title§§ Regionali Toscana, Giani a Nova: "Impegno per una sanità pubblica e universalistica" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003040209371.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 10 Oct 2025

A contendersi la carica di capo dell’esecutivo regionale ci sono Tomasi per la coalizione di centrodestra e Bundu per la lista di Toscana Rossa

pubDate§§ 2025-10-10T12:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003040209371.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003040209371.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/politica/regionali-toscana-giani-a-nove-impegno-per-una-sanita-pubblica-e-universalistica-987593.html?ref=rss tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003040209371.PDF tp:ocr§§ Regionali Toscana, Giani a Nove: "Impegno per una sanità pubblica e universalistica" "In Toscana crediamo fortemente nella sanità pubblica e universalistica". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ad "Agenzia Nova" a 48 ore dalle elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 ottobre. Il presidente, in corsa per il secondo mandato, è appoggiato da Pd, Avs, M5s, Lista civica Casa riformista. A contendersi la carica di capo dell'esecutivo regionale ci sono Alessandro Tomasi per la coalizione di centrodestra (Fd'I, FI, Lega, Noi moderati, lista civica 'E' Ora!'), e Antonella Bundu per la lista di Toscana Rossa.La sanità è un tema che ha scandito la campagna elettorale, considerando la rilevanza delle spese sanitarie sul bilancio regionale. "Riteniamo necessario continuare a garantire a tutti i cittadini l'accesso equo e gratuito ai servizi sanitari essenziali, indipendentemente da reddito, eta', condizione sociale o luogo di residenza. Abbiamo dimostrato che la Toscana è ancora capace di offrire eccellenza e qualità nelle prestazioni sanitarie rispettando questo diritto fondamentale della persona. In Italia c'e' la tendenza a ridurre i finanziamenti statali nella sanità pubblica con una crescente presenza del privato nel sistema. Questa tendenza va, se non arrestata, quantomeno controllata e ridimensionata.Come Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto di difendere il fondo sanitario. In Toscana abbiamo anche approvato una proposta di legge per il Parlamento in cui chiediamo che il finanziamento dello Stato sia, entro il 2027, strutturalmente il 7,5 per cento del Pil che rappresenterebbe, in tutta Italia, circa quattro miliardi in più all'anno. Ci sono Paesi europei che vanno oltre questa percentuale e sfiorano il 10 per cento. Noi abbiamo chiesto di raggiungere, in cinque anni, almeno la media europea". La sanità toscana è comunque collocata ai vertici nazionali. "Lo dice la Fondazione Gimbe. Lo dice lo stesso ministero, che nel sistema di monitoraggio del Nuovo sistema di garanzia Italia che misura i livelli essenziali assicurati e pone la Toscana nel 2023 al secondo posto in Italia, a pochi decimali dal podio piu' alto - ha sottolineato Giani -. La Toscana emerge anche come regione con una delle migliori reti oncologiche del Paese: standard elevati, coordinamento tra strutture, percorsi diagnostici e terapeutici consolidati". La sanita' territoriale è la sfida del prossimo futuro: "Mi preme, infine, evidenziare l'impegno per potenziare i servizi pubblici di prossimità, per decongestionare gli ospedali e offrire un'assistenza piu' vicina ai bisogni di salute dei cittadini attraverso le case di comunità, che saranno 77. Permetteranno di potenziare l'assistenza ad anziani e persone con patologie croniche ed aiuteranno a ridurre le liste d'attesa, su cui la sfida ulteriore è anche quella dell'appropriatezza prescrittiva per evitare esami non necessari oltre alla semplificazione dei percorsi di cura", ha concluso. La Toscana è ritenuta essere una regione con un certo deficit infrastrutturale rispetto alle regioni del nord Italia. Per colmare il ritardo sono state intraprese diverse azioni nel corso degli ultimi anni: "Inizio dall'Alta velocita': ho voluto la ripartenza dei lavori per il nodo ferroviario fiorentino dell'alta velocita', le talpe stanno procedendo in maniera regolare - ha proseguito il presidente -. Sara' un'infrastruttura fondamentale per abbattere i tempi dei collegamenti dell'alta velocita' e separare i flussi dei treni regionali da quelli di lunga percorrenza, eliminando le varie interferenze ed aprendo la possibilita' di portare i treni regionali dagli attuali 414 a 616. L'importanza è cruciale su almeno tre fronti: quello nazionale, perche' velocizza gli scambi lungo l'asse Roma-Milano, quello regionale, dove sara' possibile fluidificare il traffico ferroviario e potenziare i servizi, ed infine portera' ulteriori vantaggi alla citta' di Firenze dove, con la Stazione Belfiore, di fatto nascera' un altro baricentro della citta' , collegato tramite People mover a Santa Maria Novella"."Un'altra infrastruttura importante - ha elencato Giani -è la Darsena Europa di Livorno: è proseguito l'avanzamento dei lavori della piattaforma di base oltre la quale si realizzera' la banchina dove, in alcuni tratti, le navi avranno un pescaggio garantito fino a 17 metri rispetto ai 12 attuali. La Regione Toscana ha destinato sulla Darsena Europa 200 milioni di euro. Livorno con quest'opera sara' al centro del commercio marittimo internazionale. E, poi, la tranvia nella citta' di Firenze e nella sua area metropolitana, la 'Due Mari' che collega Siena e Grosseto con il completamento delle quattro corsie che permettera' una maggiore percorribilita' tra la Toscana meridionale e quella centrale". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003040209371.PDF §---§ title§§ Regionali Toscana, Giani a Nova: "Impegno per una sanità pubblica e universalistica" - Affaritaliani.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066909626.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 10 Oct 2025

A contendersi la carica di capo dell’esecutivo regionale ci sono Tomasi per la coalizione di centrodestra e Bundu per la lista di Toscana Rossa

pubDate§§ 2025-10-10T13:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066909626.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066909626.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/politica/regionali-toscana-giani-a-nove-impegno-per-una-sanita-pubblica-e-universalistica-987593.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066909626.PDF tp:ocr§§ "In Toscana crediamo fortemente nella sanità pubblica e universalistica". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ad "Agenzia Nova" a 48 ore dalle elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 ottobre. Il presidente, in corsa per il secondo mandato, è appoggiato da Pd, Avs, M5s, Lista civica Casa riformista. A contendersi la carica di capo dell'esecutivo regionale ci sono Alessandro Tomasi per la coalizione di centrodestra (Fd'I, FI, Lega, Noi moderati, lista civica 'E' Ora!'), e Antonella Bundu per la lista di Toscana Rossa.La sanità è un tema che ha scandito la campagna elettorale, considerando la rilevanza delle spese sanitarie sul bilancio regionale. "Riteniamo necessario continuare a garantire a tutti i cittadini l'accesso equo e gratuito ai servizi sanitari essenziali, indipendentemente da reddito, eta', condizione sociale o luogo di residenza. Abbiamo dimostrato che la Toscana è ancora capace di offrire eccellenza e qualità nelle prestazioni sanitarie rispettando questo diritto fondamentale della persona. In Italia c'e' la tendenza a ridurre i finanziamenti statali nella sanità pubblica con una crescente presenza del privato nel sistema. Questa tendenza va, se non arrestata, quantomeno controllata e ridimensionata.Come Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto di difendere il fondo sanitario. In Toscana abbiamo anche approvato una proposta di legge per il Parlamento in cui chiediamo che il finanziamento dello Stato sia, entro il 2027, strutturalmente il 7,5 per cento del Pil che rappresenterebbe, in tutta Italia, circa quattro miliardi in più all'anno. Ci sono Paesi europei che vanno oltre questa percentuale e sfiorano il 10 per cento. Noi abbiamo chiesto di raggiungere, in cinque anni, almeno la media europea". La sanità toscana è comunque collocata ai vertici nazionali. "Lo dice la Fondazione Gimbe. Lo dice lo stesso ministero, che nel sistema di monitoraggio del Nuovo sistema di garanzia Italia che misura i livelli essenziali assicurati e pone la Toscana nel 2023 al secondo posto in Italia, a pochi decimali dal podio piu' alto - ha sottolineato Giani -. La Toscana emerge anche come regione con una delle migliori reti oncologiche del Paese: standard elevati, coordinamento tra strutture, percorsi diagnostici e terapeutici consolidati". La sanita' territoriale è la sfida del prossimo futuro: "Mi preme, infine, evidenziare l'impegno per potenziare i servizi pubblici di prossimità, per decongestionare gli ospedali e offrire un'assistenza piu' vicina ai bisogni di salute dei cittadini attraverso le case di comunità, che saranno 77. Permetteranno di potenziare l'assistenza ad anziani e persone con patologie croniche ed aiuteranno a ridurre le liste d'attesa, su cui la sfida ulteriore è anche quella dell'appropriatezza prescrittiva per evitare esami non necessari oltre alla semplificazione dei percorsi di cura", ha concluso. La Toscana è ritenuta essere una regione con un certo deficit infrastrutturale rispetto alle regioni del nord Italia. Per colmare il ritardo sono state intraprese diverse azioni nel corso degli ultimi anni: "Inizio dall'Alta velocita': ho voluto la ripartenza dei lavori per il nodo ferroviario fiorentino dell'alta velocita', le talpe stanno procedendo in maniera regolare - ha proseguito il presidente -. Sara' un'infrastruttura fondamentale per abbattere i tempi dei collegamenti dell'alta velocita' e separare i flussi dei treni regionali da quelli di lunga percorrenza, eliminando le varie interferenze ed aprendo la possibilita' di portare i treni regionali dagli attuali 414 a 616. L'importanza è cruciale su almeno tre fronti: quello nazionale, perche' velocizza gli scambi lungo l'asse Roma-Milano, quello regionale, dove sara' possibile fluidificare il traffico ferroviario e potenziare i servizi, ed infine portera' ulteriori vantaggi alla citta' di Firenze dove, con la Stazione Belfiore, di fatto nascera' un altro baricentro della citta', collegato tramite People mover a Santa Maria Novella"."Un'altra infrastruttura impo rtante - ha elencato Giani -è la Darsena Europa di Livorno: è proseguito l'avanzamento dei lavori della piattaforma di base oltre la quale si realizzera' la banchina dove, in alcuni tratti, le navi avranno un pescaggio garantito fino a 17 metri rispetto ai 12 attuali. La Regione Toscana ha destinato sulla Darsena Europa 200 milioni di euro. Livorno con quest'opera sara' al centro del commercio marittimo internazionale. E, poi, la tranvia nella citta' di Firenze e nella sua area metropolitana, la 'Due Mari' che collega Siena e Grosseto con il completamento delle quattro corsie che permettera' una maggiore percorribilita' tra la Toscana meridionale e quella centrale". Testata giornalistica registrataDirettore responsabile Marco ScottiReg. Trib. di Milano n° 210 dell’11 aprile 1996 - P.I. 11321290154© 1996 - Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservatiAffaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066909626.PDF §---§ title§§ Palinsesto canale satellitare sabato 11 e domenica 12 ototbre 2025 - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002961508696.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 10 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-10T09:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002961508696.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002961508696.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/10/palinsesto-canale-satellitare-sabato-11-e-domenica-12-ototbre-2025/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002961508696.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Fri 10 October 2025 PALINSESTO DEL CANALE SATELLITARESabato 11 ottobre 2025Ore 09.00DocumentariOre 10.00Sala della ReginaIl modello italiano della recitazioneVenerdì 26 settembre 2025Ore 12.00Sala della LupaGiovanni Amendola. Cent’anni dopoGiovedì 25 settembre 2025Ore 14.00Sala della ReginaCampagna di prevenzione ottobre rosa 2025Lunedì 29 settembre 2025Ore 16.00Sala della ReginaCittà nel futuro 2030-2050Martedì 7 ottobre 2025Ore 19.30Sala del RefettorioSan Tommaso d’Aquino – A ottocento anni dalla nascitaMartedì 7 ottobre 2025Ore 21.00Sala della Regina8° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionaleMercoledì 8 ottobre 2025Ore 24.00Documenti Costituzione:– La storia della Camera dei deputati 1848 – 1948 di Gianni Bisiach– La Rinascita del Parlamento dalla Liberazione alla Costituzione di NeriMarcorè– Palazzo Montecitorio 1946 Istituto Luce– Slide Show e Cartelli Articoli della Costituzione Principi Fondamentali– La Costituzione degli Italiani (I parte)– La Costituzione degli Italiani (II parte)Domenica 12 ottobre 2025Ore 09.00DocumentariOre 10.00Sala della LupaEconomia della sicurezza e politiche dell’accoglienzaLunedì 29 settembre 2025Ore 14.00Sala della ReginaLe dichiarazioni dei redditi 2023: l’analisi IRPEF e delle altre imposte direttee indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 16 anniMartedì 30 settembre 2025Ore 16.00Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscaleAudizione del Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e ilPNRR, On. Tommaso Foti, sulle tematiche relative allo stato di attuazione ealle prospettive del federalismo fiscaleMercoledì 8 ottobre 2025Ore 17.00Sala della ReginaBernardo LeightonLunedì 6 ottobre 2025Ore 21.00Sala della LupaSeno-n lo sai te lo spiego – Quando la Breast Unit assume un valore socialeMercoledì 8 ottobre 2025Ore 23.00Ore 19.30 Sala del RefettorioSan Tommaso d’Aquino – A ottocento anni dalla nascitaMartedì 7 ottobre 2025Ore 24.00DocumentariSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002961508696.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe, sanità calabrese a due velocità, criticità nell'area della prevenzione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003188207891.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 10 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-10T06:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003188207891.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003188207891.PDF', 'title': 'approdocalabria.it'} tp:url§§ https://www.approdocalabria.it/rapporto-gimbe-sanita-calabrese-a-due-velocita-criticita-nellarea-della-prevenzione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003188207891.PDF tp:ocr§§ Ott 10, 2025 - redazione«La CISL Calabria – attraverso una nota del Segretario GeneraleGiuseppe Lavia – ha voluto approfondire i punti salienti inerenti l’ultimo rapporto Gimbe riferito al 2003Il documento, appena pubblicato, evidenzia luci e ombre della sanità calabrese nel contestoitaliano. Se da un lato; condividiamo l’urgenza di incrementare, a livello nazionale, gli investimentisulla sanità in rapporto al PIL; dall’altro percepiamo l’urgenza di uscire dal Commissariamento in mododa poter tornare a una gestione ordinaria. Così facendo, si creerebbero le condizioni per larinegoziazione del piano di rientro volto al pagamento, fino al 2031, di circa 30 milioni annui di mutuoper ripianare il debito prodotto in passato. Analizzando il rapporto dal punto di vista calabrese, risultasubito evidente come ci sia stato un miglioramento dei punteggi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)nella nostra regione nel 2023, con un aumento di circa 41 punti, il più alto fra le regioni italiane. Sisupera la soglia della sufficienza in due aree su tre: ospedaliera e prevenzione. Restano, però, sugliindicatori LEA diverse criticità, fra le quali ricordiamo, nell’area della prevenzione, il dato sugliscreening di primo livello in un programma organizzato per mammella, cervice uterina, colon retto(punteggio 9,3, in lieve crescita ma ancora troppo basso). Il punteggio sull’area distrettuale è, invece,di redazione«La CISL Calabria – attraverso una nota del Segretario GeneraleGiuseppe Lavia – ha voluto approfondire i punti salienti inerenti l’ultimo rapporto Gimbe riferito al 2003 Il documento, appena pubblicato, evidenzia luci e ombre della sanità calabrese nel contestoitaliano. Se da un lato; condividiamo l’urgenza di incrementare, a livello nazionale, gli investimentisulla sanità in rapporto al […]di redazione“Destinazione Reggio Calabria: il profumo di un viaggio unico nel cuore del Mediterraneo”, è stato questo il tema del focus svoltosi al TTG Travel Experience di Rimini. Un’iniziativa che punta a rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato per promuovere in maniera integrata il territorio metropolitano. La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha organizzato […]di redazioneUn’operazione congiunta dei Carabinieri delle Stazioni di Laureana di Borrello e Serrata, con il supporto dei colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, ha portato alla scoperta e allo smantellamento di una piantagione di cannabis indica nascosta nel cuore dell’entroterra reggino, tra la fitta vegetazione di un’area impervia e difficilmente accessibile del territorio comunale. L’attività è […]L'utilizzo di materiale audio, foto, video e testo prodotto da approdocalabria.it potrà essere utilizzato da altre testate o siti internet se e solo se venga citata come fonte approdocalabria.it con collegamento al giornale.© 2023 approdocalabria.it - Tutti i diritti riservati. Direttore responsabile Luigi Longo. Direttore editoriale Antonio Marziale. Responsabile ufficio legale avv. Antonino Napoli Via Sila, 8 - 89029 Taurianova (RC) Tel. 0966.611303 - Cell. 340.382.7450 Email: redazione@approdocalabria.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003188207891.PDF §---§ title§§ Sanità, in Puglia aumentano le rinunce alle cure: oltre 424 mila cittadini nel 2024 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001697404119.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bitontolive.it" del 10 Oct 2025

Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi, pari a circa 424 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, un dato superiore alla media

pubDate§§ 2025-10-10T02:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001697404119.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001697404119.PDF', 'title': 'bitontolive.it'} tp:url§§ https://bitontolive.it/2025/10/10/sanita-in-puglia-aumentano-le-rinunce-alle-cure-oltre-424-mila-cittadini-nel-2024/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001697404119.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi, pari a circa 424 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, un dato superiore alla media nazionale (9,9%) e in aumento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023. È quanto emerge dall’ottavo rapporto Gimbe, che analizza la sostenibilità e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale (Ssn).La fotografia della Puglia non è incoraggiante. Il rapporto segnala infatti una carenza di personale sanitario rispetto al resto del Paese: nel 2023 si contano 10,8 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti, a fronte di una media italiana di 11,9. Nello specifico, i medici dipendenti sono 1,74 ogni 1.000 abitanti (contro 1,85 della media nazionale) e gli infermieri 4,41 ogni 1.000 (media Italia 4,7). Una dotazione inferiore che contribuisce a spiegare le difficoltà di accesso alle cure e l’aumento delle rinunce registrato nel 2024.Sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) — le prestazioni garantite dal Ssn gratuitamente o con ticket — la Regione Puglia ha ottenuto un punteggio complessivo di 228 su 300, migliorando di due punti rispetto al 2022. Il risultato colloca la regione al decimo posto tra le regioni e province autonome, confermandone la piena adempienza secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg). L’analisi dei singoli ambiti mostra però una situazione disomogenea: la Puglia è 11ª per la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, 14ª per l’assistenza distrettuale e 9ª per l’assistenza ospedaliera.Un altro dato rilevante riguarda la mobilità sanitaria interregionale, che nel 2022 ha registrato un saldo negativo di 230,2 milioni di euro, in aumento di quasi 99 milioni rispetto al 2021. Un segnale evidente della tendenza dei cittadini pugliesi a spostarsi in altre regioni per ricevere cure, soprattutto in ambiti specialistici o ad alta complessità. venerdì 10 Ottobre 2025© RIPRODUZIONE RISERVATA Argomenti Sanità Notifiche Login Notifica di Nuovi commenti successivi al mio Nuove risposte ai miei commenti Label Nome* Email* Pubblicando il commento accetto le regole di buon costume e rispetto nei confronti degli altri e la Privacy Policy. Label Nome* Email* Pubblicando il commento accetto le regole di buon costume e rispetto nei confronti degli altri e la Privacy Policy. 0 Commenti Vecchi Nuovi Inline Feedbacks Vedi tutti i commenti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001697404119.PDF §---§ title§§ Economia e finanza: gli avvenimenti della settimana -2- link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002662610843.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borsaitaliana.it" del 10 Oct 2025

Radiocor. Finanza. Economia e finanza: gli avvenimenti della settimana -2-.

pubDate§§ 2025-10-10T18:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002662610843.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002662610843.PDF', 'title': 'borsaitaliana.it'} tp:url§§ https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/economia-e-finanza-gli-avvenimenti-della-settimana-2-nRC_10102025_1940_600583787.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002662610843.PDF tp:ocr§§ MERCOLEDI' 15 ottobre---------------------FINANZA- Milano: comitato esecutivo Abi. Ore 14,30.RIUNIONI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE- APPROVAZIONE DATI CONTABILI: nessun appuntamento in agenda.INCONTRI SOCIETA' QUOTATE- Nessun appuntamento in agenda.ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI- Amaro (Ud): assemblea ordinaria e straordinaria Eurotech.Ore 14,00. Parte ordinaria: nomina di due componenti del cda; rinuncia ad azione di responsabilita' nei confronti di un ex amministratore. Parte straordinaria: modifiche statutarie.Via Jacopo Linussio, 1.DATI MACROECONOMICI- Cina: CPI m/m, settembre. Ore 3,30.- Cina: PPI a/a, settembre. Ore 3,30.- Cina: CPI a/a, settembre. Ore 3,30.- Giappone: Produzione industriale m/m finale, agosto. Ore 6,30.- Francia: IPCA m/m finale, settembre. Ore 8,45.- Francia: IPCA a/a finale, settembre. Ore 8,45.- Francia: CPI m/m Ex Tob, settembre. Ore 8,45.- Italia: Istat - Conti economici delle imprese e dei gruppi d'impresa, anno 2023. Ore 10,00.- Eurozona: Produzione industriale m/m, agosto. Ore 11,00.- Stati Uniti: CPI m/m (s), settembre. Ore 14,30.- Stati Uniti: Indice Empire Manufacturing, ottobre. Ore 14,30.ECONOMIA- Roma: si conclude il XXIII Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo studio The European House - Ambrosetti. Presso Palazzo Rospigliosi. Anche in streaming.- Napoli: tappa della 61esima edizione dell'Oscar di Bilancio "Il tempo non si ferma. Il reporting nella transizione", roadshow organizzato da Ferpi.- Milano: si apre la 14esima edizione del Leadership Forum, organizzato da Roi Group. Presso il Teatro degli Arcimboldi.I lavori terminano domani.- Cernobbio (Co): prosegue il "Digital Innovation Forum - ComoLake2025", promosso dalla Fondazione Innovazione Digitale Ets, momento di incontro tra Istituzioni, Operatori e Mondo della Ricerca su innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e digitalizzazione. Presso Villa Erba. L'evento si conclude il 17 ottobre.- Napoli: convegno "Stop Piracy. La cooperazione europea per il contrasto alla pirateria", organizzato dall'Universita' Parthenope e dall'Agcom. Ore 9,30. Presso Villa Doria D'Angri, via Francesco Petrarca 80.- Roma: proseguono gli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica, in cui si offre uno spazio di confronto tra la comunita' scientifica, il sistema sanitario, il mondo imprenditoriale e le Istituzioni. Ore 10,00, Partecipano, tra gli altri, Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe; Robert Nistico', presidente Agenzia Italiana del Farmaco.Presso Palazzo Madama. L'evento si conclude domani.- Roma: convegno "Sostiene la Cultura. Consumi culturali e leva fiscale: verso una proposta di detrazione", organizzato da Impresa Cultura Italia - Confcommercio. Ore 10,30. Presso la sede di Confcommercio nazionale, via G. G. Belli 2.- Torino: presentazione dell'Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilita' (edizione 2025), report annuale a cura di Anfia e della Camera di commercio di Torino. Ore 11,00. Presso il Museo dell'automobile.- Venezia: "Leader by Example 2025", roadshow organizzato da Range Rover in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Ore 14,30.Presso Confindustria Veneto Est - Area Venezia Marghera.- Washington (Stati Uniti): proseguono le riunioni annuali della Banca Mondiale e del Fon do monetario internazionale.Alle ore 14,45, press briefing "Fiscal Monitor". I lavori si concludono il 18 ottobre.- Erba (Co): assemblea congiunta Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio "Rivoluzioni. La difesa dei valori dell'Occidente". Ore 16,30. Partecipano, tra gli altri, Emanuele Orsini, presidente Confindustria; Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l'Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitivita'. Presso Lariofiere, viale Resegone.- Milano: McDonald's presenta alla stampa il nuovo "Big Arch".Ore 19,00. Via Meravigli, 5.Red-(RADIOCOR) 10-10-25 19:40:07 (0600) 5 NNNN  Ita tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002662610843.PDF §---§ title§§ Sulla sanità Meloni vende fumo. Tagli per 13 miliardi, da spendere per le armi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002930508230.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "contropiano.org" del 10 Oct 2025

Il recente Rapporto GIMBE, presentato in Parlamento, non è un allarme: è una vera e propria sentenza che svela la drammatica condizione della Sanità

pubDate§§ 2025-10-10T07:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002930508230.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002930508230.PDF', 'title': 'contropiano.org'} tp:url§§ https://contropiano.org/news/politica-news/2025/10/10/sulla-sanita-il-governo-meloni-vende-fumo-tagli-per-13-miliardi-ma-li-spenderanno-per-le-armi-0187520 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002930508230.PDF tp:ocr§§ ContropianoGiornale comunista onlineMenuIl recente Rapporto GIMBE, presentato in Parlamento, non è un allarme: è una vera e propria sentenza che svela la drammatica condizione della Sanità pubblica italiana. Nonostante le rassicurazioni e la propaganda del governo Meloni, che rivendica inesistenti “record” di risorse, i fatti nudi e crudi raccontano un’altra storia.Negli ultimi tre anni di governo della destra nera (2023-2025), il Servizio Sanitario Nazionale ha subito una perdita netta di € 13,1 miliardi. Questo definanziamento sistematico non è frutto del caso, ma di una chiara scelta politica che mina le fondamenta dello Stato sociale. I principi di universalità ed equità del SSN vengono traditi, spingendo la spesa sanitaria a carico delle famiglie a cifre record: € 41,3 miliardi, costringendo drammaticamente un italiano su dieci a rinunciare alle cure.La verità è che l’agonia della Sanità pubblica libera spazio e fondi per altri interessi. Mentre si assiste allo smantellamento del welfare – dai servizi essenziali per gli anziani al supporto per le famiglie e i senza casa – le risorse vengono dirottate per finanziare l’ossessione degli armamenti, con una spesa militare che avanza impetuosa a discapito della salute dei cittadini. Si sacrifica il diritto fondamentale alla cura per l’obiettivo di un riarmo superfluo e irresponsabile.È tempo di abbandonare le narrazioni edulcorate: l’attuale crisi non è una fatalità, ma la diretta conseguenza di precise priorità di questo governo. A chi oggi esulta per la propaganda meloniana, giunga un monito senza sconti: quando le liste d’attesa saranno ancora più insostenibili, quando l’eccellenza della cura sarà accessibile solo a pagamento, e quando la fragilità si scontrerà con l’indifferenza dello Stato, il disastro sanitario si abbatterà su tutti.E in quel momento, quanti hanno sostenuto e votato per chi fa queste politiche potranno forse consolarsi con un pensiero sarcastico: almeno, i soldi destinati alla loro salute sono stati impiegati per potenziare i caccia da guerra.10 Ottobre 2025 - © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANOIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Con continui rimandi a cabine di regia e futuri decreti attuativi e zero soluzioni per i principali problemi della...Mentre in ogni università italiana si tagliano le cattedre e i fondi per gli studi storici (sia mai detto...Sabato 29 marzo la Rete dei Comunisti ha promosso un confronto pubblico su “Il Crollo dell’Illusione Euroatlantica”. Nel dibattito sono...Tenete viva l’informazione: sostenete il sito di Contropiano mandandoci il vostro contributo!Roma. Studenti e operai uniti: a lezione dal portuale, blocchiamo tutto!Genova. “Il Capitale” di Marx, tra i portualiMilano. Corteo per la Palestina liberaCaserta. Presentazione dei candidati di “Campania Popolare”Milano. 12 ottobre 1492 – 12 ottobre 2025Vuoi essere sempre aggiornato sulle notizie di Contropiano? Iscriviti alla nostra newsletter: Accetto la privacy policy del sitoAutorizzazione del Tribunale di Roma 286 del 31 dicembre 2014. Direttore Responsabile: Sergio Cararo. Indirizzo: V.Casalbruciato 27- sc. B - 00159 Roma - Tel. 06.640.122.19 - redazione@contropiano.org tp:writer§§ Redazione Roma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002930508230.PDF §---§ title§§ Dove non arriva più il dottore link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002991209861.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 10 Oct 2025

Tra pensionamenti e mancate sostituzioni, oltre un quarto dei medici supera già il limite massimo di pazienti. E molti paesi restano completamente scoperti

pubDate§§ 2025-10-10T14:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002991209861.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002991209861.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2025/10/10/dove-non-arriva-piu-il-dottore/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002991209861.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliNei paesi dell’entroterra, sulle colline ioniche e nelle valli aspromontane, il medico di famiglia è diventato un miraggio. I numeri certificano un’emergenza: secondo la Fondazione Gimbe, nella regione mancano almeno 66 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno, ma la situazione è destinata a peggiorare. Entro il 2026, altri 135 medici di base andranno in pensione ed i nuovi ingressi non basteranno a coprire i vuoti. Il calo complessivo dei medici nel territorio tra il 2019 e il 2023 è già del 20,9%, segno evidente che l’emergenza è in corso da tempo. «Dopo il pensionamento del nostro medico, siamo rimasti senza. Ora dobbiamo spostarci 40 km per una ricetta», racconta Maria R., residente in un paese della Presila cosentina. Una situazione analoga si verifica in diversi centri del Reggino, dove le postazioni di guardia medica sono spesso chiuse o sguarnite. Secondo i dati regionali, oltre il 27% dei medici di famiglia calabresi supera il massimale di 1.500 assistiti, limite oltre il quale la qualità dell’assistenza si riduce drasticamente. In pratica, più di uno su quattro è già sovraccarico. Anche i pediatri sono in sofferenza: entro il 2026 si stima che i posti vacanti arriveranno a 64. In alcune aree della Sila e della Locride, le famiglie con bambini piccoli sono costrette a recarsi in ospedale per ogni necessità. Le ragioni sono molteplici: i medici vanno in pensione, molti giovani rifiutano gli incarichi nei territori più isolati e le borse di studio per medicina generale non vengono tutte assegnate. A questo si aggiungono i ritardi organizzativi e l’assenza di un piano di emergenza capace di garantire assistenza uniforme. «Servono incentivi veri, non solo economici ma anche logistici e professionali, per convincere i giovani a restare o a venire qui», denuncia un sindaco dell’entroterra crotonese. Senza un cambio di rotta immediato – che preveda pianificazione, investimenti strutturali e una visione di lungo periodo – il rischio è che il medico di famiglia, da presidio quotidiano, diventi davvero un ricordo del passato. (redazione@corrierecal.it)Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  News&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002991209861.PDF §---§ title§§ Il lento agonizzare del SSN: la fotografia dell’VIII Rapporto GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002158601547.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "farmacianews.it" del 09 Oct 2025

Lo smantellamento del SSN apre la strada al privato e aumenta la spesa delle famiglie e la rinuncia alle cure, oltre alla crisi del personale.

pubDate§§ 2025-10-10T01:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002158601547.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002158601547.PDF', 'title': 'farmacianews.it'} tp:url§§ https://www.farmacianews.it/il-lento-agonizzare-del-ssn-la-fotografia-dellviii-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002158601547.PDF tp:ocr§§ La salute pubblica in Italia è a un punto di non ritorno. L’VIII Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE lancia un allarme drammatico: il sistema sanitario è vittima di un «lento ma inesorabile smantellamento» causato da un costante definanziamento, che sta spianando la strada al privato e schiacciando le famiglie sotto il peso delle spese out-of-pocket.L’illusione contabile del finanziamentoNonostante l’aumento apparente del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), che nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro, la realtà dei numeri è ben diversa. Il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nell’illustrare i dati dell’VIII Rapporto, lo scorso 8 ottobre a Roma nella prestigiosa cornice della Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, ha definito queste cifre come «illusioni contabili».Analizzando il rapporto tra Fondo Sanitario Nazionale – FSN e PIL, la percentuale è scesa dal 6,3% del 2022 al 6,1% nel 2024-2025. Trasformando questo calo percentuale in valori assoluti, emerge un definanziamento complessivo di 13,1 miliardi di euro nel triennio 2023-2025. Queste risorse mancate, unite all’erosione causata dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici, mettono in seria difficoltà i bilanci regionali.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBELa situazione futura non è più rosea: il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 e la Legge di Bilancio 2026 prevedono un’ulteriore discesa della quota di PIL destinata al FSN, che scenderà fino al 5,8% nel 2028. Questo divario tra spesa stimata e risorse allocate rischia di scaricare sulle Regioni un onere crescente, costringendole a scelte dolorose: «ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale» ha avvertito Cartabellotta.Il peso insopportabile delle famiglieIl costo di questo definanziamento è pagato direttamente dai cittadini. La spesa sanitaria privata complessiva ammontava a 47,66 miliardi di euro (dati 2024), di cui l’86,7% grava direttamente sulle tasche delle famiglie (out of pocket), per un totale di 41,3 miliardi di euro. Solo il 13,3% è intermediato da fondi sanitari e assicurazioni.Questo aumento della spesa a carico del cittadino ha un impatto sociale devastante: nel 2024, un italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone) ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di motivi economici. Questo fenomeno è particolarmente marcato in alcune Regioni, come la Sardegna (17,7%), e peggiora in parallelo all’aumento della povertà assoluta.«L’aumento della spesa a carico delle famiglie rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni» ha commentato Cartabellotta.Divari regionali e iniquità di ripartoOltre al definanziamento, l’equità del SSN è minata dai meccanismi di riparto del FSN, che continuano a privilegiare le Regioni con popolazioni più anziane. Il riparto pro-capite vede la Liguria in testa (€ 2.261), mentre le Regioni più giovani, come Campania (€ 2.135) e Lombardia (€ 2.154), ricevono quote inferiori alla media nazionale (€ 2.181).Questa iniquità nel finanziamento si riflette nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA: nel 2023 solo 13 Regioni risultano adempienti, con il Sud Italia gravemente in difficoltà. La conseguenza è una ‘frattura strutturale’ che si traduce in una forte mobilità sanitaria verso Nord (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) e in un gap nell’aspettativa di vita, con la Campania che si attesta a 81,7 anni, 3 anni in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento.Avanzamento del privato e problemi di personale In questo contesto ad aumentare è il ricorso al privato – non solo e non tanto quello convenzionato: basti pensare che la spesa delle famiglie per il ‘privato puro’ tra il 2016 e il 2023 è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi di euro.Permane una strutturale crisi di p ersonale: se i medici in realtà risultano superiori alla media OCSE (5,4 vs 3,9 ogni 1.000 abitanti) particolarmente grave è la carenza degli infermieri, aggravata dal crollo dell’attrattività del Corso di Laurea in Infermieristica.In questo scenario, in cui si registra un significativo ritardo nell’attuazione della riforma territoriale sancita dal DM77/2022, GIMBE invoca un nuovo Patto Politico che consideri la salute un investimento strategico e non un costo, riaffermando il principio di «spesa costituzionalmente necessaria» per finanziare i LEA, come ribadito dalla Corte Costituzionale. tp:writer§§ Elena D''Alessandri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002158601547.PDF §---§ title§§ Il lento agonizzare del SSN: la fotografia dell’VIII Rapporto GIMBE - Farmacia News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931808415.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "farmacianews.it" del 09 Oct 2025

Lo smantellamento del SSN apre la strada al privato e aumenta la spesa delle famiglie e la rinuncia alle cure, oltre alla crisi del personale.

pubDate§§ 2025-10-10T08:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931808415.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931808415.PDF', 'title': 'farmacianews.it'} tp:url§§ https://www.farmacianews.it/il-lento-agonizzare-del-ssn-la-fotografia-dellviii-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931808415.PDF tp:ocr§§ In Italia l’articolo 32 della Costituzione è a rischio: lo smantellamento del SSN spiana la strada al privato con una spesa delle famiglie in aumento e un fenomeno crescente di rinuncia alle cure, aggravato da una profonda crisi del personale.La salute pubblica in Italia è a un punto di non ritorno. L’VIII Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE lancia un allarme drammatico: il sistema sanitario è vittima di un «lento ma inesorabile smantellamento» causato da un costante definanziamento, che sta spianando la strada al privato e schiacciando le famiglie sotto il peso delle spese out-of-pocket.Nonostante l’aumento apparente del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), che nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro, la realtà dei numeri è ben diversa. Il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nell’illustrare i dati dell’VIII Rapporto, lo scorso 8 ottobre a Roma nella prestigiosa cornice della Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, ha definito queste cifre come «illusioni contabili».Analizzando il rapporto tra Fondo Sanitario Nazionale – FSN e PIL, la percentuale è scesa dal 6,3% del 2022 al 6,1% nel 2024-2025. Trasformando questo calo percentuale in valori assoluti, emerge un definanziamento complessivo di 13,1 miliardi di euro nel triennio 2023-2025. Queste risorse mancate, unite all’erosione causata dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici, mettono in seria difficoltà i bilanci regionali.La situazione futura non è più rosea: il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 e la Legge di Bilancio 2026 prevedono un’ulteriore discesa della quota di PIL destinata al FSN, che scenderà fino al 5,8% nel 2028. Questo divario tra spesa stimata e risorse allocate rischia di scaricare sulle Regioni un onere crescente, costringendole a scelte dolorose: «ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale» ha avvertito Cartabellotta.Il costo di questo definanziamento è pagato direttamente dai cittadini. La spesa sanitaria privata complessiva ammontava a 47,66 miliardi di euro (dati 2024), di cui l’86,7% grava direttamente sulle tasche delle famiglie (out of pocket), per un totale di 41,3 miliardi di euro. Solo il 13,3% è intermediato da fondi sanitari e assicurazioni.Questo aumento della spesa a carico del cittadino ha un impatto sociale devastante: nel 2024, un italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone) ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di motivi economici. Questo fenomeno è particolarmente marcato in alcune Regioni, come la Sardegna (17,7%), e peggiora in parallelo all’aumento della povertà assoluta.«L’aumento della spesa a carico delle famiglie rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni» ha commentato Cartabellotta.Oltre al definanziamento, l’equità del SSN è minata dai meccanismi di riparto del FSN, che continuano a privilegiare le Regioni con popolazioni più anziane. Il riparto pro-capite vede la Liguria in testa (€ 2.261), mentre le Regioni più giovani, come Campania (€ 2.135) e Lombardia (€ 2.154), ricevono quote inferiori alla media nazionale (€ 2.181).Questa iniquità nel finanziamento si riflette nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA: nel 2023 solo 13 Regioni risultano adempienti, con il Sud Italia gravemente in difficoltà. La conseguenza è una ‘frattura strutturale’ che si traduce in una forte mobilità sanitaria verso Nord (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) e in un gap nell’aspettativa di vita, con la Campania che si attesta a 81,7 anni, 3 anni in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento. In questo contesto ad aumentare è il ricorso al privato – non solo e non tanto quello convenzionato: basti pensare che la spesa delle famiglie per il ‘privato puro’ tra il 2016 e il 2023 è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi di euro.Permane una strutturale crisi di personale: s e i medici in realtà risultano superiori alla media OCSE (5,4 vs 3,9 ogni 1.000 abitanti) particolarmente grave è la carenza degli infermieri, aggravata dal crollo dell’attrattività del Corso di Laurea in Infermieristica.In questo scenario, in cui si registra un significativo ritardo nell’attuazione della riforma territoriale sancita dal DM77/2022, GIMBE invoca un nuovo Patto Politico che consideri la salute un investimento strategico e non un costo, riaffermando il principio di «spesa costituzionalmente necessaria» per finanziare i LEA, come ribadito dalla Corte Costituzionale. Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.Ogni settimana, per supportare la tua crescita professionale. 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Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 10 Oct 2025

Le parole del ministro della Salute, le retribuzioni degli operatori della sanità e le richieste dei medici.

pubDate§§ 2025-10-10T11:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002897209081.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002897209081.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/10/10/medici-e-infermieri-stipendi-troppo-bassi-le-novita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002897209081.PDF tp:ocr§§ Se la ‘coperta’ per la sanità pubblica è (da sempre) corta, le recenti dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci hanno attirato l’attenzione di medici e infermieri. “Ai 4 miliardi già previsti lo scorso anno per il 2026 se ne aggiungeranno altri 2,2-2,5 miliardi”, ha detto il ministro al ‘Corriere della Sera’.Ma una cosa sono le risorse per il funzionamento del Ssn, altra quelle per le retribuzioni degli operatori. E poi quanto prendono di stipendio i medici e gli infermieri in Italia?A conti fatti, le retribuzioni degli operatori della sanità restano ben al di sotto della media Ocse, come emerge dall’ottavo Rapporto sul Ssn di Fondazione Gimbe: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari (contro una media Ocse di 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (contro 60.260).Sanità: ecco quanto ci costa il Ssn in agonia, il reportEcco perché Anaao Assomed chiede al Governo che la manovra di bilancio 2026 intervenga “in maniera robusta” per risollevare le sorti della sanità pubblica e dei professionisti che ci lavorano.Come sottolinea Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, “lo stato di salute del nostro Ssn ci porta a ritenere che la soluzione alle criticità sia sì una questione di risorse economiche, ma anche di come vengono distribuite e di come viene affrontata la complessità dei problemi tra emergenze e routine, troppo spesso e troppo semplicemente ricondotti all’eterna diatriba tra medicina del territorio e medicina ospedaliera”. Insomma, è arrivato il momento di allargare i cordoni della borsa.Un tema, quello degli stipendi di medici e infermieri, che sta a cuore al ministro della Salute. “L’intervento principale della Manovra sarà quello sul capitale umano, sui medici, sugli infermieri, sugli operatori sanitari e socio sanitari, che da sempre rappresentano la parte migliore del nostro servizio sanitario nazionale”, ha assicurato Orazio Schillaci a ‘Quotidiano Sanità’, parlando di stipendi più alti e nuove assunzioni come sue priorità. “Accogliamo con cauto ottimismo le dichiarazioni di esponenti del Governo che annunciano da più parti un incremento dei fondi destinati alla sanità e vorremmo portare il nostro contributo circa la loro distribuzione”, commenta Di Silverio.“È evidente, infatti, che le condizioni economiche dei dirigenti medici e sanitari richiedono un’attenzione maggiore, negata purtroppo per decenni, per ridurre se non annullare le differenze abissali tra i camici bianchi italiani e i colleghi d’Oltralpe: i nostri sono gli stipendi più bassi d’Europa e di contro abbiamo la pressione fiscale più alta”.Ecco allora che Anaao Assomed si aspetta da questa Manovra tre segnali: defiscalizzare o aumentare l’indennità di esclusività per fortificare il ruolo del dirigente medico e sanitario che decide di lavorare nel Ssn; correggere la ‘dimenticanza’ rispetto ai fondi stanziati lo scorso anno per la specificità e che non riguardano per il 2026 i dirigenti sanitari; adeguare gli stipendi dei medici e dirigenti sanitari in formazione.Il timore, infatti, è quello di assistere “al consueto teatrino di fine anno in cui i tira e molla politici finiscono per favorire sempre i soliti noti. Non certo i medici e i dirigenti sanitari, con la giustificazione che i soldi son pochi, o che sono già stati stanziati”, conclude Di Silverio. Non è la prima volta che ci occupiamo delle retribuzioni dei ‘camici bianchi’, ora non resta che stare a vedere.Medici: i magri stipendi degli specializzandi fermi da 23 anniFORTUNE ITALIAN. 7 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002897209081.PDF §---§ title§§ Sanità, Riboldi: "Piemonte tra le Regiojni più virtuose d'Italia, nel rapporto Gimbe 2025" - Il Corriere di Alba Bra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001890502950.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilcorriere.net" del 10 Oct 2025

«Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma. «Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai [...]

pubDate§§ 2025-10-10T02:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001890502950.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001890502950.PDF', 'title': 'ilcorriere.net'} tp:url§§ https://ilcorriere.net/sanita-riboldi-piemonte-tra-le-regiojni-piu-virtuose-ditalia-nel-rapporto-gimbe-2025/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001890502950.PDF tp:ocr§§ «Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma. «Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai [...]--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001890502950.PDF §---§ title§§ Regionali Toscana, Giani a Nova: “Impegno per una sanità pubblica e universalistica” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002981609765.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ildubbio.news" del 10 Oct 2025

A contendersi la carica di capo dell’esecutivo regionale ci sono Tomasi per la coalizione di centrodestra e Bundu per la lista di Toscana Rossa

pubDate§§ 2025-10-10T14:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002981609765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002981609765.PDF', 'title': 'ildubbio.news'} tp:url§§ https://www.ildubbio.news/cronache/regionali-toscana-giani-a-nova-impegno-per-una-sanita-pubblica-e-universalistica-qy7ogtxm tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002981609765.PDF tp:ocr§§ A contendersi la carica di capo dell’esecutivo regionale ci sono Tomasi per la coalizione di centrodestra e Bundu per la lista di Toscana RossaAGENZIA NOVA – “In Toscana crediamo fortemente nella sanità pubblica ed universalistica”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ad “Agenzia Nova” a 48 ore dalle elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 ottobre. Il presidente, in corsa per il secondo mandato, è appoggiato da Pd, Avs, M5s, Lista civica Casa riformista. A contendersi la carica di capo dell’esecutivo regionale ci sono Alessandro Tomasi per la coalizione di centrodestra (Fd’I, FI, Lega, Noi moderati, lista civica ‘È Ora!’), e Antonella Bundu per la lista di Toscana Rossa. La sanità è un tema che ha scandito la campagna elettorale, considerando la rilevanza delle spese sanitarie sul bilancio regionale.“Riteniamo necessario continuare a garantire a tutti i cittadini l’accesso equo e gratuito ai servizi sanitari essenziali, indipendentemente da reddito, età, condizione sociale o luogo di residenza. Abbiamo dimostrato che la Toscana è ancora capace di offrire eccellenza e qualità nelle prestazioni sanitarie rispettando questo diritto fondamentale della persona. In Italia c’è la tendenza a ridurre i finanziamenti statali nella sanità pubblica con una crescente presenza del privato nel sistema. Questa tendenza va, se non arrestata, quantomeno controllata e ridimensionata. Come Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto di difendere il fondo sanitario. In Toscana abbiamo anche approvato una proposta di legge per il Parlamento in cui chiediamo che il finanziamento dello Stato sia, entro il 2027, strutturalmente il 7,5 per cento del Pil che rappresenterebbe, in tutta Italia, circa quattro miliardi in più all’anno. Ci sono Paesi europei che vanno oltre questa percentuale e sfiorano il 10 per cento. Noi abbiamo chiesto di raggiungere, in cinque anni, almeno la media europea”.La sanità toscana è comunque collocata ai vertici nazionali. “Lo dice la Fondazione Gimbe. Lo dice lo stesso ministero, che nel sistema di monitoraggio del Nuovo sistema di garanzia Italia che misura i livelli essenziali assicurati e pone la Toscana nel 2023 al secondo posto in Italia, a pochi decimali dal podio più alto – ha sottolineato Giani -. La Toscana emerge anche come regione con una delle migliori reti oncologiche del Paese: standard elevati, coordinamento tra strutture, percorsi diagnostici e terapeutici consolidati”. La sanità territoriale è la sfida del prossimo futuro: “Mi preme, infine, evidenziare l’impegno per potenziare i servizi pubblici di prossimità, per decongestionare gli ospedali e offrire un’assistenza più vicina ai bisogni di salute dei cittadini attraverso le case di comunità, che saranno 77. Permetteranno di potenziare l’assistenza ad anziani e persone con patologie croniche ed aiuteranno a ridurre le liste d’attesa, su cui la sfida ulteriore è anche quella dell’appropriatezza prescrittiva per evitare esami non necessari oltre alla semplificazione dei percorsi di cura”, ha concluso.La Toscana è ritenuta essere una regione con un certo deficit infrastrutturale rispetto alle regioni del nord Italia. Per colmare il ritardo sono state intraprese diverse azioni nel corso degli ultimi anni: “Inizio dall’Alta velocità: ho voluto la ripartenza dei lavori per il nodo ferroviario fiorentino dell’alta velocità, le talpe stanno procedendo in maniera regolare – ha proseguito il presidente -. Sarà un’infrastruttura fondamentale per abbattere i tempi dei collegamenti dell’alta velocità e separare i flussi dei treni regionali da quelli di lunga percorrenza, eliminando le varie interferenze ed aprendo la possibilità di portare i treni regionali dagli attuali 414 a 616. L’importanza è cruciale su almeno tre fronti: quello nazionale, perché velocizza gli scambi lungo l’asse Roma-Milano, quello regionale, dove sarà possibile fluidificare il traffico ferroviario e potenziare i servizi, ed infine porterà ulteriori vantaggi alla città di Firenze dove, con la Stazione Belfiore, di fatto nascerà un altro baricentro della città, collegato tramite People mover a Santa Maria Novella”.“Un’altra infrastruttura importante – ha elencato Giani – è la Darsena Europa di Livorno: è proseguito l’avanzamento dei lavori della piattaforma di base oltre la quale si realizzerà la banchina dove, in alcuni tratti, le navi avranno un pescaggio garantito fino a 17 metri rispetto ai 12 attuali. La Regione Toscana ha destinato sulla Darsena Europa 200 milioni di euro. Livorno con quest’opera sarà al centro del commercio marittimo internazionale. E, poi, la tranvia nella città di Firenze e nella sua area metropolitana, la ‘Due Mari’ che collega Siena e Grosseto con il completamento delle quattro corsie che permetterà una maggiore percorribilità tra la Toscana meridionale e quella centrale”.Altri articoli tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002981609765.PDF §---§ title§§ Responsabilità Sanitaria in Campania: oltre 60 milioni spesi in assicurazioni – Il Golfo 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002731710482.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgolfo24.it" del 10 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-10T16:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002731710482.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002731710482.PDF', 'title': 'ilgolfo24.it'} tp:url§§ https://www.ilgolfo24.it/responsabilita-sanitaria-in-campania-oltre-60-milioni-spesi-in-assicurazioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002731710482.PDF tp:ocr§§ Il Convegno MAG Healthcare, che si è aperto ieri mattina (giovedì 9 ottobre 2025) presso la Reggia di Caserta, si concentrerà sulle sfide economico-finanziarie legate alla responsabilità sanitaria (MedMal) in Italia, con particolare attenzione ai costi diretti e indiretti che impattano i bilanci sanitari regionali e nazionali. E’ la prima volta che alcuni tra i principali vertici della sanità italiana si incontrano per approfondire ed analizzare tutte le componenti di costo che orbitano intorno al fenomeno della MedMal, rappresentando un peso finanziario di cui non esiste letteratura internazionale. La responsabilità civile sanitaria è un settore che continua a influenzare in modo significativo i costi delle strutture sanitarie italiane. Secondo le analisi IVASS, nel 2021, le compagnie assicurative hanno registrato circa 17.200 sinistri di responsabilità civile sanitaria, con oneri complessivi che si aggirano in centinaia di milioni di euro fra riserve tecniche e liquidazioni. Il mercato assicurativo della responsabilità sanitaria in Italia vale oltre 300 milioni di euro l’anno, con un costo medio dei sinistri pari a 41.639 euro. Tuttavia, i costi sono ben più elevati nelle strutture pubbliche, dove il costo medio per sinistro può superare i 76.000 euro. A ciò si aggiunge il fenomeno della medicina difensiva, che incide per oltre 10 miliardi di euro all’anno, pari al 10% della spesa sanitaria complessiva, aumentando notevolmente il carico economico.Il caso della CampaniaIn Campania il tema è particolarmente sentito. Pur in assenza di una piena uniformità gestionale – con alcune strutture autoassicurate e altre coperte da polizze assicurative – la Regione ha avviato negli ultimi anni percorsi di razionalizzazione, puntando a garantire maggiore equilibrio nella gestione dei costi e una più solida tutela giuridica. La spesa assicurativa complessiva supera i 60 milioni di euro l’anno, un investimento che se da un lato rappresenta un impegno rilevante per i bilanci sanitari, dall’altro costituisce una garanzia di sicurezza e protezione per cittadini e strutture. Nel primo quadrimestre del 2025, la Campania ha erogato 771.981 prestazioni sanitarie, in crescita rispetto al 2024, ma ancora lontana dai volumi pre-pandemia. Le Aziende Sanitarie Locali (ASL) della Regione, che gestiscono oltre 2.000 strutture complesse, sono chiamate a conciliare la crescente domanda di servizi con l’impatto economico delle responsabilità legate agli errori clinici e ai contenziosi, derivanti spesso da errori clinici in aree delicate come ostetricia, ortopedia e pronto soccorso che hanno un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle ASL e degli ospedali. A conferma della complessità e dell’importanza del fenomeno, la Campania figura tra le regioni con il maggior peso economico legato ai contenziosi. Nel 2022, infatti, la Regione ha sostenuto oneri da contenzioso pari a circa 17,9 milioni di euro, tra i valori più elevati a livello nazionale. Nonostante questi numeri, la Regione sta dimostrando una forte capacità di reazione, investendo in strumenti di gestione del rischio, digitalizzazione dei processi e formazione del personale, con l’obiettivo di trasformare una criticità storica in un terreno di innovazione e miglioramento. La Campania è una delle regioni più esposte al rischio MedMal, con una distribuzione molto variegata delle strutture sanitarie. La Regione conta oltre 1.100 strutture ospedaliere. La gestione disomogenea del rischio, con alcune strutture autoassicurate e altre coperte da polizze assicurative, comporta una mancanza di uniformità nella gestione dei costi e nella tutela giuridica.Implicazioni economiche della MedMalIl costo della MedMal va ben oltre la polizza assicurativa. I costi indiretti, come la medicina difensiva, il costo sociale indiretto (lunghe degenze e liste d’attesa) e le complicanze ospedaliere, rappresentano un onere significativo per il sistema sanitario nazionale. In Italia, il costo sociale indiretto dovuto a errori clinici è stimato in centinaia di milioni di euro all’anno, senza contare la pe rdita di produttività per i pazienti e le famiglie. Le complicanze, come le infezioni ospedaliere o gli errori chirurgici, comportano un aumento dei costi per farmaci, ricoveri e chirurgie riparatorie. Ogni anno, circa 3,5 milioni di pazienti in Europa contraggono infezioni correlate all’assistenza, con un prolungamento medio della degenza di 8-10 giorni, che in Italia si traduce in circa 2 milioni di giornate letto extra.Ads La gestione del rischio e modelli internazionaliAds Il convegno esplorerà anche i modelli internazionali di gestione del rischio, con un focus sui sistemi a indennizzo amministrativo adottati in Paesi come la Svezia e la Finlandia, dove il risarcimento è più rapido e le cause legali sono rare, rendendo il sistema più prevedibile e meno costoso. Al contrario, in Italia, dove il sistema si basa su un forte impatto giuridico e assicurativo, i costi sono più volatili e difficili da prevedere.L’appuntamento di CasertaIl convegno vedrà la partecipazione dei vertici di dell’OMCeO, AIOP ed ACOP, dell’Istituto Superiore della Sanità rappresentato da Velia Bruno ed esperti del settore, tra cui Pierluca Impronta (Presidente MAG), Roberto Esitini (Head of Specialty Healthcare MAG), Nino Cartabellotta (Presidente Fondazione GIMBE), Germano Perito (Direttore Generale AORN Moscati di Avellino), Antonio D’Amore, Direttore Generale AO Cardarelli, Alessandro Delle Donne, Direttore Generale Istituto Tumori Bari Giovanni Paolo II – IRCCS, Ferruccio Capalbo, Vice Procuratore Generale, assegnato alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti in Campania, Napoli e Francesco Graziano, Magistrato presso la Corte di Cassazione. Saranno trattati i temi legati al peso finanziario e ai risvolti economici e giuridici del fenomeno legato alla Medical Malpractice. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002731710482.PDF §---§ title§§ Sanità, Imma Vietri: «Dati Gimbe impietosi, fallimento totale della gestione De Luca» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931008231.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilvescovado.it" del 10 Oct 2025

«I dati impietosi del nuovo rapporto Gimbe sulla sanità confermano, ancora una volta, il fallimento totale della gestione De Luca». Lo dichiara, in una nota, il deputato salernitano di Fratelli d''Italia...

pubDate§§ 2025-10-10T07:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931008231.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931008231.PDF', 'title': 'ilvescovado.it'} tp:url§§ https://www.ilvescovado.it/it/politica-22/sanita-imma-vietri-dati-gimbe-impietosi-fallim-162230/article tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931008231.PDF tp:ocr§§ PoliticaLa deputata salernitana di Fratelli d’Italia commenta i dati del nuovo rapporto Gimbe sulla sanitàSanità, Imma Vietri: «Dati Gimbe impietosi, fallimento totale della gestione De Luca»Secondo la parlamentare di Fratelli d’Italia, la Campania è fanalino di coda in Italia per aspettativa di vita e per attuazione dei progetti del PNRR in ambito sanitario. «Un sistema al collasso – accusa Vietri – con meno medici, meno strutture e cittadini costretti a curarsi fuori regione. Con Cirielli restituiremo ai campani una sanità efficiente e moderna».Inserito da (Redazione il Vescovado Notizie),venerdì 10 ottobre 2025 07:32:20«I dati impietosi del nuovo rapporto Gimbe sulla sanità confermano, ancora una volta, il fallimento totale della gestione De Luca». Lo dichiara, in una nota, il deputato salernitano di Fratelli d'Italia Imma Vietri.La Campania, infatti, è ultima in Italia per aspettativa di vita, con una media di 81,7 anni contro gli 83,4 del resto del Paese.Per la parlamentare si tratta di «Un dato che non può essere ignorato e che rappresenta il simbolo di un sistema sanitario regionale che non garantisce ai cittadini i servizi essenziali di cui hanno diritto».E continua: «Nonostante un lieve aumento del Fondo Sanitario Nazionale pro-capite, la Campania resta ancora al di sotto della media nazionale. Questo significa meno risorse per la salute dei cittadini. Ma il problema non è solo economico: è di gestione, di visione, di capacità amministrativa».«Mentre in altre regioni - osserva Vietri - si attivano strutture e servizi grazie al PNRR, in Campania, al 30 giugno 2025, nessuna delle 191 Case di Comunità previste risulta attiva e su 61 ospedali di comunità ne è partito solo uno. Un dato scandaloso. Abbiamo meno personale sanitario, meno medici e meno infermieri della media nazionale».«È evidente che il sistema è al collasso - dichiara - e che a pagare sono i cittadini, costretti spesso a rinunciare a cure e prestazioni sanitarie o a migrare verso altre regioni, con un saldo negativo di mobilità sanitaria che supera i 308 milioni di euro. E mentre De Luca continua a fare propaganda, la verità è che i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) restano al di sotto degli standard: nel 2023 la Campania è solo 13esima in Italia, migliorata ma ancora ben lontana da un livello dignitoso».«La narrazione di De Luca è ormai scollegata dalla realtà. Con il viceministro Edmondo Cirielli, candidato alla presidenza della Regione Campania, restituiremo ai cittadini una sanità efficiente, moderna e più vicina alle persone. Il tempo degli slogan di De Luca è finito», chiosa. Se sei arrivato fino a qui, significa che apprezzi il nostro impegno nel fornire notizie libere e accessibili a tutti.Per garantire un ambiente sicuro per i nostri lettori, abbiamo rimosso tutta la pubblicità invasiva, i cookie e i tracciamenti di terze parti.Tuttavia, per continuare a offrirti un'informazione di qualità, il tuo aiuto è fondamentale. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.Sostieni Il Vescovado!Scegli il tuo contributo con € 10,00€ 25,00€ 50,00€ 100,00ScegliPer rimanere costantemente aggiornati con le notizie del Vescovado, in tempo reale sul tuo smartphone, scarica la App!Per dispositiviApplePer dispositiviAndroidGalleria Fotografica tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931008231.PDF §---§ title§§ Sanità, Matera (FdI): "De Luca descrive Eden, ma i campani vivono un inferno” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002129600365.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "istituzioni24.it" del 09 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-10T00:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002129600365.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002129600365.PDF', 'title': 'istituzioni24.it'} tp:url§§ https://www.istituzioni24.it/2025/10/09/sanita-matera-fdi-de-luca-descrive-eden-ma-i-campani-vivono-un-inferno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002129600365.PDF tp:ocr§§ “Il nuovo rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe sulla sanità italiana fotografa una situazione drammatica per la Campania, che si conferma ultima in Italia per aspettativa di vita e fanalino di coda su quasi tutti gli indicatori principali. Un dato allarmante che non può essere liquidato come una semplice statistica, ma che rappresenta il risultato diretto di anni di malgoverno del centrosinistra regionale e di un sistema sanitario gestito in modo autoreferenziale e clientelare”. È quanto afferma il senatore Domenico Matera, esponente sannita di Fratelli d’Italia e membro dell’Ufficio di Presidenza del Senato, commentando i dati diffusi dal rapporto Gimbe.“Dopo dieci anni di potere assoluto – sottolinea Matera – Vincenzo De Luca lascia una sanità pubblica in ginocchio, con problemi strutturali che vanno dalla carenza di personale alle strutture inadeguate, dalle liste d’attesa interminabili ai servizi territoriali inesistenti. I fondi del Pnrr, che dovevano servire a colmare i divari, sono stati spesi con lentezza e disordine, basti pensare che nessuna Casa di Comunità risulta ancora attiva, a fronte di una programmazione di 191 strutture. Quando De Luca dipinge la “sua” Campania sembra parlare dell’Eden, peccato che, per i cittadini, la realtà sia un vero e proprio inferno, dove viene negato perfino il diritto alla salute più elementare. A rendere il quadro ancora più grave – aggiunge il senatore – è stata la complicità della finta opposizione del Movimento 5 Stelle, che in questi anni ha consentito al governatore di proseguire indisturbato nella sua gestione clientelare, pur di spartirsi il potere con l’inciucio col PD. Oggi i dati ci dicono che i campani vivono meno e peggio rispetto al resto del Paese. È la prova che la stagione di De Luca, del PD e dei 5 Stelle deve chiudersi. Con Edmondo Cirielli e Fratelli d’Italia – conclude – vogliamo restituire alla Campania una sanità efficiente, fondata su competenza, merito e rispetto per i cittadini, che pagano le tasse e hanno diritto a cure dignitose”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002129600365.PDF §---§ title§§ "Medici di famiglia. Una vera emergenza" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001803105176.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 10 Oct 2025

"I numeri del rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale rivelano che da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi e a...

pubDate§§ 2025-10-10T03:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001803105176.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001803105176.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/medici-di-famiglia-una-vera-430cd2dd tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001803105176.PDF tp:ocr§§ "I numeri del rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale rivelano che da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi e a...--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001803105176.PDF §---§ title§§ "Medici di famiglia. Una vera emergenza" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003110106954.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 10 Oct 2025

"I numeri del rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale rivelano che da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi e a...

pubDate§§ 2025-10-10T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003110106954.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003110106954.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/medici-di-famiglia-una-vera-430cd2dd tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003110106954.PDF tp:ocr§§ Voto, insidie più che soluzioni6 € al mese Irene Galletti Cinque Stelle"I numeri del rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale rivelano che da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi e a causa dei tagli dello Stato le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi. Per la Toscana, in particolare, l’allarme è sui medici di famiglia". E’ preoccupata la leader toscana del Movimento 5 stelle, Irene Galletti, che si candida nel collegio pisano: "La nostra Regione è fatta di tanti piccoli e bellissimi borghi e paesini che non sono attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai toscani che vivono a Castellina Marittima, Pomaia, Casciana Terme, Lari o Riparbella, dove poter scegliere il medico di famiglia è un privilegio. Però chi abita nei piccoli paesi paga le tasse come chi abita a Pisa e ha diritto ad essere assistito bene e sul territorio". Per questo, promette Galletti, "quando guideremo la Regione porteremo le nostre soluzioni: la medicina generale deve essere integrata nella medicina territoriale e la Regione deve investire nelle Case della Salute che vanno terminate, laddove i lavori messi in campo grazie al Pnrr non sono stati ancora ultimati, e ripopolate, laddove sono state costruite ma sono ancora vuote per mancanza di personale". Ma, secondo Galletti, "Lo Stato deve assumere nuovi medici e la Scuola di Specializzazione deve essere aperta anche a chi ancora non esercita per permettere di ampliare più velocemente la platea dei medici di famiglia: saranno poi gli stessi medici a decidere, una volta terminata la specializzazione, se rimanere nel vecchio sistema a partita Iva o farsi assumere in una Casa della Salute".© Riproduzione riservataRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-295X tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003110106954.PDF §---§ title§§ Lea, scontro tra Gimbe e Marsilio: “Abruzzo inadempiente”. “Dati vecchi, siamo cresciuti” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003105406935.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 10 Oct 2025

Dal rapporto Gimbe un nuovo campanello d’allarme sulla sanità regionale: Abruzzo tra le Regioni inadempienti sui Lea. Marsilio replica: “Numeri superati, i nuovi dati ci premieranno”.

pubDate§§ 2025-10-10T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003105406935.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003105406935.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/lea-scontro-tra-gimbe-e-marsilio-abruzzo-inadempiente-dati-vecchi-siamo-cresciuti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003105406935.PDF tp:ocr§§ L’AQUILA – Tornano a far discutere i Livelli essenziali di assistenza in Abruzzo. L’ottavo rapporto della fondazione Gimbe certifica per il 2023 un quadro tutt’altro che positivo: con un punteggio complessivo di 182 su 300, la Regione risulta inadempiente e scivola al 18° posto nella classifica nazionale. A pesare sono soprattutto le insufficienze in due delle tre aree monitorate — prevenzione collettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale — dove gli indicatori peggiorano rispetto all’anno precedente.Sul fronte della mobilità sanitaria, i numeri restano in rosso: nel 2022 il saldo negativo ammonta a 104 milioni di euro, in lieve miglioramento rispetto al 2021, ma ancora indice di una sanità che perde pazienti e risorse verso altre regioni. Secondo Gimbe, quasi il 44% del valore della mobilità attiva in Abruzzo è generato da strutture private accreditate, un dato che colloca la Regione all’undicesimo posto in Italia.Il rapporto offre inoltre una fotografia nazionale di forte divario: solo 13 Regioni risultano pienamente adempienti ai Lea, mentre il 78,8% del saldo passivo della mobilità sanitaria si concentra nel Sud e nel Lazio.A stretto giro è arrivata la replica del presidente della Regione, Marco Marsilio, che contesta la lettura dei dati: “Spero che quando usciranno i nuovi dati sui Lea, che dimostreranno una fortissima crescita in positivo della Regione Abruzzo, ci sia la stessa attenzione e la stessa valorizzazione, con gli stessi titoli in prima pagina”.Secondo il governatore, i numeri diffusi da Gimbe si riferirebbero a rilevazioni ormai superate, mentre “i più recenti indicatori regionali” mostrerebbero “un netto miglioramento dei livelli di assistenza e della capacità organizzativa del sistema sanitario abruzzese”.In attesa delle nuove valutazioni ufficiali, resta però l’immagine di un’Abruzzo che fatica a colmare il divario con le regioni più performanti. Un banco di prova decisivo, quello della sanità, che torna a occupare il centro del confronto politico e istituzionale. tp:writer§§ Alessio Ludovici guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003105406935.PDF §---§ title§§ L’Aquila, incontro alla Camera di Commercio sul Progetto Aree Interne link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003050509590.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 10 Oct 2025

La Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia annuncia un importante evento dedicato al Progetto Aree Interne

pubDate§§ 2025-10-10T13:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003050509590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003050509590.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/laquila-incontro-alla-camera-di-commercio-sul-progetto-aree-interne/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003050509590.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfLa Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia annuncia un importante evento dedicato al Progetto Aree Interne, un’iniziativa promossa da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali) per conto di Unioncamere e MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste).L’incontro si terrà martedì prossimo, 14 ottobre, dalle ore 16:00 alle 18:30, presso la sede camerale dell’Aquila, in via degli Opifici, 1, zona industriale di Bazzano, con l’obiettivo di analizzare e definire le prospettive di crescita per le aree interne, con un focus specifico sulla Valle Subequana.“L’incontro di confronto con gli stakeholder del territorio è fondamentale per individuare in modo condiviso le opportunità, le criticità e le concrete prospettive di crescita per le aree interne, specialmente nel contesto della Valle Subequana” ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio, Antonella Ballone. “Questo evento rappresenta un’occasione per trasformare i dati in azioni concrete per il nostro territorio”.I lavori prenderanno il via alle ore 16:00 con la registrazione dei partecipanti. A seguire, alle 16:15, ISNART presenterà un approfondimento sui principali dati e scenari legati allo sviluppo turistico ed economico delle aree interne italiane. Alle ore 16:45 ci sarà l’avvio del focus group moderato dal dott. Alessandro Paglia. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 18:30. Stampa in pdf TAGS Abruzzo aree interne l'aquila Sullo stesso argomento Giornate FAI d’Autunno 2025: oltre 700 luoghi eccezionali aprono in tutta Italia l’11 e 12 ottobre 10 Ottobre 2025, @01:10 Camperfest destinazione L’Aquila: la scoperta della città a bordo dei camper 10 Ottobre 2025, @06:10 Lea, scontro tra Gimbe e Marsilio: “Abruzzo inadempiente”. “Dati vecchi, siamo cresciuti” 10 Ottobre 2025, @06:10 Il professor Fabio Redi presenta al Palazzetto dei Nobili il suo nuovo libro sulla città medievale 10 Ottobre 2025, @06:10 Caccia ai tordi, il TAR Abruzzo sospende la proroga: accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste 09 Ottobre 2025, @03:10 Ambulanza e postazione 118 nella zona Est dell’Aquila entro novembre: l’annuncio di Pietrucci 09 Ottobre 2025, @03:10 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003050509590.PDF §---§ title§§ Giornate FAI d’Autunno 2025: oltre 700 luoghi eccezionali aprono in tutta Italia l’11 e 12 ottobre link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066809625.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 10 Oct 2025

Oltre 700 luoghi eccezionali, saranno protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno 2025, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre in 350 città

pubDate§§ 2025-10-10T13:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066809625.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066809625.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/giornate-fai-dautunno-2025-oltre-700-luoghi-eccezionali-aprono-in-tutta-italia-l11-e-12-ottobre/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066809625.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfOltre 700 luoghi eccezionali, solitamente non visitabili, poco conosciuti e lontani dai consueti itinerari turistici, saranno protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno 2025, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre in 350 città, da nord a sud della Penisola. Torna per la quattordicesima edizione il grande evento di piazza che il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica ogni autunno al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: una festa diffusa – organizzata dalle Delegazioni FAI e dai Gruppi FAI sul territorio, con l’importante partecipazione dei giovani volontari – che conferma l’impegno della Fondazione nel promuovere presso la cittadinanza, più larga possibile, la conoscenza del patrimonio, ricchissimo e variegato, di storia, arte e natura del nostro Paese, per favorirne la tutela e la valorizzazione con il contributo di tutti, e così svolgere la sua missione di educazione culturale e civica (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita consultabili su www.giornatefai.it).Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’opportunità per scoprire e per godere del patrimonio che ci circonda, ma anche un modo concreto per contribuire alla sua cura e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI; ad ogni visita si potrà sostenere, infatti, la missione della Fondazione con una donazione. L’edizione di quest’anno è un’occasione speciale per celebrare i cinquant’anni dalla nascita del FAI,fondato nel 1975 da Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, con Alberto Predieri e Franco Russoli.“Le Giornate del FAI rappresentano da decenni una sorta di alleanza esemplare e feconda tra cittadini virtuosi: quelli che hanno una sincera voglia di conoscere e approfondire la storia e le vicende di questo nostro straordinario paese, e gli altri loro concittadini – in questo caso le migliaia di ferventi volontari del FAI – che tali proposte immaginano e dispongono perché possano essere, due volte ogni anno, il contenuto di una civile e variegata offerta culturale. Li unisce un comune progetto dove si semina assieme per un futuro migliore; dove sia chi dà che chi riceve – cioè entrambi – svolgono quel ruolo sussidiario a fianco a quello delle istituzioni pubbliche che fa bene a tutti, che fa bene al Paese. Il FAI offre un’opportunità di conoscenza e quindi di crescita; i cittadini, raccogliendo e accettando questa proposta, offrono con la loro partecipazione quella indispensabile forza per continuare a realizzarla, ma anche e soprattutto il sostegno necessario per portare avanti la nostra missione, in particolar modo scegliendo di iscriversi alla nostra Fondazione. Le Giornate del FAI sono una buona novella che felicemente, tra tante notizie spaventose, si ripete. Non risolve certo i problemi del mondo ma lenisce il nostro dolore quotidiano e ci ridà un poco di speranza verso la possibilità di una convivenza civile; con un’alleanza tra simili che semina pace. ” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico. Le Giornate FAI d’Autunno sono organizzate nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Ottobre del FAI”, attiva per tutto il mese. A chi desideri partecipare all’evento verrà suggerito un contributo libero, che andrà a sostegno della missione e dell’attività della Fondazione.Ecco le aperture in ABRUZZO:Aperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI CHIETIRAPINO (CH)BORGO MEDIEVALE  DI RAPINORIONE DEI CERAMISTI E BOTTEGHEGROTTA DEL COLLEAperture a cura del GRUPPO FAI DI ORTONAORTONA (CH)VILLA ROGATTIFIUME MORO – SULLE TRACCE DELLA GUERRAAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI LANCIANOGESSOPALENA (CH)LA PRETALUCENTE E IL BORGO FANTASMA NEL GESSONEGOTIUM IN OTIO: L’ARTE DEL TOMBOLO A PALAZZO *riservato iscritti FAIDALLA VECCHIA FORNACE ALLA CANTINA SCAVATA NEL GESSOLA PIAZZA DELLE MERAVIGLIEDA GESSOPALENA A SANT’AGATA. STORIA, NATURA E BRIGANTILA MORGIA TRA ARTE E NATURAIl borgo medievale di Gessopalena fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno, avendo beneficiato di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per interventi di conservazione e valorizzazione.Aperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI VASTOVASTO (CH)CORTI, CORTILI E DIMORE NASCOSTE  FRA CARDI E DECUMANICOMPLESSO DI S. MARIA DEL CARMINE: CHIESA, CHIOSTRO, IPOGEOLE VIE DELL’ACQUA: ORTI, PESCHIERE, CISTERNE ROMANEALLA SCOPERTA DELLE TERME ROMANE DI VIA AIMONE *riservato iscritti FAIPOLITEAMA RUZZI: CINEMA E TEATRO IN TEMPI DI GUERRA E PACETEATRO COMUNALE GABRIELE ROSSETTIAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI L’ AQUILAL’AQUILA (AQ)PALAZZO BENEDETTIAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DELLA MARSICAMAGLIANO DE’ MARSI (AQ)MAGLIANO DE’ MARSI TRA PALAZZI E ARTE SACRACHIESA DI SANTA MARIA IN VALLE PORCLANETAAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI SULMONASULMONA (AQ)EREMO DI SANT’ONOFRIO AL MORRONE LUOGO DEL CUORE FAICAMPO DI CONCENTRAMENTO N.78 LUOGO DELLA MEMORIACASINO PANTANO E CAPPELLA DI SANTA LUCIA *riservato iscritti FAIAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI PESCARATORRE DE’ PASSERI (PE)FOGLIE D’AUTUNNO E MEMORIE NOBILI: CASTELLO GIZZI SI RIVELAIniziativa speciale su prenotazione:VISITA AL TRAMONTO CON APERITIVO AL CASTELLOAperture a cura della DELEGAZIONE FAI DI TERAMOMOSCIANO SANT’ANGELO (TE)IL BORGO E LE SUE TORRIPALAZZO SABATINI SCIARRONI *riservato iscritti FAICASTELLO DI PETECCIANOCHIOSTRO DEL CONVENTO DEI SS. SETTE FRATELLICHIESA E TORRE FOLCIO COLANGELI (Montone, fraz. Mosciano Sant’Angelo) Stampa in pdf TAGS Abruzzo Giornate Fai d'Autunno Sullo stesso argomento L’Aquila, incontro alla Camera di Commercio sul Progetto Aree Interne 10 Ottobre 2025, @02:10 Camperfest destinazione L’Aquila: la scoperta della città a bordo dei camper 10 Ottobre 2025, @06:10 Lea, scontro tra Gimbe e Marsilio: “Abruzzo inadempiente”. “Dati vecchi, siamo cresciuti” 10 Ottobre 2025, @06:10 Il professor Fabio Redi presenta al Palazzetto dei Nobili il suo nuovo libro sulla città medievale 10 Ottobre 2025, @06:10 Caccia ai tordi, il TAR Abruzzo sospende la proroga: accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste 09 Ottobre 2025, @03:10 Ambulanza e postazione 118 nella zona Est dell’Aquila entro novembre: l’annuncio di Pietrucci 09 Ottobre 2025, @03:10 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003066809625.PDF §---§ title§§ Femminicidio di Lettomanoppello. Scalera: “Carcere inadeguato per i malati psichici” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002970909818.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 10 Oct 2025

Monia Scalera, garante dei detenuti della Regione Abruzzo, interviene sul caso di femminicidio di Lettomanoppello

pubDate§§ 2025-10-10T14:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002970909818.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002970909818.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/femminicidio-di-lettomanoppello-scalera-carcere-inadeguato-per-i-malati-psichici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002970909818.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfL’AQUILA – Monia Scalera, garante dei detenuti della Regione Abruzzo, interviene sul caso di femminicidio di Lettomanoppello, ponendo una riflessione sul ruolo del carcere nei casi di persone con malattie psichiatriche. “Il tragico femminicidio di Lettomanoppello impone una riflessione profonda e urgente sul sistema penale e sul modo in cui la società si prende cura o, spesso, non si prende cura, di chi manifesta fragilità psichiche gravi. Si sarebbe potuto evitare? Chi può dirlo con certezza. Ma ciò che è certo è che da episodi come questo dobbiamo trarre insegnamenti, non rassegnazione. Occorre ribadire con forza che la rieducazione non è un principio astratto, ma una missione concreta che deve orientare ogni azione istituzionale. Si parla spesso di rieducazione del detenuto, ma troppo poco si fa per renderla realmente possibile e non per mancanza di volontà da parte di chi lavora ogni giorno negli istituti penitenziari, agenti di polizia penitenziaria, funzionari giuridico-pedagogici, psicologi, direttori, amministrativi, assistenti sociali e personale sanitario, ma per carenza di strumenti, risorse e strutture adeguate. Chi commette un reato deve poter intraprendere un percorso di recupero e reinserimento sociale, costruito su misura, che tenga conto della sua storia, delle sue condizioni psicologiche, delle sue patologie e delle sue potenzialità di cambiamento. Ogni individuo ha bisogno di un piano personalizzato di trattamento, perché solo così la pena può davvero diventare occasione di riscatto e non semplice contenimento. È ormai evidente la necessità di ampliare il numero dei posti nelle strutture terapeutiche destinate a persone affette da patologie psichiatriche autrici di reato, nonché di rafforzare le connessioni tra il sistema sanitario e quello sociale. Questi due mondi devono procedere insieme, in una logica di corresponsabilità e presa in carico integrata. Il carcere non può essere il luogo per chi soffre di gravi disturbi mentali, né per chi combatte con la dipendenza da sostanze, e ancor meno per coloro che convivono con una doppia diagnosi. In questi casi, la detenzione non solo è inadeguata, ma rischia di peggiorare le condizioni di chi vi è sottoposto, trasformando la pena in un fallimento collettivo. L’impegno delle istituzioni deve essere quello di promuovere la rieducazione, la cura e la prevenzione, affinché episodi come quello di Lettomanoppello non restino soltanto tragedie da commentare, ma diventino un punto di partenza per un sistema penale e sanitario più umano, giusto e capace di tutelare davvero la collettività” Stampa in pdf TAGS Abruzzo Garante dei detenuti l'aquila Sullo stesso argomento TTG Rimini, grande attenzione su L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 10 Ottobre 2025, @03:10 L’Aquila, incontro alla Camera di Commercio sul Progetto Aree Interne 10 Ottobre 2025, @02:10 Giornate FAI d’Autunno 2025: oltre 700 luoghi eccezionali aprono in tutta Italia l’11 e 12 ottobre 10 Ottobre 2025, @01:10 Camperfest destinazione L’Aquila: la scoperta della città a bordo dei camper 10 Ottobre 2025, @06:10 Lea, scont ro tra Gimbe e Marsilio: “Abruzzo inadempiente”. “Dati vecchi, siamo cresciuti” 10 Ottobre 2025, @06:10 Il professor Fabio Redi presenta al Palazzetto dei Nobili il suo nuovo libro sulla città medievale 10 Ottobre 2025, @06:10 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002970909818.PDF §---§ title§§ Cartabellotta (Gimbe): “Così buttiamo via 16 miliardi di euro” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003135906184.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 10 Oct 2025

Mancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il P…

pubDate§§ 2025-10-10T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003135906184.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003135906184.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/10/news/cartabellotta_gimbe_cosi_buttiamo_via_16_miliardi_di_euro-424894338/?ref=-BH-I0-P-S3-T1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003135906184.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziMancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il Presidente del Gimbe svela come il Governo mette a rischio la nostra Salute. Al Festival di PadovaMeno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del PNRR. Anche se quelle europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini. Oggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal DM 77/2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).L’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno. Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le COT, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%.Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. In 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività.E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal PNRR sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme.L’ADI sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune Regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi PNRR – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali.Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche. In ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini.E la ragione è evidente: il PNRR finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro. I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le Regioni.Ecco perché nella volata finale del PNRR, serve un cambio di passo. Una responsabilità condivisa tra Governo, Regioni e Aziende sanitarie, una convergen za di sforzi e una presa di coscienza collettiva. Al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio Sanitario Nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto.Il secondo, difficile da mitigare, è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta sarà al Festival di Salute venerdì 10 ottobre alle 16,30 intervistato da Daniela Minerva. La partecipazione è gratuita su prenotazione a questo linkGEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003135906184.PDF §---§ title§§ Cartabellotta (Gimbe): “Così buttiamo via 16 miliardi di euro” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003133906196.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 10 Oct 2025

Mancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il P…

pubDate§§ 2025-10-10T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003133906196.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003133906196.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/10/news/cartabellotta_gimbe_cosi_buttiamo_via_16_miliardi_di_euro-424894338/?ref=-BH-I0-P-S3-T1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003133906196.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziMancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il Presidente del Gimbe svela come il Governo mette a rischio la nostra Salute. Al Festival di PadovaMeno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del PNRR. Anche se quelle europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini. Oggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal DM 77/2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).L’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno. Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le COT, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%.Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. In 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività.E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal PNRR sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme.L’ADI sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune Regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi PNRR – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali.Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche. In ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini.E la ragione è evidente: il PNRR finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro. I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le Regioni.Ecco perché nella volata finale del PNRR, serve un cambio di passo. Una responsabilità condivisa tra Governo, Regioni e Aziende sanitarie, una convergen za di sforzi e una presa di coscienza collettiva. Al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio Sanitario Nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto.Il secondo, difficile da mitigare, è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta sarà al Festival di Salute venerdì 10 ottobre alle 16,30 intervistato da Daniela Minerva. La partecipazione è gratuita su prenotazione a questo linkGEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003133906196.PDF §---§ title§§ Il Deputato Lomuti e il Piano di Rilancio della Sanità in Basilicata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001752105678.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ondalucana.com" del 10 Oct 2025

La Fondazione GIMBE ha recentemente criticato la gestione della sanità in Basilicata, nonostante le dichiarazioni.

pubDate§§ 2025-10-10T03:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001752105678.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001752105678.PDF', 'title': 'ondalucana.com'} tp:url§§ https://ondalucana.com/il-deputato-lomuti-e-il-piano-di-rilancio-della-sanita-in-basilicata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001752105678.PDF tp:ocr§§ Il Deputato Lomuti e il Piano di Rilancio della Sanità in Basilicata.La Fondazione GIMBE ha recentemente criticato la gestione della sanità in Basilicata, nonostante le dichiarazioni dell’assessore alla Salute, Latronico, che definisce fuorvianti i dati, i numeri presentati dal Ministero della Salute parlano chiaro: la Basilicata ha registrato un punteggio di 52 su 100 nell’assistenza distrettuale, ben al di sotto della soglia minima di 60 punti necessaria per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).Questo punteggio, che segna una perdita di 19 punti rispetto al 2022, indica una carenza nei servizi sanitari, in particolare per quanto riguarda l’assistenza primaria e domiciliare, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza fornita ai cittadini. Sebbene altre aree come la prevenzione e l’assistenza ospedaliera abbiano superato i 60 punti, la stabilità di questi indicatori non è sufficiente a garantire un sistema sanitario funzionante, poiché ogni settore è interdipendente.Il deputato Lomuti ha proposto un piano di rilancio della sanità in Basilicata che include misure pratiche e verificabili: potenziamento dell’assistenza domiciliare, maggiore trasparenza nelle prenotazioni per ridurre le attese, incentivi per attrarre giovani medici di famiglia, un rafforzamento degli screening e delle vaccinazioni, e un miglioramento dei servizi per evitare che i cittadini siano costretti a cercare cure al di fuori della regione.Per monitorare i progressi, Lomuti ha suggerito l’implementazione di un cruscotto pubblico che permetta di verificare mensilmente i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie più richieste. Questo strumento mirerebbe a fornire ai cittadini e ai media un modo semplice e trasparente per valutare l’efficienza del sistema sanitario regionale, affinché la popolazione possa nuovamente riporre fiducia nella sanità pubblica lucana.Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.Fonte: Segreteria Deputato Arnaldo Lomuti – Camera dei Deputati Ufficio Stampa. Condividi: Ondalucana.com Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook Fai clic per condividere su X (Si apre in una nuova finestra) X Fai clic per condividere su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail Altro Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra) Stampa Mi piace:Mi piace Caricamento... Correlati Scopri di più da Onda Lucana Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001752105678.PDF §---§ title§§ COMUNICATO STAMPA – 8° RAPPORTO GIMBE: LA LENTA AGONIA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPIANA LA STRADA AL PRIVATO. – OMCeO Latina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003254507550.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ordinemedicilatina.it" del 10 Oct 2025

Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina

pubDate§§ 2025-10-10T05:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003254507550.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003254507550.PDF', 'title': 'ordinemedicilatina.it'} tp:url§§ https://ordinemedicilatina.it/comunicato-stampa-8-rapporto-gimbe-la-lenta-agonia-del-servizio-sanitario-nazionale-spiana-la-strada-al-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003254507550.PDF tp:ocr§§ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003254507550.PDF §---§ title§§ “Il SSN sta perdendo la bussola dell’articolo 32”: quando GIMBE accende l’allarme - politicamentecorretto.com link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002680210987.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "politicamentecorretto.com" del 10 Oct 2025

politicamentecorretto.com - “Il SSN sta perdendo la bussola dell’articolo 32”: quando GIMBE accende l’allarme

pubDate§§ 2025-10-10T19:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002680210987.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002680210987.PDF', 'title': 'politicamentecorretto.com'} tp:url§§ https://www.politicamentecorretto.com/2025/10/10/il-ssn-sta-perdendo-la-bussola-dellarticolo-32-quando-gimbe-accende-lallarme/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002680210987.PDF tp:ocr§§ Advertisement “Il SSN sta perdendo la bussola dell’articolo 32”: quando GIMBE accende l’allarmeRoma, 10 ottobre 2025 – Il Servizio Sanitario Nazionale, punto di orgoglio della Costituzione italiana, verserebbe oggi in una situazione critica. A lanciare l’allarme è la Fondazione GIMBE attraverso il suo 8° Rapporto sul SSN, presentato l’8 ottobre alla Camera dei Deputati. GIMBE denuncia che il SSN rischia di allontanarsi sempre più dai principi sanciti dall’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute come diritto fondamentale. Portale FNOMCeO+4RaiNews+4Sanità Informazione+4Ma cosa significa “perdere la bussola dell’articolo 32”? Quali sono le prove che GIMBE porta, e quali sono i possibili scenari? Ecco i principali nodi critici che l’Organizzazione mette in evidenza, seguiti da alcune riflessioni. Advertisement L’articolo 32: è la bussolaL’articolo 32 della Costituzione recita che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti. È uno dei pilastri del SSN, che da quel principio ha preso forma con la legge 833/1978. Documenti Camera+2RaiNews+2GIMBE sostiene che questo principio – universalità, uguaglianza, equità stia subendo “tradimento” progressivo, a causa di una serie di elementi strutturali che stanno indebolendo il sistema pubblico della salute. RaiNews+2salviamo-ssn.it+2I dati che confermano il declinoEcco i principali segnali che GIMBE cita per dimostrare che il sistema sanitario non è più ben allineato con l’articolo 32:Definanziamento reale, non solo nominaleAnche se in termini assoluti il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è cresciuto negli ultimi anni (ad es. +11,1 miliardi fra 2023-2025) Sanità Informazione+2RaiNews+2, in termini relativi al PIL la spesa sanitaria pubblica è diminuita: è scesa dal 6,3?% nel 2022 al 6,0?% nel 2023, attestandosi al 6,1?% nel 2024-2025. Sanità Informazione+2RaiNews+2GIMBE quantifica che nei tre anni appena trascorsi il Sistema ha “perso” circa 13,1 miliardi in termini effettivi, cioè fondi che avrebbero dovuto aumentare la spesa sanitaria in rapporto al PIL ma che, in sostanza, non hanno compensato l’inflazione, l’aumento dei costi energetici o non sono stati riallineati al fabbisogno crescente. Sanità Informazione+1Rinunce alle cure e spesa privata in aumentoUno dei segnali più preoccupanti è che decine di milioni di cittadini si trovano costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie. GIMBE segnala che circa il 9,9?% della popolazione (circa 5,8 milioni di persone) ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel 2024. Le cause principali: costi personali, tempi di attesa troppo lunghi, difficoltà di accesso. Doctor33+2salviamo-ssn.it+2Parallelamente, la spesa sanitaria privata quella a carico delle famiglie  è molto alta: circa 41,3 miliardi di euro. RaiNews+1Disuguaglianze regionali e territorialiIl SSN non è monocorde: esistono differenze forti tra Regioni, specie tra Nord e Sud, non solo in termini di spesa ma di offerta, accesso alle cure, tempi di attesa. Regioni del Mezzogiorno spesso non rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Doctor33+1Anche l’aspettativa di vita evidenzia un divario: ad esempio, nel 2024 la media nazionale è di 83,4 anni, ma varia da 84,7 in Trentino a 81,7 in Campania. Doctor33Personale sanitario sotto tensioneCarenze di personale, emigrazione interna, medicina generale scoperta, difficoltà ad attrarre e trattenere infermieri. Non basta assumere nuovi medici se poi non ci sono condizioni adeguate, formazione, incentivi, copertura dei vuoti. RaiNews+2Doctor33+2Pressione sul privato e rischio “doppio binario”Con un SSN che fatica, cresce il ricorso al privato, sia “puro” sia convenzionato. Questo porta a una sanità differenziata: chi può permettersi spese extra ha accesso più rapido e migliore, chi non può resta in attesa o rinuncia. Doctor33+1< br/>Le critiche e gli scenariGIMBE non si limita a fotografare la situazione, ma propone anche misure di rilancio:Un Piano di Rilancio del SSN, con punti programmatici chiari (tra risorse adeguate, riforme strutturali, una governance più efficace) che avrebbero come bussola proprio l’articolo 32. salviamo-ssn.it+2RaiNews+2Appelli alla politica: serve una visione di lungo periodo che superi le stagioni governative, un “patto politico e sociale” per difendere e rafforzare il SSN. salviamo-ssn.it+1Maggiore trasparenza, controllo su come siano impiegate le risorse, valutazione dei tempi e dell’effettiva operatività delle strutture previste (es. case di comunità) che, secondo il rapporto, nelle Regioni procedono con gravi ritardi. Sanità Informazione+1Dall’altra parte, ci sono anche interpretazioni più “ottimistiche” o moderatrici: alcuni osservatori segnalano che gli investimenti fatti durante e dopo la pandemia abbiano mitigato parzialmente le criticità; altri argomentano che la diminuzione della spesa sanitaria in rapporto al PIL sia almeno in parte dovuta a fattori esterni (inflazione, mutamenti demografici, costi energetici). Tuttavia, la posizione di GIMBE è che tali misure non siano sufficienti, o che queste attenuanti non giustifichino il trend nel suo complesso. Sanità Informazione+1Il punto di rottura: cosa significa davvero “perdere la bussola dell’articolo 32”L’espressione “perdere la bussola” implica che il sistema sanitario non segue più la direzione stabilita dai suoi principi fondamentali. Ecco che cosa comporterebbe concretamente:Universalità compromessa: non tutti hanno pari accesso alle cure, non per scelta, ma per barriere economiche, geografiche o organizzative.Uguaglianza messa in discussione: disuguaglianze tra Regioni, tra ricchi e poveri, tra aree urbane e aree interne.Equità sotto stress: chi ha più mezzi riesce meglio a superare le difficoltà, chi è più debole è lasciato indietro.Diritto alla salute non garantito per tutti: rinunce alle cure, costi a carico delle famiglie, disservizi crescenti indicano che il diritto sancito dall’articolo 32 non è oggi pienamente garantito.Se questi trend continuano, si rischiano non solo problemi sanitari ma fratture sociali. La salute diventa un differenziale tra chi può permettersela e chi no, e l’effetto domino tocca il benessere collettivo, la fiducia nelle istituzioni, la coesione sociale.Quali sono le sfide strutturali da affrontarePer evitare che il SSN si distacchi in modo irreversibile dai principi costituzionali, GIMBE indica alcune sfide fondamentali:Finanziamento stabile e adeguato: non solo aumenti nominali, ma impegni che tengano conto dell’inflazione, delle nuove esigenze (invecchiamento della popolazione, cronicità, tecnologie, salute mentale, ambientale etc.).Governance e coordinamento tra Stato e Regioni: ridurre le disuguaglianze territoriali richiede politiche nazionali più forti, meno differenziazione, e controllo sugli standard essenziali.Personale: formazione, assunzioni, condizioni di lavoro, incentivi a restare e lavorare nel pubblico, soprattutto nelle aree disagiate.Tempi di attesa e accessibilità: investire in strutture vicine al cittadino (case della comunità, ospedali di prossimità), digitalizzazione, semplificazione, prevenzione.Tutela del pubblico contro il privato: non necessariamente escludere il privato, ma evitare che diventi l’unica soluzione per chi ha mezzi; regolare l’ingresso del privato convenzionato; controllare i costi per i cittadini.Il SSN è davvero in bilico?Secondo i dati di GIMBE, sì: il Servizio Sanitario Nazionale è in bilico. Non si tratta solo di criticare la politica di turno, ma di tracciare una fotografia concreta, fatta di numeri, differenze territoriali, rinunce, e definanziamento, che suggerisce che l’Italia si sta allontanando  gradualmente ma in modo significativo dal modello di sanità pubblic a, universalistica e gratuita sancito dalla Costituzione.Se la bussola è l’articolo 32, molti segnali indicano che non è più puntata nella direzione originaria. Le decisioni politiche che verranno nei prossimi mesi, specialmente in materia di risorse, governi regionali, contrattazione del personale, e riforme organizzative e strutturali, saranno decisive.giornaleInformazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione Advertisement tp:writer§§ giornale guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002680210987.PDF §---§ title§§ Salute mentale. Un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931108232.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 10 Oct 2025

Il nuovo rapporto dell’OCSE “Mental Health Promotion and Prevention” mostra che il 20% degli adulti nei Paesi UE e OCSE soffre di sintomi lievi o moderati di depressione o ansia, ma oltre due terzi non riceve assistenza adeguata. Le donne e i giovani restano i più vulnerabili, mentre il costo economico della salute mentale supera il 4% del PIL. In Italia persistono disuguaglianze territoriali, carenza di psicologi e bassa spesa in prevenzione. IL RAPPORTO

pubDate§§ 2025-10-10T07:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931108232.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931108232.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132526 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931108232.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa Salute mentale. Un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze Il nuovo rapporto dell’OCSE “Mental Health Promotion and Prevention” mostra che il 20% degli adulti nei Paesi UE e OCSE soffre di sintomi lievi o moderati di depressione o ansia, ma oltre due terzi non riceve assistenza adeguata. Le donne e i giovani restano i più vulnerabili, mentre il costo economico della salute mentale supera il 4% del PIL. In Italia persistono disuguaglianze territoriali, carenza di psicologi e bassa spesa in prevenzione. IL RAPPORTO 09 OTT - Un adulto su cinque in Europa manifesta sintomi di depressione o ansia, ma solo una minoranza riceve un trattamento adeguato. È il quadro allarmante che emerge dal nuovo rapporto dell’OCSE “Mental Health Promotion and Prevention” (2025), realizzato con il contributo della Commissione europea. Lo studio mostra come la salute mentale sia oggi una delle principali sfide di sanità pubblica, con effetti profondi sul benessere, sulla produttività e sull’economia.Secondo l’analisi, oltre due terzi delle persone che necessitano di assistenza non accedono ai servizi di salute mentale, spesso per barriere economiche, tempi di attesa e stigma. Le conseguenze si riflettono in perdita di produttività, esclusione sociale e costi complessivi che superano il 4% del PIL nei Paesi UE.Il rapporto sottolinea inoltre che il 75% dei disturbi mentali dell’adulto inizia prima dei 25 anni, con un picco nell’adolescenza e nella maternità. Le donne riportano tassi di depressione moderata o severa superiori del 62% rispetto agli uomini, mentre questi ultimi registrano tassi di suicidio fino a sette volte più alti.Focus sull’ItaliaPer l’Italia, l’OCSE segnala una diffusione significativa dei sintomi depressivi e ansiosi e un trattamento ancora insufficiente, in linea con la media europea. I dati indicano che il Paese dispone di 3,5 psicologi ogni 1.000 abitanti e spende circa 0,6% del PIL in prevenzione — valori inferiori rispetto ai Paesi nordici o centro-europei.L’Italia è inoltre tra i Paesi con scarsa integrazione delle tecnologie digitali nella salute mentale e assenza di un piano strategico nazionale aggiornato (è in arrivo il nuovo Piano nazionale ndr.) per la promozione del benessere psicologico.Best practice in EuropaSebbene alcuni programmi di prevenzione – come “Next Stop: Mum” per la depressione post-partum e il progetto “Icehearts Europe” – siano in fase di sperimentazione, l’OCSE raccomanda di rafforzare la rete territoriale, migliorare la formazione degli operatori sanitari di base e garantire accesso tempestivo ai servizi di supporto psicologico, anche attraverso sportelli digitali e percorsi scolastici di educazione alla salute mentale.Le raccomandazioniL’OCSE invita i governi a:ampliare l’accesso gratuito o a basso costo alle consulenze psicologiche;investire in prevenzione precoce, in particolare per adolescenti, giovani madri e lavoratori a rischio burnout;integrare la salute mentale nei servizi di base e nei luoghi di lavoro;promuovere l’alfabetizzazione emotiva e la formazione di “first responders” capaci di riconoscere i segnali precoci;sostenere programmi innovativi come @Ease, iFightDepression, e le reti di assistenza post-partum già attive in diversi Paesi europei.La salute mentale non è più un tema marginale ma una priorità urgente di sanità pubblica. Il rapporto OCSE indica che intervenire precocemente non solo migliora la qualità della vita, ma riduce i costi sanitari e aumenta la produttività fino al 60%. Per l’Italia, la sfida sarà tradurre i modelli europei in politiche strutturali, colmando i divari territoriali e rendendo effettivo il diritto alla cura psicologica per tutti. 09 ottobre 2025© Riproduzione riservata Approfondimenti: Iss: “Cresce la depressione e la domanda di cura: sintomi per il 6% degli adulti e il 9% degli over 65“ Schillaci: “La salute mentale è una priorità nazionale. Serve una cultura dell’inclusione e stop ai pregiudizi” Quartini (M5S): “Dati Ocse allarmanti, Governo investa su salute mentale” Fondazione Di Liegro: “È emergenza depressione, investire su integrazione sociosanitaria”Allegati: Il RapportoAltri articoli in Studi e Analisi West Nile. Ecdc: “Quasi 1.000 casi autoctoni in Europa nel 2025, l’Italia al centro dell’epidemia” Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita Intelligenza artificiale. La sfida è trovare la quadra tra privacy e opportunità di utilizzo dei dati. Le riflessioni al terzo incontro del Forum Fo.N.Sa.D.  L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe  Come far rientrare le Aou nel perimetro della legalità Medici di famiglia e pediatri sempre meno numerosi: in dieci anni persi oltre 8 mila professionisti. Ed è allarme pensionamenti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002931108232.PDF §---§ title§§ Cartabellotta (Gimbe): “Così buttiamo via 16 miliardi di euro” - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003124806221.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 10 Oct 2025

Mancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il P…

pubDate§§ 2025-10-10T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003124806221.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003124806221.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/10/news/cartabellotta_gimbe_cosi_buttiamo_via_16_miliardi_di_euro-424894338/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003124806221.PDF tp:ocr§§ Meno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del PNRR. Anche se quelle europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini. Oggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal DM 77/2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” Redazione Salute 16 Settembre 2025Quello che serve ai cittadiniL’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno. Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le COT, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%. Festival di Salute 2025, i protagonisti 25 Luglio 2025Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. In 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività.E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal PNRR sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme. L’allarme di Gimbe: l'82% delle risorse del Pnrr Salute non è stato speso 29 Luglio 2025Le colpe delle RegioniL’ADI sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune Regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi PNRR – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali.Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche. In ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini.E la ragione è evidente: il PNRR finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro. I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le Regioni.Ecco perché nella volata finale del PNRR, serve un cambio di passo. Una responsabilità condivisa tra Govern o, Regioni e Aziende sanitarie, una convergenza di sforzi e una presa di coscienza collettiva. Al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio Sanitario Nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto. "Così diversi, così uguali": il programma del Festival di Salute 2025 25 Luglio 2025Il secondo, difficile da mitigare, è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta sarà al Festival di Salute venerdì 10 ottobre alle 16,30 intervistato da Daniela Minerva. La partecipazione è gratuita su prenotazione a questo link tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003124806221.PDF §---§ title§§ Cartabellotta (Gimbe): “Così buttiamo via 16 miliardi di euro” - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003128806245.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 10 Oct 2025

Mancano 9 mesi alla scadenza del PNRR. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare gli italiani non sono pronte. E rischiamo di dover restituire tutto. Il P…

pubDate§§ 2025-10-10T04:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003128806245.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003128806245.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/10/news/cartabellotta_gimbe_cosi_buttiamo_via_16_miliardi_di_euro-424894338/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003128806245.PDF tp:ocr§§ Meno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del PNRR. Anche se quelle europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini. Oggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal DM 77/2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” Redazione Salute 16 Settembre 2025Quello che serve ai cittadiniL’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno. Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le COT, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%. Festival di Salute 2025, i protagonisti 25 Luglio 2025Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. In 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività.E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal PNRR sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme. L’allarme di Gimbe: l'82% delle risorse del Pnrr Salute non è stato speso 29 Luglio 2025Le colpe delle RegioniL’ADI sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune Regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi PNRR – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali.Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche. In ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini.E la ragione è evidente: il PNRR finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro. I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le Regioni.Ecco perché nella volata finale del PNRR, serve un cambio di passo. Una responsabilità condivisa tra Govern o, Regioni e Aziende sanitarie, una convergenza di sforzi e una presa di coscienza collettiva. Al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio Sanitario Nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto. "Così diversi, così uguali": il programma del Festival di Salute 2025 25 Luglio 2025Il secondo, difficile da mitigare, è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta sarà al Festival di Salute venerdì 10 ottobre alle 16,30 intervistato da Daniela Minerva. 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Estratto da pag. 1 di "strettoweb.com" del 10 Oct 2025

La nota di Massimo Mastruzzo, del Direttivo nazionale MET (Movimento Equità Territoriale), sulla morte di Maria Cristina Gallo

pubDate§§ 2025-10-10T16:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002734810385.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002734810385.PDF', 'title': 'strettoweb.com'} tp:url§§ https://www.strettoweb.com/2025/10/maria-cristina-gallo-vittima-della-malasanita-e-delle-scelte-politiche-che-penalizzano-il-sud-italia/1977389/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002734810385.PDF tp:ocr§§ “Maria Cristina Gallo, una donna di 56 anni, è diventata simbolo di una sanità pubblica in crisi, vittima di un sistema che non riesce più a garantire le cure necessarie in tempi adeguati. Malata di tumore, Maria Cristina ha vissuto l’incubo di un’attesa infinita per un esame istologico fondamentale. L’esame, richiesto nel dicembre del 2023 dopo un intervento chirurgico, ha avuto un esito drammatico solo otto mesi dopo, nell’agosto del 2024, quando il tumore si era già trasformato in metastasi. Un’attesa che ha compromesso irreparabilmente il suo quadro clinico e le sue possibilità di cura”. E’ quanto esprime in una nota Massimo Mastruzzo, del Direttivo nazionale MET (Movimento Equità Territoriale).“Ma la storia di Maria Cristina non è un caso isolato. Dopo la sua denuncia, è emerso che nella sola ASP di Trapani erano stati accumulati 3.300 esami arretrati, con oltre 1.400 campioni del 2024 e più di 1.900 del 2025. La causa principale, secondo l’azienda sanitaria, è la cronica carenza di personale. Tuttavia, dietro questa drammatica inefficienza si nascondono le logiche economiche e politiche che, da anni, penalizzano gravemente le regioni meridionali”.“Il sistema sanitario italiano è sempre più diviso in due: un Nord che beneficia di risorse e strutture migliori e un Sud che, nonostante i sacrifici dei suoi cittadini, non riceve la giusta attenzione da parte delle istituzioni centrali. I fondi destinati alla sanità, infatti, vengono distribuiti in modo sfavorevole per le regioni meridionali, che vedono sottrarre risorse fondamentali per ospedali, medici e personale sanitario. A beneficiare di queste risorse sono soprattutto le regioni del Nord, già ricche ed efficienti proprio grazie ai fondi provenienti dal Sud.Ogni anno, migliaia di cittadini meridionali sono costretti ad emigrare verso le regioni settentrionali per ricevere cure adeguate. Un “turismo sanitario” che genera un giro d’affari di 5 miliardi di euro, come sottolineato da centri di ricerca in sanità come Gimbe, Crea Sanità e Agenas. Questa emigrazione sanitaria non fa altro che alimentare il divario tra le due Italie, mentre lo Stato non solo non colma le disuguaglianze, ma le esacerba ulteriormente, premiando le regioni già ben strutturate e penalizzando quelle del Sud” prosegue Mastruzzo.“Nonostante l’articolo 32 della Costituzione italiana tuteli la salute come ‘diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività’, la realtà quotidiana dei cittadini del Sud-Italia racconta una storia ben diversa. L’accesso alle cure e la tempestività dei trattamenti sono un lusso che solo chi vive nelle regioni settentrionali sembra potersi permettere. I casi di Maria Cristina Gallo, Serafino Congi, Carlotta La Croce e molti altri, dimostrano che la disuguaglianza sanitaria ha effetti devastanti sulla vita delle persone. In questi casi, l’attesa per un esame, una diagnosi o semplicemente una ambulanza, non è solo un disguido, ma si trasforma in tragedia.Le cause di questa discriminazione sanitaria non sono da cercarsi solo nella carenza di personale, ma in un sistema che, troppo spesso, ha posto le scelte politiche e le logiche economiche sopra la salute dei cittadini. La politica, con le sue scelte di distribuzione dei fondi, ha contribuito ad accentuare un divario che ha conseguenze devastanti, non solo in termini di qualità delle cure, ma anche in termini di vite umane”.“Un altro aspetto cruciale di questa crisi è il crescente indirizzo verso la sanità privata, sostenuto anche da alcune forze politiche. Le dichiarazioni dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, sono emblematiche. Nel 2019, durante un intervento al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, Giorgetti dichiarò che i medici di famiglia, figura fondamentale del sistema sanitario pubblico, sono ormai un concetto anacronistico. Un’affermazione che, seppur provocatoria, riflette una tendenza sempre più forte nella politica italiana: quella di spingere verso la privatizzazio ne della sanità.Secondo l’Istat, però, il 74% degli italiani di età superiore ai 15 anni si rivolge al medico di famiglia almeno una volta all’anno, con una percentuale che arriva al 90,9% tra gli over 65. Questi dati mettono in evidenza l’importanza cruciale della medicina di base, che viene messa in discussione da una politica che sembra favorire l’accesso alle cure solo a chi può permettersi il privato”.“Le proposte per le prossime elezioni regionali non possono ignorare il problema del ‘turismo sanitario’ che impoverisce il Mezzogiorno. Il Movimento Equità Territoriale denuncia come il personale medico meridionale sia spesso vincolato a contratti che premiano la capacità di “trasferire” pazienti verso il Nord, creando un perverso circuito che trasforma la sofferenza in business.È urgente un cambiamento di rotta. Prima di tutto, bisogna rendere sconveniente per le Regioni del Nord attrarre pazienti meridionali, ponendo fine al “mercato dei malati”. Le risorse destinate alla sanità devono essere ridistribuite equamente, garantendo una sanità pubblica di qualità in tutto il Paese, senza più divisioni tra Nord e Sud” si chiude la nota di Mastruzzl.Iscrivendoti dichiari di aver preso visione delle condizioni generali del servizio.©2025 StrettoWeb - Editore Socedit srl - P.iva/CF 02901400800 tp:writer§§ Consolato Cicciù guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101002734810385.PDF §---§