSANDRO MONDO I l bilancio da chiudere. Le assunzioni. Le ferie arretrate del personale e le prestazioni aggiuntive. La libera professione. Ma le sfide con cui inizia a misurarsi la nuova direzione della Città della Salute sono assai di più. Non meno importante il fronte farmaceutico, dove bisogna contenere i costi e garantire terapie avanzate tramite superfarmaci che salvano vite: un’equazione difficilissima. I numeri parlano da soli. Il costo dei prodotti farmaceutici ed emoderivati per il 2024 è stato di 162,2 milioni. Dai dati di monitoraggio relativi al primo semestre 2025, registra un incremento del 4,6% rispetto al primo semestre 2024. Nell’ultimo anno la crescita è stata del 12,2% rispetto al precedente. Un trend in aumento, conferma Lorenzo Angelone, il direttore sanitario aziendale richiamato da Livio Tranchida a Torino, per varie ragioni: la crescita esponenziale del prezzo dei farmaci, le numerose patologie trattate con farmaci altospendenti e innovativi, la tipologia onnicomprensiva dei pazienti, dalla fascia neonatale a quella geriatrica. «L’azienda è riconosciuta come centro regionale di riferimento per Fibrosi Cistica e Sma atrofia muscolare spinale, è centro di primo livello per terapie onco-ematologiche, centro autorizzato per numerose terapie geniche per patologie ematologiche, è inoltre inserita nella Rete regionale delle malattie rare e centro di riferimento per le patologie rare infantili», puntualizza il direttore. Qualche esempio. Il farmaco per trattare l’atrofia muscolare spinale ha determinato nel corso del primo semestre dell’anno un aumento della spesa pari a circa 3,8 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024. Da segnalare che nel 2025 sono stati effettuati 4 trattamenti (5.4 milioni) rispetto ad un solo trattamento eseguito nel 2024. Antitumorali e terapie onco-ematologiche di precisione: la spesa per tali farmaci è pari al 50% del budget farmaceutico. CAR-T: questa terapia, utilizzata per la cura di tumori ematologici, come alcuni tipi di leucemie, linfomi e mielomi che non rispondono più alle terapie tradizionali o che recidivano dopo i trattamenti, è personalizzata. «Non esiste un preciso obiettivo di riduzione dei costi - premette Angelone -, ma un continuo processo di efficientamento e appropriatezza». Sapendo che ci sono ambiti intoccabili. E’ il caso dei farmaci innovativi, riconosciuti comne tali dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa): «Devono essere resi immediatamente disponibili agli assistiti, anche senza il formale inserimento nei prontuari terapeutici ospedalieri regionali». Come ci si muove in un contesto così sfaccettato? «In diversi modi - spiega il direttore sanitario -. L’attivazione dei gruppi interdisciplinari per le cure oncologiche, costituiti da medici e specialisti, garantisce che la terapia farmacologica sia non solo efficace e ben tollerata dal paziente ma appropriata al contesto ed alle risorse disponibili». E ancora: la valutazione di ogni nuovo farmaco secondo criteri scientifici e di sostenibilità economica da commissioni costituite da clinici e farmacisti così come la razionalizzazione degli usi off-label, farmaci impiegati per indicazioni o con modalità diverse da quelle previste dalla scheda tecnica. Etc. Un insieme di azioni mirate - il miglioramento d’uso dei farmaci altospendenti, in particolare quelli privi del carattere di innovatività, per ridurre la spesa generale e compensare l’incremento dovuto ai superfarmaci e alle terapie geniche - e orizzontali. «Come la sensibilizzazione dei medici sull’utilizzo di generici e biosimilari», conclude Angelone. L’aumento della spesa si può arginare, non frenare, ma per spendere meno bisogna innanzitutto spendere meglio. — Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: Gli antitumorali assorbono il 50 per cent o del budget Quattro trattamenti per l’atrofia spinale sono costati 5,4 milioni LORENZO ANGELONE DIRETTORE SANITARIO CITTÀ DELLA SALUTE “ Siamo centro di riferimento per malattie che richiedono cure sofisticate Image:Il polo oncologico automatizzato alle Molinette: in Italia è il più grande per volumi di attività -tit_org- Città Salute, esplode la spesa dei farmaci In un anno aumento di oltre 19 milioni -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/13/2025101301693404220.PDF §---§