title§§ Toscana Confronto a tre
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Estratto da pag. 4 di "NAZIONE" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ Toscana Confronto a tre Il nostro dibattito a Firenze Scintille su sicurezza e migranti Le proposte di Giani, Tomasi e Bundu a pochi giorni dalle elezioni regionali Un solo punto in comune: sì all’acqua pubblica (ma con accenti diversi) e Claudio Capanni FIRENZE Tutti e tre favorevoli all’acqua pubblica (sia pur con diverse gradazioni di entusiasmo). E stop. Poi tra Eugenio Giani, artigiano storico della politica, governatore dem uscente della Toscana in corsa per il bis alle regionali, il frontman del centrodestra Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia quota FdI con eloquio fermo e soft, e la paladina della sinistra radicale Antonella Bundu non si trova una sintesi programmatica – tolto l’amore per la Toscana – che sia una. Difficile il contrario d’altronde visto che il primo è il condottiero di un campo largo che va dai riformisti renziani ai ’no tutto’ pentastellati, il suo principale competitor incarna la destra storica toscana pur infarcita di civici (con aggiunta di un Vannacci sconquassa-Lega), e la ’terza incomoda’ ha un mondo, quello della sinistra critica, che nel Granducato ha un suo seguito e pure bello tosto. Al confronto organizzato da Qn La Nazione – introdotto dalla direttrice Agnese Pini e coordinato dalla vicedirettrice Cristina Privitera e dalla capocronista di Firenze Erika Pontini – in un Palaffari gremito la platea si surriscalda sopratutto su due temi, l’emergenza sicurezza e il reddito di inclusione (concessione gianiana all’allargamento perimetrale pentastellato). Sui Cpr il Palazzo degli Affari si spacca in due. Applausi a Giani («In Toscana non ci saranno mai. E per la sicurezza punto a una Polizia regionale») e Bundu («Sono una forma legale di tortura») e un mezzo boato per Tomasi che scalda i suoi così: «Dico sì. Bisogna garantire i più deboli: anziani, bambini ma anche i commercianti». Il reddito è tema spinoso. E mentre Giani lo difende e parla di «sostegno utile in una fase transitoria, affinché il lavoratore possa reimmettersi sul mercato», Tomasi risponde picche. «Sono assolutamente contrario – argomenta – quei soldi andrebbero spesi negli aiuti ai tirocini e alle borse di studio». Ma il tema principe dei confronti regionali resta la sanità. Il clima si placa – ma non Tomasi che bacchetta il governatore uscente sugli sprechi («C’è un buco strutturale di 200 milioni ripianato con l’addizionale Irpef») – e la platea ascolta le proposte. Per il candidato meloniano, che sottolinea come «la sanità a bilancio pesa 8,1 miliardi di euro», «ci sono mille rivoli che vanno riorganizzati». Giani incassa e rilancia: «La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 case di comunità». Poi l’autoelogio: «Siamo regione d’eccellenza, lo dice la Fondazione Gimbe e Agenas». Tranchant Bundu che invoca «una sanità totalmente pubblica» e promette di «abbattere le liste d’attesa in tre anni» con le reinternalizzazionni. Clima teso ma cordiale che si scioglie un po’ con la domanda ’pop’: «Quale avversario politico inviterebbe al cinema e perché?». Giani: «Porterei Vannacci a vedere La vita è bella di Benigni». Ecco Tomasi: «Preferisco Nuti, più vicino al carattere dei toscani. Porterei gli altri due perché noi ci abbiamo messo la faccia». Supera i confini granducali Bundu: «Vi invito a vedere il film di Ken Loach che mostra lo sfruttamento dei lavoratori della logistica. Il lavoro deve avere paghe dignitose». ---End text--- Author: Emanuele Baldi Heading: Highlight: Sanità Costi e priorità GIANI: «Nel nostro programma è centrale: sanità pubblica e universalistica. La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 nuove case di comunità per ammortizzare i carichi dei pronto soccorso, più l’abbattimento delle liste d’attesa. Siamo regione d’eccellenza, lo dice la Fondazione Gimbe a Agenas, nei miei primi 5 anni di governo 2 milioni di prestazioni in più». TOMASI: «La sanità a bilancio pesa per 8,1 miliardi. Ci sono mille rivoli e sprechi che vanno governati con riorganizzazione e efficientamento. Con le tre maxi Asl la sinistra ci aveva prom
esso che avremmo speso meno con più servizi. Ad oggi resta un buco strutturale di 200 milioni ripianato con l’addizionale Irpef». BUNDU: «Sanità totalmente pubblica. Abbatteremo in tre anni le liste d’attesa. Come? Con reinternalizzazioni e un piano assunzioni straordinario. Le case di comunità vanno riempite di medici e strumentazioni». Energie rinnovabili Sì alla geotermia GIANI: «Oggi l’autoproduzione di energia con rinnovabili in Toscana è il 51%, entro la fine della prossima legislatura voglio arrivare al 66%. Dopo un anno di trattative abbiamo stipultato con 16 sindaci il nuovo accordo sulla geotermia. Questo accordo garantirà meno inquinamento e 3 nuove centrali». TOMASI: «Bisogna ridurre il consumo. Abbiamo troppi edifici pubblici e privati energivori su cui dobbbiamo lavorare con contributi e finanziamenti affinché si riduca al massimo lo spreco di energia. Sì all’energia rinnovabile, all’eolico e la geotermia, che può giocare un ruolo determinate per la Toscana». BUNDU: «Siamo assolutamente a favore dell’energia rinnovabile e per abbandonare il fossile stoppando tutti gli incentivi e i progetti che lo riguardano. Bisogna ridurre il consumo energetico pensando ad un efficientamento di scuole ed efifici pubblici. Ci sono fondi che potrebbero essere utilizzati meglio. Sì alla geotermia e per le comunità energetiche». Sicurezza Scontro sui Cpr GIANI: «In Toscana non ci sarà mai un Cpr. La Regione, secondo me, deve supportare la Polizia municipale e una scuola di formazione. Vogliamo sostenere, con una legge specifica, l’istallazione di telecamere e di sistemi di deterrenza. Credo ci sia bisogno anche di una Polizia regionale che intervenga in modo forte». TOMASI: «Bisogna garantire i più deboli: anziani, bambini ma anche i commercianti. Per questo dico sì al Cpr. La Polizia regionale, invece, non fa altro che aumentare la confusione. Credo che per riportare sicurezza bisognerebbe riqualificare parchi e periferie. Ma anche aiutare i sindaci». BUNDU: «No ai Cpr, sono una forma legale di tortura. I problemi non si risolvono mettendo le persone nei Centri di identificazione, nei quali poi ci restano per mesi. E poi non si può collegare lo straniero alla insicurezza. Questo è assolutamente sbagliato». Infrastrutture Il nodo Fi-Pi-Li GIANI: «Nei primi sei mesi di governo, se eletto, stipulerò la convenzione per costituire Toscana Strade spa, chiamata a riscuotere il pedaggio dei tir sulla Fi-Pi-Li con cui finanziare la terza corsia e quella d’emergenza. Replicheremo la struttura della società Autostrade, come il centrodestra ha fatto con la bretella di Mestre, in Veneto, o in Lombardia con la Pedemontana. Peretola? Favorevole». TOMASI: «Sulla Fi-Pi-Li, in 55 anni di legislatura la sinistra non ha fatto né lavori ordinari né straordinari. Partiamo al contrario, con la concretezza di sindaco dico che ne primi 6 mesi serve un progetto esecutivo che quantifichi costi e tempi dei cantieri. Peretola? Favorevole». BUNDU: «Manca la progettazione a breve termine: puntiamo in tutti i modi a incentivare il trasporto privato su ferro e non su gomma. No al pedaggio per i tir in Fi-Pi-Li. Contraria all’ampliamento di Peretola». Industria Investimenti e crisi Aree marginali “Toscana Diffusa“ GIANI: «Il mio governo ha stanziato per le imprese 550milioni in 5 anni con bandi, su ricerca, export ed efficientamento energetico. Serve una reindustrializzazione, la Toscana non può vivere solo di turismo e terziario. La mia giunta bene ha lavorato su Piombino favorendo l’accordo con Metinvest e Jsw». TOMASI: «La deindustrializzazione è un problema che esiste da tempo. Ma si continua solo a intervenire quando c’è una crisi. Su Beko a Siena e a Piombino c’ha messo mano il governo Meloni, per superare i tavoli di crisi, non la Regione». BUNDU: «Sulle acciaierie di Piombino la politica non sta dando sufficienti risposte: siamo passati da 12mila a 1850 lavoratori. Su Gkn bene la legge sui consorzi di bonifica, mancano accordi quadro che diano risposte a lavoratori in cassa integrazione da 13 anni». GIANI: «C’è tutto n
el piano regionale di sviluppo. Abbiamo creato le condizioni per la Toscana Diffusa, con bandi per accesso al credito, finanziamento per rilanciare il commercio e la rigenerazione urbana, a sostegno dei piccoli comuni che debbono avere una corsia preferenziale per realizzare progetti». TOMASI: «Per non fuggire dalle aree interne serve lavoro, oggi ci sono 44 aree grigie in Toscana senza connessione. A queste servono sgravi fiscali, e non parcellizzare le risorse. Mi preoccupa il concetto ‘Diffuso di Giani’, che sia solo un mero taglio di nastro quando in realtà servono infrastrutture strategiche». BUNDU: «C’è una disomogeneità di risorse enorme tra piccoli borghi e grandi città. Nel Mugello ci sono ancora strade rese inagibili da frane di mesi fa. A Firenzuola i ragazzi a scuola vanno a Firenze o Imola. Ma senza un diritto al lavoro e alla mobilità serio e non un urlato i piccoli borghi si spopolano». Trasporti Gomma o rotaia? Turismo Rebus affitti brevi GIANI: «Il nodo dell’Alta Velocità a Firenze è fondamentale perché libera la rete di superficie: abbiamo calcolato che da 414 treni regionali si passerà a 616 convogli. Quello dei trasporto su rotaia è un problema che la mia giunta ha affrontato e risolto col ministro Giovannini, che ci ha permesso di partire con quest’opera di assoluta funzionalità che tocca tutta la Toscana». TOMASI: «Con la stazione Foster si aumenterà il numero dei treni. Ma io vedo in crisi il Tpl su gomma: la gara unica è stato un gravissimo errore. Ha prodotto tagli per milioni di euro. Ci sono ragazzi e lavoratori costretti ad attendere fino a 3 ore perché gli manca la coincidenza con gli autobus». BUNDU: «Dobbiamo rimettere in sesto i binari che abbiamo. Fare la stazione Foster, con tutti i costi anche ambientali che ha comportato, è stato un grande errore. Si va verso un people mover ma abbiamo visto come anche a Pisa abbia fallito». GIANI: «La Regione si è dotata di un testo unico sul turismo, molto apprezzato dalle categorie, che però il governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale. Questa legge porta a una promozione del turismo che passa dalle province e dai 28 ambiti turistici. Abbiamo dato ai Comuni la possibilità di disciplinare in merito agli affitti brevi». TOMASI: «Il testo unico sul turismo della Regione va migliorato. Ma bisogna attendere l’esito del ricorso. Se si affitta una casa ai turisti nulla in contrario, ma in Toscana ci sono grandi gruppi che ormai controllano interi immobili. Non possiamo mettere in competizione gli alberghi, che hanno investito e garantiscono sicurezza, con i B&B». BUNDU: «La Regione dia ai Comuni più strumenti per la questione dell’overtourism, fenomeno che porta allo spopolamento dei centri in favore degli affitti turistici. Basta vivere di rendita con i B&B nelle mani di pochi». Acqua pubblica Tutti favorevoli GIANI: «L’acqua è un diritto e deve restare un bene pubblico, gestito nell’interesse dei cittadini e dei territori. La gestione pubblica dell’acqua garantisce trasparenza, controllo e investimenti mirati, senza logiche di profitto ma con l’obiettivo di migliorare il servizio». TOMASI: «L’acqua è già pubblica ma la gestione può essere privata. Le nostre tariffe sono le più alte d’Italia con perdite idriche del 30%. La Toscana è preda di colossi come saccheggiano gli impianti. La multiutility è nata tardi, perciò va spinta con forza, e non azzoppata sul management, Borsa sì, Borsa no. È tempo di investire su tubature, piano irriguo perché gli invasi privati non bastano». BUNDU: «Totalmente favorevole. L’acqua è un servizio essenziale: le logiche di mercato non possono essere applicate. Con il nuovo bando per la concessione del servizio idrico il 70% di parte pubblica non consente di dire che il servizio sia gestito dal pubblico, i consigli comunali sono esautorati». Reddito di inclusione GIANI: «Favorevole. Pensiamo a un bonus di 500 o 600 euro che sia di sostegno, per alcuni mesi, a tutti coloro che devono fare un corso di formazione professionale per poter fare un certo tipo di lavoro. Quindi dico sì a un sostegn
o che sia utile in una fase transitoria, affinché il lavoratore possa immettersi sul mercato». TOMASI: «Assolutamente contrario. Quelle risorse andrebbero spese come aiuto ai tirocini, alle borse di studio, al diritto alla mobilità per quei ragazzi che non possono permettersi di studiare. Ma penso anche ad aiuti ai ricercatori precari all’interno dei nostri Cnr». BUNDU: «Servono strumenti per far sì che la gente non sia ricattabile per il lavoro. Il reddito di inclusione va a colmare quel gap tra quanto un lavoratore prende e quanto è il minimo che dovrebbe prendere. La Regione deve mettere dei fondi per fare in modo che i toscani riescano ad arrivare a fine mese». Eugenio Giani «Contribuiamo al benessere senza lasciare indietro nessuno» Alessandro Tomasi «Siamo a un passo dall’alternanza, restituiamo sale alla democrazia» Antonella Bundu «Siamo per la salute pubblica, la tutela dell’ambiente, il lavoro dignitoso» SCHEDE A CURA DI ANTONIO PASSANESE E FRANCESCO INGARDIA Image:Il nostro dibattito a Firenze Scintille su sicurezza e migranti Eugenio Giani Le proposte di Giani, Tomasi e Bundu a pochi giorni dalle elezioni regionali Un solo punto in comune: sì all’acqua pubblica (ma con accenti diversi) Alessandro Tomasi Antonella Bundu Il confronto fra Alessandro Tomasi, Antonella Bundu ed Eugenio Giani, organizzato da QN-La Nazione al Palacongressi di Firenze -tit_org- Toscana Confronto a tre -sec_org-
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title§§ Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d'attesa»
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE AREZZO" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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tp:ocr§§ Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria» SANITÀ «Nel nostro programma è centrale: sanità pubblica e universalistica. La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 nuove case di comunità per ammortizzare i carichi dei pronto soccorso, più l’abbattimento delle liste d’attesa. Siamo regione d’eccellenza, lo dicono la Fondazione Gimbe e Agenas, nei miei primi 5 anni di governo 2 milioni di prestazioni in più». SICUREZZA «La Regione affronta il tema in modo indiretto, ma un presidente di regione deve poter intervenire in modo diretto in materia di sicurezza. Ma dobbiamo qualificare la polizia municipale: in Toscana servono una scuola di formazione, la polizia regionale e con legge specifica installare telecamere in tutta la regione come deterrente anti-criminalità. I Cpr? Io non li voglio, sono luoghi di degrado e di detenzione impropria. I fatti dimostrano che, in mancanza di convenzioni internazionali e accordi bilaterali, la detenzione non dura giorni ma mesi. E i centri vengono gestiti da chi ha vinto un appalto al massimo ribasso». AREE INTERNE «La strategia del centrosinistra sta tutta nel piano regionale di sviluppo. Abbiamo creato le condizioni per la Toscana Diffusa, con bandi per accesso al credito, finanziamento per rilanciare il commercio e la rigenerazione urbana, a sostegno dei piccoli comuni che devono avere una corsia preferenziale per realizzare progetti». FI-PI-LI E TIRRENICA «Nei primi sei mesi di governo, se eletto, stipulerò la convenzione per costituire Toscana Strade spa, chiamata a riscuotere il pedaggio dei tir sulla Fi-Pi-Li con cui finanziare la terza corsia e quella d’emergenza. Replicheremo la struttura della società Autostrade, creando una società specializzata così come il centrodestra ha fatto con la bretella di Mestre, in Veneto, o in Lombardia con la Pedemontana. Noi siamo pronti a stanziare risorse regionali, che lo Stato non ha stanziato. Col pedaggio per i tir si può fare. La misura è impopolare? Sì, ma è l’unica cosa da fare, il resto sono solo discorsi». LA CRISI DELL’INDUSTRIA «Il mio governo ha stanziato per le imprese 550milioni in 5 anni con bandi su ricerca, export ed efficientamento energetico. In 5 anni il tasso di occupazione è salito di oltre 5 punti, dal 65,3 al 70,9%, la Toscana è più attrattiva, lo dimostrano gli insediamenti di brand come Fendi e Louis Vuitton. Serve una reindustrializzazione, la Toscana non può vivere solo di turismo e terziario. La mia giunta bene ha lavorato su Piombino favorendo l’accordo con Metinvest e Jsw per rilanciare la siderurgia». AL CINEMA CON CHI «Come film scelgo ‘La vita è bella’, diretto dal toscano Roberto Benigni. In momenti come questi, con quello che accade a Ga2a, abbiamo bisogno di momenti belli, di quella resistenza, umanità, humor e simpatia di cui Benigni con quel film si è fatto portatore. Con chi lo guarderei? Il generale Vannacci, lo vedo molto attivo». ENERGIE RINNOVABILI «Il nostro target di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è al 51%. A fine legislatura voglio arrivare al 66%. Dopo un anno di trattative con 16 sindaci e Enel Green Power siamo giunti a un accordo quadro sulla geotermia che porterà a rinnovare condotte, garantire meno inquinamento, più sicurezza energetica con tre nuovi centrali. E’ tempo però di buttarsi su progetti inesplorati: come l’eolico e quel project financing del 2020 che ci porta sull’Arno con delle briglie che garantiranno il 25% di energia pulita a Firenze». TURISMO «Il mio governo ha cambiato il paradigma del turismo, passando da una gestione provinciale a 28 ambiti turistici, per valorizzare tutte le perle della nostra regione. E poi l’accelerata è arrivata con il Testo Unico, concertato per un anno con le altre forze politiche in regione. Dopo l’approvazione tutte le associazioni di categoria stavano dalla nostra parte, perché oltr
e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE EMPOLI" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE FIRENZE" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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tp:ocr§§ Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria» Il nostro dibattito con i candidati SANITÀ «Nel nostro programma è centrale: sanità pubblica e universalistica. La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 nuove case di comunità per ammortizzare i carichi dei pronto soccorso, più l’abbattimento delle liste d’attesa. Siamo regione d’eccellenza, lo dicono la Fondazione Gimbe e Agenas, nei miei primi 5 anni di governo 2 milioni di prestazioni in più». SICUREZZA «La Regione affronta il tema in modo indiretto, ma un presidente di regione deve poter intervenire in modo diretto in materia di sicurezza. Ma dobbiamo qualificare la polizia municipale: in Toscana servono una scuola di formazione, la polizia regionale e con legge specifica installare telecamere in tutta la regione come deterrente anti-criminalità. I Cpr? Io non li voglio, sono luoghi di degrado e di detenzione impropria. I fatti dimostrano che, in mancanza di convenzioni internazionali e accordi bilaterali, la detenzione non dura giorni ma mesi. E i centri vengono gestiti da chi ha vinto un appalto al massimo ribasso». AREE INTERNE «La strategia del centrosinistra sta tutta nel piano regionale di sviluppo. Abbiamo creato le condizioni per la Toscana Diffusa, con bandi per accesso al credito, finanziamento per rilanciare il commercio e la rigenerazione urbana, a sostegno dei piccoli comuni che devono avere una corsia preferenziale per realizzare progetti». FI-PI-LI E TIRRENICA «Nei primi sei mesi di governo, se eletto, stipulerò la convenzione per costituire Toscana Strade spa, chiamata a riscuotere il pedaggio dei tir sulla Fi-Pi-Li con cui finanziare la terza corsia e quella d’emergenza. Replicheremo la struttura della società Autostrade, creando una società specializzata così come il centrodestra ha fatto con la bretella di Mestre, in Veneto, o in Lombardia con la Pedemontana. Noi siamo pronti a stanziare risorse regionali, che lo Stato non ha stanziato. Col pedaggio per i tir si può fare. La misura è impopolare? Sì, ma è l’unica cosa da fare, il resto sono solo discorsi». LA CRISI DELL’INDUSTRIA «Il mio governo ha stanziato per le imprese 550milioni in 5 anni con bandi su ricerca, export ed efficientamento energetico. In 5 anni il tasso di occupazione è salito di oltre 5 punti, dal 65,3 al 70,9%, la Toscana è più attrattiva, lo dimostrano gli insediamenti di brand come Fendi e Louis Vuitton. Serve una reindustrializzazione, la Toscana non può vivere solo di turismo e terziario. La mia giunta bene ha lavorato su Piombino favorendo l’accordo con Metinvest e Jsw per rilanciare la siderurgia». AL CINEMA CON CHI «Come film scelgo ‘La vita è bella’, diretto dal toscano Roberto Benigni. In momenti come questi, con quello che accade a Ga2a, abbiamo bisogno di momenti belli, di quella resistenza, umanità, humor e simpatia di cui Benigni con quel film si è fatto portatore. Con chi lo guarderei? Il generale Vannacci, lo vedo molto attivo». ENERGIE RINNOVABILI «Il nostro target di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è al 51%. A fine legislatura voglio arrivare al 66%. Dopo un anno di trattative con 16 sindaci e Enel Green Power siamo giunti a un accordo quadro sulla geotermia che porterà a rinnovare condotte, garantire meno inquinamento, più sicurezza energetica con tre nuovi centrali. E’ tempo però di buttarsi su progetti inesplorati: come l’eolico e quel project financing del 2020 che ci porta sull’Arno con delle briglie che garantiranno il 25% di energia pulita a Firenze». TURISMO «Il mio governo ha cambiato il paradigma del turismo, passando da una gestione provinciale a 28 ambiti turistici, per valorizzare tutte le perle della nostra regione. E poi l’accelerata è arrivata con il Testo Unico, concertato per un anno con le altre forze politiche in regione. Dopo l’approvazione tutte le associazioni di categoria s
tavano dalla nostra parte, perché oltre che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Il nostro dibattito con i candidati Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 34 di "NAZIONE GROSSETO" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- «Toscane Strade i in sei mesi Abbattero le liste d'attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 34 di "NAZIONE LIVORNO" del 07 Oct 2025
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- «Toscane Strade i in sei mesi Abbattero le liste d'attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE LUCCA" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE MASSA E CARRARA" del 07 Oct 2025
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 38 di "NAZIONE PISA" del 07 Oct 2025
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tavano dalla nostra parte, perché oltre che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Il nostro dibattito con i candidati Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 38 di "NAZIONE PISTOIA" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 38 di "NAZIONE PONTEDERA" del 07 Oct 2025
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE PRATO" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 36 di "NAZIONE SIENA" del 07 Oct 2025
Il governatore uscente: «Scuola di formazione regionale per la polizia municipale No ai Cpr, sì a più telecamere. Non bastano turismo e terziario, serve più industria»
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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Estratto da pag. 40 di "NAZIONE VIAREGGIO" del 07 Oct 2025
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e che a tutelarle dava ai sindaci poteri di controllo diretto rispetto agli affitti brevi, sia per consentire a città come Firenze di mettere un freno, sia ai piccoli borghi di poter sfruttare il mercato dei b&b per il loro sviluppo. Peccato solo che il ministro Santanché, che all’inizio sembrava d’accordo, poi ha deciso di impugnare la norma». TRASPORTI «L’Alta Velocità col passante di Firenze e la nuova stazione Foster libererà Santa Maria Novella, da 414 a 616 treni regionali, grazie al lavoro ripartito a metà 2022 col ministro Giovannini. Niente più inchino dei treni regionali a favore delle frecce. Sono favorevole alla stazione Medio Etruria, è urgente realizzarla a Rigutino». APPELLO AL VOTO «Orgogliosi di vivere in Toscana e di contribuire al benessere e alla prosperità senza lasciare indietro nessuno. Vogliamo confermarci, rilanciare e valorizzare questa nostra regione così bella e attrattiva». Francesco Ingardia ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Fi-Pi-Li: il pedaggio per i Tir unica scelta per allargarla Puntiamo al 66% di energia da rinnovabili Image: -tit_org- Eugenio Giani «Toscane Strade in sei mesi Abbatterò le liste d’attesa» -sec_org-
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title§§ In pensione 3 medici 7mila pazienti senza assistenza è Cuccu = Tre medici verso la pensione 7mila pazienti senza assistenza
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/07/2025100702180601914.PDF
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Estratto da pag. 37 di "NUOVA SARDEGNA" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ Oristano In pensione 3 medici 7mila pazienti senza assistenza ? Cuccu a pag. 37 Tre medici verso la pensione 7mila pazienti senza assistenza La situazione critica come mai in passato si presenterà all’inizio del 2026 L’Ordine dei medici accusa: «Gli Ascot non sono la soluzione» Oristano In città l’assistenza sanitaria di base è ormai sull’orlo del baratro. Nei prossimi mesi, 7mila pazienti rimarranno senza medico di famiglia, una situazione che proietta un’ombra cupa sul futuro del sistema territoriale. La crisi, già grave, è destinata ad acuirsi con il recente addio di un medico, andato via sbattendo la porta prima della pensione, stremato non tanto dall’impegno verso i suoi assistiti quanto dall’eccessiva burocrazia. Altri due colleghi si ritireranno presto per aver raggiunto l’età e l’anzianità necessarie. Tutto questo avviene in un periodo problematico di forte carenza di personale. L’Asl risponderà probabilmente con l’istituzione degli ambulatori straordinari, in attesa che nuovi medici presentino le loro candidature, ma il timore è che i tempi si allunghino. Per Antonio Sulis, presidente dell’Ordine provinciale dei medici, gli ASCoT non sono la soluzione a lungo termine: «I pazienti hanno diritto ad avere un medico di medicina generale assegnato», afferma non nascondendo la sua profonda preoccupazione per gli scenari futuri. La crisi non è solo numerica, ma strutturale. «Purtroppo, questo è il risultato di un sistema che non può più basarsi sul semplice mettere toppe ogni volta che si presenta una falla – dice –. Il servizio sanitario va organizzato. Il fatto che non si trovino medici disposti a lavorare nemmeno nel capoluogo la dice lunga su una situazione diventata ormai insostenibile». E aggiunge: «Una volta la carenza di medici si verificava solamente nei piccoli centri dell’interno, ma oggi si è estesa ovunque. Non è solo una questione remunerativa: per poter lavorare bene, il medico deve essere supportato da un sistema organizzato». A riprova della gravità della situazione, cita i dati nazionali: «In Sardegna stiamo sempre peggio. Siamo la regione con meno medici rispetto alle esigenze. Non lo dico io, ma i rapporti ufficiali». La conferma arriva dai dati di riduzione percentuale più drastici come il calo del 39 per cento di medici di medicina generale tra il 2019 e il 2023 evidenziati dal rapporto dalla Fondazione Gimbe e anche l’Agenas certifica la costante e significativa riduzione del numero di medici di base e pediatri di libera scelta. Dice ancora il presidente dell’Ordine: «Alla base c’è una assoluta mancanza di programmazione, che non si può fa con gli slogan e le promesse. Programmazione che, sia chiaro, non riguarda solo la medicina territoriale». Antonio Sulis conclude evidenziando che le criticità del sistema sardo come la carenza di personale, l’invecchiamento demografico, la dispersione sono in gran parte legate ai ritardi nell’attuazione delle programmazioni passate e alla necessità urgente di un profondo aggiornamento per allineare i servizi alle esigenze attuali. Intanto a Oristano si riaffaccia lo spettro dell’apertura degli ASCoT per ben settemila pazienti, un numero mai ipotizzato prima, con i tanti disagi che tutto ciò comporta. ---End text--- Author: Michela Cuccu Heading: Highlight: Antonio Sulis: «Si pagano anni di mancata programmazione sul mondo della sanità» Manca il sistema di supporto che limiti la burocrazia Tra il 2019 e il 2023 perso il 39% dei dottori di medicina generale Anche il capoluogo andrà incontro all’emergenza che affrontano i piccoli comuni Image: -tit_org- In pensione 3 medici 7mila pazienti senza assistenza è Cuccu Tre medici verso la pensione 7mila pazienti senza assistenza -sec_org-
tp:writer§§ Michela Cuccu
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title§§ Toscana, candidati a confronto Scintille su migranti e sicurezza = Toscana Confronto a tre
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Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ Firenze, ieri il nostro dibattito Toscana, candidati a confronto Scintille su migranti e sicurezza Toscana Confronto a tre Il nostro dibattito a Firenze Scintille su sicurezza e migranti Le proposte di Giani, Tomasi e Bundu a pochi giorni dalle elezioni regionali Un solo punto in comune: sì all’acqua pubblica (ma con accenti diversi) Baldi, Capanni, Ingardia e Allegranti alle pagine 4, 5 e 7 e Claudio Capanni FIRENZE Tutti e tre favorevoli all’acqua pubblica (sia pur con diverse gradazioni di entusiasmo). E stop. Poi tra Eugenio Giani, artigiano storico della politica, governatore dem uscente della Toscana in corsa per il bis alle regionali, il frontman del centrodestra Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia quota FdI con eloquio fermo e soft, e la paladina della sinistra radicale Antonella Bundu non si trova una sintesi programmatica – tolto l’amore per la Toscana – che sia una. Difficile il contrario d’altronde visto che il primo è il condottiero di un campo largo che va dai riformisti renziani ai ’no tutto’ pentastellati, il suo principale competitor incarna la destra storica toscana pur infarcita di civici (con aggiunta di un Vannacci sconquassa-Lega), e la ’terza incomoda’ ha un mondo, quello della sinistra critica, che nel Granducato ha un suo seguito e pure bello tosto. Al confronto organizzato da Qn La Nazione – introdotto dalla direttrice Agnese Pini e coordinato dalla vicedirettrice Cristina Privitera e dalla capocronista di Firenze Erika Pontini – in un Palaffari gremito la platea si surriscalda sopratutto su due temi, l’emergenza sicurezza e il reddito di inclusione (concessione gianiana all’allargamento perimetrale pentastellato). Sui Cpr il Palazzo degli Affari si spacca in due. Applausi a Giani («In Toscana non ci saranno mai. E per la sicurezza punto a una Polizia regionale») e Bundu («Sono una forma legale di tortura») e un mezzo boato per Tomasi che scalda i suoi così: «Dico sì. Bisogna garantire i più deboli: anziani, bambini ma anche i commercianti». Il reddito è tema spinoso. E mentre Giani lo difende e parla di «sostegno utile in una fase transitoria, affinché il lavoratore possa reimmettersi sul mercato», Tomasi risponde picche. «Sono assolutamente contrario – argomenta – quei soldi andrebbero spesi negli aiuti ai tirocini e alle borse di studio». Ma il tema principe dei confronti regionali resta la sanità. Il clima si placa – ma non Tomasi che bacchetta il governatore uscente sugli sprechi («C’è un buco strutturale di 200 milioni ripianato con l’addizionale Irpef») – e la platea ascolta le proposte. Per il candidato meloniano, che sottolinea come «la sanità a bilancio pesa 8,1 miliardi di euro», «ci sono mille rivoli che vanno riorganizzati». Giani incassa e rilancia: «La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 case di comunità». Poi l’autoelogio: «Siamo regione d’eccellenza, lo dice la Fondazione Gimbe e Agenas». Tranchant Bundu che invoca «una sanità totalmente pubblica» e promette di «abbattere le liste d’attesa in tre anni» con le reinternalizzazionni. Clima teso ma cordiale che si scioglie un po’ con la domanda ’pop’: «Quale avversario politico inviterebbe al cinema e perché?». Giani: «Porterei Vannacci a vedere La vita è bella di Benigni». Ecco Tomasi: «Preferisco Nuti, più vicino al carattere dei toscani. Porterei gli altri due perché noi ci abbiamo messo la faccia». Supera i confini granducali Bundu: «Vi invito a vedere il film di Ken Loach che mostra lo sfruttamento dei lavoratori della logistica. Il lavoro deve avere paghe dignitose». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Emanuele Baldi Heading: Highlight: Eugenio Giani Alessandro Tomasi Antonella Bundu Sanità Costi e priorità GIANI: «Nel nostro programma è centrale: sanità pubblica e universalistica. La vera riforma della prossima legislatura è la sanità territoriale con 77 nuove case di comunità per ammortizzare i carichi dei pronto soccorso, più l’abbattimento delle liste d’attesa. Siamo regione d’eccellenza, lo dice la Fondazione Gimbe a Agenas, nei miei primi 5
anni di governo 2 milioni di prestazioni in più». TOMASI: «La sanità a bilancio pesa per 8,1 miliardi. Ci sono mille rivoli e sprechi che vanno governati con riorganizzazione e efficientamento. Con le tre maxi Asl la sinistra ci aveva promesso che avremmo speso meno con più servizi. Ad oggi resta un buco strutturale di 200 milioni ripianato con l’addizionale Irpef». BUNDU: «Sanità totalmente pubblica. Abbatteremo in tre anni le liste d’attesa. Come? Con reinternalizzazioni e un piano assunzioni straordinario. Le case di comunità vanno riempite di medici e strumentazioni». Energie rinnovabili Sì alla geotermia GIANI: «Oggi l’autoproduzione di energia con rinnovabili in Toscana è il 51%, entro la fine della prossima legislatura voglio arrivare al 66%. Dopo un anno di trattative abbiamo stipultato con 16 sindaci il nuovo accordo sulla geotermia. Questo accordo garantirà meno inquinamento e 3 nuove centrali». TOMASI: «Bisogna ridurre il consumo. Abbiamo troppi edifici pubblici e privati energivori su cui dobbbiamo lavorare con contributi e finanziamenti affinché si riduca al massimo lo spreco di energia. Sì all’energia rinnovabile, all’eolico e la geotermia, che può giocare un ruolo determinate per la Toscana». BUNDU: «Siamo assolutamente a favore dell’energia rinnovabile e per abbandonare il fossile stoppando tutti gli incentivi e i progetti che lo riguardano. Bisogna ridurre il consumo energetico pensando ad un efficientamento di scuole ed efifici pubblici. Ci sono fondi che potrebbero essere utilizzati meglio. Sì alla geotermia e per le comunità energetiche». Eugenio Giani «Contribuiamo al benessere senza lasciare indietro nessuno» Sicurezza Scontro sui Cpr GIANI: «In Toscana non ci sarà mai un Cpr. La Regione, secondo me, deve supportare la Polizia municipale e una scuola di formazione. Vogliamo sostenere, con una legge specifica, l’istallazione di telecamere e di sistemi di deterrenza. Credo ci sia bisogno anche di una Polizia regionale che intervenga in modo forte». TOMASI: «Bisogna garantire i più deboli: anziani, bambini ma anche i commercianti. Per questo dico sì al Cpr. La Polizia regionale, invece, non fa altro che aumentare la confusione. Credo che per riportare sicurezza bisognerebbe riqualificare parchi e periferie. Ma anche aiutare i sindaci». BUNDU: «No ai Cpr, sono una forma legale di tortura. I problemi non si risolvono mettendo le persone nei Centri di identificazione, nei quali poi ci restano per mesi. E poi non si può collegare lo straniero alla insicurezza. Questo è assolutamente sbagliato». Alessandro Tomasi «Siamo a un passo dall’alternanza, restituiamo sale alla democrazia» Infrastrutture Il nodo Fi-Pi-Li GIANI: «Nei primi sei mesi di governo, se eletto, stipulerò la convenzione per costituire Toscana Strade spa, chiamata a riscuotere il pedaggio dei tir sulla Fi-Pi-Li con cui finanziare la terza corsia e quella d’emergenza. Replicheremo la struttura della società Autostrade, come il centrodestra ha fatto con la bretella di Mestre, in Veneto, o in Lombardia con la Pedemontana. Peretola? Favorevole». TOMASI: «Sulla Fi-Pi-Li, in 55 anni di legislatura la sinistra non ha fatto né lavori ordinari né straordinari. Partiamo al contrario, con la concretezza di sindaco dico che ne primi 6 mesi serve un progetto esecutivo che quantifichi costi e tempi dei cantieri. Peretola? Favorevole». BUNDU: «Manca la progettazione a breve termine: puntiamo in tutti i modi a incentivare il trasporto privato su ferro e non su gomma. No al pedaggio per i tir in Fi-Pi-Li. Contraria all’ampliamento di Peretola». Antonella Bundu «Siamo per la salute pubblica, la tutela dell’ambiente, il lavoro dignitoso» Industria Investimenti e crisi Aree marginali “Toscana Diffusa“ GIANI: «Il mio governo ha stanziato per le imprese 550milioni in 5 anni con bandi, su ricerca, export ed efficientamento energetico. Serve una reindustrializzazione, la Toscana non può vivere solo di turismo e terziario. La mia giunta bene ha lavorato su Piombino favorendo l’accordo con Metinvest e Jsw». TOMASI: «La deindustrializzazi
one è un problema che esiste da tempo. Ma si continua solo a intervenire quando c’è una crisi. Su Beko a Siena e a Piombino c’ha messo mano il governo Meloni, per superare i tavoli di crisi, non la Regione». BUNDU: «Sulle acciaierie di Piombino la politica non sta dando sufficienti risposte: siamo passati da 12mila a 1850 lavoratori. Su Gkn bene la legge sui consorzi di bonifica, mancano accordi quadro che diano risposte a lavoratori in cassa integrazione da 13 anni». GIANI: «C’è tutto nel piano regionale di sviluppo. Abbiamo creato le condizioni per la Toscana Diffusa, con bandi per accesso al credito, finanziamento per rilanciare il commercio e la rigenerazione urbana, a sostegno dei piccoli comuni che debbono avere una corsia preferenziale per realizzare progetti». TOMASI: «Per non fuggire dalle aree interne serve lavoro, oggi ci sono 44 aree grigie in Toscana senza connessione. A queste servono sgravi fiscali, e non parcellizzare le risorse. Mi preoccupa il concetto ‘Diffuso di Giani’, che sia solo un mero taglio di nastro quando in realtà servono infrastrutture strategiche». BUNDU: «C’è una disomogeneità di risorse enorme tra piccoli borghi e grandi città. Nel Mugello ci sono ancora strade rese inagibili da frane di mesi fa. A Firenzuola i ragazzi a scuola vanno a Firenze o Imola. Ma senza un diritto al lavoro e alla mobilità serio e non un urlato i piccoli borghi si spopolano». SCHEDE A CURA DI ANTONIO PASSANESE E FRANCESCO INGARDIA Trasporti Gomma o rotaia? Turismo Rebus affitti brevi GIANI: «Il nodo dell’Alta Velocità a Firenze è fondamentale perché libera la rete di superficie: abbiamo calcolato che da 414 treni regionali si passerà a 616 convogli. Quello dei trasporto su rotaia è un problema che la mia giunta ha affrontato e risolto col ministro Giovannini, che ci ha permesso di partire con quest’opera di assoluta funzionalità che tocca tutta la Toscana». TOMASI: «Con la stazione Foster si aumenterà il numero dei treni. Ma io vedo in crisi il Tpl su gomma: la gara unica è stato un gravissimo errore. Ha prodotto tagli per milioni di euro. Ci sono ragazzi e lavoratori costretti ad attendere fino a 3 ore perché gli manca la coincidenza con gli autobus». BUNDU: «Dobbiamo rimettere in sesto i binari che abbiamo. Fare la stazione Foster, con tutti i costi anche ambientali che ha comportato, è stato un grande errore. Si va verso un people mover ma abbiamo visto come anche a Pisa abbia fallito». GIANI: «La Regione si è dotata di un testo unico sul turismo, molto apprezzato dalle categorie, che però il governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale. Questa legge porta a una promozione del turismo che passa dalle province e dai 28 ambiti turistici. Abbiamo dato ai Comuni la possibilità di disciplinare in merito agli affitti brevi». TOMASI: «Il testo unico sul turismo della Regione va migliorato. Ma bisogna attendere l’esito del ricorso. Se si affitta una casa ai turisti nulla in contrario, ma in Toscana ci sono grandi gruppi che ormai controllano interi immobili. Non possiamo mettere in competizione gli alberghi, che hanno investito e garantiscono sicurezza, con i B&B». BUNDU: «La Regione dia ai Comuni più strumenti per la questione dell’overtourism, fenomeno che porta allo spopolamento dei centri in favore degli affitti turistici. Basta vivere di rendita con i B&B nelle mani di pochi». Acqua pubblica Tutti favorevoli GIANI: «L’acqua è un diritto e deve restare un bene pubblico, gestito nell’interesse dei cittadini e dei territori. La gestione pubblica dell’acqua garantisce trasparenza, controllo e investimenti mirati, senza logiche di profitto ma con l’obiettivo di migliorare il servizio». TOMASI: «L’acqua è già pubblica ma la gestione può essere privata. Le nostre tariffe sono le più alte d’Italia con perdite idriche del 30%. La Toscana è preda di colossi come saccheggiano gli impianti. La multiutility è nata tardi, perciò va spinta con forza, e non azzoppata sul management, Borsa sì, Borsa no. È tempo di investire su tubature, piano irriguo perché gli invasi privati non bastano». BUNDU
: «Totalmente favorevole. L’acqua è un servizio essenziale: le logiche di mercato non possono essere applicate. Con il nuovo bando per la concessione del servizio idrico il 70% di parte pubblica non consente di dire che il servizio sia gestito dal pubblico, i consigli comunali sono esautorati». Reddito di inclusione GIANI: «Favorevole. Pensiamo a un bonus di 500 o 600 euro che sia di sostegno, per alcuni mesi, a tutti coloro che devono fare un corso di formazione professionale per poter fare un certo tipo di lavoro. Quindi dico sì a un sostegno che sia utile in una fase transitoria, affinché il lavoratore possa immettersi sul mercato». TOMASI: «Assolutamente contrario. Quelle risorse andrebbero spese come aiuto ai tirocini, alle borse di studio, al diritto alla mobilità per quei ragazzi che non possono permettersi di studiare. Ma penso anche ad aiuti ai ricercatori precari all’interno dei nostri Cnr». BUNDU: «Servono strumenti per far sì che la gente non sia ricattabile per il lavoro. Il reddito di inclusione va a colmare quel gap tra quanto un lavoratore prende e quanto è il minimo che dovrebbe prendere. La Regione deve mettere dei fondi per fare in modo che i toscani riescano ad arrivare a fine mese». Image:Il confronto fra Alessandro Tomasi, Antonella Bundu ed Eugenio Giani, organizzato da QN-La Nazione al Palacongressi di Firenze -tit_org- Toscana, candidati a confronto Scintille su migranti e sicurezza Toscana Confronto a tre -sec_org-
tp:writer§§ Emanuele Baldi
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title§§ L'agenda della settimana
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Estratto da pag. 7 di "REPUBBLICA NAPOLI" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ L'AGENDA DELLA SETTIMANA Reumatologia Venerdì e sabato: all'Excelsior congresso di Reumatologia presieduto da Enrico Tirri (foto): prevenzione e ÉÁ per più di 200 malattie di cui soffre il 10-15% di italiani (circa 650 mila campani) Cardiologia "Prevenzione e cura dei calciatori": al Cardarelli oggi firma convenzione con Fgc Lega dilettanti trattamento traumiegestione patologie cardiovascolari. Partecipa Ciro Mauro (foto) Healthcare Giovedì (8,30) ReggiadiCaserta: "L'esposizione finanziaria al rischio clinico: impatto costi in sanità e alternative" con focus su gestione rischio e soluzioni assicurative. Partecipa Nino Cartabellotta (foco) -tit_org- L’agenda della settimana -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Il Nobel ai tre medici delle terapie immunitarie = Scoprono le "sentinelle" dell'immunità Nobel a Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi
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Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ Il Nobel ai tre medici delle terapie immunitarie Scoprono le “sentinelle” dell’immunità Nobel a Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi Salinaro a pagina 12 P er comprendere l’importanza del Nobel per la Medicina 2025, assegnato per la scoperta del meccanismo con cui si tiene sotto controllo il sistema immunitario, bisogna andare indietro nel tempo fino al 1995, quando l’immunologo giapponese Shimon Sakaguchi, dell’Università di Osaka, allora 44enne, scopre una classe precedentemente sconosciuta di cellule immunitarie che proteggono il corpo dalle malattie immunitarie. È lui a smontare la tesi, accreditata in quel momento, secondo cui la cosiddetta tolleranza immunitaria periferica, cioè il processo che impedisce al sistema immunitario di danneggiare l’organismo, sia dovuta all’eliminazione di cellule immunitarie potenzialmente dannose nel timo. Dall’altra parte del Pacifico, gli americani Mary E. Brunkow (64 anni, dell’Institute for Systems Biology di Seattle) e Fred Ramsdell (65 anni, impegnato nella Sonoma Biotherapeutics di San Francisco), qualche anno dopo, notano che alcuni topi sono più vulnerabili di altri alle malattie autoimmuni, a causa di una mutazione del gene battezzato “Foxp3”, e svelano anche che le mutazioni nell’equivalente umano di questo gene, causano una grave malattia autoimmune, “Ipex”. Nei laboratori di Osaka, Sakaguchi collega le scoperte. Ora è chiaro: i tre scienziati hanno identificato le cellule T regolatrici, che agiscono come sentinelle tenendo a bada le cellule immunitarie, impedendo loro di aggredire l’organismo al quale appartengono. Ma perché le cellule immunitarie, parte cioè del nostro organismo, dovrebbero aggredirci? In realtà, come spiega il Comitato per il Nobel, ogni giorno il nostro sistema immunitario ci protegge da migliaia di microbi diversi che cercano di invadere il nostro corpo. Questi hanno tutti «un aspetto diverso e molti hanno sviluppato somiglianze con le cellule umane come forma di camuffamento». Ma allora come fa il sistema immunitario a determinare cosa dovrebbe attaccare e cosa dovrebbe difendere? Ecco spiegata la motivazione del premio: Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi hanno identificato le guardie di sicurezza del sistema immunitario, le cellule T regolatrici appunto, che impediscono alle cellule immunitarie di attaccare il nostro stesso corpo. «Le loro scoperte sono state decisive per la nostra comprensione di come funziona il sistema immunitario e perché non tutti sviluppiamo gravi malattie autoimmuni», afferma Olle Kämpe, presidente del Comitato per il Nobel. La portata delle ricerche dei nuovi Nobel sta nel fatto le loro scoperte hanno lanciato una serie di studi nel campo della tolleranza periferica, stimolando lo sviluppo di nuovi e potenti trattamenti medici per il cancro e le malattie autoimmuni, oltre ad assicurare più sicurezza nei trapianti. Molti di questi trattamenti sono ora in fase di sperimentazione clinica in tutto il mondo. «È un Nobel meritato, che apre nuove frontiere per la lotta contro le malattie autoimmuni e i tumori – spiega il professor Giuseppe Matarese, ordinario di Patologia generale immunologica all’Università Federico II di Napoli, componente dei gruppi di ricerca Mnesys, e il cui laboratorio, il “Treg Cell Lab”, si occupa proprio di tolleranza immunologica –. Il loro lavoro ha evidenziato popolazioni cellulari specifiche, chiamate cellule T regolatorie o Treg, deputate al controllo dei fenomeni autoaggressivi che portano alla paragenesi di malattie autoimmunitarie, come la sclerosi multipla e il diabete giovanile». Questi linfociti particolari, prosegue Matarese, «sono come dei poliziotti che controllano l’attivazione immunologica di altri soggetti che potenzialmente possono essere pericolosi e causare malattie autoimmunitarie. Nelle malattie autoimmuni queste cellule sono deficitarie o malfunzionanti, mentre nei tumori si espandono e bloccano la risposta immunitaria contro le cellule maligne. Capire questo meccanismo ha permesso lo sviluppo di farmaci innovativi». La rimodulazione delle cellule T-reg scoperte dai tre sci
enziati, evidenzia Maria Antonietta D’Agostino, ordinaria di Reumatologia all'Università Cattolica e direttrice della Reumatologia del Policlinico A. Gemelli Irccs di Roma, «ci aiuterà a combattere le malattie autoimmuni: dall’artrite reumatoide, al diabete di tipo 1, alla sclerosi multipla». Il sistema immunitario «è come una straordinaria automobile che, per funzionare bene, difenderci dalle aggressioni dei patogeni e dai tumori, e per non autoaggredire l’organismo ha bisogno di acceleratori e freni. I freni del sistema immunitario sono complicati, a livello di intere cellule specializzate e a livello di singole molecole dedicate». È l’immagine scelta dall’immunologo Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas per la ricerca, per spiegare la portata delle scoperte che sono valse il Nobel a Sakaguchi, Brunkow e Ramsdell. ---End text--- Author: VITO SALINARO Heading: Highlight: Matarese (Università di Napoli): «Premio meritato. Il loro lavoro ha evidenziato le cellule T, dei “poliziotti” che controllano l’attivazione di sostanze potenzialmente pericolose» MEDICINA Lo scienziato giapponese e i colleghi americani hanno rivelato il meccanismo con cui si tiene sotto controllo il sistema immunitario. Dai loro studi nuove armi contro le malattie autoimmuni e i tumori Image:Il momento della proclamazione, ieri a Stoccolma, dei vincitori del Nobel della Medicina -tit_org- Il Nobel ai tre medici delle terapie immunitarie Scoprono le “sentinelle” dell’immunità Nobel a Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi -sec_org-
tp:writer§§ VITO SALINARO
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§---§
title§§ Salute mentale: i monumenti si colorano di verde
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Estratto da pag. 31 di "CORRIERE DELLA SERA" del 07 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-07T03:57:00+00:00
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tp:ocr§§ Progetto Itaca Salute mentale: i monumenti si colorano di verde Monumenti e palazzi istituzionali di 17 città si illumineranno di verde da giovedì 9 sera al 10 ottobre, momento in cui si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, grazie alla campagna «Accendere la luce sulla Salute Mentale» di Progetto Itaca che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti ai pazienti e alle loro famiglie. Si coloreranno di verde per esempio la Mole Antonelliana a Torino, Unicredit Tower e Diamond Tower a Milano, Palazzo del Podestà a Bologna, Palazzo della Loggia a Brescia, Torre Campanaria Palazzo Moroni a Padova, Rocca Malatestiana a Rimini, Palazzo del Sedile a Lecce, Castello Svevo-Normanno di Lamezia e molte altre sedi. Ed è al via anche l’undicesima edizione di «Tutti Matti per il Riso», iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi con cui Progetto Itaca sostiene vive situazioni di disagio psichico, che quest’anno si terrà l’11 e il 12 ottobre. «Da oltre 25 anni Progetto Itaca è in prima linea per generare consapevolezza e fare prevenzione sul tema della salute mentale, oltre che per garantire supporto a chi soffre di disturbi mentali e alle loro famiglie» spiega Felicia Giagnotti, presidente di Fondazione Progetto Itaca. «Oggi più che mai rinnoviamo il nostro impegno affinché nessuno debba affrontare le difficoltà da solo. Grazie alla collaborazione e alla sinergia con le istituzioni e le associazioni sul territorio nazionale accendiamo una luce simbolica di speranza, convinti che abbattere stigma e pregiudizio sia fondamentale per creare comunità inclusive e solidali». progettoitaca.org © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Salute mentale: i monumenti si colorano di verde -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Medici, morte del feto è danno parentale
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Estratto da pag. 23 di "ITALIA OGGI" del 07 Oct 2025
pubDate§§ 2025-10-07T03:57:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Medici, morte del feto è danno parentale Altro che danno potenziale. La morte del feto per colpa medica è un vero e proprio danno parentale e va risarcito ai genitori con le tabelle milanesi. Altrettanto vale per il decesso del neonato rimasto in vita pochi minuti. Il rapporto genitoriale viene a esistere già durante la vita prenatale del bambino e va progressivamente consolidandosi: la perdita si manifesta soprattutto in termini di intensa sofferenza interiore, tanto per il padre quanto soprattutLa Corte di to per la madre, oltre di conseguenze deteriori sulla vita quotidiana. Così la Cassazione civile, sez. II, ordinanza 6/10/2025, n. 26826. Rapporto familiare. Accolto il ricorso incidentale proposto dalla mamma e dagli altri parenti della bimba deceduta, bocciato quello delle assicurazioni. Sbaglia la Corte d’appello a dimezzare i risarcimenti sul rilievo che si tratterebbe della «perdita di una relazione affettiva non concreta ma solo potenziale». Pesa l’insegnamento delle scienze umane: già «durante la gravidanza il genitore comincia a viversi come tale», «instaurando una relazione affettiva con il concepito, oltre che strettamente biologica da parte della madre». E ciò a prescindere dal fatto che il feto poi venga alla luce: il genitore adegua «alla nuova situazione la propria dimensione di vita»: l’illecito che causa la morte del feto, imputabile a omissioni o ritardi dei medici, costituisce dunque la lesione di un rapporto familiare già in essere. Nella perdita di un figlio è «la dimensione del dolore, assai più che la modifica della propria vita di relazione, a rappresentare l’aspetto più significativo del danno». Sistema a punti. È corcassazione retto invece l’uso delle tabelle milanesi, che sono applicabili nonostante la terza sezione della Corte debba decidere presto se la tabella unica nazionale introdotta dal dpr 12/2025, si possa applicare o no come parametro equitativo ai sinistri stradali avvenuti prima del 5/3/2025, data di entrata in vigore del provvedimento: nel maggio 2022, infatti, l’Osservatorio milanese sulla giustizia civile ha licenziato le tabelle integrate col sistema a punti adeguandosi ai rilievi della Cassazione, secondo cui il sistema a forbice produceva una differenza troppo significativa fra minimo e massimo nel risarcimento. Dario Ferrara ---End text--- Author: Dario Ferrara Heading: Highlight: Image:f a g n d l b d d r e f d d r r v La Corte di cassazione r -tit_org- Medici, morte del feto è danno parentale -sec_org-
tp:writer§§ Dario Ferrara
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title§§ Sanità, polizza nei fringe benefit
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Estratto da pag. 32 di "ITALIA OGGI" del 07 Oct 2025
Il pagamento del premio vale come prestazione in natura
pubDate§§ 2025-10-07T03:57:00+00:00
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tp:ocr§§ La precisazione dell’Agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n. 249 di settembre Sanità, polizza nei fringe benefit Il pagamento del premio vale come prestazione in natura l pagamento del premio assolto in virtù di una polizza sanitaria per i dipendenti all’estero è qualificabile come prestazione in natura (fringe benefit), tassabile ex art. 51, comma 1 e comma 3, Tuir. Questa, la precisazione dell’Agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n. 249, del settembre 2025. L’istante è un ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, sottoposto ai poteri di indirizzo e vigilanza del ministero, gode di autonomia regolamentare, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile ed opera sia in Italia, con uffici siti nelle sedi di Roma e Milano, sia all'estero tramite unità operative collocate nell’ambito delle rappresentanze diplomatiche e consolari. L’articolo 14 dello Statuto dell’ente istante prevede che al personale di ruolo in servizio all’estero si applichino le stesse disposizioni previste per i dipendenti del ministero di riferimento, in servizio presso la medesima sede. Per effetto della disciplina di legge applicabile all’ente, per il personale in servizio in Stati o territori in cui non è erogata assistenza sanitaria in forma diretta, viene conI sentito al ministero di stipulare polizze sanitarie (malattia, infortunio, maternità) anche per i familiari conviventi a carico. Pertanto, la copertura assicurativa è obbligatoria per il personale di ruolo in servizio all’estero e per i familiari conviventi a carico, nei Paesi dove non è disponibile assistenza sanitaria pubblica diretta. La polizza è stipulata direttamente dall’Ente con una società assicurativa. Il premio è totalmente a carico dell’Ente, calcolato pro-capite (in base alla copertura del singolo o del nucleo familiare). Per i dipendenti in Italia, l’estensione al nucleo familiare è facoltativa e a carico del dipendente. Per i dipendenti all’estero, invece, la copertura del nucleo familiare è obbligatoria, in conformità alle norme ministeriali richiamate dallo Statuto. Agli effetti fiscali, l’ente ha finora trattato il premio come fringe benefit (art. 51, comma 3, del Tuir), quindi: incluso nel reddito di lavoro dipendente; soggetto a contribuzione previdenziale e tassazione Irpef; applicando, quando possibile, i limiti previsti dalla legge di bilancio 2024 (L. n. 213/2023) per beni e servizi (ad esempio, soglia esenzione 1.000 / 2.000 euro). L’Ente chiede chiarimenti su quale sia il corretto regime fiscale da applicare al premio assicurativo relativo: ai dipendenti in servizio all’estero, in Paesi dove non esiste assistenza sanitaria pubblica diretta; ai familiari conviventi a carico coperti obbligatoriamente dalla polizza. Nel pensiero dell’ente, il contributo può infatti qualificarsi alla stregua di “contributo previdenziale e assistenziale obbligatorio per legge'', e dunque irrilevante agli effetti dell’articolo 51, comma 2, lett. a), Tuir, in quanto versato per “obbligo di legge”. Sul punto, l’Agenzia delle entrate precisa che l’articolo 51, comma 1, Tuir, stabilisce che costituiscono reddito da lavoro dipendente tutte le somme e i valori percepiti dal lavoratore in relazione al rapporto di lavoro, indipendentemente dalla loro natura o denominazione. Il principio di onnicomprensività, significa che tutto ciò che il dipendente riceve, anche sotto forma di benefici o erogazioni liberali, è di regola imponibile, salvo i casi specificamente esclusi dai commi successivi dello stesso articolo. Tra queste esclusioni, l’articolo 51, comma 2, lettera a), cit., prevede che non concorrono a formare il reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge. Secondo quanto chiarito dall’Amministrazione finanziaria (circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997), i contributi assistenziali sono quelli che perseguono finalità solidaristiche, rivolti cioè a soggetti che si trovano in stato di bisogno; i contributi previdenziali, invece, sono quelli pr
evisti obbligatoriamente per legge per garantire prestazioni previdenziali specifiche, come pensioni o indennità di malattia e maternità. Nel caso in esame, tuttavia, il contratto di assicurazione sanitaria stipulato dall’Ente non può essere considerato né un contributo assistenziale né un contributo previdenziale. Non si tratta infatti di un versamento fondato sulla solidarietà collettiva, né di un contributo imposto da una norma di legge a favore di un ente previdenziale pubblico: è piuttosto un premio assicurativo privato, pagato dall’Ente a una compagnia assicurativa per garantire copertura sanitaria ai propri dipendenti. Di conseguenza, non è applicabile l’esclusione prevista dall’articolo 51, comma 2, lettera a), del Tuir. Il premio della polizza sanitaria deve quindi essere considerato a tutti gli effetti reddito di lavoro dipendente, ai sensi del comma 1 dello stesso articolo, e come tale assoggettato a tassazione e contribuzione. Precisazione, questa, secondo V. Caratelli – presidente Enbic, in linea con i principi e le regole che governano l’imposizione fiscale del reddito dei lavoratori e che contribuisce alla certezza dei rapporti giuridici. a cura del centro studi Enbic ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, polizza nei fringe benefit -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Ue guida privilegiata all'espansione della IA nella Sanità
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Estratto da pag. 10 di "RIFORMISTA" del 07 Oct 2025
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Ue guida privilegiata all’espansione della IA nella Sanità Alessio D’Amato S econdo una ricerca della Commissione europea, intitolata “Studio sull’implementazione dell’intelligenza artificiale nell’assistenza sanitaria”, l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento chiave per affrontare le sfide sempre più complesse che i sistemi sanitari dei Paesi europei si trovano oggi ad affrontare, dall’invecchiamento della popolazione, alla crescita delle malattie croniche, fino all’aumento dei costi e alla carenza di personale sanitario qualificato, contribuendo a migliorare l’efficienza dei servizi, ridurre i carichi burocratici e rafforzare i percorsi diagnostici e terapeutici. Tuttavia, il rapp o r to s o t to l i nea come l’adozione di queste tecnologie nella pratica clinica sia ancora lenta e disomogenea. Il documento, commissionato dalla Direzione Generale per la Salute mostra come l’Unione europea sia in una posizione privilegiata per guidare un’espansione dell’IA in sanità che sia sicura, etica, equa ed efficace, garantendo al contempo la tutela dei diritti fondamentali dei pazienti. Lo studio si basa su un’approfondita analisi scientifica e sul contributo di cinque gruppi di lavoro composti da pazienti, operatori sanitari, rappresentanti di ospedali, sviluppatori di IA ed esperti di regolamentazione. Ne è scaturito un rapporto di 241 pagine che fotografa la rapida crescita dell’interesse per l’IA sanitaria in Europa: dai 33 progetti di ricerca finanziati nel 2015 agli 85 del 2022, dai 6 brevetti registrati nel 2016 ai 122 previsti nel 2024, fino al forte aumento degli studi clinici basati su machine learning e IA. Nonostante le potenzialità, la ricerca della Commissione europea mette in evidenza diversi ostacoli. Sul piano tecnico e normativo pesano la mancanza di standard comuni per la gestione e l’interoperabilità dei dati, le difficoltà di coordinamento tra i diversi regolamenti (IA, protezione dei dati, spazio europeo dei dati sanitari) e le incertezze legali legate alla responsabilità per eventuali danni. Si aggiungono i problemi economici legati agli alti costi di implementazione e all’assenza di meccanismi chiari di rimborso, oltre alle barriere sociali e culturali: sia medici sia pazienti nutrono ancora dubbi sull’affidabilità delle decisioni supportate dall’IA e temono un indebolimento della relazione medico-paziente, anche a causa di un livello non sempre adeguato di alfabetizzazione digitale. Per superare queste criticità, lo studio della Commissione propone alcune linee di azione prioritarie: definire standard comuni per la governance dei dati e garantire interoperabilità a livello europeo; creare centri di eccellenza sull’IA in sanità, capaci di attrarre talenti, formare professionisti e promuovere la collaborazione; rafforzare i finanziamenti e prevedere strumenti mirati di sostegno economico; introdurre sistemi di valutazione e monitoraggio continuo delle soluzioni di IA attraverso test locali e laboratori dedicati; istituire un catalogo europeo di soluzioni digitali in sanità, con metriche, recensioni e risorse informative accessibili. ---End text--- Author: Alessio D'Amato Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ue guida privilegiata all’espansione della IA nella Sanità -sec_org-
tp:writer§§ Alessio D'Amato
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title§§ In arrivo 115 ambulatori mobili
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Estratto da pag. 27 di "SOLE 24 ORE" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ la gara consip per le zone disagiate In arrivo 115 ambulatori mobili Consip ha aggiudicato la prima gara per 115 ambulatori mobili destinati alle strutture sanitarie pubbliche. Un'iniziativa innovativa sviluppata in collaborazione con il ministero della Salute, che gestisce il Programma nazionale equità nella Salute 2021-2027 con l'obiettivo di migliorare l'assistenza sanitaria sul territorio, soprattutto nelle zone ad accesso più limitato, di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di ridurre le disuguaglianze sociali. Il nuovo contratto – disponibile da novembre – mette a disposizione ambulatori mobili, completi di attrezzatura diagnostica per screening oncologici (mammografici/ginecologici), prestazioni cliniche (ecografiche e analisi cliniche), servizi odontoiatrici, oltre al servizio di formazione del personale sanitario, di assistenza tecnica e manutenzione full risk per 24 mesi inclusi nel costo della fornitura. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- In arrivo 115 ambulatori mobili -sec_org-
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title§§ Medici e infermieri, maxi esodo: 150mila in uscita in dieci anni
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Estratto da pag. 27 di "SOLE 24 ORE" del 07 Oct 2025
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tp:ocr§§ Medici e infermieri, maxi esodo: 150mila in uscita in dieci anni L’allarme. Oltre un terzo del personale sanitario che lavora nel Ssn è over 55 e vicino alla pensione: la situazione più grave riguarda il personale infermieristico per il quale non ci sono abbastanza laureati D a qui a dieci anni il Servizio sanitario nazionale assisterà a un maxi esodo di oltre 150mila tra medici, infermieri e altri operatori pronti per la pensione. Una fuga per limiti d'età - oggi oltre un terzo dei sanitari è over 55 - che rischia di far scricchiolare dalle fondamenta il Ssn se non si correrà presto ai ripari: l'allarme riguarda soprattutto gli infermieri - le figure che già oggi mancano di più - e per le quali il ricambio dei 78mila pronti a uscire nel 2035 sembra sempre più difficile visto che pochi giovani si iscrivono ai corsi di laurea. Più articolato il discorso per i medici: di camici bianchi c'è carenza solo per alcune specialità - a esempio nei pronto soccorso - e tra i medici di famiglia che mancano sempre di più, ma qui almeno la disponibilità di laureati e specialisti dovrebbe crescere visto il recente aumento dei posti disponibili al percorso di laurea in Medicina appena riformata - saliti quest'anno a oltre 24mila - e per le successive borse di specializzazione che viaggiano sulle 15mila l'anno in media. A mettere in fila i numeri è l'Agenas, l'Agenzia per i servizi sanitari regionali, che in un dettagliato rapporto appena pubblicato sul personale del Ssn fa una diagnosi delle cause ben precisa: «Il protrarsi del blocco delle assunzioni, interrompendo la regolare alimentazione dei ruoli, ha determinato l'innalzamento dell'età media del personale e il conseguente fenomeno della “gobba pensionistica”. Tale fenomeno, sebbene, riguardi tutto il personale sanitario, appare naturalmente più minaccioso per i profili professionali già carenti ovvero gli infermieri». Un allarme rosso contro il quale il Governo proverà a mettere già una prima toppa in manovra, se ci saranno le risorse, con un piano assunzioni concentrato soprattutto sugli infermieri con 25mila ingressi sui 27mila totali. Ma veniamo ai numeri: Agenas sottolinea come nel 2023 i dipendenti del Ssn ammontavano a 701.170 con una crescita di quasi l'8% rispetto al 2019, un aumento avvenuto negli anni della pandemia non sufficiente però a svecchiare il personale visto che per oltre un terzo - 249.871 unità, pari al 35,65% del totale - ha più di 55 anni. In particolare a fine 2023 i medici “over 55” erano 39.158 (pari al 39,5%%), mentre gli infermieri “over 55” erano il 29,13% del totale e gli operatori socio sanitari (Oss) quasi il 12 per cento. A conti fatti da qui al 2035 i numeri dei pensionamenti (a 70 anni per i medici e 67 per l'altro personale) ammontano a 154mila uscite in 10 anni: 30mila tra i medici ospedalieri, oltre 20mila tra medici di famiglia e delle cure primarie, 78mila tra gli infermieri e 26mila tra gli Oss. Come detto però la situazione per i medici negli ospedali è meno allarmante: dopo la contrazione del decennio scorso, si è assistito a un aumento delle borse di specializzazione - triplicate rispetto a 10 anni fa - che ha messo al riparo il Ssn da una carenza di medici potenzialmente disastrosa anche se resta la preoccupazione per alcune specializzazioni come Emergenza Urgenza, Anestesia e Rianimazione, Radioterapia, Microbiologia e Virologia, in cui si registrano un numero elevato di borse non assegnate. Fatte salve queste specialità, il pericolo è addirittura che nel prossimo futuro si assista a un eccesso di medici specialisti, «con la disponibilità di laureati che eccede il fabbisogno», si legge nel rapporto. Diverso è il caso dei medici di famiglia: in dieci anni il loro numero si è ridotto di più di 7 mila unità (dagli oltre 45 mila del 2013 ai 38 mila del 2023), con 68,1 medici di famiglia ogni 100 mila abitanti l'Italia è indietro rispetto a Paesi come Germania (72,8) e la Francia (96,6). Ma la situazione più critica è soprattutto quella degli infermieri dove l'iItalia è ben sotto la media Ue contandone 6,86 per mille abitanti
contro 8,26 in Europa: da qui al 2035, saranno circa 78 mila quelli che raggiungeranno l'età pensionabile e molti di loro rischiano di non essere sostituiti. Infatti, «da qualche anno, nonostante l'incremento del numero di posti a bando, si nota una progressiva riduzione delle domande». Se il trend continuerà non è possibile «assicurare che l'attuale offerta formativa sia sufficiente a neutralizzare l'effetto della gobba pensionistica», conclude il rapporto. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: 78mila infermieri del ssn in uscita Gli infermieri che lavorano nel Servizio sanitario nazionale che raggiungeranno l'età pensionabile da qui al 2035 sono 78mila e molti di loro rischiano di non essere sostituiti. Infatti, da qualche anno, nonostante l'incremento del numero di posti a bando, si registra una progressiva riduzione delle domande Tra i camici bianchi la carenza maggiore è tra i medici di famiglia passati dai 45mila del 2013 agli attuali 38mila Image:Personale sanitario sempre più “vecchio” Distribuzione per fasce d'età del SSN. Dati 2023 in migliaia MEDICI INFERMIERI 20 80 15,3 15 10 15,3 17,0 15,2 12,6 9,5 14,2 TOTALE DONNE 40 5 UOMINI 21,2 1,8 0 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-67 Fonte: elaborazione Agenas 53,7 TOTALE 7,9 0,06 60,9 60 20 0 68-> 31,9 25,4 31,6 23,6 DONNE UOMINI 23,9 2,8 0,3 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-67 68-> -tit_org- Medici e infermieri, maxi esodo: 150mila in uscita in dieci anni -sec_org-
tp:writer§§ Marzio Bartoloni
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