title§§ La sanità dà segnali di ripresa = Segnali di ripresa dalla sanità umbra
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Estratto da pag. 4 di "CORRIERE DELL'UMBRIA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:25:00+00:00
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tp:ocr§§ Case della salute e ospedali di comunità: adempimenti sopra la media. Più prestazioni contro le liste d’attesa La sanità dà segnali di ripresa I numeri arrivano dal report Gimbe sullo stato di attuazione dei servizi previsti dal Pnrr. Sul fronte liste d’attesa confermato l’aumento di produttività dell’Usl 1 Segnali di ripresa dalla sanità umbra PERUGIA La sanità umbra cambia marcia. Sul fronte delle liste d’attesa e dell’assistenza sul territorio arrivano due segnali distinti ma convergenti sulla tesi del cambio di passo. Sebbene restino ancora tanti i problemi da risolvere, emergono numeri e indicatori promettenti. Anche rispetto alla situazione delle altre regioni. Il primo disco verde arriva dall’ultimo report della Fondazione Gimbe, ente “terzo” nel monitoraggio e nell’analisi delle prestazioni sanitarie. ... [continua alle pagine 4 e 5] segue dalla prima Alessandro Antonini ... Vengono attinti di dati Agenas al 30 giugno 2025 e che riguardano servizi e strutture finanziati anche con risorse Pnrr. “A fronte di una programmazione complessiva di 16 ospedali di comunità, sette (44%) sono stati dichiarati attivi dalla Regione”, fa sapere Gimbe . La media italiana di attuazione in questo caso è del 26%. E ancora: il 100% delle centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate. Questo è un dato omogeneo in tutto il suolo nazionale. Rispetto a “una programmazione complessiva di 22 case di comunità, sei (27,2%) di queste hanno attivato almeno un servizio, cinque (22,7%) hanno attivato tutti i servizi obbligatori di cui due con presenza di medici e infermieri”, fa sapere Gimbe. Anche qui si va sopra la media italiana: nel complesso del Belpaese: solo 12,7% delle 1.723 case della salute programmate ha attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) dispongono di personale medico de infermieristico. Fotografia anche questa, lo ricordiamo, al 20 giugno 2025. C’è da dire che i dati non sono acrivibili in toto alla precente e l’attuale amministrazione LISTE D’ATTESA E’ invece il question time del consiglio regionale di ieri a fornirci elementi su quanto fatto in tema di prestazioni sospese. La consigliera regionale Pd Letizia Michelini ha interrogato la presidente della giunta regionale Stefania Proietti per sapere se sono confermati i dati dell’Usl 1 sull’incremento delle prestazioni. Nei primi 7 mesi del 2025 c’è stato un + 7% di produzione complessiva pari a oltre 12 mila prestazioni aggiuntive, tra diagnostica e visite delle prestazioni tracciate, esclusivamente frutto di azioni interne senza ricorso al privato. C'è stata inoltre una riduzione di quasi 12 mila percorsi di tutela (da 45 mila del 16 giugno a 33.881 del 22 settembre), il recupero delle 8 mila prestazioni residue del 2024 e la riduzione delle ricette Rao scadute da 3.500 a 1.300. “Confermo i dati comunicati dalla Asl Umbria 1. Non ci sono più ha affermato la governatrice con delega alla sanità - prestazioni derivanti dal 2024. Le prestazioni in attesa sono circa 13 mila 268: nessuna di queste è urgente e sono solo le 170 prestazioni di classe B breve da erogare entro dieci giorni. La parte più consistente del lavoro per questi recuperi è stata svolta con risorse interne, in quanto il ricorso al privato, come previsto dalle norme regionali, è stato lasciato come misura aggiuntiva e sostitutiva”.Nel 2025 la Usl Umbria 1 - ha fatto sapere la Regione - ha stanziato: 617 mila euro per l'assunzione di personale e per l'acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale dall'azienda ospedaliera di Perugia (perché le aziende ormai lavorano in integrazione); 4,9 milioni per la produttività aggiuntiva riferita alla dgr 259/2025; 1,3 milioni per i privati accreditati nel rispetto delle indicazioni regionali della dgr 825/2025: 55 mila euro per gli specialisti ambulatoriali. “Le azioni messe in campo dalla Usl Umbria 1 sono di respiro regionale ed anche la Usl Umbria 2 e le aziende ospedaliere stanno operando con le stesse modalità e in interazione per l'efficientamento e la riorganizzazione interna”, ha spiegato
Proietti. L'accordo tra le aziende sanitarie e territoriali e i medici specialisti ambulatoriali interni sottoscritto con il Sumai è operativo, come riportato già in queste pagine. Attivo anche il coinvolgimento del privato accreditato da parte delle aziende territoriali come integrazione per alcune prestazioni particolarmente delicate, quelle dove sono più alte le liste d'attesa. Funziona anche l'accordo fra l'azienda sanitaria territoriale e l'azienda ospedaliera del territorio di riferimento. La stessa Michelini ha ribadito che ci sono “più visite disponibili, funziona la riorganizzazione”. PIANO DI CONTROLLO “La Regione insieme alle quattro aziende sanitarie sta provvedendo a revisionare gli ambiti di garanzia, a completare le distinzioni fra prestazioni di primo e secondo livello, ad aggiornare le procedure per le richieste di controllo, a revisionare le agende di primo e secondo livello con i professionisti, a implementare le procedure di validazione della presenza del quesito diagnostico, a migliorare le procedure per il funzionamento del Cup e pianificare il piano di appropriatezza prescrittiva”, ha concluso la presidente. alessandro.antonini@ gruppocorriere.it ---End text--- Author: Alessandro Antonini Heading: Highlight: Nei primi 7 mesi del 2025 c’è stato un + 7% di attività Ammontano a 12 mila le visite e gli esami in più erogati Centro prenotazioni Il Cup dell’ospedale di Perugia Piano contro le visite non appropriate Image: -tit_org- La sanità dà segnali di ripresa Segnali di ripresa dalla sanità umbra -sec_org-
tp:writer§§ Alessandro Antonini
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title§§ Perugia - Più soldi dal fondo grazie agli anziani
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Estratto da pag. 5 di "CORRIERE DELL'UMBRIA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:35:00+00:00
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tp:ocr§§ Nel 2024 il Cuore verde ha ricevuto 2.232 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro Più soldi dal fondo grazie agli anziani PERUGIA L’Umbria invecchia e così ottiene più soldi dal fondo sanitario nazionale. E’ uno degli effetti automatici e positivi, nella criticità strutturale di una popolazione fra le più anziane d’Italia. Secondo Gimbe “nel riparto del fondo sanitario Nazionale nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) ha ottenuto 2.171 pro capite. Rispetto al 2022 la regione ha registrato un incremento di 94 euro, superiore alla media nazionale di 71 euro. Nel 2024 l’ Umbria ha ricevuto 2.232 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro. I nuovi criteri di riparto, infatti, assicurano più risorse alle Regioni con popolazione più anziana e l’Umbria possiede un indice di vecchiaia particolarmente elevato”. I dati sono però in chiaroscuro. L’Umbria continua ad andare male sul fronte della rinuncia alle prestazioni sanitarie. Nel 2024 il 12,2% dei cittadini – oltre 104 mila persone - ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2023. Effetto diretto, questo, dell’incremento delle liste d’attesa. Nel 2023 il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il sistema sanitario nazioanle eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 257 (punteggio max 300). Sempre secondo l’analisi Gimbe l’Umbria si posiziona settima “tra le regioni e province autonome ed è risultata adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia. Rispetto al 2022, nel 2023 il punteggio totale della Regione è migliorato (+9)”. Mobilità sanitaria: nel 2022 si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a -36,6 milioni di euro - in aumento di 5,4 milioni rispetto al 2021. Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 18esima posizione con le strutture private che erogano il 15,5% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,4%). Ale.Ant. ---End text--- Author: Ale Ant Heading: Highlight: Image: -tit_org- Perugia - Più soldi dal fondo grazie agli anziani -sec_org-
tp:writer§§ Ale Ant
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title§§ Perugia - Pochi camici, medici preoccupati
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Estratto da pag. 4 di "CORRIERE DELL'UMBRIA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:35:00+00:00
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tp:ocr§§ Interviene la Federazione dei professionisti dopo i dati sulle aree scoperte Pochi camici, medici preoccupati PERUGIA La Federazione italiana dei medici di medicina generale dell’Umbria esprime “forte preoccupazione per il dato emerso dalla recente pubblicazione delle zone carenti in medicina generale: su 169 sedi disponibili, soltanto 13 hanno visto la presentazione di una manifestazione di interesse da parte dei medici. Un segnale che non può essere ignorato: la professione del medico di famiglia, così come oggi è organizzata, non risponde più alle esigenze di chi la svolge né alle aspettative dei cittadini”, è scritto in una nota. “Se vogliamo salvare e rilanciare la Sanità territoriale – rileva Fimmg Umbria – dobbiamo rendere la medicina generale una scelta professionale attrattiva, capace di garantire qualità di vita e lavoro, tutela dei professionisti e servizi efficienti per i cittadini”. Le priorità per una medicina generale “sostenibile e moderna” partono dall’equilibrio vita-lavoro. L’obiettivo è “garantire condizioni di lavoro che permettano di conciliare l’attività professionale con la vita privata e familiare”. Altro punto: superare la “solitudine” del medico. Vanno attuate in pieno le aggregazioni funzionali territoriali( Aft) con équipe multidisciplinari, personale di studio e infermieristico. E ancora: semplificazione digitale, utilizzo della diagnostica di primo livello e innovazione in fari indicati dalla Federazione. La Fimmg Umbria sottolinea che “la sfida non è soltanto attrarre i giovani alla medicina generale, ma creare condizioni dignitose e sostenibili per tutti i professionisti, in un sistema che valorizzi competenze, qualità di vita e capacità clinica. La Regione Umbria ha “l’occasione di inaugurare una nuova stagione conclude la federazione dei medici di base - in cui la medicina generale diventi moderna, integrata e vicina ai cittadini. È il momento di investire in una professione che rappresenta il primo presidio di salute per le comunità. Il futuro della Sanità pubblica in Umbria passa da qui”. Secondo Gimbe comunque il rapporto fra medici di base (e pediatri) rispetto agli assistiti è migliore rispetto alla media italiana. Il massimale di 1.500 assistiti viene superato dal 34,8% del totale dei camici umbri. La media nazionale è pari al 51,7%. Il numero medio di assistiti al 1 gennaio nell’intera regione è pari a 1.179. Media nazionale 1.374. Ale.Ant. ---End text--- Author: Ale Ant Heading: Highlight: Medici di base Il numero medio degli assistiti inferiore alla media nazionale Image: -tit_org- Perugia - Pochi camici, medici preoccupati -sec_org-
tp:writer§§ Ale Ant
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title§§ Intervista a Alessandro Tomasi - Alessandro Tomasi "La Toscana soffre Occorre cambiare"
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Estratto da pag. 10 di "CORRIERE DELL'UMBRIA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:56:00+00:00
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tp:ocr§§ Alessandro Tomasi “La Toscana soffre Occorre cambiare” “Il sistema sanità non regge: 200 milioni di buco ogni anno Basta sprechi, territori penalizzati e lunghe liste d’attesa” Il candidato del centrodestra vuole strappare la Regione a Pd e alleati E’ sostenuto dalle liste di Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati e civica E’ Ora FIRENZE Nella sfida per la presidenza della Regione Toscana, il centrodestra ha schierato Alessandro Tomasi. Classe 1979, sindaco di Pistoia, Tomasi ha iniziato l’attività politica in Alleanza Nazionale e dopo l’esperienza nel Popolo delle Libertà, ha aderito a Fratelli d’Italia. Ora prova a interrompere l’egemonia del centrosinistra che guida la Regione fin dall’anno della sua istituzione, il 1970. - Lei ha detto che una delle sue priorità sarà eliminare il disavanzo strutturale della sanità, anche rimuovendo l’addizionale Irpef. Quali sono le misure concrete che intende mettere in campo per raggiungere questo obiettivo? Come pensa di bilanciare la necessità di risanare i conti e il mantenimento, o miglioramento, dei servizi? Oggi mancano una gestione e un indirizzo chiaro sulla sanità, che ogni anno in Toscana accumula un buco di 200 milioni. La Regione continua a chiudere reparti e funzioni negli ospedali delle zone interne, privando i cittadini di servizi essenziali. Più del 51% dei toscani, dati dell’Ars, si rivolge al privato per le visite. L’8% rinuncia ai controlli per le liste d’attesa troppo lunghe e per l’impossibilità di pagare. In queste ore anche l’ultimo rapporto Gimbe certifica purtroppo questo dato preoccupante: nel 2024 l’8,2% dei toscani ha rinunciato alle visite. Con l’invecchiamento della popolazione, la fuga dei giovani toscani – 4mila solo nell’ultimo anno - e la denatalità, dobbiamo chiederci cosa sarà della sanità pubblica tra dieci anni se non si inverte la rotta adesso. Il sistema così non può reggere. Su oltre 8 miliardi di bilancio sanitario occorre per prima cosa tagliare i tanti sprechi che ci sono e che crescono nell’indifferenza della politica. La prima cosa da fare è questa: gestire la spesa e non mettere le mani nelle tasche dei cittadini come ha fatto la Regione con l’aumento dell’Irpef. Tagliare gli sprechi e investire sui servizi. Efficientare il sistema con l’abbattimento delle liste di attesa attraverso un sistema unico regionale di prenotazione, vietare ogni forma di chiusura delle liste, verificare costantemente i tempi di attesa e regionale per le prest az i o n i tificate” critiche con monitoraggi continui, ampliare l’offerta con sedute aggiuntive e fasce orarie potenziate, utilizzare il privato accreditato sotto il controllo e l’indirizzo del pubblico, lavorare con le farmacie dei servizi, potenziandole, e con il terzo settore, introdurre la gestione intelligente delle domande e delle cancellazioni. Sono alcune delle nostre idee per intervenire su un sistema sanitario che non risponde più, con il pubblico, ai cittadini. Come certificano anche gli ultimi dati. - Ad Arezzo i sindacati denunciano carenze significative di personale sanitario, specialmente Oss e operatori sociosanitari, che compromettono servizi essenziali. Qual è il suo piano per garantire che ci sia un numero sufficiente di addetti e che il personale sia adeguatamente distribuito sul territorio, anche nelle aree rurali o interne? Per le aree interne, occorre una gestione regionale che differenzi i piccoli ospedali dando missioni specifiche, in modo da non tagliare sui servizi essenziali come stanno facendo adesso. Quello che denunciano ad Arezzo, succede nell’ospedale di Volterra, in quello di Pescia, di San Marcello, dell’Isola d’Elba. Invece di utilizzare oltre 100 milioni di euro in cinque anni per il reddito di cittadinanza, come vuole l’accordo Pd-5Stelle, investiamo sul welfare per il personale sanitario e sui giovani, per esempio. La memoria corta di certa politica, che nel 2020 definiva eroi i sanitari, non mi sorprende. Le celebrazioni, i post sui social, non possono bastare a chi ogni giorno lavora negli ospedali. E’ un lavoro nobile, spina dorsale della sanità pubblic
a, dagli oss, ai medici, agli infermieri, a tecnici, logopedisti, fisioterapisti. Il problema del personale si affronta con una riorganizzazione del sistema. Basta guardare all’Emilia Romagna per capire che il problema più che nei numeri – e nel nostro programma c’è lo stop al blocco del turn over - sta nell’organizzazione e nelle migliori condizioni lavorative. Su questo, come detto, il welfare aziendale può incidere. Il problema è enorme se lo guardiamo in prospettiva. Tra qualche anno (già ora per la verità) faticheremo a trovare ricambi per alcuni reparti, nell’emergenza/urgenza. Il personale è allo stremo. - I dati dell’Agenzia Regionale di Sanità segnalano che nella provincia di Siena la disponibilità di posti letto per abitante è piuttosto buona. Tuttavia, ci sono zone più interne, come l’Amiata, la Valdichiana, la Valdorcia, dove la distanza e la logistica rendono difficile l’accesso a certe cure. Come intende intervenire su queste differenze territoriali nella prestazione ospedaliera? E’ esattamente questo il problema. Mancano una organizzazione regionale e una gestione toscana della sanità. Ci sono servizi buoni, ci sono eccellenze che vanno mantenute e poi c’è la desertificazione sanitaria. La Toscana anche in questo non è a due velocità, ma a tre, a quattro. Alcune strutture verranno sempre più penalizzate. Occorre invece, come detto prima, preservare proprio questi presidi delle aree interne, che devono essere considerati essenziali in virtù della distanza e della mancanza di collegamenti con i capoluoghi. Occorre differenziare con missioni specifiche per mantenere i servizi essenziali. Bisogna tornare a indirizzare l’organizzazione sanitaria e realizzare davvero una sanità territoriale. Gli slogan ci parlano di 70 case di comunità. Noi siamo d’accordo con le case di comunità, ma i citelocità tadini sanal governo” no che nella maggior parte dei casi non ci sono ancora oppure sono senza personale. Con gli annunci non si curano le persone. - La provincia di Arezzo soffre di collegamenti carenti, soprattutto ferroviari, rispetto al resto della Toscana. Quali investimenti, o pressioni a livello nazionale, intende fare per rafforzare la mobilità dell’Aretino? Farò quello che ho fatto a Pistoia da sindaco: prendere il treno e andare a Roma per portare a casa risultati. Nella narrazione del centrosinistra è sempre colpa degli altri: dei Comuni o del Governo, che ricordo c’è da poco meno di tre anni. Io mi prendo la responsabilità di essere garante dei cittadini di fronte agli altri livelli di governo. Farò questo per le infrastrutture necessarie ad Arezzo e alla Toscana. Essenziale, per me, la stazione dell’Alta Velocità. - Arezzo è una provincia con forte vocazione manifatturiera e artigiana (oro, moda, agrifood). Come pensa di sostenere questi distretti nel contesto della transizione digitale ed ecologica e alla luce della vicenda dazi? Il manifatturiero è la linfa vitale di questa terra. Ma la Regione interviene solo di fronte a una crisi aziendale. Serve una mentalità alleata dello sviluppo, e non antagonista. Una riforma della legge 65/2014 sulla pianificazione territoriale, perché si superino le difficoltà, la lentezza, la burocrazia e l’incertezza che questa normativa dà, sia a chi vuole investire sia ai Comuni. Il ciclo dei rifiuti: portiamo la spazzatura fuori pagando un prezzo carissimo perché non siamo autosufficienti e non abbiamo impianti ultramoderni che trasformano i rifiuti in risorsa. La transizione digitale: in Toscana oltre 40 aree sono digitalmente isolate. Sono zone, anche produttive, in forte difficoltà per questa mancanza. Occorre investire sulle infrastrutture digitali concentrando le risorse senza parcellizzarle, come fatto finora, in piccoli progetti che non collegano i territori e non sono la base per lo sviluppo. I dazi sono una misura penalizzante su cui penso che il Governo si sia mosso bene. La Regione deve incidere, invece, sulle condizioni di partenza delle aziende manifatturiere. Essere attrattiva, puntare sulla formazione, come l’Its, e connettere la ricerca e l’ing
egno con la produzione. Questa è la chiave anche per cercare di trattenere i 4mila giovani che lasciano la Toscana ogni anno. - Il territorio senese vive di un turismo di qualità, legato al Palio e al patrimonio culturale e paesaggistico. Come intende valorizzarlo, garantendo allo stesso tempo la tutela delle comunità locali e contrastando lo spopolamento dei borghi? Lo spopolamento dei borghi si contrasta solo con i servizi. Un borgo senza servizi, isolato perché non ha strade di collegamento o trasporti pubblici adeguati, è destinato a morire. Si può agire solo riportando servizi e collegamenti, alleggerendo alcune tariffe che incidono – penso alla bolletta della spazzatura Il futuro che da sindaco ho di“Basta co minuito nele differen la montagna pistoiese per cittadini e attività – e cercando anche in questi borghi opportunità legate alle tradizioni del territorio e all’identità dei luoghi. Qui la promozione e il turismo giocano un ruolo fondamentale. La Regione impedisce agli Ambiti territoriali di fare la propria promozione accentrando tutto sulla governance toscana (Toscana Promozione). Bisogna invece dare più autonomia agli Ambiti proprio su questa funzione, perché i territori sono i primi a dover essere ascoltati. Ai Comuni restano i progetti di comunicazione e informazione su cui la Regione dà una prospettiva di 18 mesi, mentre occorrerebbe una prospettiva ben più ampia. Siena e i suoi borghi hanno potenzialità incredibili. Vanno valorizzate ed esaltate perché questi territori hanno tutto per farcela. - Il Senese negli ultimi anni ha accusato diverse crisi aziendali, Beko su tutte. Quali iniziative per rafforzare un territorio che da questo punto di vista sembra sempre più debole? La vicenda Beko nasce da molto lontano. Non è una crisi che spunta negli ultimi due anni. I lavoratori hanno vissuto per oltre dieci anni in uno stato di mancate sicurezze, di crisi, di precarietà. L’intervento del Governo, con il Ministro Urso, è stato fondamentale con la chiusura del contratto per il passaggio di proprietà a Invitalia. Ora servono soluzioni condivise con i lavoratori e i sindacati e il rilancio di un parco industriale produttivo e di un’occupazione stabile. Anche in questo caso, occorrono investimenti sulle infrastrutture e riforme della legge di pianificazione territoriale per rendere il territorio attrattivo. - In una regione come la Toscana, spesso percepita divisa tra città e province, come garantirebbe che territori come Arezzo e Siena abbiano lo stesso peso politico e le stesse opportunità di Firenze o Pisa? Non esiste una Toscana diffusa come vorrebbero farci credere. Esiste una parcellizzazione delle risorse che non incide sulle questioni prioritarie. La differenza tra Firenze e Arezzo, tra Firenze e Siena, è la stessa che c’è per molti altri territori regionali. Non è un problema locale, è un problema diffuso appunto. Lo garantirei in due modi: investendo nelle opere infrastrutturali fondamentali o facendomi portavoce delle priorità nelle sedi opportune. E non facendo alcuna differenza politica tra Comuni. giuseppe.silvestri@ gruppocorriere.it ---End text--- Author: Giuseppe Silvestri Heading: Il candidato del centrodestra vuole strappare la Regione a Pd e alleati E’ sostenuto dalle liste di Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati e civica E’ Ora Highlight: Salute “Serve una vera gestione regionale per tutelare le aree desertificate” Il futuro “Basta con territori di serie B e differenze tra province e Firenze” Infrastrutture “Subito stazione dell’Alta Velocità Garantirò i cittadini davanti al governo” Image:Campagna elettorale Il candidato di Fratelli d’Italia ha battuto l’intero territorio regionale alla ricerca di voti e consensi Sanità, economia e infrastrutture tra i principali argomenti toccati nei vari incontri elettorali Economia “Reddito di cittadinanza spreco di soldi Investire nel digitale e nella formazione Sul caso Beko decisivo il ministero” Conquistare la Toscana E’ questo il sogno di Alessandro Tomasi e della coalizione di centrodestra Da quando sono state istituite le regioni, infatti,
ha sempre governato il centrosinistra -tit_org- Intervista a Alessandro Tomasi - Alessandro Tomasi “La Toscana soffre Occorre cambiare” -sec_org-
tp:writer§§ Giuseppe Silvestri
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003074406725.PDF
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title§§ Intervista a Alessandro Tomasi - Tomasi: " E ' ora di cambiare " = Alessandro Tomasi "La Toscana soffre Occorre cambiare"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003184307740.PDF
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Estratto da pag. 2 di "CORRIERE DI AREZZO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T06:14:00+00:00
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tp:ocr§§ Elezioni regionali Il candidato del centrodestra lancia la sfida: “Serve una svolta per sanità, infrastrutture e non solo” Tomasi: “E’ ora di cambiare” Alessandro Tomasi “La Toscana soffre Occorre cambiare” “Il sistema sanità non regge: 200 milioni di buco ogni anno Basta sprechi, territori penalizzati e lunghe liste d’attesa” Il candidato del centrodestra vuole strappare la Regione a Pd e alleati E’ sostenuto dalle liste di Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati e civica E’ Ora FIRENZE “E’ ora di cambiare, la Toscana non deve rimanere indietro”. Alessandro Tomasi, candidato alla presidenza della Regione sostenuto dalla coalizione di centrodestra, non ci gira intorno. Dopo oltre 50 anni di centrosinistra, a suo avviso occorre una svolta. Serve un approccio diverso nella gestione della sanità (che continua a produrre sprechi e buchi), ma anche nei rapporti con il governo centrale, nello sviluppo delle infrastrutture e in tutti gli altri dossier. alle pagine 2 e 3 FIRENZE Nella sfida per la presidenza della Regione Toscana, il centrodestra ha schierato Alessandro Tomasi. Classe 1979, sindaco di Pistoia, Tomasi ha iniziato l’attività politica in Alleanza Nazionale e dopo l’esperienza nel Popolo delle Libertà, ha aderito a Fratelli d’Italia. Ora prova a interrompere l’egemonia del centrosinistra che guida la Regione fin dall’anno della sua istituzione, il 1970. - Lei ha detto che una delle sue priorità sarà eliminare il disavanzo strutturale della sanità, anche rimuovendo l’addizionale Irpef. Quali sono le misure concrete che intende mettere in campo per raggiungere questo obiettivo? Come pensa di bilanciare la necessità di risanare i conti e il mantenimento, o miglioramento, dei servizi? Oggi mancano una gestione e un indirizzo chiaro sulla sanità, che ogni anno in Toscana accumula un buco di 200 milioni. La Regione continua a chiudere reparti e funzioni negli ospedali delle zone interne, privando i cittadini di servizi essenziali. Più del 51% dei toscani, dati dell’Ars, si rivolge al privato per le visite. L’8% rinuncia ai controlli per le liste d’attesa troppo lunghe e per l’impossibilità di pagare. In queste ore anche l’ultimo rapporto Gimbe certifica purtroppo questo dato preoccupante: nel 2024 l’8,2% dei toscani ha rinunciato alle visite. Con l’invecchiamento della popolazione, la fuga dei giovani toscani – 4mila solo nell’ultimo anno - e la denatalità, dobbiamo chiederci cosa sarà della sanità pubblica tra dieci anni se non si inverte la rotta adesso. Il sistema così non può reggere. Su oltre 8 miliardi di bilancio sanitario occorre per prima cosa tagliare i tanti sprechi che ci sono e che crescono nell’indifferenza della politica. La prima cosa da fare è questa: gestire la spesa e non mettere le mani nelle tasche dei cittadini come ha fatto la Regione con l’aumento dell’Irpef. Tagliare gli sprechi e investire sui servizi. Efficientare il sistema con l’abbattimento delle liste di attesa attraverso un sistema unico regionale di prenotazione, vietare ogni forma di chiusura delle liste, verificare costantemente i tempi di attesa e regionale per le prest az i o n i rtificate” critiche con monitoraggi continui, ampliare l’offerta con sedute aggiuntive e fasce orarie potenziate, utilizzare il privato accreditato sotto il controllo e l’indirizzo del pubblico, lavorare con le farmacie dei servizi, potenziandole, e con il terzo settore, introdurre la gestione intelligente delle domande e delle cancellazioni. Sono alcune delle nostre idee per intervenire su un sistema sanitario che non risponde più, con il pubblico, ai cittadini. Come certificano anche gli ultimi dati. - Ad Arezzo i sindacati denunciano carenze significative di personale sanitario, specialmente Oss e operatori sociosanitari, che compromettono servizi essenziali. Qual è il suo piano per garantire che ci sia un numero sufficiente di addetti e che il personale sia adeguatamente distribuito sul territorio, anche nelle aree rurali o interne? Per le aree interne, occorre una gestione regionale che differenzi i piccoli ospedali dando missioni specifiche,
in modo da non tagliare sui servizi essenziali come stanno facendo adesso. Quello che denunciano ad Arezzo, succede nell’ospedale di Volterra, in quello di Pescia, di San Marcello, dell’Isola d’Elba. Invece di utilizzare oltre 100 milioni di euro in cinque anni per il reddito di cittadinanza, come vuole l’accordo Pd-5Stelle, investiamo sul welfare per il personale sanitario e sui giovani, per esempio. La memoria corta di certa politica, che nel 2020 definiva eroi i sanitari, non mi sorprende. Le celebrazioni, i post sui social, non possono bastare a chi ogni giorno lavora negli ospedali. E’ un lavoro nobile, spina dorsale della sanità pubblica, dagli oss, ai medici, agli infermieri, a tecnici, logopedisti, fisioterapisti. Il problema del personale si affronta con una riorganizzazione del sistema. Basta guardare all’Emilia Romagna per capire che il problema più che nei numeri – e nel nostro programma c’è lo stop al blocco del turn over - sta nell’organizzazione e nelle migliori condizioni lavorative. Su questo, come detto, il welfare aziendale può incidere. Il problema è enorme se lo guardiamo in prospettiva. Tra qualche anno (già ora per la verità) faticheremo a trovare ricambi per alcuni reparti, nell’emergenza/urgenza. Il personale è allo stremo. - I dati dell’Agenzia Regionale di Sanità segnalano che nella provincia di Siena la disponibilità di posti letto per abitante è piuttosto buona. Tuttavia, ci sono zone più interne, come l’Amiata, la Valdichiana, la Valdorcia, dove la distanza e la logistica rendono difficile l’accesso a certe cure. Come intende intervenire su queste differenze territoriali nella prestazione ospedaliera? E’ esattamente questo il problema. Mancano una organizzazione regionale e una gestione toscana della sanità. Ci sono servizi buoni, ci sono eccellenze che vanno mantenute e poi c’è la desertificazione sanitaria. La Toscana anche in questo non è a due velocità, ma a tre, a quattro. Alcune strutture verranno sempre più penalizzate. Occorre invece, come detto prima, preservare proprio questi presidi delle aree interne, che devono essere considerati essenziali in virtù della distanza e della mancanza di collegamenti con i capoluoghi. Occorre differenziare con missioni specifiche per mantenere i servizi essenziali. Bisogna tornare a indirizzare l’organizzazione sanitaria e realizzare davvero una sanità territoriale. Gli slogan ci parlano di 70 case di comunità. Noi siamo d’accordo con le case di comunità, ma i citelocità tadini sanal governo” no che nella maggior parte dei casi non ci sono ancora oppure sono senza personale. Con gli annunci non si curano le persone. - La provincia di Arezzo soffre di collegamenti carenti, soprattutto ferroviari, rispetto al resto della Toscana. Quali investimenti, o pressioni a livello nazionale, intende fare per rafforzare la mobilità dell’Aretino? Farò quello che ho fatto a Pistoia da sindaco: prendere il treno e andare a Roma per portare a casa risultati. Nella narrazione del centrosinistra è sempre colpa degli altri: dei Comuni o del Governo, che ricordo c’è da poco meno di tre anni. Io mi prendo la responsabilità di essere garante dei cittadini di fronte agli altri livelli di governo. Farò questo per le infrastrutture necessarie ad Arezzo e alla Toscana. Essenziale, per me, la stazione dell’Alta Velocità. - Arezzo è una provincia con forte vocazione manifatturiera e artigiana (oro, moda, agrifood). Come pensa di sostenere questi distretti nel contesto della transizione digitale ed ecologica e alla luce della vicenda dazi? Il manifatturiero è la linfa vitale di questa terra. Ma la Regione interviene solo di fronte a una crisi aziendale. Serve una mentalità alleata dello sviluppo, e non antagonista. Una riforma della legge 65/2014 sulla pianificazione territoriale, perché si superino le difficoltà, la lentezza, la burocrazia e l’incertezza che questa normativa dà, sia a chi vuole investire sia ai Comuni. Il ciclo dei rifiuti: portiamo la spazzatura fuori pagando un prezzo carissimo perché non siamo autosufficienti e non abbiamo impianti ultramoderni
che trasformano i rifiuti in risorsa. La transizione digitale: in Toscana oltre 40 aree sono digitalmente isolate. Sono zone, anche produttive, in forte difficoltà per questa mancanza. Occorre investire sulle infrastrutture digitali concentrando le risorse senza parcellizzarle, come fatto finora, in piccoli progetti che non collegano i territori e non sono la base per lo sviluppo. I dazi sono una misura penalizzante su cui penso che il Governo si sia mosso bene. La Regione deve incidere, invece, sulle condizioni di partenza delle aziende manifatturiere. Essere attrattiva, puntare sulla formazione, come l’Its, e connettere la ricerca e l’ingegno con la produzione. Questa è la chiave anche per cercare di trattenere i 4mila giovani che lasciano la Toscana ogni anno. - Il territorio senese vive di un turismo di qualità, legato al Palio e al patrimonio culturale e paesaggistico. Come intende valorizzarlo, garantendo allo stesso tempo la tutela delle comunità locali e contrastando lo spopolamento dei borghi? Lo spopolamento dei borghi si contrasta solo con i servizi. Un borgo senza servizi, isolato perché non ha strade di collegamento o trasporti pubblici adeguati, è destinato a morire. Si può agire solo riportando servizi e collegamenti, alleggerendo alcune tariffe che incidono – penso alla bolletta della spazzatura Il futuro che da sindaco ho di“Basta co minuito nele differen la montagna pistoiese per cittadini e attività – e cercando anche in questi borghi opportunità legate alle tradizioni del territorio e all’identità dei luoghi. Qui la promozione e il turismo giocano un ruolo fondamentale. La Regione impedisce agli Ambiti territoriali di fare la propria promozione accentrando tutto sulla governance toscana (Toscana Promozione). Bisogna invece dare più autonomia agli Ambiti proprio su questa funzione, perché i territori sono i primi a dover essere ascoltati. Ai Comuni restano i progetti di comunicazione e informazione su cui la Regione dà una prospettiva di 18 mesi, mentre occorrerebbe una prospettiva ben più ampia. Siena e i suoi borghi hanno potenzialità incredibili. Vanno valorizzate ed esaltate perché questi territori hanno tutto per farcela. - Il Senese negli ultimi anni ha accusato diverse crisi aziendali, Beko su tutte. Quali iniziative per rafforzare un territorio che da questo punto di vista sembra sempre più debole? La vicenda Beko nasce da molto lontano. Non è una crisi che spunta negli ultimi due anni. I lavoratori hanno vissuto per oltre dieci anni in uno stato di mancate sicurezze, di crisi, di precarietà. L’intervento del Governo, con il Ministro Urso, è stato fondamentale con la chiusura del contratto per il passaggio di proprietà a Invitalia. Ora servono soluzioni condivise con i lavoratori e i sindacati e il rilancio di un parco industriale produttivo e di un’occupazione stabile. Anche in questo caso, occorrono investimenti sulle infrastrutture e riforme della legge di pianificazione territoriale per rendere il territorio attrattivo. - In una regione come la Toscana, spesso percepita divisa tra città e province, come garantirebbe che territori come Arezzo e Siena abbiano lo stesso peso politico e le stesse opportunità di Firenze o Pisa? Non esiste una Toscana diffusa come vorrebbero farci credere. Esiste una parcellizzazione delle risorse che non incide sulle questioni prioritarie. La differenza tra Firenze e Arezzo, tra Firenze e Siena, è la stessa che c’è per molti altri territori regionali. Non è un problema locale, è un problema diffuso appunto. Lo garantirei in due modi: investendo nelle opere infrastrutturali fondamentali o facendomi portavoce delle priorità nelle sedi opportune. E non facendo alcuna differenza politica tra Comuni. giuseppe.silvestri@ gruppocorriere.it ---End text--- Author: Giuseppe Silvestri Heading: Il candidato del centrodestra vuole strappare la Regione a Pd e alleati E’ sostenuto dalle liste di Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati e civica E’ Ora Highlight: Il futuro “Basta con territori di serie B e differenze tra province e Firenze” Infrastrutture “Subito stazione
dell’Alta Velocità Garantirò i cittadini davanti al governo” Image:Campagna elettorale Il candidato di Fratelli d’Italia ha battuto l’intero territorio regionale alla ricerca di voti e consensi Sanità, economia e infrastrutture tra i principali argomenti toccati nei vari incontri elettorali Economia “Reddito di cittadinanza spreco di soldi Investire nel digitale e nella formazione Sul caso Beko decisivo il ministero” Conquistare la Toscana E’ questo il sogno di Alessandro Tomasi e della coalizione di centrodestra Da quando sono state istituite le regioni, infatti, ha sempre governato il centrosinistra -tit_org- Intervista a Alessandro Tomasi - Tomasi: “ E ’ ora di cambiare ” Alessandro Tomasi “La Toscana soffre Occorre cambiare” -sec_org-
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Estratto da pag. 2 di "CORRIERE DI SIENA" del 10 Oct 2025
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, in modo da non tagliare sui servizi essenziali come stanno facendo adesso. Quello che denunciano ad Arezzo, succede nell’ospedale di Volterra, in quello di Pescia, di San Marcello, dell’Isola d’Elba. Invece di utilizzare oltre 100 milioni di euro in cinque anni per il reddito di cittadinanza, come vuole l’accordo Pd-5Stelle, investiamo sul welfare per il personale sanitario e sui giovani, per esempio. La memoria corta di certa politica, che nel 2020 definiva eroi i sanitari, non mi sorprende. Le celebrazioni, i post sui social, non possono bastare a chi ogni giorno lavora negli ospedali. E’ un lavoro nobile, spina dorsale della sanità pubblica, dagli oss, ai medici, agli infermieri, a tecnici, logopedisti, fisioterapisti. Il problema del personale si affronta con una riorganizzazione del sistema. Basta guardare all’Emilia Romagna per capire che il problema più che nei numeri – e nel nostro programma c’è lo stop al blocco del turn over - sta nell’organizzazione e nelle migliori condizioni lavorative. Su questo, come detto, il welfare aziendale può incidere. Il problema è enorme se lo guardiamo in prospettiva. Tra qualche anno (già ora per la verità) faticheremo a trovare ricambi per alcuni reparti, nell’emergenza/urgenza. Il personale è allo stremo. - I dati dell’Agenzia Regionale di Sanità segnalano che nella provincia di Siena la disponibilità di posti letto per abitante è piuttosto buona. Tuttavia, ci sono zone più interne, come l’Amiata, la Valdichiana, la Valdorcia, dove la distanza e la logistica rendono difficile l’accesso a certe cure. Come intende intervenire su queste differenze territoriali nella prestazione ospedaliera? E’ esattamente questo il problema. Mancano una organizzazione regionale e una gestione toscana della sanità. Ci sono servizi buoni, ci sono eccellenze che vanno mantenute e poi c’è la desertificazione sanitaria. La Toscana anche in questo non è a due velocità, ma a tre, a quattro. Alcune strutture verranno sempre più penalizzate. Occorre invece, come detto prima, preservare proprio questi presidi delle aree interne, che devono essere considerati essenziali in virtù della distanza e della mancanza di collegamenti con i capoluoghi. Occorre differenziare con missioni specifiche per mantenere i servizi essenziali. Bisogna tornare a indirizzare l’organizzazione sanitaria e realizzare davvero una sanità territoriale. Gli slogan ci parlano di 70 case di comunità. Noi siamo d’accordo con le case di comunità, ma i citVelocità tadini sani al governo” no che nella maggior parte dei casi non ci sono ancora oppure sono senza personale. Con gli annunci non si curano le persone. - La provincia di Arezzo soffre di collegamenti carenti, soprattutto ferroviari, rispetto al resto della Toscana. Quali investimenti, o pressioni a livello nazionale, intende fare per rafforzare la mobilità dell’Aretino? Farò quello che ho fatto a Pistoia da sindaco: prendere il treno e andare a Roma per portare a casa risultati. Nella narrazione del centrosinistra è sempre colpa degli altri: dei Comuni o del Governo, che ricordo c’è da poco meno di tre anni. Io mi prendo la responsabilità di essere garante dei cittadini di fronte agli altri livelli di governo. Farò questo per le infrastrutture necessarie ad Arezzo e alla Toscana. Essenziale, per me, la stazione dell’Alta Velocità. - Arezzo è una provincia con forte vocazione manifatturiera e artigiana (oro, moda, agrifood). Come pensa di sostenere questi distretti nel contesto della transizione digitale ed ecologica e alla luce della vicenda dazi? Il manifatturiero è la linfa vitale di questa terra. Ma la Regione interviene solo di fronte a una crisi aziendale. Serve una mentalità alleata dello sviluppo, e non antagonista. Una riforma della legge 65/2014 sulla pianificazione territoriale, perché si superino le difficoltà, la lentezza, la burocrazia e l’incertezza che questa normativa dà, sia a chi vuole investire sia ai Comuni. Il ciclo dei rifiuti: portiamo la spazzatura fuori pagando un prezzo carissimo perché non siamo autosufficienti e non abbiamo impianti ultramod
erni che trasformano i rifiuti in risorsa. La transizione digitale: in Toscana oltre 40 aree sono digitalmente isolate. Sono zone, anche produttive, in forte difficoltà per questa mancanza. Occorre investire sulle infrastrutture digitali concentrando le risorse senza parcellizzarle, come fatto finora, in piccoli progetti che non collegano i territori e non sono la base per lo sviluppo. I dazi sono una misura penalizzante su cui penso che il Governo si sia mosso bene. La Regione deve incidere, invece, sulle condizioni di partenza delle aziende manifatturiere. Essere attrattiva, puntare sulla formazione, come l’Its, e connettere la ricerca e l’ingegno con la produzione. Questa è la chiave anche per cercare di trattenere i 4mila giovani che lasciano la Toscana ogni anno. - Il territorio senese vive di un turismo di qualità, legato al Palio e al patrimonio culturale e paesaggistico. Come intende valorizzarlo, garantendo allo stesso tempo la tutela delle comunità locali e contrastando lo spopolamento dei borghi? Lo spopolamento dei borghi si contrasta solo con i servizi. Un borgo senza servizi, isolato perché non ha strade di collegamento o trasporti pubblici adeguati, è destinato a morire. Si può agire solo riportando servizi e collegamenti, alleggerendo alcune tariffe che incidono – penso alla bolletta della spazzatura Il futuro che da sindaco ho di“Basta co minuito nele differen la montagna pistoiese per cittadini e attività – e cercando anche in questi borghi opportunità legate alle tradizioni del territorio e all’identità dei luoghi. Qui la promozione e il turismo giocano un ruolo fondamentale. La Regione impedisce agli Ambiti territoriali di fare la propria promozione accentrando tutto sulla governance toscana (Toscana Promozione). Bisogna invece dare più autonomia agli Ambiti proprio su questa funzione, perché i territori sono i primi a dover essere ascoltati. Ai Comuni restano i progetti di comunicazione e informazione su cui la Regione dà una prospettiva di 18 mesi, mentre occorrerebbe una prospettiva ben più ampia. Siena e i suoi borghi hanno potenzialità incredibili. Vanno valorizzate ed esaltate perché questi territori hanno tutto per farcela. - Il Senese negli ultimi anni ha accusato diverse crisi aziendali, Beko su tutte. Quali iniziative per rafforzare un territorio che da questo punto di vista sembra sempre più debole? La vicenda Beko nasce da molto lontano. Non è una crisi che spunta negli ultimi due anni. I lavoratori hanno vissuto per oltre dieci anni in uno stato di mancate sicurezze, di crisi, di precarietà. L’intervento del Governo, con il Ministro Urso, è stato fondamentale con la chiusura del contratto per il passaggio di proprietà a Invitalia. Ora servono soluzioni condivise con i lavoratori e i sindacati e il rilancio di un parco industriale produttivo e di un’occupazione stabile. Anche in questo caso, occorrono investimenti sulle infrastrutture e riforme della legge di pianificazione territoriale per rendere il territorio attrattivo. - In una regione come la Toscana, spesso percepita divisa tra città e province, come garantirebbe che territori come Arezzo e Siena abbiano lo stesso peso politico e le stesse opportunità di Firenze o Pisa? Non esiste una Toscana diffusa come vorrebbero farci credere. Esiste una parcellizzazione delle risorse che non incide sulle questioni prioritarie. La differenza tra Firenze e Arezzo, tra Firenze e Siena, è la stessa che c’è per molti altri territori regionali. Non è un problema locale, è un problema diffuso appunto. Lo garantirei in due modi: investendo nelle opere infrastrutturali fondamentali o facendomi portavoce delle priorità nelle sedi opportune. E non facendo alcuna differenza politica tra Comuni. giuseppe.silvestri@ gruppocorriere.it ---End text--- Author: Giuseppe Silvestri Heading: Il candidato del centrodestra vuole strappare la Regione a Pd e alleati E’ sostenuto dalle liste di Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati e civica E’ Ora Highlight: Salute “Serve una vera gestione regionale per tutelare le aree desertificate” Il futuro “Basta con territor
i di serie B e differenze tra province e Firenze” Infrastrutture “Subito stazione dell’Alta Velocità Garantirò i cittadini davanti al governo” Image:Campagna elettorale Il candidato di Fratelli d’Italia ha battuto l’intero territorio regionale alla ricerca di voti e consensi Sanità, economia e infrastrutture tra i principali argomenti toccati nei vari incontri elettorali Economia “Reddito di cittadinanza spreco di soldi Investire nel digitale e nella formazione Sul caso Beko decisivo il ministero” Conquistare la Toscana E’ questo il sogno di Alessandro Tomasi e della coalizione di centrodestra Da quando sono state istituite le regioni, infatti, ha sempre governato il centrosinistra -tit_org- Tomasi: “E ora di cambiare” Alessandro Tomasi “La Toscana soffre Occorre cambiare” -sec_org-
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title§§ Sanità: "Con De Luca la Campania ultima per aspettativa di vita. volteremo pagina con Cirielli"
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Estratto da pag. 5 di "CRONACHE DEL SALERNITANO" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ La nota - Parla il deputato salernitano di Fratelli d’Italia, Imma Vietri Sanità: "Con De Luca la Campania ultima per aspettativa di vita. volteremo pagina con Cirielli” "I dati impietosi del nuovo rapporto Gimbe sulla sanità confermano, ancora una volta, il fallimento totale della gestione De Luca. La Campania è tristemente ultima in Italia per aspettativa di vita, con una media di 81,7 anni contro gli 83,4 del resto del Paese. Un dato che non può essere ignorato e che rappresenta il simbolo di un sistema sanitario regionale che non garantisce ai cittadini i servizi essenziali di cui hanno diritto." Lo dichiara il deputato campano Imma Vietri, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Commissione Affari Sociali, commentando il rapporto Gimbe 2025 sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale. "Nonostante un lieve aumento del Fondo Sanitario Nazionale pro-capite, la Campania resta ancora al di sotto della media nazionale. Questo significa meno risorse per la salute dei cittadini. Ma il problema non è solo economico: è di gestione, di visione, di capacità amministrativa. Mentre in altre regioni si attivano strutture e servizi grazie al PNRR, in Campania, al 30 giugno 2025, nessuna delle 191 Case di Comunità previste risulta attiva e su 61 ospedali di comunità ne è partito solo uno. Un dato scandaloso. Abbiamo meno personale sanitario, meno medici e meno infermieri della media nazionale. È evidente - sottolinea Vietri - che il sistema è al collasso e che a pagare sono i cittadini, costretti spesso a rinunciare a cure e prestazioni sanitarie o a migrare verso altre regioni, con un saldo negativo di mobilità sanitaria che supera i 308 milioni di euro. E mentre De Luca continua a fare propaganda, la verità è che i Lea restano al di sotto degli standard: nel 2023 la Campania è solo 13esima in Italia, migliorata ma ancora ben lontana da un livello dignitoso. La narrazione di De Luca è ormai scollegata dalla realtà. Con il viceministro Edmondo Cirielli, candidato alla presidenza della Regione Campania, restituiremo ai cittadini una sanità efficiente, moderna e più vicina alle persone. Il tempo degli slogan di De Luca è finito" conclude Vietri. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità: "Con De Luca la Campania ultima per aspettativa di vita. volteremo pagina con Cirielli” -sec_org-
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title§§ Einer von zehn Italienern muss auf medizinische Versorgung verzichten
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Estratto da pag. 3 di "DOLOMITEN" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ Einer von zehn Italienern muss auf medizinische Versorgung verzichten ROM (mit). In den vergangenen drei Jahren habe das öffentliche Gesundheitssystem 13,1 Milliarden Euro an staatlichen Finanzierungen verloren, während die Familien 41,3 Milliarden Euro aus eigener Tasche für Untersuchungen und ärztliche Behandlungen zahlen mussten. Das geht aus dem achten Bericht des GIMBE-Verbands hervor, der die Nachhaltigkeit und Effizienz des Gesundheitssystems analysiert. Besonders alarmierend: Einer von zehn Italienern hat 2024 aus finanziellen Gründen auf medizinische Versorgung verzichten müssen. Konkret ist der Anteil des Gesundheitsfonds am Bruttinlandsprodukts (BIP) von 6,3 Prozent im Jahr 2022 auf sechs Prozent im Jahr 2023 gesunken. GIMBE-Chef Nino Cartabellotta warnte: „Wir sind Zeugen eines langsamen, aber unaufhaltsamen Abbaus des öffentlichen Gesundheitssystems, was zwangsläufig den Weg für private Interessen aller Art ebnet. Wer weiterhin wegschaut, verurteilt Millionen Menschen dazu, auf medizinische Versorgung verzichten zu müssen.“ © Alle Rechte vorbehalten ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Einer von zehn Italienern muss auf medizinische Versorgung verzichten -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001976703952.PDF
§---§
title§§ Tasse, debiti, alluvioni: le grane dem in eredità
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Estratto da pag. 9 di "FATTO QUOTIDIANO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T02:08:00+00:00
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tp:ocr§§ Tasse, debiti, alluvioni: le grane dem in eredità INVIATO A FIRENZE E PISTOIA P oche cose sono impopolari come l’aumento dell’Irpef, la tassa sulle persone fisiche. Eugenio Giani ripete che non solo non c’era altra scelta, ma che tornare indietro oggi, rispetto a quella decisione, vorrebbe dire “tagliare i servizi nella sanità”, altro punto di non ritorno del consenso. Si capisce allora perché si deve partire da quell’aumento, datato dicembre 2023, per provare a capire dov’è la Toscana oggi e cosa lascia Giani dopo cinque anni di mandato. Come per ogni Regione, la sanità è tema cruciale e occupa circa il 70 per cento del bilancio. Gli indicatori sono univoci: il servizio offerto è buono, talvolta persino ottimo. Il problema è: a che prezzo? Secondo i giudici contabili, semplicemente a un costo non più sostenibile, motivo per cui la Regione è indebitata fino al collo e da anni deve impiegare risorse per ridurre in disavanzo. Trovare un equilibrio è delicato. L’ult imo rapporto Gimbe, pubblicato due giorni fa, sostiene che la Toscana sia la seconda Regione d’Italia per efficacia nel rispetto dei Livelli essenziali di assistenza, i famosi Lea che dovrebbero garantire servizi sanitari minimi uguali per tutti da Nord a Sud, in un contesto in cui solo 13 Regioni stanno sopra la soglia di sufficienza. IL FUTURO però è incerto, come testimonia il Giudizio di parificazione sul bilancio 2024 pubblicato dalla Corte dei Conti poche settimane fa: “L’elemento più preoccupante per il mantenimento dell’equilibrio del bilancio regionale rimane il pesante onere finanziario che questo ogni anno deve sopportare per ripianare il disavanzo sanitario. Il Servizio sanitario regionale versa da anni in una situazione di squilibrio strutturale in cui i ricavi assicurati dal finanziamento ordinario non sono in grado di coprire i costi della gestione in continuo aumento”. Qualche numero? Le perdite, aggravate dal Covid, hanno raggiunto nel 2023 il valore record di 182 milioni. Anche l’au me nt o dell ’Irpef rischia di non essere sufficiente, sebbene la misura sia costata a Giani la forte contestazione da parte dell’opposizione. Secondo i magistrati contabili, i problemi della sanità “rischiano di compromettere, in prospettiva, gli equilibri dell’intero bilancio regionale se non saranno adottate o mantenute le necessarie misure correttive”. Finora infatti la Toscana si è affidata all’aumento delle imposte e a un indebitamento fuori controllo e non prorogabile. Il disavanzo totale è arrivato a 998 milioni, anche se a Giani va riconosciuto il trend in calo: tra il 2023 e il 2024 la Regione ha recuperato circa 220 milioni, mettendo una pezza (ancora lontana dall’essere risolutiva) a un disavanzo che nel 2017 (gestione Enrico Rossi) aveva superare i 2 miliardi e 700 milioni. ALTRO CAPITOLO CRUCIALE è la messa a terra del Pnrr e la gestione dei fondi europei. È ancora la Corte dei Conti a rilevare i rallentamenti. Per quanto riguarda i progetti del Recovery, “su un totale di 238,58 milioni di investimenti da portare a conclusione entro il 2024, solo il 37,91 per cento risulta effettivamente concluso”, per un valore di 90 m i l i o n i . Tr a i progetti rimasti indietro ci sono, per esempio, “ l ’a m m o r d e rnamento del Parco tecnologico e digitale ospedaliero”, che incide per ben 44 milioni, o ancora le opere di “tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” o le “misure per la gestione del rischio di alluvione e per la ridupef: rr zione del rischio idrogeologico”. Quest ’ultimo tema è sempre più sentito. Secondo un sondaggio Emg, il rischio di disastri dovuti anche ai cambiamenti climatici preoccupa sempre più i toscani, al punto che l’81 per cento dichiara che non comprerebbe casa vicino a un fiume o a una parete a rischio frana. Negli ultimi anni la regione ha sofferto alluvioni devastanti, di fronte alle quali Giani ricorda alcuni investimenti di prevenzione avviato o compiuti durante il mandato, come la cassa di espansione di Roffia pensata per proteggere Pisa o quella diCampo Regio nel grossetano. È ab
bastanza? Non secondo la destra, che ancora in questi giorni accusa il governatore di aver fatto poco e tardi, per esempio a Firenze: “Ci sono quattro casse progettate da 25 anni – si legge in un comunicato di Forza Italia – e da cronoprogramma dovevano essere tutte funzionanti, invece siamo a ‘caro amico’ e i costi sono schizzati”. Con piogge autunnali sempre più improvvise e territori che aspettano ancora di riprendersi dalle batoste del passato, il giudizio sul futuro governatore si giocherà anche su questo. COSÌ COME, nel 2026, si faranno i conti col futuro del rigassificatore di Piombino, imposto dal governo Draghi nonostante la contrarietà del territorio. Sull’atto che sancì l’arrivo in porto c’è la firma di Giani, non solo presidente di Regione ma pure commissario per i rigassificatore: Snam voleva una concessione molto più lunga, l’accordo si è chiuso per tre anni e andrà quindi ridiscusso l’anno prossimo, con entrambi i candidati presidente che giurano di volersi disfare dell’ingombrante inquilino. L. GIAR. ---End text--- Author: L. GIAR. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Tasse, debiti, alluvioni: le grane dem in eredità -sec_org-
tp:writer§§ L. Giar.
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title§§ Famiglie, 41 miliardi di spesa per le cure: il 10% rinuncia Gimbe: mancano infermieri e decolla il privato
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Estratto da pag. 11 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T03:15:00+00:00
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tp:ocr§§ Famiglie, 41 miliardi di spesa per le cure: il 10% rinuncia Gimbe: mancano infermieri e decolla il privato lROMA. La «lenta agonia» del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe, che monitora sostenibilità ed efficienza del Ssn. Tra le criticità evidenziate: aumento della spesa privata e rinuncia alle cure, carenza di personale e ritardi nell’assistenza territoriale. Negli ultimi tre anni, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono stati a carico delle famiglie, con un italiano su dieci costretto a rinunciare alle cure. Nonostante l’Italia sia seconda in Europa per numero di medici, rimane indietro nella disponibilità di infermieri (6,5 ogni 1.000 abitanti contro la media Ocse di 9,5) e nella medicina generale, con oltre 5.500 medici mancanti. «Rimane incomprensibile la scelta di formare più medici senza prima arginare la loro fuga dalla sanità pubblica», afferma il presidente Nino Cartabellotta. La riforma dell’assistenza territoriale, inoltre, mostra ritardi e disomogeneità: al 30 giugno 2025, solo il 2,7% delle Case della Comunità attive dispone di personale medico e infermieristico, mentre gli Ospedali di Comunità attivi sono il 26%. Secondo il rapporto, poi, la spesa sanitaria totale per il 2024 è stimata in 185,12 miliardi di euro, di cui 47,66 miliardi a carico delle famiglie. Oltre 5,8 milioni di italiani, il 9,9% della popolazione, hanno per questo rinunciato a cure e prestazioni, con punte del 17,7% in Sardegna. «L'aumento della spesa a carico delle famiglie rompe il patto tra cittadini e istituzioni, lasciando milioni di persone senza sicurezza di accesso a una sanità pubblica efficace», continua il presidente Gimbe. Persistono, inoltre, forti divari Nord-Sud nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea): solo 13 Regioni rispettano i Lea, con Puglia, Campania e Sardegna tra le poche Regioni meridionali in regola. Riguardo alla mobilità sanitaria, questa grava per oltre 5 miliardi sulle Regioni meridionali, mentre l'aspettativa di vita nel Mezzogiorno resta fino a tre anni inferiore alla media nazionale. Il privato, nel frattempo, cresce. Nel 2023, su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate, mentre la spesa delle famiglie per il «privato puro» è aumentata del 137% tra il 2016 e il 2023. «Un ecosistema complesso e intricato dove il libero mercato si sta espandendo, creando un binario parallelo al pubblico riservato a chi può permetterselo», prosegue Cartabellotta. Anche l’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico rimane incompleta, con ampi divari regionali. Al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 (lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso) sono disponibili in tutte le Regioni. Infine, il divario tra previsione di spesa e risorse pubbliche rischia di scaricarsi sui bilanci regionali, con un impatto stimato di 7,5 miliardi nel 2025 e fino a 13,4 miliardi nel 2028, afferma Gimbe. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026, questo divario costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale», conclude Cartabellotta. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Famiglie, 41 miliardi di spesa per le cure: il 10% rinuncia Gimbe: mancano infermieri e decolla il privato -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ «Troppi lucani rinunciano alle cure del sistema sanitario regionale»
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Estratto da pag. 1 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO BASILICATA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T03:41:00+00:00
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tp:ocr§§ «Troppi lucani rinunciano alle cure del sistema sanitario regionale» Minoranza polemica, l’assessore Latronico replica: «Narrazioni fuorvianti» l «L’8° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario regionale sbatte in faccia all’assessore Latronico la drammatica realtà della sanità lucana. Sempre più cittadini restano senza cure e il dato è impietoso: in Basilicata si passa dal 6,7% del 2023 al 10,8% nel 2024. Due anni fa erano 35.727 i lucani che, a causa delle liste d’attesa e dell’impossibilità di sostenere i costi delle prestazioni private, rinunciavano a curarsi; oggi sono diventati 57.589. Parliamo di un incremento del 4,1%, quasi il doppio della media nazionale. La Basilicata è tra le regioni che fanno peggio in assoluto.” Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge: “Questo dato si aggiunge a quello della mobilità sanitaria passiva, ovvero alle persone che scelgono di curarsi fuori regione, numero anch’esso in aumento nel 2024, in un contesto di deficit di bilancio coperto dalle compensazioni ambientali derivanti dalle attività estrattive. Alla rinuncia di chi cerca di curarsi qui si sommano le criticità di chi va a curarsi altrove, e il deficit che ne deriva viene coperto con risorse che dovrebbero invece essere destinate allo sviluppo e al sostegno delle imprese, provenienti appunto dalle compensazioni legate al petrolio”. “Ora – prosegue Lacorazza – l’assessore Latronico potrà elencare tutti i suoi però e i suoi ma, ma i dati ufficiali sono questi e non si possono ignorare. È questo il dato emerso, quello che più ci ha colpito. Ovviamente continueremo ad approfondire il rapporto L’assessore della Fondazione, ma le chiacchiere stanno a zero: non si può fare la battaglia contro la verità.” “Il Governo regionale – conclude Lacorazza – sta lasciando indietro cittadini e famiglie che non possono permettersi le cure. Questo ci dicono i numeri, ed è preoccupante, siamo di fronte a un vero e proprio allarme sociale. L’assessore alla Salute decida se continuare con la sua narrazione o prendere finalmente contatto con la realtà e con i bisogni dei cittadini.” Pronta la replica dell’assessore regionale Latronico: “La narrazione secondo cui “60 mila lucani rinunciano alle cure perché la sanità è scadente è fuorviante. Il problema è complesso e riguarda l’accessibilità economica, l’organizzazione del sistema nazionale e le disuguaglianze territoriali. atronico La Basilicata, pur con le sue sfide, non è una regione in emergenza sanitaria, ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità.» «I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, riferiti al 2023, meritano una riflessione più ampia e meno allarmistica. È fondamentale chiarire che non si tratta di un problema di qualità del sistema sanitario lucano, ma di accessibilità e condizioni socioeconomiche che influenzano la fruizione dei servizi. Il numero citato è una stima basata su percentuali generali e non su rilevazioni dirette. Secondo altri dati Gimbe, riferiti sempre al 2023, la percentuale di rinuncia alle cure in Basilicata era del 6,7%, inferiore alla media nazionale del 7,6%. Questo dimostra che la Basilicata, pur con le sue criticità, non è tra le regioni peggiori in termini di accesso alle cure. La Basilicata, inoltre, è tra le poche regioni del Sud ad aver rispettato i LEA, ovvero gli standard minimi di assistenza sanitaria garantiti a tutti i cittadini. Questo è un indicatore oggettivo della qualità del servizio sanitario regionale che non può essere ignorato o confuso con i problemi di accesso», afferma l’assessore regionale Latronico che aggiunge: «La rinuncia alle cure è un fenomeno che colpisce tutto il Mezzogiorno, non solo la Basilicata. È legato a fattori strutturali come i redditi più bassi e la spesa sanitaria privata pro-capite inferiore (377 euro in Basilicata contro i 730 di media nazionale). Anche la carenza di personale medico e infermieristico incide, ma la Regione Basilicata, che sta investendo in un modello di cura vicino alle persone, ha previsto 1.623 nuove assunzioni tra medici, inferm
ieri e personale sanitario nel corso del 2025. Il problema, dunque, non è la qualità della sanità lucana. È l’accessibilità. È il fatto che in una terra dove il reddito medio è più basso e la spesa sanitaria privata è la metà di quella nazionale, anche una visita può diventare un lusso. È il fatto che il sistema sanitario nazionale, non solo quello lucano, è storicamente sottofinanziato, sotto stress e sotto organico. La Regione Basilicata non sta a guardare. Sta investendo, sta assumendo, sta digitalizzando. E soprattutto, sta ascoltando. Perché la sanità non è solo una questione di numeri, ma di persone». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:L’assessore Latronico POTENZA L’ospedale San Carlo -tit_org- «Troppi lucani rinunciano alle cure del sistema sanitario regionale» -sec_org-
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title§§ I ragazzi incontrano le aziende Già in 160 iscritti
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Estratto da pag. 17 di "GAZZETTA DI MANTOVA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T03:41:00+00:00
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tp:ocr§§ L’evento I ragazzi incontrano le aziende Già in 160 iscritti Due giornate di Università aperta Domani interviene il presidente di Fondazione Gimbe • Con “il tempo del lavoro” partono oggi i due giorni di porte aperte e incontro con il mondo del lavoro dell’Università di Mantova. Oggi dalle 14.30 alle 18 i circa 160 giovani che a ieri si erano iscritti avranno la possibilità di incontrare oltre venti aziende. E alle 18 appuntamento per una conversazione con la scienziata Amalia Ercoli Finzi. Domani invece il Campus Universitario si apre agli studenti e alla cittadinanz e agli stakeholder del mondo sanitario e della cura, per l’evento “ La cultura della Cura”. Intervengono il presidente di Fondazione Gimbe Cartabellotta, che esporrà il nuovo rapporto Gimbe 2025 sullo stato di salute del sistema sanitario, e il professor Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I ragazzi incontrano le aziende Già in 160 iscritti -sec_org-
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title§§ Responsabilità Sanitaria in Campania: oltre 60 milioni spesi in assicurazioni
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Estratto da pag. 14 di "GOLFO QUOTIDIANO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T06:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Responsabilità Sanitaria in Campania: oltre 60 milioni spesi in assicurazioni Il Convegno MAG Healthcare, che si è aperto ieri mattina (giovedì 9 ottobre 2025) presso la Reggia di Caserta, si concentrerà sulle sfide economico-finanziarie legate alla responsabilità sanitaria (MedMal) in Italia, con particolare attenzione ai costi diretti e indiretti che impattano i bilanci sanitari regionali e nazionali. E’ la prima volta che alcuni tra i principali vertici della sanità italiana si incontrano per approfondire ed analizzare tutte le componenti di costo che orbitano intorno al fenomeno della MedMal, rappresentando un peso finanziario di cui non esiste letteratura internazionale. La responsabilità civile sanitaria è un settore che continua a influenzare in modo significativo i costi delle strutture sanitarie italiane. Secondo le analisi IVASS, nel 2021, le compagnie assicurative hanno registrato circa 17.200 sinistri di responsabilità civile sanitaria, con oneri complessivi che si aggirano in centinaia di milioni di euro fra riserve tecniche e liquidazioni. Il mercato assicurativo della responsabilità sanitaria in Italia vale oltre 300 milioni di euro l’anno, con un costo medio dei sinistri pari a 41.639 euro. Tuttavia, i costi sono ben più elevati nelle strutture pubbliche, dove il costo medio per sinistro può superare i 76.000 euro. A ciò si aggiunge il fenomeno della medicina difensiva, che incide per oltre 10 miliardi di euro all’anno, pari al 10% della spesa sanitaria complessiva, aumentando notevolmente il carico economico. IL CASO DELLA CAMPANIA In Campania il tema è particolarmente sentito. Pur in assenza di una piena uniformità gestionale – con alcune strutture autoassicurate e altre coperte da polizze assicurative – la Regione ha avviato negli ultimi anni percorsi di razionalizzazione, puntando a garantire maggiore equilibrio nella gestione dei costi e una più solida tutela giuridica. La spesa assicurativa complessiva supera i 60 milioni di euro l’anno, un investimento che se da un lato rappresenta un impegno rilevante per i bilanci sanitari, dall’altro costituisce una garanzia di sicurezza e protezione per cittadini e strutture. Nel primo quadrimestre del 2025, la Campania ha erogato 771.981 prestazioni sanitarie, in crescita rispetto al 2024, ma ancora lontana dai volumi prepandemia. Le Aziende Sanitarie Locali (ASL) della Regione, che gestiscono oltre 2.000 strutture complesse, sono chiamate a conciliare la crescente domanda di servizi con l'impatto economico delle responsabilità legate agli errori clinici e ai contenziosi, derivanti spesso da errori clinici in aree delicate come ostetricia, ortopedia e pronto soccorso che hanno un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle ASL e degli ospedali. A conferma della complessità e dell’importanza del fenomeno, la Campania figura tra le regioni con il maggior peso economico legato ai contenziosi. Nel 2022, infatti, la Regione ha sostenuto oneri da contenzioso pari a circa 17,9 milioni di euro, tra i valori più elevati a livello nazionale. Nonostante questi numeri, la Regione sta dimostrando una forte capacità di reazione, investendo in strumenti di gestione del rischio, digitalizzazione dei processi e formazione del personale, con l’obiettivo di trasformare una criticità storica in un terreno di innovazione e miglioramento. La Campania è una delle regioni più esposte al rischio MedMal, con una distribuzione molto variegata delle strutture sanitarie. La Regione conta oltre 1.100 strutture ospedaliere. La gestione disomogenea del rischio, con alcune strutture autoassicurate e altre coperte da polizze assicurative, comporta una mancanza di uniformità nella gestione dei costi e nella tutela giuridica. IMPLICAZIONI ECONOMICHE DELLA MEDMAL Il costo della MedMal va ben oltre la polizza assicurativa. I costi indiretti, come la medicina difensiva, il costo sociale indiretto (lunghe degenze e liste d’attesa) e le complicanze ospedaliere, rappresentano un onere significativo per il sistema sanitario nazionale. In Italia, il costo sociale indiretto dovut
o a errori clinici è stimato in centinaia di milioni di euro all’anno, senza contare la perdita di produttività per i pazienti e le famiglie. Le complicanze, come le infezioni ospedaliere o gli errori chirurgici, comportano un aumento dei costi per farmaci, ricoveri e chirurgie riparatorie. Ogni anno, circa 3,5 milioni di pazienti in Europa contraggono infezioni correlate all’assistenza, con un prolungamento medio della degenza di 810 giorni, che in Italia si traduce in circa 2 milioni di giornate letto extra. LA GESTIONE DEL RISCHIO E MODELLI INTERNAZIONALI Il convegno esplorerà anche i modelli internazionali di gestione del rischio, con un focus sui sistemi a indennizzo amministrativo adottati in Paesi come la Svezia e la Finlandia, dove il risarcimento è più rapido e le cause legali sono rare, rendendo il sistema più prevedibile e meno costoso. Al contrario, in Italia, dove il sistema si basa su un forte impatto giuridico e assicurativo, i costi sono più volatili e difficili da prevedere. L’APPUNTAMENTO DI CASERTA Il convegno vedrà la partecipazione dei vertici di dell’OMCeO, AIOP ed ACOP, dell’Istituto Superiore della Sanità rappresentato da Velia Bruno ed esperti del settore, tra cui Pierluca Impronta (Presidente MAG), Roberto Esitini (Head of Specialty Healthcare MAG), Nino Cartabellotta (Presidente Fondazione GIMBE), Germano Perito (Direttore Generale AORN Moscati di Avellino), Antonio D’Amore, Direttore Generale AO Cardarelli, Alessandro Delle Donne, Direttore Generale Istituto Tumori Bari Giovanni Paolo II – IRCCS, Ferruccio Capalbo, Vice Procuratore Generale, assegnato alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti in Campania, Napoli e Francesco Graziano, Magistrato presso la Corte di Cassazione. Saranno trattati i temi legati al peso finanziario e ai risvolti economici e giuridici del fenomeno legato alla Medical Malpractice. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Responsabilità Sanitaria in Campania: oltre 60 milioni spesi in assicurazioni -sec_org-
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title§§ I nuovi partigiani della democrazia
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001824305404.PDF
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Estratto da pag. 16 di "LEFT" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T03:41:00+00:00
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tp:ocr§§ I nuovi partigiani della democrazia Tre anni di governo Meloni hanno reso l’Italia più povera e diseguale, scavando ferite profonde. Ma la società civile resiste e rilancia la lotta democratica. Nel segno della Costituzione laica e antifascista di Simona Maggiorelli e Federico Tulli S embra passato un secolo ma sono “solo” (si fa per dire) tre anni da quando il governo Meloni si è insediato a Palazzo Chigi e il trio Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia occupa la maggioranza dei seggi in Parlamento. Tre anni pesantissimi per la società civile laica, libera e democratica, per chi è restato umano e non resta indifferente di fronte allo sterminio di Ga2a, ai naufragi nel Mediterraneo, alle manganellate della polizia contro gli studenti, gli operai, i disoccupati che manifestano in difesa dei diritti di tutti; pesantissimi per chi non resta indifferente di fronte alle violenze contro le donne, ai femminicidi e alla mentalità patriarcale e religiosa di chi è convinto che in fondo le vittime se la siano cercata, all’inaccettabile sequela di suicidi nelle carceri, alle indicazioni ministeriali che vorrebbero ridurre la scuola pubblica a una fabbrica di obbedienti balilla, a certa stampa che fa da megafono alla propaganda del Palazzo diffondendo menzogne, allo svuotamento della tv pubblica dei contenuti di qualità e giornalistici, sostituiti da maggiordomi di destra e predicatori d’odio. Sono stati tre anni pesantissimi per chi non si arrende alla criminalizzazione del dissenso messa nero su bianco dalla cosiddetta legge “sicurezza”, al perverso imbroglio della autonomia differenziata dichiarata incostituzionale in molte sue parti dalla Consulta e che attacca in primis il carattere universalistico della sanità - peraltro sempre più in mano ai privati e svuotata di risorse; per chi non si arrende alla logica “nostalgica” del Ventennio di chi vorrebbe instaurare in Italia il premierato forte. Tre anni pesantissimi per chi auspica una giustizia sempre più giusta, indipendente e non asservita all’esecutivo come la vuole invece chi è al governo separando le carriere e spacchettando il Csm; tre anni molto foschi per chi trema all’idea che il prossimo presidente della Repubblica potrebbe essere il candidato prescelto dai nipotini politici del repubblichino, antisemita, razzista e fucilatore di partigiani Almirante e dagli eredi politici di Berlusconi, il piduista che per primo li sdoganò al governo. Saremmo perfino oltre il Piano di rinascita nazionale di Licio Gelli. Un pensiero va anche a chi si indigna per il silenzio di Giorgia Meloni, del suo cerchio magico e del vice presidente del Senato sulle responsabilità neofasciste e del Movimento sociale nelle stragi, negli anni di piombo, nella strategia della tensione foraggiata dalla Cia. Per non dire poi del vergognoso silenzio di chi ci governa di fronte al dilagare delle aggressioni omofobe e contro persone di origine straniera da parte di vigliacchi esponenti di estrema destra. La stessa Meloni, ricordiamolo, è colei che ha minimizzato farfugliando parole vuote in seguito all’assalto ordito da esponenti di Forza nuova alla sede nazionale della Cgil. Sono stati anche tre anni pesantissimi per chi sa che per fare la pace si deve preparare la pace e isolare chi propala discorsi violenti e chi li beatifica. Tre anni pesantissimi per chi non si arrende a chi fa della menzogna sistematica una strategia politica, evitando le domande dei giornalisti non asserviti e il confronto pubblico, applicando pedissequamente tutte e 11 le regole di propaganda di Goebbels, sui social, in tv, nei comizi, persino a Domenica in, «per manipolare le masse» direbbero quelli bravi, insistendo sull’idea che ora “la sinistra”, ora “i migranti”, ora “il vaccino”, siano la fonte di tutti i mali. Certamente “la sinistra”, “i migranti”, “il vaccino” sono fonte di disagio e frustrazione per chi non è antifascista, per chi è xenofobo, per chi lucra - politicamente ma anche economicamente - sull’analfabetismo funzionale che colpisce un terzo della popolazione adulta italiana (Fonte Ocse). «Dare cos
tantemente la colpa all’avversario o riversare su di lui i propri difetti: il ladro chiama “ladro” il suo nemico, per confondere le idee e metterlo in difficoltà; i violenti accusano i loro avversari di essere antidemocratici». Questo è il principio della trasposizione di Goebbels, una delle regole chiave della sua propaganda. Chi vi ricorda? Ma il senso di oppressione con cui la società civile laica, libera e democratica ha dovuto fare i conti in questi tre anni non è legato solo alla chiara matrice ideologica che marca tutte le scelte politiche e di governo della destra. Scelte disprezzabili che in ogni modo sono volte a intaccare alla radice tutti i fondamentali diritti civili acquisiti dopo la vittoria sul nazifascismo e tutelati dalla Costituzione. Non c’è solo questo. Tre anni di governo dell’estrema destra hanno anche affossato economicamente le fasce più svantaggiate, hanno illuso le giovani generazioni con false promesse, creato nuovi lavoratori poveri e precari. Forti con i deboli e calabrache con i forti, con i criminali di guerra, con i furbi che fanno affari sulla pelle dei più deboli: Trump, Putin, Netanyahu, i produttori di armi, le multinazionali che eludono le tasse e godono di condoni mascherati da accordi che sottraggono miliardi al fisco. La lista è lunga. Così come è lunga la lista degli insuccessi del governo Meloni, che la propaganda istituzionale e la stampa “amica” provano a celare costantemente. Vediamone alcuni partendo dal lavoro. La presidente del Consiglio più volte ha rivendicato tassi di occupazione “storici”. È vero che nel secondo trimestre 2025 l’occupazione ha toccato il 62,6%, con la disoccupazione intorno al 6,3%. Ma basta guardare sotto la superficie per scoprire che la crescita riguarda soprattutto gli over 50 e il lavoro autonomo precario, mentre i tassi per i giovani sono in calo. I salari reali, inoltre, restano ben al di sotto dei livelli del 2021 e tra i più bassi in Europa (il 10,3% dei lavoratori è a rischio povertà, secondo Eurostat) e il potere d’acquisto delle famiglie segna -4,4% nel periodo 2019-2024. E questo ci porta al capitolo inflazione. L’indice generale all’1,6% annuo ad agosto 2025 è risultato in calo rispetto al 2022-23, ma quello del carrello della spesa - alimentari, beni per la casa e la persona - è al 3,4%. Cioè per chi ha un reddito medio-basso l’inflazione reale non è l’1,6%, ma più del doppio. La perdita di potere d’acquisto dipende anche dal maggior carico fiscale. Tutta la destra in campagna elettorale aveva promesso meno tasse, in realtà la pressione è cresciuta dal 41,4% del Pil nel 2023 al 42,6% nel 2024. Capitolo “Sanità”. «Senza un’inversione di tendenza, il Servizio sanitario nazionale rischia di trasformarsi in un sistema residuale per poveri e anziani», questo in estrema sintesi l’allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe in vista della Manovra 2026. Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,3% del Pil, molto al di sotto della media Ocse (7,1%) ed europea (6,9%). La spesa pro-capite è di 3.835 dollari, contro i 4.689 della media europea. Un divario - afferma Gimbe - che vale complessivamente 43 miliardi di euro. Non a caso, i dati Istat elaborati dalla Fondazione dicono che quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per liste d’attesa o costi insostenibili. Non è tecnicamente la perdita del diritto alla salute sancito dalla Costituzione, ma il risultato è lo stesso. Un diritto formale che non si traduce in accesso effettivo. E ancora. Se nel 2023 la condizione di povertà assoluta ha riguardato quasi il 10% della popolazione, cioè oltre 5,7 milioni di persone, nel 2024 la quota di chi è a rischio di povertà o di esclusione sociale è salita al 23,1%, in controtendenza rispetto alla media europea. Insomma, il quadro è chiaro. A tre anni dall’insediamento, il governo Meloni potrà pur vantare stabilità ma scrostando la patina delle dichiarazioni a uso e consumo dell’elettorato di destra quello che emerge è un Paese più povero, più diseguale e con un welfare più fragile. Le sue narrazioni crolla
no davanti all’esperienza quotidiana delle famiglie, davanti alle liste d’attesa infinite, davanti a un salario che non basta a riempire il carrello della spesa. Non è solo un fallimento tecnico ma anche una precisa scelta politica: spostare risorse verso interessi privati, ridurre la sfera dei diritti universali, rafforzare il potere esecutivo a scapito dei corpi intermedi. La retorica nazionalsovranista si traduce così in uno Stato che abdica ai suoi compiti fondamentali, lasciando i cittadini da soli di fronte al mercato e alla drammatica situazione internazionale. Sono stati tre anni pesantissimi per le donne, per gli immigrati, per i loro figli senza cittadinanza, per i lavoratori e per i disoccupati, per chi è in pensione e per chi ci deve andare, per gli operatori della sanità e per chi si è ammalato dovendo rinunciare o posticipare le cure per mancanza di soldi, per chi fa ricerca scientifica e per chi lotta per la tutela dell’ambiente e per la pace e la nonviolenza. Ma questo non significa che non sia futuro, che non si possa reagire e uscire dall’angolo in cui la destra ci vuole costringere facendo credere a chi è titubante che “non c’è alternativa”. L’alternativa c’è, eccome se c’è. E nelle pagine seguenti ve ne daremo conto attraverso le proposte e le testimonianze di chi facendo leva sulla propria vitalità e sensibilità, sul rifiuto del disumano si oppone quotidianamente allo stato delle cose determinato e imposto dalla destra. ---End text--- Author: Simona Maggiorelli Heading: Highlight: Il prossimo presidente della Repubblica potrebbe essere il candidato prescelto dagli eredi politici del repubblichino Almirante e del piduista Berlusconi Image:frustraziomente un ifetti: in difesto è il 17 Illustrazione di Chiara Melchionna -tit_org- I nuovi partigiani della democrazia -sec_org-
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Estratto da pag. 21 di "MATTINO AVELLINO" del 10 Oct 2025
»Pronti i manifesti di Cirielli suPd e M5S —»L'ex ministro verso la corsa a capolista «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno
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tp:ocr§§ Verso le elezioni Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori `L’ex ministro verso la corsa a capolista Pronti i manifesti di Cirielli su Pd e M5S «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno ` LO SCENARIO Dario De Martino La parola d’ordine è accelerare. Ufficializzata finalmente la candidatura di Edmondo Cirielli ora per il centrodestra c’è da impostare la campagna elettorale. A partire dalle liste. Ma non solo. Ci sono da definire anche staff, organizzazione della campagna elettorale, programma e appuntamenti elettorali. Insomma, tutto il necessario per far partire la «non semplice sfida» a Roberto Fico, come l’ha definita Fratelli d’Italia, annunciando la candidatura del viceministro degli Esteri. “MELONI PER CIRIELLI” Il primo tema sono le liste. Mancano solo due settimane al giorno della presentazione. Il candidato sta lavorando alla lista del presidente ma anche al complesso della coalizione che lo sosterrà. Sono cinque le formazioni sicure. “Giorgia Meloni per Cirielli” sarà il nome della lista del presidente. Poi ci saranno i simboli dei quattro partiti nazionali. Dovrebbe riuscire a comporre una lista anche la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi. Il nuovo Psi dovrebbe inserire alcuni dei suoi candidati (tra cui Francesco Mallardo e Felice Picariello) nella lista del presidente. Lo stesso Cirielli, intanto, lavora per portare nella lista anche personalità che vadano oltre i confini tradizionali dello schieramento di centrodestra. In questo contesto, ad esempio, non si fermano le indiscrezioni su un’intesa con l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa. Mentre a Caserta ci dovrebbe essere l’avvocato Luigi Roma. Per Salerno si fa il nome dell’ex consigliere regionale Salvatore Gagliano. FDI: SANGIULIANO CAPOLISTA Più avanti, ovviamente, le liste dei partiti. A partire da quella di Fratelli d’Italia. Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e oggi corrispondente Rai a Parigi, va verso la candidatura a capolista. Con lui nel cappello di lista ci sarà l’imprenditrice Ira Fele, moglie del deputato e coordinatore provinciale Michele Schiano di Visconti. Da definire la posizione del coordinatore cittadino Marco Nonno, decaduto nella scorsa legislatura da consigliere regionale in seguito alla condanna in Appello. La Cassazione ha rinviato a nuovo giudizio il suo procedimento. Lui si dice «a disposizione del partito». Oggi pomeriggio si riunirà la segreteria regionale del partito, magari se ne parlerà. Tra gli altri candidati si fanno i nomi di Adamo Guarino (già collaboratore di Cirielli), gli uscenti Cosimo Amente e Raffaele Pisacane e di Raffaele Barbato. A Salerno dovrebbe esserci l’uscente Nunzio Carpentieri, così come a Caserta punta alla riconferma l’uscente Alfonso Piscitelli. I PARTITI Anche gli altri partiti sono al lavoro. Domani, quando ci sarà anche l’ufficializzazione della candidatura di Cirielli insieme agli alleati, sarà a Napoli anche Maurizio Gasparri che inaugurerà la nuova sede regionale di Forza Italia in largo Principessa Pignatelli. La lista azzurra vedrà tra i protagonisti il vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, l’uscente Franco Cascone, il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia, il consigliere comunale di Napoli Salvatore Guangi e il medico Giuseppe Noschese, padre di Godzi. A Caserta, invece, ci sarà l’ex deluchiano Giovanni Zannini. Per la Lega c’è la mamma di Giògiò Daniela Di Maggio. In lista gli uscenti Severino Nappi, Carmela Rescigno, Antonella Piccerillo e Aurelio Tommasetti. Ma anche l’ex parlamentare Michela Rostan e l’ex europarlamentare salernitana Lucia Vuolo. Per Noi Moderati spicca il nome dell’avvocato e coordinatore a Napoli Riccardo Guarino. Ma la campagna elettorale è fatta anche e soprattutto di temi. Già pronti i primi 6x3. «Clientelismo e assistenzialismo» (in riferimento anche al reddito di cittadinanza) con i simboli di Pd e M5S, «Sviluppo e occupazione» con il logo di FdI. E la domanda: «Quale Campania vuoi?». Tra i temi più scottanti c’è sicuramente quello della sani
tà. Un primo assaggio si è avuto ieri. «I dati Gimbe certificano il totale fallimento di Vincenzo De Luca. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente», il senso comune delle dichiarazioni arrivate dai vari esponenti parlamentari di FdI. A proposito di deputati, ieri c’è stata una stretta di mano in aula a Montecitorio tra Cirielli e l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina. I due si sono soffermati in un lungo faccia a faccia che, dopo le scuse dell’altro giorno, chiude definitivamente la polemiche sulle vecchie chat del viceministro critiche nei confronti del Cavaliere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario DeMartino Heading: Highlight: A MONTECITORIO STRETTA DI MANO TRA IL CANDIDATO E MARTA FASCINA CHIUSO L’INCIDENTE SU BERLUSCONI Image:LA STRATEGIA Il candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli Su Gennaro Sangiuliano -tit_org- Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori -sec_org-
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Estratto da pag. 23 di "MATTINO BENEVENTO" del 10 Oct 2025
»>Pronti i manifesti di Cirielli suPde M5S = »L'ex ministro verso la corsa a capolista «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno
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io si è avuto ieri. «I dati Gimbe certificano il totale fallimento di Vincenzo De Luca. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente», il senso comune delle dichiarazioni arrivate dai vari esponenti parlamentari di FdI. A proposito di deputati, ieri c’è stata una stretta di mano in aula a Montecitorio tra Cirielli e l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina. I due si sono soffermati in un lungo faccia a faccia che, dopo le scuse dell’altro giorno, chiude definitivamente la polemiche sulle vecchie chat del viceministro critiche nei confronti del Cavaliere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario De Martino Heading: Highlight: A MONTECITORIO STRETTA DI MANO TRA IL CANDIDATO E MARTA FASCINA CHIUSO L’INCIDENTE SU BERLUSCONI Image:LA STRATEGIA Il candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli Su Gennaro Sangiuliano -tit_org- Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori -sec_org-
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Estratto da pag. 23 di "MATTINO CASERTA" del 10 Oct 2025
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io si è avuto ieri. «I dati Gimbe certificano il totale fallimento di Vincenzo De Luca. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente», il senso comune delle dichiarazioni arrivate dai vari esponenti parlamentari di FdI. A proposito di deputati, ieri c’è stata una stretta di mano in aula a Montecitorio tra Cirielli e l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina. I due si sono soffermati in un lungo faccia a faccia che, dopo le scuse dell’altro giorno, chiude definitivamente la polemiche sulle vecchie chat del viceministro critiche nei confronti del Cavaliere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario DeMartino Heading: Highlight: A MONTECITORIO STRETTA DI MANO TRA IL CANDIDATO E MARTA FASCINA CHIUSO L’INCIDENTE SU BERLUSCONI Image:LA STRATEGIA Il candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli Su Gennaro Sangiuliano -tit_org- Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori -sec_org-
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title§§ «Attrarre fondi e nuovi talenti per vincere l'oscurantismo» = «All'oscurantismo degli Usa dobbiamo rispondere attraendo fondi e talenti»
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Estratto da pag. 20 di "MATTINO DI PADOVA" del 10 Oct 2025
Il dibattito sul futuro della medicina dopo le scelte controverse del presidente Trump «|| metodo di Galileo va difeso contro i negazionisti: la ricerca è la nostra salvezza»
pubDate§§ 2025-10-10T04:56:00+00:00
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tp:ocr§§ a padova il festival salute «Attrarre fondi e nuovi talenti per vincere l’oscurantismo» La scienza sotto attacco «All’oscurantismo degli Usa dobbiamo rispondere attraendo fondi e talenti» Il dibattito sul futuro della medicina dopo le scelte controverse del presidente Trump «Il metodo di Galileo va difeso contro i negazionisti: la ricerca è la nostra salvezza» Il dibattito su medicina e le scelte Usa: «Difendiamo il metodo Galileo». FRANCESCHINI / PAGINE 20 E 21 L’attacco alla medicina e alla scienza da parte del presidente statunitense Donald Trump è stato il tema cruciale della seconda giornata del Festival della Salute, in corso a Padova fino a domani, nell’aula magna dell’università. L’inviata e editorialista di Repubblica Annalisa Cuzzocrea ha moderato il dibattito tra gli scienziati di caratura internazionale che hanno accolto l’invito degli organizzatori, contribuendo con i loro interventi a supportare gli investimenti e lo sviluppo della ricerca scientifica e medica, in un momento storico che ne vede minacciate le fondamenta. «C’è una platea di esperti e cittadini che non accetta che l’ignoranza sia sinonimo di forza – ha detto la senatrice a vita Elena Cattaneo, docente di Farmacologia all’Università Statale di Milano – Spero che, tra i presenti, in realtà la fiducia continui ad essere alta. La scienza è un metodo per studiare, capire, analizzare come stanno le cose intorno a noi. Abbiamo iniziato a star meglio da quando, secoli fa, abbiamo iniziato a ragionare sui problemi, che vanno scomposti e analizzati, accettando poi i risultati che escono dai laboratori. Le prove scientifiche valgono più delle nostre idee. È facile, a parole, cercare di negare l’evidenza scientifica e i fatti, ma la verità è che l’autismo non è in correlazione con i vaccini, il paracetamolo non provoca l’autismo e il Covid era un virus e si è combattuto con i vaccini». Ad evidenziare il dispiacere rispetto al nuovo approccio alla ricerca manifestato dall’attuale amministrazione americana, è stato Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca: «Sono stato felice quando ho avuto notizia della consegna del Nobel per la chimica a Omar Yaghi, scienziato che ha costruito polimeri che intrappolano inquinanti. È un palestinese che, quando studiava nella scuola primaria, non aveva la luce per studiare, e si è poi innamorato della chimica, arrivando poi negli Usa, un Paese accogliente all’epoca dei suoi studi. Lì, Omar ha lavorato e ha fatto il suo percorso. Questo dovrebbe essere il nostro sogno condiviso, quello di attirare cervelli e metterli nelle condizioni di fiorire e l’America dovrebbe tornare ad essere il motore trainante della ricerca scientifica internazionale». Lucia Del Mastro, direttrice della Clinica di Oncologia medica dell’ospedale San Martino di Genova, ha posto l’accento sul rischio che il mancato investimento nella ricerca medica e scientifica rappresenta per l’intera umanità: «La ricerca oncologica ha fatto enormi passi avanti grazie agli studi fatti negli Usa. Negli anni ’80 un ricercatore costruì un farmaco che ha rappresentato l’inizio dell’oncologia di precisione. Perdere tutto questo è un danno per l’umanità irrimediabile. La scienza è fatta di collaborazione e, nel momento in cui si ostacola l’interazione tra ricerca europea e ricerca Usa, tutta la comunità subisce una perdita». Ha proseguito, approfondendo il tema della collaborazione tra scienziati di Paesi diversi, il presidente del Centro nazionale di terapia genica e farmaci a Rna, Rosario Rizzuto: «Dobbiamo spingere in tutti i modi per tutelare le forme di collaborazione planetaria e per aiutare i colleghi statunitensi ad uscire da questa situazione. Il nostro Paese deve continuare a investire nella scienza e dobbiamo fare attenzione al pensiero, assolutamente sbagliato, che la tecnologia possa sostituire la scienza: la prima è uno strumento per supportare la ricerca, che resta comunque il vero pilastro». — ---End text--- Author: Eva Franceschini Heading: Highlight: ELENA CATTANEO Le prove scientifiche valgono p
iù delle nostre idee. Non si possono negare le evidenze Basta dire che i vaccini possono provocare l’autismo» ROSARIO RIZZUTO «Dobbiamo spingere in tutti i modi per tutelare le forme di collaborazione planetaria e aiutare i colleghi statunitensi ad uscire da questa situazione» LUCIA DEL MASTRO «Nel momento in cui si ostacola l’interazione tra ricerca europea e ricerca Usa tutta la comunità subisce una pesante perdita» Alberto Mantovani: «Il nostro sogno dovrebbe essere quello di attirare cervelli e metterli nelle condizioni di fiorire» OGGI C’È MICHELA MARZANO COME ISCRIVERSI AGLI EVENTI La filosofa e scrittrice è attesa nel pomeriggio alle 17.25 a Palazzo del Bo per parlare con Stefania Aloia di disagio degli adolescenti Ci si può prenotare l’iscrizione ai diversi panel in agenda inquadrando il QrCode e registrandosi sul sito web del Festival di Salute Image:Il presidente Donald Trump Qui sopra un’immagine dell’aula magna durante l’incontro con Luca Zaia e sotto il panel sulla scienza sotto attacco da sinistra Rosario Rizzuto, Lucia Del Mastro, Alberto Mantovani, Elena Cattaneo e Annalisa Cuzzocrea IL PROGRAMMA DI OGGI E DI DOMANI OGGI MATTINA La salute si costruisce Aula Magna dell'Università di Padova (9.30-13.00) TITOLO INCONTRO RELATORI MODERATORE La salute si costruisce .... E si comincia a tavola Aureliano Stingi intervista registrata di Cinzia Lucchelli Nicola Ferri Antonella Celano, Roberta Ramonda, Alessandra Salierno Carlo Ratti Elisa Manacorda Letizia Gabaglio 9:30 Cuore: prima che si ammali 9:50 Malattie reumatologiche: non siamo cittadini di serie B 10:25 Intelligenti e inclusive: le città che sogniamo 11:00 Alcol e sesso: cosa fare Giovanni Addolorato, Anna Teresa Palamara Ambra Giovannetti, Rachele 11:30 Sclerosi multipla: oltre i limiti, la vita possibile Michelacci, Paola Perini 12:00 La medicina nell'età della tecnica Umberto Galimberti Gabriele Beccaria Elvira Naselli Letizia Gabaglio Gabriele Beccaria POMERIGGIO La salute si costruisce (14.30-18.30) 14:30 Il cuore salvato dall'intelligenza artificiale 14:50 Corpi che ballano 15:25 Vitamina D: ossa, muscoli e non solo 15:45 Antibiotici: si, no, quando 16:35 Salute: il diritto non è uguale per tutti 17:05 Bulli digitali 17:25 Il disagio degli adolescenti: non lasciamoli soli Francesco Musumeci Federico Mereta Lella Costa Marco Di Monaco, Paola Minghetti Daniela Minerva Irma D'Aria Matteo Bassetti Nino Cartabellotta Monica Bastiani, Valentina Giacalone Michela Marzano Federico Mereta Daniela Minerva Giulia Cimpanelli Stefania Aloia SOIRÉE Aula Magna dell'Università di Padova 18:15 Eros Edoardo Prati DOMANI Raffaella De Santis MATTINA Tumori: le nuove cure e la vita dei pazienti Aula Magna dell'Università di Padova (09.30-13.00) 9:30 Tumori: la frontiera 10:00 Fumo: il costo della vita 10:25 Così le E-cig causano malattie gravi che danneggiano anche i vostri figli 10:30 Age pride 11:00 Il diritto di essere curati, sempre Piero Carninci, Stefano Piccolo, Anna Sapino Franco Perrone Erika von Mutius 11:25 Tumori gastrici: aperta la strada per curarli 11:55 Mangiare poco allunga la vita Lidia Ravera Francesca Patriarca, Giuseppe Toro Francesca Bergamo, Riccardo Caccialanza, Claudia Santangelo Venki Ramakrishnan 12:00 La scienza del dimagrire Ezio Di Flaviano, Roberto Vettor Daniela Minerva Elvira Naselli Intervista registrata di Tiziana Moriconi Daniela Minerva Elisa Manacorda Irma D'Aria Intervista registrata di Valeria Pini Federico Mereta POMERIGGIO La scienza che ci salva la vita Aula Magna dell'Università di Padova (14.30-18.00) 14:30 A cosa serve la scienza 15:00 La ricerca che crea valore 15:35 Scompenso cardiaco. Cuore stanco 16:05 Virus respiratorio sinciziale Una difesa per i bambini 16:30 Un mondo senza Aids 17:00 Dislessico famigliare 17:20 Manifesto per il lavoro 17:45 La ricerca che crea lavoro 18:05 Arrivederci Giorgio Parisi, Marino Zerial Gennaro Daniele, Chiara De Marchi, Giovanna Scroccaro Stefano Carugo, Salvatore Di Somma, Elena Murelli Eugenio Baraldi, Luca Sbrogiò Gabriele Beccaria Let
izia Gabaglio Annamaria Cattelan, Marco Falaguasta, Diego Passoni Giampaolo Morelli, Gloria Bellicchi Emma Ruzzon Francesco Ciscato, Antonio Santocono, Guido Saracco, Rachele Scarpa Sergio Giordani Letizia Gabaglio Vittorio Lingiardi e Federica Fracassi Daniela Minerva Letizia Gabaglio Irma D'Aria Valeria Pini Daniela Minerva Federico Ferrazza Daniela Minerva SOIRÉE Teatro Verdi (19-20) 19:00 Corpo, umano -tit_org- «Attrarre fondi e nuovi talenti per vincere l’oscurantismo» «All’oscurantismo degli Usa dobbiamo rispondere attraendo fondi e talenti» -sec_org-
tp:writer§§ Eva Franceschini
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title§§ La Basilicata litiga sulla sanità
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Estratto da pag. 17 di "MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA" del 10 Oct 2025
Le accuse incrociata sui dati diffusi dal'allarmante rapporto Gimbe
pubDate§§ 2025-10-10T07:31:00+00:00
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tp:ocr§§ LO SCONTRO TRA LE FORZE POLITICHE SUI 60MILA LUCANI CHE NON SI CURANO La Basilicata litiga sulla sanità Le accuse incrociata sui dati diffusi dal’allarmante rapporto Gimbe “C irca 60 mila lucani nel 2024 hanno rinunciato alle cure. Per rendere l’idea, è come se tutti gli abitanti di Potenza o Matera avessero rinunciato alle cure. Si tratta di un allarme sociale senza precedenti”. Così il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, in una nota sul rapporto Gimbe diffuso l’altro ieri. “Questo dato - ha aggiunto il dirigente dem, criticando la Giunta lucana di centrodestra - è la chiusura tombale a quegli spifferi imbarazzanti che, alle nostre considerazioni sul fallimento del duo BardiLatronico (presidente della Giunta e assessore alla Sanità, ndr), obiettavano con i presunti problemi ereditati dal passato o dal Covid. Riportiamo la verità e iniamola con la politica politicante, lasciamo ai circensi questa nobile e godibile arte, così come quella del sorriso che portano i pagliacci”. “Ai 60 mila lucani che rinunciano alle cure – ha continuato Lacorazza - si unisce l’aumento dei lucani che nel 2024 si sono curati fuori regione, 100 milioni di euro delle compensazioni ambientali del petrolio tolti alle imprese e al lavoro per chiudere i de icit dell’ultimo biennio in sanità, il non rispetto dei Livelli Essenziali di Prestazioni, tra cui segnaliamo i lunghi tempi di intervento ‘salvavita’ emergenza-urgenza del 118. Parlare di liste d’attesa è quasi inutile perché sulla pelle dei cittadini è tutto scritto. E questo nonostante le competenze e il sacri icio del personale medico, a cui va il nostro ringraziamento e di cui dobbiamo idarci. Ma va messo in condizione di lavorare al meglio”. Nel suo ultimo rapporto la Fondazione Gimbe “boccia per l’ennesima volta la gestione della sanità lucana, evidenziando come questa inef icienza abbia prodotto percentuali elevatissime di lucani che rinunciano alle cure”. Lo sostiene l’onorevole Arlando Lomuti (M5S), secondo il quale “se l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, de inisce fuorviante la lettura dei dati, sono gli stessi numeri uf iciali del Ministero della Salute che mostrano un peggioramento evidente nei servizi sanitari lucani, in particolare nell’assistenza territoriale”. “La Basilicata - ha sottolineato il deputato pentastellato ha ottenuto 52 punti su 100 nell’assistenza distrettuale, la parte del sistema che riguarda i medici di famiglia, i pediatri, le cure domiciliari e gli ambulatori. La soglia minima (cioè appena suf iciente) per essere in regola con i Livelli essenziali di assistenza è 60 punti. Averne 52 signi ica insuf icienza e, pertanto, dificoltà nei servizi più vicini ai cittadini, con inequivocabili conseguenze, come più attese, minore assistenza a domicilio e maggiori disuguaglianze tra aree urbane e interne. I dati non sono opinioni: ogni punto perso rappresenta una persona che aspetta una visita o una cura. La Basilicata deve tornare sopra i 60 punti nell’assistenza territoriale e il cittadino deve recuperare iducia nella sanità pubblica, con decisioni concrete e veriicabili”, ha concluso Lomuti. “Alla critica costruttiva di Gimbe ci stiamo, per carità. Non ci stiamo alla strumentalizzazione che ne deriva. Il bicchiere è mezzo pieno e lo si sta riempiendo tutto. Fate lavorare il governo regionale e l’assessore Latronico». Così il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto, sul rapporto Gimbe diffuso ieri. Secondo il dirigente FdI, “i numeri riportati vanno letti con equilibrio e con il rispetto dovuto alla complessità del sistema sanitario. La Basilicata non è una regione in emergenza, ma una realtà che sta lavorando per rafforzare la rete dei servizi e migliorare la qualità dell’assistenza. I dati Gimbe si riferiscono al 2023 e rappresentano una fotograia superata: nel frattempo la Regione ha avviato un percorso di riforma con nuove Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali e un piano di assunzioni che porterà oltre 1.600 nuove
unità nel triennio 2025-2027”. “È scorretto – prosegue Quarto – utilizzare un’analisi tecnica per alimentare polemiche politiche. Questo rapporto non può diventare l’occasione per le opposizioni di colpire chi, con serietà e metodo, sta portando avanti un lavoro complesso di riorganizzazione e rilancio del sistema sanitario lucano. La sanità della Basilicata sta cambiando e merita di essere giudicata per i progressi, non per i pregiudizi. Il sistema sanitario regionale è un cantiere aperto che sta producendo risultati concreti. Le criticità non si negano, ma si affrontano giorno per giorno con responsabilità e programmazione. La Basilicata - conclude il coordinatore lucano di FdI - non è il fanalino di coda, ma una regione che si sta rialzando, passo dopo passo”. “I dati vanno letti con attenzione, non strumentalizzati. Parlare di ‘60.000 lucani che rinunciano alle cure’, senza contestualizzare, rischia di offrire una rappresentazione parziale e fuorviante dello stato della sanità in Basilicata, alimentando un clima di allarmismo che non aiuta il percorso di rilancio in atto”. Lo dichiara il presidente della Prima Commissione del Consiglio regionale, Francesco Fanelli (Lega), in una nota sul rapporto Gimbe diffuso ieri. Secondo Fanelli, che è stato assessore regionale alla Sanità nell’ultima parte della precedente legislatura, conclusasi nella primavera 2024, “il nostro sistema sanitario, come quello di molte altre regioni, è uscito fortemente provato dagli anni postpandemici, ma ha intrapreso un percorso di recupero che sta dando segnali concreti: nuove assunzioni, riduzione dei tempi di attesa in alcune aree, potenziamento dei servizi territoriali, attivazione di strutture previste dal Pnrr. Sottolineare le dif icoltà è giusto, ma - ha aggiunto il consigliere regionale - è altrettanto doveroso riconoscere ciò che si sta costruendo. È in atto un percorso di riassetto e rafforzamento che, con continuità e responsabilità, deve proseguire”. “Andare avanti con serietà, senza creare allarmismi, è il modo più corretto - ha concluso Fanelli - per rispettare cittadini e operatori sanitari e per costruire una sanità pubblica all’altezza delle esigenze della nostra comunità”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Basilicata litiga sulla sanità -sec_org-
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title§§ Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori
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Estratto da pag. 21 di "MATTINO NAPOLI" del 10 Oct 2025
»>Pronti i manifesti di Cirielli suPde M5S = »L'ex ministro verso la corsa a capolista «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno
pubDate§§ 2025-10-10T03:15:00+00:00
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tp:ocr§§ Le Regionali, il centrodestra Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori `L’ex ministro verso la corsa a capolista Pronti i manifesti di Cirielli su Pd e M5S «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno ` LO SCENARIO Dario De Martino La parola d’ordine è accelerare. Ufficializzata finalmente la candidatura di Edmondo Cirielli ora per il centrodestra c’è da impostare la campagna elettorale. A partire dalle liste. Ma non solo. Ci sono da definire anche staff, organizzazione della campagna elettorale, programma e appuntamenti elettorali. Insomma, tutto il necessario per far partire la «non semplice sfida» a Roberto Fico, come l’ha definita Fratelli d’Italia, annunciando la candidatura del viceministro degli Esteri. “MELONI PER CIRIELLI” Il primo tema sono le liste. Mancano solo due settimane al giorno della presentazione. Il candidato sta lavorando alla lista del presidente ma anche al complesso della coalizione che lo sosterrà. Sono cinque le formazioni sicure. “Giorgia Meloni per Cirielli” sarà il nome della lista del presidente. Poi ci saranno i simboli dei quattro partiti nazionali. Dovrebbe riuscire a comporre una lista anche la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi. Il nuovo Psi dovrebbe inserire alcuni dei suoi candidati (tra cui Francesco Mallardo e Felice Picariello) nella lista del presidente. Lo stesso Cirielli, intanto, lavora per portare nella lista anche personalità che vadano oltre i confini tradizionali dello schieramento di centrodestra. In questo contesto, ad esempio, non si fermano le indiscrezioni su un’intesa con l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa. Mentre a Caserta ci dovrebbe essere l’avvocato Luigi Roma. Per Salerno si fa il nome dell’ex consigliere regionale Salvatore Gagliano. FDI: SANGIULIANO CAPOLISTA Più avanti, ovviamente, le liste dei partiti. A partire da quella di Fratelli d’Italia. Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e oggi corrispondente Rai a Parigi, va verso la candidatura a capolista. Con lui nel cappello di lista ci sarà l’imprenditrice Ira Fele, moglie del deputato e coordinatore provinciale Michele Schiano di Visconti. Da definire la posizione del coordinatore cittadino Marco Nonno, decaduto nella scorsa legislatura da consigliere regionale in seguito alla condanna in Appello. La Cassazione ha rinviato a nuovo giudizio il suo procedimento. Lui si dice «a disposizione del partito». Oggi pomeriggio si riunirà la segreteria regionale del partito, magari se ne parlerà. Tra gli altri candidati si fanno i nomi di Adamo Guarino (già collaboratore di Cirielli), gli uscenti Cosimo Amente e Raffaele Pisacane e di Raffaele Barbato. A Salerno dovrebbe esserci l’uscente Nunzio Carpentieri, così come a Caserta punta alla riconferma l’uscente Alfonso Piscitelli. I PARTITI Anche gli altri partiti sono al lavoro. Domani, quando ci sarà anche l’ufficializzazione della candidatura di Cirielli insieme agli alleati, sarà a Napoli anche Maurizio Gasparri che inaugurerà la nuova sede regionale di Forza Italia in largo Principessa Pignatelli. La lista azzurra vedrà tra i protagonisti il vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, l’uscente Franco Cascone, il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia, il consigliere comunale di Napoli Salvatore Guangi e il medico Giuseppe Noschese, padre di Godzi. A Caserta, invece, ci sarà l’ex deluchiano Giovanni Zannini. Per la Lega c’è la mamma di Giògiò Daniela Di Maggio. In lista gli uscenti Severino Nappi, Carmela Rescigno, Antonella Piccerillo e Aurelio Tommasetti. Ma anche l’ex parlamentare Michela Rostan e l’ex europarlamentare salernitana Lucia Vuolo. Per Noi Moderati spicca il nome dell’avvocato e coordinatore a Napoli Riccardo Guarino. Ma la campagna elettorale è fatta anche e soprattutto di temi. Già pronti i primi 6x3. «Clientelismo e assistenzialismo» (in riferimento anche al reddito di cittadinanza) con i simboli di Pd e M5S, «Sviluppo e occupazione» con il logo di FdI. E la domanda: «Quale Campania vuoi?». Tra i temi più scottanti c’è sicuramente quell
o della sanità. Un primo assaggio si è avuto ieri. «I dati Gimbe certificano il totale fallimento di Vincenzo De Luca. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente», il senso comune delle dichiarazioni arrivate dai vari esponenti parlamentari di FdI. A proposito di deputati, ieri c’è stata una stretta di mano in aula a Montecitorio tra Cirielli e l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina. I due si sono soffermati in un lungo faccia a faccia che, dopo le scuse dell’altro giorno, chiude definitivamente la polemiche sulle vecchie chat del viceministro critiche nei confronti del Cavaliere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario De Martino Heading: Highlight: A MONTECITORIO STRETTA DI MANO TRA IL CANDIDATO E MARTA FASCINA CHIUSO L’INCIDENTE SU BERLUSCONI Image:LA STRATEGIA Il candidato governatore Edmondo Cirielli; accanto Gennaro Sangiuliano -tit_org- Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori -sec_org-
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title§§ Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori
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Estratto da pag. 25 di "MATTINO SALERNO" del 10 Oct 2025
»>Pronti i manifesti di Cirielli suPde M5S = »L'ex ministro verso la corsa a capolista «Ora basta con assistenzialismo e clientele» meloniani incerti sulla candidatura di Nonno
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io si è avuto ieri. «I dati Gimbe certificano il totale fallimento di Vincenzo De Luca. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente», il senso comune delle dichiarazioni arrivate dai vari esponenti parlamentari di FdI. A proposito di deputati, ieri c’è stata una stretta di mano in aula a Montecitorio tra Cirielli e l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina. I due si sono soffermati in un lungo faccia a faccia che, dopo le scuse dell’altro giorno, chiude definitivamente la polemiche sulle vecchie chat del viceministro critiche nei confronti del Cavaliere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario De Martino Heading: Highlight: A MONTECITORIO STRETTA DI MANO TRA IL CANDIDATO E MARTA FASCINA CHIUSO L’INCIDENTE SU BERLUSCONI Image:LA STRATEGIA Il candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli Su Gennaro Sangiuliano -tit_org- Fdi boccia sanità e sussidio Sangiuliano scalda i motori -sec_org-
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title§§ Liste d'attesa infinite per le visite: «Stanziati fondi per risolvere»
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Estratto da pag. 43 di "MESSAGGERO ABRUZZO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T01:35:00+00:00
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tp:ocr§§ Liste d’attesa infinite per le visite: «Stanziati fondi per risolvere» IL CASO Le liste di attesa, con le note lungaggini e criticità, incombono come una mannaia sui cittadini e a volte capita che gli esami diagnostici, le visite o gli esami strumentali siano rimandati alle calende greche alimentando anche il fenomeno di chi rinuncia a curarsi: a detta del Gimbe in Abruzzo, nel 2024, «il 12,6% ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie», un dato per la verità contestato dalla stessa assessore Nicoletta Verì. Allora la Asl di Teramo, che nei suoi documenti e delibere ha peraltro ammesso «importanti criticità, in relazione ad alcune prestazioni bersaglio che non possono essere, in alcun modo, contrastate con la produzione istituzionale resa possibile con i fattori produttivi disponibili» attinge dal proprio bilancio con più di 300 mila euro (per il momento senza il finanziamento del governo, ndr) per contrastare il fenomeno e vara un piano operativo straordinario per la riduzione delle liste di attesa centrato sulle sedute aggiuntive. Circonvallazione Ragusa vuole prendere il toro per le corna e abbattere le criticità: cioè le prime visite dermatologiche, oculistiche, fisiatriche e ortopediche, mentre sul fronte degli esami strumentali critica è la situazione riguardante l’erogazione di ecografie ed ecocolordoppler, come riportato nella recente delibera n. 1609. Essa mette in evidenza come sul fenomeno pesi anche l’invecchiamento della popolazione, che insieme alla cronicità del fenomeno stesso impatta fortemente sulla domanda di prestazioni che peraltro cresce esponenzialmente. Negli esercizi precedenti, in seguito alla fase pandemica i Piani operativi erano stati finanziati dal governo centrale nel 2025, e ora in attesa di tale finanziamento l’Asl ha deciso di finanziare, con risorse proprie, un piano straordinario di sedute aggiuntive. Lo scopo è la riduzione dei tempi di attesa, relativamente a visite mediche ed esami strumentali: il Piano straordinario di recupero consentirà nella seconda metà dell’anno di recuperare circa 4.500 prestazioni ambulatoriali. In aggiunta, la carenza di medici si fa sentire. Dinanzi ad una domanda di prestazioni crescente, le Asl, nonostante i limiti di spesa imposti dal Piano di rientro economico, sono costrette a varare misure straordinarie, finalizzate all’incremento dell’offerta. Un segnale chiaro e forte da parte dell’Asl Teramo che, negli ultimi anni, con le risorse finanziarie e umane a disposizione, ha cercato in tutti i modi di affievolire un fenomeno diffuso e che caratterizza l’intero Paese. «La Regione e le Aziende sanitarie abruzzesi – dichiara il dirigente delle liste di attesa, Gianni Di Giacomantonio – stanno moltiplicando i propri sforzi per affievolire una problematica di tipo strutturale, che deve essere affrontata con la massima consapevolezza e con le necessarie risorse. La direzione generale dell’Asl Teramo ritiene la questione centrale, rispetto alla propria azione». Maurizio Di Biagio © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Maurizio Di Biagio Heading: Highlight: LA ASL HA PREVISTO UN PIANO STRAORDINARIO E MESSO A DISPOSIZIONE OLTRE 300MILA EURO AL VAGLIO SOLUZIONI ANCHE DALLA REGIONE Image:Il dirigente del Cup della Asl, Gianni Di Giacomantonio -tit_org- Liste d’attesa infinite per le visite: «Stanziati fondi per risolvere» -sec_org- Teramo
tp:writer§§ Maurizio Di Biagio
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title§§ Vincenzo De Luca
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Estratto da pag. 4 di "METROPOLIS NAPOLI" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ Vincenzo De Luca I dati forniti dalla fondazione Gimbe certificano le difficoltà della sanità in Campania: la nostra regione è fanalino di coda in Italia per aspettativa di vita. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Vincenzo De Luca -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ L'aspettativa di vita più bassa d'Italia è in Campania
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Estratto da pag. 5 di "METROPOLIS NAPOLI" del 10 Oct 2025
Nella nostra regione si vive in media 81,7 anni, altrove 83,4 Ormai l'8,6% dei cittadini dichiara di rinunciare alle cure
pubDate§§ 2025-10-10T04:56:00+00:00
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tp:ocr§§ L’aspettativa di vita più bassa d’Italia è in Campania Nella nostra regione si vive in media 81,7 anni, altrove 83,4 Ormai l’8,6% dei cittadini dichiara di rinunciare alle cure In Campania, nel 2023 (anno in cui sono stati moFKOECVKKETKVGTKFKTKRCTVQ KN (QPFQ UCPKVCTKQ PC\KQPCNG (UP RTQ ECRKVGKPTGIKQPG ¨ UVCVQ RCTK C GWTQ .QEQOWPKECNCHQPFC\KQPG Gimbe, che ha diffuso l’otVCXQ TCRRQTVQ UWN 5GTXK\KQ UCPKVCTKQPC\KQPCNG 4KURGVVQCN NC4GIKQPGJCTGIKUVTCVQWPKPETGOGPVQFGN (UP RTQ ECRKVG FK GWTQ UWRGTKQTGCNNCOGFKCPC\KQPCNG FK GWTQ 0GN KPXGEG NC%CORCPKCJCTKEGXWVQ GWTQ RTQ ECRKVG EKHTC KPHGTKQTG CNNC OGFKC PC\KQPCNG FK GWTQ ?3WGUVC RGPCNK\\C\KQPG TKEQTFC )KODG EQPUGIWG CN ETKVGTKQ FGOQITCHKEQ RQPFGTCVQRGTGV WPCRQRQNC\KQPGRK¹IKQXCPG?RGUC? KPHCVVK OGPQ KP VGTOKPK FK HCDDKUQIPQUVCPFCTF? LA RINUNCIA ALLE CURE 0GN N? FGKEKVVCFKPK QNVTG OKNCRGTUQPG JC FKEJKCTCVQFKCXGTTKPWPEKCVQ C WPC Q RK¹ RTGUVC\KQPK UCPKVCTKG OGFKC+VCNKC EQP WP KPETGOGPVQ FK RWPVK RGTEGPVWCNK TKURGVVQ CN .?CURGVVCVKXCFKXKVC CNNC PCUEKVC FCVK ¨ RCTKC CPPK OGFKCPC\KQPCNG NC%CORCPKC¨ WNVKOCVTCNGTGIKQPKKVCNKCPG +PTGNC\KQPGCNRGTUQPCNG UCPKVCTKQ PGN CNKXGNNQ TGIKQPCNG UK TGIKUVTCPQ WPKV FKRGTUQPCNGQIPKOKNNGCDKVCPVK OGFKC+VCNKC OGFKEKFKRGPFGPVKQIPK OKNNG CDKVCPVK +VCNKC KPHGTOKGTK FKRGPFGPVK QIPK OKNNG CDKVCPVK +VCNKC +N TCRRQTVQ OGFKEK KPHGTOKGTK¨RCTKC OGFKC +VCNKC +P TGNC\KQPG CN 2PTT KPXGEG FCVK #IGPCU CN IKWIPQ G EJG TKIWCTFCPQUGTXK\KGUVTWVVWTG OPCP\KCVK EQP TKUQTUG 2PTT G EQP TKUQTUG FKXGTUG FCN2PTT SWGUVCNCUKVWC\KQPGGURQUVCFC)KODG 2GTNG ECUGFGNNCEQOWPKV CHTQPVGFKWPCRTQITCOOC\KQPG EQORNGUUKXC FK %CUG FK %QOWPKV CN IKWIPQ PGUUWPC JC CVVKXCVQ CNEWP UGTXK\KQ 2GT NG EGPVTCNK QRGTCVKXG VGTTKVQTKCNK CN IKWIPQ KN ¨ RKGPCOGPVG HWP\KQPCPVG G EGTVKOECVQ 2GTINKQURGFCNK FKEQOWPKV CHTQPVGFKWPC RTQITCOOC\KQPG EQORNGUUKXCFK QURGFCNKFKEQOWPKV CN IKWIPQ UQNQ WPQ ¨UVCVQFKEJKCTCVQ CVVKXQFCNNC4GIKQPG In Campania, nel 2023 KN RWPVGIIKQ VQVCNG FGINK CFGORKOGPVK FGNNC 4GIKQPG CK .KXGNNK 'UUGP\KCNK FK UUKUVGP\C .GC QXXGTQNG RTGUVC\KQPKEJGKN5UPGTQIC ITCVWKVCOGPVG Q VTCOKVG KN RCICOGPVQ FK WP VKEMGV ¨ FK RWPVGIIKQ OCUUKOQ 5GEQPFQ N?CPCNKUK Gimbe, la Campania si poUK\KQPC GUKOC VTC NG TGIKQPKGRTQXKPEGCWVQPQOG GF ¨ TKUWNVCVC CFGORKGPVG UGEQPFQ KN 0WQXQ 5KUVGOC FK)CTCP\KC 0UI 4KURGVVQ CN CPPQKPEWKNC4GIKQPG¨TKUWNVCVCEQOWPSWG KPCFGORKGPVG PGN KN RWPVGIIKQ VQVCNG FGNNC 4GIKQPG¨OKINKQTCVQ 5WN HTQPVG FGNNC OQDKNKV UCPKVCTKC PGN UKTKNGXCWP UCNFQPGICVKXQ RCTKC OKNKQPKGWTQ KPCWOGPVQFK OKNKQPKTKURGVVQCN PEQTC RGT K OGFKEK FK OGFKEKPCIGPGTCNG KNOCUUKOCNGFK CUUKUVKVKXKGPG UWRGTCVQPGN FGKECUK CHTQPVGFKWPCOGFKCPC\KQPCNGRCTKCN +NPWOGTQ OGFKQFKCUUKUVKVKRGTOGFKEQ FK OGFKEKPC IGPGTCNG CNN? IGPPCKQ PGNN?KPVGTC TGIKQPG¨RCTKC OGFKC PC\KQPCNG 5GEQPFQ NC UVKOC )KODG EJGJCVGPWVQKPEQPUKFGTC\KQPG KN TCRRQTVQ QVVKOCNG RCTK C OOI QIPK CUUKUVKVK CNN? IGPPCKQ KP TGIKQPG OCPECPQ OGFKEK FK OGFKEKPC IGPGTCNGG VTCKN GKN K OGFKEK FK HCOKINKC KP TGIKQPGUKUQPQTKFQVVKFGN .C OGFKC PC\KQPCNG FGNNC TKFW\KQPG ¨ RCTK CN 0GN K RCTVGEKRCPVK CN EQPEQTUQ PC\KQPCNG RGT KN EQTUQ FK HQTOC\KQPG URGEKOEC KP OGFKEKPC IGPGTCNG UQPQUVCVKUWRGTKQTKCKRQUVK FKURQPKDKNK ECPFKFCVK TKURGVVQ CNNG DQTUG HKPCP\KCVG OGFKC +VCNKC +POPG RGT K RGFKCVTK FK NKDGTC UEGNVC HCEGPFQ TKHGTKOGPVQ CN TCRRQTVQ QVVKOCNG FK WPQ QIPK CUUKUVKVK UGEQPFQ SWCPVQ RTGXKUVQFCNN?WNVKOQCEEQTFQ EQNNGVVKXQ PC\KQPCNG CNN? IGPPCKQ UKUVKOCWPC ECTGP\C FK RGFKCVTK FK NKDGTCUEGNVCGFGPVTQKN KP TCIIKWPIGTCPPQN?GV di pensionamento di 70 CPPK +N PWOGTQ OGFKQ FK CUUKUVKVK¨RCTKC UQVVQNC OGFKCPC\KQPCNG GCN di sotto del massimale sen\CFGTQIJG +N FGINK CUUKUVKVK KP ECTKEQ CK RGFKCVTK FK NKDGTC UEGNVC JC RK¹FK CPPK OGFKCPC\KQPCNG +PIGPGTCNGKN EGTVKOEC WP?+VCNKC URCEECVC UQNQ 4GIKQPKTKURGVVCPQK.KXGNNK 'UUGP\KCNK FK UUKUVGP\C RTGUVC\KQP
K G UGTXK\K FC ICTCPVKTGCVWVVKKEKVVCFKPK ITCVWKVCOGPVG Q RTGXKQ RCICOGPVQFKWPVKEMGV N 5WFUKUCNXCPQUQNQ2WINKC %CORCPKCG5CTFGIPC .C ECTVKPC CN VQTPCUQNG FGINK adempimenti Lea è la moDKNKV UCPKVCTKCEJGPGN XCNGQNVTG? OKNKCTFK 'OKNKC 4QOCIPC .QODCTFKCG 8GPGVQTCEEQNIQPQKN FGN UCNFQ CVVKXQ OGPVTG KN FGN UCNFQ RCUUKXQ UK EQPEGPVTCKP 4GIKQPKFGN 5WF DTW\\Q %CNCDTKC %CORCPKC 2WINKC 5KEKNKC GPGN.C\KQ EJGTGIKUVTCPQ WP UCNFQ PGICVKXQ QNVTG ? OKNKQPK ?.GEQPUGIWGP\G FK SWGUVC RGTOCPGPVG ?HTCVVWTC UVTWVVWTCNG? VTC 0QTF G 5WF UK TKHNGVVQPQ anche nell’aspettativa di XKVCEJGKPVWVVGNG4GIKQPK FGN /G\\QIKQTPQ ¨ RCTK Q KPHGTKQTGCNNCOGFKCPC\KQPCNG .G UVKOG +UVCV RGT KN KPFKECPQ WPC OGFKC PC\KQPCNGFK CPPKEQP PGVVG FKHHGTGP\G TGIKQPCNK FCINK CPPK FGNNC 2TQXKPEKCCWVQPQOCFK6TGPVQ CINK FGNNC %CORCPKC WP ICR FK DGP CPPK? UK NGIIGPGNTCRRQTVQ ? ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: LA CIFRA PRO CAPITE RICEVUTA DAL FSN Rispetto alla media nazionale di 2.181 la Campania riceve 46 € pro capite in meno. LA PERCENTUALE DI CHI RINUNCIA ALLE CURE Oltre 481mila persone in Campania hanno rinunciato a una o più prestazioni. L’ASPETTATIVA DI VITA PIù BASSA D’ITALIA L’aspettativa di vita in Campania è di 81,7 anni, la più bassa d’Italia (media 83,4). Image: -tit_org- L’aspettativa di vita più bassa d’Italia è in Campania -sec_org-
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title§§ «Tra i primi nelle performance»; «Legga il Gimbe»
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Estratto da pag. 6 di "MONFERRATO" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ Sanità otta e risposta tra iboldi ossi «Tra i primi nelle performance»; «Legga il Gimbe» Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le egioni italiane con le migliori performance sanitarie . Lo afferma l’assessore regionale alla Sanità Federico iboldi, commentando i dati del apporto GIMB sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale presentato giorni fa oma. Il Piemonte sottolinea iboldi mantiene l’adempienza piena ai L A, confermando un posto tra le prime in Italia in tutte le aree prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme . ltre alla continuità nei L A, il apporto GIMB evidenzia elementi di forza strutturali spesa sanitaria privata sotto controllo a tutela dell’universalismo e dell’equità di accesso saldo netto della mobilità che passa da meno 19 milioni di euro a meno 5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo Sanitario lettronico e iniziative di telemedicina. Tuttavia, l’assessore non ignora le sfide Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese . Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario egionale 2025-2030, già in fase avanzata La nostra azione sarà chiara conclude iboldi consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale . La replica del PD regionale Ma il P non ci sta Cirio e iboldi replica il consigliere regionale omenico ossi - leggano bene il rapporto GIMB . L’esito è sempre lo stesso serve più personale, basta guardare i numeri relativi a MMG, PLS, gettonisti e persone che rinunciano alle cure. Il rapporto della Fondazione GIMB è durissimo, ma fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato. Cos aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga. Si tratta di un attacco durissimo alle scelte del governo Meloni e alla propaganda che la destra continua a mettere in campo sul tema del diritto alla salute dichiara il consigliere em. Continua ossi Solo l’assessore iboldi sembra non accorgersene e continua a descrivere una realtà lontana dai problemi dei piemontesi. Snocciola dati, ma dimentica di dire alcune cose prima di tutto che la qualità delle cure in Piemonte è possibile grazie all’abnegazione degli operatori, nonostante i disastri del governo e che la nostra regione rispetta l’erogazione e adempie i parametri L A ininterrottamente dal 2010. Che secondo quanto riportato nel rapporto in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri di libera scelta e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48 del valore complessivo dei contratti per i gettonisti a livello nazionale con un valore assoluto più alto (115,2 milioni di euro contro 105 milioni dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024 siamo a più di 390 mila incalza ossi. P.L. ROL. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Performance sanitarie. Botta e risposta tra l’assessore Riboldi e Rossi (PD) -tit_org- «Tra i primi nelle performance»; «Legga il Gimbe» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ «Medici di famiglia Una vera emergenza»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003234007185.PDF
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Estratto da pag. 58 di "NAZIONE PISA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T05:31:00+00:00
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tp:ocr§§ «Medici di famiglia Una vera emergenza» Irene Galletti (Cinque Stelle) «I numeri del rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale rivelano che da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi e a causa dei tagli dello Stato le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi. Per la Toscana, in particolare, l’allarme è sui medici di famiglia». E’ preoccupata la leader toscana del Movimento 5 stelle, Irene Galletti, che si candida nel collegio pisano: «La nostra Regione è fatta di tanti piccoli e bellissimi borghi e paesini che non sono attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai toscani che vivono a Castellina Marittima, Pomaia, Casciana Terme, Lari o Riparbella, dove poter scegliere il medico di famiglia è un privilegio. Però chi abita nei piccoli paesi paga le tasse come chi abita a Pisa e ha diritto ad essere assistito bene e sul territorio». Per questo, promette Galletti, «quando guideremo la Regione porteremo le nostre soluzioni: la medicina generale deve essere integrata nella medicina territoriale e la Regione deve investire nelle Case della Salute che vanno terminate, laddove i lavori messi in campo grazie al Pnrr non sono stati ancora ultimati, e ripopolate, laddove sono state costruite ma sono ancora vuote per mancanza di personale«. Ma, secondo Galletti, «Lo Stato deve assumere nuovi medici e la Scuola di Specializzazione deve essere aperta anche a chi ancora non esercita per permettere di ampliare più velocemente la platea dei medici di famiglia: saranno poi gli stessi medici a decidere, una volta terminata la specializzazione, se rimanere nel vecchio sistema a partita Iva o farsi assumere in una Casa della Salute». ---End text--- Author: Redazione Heading: Irene Galletti (Cinque Stelle) Highlight: Image:Irene Galletti Cinque Stelle -tit_org- «Medici di famiglia Una vera emergenza» -sec_org-
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§---§
title§§ Sanità, spunta l'idea di pagare di più i medici fedeli al Ssn
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Estratto da pag. 19 di "NT ENTI LOCALI" del 10 Oct 2025
Indennità di esclusività più pesante, Assunzioni: piano da 30mila ingressi
pubDate§§ 2025-10-10T04:14:00+00:00
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tp:ocr§§ Personale Sanità, spunta l'idea di pagare di più i medici fedeli al Ssn Indennità di esclusività più pesante. Assunzioni: piano da ÇÎò³²à ingressi di Marzio Karloloni 09 Ottobre 2025 Un "premio" a quei medici che giurano fedeltà al Servizio sanitario nazionale, potenziando la cosiddetta indennità di esclusività che vincola già oggi i camici bianchi a lavorare solo negli ospedali pubblici anche quando fanno la libera professione (la cosiddetta intramoenia). Questa l'ultima idea su cui si punta per rendere di nuovo attrattivo il Ssn. L'indennità come detto è già presente nelle buste paga dei medici e varia nel suo importo in base all'anzianità: ora al ministero della Salute si lavora per renderla più pesante anche per dare un segnale preciso a chi decide di non fuggire dal Ssn, come stanno invece già facendo da anni molti camici bianchi. L'idea di aumentare questa voce - invece che l'indennità di specificità presente in tutte le buste paga dei medici comprese quelle di chi fa libera professione fuori dal Ssn - è una delle misure che potrebbe vedere la luce nella legge di bilancio tra quelle destinate al personale che è la priorità numero uno del ministro della Salute Grazio Schillaci. Il nodo ovviamente è la copertura visto che a esempio per finanziare un aumento netto in busta paga di 200 euro servirebbero circa 500 milioni. Per questo in queste ore si sta lavorando per affinare gli interventi che poi vedranno la luce nel testo atteso in consiglio dei ministri cercando di far bastare la coperta che come sempre è troppo corta. L'asticella delle risorse in più nella manovra per la Sanità per il 2026 balla già da settimane tra i 2 e i 2,5 miliardi, con il ministro Schillaci che spera di chiudere come minimo a metà del range e cioè a 2,2 miliardi. Una dote in più non scontata: Fanno scorso si era partiti con l'obiettivo di ottenerne 3 in più per poi scoprire, con il testo della legge di bilancio in mano che ce n'erano meno della metà a disposizione. Stavolta però le richieste dovrebbero andare in porto, anche se rischiano di non essere sufficienti per tutte le priorità portate al tavolo del Mef nelle settimane scorse. L'altra priorità riguarda gli infermieri che sono quelli che mancano di più: per questo il piano sulle assunzioni da circa çîò³³à ingressi - anticipato nei giorni scorsi dal Sole 24 ore - dovrebbe privilegiare il comparto sanitario che ne assorbirebbe 25mila. Per gli infermieri si parla anche di un aumento dell'indennità di specificità e la possibilità di fare libera professione come fanno già oggi i medici. In pista anche risorse per le liste d'attesa. Il nodo delle risorse mai sufficienti è emerso anche ieri alla presentazione del rapporto annuale Gimbe secondo il quale negli ultimi tré anni, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono stati a carico delle famiglie, con un italiano su dieci costretto a rinunciare alle cure. «Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pii del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 miliardi nel 2025 e quasi io nel 2026. Chi mette le risorse che mancano?», ha detto ieri la segretaria Pd, Elly Schlein. -tit_org- Sanità, spunta l’idea di pagare di più i medici fedeli al Ssn -sec_org-
tp:writer§§ Marzio Bartoloni
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§---§
title§§ "Non siamo in emergenza sanitaria" Il punto di Latronico sui dati Gimbe
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101003234107186.PDF
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Estratto da pag. 6 di "NUOVA DEL SUD" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T05:31:00+00:00
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tp:ocr§§ “Non siamo in emergenza sanitaria” Il punto di Latronico sui dati Gimbe POTENZA - “La narrazione secondo cui 60 mila lucani rinunciano alle cure perché la sanità è scadente è fuorviante. Il problema è complesso e riguarda l’accessibilità economica, l’organizzazione del sistema nazionale e le disuguaglianze territoriali. La Basilicata, pur con le sue sfide, non è una regione in emergenza sanitaria, ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità”. Lo dichiara l’assessore regioanle alla Sanità Cosimo Latronico, commentando i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe. “Si tratta di dati - dice Latronico- che meritano una riflessione più ampia e meno allarmistica. È fondamentale chiarire che non si tratta di un problema di qualità del sistema sanitario lucano, ma di accessibilità e condizioni socioeconomiche che influenzano la fruizione dei servizi. Il numero citato è una stima basata su percentuali generali e non su rilevazioni dirette. Secondo altri dati Gimbe, riferiti sempre al 2023, la percentuale di rinuncia alle cure in Basilicata era del 6,7%, inferiore alla media nazionale del 7,6%. Questo dimostra che la Basilicata, pur con le sue criticità, non è tra le regioni peggiori in termini di accesso alle cure. La Basilicata, inoltre, è tra le poche regioni del Sud ad aver rispettato i Lea, ovvero gli standard minimi di assistenza sanitaria garantiti a tutti i cittadini. Questo è un indicatore oggettivo della qualità del servizio sanitario regionale che non può essere ignorato o confuso con i problemi di accesso”. “La rinuncia alle cure - prosegue l’asssessore - è un fenomeno che colpisce tutto il Mezzogiorno, non solo la Basilicata. È legato a fattori strutturali come i redditi più bassi e la spesa sanitaria privata pro-capite inferiore (377 euro in Basilicata contro i 730 di media nazionale). Anche la carenza di personale medico e infermieristico incide, ma la Regione Basilicata, che sta investendo in un modello di cura vicino alle persone, ha previsto 1.623 nuove assunzioni tra medici, infermieri e personale sanitario nel corso del 2025. Il problema, dunque, non è la qualità della sanità lucana. È l’accessibilità. È il fatto che in una terra dove il reddito medio è più basso e la spesa sanitaria privata è la metà di quella nazionale, anche una visita può diventare un lusso. È il fatto che il sistema sanitario nazionale, non solo quello lucano, è storicamente sottofinanziato, sotto stress e sotto organico. La Regione Basilicata non sta a guardare- conclude Latronico - sta investendo, sta assumendo, sta digitalizzando. E soprattutto, sta ascoltando”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- “Non siamo in emergenza sanitaria” Il punto di Latronico sui dati Gimbe -sec_org-
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title§§ Riboldi: «Piemonte virtuoso secondo il rapporto Gimbe»
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Estratto da pag. 19 di "PANORAMA DI NOVI" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ SANITÀ L’impegno sulla riduzione delle liste d’attesa Riboldi: «Piemonte virtuoso secondo il rapporto Gimbe» ¦ «Il Piemonte si conferma tra le Regioni più virtuose d’Italia per qualità e affidabilità del suo sistema sanitario». Così l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commenta i dati contenuti nel settimo Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato a Roma. «Come si legge nel rapporto, nel 2021 – sottolinea Riboldi – la nostra Regione ha ottenuto 197 punti nel monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), posizionandosi tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un risultato che certifica la solidità del nostro sistema, anche a fronte delle gravi difficoltà attraversate negli ultimi anni». Oltre all’adempienza LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia altri elementi di forza del Piemonte: il saldo positivo nella mobilità sanitaria interregionale, a conferma della fiducia dei cittadini anche di altre Regioni; la spesa sanitaria privata sotto controllo, inferiore alla media nazionale, che tutela l’equità di accesso; la riduzione di quasi un punto percentuale delle famiglie che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie tra il 2022 e il 2023; e il progresso nella digitalizzazione sanitaria, con investimenti significativi sul Fascicolo Sanitario Elettronico e l’innovazione tecnologica. «Questi numeri – prosegue l’Assessore – non ci autorizzano a rallentare. Anzi, ci spingono ad accelerare il percorso di riforma già avviato. Dobbiamo affrontare con determinazione le liste d’attesa, la carenza di personale e il potenziamento della rete territoriale, valorizzando anche il lavoro straordinario svolto dai nostri operatori sanitari». Riboldi conferma che questi risultati saranno integrati nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 20252030, attualmente in fase di elaborazione: «Un piano che metterà al centro le persone con nuovi ospedali, più sanità ed equità territoriale e forte innovazione a partire dal nuovo CUP integrato con intelligenza artificiale». (red.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Sono risultati che ci incoraggiano, ora avanti con il nuovo Piano Socio Sanitario e la nuova edilizia sanitaria ospedaliera e territoriale Image:SANITÀ L Ribo seco -tit_org- Riboldi: «Piemonte virtuoso secondo il rapporto Gimbe» -sec_org-
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title§§ «Smascherata la propaganda»
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Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ Dal deputato proposta di un piano in cinque punti per rilanciare il sistema «Smascherata la propaganda» Lomuti (M5S) dopo il report Gimbe: «Il peggioramento anche nei dati del ministero» «La Fondazione GIMBE è un’organizzazione no-profit indipendente che da oltre 20 anni favorisce la diffusione e applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indi- pendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità». È quanto scrive in una nota intitolata “smascherata la propaganda sulla qualità della sanità lucana” l’onorevole Arnaldo Lomuti “M5S”. «Nell’ultimo rapporto la fondazione boccia per l’ennesima volta la gestione della sanità lucana, evidenziando come questa inefficienza abbia prodotto percentuali elevatissime di lucani che rinunciano alle cure. Se l’assessore alla Salute della Regione, Latronico, definisce fuorviante la lettura dei dati, sono gli stessi numeri ufficiali del Ministero della Salute che mostrano un peggioramento evidente nei servizi sanitari lucani, in particolare nell'assistenza territoriale. La Basilicata ha ottenuto 52 punti su 100 - scrive Lomuti - nell’assistenza distrettuale, la parte del sistema che riguarda i medici di famiglia, i pediatri, le cure domiciliari e gli ambulatori. La soglia minima (cioè appena sufficiente) per essere in regola con i Livelli Essenziali di Assistenza è 60 punti». E ancora: «Averne 52 significa insufficienza e, pertanto, difficoltà nei servizi più vicini ai cittadini, con inequivocabili conseguenze, come più attese, minore assistenza a domicilio e maggiori disuguaglianze tra aree urbane e interne. Il rapporto segnala una perdita di 19 punti generali rispetto al 2022. Tra i cali più marcati in Italia. Le aree della prevenzione (68 punti) e dell’assistenza ospedaliera (69 punti) restano sopra soglia, ma senza miglioramenti significativi. In sanità, la stabilità non basta: se il territorio si indebolisce, anche gli ospedali ne pagano le conseguenze». Per misurare se le cose cambiano davvero, Lomuti propone un «cruscotto pubblico« sui tempi di attesa delle cosiddette prime 20 prestazioni, cioè le visite ed esami più richiesti: ecografie, TAC, risonanze, mammografie, colonscopie; visite cardiologiche, ortopediche, ginecologiche, oculistiche, principali esami del sangue ed ECG. «Un monitoraggio mensile, semplice da consultare, permetterebbe a cittadini e media di verificare in modo trasparente se i tempi si stanno riducendo». Il piano di rilancio indicato dal deputato punta su cinque leve: «più assistenza domiciliare e Case di Comunità; riduzione delle attese con prenotazioni trasparenti; incentivi per i giovani medici di famiglia; rilancio della prevenzione con screening e vaccinazioni; rafforzamento dei servizi che oggi spingono molti lucani a curarsi fuori regione». «I dati non sono opinioni- sottolinea Lomuti ogni punto perso rappresenta una persona che aspetta. La Basilicata deve tornare sopra i 60 punti nell’assistenza territoriale e il cittadino deve recuperare fiducia nella sanità pubblica». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Lomuti -tit_org- «Smascherata la propaganda» -sec_org-
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title§§ «Sulla sanità guardiamo anche ai miglioramenti»
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Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T03:41:00+00:00
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tp:ocr§§ Fanelli e Quarto: «Riconoscere ciò che è stato fatto» «Sulla sanità guardiamo anche ai miglioramenti» «I dati vanno letti con attenzione, non strumentalizzati. Parlare di “60.000 lucani che rinunciano alle cure”, senza contestualizzare, rischia di offrire una rappresentazione parziale e fuorviante dello stato della sanità in Basilicata, alimentando un clima di allarmismo che non aiuta il percorso di rilancio in atto». Lo dichiara il Presidente della Prima Commissione Consiliare e già assessore alla sanità, Francesco Fanelli, che continua: «Il nostro sistema sanitario, come quello di molte altre regioni, è uscito fortemente provato dagli anni post-pandemici, ma ha intrapreso un percorso di recupero che sta dando segnali concreti: nuove assunzioni, riduzione dei tempi di attesa in alcune aree, potenziamento dei servizi territoriali, attivazione di strutture previste dal PNRR. Sottoli- Fanelli neare le difficoltà è giusto, ma è altrettanto doveroso riconoscere ciò che si sta costruendo. È in atto un percorso di riassetto e rafforzamento che, con continuità e responsabilità, deve proseguire». «Andare avanti con serietà, senza creare allarmismi, è il modo più corretto - conclude Fanelli - per rispettare cittadini e operatori sanitari e per costruire una sanità pubblica all’altezza della nostra comunità». «Alla critica costruttiva di Gimbe ci stiamo, per carità. Non ci stiamo alla strumentalizzazione che ne deriva. Il bicchiere è mezzo pieno e lo si sta riempiendo tutto. Fate lavorare il governo regionale e l'assessore Latronico». Così il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Piergiorgio Quarto, replica ai dati diffusi dalla Fondazione Gimbe. «I numeri riportati – spiega Quarto – vanno letti con equilibrio e con il rispetto dovuto alla complessità del sistema sanitario. La Basilicata non è una regione in emergenza, ma una realtà che sta lavorando per rafforzare la rete dei servizi e migliorare la qualità dell’assistenza. I dati Gimbe si riferiscono al 2023 e rappresentano una fotografia superata: nel frattempo la Regione ha avviato un percorso di riforma con nuove Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali e un piano di assunzioni che porterà oltre 1.600 nuove unità nel triennio 2025-2027. È scorretto – prosegue – utilizzare un'analisi tecnica per alimentare polemiche politiche. Questo rapporto non può diventare l'occasione per le opposizioni di colpire chi, con serietà e metodo, sta portando avanti un lavoro complesso di riorganizzazione e rilancio del sistema sanitario lucano. La sanità della Basilicata sta cambiando e merita di essere giudicata per i progressi. Il sistema sanitario regionale – conclude Quarto – è un cantiere aperto. Le criticità non si negano, ma si affrontano con responsabilità e programmazione. La Basilicata non è il fanalino di coda, ma una regione che si sta rialzando, passo dopo passo». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Fanelli -tit_org- «Sulla sanità guardiamo anche ai miglioramenti» -sec_org-
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title§§ «Qui si rinuncia alle cure è ormai allarme sociale»
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Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ Lacorazza: «C’è poi pure chi va a curarsi altrove» «Qui si rinuncia alle cure è ormai allarme sociale» «Circa 60.000 lucani nel 2024 hanno rinunciato alle cure. Per rendere l’idea, è come se tutti gli abitanti di Potenza o Matera avessero rinunciato alle cure. Si tratta di un allarme sociale senza precedenti. Questo dato è la chiusura tombale a quegli spifferi imbarazzanti che, alle nostre considerazioni sul fallimento del duo Bardi-Latronico, obiettavano con i presunti problemi ereditati dal passato o dal Covid. Riportiamo la verità e finiamola con la politica politicante, lasciamo ai circensi questa nobile e godibile arte, così come quella del sorriso che portano i pagliacci». È quanto afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza. «Ai 60.000 lucani che rinunciano alle cure – prosegue Lacorazza - si unisce l’aumento dei lucani che nel 2024 si sono curati fuori regione, 100 milioni di euro delle compensazioni ambientali del petrolio tolti alle imprese e al lavoro per chiudere i deficit dell’ultimo biennio in sanità, il non rispetto dei Livelli Essenziali di Prestazioni, tra cui segnaliamo i lunghi tempi di intervento “salva-vita” emergenza-urgenza del 118. Parlare di liste d’attesa è quasi inutile perché sulla pelle dei cittadini è tutto scritto. E questo nonostante competenze e sacrificio del personale medico, a cui va il nostro ringraziamento. Ma va messo in condizione di lavorare al meglio». «E l’assessore Latronico – aggiunge l’esponente del Pd - invece di commentare i dati con umiltà prendendoli per quelli che sono, cioè allarmanti, dichiara che la lettura del rapporto della Fondazione GIMBE è fuorviante e adotta quattro furbizie politiche: primo, l’assessore dice che è un problema di “accessibilità” e non di qualità del sistema sanitario. Se non rispettassi la persona mi verrebbe da ironizzare, premettendo anche le scuse: ci è o ci fa? Premesso che la Fondazione GIMBE parla del 2024, non del 2023, e della Basilicata in cui c’è stato il più alto incremento della percentuale (oltre il 4%), ma davvero scherziamo? Il motivo è che i lucani hanno pochi soldi e quindi rinunciano o non accedono alle cure? Due volte la zappa sui piedi per un Bardi e un centrodestra che governano da 6 anni e mezzo. E poi, non sfuggendomi la sottigliezza della differenza e l’arzigogolo comunicativo utilizzato da Latronico, potrei citare l’art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”». Presenta il rapporto dell’ultimo anno provando a dire che la sua responsabilità è circoscritta a questo periodo di tempo, scaricando i precedenti assessori Leone e Fanelli. No no, caro Latronico, Bardi e il centrodestra governano da 6 anni e mezzo. Terzo. Sposta in avanti i termini degli investimenti che già nel 2024, appunto, avrebbero dovuto portare risultati. Sono circa 150 milioni, solo del PNRR, la cui messa a terra è stata ritardata. Quarto. La furbizia è dichiarare che si sta facendo una battaglia per avere più fondi in sanità. Noi siamo al suo fianco. Ma anche in questo caso è in ritardo, poiché giace in Consiglio una nostra proposta che chiede più risorse dal fondo sanitario nazionale e poi il riequilibrio verso le aree interne e appenniniche» ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Qui si rinuncia alle cure è ormai allarme sociale» -sec_org-
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title§§ «Luci e ombre della sanità»
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Estratto da pag. 6 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. REGGIO CALABRIA" del 10 Oct 2025
Il segretario Cisl Lavia interviene sui punti del Gimbe
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tp:ocr§§ «Luci e ombre della sanità» Il segretario Cisl Lavia interviene sui punti del Gimbe COSENZA – Il segretario della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia, è intervenuto all’indomani della pubblicazione del rapporto Gimbe sullo stato del sistema sanitario nazionale. Attraverso una nota Lavia, ha voluto approfondire i punti salienti inerenti l'ultimo rapporto Gimbe riferito al 2023. «Il documento, appena pubblicato - afferma il segretario - evidenzia luci e ombre della sanità calabrese nel contesto italiano. Se da un lato; condividiamo l’urgenza di incrementare, a livello nazionale, gli investimenti sulla sanità in rapporto al Pil; dall’altro percepiamo l’urgenza di uscire dal Commissariamento in modo da poter tornare a una gestione ordinaria. Così facendo, si creerebbero le condizioni per la rinegoziazione del piano di rientro volto al pagamento, fino al 2031, di circa 30 milioni annui di mutuo per ripianare il debito prodotto in passato». Lavia poi analizza il rapporto dal punto di vista calabrese, e spie- Il segretario Giusepp ga: «risulta subito evidente come ci sia stato un miglioramento dei punteggi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) nella nostra regione nel 2023, con un aumento di circa 41 punti, il più alto fra le regioni italiane. Si supera la soglia della sufficienza in due aree su tre: ospedaliera e prevenzione. Restano, però, sugli indicatori Lea diverse criticità, fra le quali ricordiamo, nell’area della prevenzione, il dato sugli screening di primo livello in un programma organizzato per mammella, cervice uterina, colon retto (punteggio 9,3, in lieve crescita ma ancora troppo basso). Il punteggio sull'area distrettuale è, invece, 40. Non si può negare quel dato incontrovertibile che ci vede rimanere fanalino di coda nella medicina del territorio. Da qui - rimarca- l’urgenza di attivare i servizi previsti nei 20 Ospedali di Comunità, ancora fermi e nelle 61 Case di Comunità, nelle quali sono partiti a singhiozzo in appena 4 strutture». Un passaggio poi sulle assunzioni: «essenziale arrivare a un piano di reclutamento straordinario del personale. I pronto soccorso calabresi sono intasati, in essi almeno il 50% degli accessi è improprio per una situazione vicina al collasso. Snocciolando qualche dato, si può vedere come la Calabria abbia 10,2 unità di personale ogni mille abitanti (in aumento rispetto alle 9,7 del 2022) confronto a una media nazionale e Lavia di 11,9 (15% in meno di personale). Mancano medici - conclude Lavia - nelle aree specialistiche, nelle guardie mediche e per le emergenze; abbiamo il 18% di infermieri in meno rispetto alla media nazionale: ecco il nocciolo del problema, la base dalla quale partire per arrivare a una quanto mai auspicabile inversione di rotta, a partire dal rafforzamento dell'azione di reclutamento avviata nell'ultimo biennio». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Il segretario Giuseppe Lavia -tit_org- «Luci e ombre della sanità» -sec_org-
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title§§ La salute al Sud vale di meno = La salute al Sud vale di meno
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Estratto da pag. 19 di "REPUBBLICA NAPOLI" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ La salute al Sud vale di meno La salute al Sud vale di meno LA VERSIONE DI BLANCA anità: in Campania arrivano meno fondi e si muore prima. Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia la grave condizione dell’assistenza ai malati. A a pagina 19 S anità: in Campania arrivano meno fondi e si muore prima. Il rapporto della Fondazione Gimbe denuncia la grave condizione dell’assistenza ai malati della nostra regione, che risulta tra le più colpite dall’assegnazione delle risorse: “Nel Mezzogiorno i cittadini hanno una assistenza peggiore e pagano tasse più alte”, è la sintesi del rapporto della Fondazione. Chissà se esiste pena, o almeno rimorso, per il furto di pezzi di vita. Dove sei nato? Nel Mezzogiorno. Allora spiace, ma i tuoi giorni sul mercato delle esistenze hanno subito una svalutazione. Un giorno qui vale un terzo dei giorni dell’altrove più sazio, un quarto se sei fortunato. Che vuoi farci: è la borsa, bellezza; d’altra parte, non lo sapevi già? Sono le leggi di mercatino, cara mia. Solo gli ammalati ricchi fanno tendenza: possono testimoniare rispetto e inclusione, possono parlare di battaglie vinte nelle trasmissioni televisive del pomeriggio. Che poi, traducendo negli spiccioli della quotidianità, i fondi minori sono i controlli che si diradano, gli accertamenti necessari che devono a?rontare file e file di mesi, le parti del corpo che vengono trascurate. “Cari polli di allevamento, in questa vostra vita sbatacchiata, che sembra una coda di lucertola tagliata”, nel 1978 ci avvertiva cantando Gaber, il profeta troppo profetico per fare davvero paura. Certo, si riferiva a ben altri tagli, ma le suggestioni fanno come credono, senza governo. I più maliziosi riconoscono nei vari allevamenti utili per produrre malattia a ritmi sempre più incalzanti e perdita costante del senso vitale: la perdita sgocciola insieme al liquido della flebo. A proposito di malattia, resta indimenticabile il racconto del 1939 di Dino Buzzati, “Sette piani”: un avvocato è protagonista di una permanenza speciale dal settimo al primo piano di una casa di cura. La posizione decrescente dipende dalla gravità della malattia; al settimo piano sono ricoverati i malati meno gravi, ma nella discesa verso il suolo i piani ospitano patologie sempre più impegnative. Buzzati, tra una burocrazia ospedaliera e l’altra, insinua con la sua maestria che l’ineluttabile comincia con la caduta nella vita, che la discesa fino al piano terra tocca a tutti, nessuno escluso. Eppure, a racconto finito, viene da pensare che il soggiorno nei vari piani cambia: nella “Montagna Incantata” che tutti dovremo scalare, anche al contrario come è stato detto, la permanenza dolorosa migliora se ti mettono in un letto e non in una barella. Il problema del rapporto del corpo con il tempo infatti torna anche nella montagna di Mann: chiunque sia stato anche per un breve periodo in un ospedale sa che già al secondo giorno il dettato dell’orologio si imbizzarrisce, segue ritmi che fuori non esistono, che fuori non sono possibili. Anche la nostra Valeria Parrella ci accompagna nella sospensione del tempo, in compagnia del dolore solitario, nel suo capolavoro, “Lo spazio bianco”. Chissà che direbbe Carlo Levi di questo rapporto della Fondazione Gimbe: Levi, da medico, in “Cristo si è fermato a Eboli” del 1945 già scriveva di disparità tra il nord e il sud di possibili cure, di abbandono del Mezzogiorno. Borges nella sua “Ballata di Manuel Flores” ci o?re il verdetto poetico più preciso: “Morire è essere nati”; il solito augurio, detto e ridetto, ci sale alla bocca dalla gola: sì, ma intanto, guariamo. S ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: PATRIZIA RINALDI Heading: LA VERSIONE DI BLANCA Highlight: Image: -tit_org- La salute al Sud vale di meno La salute al Sud vale di meno -sec_org-
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title§§ Silvestro: «È tempo della stagione del buon governo»
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Estratto da pag. 2 di "ROMA" del 10 Oct 2025
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tp:ocr§§ ANCHE MARTA FASCINA “BENEDICE” IL VICEMINISTRO. FDI: «CON EDMONDO DAREMO UNA SANITÀ PIÙ EFFICIENTE AI CAMPANI» Silvestro: «È tempo della stagione del buon governo» NAPOLI. Per la candidatura di Edmondo Cirielli in Campania per il centrodestra è arrivata la “benedizione” di Marta Fascina. L’incontro tra l’ultima compagna di Silvio Berlusconi e l’esponente di FdI è avvenuto durante la discussione alla Camera del caso Almasri. I due si sono stretti la mano e poi si sono soffermati in un lungo faccia a faccia. «Con convinzione e senso di responsabilità, abbiamo scelto di puntare su Edmondo Cirielli, che incarna equilibrio, competenza e visione. L’era di De Luca volge al termine: è tempo di una nuova stagione di buon governo, di efficienza, di opportunità per i giovani, di sviluppo per le imprese e di risposte per chi ogni giorno tiene in piedi questa terra. Forza Italia sarà protagonista, con la sua squadra e i suoi valori, nella coalizione di centrodestra che guiderà il cambiamento della Campania» dice il senatore Francesco Silvestro, segretario provinciale di Napoli di Forza Itali. «Pieno sostegno» alla candidatura di Cirielli arriva anche dalla segretaria cittadina di Napoli, Iris Savastano, e il gruppo consiliare al Comune. Intanto, attacchi al governatore Vincenzo De Luca arriva da Fratelli d’Italia. La deputata campana Imma Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Commissione Affari Sociali, commentando il rapporto Gimbe 2025 sullo stato del Servizio sanitario nazionale, accusa: «La sua narrazione è ormai scollegata dalla realtà. Con Cirielli restituiremo ai cittadini una sanità efficiente, moderna e più vicina alle persone. Il tempo degli slogan di De Luca è finito». Il parlamentare Marco Cerreto evidenzia: «Meno medici, meno infermieri, meno strutture e nessuna delle 191 case della comunità previste dal Pnrr è attiva. De Luca ha pensato più a garantire la propria successione politica, barattando il futuro dei campani con accordi di partito, che a risanare un sistema allo sbando». Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Domenico Matera e il deputato Gimmi Cangiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Silvestro: «È tempo della stagione del buon governo» -sec_org-
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§---§
title§§ «Certifica il fallimento di De Luca e dei 5 Stelle»
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Estratto da pag. 4 di "SANNIO QUOTIDIANO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T05:08:00+00:00
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tp:ocr§§ Matera sul rapporto della Fondazione Gimbe «Certifica il fallimento di De Luca e dei 5 Stelle»
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title§§ L'Ordine medici «Rinuncia a curarsi, basta» = «Rinunce alle cure: invertire la rotta»
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Estratto da pag. 16 di "T QUOTIDIANO" del 10 Oct 2025
di Simone Casciano 16 de Pretis (Medici): «Pesano le liste d ' attesa». Zanella (Pd): «Trend in peggioramento»
pubDate§§ 2025-10-10T04:56:00+00:00
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tp:ocr§§ L’Ordine medici «Rinuncia a curarsi, basta» di Simone Casciano 16 «Rinunce alle cure: invertire la rotta» de Pretis (Medici): «Pesano le liste d’attesa». Zanella (Pd): «Trend in peggioramento» Il dibattito Il presidente dell’Ordine: «Su 40 borse per medici di base solo 25 candidati» di Simone Casciano Q uei quarantamila trentini che hanno rinunciato alle cure, riportati nel più recente rapporto Gimbe, sono più che un semplice campanello di allarme, sono un monito che deve portare a un cambio di passo del sistema sanitario trentino, ne sono convinti il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella e Giovanni de Pretis, presidente dell’Ordine dei medici del Trentino. «Stiamo peggiorando» A preoccupare il consigliere dem è soprattutto il trend anno dopo anno, «che mostra una situazione di costante peggioramento. Pur rimanendo su punteggi migliori di altre regioni. Ora stanno venendo al pettine tutti i nodi delle scelte sbagliate fatte in passato». «Quel dato sulle rinunce alle cure è una denuncia del sistema sanitario, quanto della tenuta sociale del Trentino – osserva Zanella – Perché è evidente che quando si creano liste d’attesa, chi può si sposta sul privato, ma in un Trentino in cui le paghe sono ferme, e il costo della vita è altissimo, non tutti se lo possono permettere». Zanella si dice preoccupato guardando al futuro. «Queste rinunce alle cure sono visite mancate, esami saltati, prevenzione che non si fa. Sono cose che pagheremo con gli interessi negli anni successivi. Purtroppo arriverà il momento in cui misureremo quanto queste cure mancate ci saranno costate, in termini umani, ma anche economici». Secondo Zanella questo è il momento in cui «bisogna smetterla di cercare soluzioni tampone. Dobbiamo fermarci e, come sistema Trentino, metterci a un tavolo per pianificare la sanità di oggi e di domani. Delineando i bisogni della popolazione e quelli dei professionisti del settore. È il momento di confronto che chiediamo da 5 anni, che ora sarebbe doveroso per legge e che invece volevano far saltare con l’ordinanza di realizzazione dell’Asuit». «Più finanziamenti» Giovanni de Pretis, presidente dell’Ordine dei Medici, commenta i dati con toni preoccupati: «Sicuramente è un campanello d’allarme, non ci sono dubbi. È la testimonianza della difficoltà crescente nel dare risposte agli utenti, e quelli che pagano di più sono i più fragili». De Pretis individua una duplice chiave di lettura: da un lato i numeri confermano «la continuità con l’aumento delle persone in situazione di povertà», dall’altro pesano «problemi strutturali come le liste d’attesa». «Se si allungano i tempi — spiega — le persone fanno fatica ad accedere al sistema sanitario nazionale: c’è chi si rivolge al privato, ma chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. E questo lo paghiamo in termini di salute». Per il presidente, servono quindi «interventi di contrasto alla povertà e azioni concrete sui tempi di attesa», temi che rimandano anche al nodo del finanziamento e alla «carenza di medici». Le risorse, dice, sono fondamentali, «anche se certo esiste il tema delle richieste non appropriate, ma quello viene dopo». de Pretis sottolinea poi come la carenza dei medici di base sia oggi «un problema soprattutto del Nord Italia», dove «gli ospedali fanno concorrenza alla medicina generale». Rendere attrattiva la professione, secondo lui, è la chiave: «In Trentino pesa anche la geografia — spiega — trovare medici disposti a lavorare nei piccoli paesi è difficile. Qualcosa è stato fatto con gli ultimi contratti, ma serve di più. Non è solo una questione economica, ma anche di organizzazione». Critico sull’ipotesi di rendere i medici di medicina generale dipendenti, De Pretis osserva che «a quel punto molti preferirebbero lavorare in ospedale, dove sono più tutelati». Infine un dato concreto: «Pochi giorni fa abbiamo chiuso la selezione per il corso di formazione in medicina generale: c’erano 40 borse, ma i candidati ammessi sono stati solo 25 o 26. Non si coprono tutti i posti». Un segnale, conclude, che conferma la difficoltà di
attrarre nuovi professionisti, anche se «la Provincia ha fatto un passo avanti, aprendo una borsa aggiuntiva con lo stesso trattamento delle altre specializzazioni: un fatto positivo, ma non ancora sufficiente» ---End text--- Author: Simone Casciano Heading: Highlight: Image:Paolo Zanella Partito Democratico Giovanni de Pretis Ordine dei medici -tit_org- L'Ordine medici «Rinuncia a curarsi, basta» «Rinunce alle cure: invertire la rotta» -sec_org-
tp:writer§§ Simone Casciano
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§---§
title§§ L'Asl senza medici costretta a chiamare i camici in pensione
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Estratto da pag. 13 di "TEMPO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T02:09:00+00:00
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tp:ocr§§ MALASANITÀ A BRINDISI L’Asl senza medici costretta a chiamare i camici in pensione ••• Emergenza-medici all’Asl di Brindisi che, per superare l’urgenza, è costretta a «chiamare» in soccorso i camici bianchi in pensione. Perché «questa Azienda versa in una situazione di grave carenza di personale medico che rende difficoltoso il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e pregiudica l’offerta sanitaria ai cittadini, emergenza accentuata da situazioni contingenti che vedono ulteriormente ridursi il personale medico». Così ha scritto l’Asl brindisina nell’«Avviso pubblico di manifestazione di interesse per personale medico specializzato in quiescenza per le esigenze delle Unità operative delle diverse strutture dell’Asl Brindisi», che cerca l’ingaggio di medici in pensione a gettoni orari da 60 euro. Però sono tutti gli organici sanitari pugliesi a versare in condizioni deficitarie, come indicano gli ultimi 2 rapporti presentati dall’agenzia ministeriale Agenas e dalla Fondazione Gimbe. La Puglia, infatti, risulta la settima Regione con il numero di dipendenti più basso in proporzione alla popolazione (solo 105 ogni 10 mila abitanti: 26 in meno rispetto alla media nazionale di 131). Perché la Puglia risulta la sestultima Regione per il minor numero sia di medici (solo 1,74 ogni mille residenti a fronte di una media nazionale di 1,86) che di infermieri (soltanto 4,14 per mille abitanti contro la media italiana di 4,64). Ed è addirittura peggiore la situazione per quanto riguarda gli operatori socio-sanitari: è la quartultima regione italiana con solo 1,1 Oss per mille abitanti (1,3 la media della penisola). La Regione ha perduto anche 508 tra medici e pediatri di famiglia nell’ultimo decennio: 449 camici bianchi di base in meno oltre a 59 specialisti dell’infanzia persi. Una dotazione inferiore che contribuisce a spiegare le difficoltà di accesso alle cure e l’aumento delle rinunce registrato lo scorso anno: il 10,9% dei residenti, pari a ben 424 mila rinunciatari nel 2024 (+2,5% rispetto al 2023 secondo l’Istat). «Il netto aumento delle rinunce a visite specialistiche ed esami registrato nel 2024 è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa», spiega il Rapporto stilato dalla Fondazione Gimbe. Nel quale è indicato anche il costo della «mobilità sanitaria interregionale», che nel 2022 ha registrato un saldo negativo di 230,2 milioni di euro, in aumento di quasi 99 milioni rispetto al 2021. Perché sono sempre di più quelli che vanno a farsi curare nel centro-nord (2 miliardi e 330 milioni di rimborsi alle altre Regioni nell’ultimo decennio per le prestazioni rese ai pazienti puglie©RIPRODUZIONE RISERVATA si in trasferta). ---End text--- Author: ANTONIO SBRAGA Heading: Highlight: Image: -tit_org- L’Asl senza medici costretta a chiamare i camici in pensione -sec_org-
tp:writer§§ ANTONIO SBRAGA
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§---§
title§§ «Legge su obesità importante anche per salute riproduttiva»
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Estratto da pag. 14 di "MF" del 10 Oct 2025
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ «Legge su obesità importante anche per salute riproduttiva» «A ccogliamo con soddisfazione l’approvazione definitiva del Disegno di legge per la prevenzione e la cura dell’obesità, un risultato importante anche per la Ermanno Greco salute riproduttiva. L’obesità, infatti, ha conseguenze significative sulla fertilità, sia maschile sia femminile. La nuova legge, pertanto, è un primo decisivo passo verso un approccio sistemico e a 360° gradi a questa patologia, che deve poter coinvolgere più specialisti, le istituzioni, le comunità territoriali, per mettere in campo azioni coordinate di prevenzione e formazione, soprattutto a tutela delle nuove generazioni». Lo afferma il professor Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), commentando l’approvazione del Ddl sull’obesità, che viene in tal modo riconosciuta come una malattia. L'Italia è tra i primi paesi al mondo a dotarsi di una legge specifica per la prevenzione e la cura di questa patologia cronica e recidivante. (G. Ser.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Legge su obesità importante anche per salute riproduttiva» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Intervista a Giorgio Parisi - "Gli scienziati parlino con la gente il prestigio va conquistato"
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Estratto da pag. 35 di "REPUBBLICA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:13:00+00:00
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tp:ocr§§ “Gli scienziati parlino con la gente il prestigio va conquistato” Il nobel Parisi Scienza sotto attacco. Se ne parlerà a Padova al Festival di Salute con Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica 2021, e Marino Zerial, direttore scientifico dello Human Technopole (11 ottobre 14,30). Professor Parisi, si mette in discussione il valore dei vaccini e della ricerca biomedica. Perché? «È una combinazione di motivi. L’industria farmaceutica non fa beneficenza e in passato, in certi casi, ha provocato anche alcuni danni. Come nel caso del talidomide, quando emersero le prime evidenze la cosa fu nascosta. C’è poi un tentativo di corrompere i medici che porta a pensare che gli scienziati siano al soldo dell’industria farmaceutica. }Nella maggioranza dei casi non è} così. Chi pubblica articoli scientifici deve sempre dichiarare se c’è un conflitto d’interessi. E il consenso della comunità scientifica non si fonda mai su un singolo articolo ma coinvolge migliaia di esperti e la revisione di molti dati. Per quanto riguarda i vaccini contro Covid, migliaia di scienziati rividero le evidenze». In Italia, c’è un problema di rapporto tra la comunità scientifica e il governo? «Le cose non sono mai andate molto bene. Per fortuna, il ministro Schillaci ha annullato la nomina del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni in cui c’erano due componenti no vax. Il problema è che spesso il governo non consulta gli scienziati. In Inghilterra c’è un ufficio che rappresenta le competenze scientifiche. Da noi no». Come convincere l’opinione pubblica che senza ricerca non si possono combattere le malattie? «Gli scienziati credevano di avere prestigio e invece va conquistato. Devono parlare con le persone. Basterebbe dedicare alla comunicazione il 3 o 5% del proprio tempo. E va inserita l’Educazione sanitaria nei programmi scolastici. Un modo per fare prevenzione ed evitare allarmismi inutili». Parliamo di finanziamenti. La quota che Italia ed Europa destinano alla ricerca basta? «L’1,4% del Pil non basta. Ai tempi del Trattato di Lisbona, l’idea era arrivare al 3%. Oggi la Corea del Sud è al 4% e ottiene più produttività. L’Europa è indietro». Valeria Pini ---End text--- Author: Redazione Heading: Il nobel Parisi Highlight: Image: -tit_org- Intervista a Giorgio Parisi - "Gli scienziati parlino con la gente il prestigio va conquistato" -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ I tumori femminili e le nuove terapie l futuro delle cure è già tra noi
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Estratto da pag. 24 di "STAMPA" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T05:08:00+00:00
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tp:ocr§§ Festival di Salute I tumori femminili e le nuove terapie Il futuro delle cure è già tra noi L’oncologa Anna Sapino all’evento del Gruppo Gedi: ecco i frutti della ricerca più avanzata C urare meglio, con meno. Prendiamo il tumore al seno, per esempio. Oggi disponiamo di decine di terapie - vecchie, nuove, nuovissime - che possono essere combinate, date in sequenza, prolungate nel tempo. Questa realtà ha permesso di raggiungere importanti risultati in termini di riduzione del rischio di recidive e di aumento della sopravvivenza. In media. E il punto è proprio questo: in mezzo alla media ci sono donne che potrebbero essere trattate meno, ottenendo gli stessi vantaggi, e, anzi, riducendo gli effetti avversi che si vanno sommando nel tempo. Ma come riconoscerle? Questa è una delle grandi domande della nuova oncologia personalizzata, che va, via via, affinando gli strumenti per “stratificare” i pazienti. E cioè identificare chi ha davvero bisogno di trattamenti più prolungati o aggressivi, e chi no. I medici la chiamano de-escalation. «È una domanda clinica urgente e per questo abbiamo lanciato un nuovo progetto di ricerca traslazionale, i cui risultati, quindi, possano essere rapidamente applicati nella pratica clinica», dice Anna Sapino, direttore scientifico dell’Istituto di Candiolo - Irccs, che domani, alle 9.30, sarà ospite del Festival di Salute nel talk intitolato “Tumori: la frontiera”. «In particolare riprende Sapino - per le donne con un carcinoma mammario in stadio precoce, e quindi operabile, vogliamo comprendere quando sia possibile ridurre i trattamenti sia prima sia dopo la chirurgia. Mi riferisco, per esempio, alla terapia ormonale che da protocollo, oggi, viene prescritta fino a 10 anni dopo l’intervento». Il progetto di cui parla Sapino si chiama “Odeon” (acronimo di “Optimization of De-EscalatiON strategies in early breast cancer”) ed è finanziato grazie ai fondi del 5 per mille della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Si basa su un approccio multidisciplinare che mette insieme dati clinici, genomici, radiomici (che provengono dalle immagini radiologiche) e anche patomici (derivanti dall'analisi dei tessuti); il tutto, ovviamente, analizzato con algoritmi di Intelligenza Artificiale. La ricerca durerà tre anni e ha finalità estremamente concrete: sviluppare e validare nuovi metodi di analisi delle cellule tumorali e delle immagini radiologiche da introdurre nella routine clinica, ossia una diagnostica morfologica e molecolare integrata di nuova generazione. «Il fine ultimo del progetto “Odeon” è quello di disegnare il giusto equilibrio tra terapia necessaria a seconda della vulnerabilità clinica, effetti collaterali delle terapie e qualità di vita della paziente». Tutto parte dai tessuti freschi conservati nella Biobanca vivente di Candiolo, struttura al centro di un altro grande progetto e di una visione ancora più futuristica: quella di utilizzare gli organoidi (piccoli tumori in 3D che crescono in vitro) per costruire gemelli virtuali dei pazienti. «La Biobanca metterà in collegamento tutti i nostri progetti di ricerca - spiega Sapino -: Candiolo ha una grande esperienza nella creazione di organoidi e nel prossimo futuro faremo un passo ulteriore, ricostruendo anche il microambiente tumorale, fondamentale per comprendere l’evoluzione delle neoplasie. Questi organoidi serviranno, quindi, come modelli viventi per le sperimentazioni, anche per testare i farmaci. Per ciascun campione e per ciascun organoide saranno, infatti, registrati i dati molecolari e clinici completi della persona da cui provengono. Alla fine useremo le informazioni come pezzi di un puzzle assemblato con estrema attenzione per dare vita ai cosiddetti “digital twin”: copie in silico, virtuali, di pazienti reali». Quella dei gemelli digitali è, infatti, l’altra grande sfida dell’oncologia del futuro, una corsa a cui partecipano molti centri di ricerca, in Italia e all’estero. L’idea è di poter avere modelli da cui estrapolare dati affidabili e sui quali fare sperimentazioni senza neanche più “toccare” i p
azienti. Per esempio, per riuscire a prevedere il percorso della malattia, il rischio di recidiva e la risposta ai diversi e possibili trattamenti in modo sempre più preciso. E poi agire di conseguenza nelle corsie dell’ospedale, quelle vere. A fare da modello per il progetto pilota dei “digital twin” sarà proprio il tumore del seno: «Molti hanno questo obiettivo ambizioso - commenta la professoressa -. La nostra peculiarità è di avere all’interno tutte le competenze necessarie. Il progetto prevede, inoltre, un investimento in tecnologie e in professionalità informatiche per la creazione del “data lake” in cui far confluire tutti i dati e per lo sviluppo di tool di valutazione del rischio più avanzati di quelli oggi esistenti. Le pazienti che vorranno - conclude Sapino - potranno contribuire a questo grande progetto e avere, in futuro, il loro gemello digitale». — ---End text--- Author: TIZIANA MORICONI Heading: Highlight: Con i gemelli digitali sarà possibile studiare i pazienti senza nemmeno toccarli All’Istituto di Candiolo un progetto per analizzare le cellule malate con l’IA Image:Sul palco Anna Sapino è direttore scientifico dell’Istituto di Candiolo - Irccs. Professoressa di Anatomia Patologica e direttrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’ Università di Torino è presidente di IIGM, l’Italian Institute for Genomic Medicine Approccio multidisciplinare: è la logica della ricerca biomedica, dal laboratorio al letto del malato -tit_org- I tumori femminili e le nuove terapie l futuro delle cure è già tra noi -sec_org-
tp:writer§§ TIZIANA MORICONI
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title§§ L'arte come linguaggio di rinascita per la Giornata Mondiale della Salute Mentale
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001776405953.PDF
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Estratto da pag. 23 di "TEMPO" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:13:00+00:00
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tp:ocr§§ L’artecomelinguaggiodirinascitaperlaGiornataMondialedellaSaluteMentale SAN RAFFAELE MONTE COMPATRI arte dà conforto, speranza, purifica dalle ansie, sospende il tempo del disagio portando in un’altra dimensione, più serena e tranquilla. Da tempo ormai è assodato l’utilizzo dell’arte come terapia, sia nella parte contemplativa con visite a musei e mostre che nella parte attiva, esercitando la pittura. Proprio su quest’ultima via si pone la Casa di Cura San Raffaele di Monte Compatri che, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, presenta il progetto «L’arte che cura», un’iniziativa, promossa dal Reparto di Psichiatria e patrocinata dal Comune dei Castelli Romani, che intende valorizzare l’espressione artistica come strumento terapeutico e L’ di inclusione sociale. Il progetto nasce nell’ambito dei laboratori riabilitativi del reparto e si propone di integrare l’intervento clinico con percorsi creativi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Del resto, secondo gli ultimi Rapporti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oltre un miliardo di persone nel mondo convive con disturbi mentali come ansia e depressione. «L’aumento del disagio mentale negli ultimi anni - spiega il Dott. Andrea Diamanti, Responsabile della Residenza Psichiatrica del San Raffaele Montecompatri - è stato particolarmente significativo nelle donne ma soprattutto nei giovani: la metà di tutte le malattie mentali inizia prima dei 14 anni, tendenza favorita dal diffuso uso di sostanze psicoattive in questa fascia di popolazione. Considerando le prospettive negative di questo momento storico e della presenza della barriera, invisibile ma potente dello stigma sociale, che penalizza le malattie mentali, l’arte diventa strumento di espressione, riscatto e umanizzazione». La pittura diventa così un mezzo privilegiato per favorire la comunicazione delle emozioni, il riconoscimento del sé e il rafforzamento dell’identità personale. L’iniziativa si colloca nell’ambito della mission del San Raffaele di Monte Compatri da sempre impegnato a promuovere un approccio multidisciplinare alla cura, che unisce competenza clinica, attenzione alla persona e coinvolgimento attivo della comunità. «Il progetto - puntualizza ancora lo psichiatra - sarà coordinato dai Tecnici di Riabilitazione del reparto che accompagneranno i pazienti nella creazione delle opere, valorizzandone l’unicità e favorendo un clima di condivisione, trasformando il laboratorio espressivo in uno spazio di libertà, creatività e relazione in cui i pazienti potranno dare forma e colore alle proprie emozioni». E a dicembre le opere realizzate nei laboratori saranno presentate al pubblico in una mostra collettiva che offrirà ai cittadini, ai familiari e alle istituzioni del territorio l’occasione di conoscere da vicino i risultati del percorso terapeutico. ---End text--- Author: Redazione Heading: SAN RAFFAELE MONTE COMPATRI Highlight: Image: -tit_org- L’arte come linguaggio di rinascita per la Giornata Mondiale della Salute Mentale -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Vaccini, Corbelli: «Schillaci risponda su effetti avversi»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/10/2025101001776605951.PDF
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Estratto da pag. 19 di "VERITÀ" del 10 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-10T04:13:00+00:00
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tp:ocr§§ Vaccini, Corbelli: «Schillaci risponda su effetti avversi» L’APPELLO PER LE MORTI SOSPETTE DOPO LA PUNTURA ANTI COVID n Il leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli, di fronte alle «morti improvvise e malattie inspiegabili che continua a colpire persone sane, vaccinate anti Covid, di ogni età, giovani soprattutto», chiede al ministro della Salute, Orazio Schillaci (foto Ansa), di «far conoscere, se ha informazioni al riguardo, quali risultati hanno, ad oggi, prodotto gli studi sugli effetti avversi del siero sperimentale, avviate da tempo in Germania e, da quest’anno, anche negli Usa». «Bisogna avere il coraggio e l’onestà di riconoscere», prosegue Corbelli, «al di là delle stesse responsabilità per quello che di orrendo, in tema di diritti fondamentali, è stato fatto in questi anni di pandemia, che oggi la vera, drammatica emergenza, la priorità assoluta da affrontare, è quella delle reazioni avverse della puntura anti Covid». « Questo è quello», conclude, «che, insieme a La Verità, nella nostra continua e concreta azione di prevenzione e difendendo sempre, sin dall’inizio della vicenda Covid, il valore e l’importanza dei vaccini (testati regolarmente e adeguatamente), chiediamo da 3 anni e mezzo». ---End text--- Author: Redazione Heading: L’APPELLO PER LE MORTI SOSPETTE DOPO LA PUNTURA ANTI COVID Highlight: Image: -tit_org- Vaccini, Corbelli: «Schillaci risponda su effetti avversi» -sec_org-
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