title§§ Gli ambulatori aprono di domenica per ridurre le lunghe liste d'attesa ma "senza rispetto e buon senso" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601667304994.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "NUOVA DEL SUD" del 06 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-06T05:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601667304994.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601667304994.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601667304994.PDF tp:ocr§§ Gli ambulatori aprono di domenica per ridurre le lunghe liste d’attesa ma “senza rispetto e buon senso” MATERA - L’apertura ieri all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera di alcuni ambulatori (Tac, ortopedia, pneumologia, chirurgia vascolare, medicina, endoscopia digestiva) per abbattere le liste di attesa è avvenuta a più di un anno di distanza dall’approvazione del decreto Liste d’attesa che prevede appunto un’apertura più prolungata degli ambulatori. L’articolo 4 del provvedimento nazionale, infatti, indicava con chiarezza che le “visite diagnostiche e specialistiche” dovevano essere effettuate “anche nei giorni di sabato e domenica”. In diverse regioni da mesi il sistema è già sperimentato con successo. Per di più, si potrebbe anche andare avanti la sera o comunque al di fuori degli orari tradizionali, anche se questa è una possibilità lasciata alle singole Asl. Di altri due decreti attuativi si sono perse le tracce. «Il primo decreto – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – riguarda il superamento del tetto di spesa per il personale sanitario ed è verosimilmente in stand-by per la mancata approvazione della “nuova metodologia” Agenas per stimare il fabbisogno di personale, dopo la sperimentazione condotta nel triennio 20222024». Il secondo, che prevede linee di indirizzo nazionali per un nuovo sistema di disdetta delle prenotazioni e per l’ottimizzazione delle agende Cup, continua il presidente Gimbe «al 10 giugno 2025 non risulta ancora calendarizzato per l’esame in Conferenza delle Regioni». Ma nonostante tutto i tentativi di abbattere le liste di attesa “a colpi di dgr” in Basilicata in questo anno e mezzo non sono mancati. La Giunta ci ha pensato alla fine dello scorso anno con una dgr che “nelle more della definizione del nuovo Piano regionale sulle liste di attesa” ha assegnato alle Aziende Sanitarie Locali di Potenza e di Matera la somma di euro 1.989.832,67, suddivisa in euro 1.199.457,25 all’Asp e euro 790.375,42 all’Asm. Solo che in due mesi quei soldi in piccola parte destinati alle strutture della specialistica ambulatoriale non si potevano spendere, come è puntualmente avvenuto. Poi a marzo scorso la giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Cosimo Latronico, il nuovo Piano Regionale di Governo delle Liste d’Attesa per l’anno 2025. Il documento recepisce già le linee guida preliminari del nuovo Pingla 2025-2027, mentre la programmazione delle attività di ricovero sarà definita con un successivo provvedimento, in coerenza con le future indicazioni nazionali. Le Aziende Sanitarie – è scritto nel nuovo Piano - saranno tenute a trasmettere i propri Piani Attuativi Aziendali entro 30 giorni dall’approvazione del Piano regionale con l’obbligo di un aggiornamento continuo. Infine il mese scorso la Giunta regionale ha approvato due provvedimenti per il potenziamento dell’attività del personale sanitario dipendente delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale e il coinvolgimento delle strutture private accreditate e contrattualizzate già collegate al CUP regionale. La Regione ha ripartito e assegnato 3.457.306,97 euro alle Aziende Sanitarie regionali per la riduzione delle liste di attesa e per il potenziamento dell’offerta assistenziale in relazione alle visite diagnostiche e specialistiche entro il 31 dicembre 2025, ricorrendo all’utilizzo di prestazioni aggiuntive del personale in servizio presso le Aziende sanitarie regionali. Con la raccomandazione – raccolta ieri dall’Asm - di estendere l’erogazione delle prestazioni anche nei giorni di sabato e domenica e in fasce orarie più ampie, come previsto dalla legge nazionale, per rispondere in maniera concreta alla domanda crescente. Non sono mancati dunque né la volontà e né le risorse finanziarie (anche se poche). Entrambi fattori che però non hanno modificato disagi e disservizi. In attesa di iniziative dell’Asp come è accaduto a Matera, l’Unione Sanità Convenzionata (Usc), nelle scorse settimane, ha formalmente richiesto un incontro urgente al Commissario dell’Asp di Potenza, Massimo De Fino. La DGR 513 /2025 nasce con l’obiettivo di incrementare l’offerta di prestazioni di specialistica ambulatoriale – in particolare per esami di diagnostica per immagini – così da abbattere le liste di attesa e garantire ai cittadini lucani un accesso più rapido e sicuro alle cure. Un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario, alla luce dei dati resi noti da una recente indagine empirica condotta dall’Usc sul Ssr lucano (settembre 2025). Dalla rilevazione emerge infatti una situazione drammatica: per alcune prestazioni salvavita, come la TC torace o la mammografia con ecografia, le prime disponibilità fornite dal CUP regionale superano spesso un anno e mezzo di attesa, arrivando in alcuni casi addirittura al 2027 Tempi che, per chi sospetta una patologia oncologica o necessita di un controllo cardiologico o neurologico urgente, equivalgono a un rischio concreto per la salute e la vita stessa. L’Usc, nel riconoscere l’importanza e l’urgenza del dichiarato obiettivo della Regione, ha già assicurato la disponibilità delle strutture accreditate a collaborare per la piena riuscita del piano. Allo stesso tempo, però, avverte che le principali insidie non riguardano il profilo sanitario né la capacità professionale e organizzativa degli operatori, bensì l’aspetto giuridico-amministrativo. “Le liste d’attesa non sono una criticità da risolvere a colpi di decreti – afferma Cartabellotta - sono il sintomo del grave indebolimento del Ssn, a cascata sui Servizi Regionali, che richiede investimenti consistenti sul personale sanitario, coraggiose riforme organizzative, una completa trasformazione digitale e misure concrete per arginare la domanda inappropriata di prestazioni sanitarie”. Uil (Tortorelli) e UilFpl (Verrastro) da parte loro sostengono che “annunciare prima e procedere poi verso l’aumento delle prestazioni attraverso attività aggiuntive e l’ampliamento delle fasce orarie, compresi i weekend, senza un vero confronto con i sindacati significa scaricare ulteriormente il peso della riorganizzazione sulle spalle di chi ogni giorno tiene in piedi il servizio sanitario regionale”. “Non si tratta solo di una questione sindacale, ma – aggiungono – di buon senso e di rispetto: senza ascoltare chi rappresenta i lavoratori, le misure rischiano di tradursi in soluzioni calate dall’alto, difficili da applicare e destinate a produrre nuove tensioni anziché migliorare i servizi”. ---End text--- Author: ARTURO GIGLIO Heading: Highlight: Uil e UilFpl non ci stanno “Decisione calata dall’alto, senza confronto” Image:L’ospedale Madonna delle Grazie -tit_org- Gli ambulatori aprono di domenica per ridurre le lunghe liste d’attesa ma “senza rispetto e buon senso” -sec_org- tp:writer§§ ARTURO GIGLIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601667304994.PDF §---§ title§§ L'Italia rischia di perdere terreno. E molti soldi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690204195.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "AFFARI E FINANZA" del 06 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-06T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690204195.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690204195.PDF', 'title': 'AFFARI E FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690204195.PDF tp:ocr§§ L’Italia rischia di perdere terreno E molti soldi Le sperimentazioni restano sopra le 600, ma l’Aifa lancia l’alert: “Negli ultimi dieci anni siamo a livelli inferiori a Germania, Francia, Uk e Spagna” Gli studi clinici sono determinanti per far risparmiare il Ssn La ricerca clinica uando si parla di ricerca clinica l’immagine che spesso viene in mente è quella di laboratori asettici e scienziati in camice bianco, un mondo distante e puramente scientifico, poco concreto. Al contrario, ciò che accade in quei laboratori o nelle corsie dei centri che partecipano alle sperimentazioni cliniche ha un impatto tangibile, per i pazienti e per il sistema sanitario. La buona notizia è che l’Italia è una delle nazioni europee leader in questo campo e, per numero di studi clinici attivati, si posiziona dopo Spagna, Francia e Germania. La cattiva è che la concorrenza è molto agguerrita e, senza politiche ad hoc, rischiamo di perdere terreno. Anche perché – in questo campo come in altri – l’Europa sta rimanendo indietro, a vantaggio di Stati Uniti e Cina: la quota di studi clinici attivati nel Vecchio Continente rispetto al totale mondiale è crollata drasticamente, passando dal 22% nel 2013 ad appena il 12% nel 2023. In questo scenario, anche l’Italia ha fatto registrare un calo del 7,8% nel numero di nuovi studi approvati nel 2023 rispetto al 2022. Una flessione legata in gran parte alle difficoltà di adattamento al nuovo Regolamento europeo in materia di ricerca clinica, pensato per armonizzare le procedure fra i diversi Paesi. Novità che hanno trovato l’Italia parzialmente impreparata al contrario della Spagna, la prima in Europa ad adottare pienamente le nuove regole tanto da diventare il primo Paese per numero di studi clinici. Il 21° Rapporto nazionale sulle sperimentazioni cliniche dei medicinali, pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), ha definito la situazione attuale italiana un quadro in chiaroscuro e considera gli oltre 600 studi clinici autorizzati nel 2023 un segnale di resilienza del sistema italiano. Come dire “bene, ma non benissimo”. Come ha sottolineato anche Pierluigi Russo, Direttore Tecnico Scientifico di Aifa, in occasione della presentazione del Rapporto: «Non possiamo accontentarci della sostanziale stabilità delle sperimentazioni cliniche in Italia. Spostando l’attenzione dai numeri alla prospettiva più ampia della competizione europea e internazionale, il quadro che emerge dal Rapporto evidenzia ampi spazi di miglioramento. L’andamento degli studi clinici di fase I è stabile all’11-18%, con un numero di sperimentazioni negli ultimi 10 anni di gran lunga inferiore a Germania, Francia, UK e Spagna». Ma perché è così importante attirare le sperimentazioni, possibilmente fin dalle loro prime fasi? Perché, come ha dimostrato un report dell’Alta scuola di management sanitario Altems dell’Università Cattolica, per ogni euro investito da un’azienda farmaceutica in uno studio clinico, il Servizio Sanitario Nazionale ottiene un beneficio totale di 2,77 euro. Un “effetto leva” generato principalmente da un risparmio diretto di 1,77 euro in “costi Q evitati”. L’analisi, condotta su 12 aziende farmaceutiche, ha dimostrato che un investimento diretto di 212 milioni di euro ha generato ben 376 milioni di euro di risparmi per il Ssn. La fonte principale di questo risparmio è la fornitura gratuita di farmaci innovativi e terapie di controllo ai pazienti arruolati negli studi, costi che altrimenti sarebbero interamente a carico della sanità pubblica. Oltre a questo beneficio diretto per le finanze pubbliche, si stima che ogni euro investito generi tra 1,95 e 2,50 euro di valore aggiunto per l’intera economia, attraverso l’indotto di servizi specializzati e l’occupazione di personale altamente qualificato. La quota di sperimentazioni profit – condotta cioè dalle case farmaceutiche – è predominante, ma i dati del Report Aifa suggeriscono un possibile riequilibrio tra i due settori, con una lieve ripresa del contributo del non profit, cruciale per garantire una maggiore diversificazione negli obiet tivi di ricerca clinica. In questo si inseriscono anche i due bandi che l’Agenzia ha aperto nel 2025: circa 18 milioni di euro per la ricerca sulle malattie rare e 20 milioni sulla resistenza agli antibiotici. Aree meno battute dalle aziende pharma dove però è urgente portare delle soluzioni, per i pazienti e per il sistema sanitario. ---End text--- Author: Letizia Gabaglio Heading: La ricerca clinica Highlight: IL FESTIVAL DI SALUTE MERCOLEDÌ A PADOVA Il Festival di Salute torna a Padova con un ricco programma di ospiti, spettacoli, lecture e un villaggio della salute dove sarà possibile fare prevenzione e informarsi sui temi della salute e del benessere. Quattro giorni densi di appuntamenti – da mercoledì 8 a sabato 11 ottobre in Aula Magna dell’Università e al Teatro Verdi – per parlare di medicina e salute a tutto tondo insieme, fra gli altri, a David Quammen, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Andrea Pennacchi, Alessandro Barbero, Edoardo Prati. Grandi scienziati, artisti, premi Nobel e intellettuali si confrontano sulla strepitosa rivoluzione medica in corso. Di ricerca clinica, del suo impatto sul sistema sanitario e sulla salute dei pazienti si parlerà in particolare sabato 11 ottobre. Per vedere il programma e prenotarsi per talk e visite di screening basta visitare il sito: https://www.repubblica.it/salute/dossier/fes tival-salute-2025 Image:IL RAPPORTO 1 1 Aifa ha autorizzato 611 studi clinici nel 2023. Il ritorno per il Sistema sanitario è di 2,77 euro per un euro investito dalle pharma -tit_org- L'Italia rischia di perdere terreno. E molti soldi -sec_org- tp:writer§§ Letizia Gabaglio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690204195.PDF §---§ title§§ Impegno per donne e salute mentale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601695804203.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "AFFARI E FINANZA" del 06 Oct 2025

Solo il 12% delle italiane dichiara uno stato di benessere psicologico contro il 21% degli uomini. Barriere economiche e stigma sono ostacoli concreti. Nel docufilm "Group Therapy", Axa esplora la salute mentale

pubDate§§ 2025-10-06T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601695804203.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601695804203.PDF', 'title': 'AFFARI E FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601695804203.PDF tp:ocr§§ Impegno per donne e salute mentale Solo il 12% delle italiane dichiara uno stato di benessere psicologico contro il 21% degli uomini. Barriere economiche e stigma sono ostacoli concreti. Nel docufilm “Group Therapy”, Axa esplora la salute mentale IL PROGRAMMA l tema della salute mentale è emerso con crescente importanza, ma in Italia il quadro appare particolarmente complesso, soprattutto per le donne. L’ultimo Mind Health Report – l’indagine globale sul benessere mentale condotta da Axa con Ipsos e giunta alla quinta edizione – fotografa con chiarezza questo divario: nel nostro Paese solo il 12% delle donne dichiara di vivere uno stato di pieno benessere psicologico, contro il 21% degli uomini. Se da un lato le donne mostrano una maggiore propensione a chiedere aiuto – il 46% ricorre al supporto di professionisti, contro il 37% degli uomini – dall’altro restano più esposte a barriere concrete e culturali. I costi elevati delle cure vengono percepiti come un ostacolo dal 53% delle intervistate (quasi il doppio rispetto agli uomini, 27%), mentre la paura del giudizio sociale e dello stigma continua a pesare per il 23% (contro il 14% degli uomini). Ne emerge il ritratto di una popolazione femminile che affronta con lucidità il tema della salute mentale, ma che ancora fatica a trasformare questa consapevolezza in percorsi di cura. In questa cornice Axa Italia ha posto le donne al centro degli impegni di lungo periodo, con progettualità dedicate ai temi dell’inclusione, dell’empowerment femminile e della lotta alla violenza di genere, e con un progressivo adeguamento dell’offerta per includere anche servizi specifici di supporto psicologico. «Dedichiamo alle donne un ecosistema di servizi personalizzabili e attivi 24h su 24 con, ad esempio, la consulenza psicologica telefonica o online (per gravidanza e parto, post partum, aborto spontaneo, ma anche diagnosi di malattia improvvisa, separazione/divorzio e molto altro) e la copertura delle visite psicologiche in caso di neoplasia», racconta Letizia D’Abbondanza, chief customer & external communication officer di Axa Italia. Particolare attenzione è dedicata al fenomeno della violenza domestica: «Offriamo gratuitamente alle nostre clienti, senza volerci sostituire ai canali di emergenza ed attivazione istituzionali, una consulenza psicologica online con un professionista e un servizio di tutoraggio scolastico online per un supporto nella continuità degli studi dei figli», spiega D’Abbondanza. Axa affianca ai servizi dedicati anche un impegno più ampio di sensibilizzazione. «Di recente abI biamo lanciato il documentario Group Therapy, che esplora l’argomento della salute mentale in modo ironico ma intimo, mettendo in evidenza l’importanza della condivisione terapeutica». La compagnia porta avanti inoltre iniziative rivolte alla società civile, in particolare alle nuove generazioni. «Torneremo a breve nelle scuole medie, al fianco della Fondazione Una Nessuna Centomila, con una nuova progettualità dedicata all’educazione affettiva, per approfondire con i ragazzi e le ragazze un dialogo e un confronto su argomenti cruciali per la loro vita, e costruire insieme un domani realmente inclusivo», sottolinea D’Abbondanza. Di pari passo è cresciuto l’impegno per supportare il benessere mentale dei propri dipendenti. «Da anni abbiamo avviato un percorso che ci ha consentito di costruire un ambiente di lavoro distintivo in Italia, costruito attorno alle esigenze e al benessere del singolo», sottolinea Simone Innocenti, chief people, organization and internal communication officer di AXA Italia. «Alla base, un impegno a 360° che mette al centro il valore di ogni singola persona, l’empowerment, un concetto molto ampio di benessere, la valorizzazione della diversità e la prevenzione e contrasto della violenza di genere». Nel tempo le iniziative si sono ampliate, adattandosi all’evoluzione della società e ai bisogni delle persone, con un’attenzione particolare alle diverse generazioni. Oggi Axa Italia mette a disposizione un programma articolato che comprende check up di medi cina preventiva, servizi di counseling per affrontare situazioni di stress o ansia anche nella sfera privata, la presenza di specialisti in sede, oltre a webinar e contenuti informativi. Centrale resta l’impegno nel contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza, a partire da quella di genere: l’azienda promuove attività di sensibilizzazione e prevenzione e fornisce strumenti concreti di autodifesa e self-empowerment. «Tra le novità, l’introduzione del ‘trusted primary contact’, figura interna che, con garanzia di totale confidenzialità, può fornire un primo ascolto, supporto e indirizzo a chiunque si trovi in situazioni di violenza domestica o intra-familiare», racconta Innocenti. E di recente è stata ottenuta la certificazione della parità di genere da parte di Bureau Veritas. – s.d.p. ---End text--- Author: Redazione Heading: IL PROGRAMMA Highlight: 46% Le donne disposte a chiedere aiuto, contro il 37% degli uomini L’OPINIONE Offriamo gratuitamente, senza volerci sostituire ai canali di emergenza ed attivazione istituzionali, una consulenza psicologica online con un professionista DISTURBI PER UNO SU TRE La salute mentale non è più un argomento da evitare. Ansia, depressione, stress e disturbi dell’umore sono diventati parte del lessico quotidiano e riguardano milioni di persone, con conseguenze sulla vita privata, sociale e lavorativa. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che la depressione sia la principale causa di disabilità a livello globale e che circa 350 milioni di individui ne soffrano. In Italia, secondo il Ministero della Salute, il 30% della popolazione adulta ha sperimentato almeno una volta un disturbo psichico, segnale di una fragilità diffusa che richiede risposte adeguate. Image:I PROTAGONISTI LETIZIA D’ABBONDANZA Chief customer and external communication officer di Axa Italia SIMONE INNOCENTI Chief people, organization and internal communication officer di Axa Italia -tit_org- Impegno per donne e salute mentale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601695804203.PDF §---§ title§§ L'algoritmo è un aiuto in corsia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690304196.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "ITALIA OGGI SETTE" del 06 Oct 2025

Scelte e responsabilità di diagnosi e cure restano ai medici

pubDate§§ 2025-10-06T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690304196.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690304196.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690304196.PDF tp:ocr§§ I sì e i no della legge italiana sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito sanitario L’algoritmo è un aiuto in corsia Scelte e responsabilità di diagnosi e cure restano ai medici Pagina a cura di ANTONIO CICCIA MESSINA Intelligenza artificiale è utilizzabile anche per la diagnosi, ma la responsabilità rimane al medico. È quanto previsto in materia di sanità dalle disposizioni della legge 132/2025 (legge quadro italiana sull’IA), che prevedono semplificazioni degli adempimenti privacy per la ricerca e sperimentazione medica. Principi. L’articolo 7 della legge 132/2025 è dedicato alla enunciazione in ambito sanitario di principi generali relativi all’uso dell’IA. Si dice che l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale deve contribuire al miglioramento del sistema sanitario, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie. Si noti che il riferimento alla diagnosi non era presente nella versione originaria del disegno di legge, ma è stato aggiunto nel corso dei lavori parlamentari. È, poi, vietato condizionare l’accesso alle prestazioni sanitarie a criteri discriminatori tramite l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale. L’interessato, inoltre, ha diritto di essere informato sull’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale. Vengono, poi, promossi lo sviluppo, lo studio e la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale anche con il fine di realizzare il progetto di vita previsto dalla riforma sulla disabilità. I sistemi di intelligenza artificiale nell’ambito sanitario costituiscono un supporto nei processi di prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica, lasciando impregiudicata la decisione, che deve sempre essere rimessa agli esercenti la professione medica. Infine, i sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario e i relativi dati impiegati devono essere affidabili, periodicamente verificati e aggiornati, nell’ottica di minimizzare il rischio di errori e migliorare la sicurezza dei pazienti. Ricerca e sperimentazione. La legge 132/2025 (articolo 8) dichiara di rilevante interesse pubblico i trattamenti di dati, anche personali, eseguiti da determinati soggetti pubblici e privati per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artifiL’ ciale per finalità terapeutica e farmacologica, in quanto necessari ai fini della realizzazione e dell’utilizzazione di banche dati e modelli di base, sono dichiarati di rilevante interesse pubblico. La dichiarazione sulla rilevanza dell’interesse pubblico è necessaria per dare una base giuridica ai trattamenti di dati e copre la ricerca e la sperimentazione scientifica per un ampio spettro di obiettivi: prevenzione, diagnosi e cura di malattie, sviluppo di farmaci, terapie e tecnologie riabilitative, realizzazione di apparati medicali, incluse protesi e interfacce fra il corpo e strumenti di sostegno alle condizioni del paziente, salute pubblica, incolumità della persona, salute e sicurezza sanitaria, studio della fisiologia, della biomeccanica e della biologia umana anche in ambito non sanitario, in quanto necessari ai fini della realizzazione e dell’utilizzazione di banche di dati e modelli di base. Inoltre, viene semplificato, quanto a informative e consensi privacy, l’uso secondario di dati per finalità di ricerca e sperimentazione. Il citato articolo 8 ammette espressamente l’uso secondario dei dati personali privi degli elementi identificativi diretti, anche se si tratta di dati sensibili o particolari, senza necessità di ulteriore consenso dell’interessato e fermo restando l’obbligo di informativa di quest’ultimo, assolvibile con modalità semplificate. Relativamente all’uso secondario, la norma mantiene fermi i casi nei quali la conoscenza dell’identità degli interessati sia inevitabile o necessaria al fine della tutela della loro salute. La semplificazione dell’informativa privacy consiste nella possibilità di renderla non individualmente, ma mediante diffusione tramite il sito web del titolare del trattamento. L’intervento sull’uso secondario si spiega co n la necessità di garantire che la finalità di ricerca medico scientifica di pubblico interesse non richiede di replicare il consenso dell’interessato (se richiesto) se cambia l’ambito della ricerca stessa. In altri termini, se è stato prestato un consenso al trattamento di dati per la ricerca di una cura di una determinata patologia, gli stessi dati devono poter essere utilizzati senza ulteriori adempimenti salva la comunicazione al Garante per la protezione dei dati personali. I trattamenti e usi di dati per ricerca, sperimentazione e uso secondario per i medesimi scopi devono essere oggetto di comunicazione al Garante per la protezione dei dati personali, insieme a una serie di informazioni; inoltre, possono essere iniziati decorsi trenta giorni dalla predetta comunicazione, se non sono stati oggetto di blocco disposto dal medesimo Garante. Non si richiede, invece, l’approvazione da parte dei comitati etici interessati, per i suddetti trattamenti e usi di dati. Per eventuali violazioni, restano fermi i poteri ispettivi, interdittivi e sanzionatori del Garante per la protezione dei dati personali. Inoltre, è sempre consentito, in determinati ambiti o per determinate finalità e previa informativa all’interessato, il trattamento per finalità di anonimizzazione, pseudonimizzazione o sintetizzazione dei dati personali, anche appartenenti alle categorie particolari di dati. Anonimizzazione, pseudonimizzazione o sintetizzazione sono ammessi anche quando sono finalizzati allo studio e alla ricerca su determinati aspetti concernenti l’ambito sportivo. All’Agenas (Agenzia nazionale per la sanità digitale) viene attribuita la competenza a proposito dell’adozione di linee guida per le procedure di anonimizzazione di dati personali e per la creazione di dati sintetici, anche per categorie di dati e finalità di trattamento. Privacy. La legge 132/2025 vuole il massimo della semplificazione possibile degli adempimenti in materia di privacy, compatibile con il Gdpr (regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679). La norma, con questo mandato, rimette a un decreto del Ministro della salute la disciplina speciale del trattamento dei dati personali, anche particolari, per finalità di ricerca e sperimentazione anche tramite sistemi di intelligenza artificiale e machine learning, inclusi la costituzione e l’utilizzo di spazi speciali di sperimentazione a fini di ricerca, anche mediante l’uso secondario dei dati personali. ---End text--- Author: ANTONIO CICCIA MESSINA Heading: Highlight: Le novità per l’IA sanitaria • IA utilizzabile anche per la diagnosi • Dichiarate di rilevante interesse pubblico ricerca e sperimentazione di sistemi di IA per ?nalità terapeutica e farmacologia • Obbligo di comunicazione al Garante della privacy dei trattamenti per scopi di ricerca e loro possibile avvio in caso di silenzio-assenso • Sempli?cazione di informativa e consenso privacy per l’uso secondario dei dati per scopi di ricerca medica • Ok a trattamento di anonimizzazione, pseudonimizzazione e sintetizzazione dei dati per scopi di ricerca • Regole ad hoc con dm per la privacy nella ricerca medica • Soluzioni di IA anche per il Fascicolo Sanitario elettronico • Istituita una piattaforma di IA per ?nalità di cura e assistenza territoriale Image: -tit_org- L'algoritmo è un aiuto in corsia -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO CICCIA MESSINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690304196.PDF §---§ title§§ IA: dal marketing alla sanità cosa e permesso cosa e vietato = IA manipolativa vietata. Anzi no link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690104198.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "ITALIA OGGI SETTE" del 06 Oct 2025

Ammessialcuni sistemipersuasivise non c'è danno rilevante

pubDate§§ 2025-10-06T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690104198.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690104198.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690104198.PDF tp:ocr§§ IA: dal marketing alla sanità cosa è permesso e cosa è vietato Dalle allucinazioni alla raccolta di voci: le linee guida Ue sulle deroghe alle pratiche proibite IA manipolativa vietata. Anzi no Ammessi alcuni sistemi persuasivi se non c’è danno rilevante Ciccia Messina a pag. 6 e 7 Pagina a cura di ANTONIO CICCIA MESSINA ano leggera sulle allucinazioni dell’Intelligenza artificiale (IA); ok alle IA che usano tecniche subliminali per curare i disabili mentali, a quelle che raccolgono a strascico sul web la voce delle persone e a quelle che deducono le emozioni dai messaggi vocali in una chat per inviare pubblicità personalizzata: sono tutte eccezioni ai sistemi vietati dall’articolo 5 del regolamento Ue sull’IA n. 2024/1689 (AI Act) e sono tutte descritte dagli orientamenti della Commissione Ue, nella versione finale del 29 luglio 2025.Si tratta di un folto numero di deroghe (si veda ItaliaOggi del 17/2/2025 per una prima analisi sulla base dello schema di provvedimento della Commissione), le quali si aggiungono ai casi esclusi dall’ambito di applicazione dell’AI Act (ricerca e sviluppo, attività di persone fisiche di natura personale non professionale e, di norma, sistemi rilasciati con licenza libera e open source). Le IA, dunque, fanno lo slalom tra i divieti e ciò comporta la necessità per gli utilizzatori (deployer) di andare molto cauti: sebbene “non vietati” i sistemi di IA sono quasi sempre ad alto rischio e, quindi, se si esce dalla zona di liceità, i cui confini sono precari e non esattamente individuati dalla legge europea, possono scattare responsabilità amministrative, per violazione dell’AI Act, e civili per eventuali danni patiti dagli interessati. Tecniche subliminali accettate. Sono vietati i sistemi di IA che utilizzano tecniche subliminali o volutamente manipolative o ingannevoli aventi lo scopo o l’effetto di distorcere il comportamento: il divieto scatta, però, solo se provocano o possono ragionevolmente provocare un danno significativo. Allora, se non c’è danno significativo, il sistema subliminale o manipolativo non è vietato. Applicando l’eccezione, la Commissione precisa che un sistema di IA generativa per il solo fatto di presentare incidentalmente informazioni false o fuorvianti e allucinazioni non può essere considerato un sistema di IA ingannevole. In particolare, continuano le linee guida, ciò può verificarsi quando il fornitore del sistema ha adeguatamente informato gli utenti in merito ai limiti del sistema e ha integrato nel sistema garanzie adeguate a ridurre al minimo tali risultati e, inoltre, a condizioM ne che il sistema non sia destinato a contesti sensibili, né utilizzato in ambiti (per esempio sanità, istruzione, elezioni) in cui è probabile che si verifichino gravi conseguenze dannose. Pertanto, la commissione si dimostra benevola nei confronti degli output allucinati delle IA, che vanno, a questo punto, disinnescati con una costante supervisione umana. Sempre ragionando sui “danni significativi”, la Commissione trova altre deroghe alle IA vietate, disquisendo dei “danni fisici minori”: essi, si legge nelle linee guida, possono includere lesioni meno gravi, come contusioni o disagio temporaneo, che non hanno conseguenze significative o durature e non raggiungeranno pertanto la soglia di rilevanza (ai fini del divieto) anche se i sistemi possono utilizzare tecniche subliminali, volutamente manipolative o ingannevoli. L’IA può intrattenere le persone vulnerabili. L’articolo 5 della legge europea sull’IA elenca i sistemi di IA che sfruttano le vulnerabilità dovute a età, disabilità o specifica situazione sociale o economica, con l’obiettivo o l’effetto di distorcere il comportamento: anche in questo caso, i sistemi sono messi al bando solo se provocano o possono ragionevolmente provocare un danno significativo. Per esempio, spiega la Commissione Ue, non si dovrebbe automaticamente ritenere che un sistema di IA sfrutti le vulnerabilità socioeconomiche delle persone quando esso presenta delle distorsioni involontarie e incide in modo sproporzionato sulle persone socialmente svantaggiate (discriminazione indiretta) a causa di dati di addestramento distorti, in quanto queste ultime non sono specificamente prese di mira come avviene invece nel caso della discriminazione diretta. La mancanza di dolo diretto ha l’effetto di derubricare risultati (output) dannosi da assolutamente vietati a tollerati. Continua un atteggiamento di clemente indulgenza verso l’IA che sbaglia per negligenza o imperizia Sulla stessa scia di benevola deroga ai divieti, si pone l’affermazione delle linee guida, per cui tali divieti non si applicano ai sistemi di IA che si rivolgono ai consumatori sulla base di variabili di ampia portata, che non sono correlate tangenzialmente con gruppi vulnerabili in specifiche situazioni sociali o economiche, come la marca e il modello del telefono di una persona, quanto è grande la città in cui vive, quanto e dove viaggia, e così via. Peralto, la cautela è d’obbligo, perché talvolta, le variabili “di ampia portata” sono in sé stesse riferibili a persone o gruppi vulnerabili. Proseguendo nella delimitazione del divieto, la Commissione approfondisce il concetto di “persuasione lecita” e ne rinviene una applicazione, per esempio, nel caso di un sistema di IA che, analizzando le emozioni dei clienti (soggetti vulnerabili, poiché in posizione di debolezza contrattuale rispetto alle imprese), al fine di fornire loro assistenza, mette in atto un’azione persuasiva e si allinea ai loro interessi. È facile constatare, però, che un venditore non è mosso da intenti altruistici e che lo stesso venditore ricostruisce l’interesse dal cliente dal suo punto di vista, ciò dal punto di vista di chi parte del presupposto che il cliente “deve” comprare. Passando ad altro tipo di vulnerabilità, consistente in uno stato patologico, le linee guida della commissione scrivono che le tecniche subliminali basate sull’IA possono essere utilizzate nel trattamento psicologico di una malattia mentale o nella riabilitazione fisica, quando tali pratiche sono svolte conformemente al diritto e alle norme in ambito medico, tra cui l’ottenimento del consenso esplicito della persona fisica o dei suoi rappresentanti legali. Lo sdoganamento delle IA subliminali per il trattamento delle patologie mentali è basato sul consenso informato, che è un finto consenso. Il consenso presuppone la libertà di esprimerlo e il malato si trova per definizione in uno stato di costrizione determinato dalla malattia. La Commissione elenca, infine, una lunga lista di casi, riportati nella tabella pubblicata in pagina, in cui le IA possono essere usate in relazione a soggetti vulnerabili. Anche per questi sistemi emerge il fondato dubbio che possano avere effetti manipolativi e, pertanto, occorre che le persone, tenute alla cura e alla vigilanza delle persone vulnerabili, sorveglino le interazioni di queste ultime con le IA. Stop allo scraping di immagini, ma non delle voci. L’AI act proibisce il web scraping di immagini facciali, ma, come notano gli orientamenti in esame, non quello non mirato di dati biometrici diversi dalle immagini facciali, come i campioni vocali. L’interdizione, poi, non si applica ai sistemi di IA che raccolgono grandi quantità di immagini facciali da internet per costruire modelli di IA, che generano nuove immagini di persone fittizie, perché tali sistemi non darebbero luogo al riconoscimento di persone reali. Intercettazioni legali di emozioni. Sono preclusi i sistemi di IA che inferiscono le emozioni sul luogo di lavoro o negli istituti di istruzione, ma fanno eccezione se usati per motivi medici o di sicurezza. Interpretando il regolamento, la Commissione nota che i sistemi di riconoscimento delle emozioni utilizzati in un contesto commerciale, per rivolgersi ai clienti, non rientrano nel divieto, a prescindere che siano basati o meno su dati biometrici. Pertanto, per esempio, non rientrano nel divieto i sistemi di IA che consentono il riconoscimento delle emozioni sulla base della battitura su tastiera o dei messaggi vocali dei clienti (per esempio messaggi chat, uso di assistenti vocali virtuali ), utilizzati nel marketing online per applicazioni per la visualizzazione di messaggi personalizzati e a fini pubblicitari, anche in ambienti smart (cartelloni intelligenti). Tali pratiche possono tuttavia rientrare nei divieti di manipolazione e sfruttamento dannosi, ma, anche qui, se sono soddisfatte tutte le condizioni per la loro applicazione. Punteggi sociali ammessi. L’AI act sbarra la strada ai sistemi di attribuzione di punteggio sociale, sulla base del comportamento sociale o delle caratteristiche personali, ma non quando il trattamento è giustificato e proporzionato, come nel caso delle piattaforme online che, per motivi di sicurezza, profilano degli utenti sulla base di dati pertinenti per il contesto. ---End text--- Author: ANTONIO CICCIA MESSINA Heading: Highlight: Non rientrano nel divieto i sistemi di IA che consentono il riconoscimento delle emozioni sulla base della battitura su tastiera o dei messaggi vocali dei clienti, utilizzati nel marketing online I sistemi non vietati Aiutano i bambini nell’apprendimento e nei giochi Aiutano gli anziani nella vita quotidiana e migliorano la loro salute e le cure mediche, come assistenti personali o robot assistivi, o rafforzano le loro competenze digitali Sostengono l’integrazione economica e di altro tipo delle persone socialmente svantaggiate nella società, migliorano le loro competenze Non sono vietati i sistemi di IA che Assistono le persone con disabilità visive o uditive o forniscono un apprendimento adattato e personalizzato Generano soluzioni accessibili eliminando gli ostacoli all’uso di prodotti e servizi da parte delle persone con disabilità Aiutano le persone con disabilità nella loro vita quotidiana e consentono loro di integrarsi e di partecipare pienamente alla società Image: -tit_org- IA: dal marketing alla sanità cosa e permesso cosa e vietato IA manipolativa vietata. Anzi no -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO CICCIA MESSINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601690104198.PDF §---§ title§§ L'ospedale resta al verde più vacanze a Natale = Ospedale senza soldi "Stop alle operazioni" La rivolta dei primari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601693104224.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "STAMPA" del 06 Oct 2025

FILIPPO FIORINI — PAGINA 18 Stretta al Rizzoli di Bologna, interventi ridotti dell'80% per quasi un mese La direzione: "Vanno smaltite le ferie". Medici e pazienti insorgono

pubDate§§ 2025-10-06T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601693104224.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601693104224.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601693104224.PDF tp:ocr§§ IL CASO A BOLOGNA L’ospedale resta al verde più vacanze a Natale FILIPPO FIORINI — PAGINA 18 Ospedale senza soldi “Stop alle operazioni” La rivolta dei primari Stretta al Rizzoli di Bologna, interventi ridotti dell’80% per quasi un mese La direzione: “Vanno smaltite le ferie”. Medici e pazienti insorgono BOLOGNA Nel 2022 era il quinto miglior ospedale delle ossa al mondo, ora, è l'undicesimo. Lo stabilisce la rivista Newsweek. Resta il primo indiscusso in Italia nel suo campo, tanto, che i suoi dintorni, nella Bologna ricca e collinare in cui fu costruito più di un secolo fa, sono costellati di camper: ci bivaccano dentro i parenti dei ricoverati venuti da tutte le Regioni del nostro Paese in cui prestazioni mediche di pari livello risultano impossibili. Sono alcuni dei famigliari stretti delle 27 mila persone che attualmente attendono un’intervento presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli. L’avranno, forse, quell'operazione, ma difficilmente sarà sotto le feste, perché l'ospedale ha appena annunciato di aver aggiunto una settimana ai canonici 15 giorni di funzionamento a regime minimo, che storicamente osserva tra Natale e Capodanno: stavolta, sarà quasi un mese. È colpa dei tagli alla sanità o è colpa dei tagli al personale? Davide Donati, direttore del dipartimento della Clinica ortopedica e traumatologica, e Cesare Faldini, direttore del dipartimento patologie complesse, la scorsa settimana si sono innanzitutto premurati di dare l’allarme, comunicando pubblicamente che quest’anno la stretta sulle attività cliniche incomincerà il 12 dicembre e finirà il 7 gennaio, poi, scrivendo una lettera al governatore dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale. Davanti a un tempo d’attesa medio di 18 mesi per una chirurgia programmata, hanno detto, «è chiaro che se si riduce anche la produttività di tutto l’ospedale, molti pazienti in lista saranno destinati a subire ulteriori aggravamenti». Di questo, incolpano l’austerity sugli ospedali e chiedono invece di poter continuare ad operare anche in prossimità delle feste. Dai vertici della clinica, il direttore, Andrea Rossi, ha invece offerto un altro punto di vista, provando a ridimensionare l’entità del danno e anche l’impatto economico che la chiusura straordinaria avrà sui bilanci: «Ogni anno, nel periodo delle festività natalizie, l’attività di chirurgia programmata viene ridotta per circa due settimane - ha scritto in un comunicato -. Per il 2025 è stato deciso di estendere il periodo di una settimana». Il motivo, secondo il direttore, non è che ci sono pochi soldi, anche se in effetti crede che i soldi siano pochi, ma che la maggior parte degli infermieri sarà in vacanza. Rossi, infatti, garantisce che allungare il periodo in cui l’ospedale funzionerà attorno al 20% del suo potenziale, «contribuisce solo in maniera marginale alla rimodulazione dei costi, dovuta al ridotto finanziamento del fondo sanitario da parte del governo». Piuttosto, ci sono «difficoltà dovute al turnover del personale infermieristico a cui vanno garantite le ferie», in più, quest’anno ci sono eccezionali «lavori di manutenzione», ma dal 2026 si farà di più e meglio. Fermo restando che il direttore ha ricordato come «l’attività ortopedica oncologica e pediatrica, così come il pronto soccorso e la chirurgia ortopedica e traumatologica urgente» resteranno operativi, il tema dei tagli alla salute pubblica è da tempo oggetto di un aspro scontro politico. Nel documento che il governo ha trasmesso al Parlamento, abbozzando la manovra 2026-2028, che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare la prossima settimana, è scritto che «si garantirà un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale». Nella Finanziaria, è compreso anche un piano di assunzioni triennale, che riguarderebbe circa 27 mila addetti, soprattutto infermieri. Alla Sanità sarebbe dedicato il 6,4% del Pil. Nei suoi report più recenti in proposito, la Corte dei Conti ha registrato un aumento della spesa per il Sistema Sanitario Nazionale negli ultimi anni, ma ha anche stilato un quadro drammatico in merito alla precariet à dei suoi operatori e alla qualità dei servizi offerti ai pazienti, arrivando a mettere in dubbio la tenuta del principio di universalità con cui lo Stato italiano storicamente cura i propri malati. — ---End text--- Author: FILIPPO FIORINI Heading: Highlight: 27 Le migliaia di addetti che dovrebbero essere assunti nel settore sanitario e saranno in gran parte infermieri 6,4% La quota del Pil dedicato alla Sanità secondo le anticipazioni annunciate dal governo sulla Finanziaria per il 2026 “ Davide Donati direttore della Clinica ortopedica Riducendo la produttività di tutta la struttura molti malati in lista d’attesa avranno aggravamenti “ Andrea Rossi direttore generale Il provvedimento contribuisce in modo marginale a ridurre i costi. Nella pausa faremo anche lavori di manutenzione Image:Il blocco prolungato delle sale operatorie tra Natale e l’inizio dell’anno potrebbe causare un allungamento delle liste d’attesa -tit_org- L'ospedale resta al verde più vacanze a Natale Ospedale senza soldi “Stop alle operazioni” La rivolta dei primari -sec_org- tp:writer§§ FILIPPO FIORINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/06/2025100601693104224.PDF §---§