title§§ LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SANITARIA: D’ALFONSO, “ABRUZZO TERZ’ULTIMA REGIONE IN ITALIA” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993009908.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 09 Oct 2025
Lunedì 20 ottobre a Padova istituzioni, rappresentanze, aziende e società civile si confronteranno sui temi cruciali per il futuro del Nord-Est
pubDate§§ 2025-10-09T09:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910409198.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910409198.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/milano/nasce-direzione-nord-est-persone-che-hanno-qualcosa-da-dire-987376.html?ref=ig tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910409198.PDF tp:ocr§§ Nasce Direzione Nord-Est: persone che hanno qualcosa da direOltre 50 relatori tra cui ministri, sottosegretari, europarlamentari, assessori regionali e comunali, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, vertici aziendali e mondo accademico saranno protagonisti lunedì 20 ottobre 2025 di Direzione Nord-Est, promossa dalla Fondazione Stelline e dall’agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni SEC Newgate Italia, basata a Milano e presente con sedi e consulenti anche a Venezia, Udine, Trento, e Bolzano. Spin off della kermesse lombarda Direzione Nord giunta alla XXVII edizione, nasce ora in Veneto Direzione Nord-Est, che si svolgerà a Padova a Palazzo della Salute in via San Francesco 90, dalle 09:30 alle 19:30.Con l’ambizione di divenire un osservatorio permanente sui temi dell’economia, il lavoro, l’impresa, la transizione energetica e la sostenibilità, le infrastrutture, la logistica e la mobilità, la sanità e il loro buon governo, Direzione Nord-Est è un luogo in cui istituzioni, imprese, accademia e società civile possono confrontarsi e delineare una visione comune per il futuro. Un futuro in pieno mutamento, sia guardando allo scenario geopolitico internazionale, che incide notevolmente in un territorio come il Veneto vocato soprattutto alla manifattura e all’export, sia stringendo il focus sui cambiamenti istituzionali e politici della Regione, che si affaccia, dopo i tre mandati della Presidenza di Luca Zaia, ad una campagna elettorale che si annuncia serrata. “Una nuova era” è quindi il titolo dell’appuntamento pubblico, e in diretta streaming, pensato per dare spazio, come da motto della kermesse, a Persone che hanno qualcosa da dire che propone un dialogo di qualità, capace di restituire all’opinione pubblica e ai decisori istituzionali tutta la complessità e il potenziale di un’area che, per la sua vitalità, rappresenta una delle principali leve per la crescita nazionale. Direzione Nord Est: i relatori protagonisti della prima edizioneLa giornata di lavori ospiterà i contributi di numerosi membri del Governo e delle massime Istituzioni statali, del Parlamento europeo, della Regione del Veneto, dei Comuni, tra questi: il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il Ministro del Turismo Daniela Santanché, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, la Vice Presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo Elena Donazzan, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia Roberto Marcato, l’Assessore Regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, l’Assessore Regionale al Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, l’Assessore Regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale Arturo Lorenzoni, la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Vanessa Camani, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.Porteranno il loro punto di vista dal mondo delle imprese i massimi rappresentanti delle categorie economiche nazionali, regionali e locali, tra i quali: il Vice Presidente per l’Organizzazione e i Rapporti con Territori e Categorie Confindustria Vincenzo Marinese, il Presidente di Fondazione Nord Est Alberto Baban, il Commissario di Governo e Amministratore Delegato Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Fabio Massimo Saldini, il Commissario di Governo per la linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona-Padova Vincenzo Macello, il Direttore della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità Alessandro Costa, il Presidente dell’Interporto di Padova Luciano Giovanni Greco, il Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il fondatore di BM&A Studio Legale Associato Bruno Barel, il Presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna, il Coordinatore Uil Ven eto Padova Massimo Zanetti, il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, il Coordinatore – Direttore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario della Chiesa don Marco Belladelli, il Presidente Associazione Italiana Ospitalità Privata Veneto Vittorio Morello.Concluderanno la giornata i momenti A tu per tu dedicati alle prossime elezioni regionali venete: con “Una questione di democrazia” Direzione Nord-Est coinvolgerà i principali candidati alla Presidenza della Giunta Regionale del Veneto del 23 e 24 novembre 2025.L’evento è gratuito e aperto al pubblico, per partecipare a Palazzo della Salute in via San Francesco 90 a Padova, registrarsi a QUESTO LINK. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910409198.PDF §---§ title§§ Nasce Direzione Nord-Est: persone che hanno qualcosa da dire - Affaritaliani.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910209208.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 09 Oct 2025
Lunedì 20 ottobre a Padova istituzioni, rappresentanze, aziende e società civile si confronteranno sui temi cruciali per il futuro del Nord-Est
pubDate§§ 2025-10-09T09:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910209208.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910209208.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/milano/nasce-direzione-nord-est-persone-che-hanno-qualcosa-da-dire-987376.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910209208.PDF tp:ocr§§ Oltre 50 relatori tra cui ministri, sottosegretari, europarlamentari, assessori regionali e comunali, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, vertici aziendali e mondo accademico saranno protagonisti lunedì 20 ottobre 2025 di Direzione Nord-Est, promossa dalla Fondazione Stelline e dall’agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni SEC Newgate Italia, parte del gruppo globale attivo nella comunicazione, nell’advocacy e nelle ricerche tramite i propri uffici e collaboratori di Venezia, Cortina, Udine e Bolzano.. Spin off della kermesse lombarda Direzione Nord giunta alla XXVII edizione, nasce ora in Veneto Direzione Nord-Est, che si svolgerà a Padova a Palazzo della Salute in via San Francesco 90, dalle 09:30 alle 19:30.Con l’ambizione di divenire un osservatorio permanente sui temi dell’economia, il lavoro, l’impresa, la transizione energetica e la sostenibilità, le infrastrutture, la logistica e la mobilità, la sanità e il loro buon governo, Direzione Nord-Est è un luogo in cui istituzioni, imprese, accademia e società civile possono confrontarsi e delineare una visione comune per il futuro. Un futuro in pieno mutamento, sia guardando allo scenario geopolitico internazionale, che incide notevolmente in un territorio come il Veneto vocato soprattutto alla manifattura e all’export, sia stringendo il focus sui cambiamenti istituzionali e politici della Regione, che si affaccia, dopo i tre mandati della Presidenza di Luca Zaia, ad una campagna elettorale che si annuncia serrata. “Una nuova era” è quindi il titolo dell’appuntamento pubblico, e in diretta streaming, pensato per dare spazio, come da motto della kermesse, a Persone che hanno qualcosa da dire che propone un dialogo di qualità, capace di restituire all’opinione pubblica e ai decisori istituzionali tutta la complessità e il potenziale di un’area che, per la sua vitalità, rappresenta una delle principali leve per la crescita nazionale. La giornata di lavori ospiterà i contributi di numerosi membri del Governo e delle massime Istituzioni statali, del Parlamento europeo, della Regione del Veneto, dei Comuni, tra questi: il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il Ministro del Turismo Daniela Santanché, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, la Vice Presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo Elena Donazzan, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia Roberto Marcato, l’Assessore Regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, l’Assessore Regionale al Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, l’Assessore Regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale Arturo Lorenzoni, la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Vanessa Camani, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.Porteranno il loro punto di vista dal mondo delle imprese i massimi rappresentanti delle categorie economiche nazionali, regionali e locali, tra i quali: il Vice Presidente per l’Organizzazione e i Rapporti con Territori e Categorie Confindustria Vincenzo Marinese, il Presidente di Fondazione Nord Est Alberto Baban, il Commissario di Governo e Amministratore Delegato Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Fabio Massimo Saldini, il Commissario di Governo per la linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona-Padova Vincenzo Macello, il Direttore della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità Alessandro Costa, il Presidente dell’Interporto di Padova Luciano Giovanni Greco, il Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il fondatore di BM&A Studio Legale Associato Bruno Barel, il Presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna, il Coordinatore Uil Veneto Padova Massimo Zanetti, il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cart abellotta, il Coordinatore – Direttore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario della Chiesa don Marco Belladelli, il Presidente Associazione Italiana Ospitalità Privata Veneto Vittorio Morello.Concluderanno la giornata i momenti A tu per tu dedicati alle prossime elezioni regionali venete: con “Una questione di democrazia” Direzione Nord-Est coinvolgerà i principali candidati alla Presidenza della Giunta Regionale del Veneto del 23 e 24 novembre 2025.L’evento è gratuito e aperto al pubblico, per partecipare a Palazzo della Salute in via San Francesco 90 a Padova, registrarsi a QUESTO LINK. Testata giornalistica registrataDirettore responsabile Marco ScottiReg. Trib. di Milano n° 210 dell’11 aprile 1996 - P.I. 11321290154© 1996 - Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservatiAffaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910209208.PDF §---§ title§§ Nasce Direzione Nord-Est: persone che hanno qualcosa da dire - Affaritaliani.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910009210.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 09 Oct 2025
Lunedì 20 ottobre a Padova istituzioni, rappresentanze, aziende e società civile si confronteranno sui temi cruciali per il futuro del Nord-Est
pubDate§§ 2025-10-09T09:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910009210.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910009210.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/milano/nasce-direzione-nord-est-persone-che-hanno-qualcosa-da-dire-987376.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910009210.PDF tp:ocr§§ Oltre 50 relatori tra cui ministri, sottosegretari, europarlamentari, assessori regionali e comunali, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, vertici aziendali e mondo accademico saranno protagonisti lunedì 20 ottobre 2025 di Direzione Nord-Est, promossa dalla Fondazione Stelline e dall’agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni SEC Newgate Italia, parte del gruppo globale attivo nella comunicazione, nell’advocacy e nelle ricerche tramite i propri uffici e collaboratori di Venezia, Cortina, Udine e Bolzano.. Spin off della kermesse lombarda Direzione Nord giunta alla XXVII edizione, nasce ora in Veneto Direzione Nord-Est, che si svolgerà a Padova a Palazzo della Salute in via San Francesco 90, dalle 09:30 alle 19:30.Con l’ambizione di divenire un osservatorio permanente sui temi dell’economia, il lavoro, l’impresa, la transizione energetica e la sostenibilità, le infrastrutture, la logistica e la mobilità, la sanità e il loro buon governo, Direzione Nord-Est è un luogo in cui istituzioni, imprese, accademia e società civile possono confrontarsi e delineare una visione comune per il futuro. Un futuro in pieno mutamento, sia guardando allo scenario geopolitico internazionale, che incide notevolmente in un territorio come il Veneto vocato soprattutto alla manifattura e all’export, sia stringendo il focus sui cambiamenti istituzionali e politici della Regione, che si affaccia, dopo i tre mandati della Presidenza di Luca Zaia, ad una campagna elettorale che si annuncia serrata. “Una nuova era” è quindi il titolo dell’appuntamento pubblico, e in diretta streaming, pensato per dare spazio, come da motto della kermesse, a Persone che hanno qualcosa da dire che propone un dialogo di qualità, capace di restituire all’opinione pubblica e ai decisori istituzionali tutta la complessità e il potenziale di un’area che, per la sua vitalità, rappresenta una delle principali leve per la crescita nazionale. La giornata di lavori ospiterà i contributi di numerosi membri del Governo e delle massime Istituzioni statali, del Parlamento europeo, della Regione del Veneto, dei Comuni, tra questi: il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il Ministro del Turismo Daniela Santanché, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, la Vice Presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo Elena Donazzan, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia Roberto Marcato, l’Assessore Regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, l’Assessore Regionale al Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, l’Assessore Regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale Arturo Lorenzoni, la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Vanessa Camani, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.Porteranno il loro punto di vista dal mondo delle imprese i massimi rappresentanti delle categorie economiche nazionali, regionali e locali, tra i quali: il Vice Presidente per l’Organizzazione e i Rapporti con Territori e Categorie Confindustria Vincenzo Marinese, il Presidente di Fondazione Nord Est Alberto Baban, il Commissario di Governo e Amministratore Delegato Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Fabio Massimo Saldini, il Commissario di Governo per la linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona-Padova Vincenzo Macello, il Direttore della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità Alessandro Costa, il Presidente dell’Interporto di Padova Luciano Giovanni Greco, il Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il fondatore di BM&A Studio Legale Associato Bruno Barel, il Presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna, il Coordinatore Uil Veneto Padova Massimo Zanetti, il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cart abellotta, il Coordinatore – Direttore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario della Chiesa don Marco Belladelli, il Presidente Associazione Italiana Ospitalità Privata Veneto Vittorio Morello.Concluderanno la giornata i momenti A tu per tu dedicati alle prossime elezioni regionali venete: con “Una questione di democrazia” Direzione Nord-Est coinvolgerà i principali candidati alla Presidenza della Giunta Regionale del Veneto del 23 e 24 novembre 2025.L’evento è gratuito e aperto al pubblico, per partecipare a Palazzo della Salute in via San Francesco 90 a Padova, registrarsi a QUESTO LINK. Testata giornalistica registrataDirettore responsabile Marco ScottiReg. Trib. di Milano n° 210 dell’11 aprile 1996 - P.I. 11321290154© 1996 - Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservatiAffaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910009210.PDF §---§ title§§ SANITA’, VIETRI (FDI): CON DE LUCA CAMPANIA ULTIMA PER ASPETTATIAVA DI VITA. CON CIRIELLI VOLTEREMO PAGINA - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902886808866.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 09 Oct 2025
AgenPress. Negli ultimi giorni è emersa la possibilità concreta di una svolta nel lungo e drammatico conflitto tra Israele e Hamas. Secondo quanto annunciato
pubDate§§ 2025-10-09T05:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903177607806.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903177607806.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/09/verso-una-tregua-storica-a-gaza-accordo-israele-hamas-e-rilascio-degli-ostaggi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903177607806.PDF tp:ocr§§ Verso una tregua storica a Gaza: accordo Israele-Hamas e rilascio degli ostaggiStati Uniti. Trump sta valutando l’opportunità di invocare l’Insurrection ActLa RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteE’ morto Paolo Sottocorona, meteorologo di La7, aveva 77 anniIslam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. Negli ultimi giorni è emersa la possibilità concreta di una svolta nel lungo e drammatico conflitto tra Israele e Hamas. Secondo quanto annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, Israele e Hamas hanno raggiunto un’intesa preliminare — la “prima fase” di un piano di pace per Gaza — che prevede, tra gli altri punti, il rilascio degli ostaggi israeliani ancora in vita e un parziale ritiro delle forze israeliane.Secondo fonti vicine ai negoziati, gli ostaggi ancora vivi — circa 20 persone — dovrebbero essere liberati entro sabato. I corpi degli ostaggi deceduti verrebbero restituiti in una fase successiva, in più tranche.L’accordo, mediato da Egitto, Qatar e altri attori internazionali, pone le basi per una tregua più ampia e per la consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.Ecco i principali termini finora resi noti:Rilascio ostaggi. Circa 20 ostaggi viventi israeliani dovrebbero essere rilasciati entro sabato. I restanti ostaggi deceduti saranno restituiti in tappe successive.Ritiro israeliano. Le forze israeliane si ritireranno fino a una “linea concordata”, come parte della prima fase.Scambio prigionieri. Israele dovrebbe rilasciare prigionieri palestinesi — inclusi sia detenuti condannati a pene gravi arrestati durante il conflitto — in cambio degli ostaggi.Tregua e aiuti. L’accordo prevede una cessazione delle ostilità (almeno temporanea) e il ripristino dell’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.Il Segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha espresso accoglienza all’accordo, invitando le parti a rispettare pienamente i termini e assicurando che la liberazione degli ostaggi sia condotta con dignità.In Israele, le famiglie degli ostaggi hanno reagito con emozione, speranza e cautela, consapevoli delle insidie che restano nei dettagli dell’accordo.Tuttavia, permangono molte incognite: la demilitarizzazione di Hamas, il futuro assetto politico e amministrativo di Gaza, la tempistica precisa dei rilasci, il monitoraggio internazionale dell’accordo e la fiducia delle parti coinvolte.Se il rilascio degli ostaggi previsto per sabato si realizzerà senza intoppi, sarà un momento storico di sollievo per molte famiglie e un segnale potente verso una tregua duratura. Ma una pace reale richiederà ben più di questo: il disarmo, la ricostruzione, la giustizia, il riconoscimento politico sono sfide ancora aperte. Testata Registrata c/o Tribuna le di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903177607806.PDF §---§ title§§ E' morto Paolo Sottocorona, meteorologo di La7, aveva 77 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903178207808.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 09 Oct 2025
AgenPress. E'' morto Paolo Sottocorona, la notizia è stata data ufficialmente da Enrico Mentana, direttore del TgLa7, che l’ha definita “un nostro lutto grave”.
pubDate§§ 2025-10-09T05:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903178207808.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903178207808.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/09/e-morto-paolo-sottocorona-meteorologo-di-la7-aveva-77-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903178207808.PDF tp:ocr§§ Verso una tregua storica a Gaza: accordo Israele-Hamas e rilascio degli ostaggiStati Uniti. Trump sta valutando l’opportunità di invocare l’Insurrection ActLa RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteE’ morto Paolo Sottocorona, meteorologo di La7, aveva 77 anniIslam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. E’ morto Paolo Sottocorona, la notizia è stata data ufficialmente da Enrico Mentana, direttore del TgLa7, che l’ha definita “un nostro lutto grave”.Fino a poche ore prima della sua morte, è apparso in onda nella sua rubrica sul meteo durante la trasmissione Omnibus, dove ha anche letto una poesia inviatagli da una spettatrice — gesto che ha colpito e commosso molti.Nel 1972 entrò nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, con il grado di capitano. Lavorò all’Ufficio Meteorologico dell’aeroporto di Guidonia fino al 1986, poi al Centro Nazionale di Meteorologia.Dopo l’esperienza militare e istituzionale, passò alla divulgazione televisiva: prima in Rai, poi Telemontecarlo, e infine La7.Per anni ha curato la rubrica Tempo al tempo su La7, oltre ad essere occupato nelle previsioni quotidiane.È stato per molti un punto di riferimento quotidiano: “l’appuntamento del meteo” che non era solo informazione, ma rassicurazione, precisione e cultura.La sua modalità di divulgazione — cercare di far capire senza semplificare troppo, rispettare gli spettatori — è stata spesso citata come modello. Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903178207808.PDF §---§ title§§ Marsilio, su Lea dati vecchi, dai nuovi emergerà forte crescita - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902752810710.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 09 Oct 2025
"Spero che quando usciranno i nuovi dati sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), che dimostreranno una fortissima crescita in positivo della Regione Abruzzo, ci sia la stessa attenzione e la stessa valorizzazione, con gli stessi titoli in prima pagina". (ANSA)
pubDate§§ 2025-10-09T15:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902752810710.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902752810710.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2025/10/09/marsilio-su-lea-dati-vecchi-dai-nuovi-emergera-forte-crescita_7e3aa9a5-7486-4912-8b23-0b153f1ef0dd.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902752810710.PDF tp:ocr§§ "Spero che quando usciranno inuovi dati sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), chedimostreranno una fortissima crescita in positivo della RegioneAbruzzo, ci sia la stessa attenzione e la stessa valorizzazione,con gli stessi titoli in prima pagina". Lo afferma il presidentedella Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a proposito del dibattitoche si è creato dopo la diffusione dei dati dell'ottavo rapportoGimbe sul Servizio sanitario nazionale. La fondazione, nel diffondere i contenuti del rapporto, avevariepilogato dei dati già divulgati in precedenza, come quellisui Lea del 2023, per i quali l'Abruzzo è regione"inadempiente", ed aveva illustrato nuovi dati, come quello suiquasi 160mila cittadini, pari al 12,6% della popolazione, chenel 2024 hanno dichiarato di aver rinunciato a una o piùprestazioni sanitarie. Ieri sulla questione è intervenuto il Pdregionale, parlando di un "quadro allarmante", cui era seguitala replica immediata dell'assessore alla Salute, Nicoletta Verì. "Io non devo contrastare quei dati - dice in un'intervistaMarsilio a proposito dei Lea - quei dati sono stati pubblicatiun anno fa. Mi stupisce che qualcuno ogni 30 giorni ci facciasopra un comunicato e tutti li pubblicano in prima pagina comese fossero nuovi. Invito anche gli operatori dell'informazione aessere un po' più attenti, perché magari c'è qualche ragionestrumentale che induce qualcuno a ripetere lo stesso dato". "I dati sui Lea - spiega il governatore - vengono pubblicatiuna volta all'anno. Attendiamo la pubblicazione dei prossimi,che, siamo certi, lo abbiamo già anticipato, faranno registrareuna fortissima crescita". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902752810710.PDF §---§ title§§ Sanità, Matera (FdI): “De Luca descrive Eden, ma i campani vivono un inferno” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902742910627.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "arezzo24.net" del 09 Oct 2025
L’allarme arriva dai numeri dell’ottavo rapporto GIMBE e viene rilanciato da Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle: la sanità
pubDate§§ 2025-10-09T10:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903047309559.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903047309559.PDF', 'title': 'arezzo24.net'} tp:url§§ https://www.arezzo24.net/notizie/politica/sanita-galletti-in-toscana-e-gia-allarme-medici-di-famiglia-mancano-13-miliardi-cosi-si-rischia-il-collasso-del-sistema-sanitario/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903047309559.PDF tp:ocr§§ giovedì | 09-10-20259/10/2025 09:57di Redazione Arezzo24L’allarme arriva dai numeri dell’ottavo rapporto GIMBE e viene rilanciato da Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle: la sanità pubblica è a rischio e la Toscana non fa eccezione.«Abbiamo ricevuto dai nostri parlamentari i dati aggiornati del rapporto GIMBE sul Sistema Sanitario Nazionale – spiega Galletti – e i numeri parlano chiaro: da qui al 2028 mancheranno 13 miliardi di euro. A causa dei tagli dello Stato, le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi e la Toscana è già in difficoltà, soprattutto sul fronte dei medici di famiglia.»Una carenza che, secondo la rappresentante del M5S, colpisce in particolare le aree interne e i piccoli comuni.«La nostra è una regione di borghi e paesi meravigliosi – commenta – ma spesso poco attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai cittadini di Pieve Santo Stefano, Pratovecchio o Bibbiena, dove scegliere il medico di famiglia è ormai un privilegio. Eppure chi vive in queste zone paga le tasse come chi abita a Pisa o Firenze, e ha diritto ad essere assistito sul territorio con gli stessi standard di qualità.»La carenza di personale sanitario, per Galletti, è «il problema più urgente che la Toscana deve affrontare».«Il rapporto GIMBE lo dice chiaramente: la medicina generale va integrata nella medicina territoriale. Bisogna investire seriamente nelle Case della Salute, terminando i cantieri ancora aperti con i fondi PNRR e ripopolando quelle strutture già esistenti ma rimaste vuote per mancanza di personale. È necessario che lo Stato assuma nuovi medici, e che la Scuola di Specializzazione in Medicina Generale sia aperta anche a chi ancora non esercita, così da ampliare in tempi rapidi la platea dei futuri professionisti.»Un cambio di prospettiva, secondo la coordinatrice M5S, che deve passare anche per una nuova forma di collaborazione tra pubblico e territorio.«Dopo la specializzazione, i medici devono poter scegliere se lavorare come liberi professionisti o se essere assunti direttamente nelle Case della Salute. Solo così potremo garantire servizi stabili e di qualità, riducendo la pressione sui Pronto Soccorso.»La mancanza di medici di base, avverte Galletti, rischia di trasformarsi presto in un’emergenza sociale.«La Toscana sta invecchiando e i medici di famiglia sono il primo punto di riferimento per gli anziani, per chi vive con patologie croniche e per chi abita nelle zone più isolate. Non possiamo più aspettare. Servono soluzioni immediate e un dialogo costruttivo tra istituzioni, perché la prevenzione e la cura non possono essere un privilegio di pochi.»La priorità, conclude, è restituire fiducia ai cittadini e dignità alla sanità pubblica:«Scommettendo sulla sanità territoriale e sulle Case della Salute possiamo garantire presidi medici diffusi, efficienti e attrezzati per offrire risposte tempestive. È l’unico modo per ridare ai toscani il diritto alla salute e per alleggerire la pressione sui pronto soccorso. La salute non può aspettare, e nemmeno i cittadini.»7/10/2025 19:49di Redazione Arezzo2426/09/2025 11:43di Redazione Arezzo2424/09/2025 17:07di Redazione Arezzo2421/09/2025 08:43di Redazione Arezzo24Copyright © FULL TIME s.r.l. Tutti i diritti sono riservati.Sede Legale: Via Cesalpino, 15 – 52100 Arezzo AR. Codice Fiscale e P.IVA: 02315130514Iscrizione Registro Stampa Tribunale di Arezzo N° 4 1709/2018 del 22/06/2018Direttore responsabile Guido AlbucciPrivacy Policy Cookie Policy tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903047309559.PDF §---§ title§§ Rassegna Stampa assicurativa 9 ottobre 2025 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903128506259.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "assinews.it" del 09 Oct 2025
La rassegna stampa assicurativa quotidiana di Assinews.it: selezione dai quotidiani nazional ed internazionali
pubDate§§ 2025-10-09T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903128506259.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903128506259.PDF', 'title': 'assinews.it'} tp:url§§ https://www.assinews.it/10/2025/rassegna-stampa-assicurativa-9-ottobre-2025/660119489/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903128506259.PDF tp:ocr§§ Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali Sanità integrativa, ora la riformaNel linguaggio assicurativo si chiama secondo pilastro. È quello che copre le prestazioni sanitarie, ma per il senatore di Fdi Francesco Zaffini, presidente della commissione previdenza e sanità, si tratta di qualcosa di più: una necessità per evitare che il sistema pubblico si pieghi sotto il peso di costi crescenti. Da qui l’urgenza di mettere mano alla sanità integrativa, trasformandola in un forza capace di sostenere il Servizio sanitario nazionale. Al Festival delle assicurazioni, Zaffini ha rilanciato il cantiere della riforma con un’immagine efficace: «Il welfare aziendale oggi chiude l’ombrello proprio quando comincia a piovere, cioè quando il lavoratore va in pensione e, vista l’età, è più soggetto a problemi». La riforma dovrà quindi costruire continuità assistenziale dopo il pensionamento, con una la prima fase a legislazione vigente per mettere ordine tra gli erogatori e una seconda, strutturale, che rafforzi il legame tra Stato e welfare aziendale. Entro il 2026 una polizza su due avrà una componente legata all’AIA fine 2026 una polizia su due avrà una componete di intelligenza artificiale. Le previsioni sono dell’Italian Insurtech Association, l’associazione presieduta da Simone Ranucci Brandimarte emerse durante il secondo giorno dell’MF Festival delle Assicurazioni e delle Previdenza nel corso del quale si è discusso di come le nuove tecnologie stanno rivoluzionando le compagnie. Laura Grassi, head of Fintech & Insurtech Observatory del Politecnico di Milano ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di «avere dati attendibili da cui partire». Come cambia il sistema delle polizze catastrofaliIl nuovo decreto sulle assicurazioni obbligatorie contro le catastrofi naturali segna una svolta per il sistema produttivo italiano: punta a garantire indennizzi più rapidi e a promuovere una cultura della prevenzione, riducendo la dipendenza dagli aiuti pubblici. Come ha spiegato Simona Andreazza (Ania), «solo il 7% delle imprese e delle abitazioni ha una copertura». Il nuovo sistema si fonda sulla riassicurazione pubblica tramite Sace, che potrà assorbire fino al 50% degli indennizzi, con un tetto di 5 miliardi l’anno. La norma, frutto di un negoziato tra istituzioni, imprese e assicuratori, nasce per accelerare i risarcimenti, ma presenta ancora limiti: restano escluse merci e alcune spese accessorie. Una scelta di equilibrio che, secondo gli operatori, dovrà essere rivista una volta consolidato il mercato. Intanto le compagnie si stanno muovendo con approcci diversi. Daniela D’Agostino (Unipol) ha ricordato come l’azienda ora inserisca un set informativo sugli eventi catastrofali nelle polizze multirischio: «Abbiamo introdotto questa sezione per rispondere concretamente ai bisogni di protezione delle imprese». Sharing mobility tra alti e bassiSharing mobility a due velocità. Se da un lato cresce la domanda con oltre 50 milioni di noleggi nel 2024 e 60 milioni stimati per il 2025, dall’altro prosegue il calo dell’offerta con meno veicoli, servizi e operatori. Nel 2024, rispetto al 2022, i mezzi in sharing sono 96mila (-15%), il numero complessivo dei servizi è di 170 (-26%) e tra il 2022 e il 2025 gli operatori sono scesi a 35 (-24%). Numeri e tendenze della sharing mobility in Italia sono contenuti nel nono «Rapporto nazionale sulla sharing mobility» presentato in occasione della Conferenza nazionale della sharing mobility organizzata dall’Osservatorio nazionale del settore e promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Un italiano su 10 rinuncia a curarsiServizio sanitario nazionale in erosione. Un italiano su dieci rinuncia a curarsi per i costi troppo elevati. Solo negli ultimi tre anni la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi pesano sulle famiglie. Ulteriore campanello d’allarme è la cronica carenza di infermieri e medici di base. È quanto emer ge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale presentato l’8 ottobre 2025 da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Aumento dell’età pensionabile il blocco non sarà per tuttiIl blocco dell’aumento di tre mesi nell’età e nei contributi per andare in pensione dal primo gennaio del 2027 non sarà per tutti. “Ci sono i più meritevoli e i meno meritevoli”, ha rivelato ieri sera il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione parlamentare sul Dpfp, il nuovo Documento di finanza pubblica. E quindi, lavoratori “precoci e usuranti possono avere un trattamento diverso”. Contributo statale ai genitori per un fondo previdenzialeIl modello di riferimento è il trenitno-Alto Adige. È lì che il governo ha pescato l’idea di un fondo previdenziale complementare per i nuovi nati. Sulla scia della legge regionale che ha istituito “un incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e”, l’esecutivo punta a replicare il meccanismo su scala nazionale. E per i sindaci sparisce il limite alla responsabilitàNessun limite alla responsabilità dei sindaci nei casi di colpa. Lo schema di decreto legislativo di riforma del Tuf approvato ieri dal Consiglio dei ministri in prima lettura e ora all’esame del Parlamento cancella gli effetti della riforma da pochi mesi in vigore sul fronte delle società quotate, istituendo così un sistema di “doppio binario” rispetto alla vasta tipologia degli enti non quotati. Da fondi pensione e Casse una spinta al venture capitalNel primo semestre 2025 il mercato del venture capital italiano ha presentato un andamento contrastante. Da un lato, l’attività di investimento è stata molto dinamica, grazie a numero di operazioni (370) e ammontare complessivo investito (5,2 miliardi), cresciuti rispettivamente del 24% e del 17% rispetto al 2024; dall’altro lato, però, la raccolta di nuovi fondi ha segnato un forte rallentamento. Il fatto che il venture capital (Vc) italiano sia ancora sottodimensionato, rispetto ai principali peer come Francia e Germania, è emerso anche dall’ultimo paper di Banca d’Italia sul Vc (aprile 2025)Cercare risorse per elevare questo mercato è una priorità. Va in questa direzione l’obiettivo che si è posto il Governo già dal 20124 con la legge Concorrenza e poi con il decreto Economia, con cui è stato introdotto già dal 2025 – in virtù di un’esenzione fiscale per Casse e fondi pensioni – l’obbligo a rispettare soglie di investimenti qualificati da destinare al venture capital, pari ad almeno il 3% nel 2025, il 5% nel 2026 e almeno il 10% dal 2027. È probabile però che si parta direttamente dal 2026. Auto, crescono i finanziamenti per i giovaniNel primo semestre del 2025 il mercato del credito auto in Italia mostra segnali di rallentamento, ma con una novità che ne cambia la lettura: a trainare l’unico segmento in crescita sono i più giovani. È quanto emerge dal Market Outlook sulla Mobility di CRIF,società leader nelle informazioni creditizie e nei servizi di analisi finanziaria, che fotografa una flessione complessiva del 3,3% nelle erogazioni di prestiti finalizzati e leasing rispetto allo stesso periodo del 2024. Dato in linea con il calo delle immatricolazioni di vetture nuove(-3,6%). Risparmio: informazione e incentivi per dare più spinta ai fondi pensioneAnche in questo autunno sta animandosi, come da tradizione, il dibattito sulle possibili iniziative per sostenere le adesioni ai fondi pensione. La pianificazione previdenziale sembra ancora un tabù per molti lavoratori, soprattutto per donne e giovani. In attesa di capire se la prossima manovra di bilancio conterrà novità capaci di muovere i lavoratori verso il secondo e il terzo pilastro della previdenza, intermediari finanziari e assicurativi provano a muoversi in autonomia, come hanno spiegato gli ospiti della Digital Round Table «La pensione in più», svoltasi ieri e da domani sul sito di Radio24, sezione Eventi, per chi vorrà seguirla in differita. tp:writer§§ ASSINEWS guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903128506259.PDF §---§ title§§ Rassegna Stampa assicurativa 9 ottobre 2025 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903127406260.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "assinews.it" del 09 Oct 2025
La rassegna stampa assicurativa quotidiana di Assinews.it: selezione dai quotidiani nazional ed internazionali
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Da qui l’urgenza di mettere mano alla sanità integrativa, trasformandola in un forza capace di sostenere il Servizio sanitario nazionale. Al Festival delle assicurazioni, Zaffini ha rilanciato il cantiere della riforma con un’immagine efficace: «Il welfare aziendale oggi chiude l’ombrello proprio quando comincia a piovere, cioè quando il lavoratore va in pensione e, vista l’età, è più soggetto a problemi». La riforma dovrà quindi costruire continuità assistenziale dopo il pensionamento, con una la prima fase a legislazione vigente per mettere ordine tra gli erogatori e una seconda, strutturale, che rafforzi il legame tra Stato e welfare aziendale. Entro il 2026 una polizza su due avrà una componente legata all’AIA fine 2026 una polizia su due avrà una componete di intelligenza artificiale. Le previsioni sono dell’Italian Insurtech Association, l’associazione presieduta da Simone Ranucci Brandimarte emerse durante il secondo giorno dell’MF Festival delle Assicurazioni e delle Previdenza nel corso del quale si è discusso di come le nuove tecnologie stanno rivoluzionando le compagnie. Laura Grassi, head of Fintech & Insurtech Observatory del Politecnico di Milano ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di «avere dati attendibili da cui partire». Come cambia il sistema delle polizze catastrofaliIl nuovo decreto sulle assicurazioni obbligatorie contro le catastrofi naturali segna una svolta per il sistema produttivo italiano: punta a garantire indennizzi più rapidi e a promuovere una cultura della prevenzione, riducendo la dipendenza dagli aiuti pubblici. Come ha spiegato Simona Andreazza (Ania), «solo il 7% delle imprese e delle abitazioni ha una copertura». Il nuovo sistema si fonda sulla riassicurazione pubblica tramite Sace, che potrà assorbire fino al 50% degli indennizzi, con un tetto di 5 miliardi l’anno. La norma, frutto di un negoziato tra istituzioni, imprese e assicuratori, nasce per accelerare i risarcimenti, ma presenta ancora limiti: restano escluse merci e alcune spese accessorie. Una scelta di equilibrio che, secondo gli operatori, dovrà essere rivista una volta consolidato il mercato. Intanto le compagnie si stanno muovendo con approcci diversi. Daniela D’Agostino (Unipol) ha ricordato come l’azienda ora inserisca un set informativo sugli eventi catastrofali nelle polizze multirischio: «Abbiamo introdotto questa sezione per rispondere concretamente ai bisogni di protezione delle imprese». Sharing mobility tra alti e bassiSharing mobility a due velocità. Se da un lato cresce la domanda con oltre 50 milioni di noleggi nel 2024 e 60 milioni stimati per il 2025, dall’altro prosegue il calo dell’offerta con meno veicoli, servizi e operatori. Nel 2024, rispetto al 2022, i mezzi in sharing sono 96mila (-15%), il numero complessivo dei servizi è di 170 (-26%) e tra il 2022 e il 2025 gli operatori sono scesi a 35 (-24%). Numeri e tendenze della sharing mobility in Italia sono contenuti nel nono «Rapporto nazionale sulla sharing mobility» presentato in occasione della Conferenza nazionale della sharing mobility organizzata dall’Osservatorio nazionale del settore e promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Un italiano su 10 rinuncia a curarsiServizio sanitario nazionale in erosione. Un italiano su dieci rinuncia a curarsi per i costi troppo elevati. Solo negli ultimi tre anni la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi pesano sulle famiglie. Ulteriore campanello d’allarme è la cronica carenza di infermieri e medici di base. È quanto emer ge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale presentato l’8 ottobre 2025 da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Aumento dell’età pensionabile il blocco non sarà per tuttiIl blocco dell’aumento di tre mesi nell’età e nei contributi per andare in pensione dal primo gennaio del 2027 non sarà per tutti. “Ci sono i più meritevoli e i meno meritevoli”, ha rivelato ieri sera il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione parlamentare sul Dpfp, il nuovo Documento di finanza pubblica. E quindi, lavoratori “precoci e usuranti possono avere un trattamento diverso”. Contributo statale ai genitori per un fondo previdenzialeIl modello di riferimento è il trenitno-Alto Adige. È lì che il governo ha pescato l’idea di un fondo previdenziale complementare per i nuovi nati. Sulla scia della legge regionale che ha istituito “un incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e”, l’esecutivo punta a replicare il meccanismo su scala nazionale. E per i sindaci sparisce il limite alla responsabilitàNessun limite alla responsabilità dei sindaci nei casi di colpa. Lo schema di decreto legislativo di riforma del Tuf approvato ieri dal Consiglio dei ministri in prima lettura e ora all’esame del Parlamento cancella gli effetti della riforma da pochi mesi in vigore sul fronte delle società quotate, istituendo così un sistema di “doppio binario” rispetto alla vasta tipologia degli enti non quotati. Da fondi pensione e Casse una spinta al venture capitalNel primo semestre 2025 il mercato del venture capital italiano ha presentato un andamento contrastante. Da un lato, l’attività di investimento è stata molto dinamica, grazie a numero di operazioni (370) e ammontare complessivo investito (5,2 miliardi), cresciuti rispettivamente del 24% e del 17% rispetto al 2024; dall’altro lato, però, la raccolta di nuovi fondi ha segnato un forte rallentamento. Il fatto che il venture capital (Vc) italiano sia ancora sottodimensionato, rispetto ai principali peer come Francia e Germania, è emerso anche dall’ultimo paper di Banca d’Italia sul Vc (aprile 2025)Cercare risorse per elevare questo mercato è una priorità. Va in questa direzione l’obiettivo che si è posto il Governo già dal 20124 con la legge Concorrenza e poi con il decreto Economia, con cui è stato introdotto già dal 2025 – in virtù di un’esenzione fiscale per Casse e fondi pensioni – l’obbligo a rispettare soglie di investimenti qualificati da destinare al venture capital, pari ad almeno il 3% nel 2025, il 5% nel 2026 e almeno il 10% dal 2027. È probabile però che si parta direttamente dal 2026. Auto, crescono i finanziamenti per i giovaniNel primo semestre del 2025 il mercato del credito auto in Italia mostra segnali di rallentamento, ma con una novità che ne cambia la lettura: a trainare l’unico segmento in crescita sono i più giovani. È quanto emerge dal Market Outlook sulla Mobility di CRIF,società leader nelle informazioni creditizie e nei servizi di analisi finanziaria, che fotografa una flessione complessiva del 3,3% nelle erogazioni di prestiti finalizzati e leasing rispetto allo stesso periodo del 2024. Dato in linea con il calo delle immatricolazioni di vetture nuove(-3,6%). Risparmio: informazione e incentivi per dare più spinta ai fondi pensioneAnche in questo autunno sta animandosi, come da tradizione, il dibattito sulle possibili iniziative per sostenere le adesioni ai fondi pensione. La pianificazione previdenziale sembra ancora un tabù per molti lavoratori, soprattutto per donne e giovani. 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Estratto da pag. 1 di "avveniredicalabria.it" del 09 Oct 2025
Lea, Calabria in ripresa: bene ospedali e prevenzione, male l’assistenza territoriale. Per la Cisl: «Puntare su sanità di prossimità». Segui il link e leggi l''articolo per scoprire di più.
pubDate§§ 2025-10-09T14:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738210416.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738210416.PDF', 'title': 'avveniredicalabria.it'} tp:url§§ https://www.avveniredicalabria.it/lea-calabria-in-ripresa-bene-ospedali-e-prevenzione-male-lassistenza-territoriale-per-la-cisl-puntare-su-sanita-di-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738210416.PDF tp:ocr§§ Avvenire di CalabriaNel 2023 la sanità calabrese ha registrato il miglior incremento dei punteggi LEA in Italia, con un aumento di 41 punti rispetto all’anno precedente. Un segnale di ripresa che, tuttavia, non basta a colmare i ritardi storici della regione: l’assistenza territoriale resta in grave affanno, mancano medici e infermieri, e molti servizi restano solo sulla carta. È la fotografia scattata dall’ultimo rapporto Gimbe, che mette in luce, accanto ai progressi, criticità profonde del sistema sanitario calabrese.I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), l’indicatore che misura la capacità di garantire prestazioni sanitarie uniformi sul territorio nazionale, mostrano un balzo di 41 punti per la Calabria nel 2023: il miglior risultato tra tutte le regioni italiane. La regione raggiunge la sufficienza in due aree su tre, quella ospedaliera e quella della prevenzione, ma resta sotto soglia per quanto riguarda l’assistenza distrettuale.Nonostante i miglioramenti, il punteggio dell’area territoriale si ferma infatti a 40 punti, confermando la Calabria come fanalino di coda nella medicina di prossimità. A destare particolare preoccupazione è il dato sugli screening di primo livello – mammella, cervice uterina e colon retto – che raggiungono solo 9,3 punti, un valore in lieve crescita ma ancora troppo basso.PER APPROFONDIRE: La sanità colonizzata: appalti, clan e la fuga dei malatiTra i problemi più urgenti, il personale sanitario. Secondo i dati Gimbe, la Calabria dispone di 10,2 unità di personale ogni mille abitanti, a fronte di una media nazionale di 11,9, cioè il 15% in meno. Mancano medici specialisti, professionisti per le guardie mediche e per i servizi di emergenza-urgenza. La situazione è ancora più critica sul fronte infermieristico: la regione conta il 18% di infermieri in meno rispetto alla media italiana.I pronto soccorso risultano intasati, con almeno il 50% di accessi impropri, segno di un sistema territoriale che non riesce ad assorbire la domanda di salute dei cittadini.Parallelamente, i 20 Ospedali di Comunità previsti dal Pnrr restano fermi, mentre delle 61 Case di Comunità solo 4 risultano operative, e per di più “a singhiozzo”.«La Cisl Calabria – attraverso una nota del segretario generale Giuseppe Lavia – ha voluto approfondire i punti salienti dell’ultimo rapporto Gimbe riferito al 2023. Il documento, appena pubblicato, evidenzia luci e ombre della sanità calabrese nel contesto nazionale».Il sindacato, nel suo commento, condivide la necessità di incrementare gli investimenti in sanità in rapporto al PIL, ma sottolinea l’urgenza di uscire dal Commissariamento per tornare a una gestione ordinaria. Solo così, secondo la Cisl, sarà possibile rinegoziare il piano di rientro e onorare fino al 2031 il pagamento di circa 30 milioni di euro annui di mutuo per il ripiano dei debiti pregressi.Lavia evidenzia inoltre che, nonostante i miglioramenti sui LEA, resta «quel dato incontrovertibile che ci vede rimanere fanalino di coda nella medicina del territorio».Per questo, la Cisl indica come priorità un piano straordinario di reclutamento del personale sanitario, necessario per restituire efficienza ai servizi e garantire una reale presa in carico dei pazienti a livello locale.Il sindacato rilancia anche il tema della medicina di prossimità: «Occorre attivare i servizi previsti nelle strutture di comunità e nei distretti, oggi ancora in gran parte inoperativi». Lavia sottolinea che la sanità territoriale è la chiave per evitare il sovraccarico degli ospedali e per assicurare un’assistenza continuativa e capillare.«Solo con una governance ordinaria, con investimenti strutturali e un piano di assunzioni stabile, la Calabria potrà invertire la rotta e garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria degna di questo nome», conclude il segretario generale.Dall’Assemblea diocesana di Oppido Mamertina-Palmi l’invito a una catechesi capace di parlare ai “figli digitali” e ge nerare nuova vita evangelicaDomenica 12 ottobre il Santuario di San Francesco, patrono rella Calabria, ospiterà un pellegrinaggio di fede e comunioneIn un tempo ferito da guerre e ingiustizie, la Chiesa di Reggio Calabria – BovaTags: CalabriaSanità tp:writer§§ Francesco Chindemi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738210416.PDF §---§ title§§ Lomuti (M5S): La Fondazione Gimbe smaschera la propaganda sulla qualità della sanità lucana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902679011008.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 09 Oct 2025
Se l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Latronico, definisce fuorviante la lettura dei dati, sono gli stessi numeri ufficiali del Ministero della Salute che mostrano un peggioramento evidente nei servizi sanitari lucani
pubDate§§ 2025-10-09T17:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902679011008.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902679011008.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/lomuti-m5s-la-fondazione-gimbe-smaschera-la-propaganda-sulla-qualita-della-sanita-lucana-153010/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902679011008.PDF tp:ocr§§ Se l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Latronico, definisce fuorviante la lettura dei dati, sono gli stessi numeri ufficiali del Ministero della Salute che mostrano un peggioramento evidente nei servizi sanitari lucaniDi seguito il comunicato stampa del deputato Arnaldo Lomuti, coordinatore regionale M5S BasilicataLa Fondazione Gimbe è un’organizzazione no-profit indipendente che da oltre 20 anni favorisce la diffusione e applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indi- pendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità. Nell’ultimo suo rapporto, presentato l’altro ieri alla Camera dei Deputati, la fondazione boccia per l’ennesima volta la gestione della sanità lucana, evidenziando come questa inefficienza abbia prodotto percentuali elevatissime di lucani che rinunciano alle cure.Se l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Latronico, definisce fuorviante la lettura dei dati, sono gli stessi numeri ufficiali del Ministero della Salute che mostrano un peggioramento evidente nei servizi sanitari lucani, in particolare nell’assistenza territoriale.La Basilicata ha ottenuto 52 punti su 100 nell’assistenza distrettuale, la parte del sistema che riguarda i medici di famiglia, i pediatri, le cure domiciliari e gli ambulatori. La soglia minima (cioè appena sufficiente) per essere in regola con i Livelli Essenziali di Assistenza è 60 punti. Averne 52 significa insufficienza e, pertanto, difficoltà nei servizi più vicini ai cittadini, con inequivocabili conseguenze, come più attese, minore assistenza a domicilio e maggiori disuguaglianze tra aree urbane e interne.Il rapporto segnala una perdita di 19 punti generali rispetto al 2022. Tra i cali più marcati in Italia. Le aree della prevenzione (68 punti) e dell’assistenza ospedaliera (69 punti) restano sopra soglia, ma senza miglioramenti significativi. In sanità, la stabilità non basta: se il territorio si indebolisce, anche gli ospedali ne pagano le conseguenze.Per misurare se le cose cambiano davvero, Lomuti propone un cruscotto pubblico sui tempi di attesa delle cosiddette prime 20 prestazioni, cioè le visite ed esami più richiesti: ecografie, TAC, risonanze, mammografie, colonscopie; visite cardiologiche, ortopediche, ginecologiche, oculistiche, principali esami del sangue ed ECG. Un monitoraggio mensile, semplice da consultare, permetterebbe a cittadini e media di verificare in modo trasparente se i tempi si stanno riducendo.Il piano di rilancio indicato dal deputato punta su cinque leve: più assistenza domiciliare e Case di Comunità; riduzione delle attese con prenotazioni trasparenti; incentivi per i giovani medici di famiglia; rilancio della prevenzione con screening e vaccinazioni; rafforzamento dei servizi che oggi spingono molti lucani a curarsi fuori regione.I dati non sono opinioni, sottolinea Lomuti: ogni punto perso rappresenta una persona che aspetta una visita o una cura. La Basilicata deve tornare sopra i 60 punti nell’assistenza territoriale e il cittadino deve recuperare fiducia nella sanità pubblica, con decisioni concrete e verificabili.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902679011008.PDF §---§ title§§ Sanità, 400mila pazienti in Emilia-Romagna hanno rinunciato a curarsi - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903028809230.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "bologna.repubblica.it" del 09 Oct 2025
Il rapporto Gimbe segnala che nel 2024 l’8,8% dei cittadini in regione ha fatto a meno di una o più prestazioni, cifra in crescita
pubDate§§ 2025-10-09T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903028809230.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903028809230.PDF', 'title': 'bologna.repubblica.it'} tp:url§§ https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/10/09/news/sanita_pazienti_emilia_romagna_rinuncia_cure_tempi_attesa_costi-424901425/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903028809230.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe segnala che nel 2024 l’8,8% dei cittadini in regione ha fatto a meno di una o più prestazioni, cifra in crescita--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903028809230.PDF §---§ title§§ NELLE MARCHE CRESCE LA RINUNCIA ALLE CURE, MA LA SPERANZA DI VITA RESTA PIÙ ALTA DELLA MEDIA NAZIONALE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903175907769.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "civitanovalive.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 08 Oct 2025
Nel 2024 in netto aumento la rinuncia ad almeno una prestazione sanitaria, con differenze regionali notevoli. «Fuga» dei medici dal Servizio Sanitario Nazionale, carenza di infermieri. PNRR Salute: attivo solo il 4,4% delle Case di Comunità. Presentato a Roma l''8° rapporto Gimbe sul SSN
pubDate§§ 2025-10-09T07:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902874908731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902874908731.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/25_ottobre_08/sanita-pubblica-gli-italiani-spendono-41-3-miliardi-per-curarsi-nel-privato-5-8-milioni-rinunciano-alle-cure-b03bfc6e-cba8-4d5f-b54d-ca9ab437bxlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902874908731.PDF tp:ocr§§ Gaza, le ultime notizie in diretta | «Raggiunto l'accordo sul piano di pace»: l'annuncio di TrumpSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Nel 2024 in netto aumento la rinuncia ad almeno una prestazione sanitaria, con differenze regionali notevoli. «Fuga» dei medici dal Servizio Sanitario Nazionale, carenza di infermieri. PNRR Salute: attivo solo il 4,4% delle Case di Comunità . Presentato a Roma l'8° rapporto Gimbe sul SSN(Getty Images)Lâ??anno scorso gli italiani hanno speso di tasca propria 41,3 miliardi per prestazioni sanitarie necessarie, come visite specialistiche ed esami diagnostici; oltre 5,8 milioni di connazionali (un italiano su dieci) vi hanno rinunciato del tutto. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto. Persiste il divario tra Nord e Sud nellâ??offerta dei servizi sanitari, con pazienti meridionali costretti a migrare in cerca di cure migliori. E, mentre la sanità pubblica arranca, avanza il «privato puro».Sono alcuni aspetti evidenziati dallâ??ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Chi non può permettersi di pagare le prestazioni sanitarie vi rinuncia e, nel 2024, si è registrata unâ??impennata: secondo le elaborazioni di Gimbe su dati Istat, un italiano su dieci (5,8 milioni) -  il 9,9% della popolazione - ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, rispetto al 7,6% del 2023 (4,5 milioni di persone). Tra i principali motivi: i lunghi tempi di attesa e problemi economici.«Lâ??aumento della spesa a carico delle famiglie â?? sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta â?? rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Hai un dubbio sulla tua salute? Scrivi ai nostri medici o consulta tutte le risposte su Il Medico Risponde, il servizio online del Corriere della SeraNel 2023 solo 13 Regioni hanno rispettato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè i servizi e le prestazioni che devono essere garantiti a ogni cittadino a prescindere dalla residenza. Al Sud soltanto Puglia, Campania e Sardegna raggiungono gli standard essenziali di cura. Nel rapporto Gimbe si ricorda, poi, che la mobilità sanitaria nel 2022 valeva oltre 5 miliardi di euro, con tre Regioni - Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto - che hanno raccolto il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si è concentrato in cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che hanno fatto registrare un saldo negativo pari a oltre 100 milioni. E il divario tra Nord e Sud si riflette anche sullâ??aspettativa di vita. Secondo le stime dellâ??Istat per il 2024, infatti, in Italia lâ??aspettativa di vita è in media pari a 83,4 anni, ma con nette differenze regionali: si va dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento, agli 81,7 della Campania, quindi con un gap di ben 3 anni. Commenta Cartabellotta: «Ã? un drammatico segnale che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadin i vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, rileva Gimbe, il Fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Ma, secondo il Rapporto, queste risorse sono state «in buona parte erose dallâ??inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7% - e dallâ??aumento dei costi energetici». La percentuale del Fondo sanitario nazionale sul PIL (Prodotto interno lordo) al 31 dicembre 2024, secondo l'analisi di Gimbe, «è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025». «In altre parole â?? spiega Cartabellotta â?? se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi». Secondo Gimbe, il «divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028». Avverte Cartabellotta: «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Gimbe ricorda che, come ha ribadito la Corte Costituzionale, «la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica». Secondo i dati del ministero della Salute (riferiti al 2023), su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (il 58 per cento) sono private accreditate e prevalgono sul Pubblico in diverse aree, ovvero: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato - documenta il Rapporto Gimbe - ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. E avanza il «privato puro»: in sette anni la spesa delle famiglie presso queste strutture private, quindi a pagamento, è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 7,23 miliardi nel 2023. «Nessun Governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il Servizio Sanitario nazionale â?? spiega il presidente Gimbe â??. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata».  Quanto al personale sanitario, rileva il Rapporto, il nostro Paese conta 315.720 medici ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti, secondo i dati dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che includono tutti i medici in attività , compresi gli specializzandi.In Italia i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. «Questi numeri dimostrano che in Italia non câ??è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale» osserva Cartabellotta, che aggiunge: «Con la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne la fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN, rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o allâ??estero». Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, il che rende spesso difficile trovare un professionista vicino casa.Ancora più carenze si registrano tra gli infermieri: con 6, 5 professionisti ogni mille abitanti, l'Italia è ben al di sotto della media OCSE ( 9,5 infermieri ogni mille abitanti). E la professione infermieristica è sempre meno attrattiva: per lâ??anno accademico 2025/2026, rileva Gimbe, il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92.Quanto alle retribuzioni, evidenzia il Rapporto, restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari rispetto a una media OCSE di 131.455 e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260). Quanto alla Riforma dellâ??assistenza territoriale che punta a rafforzare i servizi sul territorio, anche attraverso la realizzazione di Case di Comunità , Ospedali di Comunità e Cot-Centrali operative territoriali, Gimbe evidenzia «ritardi e disomogeneità regionali» emersi dai recenti dati del monitoraggio di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sullâ??attuazione del DM 77/22 («Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale»). Il Rapporto evidenzia che, al 30 giugno 2025, fatta eccezione per le COT che hanno raggiunto il target, su 1.723 Case di Comunità programmate solo 218 (il 12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, di queste, solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità , poi, a fronte di 592 programmati, solo 153 (26%) sono stati dichiarati attivi dalle Regioni, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto allâ??Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri, sottolinea il Rapporto, «emergono diseguaglianze nellâ??erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali».Per portare a termine la «Missione Salute» del PNRR - Piano nazionale di ripresa e resilienza, segnala il Rapporto, mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, data che segna la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini.Dal monitoraggio di Gimbe emerge che quattro obiettivi sono stati raggiunti in anticipo o già completati, cioè: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica. Si registrano ritardi, invece, per altri obiettivi da raggiungere, come il potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, lâ??attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità . «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dallâ??Europa, i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni â?? sottolinea Cartabellotta â??. Oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale, per la carenza di infermieri e le incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». «In questo scenario â?? osserva Cartabellotta â?? la â??volata finaleâ? del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini; altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel Servizio Sanitario Nazionale, insieme a un pesante indebitamento, sprecando così unâ??occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».La Fondazione Gimbe invoca un patto politico per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, rafforzando e innovando quel modello istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità , uguaglianza ed equità . In sintesi, secondo Cartabellotta, serve «un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel Servizio Sanitario Nazionale un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune».Sanità , la classifica delle regioni secondo il ministero della Salute: Veneto primo, la Lombardia cala. In 8 Regioni livelli essenziali di assistenza non garantitidi Maria Giovanna FaiellaPiù attenzione all'assistenza domiciliaredi Giuseppe Maria MilanesePronto Soccorso, mancano almeno 3.500 medicidi Maria Giovanna FaiellaSanità : estate critica tra carenza di personale, ferie e difficoltà a trovare sostitutidi Maria Giovanna FaiellaPrevenzione e più assistenza sul territorio possono evitare 1 ricovero su 3di Maria Giovanna FaiellaIncentivare i medici e gli infermieridi Luigi RipamontiChe cosa ci insegna il Regno Unitodi Luigi Ripamonti8 ottobre 2025 ( modifica il 8 ottobre 2025 | 10:35)© RIPRODUZIONE RISERVATAL'appello di Francesca e Alberto, genitori di Enrico, per sbloccare il Disegno di legge S.949Un contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. 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Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902874908731.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica in crisi: 13 miliardi persi e famiglie sempre più sole - Corriere di Sciacca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902943108369.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredisciacca.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "cremaonline.it" del 09 Oct 2025
Rapporto Gimbe, ''la lenta agonia della sanità pubblica: una persona su 10 rinuncia a curarsi''
pubDate§§ 2025-10-09T19:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902824511283.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902824511283.PDF', 'title': 'cremaonline.it'} tp:url§§ https://www.cremaonline.it/politica/09-10-2025_Servizio+sanitario+nazionale+%27in+agonia%27%3A+il+rapporto+di+Gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902824511283.PDF tp:ocr§§ Prima del Covid veniva definito un malato cronico, ora sembra stia vivendo una lenta agonia. Da quando la logica aziendalistica e prestazionale ha preso il sopravvento, sembra essere venuta meno la natura stessa del Servizio sanitario nazionale (non del Sistema), in costante declino. Un’agonia preludio della fine? Non è dato saperlo. Di certo, però, a trarne beneficio è il privato, che trova in questo periodo la strada spianata per un’affermazione piena. Da diritto universale a privilegio per pochi? Quali saranno le sorti del diritto alla salute tutelato dalla Carta Costituzionale? Secondo i dati diffusi dall’ottavo rapporto sul SSN a cura di Fondazione Gimbe, presentato ieri dal presidente Nino Cartabellotta presso la sala Regina della Camera dei Deputati, il destino è segnato. “Da anni i governi, di ogni colore politico – ha esordito Cartabellota - promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica”. Meno risorse alla sanitàIl quadro tracciato dal report è lapidario. Oltre gli specchi per le allodole, la sanità nell’ultimo triennio ha perso 13.1 miliardi. “Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: da 125,4 miliardi di euro del 2022 a 136,5 miliardi di euro del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici. Ma dietro l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili. Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3 per cento del 2022 al 6 per cento del 2023, per attestarsi al 6,1 per cento nel 2024-2025 pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi di euro nel 2023, 3,4 miliardi di euro nel 2024 e 5 miliardi di euro nel 2025. In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13.1 miliardi di euro”. Curarsi di tasca propriaSecondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3 per cento) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3 per cento) pagati direttamente dalle famiglie e 6,36 miliardi (3,4 per cento) da fondi sanitari e assicurazioni. “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni”. In buona sostanza: uno su dieci rinuncia alle cure. A peggiorare la situazione, il fatto che secondo Gimbe “si stima che il 19 per cento della spesa sanitaria pubblica sia assorbito da sprechi e inefficienze. Di questa quota il 50 per cento non si traduce in servizi perché eroso da abusi o inefficienze amministrative o organizzative, un ulteriore 30 per cento è destinato a servizi e prestazioni non necessari, il restante 20 per cento è impegnato a fronteggiare il peggioramento degli esiti di salute dovuto alla mancata erogazione di prestazioni appropriate”. Viene rilevato un “disallineamento tra i bisogni di salute ed i servizi erogati” che incentiva le disuguaglianze, non garantendo equità di accesso alle cure. I medici mancano davvero? E non per colpa della carenza di personale. Che, almeno dal punto di vista medico, non si registra. Non è che non vi siano me dici, non vi sono più medici attratti dal sistema pubblico, dalla medicina generale o da alcune specialità. In Italia nel 2023 i medici dipendenti erano 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 erano 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti. A peggiorare ulteriormente lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Riforma territoriale e PnrrQuanto all’attuazione della riforma territoriale, c’è una buona notizia: il target previsto per l’attivazione delle centrali operative territoriali è stato raggiunto. Non si può dire lo stesso per le case di comunità: al 30 giugno delle 1.723 case della comunità programmate, 218 avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli ospedali di comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 sono state dichiarate attive. Quanto all’assistenza domiciliare integrata, la copertura formale è garantita in tutte le regioni tranne che in Sicilia. Rispetto all’attuazione del PNRR si vede la luce, ma la volata finale richiede “uno sforzo sinergico tra governo, regioni e aziende sanitarie” per tradurre le risorse in servizi fruibili ed accessibili per i cittadini. Non solo strutture e nuove dotazioni tecnologiche, ma anche assistenza domiciliare e servizi digitali innovativi, per una sanità che possa (tornare ad) essere bene collettivo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902824511283.PDF §---§ title§§ Sanità, Matera: "De Luca descrive Eden, ma campani vivono inferno" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902726110283.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedelsannio.it" del 09 Oct 2025
Il senatore sannita di Fratelli d''Italia commenta l''ultimo rapporto Gimbe
pubDate§§ 2025-10-09T14:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902726110283.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902726110283.PDF', 'title': 'cronachedelsannio.it'} tp:url§§ https://www.cronachedelsannio.it/sannionews24/sanita-matera-campani-vivono-inferno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902726110283.PDF tp:ocr§§ “Il nuovo rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe sulla sanità italiana fotografa una situazione drammatica per la Campania, che si conferma ultima in Italia per aspettativa di vita e fanalino di coda su quasi tutti gli indicatori principali. Un dato allarmante che non può essere liquidato come una semplice statistica, ma che rappresenta il risultato diretto di anni di malgoverno del centrosinistra regionale e di un sistema sanitario gestito in modo autoreferenziale e clientelare”. È quanto afferma il senatore Domenico Matera, esponente sannita di Fratelli d’Italia e membro dell’Ufficio di Presidenza del Senato, commentando i dati diffusi dal rapporto Gimbe.“Dopo dieci anni di potere assoluto – sottolinea Matera – Vincenzo De Luca lascia una sanità pubblica in ginocchio, con problemi strutturali che vanno dalla carenza di personale alle strutture inadeguate, dalle liste d’attesa interminabili ai servizi territoriali inesistenti. I fondi del Pnrr, che dovevano servire a colmare i divari, sono stati spesi con lentezza e disordine, basti pensare che nessuna Casa di Comunità risulta ancora attiva, a fronte di una programmazione di 191 strutture. Quando De Luca dipinge la “sua” Campania sembra parlare dell’Eden, peccato che, per i cittadini, la realtà sia un vero e proprio inferno, dove viene negato perfino il diritto alla salute più elementare.A rendere il quadro ancora più grave – aggiunge il senatore – è stata la complicità della finta opposizione del Movimento 5 Stelle, che in questi anni ha consentito al governatore di proseguire indisturbato nella sua gestione clientelare, pur di spartirsi il potere con l’inciucio col PD. Oggi i dati ci dicono che i campani vivono meno e peggio rispetto al resto del Paese. È la prova che la stagione di De Luca, del PD e dei 5 Stelle deve chiudersi. Con Edmondo Cirielli e Fratelli d’Italia – conclude – vogliamo restituire alla Campania una sanità efficiente, fondata su competenza, merito e rispetto per i cittadini, che pagano le tasse e hanno diritto a cure dignitose”.Comunicato stampa tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902726110283.PDF §---§ title§§ SanitÀ da ricovero - secondo il rapporto gimbe, nei prossimi anni si aprirÀ una voragine di 40,4... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993509913.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "dagospia.com" del 09 Oct 2025
Sanità da ricovero - secondo il rapporto gimbe, nei prossimi anni si aprirà una voragine di 40,4 miliardi di euro nei conti della sanità pubblica. lo certifica anche il documento programmatico di finanza pubblica dal quale si evince che il finanziamento al settore, rispetto alla previsione, si atte…
pubDate§§ 2025-10-09T12:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993509913.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993509913.PDF', 'title': 'dagospia.com'} tp:url§§ http://www.dagospia.com/cronache/sanita-ricovero-rapporto-gimbe-prossimi-anni-si-aprira-voragine-40-4-449869 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993509913.PDF tp:ocr§§ Estratto dell’articolo di Paolo Russo per www.lastampa.it sanitaLa trascrizione da percentuale sul Pil a denaro contante l’ha fatta Gimbe nel suo Rapporto annuale presentato oggi alla Camera, ma le previsioni non sono di un istituto di ricerca privato, bensì del Governo, che le ha messe nero su bianco nel Documento programmatico di finanza pubblica, il Dpfp. E quel che ne esce fuori è una voragine da 40,4 miliardi che si aprirà da qui al 2028 nei conti della sanità pubblica, perché a tanto, certifica il documento governativo, ammonta la differenza tra i finanziamenti e la spesa reale prevista. Un gap che spetterà alle Regioni coprire o con tagli alle prestazioni o aumentando le tasse.LISTE D'ATTESA SANITA I numeriIl Dpfp del 2 ottobre scorso stima infatti un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. Ma, a legislazione vigente, secondo la legge di bilancio 2025, il finanziamento si attesterà su livelli inferiori, scendendo al 6,1% del Pil nel biennio 2025-26, al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028.fondi alla sanita pubblica Un divario tra previsione di spesa e finanziamento che, tradotto in soldoni, rischia di aprire nei bilanci regionali un buco di 7,5 miliardi quest’anno, 9,2 il prossimo, 10,3 nel 2027 e 13,4 nel 2028. In totale 40,4 miliardi, che — come commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta — “costringeranno le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”. Un’accelerazione dei processi già in atto, che secondo lo stesso Cartabellotta “stanno già determinando la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio di pochi”. Sì, perché mentre il servizio pubblico annaspa tra carenza di risorse e personale, il privato guadagna sempre più terreno. operatore socio sanitarioChi rinuncia alle cureNel 2024 infatti la spesa privata è salita a 47,66 miliardi, di cui 41,3 miliardi pagati di tasca propria dai cittadini, senza che ci fossero fondi o assicurazioni ad attenuare il colpo. Questo per non parlare dei 5,8 milioni di italiani, uno su dieci, che hanno dovuto rinunciare del tutto alle cure. Con marcate differenze regionali: si va dal 5,3% di rinunciatari nella Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% in Sardegna. Mentre chi ha i soldi per pagare va direttamente dal privato non convenzionato e salta la fila. ospedale - sanita pubblicaUn’opzione scelta sempre più dalle fasce abbienti della popolazione, tanto che, se la spesa pubblica destinata al privato convenzionato è scesa al minimo storico del 20,8% della spesa totale, quella del privato-privato, tra il 2016 e il 2023 ha visto impennare le entrate dalle parcelle a carico delle famiglie del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi. L’aumento del fondoGimbe riconosce al Governo di aver aumentato di 11,1 miliardi il Fondo sanitario nazionale dal 2023 al 2025. Somma alla quale, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbero aggiungersi altri 6,5 miliardi in più ( di cui 4 già previsti) che la manovra 2026 dovrebbe portare in dote al SSN. LISTE D ATTESA - SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO Ma secondo il rapporto, questo non ha impedito che il fondo sanitario perdesse ancora quota rispetto al Pil, scendendo dal 6,3% del 2022 al 6,1% di quest’anno. Una lettura dei numeri contestata dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato:“Se c’è una grave recessione la percentuale di finanziamento sul Pil magari cresce anche di molto, ma poi in termini assoluti il finanziamento cala. Quindi questa cosa di rapportare il fondo sanitario al Pil è illogica: quello che conta è che, a parte la parentesi del Covid, nessuno aveva rifinanziato la sanità come questo Governo.”[…] tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902993509913.PDF §---§ title§§ Medici: prescrizioni a tutte le ore per i dottori di famiglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903041809356.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 09 Oct 2025
I picchi sono alle 21.30 e alle 7.00 del mattino: l''indagine sui medici di medicina generale e le ricette dematerializzate.
pubDate§§ 2025-10-09T09:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903041809356.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903041809356.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/10/09/medici-prescrizioni-a-tutte-le-ore-i-picchi-dei-dottori-di-famiglia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903041809356.PDF tp:ocr§§ Se molti connazionali ormai fanno fatica a trovare il medico di famiglia, la colpa è anche del fatto che la professione non è fra le più gettonate: al 1 gennaio 2024, l’ultimo report di Fondazione Gimbe stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale ( e di 502 pediatri di libera scelta). ‘Camici bianchi’ alle prese con numeri impressionanti di pazienti, spesso anziani e cronici, che si trovano a compilare il 30% delle ricette tra le 20 e le 23.30L’analisi condotta dalla Fimmg Campania e presentata durante il Congresso nazionale Fimmg-Metis 2025, in corso a Villasimius (Sardegna) segnala che il 35% delle prescrizioni dematerializzate viene elaborato fuori dalla fascia 8-20, ossia in orari serali, notturni e festivi.Medici di famiglia: una professione in via di estinzione?D’altronde, come ci aveva raccontato qualche tempo fa Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, il modo di rapportarsi degli italiani con il medico di famiglia è cambiato dopo la pandemia di Covid-19. “La dematerializzazione della ricetta è diventata la dematerializzazione della comunicazione diretta con il proprio medico”, segnalava Scotti, illustrando le regole del nuovo ‘Galateo delle interazioni digitali tra medico e paziente’.Netiquette della saluteNel frattempo gli anni sono passati, i medici di famiglia sono sempre meno e gli italiani, che invecchiano, si trovano a fare i conti con diversi acciacchi.Basata sui dati 2024 e riferita a 2.720 medici di medicina generale su 3.059 attivi in Campania, la nuova indagine mostra che solo il 65% delle prescrizioni è compilato nelle ore canoniche (8-20). I picchi di attività sono alle 21.30 e alle 7.00 del mattino, segno di una disponibilità costante anche fuori orario degli operatori. A fronte del 30% dei ‘nottambuli’, il 3,5% delle prescrizioni viene effettuato al risveglio, tra le 6.00 e le 8.00.“Dietro ogni ricetta o aggiornamento del piano terapeutico c’è un lavoro clinico sommerso, spesso invisibile, fatto di telefonate, richieste da remoto, gestione di cronicità e purtroppo anche burocrazia digitale. La medicina generale non ha orari fissi, perché l’esigenza di salute dei pazienti non li ha”, riflette Nicola Calabrese, vicesegretario nazionale Fimmg. D’altronde ormai i dispositivi digitali consentono contatti molto flessibili.Dal Congresso arrivano anche interessanti esperienze locali, come quella dell’Asst Melegnano Martesana, dove nella stagione 24/25 i medici di famiglia hanno somministrato il 68% dei vaccini antinfluenzali, mantenendo l’offerta di vaccini anti-Covid, antipneumococcici e anti herpes. Insomma, avvicinare la prevenzione ai cittadini sul territorio funziona.FORTUNE ITALIAN. 7 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903041809356.PDF §---§ title§§ Jovanotti e Fabrizio Borra, il premio degli ortopedici Otodi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738910411.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 09 Oct 2025
Non solo Jovanotti e Fabrizio Borra: tutti i riconoscimenti consegnati al Meeting dell''OTODI - Ortopedici Traumatologi Ospedalieri d''Italia.
pubDate§§ 2025-10-09T14:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738910411.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738910411.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/10/09/jovanotti-e-fabrizio-borra-il-premio-degli-ortopedici-otodi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738910411.PDF tp:ocr§§ Un terapista e un paziente molto noti nei rispettivi campi, uniti da una lunga amicizia, sono stati premiati al Trauma Meeting di Riccione: Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti e Fabrizio Borra, compianto fuoriclasse della fisioterapia, sono Soci onorari OTODI – Ortopedici Traumatologi Ospedalieri d’Italia.Da una parte Jovanotti, artista con 40 anni di carriera alle spalle ma anche paziente volitivo che, dopo un brutto incidente, si è affidato ai professionisti della salute per tornare sul palco; dall’altra il suo “coach”, come lo chiamava il cantante, scomparso prematuramente a 64 anni nel maggio scorso. Un’amicizia datata 1996, continuata fino alla scomparsa di Borra.A ritirare la pergamena per il “babbo” Fabrizio – fisioterapista di tanti campioni, fa Fernando Alonso a Gimbo Tamberi – è stato Luca Borra, preparatore atletico di Fisiology Center Forlì.“Il mio babbo ci ha lasciato un percorso, un lavoro di equipe per arrivare al risultato finale – ha commentato commosso Luca Borra – l’ortopedoco è il primo che vede il paziente, e io sono l’ultimo, se è andato tutto bene”.“Il fatto che stia camminando non è un caso, sto camminando perché Fabrizio mi ha dato una grande mano, me l’ha sempre data una grande mano”, ha sottolineato dagli Stati Uniti il cantante romano, in un video messaggio per il Congresso di Riccione.Per Jovanotti Fabrizio Borra “era veramente grande: non smetteva mai di studiare, di incuriosirsi rispetto alle nuove tecnologie, rispetto alle nuove tecniche di guarigione, di allenamento, di recupero. Quando se n’è andato stava scrivendo un libro, e io lo stavo spingendo, ero tra quelli che gli dicevano: ‘Fabrizio devi scrivere, devi mettere su carta la tua esperienza perché può aiutare gli altri, i tuoi colleghi'”.“La fisioterapia, il recupero dopo i traumi sportivi e non, è ancora una scienza in cammino. E se io oggi cammino, come sto facendo in questo momento, dritto per la mia strada, lo devo soprattutto a lui – ha aggiunto il cantante – Abbiamo bisogno di gente come Fabrizio… che sa unire le discipline, la scienza, la psicologia dell’atleta o comunque del paziente”.Il 17.mo meeting di Riccione ha ospitato anche la nuova edizione dell’Otodi Media Award, un riconoscimento a professionisti impegnati quotidianamente nel racconto della scienza e della medicina corretto, trasparente e basato sulle evidenze.Quest’anno sono stati premiati Barbara Gobbi, giornalista del Sole 24 Ore; Miralla Taranto, responsabile della comunicazione dell’Istituto Superiore della Sanità e Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe.FORTUNE ITALIAN. 7 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902738910411.PDF §---§ title§§ Presentato l'8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale – Friulisera link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902896909079.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "friulisera.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "genova24.it" del 09 Oct 2025
Nella nostra regione record di finanziamenti statali e infermieri in rapporto alla popolazione, ma una persona su dieci rinuncia a curarsi. Pesano i ritardi sulle opere del Pnrr
pubDate§§ 2025-10-09T08:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902915009096.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902915009096.PDF', 'title': 'genova24.it'} tp:url§§ https://www.genova24.it/2025/10/sanita-fondazione-gimbe-rapporto-dati-liguria-440964/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902915009096.PDF tp:ocr§§ Genova. “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha presentato ieri a Roma l’ottavo rapporto sul servizio sanitario nazionale.La Liguria si inserisce in questo quadro con due record italiani, quello per finanziamenti pro-capite, in qualità di regione anziana, e quello di infermieri in rapporto alla popolazione, in controtendenza rispetto alla drammatica carenza nazionale. In linea col trend generale è sempre più alta la percentuale di coloro che rinunciano a curarsi e rimangono sensibili i ritardi sugli interventi previsti dal Pnrr.Meno finanziamenti alla sanità, ma la Liguria ne ha più degli altriA livello generale si assiste a un “definanziamento perenne” della sanità pubblica. Il fondo sanitario nazionale è cresciuto di 11,1 miliardi dal 2024 al 2025, passando a 136,5 miliardi quest’anno, ma guardando alla percentuale di Pil (6,1%) si sono persi 13,1 miliardi per strada. Coi nuovi criteri di riparto del fondo indistinto, la Liguria riceve 2.261 euro pro-capite, la quota più alta tra tutte le regioni, con una crescita di quasi 80 euro sul 2024.“I meccanismi di riparto – commenta Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”.In Liguria più del 10% rinuncia a curarsiSempre più persone rinunciano a curarsi, e la Liguria non fa eccezione: un residente su dieci (precisamente il 10,1%) si è trovato a tagliare almeno una prestazione sanitaria nel 2024. Si tratta di un numero in crescita, visto che nel 2023 erano il 7,6%. Il dato è lievemente superiore alla media nazionale (9,9%) e si colloca tra il 17,2% della Sardegna e il 5,3% della provincia autonoma di Bolzano. E visto che le percentuali non rendono l’idea fino in fondo, in termini assoluti si tratta di 152.423 cittadini, 34.710 in più in un anno.“La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene arginata da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”.Liguria “rimandata” per la garanzia dei LeaPer quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza, dal monitoraggio con il nuovo sistema di garanzia la Liguria si piazza nella zona gialla della classifica, risultando inadempiente nell’area della prevenzione (54 punti, sotto la sufficienza) e ampiamente promossa nell’area distrettuale (85 punti) e ospedaliera (80 punti). La valutazione sotto la soglia, secondo quanto comunicato dalla Regione, dipende da un problema tecnico nella comunicazione dei dati sulle vaccinazioni e sarebbe quindi falsato. Le tabelle, come sottolinea la Fondazione Gimbe, restituiscono il pesante divario tra Nord e Sud del Paese.Il peso delle strutture private“Nessun Governo – spiega il presidente Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il servizio sanitario nazionale. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata“. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o privato puro), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-priva to. “Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti“.I dati dicono che, rispetto ad altre regioni, la Liguria fa poco affidamento sui privati. Nel 2023 la Regione ha speso solo il 12,1% del conto economico per acquistare prestazioni dai privati. La media nazionale è del 20,3% e in cima alla classifica c’è il Lazio col 29,3%. Negli ultimi dieci anni la percentuale è addirittura scesa (nel 2014 era il 12,4%). In Liguria l’erogazione in mobilità di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private vale l’11,9%, una cifra molto bassa relativamente alla media nazionale (54,4%) e alle percentuali di altre regioni: oltre al Molise (90,6%), superano il 60% del valore della mobilità erogato da strutture private la Lombardia (71,4%), la Puglia (70,7%) e il Lazio (62,4%).In Liguria record di infermieri in rapporto alla popolazioneIn Italia ci sono solo 6,5 infermieri ogni mille abitanti, ben sotto la media Ocse di 9,5. Quelli dipendenti sono 4,7 ogni mille abitanti. La Liguria è in testa alla classifica nazionale con un indice di 6,86 (più della Lombardia che ne ha 3,8) mentre a chiudere la graduatoria è la Sicilia con 3,53. E i medici? Secondo i dati Ocse in Italia ce ne sono 315.720, cioè 5,4 ogni mille abitanti, l’indice più alto dopo l’Austria. “Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal servizio sanitario nazionale e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”.Uno dei problemi più gravi è la carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Si stima che in Liguria manchino all’appello 112 medici di famiglia. Dal 2019 al 2023 si è perso il 13,2% di questi professionisti e nel 2024 sono rimaste scoperte 28 borse di specializzazione, pari al 42% del totale. Nella nostra regione il 50,7% dei medici di famiglia supera il massimale di 1.500 assistiti, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale (51,7%), anche se il numero di assistiti in media è 1.338 contro una media italiana di 1.374. Per quanto riguarda i pediatri, ognuno di loro in Liguria ha in media 893 assistiti (media nazionale 900). La carenza è poco significativa (ne mancano 8) rispetto ad altre regioni (in Lombardia 180).Sanità territoriale, case di comunità e ospedali in ritardoLa riforma della sanità territoriale con le risorse del Pnrr è in ritardo ovunque. In Liguria sono programmate 33 case di comunità, 16 di queste hanno almeno un servizio dichiarato attivo, 6 hanno tutti i servizi dichiarati attivi e di queste solo 2 sono dotate di presenza medica e infermieristica. Degli 11 ospedali di comunità in programma solamente 2 sono dichiarati attivi. Le 17 centrali operative territoriali, invece, sono tutte in funzione.“Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”. Relativamente all’adozione del fascicolo sanitario elettronico, in Liguria è disponibile l’81% dei documenti monitorati (Italia 76%), ma solo il 12% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici (media nazionale 42%).La Fondazione Gimbe propone un “piano di rilancio”“Il futuro del servizio sanitario nazionale – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il piano di rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di servizio sanitario nazionale istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi d i universalità, uguaglianza ed equità, al piano di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione Gimbe invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel servizio sanitario nazionale un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902915009096.PDF §---§ title§§ Regionali, Tomasi attacca: "L’8% dei toscani rinuncia a curarsi, non va tutto bene" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903010410182.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "gonews.it" del 09 Oct 2025
“Finalmente, dopo il trionfalismo stanco del ‘tutto va bene’, arrivano anche i numeri: l’8% dei toscani rinuncia a curarsi, è tanto, è grave, e aggiungo
pubDate§§ 2025-10-09T13:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903010410182.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903010410182.PDF', 'title': 'gonews.it'} tp:url§§ https://www.gonews.it/2025/10/09/regionali-tomasi-attacca-l8-dei-toscani-rinuncia-a-curarsi-non-va-tutto-bene/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903010410182.PDF tp:ocr§§ “Finalmente, dopo il trionfalismo stanco del ‘tutto va bene’, arrivano anche i numeri: l’8% dei toscani rinuncia a curarsi, è tanto, è grave, e aggiungo che il 51% si rivolge per forza alla sanità privata pagando di tasca propria”. Lo ha dichiarato Alessandro Tomasi, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, commentando i dati della Fondazione Gimbe, secondo cui nel 2024 300mila cittadini toscani, pari all’8,2%, hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie.“Abbiamo un numero scarso di infermieri, stanno lavorando sotto stress come i nostri medici – ha aggiunto Tomasi – ed è grazie al loro sforzo che la Toscana è ancora una regione che può vantarsi della sua sanità, ma che vede alla testa disorganizzazione, nessun pensiero per il futuro, nessuna voglia di affrontare di petto i grandi problemi che sono le liste d’attesa, l’invecchiamento della popolazione e il buco del bilancio strutturale che cuba 200 milioni di euro”.A replicare è stato Eugenio Giani, presidente uscente e candidato del centrosinistra: “Stanno rientrando tutta una serie di casistiche, e del resto proprio la Fondazione Gimbe ci dice che la sanità toscana è la seconda in Italia, valorizzando l’aspetto dell’eccellenza dei nostri ospedali, delle nostre cure specialistiche e dell’innalzamento dell’età media che è arrivata a 83,5 anni”.Giani ha sottolineato inoltre che “la sanità toscana, oltre a essere un’eccellenza grazie al forte impegno della Regione che al Fondo Sanitario Nazionale aggiunge 500 milioni nel 2024, dovrà ora puntare, nella prossima legislatura, su forti investimenti per creare la rete territoriale al di là degli ospedali”. tp:writer§§ Giovanni Mennillo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903010410182.PDF §---§ title§§ Bezzini: “Il rapporto Gimbe conferma il definanziamento della sanità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980009782.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcittadinoonline.it" del 09 Oct 2025
SIENA. «I dati resi noti dalla Fondazione Gimbe confermano purtroppo quanto le Regioni, in prima linea nella gestione quotidiana del Servizio sanitario,
pubDate§§ 2025-10-09T11:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980009782.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980009782.PDF', 'title': 'ilcittadinoonline.it'} tp:url§§ https://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/siena-cronaca/bezzini-il-rapporto-gimbe-conferma-il-definanziamento-della-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980009782.PDF tp:ocr§§ SIENA. «I dati resi noti dalla Fondazione Gimbe confermano purtroppo quanto le Regioni, in prima linea nella gestione quotidiana del Servizio sanitario, denunciamo da tempo: il nostro Sistema sanitario nazionale sta subendo un definanziamento strutturale e silenzioso mascherato perché le risorse stanziate dal Governo non tengono conto dell’inflazione, dell’aumento della spesa farmaceutica, dei costi energetici». Simone Bezzini, assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana e candidato al consiglio regionale per le elezioni del 12 e 13 ottobre prossimi, commenta così l’ottavo rapporto della fondazione Gimbe.«La Toscana ha sempre difeso un modello sanitario pubblico, universalistico e di qualità, ma oggi più che mai abbiamo bisogno che il Governo assuma un impegno concreto: serve un piano per portare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale al pari della media europea, a partire dalla prossima Legge di Bilancio. Inoltre – aggiunge Bezzini – il criterio attuale di riparto del Fondo, come sottolineato anche da Gimbe, è ormai inadeguato. La Toscana è tra le Regioni che, pur mantenendo standard elevati di qualità e accessibilità, rischia di essere penalizzata da un sistema che non tiene sufficientemente conto dei nuovi bisogni di salute, delle differenze demografiche e delle disuguaglianze sociali. Servono criteri più equi, trasparenti e in linea con i principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute. La Regione Toscana continuerà a esse capofila per la battaglia nazionale a difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute per garantire un Sistema Sanitario davvero universalistico ed equo». tp:writer§§ presidente guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980009782.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno in 3 anni per la sanità pubblica. Esplode la spesa privata: +137% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902942908371.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 09 Oct 2025
Un italiano su 10 non si cura per motivi economici. Cartabellotta: "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn"
pubDate§§ 2025-10-09T06:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902942908371.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902942908371.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/09/sanita-pubblica-privato-libero-mercato-crisi-definanziamento-gimbe-notizie/8153880/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902942908371.PDF tp:ocr§§ Un italiano su 10 non si cura per motivi economici. Cartabellotta: "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn"--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902942908371.PDF §---§ title§§ Per la sanità pubblica 13 miliardi in meno in 3 anni. Un italiano su 10 non si cura. Esplode la spesa privata: +137% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902959708651.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 09 Oct 2025
Un italiano su 10 non si cura per motivi economici. Cartabellotta: "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn"
pubDate§§ 2025-10-09T07:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902959708651.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902959708651.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/09/sanita-pubblica-privato-libero-mercato-crisi-definanziamento-gimbe-notizie/8153880/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902959708651.PDF tp:ocr§§ Un italiano su 10 non si cura per motivi economici. Cartabellotta: "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn"--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902959708651.PDF §---§ title§§ Sanità, mancano 13 miliardi: un italiano su 10 non si cura. Pochi infermieri nelle corsie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910709197.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgazzettino.it" del 09 Oct 2025
I dati dell''ultimo Rapporto Gimbe
pubDate§§ 2025-10-09T09:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910709197.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910709197.PDF', 'title': 'ilgazzettino.it'} tp:url§§ https://www.ilgazzettino.it/italia/primopiano/sanita_mancano_13_miliardi_un_italiano_su_10_rinuncia_cure-9115414.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910709197.PDF tp:ocr§§ I dati dell'ultimo Rapporto Gimbe--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902910709197.PDF §---§ title§§ Sanità, mancano 13 miliardi. Un italiano su 10 non si cura e pochi infermieri nelle corsie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902918808290.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 09 Oct 2025
Oliveti (Enpam): «Cassa solida, ma 60 euro all’anno per i medici di famiglia sono una vera indecenza»
pubDate§§ 2025-10-09T06:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902918808290.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902918808290.PDF', 'title': 'ilmattino.it'} tp:url§§ https://www.ilmattino.it/economia/news/sanita_mancano_13_miliardi_uno_su_dieci_non_si_cura_pochi_infermieri-9116488.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902918808290.PDF tp:ocr§§ Mancano all'appello poco più di 13 miliardi. Secondo l'ultimo Rapporto Gimbe ecco a quanto ammontano le risorse che sono state tolte alla Sanità. Un vuoto che acuisce la crisi del Servizio sanitario nazionale e che contribuisce a spianare la strada al privato.Oggi, per curarsi le famiglie pagano di tasca propria 41,3 miliardi di euro. Ma 1 italiano su 10, oltre 5,8 milioni pari al 9,9% della popolazione, non ce la fa a sobbarcarsi anche questa spesa ed è costretto a rinunciare ad almeno una prestazione sanitaria. «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn», ha lanciato l'allarme Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. Il quale ha ricordato che la quota di Pil destinata al Fondo sanitario nazionale, così prevede la legge di Bilancio 2025, scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028, una riduzione in termini assoluti di 13,1 miliardi di euro. In compenso, il Documento programmatico di finanza pubblica stima un rapporto tra spesa sanitaria e Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026 - avverte la Fondazione – il divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a una scelta dolorosa per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». APPROFONDIMENTI Taglio Irpef a 50mila euro, rottamazione in 9 anni. I paletti della premier: attenzione al ceto medio Nel 2024 la spesa sanitaria ha raggiunto i 185 miliardi, di cui 137,46 miliardi di spesa pubblica. La spesa privata ha superato i 47 miliardi. L’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. In questo contesto la quota di popolazione che rinuncia ad andare dal dottore varia molte da una regione all'altra.Il picco massimo, 17,7%, si registra in Sardegna. Nel Lazio l'asticella scende al 12%, in Lombardia al 10,3% e in Campania all'8,6%. Dai dati del ministero della Salute emerge che nel 2023 oltre la metà delle 29.386 strutture sanitarie presenti sul territorio, il 58%, erano private accreditate. Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto quota 28,7 miliardi. Ma a correre davvero, segnala la Fondazione, è il privato puro: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso le strutture completamente a pagamento è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. NUMERI Il rapporto Gimbe accende poi un faro sugli squilibri del personale sanitario. Nella Sanità italiana i medici non mancano, mentre gli infermieri sono una categoria in via di estinzione. Nel 2023 i medici dipendenti erano 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Secondo i dati Ocse, che includono tutti i medici in attività, specializzandi compresi, il numero sale a 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Solo l’Austria ci supera. Al contrario, gli infermieri sono 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 gli infermieri dipendenti erano in tutto 277 mila.La Fondazione Gimbe ha analizzato quanto manca al raggiungimento dei 14 obiettivi previsti dalla Missione Salute del Pnrr. Dal monitoraggio è emerso che 4 target sono in anticipo o già completati (ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica). Altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati. Sono 2 invece i target che presentano ritardi e riguardano gli interventi di antisismica e l'adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo sanitario elettronico.Ma sulla vicenda dei medici prende posizione Alberto Oliveti, presidente della fondazione Enpam (medici e odontoiatri). Conti sotto controllo per le pensioni dei medici, ma Oliveti ha messo in guardia sull’importanza di difendere il flusso contributivo.«La nostra Cassa è solida, con un patrimonio importante e una sostenibilità garantita. Ma il futuro ci chiama all'attenzione - ha detto, intervenendo all’83° congresso Fimmg in corso a Villasimius (Cagliari) - Per i prossimi 15 anni è atteso un saldo previdenziale negativo dovuto all'aumento dei pensionati e alla penuria di nuovi contribuenti». Per Oliveti, «l’effetto sui bilanci sarà mitigato dai guadagni degli investimenti e per alcuni anni consumeremo un po’ di patrimonio, che del resto abbiamo accumulato apposta». Il presidente dell’ente va oltre. «Non aumenteremo i contributi, non ridurremo le prestazioni e non ritoccheremo l’età pensionabile. Dobbiamo però essere molto attenti al flusso dei contributi e quindi alle remunerazioni che li generano. In questo senso penso che 60 euro di quota capitaria annua per il medico di famiglia siano un’indecenza. Un compenso insopportabile che ignora i costi fissi, che aumentano, e il ruolo cruciale del medico». Infine Oliveti conclude: «Come Enpam chiediamo che a una professione che deve agire con scienza, coscienza e sapienza venga dato riconoscimento finanziario e supporto, come risorse per i collaboratori di studio e per sostenere la genitorialità». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902918808290.PDF §---§ title§§ Sanità, mancano 13 miliardi. Un italiano su 10 non si cura e pochi infermieri nelle corsie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158601548.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 09 Oct 2025
Oliveti (Enpam): «Cassa solida, ma 60 euro all’anno per i medici di famiglia sono una vera indecenza»
pubDate§§ 2025-10-09T01:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158601548.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158601548.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/economia/news/sanita_mancano_13_miliardi_uno_su_dieci_non_si_cura_pochi_infermieri-9115221.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158601548.PDF tp:ocr§§ Mancano all'appello poco più di 13 miliardi. Secondo l'ultimo Rapporto Gimbe ecco a quanto ammontano le risorse che sono state tolte alla Sanità. Un vuoto che acuisce la crisi del Servizio sanitario nazionale e che contribuisce a spianare la strada al privato.Oggi, per curarsi le famiglie pagano di tasca propria 41,3 miliardi di euro. Ma 1 italiano su 10, oltre 5,8 milioni pari al 9,9% della popolazione, non ce la fa a sobbarcarsi anche questa spesa ed è costretto a rinunciare ad almeno una prestazione sanitaria. «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn», ha lanciato l'allarme Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. Il quale ha ricordato che la quota di Pil destinata al Fondo sanitario nazionale, così prevede la legge di Bilancio 2025, scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028, una riduzione in termini assoluti di 13,1 miliardi di euro. In compenso, il Documento programmatico di finanza pubblica stima un rapporto tra spesa sanitaria e Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026 - avverte la Fondazione – il divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a una scelta dolorosa per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale».Nel 2024 la spesa sanitaria ha raggiunto i 185 miliardi, di cui 137,46 miliardi di spesa pubblica. La spesa privata ha superato i 47 miliardi. L’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. In questo contesto la quota di popolazione che rinuncia ad andare dal dottore varia molte da una regione all'altra.Il picco massimo, 17,7%, si registra in Sardegna. Nel Lazio l'asticella scende al 12%, in Lombardia al 10,3% e in Campania all'8,6%. Dai dati del ministero della Salute emerge che nel 2023 oltre la metà delle 29.386 strutture sanitarie presenti sul territorio, il 58%, erano private accreditate. Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto quota 28,7 miliardi. Ma a correre davvero, segnala la Fondazione, è il privato puro: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso le strutture completamente a pagamento è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi.NUMERIIl rapporto Gimbe accende poi un faro sugli squilibri del personale sanitario. Nella Sanità italiana i medici non mancano, mentre gli infermieri sono una categoria in via di estinzione. Nel 2023 i medici dipendenti erano 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Secondo i dati Ocse, che includono tutti i medici in attività, specializzandi compresi, il numero sale a 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Solo l’Austria ci supera. Al contrario, gli infermieri sono 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 gli infermieri dipendenti erano in tutto 277 mila.La Fondazione Gimbe ha analizzato quanto manca al raggiungimento dei 14 obiettivi previsti dalla Missione Salute del Pnrr. Dal monitoraggio è emerso che 4 target sono in anticipo o già completati (ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica). Altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati. Sono 2 invece i target che presentano ritardi e riguardano gli interventi di antisismica e l'adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo sanitario elettronico.Ma sulla vicenda dei medici prende posizione Alberto Oliveti, presidente della fondazione Enpam (medici e odontoiatri). Conti sotto controllo per le pensioni dei medici, ma Oliveti ha messo in guardia sull’importanza di difendere il flusso contributivo.«La nostra Cassa è solida, con un patrimonio importante e una sostenibilità garantita. Ma il futuro ci chiama all'attenzione - ha detto, intervenendo all’83° congresso Fimmg in corso a Villasimius (Cagliari) - Per i prossimi 15 anni è atteso un saldo previdenziale negativo dovuto all'aumento dei pensionati e alla penuria di nuovi contribuenti». Per Oliveti, «l’effetto sui bilanci sarà mitigato dai guadagni degli investimenti e per alcuni anni consumeremo un po’ di patrimonio, che del resto abbiamo accumulato apposta». Il presidente dell’ente va oltre. «Non aumenteremo i contributi, non ridurremo le prestazioni e non ritoccheremo l’età pensionabile. Dobbiamo però essere molto attenti al flusso dei contributi e quindi alle remunerazioni che li generano. In questo senso penso che 60 euro di quota capitaria annua per il medico di famiglia siano un’indecenza. Un compenso insopportabile che ignora i costi fissi, che aumentano, e il ruolo cruciale del medico». Infine Oliveti conclude: «Come Enpam chiediamo che a una professione che deve agire con scienza, coscienza e sapienza venga dato riconoscimento finanziario e supporto, come risorse per i collaboratori di studio e per sostenere la genitorialità». © RIPRODUZIONE RISERVATA I nostri soldi - Newsletter Risparmio e investimenti, ogni venerdì Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158601548.PDF §---§ title§§ Sanità, mancano 13 miliardi. Un italiano su 10 non si cura, pochi infermieri nelle corsie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158701549.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 09 Oct 2025
Mancano all''appello poco più di 13 miliardi. Secondo l''ultimo Rapporto Gimbe ecco a quanto ammontano le risorse che sono state tolte alla Sanità. Un vuoto che acuisce la...
pubDate§§ 2025-10-09T01:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158701549.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158701549.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/italia/sanita_mancano_13_miliardi_un_italiano_su_10_non_si_cura_pochi_infermieri_nelle_corsie-9115226.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158701549.PDF tp:ocr§§ Mancano all'appello poco più di 13 miliardi. Secondo l'ultimo Rapporto Gimbe ecco a quanto ammontano le risorse che sono state tolte alla Sanità. Un vuoto che acuisce la crisi del Servizio sanitario nazionale e che contribuisce a spianare la strada al privato. Oggi, per curarsi le famiglie pagano di tasca propria 41,3 miliardi di euro. Ma 1 italiano su 10, oltre 5,8 milioni pari al 9,9% della popolazione, non ce la fa a sobbarcarsi anche questa spesa ed è costretto a rinunciare ad almeno una prestazione sanitaria. «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn», ha lanciato l'allarme Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. Il quale ha ricordato che la quota di Pil destinata al Fondo sanitario nazionale, così prevede la legge di Bilancio 2025, scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028, una riduzione in termini assoluti di 13,1 miliardi di euro. In compenso, il Documento programmatico di finanza pubblica stima un rapporto tra spesa sanitaria e Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026 - avverte la Fondazione – il divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a una scelta dolorosa per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Nel 2024 la spesa sanitaria ha raggiunto i 185 miliardi, di cui 137,46 miliardi di spesa pubblica. La spesa privata ha superato i 47 miliardi. L’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. In questo contesto la quota di popolazione che rinuncia ad andare dal dottore varia molte da una regione all'altra. Il picco massimo, 17,7%, si registra in Sardegna. Nel Lazio l'asticella scende al 12%, in Lombardia al 10,3% e in Campania all'8,6%. Dai dati del ministero della Salute emerge che nel 2023 oltre la metà delle 29.386 strutture sanitarie presenti sul territorio, il 58%, erano private accreditate. Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto quota 28,7 miliardi. Ma a correre davvero, segnala la Fondazione, è il privato puro: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso le strutture completamente a pagamento è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. NUMERI Il rapporto Gimbe accende poi un faro sugli squilibri del personale sanitario. Nella Sanità italiana i medici non mancano, mentre gli infermieri sono una categoria in via di estinzione. Nel 2023 i medici dipendenti erano 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Secondo i dati Ocse, che includono tutti i medici in attività, specializzandi compresi, il numero sale a 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Solo l’Austria ci supera. Al contrario, gli infermieri sono 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 gli infermieri dipendenti erano in tutto 277 mila. La Fondazione Gimbe ha analizzato quanto manca al raggiungimento dei 14 obiettivi previsti dalla Missione Salute del Pnrr. Dal monitoraggio è emerso che 4 target sono in anticipo o già completati (ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica). Altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati. Sono 2 invece i target che presentano ritardi e riguardano gli interventi di antisismica e l'adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo sanitario elettronico. Ma sulla vicenda dei medici prende posizione Alberto Oliveti, presidente della fondazione Enpam (medici e odontoiatri). Conti sotto controllo per le pensioni dei medici, ma Oliveti ha messo in guardia sull’importanza di difendere il flusso contributivo. «La nostra Cassa è solida, con un patrimonio importante e una sostenibilità garantita. Ma il futuro ci chiama all'attenzione - ha detto, intervenendo all’83° congresso Fimmg in corso a Villasimius (Cagliari) - Per i prossimi 15 anni è atteso un saldo previdenziale negativo dovuto a ll'aumento dei pensionati e alla penuria di nuovi contribuenti». Per Oliveti, «l’effetto sui bilanci sarà mitigato dai guadagni degli investimenti e per alcuni anni consumeremo un po’ di patrimonio, che del resto abbiamo accumulato apposta». Il presidente dell’ente va oltre. «Non aumenteremo i contributi, non ridurremo le prestazioni e non ritoccheremo l’età pensionabile. Dobbiamo però essere molto attenti al flusso dei contributi e quindi alle remunerazioni che li generano. In questo senso penso che 60 euro di quota capitaria annua per il medico di famiglia siano un’indecenza. Un compenso insopportabile che ignora i costi fissi, che aumentano, e il ruolo cruciale del medico». Infine Oliveti conclude: «Come Enpam chiediamo che a una professione che deve agire con scienza, coscienza e sapienza venga dato riconoscimento finanziario e supporto, come risorse per i collaboratori di studio e per sostenere la genitorialità». © RIPRODUZIONE RISERVATA Ore 18 - Newsletter Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902158701549.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe sulla sanità: "160mila abruzzesi rinunciano alle cure". Botta e risposta tra Pd e Verì link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902873208810.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilpescara.it" del 09 Oct 2025
Il 12,6% della popolazione nel 2024 ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il Partito democratico attacca: "In Abruzzo un quadro allarmante". La replica dell''assessore regionale: "Scambiano stime per numeri"
pubDate§§ 2025-10-09T07:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902873208810.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902873208810.PDF', 'title': 'ilpescara.it'} tp:url§§ https://www.ilpescara.it/attualita/rapporto-gimbe-abruzzesi-rinunciano-cure-pd-veri.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902873208810.PDF tp:ocr§§ Il 12,6% della popolazione nel 2024 ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il Partito democratico attacca: "In Abruzzo un quadro allarmante". La replica dell'assessore regionale: "Scambiano stime per numeri"Il 12,6% dei cittadini abruzzesi, cioè quasi 160 mila persone, nel 2024 ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento del 3,4% rispetto al 2023. Lo rileva l'ottavo rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Sui dati interviene il Pd regionale, che parla di "quadro allarmante". Immediata la replica dell'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, secondo cui i dem "scambiano stime per numeri"In regione, inoltre, rivela ancora il rapporto, l'aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (media nazionale 83,4).Per quanto riguarda il riparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn), nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) in Abruzzo è stato pari a 2.132 euro pro capite. Rispetto al 2022 la regione ha registrato un incremento del Fsn pro-capite di 88 euro, superiore alla media nazionale di 71 euro: la regione ha ricevuto 2.214 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro.L'Abruzzo, inoltre, è 'regione inadempiente' sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è agli ultimi posti della classifica nazionale. Nel 2023, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Lea, ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 182 (punteggio max 300). Secondo l'analisi Gimbe, l'Abruzzo si posiziona 18/a tra le regioni e province autonome ed è risultata inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg). Rispetto al 2022 (anno in cui la Regione è risultata comunque inadempiente), nel 2023 il punteggio totale della Regione è peggiorato (-2).Scopri i nostri approfondimenti e iscriviti alla sezione DossierPer quanto riguarda la mobilità sanitaria, nel 2022 si rileva un "saldo negativo rilevante", pari a -104,1 milioni di euro, in riduzione di 4 milioni rispetto al 2021. Il dato colloca la regione tra le peggiori d'Italia."Un quadro impietoso e profondamente allarmante dello stato di salute del Servizio sanitario regionale e nazionale", dicono il capogruppo del Pd al Consiglio regionale dell'Abruzzo, Silvio Paolucci, e il segretario regionale del Pd, Daniele Marinelli."Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione - dicono - stanno smantellando progressivamente un sistema pubblico nato per garantire un diritto costituzionale in Abruzzo e in Italia: quello alla tutela della salute. E il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini, costretti ad affrontare liste d'attesa interminabili, a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare a una o più prestazioni sanitarie, si tratta di 160.000 cittadini e cittadine"."È piuttosto spiacevole dover fare continue puntualizzazioni - replica l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì - ma anche nel caso del rapporto Gimbe e del presunto numero di abruzzesi che rinuncerebbe alle cure, il Pd continua a diffondere stime facendole passare per numeri reali e soprattutto senza approfondire da dove derivi quel dato, che se fosse vero implicherebbe problemi ben più seri di quelli legati a un'indagine statistica"."Già lo scorso anno - continua l'assessore - avevamo spiegato come si arrivava a quel dato, che non compare nella scheda del rapporto Bes dell'Istat dedicata alla sanità, bensì in quella finale del rapporto stesso, in cui vengono considerati fattori quali il quadro socio-economico, le reti viarie e i tempi per raggiungere i punti di erogazione dei servizi. Questo significa che non è stato fatto un sondaggio tra gli abruzzesi dal quale è emerso quel numero, ma applicando queste variabili si arriva a quella stima, che resta appunto tale e non rappresenta un numero reale, ma lo scenario peggiore che funge da base per gli atti di p rogrammazione nazionali e regionali".© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902873208810.PDF §---§ title§§ **Sanità: Schlein, 'risorse insufficienti mettono a rischio salute dei cittadini'** link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902109100061.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "iltempo.it" del 08 Oct 2025
Roma, 8 ott. (Adnkronos) -
pubDate§§ 2025-10-09T00:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902109100061.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902109100061.PDF', 'title': 'iltempo.it'} tp:url§§ https://www.iltempo.it/adnkronos/2025/10/08/news/-sanita-schlein-risorse-insufficienti-mettono-a-rischio-salute-dei-cittadini--44475635/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902109100061.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell'ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein."Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini"."I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902109100061.PDF §---§ title§§ Sanità, Cangiano (FdI): «De Luca ha fallito, la Campania ultima per aspettativa di vita è il suo vero bilancio di fine mandato» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748610504.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilvescovado.it" del 09 Oct 2025
«I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sono preoccupanti : la Campania è ultima in Italia per aspettativa di vita. È questo il vero bilancio di fine mandato del governatore De Luca», dichiara Gimmi Cangiano,...
pubDate§§ 2025-10-09T14:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748610504.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748610504.PDF', 'title': 'ilvescovado.it'} tp:url§§ https://www.ilvescovado.it/it/politica-22/sanita-cangiano-fdi-de-luca-ha-fallito-la-ca-162205/article tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748610504.PDF tp:ocr§§ PoliticaSanità campana nel mirino dopo i dati Gimbe sull’aspettativa di vitaSanità, Cangiano (FdI): «De Luca ha fallito, la Campania ultima per aspettativa di vita è il suo vero bilancio di fine mandato»Il deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano commenta i dati della Fondazione Gimbe, denunciando il collasso del sistema sanitario regionale: “Anni di propaganda e promesse mancate hanno indebolito la sanità campana. Con Cirielli presidente, la salute dei cittadini tornerà al centro delle politiche regionali”.Inserito da (Redazione il Vescovado Notizie),giovedì 9 ottobre 2025 16:32:37«I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sono preoccupanti : la Campania è ultima in Italia per aspettativa di vita. È questo il vero bilancio di fine mandato del governatore De Luca», dichiara Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d'Italia.«Dopo anni di propaganda, di promesse mai mantenute e di gestione accentrata, la sanità campana è al collasso. Meno medici, meno infermieri, strutture territoriali ferme, e cittadini costretti a rinunciare alle cure o a partire per curarsi altrove. Mentre De Luca parlava di miracoli, la realtà è quella di un sistema sanitario indebolito e diseguale.»«Il Governo Meloni - prosegue Cangiano - sta lavorando per ricucire le fratture lasciate dalle amministrazioni regionali inefficaci, ma la Campania ha bisogno di un cambio radicale. Con Edmondo Cirielli, la salute dei cittadini tornerà al centro, con una sanità che funzioni davvero per tutti, non per pochi amici del potere.»Se sei arrivato fino a qui, significa che apprezzi il nostro impegno nel fornire notizie libere e accessibili a tutti.Per garantire un ambiente sicuro per i nostri lettori, abbiamo rimosso tutta la pubblicità invasiva, i cookie e i tracciamenti di terze parti.Tuttavia, per continuare a offrirti un'informazione di qualità, il tuo aiuto è fondamentale. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.Sostieni Il Vescovado!Scegli il tuo contributo con € 10,00€ 25,00€ 50,00€ 100,00ScegliPer rimanere costantemente aggiornati con le notizie del Vescovado, in tempo reale sul tuo smartphone, scarica la App!Per dispositiviApplePer dispositiviAndroidGalleria Fotografica tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748610504.PDF §---§ title§§ La Fondazione Gimbe: “Inesorabile smantellamento della sanità pubblica”. Ecco i dati della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902996310069.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ivg.it" del 09 Oct 2025
Nella nostra regione record di finanziamenti statali e infermieri in rapporto alla popolazione, ma una persona su dieci rinuncia a curarsi. Pesano i ritardi sulle opere del Pnrr
pubDate§§ 2025-10-09T13:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902996310069.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902996310069.PDF', 'title': 'ivg.it'} tp:url§§ https://www.ivg.it/2025/10/la-fondazione-gimbe-inesorabile-smantellamento-della-sanita-pubblica-ecco-i-dati-della-liguria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902996310069.PDF tp:ocr§§ Liguria. “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha presentato ieri a Roma l’ottavo rapporto sul servizio sanitario nazionale.La Liguria si inserisce in questo quadro con due record italiani, quello per finanziamenti pro-capite, in qualità di regione anziana, e quello di infermieri in rapporto alla popolazione, in controtendenza rispetto alla drammatica carenza nazionale. In linea col trend generale è sempre più alta la percentuale di coloro che rinunciano a curarsi e rimangono sensibili i ritardi sugli interventi previsti dal Pnrr.Meno finanziamenti alla sanità, ma la Liguria ne ha più degli altriA livello generale si assiste a un “definanziamento perenne” della sanità pubblica. Il fondo sanitario nazionale è cresciuto di 11,1 miliardi dal 2024 al 2025, passando a 136,5 miliardi quest’anno, ma guardando alla percentuale di Pil (6,1%) si sono persi 13,1 miliardi per strada. Coi nuovi criteri di riparto del fondo indistinto, la Liguria riceve 2.261 euro pro-capite, la quota più alta tra tutte le regioni, con una crescita di quasi 80 euro sul 2024.“I meccanismi di riparto – commenta Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”.In Liguria più del 10% rinuncia a curarsiSempre più persone rinunciano a curarsi, e la Liguria non fa eccezione: un residente su dieci (precisamente il 10,1%) si è trovato a tagliare almeno una prestazione sanitaria nel 2024. Si tratta di un numero in crescita, visto che nel 2023 erano il 7,6%. Il dato è lievemente superiore alla media nazionale (9,9%) e si colloca tra il 17,2% della Sardegna e il 5,3% della provincia autonoma di Bolzano. E visto che le percentuali non rendono l’idea fino in fondo, in termini assoluti si tratta di 152.423 cittadini, 34.710 in più in un anno.“La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene arginata da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”.Liguria “rimandata” per la garanzia dei LeaPer quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza, dal monitoraggio con il nuovo sistema di garanzia la Liguria si piazza nella zona gialla della classifica, risultando inadempiente nell’area della prevenzione (54 punti, sotto la sufficienza) e ampiamente promossa nell’area distrettuale (85 punti) e ospedaliera (80 punti). La valutazione sotto la soglia, secondo quanto comunicato dalla Regione, dipende da un problema tecnico nella comunicazione dei dati sulle vaccinazioni e sarebbe quindi falsato. Le tabelle, come sottolinea la Fondazione Gimbe, restituiscono il pesante divario tra Nord e Sud del Paese.Il peso delle strutture private“Nessun Governo – spiega il presidente Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il servizio sanitario nazionale. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata“. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o privato puro), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un e cosistema complesso e intricato – aggiunge il presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti“.I dati dicono che, rispetto ad altre regioni, la Liguria fa poco affidamento sui privati. Nel 2023 la Regione ha speso solo il 12,1% del conto economico per acquistare prestazioni dai privati. La media nazionale è del 20,3% e in cima alla classifica c’è il Lazio col 29,3%. Negli ultimi dieci anni la percentuale è addirittura scesa (nel 2014 era il 12,4%). In Liguria l’erogazione in mobilità di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private vale l’11,9%, una cifra molto bassa relativamente alla media nazionale (54,4%) e alle percentuali di altre regioni: oltre al Molise (90,6%), superano il 60% del valore della mobilità erogato da strutture private la Lombardia (71,4%), la Puglia (70,7%) e il Lazio (62,4%).In Liguria record di infermieri in rapporto alla popolazioneIn Italia ci sono solo 6,5 infermieri ogni mille abitanti, ben sotto la media Ocse di 9,5. Quelli dipendenti sono 4,7 ogni mille abitanti. La Liguria è in testa alla classifica nazionale con un indice di 6,86 (più della Lombardia che ne ha 3,8) mentre a chiudere la graduatoria è la Sicilia con 3,53. E i medici? Secondo i dati Ocse in Italia ce ne sono 315.720, cioè 5,4 ogni mille abitanti, l’indice più alto dopo l’Austria. “Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal servizio sanitario nazionale e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”.Uno dei problemi più gravi è la carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Si stima che in Liguria manchino all’appello 112 medici di famiglia. Dal 2019 al 2023 si è perso il 13,2% di questi professionisti e nel 2024 sono rimaste scoperte 28 borse di specializzazione, pari al 42% del totale. Nella nostra regione il 50,7% dei medici di famiglia supera il massimale di 1.500 assistiti, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale (51,7%), anche se il numero di assistiti in media è 1.338 contro una media italiana di 1.374. Per quanto riguarda i pediatri, ognuno di loro in Liguria ha in media 893 assistiti (media nazionale 900). La carenza è poco significativa (ne mancano 8) rispetto ad altre regioni (in Lombardia 180).Sanità territoriale, case di comunità e ospedali in ritardoLa riforma della sanità territoriale con le risorse del Pnrr è in ritardo ovunque. In Liguria sono programmate 33 case di comunità, 16 di queste hanno almeno un servizio dichiarato attivo, 6 hanno tutti i servizi dichiarati attivi e di queste solo 2 sono dotate di presenza medica e infermieristica. Degli 11 ospedali di comunità in programma solamente 2 sono dichiarati attivi. Le 17 centrali operative territoriali, invece, sono tutte in funzione.“Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”. Relativamente all’adozione del fascicolo sanitario elettronico, in Liguria è disponibile l’81% dei documenti monitorati (Italia 76%), ma solo il 12% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici (media nazionale 42%).La Fondazione Gimbe propone un “piano di rilancio”“Il futuro del servizio sanitario nazionale – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il piano di rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di servizio sanitario nazionale istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di univers alità, uguaglianza ed equità, al piano di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione Gimbe invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel servizio sanitario nazionale un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902996310069.PDF §---§ title§§ Sanità, Matera (FdI): “De Luca descrive Eden, ma i campani vivono un inferno” - link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903018310177.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "labtv.net" del 09 Oct 2025
“Il nuovo rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe sulla sanità italiana fotografa una situazione drammatica per la Campania, che si conferma ultima in
pubDate§§ 2025-10-09T13:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903018310177.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903018310177.PDF', 'title': 'labtv.net'} tp:url§§ https://www.labtv.net/politica/2025/10/09/sanita-matera-fdi-de-luca-descrive-eden-ma-i-campani-vivono-un-inferno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903018310177.PDF tp:ocr§§ Sanità, Matera (FdI): “De Luca descrive Eden, ma i campani vivono un inferno” 9 Ottobre 2025 | by Enzo Colarusso Politica 0 “Il nuovo rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe sulla sanità italiana fotografa una situazione drammatica per la Campania, che si conferma ultima in Italia per aspettativa di vita e fanalino di coda su quasi tutti gli indicatori principali. Un dato allarmante che non può essere liquidato come una semplice statistica, ma che rappresenta il risultato diretto di anni di malgoverno del centrosinistra regionale e di un sistema sanitario gestito in modo autoreferenziale e clientelare”.È quanto afferma il senatore Domenico Matera, esponente sannita di Fratelli d’Italia e membro dell’Ufficio di Presidenza del Senato, commentando i dati diffusi dal rapporto Gimbe.“Dopo dieci anni di potere assoluto – sottolinea Matera – Vincenzo De Luca lascia una sanità pubblica in ginocchio, con problemi strutturali che vanno dalla carenza di personale alle strutture inadeguate, dalle liste d’attesa interminabili ai servizi territoriali inesistenti.I fondi del Pnrr, che dovevano servire a colmare i divari, sono stati spesi con lentezza e disordine, basti pensare che nessuna Casa di Comunità risulta ancora attiva, a fronte di una programmazione di 191 strutture.Quando De Luca dipinge la “sua” Campania sembra parlare dell’Eden, peccato che, per i cittadini, la realtà sia un vero e proprio inferno, dove viene negato perfino il diritto alla salute più elementare. A rendere il quadro ancora più grave – aggiunge il senatore – è stata la complicità della finta opposizione del Movimento 5 Stelle, che in questi anni ha consentito al governatore di proseguire indisturbato nella sua gestione clientelare, pur di spartirsi il potere con l’inciucio col PD.Oggi i dati ci dicono che i campani vivono meno e peggio rispetto al resto del Paese. È la prova che la stagione di De Luca, del PD e dei 5 Stelle deve chiudersi. Con Edmondo Cirielli e Fratelli d’Italia – conclude – vogliamo restituire alla Campania una sanità efficiente, fondata su competenza, merito e rispetto per i cittadini, che pagano le tasse e hanno diritto a cure dignitose”. Visualizzazioni: 13 tp:writer§§ Enzo Colarusso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903018310177.PDF §---§ title§§ Trattative sull'uscita dal commissariamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903006710029.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 09 Oct 2025
Incontro a Roma nella giornata di ieri per il riconfermato presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Al centro dell'agenda l'uscita dal regime di commissariamento della sanità. Si lavora alla definizione di un nuovo piano di rientro. Nel frattempo secondo il report della fondazione Gimbe aumenta il numero di persone che rinuncia alle cure.
pubDate§§ 2025-10-09T12:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903006710029.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903006710029.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/video/sanita/trattative-sulluscita-dal-commissariamento-agw0q70i tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903006710029.PDF tp:ocr§§ Incontro a Roma nella giornata di ieri per il riconfermato presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Al centro dell'agenda l'uscita dal regime di commissariamento della sanità. Si lavora alla definizione di un nuovo piano di rientro. Nel frattempo secondo il report della fondazione Gimbe aumenta il numero di persone che rinuncia alle cure.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903006710029.PDF §---§ title§§ Sanità Umbria, Gimbe: oltre 100mila persone hanno rinunciato a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902140400458.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 09 Oct 2025
L’ottavo rapporto Gimbe analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Sistema sanitario
pubDate§§ 2025-10-09T00:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902140400458.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902140400458.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/sanita-umbria-gimbe-pehnfd4t tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902140400458.PDF tp:ocr§§ L’ottavo rapporto Gimbe analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Sistema sanitario--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902140400458.PDF §---§ title§§ Sanità Umbria, Gimbe: oltre 100mila persone hanno rinunciato a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902025703455.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 09 Oct 2025
L’ottavo rapporto Gimbe analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Sistema sanitario
pubDate§§ 2025-10-09T02:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902025703455.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902025703455.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/sanita-umbria-gimbe-pehnfd4t tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902025703455.PDF tp:ocr§§ Albanese spacca anche la sinistra6 € al mese Nel 2024 il 12,2% dei cittadini, oltre 104 mila persone, ha dichiarato di avere rinunciato ad una o più prestazioni sanitariePerugia, 9 ottobre 2025 – L’anno scorso sono aumentati ulteriormente gli umbri che hanno riunciato a curarsi una o più volte negli ospedali o nei Centri di salute pubblici. E questo nonostante il numero dei medici e infermieri sia tra i più alti in Italia, con un aumento dei fondi da parte del Governo nazionale: segno che l’organizzazione è certamente da migliorare. Un’eredità pesante insomma, che la Giunta-Tesei di centrodestra ha lasciato alla governatrice Stefania Proietti. In Umbria, dunque, nel 2024 il 12,2% dei cittadini, oltre 104 mila persone, ha dichiarato di avere rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2023.Il dato è proposto dall’ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Sistema sanitario nazionale. Riguardo al riparto del Fondo sanitario nazionale nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri) in regione è stato pari a 2.171 pro capite (con un incremento di 94 rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71). Secondo Gimbe nel 2024 la regione ha ricevuto 2.232 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181. I nuovi criteri di riparto, infatti - viene spiegato -, assicurano più risorse alle Regioni con popolazione più anziana e l’Umbria possiede un indice di vecchiaia “particolarmente elevato”. Nella regione - si legge sempre nel rapporto - l’aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83,9 anni (media nazionale 83,4).Gimbe ha tracciato un quadro che rispetto agli organici del personale sanitario a livello regionale (con dati migliori della media nazionale). In particolare nel 2023 in Umbria si registrano 14 unità di ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); 2,3 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 5,99 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,6 (media Italia 2,54). Riguardo al Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025), per le case della comunità: a fronte di una programmazione complessiva di 22, al 30 giugno 2025, solo 6 hanno attivato almeno un servizio, cinque tutti quelli obbligatori di cui due con presenza di medici e infermieri.© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-295X tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902025703455.PDF §---§ title§§ In Piemonte quasi 400.000 persone rinunciano alle prestazioni per liste d’attesa e carenza di medici - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902917509137.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 09 Oct 2025
Il rapporto della fondazione Gimbe fotografa una realtà preoccupante. Diminuisce l’esodo dei pazienti verso altre regioni
pubDate§§ 2025-10-09T08:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902917509137.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902917509137.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/torino/2025/10/09/news/sanita_piemonte_rinuncia_cure_rapporto_gimbe-15344075/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902917509137.PDF tp:ocr§§ Ci sono i punti di forza e di debolezza, come in tutte le Regioni. Tra i secondi, e a prescindere da come si comportano le altre regioni (perché al netto delle classifiche ciascuno deve guardare in casa propria), spicca il venir meno del diritto alle cure. Il report Gimbe sulla sanità in Piemonte Parliamo della Sanità piemontese e dell’ottavo rapporto della Fondazione Gimbe: nel 2024 il 9,2% dei cittadini, pari ad oltre 391 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (la media italiana è 9,9%) con un incremento di 0,4 punti percentuali rispetto al 2023. Quasi 400 mila persone: provate a metterle mentalmente tutte in fila, sempre che sia possibile, e vi renderete conto della voragine verso cui scivola un numero crescente di persone. A maggior ragione, in una regione dove l'aspettativa di vita alla nascita è di 83,4 anni: salvo, sovente, essere molti di più. E qui torniamo al discorso della longevità di vita, che non sempre corrisponde alla qualità della vita, fatta di cure. Liste d’attesa e carenza di personale L’assessore alla Sanità Federico Riboldi non sfugge al punto: «Il rapporto fotografa anche i problemi da affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne». Carenza, peraltro, confermata almeno fino al 2023 da un altro rapporto, quello di Agenas. «Dal 2019 al 2023 il Piemonte ha perso 283 medici e 473 infermieri – spiega per il Pd Domenico Rossi e Daniele Valle –. Anche i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta sono diminuiti: meno 220 e meno 49. Dati che confermano la denuncia del Pd e la necessità di un piano straordinario di assunzioni chiesto da anni». I punti di forza secondo Cirio Quanto ai punti di forza, ce ne sono diversi, rimarca Alberto Cirio. «La piena adempienza ai Livelli essenziali di assistenza – prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera –, la spesa sanitaria privata sotto controllo, il saldo netto della mobilità dei pazienti, che passa da meno 19 milioni a meno 5 milioni, l’avanzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e le iniziative di telemedicina». La sfida della salute per tutti Resta da garantire «la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale», spiega Riboldi. La sfida delle sfide. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902917509137.PDF §---§ title§§ Sanità, 16 miliardi di euro a rischio. Sono troppi i ritardi sul Pnrr link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902740810574.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 09 Oct 2025
Mancano 9 mesi alla scadenza. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare i cittadini vicino a casa non ci sono. Molte di quelle costruite sono scatole vuot…
pubDate§§ 2025-10-09T15:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902740810574.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902740810574.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/09/news/sanita_16_miliardi_a_rischio_ritardi_pnrr-424902275/?ref=-BH-I0-P-S1-T1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902740810574.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziMancano 9 mesi alla scadenza. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare i cittadini vicino a casa non ci sono. Molte di quelle costruite sono scatole vuote senza medici. Il presidente del Gimbe ha fotografato il disastro. E spiega perché potremmo perdere tuttoMeno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del Pnrr. Anche se le indicazioni europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate con 15,83 miliardi di euro dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini.Festival di Salute 2025Il programmaOggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal decreto ministeriale 77 del 2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (Cot) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi).L’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno.Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le Cot, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%. Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico.In 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività. E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal Pnrr sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme.L’Adi (ndr. assistenza domiciliare integrata) sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi Pnrr – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali. Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche.In ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, c’è il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini. E la ragione è evidente: il Pnrr finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro.I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le regioni. Ecco perché nella volata finale del Pnrr, serve un cambio di passo.Una responsabilità condivisa tra governo, regioni e aziende sanitarie, una convergenza di sforzi e una presa di coscienza collettiva, al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio sanitario nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto. Il secondo è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel Ssn, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta è presidente della Fondazione GimbeGEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902740810574.PDF §---§ title§§ Sanità in Piemonte, cresce il numero di chi rinuncia alle cure: quasi 400 mila persone nel 2024 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902879808744.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lavocedinovara.com" del 09 Oct 2025
Lo dicono i dati del Rapporto Gimbe: il 9,2% dei cittadini ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, soprattutto a causa delle liste d’attesa. La Regione rivendica buone performance, ma l’opposizione parla di crisi strutturale e personale in fuga
pubDate§§ 2025-10-09T07:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902879808744.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902879808744.PDF', 'title': 'lavocedinovara.com'} tp:url§§ https://www.lavocedinovara.com/cronaca/sanita-in-piemonte-cresce-il-numero-di-chi-rinuncia-alle-cure-quasi-400-mila-persone-nel-2024/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902879808744.PDF tp:ocr§§ Nel corso del 2024 quasi un piemontese su dieci ha rinunciato a curarsi. A dirlo è il nuovo Rapporto Gimbe, pubblicato ieri, che ogni anno fotografa lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, analizzandone efficienza e sostenibilità. Secondo i dati, il 9,2% dei cittadini del Piemonte – circa 391 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel 2024, un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La causa principale resta la stessa: liste d’attesa troppo lunghe, che scoraggiano l’accesso alle visite specialistiche o agli esami diagnostici.Dal punto di vista economico, il Piemonte ha ricevuto nel 2023 2.141 euro pro capite dal Fondo sanitario nazionale, con un incremento di 75 euro per abitante rispetto all’anno precedente, superiore alla media italiana di 71 euro. Nel 2024 la quota è salita a 2.182 euro per cittadino, valore sostanzialmente in linea con la media nazionale (2.181 euro).LEGGI ANCHE «Vergognatevi, quasi un anno per un ecodoppler». Lo sfogo di un novarese contro la sanità piemonteseL’aspettativa di vita alla nascita si attesta a 83,4 anni, perfettamente allineata alla media del Paese.Per quanto riguarda il personale sanitario, il Piemonte si posiziona sopra la media nazionale: nel 2023 si contano 13,4 operatori ogni 1.000 abitanti (contro gli 11,9 italiani), di cui 1,91 medici (media nazionale 1,85) e 5,09 infermieri (media 4,7).Sul fronte della sanità territoriale, invece, il quadro appare ancora incompleto. A fronte di una programmazione di 96 Case di Comunità, al 30 giugno di quest’anno 31 strutture hanno attivato almeno un servizio, e solo 6 sono pienamente operative con tutti i servizi obbligatori – tra cui una sola con la presenza sia di medici sia di infermieri. Le Centrali operative territoriali risultano attive e funzionanti, ma la situazione è ben diversa per gli ospedali di comunità: dei 30 previsti, solo uno risulta effettivamente in funzione secondo i dati regionali aggiornati al 30 giugno 2025.Ma secondo l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, «il Piemonte è tra le Regioni più virtuose d’Italia con le migliori performance sanitarie mantenendo l’adempienza piena ai livelli essenziali di assistenza e confermando un posizionamento tra le prime in Italia in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme».Riboldi non ignora le sfide: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese».Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali, annuncia l’assessore, sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».Immediato l’affondo del consigliere e segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi: «Il rapporto Gimbe è durissimo e fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: il Servizio sanitario vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato. Così aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga. Si tratta di un attacco durissimo alle scelte del governo Meloni e alla propaganda che la destra continua a mettere in campo sul tema del diritto alla salute».E attacca direttamente Riboldi: «Solo l’assessore sembra non accorgersene e continua a descrivere una realtà lontana dai problemi: snocciola dati, ma dimentica di dire alcune cose: prima di tutto che la qualità delle cure in Piemonte è possibile grazi e all’abnegazione degli operatori, nonostante i disastri del governo e che la nostra regione rispetta l’erogazione e adempie i parametri dei livelli essenziali di assistenza ininterrottamente dal 2010. Che secondo quanto riportato nel rapporto in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri di libera scelta e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48% del valore complessivo dei contratti per i gettonisti a livello nazionale con un valore assoluto più alto (115,2 milioni di euro contro 105 milioni dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024: siamo a più di 390 mila – incalza Rossi ricordando che – siamo ancora in attesa di un piano straordinario di assunzioni fondato su un’analisi seria dei fabbisogni, ad oggi, mancante».Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Lo dicono i dati del Rapporto Gimbe: il 9,2% dei cittadini ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, soprattutto a causa delle liste d’attesa. La Regione rivendica buone performance, ma l’opposizione parla di crisi strutturale e personale in fugaNel corso del 2024 quasi un piemontese su dieci ha rinunciato a curarsi. A dirlo è il nuovo Rapporto Gimbe, pubblicato ieri, che ogni anno fotografa lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, analizzandone efficienza e sostenibilità. Secondo i dati, il 9,2% dei cittadini del Piemonte – circa 391 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel 2024, un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La causa principale resta la stessa: liste d’attesa troppo lunghe, che scoraggiano l’accesso alle visite specialistiche o agli esami diagnostici.Dal punto di vista economico, il Piemonte ha ricevuto nel 2023 2.141 euro pro capite dal Fondo sanitario nazionale, con un incremento di 75 euro per abitante rispetto all’anno precedente, superiore alla media italiana di 71 euro. Nel 2024 la quota è salita a 2.182 euro per cittadino, valore sostanzialmente in linea con la media nazionale (2.181 euro).LEGGI ANCHE «Vergognatevi, quasi un anno per un ecodoppler». Lo sfogo di un novarese contro la sanità piemonteseL’aspettativa di vita alla nascita si attesta a 83,4 anni, perfettamente allineata alla media del Paese.Per quanto riguarda il personale sanitario, il Piemonte si posiziona sopra la media nazionale: nel 2023 si contano 13,4 operatori ogni 1.000 abitanti (contro gli 11,9 italiani), di cui 1,91 medici (media nazionale 1,85) e 5,09 infermieri (media 4,7).Sul fronte della sanità territoriale, invece, il quadro appare ancora incompleto. A fronte di una programmazione di 96 Case di Comunità, al 30 giugno di quest’anno 31 strutture hanno attivato almeno un servizio, e solo 6 sono pienamente operative con tutti i servizi obbligatori – tra cui una sola con la presenza sia di medici sia di infermieri. Le Centrali operative territoriali risultano attive e funzionanti, ma la situazione è ben diversa per gli ospedali di comunità: dei 30 previsti, solo uno risulta effettivamente in funzione secondo i dati regionali aggiornati al 30 giugno 2025.Ma secondo l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, «il Piemonte è tra le Regioni più virtuose d’Italia con le migliori performance sanitarie mantenendo l’adempienza piena ai livelli essenziali di assistenza e confermando un posizionamento tra le prime in Italia in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme».Riboldi non ignora le sfide: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese».Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali, annuncia l’assessore, sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».Immediato l’affondo del consigliere e segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi: «Il rapporto Gimbe è durissimo e fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: il Servizio sanitario vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato. Così aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga. Si tratta di un attacco durissimo alle scelte del governo Meloni e alla propaganda che la destra continua a mettere in campo sul tema del diritto alla salute».E attacca direttamente Riboldi: «Solo l’assessore sembra non accorgersene e continua a descrivere una realtà lontana dai problemi: snocciola dati, ma dimentica di dire alcune cose: prima di tutto che la qualità delle cure in Piemonte è possibile grazie all’abnegazione degli operatori, nonostante i disastri del governo e che la nostra regione rispetta l’erogazione e adempie i parametri dei livelli essenziali di assistenza ininterrottamente dal 2010. Che secondo quanto riportato nel rapporto in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri di libera scelta e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48% del valore complessivo dei contratti per i gettonisti a livello nazionale con un valore assoluto più alto (115,2 milioni di euro contro 105 milioni dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024: siamo a più di 390 mila – incalza Rossi ricordando che – siamo ancora in attesa di un piano straordinario di assunzioni fondato su un’analisi seria dei fabbisogni, ad oggi, mancante».© 2025 La Voce di Novara Riproduzione RiservataLa Voce di Novara è un progetto nato nel 2017 con l’obiettivo di offrire una nuova voce dei nostri territori.Curiosità, innovazione, accessibilità, identità, comunità e socialità sono le parole che accomunano il nostro progetto e costituiscono l’essenza del nostro manifesto e della nostra linea editoriale.Un giornale interamente online che nel tempo è stato sempre più riconosciuto dalla comunità locale per un’informazione accorta ed equilibrata, senza tesi precostituite e che trasmette semplicità e qualità al tempo stesso. Un progetto frutto di persone libere e “normali”, partito dalla città capoluogo nella quale si fondano le nostre radici, ma aperto ai territori limitrofi e a tutto il Nord Ovest, allo scopo di coinvolgere anche le aree dei nostri laghi. La dimostrazione che il web sa essere local e global allo stesso tempo.La Voce di Novara è un progetto nato nel 2017 con l’obiettivo di offrire una nuova Voce dei nostri territori.Curiosità, innovazione, accessibilità, identità, comunità e socialità sono le parole che accomunano il nostro progetto e costituiscono l’essenza del nostro manifesto e della nostra linea editoriale.Un giornale interamente online che nel tempo è stato sempre più riconosciuto dalla comunità locale per un’informazione accorta ed equilibrata, senza tesi precostituite e che trasmette semplicità e qualità al tempo stesso. Un progetto frutto di persone libere e “normali”, partito dalla città capoluogo nella quale si fondano le nostre radici, ma aperto ai territori limitrofi e a tutto il Nord Ovest, allo scopo di coinvolgere anche le aree dei nostri laghi. La dimostrazione che il web sa essere local e global allo stesso tempo.Copyright © 2025lavocedinovara.com Tutti i diritti riservatiLa Voce di Novara è un marchio di Editrice Broletto s.r.l. Corte degli Arrotini 1 - 28100 Novara - P.IVA 02535970038Testata registrata presso il Tribunale di Novara n. 638/17 Direttore responsabile Cecilia Colli tp:writer§§ Cecilia Colli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902879808744.PDF §---§ title§§ L’assessore Riboldi su sanità Piemonte: “Il rapporto Gimbe conferma: siamo tra le regioni virtuose. Ora avanti decisi su liste d’attesa e personale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902100400090.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mag.corriereal.info" del 09 Oct 2025
«Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A d
pubDate§§ 2025-10-09T00:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902100400090.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902100400090.PDF', 'title': 'mag.corriereal.info'} tp:url§§ https://mag.corriereal.info/wordpress/2025/10/09/lassessore-riboldi-su-sanita-piemonte-il-rapporto-gimbe-conferma-siamo-tra-le-regioni-virtuose-ora-avanti-decisi-su-liste-dattesa-e-personale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902100400090.PDF tp:ocr§§ Condividi«Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato mercoledì a Roma.«Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai LEA, confermando un posizionamento tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme».Oltre alla continuità nei LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia elementi di forza strutturali:Spesa sanitaria privata sotto controllo, a tutela dell’universalismo e dell’equità di accesso;Saldo netto della mobilità passa da meno 19 milioni di euro a meno 5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni di euro;Progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e iniziative di telemedicina.Tuttavia, l’Assessore non ignora le sfide: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese».Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».Condividi tp:writer§§ corriereal guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902100400090.PDF §---§ title§§ Mantova Università Aperta, la Cultura della Cura: il Campus si apre alla cittadinanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903054309497.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mantovauno.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "napoli.repubblica.it" del 09 Oct 2025
Il report Gimbe rilancia il caso dello squilibrio nella ripartizione dei finanziamenti: “Nel Mezzogiorno i cittadini hanno una assistenza peggiore e p…
pubDate§§ 2025-10-09T06:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902964408602.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902964408602.PDF', 'title': 'napoli.repubblica.it'} tp:url§§ https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/10/09/news/sanita_allarme_fondi_in_campania_cosi_meno_cure_per_le_fasce_deboli-424900857/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902964408602.PDF tp:ocr§§ Il report Gimbe rilancia il caso dello squilibrio nella ripartizione dei finanziamenti: “Nel Mezzogiorno i cittadini hanno una assistenza peggiore e p…--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902964408602.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe 2025: 1 italiano su 10 rinuncia alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903035109433.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nurse24.it" del 09 Oct 2025
L''ottavo rapporto Gimbe mette in luce un Ssn sottofinanziato, pochi infermieri e LEA diseguali. I dati, gli impatti per i professionisti e le proposte per rilanciare la sanità.
pubDate§§ 2025-10-09T10:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903035109433.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903035109433.PDF', 'title': 'nurse24.it'} tp:url§§ https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/rapporto-gimbe-2025-ssn.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903035109433.PDF tp:ocr§§ L’8° Rapporto GIMBE fotografa un SSN in affanno strutturale. Dopo anni di pandemia e inflazione, il finanziamento pubblico non tiene il passo dei bisogni, cresce la spesa privata, si allargano i divari territoriali e il personale sanitario è allo stremo. Dietro i numeri, una domanda: riuscirà l’Italia a garantire cure pubbliche, eque e universali?Il Fondo sanitario nazionale è insufficienteNino Cartabellotta, presidente fondazione GimbeNegli ultimi tre anni, il Fondo sanitario nazionale (FSN) è cresciuto nominalmente, da 125,4 miliardi nel 2023 a 136,5 nel 2025, ma il valore reale si è eroso sotto la spinta di inflazione e rincari energetici.In rapporto al PIL, il finanziamento pubblico scende dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2025. Tradotto: meno risorse effettive per un sistema con bisogni crescenti.Le proiezioni della manovra economica non lasciano margini di ottimismo. Entro il 2028, il rapporto FSN/PIL potrebbe calare al 5,8%, mentre i fabbisogni sanitari tendenziali indicano uno scarto fino a 13 miliardi di euro.Il risultato? Regioni costrette a scegliere fra due strade impopolari: aumentare le tasse locali o tagliare servizi ai cittadini.Spesa sanitaria e disuguaglianzeNel 2024 la spesa sanitaria complessiva italiana ammonta a 185,1 miliardi di euro. Di questi, 137,5 miliardi sono pubblici (74,3%) e 47,7 miliardi privati, di cui ben 41,3 miliardi direttamente a carico dei cittadini (out-of-pocket).In altre parole, quasi un euro su quattro per la salute è pagato di tasca propria. L’86,7% della spesa privata non è intermediata da fondi o assicurazioni, segno che la sanità integrativa non sta svolgendo un vero ruolo di compensazione.Le conseguenze sono evidenti: 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2024, in 3 milioni per motivi economici e in 4 milioni per le liste d’attesa troppo lunghe. La forbice si allarga fra chi può permettersi la cura e chi deve rinunciare o spostarsi in un’altra regione.Perché è un problema strutturale ?L’Italia spende meno della media europea in sanità pubblica (in rapporto al PIL e pro-capite), ma più della media OCSE in spesa diretta. Questo spostamento del peso finanziario sui cittadini aumenta le diseguaglianze e riduce la fiducia nel sistema pubblico.?Quando la spesa privata cresce, aumenta anche la frammentazione dei percorsi di cura. L’infermiere, spesso unico punto di riferimento per il paziente cronico o fragile, deve gestire assistiti che alternano pubblico e privato, con scarsa continuità assistenziale e maggiori rischi di inappropriatezza.Livelli essenziali di assistenza: la frattura Nord-SudNonostante l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2025, del Decreto Tariffe che rende finalmente esigibili le nuove prestazioni ambulatoriali e protesiche, l’aggiornamento dinamico dei LEA è ancora in stallo.Il monitoraggio 2020–2023 del Nuovo Sistema di Garanzia mostra che solo 13 Regioni risultano adempienti nel 2023, con peggioramenti in otto territori. La geografia dell’assistenza resta diseguale: il Nord adempiente, il Sud in difficoltà cronica.A peggiorare il quadro, la mobilità sanitaria: nel 2022 i cittadini hanno speso oltre 5 miliardi di euro per curarsi fuori regione, quasi un quarto dei quali in strutture private accreditate. È il segno di un SSN che non garantisce gli stessi diritti di salute da Milano a Palermo.Una spesa costituzionalmente necessariaNegli ultimi anni la giurisprudenza ha chiarito un principio fondamentale: i LEA sono spesa costituzionalmente necessaria. In altre parole, non possono essere compressi per esigenze di bilancio.Una serie di sentenze della Corte costituzionale ha ribadito che la tutela della salute non è un diritto “finanziariamente condizionato”. Le Regioni e lo Stato devono garantire i LEA anche in presenza di vincoli economici, tagliando altre spese se necessario.Questo orientamento ha un impatto concreto: spin ge Governo e Regioni a riconsiderare le priorità di bilancio e a garantire prima i diritti essenziali, poi tutto il resto. Ma serve anche un sistema di monitoraggio trasparente e continuo, che oggi manca.?Il riconoscimento dei LEA come spesa prioritaria implica anche la tutela del personale necessario a garantirli. Ogni livello essenziale, infatti, ha un corrispettivo organizzativo: per assicurarlo servono organici e competenze. La carenza di infermieri mette a rischio non solo i servizi, ma la stessa applicazione del principio costituzionale.Carenza di personale e crisi infermieristicaLa carenza di personale sanitario resta il principale fattore di fragilità del sistema pubblico. Secondo il Rapporto, nel 2023 gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale erano 277.164, pari a 4,7 ogni 1.000 abitanti. Una densità ben lontana dalla media OCSE (9,5) e da quella europea (8,5).Non solo: in Italia si laureano appena 17,3 infermieri ogni 100.000 abitanti, contro i 45 della media OCSE. Il calo di attrattività dei corsi di laurea in infermieristica è un segnale allarmante: nel 2025/26 il rapporto domande/posti è sceso sotto 1, a 0,9.Rapporti sbilanciati e professionisti demotivatiIl rapporto infermieri/medici è di 1,3 nel complesso nazionale (2,54 nel perimetro contrattuale Ssn), ma con grandi differenze territoriali: da 1,82 in Sicilia a 3,26 nella PA di Bolzano. A livello OCSE, la media è 2,4.?Le retribuzioni non aiutano: un infermiere ospedaliero italiano guadagna in media 45.434 dollari PPA, contro i 60.260 della media OCSE.La combinazione di turni insostenibili, bassi salari e limitate prospettive di carriera alimenta l’esodo: molti infermieri scelgono il privato o l’estero. La conseguenza è una spirale che riduce la capacità assistenziale e mina la sicurezza delle cure.Senza infermieri non c’è prossimità, senza prossimità il PNRR non si realizza.La crisi infermieristica non è solo un problema di numeri, ma di modello. Il Ssn deve ripensare la presa in carico territoriale, definendo standard minimi di staffing e valorizzando le competenze avanzate. Figure come l’infermiere di famiglia e di comunità sono il cardine del nuovo paradigma assistenziale, ma restano ancora sottofinanziate e frammentate.PNRR e assistenza territorialeLa Missione 6 – Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta la grande promessa di modernizzazione del Ssn. Tuttavia, al 30 giugno 2025, solo il 21% delle Case della Comunità risulta pienamente attivo, con appena 46 sedi dotate di équipe medica e infermieristica complete.Gli Ospedali di Comunità “attivi” sono il 49,8%, ma in molti casi si tratta di strutture temporanee o ancora prive di personale stabile. La rete di cure intermedie è dunque incompleta, mentre le riforme sul territorio rischiano di restare un guscio vuoto.Ritardi e asimmetrieI ritardi non riguardano solo i cantieri. La digitalizzazione (Fascicolo sanitario elettronico, interoperabilità) avanza a macchia di leopardo, il programma antisismico accumula criticità tecniche e amministrative e mancano dati pubblici aggiornati su vari target intermedi.Liste d’attesa e governance della domandaLa lotta alle liste d’attesa resta uno dei fronti più delicati del Ssn. Il nuovo decreto Liste d’attesa ha introdotto misure innovative, dalla Piattaforma nazionale (PNLA) agli incentivi per l’attività aggiuntiva, ma la sua attuazione procede a rilento.Al momento, la piattaforma consente solo una visibilità parziale dei dati, senza confronti omogenei tra Regioni e aziende. In assenza di personale sufficiente, molte agende restano sature e i pazienti continuano a rivolgersi al privato, alimentando un circuito di spesa insostenibile.Per affrontare davvero l’annoso problema delle liste d’attesa, secondo Gimbe, sono fondamentali tre pilastri:Riorganizzazione delle agende per priorità cliniche realiAssunzioni mirate per copri re turni e reparti scopertiRiduzione dell’inappropriatezza prescrittiva, che oggi incide fino al 30% delle richiesteL’infermiere case manager può giocare un ruolo chiave nel governo delle liste, integrando triage clinico e orientamento del paziente. Investire su questa figura significa ridurre tempi, errori e diseguaglianze di accesso.Sanità privata e accreditataNel 2023 le strutture private accreditate rappresentano il 58% del totale censito in Italia. La spesa sanitaria destinata al convenzionato cresce in valore assoluto, ma la quota sul totale scende al 20,8%, minimo storico.Parallelamente, la spesa diretta dei cittadini verso il privato puro, ovvero strutture non accreditate, è più che raddoppiata dal 2016 al 2023 (+137%). È il segnale di un mercato in espansione, alimentato dalle attese nel pubblico e dalle difficoltà del Ssn.Una privatizzazione silenziosaQuesto doppio binario genera una nuova disuguaglianza: chi può permetterselo si cura in tempi rapidi nel privato; chi non può, resta in lista o rinuncia. La conseguenza è un progressivo indebolimento del principio costituzionale di universalità.?La crescita del privato modifica anche l’offerta di lavoro: molti infermieri migrano verso strutture private o cooperative, attratti da stipendi leggermente più alti o orari più flessibili. Tuttavia, questa transizione rischia di impoverire il sistema pubblico e frammentare la formazione continua.Finanziamento e riparto del Fondo sanitarioNegli ultimi anni, la distribuzione del Fondo sanitario nazionale (FSN) tra le Regioni è stata oggetto di diverse revisioni. Dal 2023 il riparto tiene conto di nuovi fattori (mortalità precoce e tre indicatori socio-economici: tasso di disoccupazione, livello di istruzione e indicatori di povertà relativa o deprivazione) ma il 60% della quota resta ancora non pesata per età o bisogni assistenziali.Il risultato? Cambiano le formule, ma le differenze restano. Nel 2024 la Liguria riceve la quota pro-capite più alta (2.261 €), mentre la Campania è tra le grandi Regioni con la più bassa (2.135 €). Il divario rispetto alla media nazionale (2.181 €) può superare gli 80 euro a persona.Il nodo Nord-SudQuesto sistema non intercetta i bisogni legati alla deprivazione sociale, all’età pediatrica o alle aree interne, dove garantire la stessa assistenza costa di più. Così le Regioni con maggiore povertà o dispersione territoriale partono svantaggiate.Il criterio di riparto deve riflettere i bisogni di salute, non solo i conti della demografia, osserva Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. ?Per gli infermieri che operano nelle aree più svantaggiate, il sottofinanziamento cronico significa dotazioni incomplete, mancanza di formazione continua e turni sotto organico. Uniformare il riparto non è solo una questione di equità territoriale, ma di sicurezza professionale.Il futuro del SsnIl quadro tracciato dal Rapporto Gimbe non lascia spazio a illusioni: senza una svolta politica e culturale, il Ssn rischia di non reggere l’urto del futuro. La transizione demografica, la cronicità, la carenza di personale e le nuove tecnologie non si governano con logiche d’emergenza.Serve un Patto nazionale per la salute che metta in sinergia istituzioni, professionisti e cittadini.?Serve riconoscere il valore strategico del capitale umano, non solo come costo ma come investimento.?E serve una visione integrata in cui la cura non sia solo prestazione, ma relazione, continuità, prossimità. Tags :Infermieri, Salute & Benessere, Attualità Infermieri tp:writer§§ Silvia Fabbri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903035109433.PDF §---§ title§§ Sanità Campania: meno fondi, cure ridotte e aspettativa di vita più bassa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902729610494.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ottopagine.it" del 09 Oct 2025
Il report Gimbe fotografa la crisi sanitaria in Campania
pubDate§§ 2025-10-09T14:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902729610494.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902729610494.PDF', 'title': 'ottopagine.it'} tp:url§§ https://www.ottopagine.it/na/attualita/405662/sanita-campania-meno-fondi-cure-ridotte-e-aspettativa-di-vita-piu-bassa.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902729610494.PDF tp:ocr§§ Napoli. Meno fondi, servizi sanitari ridotti e un'aspettativa di vita di tre anni inferiore rispetto al Nord. È la fotografia drammatica della sanità in Campania scattata dall'ultimo report della Fondazione Gimbe, che accende i riflettori sullo squilibrio nella ripartizione dei finanziamenti e le sue conseguenze sulla salute dei cittadini. Un divario che, secondo l'analisi, costringe le regioni del Mezzogiorno a un paradosso: "I cittadini hanno un'assistenza peggiore e pagano tasse più alte".Il nodo dei finanziamenti: la Campania è la più penalizzataIl primo problema riguarda il Fondo Sanitario Nazionale, punto sul quale il governatore uscente Vincenzo De Luca ha spesso insistito nel corso di questi ultimi dieci anni per sottolineare la grave disparità di trattamento destinata alla regione Campania nel riparto dei soldi. Nonostante le risorse siano aumentate dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 previsti per il 2025, la ripartizione resta "profondamente iniqua". I criteri, solo recentemente rivisti, continuano a privilegiare le regioni con una popolazione più anziana, lasciando indietro quelle più giovani.I numeri parlano chiaro. Nel 2024, la spesa pro-capite in Liguria è stata di 2.261 euro, mentre in Campania è scesa a 2.135 euro, la più bassa in Italia. Seguono, a sorpresa, Lombardia (2.154 euro), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). In valori assoluti, il divario si traduce in un taglio di 256,5 milioni di euro per la Campania.«Senza un deciso rifinanziamento, il divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le regioni a scelte dolorose: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale», avverte il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.Livelli Essenziali di Assistenza: la "cartina di tornasole" della mobilitàUn paradosso emerge dall'analisi sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Nonostante la Campania abbia superato gli esami sui Lea nel 2023 – un traguardo raggiunto solo da 13 regioni – rimane intrappolata nel Piano di rientro, con un ricorso ancora in attesa di verifica al Tar.La vera "cartina di tornasole" della disparità, sottolinea il report, è la mobilità sanitaria. Nel 2022, questo fenomeno ha superato i 5 miliardi di euro. Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto hanno incassato il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo (i cittadini che devono migrare per curarsi) si concentra in cinque regioni del Sud – Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia – e nel Lazio.Aspettativa di vita: in Campania si vive 3 anni in menoIl capitolo più spinoso è quello sull'aspettativa di vita. Le stime Istat per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni, ma con un divario Nord-Sud marcato: si va dagli 84,7 anni della provincia di Trento agli 81,7 della Campania. Un gap di 3 anni che suona come un durissimo indicatore della qualità del servizio.«È un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Sud, dove i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano tasse più alte».La corsa del "privato puro"A crescere, intanto, è il ricorso al privato. Non quello accreditato, ma il cosiddetto "privato puro". I dati del Ministero della Salute rivelano che, tra il 2016 e il 2023, la spesa delle famiglie presso queste strutture è esplosa, aumentando del 137%, da 3,05 a 7,23 miliardi di euro. Un segnale di un malessere del Sistema Sanitario Nazionale che, al Sud, mostra le sue crepe più profonde. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902729610494.PDF §---§ title§§ Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892408874.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 09 Oct 2025
Il nuovo rapporto evidenzia come promuovere l’invecchiamento in buona salute e rafforzare l’assistenza domiciliare sia non solo eticamente giusto, ma anche economicamente vantaggioso. Investire in prevenzione, ambienti abitativi adatti e servizi territoriali riduce i costi sanitari e migliora la qualità della vita degli anziani. IL RAPPORTO
pubDate§§ 2025-10-09T07:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892408874.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892408874.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132494 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892408874.PDF tp:ocr§§ Tweet stampa Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita Il nuovo rapporto evidenzia come promuovere l’invecchiamento in buona salute e rafforzare l’assistenza domiciliare sia non solo eticamente giusto, ma anche economicamente vantaggioso. Investire in prevenzione, ambienti abitativi adatti e servizi territoriali riduce i costi sanitari e migliora la qualità della vita degli anziani. IL RAPPORTO 09 OTT - L'invecchiamento della popolazione è una realtà con cui l’Italia – e tutto il mondo Ocse – deve confrontarsi. Ma vivere più a lungo non significa necessariamente vivere meglio. È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo rapporto dell’Ocse “The Economic Benefit of Promoting Healthy Ageing and Community Care”, un’analisi approfondita che dimostra come investire in prevenzione e assistenza domiciliare non solo migliori la qualità della vita degli anziani, ma rappresenti anche una scelta economicamente vantaggiosa per i sistemi sanitari.Un'Italia che invecchia, ma non in saluteTra il 2012 e il 2023, l’aspettativa di vita a 60 anni è aumentata di solo un anno nei paesi Ocse, contro l’aumento di 1,7 anni tra il 2001 e il 2011. Ancora più preoccupante è il fatto che solo una parte di questi anni aggiuntivi viene vissuta in buona salute: il divario medio tra aspettativa di vita e aspettativa di vita in salute è passato da 5,2 a 5,7 anni. In Italia, uno dei paesi con maggiore longevità, la situazione è simile: gli anziani vivono di più, ma con più disabilità e malattie croniche.Molte persone anziane non conducono uno stile di vita che favorisca un invecchiamento sano. L'attività fisica è stata costantemente identificata come una strategia efficace per ridurre il declino cognitivo e le cadute. Può ridurre del 15% il numero di persone di età pari o superiore a 65 anni che subiscono almeno una caduta e del 38% l'incidenza delle cadute. Tuttavia, nel 2019, poco più di una persona su quattro di età pari o superiore a 65 anni soddisfaceva le raccomandazioni dell'Oms di almeno 150 minuti di esercizio fisico di intensità moderata alla settimana. I livelli di attività fisica variavano notevolmente tra i paesi dell'Ocse. In otto paesi dell'Ocse (Repubblica Ceca, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Grecia, Portogallo e Turchia), meno di una persona su dieci di età pari o superiore a 65 anni rispondeva alle raccomandazioni, rispetto a una su due nei Paesi Bassi, in Norvegia, Svezia e Svizzera. Analogamente, in Australia meno dell'11% della popolazione di età pari o superiore a 65 anni ha svolto meno di 30 minuti di attività fisica in almeno 5 giorni alla settimana.Prevenzione e assistenza domiciliare: un investimento intelligenteIl rapporto Ocse mostra dati chiari: un incremento del 10% nella spesa per la prevenzione è associato a una riduzione dello 0,9% nella prevalenza di malattie croniche in cinque anni. Inoltre, destinare più risorse all’assistenza domiciliare – anziché in struttura – è economicamente vantaggioso: un aumento del 10% nella quota di spesa destinata alla cura a domicilio può ridurre del 4,9% la spesa complessiva per l’assistenza a lungo termine.Case non adatte e servizi insufficienti: le barriere da superareUn altro aspetto critico messo in luce è l'inadeguatezza degli ambienti domestici. Solo il 20% degli anziani vive in abitazioni con adattamenti utili alla mobilità, e solo il 5% dispone di rampe o soluzioni per le scale. In Italia, dove il patrimonio edilizio è spesso datato, questo dato assume un peso ancora maggiore.Anche i servizi domiciliari restano limitati: in oltre il 40% dei paesi Ocse – tra cui l’Italia – esistono restrizioni al numero di ore di assistenza disponibili, e molte attività fondamentali (come fare la spesa o accompagnare a visite) non sono coperte da fondi pubblici.Alcuni paesi stanno già sperimentando soluzioni efficaci: la Norvegia ha dimostrato che le visite domiciliari preventive riducono i ricoveri o spedalieri e l’ingresso in strutture residenziali. Il Giappone include screening sanitari obbligatori nei centri diurni, e i Paesi Bassi promuovono forme abitative condivise o intergenerazionali per combattere l’isolamento.L’Italia, pur con alcune eccellenze locali, appare ancora indietro. L’Ocse suggerisce politiche più incisive per individuare precocemente le fragilità, rafforzare l’integrazione tra sanitario e sociale, e adattare l’ambiente urbano e domestico alle esigenze dell’età avanzata.Il messaggio del rapporto è inequivocabile: promuovere un invecchiamento sano non è solo una scelta etica, ma una necessità economica. Con una popolazione sempre più anziana e una spesa sanitaria destinata a crescere, l’Italia deve cogliere l’opportunità di investire nella prevenzione, nell’assistenza domiciliare e in politiche abitative adeguate. L’invecchiamento sano non è solo un traguardo individuale, ma una strategia per il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale. 09 ottobre 2025© Riproduzione riservataAllegati: RapportoAltri articoli in Studi e Analisi Salute mentale: un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe Come far rientrare le Aou nel perimetro della legalità Medici di famiglia e pediatri sempre meno numerosi: in dieci anni persi oltre 8 mila professionisti. Ed è allarme pensionamenti Monitoraggio Covid. Si ferma la crescita: nuovi casi in calo del 2% La natura fa bene alla salute. Dall’Iss un progetto per integrarla con le cure e la prevenzione tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892408874.PDF §---§ title§§ West Nile. Ecdc: “Quasi 1.000 casi autoctoni in Europa nel 2025, l’Italia al centro dell’epidemia” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902900808974.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 09 Oct 2025
Nel 2025 l’Europa ha registrato quasi 1.000 casi autoctoni di infezione da virus West Nile, con l’Italia epicentro dell’epidemia (714 casi e 48 decessi). Il virus si è diffuso in nuove aree e specie animali, confermando un’espansione geografica continua. Le condizioni climatiche favorevoli e una sorveglianza intensiva spiegano la forte incidenza italiana.
pubDate§§ 2025-10-09T08:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902900808974.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902900808974.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132528 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902900808974.PDF tp:ocr§§ Tweet stampa West Nile. Ecdc: “Quasi 1.000 casi autoctoni in Europa nel 2025, l’Italia al centro dell’epidemia” Nel 2025 l’Europa ha registrato quasi 1.000 casi autoctoni di infezione da virus West Nile, con l’Italia epicentro dell’epidemia (714 casi e 48 decessi). Il virus si è diffuso in nuove aree e specie animali, confermando un’espansione geografica continua. Le condizioni climatiche favorevoli e una sorveglianza intensiva spiegano la forte incidenza italiana. 09 OTT - Fino al 3 ottobre 2025, in 13 Paesi europei sono stati segnalati 989 casi umani di infezione da virus West Nile (WNV) con luogo d’infezione conosciuto. Le prime manifestazioni si sono verificate il 2 giugno, mentre l’ultimo caso è datato 26 settembre.I Paesi più colpiti: Italia (714 casi), Grecia (91), Serbia (60), Francia (42), Romania (36), Spagna (23), Ungheria (11), Croazia (4), Albania (3), Macedonia del Nord (2), Bulgaria (1), Kosovo (1) e Turchia (1). In Europa sono state registrate 63 morti.I numeri finora riportati superano la media del decennio per lo stesso periodo (687 casi). Tuttavia, restano inferiori ai valori registrati nel 2018, 2022 e 2024 — anni “di punta” per la circolazione virale, quando già entro questo periodo erano stati superati i 1.200 casi. Va ricordato che i dati del 2025 sono in parte ritardati e incompleti, per cui ogni confronto va fatto con cautela.L’Italia al centro dell’epidemiaL’Italia sta vivendo una grande epidemia: 714 infezioni confermate, di cui 48 decessi (tasso di mortalità del 6,7?%, in linea con le attese). È il numero più alto di casi umani riportati nel Paese in questo momento dell’anno. Le zone più colpite sono il Lazio (252 casi: Latina, Roma e Frosinone) e la Campania (124 casi: Napoli, Caserta, Salerno e Avellino). In molte altre regioni si registrano numeri simili agli anni precedenti.Al 3 ottobre 2025, i casi autoctoni umani sono stati segnalati in 139 regioni di 13 Paesi, contro le 179 regioni (in 18 Paesi) nello stesso periodo del 2024. Tutti questi Paesi avevano già segnalato casi umani in passato.Quest’anno, 35 regioni hanno riportato per la prima volta casi umani. In Italia, queste includono province come Genova, Sondrio, Avellino, Brindisi, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Siracusa, Nuoro, Sud Sardegna, Grosseto, Massa-Carrara, Arezzo, Siena, Latina e Frosinone. Altri “nuovi” territori sono presenti in Francia, Grecia, Spagna, Croazia, Kosovo, Romania e Turchia.La maggior parte dei casi riguarda uomini di età pari o superiore a 65 anni. L’88?% dei casi è ricoverato (contro il 91?% della media del decennio), poiché le sorveglianze tendono a catturare le forme più gravi. Il tasso di mortalità è attualmente di circa 7?%, leggermente inferiore alla media decennale del 10?%. Le manifestazioni neurologiche sono state riportate nel 56?% dei casi (rispetto al 67?% medio nel decennio), coerente con il fatto che i casi più severi sono quelli più facilmente diagnosticabili.La situazione negli animali: cavalli e uccelliDa un punto di vista veterinario, sono stati segnalati 127 focolai tra equidi e 217 focolai tra uccelli in Europa nel 2025. Il primo focolaio è stato registrato il 15 gennaio (equidi, in Germania) e il 16 febbraio (uccelli, in Italia); l’ultimo focolaio risale al 23 settembre (equidi, Ungheria) e 26 settembre (uccelli, Germania).Equidi: segnalati focolai in Italia (59), Francia (37), Croazia (10), Ungheria (7), Germania (5), Grecia (4), Spagna (4) e Austria (1).Uccelli: l’Italia segnala ben 192 focolai; altri Paesi coinvolti sono Germania (15), Belgio (3), Spagna (3), Austria (2), Croazia (1) e Ungheria (1).Tra le specie di uccelli maggiormente coinvolte, spiccano il corvo cornacchia (47 focolai) e la gazza (40). Seguono la colomba, il falco, il gabbiano, varie specie di rapaci e altri uccelli con 1-4 segnalazioni.Tra giugno e agosto 2025, i focolai negli equidi hanno superato la media decennale per quei mesi, mentre i focolai negli u ccelli sono rimasti sotto la media triennale (2022-2024), tranne che in agosto. Tuttavia, anche questi valori sono inferiori rispetto a quelli dell’intensa stagione 2024.Finora, focolai in uccelli o equidi sono stati segnalati in 95 regioni di 9 Paesi. Tra questi, il Belgio ha registrato per la prima volta focolai in uccelli (tre focolai in corvi e gazze nello stesso mese), pur non avendo mai avuto casi umani autoctoni. Ciò segnala un possibile emergere recente del virus nel Paese.In 23 regioni europee, i focolai animali sono stati riferiti per la prima volta nel 2025, incluse varie province italiane, francesi, croate, spagnole, tedesche e austriache. In Grecia, nella zona di Thasos-Kavala, è stato segnalato il primo focolaio in equidi dopo 12 anni.Alcuni focolai segnalati durante l’inverno (quando l’attività delle zanzare è minima), nel gennaio (Germania) o febbraio (Italia), devono essere interpretati con cautela: potrebbero riflettere la presenza persistente di anticorpi o RNA virale residuo, piuttosto che trasmissione attiva nel 2025.Concentrazione italiana e implicazioniSei Paesi — Italia, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria e Spagna — hanno riportato casi umani e focolai in animali. L’Italia, da sola, rappresenta il 72?% dei casi umani e il 73?% dei focolai in animali, evidenziando la forte attività virale in vaste aree del Paese. Questo fenomeno è probabilmente favorito da condizioni climatiche, ambienti ecologicamente favorevoli (zone umide, aree agricole) e da una sorveglianza intensiva che aumenta la probabilità di rilevamento.L’emersione del virus in nuove aree e la rilevazione di focolai in Paesi finora illesi (come il Belgio) sottolineano l’espansione geografica continua del WNV, probabilmente favorita da cambiamenti ambientali, climatici ed ecologici. Inoltre, un aumento della sensibilità ai controlli o una maggiore consapevolezza nelle aree finora “silenti” può contribuire alla rilevazione.Va considerato che, dato il ritardo nella diagnosi e segnalazione e il fatto che molte infezioni da WNV siano asintomatiche, i numeri riportati sottostimano probabilmente l’effettiva circolazione virale. La sorveglianza umana stagionale tende a concentrarsi sui casi confermati in laboratorio, contribuendo ai ritardi diagnostici.Tenendo presente che le condizioni meteorologiche stanno diventando meno favorevoli per la trasmissione, è prevista una diminuzione delle nuove infezioni umane e dei focolai animali nelle prossime settimane. Nelle stagioni precedenti, il picco di trasmissione è spesso ricaduto tra agosto e settembre. 09 ottobre 2025© Riproduzione riservataAltri articoli in Studi e Analisi Salute mentale: un adulto su 5 in Europa convive con sintomi di ansia o depressione. Ocse: servono interventi precoci e accesso più facile alle cure. In Italia forti disuguaglianze Ocse: investire in prevenzione e assistenza domiciliare riduce i costi del 5% e migliora vita L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe Come far rientrare le Aou nel perimetro della legalità Medici di famiglia e pediatri sempre meno numerosi: in dieci anni persi oltre 8 mila professionisti. Ed è allarme pensionamenti Monitoraggio Covid. Si ferma la crescita: nuovi casi in calo del 2% tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902900808974.PDF §---§ title§§ Sanità, Galletti (M55): "Mancheranno 13 miliardi e in Toscana è già allarme carenza medici di famiglia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902898309073.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radiosienatv.it" del 09 Oct 2025
8 Ottobre 2025 "Abbiamo ricevuto dai nostri parlamentari i dati dell’ottavo rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale: i numeri parlano chiaro, da qui al 2018
pubDate§§ 2025-10-09T08:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902898309073.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902898309073.PDF', 'title': 'radiosienatv.it'} tp:url§§ https://www.radiosienatv.it/sanita-galletti-m55-mancheranno-13-miliardi-e-in-toscana-e-gia-allarme-carenza-medici-di-famiglia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902898309073.PDF tp:ocr§§ “Abbiamo ricevuto dai nostri parlamentari i dati dell’ottavo rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale: i numeri parlano chiaro, da qui al 2018 mancheranno 13 miliardi e a causa dei tagli dello Stato le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi. Per la Toscana, in particolare, l’allarme è sui medici di famiglia: la nostra Regione è fatta di tanti piccoli borghi e paesini che sono bellissimi ma che non sono attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai toscani che vivono a Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio o San Casciano dei Bagni, dove poter scegliere il medico di famiglia è un privilegio. Però chi abita nei piccoli paesi paga le tasse come chi abita a Pisa e Firenze e ha diritto ad essere assistito bene e sul territorio”.Interviene così Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle.“È un problema che non possiamo più ignorare – prosegue -: il rapporto Gimbe ce lo indica come il più urgente. Le soluzioni ci sono e quando saremo al Governo della Regione le porteremo sui tavoli della discussione: la medicina generale deve essere integrata nella medicina territoriale. La Regione deve investire nelle Case della Salute che vanno terminate, laddove i lavori messi in campo grazie al Pnrr non sono stati ancora ultimati, e ripopolate, laddove sono state costruite ma sono ancora vuote per mancanza di personale. Lo Stato deve assumere nuovi medici. E la Scuola di Specializzazione deve essere aperta anche a chi ancora non esercita per permettere di ampliare più velocemente la platea dei medici di famiglia: saranno poi gli stessi medici a decidere, una volta terminata la specializzazione, se rimanere nel vecchio sistema a partita iva o farsi assumere in una Casa della Salute.Le soluzioni spendibili sono diverse e possono essere messe in atto solo con il dialogo fra le istituzioni. Quello che è chiaro è che non possiamo più aspettare: la Toscana invecchia e la mancanza dei medici di famiglia diventerà un problema sempre più importante, anche perché sono proprio gli anziani ad avere più bisogno di essere seguiti per le patologie croniche e sono soprattutto loro che abitano i paesi delle zone periferiche, che sono vaste ma con una bassa densità di popolazione. Scommettendo sulla sanità territoriale e sulle Case della Salute garantiremo ai toscani presidi sanitari di qualità, sul territorio e attrezzati per offrire risposte tempestive e, contestualmente, potremo alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902898309073.PDF §---§ title§§ Nel mirino delle opposizioni i "conti" dell'Italia che non tornano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903076306773.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 09 Oct 2025
Resta al centro del dibattito politico la manovra e la situazione a Gaza con le opposizioni che chiedono alla presidente del Consiglio Meloni di riferire in aula sulla Flotilla
pubDate§§ 2025-10-09T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903076306773.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903076306773.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2025/10/nel-mirino-delle-opposizioni-i-conti-dellitalia-che-non-tornano-d94f11f1-e144-4d9a-adc5-3dc21bd960fe.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903076306773.PDF tp:ocr§§ Meloni racconta un paese che non c'è. Le opposizioni in vista della manovra danno battaglia nel mirino i dati di Bankitalia dell'Istat e anche quelli allarmanti della Fondazioe Gimbe sulla sanità. Siamo al collasso la salute degli italiani a rischio accusa la segretaria Schlein che torna anche scagliarsi contro Netanyahu e a chiedere al governo protezione per gli attivisti della flottiglia. Giuseppe conte affonda solo tasse e tagli il regalo di meloni nel mirino i soldi per il riarmo e gli extraprofitti delle multinazionali. poi lancia la sua ricetta: quattro misure straordinarie maxi taglio delle tasse aumento dell'assegno unico sanita e ripristino di transizione 4.0 il suo un appello bipartisanMatteo Renzi chiama a raccolta le opposizioni dateci una mano a parlare degli aumenti delle tasse della meloni Stessa linea di Calenda Avs chiede un processo internazionale contro Netanyahu ma anche che la ricostruzione di Gaza sia pagata da Israele che l'ha distrutta tp:writer§§ Enrica Agostini, Rainews 24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903076306773.PDF §---§ title§§ Il rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902992209916.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 09 Oct 2025
Secondo lo studio, la Regione non garantisce i livelli essenziali d’assistenza, mentre il 12% dei cittadini rinuncia alle cure
pubDate§§ 2025-10-09T12:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902992209916.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902992209916.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/abruzzo/video/2025/10/tgr-abruzzo-orsini-dati-sanita-reazioni-politica-f1b97f8d-4bf3-4322-a1a0-86518adf77b1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902992209916.PDF tp:ocr§§ Secondo lo studio, la Regione non garantisce i livelli essenziali d’assistenza, mentre il 12% dei cittadini rinuncia alle cure --PARTIAL-- tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902992209916.PDF §---§ title§§ Sanità, in Piemonte 390 mila persone rinunciano alla cura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903009610190.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 09 Oct 2025
Tra i punti di forza del rapporto: diminuzione dell''esodo dei pazienti e i livelli essenziali di assistenza. Scontro politico sugli organici.
pubDate§§ 2025-10-09T13:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903009610190.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903009610190.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2025/10/sanita-in-piemonte-390-mila-persone-rinunciano-alla-cura-23842b0f-4002-46ec-800c-57c6d88bd80b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903009610190.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 9,2% dei piemontesi ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie. 1 su 10. A dirlo è l'ottavo rapporto della fondazione Gimbe. Un dato che preoccupa anche perché accade in una Regione dove l'aspettativa di vita alla nascita è sempre più alta, sopra gli 83 anni.Roberto Ravello, consigliere regionale FdI: “Non si cura perché aumenta la domanda, certamente ma è una domanda alla quale cerchiamo di rispondere con il massimo dello sforzo potenziando il nostro SSr, anche con nuove assunzioni, siamo a oltre 2000 assunzioni nel comparto dal 2023, negli ultimi due anni”Domenico Rossi, segretario regionale Pd: “Da un lato Meloni sottofinanzia il SSN, dall'altra Cirio non assume abbastanza medici e infermieri, serve un piano straordinario di assunzioni”.La criticità maggiore riguarda ancora le liste d'attesa per una carenza confermata almeno sino al 2023 da un altro rapporto quello di Agenas che sottolinea come il Piemonte abbia perso tra il 2019 e il 2023 283 medici e 473 infermieri. I numeri degli ultimi anni, secondo l'opposizione, non bastano. Soprattutto se si guardano i dati dei pediatri e dei MMG. Secondo Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale di 1 medico per 1200 assistiti, al 1° gennaio del 2024 in regione mancano ben 431 medici di famiglia.Ma ci sono anche dei punti di forza che riguardano in primis le cure essenziali. Un dato del 2023 migliorato rispetto al 2022. La nostra Regione si posiziona al 5° posto e risulta adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia, poi c'è il saldo netto della mobilià dei pazienti che passa da -18,5 milioni a 6 milioni. Si va meno, insomma, a curarsi in altre Regioni. E inoltre l'avanzamento del fascicolo Sanitario Elettronico e la spesa sanitaria privata ancora sotto controllo.Servizio di Silvia Bacci, montaggio Andrea Dudda, interviste a Roberto Ravello, consigliere regionale FdI e a Domenico Rossi, segretario regionale Pd. tp:writer§§ Silvia Bacci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903009610190.PDF §---§ title§§ Cartabellotta, GIMBE: chiamata urgente per il SSN link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902690511079.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 09 Oct 2025
Tra mancati finanziamenti, previsioni di spesa al ribasso, pochi addetti e offerta territoriale che arranca, si rischia il collasso del SSN
pubDate§§ 2025-10-09T17:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902690511079.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902690511079.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2025/10/cartabellotta-gimbe-chiamata-urgente-per-il-ssn-2861c230-04d6-423b-9089-ae27796f79b6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902690511079.PDF tp:ocr§§ Tra mancati finanziamenti, previsioni di spesa al ribasso, pochi addetti e offerta territoriale che arranca, si rischia il collasso del SSN--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902690511079.PDF §---§ title§§ Sanità, 16 miliardi di euro a rischio. Sono troppi i ritardi sul Pnrr - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902761210634.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 09 Oct 2025
Mancano 9 mesi alla scadenza. Ma le strutture finanziate dalla Ue per curare i cittadini vicino a casa non ci sono. Molte di quelle costruite sono scatole vuot…
pubDate§§ 2025-10-09T15:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902761210634.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902761210634.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/09/news/sanita_16_miliardi_a_rischio_ritardi_pnrr-424902275/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902761210634.PDF tp:ocr§§ Meno di nove mesi. Tanto manca alla scadenza finale del Pnrr. Anche se le indicazioni europee per incassare le rate sono state formalmente rispettate, il vero banco di prova sarà il 30 giugno 2026, quando le strutture finanziate con 15,83 miliardi di euro dovranno essere operative e i servizi realmente disponibili per i cittadini.Festival di Salute 2025Il programmaOggi, però, i ritardi nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale fanno temere un pesante spreco di risorse e di credibilità istituzionale. Il cuore della riforma, sancita dal decreto ministeriale 77 del 2022, poggia su tre pilastri: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali (Cot) e Ospedali di Comunità, a cui si affiancano i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi).Avvicinare la sanità al territorioL’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai territori, superare la centralità dell’ospedale e garantire una presa in carico socio-sanitaria integrata, soprattutto per le persone fragili e con cronicità. Purtroppo i dati ufficiali raccontano ritardi difficilmente colmabili in un anno.Secondo il monitoraggio dell’Agenas, al 30 giugno 2025, solo le Cot, finalizzate a coordinare i servizi tra ospedale e territorio, hanno centrato l’obiettivo con 651 strutture previste e tutte le Regioni in regola, tranne Campania e Sardegna che non hanno raggiunto il 100%. Invece, a fronte di una programmazione complessiva di 1.723 Case di Comunità dotate di tutti i servizi obbligatori e di personale sanitario, solo 218 strutture (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, tra queste, appena 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” Redazione Salute 16 Settembre 2025Il ritardoIn 660 strutture (38,3%) risultava attivo un solo servizio, mentre le rimanenti 799 (46,3%) non risultavano aver avviato alcuna attività. E degli Ospedali di Comunità, pensati per i ricoveri brevi di pazienti a bassa complessità, su 592 programmati solo 153 (26%) risultano attivi. Vero è che le soglie minime fissate dal Pnrr sono inferiori al numero di strutture programmate: entro il 30 giugno 2026 devono essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case di Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Ma la distanza dal traguardo resta enorme.L’Adi (ndr. assistenza domiciliare integrata) sembra, almeno sulla carta, un successo: quasi tutte le Regioni dichiarano valori prossimi al 100%. Ma, dietro i numeri formali si celano forti disomogeneità: in alcune regioni, come Lombardia e Liguria, mancano del tutto alcuni servizi fondamentali, mentre in Sicilia la copertura complessiva resta ampiamente insufficiente. Peraltro, ai ritardi si aggiunge una scarsa trasparenza: infatti, per almeno cinque obiettivi Pnrr – tra cui telemedicina e digitalizzazione degli ospedali – non sono disponibili dati aggiornati e accessibili, rendendo impossibile effettuare un monitoraggio indipendente dei progressi reali. Un paradosso inaccettabile per un piano nato con l’obiettivo di innovare, semplificare e rendere misurabili i risultati delle politiche pubbliche. L’allarme di Gimbe: l'82% delle risorse del Pnrr Salute non è stato speso 29 Luglio 2025I rischi per la riformaIn ogni caso, con i numeri riportati da Agenas al 30 giugno, c’è il timore che la riforma si riduca a una mera operazione edilizia, senza personale e senza servizi attivi per i cittadini. E la ragione è evidente: il Pnrr finanzia le strutture e le apparecchiature, ma non chi deve lavorarci dentro.I costi del personale devono essere sostenuti dalla spesa pubblica, oggi insufficiente a coprire i numerosi bisogni di salute. Mancano medici di medicina generale, infermieri di comunità, operatori sanitari e l’adesione dei medici di famiglia alle nuove strutture è frenata da norme in via di attuazione e da accordi aziendali disomogenei tra le regioni. Ecco perché nella volata finale del Pnrr, serve un cambio di passo. Liste d’attesa, Gimbe: “Decreto nel pantano”. Sei milioni di italiani rinunciano a curarsi di Donatella Zorzetto 11 Giugno 2025Una responsabilità condivisa tra governo, regioni e aziende sanitarie, una convergenza di sforzi e una presa di coscienza collettiva, al fine di scongiurare tre rischi che il Servizio sanitario nazionale e il Paese non possono permettersi. Il primo, di non raggiungere i target europei e dover restituire parte del contributo a fondo perduto. Il secondo è rispettare i target nazionali senza ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali, anzi aggravando il divario Nord-Sud. Il terzo, il più paradossale, di incassare le rate senza benefici reali per cittadini e pazienti, lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel Ssn, un pesante indebitamento e il rischio concreto di affidare la gestione ai privati. Gettando alle ortiche un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica e ridisegnare il volto dell’assistenza territoriale in Italia.Nino Cartabellotta è presidente della Fondazione Gimbe tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902761210634.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Lo smantellamento del Ssn apre la strada ai privati, a rischio il diritto alla salute” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902397300003.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rifday.it" del 08 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "salernotoday.it" del 09 Oct 2025
Le parole della deputata campana, capogruppo di Fratelli d''Italia alla Commissione Affari Sociali, commentando il rapporto Gimbe 2025 sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale
pubDate§§ 2025-10-09T11:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980609784.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980609784.PDF', 'title': 'salernotoday.it'} tp:url§§ https://www.salernotoday.it/politica/sanita-campania-vietri-cirielli.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980609784.PDF tp:ocr§§ Le parole della deputata campana, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Commissione Affari Sociali, commentando il rapporto Gimbe 2025 sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902980609784.PDF §---§ title§§ Sanità, Bezzini: “Rapporto Gimbe conferma definanziamento. Servono risorse vere sulla legge di bilancio 2026” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902816911351.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sienanews.it" del 09 Oct 2025
Sanità, Bezzini: "Rapporto Gimbe conferma definanziamento. Servono risorse vere sulla legge di bilancio 2026"..
pubDate§§ 2025-10-09T19:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902816911351.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902816911351.PDF', 'title': 'sienanews.it'} tp:url§§ https://sienanews.it/politica/sanita-bezzini-rapporto-gimbe-conferma-definanziamento-servono-risorse-vere-sulla-legge-di-bilancio-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902816911351.PDF tp:ocr§§ “I dati resi noti dalla Fondazione Gimbe confermano purtroppo quanto le Regioni, in prima linea nella gestione quotidiana del Servizio sanitario, denunciamo da tempo: il nostro Sistema sanitario nazionale sta subendo un definanziamento strutturale e silenzioso mascherato perché le risorse stanziate dal Governo non tengono conto dell’inflazione, dell’aumento della spesa farmaceutica, dei costi energetici”.Simone Bezzini, assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana e candidato al consiglio regionale per le elezioni del 12 e 13 ottobre prossimi, commenta così l’ottavo rapporto della fondazione Gimbe.“La Toscana ha sempre difeso un modello sanitario pubblico, universalistico e di qualità, ma oggi più che mai abbiamo bisogno che il Governo assuma un impegno concreto: serve un piano per portare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale al pari della media europea, a partire dalla prossima Legge di Bilancio. Inoltre – aggiunge Bezzini – il criterio attuale di riparto del Fondo, come sottolineato anche da Gimbe, è ormai inadeguato. La Toscana è tra le Regioni che, pur mantenendo standard elevati di qualità e accessibilità, rischia di essere penalizzata da un sistema che non tiene sufficientemente conto dei nuovi bisogni di salute, delle differenze demografiche e delle disuguaglianze sociali. Servono criteri più equi, trasparenti e in linea con i principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute. La Regione Toscana continuerà a esse capofila per la battaglia nazionale a difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute per garantire un Sistema Sanitario davvero universalistico ed equo”.Condividi: Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook Fai clic per condividere su X (Si apre in una nuova finestra) X Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn Altro Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp Fai clic qui per condividere su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr Fai clic qui per condividere su Pocket (Si apre in una nuova finestra) Pocket tp:writer§§ marco crimi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902816911351.PDF §---§ title§§ Crisi sanitaria in Italia: i numeri allarmanti da Gimbe - StraNotizie.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903160906439.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "stranotizie.it" del 09 Oct 2025
Il rapporto Gimbe evidenzia un vuoto di 13 miliardi nella Sanità, causando crescenti spese private e difficoltà per il 9,9% della popolazione a curarsi.
pubDate§§ 2025-10-09T03:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903160906439.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903160906439.PDF', 'title': 'stranotizie.it'} tp:url§§ https://www.stranotizie.it/crisi-sanitaria-in-italia-i-numeri-allarmanti-da-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903160906439.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe evidenzia un vuoto di 13 miliardi nella Sanità, causando crescenti spese private e difficoltà per il 9,9% della popolazione a curarsi.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903160906439.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe 2025: sanità a rischio, cresce la rinuncia alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100903257107525.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tp24.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "trcgiornale.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 09 Oct 2025
Estratto da pag. 1 di "umbriajournal.com" del 09 Oct 2025
Umbria, cresce la rinuncia alle cure nonostante i fondi. Rapporto Gimbe evidenzia criticità nella sanità regionale
pubDate§§ 2025-10-09T07:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902878708749.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902878708749.PDF', 'title': 'umbriajournal.com'} tp:url§§ https://www.umbriajournal.com/scienze-salute/umbria-cresce-la-rinuncia-alle-cure-nonostante-i-fondi-617637/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902878708749.PDF tp:ocr§§ immagine IARapporto Gimbe evidenzia criticità nella sanità regionaleIn Umbria si vive più a lungo, ma aumenta il numero di chi rinuncia alle cure. È quanto emerge dall’ottavo rapporto Gimbe, fonte del comunicato, che fotografa lo stato di salute del Sistema sanitario regionale e la sua sostenibilità. Nel 2024 oltre 104 mila cittadini umbri, pari al 12,2% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, una percentuale superiore di oltre due punti rispetto alla media nazionale del 9,9%. Il dato, in crescita di tre punti rispetto al 2023, solleva nuove preoccupazioni sulla capacità del sistema di garantire un’effettiva equità di accesso ai servizi.Secondo Gimbe, l’Umbria dispone – come scrive La Nazione – di un numero di medici e infermieri superiore alla media italiana, ma l’organizzazione complessiva del sistema appare ancora da migliorare. L’aumento dei fondi pubblici, infatti, non ha impedito la crescita del disagio tra i cittadini, segnale che l’efficienza e la distribuzione dei servizi restano temi centrali per la nuova governance regionale guidata da Stefania Proietti, subentrata all’amministrazione Tesei.Nel dettaglio, il Fondo sanitario nazionale destinato all’Umbria nel 2023 è stato di 2.171 euro pro capite, con un incremento di 94 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media italiana di 71. Nel 2024, le risorse sono salite a 2.232 euro pro capite, contro una media nazionale di 2.181. L’aumento deriva dai nuovi criteri di riparto, che tengono conto della struttura demografica e favoriscono le regioni con una popolazione più anziana. In Umbria l’indice di vecchiaia è particolarmente alto, e ciò giustifica un maggiore trasferimento di fondi.Nonostante il quadro finanziario positivo, il rapporto Gimbe mette in evidenza una contraddizione: la longevità crescente – con un’aspettativa di vita alla nascita di 83,9 anni, superiore alla media italiana di 83,4 – convive con una riduzione della fruibilità dei servizi. Molti cittadini, soprattutto nelle aree periferiche, continuano a rinunciare a visite o trattamenti per difficoltà economiche, tempi di attesa o carenza di strutture territoriali adeguate.Il documento dell’osservatorio indipendente registra però indicatori di organico sopra la media. Nel 2023, in Umbria erano presenti 14 unità sanitarie ogni 1.000 abitanti (contro le 11,9 nazionali), 2,3 medici dipendenti per 1.000 abitanti (media Italia 1,85) e 5,99 infermieri (media nazionale 4,7). Anche il rapporto medici-infermieri risulta leggermente migliore, pari a 2,6 rispetto a 2,54 nel resto del Paese.Eppure, osserva Gimbe, questi numeri non si traducono ancora in un miglioramento tangibile della qualità dell’assistenza. Il sistema regionale soffre di ritardi strutturali, soprattutto nella rete di assistenza territoriale prevista dal Pnrr. Secondo i dati Agenas aggiornati al 30 giugno 2025, delle 22 Case della comunità programmate, solo 6 hanno avviato almeno un servizio. Cinque di queste risultano pienamente operative con tutte le funzioni obbligatorie, e soltanto due garantiscono la presenza costante di medici e infermieri.L’Umbria si conferma dunque una regione con buoni indicatori di efficienza sanitaria e risorse economiche superiori alla media, ma dove permangono disparità di accesso, difficoltà organizzative e una distribuzione non uniforme dei servizi. A pesare, secondo il rapporto, è anche il progressivo invecchiamento della popolazione, che aumenta la domanda di assistenza cronica e territoriale.Per la giunta Proietti, l’eredità lasciata dalla precedente amministrazione rappresenta una sfida complessa: migliorare la governance sanitaria, ridurre le disuguaglianze tra aree urbane e rurali e rendere il sistema più vicino ai cittadini. In questa direzione, la piena attuazione dei progetti del Pnrr potrebbe costituire un passaggio decisivo per rendere la sanità umbra più sostenibile ed efficiente.Il rapporto Gimbe, pur riconoscendo i progressi compiut i in termini di risorse e personale, invita a un’azione più incisiva sul piano dell’organizzazione e della programmazione sanitaria, evidenziando come la disponibilità economica non basti se non accompagnata da un’efficace pianificazione.Il quadro che emerge, dunque, è quello di una regione dove si vive più a lungo, ma dove la tutela del diritto alla salute rimane parziale e diseguale. Per l’Umbria, la sfida sarà quella di trasformare i numeri in risultati, assicurando che l’efficienza economica si traduca finalmente in servizi accessibili e di qualità per tutti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902878708749.PDF §---§ title§§ Sanità, in Umbria 104mila rinunciano a visite e cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892608872.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriajournal.com" del 09 Oct 2025
Sanità, in Umbria 104mila rinunciano a visite e cure. La revisione dei criteri di riparto ha garantito più risorse alle regioni con
pubDate§§ 2025-10-09T07:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892608872.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892608872.PDF', 'title': 'umbriajournal.com'} tp:url§§ https://www.umbriajournal.com/scienze-salute/sanita-in-umbria-104mila-rinunciano-a-visite-e-cure-617642/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892608872.PDF tp:ocr§§ ph Altra Medicina MagazineNel 2024 cresce del 3% chi rinuncia alle prestazioniIn Umbria cresce in modo allarmante il numero di cittadini che rinunciano a curarsi. Secondo l’ottavo rapporto della Fondazione Gimbe, nel 2024 sono stati oltre 104mila gli umbri che hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, pari al 12,2% della popolazione regionale. Una percentuale che supera di oltre due punti la media nazionale, ferma al 9,9%, e che segna un incremento di circa tre punti rispetto al 2023.Le motivazioni, secondo gli analisti, sono riconducibili a fattori economici, alla difficoltà di accesso ai servizi e ai tempi d’attesa per visite e diagnosi. La rinuncia alle cure si conferma dunque un fenomeno in crescita anche in una regione che, sotto il profilo organizzativo, presenta indicatori superiori alla media italiana per dotazione di personale e risorse pro-capite.Nel dettaglio, il rapporto Gimbe evidenzia che l’Umbria nel 2024 ha ricevuto 2.232 euro di spesa sanitaria pro-capite, contro una media nazionale di 2.181 euro. Nel 2023 la cifra era di 2.171 euro, con un incremento di 94 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71. Il maggiore afflusso di risorse è legato ai nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, che privilegiano le regioni con popolazione più anziana. L’Umbria, infatti, presenta un indice di vecchiaia tra i più elevati d’Italia e un’aspettativa di vita alla nascita di 83,9 anni, a fronte di una media nazionale di 83,4.Sul fronte del personale, la regione mostra dati migliori rispetto al quadro nazionale. Nel 2023 si contavano 14 unità sanitarie ogni 1.000 abitanti, contro una media italiana di 11,9. I medici dipendenti erano 2,3 ogni 1.000 abitanti (media 1,85), mentre gli infermieri raggiungevano quota 5,99 (media 4,7). Il rapporto tra medici e infermieri è pari a 2,6, leggermente superiore alla media nazionale di 2,54.Il monitoraggio Gimbe include anche l’attuazione del Pnrr in ambito sanitario. In Umbria, al 30 giugno 2025, su 22 case di comunità programmate, sei hanno già attivato almeno un servizio e cinque risultano operative in tutte le funzioni obbligatorie, con presenza stabile di medici e infermieri. Tutte le centrali operative territoriali sono state completate e certificate, mentre su 16 ospedali di comunità previsti, sette (pari al 44%) risultano già attivi.Sul piano della performance dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), l’Umbria ha ottenuto nel 2023 un punteggio di 257, con un miglioramento di nove punti rispetto al 2022. La regione si colloca al settimo posto nazionale per la prevenzione collettiva e al decimo per assistenza distrettuale e ospedaliera, risultando complessivamente adempiente ai nuovi standard di garanzia.Resta negativo, invece, il saldo della mobilità sanitaria: nel 2022 è stato registrato un disavanzo di 36,6 milioni di euro, segno di una persistente fuga di pazienti verso altre regioni. Un fenomeno che si accompagna alla limitata presenza del settore privato accreditato sul territorio.La revisione dei criteri di riparto ha garantito più risorse alle regioni con popolazioni più anziane, ma solo in parte ha compensato gli squilibri territoriali. L’Umbria, insieme a Liguria, Molise e Sardegna, resta tra le aree con maggiore spesa pro-capite, ma anche tra quelle dove sempre più cittadini scelgono di rinunciare alle cure. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902892608872.PDF §---§ title§§ Sanità: gli umbri rinunciano a curarsi. L’ottavo rapporto Gimbe è impietoso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748110503.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriaon.it" del 09 Oct 2025
I dati del 2024 peggiori di quelli del 2023 e più alti della media nazionale
pubDate§§ 2025-10-09T14:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748110503.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748110503.PDF', 'title': 'umbriaon.it'} tp:url§§ https://www.umbriaon.it/sanita-gli-umbri-rinunciano-a-curarsi-lottavo-rapporto-gimbe-e-impietoso/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748110503.PDF tp:ocr§§ Home » Sanità: gli umbri rinunciano a curarsi. L’ottavo rapporto Gimbe è impietosoLa mattina di mercoledì 8 ottobre è stata fondamentale per il sistema sanitario nazionale e per quello regionale dell’Umbria. La mattina nella quale la Fondazione Gimbe ha presentato ufficialmente alla Camera dei deputati il suo ottavo rapporto sullo stato di salute (è il caso di dirlo) della sanità pubblica italiana.Drammatica la premessa. L’edizione 2025 del ‘Rapporto Gimbe’ fotografa un servizio sanitario nazionale in crisi strutturale, con almeno tre elementi problematici in tal senso. Il primo luogo, il definanziamento mascherato, in seconda battuta l’aumento delle disuguaglianze territoriali e, infine, l’aumento della spesa privata unita al personale in fuga. Fattori ai quali, declinando nei vari sistemi regionali, si aggiungono tagli, carenze e ritardi nell’attuazione delle riforme territoriali e del Pnrr. Un quadro nel quale, scrive la Fondazione Gimbe, «milioni di cittadini rischiano di rinunciare alle cure».Esattamente quello che accade in Umbria dove dalle tabelle del rapporto (QUI IL DOCUMENTO IN .PDF) emergono alcuni dati davvero drammatici. A darne conto è ‘Il Messaggero Umbria‘ che, in un articolo a firma di Selenio Canestrelli, sciorina numeri tremendi. Partiamo dal peggiore. «Nel 2024 – si legge – oltre 104 mila pazienti hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, che in termini percentuali fa scivolare la regione Umbria tra quelle dove la salute personale è sempre più in secondo piano». Il dato dell’Umbria è del 12,2% della popolazione e la media nazionale di chi rinuncia alle cure è del 9,9%: si tratta della terza peggiore percentuale a livello nazionale dopo il 17,2% della Sardegna, poco al di sotto del dato dell’Abruzzo (12,6%) e pochi decimali sopra il Lazio 12%.Ma non solo. Il dato dell’Umbria è ancor più drammatico se si pensa che nel 2023 era circa del 9%. Una vera e propria caduta verticale. Una caduta ancora più negativa se confrontata con tre dati positivi. Il primo è quello sul finanziamento pro-capite del Fsn, Fabbisogno sanitario nazionale indistinto per l’anno 2024, dove l’Umbria è quarta con 2.232 euro a meno di 30 euro di scarto dalla Liguria, prima in classifica. Un dato mutuato dai nuovi criteri di riparto. Gli esperti del Gimbe nel rapporto hanno spiegato che alle regioni con popolazione più anziana, come l’Umbria, hanno assicurate più risorse.Il secondo è quello quelli sui medici e sugli infermieri in carico al sistema sanitario regionale. In questo contesto, scrive ‘Il Messaggero‘, «nel 2023 in Umbria si registrano 2,3 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 5,99 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,6 (media Italia 2,54)». Il terzo è quello relativo ai Lea, i Livelli essenziali di assistenza, dove l’Umbria nell’ultimo dato disponibile, quello del 2023, ha un punteggio di 257, migliore di 9 punti rispetto al 2022 (248).Sempre negativo, infine, il dato relativo alla mobilità sanitaria: l’ultimo dato completo, quello del 2022 parla di -36,6 milioni di euro. «La lenta agonia di un bene comune – conclude la Fondazione Gimbe nella prefazione del rapporto – che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi».© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.Login to your account belowRemember MePlease enter your username or email address to reset your password.- Select Visibility -PublicPrivate© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l. tp:writer§§ Fabio Toni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/09/2025100902748110503.PDF §---§