title§§ Sanità: troppi medici, pochi infermieri e risorse in calo. Il Rapporto GIMBE lancia l’allarme link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803009110198.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abitarearoma.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T16:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803009110198.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803009110198.PDF', 'title': 'abitarearoma.it'} tp:url§§ https://abitarearoma.it/sanita-troppi-medici-pochi-infermieri-e-risorse-in-calo-il-rapporto-gimbe-lancia-lallarme/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803009110198.PDF tp:ocr§§ Secondo il rapporto un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cureGiordano Rossi - 8 Ottobre 2025Un sistema sanitario con troppi medici, troppo pochi infermieri e sempre meno risorse pubbliche.È l’immagine, allarmante, che emerge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE, guidata da Nino Cartabellotta.Secondo il dossier, in Italia non mancano i medici, ma mancano quelli disposti a restare nel pubblico. Nel 2023 i medici dipendenti del SSN erano 109.024, pari a 1,85 ogni 1.000 abitanti, mentre il totale dei medici attivi (inclusi gli specializzandi) secondo l’OCSE raggiunge 315.720, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti – un dato che ci colloca secondi in Europa dopo l’Austria.“Non abbiamo carenza di medici – spiega Cartabellotta – ma una loro fuga continua dal servizio pubblico, con carenze selettive in specialità poco attrattive e nella medicina generale”.Di contro, il nostro Paese è agli ultimi posti per numero di infermieri, con appena 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media OCSE di 9,5. Nel 2023 erano 277.164 gli infermieri dipendenti, con forti disparità territoriali: si va dai 3,53 per 1.000 abitanti in Sicilia ai 6,86 in Liguria.Ancora più preoccupante è il crollo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, dove nel 2025/2026 il rapporto tra domande e posti disponibili è sceso sotto l’unità (0,92).Nonostante un aumento nominale di 11,1 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025, la sanità pubblica ha in realtà perso 13,1 miliardi in rapporto al PIL.L’inflazione, l’aumento dei costi energetici e il calo del peso del FSN sul PIL – sceso dal 6,3% al 6,1% – hanno di fatto annullato i benefici.“Dietro ai numeri in crescita – sottolinea Cartabellotta – si nasconde un definanziamento strutturale. Stiamo parlando di illusioni contabili”.La spesa sanitaria complessiva ha raggiunto 185,1 miliardi di euro, ma quasi 48 miliardi provengono direttamente dalle tasche dei cittadini.Ben 5,8 milioni di italiani nel 2024 hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per ragioni economiche, con punte drammatiche nel Sud (fino al 17,7% in Sardegna).“Il patto tra cittadini e istituzioni si sta spezzando – avverte Cartabellotta – milioni di persone sono costrette a pagare la sanità di tasca propria o a rinunciarvi del tutto”.Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto attraggono pazienti da tutto il Paese, mentre Calabria, Sicilia, Campania e Abruzzo restano in deficit cronico.La conseguenza? Una mobilità sanitaria da oltre 5 miliardi di euro e una differenza di 3 anni di aspettativa di vita tra Trento (84,7) e Campania (81,7).“I cittadini del Sud vivono una sanità peggiore e pagano imposte più alte – denuncia Cartabellotta – è il fallimento dei piani di rientro e dei commissariamenti”.Il monitoraggio Agenas e GIMBE sul DM 77/2022 evidenzia ritardi preoccupanti: al 30 giugno 2025, solo 218 Case della Comunità su 1.723 hanno attivato tutti i servizi previsti e appena 46 dispongono di personale completo. Anche gli Ospedali di Comunità arrancano: solo 153 su 592 sono operativi.“Rischiamo di consegnare ai cittadini strutture vuote e tecnologie inutilizzate”, avverte Cartabellotta.La revisione dei criteri di riparto del FSN ha prodotto effetti minimi: Liguria resta in testa con 2.261 euro pro capite, mentre Campania, Lazio e Lombardia restano sotto la media nazionale (2.181 euro).“I criteri di riparto restano iniqui – denuncia Cartabellotta – e favoriscono i territori con popolazioni più anziane, ignorando le nuove povertà e i bisogni emergenti”.“Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo. Serve un nuovo patto politico, sociale e professionale per salvare la sanità pubblica italiana”.Nel Lazio, intanto, il quadro è ancora più critico. Il consigliere regionale Alessio D’Amato (Azione) evidenzia che il 12% dei cittadini ha rinunciato a cure nel 2024 e che solo il 9% ha attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico:“Un flop che mostra la mancanza di campagne informative e di coinvolgimento dei medici di base. Senza infermieri, senza attrattività e con un sistema digitale fermo, il rischio è non garantire più i servizi essenziali”.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Sì, aggiungimi alla lista di invio della newsletter.© Cofine Srl - ABITARE A ROMA - direttore Enzo Luciani - Reg. Trib. Roma N. 550/02 (2/10/02) -Privacy policy - Cookie policy - Cambia Preferenze tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803009110198.PDF §---§ title§§ ASP Teramo, UGL Salute sollecita chiarimenti su situazione debitoria e gestione amministrativa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047409557.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047409557.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047409557.PDF', 'title': 'abruzzolive.it'} tp:url§§ https://abruzzolive.it/asp-teramo-ugl-salute-sollecita-chiarimenti-su-situazione-debitoria-e-gestione-amministrativa/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047409557.PDF tp:ocr§§ Rapporto Gimbe, Paolucci e Marinelli: “Aumenta chi rinuncia alle cure” 8 Ottobre 2025 Agricoltura abruzzese, Cia: 1.695 aziende puntano sulla multifunzionalità 8 Ottobre 2025 Pescara. Si è svolto questa mattina, presso l’Assessorato regionale di Pescara, un incontro tra l’assessore Santangelo e il Segretario regionale di UGL Salute, Stefano Matteucci, dedicato alla situazione dell’ASP 1 di Teramo.L’assessore, affiancato dallo staff del Dipartimento, ha informato che è in corso la verifica e la convalida delle rendicontazioni presentate dall’ASP, fase indispensabile per procedere con l’erogazione dei finanziamenti regionali.Resta tuttavia un punto critico la determinazione dell’esatto ammontare del debito dell’ente, anche a causa di numerosi decreti ingiuntivi ormai esecutivi. È utile ricordare che l’ASP, in quanto dotata di autonomia gestionale, è tenuta a un elevato livello di responsabilità sul piano amministrativo.Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione relativa alla richiesta di accesso agli atti avanzata da UGL Salute, che non ha ancora ricevuto risposta da parte dell’ente, nonostante le sollecitazioni della Regione e l’intervento formale del Difensore Civico, coinvolto su iniziativa del sindacato.Per la prossima settimana è stato fissato un tavolo congiunto in Regione con la partecipazione di tutte le sigle sindacali e degli assessorati competenti. In quella sede verrà chiesto al commissario dell’ASP di riferire in merito alla gestione economico-finanziaria dell’ente negli ultimi anni, oltre che al possibile accreditamento di ulteriori posti.L’assessore Santangelo ha confermato l’attenzione della Regione sulla vicenda e ha ricordato come la riforma delle ASP, attualmente in fase di valutazione da parte del Dipartimento, sia orientata a una nuova visione degli enti, sempre più orientati al servizio alla cittadinanza, nel rispetto dei tempi e della complessità che un cambiamento di tale portata richiede.Nel frattempo, UGL Salute continuerà il confronto con le cooperative attualmente coinvolte e con quelle che hanno operato in passato, al fine di ricostruire un quadro completo e aggiornato della situazione.Stefano Matteucci ha dichiarato:“È tempo di fare piena luce sulla gestione dell’ASP Teramo e di garantire rispetto per i lavoratori, per gli ospiti e correttezza amministrativa”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047409557.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe, Paolucci e Marinelli: “Aumenta chi rinuncia alle cure” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047209559.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047209559.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047209559.PDF', 'title': 'abruzzolive.it'} tp:url§§ https://abruzzolive.it/rapporto-gimbe-paolucci-e-marinelli-aumenta-chi-rinuncia-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047209559.PDF tp:ocr§§ L’Aquila. “Il nuovo rapporto GIMBE ci consegna un quadro impietoso e profondamente allarmante dello stato di salute del Servizio Sanitario regionale e nazionale. Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione stanno smantellando progressivamente un sistema pubblico nato per garantire un diritto costituzionale in Abruzzo e in Italia: quello alla tutela della salute.  Agricoltura abruzzese, Cia: 1.695 aziende puntano sulla multifunzionalità 8 Ottobre 2025 ASP Teramo, UGL Salute sollecita chiarimenti su situazione debitoria e gestione amministrativa 8 Ottobre 2025 E il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa interminabili, a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare a una o più prestazioni sanitarie, si tratta di 160.000 cittadini e cittadine. I dati regionali sono ormai allarmi: siamo la seconda regione d’Italia, con il 12.5 per cento di pazienti che abbandona le cure; restiamo inadempienti per i Livelli essenziali di assistenza; abbiamo potenti ritardi sulle case di comunità. Uno sfacelo certificato e di filiera, con il governo nazionale che negli ultimi tre anni ha tagliato 13 miliardi a un settore che andrebbe invece potenziato e quello regionale che ha tassato la comunità, a breve il secondo aumento disposto da Marsilio per coprire il deficit sanità ”, dichiarano il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci e il segretario regionale del PD Daniele Marinelli. “Il rapporto della Fondazione certifica, tra le altre cose, il crollo della spesa sanitaria pubblica, che nel 2024 in Italia si ferma al 6,3% del PIL, ben al di sotto della media OCSE – sottolineano gli esponenti PD analizzando il report della Fondazione – e il drammatico aumento della spesa sanitaria a carico delle famiglie, con oltre 5,8 milioni di persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, in Abruzzo la cifra passa da 120.000 (eravamo al 9,6 per cento) a 160.000, siamo la seconda regione d’Italia in cui ciò accade.  Una situazione aggravata da una governance regionale incapace di affrontare le criticità strutturali del nostro sistema sanitario, con la mobilità passiva che continua a crescere, i Livelli Essenziali di Assistenza insufficienti e la fuga del personale sanitario, ormai siamo di fronte a un’emergenza. Tra i dati più preoccupanti segnalati da GIMBE figura anche l’inaccettabile ritardo nell’attuazione delle riforme territoriali previste dal PNRR da noi spesso denunciata: al 30 giugno 2025 solo il 4,4% delle Case della Comunità in Italia risulta effettivamente attivo con personale e servizi, l’Abruzzo ne dichiara 42 programmati, ma nessuno attivo. Siamo, poi, fra le Regioni fanalino di coda anche nell’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico, con un tasso di adesione fermo all’1%. Sono numeri che parlano da soli e che dimostrano l’incapacità della giunta Marsilio di tradurre le risorse in servizi concreti per i cittadini.Serve un cambio di passo radicale, che parta da un piano straordinario di rifinanziamento del sistema sanitario pubblico e da una vera programmazione regionale capace di investire su personale, strutture, medicina territoriale e digitalizzazione. La salute non può più essere trattata come una voce di spesa da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese e della nostra regione. Le azioni proposte sono chiaramente inefficaci: non possiamo accettare che la qualità dell’assistenza dipenda dal codice di avviamento postale. Servono atti concreti e immediati per garantire a tutte e tutti gli abruzzesi il diritto universale alla cura sancito dalla Costituzione”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047209559.PDF §---§ title§§ Agricoltura abruzzese, Cia: 1.695 aziende puntano sulla multifunzionalità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047309560.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047309560.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047309560.PDF', 'title': 'abruzzolive.it'} tp:url§§ https://abruzzolive.it/agricoltura-abruzzese-cia-1-695-aziende-puntano-sulla-multifunzionalita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047309560.PDF tp:ocr§§ Teramo. L’agricoltura abruzzese cambia volto. Sempre più imprese scelgono di ampliare le proprie attività, affiancando alla produzione tradizionale nuovi servizi legati al turismo rurale, alla trasformazione dei prodotti e all’energia rinnovabile. Una tendenza che, secondo Cia Abruzzo, rappresenta la chiave per affrontare le grandi sfide del comparto: cambiamenti climatici, spopolamento delle aree interne e innovazione tecnologica.In Abruzzo, sono 1.695 le aziende agricole che svolgono anche attività connesse, pari al 3,8% del totale delle imprese del settore. Il dato, elaborato su base Istat (Censimento Agricoltura 2020) e divulgato da Openpolis, colloca la regione leggermente sotto la media nazionale (5,7%), ma conferma una dinamica di trasformazione ormai avviata. Rapporto Gimbe, Paolucci e Marinelli: “Aumenta chi rinuncia alle cure” 8 Ottobre 2025 ASP Teramo, UGL Salute sollecita chiarimenti su situazione debitoria e gestione amministrativa 8 Ottobre 2025Le attività più diffuse sono quelle agrituristiche (547 aziende), seguite dalla trasformazione di prodotti vegetali (267) e animali (237). In crescita anche la produzione di energia da fonti rinnovabili, praticata da 159 imprese, di cui la maggior parte (144) attraverso impianti fotovoltaici.“La multifunzionalità è il futuro dell’agricoltura abruzzese”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente Cia Abruzzo, “perché consente alle imprese di diversificare il reddito e rafforzare il legame con il territorio. L’agricoltore oggi non è solo produttore di cibo, ma anche custode del paesaggio, promotore di turismo e protagonista della transizione ecologica.”A guidare la trasformazione è la provincia di Teramo, che conta 487 aziende agricole multifunzionali, seguita da Chieti (540), L’Aquila (338) e Pescara (330). Il comune di Teramo è quello con il maggior numero di imprese agricole con attività connesse (46), mentre Anversa degli Abruzzi (L’Aquila) si distingue per l’incidenza più alta: qui la metà delle aziende agricole (50%) ha già adottato un approccio multifunzionale.Il fenomeno è particolarmente rilevante nei comuni cintura e intermedi, dove si concentrano oltre mille aziende, ma l’incidenza percentuale più elevata si registra nei territori ultraperiferici (5,8%), segno di un crescente ruolo dell’agricoltura come presidio economico e ambientale nelle aree più marginali.Cia Abruzzo richiama l’attenzione sulle difficoltà che ancora frenano la piena integrazione tra agricoltura e altre attività locali. Nonostante la legge regionale 14/2015 abbia istituito i Distretti rurali, il processo di coordinamento tra imprese, enti e istituzioni resta in fase embrionale.“Serve una governance territoriale più forte e strumenti mirati per accompagnare le aziende che vogliono innovare,” aggiunge Sichetti. “Le attività connesse generano valore economico, ma anche sociale e ambientale. È il momento di fare sistema per trasformare queste esperienze isolate in un vero modello di sviluppo rurale.” tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047309560.PDF §---§ title§§ Bando Comuni sotto 30mila abitanti, M5S: “Presenteremo esposto, chiediamo chiarezza” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047809561.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047809561.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047809561.PDF', 'title': 'abruzzolive.it'} tp:url§§ https://abruzzolive.it/bando-comuni-sotto-30mila-abitanti-m5s-presenteremo-esposto-chiediamo-chiarezza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047809561.PDF tp:ocr§§ L’Aquila. “Prendere in giro i piccoli comuni abruzzesi con una procedura al sapore di clientela, che innesca la gara a chi arriva primo, è l’ennesima beffa firmata dalla Regione Abruzzo a trazione Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia”, afferma la consigliera regionale del M5S Erika Alessandrini insieme al capogruppo Francesco Taglieri.“Il bando, approvato con la Determinazione n. 108 del 3 ottobre 2025, prevede l’assegnazione dei fondi in ordine cronologico di arrivo delle domande, senza alcuna valutazione di merito, priorità strategica o graduatoria trasparente. Un sistema inaccettabile, che trasforma una misura pubblica in una corsa contro il tempo, dove a vincere potrebbe essere non chi ha più requisiti e necessità, ma chi è stato informato prima”, prosegue Alessandrini. Rapporto Gimbe, Paolucci e Marinelli: “Aumenta chi rinuncia alle cure” 8 Ottobre 2025 Agricoltura abruzzese, Cia: 1.695 aziende puntano sulla multifunzionalità 8 Ottobre 2025“Si rischia di trasformare così un’opportunità di sviluppo per i territori più in difficoltà nell’ennesimo atto di favoritismo posto in essere da questa Giunta regionale”, dichiara Taglieri. “Chiederemo, perciò, attraverso un esposto alla Procura, una verifica approfondita da parte degli organi competenti sulla legittimità della procedura e pretendiamo che la Giunta e il Presidente Marsilio si attivino per il ritiro immediato dell’avviso, riproponendolo con modalità degne dell’istituzione che rappresentano”.“I soldi pubblici – sottolineano – devono essere utilizzati con trasparenza, regole chiare ed essere destinati prioritariamente ai territori che ne hanno più necessità. Su questo non faremo alcun passo indietro”.“Inoltre, vogliamo sapere come sia stato possibile che, pochi minuti dopo la pubblicazione non preannunciata del bando, alcuni Comuni abbiano presentato richieste complete di progetti”, proseguono i due consiglieri. “Appare evidente che, per riuscirci, probabilmente bisognava conoscere in anticipo non solo il giorno, ma addirittura l’ora esatta di uscita dell’avviso: le 15:30 di lunedì 6 ottobre, quando generalmente gli uffici comunali sono chiusi. Se, consultando data e ora delle PEC pervenute, emergerà il legittimo dubbio che alcuni Comuni siano stati informati preventivamente, favorendo magari chi appartiene a una rete politico-amministrativa gradita al centrodestra, saremo davanti a un fatto gravissimo sul quale non faremo sconti a nessuno”.“I cittadini dei piccoli comuni – concludono Alessandrini e Taglieri – meritano rispetto, non favoritismi mascherati da opportunità. Intanto, per consentire il corretto utilizzo dei fondi pubblici, la Regione ritiri subito il bando e proceda alla pubblicazione di un nuovo avviso basato su criteri oggettivi, chiari e meritocratici, che garantiscano pari opportunità a tutti i Comuni abruzzesi. Su tutte le altre questioni sollevate, affideremo la questione alle autorità competenti”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047809561.PDF §---§ title§§ SANITA’: GIMBE, “ABRUZZO INADEMPIENTE SUI LEA, IN 160MILA HANNO RINUNCIATO A CURE” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802719210343.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T17:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802719210343.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802719210343.PDF', 'title': 'abruzzoweb.it'} tp:url§§ https://abruzzoweb.it/sanita-gimbe-abruzzo-inadempiente-sui-lea-in-160mila-hanno-rinunciato-a-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802719210343.PDF tp:ocr§§ L’AQUILA – L’Abruzzo è “regione inadempiente” sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), agli ultimi posti della classifica nazionale, una regione nella quale, nel 2024, il 12,6% dei cittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023.È quanto emerge dall’ottavo rapporto sul Servizio sanitario nazionale della fondazione Gimbe che ha analizzato i dati della regione alle prese con il pesante deficit sanitario che potrebbe sforare quota 100 milioni a fine 2025.Nel 2023, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Lea, ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 182 (punteggio max 300).Secondo l’analisi Gimbe, l’Abruzzo si posiziona 18esima tra le regioni e province autonome ed è risultata inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), con un punteggio insufficiente in due delle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale).Rispetto al 2022 (anno in cui la Regione è risultata comunque inadempiente), nel 2023 il punteggio totale della Regione è peggiorato (-2).Per quanto riguarda la mobilità sanitaria, nel 2022 si rileva un “saldo negativo rilevante”, pari a -104,1 milioni di euro, in riduzione di 4 milioni rispetto al 2021.“Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private – scrive Gimbe – è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in undicesima posizione con le strutture private che erogano il 43,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,4%)”.Il 2023, secondo il rapporto, certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Lea.Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La “cartina al tornasole” degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi di euro: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio.In regione, inoltre, rivela ancora il rapporto, l’aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (media nazionale 83,4). Per quanto riguarda il riparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn), nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) in Abruzzo è stato pari a 2.132 euro pro capite.Rispetto al 2022 la regione ha registrato un incremento del Fsn pro-capite di 88 euro, superiore alla media nazionale di 71 euro: la regione ha ricevuto 2.214 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro.Nel rapporto viene analizzata anche la situazione del personale sanitario: nel 2023, a livello regionale si registrano 12,6 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9). In particolare, si registrano 2,17 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85) e 5,12 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,36 (media Italia 2,54).Per quanto riguarda il Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025 e che riguardano servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr), per le Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 42 strutture, al 30 giugno 2025 nessuna ha attivato alcun servizio.Per le Centrali Operative Territoriali, al 30 giugno 2025 il 100% delle centrali è pienamente funzionante e certificato, mentre per gli Ospedali di Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 15 unità, sei, pari al 40%, sono stati dichiarati attivi dalla Regione.Per il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci e il segretario regionale del PD Daniele Marinelli: “Il nuovo rapporto Gimbe ci consegna un quadro impietoso e profondament e allarmante dello stato di salute del Servizio Sanitario regionale e nazionale”.“Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione – scrivono in una nota – stanno smantellando progressivamente un sistema pubblico nato per garantire un diritto costituzionale in Abruzzo e in Italia: quello alla tutela della salute. E il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa interminabili, a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare a una o più prestazioni sanitarie, si tratta di 160.000 cittadini e cittadine. I dati regionali sono ormai allarmi: siamo la seconda regione d’Italia, con il 12.5 per cento di pazienti che abbandona le cure; restiamo inadempienti per i Livelli essenziali di assistenza; abbiamo potenti ritardi sulle case di comunità. Uno sfacelo certificato e di filiera, con il governo nazionale che negli ultimi tre anni ha tagliato 13 miliardi a un settore che andrebbe invece potenziato e quello regionale che ha tassato la comunità, a breve il secondo aumento disposto da Marsilio per coprire il deficit sanità ”,“Il rapporto della Fondazione certifica, tra le altre cose, il crollo della spesa sanitaria pubblica, che nel 2024 in Italia si ferma al 6,3% del PIL, ben al di sotto della media OCSE – sottolineano gli esponenti PD analizzando il report della Fondazione – e il drammatico aumento della spesa sanitaria a carico delle famiglie, con oltre 5,8 milioni di persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, in Abruzzo la cifra passa da 120.000 (eravamo al 9,6 per cento) a 160.000, siamo la seconda regione d’Italia in cui ciò accade.  Una situazione aggravata da una governance regionale incapace di affrontare le criticità strutturali del nostro sistema sanitario, con la mobilità passiva che continua a crescere, i Livelli Essenziali di Assistenza insufficienti e la fuga del personale sanitario, ormai siamo di fronte a un’emergenza. Tra i dati più preoccupanti segnalati da GIMBE figura anche l’inaccettabile ritardo nell’attuazione delle riforme territoriali previste dal PNRR da noi spesso denunciata: al 30 giugno 2025 solo il 4,4% delle Case della Comunità in Italia risulta effettivamente attivo con personale e servizi, l’Abruzzo ne dichiara 42 programmati, ma nessuno attivo. Siamo, poi, fra le Regioni fanalino di coda anche nell’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico, con un tasso di adesione fermo all’1%. Sono numeri che parlano da soli e che dimostrano l’incapacità della giunta Marsilio di tradurre le risorse in servizi concreti per i cittadini”.“Serve un cambio di passo radicale, che parta da un piano straordinario di rifinanziamento del sistema sanitario pubblico e da una vera programmazione regionale capace di investire su personale, strutture, medicina territoriale e digitalizzazione. La salute non può più essere trattata come una voce di spesa da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese e della nostra regione. Le azioni proposte sono chiaramente inefficaci: non possiamo accettare che la qualità dell’assistenza dipenda dal codice di avviamento postale. Servono atti concreti e immediati per garantire a tutte e tutti gli abruzzesi il diritto universale alla cura sancito dalla Costituzione”, concludono gli esponenti Pd.Commenti da Facebook RIPRODUZIONE RISERVATADownload in PDF©SANITA’: GIMBE, “ABRUZZO INADEMPIENTE SUI LEA, IN 160MILA HANNO RINUNCIATO A CURE”L'AQUILA - L'Abruzzo è "regione inadempiente" sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), agli ultimi posti della classifica nazionale, una regione n... tp:writer§§ Azzurra Caldi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802719210343.PDF §---§ title§§ SANITA’ ABRUZZO: VERI’, “DA RAPPORTO GIMBE SOLO STIME CHE PD SPACCIA PER NUMERI REALI” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802760510644.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T19:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802760510644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802760510644.PDF', 'title': 'abruzzoweb.it'} tp:url§§ https://abruzzoweb.it/sanita-abruzzo-veri-da-rapporto-gimbe-solo-stime-che-pd-spaccia-per-numeri-reali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802760510644.PDF tp:ocr§§ L’AQUILA – “È piuttosto spiacevole dover fare continue puntualizzazioni, ma anche nel caso del rapporto Gimbe e del presunto numero di abruzzesi che rinuncerebbe alle cure, il Pd continua a diffondere stime facendole passare per numeri reali e soprattutto senza approfondire da dove derivi quel dato, che se fosse vero implicherebbe problemi ben più seri di quelli legati ad un’indagine statistica”.Lo sottolinea, in una nota l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, replicando alla nota del Pd “che parla di 160mila abruzzesi che rinuncerebbero alle cure sanitarie”, dati comunque contenuti nel rapporto Gimbe (Qui il link)“Già lo scorso anno – continua l’assessore – avevamo spiegato come si arrivava a quel dato, che non compare nella scheda del rapporto Bes dell’Istat dedicata alla sanità, bensì in quella finale del rapporto stesso, in cui vengono considerati fattori quali il quadro socio-economico, le reti viarie e i tempi per raggiungere i punti di erogazione dei servizi. Questo significa che non è stato fatto un sondaggio tra gli abruzzesi dal quale è emerso quel numero, ma applicando queste variabili si arriva a quella stima, che resta appunto tale e non rappresenta un numero reale, ma lo scenario peggiore che funge da base per gli atti di programmazione nazionali e regionali. Tra l’altro nel rapporto Bes 2024 alla voce ‘salute’ per l’Abruzzo si parla di punti di forza, come emerso del resto anche nel rapporto Crea presentato all’Aquila nelle scorse settimane”.E per Verì appare evidente, si legge ancora nella nota, “che non è possibile che ci siano 160mila abruzzesi (compresi neonati e ultracentenari, perché Gimbe non suddivide per fasce d’età il dato), su una popolazione di un milione e 200mila abitanti, che non si recano in ospedale o dal proprio medico per farsi curare un problema di salute. Le conseguenze sociali sarebbero state devastanti, anche sotto il profilo della mortalità e dell’aspettativa di vita”.“Sicuramente –  aggiunge – ci sono ancora delle zone della nostra regione che sono più penalizzate nell’accesso ai servizi e su questo aspetto il governo regionale si è impegnato su più fronti: mantenendo aperti gli ospedali più piccoli e programmando una rete di assistenza territoriale diffusa, superando anche i rigidi parametri del DM77”.Ma l’assessore fa anche riferimento ai dati riguardanti gli investimenti Pnrr e il fascicolo sanitario elettronico: “Sul Pnrr siamo in linea con i cronoprogrammi stabiliti a livello ministeriale e per quanto riguarda il fascicolo sanitario elettronico è stato già ribadito più volte che la Regione, dal 2020 in poi, ha privilegiato strumenti alternativi di sanità digitale, più flessibili e fruibili, che sono stati utilizzati almeno una volta da un abruzzese su due. Strumenti che stiamo gradualmente integrando nel fascicolo sanitario elettronico”.Commenti da Facebook RIPRODUZIONE RISERVATADownload in PDF©SANITA’ ABRUZZO: VERI’, “DA RAPPORTO GIMBE SOLO STIME CHE PD SPACCIA PER NUMERI REALI”L'AQUILA - "È piuttosto spiacevole dover fare continue puntualizzazioni, ma anche nel caso del rapporto Gimbe e del presunto numero di abruzzesi che ... tp:writer§§ Azzurra Caldi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802760510644.PDF §---§ title§§ “Negli ultimi tre anni 13,1 miliardi in meno alla Sanità”, cosa dice il rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956008487.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "adnkronos.com" del 08 Oct 2025

Cartabellotta: ''I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui''

pubDate§§ 2025-10-08T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956008487.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956008487.PDF', 'title': 'adnkronos.com'} tp:url§§ https://www.adnkronos.com/cronaca/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni_4Dw265lxJt2LcHzu6f0W5k tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956008487.PDF tp:ocr§§ La Fondazione presenta il suo ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. Cartabellotta: "I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui"Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 - rileva il report - pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole - spiega il presidente - se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro"."Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi".Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale"."Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.La revisione dei criteri di ripar to - prosegue il report - ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite - si legge nel documento - nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia"."I meccanismi di riparto - ammonisce Cartabellotta - restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica"."Nessun Governo - puntualizza Cartabellotta - ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato - descrive il presidente Gimbe - dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario - commenta Cartabellotta - documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata."La spesa delle famiglie - afferma ancora Cartabellotta - viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanit arie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)"."L'aumento della spesa a carico delle famiglie - osserva - rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze". tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956008487.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956508492.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "adnkronos.com" del 08 Oct 2025

Cartabellotta: ''I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui''

pubDate§§ 2025-10-08T09:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956508492.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956508492.PDF', 'title': 'adnkronos.com'} tp:url§§ https://www.adnkronos.com/cronaca/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni_4Dw265lxJt2LcHzu6f0W5k tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956508492.PDF tp:ocr§§ La Fondazione presenta il suo ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. Cartabellotta: "I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui"Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 - rileva il report - pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole - spiega il presidente - se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro"."Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi".Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale"."Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.La revisione dei criteri di ripar to - prosegue il report - ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite - si legge nel documento - nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia"."I meccanismi di riparto - ammonisce Cartabellotta - restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica"."Nessun Governo - puntualizza Cartabellotta - ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato - descrive il presidente Gimbe - dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario - commenta Cartabellotta - documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata."La spesa delle famiglie - afferma ancora Cartabellotta - viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanit arie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. 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Estratto da pag. 1 di "adnkronos.com" del 08 Oct 2025

Cartabellotta: ''I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui''

pubDate§§ 2025-10-08T10:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960608705.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960608705.PDF', 'title': 'adnkronos.com'} tp:url§§ https://www.adnkronos.com/cronaca/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni_4Dw265lxJt2LcHzu6f0W5k tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960608705.PDF tp:ocr§§ Cartabellotta: 'I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui'--PARTIAL-- tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960608705.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803054109500.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "adnkronos.com" del 08 Oct 2025

Cartabellotta: ''I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui''

pubDate§§ 2025-10-08T13:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803054109500.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803054109500.PDF', 'title': 'adnkronos.com'} tp:url§§ https://www.adnkronos.com/cronaca/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni_4Dw265lxJt2LcHzu6f0W5k tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803054109500.PDF tp:ocr§§ La Fondazione presenta il suo ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. Cartabellotta: "I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui"Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 - rileva il report - pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole - spiega il presidente - se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro"."Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi".Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale"."Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.La revisione dei criteri di ripar to - prosegue il report - ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite - si legge nel documento - nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia"."I meccanismi di riparto - ammonisce Cartabellotta - restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica"."Nessun Governo - puntualizza Cartabellotta - ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato - descrive il presidente Gimbe - dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario - commenta Cartabellotta - documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata."La spesa delle famiglie - afferma ancora Cartabellotta - viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanit arie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)"."L'aumento della spesa a carico delle famiglie - osserva - rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze". tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803054109500.PDF §---§ title§§ Sanità, Girelli (Pd): Gimbe chiarisce insufficienza di risorse per ssn - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965108590.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965108590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965108590.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-girelli-pd-gimbe-chiarisce-insufficienza-di-risorse-per-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965108590.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Sanità, Girelli (Pd): Gimbe chiarisce insufficienza di risorse per ssnProposte Pd per liberare risorse e salvaguardare salute persone“La presentazione del rapporto GIMBE, oltre che dare precise indicazioni, ben chiarisce l’insufficienza delle risorse stanziate in sanità. Senza un forte investimento difficile riuscire a sostenere il Sevizio Sanitario Nazionale, e sempre più c’è il rischio del venir meno del principio universalistico di diritto alla cura. Investire in ricerca, personale, organizzazione, prevenzione è indispensabile, superare la frammentazione regionale anche. Il PD ha avanzato precise proposte, compreso il non considerare l’investimento in sanità parte del patto di stabilità, per liberare risorse e nella consapevolezza che quello che investiamo ora, oltre che garantire la salute delle persone, il che già basterebbe, rappresenta un risparmio sulla spesa di cura in futuro”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del PD e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, a margine della presentazione di Gimbe dell’ ottavo report sul ssn alla Camera.[ tel:+39%20329%2065%2049%20195 ]Roma, 8 ottobre 2025Ufficio Stampa Gruppo Partito DemocraticoCamera dei Deputatiper approfondimenti consultare il nostro sito: http://www.deputatipd.itSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965108590.PDF §---§ title§§ RAI, M5S: PURE MELONI SHOW DA VESPA FA FLO - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802889008837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802889008837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802889008837.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/rai-m5s-pure-meloni-show-da-vespa-fa-flo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802889008837.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 RAI, M5S: PURE MELONI SHOW DA VESPA FA FLORoma, 8 ott. – “Ieri sera il “Giorgia Meloni Show” da Bruno Vespa si è palesato in tutta la sua tristezza. La comparsata a “Cinque minuti”, per ripetere il solito copione fatto di autocommiserazione, slogan e accuse a chi osa criticarla ha stancato gli italiani: dal Tg1 a “Cinque minuti” lo share è crollato del 2%. Duecentomila persone che hanno cambiato canale. È ufficiale: il Giorgia Meloni Show si inserisce tra i flop di TeleMeloni. Invece di ammorbare gli italiani con le sue menzogne senza contraddittorio da Vespa, venga in Parlamento. Venga a spiegare cosa sta succedendo ai cittadini italiani che, in modo del tutto legittimo, partecipano alla missione umanitaria verso Gaza e vengono invece fermati, arrestati e torturati dal governo israeliano. Accetti domande vere e spieghi agli italiani cosa intende fare contro il suo amico Donald Trump, i cui dazi minacciano di mettere in ginocchio una delle filiere simbolo del Made in Italy come quella della pasta. Dove sono finiti i patrioti che promettevano di difendere i lavoratori italiani? E magari, tra una diretta e l’altra, potrebbe spiegare anche perché – come denuncia la Fondazione Gimbe – la sanità pubblica ha perso oltre 13 miliardi in rapporto al PIL. Ospedali in affanno, medici allo stremo, cittadini costretti a pagare per curarsi”.Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802889008837.PDF §---§ title§§ SANITÀ, M5S: “GIMBE SMASCHERA BUGIE GOVERNO, 13 MILIARDI IN MENO IN TRE ANNI” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886908868.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886908868.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886908868.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-m5s-gimbe-smaschera-bugie-governo-13-miliardi-in-meno-in-tre-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886908868.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 SANITÀ, M5S: “GIMBE SMASCHERA BUGIE GOVERNO, 13 MILIARDI IN MENO IN TRE ANNI”Roma, 8 ott. – “Il nuovo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe smaschera definitivamente le bugie del governo Meloni sulle risorse in sanità: altro che record, negli ultimi tre anni il Servizio sanitario nazionale ha perso oltre 13 miliardi in rapporto al PIL. Il Presidente di GIMBE Cartabellotta parla di ‘imponente e costante definanziamento’ e di ‘illusioni contabili’, che l’esecutivo usa per fare il gioco delle tre carte e nascondere la realtà. Una realtà che il personale sanitario e i cittadini conoscono fin troppo bene e che è un altro mondo rispetto a quello delle meraviglie dipinto da Meloni e Schillaci. Il ministro continua a promettere nuove risorse in manovra, ma si tratta di briciole. Siamo al fianco dei sindacati, che chiedono a gran voce almeno dieci miliardi in più per la sanità pubblica, e ci sembra davvero folle l’atteggiamento del governo, che racimola meno dello stretto indispensabile parlando di coperta corta, ma contemporaneamente trova 20 miliardi per le armi”. Lo scrivono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886908868.PDF §---§ title§§ Sanità: Ronzulli (FI), rapporto Gimbe non rispecchia realtà e nostro lavoro - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883108906.PDF description§§

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pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883108906.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883108906.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-ronzulli-fi-rapporto-gimbe-non-rispecchia-realta-e-nostro-lavoro/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883108906.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Sanità: Ronzulli (FI), rapporto Gimbe non rispecchia realtà e nostro lavoro“La radiografia del nostro sistema sanitario fatta dal rapporto Gimbe è a mio avviso un po’ troppo dura. Ho sentito dire che la sanità pubblica in Italia è in declino, ho sentito parlare di ‘lento smantellamento’ del sistema sanitario nazionale. Questo non rispecchia la realtà. Vanno guardati i fatti con sincerità, riconoscere quello che non funziona, sì, ma anche valorizzare gli sforzi fatti e indicare le azioni necessarie per una sanità più forte, vicina ai cittadini, equa, efficiente. Il nostro sistema sanitario soffre, è vero, ma non è in ginocchio. Negli ultimi tre anni il governo ha ripreso in mano la sanità, rafforzando il servizio pubblico, valorizzando il personale, avvicinando i servizi alle persone”. Così la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, intervenendo alla Camera alla presentazione del rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883108906.PDF §---§ title§§ Sanità: Lega oggi alla Camera per valorizzazione professioni sanitarie. Taglio netto col passato - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882208913.PDF description§§

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pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882208913.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882208913.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-lega-oggi-alla-camera-per-valorizzazione-professioni-sanitarie-taglio-netto-col-passato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882208913.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Sanità: Lega oggi alla Camera per valorizzazione professioni sanitarie. Taglio netto col passato Roma, 8 ott. – “Gimbe ha lanciato l’allarme su un tema concreto e decisivo per il futuro del sistema sanitario nazionale: la crisi delle professioni sanitarie e la necessità di una forte valorizzazione. Ora la Lega, dopo anni di mala gestione di sinistra, vuole dare un taglio netto col passato. Sono oltre 500 mila i professionisti sanitari che ogni giorno garantiscono assistenza e cura negli ospedali, nelle strutture territoriali e sociosanitarie pubbliche italiane. Noi non li abbandoneremo perché sono una componente fondamentale della sanità pubblica che purtroppo soffre una scarsa attrattività dovuta a prospettive professionali limitate e riconoscimenti economici insufficienti. Rendere le professioni sanitarie più attrattive vuol dire investire nella qualità delle cure e nella sostenibilità del sistema. La libera professione, regolata e tutelata, può rappresentare una leva concreta per migliorare l’offerta sanitaria e contrastare l’esercizio irregolare delle prestazioni, garantendo diritti e sicurezza a operatori e pazienti. Per questo oggi presenteremo una proposta innovativa nella Sala Salvadori della Camera dei Deputati oggi alle 14.30”. Così il Dipartimento Sanità della Lega.Ufficio Stampa – Lega per Salvini Premier Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882208913.PDF §---§ title§§ SANITÀ, COSTA (M5S): “5,8 MILIONI DI ITALIANI ESCLUSI DALLE CURE. IL SSN STA MORENDO MENTRE IL GOVERNO GUARDA ALTROVE” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893909046.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T11:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893909046.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893909046.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-costa-m5s-58-milioni-di-italiani-esclusi-dalle-cure-il-ssn-sta-morendo-mentre-il-governo-guarda-altrove/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893909046.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 SANITÀ, COSTA (M5S): “5,8 MILIONI DI ITALIANI ESCLUSI DALLE CURE. IL SSNSTA MORENDO MENTRE IL GOVERNO GUARDA ALTROVE”Roma, 8 ottobre 2025 – «Quasi 6 milioni di italiani costretti a rinunciarealle cure. Il Rapporto GIMBE presentato oggi alla Camera certifica ilcollasso del Servizio Sanitario Nazionale: su 185 miliardi di spesasanitaria totale, 47,6 miliardi gravano direttamente sui cittadini. Unitaliano su quattro si paga la sanità di tasca propria. Il governo haprogrammato il definanziamento: la quota di PIL destinata alla sanitàscenderà dal 6,1% al 5,8% entro il 2028, con un buco di 13,4 miliardi. InSardegna rinuncia alle cure il 17,7% della popolazione». Lo dichiara ilVicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa.«Questa deriva ha un nome preciso: privatizzazione per abbandono. Nonservono annunci roboanti di dismissioni, basta lasciare marcire il pubblicofino a quando diventa inutilizzabile. L’86,7% della spesa privata escedirettamente dalle tasche delle famiglie, mentre le assicurazioni copronoappena il 13,3%. Un sistema che premia chi ha mezzi e condanna chi non liha».Il Vicepresidente richiama la Corte Costituzionale: «La Consulta hastabilito che il finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza è una“spesa costituzionalmente necessaria”, non negoziabile. Eppure questogoverno continua a trattare la salute come una voce di bilanciosacrificabile. Sta violando la Costituzione e tradendo milioni dicittadini».Costa conclude: «Il Ministro Schillaci deve spiegare agli italiani comeintende garantire i Livelli Essenziali di Assistenza con risorseinsufficienti. Deve dire se questo governo difenderà la sanità pubblica ose la consegnerà definitivamente ai fondi d’investimento. Perché continuarea nascondersi dietro dichiarazioni di circostanza mentre il sistema affondaè una scelta politica precisa. E di quella scelta questo governo porterà laresponsabilità storica».*Roberto Malfatti**Comunicatore politico e sociale*Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893909046.PDF §---§ title§§ Sanità, Nappi (Lega): Gimbe torna a certificare che De Luca ha trasformato il diritto alla salute in elemosina - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911709196.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911709196.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911709196.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-nappi-lega-gimbe-torna-a-certificare-che-de-luca-ha-trasformato-il-diritto-alla-salute-in-elemosina/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911709196.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Sanità, Nappi (Lega): Gimbe torna a certificare che De Luca ha trasformatoil diritto alla salute in elemosina“Per l’ennesima volta, una costante in questi drammatici ultimi 10 anni, lafondazione Gimbe torna a certificare il disastro causato da De Luca e dallasinistra. Non solo i campani vivono 2 anni in meno rispetto al resto dellapopolazione italiana, ma quasi mezzo milione di nostri concittadini nel2024 (con un incremento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023) harinunciato alle cure, a causa delle liste d’attesa interminabili e di unservizio indegno per un Paese civile sotto tutti i punti di vista, mentresempre più pazienti sono costretti a trovare assistenza in altre regioni oall’estero. Per non parlare di un altro ‘miracolo’ deluchiano: le case egli ospedali di comunità. Rispetto a una programmazione complessiva di 191strutture, nessuna ha attivato alcun servizio. Per gli ospedali dicomunità, a fronte di una programmazione complessiva di 61 unità, solo unaè stata dichiarata attiva dalla Regione. Siamo al dramma innescatodall’incapacità, dall’inefficienza e dall’immobilismo di unaAmministrazione regionale che, anche in campo sanitario, si è preoccupatasolo di potenziare i ‘circoli di potere’ infischiandosene della salute deicampani. Per fortuna di tutti noi, questi personaggi e chi gli ha retto ilsacco, tra poche settimane rappresenteranno solo un tragico ricordo. Con ilcentrodestra a Palazzo Santa Lucia si volta finalmente pagina. Attueremoanche un grande Piano regionale per la sanità che porterà, tra l’altro,alla riapertura immediata degli oltre 20 pronto soccorso chiusiindiscriminatamente da De Luca, e ad una reale ed efficace sanità diprossimità da realizzare con strutture pubblico-private per garantireservizi sanitari di base (ad esempio, dall’elettrocardiogramma alle visitegeneriche) senza intasare i drappelli di emergenza. Restituiremo con ifatti il diritto alla salute ai campani: il tempo delle elemosine dellasinistra è finito”. Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega inConsiglio regionale e vice coordinatore del partito in Campania.Prof. Avv. Severino NappiCapogruppo Lega Consiglio regionale della CampaniaComponente Consiglio Federale LegaVice Coordinatore Lega CampaniaUfficio StampaSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911709196.PDF §---§ title§§ Bonelli: “Sanità pubblica allo stremo, governo complice della privatizzazione per logoramento” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910409199.PDF description§§

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pubDate§§ 2025-10-08T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910409199.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910409199.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/bonelli-sanita-pubblica-allo-stremo-governo-complice-della-privatizzazione-per-logoramento/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910409199.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Bonelli: “Sanità pubblica allo stremo, governo complice dellaprivatizzazione per logoramento”«I dati della Fondazione GIMBE descrivono una realtà drammatica: unitaliano su dieci ha rinunciato alle cure e le famiglie hanno speso ditasca propria oltre 41 miliardi di euro per curarsi. È la prova che lasanità pubblica sta collassando, mentre il governo Meloni continua atagliare e a definanziare. In soli tre anni la sanità ha perso 13 miliardireali, con la spesa pubblica scesa al 6,1% del PIL: una percentuale che ciallontana dall’Europa e che di fatto sta consegnando la salute deicittadini ai privati.Il PNRR Salute è fermo: solo il 4% delle Case della Comunità è realmenteoperativo, molte strutture non hanno medici né infermieri. Al Sud lasituazione è ancora più grave, con regioni penalizzate da criteri diriparto che favoriscono i territori più ricchi e più anziani. Così si rompeil patto tra Stato e cittadini: chi può paga, chi non può rinuncia. Questoè un sistema ingiusto e incostituzionale.Serve un’inversione radicale: portare il Fondo Sanitario al 7% del PIL,varare un piano straordinario per infermieri e medici, garantire standardminimi vincolanti per i servizi territoriali e rivedere i criteri diriparto per dare finalmente più risorse al Sud e ai giovani.La salute non è un costo da comprimere ma un investimento strategico.Continuare a ignorarlo significa decretare la fine del Servizio SanitarioNazionale e trasformare un diritto in un privilegio per pochi».Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavocedi Europa Verde.UFFICIO STAMPA EUROPA VERDESave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910409199.PDF §---§ title§§ Sanità: Ronzulli (Fi), meno propaganda, chi dice non fatto nulla ignora i fatti - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042309362.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T12:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042309362.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042309362.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/sanita-ronzulli-fi-meno-propaganda-chi-dice-non-fatto-nulla-ignora-i-fatti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042309362.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Sanità: Ronzulli (Fi), meno propaganda, chi dice non fatto nulla ignora i fatti“Per il futuro della sanità serve un patto di fiducia, fondato su tre pilastri fondamentali: un Servizio sanitario nazionale pubblico, efficiente e accessibile a tutti; un personale sanitario rispettato, valorizzato e motivato; e, soprattutto, una politica capace di guardare oltre il ciclo elettorale. Chi dice che non è stato fatto nulla in questi tre anni ignora i fatti. Vincere questa sfida significa fare meno propaganda. E questo richiede l’impegno di tutti, perché la vera posta in gioco non è soltanto salvare un sistema, ma ricostruire un’alleanza tra istituzioni e cittadini. La sanità riflette il Paese che vogliamo, più giusto, più forte, più umano e più equo. La salute non è un costo, come diciamo spesso, ma il primo e più grande investimento per il futuro che l’Italia possa fare”. Così la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato Licia Ronzulli, intervenendo alla presentazione del Rapporto Gimbe.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042309362.PDF §---§ title§§ Governo: Braga (Pd), Distante da paese reale, per Meloni solo vittimismo e legge elettorale - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003110010.PDF description§§

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pubDate§§ 2025-10-08T15:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003110010.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003110010.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/governo-braga-pd-distante-da-paese-reale-per-meloni-solo-vittimismo-e-legge-elettorale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003110010.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 Governo: Braga (Pd), Distante da paese reale, per Meloni solo vittimismo e legge elettoraleIn tre anni 13 miliardi di euro in meno alla sanità, secondo Gimbe; assegno di inclusione solo a metà dei poveri, secondo la Caritas; una famiglia su 3 taglia la spesa alimentare, secondo Istat.Ma le priorità della Meloni sono vittimismo e legge elettorale. Un governo distante dal paese reale.Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.Roma, 8 ottobre 2025Ufficio Stampa Gruppo Partito DemocraticoCamera dei Deputatiper approfondimenti consultare il nostro sito: http://www.deputatipd.itSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003110010.PDF §---§ title§§ L’assessore regionale Latronico sulla lettura dei dati Gimbe 2023 - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011610243.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T16:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011610243.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011610243.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/lassessore-regionale-latronico-sulla-lettura-dei-dati-gimbe-2023/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011610243.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 L’assessore regionale Latronico sulla lettura dei dati Gimbe 2023“La narrazione secondo cui “60 mila lucani rinunciano alle cure perché la sanità è scadente” è fuorviante. Il problema è complesso e riguarda l’accessibilità economica, l’organizzazione del sistema nazionale e le disuguaglianze territoriali. La Basilicata, pur con le sue sfide, non è una regione in emergenza sanitaria, ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità.I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, riferiti al 2023, meritano una riflessione più ampia e meno allarmistica. È fondamentale chiarire che non si tratta di un problema di qualità del sistema sanitario lucano, ma di accessibilità e condizioni socioeconomiche che influenzano la fruizione dei servizi. Il numero citato è una stima basata su percentuali generali e non su rilevazioni dirette. Secondo altri dati Gimbe, riferiti sempre al 2023, la percentuale di rinuncia alle cure in Basilicata era del 6,7%, inferiore alla media nazionale del 7,6%. Questo dimostra che la Basilicata, pur con le sue criticità, non è tra le regioni peggiori in termini di accesso alle cure. La Basilicata, inoltre, è tra le poche regioni del Sud ad aver rispettato i LEA, ovvero gli standard minimi di assistenza sanitaria garantiti a tutti i cittadini. Questo è un indicatore oggettivo della qualità del servizio sanitario regionale che non può essere ignorato o confuso con i problemi di accesso.La rinuncia alle cure è un fenomeno che colpisce tutto il Mezzogiorno, non solo la Basilicata. È legato a fattori strutturali come i redditi più bassi e la spesa sanitaria privata pro-capite inferiore (377 euro in Basilicata contro i 730 di media nazionale). Anche la carenza di personale medico e infermieristico incide, ma la Regione Basilicata, che sta investendo in un modello di cura vicino alle persone, ha previsto 1.623 nuove assunzioni tra medici, infermieri e personale sanitario nel corso del 2025.Il problema, dunque, non è la qualità della sanità lucana. È l’accessibilità. È il fatto che in una terra dove il reddito medio è più basso e la spesa sanitaria privata è la metà di quella nazionale, anche una visita può diventare un lusso. È il fatto che il sistema sanitario nazionale, non solo quello lucano, è storicamente sottofinanziato, sotto stress e sotto organico. La Regione Basilicata non sta a guardare. Sta investendo, sta assumendo, sta digitalizzando. E soprattutto, sta ascoltando. Perché la sanità non è solo una questione di numeri, ma di persone”.Cosimo LatronicoAssessore regionale alla Salute e al PnrrSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. P ress Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011610243.PDF §---§ title§§ Schlein: risorse insufficienti su Sanità mettono a rischio salute cittadini - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735110386.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T17:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735110386.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735110386.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/10/08/schlein-risorse-insufficienti-su-sanita-mettono-a-rischio-salute-cittadini/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735110386.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 08 October 2025 *Schlein: risorse insufficienti su Sanità mettono a rischio salutecittadini*“La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti diriflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare ilServizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. Colpisceil dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento diProgrammazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del6,4%, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invecesi ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 equasi 10 nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette ascegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini. I 2,5miliardi annunciati oggi dal ministro Schillaci sono del tuttoinsufficienti per riportare l’Italia verso la media europea perinvestimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a miaprima firma, sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all’anno perpoter assumere e pagare meglio il personale e per combattere lediseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani arinunciare alle cure”. Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein.Roma, 8 ottobre 2025Alla luce dei principi di cui al D.lgs. 196/03 e al Regolamento UE2016/679 in materia di protezione dei dati personali, tutte le informazioniSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735110386.PDF §---§ title§§ Speranzon (FdI): "Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895109042.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. «Quello che ha detto Francesca Albanese a Reggio Emilia è eversivo. Quando si arriva a dire che sì, d''accordo, si condanna quello che è successo il

pubDate§§ 2025-10-08T11:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895109042.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895109042.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/speranzon-fdi-parole-di-francesca-albanese-eversive-inaccettabile-giustificare-il-terrorismo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895109042.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. «Quello che ha detto Francesca Albanese a Reggio Emilia è eversivo. Quando si arriva a dire che sì, d’accordo, si condanna quello che è successo il 7 ottobre, però bisogna riconoscere che Hamas ha avuto il merito di accendere i riflettori del mondo su quello che succede in Palestina, siamo di fronte a parole gravissime».Così ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon ai microfoni di Calibro 9, su Radio Cusano Campus, condotto da Francesco Borgonovo.«Un sindaco con un po’ di dignità avrebbe dovuto interrompere un discorso di questo tipo – prosegue -, invece il sindaco di Reggio Emilia si è preso i rimbrotti da parte della Albanese solo per aver ricordato l’importanza di liberare gli ostaggi. È un fatto grave, che dovrebbe far riflettere anche il Partito Democratico su quali posizioni intenda realmente assumere su questi temi».«È legittimo che ciascuno abbia qualsiasi tipo di opinione, purché quell’opinione non crei le condizioni perché la violenza venga giustificata o l’intolleranza considerata accettabile all’interno del dibattito politico», ha concluso Speranzon.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895109042.PDF §---§ title§§ UNICEF/Gaza: 64 mila bambini uccisi o mutilati negli ultimi 2 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894909044.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "Da oltre 700 giorni, i bambini di Gaza vengono uccisi, mutilati e sfollati in una guerra devastante che è un affronto alla nostra comune

pubDate§§ 2025-10-08T11:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894909044.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894909044.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/unicef-gaza-64-mila-bambini-uccisi-o-mutilati-negli-ultimi-2-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894909044.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894909044.PDF §---§ title§§ Fondazione GIMBE: "La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893609047.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

 Negli ultimi 3 anni € 13,1 miliardi in meno alla sanità. € 41,3 a carico delle famiglie e 1 su 10 rinuncia alle cure. Infermieri ai minimi 

pubDate§§ 2025-10-08T11:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893609047.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893609047.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/fondazione-gimbe-la-lenta-agonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893609047.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace” Negli ultimi 3 anni € 13,1 miliardi in meno alla sanità. € 41,3 a carico delle famiglie e 1 su 10 rinuncia alle cure. Infermieri ai minimi AgenPress. «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi».Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. «Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili». Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. «In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi».Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla li eve revisione al ribasso delle stime di crescita economica.  Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall’equità. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia. «I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica».Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. «La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie». Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). «L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicu rezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. . «Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Espansione dei soggetti privati. «Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata». Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. «Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti». Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8% . A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023. «Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo».Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). «Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selett ive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale». Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). «Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero».Riforma dell’assistenza territoriale. Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali.Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). «In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».Il Piano di Rilancio del SSN. «Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune». Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893609047.PDF §---§ title§§ Statuto Fvg: Serracchiani, rinvio voto Camera è vergogna e smacco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908609161.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "Una vergogna per la Camera e uno smacco per il Friuli Venezia Giulia, trattato come un passaggio di seconda scelta che si può rinviare a comodo.

pubDate§§ 2025-10-08T12:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908609161.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908609161.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/statuto-fvg-serracchiani-rinvio-voto-camera-e-vergogna-e-smacco/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908609161.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “Una vergogna per la Camera e uno smacco per il Friuli Venezia Giulia, trattato come un passaggio di seconda scelta che si può rinviare a comodo. Lo sanno bene quanto è grave ciò che hanno fatto.Il centrodestra impone di cambiare lo Statuto Fvg a colpi di maggioranza e neppure garantiscono la presenza per il voto, salvo poi spostare la data senza avere il coraggio di dire il perché. Ovviamente ho votato contro il rinvio”.La deputata Debora Serracchiani, già presidente del Friuli Venezia Giulia, commenta il voto della Camera sul rinvio dell’esame della riforma costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, che era previsto oggi al primo punto dei lavori dell’Aula.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908609161.PDF §---§ title§§ Il tenore Aldo Caputo apre l’evento al Castello Aragonese con l’Inno nazionale nella sua versione ufficiale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910609197.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

Nella suggestiva cornice del Castello Aragonese di Taranto, il celebre tenore e vicepresidente della Fondazione, Aldo Caputo, ha aperto l''incontro intonando

pubDate§§ 2025-10-08T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910609197.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910609197.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/il-tenore-aldo-caputo-apre-levento-al-castello-aragonese-con-linno-nazionale-nella-sua-versione-ufficiale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910609197.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”Nella suggestiva cornice del Castello Aragonese di Taranto, il celebre tenore e vicepresidente della Fondazione, Aldo Caputo, ha aperto l’incontro intonando l’Inno nazionale. L’esecuzione, accompagnata dalla Fanfara della Marina Militare, ha seguito la versione ufficiale prevista dal recente decreto del Presidente della Repubblica. Un momento solenne che ha dato avvio a un dialogo di alto profilo tra istituzioni, cultura e cittadinanza.AgenPress. Protagonista della serata è stato un dialogo brioso e profondo tra l’ammiraglio di squadra Francesco Ricci, presidente del Comitato Provinciale di Taranto della Fondazione, Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica e custode del Castello, e il giornalista Giancarlo Fiume, capo redattore del TGR RAI Puglia.A dare solennità all’apertura dell’incontro è stata l’esecuzione dell’Inno nazionale, Il Canto degli Italiani, intonato dal tenore Aldo Caputo, vicepresidente del Comitato Provinciale di Bari della Fondazione e artista di spessore, accompagnato dalla Fanfara della Marina Militare.Caputo ha interpretato la versione ufficiale dell’inno, secondo le disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica, adottato in attuazione della legge n. 181 del 2017, che ne regolamenta modalità e forma esecutiva.L’Inno – riconosciuto ufficialmente come simbolo della Repubblica e oggetto di precise indicazioni esecutive – ha assunto in questa occasione un significato profondo: non solo celebrazione musicale, ma atto identitario e civico, pienamente in linea con i valori promossi dalla Fondazione.Nel suo intervento, il presidente nazionale della Fondazione, Prefetto Francesco Tagliente, ha richiamato con forza l’importanza del merito, dell’etica pubblica e della memoria collettiva, sottolineando come la missione della Fondazione sia quella di valorizzare il Merito non solo come riconoscimento, ma anche come esempio e modello educativo per le future generazioni.Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito con partecipazione un incontro che ha saputo coniugare rigore istituzionale e dialogo culturale, in un luogo simbolo della città che, sotto la guida dell’ammiraglio Ricci, si è trasformato in spazio vivo di confronto civile e crescita collettiva.A chiudere l’evento, l’esibizione del gruppo musicale popolare “Terraross_Dominique”, che ha intonato brani della tradizione il cui contenuto richiama valori educativi e identitari, contribuendo a rafforzare il messaggio culturale dell’intera serata.L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Insigniti OMRI, impegnata nell a tutela e valorizzazione dei simboli della Repubblica, nella promozione della cultura del merito e nella formazione civica delle nuove generazioni.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910609197.PDF §---§ title§§ Giornata mondiale della podologia: il ruolo del podologo tra cura, prevenzione e formazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042209361.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

Ogni 8 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Podologia, occasione per sensibilizzare la popolazione sull''importanza della salute del piede, sulla

pubDate§§ 2025-10-08T12:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042209361.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042209361.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/giornata-mondiale-della-podologia-il-ruolo-del-podologo-tra-cura-prevenzione-e-formazione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042209361.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”Ogni 8 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Podologia, occasione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della salute del piede, sulla prevenzione delle complicanze e sul ruolo fondamentale del podologo nel sistema sanitario. Greta Meccoli, Presidente del CdA dei Podologi di Roma, racconta obiettivi, sfide e prospettive della professione.La ricorrenza non si limita alla celebrazione simbolica: è un momento per riflettere su innovazione, prevenzione e formazione. Quest’anno, i temi centrali scelti per l’occasione riguardano l’importanza delle calzature nelle patologie in cui è richiesta protezione del piede, come diabete e artrite reumatoide, e la gestione del letto della ferita, “in quanto ogni lesione deve avere un suo protocollo di trattamento”, spiega Meccoli. Altri argomenti affrontati durante la giornata comprendono il taping neuromuscolare e le disfunzioni muscolari dell’arto inferiore, che possono provocare deficit biomeccanici con conseguente sofferenza del piede.Negli ultimi anni, la professione del podologo ha visto crescere la collaborazione multidisciplinare, sempre più riconosciuta come efficace. “È stato dimostrato che il concetto di approccio multidisciplinare è molto spesso vincente”, afferma Meccoli. Un esempio concreto di questa collaborazione è il Progetto Piede Diabetico, nato per garantire continuità di cura dall’ospedale al territorio. “Vista la saturazione della sanità regionale, con questo progetto si intende lasciare il compito delle urgenze al centro ospedaliero in multidisciplinarietà, lasciando la gestione post acuzie al territorio. Dovrebbero essere dei professionisti formati alla gestione del Piede Diabetico”, sottolinea la Presidente.Tuttavia, la professione deve affrontare ancora alcune sfide. Meccoli evidenzia come “siano pochissimi i team multidisciplinari e i professionisti che si avvalgono della collaborazione di un podologo”, e denuncia la piaga dell’abusivismo. Tra le richieste più importanti del settore c’è l’inserimento del podologo nei LEA, per riconoscere ufficialmente il ruolo sanitario della figura professionale e garantire l’accesso alle cure.Un altro pilastro della professione è la formazione continua. “La CdA è molto attenta al tema della formazione continua. Ci siamo fatti carico di organizzare corsi sia in presenza che FAD; abbiamo fatto corsi sulla sicurezza sul lavoro, corsi FAD su inglese scientifico e abbiamo in cantiere altre sorprese”, spiega Meccoli. Aggiornamento e specializzazione sono strumenti essenziali per garantire cure di qualità e rispondere alle nuove esigenze cliniche.Il podolo go, oltre alla cura, riveste anche un ruolo educativo e sociale. Durante le valutazioni, consiglia calzature adeguate, presidi terapeutici e terapie topiche per l’idratazione cutanea, indirizzando il paziente allo specialista di riferimento quando necessario. “Oltre al ruolo professionale, c’è anche un ruolo sociale”, evidenzia Meccoli, sottolineando come la prevenzione e l’educazione del paziente siano parte integrante del lavoro quotidiano.Il messaggio finale della Presidente è chiaro e diretto: “Innanzitutto, e qui ci tengo a ribadirlo, affidatevi sempre con fiducia e sicurezza a podologi qualificati e iscritti all’albo professionale. Evitate il ‘fai da te’! Evitate lo shopping online, evitate i laureati su Google, ma soprattutto evitate persone non qualificate”.In occasione della Giornata Mondiale della Podologia, il messaggio è dunque duplice: riconoscere l’importanza del podologo come professionista sanitario e ricordare che la salute del piede, spesso trascurata, è un elemento fondamentale per il benessere complessivo e la qualità della vita.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803042209361.PDF §---§ title§§ Vannacci: “Immunità a Salis? Pagina vergognosa. È il fallimento assoluto dell’Unione Europea” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041009365.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "È stata una vergogna. Per un voto la sinistra ha perso quel manto col quale si avvolgeva ergendosi a paladina della legalità e della questione

pubDate§§ 2025-10-08T12:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041009365.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041009365.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/vannacci-immunita-a-salis-pagina-vergognosa-e-il-fallimento-assoluto-dellunione-europea/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041009365.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “È stata una vergogna. Per un voto la sinistra ha perso quel manto col quale si avvolgeva ergendosi a paladina della legalità e della questione morale. Il Parlamento europeo, con questo voto vergognoso, ha sancito che la giustizia non è uguale per tutti”. Così l’europarlamentare Roberto Vannacci su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano. “C’è il cittadino qualunque, che quando commette un reato va a processo e paga per il reato che ha commesso, e poi c’è Ilaria Salis e tutta la sinistra che si è schierata insieme a lei, che con un sotterfugio elettorale ha stabilito che la Salis non debba andare a processo come un cittadino qualunque”.“Ha usato una procedura vile e vigliacca, ha richiesto il voto segreto, hanno rifiutato addirittura di metterci la faccia. Non sapremo mai quali sono i voti che hanno sostenuto o chi invece voleva che giustamente andasse a processo. Potremmo dedurre che l’abbiano sostenuta anche membri del PPE, ma non lo sapremo mai con certezza. – ha continuato il Generale – La democrazia su questioni di questo tipo non dovrebbe permettere ai propri rappresentanti di nascondersi dietro la segretezza del voto. È una bruttissima pagina per la democrazia, per la libertà, per la giustizia, è una vergogna per tutti quelli che credono nello Stato di diritto. Purtroppo questa sinistra che protegge i delinquenti, che si schiera sempre dalla parte loro, oggi ha scritto un’altra pagina orrenda”.“La Salis è una pluricondannata in Italia, quindi una pluricondannata che esulta e che dice ‘siamo tutti antifascisti’ non mi sembra una cosa molto edificante, soprattutto per gli altri antifascisti che magari non sono pluricondannati. Oppure sta a significare che tutti gli antifascisti sono pluricondannati, e quindi sono fuori dal perimetro della legalità. – ha proseguito Vannacci – Chi con lei è andato in Ungheria a spaccare la testa a martellate ad una persona che non la pensava come loro, è stato condannato poche settimane fa in Germania a cinque anni di carcere”.“Ilaria Salis ha commesso questo reato ben prima di essere europarlamentare e ben prima di godere dell’immunità. L’immunità parlamentare copre e protegge l’attività parlamentare, e non mi sembra che andare a spaccare la testa possa rientrare in quest’attività. – ha concluso Vannacci – Questo caso è unico, un caso vergognoso, una pagina nera nella storia dell’Unione Europea, che ne sta ulteriormente a confermare il fallimento assoluto. O noi cambiamo questa Unione Europea, o questa Unione Europea è destinata a soccombere”.Testata Regist rata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041009365.PDF §---§ title§§ Vaccini, Cicconetti (Federfarma Roma): "Da oggi vaccini antinfluenzali gratuiti anche in farmacia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803041409369.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

Da oggi disponibili in farmacia dosi gratuite del vaccino contro l''influenza stagionale per gli aventi diritto

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AgenPress. "Un episodio di una violenza inaudita, che lascia senza parole. A Sondrio una donna è stata aggredita, picchiata e violentata da un 24enne del

pubDate§§ 2025-10-08T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803040709378.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803040709378.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/donna-aggredita-picchiata-e-violentata-cecchetti-lega-atto-bestiale-servono-pene-esemplari/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803040709378.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Fondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisOrban: “L’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “Un episodio di una violenza inaudita, che lascia senza parole. A Sondrio una donna è stata aggredita, picchiata e violentata da un 24enne del Mali, ospite di un centro di accoglienza. Secondo le ricostruzioni, la vittima sarebbe stata colpita con una ferocia inaccettabile, addirittura con morsi all’orecchio fino a staccarglielo.Una scena agghiacciante, che non può essere trattata come un fatto isolato né liquidata con le solite attenuanti. Servono pene esemplari e una magistratura che non conceda nessuno sconto a chi si macchia di reati così orrendi.Non è più tollerabile assistere a episodi di questo tipo, spesso commessi da persone che il nostro Paese accoglie e ospita. L’Italia deve tornare a garantire sicurezza e giustizia vera per le vittime, non alibi per i carnefici.”Lo dichiara Fabrizio Cecchetti, Deputato lombardo della Lega, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803040709378.PDF §---§ title§§ Mattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle Camere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733510402.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato il 08 ottobre 2025 la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San

pubDate§§ 2025-10-08T17:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733510402.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733510402.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/mattarella-ha-promulgato-la-legge-recante-istituzione-della-festa-nazionale-di-san-francesco-dassisi-e-ha-inviato-una-lettera-ai-presidenti-delle-camere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733510402.PDF tp:ocr§§ La Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Trump: “Hamas rischia l’annientamento se rifiuta di cedere il potere e il controllo di Gaza”Mattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisPiano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato il 08 ottobre 2025 la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi”, approvata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1 ottobre scorso, inviando al Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa e al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, la seguente lettera:«Mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi”, approvata dalla Camera dei deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1° ottobre scorso.Ho provveduto alla promulgazione della legge – pur se il suo testo presenta alcuni aspetti critici che avverto il dovere di segnalare – in considerazione del significato del provvedimento e della circostanza che i rilievi non riguardano profili di natura costituzionale.L’articolo 1 della legge, al primo comma – al fine di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà – istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno. Conseguentemente, il secondo comma inserisce il 4 ottobre, quale “festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia”, nell’elenco dei giorni considerati festivi a livello nazionale dai quali derivano gli effetti dell’osservanza del completo orario festivo nei luoghi di lavoro e del divieto di compiere determinati atti giuridici.Il terzo comma dello stesso articolo 1 modifica la legge 4 marzo 1958 n. 132, “Ricorrenza festiva del 4 ottobre in onore dei Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena”, limitandosi a espungere dalla legge e dal suo titolo ogni riferimento a San Francesco. Di conseguenza la legge n. 132 del 1958 adesso prevede che “Il 4 ottobre è considerato solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore della Santa Patrona d’Italia Santa Caterina da Siena”.Il quadro normativo risultante dalla legge approvata, pertanto, è il seguente:la medesima giornata del 4 ottobre è qualificata sia festività nazionale, in onore di San Francesco d’Assisi, sia solennità civile, in onore di Santa Caterina da Siena.Con due diverse disposizioni normative si prevede che, con riferimento ai due Santi, vengano celebrati sostanzialmente i medesimi valori, nello stesso giorno ma con un diverso r egime.In entrambi i casi è previsto, in particolare, che, nella medesima giornata del 4 ottobre, le scuole possano promuovere iniziative dedicate ai valori universali di cui ciascuno dei due Santi è ritenuto espressione. Iniziative peraltro che non potranno più svolgersi il 4 ottobre in quanto giornata ormai festiva. Per quanto riguarda San Francesco, la possibilità di assumere simili iniziative viene estesa alle amministrazioni pubbliche, agli enti del terzo settore e alle “istituzioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale”.Appare evidente come la normativa che disciplina le due ricorrenze richieda interventi correttivi volti a coordinare tra loro i due testi normativi.In primo luogo devo far presente che la medesima giornata – il 4 ottobre – non può essere qualificata, al contempo, sia festività nazionale sia solennità civile, anche perché, tra l’altro, da tali qualificazioni il nostro ordinamento fa discendere effetti diversi.Va operata, quindi, una scelta in tal senso – verosimilmente abrogando la previsione di solennità civile, meno rilevante – e, necessariamente, chiarendo se fare riferimento per la giornata festiva del 4 ottobre esclusivamente a San Francesco ovvero anche a Santa Caterina, fino ad oggi considerati congiuntamente.Inoltre, un migliore coordinamento merita l’indicazione delle iniziative che le istituzioni potranno assumere e dei loro contenuti, questo in special modo nel caso in cui si intendesse stabilire date diverse per le due ricorrenze. Fermo restando che, per quanto riguarda le scuole e gli uffici pubblici, bisognerà tenere conto del carattere ormai festivo della giornata del 4 ottobre.Invito pertanto il Parlamento ad apportare al provvedimento i correttivi necessari.Non posso, infine, non sottolineare l’esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733510402.PDF §---§ title§§ Mattarella con le nazionali di pallavolo femminile e maschile vincitrici dei rispettivi Campionati del mondo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733210403.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale le nazionali di pallavolo femminile e maschile

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Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. La nomina della giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi a direttore musicale stabile del Teatro La Fenice di Venezia ha innescato una forte

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Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Mattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisPiano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. La nomina della giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi a direttore musicale stabile del Teatro La Fenice di Venezia ha innescato una forte controversia interna, che culminerà con uno sciopero proclamato per venerdì 17 ottobre — giorno della prima dell’opera Wozzeck — da parte della RSU e delle organizzazioni sindacali del teatro.Questa vicenda solleva questioni fondamentali sul metodo di scelta nelle istituzioni culturali, la legittimità delle proteste sindacali in ambiti artistici, e sulle aspettative che un teatro storico come la Fenice porta con sé.La nomina di Venezi è stata annunciata il 22 settembre dal sovrintendente del teatro Nicola Colabianchi, con il supporto del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che è anche presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica veneziana.Il ruolo che le verrebbe affidato (a partire dall’ottobre 2026) è quello di direttore musicale stabile dell’orchestra della Fenice.Tuttavia, le maestranze (orchestra, personale tecnico, etc.) esprimono perplessità — non verso la persona in sé, ma verso il curriculum e il metodo della designazione. Secondo la RSU, il profilo di Venezi non sarebbe “all’altezza” rispetto ai tradizionali standard della Fenice, e la decisione sarebbe stata adottata in maniera “verticistica”, senza sufficiente partecipazione o confronto.In risposta, le RSU e le OOSS hanno proclamato lo stato di agitazione il 27 settembre, come atto iniziale della protesta.La mobilitazione è stata ufficializzata con lo sciopero programmato per il 17 ottobre, in concomitanza con la prima di Wozzeck di Alban Berg — opera che chiude la stagione 2024/2025.Le RSU ribadiscono che sono disposte a un dialogo con il nuovo direttore designato, ma pongono come condizione la revoca preventiva della nomina.Il sovrintendente Colabianchi, uscendo dall’incontro con i sindacati, ha dichiarato che lo sciopero, pur essendo un diritto costituzionale, “nuoce al pubblico” e ha auspicato la prosecuzione del dialogo.Il sindaco Brugnaro difende la nomina come espressione di una scelta coraggiosa e di innovazione, volendo dare spazio a una giovane donna comunicativa e talentuosa.Se lo sciopero verrà mantenuto, la prima di Wozzeck rischia di saltare o subire pesanti ripercussioni organizzative.In caso di revoca della nomina, si aprirebbe la necessità di un nuovo bando o di una scelta condivisa con le maestranze.Se invece la nomina restasse confermata, la tension e interna potrebbe perdurare, con possibili ricadute sull’attività culturale e sull’immagine del teatro.La mobilitazione potrebbe avere una risonanza nazionale, diventando tema di dibattito sui modelli di direzione artistica nei teatri lirici italiani. Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727610459.PDF §---§ title§§ Edilizia, Assorup in audizione Camera: rischio deleghe che riducono sovranità parlamentare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726710462.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. In occasione dell''audizione odierna in Commissione Ambiente della Camera, Assorup ha sollecitato che la delega al Governo non si trasformi in un

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726710462.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726710462.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/edilizia-assorup-in-audizione-camera-rischio-deleghe-che-riducono-sovranita-parlamentare/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726710462.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Mattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a tre ricercatori statunitensi: John Clarke, Michel H. Devoret e John M. MartinisPiano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. In occasione dell’audizione odierna in Commissione Ambiente della Camera, Assorup ha sollecitato che la delega al Governo non si trasformi in un bypass del Parlamento, chiedendo consultazioni ampie e vincolanti per garantire norme applicabili e condivise.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726710462.PDF §---§ title§§ Gaza, Presidente Comunità Ebraica Milano: "Università Bicocca è antisemita. Vergogna" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751210535.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "È una vergona che una Università come la Bicocca faccia una cosa del genere. Indubbiamente è antisemitismo, perché si va a colpire la popolazione

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Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "Bene il via libera del Senato. Tra le novità introdotte dal testo, come da me fortemente caldeggiato, si prevede che la durata del diritto

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Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "La Cgil è ossessionata da Matteo Salvini e non perde occasione per attaccarlo con insulti e accuse ridicole. A Livorno il sindacato rosso parla di

pubDate§§ 2025-10-08T18:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750610541.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750610541.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/ceccardi-lega-cgil-dovrebbe-difendere-lavoratori-non-delinquenti-forze-dellordine-meritano-rispetto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750610541.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Suicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Trump invia la Guardia Nazionale a Chicago. Le autorità locali la definiscono “un’invasione”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “La Cgil è ossessionata da Matteo Salvini e non perde occasione per attaccarlo con insulti e accuse ridicole. A Livorno il sindacato rosso parla di responsabilità ma dimentica che a ogni manifestazione organizzata o cavalcata dalla sinistra radicale ci sono lanci di pietre, cariche, feriti tra i Carabinieri e la Polizia.È inaccettabile che un sindacato che dovrebbe difendere i lavoratori si riduca a difendere dei delinquenti e a fare propaganda politica contro un ministro che sta lavorando per il Paese. Salvini non è né uno showman né un provocatore: è un uomo di Stato che affronta a viso aperto contestazioni violente e continua ad andare nei territori senza paura, mettendoci la faccia.Se davvero la Cgil vuole difendere la democrazia, dovrebbe prima di tutto isolare i violenti e smetterla di giustificare chi semina odio e scontri di piazza. Le forze dell’ordine meritano rispetto, non di essere esposte al rischio da chi fa politica con i caschi e le spranghe o comunque li tollera. Il vero atto di responsabilità oggi è sostenere chi lavora per infrastrutture, sicurezza e crescita, non fomentare assurde tensioni ideologiche”.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750610541.PDF §---§ title§§ Suicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitative link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802749910550.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

Dichiarazione di Stefano Chiappelli – Segretario generale SUNIA 

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Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

"Per noi, da vietare qualsiasi velo nelle scuole, non solo integrale"

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739510590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739510590.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/islam-cisint-sardone-ceccardi-velo-bene-fdi-appoggi-nostra-battaglia-contro-radicalizzazione-e-sottomissione-donna/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739510590.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”“Per noi, da vietare qualsiasi velo nelle scuole, non solo integrale”AgenPress.  “Bene che anche gli alleati di Fratelli d’Italia appoggino le nostra battaglia contro la radicalizzazione e la sottomissione delle donna. Allora basti che si calendarizzi e si voti al più presto la nostra proposta di legge di modifica della legge 152/1975, a prima firma Iezzi, per vietare la copertura integrale del volto nei luoghi pubblici.Un provvedimento che da tempo attende in Parlamento e che la Lega porta avanti con coerenza, a partire dai territori. Anzi noi rilanciamo: riteniamo che il velo islamico, di qualsiasi tipo, vada vietato nelle scuole, come succede in altri Paesi europei, in quanto non rappresenta sicuramente una scelta consapevole per bambine e adolescenti ed è chiaramente uno strumento di oppressione per le donne.Una battaglia di legalità e di dignità, che deve rappresentare solo il primo passo per fermare la diffusione dell’islam radicale in Italia e delle sue regole retrograde, contrarie al nostro ordinamento e lesive della dignità dell’essere umano, in particolare delle donne, la cui sottomissione è purtroppo evidente anche in Europa.Sarà poi necessario portare avanti una norma, in assenza dell’Intesa, per regolamentare la proliferazione delle moschee irregolari. Dobbiamo reagire ora, con norme chiare, per impedire che l’islamismo radicale si impadronisca del nostro futuro e cancelli la nostra identità”.Così in una nota le europarlamentari della Lega Anna Maria Cisint, Silvia Sardone (vice segretario Lega), Susanna Ceccardi.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739510590.PDF §---§ title§§ Caso Salis, Toninelli: “Via immunità e voto segreto. Se l’Ungheria non rispetta la democrazia, resti fuori dall’Unione europea” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739910594.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. A "Controinformazione", su Radio Cusano Campus, Danilo Toninelli ha commentato la conferma dell''immunità per Ilaria Salis al Parlamento europeo,

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739910594.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739910594.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/caso-salis-toninelli-via-immunita-e-voto-segreto-se-lungheria-non-rispetta-la-democrazia-resti-fuori-dallunione-europea/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739910594.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. A “Controinformazione”, su Radio Cusano Campus, Danilo Toninelli ha commentato la conferma dell’immunità per Ilaria Salis al Parlamento europeo, parlando di “ipocrisia e doppia morale nella politica europea e italiana”.“Il vero scandalo non è la Salis, ma l’ipocrisia della politica. Quando si tratta di amici di partito si salva chiunque, quando si tratta di un avversario si invoca la giustizia. Cancelliamo l’immunità parlamentare e quella porcheria del voto segreto: la democrazia deve essere trasparente, non codarda”.Sul piano europeo, Toninelli ha lanciato un affondo contro Bruxelles: “Se l’Ungheria è uno Stato democratico, la Salis deve essere processata lì. Ma se la giustizia ungherese è politicizzata e obbedisce a Orban, allora è l’Ungheria che deve uscire dall’Unione europea. O si rispettano i principi europei o si resta fuori”.E ha chiuso con un monito alla stampa: “Il giornalismo deve essere il cane da guardia del potere, non il suo megafono. Quando le televisioni diventano portavoce dei governi, la democrazia è già malata”.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739910594.PDF §---§ title§§ Caso Salis, Toninelli: “Via immunità e voto segreto. Se l’Ungheria non rispetta la democrazia, resti fuori dall’Unione europea” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739710596.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. A "Controinformazione", su Radio Cusano Campus, Danilo Toninelli ha commentato la conferma dell''immunità per Ilaria Salis al Parlamento europeo,

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739710596.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739710596.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/caso-salis-toninelli-via-immunita-e-voto-segreto-se-lungheria-non-rispetta-la-democrazia-resti-fuori-dallunione-europea/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739710596.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. A “Controinformazione”, su Radio Cusano Campus, Danilo Toninelli ha commentato la conferma dell’immunità per Ilaria Salis al Parlamento europeo, parlando di “ipocrisia e doppia morale nella politica europea e italiana”.“Il vero scandalo non è la Salis, ma l’ipocrisia della politica. Quando si tratta di amici di partito si salva chiunque, quando si tratta di un avversario si invoca la giustizia. Cancelliamo l’immunità parlamentare e quella porcheria del voto segreto: la democrazia deve essere trasparente, non codarda”.Sul piano europeo, Toninelli ha lanciato un affondo contro Bruxelles: “Se l’Ungheria è uno Stato democratico, la Salis deve essere processata lì. Ma se la giustizia ungherese è politicizzata e obbedisce a Orban, allora è l’Ungheria che deve uscire dall’Unione europea. O si rispettano i principi europei o si resta fuori”.E ha chiuso con un monito alla stampa: “Il giornalismo deve essere il cane da guardia del potere, non il suo megafono. Quando le televisioni diventano portavoce dei governi, la democrazia è già malata”.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739710596.PDF §---§ title§§ Rino Barillari celebrato a Martina Franca dalla Fondazione OMRI e dal Circolo Fotografico Il Cast link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759210647.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. Una città trasformata in un museo a cielo aperto, il Palazzo Ducale gremito di pubblico e un''atmosfera carica di emozione e memoria: la Fondazione

pubDate§§ 2025-10-08T19:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759210647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759210647.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/rino-barillari-celebrato-a-martina-franca-dalla-fondazione-omri-e-dal-circolo-fotografico-il-cast/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759210647.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. Una città trasformata in un museo a cielo aperto, il Palazzo Ducale gremito di pubblico e un’atmosfera carica di emozione e memoria: la Fondazione Insigniti OMRI ha celebrato a Martina Franca il celebre fotoreporter Rino Barillari, “The King of Paparazzi”, con una giornata-evento che ha intrecciato fotografia, cultura e riconoscimento del merito.L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Insigniti OMRI e organizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico “Il Castello”, presieduto da Raimondo Musolino, si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per il secondo anniversario della costituzione della Fondazione.La mostra fotografica, curata e allestita dal Circolo, ha ricevuto il sostegno convinto del Presidente della Fondazione, Prefetto Francesco Tagliente, promotore e anima dell’iniziativa.Un percorso urbano tra gli scatti della storiaSin dal mattino, il centro storico di Martina Franca ha accolto cittadini, turisti e delegati con un percorso espositivo all’aperto: totem fotografici raffiguranti alcune delle immagini più iconiche di Barillari hanno disegnato un itinerario nella storia recente d’Italia, vista attraverso l’obiettivo di uno dei suoi testimoni più instancabili.Dalle star del cinema alle più alte cariche dello Stato, passando per eventi di cronaca e passaggi epocali, Barillari ha raccontato il nostro Paese con lo sguardo di chi ha vissuto la strada, il tempo e la storia.La cerimonia ufficiale nelle Sale d’Onore del Palazzo DucaleNel pomeriggio, la celebrazione si è spostata nelle nobili Sale del Palazzo Ducale con l’inaugurazione della mostra “The King of Paparazzi”, composta da 16 scatti selezionati personalmente da Rino Barillari. A dare inizio alla cerimonia, l’intensa esecuzione dell’Inno Nazionale da parte del tenore Francesco Grollo.La mostra si è trasformata in un racconto vivo grazie al dialogo pubblico tra Rino Barillari e il giornalista Vincenzo Ferrari, socio del Circolo Fotografico e protagonista di un importante progetto culturale e di comunicazione sul territorio.Una platea d’eccezione e un tributo al meritoA testimonianza del valore dell’iniziativa, hanno partecipato oltre cento rappresentanti della Fondazione Insigniti OMRI, provenienti da tutta Italia. In sala, personalità delle istituzioni repubblicane, delle Forze Armate, del mondo accademico, dell’impresa, della cultura e della ricerca.Un evento che unisce merito, cultura e territorioParticolarmente significativa è stata la partecipazione attiva del pubblico martinese, che ha affollato le sale e partecipato con calore all’iniziativa. La scelta di ospitare la mostra nel Palazzo Ducale – sollecitata e fortemente sostenuta dal Presidente della Fondazione – al posto della sede inizialmente prevista e meno adeguata, ha conferito all’evento il prestigio e la dignità che meritava, contribuendo al coinvolgimento dell’intera comunità.L’iniziativa ha ribadito la volontà della Fondazione OMRI di celebrare il merito non solo come riconoscimento individuale, ma come leva di responsabilità sociale, testimonianza culturale e custodia della memoria.La fotografia come patrimonio collettivoNon è stata solo una mostra – ha dichiarato il Prefetto Francesco Tagliente – ma un gesto di rispetto e riconoscenza verso chi, come Rino Barillari, ha dedicato l’intera vita a raccontare l’Italia attraverso lo sguardo, il coraggio e il senso del tempo.In questo tributo si riflette il cuore dell’impegno della Fondazione: onorare il merito, custodire la memoria e valorizzare il territorio con responsabilità e spirito di servizio“Non è stata solo una mostra – ha commentato il Prefetto Tagliente – ma un gesto di rispetto verso chi, come Rino Barillari, ha dedicato la propria vita a raccontare l’Italia attraverso lo sguardo, il coraggio e il senso del tempo.E in questo gesto c’è anche il senso del nostro impegno: onorare il merito, difendere la memoria, valorizzare il territorio.”Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759210647.PDF §---§ title§§ Medici di Famiglia: Lazio, in arrivo dalla Regione, la proposta per l'accordo integrativo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753510714.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. Il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha comunicato che il prossimo 21 ottobre consegnerà alle OOSS dei medici di medicina generale la

pubDate§§ 2025-10-08T19:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753510714.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753510714.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/medici-di-famiglia-lazio-in-arrivo-dall-regione-la-proposta-per-laccordo-integrativo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753510714.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. Il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha comunicato che il prossimo 21 ottobre consegnerà alle OOSS dei medici di medicina generale la proposta regionale per l’accordo integrativo.“E’ una buona notizia, meglio tardi che mai,” ha dichiarato la Federazione italiana medici di famiglia del Lazio “considerando che Fimmg ha presentato in Regione la sua proposta da oltre tre anni chiedendo inutilmente un confronto.In questi casi però si dice : tutto è bene quel finisce bene, ci auguriamo che possa così essere finalmente avviato il dialogo costruttivo, che da sempre auspichiamo  per  rilanciare la sanita nella nostra regione.”Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753510714.PDF §---§ title§§ Gaza. Croce Rossa, Valastro: "Dati UNICEF fotografano una triste realtà: il conflitto sta cancellando l'infanzia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757610727.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "Ci sono bambine e bambini che soffrono la fame e la sete, che muoiono, anche a causa della mancanza di cure. Quelli che sopravviveranno,

pubDate§§ 2025-10-08T19:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757610727.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757610727.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/gaza-croce-rossa-valastro-dati-unicef-fotografano-una-triste-realta-il-conflitto-sta-cancellando-linfanzia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757610727.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “Ci sono bambine e bambini che soffrono la fame e la sete, che muoiono, anche a causa della mancanza di cure. Quelli che sopravviveranno, porteranno non solo sul loro corpo ma dentro di sé le violenze e le immagini del conflitto nella Striscia.Lo abbiamo ripetuto più volte: l’Umanità a Gaza sta pagando un prezzo troppo alto. E i dati diffusi oggi da Unicef, purtroppo, lo confermano.Negli ultimi due anni 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati a causa di questa guerra. Un orrore, una tragedia, non c’è altro termine per definire quanto accaduto. Una sofferenza continua fatta di tante piccole vite violate, di Diritti non rispettati, di un’infanzia interrotta bruscamente da un conflitto davanti al quale siamo tutti sgomenti, una guerra che ci lascia attoniti davanti alle immagini di tanti bambini che hanno conosciuto la violenza e le atrocità di una guerra che non lascia scampo neppure ai loro sorrisi”.Con queste parole Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, commenta i dati diffusi dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef).Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757610727.PDF §---§ title§§ Gaza: Pd Fvg, Fedriga semina germi di tensione e divisione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757710728.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

AgenPress. "Il presidente Fedriga sta seminando da tempo nella nostra comunità i germi della tensione e della divisione. Ora che si avvicina il discutibile

pubDate§§ 2025-10-08T19:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757710728.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757710728.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/gaza-pd-fvg-fedriga-semina-germi-di-tensione-e-divisione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757710728.PDF tp:ocr§§ La RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaGaza. Piano di pace. Trump: “Chiedo a tutti di affrettarsi”Islam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”AgenPress. “Il presidente Fedriga sta seminando da tempo nella nostra comunità i germi della tensione e della divisione. Ora che si avvicina il discutibile appuntamento della partita Italia-Israele a Udine il clima si fa ancora più teso. Sta avvenendo esattamente il contrario di quello che dovrebbe succedere: una carica istituzionale su cui pesano grandi responsabilità ha il dovere morale di contenere la conflittualità e di promuovere percorsi di ascolto e rispetto reciproco. In particolare la grande visibilità di Fedriga aumenta l’eco delle sue posizioni e ne aggrava l’effetto”.Lo afferma la vicesegretaria Pd Fvg Lucia Giurissa, a proposito delle prese di posizione del presidente Fvg Massimiliano Fedriga sulle manifestazioni per la pace tacciate di antisemitismo.“Dopo tante morti – aggiunge l’esponente dem – è grave gettare benzina sul fuoco cercando di confondere i fatti e colpevolizzando i civili mentre si dovrebbero cercare i presupposti che portano al dialogo.Noi ribadiamo il sostegno a chi si impegna, in modo pacifico e nonviolento, per il cessate il fuoco che metta un punto a questa crisi umanitaria. La soluzione dei due Stati per i popoli d’Israele e di Palestina concederebbe un’opportunità unica per la fine del conflitto e del terrorismo”.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802757710728.PDF §---§ title§§ Stati Uniti. Trump sta valutando l'opportunità di invocare l'Insurrection Act link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755210751.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

Il presidente Donald Trump ha affermato più volte di poter invocare lo statuto del 1807, che conferisce al presidente il potere di dispiegare l''esercito

pubDate§§ 2025-10-08T20:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755210751.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755210751.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/stati-uniti-trump-sta-valutando-lopportunita-di-invocare-linsurrection-act/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755210751.PDF tp:ocr§§ Stati Uniti. Trump sta valutando l’opportunità di invocare l’Insurrection ActLa RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaIslam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”Il presidente Donald Trump ha affermato più volte di poter invocare lo statuto del 1807, che conferisce al presidente il potere di dispiegare l’esercito statunitense sul territorio nazionaleAgenPress. Negli ultimi giorni, i funzionari della Casa Bianca hanno avuto discussioni sempre più serie sull’invocazione dell’Insurrection Act da parte del presidente Donald Trump, una legge del XIX secolo raramente utilizzata che conferisce al presidente il potere di schierare militari in servizio attivo all’interno degli Stati Uniti.Le discussioni giungono mentre Trump ha cercato di schierare truppe della Guardia Nazionale in diverse grandi città, tra cui Los Angeles, Chicago e Portland, Oregon, affermando che sono necessarie per ridurre la criminalità e proteggere i funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement dai manifestanti.La guardia è attualmente impiegata in ruoli di supporto limitati, poiché ai militari in servizio attivo è vietato condurre azioni di polizia civile, come perquisizioni e arresti.I piani di Trump di schierare la Guardia Nazionale hanno occasionalmente incontrato ostacoli legali. Domenica, un giudice federale dell’Oregon ha impedito al presidente di inviare membri della Guardia Nazionale da qualsiasi stato a Portland.Interrogata sulle discussioni riguardanti l’invocazione dell’Insurrection Act, la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha dichiarato: “L’amministrazione Trump è impegnata a ripristinare la legge e l’ordine nelle città americane afflitte dalla violenza dovuta alla cattiva gestione dei Democratici. E il Presidente Trump non resterà a guardare mentre violenti rivoltosi attaccano le forze dell’ordine federali. L’amministrazione lavorerà per proteggere i beni e gli ufficiali federali, rendendo di nuovo sicure le città americane”.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress. it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755210751.PDF §---§ title§§ Gaza, Medici del Mondo: la realtà quotidiana insopportabile di donne e ragazze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755310752.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 08 Oct 2025

PAGARE 15 DOLLARI PER DEGLI ASSORBENTI, TAGLIARSI DA SOLE IL CORDONE OMBELICALE SOTTO I COLPI D’ARMA DA FUOCO

pubDate§§ 2025-10-08T20:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755310752.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755310752.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2025/10/08/gaza-medici-del-mondo-la-realta-quotidiana-insopportabile-di-donne-e-ragazze/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755310752.PDF tp:ocr§§ Stati Uniti. Trump sta valutando l’opportunità di invocare l’Insurrection ActLa RSU del Teatro La Fenice contesta la nomina di Beatrice Venezi e proclama uno sciopero per venerdì 17 ottobreLa Marina israeliana ha intercettato una nuova Flotilla. Saranno espulsi immediatamenteDue anni dal 7 ottobre: l’attacco di Hamas che cambiò il Medio OrienteElezioni. Riconfermato Roberto Occhiuto come Presidente della Regione CalabriaIslam, Cisint/Sardone/Ceccardi: velo, bene Fdi appoggi nostra battaglia contro radicalizzazione e sottomissione donnaSuicidio a Sesto San Giovanni, anziano si lancia dal balcone durante lo sfratto. Il SUNIA chiede intervento urgente sulle politiche abitativeMattarella ha promulgato la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi” e ha inviato una lettera ai Presidenti delle CamereFondazione GIMBE: “La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato”Speranzon (FdI): “Parole di Francesca Albanese eversive. Inaccettabile giustificare il terrorismo”Piano di pace. Trump fissa una scadenza per l’accettazionePiano di pace. Leone XIV: realista il piano Trump per Gaza, speriamo che Hamas accettiPiano di pace. Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar prometto il loro sostegnoPiano di pace. Wadephul: “Il governo tedesco è pronto a sostenere il piano di pace”Piano di pace. Costa: “Cogliere questo momento per dare una reale possibilità alla pace”PAGARE 15 DOLLARI PER DEGLI ASSORBENTI, TAGLIARSI DA SOLE IL CORDONE OMBELICALE SOTTO I COLPI D’ARMA DA FUOCOAgenPress. Dopo due anni di guerra a Gaza, Medici del Mondo, attiva da oltre 20 anni nei Territori Palestinesi Occupati, pubblica oggi un devastante studio sul campo che mette in luce gli ostacoli sistematici imposti dal governo israeliano all’accesso, di donne e ragazze, ai servizi di salute sessuale e riproduttiva nella Striscia di Gaza.Questi attacchi compromettono la loro integrità fisica e mentale, la dignità, la privacy e il futuro di un intero popolo. Costituiscono elementi di genocidio. È imperativo che gli Stati terzi intervengano per stabilire un cessate il fuoco immediato e porre fine a questi crimini contro l’umanità e crimini di guerra.Tra maggio 2024 e agosto 2025, Medici del Mondo ha documentato continui attacchi ai centri sanitari e una drammatica carenza di personale essenziale e forniture mediche. In questo contesto, l’accesso alle cure prenatali, ai servizi ostetrici d’emergenza, alla pianificazione familiare e alla protezione contro la violenza sessuale e di genere è gravemente ostacolato.Su 22.747 consultazioni di salute sessuale e riproduttiva condotte nei centri sanitari di Medici del Mondo a Gaza, il 36% riguardava infezioni genitali legate alla mancanza di acqua e igiene, e all’alto costo dei prodotti mestruali (almeno 15 dollari per un pacco base di assorbenti). Alcune donne hanno riferito di essere state costrette a usare pezzi di stoffa vecchia come protezione.L’84% delle donne colpite da infezioni è stata sfollata almeno una volta dall’inizio della guerra.L’85% delle donne incinte è a rischio di complicazioni, e i nostri team segnalano un aumento della malnutrizione, rendendole le principali vittime di questa carestia intenzionale, che potrebbe estendersi anche al sud dell’enclave se non cambierà nulla (la malnutrizione tra donne in gravidanza e in allattamento è passata dal 31,3% di luglio 2025 al 35% di agosto 2025).Un altro dato allarmante: secondo il Ministero della Sanità palestinese, gli aborti spontanei sono quadruplicati. Si tratta di conseguenze dirette del conflitto, della mancanza di accesso a contraccezione e aborto, e dell’assenza di monitoraggio della gravidanza.Nel complesso, i nostri team hanno osservato un aumento delle consultazioni curative e una diminuzione di quelle preventive, come i controlli prenatali. Questa tendenza è risultata pi ù marcata nelle aree più colpite dagli attacchi, in particolare nel nord dell’enclave.Durante la tregua tra gennaio e marzo 2025, le infezioni sono diminuite del 50% e le consultazioni prenatali sono aumentate — una prova evidente che queste sofferenze sono interamente causate dal blocco e dalla guerra.“La gravidanza non si ferma durante la guerra. Alcune donne perdono i loro bambini a causa del trauma dei massacri. Altre partoriscono in rifugi sovraffollati, senza anestesia né farmaci, a volte costrette a tagliarsi da sole il cordone ombelicale sotto i colpi d’arma da fuoco. Molte madri ci dicono di non avere la forza di nutrire i propri neonati” ha dichiarato la Dott.ssa Israa Saleh, medica e consulente per la salute sessuale e riproduttiva di Medici del Mondo a Gaza.Questa situazione drammatica, interamente di origine umana, mette in pericolo la vita e la dignità di donne e ragazze. Compromette anche il futuro delle generazioni a venire e, con esso, la sopravvivenza stessa del popolo palestinese.Dopo due anni di guerra totale, Medici del Mondo rinnova il suo appello agli Stati terzi affinché esercitino pressione sulle autorità israeliane per attuare un cessate il fuoco e rimuovere tutti gli ostacoli agli aiuti umanitari. Il rispetto degli impegni previsti dalla Convenzione del 1948 per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio lo impone. È necessario agire immediatamente per fermare questi crimini contro l’umanità e crimini di guerra, prima che non resti più una popolazione di Gaza da proteggere.Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802755310752.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * OTTAVO RAPPORTO: «LA LENTA AGONIA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPIANA LA STRADA AL PRIVATO, NEGLI ULTIMI TRE ANNI ALLA SANITÀ 13,1 MILIARDI IN MENO» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965908582.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 08 Oct 2025

«Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni

pubDate§§ 2025-10-08T09:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965908582.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965908582.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/lancio-dagenzia/fondazione-gimbe-ottavo-rapporto-la-lenta-agonia-del-servizio-sanitario-nazionale-spiana-la-strada-al-privato-negli-ultimi-tre-anni-alla-sanita-131-miliardi-in-meno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965908582.PDF tp:ocr§§ «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965908582.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * 8° RAPPORTO: «LA LENTA AGONIA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPIANA LA STRADA AL PRIVATO, NEGLI ULTIMI TRE ANNI ALLA SANITÀ 13,1 MILIARDI IN MENO» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876508716.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 08 Oct 2025

«Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni

pubDate§§ 2025-10-08T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876508716.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876508716.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-8-rapporto-la-lenta-agonia-del-servizio-sanitario-nazionale-spiana-la-strada-al-privato-negli-ultimi-tre-anni-alla-sanita-131-miliardi-in-meno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876508716.PDF tp:ocr§§ «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876508716.PDF §---§ title§§ IL SOLE 24 ORE * SALUTE: «GIMBE: SSN SOTTOFINANZIATO E 41,3 MLD A CARICO DELLE FAMIGLIE, LA LENTA AGONIA CHE SPIANA LA STRADA AL PRIVATO» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061209683.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 08 Oct 2025

Il Servizio sanitario nazionale fa i conti con un definanziamento strutturale (-13,1 miliardi negli ultimi tre anni) con la conseguenza che 41,3 miliardi di

pubDate§§ 2025-10-08T14:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061209683.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061209683.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/tv-radio-web-press/il-sole-24-ore-salute-gimbe-ssn-sottofinanziato-e-413-mld-a-carico-delle-famiglie-la-lenta-agonia-che-spiana-la-strada-al-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061209683.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale fa i conti con un definanziamento strutturale (-13,1 miliardi negli ultimi tre anni) con la conseguenza che 41,3 miliardi di--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061209683.PDF §---§ title§§ SCHLEIN (PD) * RAPPORTO GIMBE: «RISORSE INSUFFICIENTI PER LA SANITÀ, A RISCHIO LA SALUTE DEI CITTADINI» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802738610405.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 08 Oct 2025

Schlein: risorse insufficienti su Sanità mettono a rischio salute cittadini. “La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione

pubDate§§ 2025-10-08T17:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802738610405.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802738610405.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/schlein-pd-rapporto-gimbe-risorse-insufficienti-per-la-sanita-a-rischio-la-salute-dei-cittadini/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802738610405.PDF tp:ocr§§ Schlein: risorse insufficienti su Sanità mettono a rischio salute cittadini. “La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802738610405.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Sanità pubblica, persi 13 miliardi in tre anni. Rischio smantellamento Ssn” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952408467.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952408467.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952408467.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/salute/gimbe-sanita-pubblica-persi-13-miliardi-in-tre-anni-rischio-smantellamento-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952408467.PDF tp:ocr§§ Il nuovo rapporto Gimbe denuncia tagli e inefficienze nel SSN, aumento della spesa privata e ritardi nel PNRR: cresce il rischio di disuguaglianze nell’accesso alle curedi Alessandro Bolzani8 Ottobre 2025Il Presidente della Fondazione Gimbe Nino CartabellottaIl Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta | ANSA/FABIO CIMAGLIA - Alanews.itRoma, 8 ottobre 2024 – La crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si aggrava, con un pesante ridimensionamento delle risorse pubbliche e un progressivo aumento dei costi a carico delle famiglie. È quanto emerge dall’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe, presentato oggi presso la Camera dei Deputati, che fotografa una situazione di grave disagio e inefficienza nel sistema sanitario pubblico italiano.Gimbe denuncia il calo delle risorse e l’aumento della spesa privataSecondo il Rapporto Gimbe, negli ultimi tre anni la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, nonostante un incremento nominale del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) di 11,1 miliardi nel triennio 2023-2025. Il motivo è da ricercarsi nella diminuzione della percentuale del FSN sul PIL, passato dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, con una lieve risalita al 6,1% nel 2024-2025. Parallelamente, la spesa sanitaria privata sostenuta dalle famiglie ammonta a 41,3 miliardi di euro, con la conseguenza che un italiano su dieci ha dovuto rinunciare alle cure, spesso per ragioni economiche.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, ha definito tale situazione una “lenta agonia del SSN”, che rischia di aprire la strada a un sistema sanitario sempre più privatizzato e diseguale. “Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare al diritto fondamentale alla salute”, ha sottolineato Cartabellotta.Ritardi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e criticità del personaleUn ulteriore elemento critico riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicato alla salute: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo, a dimostrazione dei ritardi nell’attuazione delle riforme previste. Inoltre, nonostante l’Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, il Rapporto evidenzia una carenza significativa di infermieri, con un personale sanitario sempre più demotivato e incline ad abbandonare il settore pubblico.Il presidente Gimbe ha inoltre richiamato la necessità di una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse disponibili in servizi accessibili e di qualità. Senza un deciso cambio di rotta, ha ammonito, il SSN rischia di diventare un privilegio per pochi, con un aumento delle disuguaglianze e un pesante indebitamento per le future generazioni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952408467.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Sanità pubblica, persi 13 miliardi in tre anni. Rischio smantellamento Ssn” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956808671.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 08 Oct 2025

Secondo l''ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe, negli ultimi tre anni la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro

pubDate§§ 2025-10-08T10:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956808671.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956808671.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/salute/gimbe-sanita-pubblica-persi-13-miliardi-in-tre-anni-rischio-smantellamento-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956808671.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ottobre 2024 – La crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si aggrava, con un pesante ridimensionamento delle risorse pubbliche e un progressivo aumento dei costi a carico delle famiglie. È quanto emerge dall’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe, presentato oggi presso la Camera dei Deputati, che fotografa una situazione di grave disagio e inefficienza nel sistema sanitario pubblico italiano.Gimbe denuncia il calo delle risorse e l’aumento della spesa privataSecondo il Rapporto Gimbe, negli ultimi tre anni la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, nonostante un incremento nominale del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) di 11,1 miliardi nel triennio 2023-2025. Il motivo è da ricercarsi nella diminuzione della percentuale del FSN sul PIL, passato dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, con una lieve risalita al 6,1% nel 2024-2025. Parallelamente, la spesa sanitaria privata sostenuta dalle famiglie ammonta a 41,3 miliardi di euro, con la conseguenza che un italiano su dieci ha dovuto rinunciare alle cure, spesso per ragioni economiche.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, ha definito tale situazione una “lenta agonia del SSN”, che rischia di aprire la strada a un sistema sanitario sempre più privatizzato e diseguale. “Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare al diritto fondamentale alla salute”, ha sottolineato Cartabellotta.Ritardi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e criticità del personaleUn ulteriore elemento critico riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicato alla salute: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo, a dimostrazione dei ritardi nell’attuazione delle riforme previste. Inoltre, nonostante l’Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, il Rapporto evidenzia una carenza significativa di infermieri, con un personale sanitario sempre più demotivato e incline ad abbandonare il settore pubblico.Il presidente Gimbe ha inoltre richiamato la necessità di una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse disponibili in servizi accessibili e di qualità. Senza un deciso cambio di rotta, ha ammonito, il SSN rischia di diventare un privilegio per pochi, con un aumento delle disuguaglianze e un pesante indebitamento per le future generazioni.Tags: Nino Cartabellotta tp:writer§§ Alessandro Bolzani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956808671.PDF §---§ title§§ Conte lancia un appello bipartisan: nel mirino 4 misure in manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802744010607.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 08 Oct 2025

Giuseppe Conte sollecita maggioranza e opposizioni a sostenere interventi su fisco, welfare, sanità e imprese: il suo appello.

pubDate§§ 2025-10-08T18:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802744010607.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802744010607.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/politica/conte-lancia-un-appello-bipartisan-nel-mirino-4-misure-in-manovra/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802744010607.PDF tp:ocr§§ Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rivolto oggi un appello bipartisan per l’inserimento di quattro misure urgenti nella legge di bilancio, al fine di contrastare la recessione economica e le criticità sociali che il Paese sta attraversando. Le proposte sono state illustrate in una diretta social e mirano a ottenere consenso sia nella maggioranza che nelle opposizioni.Conte: focus sulle quattro misure chiave per la manovraTra le richieste avanzate da Conte ci sono un maxi taglio delle tasse, un aumento consistente dell’assegno unico per i figli, l’assegnazione di risorse adeguate per la sanità pubblica e il ripristino della transizione 4.0 per le imprese. Secondo il leader pentastellato, queste misure sono indispensabili per evitare un ulteriore peggioramento della situazione economica e sociale.Conte ha sottolineato la necessità di un dialogo immediato con tutte le forze politiche: «Invoco da subito un dialogo con le forze di maggioranza e con il governo. Dobbiamo ritrovare un’unità di intenti, se il governo non volesse raccogliere l’appello, dobbiamo metterli in difficoltà».Critiche e richieste sulle coperture finanziarieIl leader del M5S ha inoltre evidenziato la necessità di reperire le coperture finanziarie attraverso un contributo che non sia un prestito, come avvenuto l’anno scorso. “Ci sono le banche che stanno facendo profitti significativi, serve un contributo – ha spiegato – stessa cosa per le multinazionali e le grandi imprese energetiche”. Ha poi aggiunto che è urgente definanziare i “folli piani militari”.Conte ha messo in guardia sulla situazione preoccupante delle imprese italiane, aggravata dai dazi imposti dall’amministrazione Trump, e ha ricordato che senza il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) il Paese sarebbe già in recessione.Infine, nel settore sanitario, il rapporto Gimbe ha confermato un taglio di 13 miliardi rispetto al PIL, con liste d’attesa sempre più lunghe e sei milioni di cittadini che rinunciano alle cure. Per questo, ha concluso Conte, “qui occorre una terapia d’urto”.Tags: Giuseppe Conte tp:writer§§ Federico Liberi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802744010607.PDF §---§ title§§ Rapporto GIMBE 2025, Riboldi: “Piemonte ancora tra le regioni con le migliori performance sanitarie” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011510238.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "alessandria24.com" del 08 Oct 2025

Torino - "Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie". Lo rimarca l’Assessore alla Sanità della

pubDate§§ 2025-10-08T16:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011510238.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011510238.PDF', 'title': 'alessandria24.com'} tp:url§§ https://www.alessandria24.com/2025/10/08/rapporto-gimbe-2025-riboldi-piemonte-ancora-tra-le-regioni-piu-virtuose-ditalia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011510238.PDF tp:ocr§§ Quotidiano online di Alessandria e provinciaTorino – “Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie”.Lo rimarca l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma.“Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai LEA, confermando un posizionamento tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme”.Oltre alla continuità nei LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia elementi di forza strutturali:Spesa sanitaria privata sotto controllo, a tutela dell’universalismo e dell’equità di accesso;Saldo netto della mobilità passa da meno 19 milioni di euro a meno 5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni di euro;Progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e iniziative di telemedicina.“Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza – ha aggiunto Riboldi – le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese”.Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata-“La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi – consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale”.Continua a leggere l'articolo dopo il banner tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011510238.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956308486.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

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pubDate§§ 2025-10-08T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956308486.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956308486.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanit%C3%A0-negli-ultimi-3-anni-1.4194826 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956308486.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo."Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025".Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956308486.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Italia-Mondo - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886108940.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privato

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886108940.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886108940.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/italia-mondo/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanit%C3%A0-negli-ultimi-3-anni-1.4194992 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886108940.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886108940.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Italia-Mondo - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885008941.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privato

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885008941.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885008941.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/italia-mondo/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanit%C3%A0-negli-ultimi-3-anni-1.4194992 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885008941.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885008941.PDF §---§ title§§ Aumentano gli altoatesini che rinunciano alle cure: più di 28 mila persone - Cronaca - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023409285.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 in provincia il 5,3% della popolazione non si è avvalso delle prestazioni sanitarie, in Trentino il 7,4%. Lo evidenzia l’ottavo Rapporto Gimbe, che mostra un aumento rispetto all’anno precedente. Il personale sanitario resta sopra la media nazionale, ma i ritardi nella realizzazione di Case e Ospedali di comunità frenano l’attuazione del Pnrr

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023409285.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023409285.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/cronaca/2025/10/08/in-trentino-40mila-persone-hanno-rinunciato-alle-cure-nel-2024-1.4195030 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023409285.PDF tp:ocr§§ BOLZANO. In Alto Adige, nel 2024, il 5,3% dei cittadini – quasi 28.500 persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2023.In Trentino la percentuale di chi ha rinunciato alle cure è del 7,4% dei cittadini – oltre 40.300 persone – con un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2023.Emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.Nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) il Fondo sanitario nazionale (Fsn) pro capite nella Provincia autonoma di Bolzano è stato pari a 2.030 euro, un incremento di 39 euro sul 2022, tuttavia inferiore alla media nazionale di 71 euro. In Trentino il Fsn 2023 è di 2.061 euro, 48 euro in più ma inferiore alla media italiana.Per quanto riguarda il personale sanitario in Alto Adige, nel 2023 si registrano 17,5 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9). In particolare, 1,94 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85) e 6,33 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7). Il rapporto medici-infermieri è pari a 3,26 (media Italia 2,54).In Trentino ci sono invece 15,5 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti: 2,05 medici dipendenti e 5,41 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti, con un rapporto medici-infermieri di 2,64.Per quanto riguarda invece servizi e strutture finanziati anche con risorse del Pnrr, in Alto Adige, a fronte di una programmazione complessiva di 10 Case di comunità, al 30 giugno 2025 nessuna ha attivato alcun servizio. Alla stessa data risultano invece funzionanti e certificate al 100% le Centrali operative territoriali.A fronte di una programmazione complessiva di 3 Ospedali di comunità, al 30 giugno 2025 nessuno è stato dichiarato attivo.In Trentino, a fronte di una programmazione complessiva di 12 Case di comunità, al 30 giugno 2025 solo 2 hanno attivato almeno un servizio, mentre una ha attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri.Al 30 giugno 2025 il 100% delle Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate. Infine, sono 3 su 4 gli Ospedali di comunità attivi al 30 giugno 2025. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023409285.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Italia-Mondo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803022609293.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privato

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803022609293.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803022609293.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/italia-mondo/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanit%C3%A0-negli-ultimi-3-anni-1.4194992 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803022609293.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803022609293.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Italia-Mondo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730610485.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

"Ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione"

pubDate§§ 2025-10-08T18:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730610485.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730610485.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/italia-mondo/schlein-risorse-insufficienti-su-sanit%C3%A0-rischia-salute-cittadini-1.4195412 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730610485.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure". Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730610485.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Italia-Mondo - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730810491.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 08 Oct 2025

"Ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione"

pubDate§§ 2025-10-08T18:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730810491.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730810491.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/italia-mondo/schlein-risorse-insufficienti-su-sanit%C3%A0-rischia-salute-cittadini-1.4195412 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730810491.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure". Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802730810491.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931308416.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T09:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931308416.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931308416.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni_7623df3f-95b4-491e-94f0-4bdb47a073e4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931308416.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del ServizioSanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada alprivato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, cheanalizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn:negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica haperso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a caricodelle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovutorinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo postoin Europa per numero di medici, resta indietro per quantoriguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa eResilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il4,4% delle case della comunità è pienamente operativo.     "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitarionazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rilevaCartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio allapercentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di unlento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spianainevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma -spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe,durante la presentazione del Rapporto presso la Camera deiDeputati - Continuare a distogliere lo sguardo significacondannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed aldiritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiuntoche, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avutofinora la visione e la determinazione necessarie per rilanciareil Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Leconseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze,famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costrettia rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia lasanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischiadi trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria unaconvergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformarele risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo dilasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote edun pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - sigioca su una scelta politica netta: considerare la salute uninvestimento strategico o continuare a trattarla come un costoda comprimere".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931308416.PDF §---§ title§§ In Umbria nel 2024 rinunciato alla sanità più di media Paese - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966308586.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

In Umbria nel 2024 il 12,2% dei cittadini, oltre 104 mila persone, ha dichiarato di avere rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966308586.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966308586.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/umbria/notizie/2025/10/08/in-umbria-nel-2024-rinunciato-alla-sanita-piu-di-media-paese_c1dd2894-aa69-433b-a94a-560a55db0077.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966308586.PDF tp:ocr§§ In Umbria nel 2024 il 12,2% deicittadini, oltre 104 mila persone, ha dichiarato di avererinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia9,9%) con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2023.     Il dato è proposto dall'ottavo rapporto Gimbe, che analizza emonitora la sostenibilità e l'efficienza del Sistema sanitarionazionale.     Riguardo al riparto del Fondo sanitario nazionale nel 2023(anno in cui sono stati modificati i criteri) in regione è statopari a 2.171 pro capite (con un incremento di 94 rispettoall'anno precedente, superiore alla media nazionale di 71).     Secondo Gimbe nel 2024 la regione ha ricevuto 2.232 europro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181. Inuovi criteri di riparto, infatti - viene spiegato -, assicuranopiù risorse alle Regioni con popolazione più anziana e l'Umbriapossiede un indice di vecchiaia "particolarmente elevato".     Nella regione - si legge sempre nel rapporto - l'aspettativadi vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83,9 anni (medianazionale 83,4).     Gimbe ha tracciato un quadro che rispetto agli organici delpersonale sanitario a livello regionale (con dati migliori dellamedia nazionale). In particolare nel 2023 in Umbria siregistrano 14 unità di ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9);2,3 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85);5,99 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,6 (media Italia2,54).     Riguardo al Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025), per lecase della comunità: a fronte di una programmazione complessivadi 22, al 30 giugno 2025 sei hanno attivato almeno un servizio,cinque tutti quelli obbligatori di cui due con presenza dimedici e infermieri. Il 100 per cento delle centrali operativeterritoriali sono pienamente funzionanti e certificate.     Riguardo gli ospedali di comunità, a fronte di unaprogrammazione complessiva di 16, al 30 giugno 2025 7 (44%) sonostati dichiarati attivi dalla Regione.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966308586.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe '8,4% valdostani ha rinunciato a prestazioni' - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802959408645.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 l''8,4% dei cittadini valdostani (oltre 10.300 persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie con un incremento di 2,1 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T09:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802959408645.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802959408645.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2025/10/08/sanita-gimbe-84-valdostani-ha-rinunciato-a-prestazioni_57fe0727-d80a-4194-b575-874d79cb18db.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802959408645.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l'8,4% dei cittadinivaldostani (oltre 10.300 persone) ha dichiarato di averrinunciato ad una o più prestazioni sanitarie con un incrementodi 2,1 punti percentuali rispetto al 2023. E' quanto si leggenell'ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.     Altri dati: nel 2023 a livello regionale si registrano 17,7unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia11,9) dato che colloca la Valle d'Aosta come prima fra leregioni; inoltre si registrano 2,42 medici dipendenti ogni 1.000abitanti (media Italia 1,85) che la pongono al secondo posto trale regioni. Si registrano infine 5,08 infermieri dipendenti ogni1.000 abitanti (media Italia 4,7). Nel 2023, a livelloregionale, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,1 (mediaItalia 2,54).     Per quanto riguarda il Riparto del Fondo sanitario nazionale nel2023 quello pro-capite in regione è stato pari a 2.121 euro conun incremento di 56 euro rispetto all'anno precedente matuttavia inferiore alla media nazionale di 71 euro. Nel 2024 laregione ha ricevuto 2.212 euro pro-capite, cifra superiore allamedia nazionale di 2.181 euro.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802959408645.PDF §---§ title§§ In Trentino 40.000 persone hanno rinunciato alle cure nel 2024 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802875508718.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

In Alto Adige, nel 2024, il 5,3% dei cittadini - quasi 28.500 persone - ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802875508718.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802875508718.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/trentino/notizie/2025/10/08/in-trentino-40.000-persone-hanno-rinunciato-alle-cure-nel-2024_782ce1c5-d59c-49f5-97c3-0cb5b1c5244b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802875508718.PDF tp:ocr§§ In Alto Adige, nel 2024, il 5,3%dei cittadini - quasi 28.500 persone - ha dichiarato di averrinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia9,9%) con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto al2023. In Trentino la percentuale di chi ha rinunciato alle cureè del 7,4% dei cittadini - oltre 40.300 persone, con unincremento di 2 punti percentuali rispetto al 2023. Emergedall'ottavo Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Nel2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) ilFsn pro capite nella Provincia autonoma di Bolzano è stato paria 2.030 euro, un incremento di 39 euro sul 2022, tuttaviainferiore alla media nazionale di 71 euro. In Trentino il Fsn2023 è di 2.061 euro, 48 euro in più ma inferiore alla mediaitaliana.     Per quanto riguarda il personale sanitario in Alto Adige, nel2023, si registrano 17,5 unità di personale sanitario ogni 1.000abitanti (media Italia 11,9). In particolare, 1,94 medicidipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85) e 6,33infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7). Ilrapporto medici-infermieri è pari a 3,26 (media Italia 2,54). InTrentino ci sono invece 15,5 unità di personale sanitario ogni1.000 abitanti: 2,05 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti; 5,41infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti ed un rapportomedici-infermieri pari a 2,64.     Per quanto riguarda invece servizi e strutture finanziati,anche, con risorse Pnrr, in Alto Adige, a fronte di unaprogrammazione complessiva di 10 Case di Comunità, al 30 giugno2025 nessuna ha attivato alcun servizio. Al 30 giugno 2025risultano invece funzionanti e certificate al 100% le Centralioperative territoriali. A fronte di una programmazionecomplessiva di 3 Ospedali di comunità, al 30 giugno 2025 nessunoè stato dichiarato attivo. In Trentino, a fronte di unaprogrammazione complessiva di 12 Case di comunità, al 30 giugno2025 solo 2 hanno attivato almeno un servizio, mentre una haattivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza dimedici e infermieri. Al 30 giugno 2025 il 100% delle Centralioperative territoriali sono pienamente funzionanti ecertificate. Infine, sono 3 su 4 gli Ospedali di comunità attivial 30 giugno 2025.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802875508718.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Ultima ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886808867.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T10:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886808867.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886808867.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni_76c2532e-c8f5-4b80-9fdb-195fb5869a64.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886808867.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del ServizioSanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada alprivato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, cheanalizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn:negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica haperso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a caricodelle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovutorinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo postoin Europa per numero di medici, resta indietro per quantoriguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa eResilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il4,4% delle case della comunità è pienamente operativo.     "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitarionazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rilevaCartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio allapercentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di unlento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spianainevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma -spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe,durante la presentazione del Rapporto presso la Camera deiDeputati - Continuare a distogliere lo sguardo significacondannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed aldiritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiuntoche, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avutofinora la visione e la determinazione necessarie per rilanciareil Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Leconseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze,famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costrettia rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia lasanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischiadi trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria unaconvergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformarele risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo dilasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote edun pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - sigioca su una scelta politica netta: considerare la salute uninvestimento strategico o continuare a trattarla come un costoda comprimere".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886808867.PDF §---§ title§§ Gimbe, 270mila sardi rinunciano alle cure e mancano 150 medici - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885708936.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 il 17,2% dei sardi, 270mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie, contro una media dell''Italia pari 9,9% e con un incremento di 3,5 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885708936.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885708936.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2025/10/08/gimbe-270mila-sardi-rinunciano-alle-cure-e-mancano-150-medici_00b161d7-bbef-45f9-ac91-f484c9696e53.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885708936.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 17,2% dei sardi,270mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o piùprestazioni sanitarie, contro una media dell'Italia pari 9,9% econ un incremento di 3,5 punti percentuali rispetto al 2023. E'quanto risulta dall'dell'8/o Rapporto sul Servizio SanitarioNazionale presentato dalla Fondazione Gimbe.     Il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazionispecialistiche da parte di strutture private è un indicatoredella presenza e della capacità attrattiva del privatoaccreditato e, in questo caso, l'Isola si colloca in 16/aposizione con le strutture private che erogano il 22,8% delvalore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (mediaItalia 54,4%).     Sul versante dei medici di medicina generale, il massimale di1.500 assistiti viene superato dal 60,6% del totale, mentre lamedia nazionale è pari al 51,7%. Il numero medio di assistitiper ogni medico all'1 gennaio 2024 nell'intera regione è pari a1.391 (media nazionale 1.374). Secondo la stima del Gimbe, cheha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medicodi medicina generale ogni 1.200 assistiti, all'1 gennaio 2024 inSardegna mancano 150 professionisti. Tra il 2019 e il 2023 imedici di base, infatti, si sono ridotti del 39%. La medianazionale, invece, si è attestata all'12,7%. E sempre nel 2024 ipartecipanti al concorso nazionale per il corso di formazionespecifica in medicina generale sono stati inferiori ai postidisponibili: -17 candidati (-28%) rispetto alle borse finanziate(media Italia -15%).     Facendo poi riferimento al rapporto ottimale di un pediatradi libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previstodall'ultimo accordo collettivo nazionale) all'1 gennaio 2024 nonsi registra una carenza nell'Isola ma entro il 2028 62 pediatridi libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70anni.     Nel 2023, a livello regionale si registrano 14,2 unità dipersonale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9) e inparticolare 2,59 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (mediaItalia 1,85) che pone la Sardegna prima fra le regioni. Sono,invece, 5,26 gli infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti(media Italia 4,7) con un rapporto medici-infermieri pari a 2,03Italia 2,54).    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885708936.PDF §---§ title§§ Gimbe, in Abruzzo 160 mila persone rinunciano alle cure nel 2024 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895009041.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

In Abruzzo, nel 2024, il 12,6% dei cittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T11:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895009041.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895009041.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2025/10/08/gimbe-in-abruzzo-160-mila-persone-rinunciano-alle-cure-nel-2024_587351aa-afc6-46a7-ac1b-bed740a42bfe.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895009041.PDF tp:ocr§§ In Abruzzo, nel 2024, il 12,6% deicittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di averrinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al2023. E' quanto emerge dall'ottavo rapporto della fondazioneGimbe sul Servizio sanitario nazionale.     In regione, inoltre, rivela ancora il rapporto, l'aspettativadi vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (medianazionale 83,4). Per quanto riguarda il riparto del Fondosanitario nazionale (Fsn), nel 2023 (anno in cui sono statimodificati i criteri di riparto) in Abruzzo è stato pari a 2.132euro pro capite. Rispetto al 2022 la regione ha registrato unincremento del Fsn pro-capite di 88 euro, superiore alla medianazionale di 71 euro: la regione ha ricevuto 2.214 europro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro.     Nel rapporto viene analizzata anche la situazione delpersonale sanitario: nel 2023, a livello regionale si registrano12,6 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9). Inparticolare, si registrano 2,17 medici dipendenti ogni 1.000abitanti (media Italia 1,85) e 5,12 infermieri dipendenti ogni1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieriè pari a 2,36 (media Italia 2,54).     Per quanto riguarda il Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025 eche riguardano servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr econ risorse diverse dal Pnrr), per le Case della Comunità, afronte di una programmazione complessiva di 42 strutture, al 30giugno 2025 nessuna ha attivato alcun servizio. Per le CentraliOperative Territoriali, al 30 giugno 2025 il 100% delle centraliè pienamente funzionante e certificato, mentre per gli Ospedalidi Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 15unità, sei, pari al 40%, sono stati dichiarati attivi dallaRegione.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802895009041.PDF §---§ title§§ Gimbe, Abruzzo inadempiente sui Lea nel 2023, 18/o in Italia - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894809043.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

L''Abruzzo è ''regione inadempiente'' sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è agli ultimi posti della classifica nazionale: è quanto emerge dall''ottavo rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T11:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894809043.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894809043.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2025/10/08/gimbe-abruzzo-inadempiente-sui-lea-nel-2023-18o-in-italia_29f621da-4b38-4f6b-80c6-03995a906f59.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894809043.PDF tp:ocr§§ L'Abruzzo è 'regione inadempiente'sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è agli ultimiposti della classifica nazionale: è quanto emerge dall'ottavorapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitarionazionale. Nel 2023, il punteggio totale degli adempimenti dellaRegione ai Lea, ovvero le prestazioni che il Ssn erogagratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 182(punteggio max 300).     Secondo l'analisi Gimbe, l'Abruzzo si posiziona 18/a tra leregioni e province autonome ed è risultata inadempiente secondoil Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), con un punteggioinsufficiente in due delle tre aree monitorate (prevenzionecollettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale).     Rispetto al 2022 (anno in cui la Regione è risultata comunqueinadempiente), nel 2023 il punteggio totale della Regione èpeggiorato (-2).     Per quanto riguarda la mobilità sanitaria, nel 2022 si rilevaun "saldo negativo rilevante", pari a -104,1 milioni di euro, inriduzione di 4 milioni rispetto al 2021. "Il volumedell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche daparte di strutture private - scrive Gimbe - è un indicatoredella presenza e della capacità attrattiva del privatoaccreditato. La Regione si colloca in undicesima posizione conle strutture private che erogano il 43,9% del valore totaledella mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,4%)".     Il 2023, secondo il rapporto, certifica un'Italia spaccata:solo 13 Regioni rispettano i Lea. Al Sud si salvano solo Puglia,Campania e Sardegna. La "cartina al tornasole" degli adempimentiLea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardidi euro: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1%del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentrain cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia,Sicilia) e nel Lazio.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894809043.PDF §---§ title§§ Gimbe, Molise inadempiente in aree Lea, ma in miglioramento - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893809045.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2023 il punteggio totale degli adempimenti del Molise relativo ai Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 193, a fronte di un punteggio ma... (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T11:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893809045.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893809045.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/molise/notizie/2025/10/08/gimbe-molise-inadempiente-in-aree-lea-ma-in-miglioramento_f769fa0c-29ca-4a55-8f5e-fc64708e69a1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893809045.PDF tp:ocr§§ Nel 2023 il punteggio totaledegli adempimenti del Molise relativo ai Livelli essenziali diassistenza, ovvero le prestazioni che il Servizio sanitarionazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di unticket, è di 193, a fronte di un punteggio massimo di 300.     Secondo l'analisi che emerge dall'ottavo rapporto dellaFondazione Gimbe, il Molise si posiziona 15/o tra le regioni eprovince autonome e risulta inadempiente secondo il Nuovosistema di garanzia (NSG) con un punteggio insufficientenell'area della prevenzione collettiva e sanità pubblica.     Rispetto al 2022, anno in cui la Regione è risultata comunqueinadempiente, nel 2023 il punteggio totale è migliorato (+15).     Dalla valutazione dei 26 indicatori del Nuovo sistema digaranzia, suddivisi in tre aree, prevenzione collettiva e sanitàpubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera, ilMolise si colloca al 17/o posto per l'area della prevenzione, 12/o per l'area distrettuale e 18/o per l'area ospedaliera.     Per quanto riguarda la Mobilità sanitaria, nel 2022 si rilevaun saldo positivo moderato, pari a 26,4 milioni di euro, inriduzione di 17,5 milioni rispetto al 2021. I crediti ammontanoa 109.351.329, 11/a posizione, mentre i debiti sono pari a 82.970.138, somma che colloca la Regione in 18/a posizione.        Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802893809045.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2024 in Puglia in 400mila hanno rinunciato alle cure - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898009075.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi (424 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T11:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898009075.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898009075.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/puglia/notizie/2025/10/08/gimbe-nel-2024-in-puglia-in-400mila-hanno-rinunciato-alle-cure_82622b88-041d-43eb-bded-c3d4957b722b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898009075.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi (424mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o piùprestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di2,5 punti percentuali rispetto al 2023. Sono questi alcuni deidati presenti nell'ottavo rapporto Gimbe, che analizza emonitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn (Serviziosanitario nazionale). Per quel che riguarda il capitale umanoimpegnato in ambito sanitario, secondo il report, in Puglia nel2023 si registrano 10,8 unità di personale sanitario ogni 1.000abitanti (media Italia 11,9); 1,74 medici dipendenti ogni 1.000abitanti (media Italia 1,85); 4,41 infermieri dipendenti ogni1.000 abitanti (media Italia 4,7). Nello stesso anno ilpunteggio totale degli adempimenti della Regione ai livelliessenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Ssneroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di228 (punteggio max 300). Secondo l'analisi Gimbe, la Puglia siposiziona al decimo posto tra le regioni e province autonome edè risultata adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia(Nsg). Rispetto al 2022, nel 2023 il punteggio totale dellaregione è migliorato (+2).     In dettaglio, dalla valutazione dei 26 indicatori, suddivisiin tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica,assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), la Puglia sicolloca: in 11esima posizone per l'area della prevenzione;14esima per l'area distrettuale e nona per l'area ospedaliera.     Sul fronte della mobilità sanitaria regionale, secondo ilreport, nel 2022 si registra un saldo negativo rilevante, pari a- 230,2 milioni di euro - in aumento di 98,7 milioni di eurorispetto al 2021.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898009075.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Sanità - Ansa.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908709162.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T12:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908709162.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908709162.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni_7623df3f-95b4-491e-94f0-4bdb47a073e4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908709162.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. (ANSA)--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802908709162.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2024 10% calabresi ha rinunciato alle cure, +2,7% - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030909284.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T12:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030909284.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030909284.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/calabria/notizie/2025/10/08/gimbe-nel-2024-10-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure-27_0b3e4b32-4482-4c6b-95b5-845fe4c8e18a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030909284.PDF tp:ocr§§ Il riparto pro-capite del Fondosanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sonostati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091euro, con un incremento di 83 euro rispetto all'anno precedente,superiore alla media nazionale di 71 euro. E' quanto emerge dalRapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità el'efficienza del Ssn. Anche nel 2024, rileva il rapporto, laregione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievementesuperiore alla media nazionale di 2.181 euro.     Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini,oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad unao più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con unincremento di 2,7 punti rispetto al 2023.     Riguardo l'aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto allamedia nazionale, 83,4.     Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, ancheil personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieridipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine,il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54).     Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo ancheservizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorsediverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardoalle Case della Comunità, a fronte di una programmazionecomplessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno unservizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senzala presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre,le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti ecertificate al 100%.     Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rilevaGimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è statadichiarata attiva dalla Regione.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030909284.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023509286.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023509286.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023509286.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni_7623df3f-95b4-491e-94f0-4bdb47a073e4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023509286.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025".Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere".Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023509286.PDF §---§ title§§ Il 7,9% dei veneti rinuncia a prestazioni sanitarie nel 2024 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047509558.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 il 7,9% dei veneti, oltre 383mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il dato, nonostante un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2023, è più basso della media italiana (9,9%). (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047509558.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047509558.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/veneto/notizie/2025/10/08/il-79-dei-veneti-rinuncia-a-prestazioni-sanitarie-nel-2024_6869262c-a441-412f-a58b-def2b2b6cc86.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047509558.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 7,9% dei veneti, oltre383mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una o piùprestazioni sanitarie. Il dato, nonostante un incremento di 0,5punti percentuali rispetto al 2023, è più basso della mediaitaliana (9,9%). Lo rileva l'ottavo rapporto Gimbe, che analizzae monitora la sostenibilità e l'efficienza del Serviziosanitario nazionale.     Nel 2023 si registrano 13 unità di personale sanitario ognimille abitanti, contro una media italiana di 11,9. I medici ognimille abitanti sono 1,63, mentre la media italiana è di 1,85, egli infermieri sono 5,29 (4,7 in tutta Italia).     Nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri diriparto) il Fondo sanitario nazionale pro capite in regione èstato pari a 2.100 euro, con un incremento di 62 euro rispettoal 2022 inferiore alla media nazionale che vede un aumento di 71euro. Nel 2024 la regione ha ricevuto 2.182 euro pro capite,cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro.        Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047509558.PDF §---§ title§§ Gimbe, nelle Marche rinunce a cure sopra la media nazionale - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802986309986.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 il 10,6% dei cittadini marchigiani, oltre 157 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie a fronte di una media italiana del 9,9%, con un incremento di 0,9 punti percentuali rispetto al 2023. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T15:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802986309986.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802986309986.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/marche/notizie/2025/10/08/gimbe-nelle-marche-rinunce-a-cure-sopra-la-media-nazionale_d3ad2c33-1746-478c-84af-5e56f75124b1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802986309986.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 il 10,6% dei cittadinimarchigiani, oltre 157 mila persone, ha dichiarato di averrinunciato ad una o più prestazioni sanitarie a fronte di unamedia italiana del 9,9%, con un incremento di 0,9 puntipercentuali rispetto al 2023. Di contro l'aspettativa di vitaalla nascita (dati 2024) nelle Marche è pari a 84,2 anni,superiore alla media nazionale 83,4. I dati emergono dall'8/oRapporto della Fondazione Gimbe che, a livello generale inItalia, ha evidenziato negli ultimi tre anni 13,1 miliardi dieuro in meno di risorse alla sanità con 41,3 euro a carico dellefamiglie mentre uno su dieci rinuncia alle cure, e infermieri aiminimi.     Nel 2023 la regione Marche ha ricevuto quote di riparto delFondo sanitario nazionali rispettivamente di 2.125 europro-capite con un incremento di 66 euro, inferiore alla mediaItalia (71 euro); mentre nel 2024 si è arrivati a 2.207 europro-capita superiore alla media italiana di 2.181 euro ciascuno.     Sul fronte del personale sanitario, il dato relativo al 2023,mostra che nella regione ci sono 13,4 unità di personalesanitario ogni mille abitanti, un valore che supera la mediaitaliana di 11,9: il valore marchigiano supera la medianazionale sia per i medici (2,05 ogni mille abitanti contromedia Italia 1,85), sia per gli infermieri (5,53 infermieridipendenti ogni 1.000 abitanti contro 4,7); il rapportomedici-infermieri è pari a 2,7 (media Italia 2,54).     Per quanto riguarda il Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025 eche riguardano servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr econ risorse diverse dal Pnrr), questo il quadro: per le Casedella Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 29Case di Comunità, al 30 giugno scorso, 20 hanno attivato almenoun servizio, cinque hanno attivato tutti i servizi obbligatoridi cui uno con presenza di medici e infermieri. In merito alleCentrali Operative Territoriali, sono tutte pienamentefunzionanti e certificate (100%). Invece per gli Ospedali diComunità, a fronte di una programmazione complessiva di novestrutture, al 30 giugno 2025, nessuno è stato dichiarato attivodalla Regione.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802986309986.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727210455.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

"La presentazione dell''ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727210455.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727210455.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/10/08/schleinrisorse-insufficienti-su-sanitarischia-salute-cittadini_342d8a2c-29dc-408e-8ecd-61a42e550d35.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727210455.PDF tp:ocr§§ "La presentazione dell'ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare il ServizioSanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile.     Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dalDocumento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede unapercentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previstodall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%.     Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebberocostrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare letasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministroSchillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italiaverso la media europea per investimenti pubblici sulla salute.     Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebberonecessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumeree pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianzeche oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciarealle cure". Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727210455.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Ultima ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727310456.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 08 Oct 2025

"La presentazione dell''ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. (ANSA)

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727310456.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727310456.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/10/08/schleinrisorse-insufficienti-su-sanitarischia-salute-cittadini_0033fc17-0634-45aa-848b-453c4cecf333.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727310456.PDF tp:ocr§§ "La presentazione dell'ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare il ServizioSanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile.     Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dalDocumento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede unapercentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previstodall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%.     Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebberocostrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare letasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministroSchillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italiaverso la media europea per investimenti pubblici sulla salute.     Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebberonecessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumeree pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianzeche oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciarealle cure". Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727310456.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802945208539.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802945208539.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802945208539.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/nazionale/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802945208539.PDF tp:ocr§§ La ‘lenta agonia’ del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall’ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l’Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. “Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero – rileva Cartabellotta – è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025”. Dunque, avverte, “siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute”. Cartabellotta ha poi aggiunto che, “nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono – continua – aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”.Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, “altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn – conclude – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802945208539.PDF §---§ title§§ Sanità, Nappi (Lega): "Gimbe certifica il disastro di De Luca" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057109526.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057109526.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057109526.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/regione/sanita-nappi-lega-gimbe-certifica-il-disastro-di-de-luca/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057109526.PDF tp:ocr§§ tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057109526.PDF §---§ title§§ 8° Rapporto GIMBE, Barone (Lega): “Sanità campana allo sfascio. Milioni di cittadini si curano altrove” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803008810199.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T16:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803008810199.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803008810199.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/benevento/8-rapporto-gimbe-barone-lega-sanita-campana-allo-sfascio-milioni-di-cittadini-si-curano-altrove/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803008810199.PDF tp:ocr§§ “Ancora una volta l’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, ha certificato un disastro senza precedenti. Numeri alla mano ha dimostrato che la sanità campana è allo sfascio, e la responsabilità ha un nome e un cognome: Vincenzo De Luca e vent’anni di centrosinistra al governo della Regione”. Lo dichiara in una nota Luigi Barone, responsabile Enti Locali Lega Salvini Premier in Campania. “La mobilità sanitaria (il dato che certifica il numero dei pazienti campani che si curano fuori regione) è la ferita più grande: quello della Campania è tra i dati peggiori in Italia. I campani non si fidano della nostra sanità e vanno al Nord per curarsi. Il prezzo che paghiamo è altissimo – scrive -. I campani pagano le tasse qui, ma si curano altrove. Un doppio danno, morale ed economico. E come se non bastasse il PNRR in Campania resta fermo al palo.Nella nostra regione erano previsti 61 Ospedali di Comunità, ne è attivo solo 1, appena il 2%. Erano previste 191 Case della Comunità, ne funzionano solo 2, e una sola dispone di personale medico e infermieristico.Una presa in giro. Dovevano essere il simbolo della sanità di prossimità, e invece sono rimasti solo su carta. Cantieri mai partiti, strutture chiuse, milioni di euro bloccati. Questa è la vera eredità del deluchismo e del centrosinistra: sprechi, immobilismo, logiche spartitorie, nomine e incarichi.E poi c’è il dato più drammatico: la Campania è ultima in Italia per aspettativa di vita, con una media di 81,7 anni contro gli 84,7 della Provincia di Trento. Tre anni di vita in meno. Tre anni rubati ai cittadini campani da una politica regionale che ha distrutto la sanità pubblica, mortificato gli operatori sanitari e abbandonato le famiglie. È inutile che De Luca e i suoi alleati continuino a raccontare balle. I numeri parlano da soli: milioni di campani che vanno fuori regione a curarsi perché non si fidano del nostro sistema sanitario, un solo ospedale di comunità su 61, due case di comunità su 191, la peggior aspettativa di vita d’Italia e milioni di euro che scappano al Nord ogni anno. Questa non è amministrazione, è fallimento puro. È sconcertante il silenzio degli alleati beneventani di De Luca, a partire dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Di fronte a questo disastro e a numeri così drammatici, non dicono una parola. Fingono di non vedere, diventando corresponsabili di una sanità al collasso che grava ogni giorno sulla pelle di milioni di famiglie sannite. Da Mastella ci saremmo aspettati una levata di scudi per difendere il diritto alla salute dei cittadini. Invece, nulla: dai problemi strutturali del San Pio all’apertura ad ore del pronto soccorso del Sant’Alfonso de’ Liguori, emerge solo abbandono, inefficienza e umiliazione. Una tragedia sanitaria ignorata, mentre le famiglie sannite pagano il prezzo più alto. Ci chiediamo come faccia Mastella a stare dalla parte di chi ha causato un danno enorme al suo territorio.I cittadini campani ormai sono stanchi. Stanchi di promesse, di bugie, di conferenze stampa e passerelle. Stanchi di un potere che pensa solo a se stesso mentre negli ospedali mancano medici, posti letto e dignità. La Campania e il Sannio meritano rispetto e una sanità all’altezza dei bisogni dei cittadini, non sceneggiate politiche. De Luca, le sue foglie di Fico e la sinistra devono andare a casa. Una volta per tutte”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803008810199.PDF §---§ title§§ Gimbe: lo smantellamento del Ssn sta spianando la strada ai privati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023909290.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "askanews.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023909290.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023909290.PDF', 'title': 'askanews.it'} tp:url§§ https://askanews.it/2025/10/08/gimbe-lo-smantellamento-del-ssn-sta-spianando-la-strada-ai-privati/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023909290.PDF tp:ocr§§ tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023909290.PDF §---§ title§§ Riboldi: “Piemonte tra le regioni più virtuose secondo il Rapporto Gimbe” – Audiopress – Agenzia di Stampa a rilevanza nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017810173.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "audiopress.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T16:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017810173.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017810173.PDF', 'title': 'audiopress.it'} tp:url§§ http://audiopress.it/riboldi-piemonte-tra-le-regioni-piu-virtuose-secondo-il-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017810173.PDF tp:ocr§§ “Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme” tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017810173.PDF §---§ title§§ LENTA AGONIA - Avanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062809731.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "avantionline.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T14:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062809731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062809731.PDF', 'title': 'avantionline.it'} tp:url§§ https://www.avantionline.it/lenta-agonia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062809731.PDF tp:ocr§§ “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera – la presentazione dell’ottavo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. “Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi”.Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica (tabella 1). Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. “Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”. Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166)Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia. “I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. “La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. (Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. “Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”. “Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (conven zionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8% (figura 8). A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023. “Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.gimbe Nino Cartabellotta sanità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062809731.PDF §---§ title§§ Nel 2024 "400mila pugliesi hanno rinunciato a cure sanitarie": i dati del rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802982809955.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "baritoday.it" del 08 Oct 2025

Secondo l''analisi della fondazione, che monitora l''efficienza del Ssn (Servizio sanitario nazionale), il numero è cresciuto dal 2,5% rispetto all''anno scorso

pubDate§§ 2025-10-08T15:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802982809955.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802982809955.PDF', 'title': 'baritoday.it'} tp:url§§ https://www.baritoday.it/attualita/sanita-rapporto-gimbe-pugliese-rinunciano-cure.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802982809955.PDF tp:ocr§§ In Puglia, nel 2024, il 10,9% dei cittadini (ovvero circa 424 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie, "con un incremento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023". E' quanto emerge dai dati presenti nell'ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn (Servizio sanitario nazionale). Un dato, quello pugliese, che risulta superiore alla media nazionale del 9,9%.Per quel che riguarda il capitale umano impegnato in ambito sanitario, secondo il report, in Puglia nel 2023 si registrano 10,8 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); 1,74 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 4,41 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7).Sempre nello stesso anno il punteggio totale degli adempimenti della Puglia ai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 228 (punteggio massimo 300). Secondo l'analisi Gimbe la Puglia si posiziona decima tra le regioni e province autonome ed è risultata adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg). Rispetto al 2022, nel 2023 il punteggio totale della Regione è migliorato (+2).In dettaglio, dalla valutazione dei 26 indicatori, suddivisi in tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera), la Puglia si colloca: in 11esima posizione per l'area della prevenzione; 14esima per l'area distrettuale e nona per l'area ospedaliera.Sul fronte della mobilità sanitaria regionale, secondo il report, nel 2022 si registra un saldo negativo rilevante, pari a - 230,2 milioni di euro - in aumento di 98,7 milioni di euro rispetto al 2021. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802982809955.PDF §---§ title§§ Sessantamila lucani costretti a rinunciare alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023209287.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 08 Oct 2025

Pubblicato l''ottavo Rapporto Gimbe sul sistema sanitario nazionale. Vizziello (Bacc): dato allarmante che più di qualunque altro descrive lo stato comatoso della sanità lucana

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023209287.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023209287.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/sessantamila-lucani-costretti-a-rinunciare-alle-cure-152968/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023209287.PDF tp:ocr§§ Pubblicato l’ottavo Rapporto Gimbe sul sistema sanitario nazionale. Vizziello (Bacc): dato allarmante che più di qualunque altro descrive lo stato comatoso della sanità lucana“Sono 60 mila i lucani costretti a rinunciare a curarsi perché non hanno i soldi per pagarsi di tasca propria le cure di cui necessitano e che il sistema sanitario regionale eroga con tempi biblici o in forme non appropriate rispetto alle loro necessità di salute. Un dato allarmante che più di qualunque altro descrive lo stato comatoso della sanità lucana e che richiede ben altro rispetto alle chiacchiere quotidianamente elargite dall’Assessore Latronico”. A dichiararlo, in una nota, è il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello, che così commenta l’8° Rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale.“Quando tanti cittadini sono condannati a rinunciare ad un diritto prioritario come quello alla salute, l’unico qualificato dall’articolo 32 della Costituzione come fondamentale, laddove nessun altro diritto è definito tale -sottolinea Vizziello-vuol dire che quel diritto pensato per tutti si è trasformato in un privilegio di pochi, appunto quelli che si possono permettere di pagare privatamente il costo di una visita, di un esame diagnostico o di un intervento chirurgico”.“Il tema dell’accessibilità ai servizi sanitari nella nostra regione, di fatto impedito dalle lunghe liste d’attesa e quello della non eccelsa qualità delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini, testimoniato dall’elevata migrazione sanitaria-spiega Vizziello-sono autentici macigni del nostro sistema sanitario, che condannano i cittadini a scegliere se pagare privatamente le prestazioni o rinunciare alle stesse”.“Al cospetto dei dati che emergono dall’8° Rapporto Gimbe e che descrivono un sensibile peggioramento delle condizioni di salute dei lucani -conclude Vizziello-l’Assessore Latronico nella relazione sulla sanità illustrata in Consiglio regionale si è limitato a rivendicare, con successo, la riduzione nel 2024 dello squilibrio finanziario regionale, non comprendendo che il problema non è solo quello di tenere i conti in ordine, ma soprattutto quello di garantire ai cittadini l’accesso a prestazioni sanitarie adeguate”.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023209287.PDF §---§ title§§ Latronico: “il problema non è la qualità della sanità lucana, ma l’accessibilità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750410543.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 08 Oct 2025

L''assessore regionale sui dati Gimbe: i lucani rinunciano alle cure anche a causa dei redditi bassi

pubDate§§ 2025-10-08T18:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750410543.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750410543.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2025/10/latronico-il-problema-non-e-la-qualita-della-sanita-lucana-ma-laccessibilita-152976/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750410543.PDF tp:ocr§§ L’assessore regionale sui dati Gimbe: i lucani rinunciano alle cure anche a causa dei redditi bassiRiceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’assessore regionale alla Salute e Pnrr Cosimo Latronico sui dati Gimbe.“La narrazione secondo cui “60 mila lucani rinunciano alle cure perché la sanità è scadente” è fuorviante. Il problema è complesso e riguarda l’accessibilità economica, l’organizzazione del sistema nazionale e le disuguaglianze territoriali. La Basilicata, pur con le sue sfide, non è una regione in emergenza sanitaria, ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità.I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, riferiti al 2023, meritano una riflessione più ampia e meno allarmistica. È fondamentale chiarire che non si tratta di un problema di qualità del sistema sanitario lucano, ma di accessibilità e condizioni socioeconomiche che influenzano la fruizione dei servizi. Il numero citato è una stima basata su percentuali generali e non su rilevazioni dirette. Secondo altri dati Gimbe, riferiti sempre al 2023, la percentuale di rinuncia alle cure in Basilicata era del 6,7%, inferiore alla media nazionale del 7,6%. Questo dimostra che la Basilicata, pur con le sue criticità, non è tra le regioni peggiori in termini di accesso alle cure. La Basilicata, inoltre, è tra le poche regioni del Sud ad aver rispettato i LEA, ovvero gli standard minimi di assistenza sanitaria garantiti a tutti i cittadini. Questo è un indicatore oggettivo della qualità del servizio sanitario regionale che non può essere ignorato o confuso con i problemi di accesso”.“La rinuncia alle cure -aggiunge l’assessore regionale-è un fenomeno che colpisce tutto il Mezzogiorno, non solo la Basilicata. È legato a fattori strutturali come i redditi più bassi e la spesa sanitaria privata pro-capite inferiore (377 euro in Basilicata contro i 730 di media nazionale). Anche la carenza di personale medico e infermieristico incide, ma la Regione Basilicata, che sta investendo in un modello di cura vicino alle persone, ha previsto 1.623 nuove assunzioni tra medici, infermieri e personale sanitario nel corso del 2025.Il problema, dunque, non è la qualità della sanità lucana. È l’accessibilità. È il fatto che in una terra dove il reddito medio è più basso e la spesa sanitaria privata è la metà di quella nazionale, anche una visita può diventare un lusso. È il fatto che il sistema sanitario nazionale, non solo quello lucano, è storicamente sottofinanziato, sotto stress e sotto organico. La Regione Basilicata non sta a guardare. Sta investendo, sta assumendo, sta digitalizzando. E soprattutto, sta ascoltando. Perché la sanità non è solo una questione di numeri, ma di persone”.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2025Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750410543.PDF §---§ title§§ Puglia, sempre più cittadini rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802745110598.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borderline24.com" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802745110598.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802745110598.PDF', 'title': 'borderline24.com'} tp:url§§ https://www.borderline24.com/2025/10/08/puglia-sempre-piu-cittadini-rinunciano-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802745110598.PDF tp:ocr§§ Direttore Responsabile: Samantha Dell’EderaPer segnalazioni:Cell. +39 375 5535222Email: redazione@borderline24.comNel 2024 oltre 10 pugliesi su 100 hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, pari a circa 424 mila persone, una percentuale superiore alla media nazionale (9,9%) e in aumento di 2,5 punti rispetto all’anno precedente. A rivelarlo è l’ottavo rapporto Gimbe, che analizza la sostenibilità e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, con uno sguardo dettagliato sulle differenze tra le regioni.La Puglia mostra segnali contrastanti: sul fronte del personale sanitario, il numero di medici e infermieri dipendenti resta leggermente sotto la media italiana. Nel 2023 si contano 1,74 medici e 4,41 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale rispettivamente di 1,85 e 4,7. Complessivamente, la regione ottiene un punteggio di 228 sui 300 possibili per i Livelli essenziali di assistenza (Lea), collocandosi al decimo posto tra le regioni italiane e risultando adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg).Analizzando le singole aree, la Puglia si posiziona 11esima per prevenzione collettiva e sanità pubblica, 14esima per assistenza distrettuale e nona per assistenza ospedaliera, evidenziando una performance migliore negli ospedali rispetto ai servizi territoriali e alla prevenzione.Non migliorano i dati sulla mobilità sanitaria regionale: nel 2022 il saldo economico negativo per la regione è stato di 230,2 milioni di euro, peggiorando di quasi 100 milioni rispetto all’anno precedente. Questo significa che molti cittadini si spostano fuori regione per ricevere cure, generando costi aggiuntivi per il sistema.Il rapporto Gimbe mette in luce la sfida principale per la sanità pugliese: garantire cure accessibili e complete sul territorio, investendo nel personale e nei servizi locali, per evitare che sempre più cittadini debbano rinunciare a prestazioni fondamentali.?Copyright 2016-2023 © Bitrecall S.r.l. Tutti i diritti sono riservati | Divisione Quotidiani Sede: Via Montenegro, 19 70121 BariCodice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Bari n.07770570724 | R.E.A. di Bari: 580439 | Borderline24 è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari n.ro R.G. 5301 – R.S. 21 / 2015 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802745110598.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini | Bresciaoggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727010465.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 08 Oct 2025

ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell''ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti... Scopri di più

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727010465.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727010465.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/news/italia/schlein-risorse-insufficienti-su-sanit%C3%A0-rischia-salute-cittadini-1.12813967 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727010465.PDF tp:ocr§§ ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare il ServizioSanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile.Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dalDocumento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede unapercentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previstodall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%.Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebberocostrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare letasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministroSchillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italiaverso la media europea per investimenti pubblici sulla salute.Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebberonecessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumeree pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianzeche oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciarealle cure". Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein.. tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727010465.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni. Il 10% non si cura | Bresciaoggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802758010731.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 08 Oct 2025

La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall''ottavo... Scopri di più

pubDate§§ 2025-10-08T19:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802758010731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802758010731.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/rubriche/salute-e-benessere/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni-il-10-non-si-cura-1.12814085 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802758010731.PDF tp:ocr§§ La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri.Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute".Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802758010731.PDF §---§ title§§ Sardegna, sanità sempre più in crisi: 270mila sardi rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047709564.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cagliaripad.it" del 08 Oct 2025

La Sanità continua ad essere uno dei principali problemi della Sardegna. Secondo quanto riferito dal rapporto realizzato...

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047709564.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047709564.PDF', 'title': 'cagliaripad.it'} tp:url§§ https://www.cagliaripad.it/658987/sardegna-sanita-sempre-piu-in-crisi-270mila-sardi-rinunciano-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047709564.PDF tp:ocr§§ La Sanità continua ad essere uno dei principali problemi della Sardegna. Secondo quanto riferito dal rapporto realizzato dalla Fondazione Gimbe, nel 2024 circa 270mila sardi hanno rinunciato ad una o più prestazioni sanitari.Si tratta del 17,2% e dunque un dato in crescita del 3,5% rispetto al 2023. Il guaio principale è che mancano i medici, come testimoniato dal fatto che il massimale di 1500 assistiti viene superato dal 60,6% dei medici di base.Il numero medio di assistiti per ogni medico è pari a 1391, di poco al di sopra della media nazionale che si attesta a 1374. Secondo le stime, in Sardegna mancherebbero almeno 150 professionisti.Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it tp:writer§§ Redazione Cagliaripad guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047709564.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" - Calabria News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872608817.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabrianews.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872608817.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872608817.PDF', 'title': 'calabrianews.it'} tp:url§§ https://www.calabrianews.it/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872608817.PDF tp:ocr§§ Calabria News Calabria Newsmercoledì, 8 Ottobre, 2025Calabria NewsCalabria NewsInserisci testoCercaHomeItalia MondoSanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni"Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni”8 Ottobre 2025(Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".  "Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale".  "Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recup erando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia".  "I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica". "Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  "La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salu te, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)". "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".  —[email protected] (Web Info)Tagsadnkronosultimora tp:writer§§ Maurizio De Fazio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872608817.PDF §---§ title§§ Da Gimbe grave conferma: 10% dei calabresi (180mila persone) nel 2024 ha rinunciato alle cure - Calabria News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803053109502.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabrianews.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803053109502.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803053109502.PDF', 'title': 'calabrianews.it'} tp:url§§ https://www.calabrianews.it/da-gimbe-grave-conferma-10-dei-calabresi-180mila-persone-nel-2024-ha-rinunciato-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803053109502.PDF tp:ocr§§ Calabria News Calabria Newsmercoledì, 8 Ottobre, 2025Calabria NewsCalabria NewsInserisci testoCercaHomeAttualitàDa Gimbe grave conferma: 10% dei calabresi (180mila persone) nel 2024 ha...Da Gimbe grave conferma: 10% dei calabresi (180mila persone) nel 2024 ha rinunciato alle cure8 Ottobre 2025Secondo quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.Riguardo l’aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. SlideSlideSlideSlideTenuta delle Grazie 13_6_2024 Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione.Tags180milaCalabriacureGimberinunciasanitarie tp:writer§§ Maurizio De Fazio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803053109502.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2024: il 10% dei calabresi ha rinunciato alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003209999.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 08 Oct 2025

Bene le Centrali operative territoriali, male situazione Case e Ospedali comunità

pubDate§§ 2025-10-08T15:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003209999.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003209999.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/sanita-e-salute/2025/10/08/gimbe-nel-2024-10-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure-27/389346/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003209999.PDF tp:ocr§§ GIl riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro.E’ quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Ssn.Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro.Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.Riguardo l’aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4.Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54).Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%.Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803003209999.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" - Cinque Colonne Magazine link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876408715.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cinquecolonne.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876408715.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876408715.PDF', 'title': 'cinquecolonne.it'} tp:url§§ https://www.cinquecolonne.it/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876408715.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".  "Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi".  Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale".  "Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con pop olazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia".  "I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica". "Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  "La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)". "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)AdnkronosVedi tutti gli articoli dell'Autore tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876408715.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe: il 10% dei calabresi ha rinunciato alle cure nel 2024, +2,7% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062509728.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "citynow.it" del 08 Oct 2025

Calabria, aumentano le risorse sanitarie ma resta bassa la dotazione di personale e nessun Ospedale di Comunità è operativo

pubDate§§ 2025-10-08T14:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062509728.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062509728.PDF', 'title': 'citynow.it'} tp:url§§ https://www.citynow.it/calabria-rapporto-gimbe-2025-fondo-sanitario-pnrr/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062509728.PDF tp:ocr§§ Calabria, aumentano le risorse sanitarie ma resta bassa la dotazione di personale e nessun Ospedale di Comunità è operativo08 Ottobre 2025 - 15:53 | Comunicato StampaIl riparto pro-capite del Fondo Sanitario Nazionale per la Calabria, nel 2023, anno in cui sono stati modificati i criteri di assegnazione, è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro.È quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale (Ssn).Nel 2024, la Calabria ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro.Sempre nello stesso anno, il 10% dei cittadini calabresi – oltre 180 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, un dato in aumento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023 (media Italia 9,9%).Per quanto riguarda l’aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, un valore leggermente inferiore alla media nazionale di 83,4 anni.Il Rapporto Gimbe, con riferimento al 2023, segnala in Calabria:Gimbe dedica una parte del suo rapporto anche ai servizi e alle strutture finanziati con risorse PNRR e con fondi diversi, utilizzando dati Agenas aggiornati al 30 giugno 2025.A fronte di una programmazione complessiva di 63 strutture, al 30 giugno 2025:Alla stessa data, le Centrali Operative Territoriali risultano pienamente funzionanti e certificate al 100%.Nessuna delle 20 strutture programmate è stata dichiarata attiva dalla Regione Calabria.Fonte: Ansa CalabriaIl Giornale online con le notizie di Reggio Calabria. Cronaca, Politica, Sport, Spettacolo, Moda, Cultura, Scuola, Musica, Cucina e Tecnologia raccontati attraverso Articoli, Foto e Video.Pubblicità sul nostro giornale? Richiedi infoCityNow.it - Reg. Tribunale Reggio Calabria n 13/2013 | Coop. “Libero Nocera” ARL - Via Modena, 14 - 89132 Reggio Calabria - P.I. 00866240807 tp:writer§§ Eva Curatola guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062509728.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: gli italiani spendono 41,3 miliardi per curarsi nel privato. 5,8 milioni rinunciano alle cure | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931208415.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 in netto aumento la rinuncia ad almeno una prestazione sanitaria, con differenze regionali notevoli. «Fuga» dei medici dal Servizio Sanitario Nazionale, carenza di infermieri. PNRR Salute: attivo solo il 4,4% delle Case di Comunità. Presentato a Roma l''8° rapporto Gimbe sul SSN

pubDate§§ 2025-10-08T09:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931208415.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931208415.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/25_ottobre_07/sanita-pubblica-gli-italiani-spendono-41-3-miliardi-per-curarsi-nel-privato-5-8-milioni-rinunciano-alle-cure-b03bfc6e-cba8-4d5f-b54d-ca9ab437bxlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931208415.PDF tp:ocr§§ Caso Venditti, atteso il Riesame. Le frasi choc del legale di Andrea Sempio: «Eravamo appassionati di ippica, avevamo il "vizio" del gioco»Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Nel 2024 in netto aumento la rinuncia ad almeno una prestazione sanitaria, con differenze regionali notevoli. «Fuga» dei medici dal Servizio Sanitario Nazionale, carenza di infermieri. PNRR Salute: attivo solo il 4,4% delle Case di Comunità. Presentato a Roma l'8° rapporto Gimbe sul SSN(Getty Images)Lâ??anno scorso gli italiani hanno speso di tasca propria 41,3 miliardi per prestazioni sanitarie necessarie, come visite specialistiche ed esami diagnostici; oltre 5,8 milioni di connazionali (un italiano su dieci) vi hanno rinunciato del tutto. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto. Persiste il divario tra Nord e Sud nellâ??offerta dei servizi sanitari, con pazienti meridionali costretti a migrare in cerca di cure migliori. E, mentre la sanità pubblica arranca, avanza il «privato puro».Sono alcuni aspetti evidenziati dallâ??ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Chi non può permettersi di pagare le prestazioni sanitarie vi rinuncia e, nel 2024, si è registrata unâ??impennata: secondo le elaborazioni di Gimbe su dati Istat, un italiano su dieci (5,8 milioni) -  il 9,9% della popolazione - ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, rispetto al 7,6% del 2023 (4,5 milioni di persone). Tra i principali motivi: i lunghi tempi di attesa e problemi economici.«Lâ??aumento della spesa a carico delle famiglie â??  sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta â?? rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Hai un dubbio sulla tua salute? Scrivi ai nostri medici o consulta tutte le risposte su Il Medico Risponde, il servizio online del Corriere della SeraNel 2023 solo 13 Regioni hanno rispettato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè i servizi e le prestazioni che devono essere garantiti a ogni cittadino a prescindere dalla residenza. Al Sud soltanto Puglia, Campania e Sardegna raggiungono gli standard essenziali di cura. Nel rapporto Gimbe si ricorda, poi, che la mobilità sanitaria nel 2022 valeva oltre 5 miliardi di euro, con tre Regioni - Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto - che hanno raccolto il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si è concentrato in cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che hanno fatto registrare un saldo negativo pari a oltre 100 milioni. E il divario tra Nord e Sud si riflette anche sullâ??aspettativa di vita. Secondo le stime dellâ??Istat per il 2024, infatti, in Italia lâ??aspettativa di vita è in media pari a 83,4 anni, ma con nette differenze regionali: si va dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento, agli 81,7 della Campania, quindi con un gap di ben 3 anni. Commenta Cartabellotta: «Ã? un drammatico segnale che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sani taria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, rileva Gimbe, il Fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Ma, secondo il Rapporto, queste risorse sono state «in buona parte erose dallâ??inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7% - e dallâ??aumento dei costi energetici». La percentuale del Fondo sanitario nazionale sul PIL (Prodotto interno lordo) al 31 dicembre 2024, secondo l'analisi di Gimbe, «è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025». «In altre parole â?? spiega Cartabellotta â?? se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi». Secondo Gimbe, il «divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028». Avverte Cartabellotta: «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Gimbe ricorda che, come ha ribadito la Corte Costituzionale, «la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica». Secondo i dati del ministero della Salute (riferiti al 2023), su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (il 58 per cento) sono private accreditate e prevalgono sul Pubblico in diverse aree, ovvero: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato - documenta il Rapporto Gimbe - ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. E avanza il «privato puro»: in sette anni la spesa delle famiglie presso queste strutture private, quindi a pagamento, è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 7,23 miliardi nel 2023. «Nessun Governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il Servizio Sanitario nazionale â?? spiega il presidente Gimbe â??. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata».   Quanto al personale sanitario, rileva il Rapporto, il nostro Paese conta 315.720 medici ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti, secondo i dati dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che includono tutti i medici in attività, compresi gli specializzandi.In Italia i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. «Questi numeri  dimostrano che in Italia non câ??è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale» osserva Cartabellotta, che aggiunge: «Con la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne la fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN, rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o allâ??estero». Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, il che rende spesso difficile trovare un professionista vicino casa.Ancora più caren ze si registrano tra gli infermieri: con 6,5 professionisti ogni mille abitanti, l'Italia è ben al di sotto della media OCSE ( 9,5 infermieri ogni mille abitanti). E la professione infermieristica è sempre meno attrattiva: per lâ??anno accademico 2025/2026, rileva Gimbe, il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92.Quanto alle retribuzioni, evidenzia il Rapporto, restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari rispetto a una media OCSE di 131.455 e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260). Quanto alla Riforma dellâ??assistenza territoriale che punta a rafforzare i servizi sul territorio, anche attraverso la realizzazione di Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Cot-Centrali operative territoriali, Gimbe evidenzia «ritardi e disomogeneità regionali» emersi dai recenti dati del monitoraggio di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sullâ??attuazione del DM 77/22 («Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale»). Il Rapporto evidenzia che, al 30 giugno 2025, fatta eccezione per le COT che hanno raggiunto il target, su 1.723 Case di Comunità programmate solo 218 (il 12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, di queste, solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, poi, a fronte di 592 programmati, solo 153 (26%) sono stati dichiarati attivi dalle Regioni, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto allâ??Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri, sottolinea il Rapporto, «emergono diseguaglianze nellâ??erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali».Per portare a termine la «Missione Salute» del PNRR - Piano nazionale di ripresa e resilienza, segnala il Rapporto, mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, data che segna la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini.Dal monitoraggio di Gimbe emerge che quattro obiettivi sono stati raggiunti in anticipo o già completati, cioè: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica. Si registrano ritardi, invece, per altri obiettivi da raggiungere, come il potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, lâ??attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dallâ??Europa, i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni â?? sottolinea Cartabellotta â??. Oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale, per la carenza di infermieri e le incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». «In questo scenario â?? osserva Cartabellotta â?? la â??volata finaleâ? del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini; altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel Servizio Sanitario Nazionale, insieme a un pesante indebitamento, sprecando così unâ??occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».La Fondazione Gimbe invoca un patto politico per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, rafforzando e innovando quel modello istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. In sintesi, secondo Cartabellotta, serve «un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel Servizio Sanitario Nazionale un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di svilup po economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune».Sanità, la classifica delle regioni secondo il ministero della Salute: Veneto primo, la Lombardia cala. In 8 Regioni livelli essenziali di assistenza non garantitidi Maria Giovanna FaiellaPiù attenzione all'assistenza domiciliaredi Giuseppe Maria MilanesePronto Soccorso, mancano almeno 3.500 medicidi Maria Giovanna FaiellaSanità: estate critica tra carenza di personale, ferie e difficoltà a trovare sostitutidi Maria Giovanna FaiellaPrevenzione e più assistenza sul territorio possono evitare 1 ricovero su 3di Maria Giovanna FaiellaIncentivare i medici e gli infermieridi Luigi RipamontiChe cosa ci insegna il Regno Unitodi Luigi Ripamonti8 ottobre 2025 ( modifica il 8 ottobre 2025 | 10:35)© RIPRODUZIONE RISERVATAL'appello di Francesca e Alberto, genitori di Enrico, per sbloccare il Disegno di legge S.949Un contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. 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Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931208415.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Corriere Adriatico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727910458.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriereadriatico.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727910458.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727910458.PDF', 'title': 'corriereadriatico.it'} tp:url§§ https://www.corriereadriatico.it/ultimissime_adn/sanita_schlein_risorse_insufficienti_mettono_a_rischio_salute_dei_cittadini-20251008190903.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727910458.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein."Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini"."I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l’Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727910458.PDF §---§ title§§ Calabria, sanità a due velocità: +41 punti nei Lea, ma 180 mila rinunce alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886208937.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 08 Oct 2025

Nel 2024 la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886208937.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886208937.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2025/10/08/calabria-sanita-a-due-velocita-41-punti-nei-lea-ma-180-mila-rinunce-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886208937.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliREGGIO CALABRIA In Calabria, nel 2023, il riparto Fondo sanitario nazionale (Fsn) pro-capite in regione è stato pari a 2.091 euro. Il dato è stato diffuso dalla fondazione Gimbe nell’ottavo rapporto sul Servizio sanitario nazionale. Rispetto al 2022 la regione ha registrato un incremento del Fsn pro-capite di 83 euro, superiore alla media nazionale di 71 euro. Nel 2024 la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Per quanto riguarda la rinuncia alle prestazioni sanitarie in Calabria, nel 2024 il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023. Per quanto riguarda l’aspettativa di vita alla nascita, nel 2024 in Calabria si è assestata a 82,3 anni (media nazionale 83,4). Nel 2023, a livello regionale si registrano: 10,2 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); 1,84 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 4 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). In merito alle Case di Comunità in Calabria a fronte di una programmazione complessiva di 63 Case, al 30 giugno 2025, due hanno attivato almeno un servizio e due hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri (fonte Agenas). Le Centrali operative territoriali: al 30 giugno 2025 il 100% delle Centrali sono pienamente funzionanti e certificate. Sugli Ospedali di comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 20 Ospedali, al 30 giugno 2025 nessuno è stato dichiarato attivo dalla Regione. Nel 2023 il punteggio totale degli adempimenti della Regione Calabria ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 177 (punteggio max 300). Secondo l’analisi Gimbe la Calabria si posiziona 19.ma tra le Regioni e Province autonome ed è risultata inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) con un punteggio insufficiente nell’area dell’assistenza distrettuale). Tuttavia, rispetto al 2022 (anno in cui la Regione è risultata comunque inadempiente), nel 2023 il punteggio totale della Regione è migliorato (+41). In dettaglio, dalla valutazione dei 26 indicatori del Nuovo sistema di garanzia (Nsg), suddivisi in tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), la Regione si colloca: 13ma per l’area della prevenzione; 20ma per l’area distrettuale; 17ma per l’area ospedaliera. Nel 2022, inoltre, si rileva un saldo negativo rilevante della mobilità sanitaria regionale, pari a -304,8 milioni di euro, in aumento di 52,4 milioni di euro rispetto al 2021.Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802886208937.PDF §---§ title§§ Barone: "Da rapporto Gimbe emerge sanità campana allo sfascio" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753210715.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachedelsannio.it" del 08 Oct 2025

"Milioni di cittadini si curano altrove. Dati vergognosi. De Luca, i suoi alleati, le foglie di Fico vadano a casa"

pubDate§§ 2025-10-08T19:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753210715.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753210715.PDF', 'title': 'cronachedelsannio.it'} tp:url§§ https://www.cronachedelsannio.it/sannionews24/barone-rapporto-gimbe-sanita-campana-allo-sfascio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753210715.PDF tp:ocr§§ “Ancora una volta l’8° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, ha certificato un disastro senza precedenti. Numeri alla mano ha dimostrato che la sanità campana è allo sfascio, e la responsabilità ha un nome e un cognome: Vincenzo De Luca e vent’anni di centrosinistra al governo della Regione”. Lo dichiara in una nota Luigi Barone, responsabile Enti Locali Lega Salvini Premier in Campania.“La mobilità sanitaria (il dato che certifica il numero dei pazienti campani che si curano fuori regione) è la ferita più grande: quello della Campania è tra i dati peggiori in Italia. I campani non si fidano della nostra sanità e vanno al Nord per curarsi. Il prezzo che paghiamo è altissimo. I campani pagano le tasse qui, ma si curano altrove. Un doppio danno, morale ed economico. E come se non bastasse – afferma Barone – il Pnrr in Campania resta fermo al palo. Nella nostra regione erano previsti 61 Ospedali di Comunità, ne è attivo solo 1, appena il 2%. Erano previste 191 Case della Comunità, ne funzionano solo 2, e una sola dispone di personale medico e infermieristico. Una presa in giro. Dovevano essere il simbolo della sanità di prossimità, e invece sono rimasti solo su carta. Cantieri mai partiti, strutture chiuse, milioni di euro bloccati. Questa è la vera eredità del deluchismo e del centrosinistra: sprechi, immobilismo, logiche spartitorie, nomine e incarichi.E poi c’è il dato più drammatico: la Campania è ultima in Italia per aspettativa di vita, con una media di 81,7 anni contro gli 84,7 della Provincia di Trento. Tre anni di vita in meno. Tre anni rubati ai cittadini campani da una politica regionale che ha distrutto la sanità pubblica, mortificato gli operatori sanitari e abbandonato le famiglie. È inutile che De Luca e i suoi alleati continuino a raccontare balle. I numeri parlano da soli: milioni di campani che vanno fuori regione a curarsi perché non si fidano del nostro sistema sanitario, un solo ospedale di comunità su 61, due case di comunità su 191, la peggior aspettativa di vita d’Italia e milioni di euro che scappano al Nord ogni anno. Questa non è amministrazione, è fallimento puro.È sconcertante il silenzio degli alleati beneventani di De Luca, a partire dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Di fronte a questo disastro e a numeri così drammatici, non dicono una parola. Fingono di non vedere, diventando corresponsabili di una sanità al collasso che grava ogni giorno sulla pelle di milioni di famiglie sannite. Da Mastella ci saremmo aspettati una levata di scudi per difendere il diritto alla salute dei cittadini. Invece, nulla: dai problemi strutturali del San Pio all’apertura ad ore del pronto soccorso del Sant’Alfonso de’ Liguori, emerge solo abbandono, inefficienza e umiliazione. Una tragedia sanitaria ignorata, mentre le famiglie sannite pagano il prezzo più alto. Ci chiediamo come faccia Mastella a stare dalla parte di chi ha causato un danno enorme al suo territorio.I cittadini campani ormai sono stanchi. Stanchi di promesse, di bugie, di conferenze stampa e passerelle. Stanchi di un potere che pensa solo a se stesso mentre negli ospedali mancano medici, posti letto e dignità. La Campania e il Sannio meritano rispetto e una sanità all’altezza dei bisogni dei cittadini, non sceneggiate politiche. De Luca, le sue foglie di Fico e la sinistra devono andare a casa. Una volta per tutte”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802753210715.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" | CrotoneNews link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965208595.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "crotonenews.com" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965208595.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965208595.PDF', 'title': 'crotonenews.com'} tp:url§§ https://www.crotonenews.com/flash/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965208595.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".  "Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale".  "Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Region i con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia".  "I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica". "Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  "La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5, 3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)". "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Seguici anche sui nostri canali WhatsApp e Telegram WhatsApp Telegram tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965208595.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: Lenta agonia del Servizio sanitario nazionale, 13 miliardi in meno in tre anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802879308744.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 08 Oct 2025

Cartabellotta: “Senza rifinanziamento le Regioni costrette a tagliare i servizi o ad alzare le tasse. Il privato si espande, un italiano su dieci rinuncia alle cure”

pubDate§§ 2025-10-08T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802879308744.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802879308744.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/65670/sanita-gimbe-lenta-agonia-del-servizio-sanitario-nazionale-13-miliardi-in-meno-in-tre-anni tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802879308744.PDF tp:ocr§§ “Un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale”. Con queste parole Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha presentato alla Camera dei Deputati l’8° Rapporto Gimbe sullo stato del SSN, che fotografa una situazione di progressivo definanziamento e crescenti disuguaglianze territoriali e sociali. Nonostante nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale sia cresciuto nominalmente di 11,1 miliardi di euro – passando da 125,4 a 136,5 miliardi – l’aumento è stato eroso da inflazione e costi energetici. In termini reali, la quota di spesa sanitaria sul PIL è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% nel 2023, e al 6,1% nel 2024-2025. “Dietro la crescita in valore assoluto – avverte Cartabellotta – si nasconde un definanziamento costante: alla sanità sono stati sottratti 13,1 miliardi”. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025 prevede una spesa sanitaria stabile al 6,4% del PIL fino al 2028, ma la Legge di Bilancio racconta un’altra storia: la quota reale scenderebbe fino al 5,8%. Un divario che, se non colmato, scaricherà sui bilanci regionali fino a 13,4 miliardi di euro di mancati fondi entro il 2028, costringendo le Regioni a tagliare i servizi o ad aumentare la pressione fiscale.La spesa sanitaria complessiva ha raggiunto nel 2024 i 185 miliardi, di cui 47,6 miliardi privati: ben 41,3 miliardi direttamente pagati dalle famiglie. Il fenomeno delle rinunce alle cure è esploso: oltre 5,8 milioni di italiani (il 9,9% della popolazione) hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, con picchi del 17,7% in Sardegna. “Un dato drammatico – sottolinea Cartabellotta – che segna la frattura del patto tra cittadini e istituzioni”. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli essenziali di assistenza (LEA). Le restanti, in particolare del Mezzogiorno, restano sotto la soglia minima: Sicilia, Calabria, Basilicata, Sardegna e Molise risultano inadempienti. La mobilità sanitaria – cioè i viaggi dei pazienti per curarsi altrove – vale oltre 5 miliardi di euro, con Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto che raccolgono il 94% del saldo attivo, mentre il Sud accumula deficit pesanti. Il divario si traduce anche in aspettativa di vita: nel 2024 la media nazionale è di 83,4 anni, ma oscilla dagli 84,7 anni della Provincia di Trento agli 81,7 della Campania. “Un gap di tre anni che fotografa l’iniquità territoriale della sanità italiana”, commenta il presidente Gimbe.La crisi del pubblico apre la strada ai soggetti privati, che oggi rappresentano oltre il 58% delle strutture sanitarie italiane. Prevalgono in assistenza residenziale (85%), riabilitativa (78%) e specialistica ambulatoriale (60%). Tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie nel “privato puro” è aumentata del 137%, mentre quella nel privato accreditato del 45%. “Un mercato sanitario parallelo – denuncia Cartabellotta – sempre più riservato a chi può permetterselo”.Secondo i dati Ocse, l’Italia è seconda in Europa per numero di medici (5,4 ogni 1.000 abitanti), ma penultima per infermieri (6,5 per 1.000 contro una media Ocse di 9,5). Nel 2023 gli infermieri dipendenti del SSN erano 277 mila, con forti disparità territoriali: si passa da 3,5 per 1.000 abitanti in Sicilia a 6,8 in Liguria. Il problema, aggiunge Gimbe, non è la carenza di medici ma la loro fuga dal pubblico, attratti dal privato o dall’estero, mentre l’interesse per la professione infermieristica crolla: nel 2025-2026 il rapporto domande/posti al corso di laurea è sceso sotto 1.Gravi ritardi anche per il PNRR Salute: su 1.723 Case della Comunità programmate, solo 218 (12,7%) hanno tutti i servizi attivi, e appena 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico. Situazione analoga per gli Ospedali di Comunità, dove solo un quarto delle strutture è operativo. Le criticità riguardano anche il Fascicolo sanitario elettronico, disponibile in modo completo solo in alcune Regioni e con un’adesione dei cittadini ferma al 42%. “Il futuro del Servizio sanitario nazionale – conclude Cartabellotta – dipende da una scelta politica netta: cons iderare la salute un investimento o continuare a trattarla come un costo da comprimere”. La Fondazione propone un Piano di rilancio basato su tre pilastri: un patto politico, che superi gli interessi di parte e riconosca la sanità pubblica come infrastruttura democratica; un patto sociale, che renda i cittadini consapevoli del valore del SSN e un patto professionale, per ridare dignità e motivazione agli operatori. “Il SSN è un bene comune, non un lusso da pochi. Senza un’inversione di rotta – avverte Gimbe – rischiamo di lasciare in eredità strutture vuote, personale demotivato e un sistema sanitario pubblico in via di estinzione”.L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. 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Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 08 Oct 2025

I principi fondanti del Servizio sanitario nazionale sono stati traditi, la quotidianità di milioni di persone è segnata da intollerabili disagi. ... Scopri di più!

pubDate§§ 2025-10-08T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803228007239.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803228007239.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/fatti/sanita-merce-ssn-punto-non-ritorno-diritto-perduto-salute-servizio-sanitario-medici-rapporto-gimbe-montecitorio-is05a2m4 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803228007239.PDF tp:ocr§§ I principi fondanti del Servizio sanitario nazionale sono stati traditi, la quotidianità di milioni di persone è segnata da intollerabili disagi. L’ottavo rapporto Gimbe sul Ssn sarà presentato mercoledì 8 presso la Sala della Regina di Palazzo MontecitorioLa tutela della salute è il più importante tra i diritti, non solo perché è l’unico che i Padri costituenti hanno definito «fondamentale», ma soprattutto perché il nostro stato di salute e di benessere condiziona l’esercizio di tutti gli altri diritti sociali e civili e la possibilità di godere delle libertà che la vita ci offre. È però anche il diritto più fragile perché nessuno può esercitarlo in autonomia, ma dipende dalla qualità ed efficienza del Servizio sanitario nazionale (Ssn), istituitPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Specializzato in Gastroenterologia e in Medicina Interna, nel 1996 ha fondato il Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (GIMBE), con l’obiettivo di diffondere in Italia l’evidence—based medicine. Dopo 15 anni di attività nazionali e internazionali, nel 2010 ha promosso la costituzione della Fondazione GIMBE, di cui è presidente.IL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803228007239.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe sulla sanità, Pd: 160.000 abruzzesi rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898309074.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ekuonews.it" del 08 Oct 2025

Abruzzo maglia nera per LEA e Case di Comunità. I dati certificano il fallimento della governance regionale

pubDate§§ 2025-10-08T11:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898309074.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898309074.PDF', 'title': 'ekuonews.it'} tp:url§§ https://www.ekuonews.it/rapporto-gimbe-sulla-sanita-pd-160000-abruzzesi-rinunciano-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898309074.PDF tp:ocr§§ Abruzzo maglia nera per LEA e Case di Comunità. I dati certificano il fallimento della governance regionale--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802898309074.PDF §---§ title§§ Sanità, Verì: "Le stime non sono numeri reali" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733810389.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ekuonews.it" del 08 Oct 2025

Sul rapporto Gimbe interviene sarcasticamente l''assessore regionale contro il PD

pubDate§§ 2025-10-08T17:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733810389.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733810389.PDF', 'title': 'ekuonews.it'} tp:url§§ https://www.ekuonews.it/sanita-veri-le-stime-non-sono-numeri-reali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733810389.PDF tp:ocr§§ Sul rapporto Gimbe interviene sarcasticamente l'assessore regionale contro il PD--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802733810389.PDF §---§ title§§ Eventi e scadenze dell'8 ottobre 2025 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803182507696.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 07 Oct 2025

Mercoledì 08/10/2025 Appuntamenti: TTG Travel Experience - Rimini - Rimini Expo Centre - 62ª edizione di TTG Travel Experience, di Italian Exhibition Group.

pubDate§§ 2025-10-08T06:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803182507696.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803182507696.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2025/10/08/eventi-e-scadenze-dell8-ottobre-2025/MTlfMjAyNS0xMC0wOF9UTEI tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803182507696.PDF tp:ocr§§ Mercoledì 08/10/2025 Appuntamenti: TTG Travel Experience - Rimini - Rimini Expo Centre - 62ª edizione di TTG Travel Experience, di Italian Exhibition Group. Manifestazione di riferimento per la promozione del turismo mondiale, con operatori provenienti da tutto il mondo, key player delle principali aziende del comparto: enti del turismo, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, trasporti, strutture ricettive e servizi per il turismo (da mercoledì 08/10/2025 a venerdì 10/10/2025) IEG - InOut Expo - The Hospitality Community - Rimini Expo Centre - InOut è l'appuntamento di riferimento per progettare, arredare e innovare il settore dell'ospitalità. All'evento, di Italian Exhibition Group, strutture ricettive e balneari incontrano le migliori tecnologie, forniture e servizi, arredi e soluzioni wellness 8 - 10 ottobre 2025, Rimini Expo Centre (da mercoledì 08/10/2025 a venerdì 10/10/2025) FOMC - Pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria 08:15 - Camera dei Deputati - Federalismo fiscale, audizione ministro Foti - Palazzo San Macuto - La Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale svolge l'audizione del Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti, sulle tematiche relative allo stato di attuazione e alle prospettive del federalismo fiscale 10:30 - 8° Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale - Montecitorio - Presentazione dell'8° Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Saluti della Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, e della Vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone. Illustra il Rapporto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE. Interviene, tra gli altri, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci 11:00 - Assemblea biennale Assonime 2025 - Campus Luiss, Roma - All'assemblea di Assonime interverranno, Paolo Boccardelli (Rettore LUISS), Patrizia Grieco (Past President). (Massimo Tononi (Presidente) e il Ministro Giancarlo Giorgetti 11:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Quirinale - Cerimonia di consegna dei Premi Eni Award 2025 alla presenza del Presidente della della Repubblica, Sergio Mattarella 11:00 - Conferenza Stampa Gruppo Tecnocasa "La sinergia nel real estate" - Milano, Palazzo delle Stelline - Presentazione dei nuovi dati sul mercato immobiliare e creditizio in Italia a cura del Gruppo Tecnocasa. Interverranno, tra gli altri, Anna Pasquali Consigliere Delegato Tecnocasa Holding, Fabiana Megliola Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa e Piero Terranova Analista Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa 12:00 - Attività di Governo - Ministro Urso - Roma, Senato della Repubblica - Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, interviene al convegno "Taranto - Hub della sostenibilità integrata e della circolarità" organizzato da Confindustria Taranto 15:00 - Attività di Governo - Lorenzo Fontana - Montecitorio - Indirizzo di saluto del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, alla mostra "Fabriano Paper Symphony" 16:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Quirinale - Il Presidente della della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra la Nazionale Italiana femminile e maschile di pallavolo vincitrice della medaglia d'oro ai Campionati mondiali 2025 Borsa: Cina - Borsa di Shanghai chiusa per festività (da mercoledì 01/10/2025 a mercoledì 08/10/2025) Corea del Sud - Borsa di Seoul chiusa per festività (da lunedì 06/10/2025 a giovedì 09/10/2025)(Foto: a_korn - stock.adobe.com (ex Fotolia)) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803182507696.PDF §---§ title§§ Fondazione GIMBE: negli ultimi tre anni alla sanità 13,1 miliardi di euro in meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910509200.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 08 Oct 2025

"Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma.

pubDate§§ 2025-10-08T12:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910509200.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910509200.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2025/10/08/fondazione-gimbe-negli-ultimi-tre-anni-alla-sanita-13-1-miliardi-di-euro-in-meno/ODdfMjAyNS0xMC0wOF9UTEI tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910509200.PDF tp:ocr§§ "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". È quanto ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati la presentazione dell'ottavo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne – Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: da 125,4 miliardi di euro del 2022 a 136,5 miliardi di euro del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall'aumento dei costi energetici. "Ma dietro l'aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi di euro nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente della Fondazione Gimbe – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028. "Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale". Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal "diritto finanziariamente condizionato" alla "spesa costituzionalmente necessaria" per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall'equità – La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235 ), Sardegna (2.235) e Umbria ( 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135 euro), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 euro della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia. "I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica".Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure – Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. "La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre arginata da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna (figura 6). Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud – Il 2023 certifica un'Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi di euro: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente frattura strutturale tra Nord e Sud si riflettono anche nell'aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. "Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte". Espansione dei soggetti privat i – "Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o privato puro), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il presidente di Fondazione Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti". Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il privato puro: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi di euro a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta "solo" del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023. "Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo". Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri – In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l'Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). "Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c'è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale". Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell'attrattività per la professione: per l'anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al primo gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari (media OCSE 131.455 dollari) e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260). "Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all'estero".Riforma dell'assistenza territoriale – Il recente monitoraggio Agenas sull'a ttuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all'Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell'erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali. Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre – Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l'11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all'adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall'1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. "Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall'Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture". In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). "In questo scenario – avverte Cartabellotta – la volata finale del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un'occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica".Il Piano di Rilancio del SSN – "Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910509200.PDF §---§ title§§ Fondazione GIMBE: negli ultimi tre anni alla sanità 13,1 miliardi di euro in meno - Economia e Finanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030809283.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "finanza.repubblica.it" del 08 Oct 2025

"Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma

pubDate§§ 2025-10-08T12:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030809283.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030809283.PDF', 'title': 'finanza.repubblica.it'} tp:url§§ https://finanza.repubblica.it/News/2025/10/08/fondazione_gimbe_negli_ultimi_tre_anni_alla_sanita_13_1_miliardi_di_euro_in_meno-87/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030809283.PDF tp:ocr§§ "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803030809283.PDF §---§ title§§ Sanità: ecco quanto ci costa il Ssn in agonia, il report link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802936808423.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 08 Oct 2025

La lenta deriva della sanità pubblica ''fotografata'' dal nuovo Rapporto Gimbe e tutti i rischi dell''inazione.

pubDate§§ 2025-10-08T09:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802936808423.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802936808423.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/10/08/sanita-ecco-quanto-ci-costa-il-ssn-in-agonia-il-report/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802936808423.PDF tp:ocr§§ I numeri sono impietosi: inflazione, costi energetici e un costante (e annoso) de-finanziamento hanno eroso la sanità pubblica. Così solo nel 2024 sono stati ben 41,3 i miliardi di euro di visite ed esami a carico delle famiglie. Risultato? Un italiano su 10 rinuncia alle cure.Per gli esperti di Fondazione Gimbe quella del Servizio sanitario nazionale è una lenta agonia, che sta erodendo il diritto alla salute. E il futuro non fa ben sperare.“Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”, scandisce il presidente Nino Cartabellotta, alla  presentazione dell’8° Rapporto sul Ssn.Facciamo qualche conto: la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi, 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni.Sanità: l’Italia spende troppo poco, il reportComplessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. Un macigno. “La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene arginata da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie“. Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali e picchi in Sardegna, Abruzzo, Umbria e Lazio.E il quadro, come anticipavamo, è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). Milioni di persone saranno “costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”, prevede con amarezza Cartabellotta.Dopo aver fatto i conti in tasca ai cittadini, torniamo al Ssn che, decisamente, non se la passa bene: basti pensare che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario è cresciuto di 11,1 miliardi, “ma le risorse sono state erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici”, si legge nel rapporto.Inoltre la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025. “Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi”.Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica.Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di Pil destinata alla sanità scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. “Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano soltanto Puglia, Campania e Sardegna.Cure essenziali: la classifica, solo 13 Regioni promosseIntanto la mobilità sanitaria nel 2022 vale oltre 5 miliardi: Emi lia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre 100 milioni.Sanità: i viaggi in cerca di cure valgono più di 5 mld, ecco chi incassaNon è un caso, allora, che l’aspettativa di vita in tutte le Regioni del Mezzogiorno sia pari o inferiore alla media nazionale. Le stime Istat per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania: ben 3 anni di differenza.Nelle Regioni del Sud “i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”, sintetizza il presidente di Gimbe.Così, chi può si rivolge al privato. Tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023. “Un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”, aggiunge Cartabellotta.Quanto al personale della sanità, nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati Ocse, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria. “Non c’è affatto carenza di medici, ma una fuga continua dal Ssn con carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”, afferma Cartabellotta.A mancare, piuttosto, sono gli infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media Ocsedi 9,5. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92.Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio.Nato nel 1978, il Ssn ormai scricchiola. Il suo futuro “si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere”, conclude Cartabellotta, sottolineando la necessità di “rafforzare e innovare quel modello basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone”.Serve però un nuovo patto che unisca istituzioni, Governo, operatori e cittadini, per tutelare davvero la sanità pubblica. Uno ‘strumento’ unico al mondo ma anche sempre più essenziale, in un’Italia che invecchia. Un baluardo per la salute che sta cambiando dall’interno anche per mancanza di finanziamenti e sul quale si addensano ombre pesanti.FORTUNE ITALIAN. 7 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802936808423.PDF §---§ title§§ Cirio e Riboldi leggano bene il rapporto! link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727710460.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "freenovara.it" del 08 Oct 2025

Novara - "Il rapporto della Fondazione GIMBE è durissimo, ma fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato. Così  aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga.

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727710460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727710460.PDF', 'title': 'freenovara.it'} tp:url§§ https://www.freenovara.it/politica/novara/cirio-e-riboldi-leggano-bene-il-rapporto tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727710460.PDF tp:ocr§§ Novara - "Il rapporto della Fondazione GIMBE è durissimo, ma fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato. Così  aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga. Si tratta di un attacco durissimo alle scelte del governo Meloni e alla propaganda che la destra continua a mettere in campo sul tema del diritto alla salute" dichiara il consigliere Dem. "Solo l'assessore Riboldi sembra non accorgersene e continua a descrivere una realtà lontana dai problemi dei piemontesi. Snocciola dati, ma dimentica di dire alcune cose: prima di tutto che la qualità delle cure in Piemonte è possibile grazie all'abnegazione degli operatori, nonostante i disastri del governo e che la nostra regione rispetta l'erogazione e adempie i parametri LEA ininterrottamente dal 2010. Che secondo quanto riportato nel rapporto in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri di libera scelta e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48% del valore complessivo dei contratti per i gettonisti a livello nazionale con un valore assoluto più alto (115,2 milioni di euro contro 105 milioni dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024: siamo a più di 390 mila" incalza Rossi ricordando che "siamo ancora in attesa di un piano straordinario di assunzioni fondato su un'analisi seria dei fabbisogni, ad oggi, mancante". "Sulla digitalizzazione, infine, l'assessore farà bene ad informarsi: sa quanti medici vi hanno accesso? Ha chiesto alle aziende quanti cittadini e operatori lo usano? Ma al di là del fascicolo sanitario elettronico servirebbe lo sviluppo di un eco-sistema digitale regionale che faccia dialogare le aziende e i reparti che usano software diversi nei vari territori senza alcun coordinamento" conclude il segretario regionale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727710460.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Gazzetta di Parma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751610539.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "gazzettadiparma.it" del 08 Oct 2025

"Ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione"

pubDate§§ 2025-10-08T18:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751610539.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751610539.PDF', 'title': 'gazzettadiparma.it'} tp:url§§ https://www.gazzettadiparma.it/italia-mondo/2025/10/08/news/schlein-risorse-insufficienti-su-sanita-rischia-salute-cittadini-898049/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751610539.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure". Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. (ANSA). tp:writer§§ Ansa Agenzia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751610539.PDF §---§ title§§ Tredici miliardi in meno alla sanità pubblica: un italiano su dieci è costretto a rinunciare alle cure! link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802951408469.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 08 Oct 2025

Sanità pubblica al collasso: 13 miliardi in meno in tre anni, 10% degli italiani rinuncia alle cure. L’allarme della Fondazione Gimbe

pubDate§§ 2025-10-08T09:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802951408469.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802951408469.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/635454/tredici-miliardi-in-meno-alla-sanita-pubblica-un-italiano-su-dieci-costretto-a-rinunciare-alle-cure.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802951408469.PDF tp:ocr§§ Tredici miliardi di euro in meno in tre anni. Quarantuno miliardi di spese scaricate sulle famiglie. Un italiano su dieci che rinuncia a curarsi. Sono numeri che non hanno bisogno di interpretazioni, quelli contenuti nell’ottavo Rapporto Gimbe, presentato ieri alla Camera dei Deputati: una radiografia impietosa del Servizio Sanitario Nazionale che, secondo la Fondazione presieduta da Nino Cartabellotta, sta attraversando una fase di “lenta agonia”.L’analisi mette in luce un quadro drammatico: nonostante nel triennio 2023-2025 il Fondo Sanitario Nazionale sia formalmente aumentato di 11,1 miliardi, la percentuale della spesa sanitaria rispetto al PIL è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, fino a un previsto 6,1% nel biennio 2024-2025. Tradotto: la sanità cresce nominalmente, ma non tiene il passo dell’economia reale. Il risultato è un taglio effettivo da 13,1 miliardi di euro, che di fatto svuota di significato gli annunci di incremento di risorse.«Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale – denuncia Cartabellotta – che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure e al diritto fondamentale alla salute».Il Rapporto Gimbe, ormai punto di riferimento annuale per misurare la tenuta del sistema pubblico, evidenzia un divario crescente tra Nord e Sud, tra regioni che riescono a garantire livelli essenziali di assistenza e altre che non raggiungono gli standard minimi. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che avrebbe dovuto rappresentare la svolta per la medicina territoriale, è in ritardo: solo il 4,4% delle Case della Comunità è pienamente operativo, mentre molti progetti restano bloccati tra gare d’appalto e mancanza di personale.Nel frattempo, la sanità privata avanza. Sempre più italiani si rivolgono a cliniche, assicurazioni e visite a pagamento, spesso per accedere a prestazioni che il servizio pubblico non riesce più a garantire in tempi accettabili. Le liste d’attesa si allungano ovunque: per una risonanza magnetica si attendono in media oltre 90 giorni, per una visita oculistica più di 100, con picchi che in alcune regioni superano i sei mesi.La Fondazione Gimbe parla apertamente di “desertificazione del diritto alla salute”: un processo lento, ma costante, che trasferisce progressivamente la spesa dal pubblico al privato. Nel 2024, infatti, 41,3 miliardi di euro di costi sanitari sono stati sostenuti direttamente dalle famiglie italiane. Una cifra enorme, che pesa soprattutto sulle fasce più deboli, aggravando le disuguaglianze e spingendo una parte crescente della popolazione a rinunciare del tutto alle cure.Il rapporto ricorda che l’Italia, pur vantando uno dei numeri più alti di medici per abitante in Europa, resta tra gli ultimi posti per numero di infermieri: un rapporto di 5,7 per mille abitanti contro gli oltre 9 della media europea. Una carenza strutturale che si traduce in reparti sotto organico, turni massacranti e migliaia di operatori che ogni anno abbandonano la sanità pubblica per trasferirsi nel privato o all’estero.Cartabellotta non usa giri di parole: «Le promesse dei governi non si sono mai tradotte in riforme strutturali. Nessuno ha avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciare davvero il Ssn. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato e ospedali sempre più impoveriti».In questa crisi si inseriscono anche le difficoltà gestionali delle Regioni. Le più virtuose faticano a trattenere i professionisti, mentre le più deboli arrancano tra bilanci in rosso e servizi tagliati. In Piemonte, ad esempio, mancano oltre 3.000 infermieri e 1.500 medici ospedalieri, mentre le aziende sanitarie locali fanno sempre più ricorso a cooperative esterne e gettonisti, con costi tripli rispetto ai contratti pubblici.Sul piano politico, la denuncia di Gimbe riapre il dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario universale, uno dei pilastri del welfare italiano. La spesa pubblica pro capite per la salute, oggi, è di 2.680 euro, contro i 4.700 della Germania e i 4.200 della Francia. Una forbice che si traduce in meno investimenti in tecnologia, infrastrutture e personale.Il rischio, avverte il Rapporto, è quello di un dualismo sanitario: un sistema a due velocità in cui chi può permetterselo paga per curarsi, mentre chi non può resta escluso. È già realtà in molte città, dove proliferano ambulatori privati low cost e assicurazioni sanitarie integrative, spesso presentate come soluzioni “di emergenza” ma che, in prospettiva, rischiano di normalizzare la sanità a pagamento.Per Gimbe, l’unica via d’uscita è una scelta politica netta: «O consideriamo la salute un investimento strategico, oppure continueremo a trattarla come un costo da tagliare – ha avvertito Cartabellotta – con la conseguenza di lasciare in eredità alle prossime generazioni strutture vuote, debiti e un sistema sanitario agonizzante».L’appello della Fondazione è rivolto al Governo, alle Regioni e alle Asl, chiamate a convergere su un piano comune per trasformare le risorse in servizi reali e accessibili, superando le logiche di bilancio e restituendo dignità a chi lavora nella sanità pubblica.Il problema, tuttavia, non è solo economico: è culturale. Negli ultimi anni la narrazione politica ha progressivamente spostato l’attenzione dal diritto alla salute al tema della “sostenibilità finanziaria”. Un linguaggio che, secondo gli analisti Gimbe, ha minato la fiducia dei cittadini, preparando il terreno alla privatizzazione. «Il Ssn è un bene comune, non una voce di spesa – ha concluso Cartabellotta – ma se continuiamo a ignorarne la crisi, diventerà un privilegio per pochi».La sanità italiana, un tempo modello in Europa per universalità e accessibilità, oggi rischia di implodere sotto il peso della sua stessa fragilità. E se il declino del Servizio Sanitario Nazionale dovesse proseguire a questo ritmo, a pagare il prezzo più alto saranno proprio coloro che di cure hanno più bisogno. Aggressione al pronto soccorso di Ciriè: Unia (M5S) chiede una linea comune, la Regione promette guardie armate Dopo l’ennesimo episodio di violenza contro medici e infermieri, il Movimento 5 Stelle sollecita un piano condiviso di sicurezza negli ospedali piemontesi Piemonte, la Lega prova a cancellare la multa da 150 euro per i consiglieri assenti. Pd e M5s fermano tutto La proposta della Lega per cancellare la decurtazione da 150 euro agli assenteisti di Palazzo Lascaris si ferma dopo le proteste, ma resta l’imbarazzo politico Torino, allarme fentanyl: la nuova “droga degli zombie” che mette in ginocchio la città Dal Valentino a Barriera di Milano cresce la paura per l’oppiode sintetico più potente al mondo. I casi si moltiplicano, mentre il fenomeno americano bussa alle porte del Piemonte tp:writer§§ Elisabetta Zanna guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802951408469.PDF §---§ title§§ L'assessore Riboldi non dice la verità: "la sanità in Piemonte fa ...!" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716310310.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 08 Oct 2025

Dal trionfo ufficiale di Riboldi al disagio nei reparti: il Piemonte "virtuoso" tra rapporti lusinghieri e liste d’attesa, carenze di personale ...

pubDate§§ 2025-10-08T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716310310.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716310310.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/635655/l-assessore-riboldi-non-dice-la-verita-la-sanita-in-piemonte-fa.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716310310.PDF tp:ocr§§ La notizia è di quelle che scaldano il cuore (e le scrivanie degli uffici stampa): “Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie”.Lo annuncia con toni trionfali l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, citando il nuovo 8° Rapporto GIMBE.Un documento che, a leggere il comunicato, sembrerebbe sancire il miracolo: una sanità piemontese efficiente, equa, tecnologica e perfettamente funzionante.Insomma, un piccolo Eden tra un pronto soccorso e un cantiere ospedaliero. Sanità piemontese: il piano che non arriva mai e l’intramoenia che non parte (ma incassa) Tra audizioni, promesse e “potrà essere rilevato”, l’assessore Federico Riboldi disegna una sanità al futuro anteriore: il piano socio-sanitario slitta come una scadenza fiscale, i dati non si trovano, le liste d’attesa crescono e l’intramoenia diventa la scorciatoia del “pagare è passare”.Secondo Riboldi, il Piemonte “mantiene l’adempienza piena ai LEA” e si conferma “tra le prime Regioni per prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera”.Meraviglioso. Vien quasi voglia di ammalarsi, tanto per vedere da vicino cotanta perfezione.Peccato che i cittadini, quelli veri – non quelli dei grafici e dei report – continuino a vivere un’altra realtà: quella delle visite rinviate, dei reparti sguarniti, delle barelle in corridoio e dei turni infiniti negli ospedali.Forse il Piemonte “adempie” davvero ai Livelli Essenziali di Assistenza, ma lo fa chiedendo ai medici di moltiplicarsi e ai pazienti di armarsi di santa pazienza.Nel comunicato si parla di un “riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme”.Parole che suonano bene, ma che lette da un infermiere di guardia notturna devono sembrare satire: il “riconoscimento” è un applauso sulla carta, mentre nei reparti si lotta ogni giorno con carenze croniche di personale e risorse.Eppure, sulla carta, tutto fila liscio: spesa privata sotto controllo, mobilità sanitaria migliorata, digitalizzazione in crescita.Sulla carta, appunto.Prendiamo la spesa privata sotto controllo. A giudicare dai dati, il cittadino piemontese spende meno della media nazionale per curarsi. Forse perché rinuncia. O forse perché, dopo tre mesi di attesa per un’ecografia, sceglie la via più breve: paga, e non se ne vanta. D’altronde anche questo è “equità di accesso”: tutti possono aspettare, o pagare, a seconda del portafogli e del livello di disperazione.Poi c’è il fiore all’occhiello: la mobilità sanitaria migliorata.Nel 2024, ci spiegano, il saldo è passato da -19 a -5 milioni. Un risultato notevole, che fa pensare a un ritorno dei pazienti da fuori regione. O forse, più realisticamente, al fatto che i piemontesi hanno smesso di spostarsi perché ormai si sono arresi.A forza di attendere, il dolore passa da solo: cura naturale, zero costi per il sistema.E non poteva mancare la digitalizzazione sanitaria.Il Fascicolo Sanitario Elettronico avanza, la telemedicina cresce, la tecnologia corre. Peccato che in molte ASL il fascicolo sia una specie di museo dei ricordi, pieno di referti in PDF e di “file non disponibili”. Quanto alla telemedicina, è un po’ come la banda larga: tutti dicono che c’è, ma nessuno la vede.Riboldi, almeno, una cosa la riconosce: “Le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure”.E qui, finalmente, il realismo fa capolino nel comunicato.Peccato che arrivi sempre dopo le lodi e mai prima. È come dire: “Siamo bravissimi, peccato che i pazienti non se ne accorgano perché non riescono a prenotare”.Ora tutto ruota attorno al nuovo Piano Socio Sanitario 2025-2030, quello che promette “equità territoriale, riforme, digitalizzazione e diritto effettivo alla salute”.Parole grosse, certo. Ma la sanità piemontese non ha bisogno di altre promesse: ha bisogno di medici, infermieri, tempi umani e strutture aperte. Altro che “diritto effettivo”: qui serve il miracolo effettivo.E allora sì, il P iemonte è virtuoso. Ma lo è come lo studente che prende dieci in teoria e rimanda l’esame pratico da cinque anni.Riboldi parla di “consolidare ciò che funziona” e “riformare ciò che rallenta”.Forse dovrebbe iniziare dal CUP, che funziona a giorni alterni, e dai primari in intramoenia che se ne fottono e di pomeriggio lasciano gli ospedali per andare a far soldi fuori... Tanti bancomat che strisciano...Perché la vera sanità, quella che non entra nei grafici, è fatta di persone in attesa, non di parole in maiuscolo.Insomma, un’altra fanfara per una sanità che – quando funziona – lo fa per merito di chi ci lavora, non di chi la racconta.Virtuoso, il Piemonte? Certo.Nel trasformare ogni emergenza in conferenza stampa, ogni ritardo in “sfida da affrontare”, ogni problema in comunicato.Un capolavoro di sanità narrativa: quella sì, perfettamente funzionante.L’assessore non dice la veritàC’è un assessore alla Sanità, in Piemonte, che si chiama Federico Riboldi. Dice che la nostra è “una delle Regioni con le migliori performance sanitarie d’Italia”. Non specifica in quale universo, ma dev’essere un posto bellissimo, dove gli ospedali funzionano, i medici abbondano e il CUP risponde al telefono prima ancora che tu lo chiami.Un luogo mitico, come Atlantide o l’Italia dei film del dopoguerra, quella dove il treno arrivava sempre in orario e la salute era un diritto, non una caccia al tesoro.Ecco, Riboldi quel posto lì lo descrive con entusiasmo. Peccato che i piemontesi vivano altrove. Vivano in quella regione d'Italia dove, per una risonanza magnetica, si aspetta da Natale a Pasqua, e se ti serve un cardiologo, meglio morire subito.Non è cattiveria, è che Riboldi crede davvero che basti raccontare le cose per farle accadere. È la sindrome del politico di nuova generazione: pensa che la realtà funzioni come un post su Facebook, che se scrivi “la sanità piemontese è un modello”, il problema si risolve con 500 like e due emoticon col cuore.Invece fuori, nei pronto soccorso, non mettono cuoricini: mettono pazienti su barelle.Il nostro assessore, generoso, ammette che “le liste d’attesa restano un problema”. Bravo.  Poi aggiunge che serve “più equità territoriale”.  Certo: così almeno, invece di aspettare otto mesi a Torino e dieci a Cuneo, ne aspetteremo nove ovunque, per non far torto a nessuno.E non manca la parte tecnologica: “Stiamo innovando con il Fascicolo Sanitario Elettronico e la telemedicina”.In effetti è vero: tra un referto che non si apre e un portale che non si carica, si fa un’esperienza digitale completa.La telemedicina, poi, è geniale: non trovi il medico in ospedale? Ti visita via webcam. Se solo ci fosse il Wi-Fi.Il problema di Riboldi, insomma, è che è un ottimista di vocazione. Scambia la propaganda per speranza e le parole per risultati.Ma c’è una piccola regola che forse gli è sfuggita: quando racconti un fatto vero, la gente ci crede. Quando racconti una verità che nessuno vede, la gente fischia.E non perché sia cattiva, ma perché è stanca di sentirsi spettatrice di una fiction su una vita che non è la sua.Forse l’assessore dovrebbe spegnere un attimo il computer, uscire dal palazzo, e fare un giro nei pronto soccorso che considera “virtuosi”. Magari scoprirebbe che i cittadini non vogliono sentirsi dire che va tutto bene. Vogliono solo che, per una volta, qualcuno dica che va male, ma che ci si sta provando davvero. È poco, ma è vero.E in tempi come questi, la verità — anche senza applausi — sarebbe già un enorme passo avanti. tp:writer§§ Liborio La Mattina guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716310310.PDF §---§ title§§ Nel rapporto Gimbe la lenta agonia del Servizio sanitario nazionale | HealthDesk link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802662810851.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "healthdesk.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T21:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802662810851.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802662810851.PDF', 'title': 'healthdesk.it'} tp:url§§ http://www.healthdesk.it/scenari/rapporto-gimbe-lenta-agonia-servizio-sanitario-nazionale tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802662810851.PDF tp:ocr§§ Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le maggiori risorse assegnate nel 2020-2022, assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di 11,1 miliardi di euro: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Risorse importanti, ma in buona parte erose dall’inflazione (che nel 2023 ha toccato il 5,7%) e dall’aumento dei costi energetici.Dietro a tutte queste cifre, secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, «si cela un imponente e costante definanziamento perché, cambiando unità di misura, le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili».Infatti, segnala la Fondazione, la quota del Fsn sul Prodotto interno lordo (Pil) al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025. Percentuali che equivalgono a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi di euro nel 2023, di 3,4 miliardi nel 2024 e di 5 miliardi nel 2025.«In altre parole – sostiene Cartabellotta – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi di euro, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi».Di questo, della situazione e delle prospettive del Servizio sanitario nazionale, si è parlato mercoledì 8 ottobre a Roma, alla Camera dei Deputati, in occasione della presentazione del Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe.Prospettive che, a parere della Fondazione e del suo presidente, appaiono tutt'altro che positive.Il divario tra previsioni di spesa e finanziamento. Per esempio, il Rapporto osserva che se dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2025 del 2 ottobre scorso stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, la Legge di bilancio 2025 «racconta un’altra storia: la quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028». Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico, prevede Gimbe, «rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni»: 7,5 miliardi per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027 e 13,4 miliardi nel 2028. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale».Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati Istat, ricorda la Fondazione, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. La spesa sostenuta direttamente dalle famiglie, precisa Cartabellotta, viene però “arginata” da fenomeni come la limitazione delle spese per la salute, la temporanea indisponibilità economica e, soprattutto, la rinuncia alle prestazioni sanitarie. Un fenomeno, quest'ultimo, esploso nel 2024 quando ha coinvolto un italiano su dieci (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con forti differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Un quadro che secondo il Rapporto è destinato a peggiorare.Livelli essenziali di assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o con pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in cinque Reg ioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo di oltre 100 milioni. Le conseguenze si riflettono anche nell’aspettativa di vita, che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale: le stime Istat per il 2024 indicano infatti una media nazionale di 83,4 anni, con estremi che vanno dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania. «Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Il privato si espande. «Nessun Governo – ricorda Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata». Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale, riabilitativa, semi-residenziale e specialistica ambulatoriale. Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. Al contrario, la spesa delle famiglie per il “privato puro” tra il 2016 e il 2023 è aumentata del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa diretta nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023. «Questo scenario – sostiene Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo».Tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, cioè 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE il nostro Paese conta 315.720 medici (compresi gli specializzandi) ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Numeri che secondo Cartabellotta attestano come in Italia non ci sia carenza di medici, bensì una loro fuga continua dal Ssn e carenze in aree ritenute poco attrattive. «Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri» racconta il Rapporto: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario, per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari (la media OCSE è 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260).Pnrr: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio di GIMBE emerge che quattro target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri cinque non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. Gli altri target sono in ritardo: gli interventi di antisismica, l’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo sanitario elettronico e soprattutto il potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, l'attivazione di Case e ospedali di comunità e Ospedali di Comunità. In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di medici e infermieri; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%).Il Piano di rilancio del Ssn. Il futuro del Servizio sanitario nazionale «si gioca – secondo Cartabellotta - su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere». Il Piano di rilancio della Fondazione GIMBE «punta - spiega il presidente - in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di Ssn istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel Ssn un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale – conclude Cartabellotta - in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune». Far girare al meglio gli ingranaggi che devono assicurare il più rapido accesso alle terapie, garantendo al contempo sostenibilità economica e sicurezza dei pazienti. A questo punta i nuovo “Regolamento di funzionamento e ordinamento del personale” dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).L'efficientamento passa per il superamento della… Leggi tutto Ospedali con tanti medici, ma con difficoltà di garantire alcuni servizi per la carenza di certi specialisti e soprattutto di infermieri; servizi sui territori a singhiozzo per la carenza di medici di medicina generale. 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Penale nel 43,6% dei casi, civile nel 30,8% e di entrambe le tipologie nel 25,6%. È la chirurgia a essere la più interessata, con oltre l’82% dei casi segnalati. I più colpiti sono gli uomini over 55 anni che lavorano in ospedali con meno di 500 posti letto. I medici denunciano un clima di… Leggi tutto Si svolgerà alla Fiera di Roma dal 4 al 7 novembre prossimi la seta edizione di  Welfair 2025. La presentazione è avvenuta mercoledì 28 maggio al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), a opera dei coordinatori scientifici Enzo Chilelli e Giovanni Scapagnini e da Marinella D’Innocenzo, membro Comitato scientifico della… Leggi tutto In Italia, circa 144 mila persone convivono con la sclerosi multipla (SM) e molte di loro devono affrontare una battaglia invisibile perchè spesso si scontrano con muri di silenzio e burocrazia. 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In controtendenza, quasi il 40% utilizza tutti i giorni strumenti di intelligenza artificiale (IA).Sono… Leggi tuttoTestata registrata presso il Tribunale di Roma, n. 53/2014  © Mad Owl srl tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802662810851.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe: "Troppi medici e pochi infermieri, si sta smantellando la sanità pubblica" - HuffPost Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931808417.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "huffingtonpost.it" del 08 Oct 2025

Il rapporto: 41 miliardi di euro sono usciti direttamente dalle tasche delle famiglie italiane per coprire spese sanitarie private, mentre un italiano su …

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Tra il 2023 e il 2025, dice il report, al Servizio Sanitario Nazionale mancheranno all’appello 13,1 miliardi di euro. E nel frattempo oltre 41 miliardi di euro sono usciti direttamente dalle tasche delle famiglie italiane per coprire spese sanitarie private, mentre un italiano su dieci ha dovuto rinunciare alle cure. Il definanziamento sistematico, dice Gimbe, unito alla disorganizzazione del sistema, apre sempre più spazio all’espansione del settore privato. E mentre l’Italia si colloca al secondo posto in Europa per numero di medici, scivola agli ultimi posti per quanto riguarda la presenza di infermieri, con gravi squilibri nell’assistenza e nel funzionamento dei servizi di prossimità.“Dietro l’aumento dei miliardi si nasconde un definanziamento costant”», spiega Cartabellotta. Il Fondo Sanitario Nazionale passerà dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Ma, a causa dell’inflazione, dei rincari energetici e del calo della spesa sanitaria rispetto al Pil l’aumento è solo apparente. In termini reali, la sanità ha perso 13,1 miliardi di euro nel triennio. Un buco che si ripercuote direttamente sulle Regioni, costrette a fronteggiare fabbisogni crescenti con risorse insufficienti: nel 2025 mancheranno all'appello 7,5 miliardi, che potrebbero salire a 13,4 miliardi nel 2028. Le alternative? Tagliare i servizi o alzare le tasse locali.L’altra faccia della crisi del Sistema sanitario nazionale è l’esplosione della spesa privata. Nel 2024 la spesa sanitaria complessiva ha toccato i 185,12 miliardi di euro, di cui 47,66 miliardi pagati privatamente. Ben 41,3 miliardi di questi sono stati sborsati direttamente dalle famiglie, senza alcuna intermediazione assicurativa o mutualistica. La conseguenza è evidente: oltre 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, il 9,9% della popolazione. Una cifra che sale fino al 17,7% in Sardegna. Una situazione aggravata dalla povertà crescente: nel 2023, 2,2 milioni di famiglie italiane vivevano in condizioni di povertà assoluta. “Quando la sanità diventa un lusso”, denuncia Cartabellotta, “viene meno il patto tra cittadini e Istituzioni. La salute non può dipendere dal reddito”.L’Italia non ha un problema di carenza di medici. Con 315.720 medici attivi, pari a 5,4 per mille abitanti, il nostro Paese è secondo in Europa dopo l’Austria. Tuttavia, a causa di condizioni di lavoro sfavorevoli, molti medici abbandonano la sanità pubblica o scelgono l’estero. Al contrario, è drammatica la situazione degli infermieri: solo 6,5 ogni mille abitanti, contro una media Ocse di 9,5. In Sicilia, si scende addirittura a 3,53. Il crollo delle vocazioni è un segnale preoccupante: per l’anno accademico 2025/2026, le domande di accesso al Corso di Laurea in Infermieristica non coprono nemmeno i posti disponibili. A rendere il quadro ancora più critico, la carenza di medici di base (oltre 5.500) e pediatri (più di 500).Il sistema di riparto dei fondi penalizza le Regioni giovani e svantaggiate. Liguria, Molise e Umbria – con popolazioni anziane – ricevono le quote più alte pro-capite, mentre Campania, Sicilia e Lazio restano sotto la media nazionale. Il risultato è un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e nel Mezzogiorno si registrano le maggiori criticità. La mobilità sanitaria lo conferma: oltre 5 miliardi l’anno spesi per curarsi fuori Regione, con il Nord che incassa e il Sud che perde fondi e pazienti. La disparità si riflette anche nella speranza di vita: in Campania si vive in media tre anni in meno r ispetto alla Provincia di Trento.Nell’assistenza residenziale, riabilitativa e ambulatoriale il privato prevale sul pubblico. E mentre la spesa pubblica verso i convenzionati cala (al 20,8% del totale), il “privato puro” cresce a ritmi vertiginosi: +137% dal 2016. Un sistema parallelo, sostenuto da fondi, assicurazioni e investitori, che risponde solo a chi può pagare. “Nessun Governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN”, sottolinea Cartabellotta, “ma nei fatti è ciò che sta accadendo. Il rischio è che la sanità pubblica diventi un rifugio per chi non ha alternative, mentre la qualità si sposta nel privato”.Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza era l’occasione per rilanciare la sanità territoriale. Ma i numeri parlano chiaro: solo il 21% delle Case della Comunità previste è pienamente operativo, e meno del 5% dispone di personale medico e infermieristico. Gli Ospedali di Comunità attivi sono la metà di quelli programmati. Anche la digitalizzazione è a rilento: solo sei documenti sanitari sono disponibili in tutte le Regioni e il Fascicolo Sanitario Elettronico è consultabile solo dal 42% dei cittadini, con forti disparità territoriali. “Il rischio”, avverte GIMBE, “è di lasciare in eredità strutture vuote, tecnologie inutilizzate e un debito pesante”.La Fondazione GIMBE propone un Piano di Rilancio del SSN fondato su tre pilastri: un patto politico, che ponga la salute al centro delle politiche pubbliche; un patto sociale, che renda i cittadini consapevoli e corresponsabili; e un patto professionale, che valorizzi il personale sanitario e metta fine ai privilegi di categoria. “Il SSN è un bene comune”, conclude Cartabellotta, “non possiamo permettere che diventi un privilegio per pochi. La salute deve tornare a essere un investimento strategico per il futuro del Paese”.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931808417.PDF §---§ title§§ Nino Cartabellotta: "Sempre più persone perdono il diritto di curarsi. Mancano 45 miliardi di risorse" - HuffPost Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802994909900.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "huffingtonpost.it" del 08 Oct 2025

A tu per tu con il presidente del Gimbe dopo la presentazione dell''8° rapporto annuale: "Risorse consistenti e programmate, riforme coraggiose e u…

pubDate§§ 2025-10-08T15:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802994909900.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802994909900.PDF', 'title': 'huffingtonpost.it'} tp:url§§ https://www.huffingtonpost.it/life/2025/10/08/news/gimbe_e_cartabellotta-20224383/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802994909900.PDF tp:ocr§§ Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006Sono 45 i miliardi di finanziamenti che mancano al Fondo Sanitario Nazionale per raggiungere la media della spesa pro capite dei Paesi dell'area Ocse membri dell'Unione Europea. Quarantacinque miliardi di euro in meno che essenzialmente vogliono dire meno risorse con cui pagare il personale sanitario (sempre più carente, almeno nel reparto pubblico), meno risorse per ridurre le diseguaglianze territoriali, meno risorse per accorciare le liste di attesa.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802994909900.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Gazzettino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727810457.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgazzettino.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727810457.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727810457.PDF', 'title': 'ilgazzettino.it'} tp:url§§ https://www.ilgazzettino.it/ultimissime_adn/sanita_schlein_risorse_insufficienti_mettono_a_rischio_salute_dei_cittadini-20251008190903.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727810457.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini". "I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l’Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all’anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802727810457.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Mattino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734510384.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T17:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734510384.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734510384.PDF', 'title': 'ilmattino.it'} tp:url§§ https://www.ilmattino.it/ultimissime_adn/sanita_schlein_risorse_insufficienti_mettono_a_rischio_salute_dei_cittadini-20251008190903.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734510384.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini". "I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l’Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all’anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734510384.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Messaggero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734910388.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T17:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734910388.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734910388.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/ultimissime_adn/sanita_schlein_risorse_insufficienti_mettono_a_rischio_salute_dei_cittadini-20251008190903.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734910388.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini". "I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l’Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all’anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802734910388.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “Ci sono 13 miliardi in meno negli ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802957008669.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 08 Oct 2025

Un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l''Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici

pubDate§§ 2025-10-08T10:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802957008669.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802957008669.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/sanita-gimbe-ci-sono-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802957008669.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkIl presidente della I Commissione Affari Istituzionali ha convocato questa mattina un’audizione per fare chiarezza sui motivi dello stalloNuova puntata di Bar Sicilia, il format domenicale de ilSicilia.it condotto da Maurizio Scaglione e Maria Calabrese, giunto alla numero 334. Stavolta protagonista è Cateno De Luca, primo cittadino di Taormina, capogruppo di Sud chiama Nord all’Ars.La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802957008669.PDF §---§ title§§ Sanità, Sicilia sempre più in affanno: gravi carenze e ritardi e il rischio del privato che avanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910709198.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 08 Oct 2025

Un sistema sanitario che arranca e non riesce a garantire standard minimi di equità e qualità. È questa l’immagine della Sicilia che emerge dall’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale

pubDate§§ 2025-10-08T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910709198.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910709198.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/sanita-sicilia-sempre-piu-in-affanno-gravi-carenze-e-ritardi-e-il-rischio-del-privato-che-avanza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910709198.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkUn sistema sanitario che arranca e non riesce a garantire standard minimi di equità e qualità. È questa l’immagine della Sicilia che emerge dall’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale. I numeri parlano chiaro e compongono una fotografia impietosa. Meno risorse rispetto alla media nazionale, aspettativa di vita più bassa, carenze di personale, squilibri strutturali e forti ritardi nell’attuazione degli interventi del PNRR.Il primo elemento che balza agli occhi riguarda il finanziamento del sistema sanitario regionale. Nel 2023 la Sicilia ha ricevuto un finanziamento pro-capite dal Fondo Sanitario Nazionale pari a 2.079 euro, cifra salita a 2.166 euro nel 2024. Un incremento che, tuttavia, non basta a colmare il divario con il resto d’Italia: la media nazionale si attesta infatti a 2.181 euro pro-capite. Il criterio demografico utilizzato per il riparto, che assegna meno risorse alle regioni con una popolazione più giovane, penalizza fortemente l’Isola.Questo sottofinanziamento incide direttamente sull’accesso alle cure. Secondo i dati del 2024, infatti, il 9% dei cittadini siciliani – circa 432 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Una percentuale di poco inferiore alla media nazionale (9,9%), che tuttavia certifica le difficoltà crescenti di una parte consistente della popolazione ad accedere ai servizi.La condizione generale di salute dei siciliani trova un riflesso evidente nell’aspettativa di vita. Alla nascita, in Sicilia, un cittadino può contare in media su 82,1 anni, ben al di sotto della media nazionale di 83,4. Si tratta di un dato che colloca l’Isola al penultimo posto in Italia, confermando un divario che non è soltanto statistico, ma che incide concretamente sulla qualità della vita e sull’assistenza ai cittadini.Un altro capitolo critico è quello del personale sanitario. Nel 2023 la Sicilia contava complessivamente 9,4 unità di personale sanitario dipendente ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 11,9. Ma se i medici dipendenti risultano 1,94 ogni 1.000 abitanti, un dato leggermente superiore alla media nazionale (1,85), la situazione è allarmante sul fronte degli infermieri: appena 3,53 ogni 1.000 abitanti (media nazionale 4,7). È il valore più basso d’Italia.Questo squilibrio si riflette nel rapporto medici/infermieri, che in Sicilia è pari a 1,82, contro una media nazionale di 2,54. In sostanza, il sistema siciliano è sbilanciato verso la presenza di medici, ma soffre di una carenza drammatica di infermieri, con effetti diretti sull’assistenza quotidiana e sulla presa in carico dei pazienti.L’incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un’altra ferita aperta. Nel 2023 la Sicilia ha totalizzato 173 punti su 300, piazzandosi penultima in Italia e risultando inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia.Nel dettaglio, l’Isola occupa il 21° posto per prevenzione collettiva e sanità pubblica, il 19° per assistenza distrettuale e il 13° per assistenza ospedaliera. Rispetto al 2022 il punteggio complessivo è peggiorato di 11 punti, segnale di un arretramento che pesa ulteriormente sulla capacità del sistema di rispondere ai bisogni della popolazione.Un altro indicatore delle difficoltà del sistema siciliano è rappresentato dalla mobilità sanitaria. Nel 2022 il saldo è stato fortemente negativo: -241,8 milioni di euro, con la Sicilia che si colloca al sesto posto per debiti. Molti cittadini, insomma, continuano a scegliere di curarsi fuori regione.A ciò si aggiunge un ruolo marginale delle strutture private accreditate, che in Sicilia erogano solo il 37,6% del valore totale della mobilità attiva regionale, contro una media nazionale del 54,4%.Il quadro dei medici di medicina generale presenta luci e ombre. Se da un lato solo il 25,5% supera il massimale di 1.500 assistiti (contro una media italiana del 51,7%), dall’altro lato il numero medio di pazienti per medico è di 1.161, inferiore alla media nazionale (1.374). Questo dato potrebbe sembrare positivo, ma in realtà riflette una riduzione complessiva della capacità assistenziale, che non si traduce in un migliore servizio per i cittadini.Infine, il capitolo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza evidenzia ulteriori criticità. Al 30 giugno 2025, delle 161 Case della Comunità programmate, solo 9 hanno attivato servizi (5 con tutti i servizi previsti, di cui appena 2 con presenza di medici e infermieri). Situazione migliore per le Centrali Operative Territoriali, tutte pienamente funzionanti e certificate. Ma sugli Ospedali di Comunità il ritardo è pesante: su 48 programmati, solo 4 sono stati attivati, pari all’8%.Quella tracciata dal Rapporto GIMBE è una fotografia che non lascia spazio a interpretazioni. La sanità siciliana resta tra le più fragili d’Italia, penalizzata da sottofinanziamenti, squilibri strutturali, inefficienze croniche e ritardi nell’attuazione dei programmi di riforma.I numeri non sono solo statistiche fredde ma raccontano il disagio quotidiano di centinaia di migliaia di cittadini che, nell’Isola, faticano ad accedere a cure tempestive e adeguate. E dietro questi dati si intravede un rischio ancora più profondo, quello di una strada spianata verso il privato, con un sistema pubblico sempre meno in grado di garantire universalità ed equità nelle cure.Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali ha convocato questa mattina un’audizione per fare chiarezza sui motivi dello stalloNuova puntata di Bar Sicilia, il format domenicale de ilSicilia.it condotto da Maurizio Scaglione e Maria Calabrese, giunto alla numero 334. Stavolta protagonista è Cateno De Luca, primo cittadino di Taormina, capogruppo di Sud chiama Nord all’Ars.La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ Riccardo Vaccaro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802910709198.PDF §---§ title§§ Raccontare la salute: il 28 ottobre a Roma la prima edizione dell’Health Journalism Forum link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803245707320.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "imgpress.it" del 08 Oct 2025

Una giornata di confronto tra istituzioni, media e imprese: nasce uno spazio di dialogo generativo sulla comunicazione sanitaria

pubDate§§ 2025-10-08T05:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803245707320.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803245707320.PDF', 'title': 'imgpress.it'} tp:url§§ https://www.imgpress.it/questa-e-la-stampa/raccontare-la-salute-il-28-ottobre-a-roma-la-prima-edizione-dellhealth-journalism-forum/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803245707320.PDF tp:ocr§§ Roma – La salute è un bene comune che vive anche di parole, narrazioni, simboli. È nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo magma di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. È da questa consapevolezza che nasce l’Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell’informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre 2025 a Roma, presso Talent Garden.L’Health Journalism Forum è promosso da Social Reporters, la start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival – che quest’anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti – nasce dunque un nuovo spazio di confronto, dedicato alla comunicazione sanitaria, con l’intento di comporre un mosaico di prospettive diverse, con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista.La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente. Dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni, alle strategie per disinnescare le fake news. Dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà, fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato.“La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura. Con l’Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell’informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva”, dichiara Ilario Vallifuoco.A guidare il dibattito saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, Professore ordinario d’igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, Professore ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Genova e Direttore di Malattie Infettive all’Ospedale Policlinico San Martino. Ascolteremo anche le testimonianze di figure di spicco in ambito aziendale, tra le quali Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, Coordinatrice gruppo Scienze della Vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di UCBItalia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, Delegazione Lombardia Ferpi.L’Health Journalism Forum prende vita grazie al sostegno di partner che hanno scelto di condividere questa visione: Eli Lilly, main partner dell’iniziativa, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. A garantire amplificazione e riflessione mediatica contribuiranno i media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L’evento si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, della Regione Lazio e di Ferpi, a testimonianza della rilevanza istituzionale del progetto. Stampa tp:writer§§ roberto guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803245707320.PDF §---§ title§§ La lenta agonia del SSN spiana la strada al privato. Report GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980409787.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 08 Oct 2025

Roma, 8 ottobre 2025 - “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i

pubDate§§ 2025-10-08T14:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980409787.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980409787.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/la-lenta-agonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-lenta-agonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980409787.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ottobre 2025 – “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”.Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenneDopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici.“Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”.Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi”.Dott. Nino CartabellottaDal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica.Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028.“Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall’equitàLa revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato.Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia.“I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”.Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cureSecondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.“La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”.Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%).“L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”.Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-SudIl 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni.Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni.“Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazio ne sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”.Espansione dei soggetti privati“Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato.“Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”.Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%.A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023.“Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieriIn Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1).“Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”.Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria.A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260).“Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero”.Riforma dell’assistenza territorialeIl recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico.Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali.Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombrePer portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini.Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa.Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni.Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità.“Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”.In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%).“In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica”.Il Piano di Rilancio del SSN“Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprime re. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980409787.PDF §---§ title§§ Ursula, guerra russa contro l’Ue link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751310536.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "italiaoggi.it" del 08 Oct 2025

Ursula, guerra russa contro l’Ue

pubDate§§ 2025-10-08T18:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751310536.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751310536.PDF', 'title': 'italiaoggi.it'} tp:url§§ https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/ursula-guerra-russa-contro-lue-sym4tiaf tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751310536.PDF tp:ocr§§ La guerra ibrida della Russia contro l’Ue, che secondo Ursula von der Leyen si difenderà, il commissariamento giudiziario per Tod’s chiesto dalla Procura di Milano, il calo della spesa per la sanità negli ultimi tre anni denunciato dalla Fondazione Gimbe, le perplessità del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sulla legge che istituisce per il 4 ottobre la faste nazionale di San Francesco, sono tra le principali novità della giornata, insieme con l’abbordaggio della nuova Flotilla da parte delle forza israeliane e il conferimento del premio Nobel 2025 per la chimica a tre scienziati che hanno sviluppatole strutture metallo-organiche. Da segnalare il raggiungimento di una travagliata intesa nel centrodestra in Campania sul nome del candidato, Edmondo Cirielli, da opporre al candidato presidente del centrosinistra, Roberto Fico L’allarme di von der leyen  La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha lanciato nell’aula dell’europarlamento l’allarme sulla guerra ibrida scatenata dalla Russia e ha annunciato che l’Ue «deve rispondere». «Nelle ultime due settimane caccia Mig hanno violato lo spazio aereo dell'Estonia e i droni hanno sorvolato siti critici in Belgio, Polonia, Romania, Danimarca e Germania. I voli sono stati bloccati, i jet sono stati fatti decollare e sono state dispiegate contromisure per garantire la sicurezza dei nostri cittadini, ha ricordato il capo dell’esecutivo Ue, che ha aggiunto: «Saremo al fianco di ogni Stato membro preso di mira e preserveremo insieme la pace ovunque sia minacciata. Non devono esserci dubbi in proposito». Chiesto il commissariamento di Tod’s • La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto ieri il commissariamento giudiziario per Tod’s spa. Secondo gli inquirenti, il marchio del lusso non avrebbe controllato fenomeni di sfruttamento del lavoro nella catena di produzione, dove imprese gestite da cinesi avrebbero sfruttato lavoratori impegnati nella manifattura di divise per il gruppo guidato da Diego Della Valle. Gli accertamenti in corso si inseriscono nella linea di altri casi che hanno riguardato colossi della moda, per i quali si è proceduto al commissariamento. Gimbe, sempre meno esteso il Ssn • È sempre meno pubblico e sempre meno esteso il Servizio sanitario nazionale. Il vero fiore all’occhiello del welfare state all’italiana, secondo la fondazione Gimbe, negli ultimi tre anni si è visto tagliare fondi per 13,1 miliardi, e le famiglie italiane hanno dovuto spendere 41,3 miliardi per curarsi. Molti, però, non ce l’hanno fatta e il 10% dei cittadini ha rinunciato alle cure. Mattarella, perplessità su legge San Francesco • Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge che istituisce la festa nazionale per il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco patrono d’Italia, Nello stesso tempo, però, il capo dello Stato ha scritto ai presidenti di senato e camera dei deputati, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, per chiedere correttivi. In particolare Mattarella sottolinea come non sia possibile che la stessa giornata sia contemporaneamente «qualificata come festività nazionale e solennità civile», e ha chiesto di «chiarire se ci sia Santa Caterina». Israele abborda anche la nuova Flotilla  Anche la nuova Flotilla, composta di 9 imbarcazioni e diretta verso Gaza City, è stata intercettata dall’esercito di Israele, che ha abbordato le barche a circa 120 miglia marine dalla costa della Striscia, in acque internazionali. Secondo le Idf, tutti i 150 attivisti arrestati saranno espulsi al più presto. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato che i 9 italiani a bordo della Flotilla sono stati trasferiti nel porto di Ashdod, in attesa di essere trasportati nello stesso luogo dove erano stati raccolti gli attivisti della prima Flotilla, dal quale poi saranno rimpatriati in Italia. Tajani ha chiesto agli israeliani di garantire «tutti i loro diritti». Un Nobel Chimica 2025 per tre La Royal Swe dish Academy of Sciences ha assegnato il premio Nobel per la chimica 2025 al giapponese Susumu Kitagawa, al britannico Richard Robson e al giordano Omar M. Yaghi per lo sviluppo di strutture metallo-organiche, un nuovo tipo di architettura molecolare con grandi cavità che consentono di raccogliere acqua dall’aria del deserto, di estrarre le sostanze inquinanti dall’aria, di catturare l’anidride carbonica e di immagazzinare l’idrogeno. Manovra, summit di maggioranza a palazzo Chigi • Summit di maggioranza sulla manovra di bilancio da 16 miliardi a palazzo Chigi, dove i leader del centrodestra si sono incontrati per raggiungere un’intesa politica sui contenuti della legge che sarà presentata e approvata dal consiglio dei ministri del prossimo 13 ottobre. Domani, 10 ottobre, è previsto un vertice con i sindacati e lunedì, prima della riunione della premier Giorgia Meloni con i suoi ministri, l’esecutivo riceverà i rappresentanti delle aziende. Dal 15 al 17 ottobre il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sarà a Washington per i lavori del Fondo monetario internazionale, dove arriverà con la manovra già in tasca. In commissione Bilancio del Senato è stato ascoltato il capo del dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Andrea Brandolini, che ha spiegato come sia necessario indicare nella manovra «coperture chiare e credibili» per le spese previste. Riunione del consiglio dei ministri • Riunione del consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, dove sono stati esaminati in via preliminare numerosi provvedimenti: 11 tra schemi di disegno di legge e decreti legislativi, un Dpr, e infine leggi regionali. Sfrattato, si getta dalla finestra e muore •Si è gettato dalla finestra dopo che un ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell’ordine, ha bussato alla sua porta per eseguire uno sfratto. È morto così a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, un uomo di 71 anni, che non ha sopportato l’onta di essere cacciato di casa per morosità dopo non avere pagato l’affitto per circa due anni. L’anziano suicida, secondo alcune dichiarazioni di conoscenti, sarebbe stato affetto da ludopatia e per questo avrebbe accumulato debiti. Campania, Cirielli sfiderà Fico per la presidenza • C’è finalmente il nome del candidato del centrodestra in Campania, per la sfida con l’ex presidente della Camera, Roberto Fico. Si tratta del viceministro degli Esteri ed esponente di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, che dopo i sì di Lega, Fdi e Noi moderati ha ricevuto anche l’approvazione da parte di Forza Italia, dopo un braccio di ferro infinito che ha ritardato la decisione in vista delle consultazioni dei prossimi 23 e 24 novembre. Capolista del partito di Giorgia e Arianna Meloni potrebbe essere l’ex ministro della cultura e attuale corrispondente Rai da Parigi, Gennaro Sangiuliano. L’Ue, vietato chiamare bistecche prodotti non di carne • Con 532 voti a favore, 78 contrari e 2 astensioni l’aula dell’europarlamento ha approvato la posizione negoziale dell’Ue sulla revisione del regolamento Ocm (Organizzazione comune dei mercati agricoli), compreso un emendamento che vieta di denominare «bistecche», «burger», «salsicce» e «scaloppine» prodotti che non siano esclusivamente a base di carne. La proposta, per entrare in vigore, dovrà essere approvata dagli Stati membri. Francia, Lecornu alle ultrime consultazioni •Sebastien Lecornu, primo ministro francese dimissionario per non essere riuscito a formare una maggioranza che lo sostenga, ha smentito ieri di essere in procinto di tornare a palazzo Mautignon. Le ultime consultazioni frenetiche per evitare lo scioglimento dell’assemblea nazionale sono ancora in corso. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802751310536.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica in agonia: un italiano su 10 rinuncia alle cure. Forte divario Nord-Sud nei Lea link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964208597.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2025

L''ottavo rapporto della Fondazione Gimbe: pochi infermieri, ritardi nel Pnrr su case e ospedali di comunità. Persi 13 miliardi di euro nella sanità pubblica

pubDate§§ 2025-10-08T09:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964208597.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964208597.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/la-lenta-agonia-della-sanita-pubblica-un-italiano-su-10-rinuncia-alle-cure-ancora-forte-divario-nord-sud-nei-lea-g94t4i9z tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964208597.PDF tp:ocr§§ La «lenta agonia» del Servizio sanitario nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. «Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025». Dunque, avverte, «siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Cartabellotta durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati -. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute». Cartabellotta ha poi aggiunto che, «nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi». Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, «altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere». La sanità italiana «resta vittima di un imponente e costante definanziamento»: come evidenziato oggi dall'ottavo rapporto Gimbe, nonostante l'aumento nominale del Fondo Sanitario Nazionale (Fsn) di 11,1 miliardi di euro nel triennio 2023-2025, da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi nel 2025, gran parte delle risorse aggiuntive è stata assorbita dall'inflazione e dai maggiori costi energetici. «Dietro l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili», spiega Cartabellotta. Il divario tra previsione di spesa e risorse pubbliche rischia di scaricarsi sui bilanci regionali, con un impatto stimato di 7,5 miliardi nel 2025 e fino a 13,4 miliardi nel 2028, afferma Gimbe. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026, questo divario costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale», continua Cartabellotta. Il riparto del Fsn tra le Regioni resta lontano dall'equità. Nel 2024, la Liguria riceverà 2.261 euro pro-capite, mentre la Campania appena 2.135 euro. Per Cartabellotta, «la quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto tra giovani e fasce socialmente svantaggiate». «Il Piano di Rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di Ssn istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garan tire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone». Personale, bene per i medici ma mancano infermieri Sul fronte del personale sanitario, l'Italia non manca di medici ospedalieri ma soffre la carenza di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti contro una media Ocse di 9,5. La medicina generale resta invece scoperta, con oltre 5.500 medici mancanti. «Rimane incomprensibile la scelta di formare più medici senza prima arginare la loro fuga dalla sanità pubblica», afferma il presidente Nino Cartabellotta. La riforma dell'assistenza territoriale, inoltre, mostra ritardi e disomogeneità: al 30 giugno 2025, solo il 2,7% delle case della comunità attive dispone di personale medico e infermieristico, mentre gli ospedali di comunità attivi sono il 26%. Oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: «Carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture», rileva Gimbe. Il 10% degli italiani ha rinunciato alle cure Secondo il rapporto, la spesa sanitaria totale per il 2024 è stimata in 185,12 miliardi di euro, di cui 47,66 miliardi a carico delle famiglie. Oltre 5,8 milioni di italiani, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a cure e prestazioni, con punte del 17,7% in Sardegna. «L'aumento della spesa a carico delle famiglie rompe il patto tra cittadini e istituzioni, lasciando milioni di persone senza sicurezza di accesso a una sanità pubblica efficace», continua il presidente Gimbe. Persistono, inoltre, forti divari Nord-Sud nei Livelli essenziali di assistenza (Lea): solo 13 Regioni rispettano i Lea, con Puglia, Campania e Sardegna tra le poche regioni meridionali in regola. Riguardo alla mobilità sanitaria, questa grava per oltre 5 miliardi sulle Regioni meridionali, mentre l'aspettativa di vita nel Mezzogiorno resta fino a tre anni inferiore alla media nazionale. Il privato, nel frattempo, cresce. Nel 2023, su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate, mentre la spesa delle famiglie per il "privato puro" è aumentata del 137% tra il 2016 e il 2023. «Un ecosistema complesso e intricato dove il libero mercato si sta espandendo, creando un binario parallelo al pubblico riservato a chi può permetterselo», prosegue Cartabellotta. Anche l'adozione del Fascicolo sanitario elettronico rimane incompleta, con ampi divari regionali. Al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 (lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso) sono disponibili in tutte le Regioni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964208597.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, quasi 200mila calabresi hanno rinunciato alle cure nel 2024 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974609837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2025

È quanto emerge dal Rapporto Gimbe che ha analizzato anche il riparto pro-capite del Fondo sanitaria che per la Calabria è stato pari 2182 euro. Risultano funzionanti e le Centrali operative territoriali

pubDate§§ 2025-10-08T14:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974609837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974609837.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/quasi-200mila-calabresi-hanno-rinunciato-alle-cure-nel-2024-ospedali-di-comunita-al-palo-nessuno-dei-20-finanziati-e-attivo-uydwo0a2 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974609837.PDF tp:ocr§§ Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all'anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. È quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023. Riguardo l'aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). SanitàLa lenta agonia della sanità pubblica: un italiano su 10 rinuncia alle cure. Ancora forte divario Nord-Sud nei LeaRedazione Attualità Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974609837.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, quasi 200mila calabresi hanno rinunciato alle cure nel 2024 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974909844.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2025

È quanto emerge dal Rapporto Gimbe che ha analizzato anche il riparto pro-capite del Fondo sanitaria che per la Calabria è stato pari 2182 euro. Risultano funzionanti e le Centrali operative territoriali

pubDate§§ 2025-10-08T14:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974909844.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974909844.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/quasi-200mila-calabresi-hanno-rinunciato-alle-cure-nel-2024-ospedali-di-comunita-al-palo-nessuno-dei-20-finanziati-e-attivo-uydwo0a2 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974909844.PDF tp:ocr§§ Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all'anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. È quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023. Riguardo l'aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). SanitàLa lenta agonia della sanità pubblica: un italiano su 10 rinuncia alle cure. Ancora forte divario Nord-Sud nei LeaRedazione Attualità Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802974909844.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni - Attualità | l'Adige.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802880908920.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ladige.it" del 08 Oct 2025

Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privato

pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802880908920.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802880908920.PDF', 'title': 'ladige.it'} tp:url§§ https://www.ladige.it/attualita/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni-1.4194990 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802880908920.PDF tp:ocr§§ Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privato(ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed al diritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiunto che, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote ed un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere". (ANSA).S.I.E. S.p.A. - Società Iniziative Editoriali - via Missioni Africane n. 17 - 38121 Trento - P.I. 01568000226 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802880908920.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini - Attualità | l'Adige.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750510544.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ladige.it" del 08 Oct 2025

"Ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione"

pubDate§§ 2025-10-08T18:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750510544.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750510544.PDF', 'title': 'ladige.it'} tp:url§§ https://www.ladige.it/attualita/2025/10/08/schlein-risorse-insufficienti-su-sanita-rischia-salute-cittadini-1.4195408 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750510544.PDF tp:ocr§§ "Ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione"(ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile. Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previsto dall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure". Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. (ANSA).S.I.E. S.p.A. - Società Iniziative Editoriali - via Missioni Africane n. 17 - 38121 Trento - P.I. 01568000226 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802750510544.PDF §---§ title§§ SANITÀ; D’AMATO: RAPPORTO GIMBE, INFERMIERI QUESTIONE NAZIONALE. NEL LAZIO FLOP FASCICOLO SANITARIO E ALTA RINUNCIA ALLE CURE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803013210227.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lagone.it" del 08 Oct 2025

Il consigliere regionale D''Amato ha dichiarato che nella presentazione del rapporto Gimbe è emerso un dato preoccupante sugli infermieri

pubDate§§ 2025-10-08T16:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803013210227.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803013210227.PDF', 'title': 'lagone.it'} tp:url§§ https://www.lagone.it/2025/10/08/sanita-damato-rapporto-gimbe-infermieri-questione-nazionale-nel-lazio-flop-fascicolo-sanitario-e-alta-rinuncia-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803013210227.PDF tp:ocr§§ Si riceve e si pubblica “Oggi, nell’ambito della presentazione del Rapporto Gimbe, è emerso un dato molto preoccupante relativo a quella che possiamo definire la questione infermieristica, il nostro Paese è agli ultimi posti in ambito OCSE nel rapporto infermieri/abitanti, con un vero e proprio crollo dell’attrattività della professione. Questa questione deve diventare prioritaria, altrimenti il rischio è di non garantire i servizi essenziali.Va affrontato il tema salariale, dei turni e delle carriere professionali. Per quanto riguarda il Lazio, è la prima tra le grandi regioni italiane per rinuncia alle cure, nel 2024 ben il 12 per cento dei cittadini ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Mai si era raggiunto un livello così elevato. Inoltre, l’adesione al Fascicolo Sanitario Elettronico nella Regione Lazio è un flop, solo il 9 per cento dei cittadini ha autorizzato il trattamento dei propri dati.Questo significa che è mancata del tutto una campagna di informazione e di coinvolgimento, innanzitutto dei medici di famiglia e dei pediatri, poiché in altre Regioni l’adesione supera il 90 per cento. Questo dato rischia di compromettere la funzionalità di uno strumento fondamentale, anche per il PNRR, vanificando tutti gli sforzi per adeguare tecnologicamente la struttura”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale e responsabile nazionale Welfare di Azione, Alessio D’Amato. tp:writer§§ Gianluca Di Pietrantonio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803013210227.PDF §---§ title§§ Gimbe, il 10% dei calabresi ha rinunciato alle cure nel 2024 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057009525.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lametino.it" del 08 Oct 2025

Roma - Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all''anno precedente, superiore alla media n...

pubDate§§ 2025-10-08T13:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057009525.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057009525.PDF', 'title': 'lametino.it'} tp:url§§ http://www.lametino.it/Ultimora/gimbe-il-10-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure-nel-2024.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057009525.PDF tp:ocr§§ Roma - Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all'anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. È quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.Riguardo l'aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione. © RIPRODUZIONE RISERVATA tp:writer§§ Lametino7 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803057009525.PDF §---§ title§§ Sanità, Galletti M55: «Mancheranno 13 miliardi e in Toscana è già allarme carenza medici di famiglia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067609619.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 08 Oct 2025

Così Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle

pubDate§§ 2025-10-08T13:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067609619.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067609619.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/politica/sanita-galletti-m55-mancheranno-13-miliardi-e-in-toscana-e-gia-allarme-carenza-medici-di-famiglia-e0p9wlzg tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067609619.PDF tp:ocr§§ Albanese spacca anche la sinistra6 € al mese mediciArezzo, 8 ottobre 2025 –  Sanità, Galletti M55: «Mancheranno 13 miliardi e in Toscana è già allarme carenza medici di famiglia».  «Abbiamo ricevuto dai nostri parlamentari i dati dell'ottavo rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale: i numeri parlano chiaro, da qui al 2018 mancheranno 13 miliardi ea causa dei tagli dello Stato le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi. Per la Toscana, in particolare, l'allarme è sui medici di famiglia: la nostra Regione è fatta di tanti piccoli borghi e paesini che sono bellissimi ma che non sono attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai toscani che vivono a Pieve Santo Stefano, Prataglia o Bibbiena, dove poter scegliere il medico di famiglia è un privilegio. Però chi abita nei piccoli paesi paga le tasse come chi abita a Pisa e Firenze e ha diritto ad essere assistito bene e sul territorio.È un problema che non possiamo più ignorare: il rapporto Gimbe ce lo indica come il più urgente. Le soluzioni ci sono e quando saremo al Governo della Regione le porteremo sui tavoli della discussione: la medicina generale deve essere integrata nella medicina territoriale. La Regione deve investire nelle Case della Salute che vanno terminate, laddove i lavori messi in campo grazie al Pnrr non sono stati ancora ultimati, e ripopolate, laddove sono state costruite ma sono ancora vuote per mancanza di personale. Lo Stato deve assumere nuovi medici. E la Scuola di Specializzazione deve essere aperta anche a chi ancora non esercita per permettere di ampliare più velocemente la platea dei medici di famiglia: saranno poi gli stessi medici a decidere, una volta terminata la specializzazione, se rimanere nel vecchio sistema a partita iva o farsi assumere in una Casa della Salute.Le soluzioni spendibili sono diverse e possono essere messe in atto solo con il dialogo fra le istituzioni. Quello che è chiaro è che non possiamo più aspettare: la Toscana invecchia e la mancanza dei medici di famiglia diventerà un problema sempre più importante, anche perché sono proprio gli anziani ad avere più bisogno di essere seguiti per le patologie croniche e sono soprattutto loro che abitano i paesi delle zone periferiche, che sono vaste ma con una bassa densità di popolazione. Scommettendo sulla sanità territoriale e sulle Case della Salute garantiremo ai toscani presidi sanitari di qualità, sul territorio e attrezzati per offrire risposte tempestive e, contestualmente, potremo alleggerire la pressione sul Pronto Soccorso». Così  Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-295X tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067609619.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica in crisi: l’allarme della Fondazione Gimbe sul declino del Servizio Sanitario Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802953508458.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanotiziagiornale.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802953508458.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802953508458.PDF', 'title': 'lanotiziagiornale.it'} tp:url§§ https://www.lanotiziagiornale.it/sanita-pubblica-in-crisi-lallarme-della-fondazione-gimbe-sul-declino-del-servizio-sanitario-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802953508458.PDF tp:ocr§§ Sanità: Gimbe denuncia la crisi del Ssn: tagli, disuguaglianze e milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure.Sanità pubblica in crisi: l’allarme della Fondazione Gimbe sul declino del Servizio Sanitario NazionaleUn lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale. È con parole dure che Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha aperto la presentazione dell’ottavo Rapporto sul SSN alla Camera dei Deputati. “Stiamo assistendo – ha detto – a un processo che spiana la strada agli interessi privati, condannando milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute”.Cartabellotta ha parlato senza giri di parole di un sistema “agonizzante”, dove le disuguaglianze crescono e sempre più cittadini sono costretti a pagare di tasca propria o a rinunciare alle prestazioni sanitarie. “Da anni i governi promettono di difendere la sanità pubblica, ma nessuno ha avuto la visione e la determinazione per rilanciarla con risorse e riforme adeguate”, ha aggiunto.Il rapporto Gimbe fotografa un Paese dove la sanità privata si espande a ritmi sostenuti. Dei quasi 30mila presidi sanitari italiani, il 58% è privato accreditato, e in settori come la riabilitazione o l’assistenza residenziale la prevalenza supera l’80%. Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha toccato i 28,7 miliardi di euro, mentre quella “out of pocket” – pagata direttamente dalle famiglie – è esplosa: tra il 2016 e il 2023 è aumentata del 137%, raggiungendo oltre 7,2 miliardi.Sanità pubblica in crisi: l’allarme della Fondazione Gimbe sul declino del Servizio Sanitario NazionaleDietro i numeri del finanziamento pubblico si nasconde però un’altra verità. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e la parentesi pandemica, il Fondo Sanitario Nazionale è cresciuto solo sulla carta. Tra il 2023 e il 2025 passerà da 125 a 136,5 miliardi di euro, ma l’inflazione e i costi energetici hanno eroso gran parte delle risorse. In rapporto al PIL, la quota di spesa sanitaria è scesa dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2024-2025. In termini reali, spiega la Fondazione Gimbe, “il taglio alla percentuale di PIL ha fatto perdere alla sanità oltre 13 miliardi di euro”.Il rischio, avverte Cartabellotta, è che senza un deciso rifinanziamento del SSN le Regioni saranno costrette a scegliere tra ridurre i servizi o aumentare le tasse locali. Una prospettiva che si scontra con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, secondo cui la tutela della salute è una “spesa costituzionalmente necessaria” che lo Stato è obbligato a garantire.Le altre criticità della Sanità pubblicaA rendere il quadro ancora più allarmante è la crescita della spesa privata sanitaria. Secondo i dati Istat, nel 2024 ha toccato i 47,6 miliardi di euro, di cui ben il 86,7% pagati direttamente dalle famiglie. Si tratta di un fenomeno che ha costretto quasi 6 milioni di italiani a rinunciare a cure e prestazioni sanitarie, con forti disparità territoriali: si passa dal 5,3% di rinunce nella Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% in Sardegna.E proprio le differenze tra Nord e Sud continuano a scavare un solco profondo. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), mentre il Sud resta indietro, costringendo migliaia di cittadini a spostarsi per curarsi altrove. La mobilità sanitaria vale oltre 5 miliardi di euro: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto raccolgono quasi tutto il saldo positivo, mentre Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Lazio registrano pesanti deficit.Un’Italia spaccata anche nell’aspettativa di vita, che varia dagli 84,7 anni della Provincia di Trento agli 81,7 della Campania. “È un segnale drammatico – ha concluso Cartabellotta – del fallimento dei Piani di rientro e dei Commissariamenti: al Sud si vive una sanità peggiore, si spende di più per curarsi e si pagano imposte più alte”.Un appello, quello del presidente Gimbe, che suona come un ultimatum: senza un intervento strutturale, il diritto alla salute rischia di trasformarsi da garanzia universale a privilegio per pochi.di Nic ola Scuderi tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802953508458.PDF §---§ title§§ Il 10,6% dei marchegiani ha rinunciato a curarsi. Dato sopra la media nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011210239.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanuovariviera.it" del 08 Oct 2025

L’8° Rapporto Gimbe fotografa la situazione sanitaria nella regione: crescono le rinunce alle prestazioni ma anche la dotazione di personale e la spesa pro-capite.

pubDate§§ 2025-10-08T16:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011210239.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011210239.PDF', 'title': 'lanuovariviera.it'} tp:url§§ https://www.lanuovariviera.it/category/marche/il-106-dei-marchegiani-ha-rinunciato-a-curarsi-dato-sopra-la-media-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011210239.PDF tp:ocr§§ mercoledì 8 Ottobre 2025Ultimo aggiornamento 18:54CronacaPoliticaRiviera delle Palme San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Carassai Cossignano Cupra Grottammare Massignano Montefiore dell’Aso Monteprandone RipatransonePiceno Ascoli Acquasanta Terme Appignano del Tronto Arquata del Tronto Castignano Comunanza Folignano Force Montalto Montedinove Montegallo Montemonaco Palmiano Roccafluvione Rotella VenarottaVallata Castel di Lama Castorano Colli del Tronto Maltignano Monsampolo Offida SpinetoliFermano Fermo Porto Sant’Elpidio Porto San Giorgio Sant’Elpidio a MareSportNecrologi CronacaPoliticaRiviera delle Palme San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Carassai Cossignano Cupra Grottammare Massignano Montefiore dell’Aso Monteprandone RipatransonePiceno Ascoli Acquasanta Terme Appignano del Tronto Arquata del Tronto Castignano Comunanza Folignano Force Montalto Montedinove Montegallo Montemonaco Palmiano Roccafluvione Rotella VenarottaVallata Castel di Lama Castorano Colli del Tronto Maltignano Monsampolo Offida SpinetoliFermano Fermo Porto Sant’Elpidio Porto San Giorgio Sant’Elpidio a MareSportNecrologiSearchmercoledì 8 Ottobre 2025Ultimo aggiornamento 18:54Cerca CercaIl 10,6% dei marchegiani ha rinunciato a curarsi. Dato sopra la media nazionaleL’8° Rapporto Gimbe fotografa la situazione sanitaria nella regione: crescono le rinunce alle prestazioni ma anche la dotazione di personale e la spesa pro-capite.Pubblicato il 8 Ottobre 2025Nel 2024 oltre 157 mila marchigiani, pari al 10,6% dei cittadini, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, una percentuale superiore alla media italiana del 9,9% e in aumento di quasi un punto rispetto al 2023. Un dato che, secondo l’8° Rapporto della Fondazione Gimbe, si inserisce in un quadro nazionale segnato da 13,1 miliardi di euro in meno destinati alla sanità pubblica negli ultimi tre anni.Nonostante ciò, nelle Marche l’aspettativa di vita alla nascita resta tra le più alte d’Italia, 84,2 anni contro una media nazionale di 83,4, segno di un sistema che, pur tra difficoltà e disparità, mantiene livelli di salute generale elevati.Sul piano economico, nel 2023 la regione ha ricevuto 2.125 euro pro-capite dal Fondo sanitario nazionale, con un incremento di 66 euro, inferiore alla media italiana. Nel 2024, invece, la cifra è salita a 2.207 euro per abitante, superando la media nazionale di 2.181 euro.Anche il personale sanitario mostra un quadro più positivo rispetto al resto del Paese: 13,4 unità ogni mille abitanti, contro la media nazionale di 11,9. Nelle Marche ci sono più medici (2,05 ogni mille) e più infermieri (5,53 ogni mille) rispetto alla media italiana, con un rapporto medici-infermieri di 2,7.Quanto al Pnrr sanitario, i dati Agenas al 30 giugno 2025 indicano che, su 29 Case della Comunità programmate, 20 hanno attivato almeno un servizio e cinque tutti quelli obbligatori. Tutte le Centrali Operative Territoriali risultano pienamente funzionanti, ma nessuno dei nove Ospedali di Comu nità previsti è ancora attivo.Copyright 2021 © Giotto Srls  Tutti i diritti sono riservati | Per la pubblicità [email protected] | Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP) | Telefono e Whatsapp: 349 006 9687 |Codice fiscale e partita Iva 0243790446 | Testata giornalistica iscritta al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544 | Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy PolicySEGUICI SUFacebook Twitter Youtube Instagram TelegramCopyright 2021 © Giotto Srls  Tutti i diritti sono riservatiPer la pubblicità [email protected]Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP)Telefono e Whatsapp: 349 006 9687Codice fiscale e partita Iva 0243790446Testata giornalistica iscritta al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy PolicySearchLe RubrichePausa CaffèSfogliandoCronacaPoliticaRiviera delle Palme San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Carassai Cossignano Cupra Grottammare Massignano Montefiore dell’Aso Monteprandone RipatransonePiceno Ascoli Acquasanta Terme Appignano del Tronto Arquata del Tronto Castignano Comunanza Folignano Force Montalto Montedinove Montegallo Montemonaco Palmiano Roccafluvione Rotella VenarottaVallata Castel di Lama Castorano Colli del Tronto Maltignano Monsampolo Offida SpinetoliFermano Fermo Porto Sant’Elpidio Porto San Giorgio Sant’Elpidio a MareSportNecrologi CronacaPoliticaRiviera delle Palme San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Carassai Cossignano Cupra Grottammare Massignano Montefiore dell’Aso Monteprandone RipatransonePiceno Ascoli Acquasanta Terme Appignano del Tronto Arquata del Tronto Castignano Comunanza Folignano Force Montalto Montedinove Montegallo Montemonaco Palmiano Roccafluvione Rotella VenarottaVallata Castel di Lama Castorano Colli del Tronto Maltignano Monsampolo Offida SpinetoliFermano Fermo Porto Sant’Elpidio Porto San Giorgio Sant’Elpidio a MareSportNecrologiFarmacie di turno lunedì 23 giugnoSeguici su  Facebook Telegram Instagram Twitter Youtube tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803011210239.PDF §---§ title§§ Sanità, record negativo nell’isola: un sardo su cinque rinuncia alle cure per costi troppo alti - La Nuova Sardegna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023009297.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanuovasardegna.it" del 07 Oct 2025

Il nuovo rapporto Gimbe evidenzia profonde disuguaglianze territoriali e un crescente divario tra Nord e Sud nel diritto alla salute

pubDate§§ 2025-10-08T12:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023009297.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023009297.PDF', 'title': 'lanuovasardegna.it'} tp:url§§ https://www.lanuovasardegna.it/regione/2025/10/08/news/sanita-record-negativo-nell-isola-un-sardo-su-cinque-rinuncia-alle-cure-per-costi-troppo-alti-1.100772571 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023009297.PDF tp:ocr§§ Sassari Cresce la spesa sanitaria in Italia, ma aumenta anche la quota di cittadini che rinuncia alle cure. Secondo l’8° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi, mercoledì 8, alla Camera, nel 2024 la spesa complessiva ha raggiunto 185,1 miliardi di euro, di cui 137,4 miliardi pubblici e 47,6 privati. Di questi ultimi, oltre l’86 per cento è stato pagato direttamente dalle famiglie, mentre solo il 13 per cento è stato intermediato da fondi o assicurazioni.Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, ha evidenziato che “la spesa delle famiglie è arginata da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso alle cure e aggravano le condizioni di salute, come la rinuncia a prestazioni per motivi economici”.In Sardegna il dato più alto d’ItaliaLa situazione appare particolarmente critica nel Mezzogiorno e in Sardegna. Nell’isola, il 17,7% della popolazione – quasi 1 persona su 5 – ha rinunciato nel 2024 a cure o visite mediche, il valore più alto a livello nazionale. La media italiana si ferma al 9,9%, con un minimo del 5,3% nella provincia autonoma di Bolzano. Il fenomeno, spiegano i ricercatori, è legato anche all’aumento della povertà assoluta, che nel 2023 ha coinvolto 2,2 milioni di famiglie (8,4%), riducendo la capacità di spesa sanitaria delle fasce più fragili.Servizi pubblici diseguali e mobilità sanitaria Il rapporto certifica una sanità italiana sempre più divisa. Solo 13 regioni hanno rispettato nel 2023 i Livelli essenziali di assistenza (LEA). Tra le regioni meridionali, la Sardegna si salva insieme a Puglia e Campania, mentre altre restano indietro. La disuguaglianza si riflette nella mobilità sanitaria, che nel 2022 ha movimentato oltre 5 miliardi di euro: il 94% del saldo positivo è concentrato in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, mentre le regioni del Sud — con l’eccezione parziale della Sardegna — continuano a perdere risorse e pazienti.Gap di aspettativa di vita La “frattura strutturale” tra Nord e Sud incide anche sulla longevità. L’Istat stima per il 2024 un’aspettativa di vita media di 83,4 anni, ma con un divario di tre anni tra la provincia autonoma di Trento (84,7) e la Campania (81,7). Cartabellotta: “Si rompe il patto tra cittadini e istituzioni” Per Cartabellotta «l’aumento della spesa privata rompe il patto tra cittadini e istituzioni: milioni di persone sono costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle cure, senza più la certezza di poter contare su un servizio pubblico equo e universale». Un quadro che, per la Sardegna, richiama l’urgenza di rafforzare la rete territoriale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, per evitare che la distanza geografica e la fragilità economica si trasformino in barriere alla salute.SpecialeArcipelago SardegnaSpecialeUna città e le sue storie tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023009297.PDF §---§ title§§ Sanità, rapporto Gimbe: “Troppi medici e pochi infermieri, si rischia il collasso strutturale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884908944.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 08 Oct 2025

L''eccesso di medici e la carenza di infermieri rischiano di compromettere strutturalmente la sanità italiana. E'' quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Sistema

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884908944.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884908944.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/cronaca/2025/10/08/sanita-rapporto-gimbe-troppi-medici-e-pochi-infermieri-si-rischia-il-collasso-strutturale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884908944.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Cronaca > Sanità, rapporto Gimbe: “Troppi medici e pochi infermieri, si rischia il collasso strutturale”Un italiano su dieci rinuncia alle cureL’eccesso di medici e la carenza di infermieri rischiano di compromettere strutturalmente la sanità italiana. E’ quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Sistema sanitario nazionale. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. È quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Ssn. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). “Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”. Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). “Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel Ssn. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero”.Nonostante un aumento di 11,1 miliardi del Fondo sanitario nazionale nel triennio 2023-2025, la sanità pubblica ha perso risorse pari a 13,1 miliardi in rapporto al PIL. È quanto emerge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben Ç 11,1 miliardi: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. “Ma dietro l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Lo spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe. “Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi”.Nel 2024 secondo i dati Istat la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto 185,1 miliardi di euro, di cui 137,5 miliardi pubblici (74,3%) e 47,6 miliardi privati (25,7%). Della spesa privata, 41,3 miliardi (22,3%) sono stati pagati direttamente dalle famiglie (“out of pocket”) e 6,36 miliardi (3,4%) coperti da fondi sanitari e assicurazioni. In totale, l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata da strumenti mutualistici o assicurativi. È quanto emerge dal rapporto della Fondazione Gimbe sul Ssn. “La spesa delle famiglie – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Il fenomeno ha raggiunto livelli record nel 2024: oltre 5,8 milioni di italiani (9,9% della popolazione) hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, con forti divari territoriali – dal 5,3% in Alto Adige al 17,7% in Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”. “Nessun Governo – spiega ancora Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”. “Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da Ç 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023?, si legge ancora ne rapporto. “Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. È quanto emerge dal rapporto della Fondazione Gimbe sul Ssn. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre Ç 100 milioni. “Le conseguenze di questa permanente ‘frattura strutturale’ tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tu tte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni”, si legge nel rapporto. “Un drammatico segnale – commenta il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”.Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. È quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Ssn. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali. “Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. Due i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità”, si legge ancora nel rapporto. “Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”. In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). “In questo scenario – avverte Cartabellotta – la ‘volata finale’ del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica”.La revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale ha prodotto solo lievi effetti redistributivi a favore delle Regioni del Mezzogiorno, senza colmare lo storico svantaggio che continua a premiare i territori con una popolazione più anziana. È quanto emerge dalla presentazione dell’8° Rapporto sul Ssn della Fondazione Gimbe. Nel 2024, in termini di riparto pro-capite, la Liguria guida la classifica con 2.261 euro, seguita da Molise e Sardegna (2.235 euro) e Umbria (2.232 euro), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia ( 2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia (figura 4). “I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. È quanto denuncia il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.“Il futuro del SSN si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe in occasione della presentazione del rapporto sul Ssn. “Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”, conclude Cartabellotta.E in un momento storico segnato da crescenti disuguaglianze nell’accesso alle cure, nasce in Italia l’Alleanza per l’Equità nella Salute. Un’iniziativa promossa dal gruppo AstraZeneca che unisce Istituzioni, società scientifiche, professionisti, stakeholder territoriali e Terzo Settore in un’azione sinergica per costruire un sistema sanitario più inclusivo, personalizzato e resiliente. L’obiettivo: garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal contesto sociale o geografico, un accesso equo, tempestivo e sostenibile alle cure. Ne ha parlato a LaPresse il presidente e amministratore delegato di AstraZeneca, Claudio Longo: “AstraZeneca crede nel valore della partnership con le istituzioni e tutti i partner del sistema sanitario, al fine di creare un sistema più sostenibile, resiliente e inclusivo, capace di portare veramente valore ai bisogni dei pazienti”, ha spiegato, portando ad esempio la ‘Lung Ambition Alliance’, che si propone il compito di eliminare il tumore al polmone come causa di morte. La filosofia alla base di questo tipo di programmi è sempre la stessa, sostiene il presidente, “quella di trovare programmi innovativi, ma assicurandosi poi che possano essere integrati nei sistemi sanitari locali”. Su questa base viene lanciata “l’alleanza per l’equità nella salute”, la cui “ambizione globale” è quella di curare oltre “un miliardo di pazienti nel 2030, di cui 400 milioni sono scarsamente seguiti nel proprio sistema sanitario”.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884908944.PDF §---§ title§§ Sanità, rapporto Gimbe: “Troppi medici e pochi infermieri, si rischia il collasso strutturale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885408945.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 08 Oct 2025

L''eccesso di medici e la carenza di infermieri rischiano di compromettere strutturalmente la sanità italiana. E'' quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Sistema

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Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. È quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Ssn. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). “Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”. Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). “Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel Ssn. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero”.Nonostante un aumento di 11,1 miliardi del Fondo sanitario nazionale nel triennio 2023-2025, la sanità pubblica ha perso risorse pari a 13,1 miliardi in rapporto al PIL. È quanto emerge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben Ç 11,1 miliardi: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. “Ma dietro l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Lo spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe. “Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi”.Nel 2024 secondo i dati Istat la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto 185,1 miliardi di euro, di cui 137,5 miliardi pubblici (74,3%) e 47,6 miliardi privati (25,7%). Della spesa privata, 41,3 miliardi (22,3%) sono stati pagati direttamente dalle famiglie (“out of pocket”) e 6,36 miliardi (3,4%) coperti da fondi sanitari e assicurazioni. In totale, l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata da strumenti mutualistici o assicurativi. È quanto emerge dal rapporto della Fondazione Gimbe sul Ssn. “La spesa delle famiglie – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Il fenomeno ha raggiunto livelli record nel 2024: oltre 5,8 milioni di italiani (9,9% della popolazione) hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, con forti divari territoriali – dal 5,3% in Alto Adige al 17,7% in Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”. “Nessun Governo – spiega ancora Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”. “Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da Ç 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023?, si legge ancora ne rapporto. “Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. È quanto emerge dal rapporto della Fondazione Gimbe sul Ssn. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre Ç 100 milioni. “Le conseguenze di questa permanente ‘frattura strutturale’ tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tu tte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni”, si legge nel rapporto. “Un drammatico segnale – commenta il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”.Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. È quanto emerge dal rapporto Gimbe sul Ssn. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali. “Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. Due i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità”, si legge ancora nel rapporto. “Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”. In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). “In questo scenario – avverte Cartabellotta – la ‘volata finale’ del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica”.La revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale ha prodotto solo lievi effetti redistributivi a favore delle Regioni del Mezzogiorno, senza colmare lo storico svantaggio che continua a premiare i territori con una popolazione più anziana. È quanto emerge dalla presentazione dell’8° Rapporto sul Ssn della Fondazione Gimbe. Nel 2024, in termini di riparto pro-capite, la Liguria guida la classifica con 2.261 euro, seguita da Molise e Sardegna (2.235 euro) e Umbria (2.232 euro), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia ( 2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia (figura 4). “I meccanismi di riparto restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. È quanto denuncia il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.“Il futuro del SSN si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe in occasione della presentazione del rapporto sul Ssn. “Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”, conclude Cartabellotta.E in un momento storico segnato da crescenti disuguaglianze nell’accesso alle cure, nasce in Italia l’Alleanza per l’Equità nella Salute. Un’iniziativa promossa dal gruppo AstraZeneca che unisce Istituzioni, società scientifiche, professionisti, stakeholder territoriali e Terzo Settore in un’azione sinergica per costruire un sistema sanitario più inclusivo, personalizzato e resiliente. L’obiettivo: garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal contesto sociale o geografico, un accesso equo, tempestivo e sostenibile alle cure. Ne ha parlato a LaPresse il presidente e amministratore delegato di AstraZeneca, Claudio Longo: “AstraZeneca crede nel valore della partnership con le istituzioni e tutti i partner del sistema sanitario, al fine di creare un sistema più sostenibile, resiliente e inclusivo, capace di portare veramente valore ai bisogni dei pazienti”, ha spiegato, portando ad esempio la ‘Lung Ambition Alliance’, che si propone il compito di eliminare il tumore al polmone come causa di morte. La filosofia alla base di questo tipo di programmi è sempre la stessa, sostiene il presidente, “quella di trovare programmi innovativi, ma assicurandosi poi che possano essere integrati nei sistemi sanitari locali”. Su questa base viene lanciata “l’alleanza per l’equità nella salute”, la cui “ambizione globale” è quella di curare oltre “un miliardo di pazienti nel 2030, di cui 400 milioni sono scarsamente seguiti nel proprio sistema sanitario”.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885408945.PDF §---§ title§§ Sanità in crisi, Paolucci e Marinelli (PD): “Abruzzo seconda in Italia per rinuncia alle cure” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911609195.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 08 Oct 2025

ABRUZZO - Sanità in crisi, Paolucci e Marinelli (PD): “Abruzzo seconda in Italia per rinuncia alle cure" - “Il nuovo rapporto GIMBE

pubDate§§ 2025-10-08T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911609195.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911609195.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/sanita-in-crisi-paolucci-e-marinelli-pd-abruzzo-seconda-in-italia-per-rinuncia-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911609195.PDF tp:ocr§§ ABRUZZO – Sanità in crisi, Paolucci e Marinelli (PD): “Abruzzo seconda in Italia per rinuncia alle cure” – “Il nuovo rapporto GIMBE ci consegna un quadro impietoso e profondamente allarmante dello stato di salute del Servizio Sanitario regionale e nazionale. Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione stanno smantellando progressivamente un sistema pubblico nato per garantire un diritto costituzionale in Abruzzo e in Italia: quello alla tutela della salute. E il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa interminabili, a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare a una o più prestazioni sanitarie, si tratta di 160.000 cittadini e cittadine. I dati regionali sono ormai allarmi: siamo la seconda regione d’Italia, con il 12.5 per cento di pazienti che abbandona le cure; restiamo inadempienti per i Livelli essenziali di assistenza; abbiamo potenti ritardi sulle case di comunità. Uno sfacelo certificato e di filiera, con il governo nazionale che negli ultimi tre anni ha tagliato 13 miliardi a un settore che andrebbe invece potenziato e quello regionale che ha tassato la comunità, a breve il secondo aumento disposto da Marsilio per coprire il deficit sanità ”, dichiarano il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci e il segretario regionale del PD Daniele Marinelli.“Il rapporto della Fondazione certifica, tra le altre cose, il crollo della spesa sanitaria pubblica, che nel 2024 in Italia si ferma al 6,3% del PIL, ben al di sotto della media OCSE – sottolineano gli esponenti PD analizzando il report della Fondazione – e il drammatico aumento della spesa sanitaria a carico delle famiglie, con oltre 5,8 milioni di persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, in Abruzzo la cifra passa da 120.000 (eravamo al 9,6 per cento) a 160.000, siamo la seconda regione d’Italia in cui ciò accade.  Una situazione aggravata da una governance regionale incapace di affrontare le criticità strutturali del nostro sistema sanitario, con la mobilità passiva che continua a crescere, i Livelli Essenziali di Assistenza insufficienti e la fuga del personale sanitario, ormai siamo di fronte a un’emergenza. Tra i dati più preoccupanti segnalati da GIMBE figura anche l’inaccettabile ritardo nell’attuazione delle riforme territoriali previste dal PNRR da noi spesso denunciata: al 30 giugno 2025 solo il 4,4% delle Case della Comunità in Italia risulta effettivamente attivo con personale e servizi, l’Abruzzo ne dichiara 42 programmati, ma nessuno attivo. Siamo, poi, fra le Regioni fanalino di coda anche nell’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico, con un tasso di adesione fermo all’1%. Sono numeri che parlano da soli e che dimostrano l’incapacità della giunta Marsilio di tradurre le risorse in servizi concreti per i cittadini.Serve un cambio di passo radicale, che parta da un piano straordinario di rifinanziamento del sistema sanitario pubblico e da una vera programmazione regionale capace di investire su personale, strutture, medicina territoriale e digitalizzazione. La salute non può più essere trattata come una voce di spesa da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese e della nostra regione. Le azioni proposte sono chiaramente inefficaci: non possiamo accettare che la qualità dell’assistenza dipenda dal codice di avviamento postale. Servono atti concreti e immediati per garantire a tutte e tutti gli abruzzesi il diritto universale alla cura sancito dalla Costituzione”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802911609195.PDF §---§ title§§ Il rapporto Gimbe sulla sanità: “Voragine da 40 miliardi, rischio tagli alle prestazioni” - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960108704.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 08 Oct 2025

Preoccupa il gap tra il finanziamento e il livello di spesa prevista nei prossimi 3 anni: Cartabellotta: “Lenta agonia, la salute rischia di trasformarsi in un…

pubDate§§ 2025-10-08T10:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960108704.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960108704.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/cronaca/2025/10/08/news/il_rapporto_gimbe_sulla_sanita_voragine_da_40_miliardi_rischio_tagli_alle_prestazioni-15342711/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960108704.PDF tp:ocr§§ La trascrizione da percentuale sul Pil a denaro contante l’ha fatta Gimbe nel suo Rapporto annuale presentato oggi alla Camera, ma le previsioni non sono di un istituto di ricerca privato, bensì del Governo, che le ha messe nero su bianco nel Documento programmatico di finanza pubblica, il Dpfp. E quel che ne esce fuori è una voragine da 40,4 miliardi che si aprirà da qui al 2028 nei conti della sanità pubblica, perché a tanto, certifica il documento governativo, ammonta la differenza tra i finanziamenti e la spesa reale prevista. Un gap che spetterà alle Regioni coprire o con tagli alle prestazioni o aumentando le tasse. I numeri Il Dpfp del 2 ottobre scorso stima infatti un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026. Ma, a legislazione vigente, secondo la legge di bilancio 2025, il finanziamento si attesterà su livelli inferiori, scendendo al 6,1% del Pil nel biennio 2025-26, al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Un divario tra previsione di spesa e finanziamento che, tradotto in soldoni, rischia di aprire nei bilanci regionali un buco di 7,5 miliardi quest’anno, 9,2 il prossimo, 10,3 nel 2027 e 13,4 nel 2028. In totale 40,4 miliardi, che — come commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta — “costringeranno le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”. Un’accelerazione dei processi già in atto, che secondo lo stesso Cartabellotta “stanno già determinando la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio di pochi”. Sì, perché mentre il servizio pubblico annaspa tra carenza di risorse e personale, il privato guadagna sempre più terreno. Chi rinuncia alle cure Nel 2024 infatti la spesa privata è salita a 47,66 miliardi, di cui 41,3 miliardi pagati di tasca propria dai cittadini, senza che ci fossero fondi o assicurazioni ad attenuare il colpo. Questo per non parlare dei 5,8 milioni di italiani, uno su dieci, che hanno dovuto rinunciare del tutto alle cure. Con marcate differenze regionali: si va dal 5,3% di rinunciatari nella Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% in Sardegna. Mentre chi ha i soldi per pagare va direttamente dal privato non convenzionato e salta la fila. Un’opzione scelta sempre più dalle fasce abbienti della popolazione, tanto che, se la spesa pubblica destinata al privato convenzionato è scesa al minimo storico del 20,8% della spesa totale, quella del privato-privato, tra il 2016 e il 2023 ha visto impennare le entrate dalle parcelle a carico delle famiglie del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi. L’aumento del fondo Gimbe riconosce al Governo di aver aumentato di 11,1 miliardi il Fondo sanitario nazionale dal 2023 al 2025. Somma alla quale, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbero aggiungersi altri 6,5 miliardi in più ( di cui 4 già previsti) che la manovra 2026 dovrebbe portare in dote al SSN. Ma secondo il rapporto, questo non ha impedito che il fondo sanitario perdesse ancora quota rispetto al Pil, scendendo dal 6,3% del 2022 al 6,1% di quest’anno. Una lettura dei numeri contestata dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato:“Se c’è una grave recessione la percentuale di finanziamento sul Pil magari cresce anche di molto, ma poi in termini assoluti il finanziamento cala. Quindi questa cosa di rapportare il fondo sanitario al Pil è illogica: quello che conta è che, a parte la parentesi del Covid, nessuno aveva rifinanziato la sanità come questo Governo.” Medici in fuga A prescindere da chi abbia torto o ragione, è però innegabile che nessun governo sarebbe oggi in grado di mettere sul piatto quei 40 miliardi e passa di euro che mancano per portare il finanziamento al livello di spesa prevista. Allora è chiaro che bisogna cercare di utilizzare meglio quel che si ha. A cominciare dal personale. Perché è vero che l’Italia sta subendo un’emorragia di professionisti della salute, diretti verso il privato o oltre confine. Ma è anche vero che di medici ne abbiamo più di tutti in Europa: 5,4 ogni 1.000 abitanti, contro una media OCSE di 3,9 e UE di 4,1, tanto da essere in Europa seconda solo all’Austria. Il problema è che i nostri camici bianchi sono mal distribuiti, sia dentro gli ospedali che fuori, dove mancano all’appello 5.575 medici di famiglia e 502 pediatri. Al podio per numero di medici fa poi da contraltare la posizone di coda del nostro Paese per numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Il nodo retribuzioni Anche le retribuzioni restano ben al di sotto della media dei Paesi avanzati: a parità di potere d’acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari contro una media OCSE di 131.455, mentre per gli infermieri ospedalieri è di 45.434 dollari contro una media OCSE di 60.260. “Rimane incomprensibile – conclude Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne la fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero, rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero”. Sempre che la migrazione non inizi ad estendersi anche ai pazienti. Quelli che possono permetterselo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802960108704.PDF §---§ title§§ Sanità, il 9,2% dei piemontesi rinuncia alle cure: il Rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006710030.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 08 Oct 2025

Ad affermarlo è il Rapporto Gimbe. L’assessore Riboldi: “Piemonte regione virtuosa”

pubDate§§ 2025-10-08T15:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006710030.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006710030.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/alessandria/2025/10/08/news/sanita_rapporto_gimbe_rinuncia_cure_piemonte-15343195/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006710030.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo FreeAd affermarlo è il Rapporto Gimbe. L’assessore Riboldi: “Piemonte regione virtuosa”2 minuti di letturaNell’anno passato il 9,2% dei piemontesi ha rinunciato alle cure. Quasi uno su dieci. Ad affermarlo è il Rapporto Gimbe che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale. In termini assoluti significa che 391 mila persone ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 0,4 punti percentuali rispetto al 2023. Colpa, nella maggior parte, delle liste d’attesa che, per alcune visite e prestazioni specialistiche, s’allungano fino a un anno come dimostra il recente sfogo di un cittadino novarese che in una lettera al governatore Alberto Cirio ha denunciato la necessità di aspettare 300 giorni per fare un ecodoppler.Secondo la ricerca nel 2023, quando sono stati modificati i criteri, in Piemonte il riparto del Fondo sanitario nazionale nel 2023 è stato pari a 2.141 euro pro capite, con un incremento di 75 euro per ogni individuo, superiore alla media nazionale di 71. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la Regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro.L’aspettativa di vita alla nascita è di 83,4 anni pari alla media nazionale. Sul fronte del personale, nel 2023 si registrano 13,4 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9), 1,91 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85), e 5,09 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7). Per quanto riguarda la sanità territoriale, a fronte di una programmazione complessiva di 96 Case di Comunità, al 30 giugno di quest'anno 31 hanno attivato almeno un servizio, 6 hanno attivato tutti i servizi obbligatori di cui 1 con presenza di medici e infermieri. Le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti, mentre a fronte di una programmazione complessiva di 30 ospedali di comunità, al 30 giugno 2025 solo 1 è stato dichiarato attivo dalla Regione.«Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie» dice l’assessore alla Sanità Federico Riboldi. «Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai Lea, confermando un posizionamento tra le prime in Italia in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera». Lo studio, inoltre, evidenzia elementi di forza strutturali: spesa sanitaria privata sotto controllo, il saldo netto della mobilità che passa da -19 milioni di euro a -5 milioni, con un miglioramento di oltre 14 milioni; progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo sanitario elettronico e iniziative di telemedicina.Ma il rapporto fotografa anche molte criticità: «Le liste d'attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne – prosegue Riboldi –. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese». Infine, il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».GEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006710030.PDF §---§ title§§ SANITÀ, TIDEI (IV): "DATI GIMBE CERTIFICANO LIMITI DEL LAZIO" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885608935.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "latinatu.it" del 08 Oct 2025

Sanità, Tidei (IV): “I dati GIMBE certificano il fallimento nazionale e i limiti del Lazio. Subito un cambio di rotta concreto”.

pubDate§§ 2025-10-08T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885608935.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885608935.PDF', 'title': 'latinatu.it'} tp:url§§ https://latinatu.it/sanita-tidei-iv-dati-gimbe-certificano-limiti-del-lazio/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sanita-tidei-iv-dati-gimbe-certificano-limiti-del-lazio tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885608935.PDF tp:ocr§§ Sanità, Tidei (IV): “I dati GIMBE certificano il fallimento nazionale e i limiti del Lazio. Subito un cambio di rotta concreto”“I dati diffusi questa mattina dalla Fondazione GIMBE alla Camera dei Deputati, in occasione della presentazione dell’8° Rapporto sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, restituiscono un quadro allarmante e inaccettabile: siamo davanti a una lenta ma costante agonia della sanità pubblica, con effetti devastanti sulla vita di milioni di cittadini”, dichiara Marietta Tidei, capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio.“Negli ultimi tre anni il definanziamento reale della sanità pubblica ha superato i 13 miliardi di euro, mentre le famiglie italiane sono state costrette a pagare oltre 41 miliardi di tasca propria. Un italiano su dieci ha rinunciato alle cure nel 2024. È la fotografia di un sistema che sta abbandonando il suo principio fondante: garantire cure a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche.La situazione nel Lazio, in questo contesto, continua ad essere difficile. La carenza di medici di base, l’insufficienza del personale infermieristico e la difficoltà di accesso a molte prestazioni stanno minando la fiducia dei cittadini della nostra regione nel sistema pubblico. Il rischio è di vedere crescere un doppio binario: una sanità privata per chi può permettersela, e un pubblico sempre più povero per tutti gli altri.Continueremo a batterci in Consiglio regionale per rilanciare davvero la sanità pubblica del Lazio: più investimenti mirati, maggiore trasparenza nella programmazione, nuove assunzioni e una revisione profonda dei meccanismi di finanziamento.Il diritto alla salute, in particolare per le fasce più fragili, non può essere negoziabile né sacrificato sull’altare dei vincoli di bilancio: deve tornare ad essere una priorità politica, concreta e non solo dichiarata”, conclude Marietta Tidei. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885608935.PDF §---§ title§§ Rsa siciliane, Aip: "Preoccupazione per la loro sostenibilità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012510236.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 08 Oct 2025

Ieri si è svolto in assessorato un incontro tra le organizzazioni sindacali dei rappresentanti le RSA siciliane

pubDate§§ 2025-10-08T16:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012510236.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012510236.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/rsa-siciliane-aip-preoccupazione-per-la-loro-sostenibilita/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012510236.PDF tp:ocr§§ . PALERMO â?? Ieri si è svolto in assessorato un incontro tra le organizzazioni sindacali dei rappresentanti le RSA siciliane, lâ??assessore regionale alla salute dottoressa Faraoni e il direttore del dipartimento pianificazione strategica Iacolino.Lâ??Assessore Faraoni, infatti, ha accolto la richiesta della sezione socio sanitaria di Aiop Sicilia e di Confindustria di convocare una riunione urgente per discutere, nuovamente, della inadeguatezza delle rette, bloccate da oltre 20 anni, che vengono corrisposte alle RSA, a fronte di un incremento dei costi ingravescente, che rende difficile, se non impossibile, la gestione di queste strutture.Dopo ampia discussione è stato confermato dalla p.a. un incremento del 5% da corrispondere in due anni, cioè il 3,5% nel 2025 e 1,5% nel 2026.â??Pur riconoscendo lo sforzo fatto da questo Governo, ed in particolare dallâ??assessore Faraoni, che ringraziamo per avere riconosciuto il 5% di incremento della tariffa dopo 20 anni di silenzio – afferma il presidente della sezione socio sanitaria dellâ??Aiop Sicilia Riccardo Morana – dobbiamo, purtroppo, rappresentare  che questo incremento è un segnale importante, ma non sufficiente, perché non garantisce la copertura dei costi minimi delle aziende e, pertanto, rende insostenibile la gestione dei servizi sociosanitari erogati dalle RSAâ?.â??Le nostre RSA – continua Morana â?? secondo la legge vigente regionale, hanno degli standard superiori rispetto alle RSA delle altre regioni e svolgono una attività socio sanitaria di media-alta intensità, per cui sostengono costi maggiori, che sono in continuo aumento, compresi quelli del personale e dei relativi rinnovi contrattuali.  Da unâ??analisi dei costi complessivi effettuata dal nostro comparto, che possiamo produrre, risulta che rispetto a 20 anni fa câ??è stato un incremento dei costi di gestione ben più alto del 5%; basti pensare che negli ultimi due anni, soltanto per il rinnovo contrattuale, câ??è stato un incremento di circa lâ??11%. Eâ??, pertanto, evidente che lâ??incremento proposto del 5%, pur se apprezzabile, non appare sufficiente a rendere gestibili queste aziende che sono realmente in perdita.Ricorda, al riguardo, Riccardo Moranache â??nessun privato, ancorché operante in regime di convenzione con la PA (e/o di accreditamento con essa), può essere costretto o indotto ad agire in condizioni da generare perdite di esercizioâ?. Questo principio, non è solo una deduzione logica e di buon senso, ma è un principio sancito dal CGA nel 2021 (sentenza n. 472 del 24 maggio 2021) e sulla scorta di questo principio il CGA ha annullato i decreti che disponevano nuovi abbattimenti tariffari. â??Alla luce delle nostre analisi â?? conclude il presidente Morana – siamo costretti a ribadire lâ??inadeguatezza delle rette, pur se incrementate, previste per le RSA siciliane, che versano in uno stato di grave sofferenza non più protraibile. Ci rimettiamo, pertanto, alla sensibilità del presidente della Regione Siciliana Schifani, alle capacità dellâ??assessore regionale alla Salute Faraoni e alla competenza tecnica del direttore Iacolino, nei quali riponiamo piena fiducia, per trovare, in tempi brevi, una soluzione condivisa e sostenibile, finalizzata a garantire la sopravvivenza delle RSA siciliane, che è a serio rischio, così come la delicata assistenza che le stesse offrono ai pazienti fragili della regione.â?Assenza: "Serve chiarezza"Le parole del capogruppo del M5s all'Ars - VIDEOLa presunta corruzione all'Asp e un monito generaleIn mattinata una Giunta dovrebbe ufficializzare le decisioniTre blitz in soli sei mesi e un "sistema" da...L'annuncio del direttore generale Giulio SantonocitoLe parole del segretario generale Leonardo La PianaI dati della Fondazione GimbeSaranno assunti a tempo indeterminato full timeC'è tempo fino al 30 settembreCome candidarsi, scadenza e tutto quello che c' è da sapereL'Unione delle camere penali italiane, a Catania, per il ventesimo...Il caos senza che nessuno rispetti le regoleLa lettera dell'ex sindaco CammarataLa difesa presenta appello contro la sentenza di condannaAvrebbe inseguito l'ex fidanzato con un coltelloCarla Garofalo assisteva la ragazza vittima dello stupro del Foro...Un'operazione da quasi 15 milioni di euroAttesa e dolore a Favara. 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Estratto da pag. 1 di "mantovauno.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964908592.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964908592.PDF', 'title': 'mantovauno.it'} tp:url§§ https://mantovauno.it/ultimora/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964908592.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E’ l’allarme che lancia l’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. “Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici”, registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro “l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro”.  “Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E’ la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Gimbe guarda alla prossima Manovra. “Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica”, osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: “La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028”. Carabellotta avverte che, “senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.  “Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal ‘diritto finanziariamente condizionato’ alla ‘spesa costituzionalmente necessaria’ per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica”, ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svanta ggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. “Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia”.  “I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. “Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o ‘privato puro’), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”.  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. “A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023”, puntualizza il report. “Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  “La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Secondo il rapporto siamo di fronte a “un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 mili oni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)”. “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”.  (Adnkronos) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802964908592.PDF §---§ title§§ LA LENTA AGONIA DEL SSN SPIANA LA STRADA AL PRIVATO. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894509040.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 08 Oct 2025

Negli ultimi 3 anni � 13,1 miliardi in meno alla sanità. � 41,3 a carico delle famiglie e 1 su 10 rinuncia alle cure. Infermieri ai minimi.

pubDate§§ 2025-10-08T11:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894509040.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894509040.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/primo-piano/la-lenta-agonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894509040.PDF tp:ocr§§ «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi».Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025 (figura 1). Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. «Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili». Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. «In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi».Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall’equità. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni c on un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia (figura 4). «I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socioeconomiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica».Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni (figura 5). Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. «La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie». Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). «L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. «Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Espansione dei soggetti privati. «Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata». Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. «Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti». Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8% (figura 8). A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023 (figura 9). «Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo».Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). «Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale». Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5 . Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria.  A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). «Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero».Riforma dell’assistenza territoriale. Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico (tabella 3). Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto (tabella 4). Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali.Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). «In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».Il Piano di Rilancio del SSN. «Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuo vo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune».Versione integrale del 8° Rapporto GIMBE: www.salviamo-ssn.it/8-rapporto Piano di Rilancio del SSN: www.salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/piano-di-rilancio tp:writer§§ Luigi Pio Berliri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802894509040.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: gli italiani spendono 41,3 miliardi per curarsi nel privato. E 5,8 milioni rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802935108450.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "msn.com" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802935108450.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802935108450.PDF', 'title': 'msn.com'} tp:url§§ https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/sanità-pubblica-gli-italiani-spendono-41-3-miliardi-per-curarsi-nel-privato-e-5-8-milioni-rinunciano-alle-cure/ar-AA1O46Ak?ocid=finance-verthp-feeds tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802935108450.PDF tp:ocr§§ L’anno scorso gli italiani hanno speso di tasca propria 41,3 miliardi per prestazioni sanitarie necessarie, come visite specialistiche ed esami diagnostici; oltre 5,8 milioni di connazionali (un italiano su dieci) vi hanno rinunciato del tutto. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto. Persiste il divario tra Nord e Sud nell’offerta dei servizi sanitari, con pazienti meridionali costretti a migrare in cerca di cure migliori. E, mentre la sanità pubblica arranca, avanza il «privato puro».call to action iconSono alcuni aspetti evidenziati dall’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Chi non può permettersi di pagare le prestazioni sanitarie vi rinuncia e, nel 2024, si è registrata un’impennata: secondo le elaborazioni di Gimbe su dati Istat, un italiano su dieci (5,8 milioni) - il 9,9% della popolazione - ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, rispetto al 7,6% del 2023 (4,5 milioni di persone). Tra i principali motivi: i lunghi tempi di attesa e problemi economici.call to action icon«L’aumento della spesa a carico delle famiglie – sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Nel 2023 solo 13 Regioni hanno rispettato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè i servizi e le prestazioni che devono essere garantiti a ogni cittadino a prescindere dalla residenza. Al Sud soltanto Puglia, Campania e Sardegna raggiungono gli standard essenziali di cura.Nel rapporto Gimbe si ricorda, poi, che la mobilità sanitaria nel 2022 valeva oltre 5 miliardi di euro, con tre Regioni - Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto - che hanno raccolto il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si è concentrato in cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che hanno fatto registrare un saldo negativo pari a oltre 100 milioni.call to action iconE il divario tra Nord e Sud si riflette anche sull’aspettativa di vita. Secondo le stime dell’Istat per il 2024, infatti, in Italia l’aspettativa di vita è in media pari a 83,4 anni, ma con nette differenze regionali: si va dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento, agli 81,7 della Campania, quindi con un gap di ben 3 anni.Commenta Cartabellotta: «È un drammatico segnale che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, rileva Gimbe, il Fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Ma, secondo il Rapporto, queste risorse sono state «in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7% - e dall’aumento dei costi energetici». La percentuale del Fondo sanitario nazionale sul PIL (Prodotto interno lordo) al 31 dicembre 2024, secondo l'analisi di Gimbe, «è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 mil iardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025». «In altre parole – spiega Cartabellotta – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi». Secondo Gimbe, il «divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028». Avverte Cartabellotta: «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Gimbe ricorda che, come ha ribadito la Corte Costituzionale, «la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica». Secondo i dati del ministero della Salute (riferiti al 2023), su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (il 58 per cento) sono private accreditate e prevalgono sul Pubblico in diverse aree, ovvero: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%).Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato - documenta il Rapporto Gimbe - ha raggiunto 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%.E avanza il «privato puro»: in sette anni la spesa delle famiglie presso queste strutture private, quindi a pagamento, è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 7,23 miliardi nel 2023.«Nessun Governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il Servizio Sanitario nazionale – spiega il presidente Gimbe –. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata». Quanto al personale sanitario, rileva il Rapporto, il nostro Paese conta 315.720 medici ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti, secondo i dati dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che includono tutti i medici in attività, compresi gli specializzandi.In Italia i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. «Questi numeri dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale» osserva Cartabellotta, che aggiunge: «Con la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne la fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN, rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero». Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, il che rende spesso difficile trovare un professionista vicino casa.Ancora più carenze si registrano tra gli infermieri: con 6,5 professionisti ogni mille abitanti, l'Italia è ben al di sotto della media OCSE ( 9,5 infermieri ogni mille abitanti). E la professione infermieristica è sempre meno attrattiva: per l’anno accademico 2025/2026, rileva Gimbe, il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92.Quanto alle retribuzioni, evidenzia il Rapporto, restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari rispetto a una media OCSE di 131.455 e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260). Quanto alla Riforma dell’assistenza territoriale che punta a rafforzare i servizi sul territorio, anche attraverso la realizzazione di Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Cot-Centrali operative territoriali, Gimbe evidenzia «ritardi e disomogeneità regionali» em ersi dai recenti dati del monitoraggio di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sull’attuazione del DM 77/22 («Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale»).Il Rapporto evidenzia che, al 30 giugno 2025, fatta eccezione per le COT che hanno raggiunto il target, su 1.723 Case di Comunità programmate solo 218 (il 12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e, di queste, solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico.Per gli Ospedali di Comunità, poi, a fronte di 592 programmati, solo 153 (26%) sono stati dichiarati attivi dalle Regioni, per complessivi 2.716 posti letto.Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri, sottolinea il Rapporto, «emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali».Per portare a termine la «Missione Salute» del PNRR - Piano nazionale di ripresa e resilienza, segnala il Rapporto, mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, data che segna la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini.Dal monitoraggio di Gimbe emerge che quattro obiettivi sono stati raggiunti in anticipo o già completati, cioè: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica. Si registrano ritardi, invece, per altri obiettivi da raggiungere, come il potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, l’attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità.«Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa, i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni – sottolinea Cartabellotta –. Oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale, per la carenza di infermieri e le incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». «In questo scenario – osserva Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini; altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel Servizio Sanitario Nazionale, insieme a un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».La Fondazione Gimbe invoca un patto politico per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, rafforzando e innovando quel modello istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità.In sintesi, secondo Cartabellotta, serve «un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel Servizio Sanitario Nazionale un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802935108450.PDF §---§ title§§ Gimbe: in Abruzzo 160 mila persone rinunciano alle cure nel 2024 - News Town L'Aquila Abruzzo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067809617.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "news-town.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067809617.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067809617.PDF', 'title': 'news-town.it'} tp:url§§ https://news-town.it/2025/10/08/affari-pubblici/gimbe-in-abruzzo-160-mila-persone-rinunciano-alle-cure-nel-2024/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067809617.PDF tp:ocr§§ Tutti i risultati...L’Abruzzo è ancora ‘regione inadempiente‘ sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è agli ultimi posti della classifica nazionale: è quanto emerge dall’ottavo rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.Nel 2023, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Lea, ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 182 (punteggio max 300).Secondo l’analisi Gimbe, l’Abruzzo si posiziona 18° tra le regioni e province autonome ed è risultata inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), con un punteggio insufficiente in due delle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale). Rispetto al 2022 (anno in cui la Regione è risultata comunque inadempiente), nel 2023 il punteggio totale della Regione è peggiorato (-2).Per quanto riguarda la mobilità sanitaria, nel 2022 si rileva un “saldo negativo rilevante”, pari a -104,1 milioni di euro, in riduzione di 4 milioni rispetto al 2021. «Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private – scrive Gimbe – è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in undicesima posizione con le strutture private che erogano il 43,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,4%)».Lo stesso rapporto evidenza come, nella nostra regione, il 12,6% dei cittadini, cioè quasi 160 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%), con un incremento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023.Il 2023, secondo il rapporto, certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Lea. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La “cartina al tornasole” degli adempimenti Lea è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi di euro: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in cinque Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio.In Abruzzo, inoltre, rivela ancora il rapporto, l’aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83 anni (media nazionale 83,4). Per quanto riguarda il riparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn), nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) in Abruzzo è stato pari a 2.132 euro pro capite.Rispetto al 2022 la regione ha registrato un incremento del Fsn pro-capite di 88 euro, superiore alla media nazionale di 71 euro: la regione ha ricevuto 2.214 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181 euro.Nel rapporto viene analizzata anche la situazione del personale sanitario: nel 2023, a livello regionale si registrano 12,6 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9). In particolare, si registrano 2,17 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85) e 5,12 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7); il rapporto medici-infermieri è pari a 2,36 (media Italia 2,54).Per quanto riguarda il Pnrr (dati Agenas al 30 giugno 2025 e che riguardano servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr), per le Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 42 strutture, al 30 giugno 2025 nessuna ha attivato alcun servizio.Per le Centrali Operative Territoriali, al 30 giugno 2025 il 100% delle centrali è pienamente funzionante e certificato, mentre per gli Ospedali di Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 15 unità, sei, pari al 40%, sono stati dichiarati attivi dalla Regione.Quello consegnato dall’ultimo rapporto Gimbe è un «quadro impietoso» secondo il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci e il segretario regionale Daniele Marinelli.«Il nuovo rapporto Gimbe – scrivono – ci consegna un quadro impietoso e profondamente allarmante dello stato d i salute del Servizio Sanitario regionale e nazionale. Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione stanno smantellando progressivamente un sistema pubblico nato per garantire un diritto costituzionale in Abruzzo e in Italia: quello alla tutela della salute. E il prezzo più alto lo stanno pagando i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa interminabili, a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare a una o più prestazioni sanitarie, si tratta di 160.000 cittadini e cittadine».«Serve un cambio di passo radicale, che parta da un piano straordinario di rifinanziamento del sistema sanitario pubblico e da una vera programmazione regionale capace di investire su personale, strutture, medicina territoriale e digitalizzazione. La salute non può più essere trattata come una voce di spesa da comprimere, ma come un investimento strategico per il futuro del Paese e della nostra regione. Le azioni proposte sono chiaramente inefficaci: non possiamo accettare che la qualità dell’assistenza dipenda dal codice di avviamento postale. Servono atti concreti e immediati per garantire a tutte e tutti gli abruzzesi il diritto universale alla cura sancito dalla Costituzione», concludono Paolucci e Marinelli. tp:writer§§ Martina Colabianchi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803067809617.PDF §---§ title§§ **Sanità: Schlein, 'risorse insufficienti mettono a rischio salute dei cittadini'** link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735010385.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notizie.it" del 08 Oct 2025

Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e

pubDate§§ 2025-10-08T17:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735010385.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735010385.PDF', 'title': 'notizie.it'} tp:url§§ https://www.notizie.it/sanit-schlein-risorse-insufficienti-mettono-a-rischio-salute-dei-cittadini/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735010385.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e--PARTIAL-- tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802735010385.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882908908.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notizie.tiscali.it" del 08 Oct 2025

(ANSA) - ROMA, 08 OTT - La ''lenta agonia'' del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire semprepiù la strada al privato. È quanto emerge dall...

pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882908908.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882908908.PDF', 'title': 'notizie.tiscali.it'} tp:url§§ https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/gimbe-13-miliardi-in-meno-sanita-negli-ultimi-3-anni-00001/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882908908.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del ServizioSanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada alprivato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, cheanalizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn:negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica haperso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a caricodelle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovutorinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo postoin Europa per numero di medici, resta indietro per quantoriguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa eResilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il4,4% delle case della comunità è pienamente operativo."Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitarionazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rilevaCartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio allapercentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1miliardi.Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di unlento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spianainevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma -spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe,durante la presentazione del Rapporto presso la Camera deiDeputati - Continuare a distogliere lo sguardo significacondannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed aldiritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiuntoche, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avutofinora la visione e la determinazione necessarie per rilanciareil Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Leconseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze,famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costrettia rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia lasanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischiadi trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria unaconvergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformarele risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo dilasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote edun pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - sigioca su una scelta politica netta: considerare la salute uninvestimento strategico o continuare a trattarla come un costoda comprimere". (ANSA).. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882908908.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726910468.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notizie.tiscali.it" del 08 Oct 2025

(ANSA) - ROMA, 08 OTT - ''La presentazione dell''ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti diriflessione e chiede alla politica scelte forti e...

pubDate§§ 2025-10-08T18:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726910468.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726910468.PDF', 'title': 'notizie.tiscali.it'} tp:url§§ https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/schlein-risorse-insufficienti-sanita-rischia-salute-cittadini-00001/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726910468.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare il ServizioSanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile.Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dalDocumento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede unapercentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previstodall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%.Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebberocostrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare letasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministroSchillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italiaverso la media europea per investimenti pubblici sulla salute.Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebberonecessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumeree pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianzeche oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciarealle cure". Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein. (ANSA).. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726910468.PDF §---§ title§§ Sanità: in Toscana è già allarme carenza medici di famiglia • Nove da Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803059409693.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "nove.firenze.it" del 08 Oct 2025

Appello al governo di Mazzeo e Rossi. Galletti M55: «Mancheranno 13 miliardi»

pubDate§§ 2025-10-08T14:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803059409693.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803059409693.PDF', 'title': 'nove.firenze.it'} tp:url§§ https://www.nove.firenze.it/sanita-in-toscana-e-gia-allarme-carenza-medici-di-famiglia.htm tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803059409693.PDF tp:ocr§§ Appello al governo di Mazzeo e Rossi. Galletti M55: «Mancheranno 13 miliardi»“La sanità pubblica è il cuore del nostro welfare e oggi più che mai ha bisogno di risorse, coraggio e scelte innovative” Con queste parole il presidente del Consiglio regionale e candidato del Pd nel collegio di Pisa Antonio Mazzeo ha aperto l’incontro con il mondo della sanità che si è tenuto all’Hotel San Ranieri di Pisa, alla presenza dell’ex presidente della Regione Enrico Rossi e di decine di medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi.Un incontro che Mazzeo ha voluto promuovere perché "nel dibattito pubblico si parla di tutto, ma quasi mai di sanità". "Eppure - ha spiegato - parliamo di oltre 7,2 miliardi di euro, il 70% del bilancio regionale, e della qualità della vita dei cittadini. Troppo spesso si riduce la sanità a un centro di costo, invece di considerarla un investimento in dignità e uguaglianza”.Il presidente ha poi rivolto un appello chiaro al Governo nazionale: “La sanità italiana è in sofferenza. Oggi la spesa sanitaria è al 6,2% del PIL, uno tra i livelli più bassi d'Europa: troppo poco per un Paese che vuole garantire cure universali. Chiediamo che sia portata almeno al 7,5%, come negli altri grandi Paesi europei. Solo così potremo assumere nuovi medici, infermieri, operatori e ridurre davvero le liste d’attesa. Difendere la sanità pubblica significa difendere la coesione sociale e il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.Mazzeo non ha mancato di sottolineare che, alla luce della riforma del 2015, sia comunque necessaria oggi una revisione del modello organizzativo: “La visione di quella riforma era giusta, ma non è stata attuata fino in fondo. Le tre grandi Asl sono diventate troppo grandi e spesso in competizione con le aziende ospedaliere universitarie. Dobbiamo ricucire il rapporto tra ospedale e territorio e far funzionare davvero le case della comunità previste dal PNRR, con personale, strumenti e servizi reali.”Un passaggio importante è stato dedicato anche alla valorizzazione del personale sanitario: “I medici, gli infermieri, gli operatori sanitari fanno molto di più di quello che dovrebbero, spesso con stipendi che non rispecchiano le loro responsabilità. Non possiamo chiedere dedizione senza riconoscimento. Serve una revisione delle retribuzioni e il superamento definitivo del blocco del turnover, perché non si costruisce sanità con la precarietà.”Ultimo, ma non certo per importanza, un focus sul futuro e sul forte impegno che la Regione Toscana ha portato avanti per Pisa e il nuovo ospedale: “Un grande investimento, che renderà Pisa centrale nella sanità nazionale ed europea, ma non basta realizzare le mura: servono più infermieri, più medici e più tecnologia. Un ospedale si misura sulla qualità dei servizi, non sulla grandezza dell’edificio”. Una base su cui poter costruire quello che Mazzeo ha chiamato un “patto per la sanità del futuro”. “La Toscana deve tornare a essere protagonista in Italia, come lo è stata negli anni 2000. Oggi serve una nuova stagione: una sanità che non si limiti a curare, ma che si prenda cura. Che entri nelle case, nei quartieri, nelle aree interne. Che usi la tecnologia per avvicinare, non per allontanare. Che metta le persone, non i conti, al centro delle scelte”.Enrico Rossi, dal canto suo, ha ripercorso vent’anni di impegno politico e amministrativo nella sanità toscana, ricordando il grande lavoro di rinnovamento infrastrutturale e organizzativo avviato nei suoi mandati. “Quando iniziammo – ha detto – la sanità toscana era un cantiere aperto. Abbiamo costruito nuovi ospedali, innovato le strutture e introdotto il modello delle aree vaste, poi riconosciuto anche a livello europeo. Ma dal 2010 in poi, con il trasferimento del controllo della spesa al Ministero dell’Economia, la politica sanitaria italiana è stata di fatto svuotata. È da lì che è cominciato il vero definanziamento della sanità pubblica.”Rossi ha ricordato come “la Toscana abbia reagito bene durante la pandemi a proprio grazie agli investimenti fatti negli anni precedenti”, ma ha ammonito sul rischio di “un sistema che, senza risorse e specializzazioni mediche, rischia di collassare”. “È tempo di una scelta politica chiara – ha concluso –: tornare a finanziare la salute come priorità nazionale, perché non c’è crescita economica né giustizia sociale senza una sanità pubblica forte.”«Abbiamo ricevuto dai nostri parlamentari i dati dell’ottavo rapporto Gimbe sul Sistema Sanitario Nazionale: i numeri parlano chiaro, da qui al 2018 mancheranno 13 miliardi e a causa dei tagli dello Stato le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi. Per la Toscana, in particolare, l’allarme è sui medici di famiglia: la nostra Regione è fatta di tanti piccoli borghi e paesini che sono bellissimi ma che non sono attrattivi per i medici di medicina generale. Non racconto nulla di nuovo ai toscani che vivono a Figline Valdarno, Firenzuola, Marradi o Vicchio, dove poter scegliere il medico di famiglia è un privilegio. Però chi abita nei piccoli paesi paga le tasse come chi abita a Firenze e ha diritto ad essere assistito bene e sul territorio.È un problema che non possiamo più ignorare: il rapporto Gimbe ce lo indica come il più urgente. Le soluzioni ci sono e quando saremo al Governo della Regione le porteremo sui tavoli della discussione: la medicina generale deve essere integrata nella medicina territoriale. La Regione deve investire nelle Case della Salute che vanno terminate, laddove i lavori messi in campo grazie al Pnrr non sono stati ancora ultimati, e ripopolate, laddove sono state costruite ma sono ancora vuote per mancanza di personale. Lo Stato deve assumere nuovi medici. E la Scuola di Specializzazione deve essere aperta anche a chi ancora non esercita per permettere di ampliare più velocemente la platea dei medici di famiglia: saranno poi gli stessi medici a decidere, una volta terminata la specializzazione, se rimanere nel vecchio sistema a partita iva o farsi assumere in una Casa della Salute.Le soluzioni spendibili sono diverse e possono essere messe in atto solo con il dialogo fra le istituzioni. Quello che è chiaro è che non possiamo più aspettare: la Toscana invecchia e la mancanza dei medici di famiglia diventerà un problema sempre più importante, anche perché sono proprio gli anziani ad avere più bisogno di essere seguiti per le patologie croniche e sono soprattutto loro che abitano i paesi delle zone periferiche, che sono vaste ma con una bassa densità di popolazione. Scommettendo sulla sanità territoriale e sulle Case della Salute garantiremo ai toscani presidi sanitari di qualità, sul territorio e attrezzati per offrire risposte tempestive e, contestualmente, potremo alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso» dichiara Irene Galletti, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle e candidata capolista nella circoscrizione di Pisa.© 1997-2025 Nove da Firenze. Dal 1997 il primo quotidiano on line di Firenze. Reg. Trib. Firenze n. 4877 del 31/03/99. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803059409693.PDF §---§ title§§ Conte tenta il rilancio dopo il flop Regionali: «Emergenza sociale in Italia, ecco le proposte M5S» - Il video link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759410645.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "open.online" del 08 Oct 2025

Il leader del Movimento 5 Stelle e l''appello su Facebook: «Trovare piena condivisione su quattro pilastri, se il governo non vorrà li metteremo in difficoltà»

pubDate§§ 2025-10-08T19:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759410645.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759410645.PDF', 'title': 'open.online'} tp:url§§ https://www.open.online/2025/10/08/giuseppe-conte-proposte-manovra-m5s-video/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759410645.PDF tp:ocr§§ Estensione della no tax area, aumento dell’assegno unico, investimenti in sanità e transizione 4.0 per le imprese. In diretta su Facebook il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato un appello a maggioranza e opposizione per convergere su alcune misure da inserire in legge di bilancio. Reduce dalla sconfitta elettorale in Calabria, l’ex premier ha parlato di «quattro pilastri» per combattere quella che ha definito «emergenza economica e sociale». Una «terapia d’urto», secondo Conte, necessaria per rispondere alla crisi in corso. «Nonostante ciò che dice Giorgia Meloni, gli stipendi non solo sono al -9% dal 2021 ma anche erosi dal fiscal drag», e cioè l’effetto per cui l’aumento degli stipendi è annullato da inflazione e aliquote maggiori.«Maxi taglio delle tasse con estensione della no tax area, aumento consistente dell’assegno unico per i figli, vere risorse per la sanità e il ripristino di transizione 4.0 per le imprese. Invochiamo da subito un dialogo con le forze di maggioranza e con il governo». Il leader 5 stelle si è poi rivolto alle opposizioni: «Dobbiamo ritrovare un’unità d’intenti, e se il governo non dovesse accogliere l’appello dobbiamo metterli in difficoltà». Non sono mancate critiche sul Pnrr: «I soldi vengono sprecati, eppure se non ci fossero stati saremmo in recessione, non c’è alcuna misura per la crescita», ha detto Conte rivendicando il merito dei finanziamenti europei.Conte ha parlato anche del Documento programmatico di finanza pubblica, presentato giovedì scorso dal governo, che delinea l’andamento economico del Paese fino al 2028. «Vanno definanziati i folli piani militari già previsti, chiedendo un vero contributo a banche, multinazionali e imprese energetiche. Ma non prestiti come l’anno scorso, quei soldi andranno ridati». E sulla sanità si è rivolto ai cittadini: «Non ascoltate quello che dirà il governo, il ministro della Salute… gli aumenti vanno visti in rapporto al Pil e l’ultimo rapporto Gimbe dice che sono stati scippati 13 miliardi». tp:writer§§ Ugo Milano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802759410645.PDF §---§ title§§ Lâ??agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe – OMCeO Latina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802664510836.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ordinemedicilatina.it" del 08 Oct 2025

Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina

pubDate§§ 2025-10-08T21:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802664510836.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802664510836.PDF', 'title': 'ordinemedicilatina.it'} tp:url§§ https://ordinemedicilatina.it/lagonia-del-ssn-spiana-la-strada-al-privato-negli-ultimi-3-anni-alla-sanita-131-mld-in-meno-a-carico-delle-famiglie-413-mld-e-un-italiano-su-dieci-rinuncia-alle-cure-il-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802664510836.PDF tp:ocr§§ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802664510836.PDF §---§ title§§ Sanità, Tidei (IV): “Dati Gimbe certificano limiti del Lazio” – OMCeO Latina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802663410837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ordinemedicilatina.it" del 08 Oct 2025

Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina

pubDate§§ 2025-10-08T21:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802663410837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802663410837.PDF', 'title': 'ordinemedicilatina.it'} tp:url§§ https://ordinemedicilatina.it/sanita-tidei-iv-dati-gimbe-certificano-limiti-del-lazio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802663410837.PDF tp:ocr§§ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802663410837.PDF §---§ title§§ Riboldi: "Piemonte tra le regioni più virtuose secondo il Rapporto Gimbe" - Ossolanews.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985709984.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ossolanews.it" del 08 Oct 2025

"Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme"

pubDate§§ 2025-10-08T15:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985709984.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985709984.PDF', 'title': 'ossolanews.it'} tp:url§§ https://www.ossolanews.it/2025/10/08/leggi-notizia/argomenti/sanita-14/articolo/sanita-riboldi-piemonte-tra-le-regioni-piu-virtuose-secondo-il-rapporto-gimbe-3.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985709984.PDF tp:ocr§§ «Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma.«Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai LEA, confermando un posizionamento tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme».Oltre alla continuità nei LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia elementi di forza strutturali:• Spesa sanitaria privata sotto controllo, a tutela dell’universalismo e dell’equità di accesso;• Saldo netto della mobilità passa da meno 19 milioni di euro a meno 5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni di euro;• Progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e iniziative di telemedicina.Tuttavia, l’Assessore non ignora le sfide: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese».Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».comunicato stampa tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985709984.PDF §---§ title§§ Sanità: non mancano i medici negli ospedali, ma gli infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025409337.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ottopagine.it" del 08 Oct 2025

Lo studio della Gimbe

pubDate§§ 2025-10-08T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025409337.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025409337.PDF', 'title': 'ottopagine.it'} tp:url§§ https://www.ottopagine.it/campania/attualita/405528/sanita-non-mancano-i-medici-negli-ospedali-ma-gli-infermieri.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025409337.PDF tp:ocr§§ Sul fronte del personale sanitario, l'Italia non manca di medici ospedalieri ma soffre la carenza di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti contro una media Ocse di 9,5. La medicina generale resta invece scoperta, con oltre 5.500 medici mancanti. Emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe presentato oggi: "Rimane incomprensibile la scelta di formare più medici senza prima arginare la loro fuga dalla sanità pubblica", afferma il presidente Nino Cartabellotta. La riforma dell'assistenza territoriale, inoltre, mostra ritardi e disomogeneità: al 30 giugno 2025, solo il 2,7% delle Case della Comunità attive dispone di personale medico e infermieristico, mentre gli Ospedali di Comunità attivi sono il 26%. Oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: "carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture", rileva Gimbe. Secondo il rapporto,. la spesa sanitaria totale per il 2024 è stimata in 185,12 miliardi di euro, di cui 47,66 miliardi a carico delle famiglie. Oltre 5,8 milioni di italiani, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a cure e prestazioni, con punte del 17,7% in Sardegna."L'aumento della spesa a carico delle famiglie rompe il patto tra cittadini e istituzioni, lasciando milioni di persone senza sicurezza di accesso a una sanità pubblica efficace", continua il presidente Gimbe. Persistono, inoltre, forti divari Nord-Sud nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea): solo 13 Regioni rispettano i Lea, con Puglia, Campania e Sardegna tra le poche Regioni meridionali in regola. Riguardo alla mobilità sanitaria, questa grava per oltre 5 miliardi sulle Regioni meridionali, mentre l'aspettativa di vita nel Mezzogiorno resta fino a tre anni inferiore alla media nazionale. Il privato, nel frattempo, cresce. Nel 2023, su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate, mentre la spesa delle famiglie per il "privato puro" è aumentata del 137% tra il 2016 e il 2023."Un ecosistema complesso e intricato dove il libero mercato si sta espandendo, creando un binario parallelo al pubblico riservato a chi può permetterselo", prosegue Cartabellotta. Anche l'adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico rimane incompleta, con ampi divari regionali. Al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 (lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso) sono disponibili in tutte le Regioni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025409337.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” – Padovanews link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802764610665.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "padovanews.it" del 13 Feb 2020

pubDate§§ 2025-10-08T19:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802764610665.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802764610665.PDF', 'title': 'padovanews.it'} tp:url§§ https://www.padovanews.it/2025/10/08/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802764610665.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E’ l’allarme che lancia l’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. “Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici”, registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro “l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro”.  “Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E’ la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Gimbe guarda alla prossima Manovra. “Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica”, osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: “La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028”. Carabellotta avverte che, “senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.  “Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal ‘diritto finanziariamente condizionato’ alla ‘spesa costituzionalmente necessaria’ per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica”, ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svanta ggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. “Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia”.  “I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. “Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o ‘privato puro’), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”.  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. “A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023”, puntualizza il report. “Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  “La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Secondo il rapporto siamo di fronte a “un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 mili oni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)”. “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”.  (Adnkronos – Salute) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802764610665.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, Sicilia bocciata per i livelli essenziali di assistenza - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017910174.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "palermo.repubblica.it" del 08 Oct 2025

Il rapporto della società Gimbe su tutte le regioni d’Italia. “Frattura strutturale” tra Nord e Sud

pubDate§§ 2025-10-08T16:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017910174.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017910174.PDF', 'title': 'palermo.repubblica.it'} tp:url§§ https://palermo.repubblica.it/cronaca/2025/10/08/news/sanita_pubblica_sicilia_bocciata_per_i_livelli_essenziali_di_assistenza-424899786/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017910174.PDF tp:ocr§§ Il rapporto della società Gimbe su tutte le regioni d’Italia. “Frattura strutturale” tra Nord e Sud--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803017910174.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883008905.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "prealpina.it" del 08 Oct 2025

(ANSA) - ROMA, 08 OTT - La ''lenta agonia'' del ServizioSanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada alprivato. È quanto emerge dall''ottavo...

pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883008905.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883008905.PDF', 'title': 'prealpina.it'} tp:url§§ https://www.prealpina.it/pages/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni-393494.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883008905.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - La 'lenta agonia' del ServizioSanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada alprivato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, cheanalizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn:negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica haperso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a caricodelle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovutorinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo postoin Europa per numero di medici, resta indietro per quantoriguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa eResilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. "Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitarionazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rilevaCartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio allapercentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al6,1% nel 2024-2025". Dunque, avverte, "siamo testimoni di unlento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spianainevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma -spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe,durante la presentazione del Rapporto presso la Camera deiDeputati - Continuare a distogliere lo sguardo significacondannare milioni di persone a rinunciare alle cure ed aldiritto fondamentale alla salute". Cartabellotta ha poi aggiuntoche, "nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avutofinora la visione e la determinazione necessarie per rilanciareil Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Leconseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze,famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costrettia rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia lasanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischiadi trasformarsi in un privilegio per pochi". Necessaria unaconvergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformarele risorse in servizi accessibili, "altrimenti rischiamo dilasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote edun pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - sigioca su una scelta politica netta: considerare la salute uninvestimento strategico o continuare a trattarla come un costoda comprimere". (ANSA). ANSA © Riproduzione Riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802883008905.PDF §---§ title§§ Schlein,risorse insufficienti su sanità,rischia salute cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726410463.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "prealpina.it" del 08 Oct 2025

(ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell''ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare...

pubDate§§ 2025-10-08T18:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726410463.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726410463.PDF', 'title': 'prealpina.it'} tp:url§§ https://www.prealpina.it/pages/schleinrisorse-insufficienti-su-sanitarischia-salute-cittadini-393536.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726410463.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 08 OTT - "La presentazione dell'ottavoRapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiedealla politica scelte forti e chiare per salvare il ServizioSanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile.Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dalDocumento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede unapercentuale sul Pil del 6,4%, e lo stanziamento previstodall'ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%.Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10nel 2026. Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è chequesta differenza si scarichi sulle Regioni che sarebberocostrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare letasse ai cittadini. I 2,5 miliardi annunciati oggi dal ministroSchillaci sono del tutto insufficienti per riportare l'Italiaverso la media europea per investimenti pubblici sulla salute.Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma, sarebberonecessari almeno 5,5 miliardi in più all'anno per poter assumeree pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianzeche oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciarealle cure". Così la segretaria del Partito Democratico EllySchlein. (ANSA). ANSA © Riproduzione Riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802726410463.PDF §---§ title§§ Rapporto Fond. Gimbe: in tre anni 13 mld in meno alla sanità, una persona su 10 rinuncia alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802995310080.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "primapaginanews.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802995310080.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802995310080.PDF', 'title': 'primapaginanews.it'} tp:url§§ https://www.primapaginanews.it/articoli/rapporto-fond.-gimbe-in-tre-anni-13-mld-in-meno-alla-sanit-una-persona-su-10-rinuncia-alle-cure-550423 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802995310080.PDF tp:ocr§§ Roma - 08 ott 2025 (Prima Pagina News) Italia al secondo posto in Europa per numero di medici, ma in coda per infermieri. Pnrr salute, conto alla rovescia: gravi ritardi, solo il 4,4% delle case della comunità è davvero attivo.“Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”.Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. “Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili». Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 (figura 2), pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. «In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi”.Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. “Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”. Eppure, il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lonta no dall’equità. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166) (figura 3). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia.“I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”.Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. “La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%).“L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”.Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna (tabella 2). La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Camp ania, un gap di ben 3 anni. “Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte”.Espansione dei soggetti privati. “Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi.Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023. “Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). “Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale”. Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5 (figura 11). Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria (figura 12). A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio.Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). “Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero”.Riforma dell’assistenza territoriale. Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali. Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. “Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture”.In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). “In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica”.Il Piano di Rilancio del SSN. “ Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune”.  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News Fondazione Gimbe PPN Prima Pagina News rapporto sanità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802995310080.PDF §---§ title§§ Sanità calabrese: nel 2024 più fondi ma meno servizi, e gli ospedali restano chiusi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803004309990.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quicosenza.it" del 08 Oct 2025

Aumenta il fondo procapite ma il 10% dei cittadini, oltre 180 mila, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie

pubDate§§ 2025-10-08T15:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803004309990.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803004309990.PDF', 'title': 'quicosenza.it'} tp:url§§ https://www.quicosenza.it/news/calabria/sanita-calabrese-nel-2024-piu-fondi-ma-meno-servizi-e-gli-ospedali-restano-chiusi tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803004309990.PDF tp:ocr§§ Aumenta il fondo procapite ma il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarieCATANZARO – Il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Ssn. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.Riguardo l’aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54).Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione.Impostazione privacy© 2011-2025 quicosenza.it - Tribunale di Cosenza Registro Stampa n.9/2012 - Direttore Responsabile Simona Gambaro | P.IVA 03005460781 | Powered by Fullmidia s.r.l. tp:writer§§ S.M. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803004309990.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876708714.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodifoggia.it" del 08 Oct 2025

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E'' l''allarme che lancia l''ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della

pubDate§§ 2025-10-08T10:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876708714.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876708714.PDF', 'title': 'quotidianodifoggia.it'} tp:url§§ https://quotidianodifoggia.it/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876708714.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della--PARTIAL-- tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802876708714.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Quotidiano Di Puglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740410587.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodipuglia.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740410587.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740410587.PDF', 'title': 'quotidianodipuglia.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodipuglia.it/ultimissime_adn/sanita_schlein_risorse_insufficienti_mettono_a_rischio_salute_dei_cittadini-20251008190903.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740410587.PDF tp:ocr§§ Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "La presentazione dell’ottavo Rapporto Gimbe ci offre molti spunti di riflessione e chiede alla politica scelte forti e chiare per salvare il Servizio Sanitario Nazionale da un declino altrimenti inesorabile". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Colpisce il dato del gap tra la spesa pubblica prevista dal Documento di Programmazione di Finanza Pubblica, che prevede una percentuale sul Pil del 6,4 %, e lo stanziamento previsto dall’ultima Legge di Bilancio che invece si ferma al 6,1%. Questo gap significa che mancheranno 7 mld nel 2025 e quasi 10 nel 2026z Chi mette le risorse che mancano? Il rischio è che questa differenza si scarichi sulle Regioni che sarebbero costrette a scegliere tra tagliare i servizi o aumentare le tasse ai cittadini". "I 2,5 miliardi annunciati oggi dal Ministro Schillaci sono del tutto insufficienti per riportare l’Italia verso la media europea per investimenti pubblici sulla salute. Come avevamo proposto nella legge a mia prima firma sarebbero necessari almeno 5,5 miliardi in più all’anno per poter assumere e pagare meglio il personale e per combattere le diseguaglianze che oggi costringono quasi sei milioni di italiani a rinunciare alle cure”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740410587.PDF §---§ title§§ L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931508414.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 08 Oct 2025

L’8° Rapporto Gimbe fotografa un Servizio Sanitario Nazionale in crisi strutturale, vittima di un definanziamento mascherato, con aumento delle disuguaglianze, spesa privata in crescita e personale in fuga. Le Regioni affrontano tagli, carenze e ritardi nell’attuazione delle riforme territoriali e del Pnrr. Senza un intervento deciso, milioni di cittadini rischiano di rinunciare alle cure. La Fondazione propone un Piano di Rilancio basato su un nuovo patto politico, sociale e professionale per salvare la sanità pubblica.

pubDate§§ 2025-10-08T09:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931508414.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931508414.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=132468 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931508414.PDF tp:ocr§§ Tweet  stampa L’agonia del Ssn spiana la strada al privato. Negli ultimi 3 anni alla sanità 13,1 mld in meno. A carico delle famiglie 41,3 mld e un italiano su dieci rinuncia alle cure. Il rapporto Gimbe  L’8° Rapporto Gimbe fotografa un Servizio Sanitario Nazionale in crisi strutturale, vittima di un definanziamento mascherato, con aumento delle disuguaglianze, spesa privata in crescita e personale in fuga. Le Regioni affrontano tagli, carenze e ritardi nell’attuazione delle riforme territoriali e del Pnrr. Senza un intervento deciso, milioni di cittadini rischiano di rinunciare alle cure. La Fondazione propone un Piano di Rilancio basato su un nuovo patto politico, sociale e professionale per salvare la sanità pubblica. 08 OTT - "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi".Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025 (figura 1). Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. "Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 (figura 2), pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi".Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica (tabella 1). Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. "Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale". Eppure il finanzia mento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall’equità. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166) (figura 3). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia (figura 4). "I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica".Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni (figura 5). Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. "La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna (figura 6). Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). "L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna (tabella 2). La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sic ilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. (figura 7). "Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte". Espansione dei soggetti privati. "Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti". Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8% (figura 8). A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023 (figura 9). "Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1) (figura 10). "Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale". Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5 (figura 11). Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria (figura 12). A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). "Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero".Riforma dell’assistenza territoriale. Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico (tabella 3). Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto (tabella 4). Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali (tabella 5). Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa.Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%)."In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone un a convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica".Il Piano di Rilancio del Ssn. "Il futuro del Ssn – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione Gimbe punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione Gimbe invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel Ssn un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune".Vedi qui grafici e tabelle. 08 ottobre 2025© Riproduzione riservataAllegati: TabelleAltri articoli in Studi e Analisi Come far rientrare le Aou nel perimetro della legalità Medici di famiglia e pediatri sempre meno numerosi: in dieci anni persi oltre 8 mila professionisti. Ed è allarme pensionamenti Monitoraggio Covid. Si ferma la crescita: nuovi casi in calo del 2% La natura fa bene alla salute. Dall’Iss un progetto per integrarla con le cure e la prevenzione  Se il territorio non filtra il Pronto soccorso va in affanno. Oltre metà degli accessi riguarda codici verdi e bianchi Prevention Task. Vaccinazioni tra diritti e doveri, il ruolo della comunicazione per creare fiducia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931508414.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, aumentano i rischi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956408491.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Mancati finanziamenti per 13 mld in 3 anni, pochi operatori, 41 miliardi a carico del malati: è il declino del SSN avverte GIMBE

pubDate§§ 2025-10-08T09:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956408491.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956408491.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2025/10/sanita-pubblica-aumentano-i-rischi-d56bd33c-da52-4c60-a07b-0b2da279b1b1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956408491.PDF tp:ocr§§ Mancati finanziamenti per 13 mld in 3 anni, pochi operatori, 41 miliardi a carico del malati: è il declino del SSN avverte GIMBE--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956408491.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe: un sardo su cinque rinuncia a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882408903.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Ma l''isola è una delle poche regioni al Sud che rispettano i livelli essenziali di assistenza

pubDate§§ 2025-10-08T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882408903.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882408903.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/sardegna/articoli/2025/10/fondazione-gimbe-un-sardo-su-cinque-rinuncia-a-curarsi-5fddbf44-40b2-4771-ae95-ec5f83b17c9b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882408903.PDF tp:ocr§§ Oltre 5,8 milioni di italiani (il 9,9% della popolazione, quasi uno su dieci) hanno rinunciato a curarsi l'anno scorso ma con fortidifferenze tra le regioni. La Sardegna registra il dato dato peggiore, che sale al 17,7%, quasi una persona su cinque. E' uno dei numeri contenuti nel rapporto della Fondazione Gimbe sul Sistema sanitario nazionale, presentato alla Camera."L'aumento della spesa a carico delle famiglie - osserva Cartabellotta - rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni dipersone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze". Il 2023 - emerge ancora dal rapporto - certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), vale a dire le prestazioni e i servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di unticket. Su questo fronte, l'isola registra un risultato positivo: al Sud è una delle pochissime regioni che si salvano, insieme a Puglia e Campania.Nel 2024 secondo i dati Istat la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto 185,1 miliardi di euro, di cui 137,5 miliardipubblici (74,3%) e 47,6 miliardi privati (25,7%). Della spesa privata, 41,3 miliardi (22,3%) sono stati pagati direttamente dalle famiglie e 6,36 miliardi (3,4%) coperti da fondi sanitari e assicurazioni. In totale, l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata da strumenti mutualistici o assicurativi. tp:writer§§ TGR Sardegna guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802882408903.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Negli ultimi 3 anni la Sanità ha perso 13 miliardi. Spesa per le famiglie è di 41 miliardi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885108942.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Secondo il rapporto un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l''Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885108942.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885108942.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/articoli/2025/10/gimbe-negli-ultimi-3-anni-la-sanita-ha-perso-13-miliardi-spesa-per-le-famiglie-e-di-41-miliardi-8cf3cfc8-fea9-4336-8acd-07c9b3df71b2.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885108942.PDF tp:ocr§§ La ‘lenta agonia’ del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. “Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Nino Cartabellotta -  è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025”. Dunque, avverte, “siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega il Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure e al diritto fondamentale alla salute”. Cartabellotta ha poi aggiunto che, “nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, “altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote e un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere”. tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802885108942.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Negli ultimi 3 anni la Sanità ha perso 13 miliardi. Spesa per le famiglie è di 41 miliardi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884808943.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Secondo il rapporto un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l''Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri

pubDate§§ 2025-10-08T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884808943.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884808943.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/articoli/2025/10/gimbe-negli-ultimi-3-anni-la-sanita-ha-perso-13-miliardi-spesa-per-le-famiglie-e-di-41-miliardi-8cf3cfc8-fea9-4336-8acd-07c9b3df71b2.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884808943.PDF tp:ocr§§ La ‘lenta agonia’ del Servizio Sanitario Nazionale rischia di aprire sempre più la strada al privato. È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo. “Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Nino Cartabellotta -  è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025”. Dunque, avverte, “siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - spiega il Presidente della Fondazione Gimbe, durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare alle cure e al diritto fondamentale alla salute”. Cartabellotta ha poi aggiunto che, “nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono - continua - aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Necessaria una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e Asl per trasformare le risorse in servizi accessibili, “altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote e un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn - conclude - si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere”. tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802884808943.PDF §---§ title§§ Livelli di assistenza, la sanità regionale c'è ma si va troppo oltreconfine link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803036709418.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Rapporto di Fondazione Gimbe: crescita delle prestazioni, da contenere la mobilità passiva dei pazienti

pubDate§§ 2025-10-08T13:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803036709418.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803036709418.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2025/10/livelli-di-assistenza-la-sanita-regionale-ce-ma-si-va-troppo-oltreconfine-b751bfad-ae10-4a15-a0ea-abfe0b91a5ed.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803036709418.PDF tp:ocr§§ La Puglia è tra le tre Regioni del Sud, insieme a Campania e Sardegna (sono 13 in tutta Italia) che rispettano i livelli essenziali di assistenza - i cosiddetti Lea - cioè le prestazioni e i servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket. E' quanto emerge dal Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale relativo all'anno 2023. Quanto alla mobilità sanitaria, ossia i pazienti che si spostano in altre regioni per ricevere le cure, la Puglia è tra le cinque regioni in cui si concentra quasi l'80 per cento del saldo passivo. Ma la Fondazione Gimbe denuncia che un italiano si dieci rinuncia del tutto a curarsi. La regione non fa eccezione. Nel 2024 il 10,9% dei cittadini pugliesi - 424mila persone - ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023. L'aspettativa di vita alla nascita (dati 2024) è pari a 83,1 anni (media nazionale 83,4).Quanto alle risorse, in Puglia, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) il Fondo sanitario nazionale pro-capite in regione è stato pari a 2.103 euro. Rispetto al 2022 la Puglia ha registrato un incremento del Fsn pro-capite di 90 euro, superiore alla media nazionale di 71. Nel 2024 la regione ha ricevuto 2.189 euro pro-capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181. In relazione al personale sanitario, nel 2023 si registrano: 10,8 unità ogni mille abitanti (media Italia 11,9); 1,74 medici dipendenti ogni mille abitanti (media Italia 1,85); 4,41 infermieri dipendenti ogni mille abitanti (media Italia 4,7). Il rapporto medici-infermieri è pari a 2,54, corrispondente alla media nazionale. tp:writer§§ TGR Puglia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803036709418.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe: sempre più piemontesi rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007610027.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Secondo l''ottavo report della Fondazione il 9,2% dei piemontesi (+0,4%) ha rinunciato nel 2024 a una o più prestazioni sanitarie. Pesano liste d''attesa, costi e privato. Il commento dell''assessore Federico Riboldi

pubDate§§ 2025-10-08T15:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007610027.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007610027.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2025/10/rapporto-gimbe-sempre-piu-piemontesi-rinunciano-alle-cure-354a67ad-cff3-473a-b8c5-2f72b304f643.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007610027.PDF tp:ocr§§ Oltre 391mila piemontesi nel 2024 hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, il 9,2 per cento, in aumento dello 0,4% rispetto all'anno precedente. Secondo l'ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe anche questo è segno della sofferenza del SSN. Pesano liste d'attesa, costi e gioca un ruolo anche l'offerta privata. Ma il Piemonte migliora comunque in altri parametri.Innanzitutto il Piemonte ha ricevuto un po' di più da Roma rispetto al passato. Il riparto del Fondo sanitario nazionale  nel 2023, anno in cui sono stati modificati i criteri, è stato pari a 2.141 euro, con un incremento pro-capite di 75 euro, superiore alla media nazionale di 71. E anche nel 2024, rileva il Rapporto, la Regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro.L'aspettativa di vita alla nascita in Piemonte è di 83,4 anni pari alla media nazionale. Sul fronte del personale, nel 2023 si registrano 13,4 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9), 1,91 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85), e 5,09 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7).Per quanto riguarda la sanità territoriale, a fronte di una programmazione complessiva di 96 Case di Comunità, al 30 giugno di quest'anno in Piemonte 31 hanno attivato almeno un servizio, 6 hanno attivato tutti i servizi obbligatori di cui solo 1 con presenza di medici e infermieri. Le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti, mentre a fronte di una programmazione complessiva di 30 ospedali di comunità, al 30 giugno 2025 solo 1 è stato dichiarato attivo dalla Regione. Lavori in ritardo insomma come però in molte altre regioni.«Il Piemonte si conferma tra le Regioni più virtuose d’Italia per qualità e affidabilità del suo sistema sanitario». Così l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commenta i dati contenuti nel nuovo Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato a Roma.«Come si legge nel rapporto, nel 2021 – sottolinea Riboldi – la nostra Regione ha ottenuto 197 punti nel monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), posizionandosi tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un risultato che certifica la solidità del nostro sistema, anche a fronte delle gravi difficoltà attraversate negli ultimi anni».Oltre all’adempienza LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia altri elementi di forza del Piemonte, sottolinea la Regione tra cui: il saldo positivo nella mobilità sanitaria interregionale, a conferma della fiducia dei cittadini anche di altre Regioni; la spesa sanitaria privata sotto controllo, inferiore alla media nazionale, che tutela l’equità di accesso; riduzione di quasi un punto percentuale delle famiglie che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie tra il 2022 e il 2023; progresso nella digitalizzazione sanitaria, con investimenti significativi sul Fascicolo Sanitario Elettronico e l’innovazione tecnologica.«Questi numeri – prosegue l’Assessore – non ci autorizzano a rallentare. Anzi, ci spingono ad accelerare il percorso di riforma già avviato. Dobbiamo affrontare con determinazione le liste d’attesa, la carenza di personale e il potenziamento della rete territoriale, valorizzando anche il lavoro straordinario svolto dai nostri operatori sanitari».Riboldi conferma che questi risultati saranno integrati nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, attualmente in fase di elaborazione: «Un piano che metterà al centro le persone con nuovi ospedali, più sanità ed equità territoriale e forte innovazione a partire dal nuovo CUP integrato con intelligenza artificiale». tp:writer§§ Tgr Piemonte guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007610027.PDF §---§ title§§ Sanità pugliese promossa, ma in troppi rinunciano a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007710028.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Nel rapporto Gimbe dati positivi sui livelli essenziali di assistenza, allarme sui 400mila pazienti che restano nell''ombra

pubDate§§ 2025-10-08T15:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007710028.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007710028.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2025/10/sanita-puglia-gimbe-e757b9da-ba4c-425a-bb0f-9c4576e9d284.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007710028.PDF tp:ocr§§ Una sanità tra luci e ombre. Il rapporto di Fondazione Gimbe promuove sì la Puglia ma con molti aspetti critici. In primis l'incertezza delle prestazioni. Nel 2024 oltre 400mila persone, più del dieci per cento della popolazione, ha rinunciato a curarsi. Un fenomeno in pericolosa crescita sia rispetto alla media nazionale che ai dati dell'anno precedente. Liste d'attesa lunghe e difficoltà economiche sono le motivazioni più diffuse. Ad allarmare sono anche i numeri della cosiddetta mobilità passiva, che si manifesta quando i cittadini pugliesi decidono di farsi assistere in altre regioni. Una scelta costata oltre 2 miliardi tra il 2010 e il 2022, un passivo tra i più pesanti in Italia. Problemi tuttora da risolvere, mentre di positivo c'è che nelle strutture regionali adesso si riescono mediamente a garantire i livelli essenziali di assistenza. Un dato che caratterizza sia la prevenzione che le attività distrettuali e ospedaliere. Una base di partenza per intervenire su criticità ancora evidenti. Come quelle sul personale sanitario. La Regione da tempo chiede più risorse al Governo per potenziare gli organici. Ad oggi la Puglia ha poco meno di 11 operatori per 1000 abitanti, cifre lontane da quelle del Nord. Non solo, mancano oltre 260 medici di base, diminuiti del 25% negli ultimi sei anni. tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803007710028.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali d'assistenza, Abruzzo inadempiente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006610029.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Impietoso con la nostra regione l''ottavo rapporto Gimbe: 18mo posto in Italia per i Lea. Il settore privato assicura il 43,9 % delle prestazioni

pubDate§§ 2025-10-08T15:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006610029.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006610029.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/abruzzo/video/2025/10/fondazione-gimbe-regione-abruzzo-sanita--e576c3e1-7afa-4718-928d-c2e91d382328.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006610029.PDF tp:ocr§§ L'ottavo rapporto Gimbe sui livelli essenziali d'assistenza pone l' Abruzzo agli ultimi posti della graduatoria nazionale tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803006610029.PDF §---§ title§§ Gimbe, rapporto sulla sanità: 60mila lucani hanno rinunciato alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012410235.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Questo il dato più eclatante che emerge dal report sul servizio sanitario nazionale. Tra le altre criticità: scarsa attrattività anche per le strutture convenzionate

pubDate§§ 2025-10-08T16:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012410235.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012410235.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/basilicata/articoli/2025/10/gimbe-rapporto-sulla-sanita-60mila-lucani-hanno-rinunciato-alle-cure-1318eb12-31dc-46e1-8664-cba46a9facf1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012410235.PDF tp:ocr§§ In Basilicata circa 60mila persone nel 2024 hanno dovuto rinunciare a visite specialistiche o esami. E' questo il dato più eclatante che emerge dal rapporto Gimbe sul servizio sanitario nazionale. Quasi l'11% dei lucani quindi è stato costretto a privarsi di una o più prestazioni sanitarie di cui aveva bisogno: una percentuale più alta rispetto alla media italiana. Il motivo principale sono i tempi d'attesa che diventano sempre più lunghi. Ma anche le difficoltà economiche, che impediscono a tanti cittadini di rivolgersi alle strutture private laddove il servizio sanitario nazionale non riesce a evadere le richieste.Ma in generale anche la sanità privata lucana non se la passa bene. Gimbe considera il volume di ricoveri e prestazioni specialistiche erogati da strutture private un indicatore della capacità attrattiva del privato accreditato: la Basilicata è all'ultimo posto nella classifica nazionale, con le strutture private che erogano solo 8,9% del valore della mobilità attiva sanitaria. In sostanza la regione è la meno attrattiva in Italia per quel che riguarda le strutture private.Resta poi la questione dei LEA, i livelli essenziali delle prestazioni: secondo Gimbe la Basilicata è inadempiente e si posiziona al 17esimo posto tra le regioni, peggiorando nel 2023 il punteggio rispetto al 2022. Per quanto riguarda i servizi da attuare con le risorse del Pnrr, il dato era già noto: di 19 case di comunità e 5 ospedali di comunità da realizzare, nessuno ha ancora visto la luce. Una nota positiva invece per quanto riguarda il rapporto tra medici territoriali e assistiti: il massimale di 1500 assistiti per medico viene superato solo dal 29% dei casi, mentre la media nazionale è oltre il 50%. E al primo gennaio 2024 non si rilevano carenze di medici di medicina generale. tp:writer§§ Nicoletta Soave guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803012410235.PDF §---§ title§§ Sanità, "Dati Gimbe, lettura fuorviante": l'analisi dell'assessore regionale Latronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740510588.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Secondo l''esponente della giunta Bardi, "La Basilicata non è in emergenza sanitaria, ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità”

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740510588.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740510588.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/basilicata/articoli/2025/10/sanita-dati-gimbe-lettura-fuorviante-lanalisi-dellassessore-regionale-latronico-fd02a0c9-3646-490f-b9cb-2792532551de.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740510588.PDF tp:ocr§§ "Lettura fuorviante dei dati Gimbe": questa la reazione dell'assessore regionale alla sanità Cosimo Latronico, dopo la presentazione del report sul sistema sanitario nazionale. “La Basilicata non è in emergenza sanitaria - aggiunge - ma una realtà che sta lavorando per garantire equità e qualità”.Lo stesso Latronico oggi ha presentato il rapporto "Un anno di sanità lucana".Al centro del documento il tema della cura sul territorio che si traduce in un piano organico di investimenti e riforme: nuove case della comunità, ospedali di comunità, centrali operative territoriali, oltre a un vasto programma di assunzioni e di rafforzamento della medicina di prossimità. "La salute - ha sottolineato Latronico - non si difende solo in ospedale, ma soprattutto nel territorio”.Riferimento poi al piano triennale dei fabbisogni 2025-2027 che prevede 1.623 nuove assunzioni, tra medici, infermieri e personale sanitario, con circa 200 infermieri di comunità destinati ai servizi territoriali e ai nuovi programmi di screening oncologici. tp:writer§§ TGR Basilicata guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802740510588.PDF §---§ title§§ Case e ospedali di comunità: Molise virtuoso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739410589.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 08 Oct 2025

Emerge dal rapporto Gimbe sul sistema sanitario nazionale. Ma resta alto il numero di chi rinuncia alle cure

pubDate§§ 2025-10-08T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739410589.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739410589.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/molise/video/2025/10/case-comunita-pnrr-gimbe-17ac38dd-9262-4fbc-844c-70e5606b19de.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739410589.PDF tp:ocr§§ Emerge dal rapporto Gimbe sul sistema sanitario nazionale. Ma resta alto il numero di chi rinuncia alle cure--PARTIAL-- tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802739410589.PDF §---§ title§§ Gimbe: la sanità italiana ha perso 13 miliardi negli ultimi tre anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952208461.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rcovid19.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952208461.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952208461.PDF', 'title': 'rcovid19.it'} tp:url§§ https://www.rcovid19.it/2025/10/08/gimbe-la-sanita-italiana-ha-perso-13-miliardi-negli-ultimi-tre-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952208461.PDF tp:ocr§§ La situazione del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) in Italia si presenta sempre più critica, secondo quanto riportato nell’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe, pubblicato nel febbraio 2025. L’analisi evidenzia come la sanità pubblica stia attraversando una fase di “lenta agonia”, con un progressivo aumento della pressione verso il settore privato. Negli ultimi tre anni, il Ssn ha subito una perdita di ben 13,1 miliardi di euro, mentre le famiglie italiane si trovano a dover affrontare spese sanitarie per un totale di 41,3 miliardi di euro. Un dato allarmante è che un italiano su dieci ha dovuto rinunciare a cure necessarie, nonostante l’Italia occupi il secondo posto in Europa per numero di medici, mentre risulta in ritardo per quanto riguarda il numero di infermieri.Il piano nazionale di ripresa e resilienzaIl Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per il settore sanitario mostra segni di grave stagnazione. Secondo le stime, solo il 4,4% delle case della comunità è attualmente operativo. Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha sottolineato come, nonostante l’aumento previsto di 11,1 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel triennio 2023-2025, il taglio della percentuale del prodotto interno lordo (Pil) destinato alla sanità ha portato a una diminuzione significativa delle risorse. Infatti, la percentuale del Fondo sanitario nazionale sul Pil è scesa dal 6,3% nel 2022 al 6% nel 2023, con previsioni di un ulteriore calo al 6,1% nel 2024-2025.Le conseguenze per la popolazioneCartabellotta ha avvertito che l’attuale situazione rappresenta un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, aprendo la strada a interessi privati. Durante la presentazione del Rapporto presso la Camera dei Deputati, ha affermato che distogliere lo sguardo dalla crisi sanitaria significa condannare milioni di persone a rinunciare al diritto fondamentale alla salute. Nonostante le promesse di intervento da parte dei governi, non è stata ancora intrapresa una visione chiara e determinata per rilanciare il Ssn attraverso risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze di questo stato di cose si manifestano in un aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a cure necessarie e personale sanitario demotivato che abbandona il settore pubblico.La necessità di un intervento coordinatoÈ evidente la necessità di un’azione coordinata tra Governo, Regioni e Aziende Sanitarie Locali (Asl) per trasformare le risorse disponibili in servizi sanitari accessibili. Cartabellotta ha messo in guardia sul rischio di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote e un pesante indebitamento. Il futuro del Ssn si gioca su una scelta politica fondamentale: considerare la salute come un investimento strategico o continuare a trattarla come un costo da comprimere. La questione della sostenibilità del sistema sanitario italiano è dunque una priorità che richiede un’attenzione immediata e un impegno concreto per garantire il diritto alla salute per tutti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802952208461.PDF §---§ title§§ Sanità in crisi, sempre più italiani verso il privato: “Spesi per le cure 41 miliardi in un anno” - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931908418.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 08 Oct 2025

Uno su dieci rinuncia alle terapie, sempre meno infermieri e pochi fondi, ecco i dati del rapporto Gimbe: “Necessario un patto per salvare il sistema sanitario”

pubDate§§ 2025-10-08T09:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931908418.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931908418.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/cronaca/2025/10/08/news/sanita_crisi_rapporto_gimbe-424898764/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931908418.PDF tp:ocr§§ Uno su dieci rinuncia alle terapie, sempre meno infermieri e pochi fondi, ecco i dati del rapporto Gimbe: “Necessario un patto per salvare il sistema sanitario”--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802931908418.PDF §---§ title§§ Sanità in crisi, sempre più italiani verso il privato: “Spesi per le cure 41 miliardi in un anno” - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802937108422.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 08 Oct 2025

Uno su dieci rinuncia alle terapie, sempre meno infermieri e pochi fondi, ecco i dati del rapporto Gimbe: “Necessario un patto per salvare il sistema sanitario”

pubDate§§ 2025-10-08T09:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802937108422.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802937108422.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/cronaca/2025/10/08/news/sanita_crisi_rapporto_gimbe-424898764/?rss tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802937108422.PDF tp:ocr§§ SezioniEdizioni LocaliDirette SportiveInsertiSpecialiServizi e partnerDizionariCodici ScontoUno su dieci rinuncia alle terapie, sempre meno infermieri e pochi fondi, ecco i dati del rapporto Gimbe: “Necessario un patto per salvare il sistema sanitario”L'ascolto è riservato agli abbonati premiumGEDI News Network S.p.A.P.Iva 01578251009ISSN 2499-0817Iphone | Android tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802937108422.PDF §---§ title§§ Come sta la Sanità nel Lazio: i dati del rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062409727.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "romatoday.it" del 08 Oct 2025

Il rapporto Gimbe 2025 scatta una fotografia sul servizio sanitario nazionale. Nel Lazio molti pazienti decidono ancora di curarsi fuori regione

pubDate§§ 2025-10-08T14:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062409727.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062409727.PDF', 'title': 'romatoday.it'} tp:url§§ https://www.romatoday.it/politica/sanita-lazio-dati-rinuncia-cure-carenze.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062409727.PDF tp:ocr§§ A Roma e in tutto il Lazio sono 685.769 i cittadini che hanno deciso di rinunciare alle cure, con una crescita di 85.721 unità in un solo anno. Il dato arriva dal nuovo rapporto Gimbe che traccia un quadro sullo stato di salute del servizio sanitario nazionale.A colpire, oltre al dato sulla rinuncia alle cure, è quello relativo alla mobilità sanitaria, con un saldo negativo pari a -2.73 miliardi, che colloca il Lazio tra regioni che fanno registrare le performance peggiori. Mentre a trainare la mobilità attiva è soprattutto il privato accreditato (62.4%).A Roma e nel Lazio una persona su dieci ha rinunciato a curarsiLa rinuncia alle curePartendo dal dato sulla rinuncia alle cure: nel 2023 i cittadini che nel Lazio che facevano a meno di una o più prestazioni sanitarie era del 10.5%, l’anno successivo è salita al 12%, con un totale di 685.769 persone. Il dato è il quarto più alto a livello nazionale. Per avere un parametro di confronto: in Sardegna si registra la percentuale più alta di cittadini che rinunciano a curarsi, ovvero il 17.2%, mentre il valore più basso, 5.3%, si trova nella provincia autonoma di Bolzano. La media italiana è del 9.9%."Il netto aumento delle rinunce a visite specialistiche ed esami registrato nel 2024 - si legge nel rapporto Gimbe, che fa un'analisi a livello nazionale - è dovuto soprattutto ai lunghi tempi d’attesa: la percentuale di popolazione che dichiara di aver rinunciato per questo motivo è salita infatti dal 4,2% del 2022 (2,5 milioni di persone) al 4,5% del 2023 (2,7 milioni di persone), fino a schizzare al 6,8% nel 2024 (4 milioni di persone). Anche le difficoltà economiche continuano a pesare".La mobilità sanitariaAltro tema che desta particolare attenzione è quello della mobilità sanitaria (in questo caso i dati sono relativi al 2022). Il Lazio figura, a questo proposito, tra le regioni che hanno generato maggiori debiti per le cure ricevute dai propri residenti fuori dai propri confini territoriali. Nel periodo 2010-2022, corrispondente al riparto del Fondo sanitario nazionale per gli anni dal 2012 al 2024, 14 Regioni hanno accumulato un saldo negativo complessivo pari a € 19,03 miliardi. Il Lazio rientra, in particolare, tra le Regioni con saldo negativo superiore a un miliardo, il dato è pari esattamente a -2.73 miliardi.Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria attiva, ovvero i pazienti provenienti da altre Regioni e che vengono a curarsi nel Lazio, il credito è pari a 400 milioni. Un dato che è il quarto migliore a livello nazionale. A fare la parte del leone è, però, il privato accreditato, da cui arriva il 62.4% dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche erogate in mobilità attiva.Roma perderà in tre anni oltre 300 medici di famiglia e 77 pediatri. I dati municipio per municipioMedici di medicina generale e pediatri di libera sceltaIl rapporto Gimbe fa anche un punto sulle carenze dei pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale. Per quanto riguarda i primi, nel Lazio si registra il numero più alto di pediatri che raggiungeranno l’età pensionabile, pari a 70 anni, entro il 2028: sono 333. Nella Regione, comunque, al momento non emergono gravi carenze in quanto il numero medio di assistiti da ogni professionista è pari a 800, quindi al di sotto del massimale di mille (il dato fa riferimento al 2023).Per quanto riguarda i medici di medicina generale la situazione è un po’ più complessa: quasi la metà dei dottori, il 48.7%, ha oltre 1500 assistiti. Per avere, anche qui, un parametro di confronto, la percentuale più alta si registra in Lombardia (74%), la più bassa in Molise (21.6%). Dal 2019 al 2023, inoltre, la stima della riduzione dei medici di medicina generale nel Lazio è pari al 12.3% (la media nazionale è del 12.7%). I dottori, in media, nel Lazio assistono 1279 pazienti.“Tuttavia lo scenario è ben più critico di quanto lascino intendere i numeri – si legge nel rapporto - perché con l’attuale livello di saturazione dei medici di medicina generale risulta compromesso il principio della libera scelta: spesso è impossibile trovare un medico d i medicina generale disponibile nei pressi del proprio domicilio, non solo nelle cosiddette aree desertificate (zone a bassa densità abitativa, geograficamente disagiate, rurali o periferiche), dove i bandi per gli ambiti territoriali carenti vanno frequentemente deserti, ma anche nelle grandi città metropolitane”.Sanità, il ministero dà i voti: le pagelle del Lazio dalla prevenzione alle cure in ospedalePer quanto riguarda infine gli adempimenti Lea (Livelli essenziali di assistenza) la Regione raggiunge la soglia di adempimento. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803062409727.PDF §---§ title§§ 8° RAPPORTO GIMBE: LA LENTA AGONIA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPIANA LA STRADA AL PRIVATO IN ITALIA link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802989709880.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "salutedomani.com" del 07 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T15:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802989709880.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802989709880.PDF', 'title': 'salutedomani.com'} tp:url§§ https://www.salutedomani.com/2025/10/08/8-rapporto-gimbe-la-lenta-agonia-del-servizio-sanitario-nazionale-spiana-la-strada-al-privato-in-italia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802989709880.PDF tp:ocr§§ «Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi».Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto – presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati – la presentazione dell’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne. Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben € 11,1 miliardi: da € 125,4 miliardi del 2022 a € 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall’aumento dei costi energetici. «Ma dietro l’aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili». Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di € 4,7 miliardi nel 2023, € 3,4 miliardi nel 2024 e € 5 miliardi nel 2025. «In altre parole – spiega il Presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada € 13,1 miliardi».Ogni giorno le ultime notizie di salute.  Iscriviti. E' gratisThank you for sign up!Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica.  Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: € 7,5 miliardi per il 2025, € 9,2 miliardi nel 2026, € 10,3 miliardi nel 2027, € 13,4 miliardi nel 2028. «Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale». Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal “diritto finanziariamente condizionato” alla “spesa costituzionalmente necessaria” per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall’equità. La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (€ 2.261) guida la classifica, seguita da Molise (€ 2.235), Sardegna (€ 2.235) e Umbria (€ 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (€ 2.135), Lombardia (€ 2.154), Lazio (€ 2.164) e Sicilia (€ 2.166). Rispetto alla media nazionale di € 2.181 pro-capite, nel 2024 il gap va dai +€ 79,84 della Liguria ai -€ 80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +€ 159,5 milioni del Piemonte ai -€ 256,5 milioni della Campania e ai -€ 268,5 milioni della Lombardia.  «I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica».Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a € 185,12 miliardi: € 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e € 47,66 miliardi di spesa privata di cui € 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e € 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. «La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre “arginata” da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie». Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). «L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze».Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud. Il 2023 certifica un’Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre € 5 miliardi: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente “frattura strutturale” tra Nord e Sud si riflettono anche nell’aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: dagli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. «Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spen dere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte».Espansione dei soggetti privati. «Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata». Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o “privato puro”), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. «Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il Presidente – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti». Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da € 3,05 miliardi a € 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta “solo” del 45%, con un divario che si è ridotto da € 2,2 miliardi nel 2016 a € 390 milioni nel 2023. «Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo».Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri. In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l’Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). «Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale». Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260). «Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all’estero».Riforma dell’assistenza territoriale. Il recente monitoraggio Agenas sull’attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all’Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell’erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali.Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre. Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l’11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all’adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall’1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. «Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall’Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture». In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). «In questo scenario – avverte Cartabellotta – la “volata finale” del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica».Il Piano di Rilancio del SSN. «Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diri tto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune».Versione integrale del 8° Rapporto GIMBE: www.salviamo-ssn.it/8-rapportoPiano di Rilancio del SSN: www.salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/piano-di-rilancioIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Proudly powered by WordPress | Tema: Newses di Themeansar. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802989709880.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: gli italiani spendono 41,3 miliardi per curarsi nel privato. 5,8 milioni rinunciano alle cure | SaluteInternazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802907409165.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "saluteinternazionale.info" del 08 Oct 2025

SaluteInternazionale Sanità pubblica: gli italiani spendono 41,3 miliardi per curarsi nel privato. 5,8 milioni rinunciano alle cure

pubDate§§ 2025-10-08T12:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802907409165.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802907409165.PDF', 'title': 'saluteinternazionale.info'} tp:url§§ https://www.saluteinternazionale.info/2025/10/sanita-pubblica-gli-italiani-spendono-413-miliardi-per-curarsi-nel-privato-58-milioni-rinunciano-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802907409165.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 in netto aumento la rinuncia ad almeno una prestazione sanitaria, con differenze regionali notevoli. «Fuga» dei medici dal Servizio Sanitario Nazionale, carenza di infermieri. PNRR Salute: attivo solo il 4,4% delle Case di Comunità. Presentato a Roma l’8° rapporto Gimbe sul SSN.L’anno scorso gli italiani hanno speso di tasca propria 41,3 miliardi per prestazioni sanitarie necessarie, come visite specialistiche ed esami diagnostici; oltre 5,8 milioni di connazionali (un italiano su dieci) vi hanno rinunciato del tutto. Solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto. Persiste il divario tra Nord e Sud nell’offerta dei servizi sanitari, con pazienti meridionali costretti a migrare in cerca di cure migliori. E, mentre la sanità pubblica arranca, avanza il «privato puro». Sono alcuni aspetti evidenziati dall’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.Leggi tutto sul Corriere della Sera Scarica questo articolo in formato PDF Notizie flash dall’Italia e dal Mondo tp:writer§§ Gavino Maciocco guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802907409165.PDF §---§ title§§ Sanita in Sicilia sempre più in affanno: gravi carenze e ritardi e il rischio del privato che avanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802906409175.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanitainsicilia.it" del 08 Oct 2025

Un sistema sanitario che arranca e non riesce a garantire standard minimi di equità e qualità. Ã? questa lâ??immagine della Sicilia che emerge dallâ??8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale.

pubDate§§ 2025-10-08T12:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802906409175.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802906409175.PDF', 'title': 'sanitainsicilia.it'} tp:url§§ https://www.sanitainsicilia.it/sanita-in-sicilia-sempre-piu-in-affanno-gravi-carenze-e-ritardi-e-il-rischio-del-privato-che-avanza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802906409175.PDF tp:ocr§§ Un sistema sanitario che arranca e non riesce a garantire standard minimi di equità e qualità. Ã? questa lâ??immagine della Sicilia che emerge dallâ??8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale. I numeri parlano chiaro e compongono una fotografia impietosa. Meno risorse rispetto alla media nazionale, aspettativa di vita più bassa, carenze di personale, squilibri strutturali e forti ritardi nellâ??attuazione degli interventi del PNRR.Il primo elemento che balza agli occhi riguarda il finanziamento del sistema sanitario regionale. Nel 2023 la Sicilia ha ricevuto un finanziamento pro-capite dal Fondo Sanitario Nazionale pari a 2.079 euro, cifra salita a 2.166 euro nel 2024. Un incremento che, tuttavia, non basta a colmare il divario con il resto dâ??Italia: la media nazionale si attesta infatti a 2.181 euro pro-capite. Il criterio demografico utilizzato per il riparto, che assegna meno risorse alle regioni con una popolazione più giovane, penalizza fortemente lâ??Isola.Questo sottofinanziamento incide direttamente sullâ??accesso alle cure. Secondo i dati del 2024, infatti, il 9% dei cittadini siciliani â?? circa 432 mila persone â?? ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Una percentuale di poco inferiore alla media nazionale (9,9%), che tuttavia certifica le difficoltà crescenti di una parte consistente della popolazione ad accedere ai servizi.La condizione generale di salute dei siciliani trova un riflesso evidente nellâ??aspettativa di vita. Alla nascita, in Sicilia, un cittadino può contare in media su 82,1 anni, ben al di sotto della media nazionale di 83,4. Si tratta di un dato che colloca lâ??Isola al penultimo posto in Italia, confermando un divario che non è soltanto statistico, ma che incide concretamente sulla qualità della vita e sullâ??assistenza ai cittadini.Un altro capitolo critico è quello del personale sanitario. Nel 2023 la Sicilia contava complessivamente 9,4 unità di personale sanitario dipendente ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 11,9. Ma se i medici dipendenti risultano 1,94 ogni 1.000 abitanti, un dato leggermente superiore alla media nazionale (1,85), la situazione è allarmante sul fronte degli infermieri: appena 3,53 ogni 1.000 abitanti (media nazionale 4,7). Ã? il valore più basso dâ??Italia.Questo squilibrio si riflette nel rapporto medici/infermieri, che in Sicilia è pari a 1,82, contro una media nazionale di 2,54. In sostanza, il sistema siciliano è sbilanciato verso la presenza di medici, ma soffre di una carenza drammatica di infermieri, con effetti diretti sullâ??assistenza quotidiana e sulla presa in carico dei pazienti.Lâ??incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta unâ??altra ferita aperta. Nel 2023 la Sicilia ha totalizzato 173 punti su 300, piazzandosi penultima in Italia e risultando inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia.Nel dettaglio, lâ??Isola occupa il 21° posto per prevenzione collettiva e sanità pubblica, il 19° per assistenza distrettuale e il 13° per assistenza ospedaliera. Rispetto al 2022 il punteggio complessivo è peggiorato di 11 punti, segnale di un arretramento che pesa ulteriormente sulla capacità del sistema di rispondere ai bisogni della popolazione.Un altro indicatore delle difficoltà del sistema siciliano è rappresentato dalla mobilità sanitaria. Nel 2022 il saldo è stato fortemente negativo: -241,8 milioni di euro, con la Sicilia che si colloca al sesto posto per debiti. Molti cittadini, insomma, continuano a scegliere di curarsi fuori regione.A ciò si aggiunge un ruolo marginale delle strutture private accreditate, che in Sicilia erogano solo il 37,6% del valore totale della mobilità attiva regionale, contro una media nazionale del 54,4%.Il quadro dei medici di medicina generale presenta luci e ombre. Se da un lato solo il 25,5% supera il massimale di 1.500 assistiti (contro una media italiana del 51,7%), dallâ??altro lato il numero medio di pazienti per medico è di 1.161, inferiore alla media nazionale (1.374). Questo dato potrebbe sembrare positivo, ma in realtà riflette una riduzione complessiva della capacità assistenziale, che non si traduce in un migliore servizio per i cittadini.Infine, il capitolo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza evidenzia ulteriori criticità. Al 30 giugno 2025, delle 161 Case della Comunità programmate, solo 9 hanno attivato servizi (5 con tutti i servizi previsti, di cui appena 2 con presenza di medici e infermieri). Situazione migliore per le Centrali Operative Territoriali, tutte pienamente funzionanti e certificate. Ma sugli Ospedali di Comunità il ritardo è pesante: su 48 programmati, solo 4 sono stati attivati, pari allâ??8%.Quella tracciata dal Rapporto GIMBE è una fotografia che non lascia spazio a interpretazioni. La sanità siciliana resta tra le più fragili dâ??Italia, penalizzata da sottofinanziamenti, squilibri strutturali, inefficienze croniche e ritardi nellâ??attuazione dei programmi di riforma.I numeri non sono solo statistiche fredde ma raccontano il disagio quotidiano di centinaia di migliaia di cittadini che, nellâ??Isola, faticano ad accedere a cure tempestive e adeguate. E dietro questi dati si intravede un rischio ancora più profondo, quello di una strada spianata verso il privato, con un sistema pubblico sempre meno in grado di garantire universalità ed equità nelle cure.Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802906409175.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno negli ultimi 3 anni" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956608489.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sardegnareporter.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956608489.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956608489.PDF', 'title': 'sardegnareporter.it'} tp:url§§ https://www.sardegnareporter.it/2025/10/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-negli-ultimi-3-anni/749784/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956608489.PDF tp:ocr§§ Sito web “www.sardegnareporter.it”, iscritto come piccolo imprenditore presso il Registro Imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Cagliari-Oristano, al numero R.E.A. CA-366387, e iscritta al Registro Stampa presso la Cancelleria del Tribunale di Cagliari – Ufficio Stampa – come Giornale Online denominato appunto “Sardegnareporter.it”Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare. tp:writer§§ Gianfranco Fadda guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802956608489.PDF §---§ title§§ Sanità, M. Meloni (PD): "Gimbe conferma SSN al collasso" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802978609733.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sardegnareporter.it" del 08 Oct 2025

I dati dell''8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentati oggi alla Camera dei deputati da Nino Cartabellotta, confermano...

pubDate§§ 2025-10-08T14:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802978609733.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802978609733.PDF', 'title': 'sardegnareporter.it'} tp:url§§ https://www.sardegnareporter.it/2025/10/sanita-m-meloni-pd-gimbe-conferma-ssn-al-collasso/749929/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802978609733.PDF tp:ocr§§ I dati dell’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentati oggi alla Camera dei deputati da Nino Cartabellotta, confermano ciò che il Partito Democratico denuncia da tempo: la sanità pubblica è in grave sofferenza per le scelte miopi del governo di Giorgia Meloni, che continua a negare al SSN le risorse necessarie per garantire cure e diritti a cittadine e cittadini italiani.In Sardegna la situazione è particolarmente critica: carenze di personale, pronto soccorso al limite e tempi d’attesa insostenibili spingono ogni anno migliaia di persone a curarsi fuori dall’isola, contribuendo a una mobilità sanitaria che nel 2022 ha superato i 5 miliardi di euro. In particolare il Rapporto segnala una grave carenza di infermieri e un rapporto tra infermieri e medici tra i più bassi d’Europa, fotografia di un sistema squilibrato e sotto pressione che penalizza i territori più fragili e aumenta le diseguaglianze». Lo ha dichiarato il senatore del Pd, Marco Meloni, a margine della presentazione dell’ottavo Rapporto GIMBE sul servizio sanitario nazionale alla Camera dei deputati.«Come se non bastasse, il Fondo Sanitario Nazionale, in rapporto al PIL, scenderà dal 6,1% nel biennio 2025-2026 al 5,8% nel 2028. Questo arretramento colpirà direttamente i cittadini, perché le Regioni – per scongiurare bilanci in negativo – si troveranno di fronte a una terribile alternativa: aumentare le imposte o tagliare i servizi. Di fronte a tutto questo, il governo deve assumersi la responsabilità di invertire la rotta, restituendo alla sanità pubblica la centralità che merita. Il Partito Democratico continuerà a battersi per una sanità pubblica, universale e accessibile, e per aumentare il finanziamento del SSN, come proposto dalla legge Schlein. Ma soprattutto, con la legge di bilancio ormai alle porte, pretenderemo che la sanità diventi la vera priorità nazionale, non l’ennesima voce di spesa da comprimere per fare cassa», ha concluso il Questore di Palazzo Madama.Sito web “www.sardegnareporter.it”, iscritto come piccolo imprenditore presso il Registro Imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Cagliari-Oristano, al numero R.E.A. CA-366387, e iscritta al Registro Stampa presso la Cancelleria del Tribunale di Cagliari – Ufficio Stampa – come Giornale Online denominato appunto “Sardegnareporter.it”Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare. tp:writer§§ La Redazione Ilaria Corona guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802978609733.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965408593.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "shmag.it" del 08 Oct 2025

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E'' l''allarme che lancia l''ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965408593.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965408593.PDF', 'title': 'shmag.it'} tp:url§§ https://www.shmag.it/italia-mondo/08_10_2025/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965408593.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802965408593.PDF §---§ title§§ Italiani e cure: un rapporto preoccupante sulle rinunce - StraNotizie.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802721210267.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "stranotizie.it" del 08 Oct 2025

Un italiano su 10 rinuncia a cure, secondo il rapporto Gimbe. Scopri i dettagli sull''articolo di Sky TG24.

pubDate§§ 2025-10-08T16:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802721210267.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802721210267.PDF', 'title': 'stranotizie.it'} tp:url§§ https://www.stranotizie.it/italiani-e-cure-un-rapporto-preoccupante-sulle-rinunce/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802721210267.PDF tp:ocr§§ Un italiano su 10 rinuncia a cure, secondo il rapporto Gimbe. Scopri i dettagli sull'articolo di Sky TG24.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802721210267.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872108816.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sulpanaro.net" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872108816.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872108816.PDF', 'title': 'sulpanaro.net'} tp:url§§ https://www.sulpanaro.net/2025/10/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872108816.PDF tp:ocr§§ tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802872108816.PDF §---§ title§§ Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966008587.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966008587.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966008587.PDF', 'title': 'sumailombardia.info'} tp:url§§ https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2025/10/08/gimbe-13-miliardi-in-meno-alla-sanita-negli-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966008587.PDF tp:ocr§§ Spesa famiglie 41 mld, 10% non si cura.Agonia Ssn apre a privatoSUMAI Lombardia | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano | Email segreteria: lombardia@sumaiweb.it | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI Lombardia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966008587.PDF §---§ title§§ Gimbe: Ssn sottofinanziato e 41,3 mld a carico delle famiglie, la lenta agonia che spiana la strada al privato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802892208869.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802892208869.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802892208869.PDF', 'title': 'sumailombardia.info'} tp:url§§ https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/2025/10/08/gimbe-ssn-sottofinanziato-e-413-mld-a-carico-delle-famiglie-la-lenta-agonia-che-spiana-la-strada-al-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802892208869.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale fa i conti con un definanziamento strutturale (-13,1 miliardi negli ultimi tre anni) con la conseguenza che 41,3 miliardi di spese sanitarie restano a carico delle…SUMAI Lombardia | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano | Email segreteria: lombardia@sumaiweb.it | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI Lombardia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802892208869.PDF §---§ title§§ Sanità, in 400mila hanno rinunciato alle cure in Puglia nel 2024. Il rapporto Gimbe: “Aumento del 2,5%” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025509338.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "telebari.it" del 08 Oct 2025

Sanità, in 400mila hanno rinunciato alle cure in Puglia nel 2024. Il rapporto Gimbe: "Aumento del 2,5% rispetto all''anno precedente"

pubDate§§ 2025-10-08T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025509338.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025509338.PDF', 'title': 'telebari.it'} tp:url§§ https://www.telebari.it/attualita/227585-sanita-in-400mila-hanno-rinunciato-alle-cure-in-puglia-nel-2024-il-rapporto-gimbe-aumento-del-25.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025509338.PDF tp:ocr§§ Home » Attualità » Sanità, in 400mila hanno rinunciato alle cure in Puglia nel 2024. Il rapporto Gimbe: “Aumento del 2,5%”© Riproduzione riservata© Tele Bari srl - 2023 - Dir. Resp. Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449Effettua il loginRicordamiInserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.© Tele Bari srl - 2023 - Dir. Resp. Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449 tp:writer§§ La Redazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803025509338.PDF §---§ title§§ Eventi e scadenze dell'8 ottobre 2025 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803195007833.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 08 Oct 2025

I principali eventi economici societari e istituzionali in corso: risultati di periodo, annunci, conferenze, regolamenti

pubDate§§ 2025-10-08T06:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803195007833.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803195007833.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/19_2025-10-08_TLB/Eventi-e-scadenze-dell8-ottobre-2025.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803195007833.PDF tp:ocr§§ Home Page  /  Notizie  /  Eventi e scadenze dell'8 ottobre 2025 Eventi e scadenze dell'8 ottobre 2025 I principali eventi economici societari e istituzionali in corso: risultati di periodo, annunci, conferenze, regolamenti Calendar, Finanza 08 ottobre 2025 - 08.10 (Teleborsa) - Mercoledì 08/10/2025 Appuntamenti: TTG Travel Experience - Rimini - Rimini Expo Centre - 62ª edizione di TTG Travel Experience, di Italian Exhibition Group. Manifestazione di riferimento per la promozione del turismo mondiale, con operatori provenienti da tutto il mondo, key player delle principali aziende del comparto: enti del turismo, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, trasporti, strutture ricettive e servizi per il turismo (da mercoledì 08/10/2025 a venerdì 10/10/2025) IEG - InOut Expo - The Hospitality Community - Rimini Expo Centre - InOut è l'appuntamento di riferimento per progettare, arredare e innovare il settore dell'ospitalità. All'evento, di Italian Exhibition Group, strutture ricettive e balneari incontrano le migliori tecnologie, forniture e servizi, arredi e soluzioni wellness 8 - 10 ottobre 2025, Rimini Expo Centre (da mercoledì 08/10/2025 a venerdì 10/10/2025) FOMC - Pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria 08:15 - Camera dei Deputati - Federalismo fiscale, audizione ministro Foti - Palazzo San Macuto - La Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale svolge l'audizione del Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti, sulle tematiche relative allo stato di attuazione e alle prospettive del federalismo fiscale 10:30 - 8° Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale - Montecitorio - Presentazione dell'8° Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Saluti della Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, e della Vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone. Illustra il Rapporto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE. Interviene, tra gli altri, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci 11:00 - Assemblea biennale Assonime 2025 - Campus Luiss, Roma - All'assemblea di Assonime interverranno, Paolo Boccardelli (Rettore LUISS), Patrizia Grieco (Past President). (Massimo Tononi (Presidente) e il Ministro Giancarlo Giorgetti 11:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Quirinale - Cerimonia di consegna dei Premi Eni Award 2025 alla presenza del Presidente della della Repubblica, Sergio Mattarella 11:00 - Conferenza Stampa Gruppo Tecnocasa "La sinergia nel real estate" - Milano, Palazzo delle Stelline - Presentazione dei nuovi dati sul mercato immobiliare e creditizio in Italia a cura del Gruppo Tecnocasa. Interverranno, tra gli altri, Anna Pasquali Consigliere Delegato Tecnocasa Holding, Fabiana Megliola Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa e Piero Terranova Analista Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa 12:00 - Attività di Governo - Ministro Urso - Roma, Senato della Repubblica - Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, interviene al convegno "Taranto - Hub della sostenibilità integrata e della circolarità" organizzato da Confindustria Taranto 15:00 - Attività di Governo - Lorenzo Fontana - Montecitorio - Indirizzo di saluto del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, alla mostra "Fabriano Paper Symphony" 16:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Quirinale - Il Presidente della della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra la Nazionale Italiana femminile e maschile di pallavolo vincitrice della medaglia d'oro ai Campionati mondiali 2025 Borsa: Cina - Borsa di Shanghai chiusa per festività (da mercoledì 01/10/2025 a mercoledì 08/10/2025) Corea del Sud - Borsa di Seoul chiusa per festività (da lunedì 06/10/2025 a giovedì 09/10/2025)(Foto: a_korn - stock.adobe.com (ex Fotolia)) Condividi``` Leggi anche Eventi e scad enze del 3 ottobre 2025 MEF, il 10 ottobre in asta BOT 12 Mesi per 9 miliardi di euro Piazza Affari, i dividendi del 6 ottobre 2025 Popolare del Frusinate, Fabio Sbianchi nominato presidente tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803195007833.PDF §---§ title§§ Fondazione GIMBE: negli ultimi tre anni alla sanità 13,1 miliardi di euro in meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023809289.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 08 Oct 2025

A carico delle famiglie 41,3 miliardi di euro. Un italiano su 10 rinuncia alle cure

pubDate§§ 2025-10-08T12:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023809289.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023809289.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/87_2025-10-08_TLB/Fondazione-GIMBE-negli-ultimi-tre-anni-alla-sanit-131-miliardi-di-euro-in-meno.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023809289.PDF tp:ocr§§ Home Page  /  Notizie  /  Fondazione GIMBE: negli ultimi tre anni alla sanità 13,1 miliardi di euro in meno Fondazione GIMBE: negli ultimi tre anni alla sanità 13,1 miliardi di euro in meno A carico delle famiglie 41,3 miliardi di euro. Un italiano su 10 rinuncia alle cure Economia 08 ottobre 2025 - 13.49 (Teleborsa) - "Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". È quanto ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati la presentazione dell'ottavo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Definanziamento perenne – Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il fondo sanitario nazionale (FSN) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: da 125,4 miliardi di euro del 2022 a 136,5 miliardi di euro del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione – che nel 2023 ha toccato il 5,7% – e dall'aumento dei costi energetici. "Ma dietro l'aumento dei miliardi – afferma Cartabellotta – si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del FSN sul PIL al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025, pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi di euro nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente della Fondazione Gimbe – se è certo che nel triennio 2023-2025 il FSN è aumentato di € 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di PIL la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".Dal punto di vista previsionale, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025 del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/PIL stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: la quota di PIL destinata al FSN scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028. "Senza un deciso rifinanziamento a partire dalla Legge di Bilancio 2026 – avverte Cartabellotta – questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale". Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte Costituzionale con il netto cambio di passo dal "diritto finanziariamente condizionato" alla "spesa costituzionalmente necessaria" per finanziare i LEA: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica.Riparto del fondo sanitario lontano dall'equità – La revisione dei criteri di riparto ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. Infatti, in termini di riparto pro-capite, nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria ( 2.232), tutte Regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135 euro), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 euro della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia. "I meccanismi di riparto – denuncia Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica".Spesa sanitaria: il peso sulle famiglie e le rinunce alle cure – Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata. "La spesa delle famiglie – spiega Cartabellotta – viene inoltre arginata da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della Provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna (figura 6). Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%). "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e Istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".Livelli Essenziali di Assistenza, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud – Il 2023 certifica un'Italia spaccata: solo 13 Regioni rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prestazioni e servizi da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Al Sud si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. La cartina al tornasole degli adempimenti LEA è la mobilità sanitaria che nel 2022 vale oltre 5 miliardi di euro: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo si concentra in 5 Regioni del Sud (Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e nel Lazio, che registrano un saldo negativo oltre € 100 milioni. Le conseguenze di questa permanente frattura strutturale tra Nord e Sud si riflettono anche nell'aspettativa di vita che in tutte le Regioni del Mezzogiorno è pari o inferiore alla media nazionale. Le stime ISTAT per il 2024 indicano una media nazionale di 83,4 anni con nette differenze regionali: d agli 84,7 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81,7 della Campania, un gap di ben 3 anni. "Un drammatico segnale – commenta Cartabellotta – che testimonia la bassa qualità dei servizi sanitari del Mezzogiorno, oltre al fallimento di Piani di rientro e Commissariamenti nella riqualificazione e riorganizzazione sanitaria delle Regioni del Sud: qui i cittadini vivono una sanità peggiore, devono spendere per curarsi altrove e pagano imposte regionali più alte". Espansione dei soggetti privati – "Nessun Governo – spiega Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il SSN. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o privato puro), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – aggiunge il presidente di Fondazione Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti". Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 28,7 miliardi, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. A correre davvero è invece il privato puro: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi di euro a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta "solo" del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023. "Questo scenario – avverte Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo". Squilibri del personale sanitario: tanti medici, pochissimi infermieri – In Italia nel 2023 i medici dipendenti sono 109.024, pari a 1,85 per 1.000 abitanti, e quelli convenzionati 57.880. Ma secondo i dati OCSE, che includono tutti i medici in attività compresi gli specializzandi, il nostro Paese conta ben 315.720 medici, ovvero 5,4 ogni 1.000 abitanti. Siamo secondi dopo l'Austria, con un valore nettamente superiore alla media OCSE (3,9) e a quella dei paesi europei (4,1). "Questi numeri – osserva Cartabellotta – dimostrano che in Italia non c'è affatto carenza di medici, ma attestano una loro fuga continua dal SSN e carenze selettive in specialità ritenute poco attrattive e nella medicina generale". Al podio per numero di medici fa da contraltare la posizione di coda del nostro Paese per il numero di infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5. Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell'attrattività per la professione: per l'anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al Corso di Laurea in Infermieristica è crollato a 0,92. Sul fronte della medicina territoriale, al primo gennaio 2024 si stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale e di 502 pediatri di libera scelta, che rende spesso difficile trovare un professionista vicino al proprio domicilio. Infine, le retribuzioni restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di 117.954 dollari ( media OCSE 131.455 dollari) e per gli infermieri ospedalieri di 45.434 dollari (media OCSE 60.260). "Rimane incomprensibile – commenta Cartabellotta – la scelta di formare più medici, senza prima attuare misure concrete per arginarne le fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nel SSN. Ovvero rischiamo di investire denaro pubblico per regalare professionisti al privato o all'estero".Riforma dell'assistenza territoriale – Il recente monitoraggio Agenas sull'attuazione del DM 77/2022 rileva ritardi e disomogeneità regionali. Fatta eccezione per le Centrali Operative Territoriali il cui target è stato già raggiunto, al 30 giugno 2025 delle 1.723 Case della Comunità programmate, 218 (12,7%) avevano attivato tutti i servizi previsti e di queste solo 46 (2,7%) disponevano di personale medico e infermieristico. Per gli Ospedali di Comunità, a fronte di 592 strutture programmate, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per complessivi 2.716 posti letto. Quanto all'Assistenza Domiciliare Integrata, la copertura formale è garantita in tutte le Regioni tranne che in Sicilia (78%). Ma dietro i numeri emergono diseguaglianze nell'erogazione dei singoli servizi, con carenze significative in quelli socio-assistenziali. Stato di avanzamento del PNRR: luci e ombre – Per portare a termine la Missione Salute mancano 14 obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2026, una data che segna non solo la scadenza degli adempimenti burocratici, ma la reale consegna di strutture e servizi ai cittadini. Dal monitoraggio indipendente GIMBE emerge che 4 target sono in anticipo o già completati: ristrutturazioni degli ospedali, assistenza domiciliare per gli over 65, grandi apparecchiature, contratti di formazione specialistica; altri 5 non sono valutabili per mancanza di dati pubblici. 2 i target presentano ritardi: riguardo agli interventi di antisismica, al 25 febbraio 2025 risultano attivi o conclusi circa 86 cantieri, ma la spesa totale non raggiunge l'11% del finanziamento e nel Mezzogiorno è del 6% circa. Relativamente all'adozione da parte di tutte le Regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), al 31 marzo 2025 solo 6 documenti su 16 – lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia, prescrizione farmaceutica e specialistica e verbale di pronto soccorso – sono disponibili in tutte le Regioni. Inoltre, solo il 42% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del FSE con un divario enorme tra le Regioni: dall'1% in Abruzzo, Calabria e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Infine, 3 target risultano in netto ritardo: potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive, attivazione di Case di Comunità e Ospedali di Comunità. "Nonostante la rimodulazione al ribasso concessa dall'Europa – osserva Cartabellotta – i ritardi sono molto preoccupanti, in particolare in alcune Regioni. Anche perché, oltre al completamento delle strutture, rimane il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in queste strutture". In dettaglio, il target prevede che dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e almeno 307 Ospedali di Comunità, dotati di servizi e personale sanitari entro il 30 giugno 2026. Al 30 giugno 2025, per 218 Case della Comunità (21%) sono stati dichiarati attivi tutti i servizi, ma di queste solo 46 (4,4%) dispongono di personale medico e infermieristico; gli Ospedali di Comunità dichiarati attivi dalle Regioni erano invece solo 153 (49,8%). "In questo scenario – avverte Cartabellotta – la volata finale del PNRR impone una convergenza di sforzi tra Governo, Regioni e ASL per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini. Altrimenti rischiamo di lasciare in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate nel SSN insieme ad un pesante indebitamento, sprecando così un'occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica".Il Piano di Rilancio del SSN – "Il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – si gioca su una scelta politica netta: considerare la salute un investimento strategico del Paese o continuare a trattarla come un costo da comprimere. Il Piano di Rilancio della Fondazione GIMBE punta in una direzione chiara: rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, al fine di garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Ma perché questo Piano sia attuabile, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto. Un patto politico che superi ideologie partitiche e avvicendamenti di Governo, riconoscendo nel SSN un pilastro della democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico; un patto sociale che renda i cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e li educhi a un uso responsabile dei servizi; un patto professionale in cui tutti gli attori della sanità devono rinunciare ai privilegi di categoria per salvaguardare il bene comune". Condividi``` Leggi anche Intesa, Mainolfi: Fideuram Direct lancerà presto propria app per mercati esteri CVC raccoglie 10,4 miliardi di euro per quarto fondo europeo di direct lending Bankitalia: evasione fiscale in calo, 25 miliardi in meno dal 2017 GSK annuncia investimenti per 30 miliardi di dollari in USA durante visita Trump a Londra tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803023809289.PDF §---§ title§§ Gimbe: "Negli ultimi tre anni 13,1 miliardi in meno alla Sanità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802950808483.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tgcom24.mediaset.it" del 08 Oct 2025

È quanto emerge dall''ottavo Rapporto della Fondazione, che analizza e monitora la sostenibilità e l''efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.

pubDate§§ 2025-10-08T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802950808483.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802950808483.PDF', 'title': 'tgcom24.mediaset.it'} tp:url§§ https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/sanita-gimbe-negli-ultimi-tre-anni-13-1-miliardi-in-meno_104405618-202502k.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802950808483.PDF tp:ocr§§ È quanto emerge dall'ottavo Rapporto della Fondazione, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802950808483.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" - Torino Oggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966108588.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "torinoggi.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966108588.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966108588.PDF', 'title': 'torinoggi.it'} tp:url§§ https://www.torinoggi.it/2025/10/08/leggi-notizia/argomenti/ultimora-2/articolo/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966108588.PDF tp:ocr§§ Edizione locale IlNazionale.it(Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 - rileva il report - pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole - spiega il presidente - se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".  "Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma - denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto - Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale".  "Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto - prosegue il report - ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogio rno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite - si legge nel documento - nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia".  "I meccanismi di riparto - ammonisce Cartabellotta - restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica". "Nessun Governo - puntualizza Cartabellotta - ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato - descrive il presidente Gimbe - dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario - commenta Cartabellotta - documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  "La spesa delle famiglie - afferma ancora Cartabellotta - viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha co involto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)". "L'aumento della spesa a carico delle famiglie - osserva - rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".  webinfo@adnkronos.com (Web Info) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966108588.PDF §---§ title§§ Sanità, Riboldi: "Piemonte tra le regioni più virtuose secondo il Rapporto Gimbe" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802993809901.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "torinoggi.it" del 08 Oct 2025

"Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme"

pubDate§§ 2025-10-08T15:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802993809901.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802993809901.PDF', 'title': 'torinoggi.it'} tp:url§§ https://www.torinoggi.it/2025/10/08/leggi-notizia/argomenti/politica-11/articolo/sanita-riboldi-piemonte-tra-le-regioni-piu-virtuose-secondo-il-rapporto-gimbe.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802993809901.PDF tp:ocr§§ Edizione locale IlNazionale.itL'assessore regionale alla sanità Federico Riboldi«Anche nel 2025 il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie». A dirlo è l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commentando i dati del nuovo 8° Rapporto GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma.«Il Piemonte – sottolinea Riboldi – mantiene l’adempienza piena ai LEA, confermando un posizionamento tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un riconoscimento che premia il lavoro di operatori, strutture e sistema regionale nel suo insieme».Oltre alla continuità nei LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia elementi di forza strutturali:• Spesa sanitaria privata sotto controllo, a tutela dell’universalismo e dell’equità di accesso;• Saldo netto della mobilità passa da meno 19 milioni di euro a meno 5 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 14 milioni di euro;• Progresso nella digitalizzazione sanitaria, con avanzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e iniziative di telemedicina.Tuttavia, l’Assessore non ignora le sfide: «Il rapporto fotografa anche le criticità che dobbiamo affrontare con urgenza: le liste d’attesa restano la prima causa di rinuncia alle cure, e la carenza di nuovi laureati in medicina e infermieristica rischia di compromettere la tenuta dei servizi, in particolare nelle aree interne. Su questo puntiamo con decisione per migliorare la sanità pubblica piemontese».Il tema dell’ospedalizzazione evitabile e delle disuguaglianze territoriali sarà centrale nella stesura finale del Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, già in fase avanzata: «La nostra azione sarà chiara – conclude Riboldi –: consolidare ciò che funziona, riformare ciò che rallenta, garantire la salute come diritto effettivo su tutto il territorio regionale».comunicato stampa tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802993809901.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802869608775.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tuttoggi.info" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T10:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802869608775.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802869608775.PDF', 'title': 'tuttoggi.info'} tp:url§§ https://tuttoggi.info/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/944520/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802869608775.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E’ l’allarme che lancia l’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. “Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici”, registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro “l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro”.  “Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E’ la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Gimbe guarda alla prossima Manovra. “Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica”, osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: “La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028”. Carabellotta avverte che, “senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.  “Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal ‘diritto finanziariamente condizionato’ alla ‘spesa costituzionalmente necessaria’ per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica”, ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svanta ggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. “Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia”.  “I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. “Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o ‘privato puro’), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”.  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. “A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023”, puntualizza il report. “Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  “La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Secondo il rapporto siamo di fronte a “un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 mili oni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)”. “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”. tp:writer§§ tecnical guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802869608775.PDF §---§ title§§ Veneto, cresce il numero di chi rinuncia alle cure: nel 2024 il 7,9% dei cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047909562.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tviweb.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047909562.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047909562.PDF', 'title': 'tviweb.it'} tp:url§§ https://www.tviweb.it/veneto-cresce-il-numero-di-chi-rinuncia-alle-cure-nel-2024-il-79-dei-cittadini/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047909562.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 quasi otto veneti su cento, pari a oltre 383 mila persone, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il dato, in crescita di mezzo punto percentuale rispetto al 2023, emerge dall’ottavo rapporto della Fondazione Gimbe, che analizza la sostenibilità e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale.Nonostante l’aumento, la percentuale veneta resta inferiore alla media italiana, che si attesta al 9,9%. Lo studio segnala inoltre che nel 2023 il Veneto contava 13 unità di personale sanitario ogni mille abitanti, a fronte di una media nazionale di 11,9. I medici erano 1,63 per mille abitanti (contro 1,85 in Italia) e gli infermieri 5,29 (4,7 a livello nazionale).Sul fronte dei finanziamenti, nel 2023 – anno di revisione dei criteri di riparto – il Fondo sanitario regionale ammontava a 2.100 euro pro capite, con un incremento di 62 euro rispetto all’anno precedente, inferiore ai 71 euro medi nazionali. Nel 2024 il valore è salito a 2.182 euro per cittadino, lievemente superiore alla media italiana di 2.181 euro. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803047909562.PDF §---§ title§§ Sanità in crisi, il rapporto Gimbe: l’Umbria riceve più fondi pro capite ma cresce la rinuncia alle cure - Umbria 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980209781.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbria24.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T14:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980209781.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980209781.PDF', 'title': 'umbria24.it'} tp:url§§ https://www.umbria24.it/attualita/sanita-in-crisi-il-rapporto-gimbe-lumbria-riceve-piu-fondi-pro-capite-ma-cresce-la-rinuncia-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980209781.PDF tp:ocr§§ Il servizio sanitario nazionale è in lento declino, e il rischio è che milioni di cittadini restino privati di un diritto fondamentale: quello alla salute. A fotografare la situazione è l’ottavo rapporto Gimbe, pubblicato oggi dalla fondazione Gimbe, che evidenzia come la sanità pubblica italiana continui a soffrire di un progressivo defunding e di carenze strutturali, mentre la spesa privata dei cittadini aumenta e la fuga di personale verso il privato o l’estero si consolida.Secondo Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, «il servizio sanitario nazionale oggi vive una profonda crisi di sostenibilità, con liste d’attesa interminabili, pronto soccorso affollati, migrazione sanitaria e aumento della spesa privata fino alla rinuncia alle cure». Per Cartabellotta, il problema nasce da quindici anni di tagli e da una mancanza di riforme capaci di rendere attrattivo il lavoro nel pubblico, anche sul piano economico.Nel triennio 2023-2025 il fondo sanitario nazionale (Fsn) è aumentato di 11,1 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025. Tuttavia, in termini di percentuale sul Pil, il finanziamento è sceso dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2024-2025, un segnale di defunding continuo, avverte Cartabellotta. La manovra 2025 prevede un’ulteriore riduzione della quota di Pil destinata al Fsn nei prossimi anni, con possibili riflessi sulle Regioni: tra il 2025 e il 2028 il divario tra stima della spesa e risorse allocate potrebbe tradursi in tagli ai servizi o aumento della pressione fiscale regionale.In Umbria, il fondo sanitario nazionale pro-capite nel 2023 è stato di 2.171 euro, con un incremento di 94 euro rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. Nel 2024 il Fondo nazionale pro-capite regionale è salito a 2.232 euro, sopra la media nazionale di 2.181, grazie all’indice di vecchiaia particolarmente elevato della popolazione.Secondo dati Istat, nel 2024 le famiglie italiane hanno speso 41,3 miliardi di euro di tasca propria per curarsi. La spesa privata non solo è aumentata, ma è accompagnata da una crescente rinuncia alle prestazioni: circa 5,8 milioni di italiani, il 9,9% della popolazione, non hanno potuto usufruire di visite o esami. In Umbria, la percentuale sale al 12,2%, con oltre 104 mila persone che hanno rinunciato a cure, un dato superiore alla media nazionale e in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2023.Cartabellotta sottolinea che «a essere preoccupante non è solo il peso della spesa privata sulle famiglie, ma soprattutto il fatto che molti cittadini non possano permettersi le cure necessarie». La sanità pubblica, secondo la fondazione Gimbe, resta un bene fondamentale da proteggere con un piano di rifinanziamento progressivo e costante, simile a quanto fatto per gli investimenti militari.Il rapporto evidenzia come il problema non sia la scarsità di medici in generale – l’Italia ne conta 315.720, 5,4 ogni 1.000 abitanti, seconda solo all’Austria nell’Ocse – ma la loro distribuzione e la fuga dal servizio pubblico, con carenze in alcune specialità e nella medicina generale. Ancora più critica la situazione degli infermieri: in Italia ce ne sono 6,5 ogni 1.000 abitanti, rispetto alla media Ocse di 9,5. In Umbria, la densità di personale sanitario è superiore alla media nazionale, con 14 unità ogni 1.000 abitanti, 2,3 medici e 5,99 infermieri per 1.000 abitanti, ma anche qui la sfida resta quella di trattenere e motivare il personale.Cartabellotta osserva: «Il vero problema non è quanti medici ci sono in Italia, ma quanti medici non ci sono nel servizio sanitario nazionale. Senza misure per rendere le carriere più attrattive, rischiamo di spendere soldi pubblici per formare professionisti che poi migrano verso il privato o l’estero».La regione mostra buone performance sugli adempimenti dei livelli essenziali di assistenza (Lea), con un punteggio totale di 257 nel 2023, migliorando di 9 punti rispetto al 2022. La regione si colloca al 7° posto per la preve nzione collettiva, al 10° per assistenza distrettuale e ospedaliera, risultando adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia. La mobilità sanitaria regionale mostra un saldo negativo moderato (-36,6 milioni di euro nel 2022), con una presenza limitata del privato accreditato (15,5% del valore totale della mobilità attiva, contro la media Italia del 54,4%).Per quanto riguarda il Pnrr, al 30 giugno 2025 in Umbria delle 22 case della comunità programmate solo 6 hanno attivato almeno un servizio e 5 tutti i servizi obbligatori, di cui 2 con medici e infermieri presenti. Gli ospedali di comunità attivi sono 7 su 16, mentre tutte le centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti. Cartabellotta evidenzia che «la volata finale del Pnrr impone una convergenza di sforzi tra governo, regioni e asl per trasformare le risorse in servizi accessibili per i cittadini, altrimenti rischiamo di lasciare in eredità strutture vuote e tecnologie non integrate nel ssn».Per Cartabellotta, servono investimenti pubblici progressivi e riforme strutturali: «Non basta aggiungere cinque o sei miliardi nella prossima manovra. Serve un piano di rifinanziamento di almeno dieci-quindici anni, con un patto politico, sociale e professionale che metta la sanità al primo posto». Solo così, conclude il presidente, «si potrà garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute, rafforzando il servizio sanitario nazionale come pilastro della democrazia e della coesione sociale». Cartabellotta non si è lasciato sfuggire l’occasione per una puntualizzazione: «Se possiamo impegnarci a investire una certa percentuale del Pil per le spese militari, possiamo farlo anche per la sanità».Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. SostieniciAccettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti. tp:writer§§ Maurizio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802980209781.PDF §---§ title§§ In Umbria più di 104.000 persone rinunciano alle prestazioni sanitarie: oltre la media italiana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065409705.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T14:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065409705.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065409705.PDF', 'title': 'umbriadomani.it'} tp:url§§ https://www.umbriadomani.it/in-evidenza/in-umbria-piu-di-104-000-persone-rinunciano-alle-prestazioni-sanitarie-piu-della-media-italiana-335171/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065409705.PDF tp:ocr§§ In Umbria nel 2024 il 12,2% dei cittadini, oltre 104mila persone, ha dichiarato di avere rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 3 punti di percentuale rispetto al 2023. Il dato emerge dall’ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza  del Sistema sanitario nazionale. Riguardo al riparto del Fondo sanitario nazionale nel 2023 – anno in cui sono stati modificati i criteri – in regione è stato pari a 2.171 pro capite, con un incremento di 94 rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71. Secondo Gimbe nel 2024 l’Umbria ha ricevuto 2.232 euro pro capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181. I nuovi criteri di riparto, infatti, assicurano più risorse alle Regioni con popolazione più anziana e l’Umbria possiede un indice di vecchiaia “particolarmente elevato”.In Umbria l’aspettativa di vita è pari a 83,9 anni, media nazionale 83,4. Gimbe ha tracciato un quadro che rispetto  agli organici del personale sanitario a livello regionale, con dati migliori della media nazionale. In particolare nel 2023 in Umbria si registrano 14 unità ogni 1000 abitanti, media nazionale 11,9; 2,3 medici dipendenti ogni 1000 abitanti, media Italia 1,85; 5,99 infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti, media Italia 4,7; il rapporto medici-infermieri è pari a 2,6, media Italia 2,54. Riguardo al Pnrr, dati Agenas al 30 giugno 2025, per le case della comunità: a fronte di una programmazione complessiva di 22, al 30 giugno 2025 sei hanno attivato almeno un servizio, cinque tutti quelli obbligatori di cui due con presenza di medici e infermieri. Il 100 per cento delle centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti. Riguardo gli ospedali di comunità, a fronte di una programmazione di 16, al 30 giugno 2025 7 (44%) sono stati dichiarati attivi dalla Regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065409705.PDF §---§ title§§ In Umbria più di 104.000 persone rinunciano alle prestazioni sanitarie: oltre la media italiana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065509706.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 08 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-08T14:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065509706.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065509706.PDF', 'title': 'umbriadomani.it'} tp:url§§ https://www.umbriadomani.it/in-evidenza/in-umbria-piu-di-104-000-persone-rinunciano-alle-prestazioni-sanitarie-piu-della-media-italiana-335171/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065509706.PDF tp:ocr§§ In Umbria nel 2024 il 12,2% dei cittadini, oltre 104mila persone, ha dichiarato di avere rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 3 punti di percentuale rispetto al 2023. Il dato emerge dall’ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza  del Sistema sanitario nazionale. Riguardo al riparto del Fondo sanitario nazionale nel 2023 – anno in cui sono stati modificati i criteri – in regione è stato pari a 2.171 pro capite, con un incremento di 94 rispetto all’anno precedente, superiore alla media nazionale di 71. Secondo Gimbe nel 2024 l’Umbria ha ricevuto 2.232 euro pro capite, cifra superiore alla media nazionale di 2.181. I nuovi criteri di riparto, infatti, assicurano più risorse alle Regioni con popolazione più anziana e l’Umbria possiede un indice di vecchiaia “particolarmente elevato”.In Umbria l’aspettativa di vita è pari a 83,9 anni, media nazionale 83,4. Gimbe ha tracciato un quadro che rispetto  agli organici del personale sanitario a livello regionale, con dati migliori della media nazionale. In particolare nel 2023 in Umbria si registrano 14 unità ogni 1000 abitanti, media nazionale 11,9; 2,3 medici dipendenti ogni 1000 abitanti, media Italia 1,85; 5,99 infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti, media Italia 4,7; il rapporto medici-infermieri è pari a 2,6, media Italia 2,54. Riguardo al Pnrr, dati Agenas al 30 giugno 2025, per le case della comunità: a fronte di una programmazione complessiva di 22, al 30 giugno 2025 sei hanno attivato almeno un servizio, cinque tutti quelli obbligatori di cui due con presenza di medici e infermieri. Il 100 per cento delle centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti. Riguardo gli ospedali di comunità, a fronte di una programmazione di 16, al 30 giugno 2025 7 (44%) sono stati dichiarati attivi dalla Regione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803065509706.PDF §---§ title§§ SANITÀ – L’Assessore alla Sanità Riboldi: «Piemonte tra le regioni più virtuose d’Italia” - VercelliOggi.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985609983.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vercellioggi.it" del 08 Oct 2025

«Il Piemonte si conferma tra le Regioni più virtuose d’Italia per qualità e affidabilità del suo sistema sanitario». Così l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commenta i dati contenuti nel 7° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma. «Come si legge nel rapporto, nel 2021 – sottolinea Riboldi – la […]

pubDate§§ 2025-10-08T15:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985609983.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985609983.PDF', 'title': 'vercellioggi.it'} tp:url§§ https://www.vercellioggi.it/sanita-lassessore-alla-sanita-riboldi-piemonte-tra-le-regioni-piu-virtuose-ditalia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985609983.PDF tp:ocr§§ «Il Piemonte si conferma tra le Regioni più virtuose d’Italia per qualità e affidabilità del suo sistema sanitario». Così l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, commenta i dati contenuti nel 7° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato oggi a Roma.«Come si legge nel rapporto, nel 2021 – sottolinea Riboldi – la nostra Regione ha ottenuto 197 punti nel monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), posizionandosi tra le prime in Italia per adempienza in tutte le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Un risultato che certifica la solidità del nostro sistema, anche a fronte delle gravi difficoltà attraversate negli ultimi anni».Oltre all’adempienza LEA, il Rapporto GIMBE evidenzia altri elementi di forza del Piemonte:Saldo positivo nella mobilità sanitaria interregionale, a conferma della fiducia dei cittadini anche di altre Regioni;Spesa sanitaria privata sotto controllo, inferiore alla media nazionale, che tutela l’equità di accesso;Riduzione di quasi un punto percentuale delle famiglie che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie tra il 2022 e il 2023;Progresso nella digitalizzazione sanitaria, con investimenti significativi sul Fascicolo Sanitario Elettronico e l’innovazione tecnologica.«Questi numeri – prosegue l’Assessore – non ci autorizzano a rallentare. Anzi, ci spingono ad accelerare il percorso di riforma già avviato. Dobbiamo affrontare con determinazione le liste d’attesa, la carenza di personale e il potenziamento della rete territoriale, valorizzando anche il lavoro straordinario svolto dai nostri operatori sanitari».Riboldi conferma che questi risultati saranno integrati nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030, attualmente in fase di elaborazione: «Un piano che metterà al centro le persone con nuovi ospedali, più sanità ed equità territoriale e forte innovazione a partire dal nuovo CUP integrato con intelligenza artificiale».Per restare sempre aggiornato sui contenuti offertida VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:Iscriviti alla nostra pagina Facebooke al nostro Gruppo pubblico di Facebookal nostro account di Instagramal nostro canale di Whatsappal nostro canale Telegram Redazione di Vercelli tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802985609983.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "13 miliardi in meno in ultimi 3 anni" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802873008805.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vicenzareport.it" del 08 Oct 2025

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E'' l''allarme che lancia l''ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe,

pubDate§§ 2025-10-08T10:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802873008805.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802873008805.PDF', 'title': 'vicenzareport.it'} tp:url§§ https://www.vicenzareport.it/adnkronos-news/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802873008805.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E’ l’allarme che lancia l’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. “Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall’inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall’aumento dei costi energetici”, registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro “l’aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili”. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. “In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro”.  “Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E’ la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”. Gimbe guarda alla prossima Manovra. “Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica”, osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un’altra storia: “La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028”. Carabellotta avverte che, “senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale”.  “Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal ‘diritto finanziariamente condizionato’ alla ‘spesa costituzionalmente necessaria’ per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica”, ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svanta ggio che assegna più risorse alle Regioni con popolazione più anziana. “Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia”.  “I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l’1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica”. “Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata”. Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o ‘privato puro’), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. “Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti”.  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. “A correre davvero è invece il ‘privato puro’: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta ‘solo’ del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023”, puntualizza il report. “Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell’ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo”.  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  “La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre ‘arginata’ da fenomeni che riducono l’equità dell’accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie”. Secondo il rapporto siamo di fronte a “un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 mili oni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5,3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l’aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)”. “L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)MMpubblicità di Monica Milano - via Lombardia, 10 - 36015 Schio (VI) - P.Iva 04449720244 - C.F. MLN MNC 67L58 L840M - REA VI-404849 - Vicenzareport, quotidiano Reg. Trib. di VI n. 1290 del 28-06-2013Cookies Policy - Terms and Conditions - Privacy Policy tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802873008805.PDF §---§ title§§ Sanità, oltre un marchigiano su dieci rinuncia alle cure: "La salute è diventata un lusso" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061309684.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vivereascoli.it" del 08 Oct 2025

Il nuovo rapporto GIMBE denuncia il progressivo indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale. Cartabellotta: "Così cresce il divario tra chi può curarsi e chi no".

pubDate§§ 2025-10-08T14:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061309684.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061309684.PDF', 'title': 'vivereascoli.it'} tp:url§§ https://www.vivereascoli.it/2025/10/09/sanit-oltre-un-marchigiano-su-dieci-rinuncia-alle-cure-la-salute-diventata-un-lusso/155268 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061309684.PDF tp:ocr§§ 08.10.2025 - h 15:39 4' di lettura da Matteo Mattei Il nuovo rapporto GIMBE denuncia il progressivo indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale. Cartabellotta: "Così cresce il divario tra chi può curarsi e chi no". Nelle Marche, più di un cittadino su dieci ha rinunciato, nell’ultimo anno, a una o più prestazioni mediche per motivi economici o per le lunghe liste d’attesa. Un dato che, tradotto nella quotidianità, significa visite specialistiche rimandate, esami saltati, cure rinviate. A fotografare la situazione è l’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE, presentato alla Camera dei Deputati dal presidente Nino Cartabellotta. Il documento parla chiaro: il sistema sanitario pubblico è sempre più in affanno, stretto tra definanziamento cronico, fuga di personale e crescita del settore privato.“Nessun governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il Servizio Sanitario Nazionale – ha spiegato Cartabellotta – ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce l’espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità convenzionata”. Secondo il presidente GIMBE, oggi la sanità privata si muove su quattro fronti: come erogatrice di servizi (sia convenzionata che “puro privato”), come investitore finanziario (fondi, banche, gruppi industriali), come terzo pagante (assicurazioni e fondi sanitari), e come partner nei progetti pubblico-privati. “È un ecosistema complesso – ha sottolineato – dove diventa difficile mantenere l’equilibrio tra l’obiettivo pubblico di tutela della salute e quello imprenditoriale del profitto”.I numeri del Ministero della Salute confermano il trend: su 29.386 strutture sanitarie italiane, 17.042 (il 58%) sono private accreditate, e in diversi settori superano il pubblico: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%), specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata ai privati convenzionati ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. Nel frattempo, corre il cosiddetto “privato puro”: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie in queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi di euro. Un aumento che fotografa un’Italia sempre più divisa: chi può permetterselo accelera sul privato, chi non può resta indietro o rinuncia.Nelle Marche la rinuncia alle cure è ormai “normalità”Nelle Marche, secondo l’elaborazione dei dati GIMBE, oltre il 10% dei cittadini ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel corso dell’anno. Un fenomeno che trova riscontro anche nel Piceno, dove tra i principali motivi ci sono liste d’attesa troppo lunghe e difficoltà economiche. Secondo i dati ISTAT, la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha raggiunto nel 2024 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% del totale. Il restante 3,4% (6,36 miliardi) passa invece attraverso fondi sanitari e assicurazioni.Il risultato è che l’86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, senza intermediazioni.“L’aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva Cartabellotta – rompe il patto tra cittadini e istituzioni: milioni di persone sono costrette a pagare di tasca propria o, se non possono, a rinunciare alle cure. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di diventare un privilegio”. Il presidente GIMBE ha parlato di “lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale”, denunciando la mancanza di una strategia politica capace di invertire la rotta. “Da anni – ha detto – i governi di ogni colore promettono di difendere il SSN, ma nessuno ha avuto il coraggio di rilanciarlo con riforme e risorse adeguate”.Sebbene il Fondo Sanitario Nazionale sia cresciuto, tra il 2023 e il 2025, da 125,4 a 136,5 miliardi di euro, Cartabellotta sottolinea che si tratta di un aumento solo apparente:l’inflazione, i costi energetici e il calo del rapporto tra spesa sanitaria e PIL (dal 6,3% del 2022 al 6,1% nel 2024) significano in realtà meno risorse reali. “È un definanziamento travestito da incremento – spiega – perché in termini assoluti la sanità pubblica perde tra i 3 e i 5 miliardi l’anno”.Nel Piceno, dove la carenza di personale medico e la carenza di servizi territoriali si fanno sentire più che altrove, la crisi del sistema pubblico ha effetti immediati: ambulatori sovraccarichi, tempi d’attesa incompatibili con la prevenzione, emergenza medici di base nelle aree interne. E mentre cresce la domanda di prestazioni, le famiglie della provincia devono scegliere: aspettare o pagare. Un bivio che, in molti casi, significa rinunciare alla salute.Nel territorio piceno, il segnale è già evidente: chi può permettersi una visita privata la fa, chi no resta in lista o rinuncia. E in questo paradosso quotidiano, il principio fondante del SSN, quello di garantire le cure “a tutti, ovunque e in modo equo”, sembra allontanarsi sempre di più. Per molti marchigiani e piceni, la sanità pubblica è ancora una speranza.Ma sempre più spesso, purtroppo, è anche una rassegnazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100803061309684.PDF §---§ title§§ PNRR e sanità territoriale: ritardi preoccupanti, rischio "cattedrali nel deserto" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716110312.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vivereascoli.it" del 08 Oct 2025

Il monitoraggio Agenas fotografa un quadro a luci e ombre. Cartabellotta (GIMBE): “Rischiamo di costruire cattedrali nel deserto”

pubDate§§ 2025-10-08T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716110312.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716110312.PDF', 'title': 'vivereascoli.it'} tp:url§§ https://www.vivereascoli.it/2025/10/09/pnrr-e-sanit-territoriale-ritardi-preoccupanti-rischio-cattedrali-nel-deserto/155321 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716110312.PDF tp:ocr§§ 08.10.2025 - h 17:19 3' di lettura da Matteo Mattei Il monitoraggio Agenas fotografa un quadro a luci e ombre. Cartabellotta (GIMBE): “Rischiamo di costruire cattedrali nel deserto” Dovevano rappresentare la rivoluzione della sanità territoriale, la risposta concreta al bisogno di cure vicine ai cittadini, soprattutto nelle aree interne. Ma a un anno dal termine fissato dal DM 77/2022, nelle Marche il percorso di attuazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità arranca. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), aggiornato al 30 giugno 2025, la Regione conta 29 Case della Comunità programmate, di cui 20 con almeno un servizio attivo, ma solo una risulta pienamente operativa con personale medico e infermieristico. Tra queste, quattro strutture non dispongono nemmeno di presenza sanitaria fissa. Ancora più allarmante la situazione degli Ospedali di Comunità: dei nove programmati, nessuno risulta ancora attivo.Le Case della Comunità dovrebbero rappresentare il fulcro della nuova sanità territoriale: luoghi dove medici di base, infermieri di famiglia e assistenti sociali lavorano insieme per gestire la cronicità, la prevenzione e il monitoraggio dei pazienti fragili. Eppure, a due anni dal varo del decreto, solo il 12,7% delle strutture italiane ha attivato tutti i servizi previsti. Ancora più basso il numero di quelle dotate di personale completo: appena 46 su 1.723 programmate (2,7%). “I ritardi sono molto preoccupanti – ha commentato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – soprattutto in alcune Regioni. Oltre alla costruzione fisica delle strutture, resta irrisolto il nodo del personale: carenza di infermieri e incertezze sulla reale disponibilità dei medici di famiglia a lavorare in questi nuovi spazi”.Il quadro non migliora se si guarda agli Ospedali di Comunità, pensati per accogliere pazienti che necessitano di cure intermedie, evitando il sovraffollamento degli ospedali tradizionali. A livello nazionale, su 592 strutture previste, solo 153 (26%) sono state dichiarate attive, per un totale di 2.716 posti letto. Nelle Marche, però, la casella resta vuota: nessun Ospedale di Comunità è stato ancora attivato, nonostante i nove previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Una situazione che rischia di pesare soprattutto sulle aree interne del Piceno sempre più prive di punti di riferimento sanitari.Per Cartabellotta, i numeri dell’Agenas segnalano una corsa contro il tempo: “Entro il 30 giugno 2026 – ricorda – dovranno essere pienamente funzionanti almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità, completi di personale e servizi. Ma se non si interviene subito, rischiamo di consegnare ai cittadini strutture vuote e tecnologie digitali non integrate nel SSN”. Il presidente della Fondazione GIMBE parla senza giri di parole: “Il PNRR ha messo risorse importanti, ma senza personale e visione di sistema, quelle risorse rischiano di trasformarsi in cattedrali nel deserto”.Mentre i cantieri finanziati dal PNRR avanzano, la domanda resta la stessa: chi ci lavorerà dentro? La carenza cronica di medici di medicina generale, infermieri e personale amministrativo rischia di svuotare i nuovi presidi ancor prima di aprirli. Nel Piceno, dove la distanza dagli ospedali principali è un problema strutturale, il rischio è concreto: avere mura nuove, ma nessuno dentro. “La volata finale del PNRR – avverte Cartabellotta – impone uno sforzo comune tra Governo, Regioni e Ast per trasformare le risorse in servizi reali per i cittadini. Altrimenti lasceremo in eredità strutture vuote e un pesante indebitamento, sprecando un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità pubblica”. Parole che suonano come un avviso anche per le Marche, dove il tempo stringe e si richiede una sanità più vicina e accessibile. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802716110312.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “13 miliardi in meno in ultimi 3 anni” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966808643.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "wesud.it" del 08 Oct 2025

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E'' l''allarme che lancia l''ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della

pubDate§§ 2025-10-08T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966808643.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966808643.PDF', 'title': 'wesud.it'} tp:url§§ https://wesud.it/sanita-gimbe-13-miliardi-in-meno-in-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966808643.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – Il Servizio sanitario pubblico scricchiola. E' l'allarme che lancia l'ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera. "Dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: dai 125,4 miliardi del 2022 ai 136,5 miliardi del 2025. Risorse in buona parte erose dall'inflazione, che nel 2023 ha toccato il 5,7%, e dall'aumento dei costi energetici", registra Gimbe.  Nella sua analisi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, evidenzia che dietro "l'aumento dei miliardi si cela un imponente e costante definanziamento, perché cambiando unità di misura le rassicuranti cifre assolute diventano solo illusioni contabili". Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025 – rileva il report – pari a una riduzione in termini assoluti di 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025. "In altre parole – spiega il presidente – se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fsn è aumentato di 11,1 miliardi, è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi di euro".  "Siamo testimoni di un lento, ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma – denuncia Cartabellotta nella sua relazione alla presentazione del rapporto – Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute. Da anni i governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. E' la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi". Gimbe guarda alla prossima Manovra. "Dal punto di vista previsionale il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) del 2 ottobre 2025 stima un rapporto spesa sanitaria/Pil stabile al 6,4% per gli anni 2025, 2027 e 2028, con un leggero aumento al 6,5% nel 2026, legato alla lieve revisione al ribasso delle stime di crescita economica", osserva la Fondazione. Tuttavia, aggiunge, la legge di Bilancio 2025 racconta un'altra storia: "La quota di Pil destinata al Fsn scenderà dal 6,1% del 2025-2026 al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Questo divario tra previsione di spesa e finanziamento pubblico rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni: 7,5 miliardi di euro per il 2025, 9,2 miliardi nel 2026, 10,3 miliardi nel 2027, 13,4 miliardi nel 2028". Carabellotta avverte che, "senza un deciso rifinanziamento a partire dalla legge di Bilancio 2026, questo divario tra stima di spesa e risorse allocate costringerà le Regioni a scelte dolorose per i propri residenti: ridurre i servizi o aumentare la pressione fiscale".  "Eppure il finanziamento della sanità pubblica non è una variabile negoziabile, come ribadito dalla Corte costituzionale con il netto cambio di passo dal 'diritto finanziariamente condizionato' alla 'spesa costituzionalmente necessaria' per finanziare i Lea: la Consulta ha riaffermato che la tutela della salute è un diritto incomprimibile che lo Stato deve garantire prioritariamente, recuperando le risorse necessarie da altri capitoli di spesa pubblica", ricorda Gimbe nel rapporto.  La revisione dei criteri di riparto – prosegue il report – ha introdotto lievi effetti redistributivi per le Regioni del Mezzogiorno, compensando solo in parte lo svantaggio che assegna più risorse alle Region i con popolazione più anziana. "Infatti, in termini di riparto pro-capite – si legge nel documento – nel 2024 la Liguria (2.261 euro) guida la classifica, seguita da Molise (2.235), Sardegna (2.235) e Umbria (2.232), tutte regioni con un indice di vecchiaia elevato. Al contrario, escludendo le Province autonome, le Regioni più giovani ricevono quote pro-capite inferiori alla media nazionale: Campania (2.135), Lombardia (2.154), Lazio (2.164) e Sicilia (2.166). Rispetto alla media nazionale di 2.181 euro pro-capite, nel 2024 il gap va dai +79,84 della Liguria ai -80,18 della Provincia autonoma di Bolzano. Differenze che in valori assoluti vanno dai +159,5 milioni del Piemonte ai -256,5 milioni della Campania e ai -268,5 milioni della Lombardia".  "I meccanismi di riparto – ammonisce Cartabellotta – restano profondamente iniqui. La quota non pesata del 60% limita la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto quelli emergenti tra i giovani e le fasce socialmente svantaggiate. Inoltre, le nuove variabili su mortalità precoce e condizioni socio-economiche pesano troppo poco: solo l'1,5% sul riparto complessivo. Infine, in assenza di criteri oggettivi e trasparenti, la quota premiale si è trasformata in un meccanismo di compensazione politica". "Nessun Governo – puntualizza Cartabellotta – ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento della sanità pubblica favorisce la continua espansione dei soggetti privati, ben oltre la sanità privata convenzionata". Oggi i soggetti privati in sanità si muovono su quattro fronti: erogatori (convenzionati o 'privato puro'), investitori (fondi di investimento, banche, gruppi industriali), terzi paganti (assicurazioni, fondi sanitari), oltre a tutti i contraenti di partenariati pubblico-privato. "Un ecosistema complesso e intricato – descrive il presidente Gimbe – dove è difficile mantenere l'equilibrio tra l'obiettivo pubblico della tutela della salute e quello imprenditoriale della generazione di profitti".  Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (58%) sono private accreditate e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2024 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 28,7 miliardi di euro, ma in termini percentuali è scesa al minimo storico del 20,8%. "A correre davvero è invece il 'privato puro': tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture è aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi. Nello stesso periodo la spesa out of pocket nel privato accreditato è cresciuta 'solo' del 45%, con un divario che si è ridotto da 2,2 miliardi nel 2016 a 390 milioni nel 2023", puntualizza il report. "Questo scenario – commenta Cartabellotta – documenta una profonda evoluzione dell'ecosistema dei privati in sanità, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un binario parallelo e indipendente dal pubblico, riservato solo a chi può permetterselo".  Secondo i dati Istat, la spesa sanitaria per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 miliardi di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 miliardi di spesa privata, di cui 41,3 miliardi (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (out of pocket) e 6,36 miliardi (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l'86,7% della spesa privata grava direttamente sui cittadini, mentre solo il 13,3% è intermediata.  "La spesa delle famiglie – afferma ancora Cartabellotta – viene inoltre 'arginata' da fenomeni che riducono l'equità dell'accesso e peggiorano le condizioni di salute: limitazione delle spese per la salute, indisponibilità economica temporanea e, soprattutto, rinuncia alle prestazioni sanitarie". Secondo il rapporto siamo di fronte a "un fenomeno esploso nel 2024 quando ha coinvolto 1 italiano su 10 (oltre 5,8 milioni di persone), ossia il 9,9% della popolazione, con marcate differenze regionali: dal 5, 3% della provincia autonoma di Bolzano al 17,7% della Sardegna. Il quadro è destinato a peggiorare, complice l'aumento della povertà assoluta che nel 2023 ha colpito 2,2 milioni di famiglie (8,4%)". "L'aumento della spesa a carico delle famiglie – osserva – rompe il patto tra cittadini e istituzioni con milioni di persone costrette a pagare la sanità di tasca propria o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni. E soprattutto senza più la sicurezza di poter contare su una sanità pubblica che garantisca certezze".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Seguici anche sul nostro canale Telegram tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/08/2025100802966808643.PDF §---§