title§§ Il governo non ha aumentato la spesa sanitaria, le conseguenze del sottofinanziamento
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Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 04 Oct 2025
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tp:ocr§§ Il governo usa la sanità per il marketing elettorale. Ma la rivendicazione dell’impegno si scontra con la realtà e le cifre. I finanziamenti al Sistema sanitario nazionale sono in continua riduzione. E niente è stato fatto per prevenire uno scenario che conduce alla sua progressiva insostenibilitàSecondo Giorgia Meloni il suo governo ha aumentato le spese per la sanità. Ciò è falso, se solo si considera che i cittadini non ne hanno recepito benefici. Basta considerare i tempi delle liste d’attesa, non solo per visite ed esami diagnostici, ma anche per interventi chirurgici. In più c’è l’annuncio dell’uscita della Calabria dalla gestione commissariale della sanità, dopo 14 anni, pur rimanendo in Piano di rientro. Ma intanto l’“exit” è un titolo utile in una campagna elettorale, quella per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria.L’annuncio è infatti arrivato a Lamezia Terme per bocca della stessa Meloni nel corso della manifestazione del centrodestra a sostegno del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che punta alla riconferma. La sanità, quindi, diventa strumento per il marketing elettorale e pazienza se la Calabria dopo 14 anni di commissariamento rimane impantanata in una gestione straordinaria.Verifichiamo se gli annunci della Meloni hanno un fondamento o sono “carte” da giocare per attrarre consenso. Per dimostrarlo, proviamo a ricostruire l’andamento della spesa sanitaria rifacendoci alle fonti ufficiali. I finanziamenti al Ssn sono in continua riduzione (6.8% nel 2014; 6% nel 2025; 5.6% la previsione per il 2030) e sono soggetti a un definanziamento selettivo, che grava soprattutto sulle regioni meridionali.I conti pubblici territoriali riportano un aumento del valore assoluto della spesa sanitaria dal 2012 al 2024, a fronte tuttavia di una sua flessione nel medesimo periodo, sia in relazione all’andamento del tasso di crescita, sia in relazione alla dinamica del tasso di inflazione. Si registra la riduzione del numero di ospedali nell’ultimo decennio (circa il 15% in meno), del personale sanitario a tempo indeterminato (circa 45000 unità) e del numero di infermieri, attualmente di molto inferiore alla media europea (6.5% ogni 1000 abitanti, contro gli 8.4% dell’UE).Si tratta dell’esito delle misure di austerità messe in atto a partire dal 2011-2012, con l’obiettivo di ridurre il rapporto fra debito pubblico e Pil mediante riduzioni della spesa pubblica. Questa linea di politica economica è, peraltro, alla base del più generale sottodimensionamento della pubblica amministrazione italiana, che occupa un numero basso di dipendenti – inferiore alla media europea - con età media sempre più avanzata. Si stima che dal 2008 al 2019 il numero di occupati nel settore pubblico italiano si è ridotto del 27.8% nel Mezzogiorno e del 18.5% nel Nord.Sulla base di questo scenario, è utile soffermarsi su due aspetti relativi a ciò che è ragionevole prevedere in merito all’andamento dei finanziamenti al Ssn.Esistono forti preoccupazioni in merito alla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, che, come si ricorderà, alla sua istituzione nel 1978 ricevette il plauso della prestigiosa rivista Lancet. Ciò per una duplice ragione. Innanzitutto, l’invecchiamento della popolazione comporta un aumento della domanda di cura. In secondo luogo, a seguito sia dell’approvazione del nuovo Patto di stabilità e crescita sia del programmato aumento delle spese militari, è prevedibile una contrazione ulteriore delle spese per il welfare e, dunque, per il Ssn.Come è noto, infatti, il nuovo Patto di stabilità e crescita del 2024 – che fa seguito a quello del 1997 - prevede piani nazionali di bilancio a medio termine della durata di 4 o 7 anni. L’Italia è, fra i Paesi europei, quello che fa registrare uno dei più elevati rapporti fra debito pubblico e Pil nell’eurozona e, dunque, quello che deve impegnarsi per la maggiore riduzione annua della spesa pubblica in rapporto al Pil. A frenare la prospettata riduzione dei finanziamenti alla sanità pubb
lica potrebbero subentrare i fondi per questa missione previsti nel Pnrr, ma ciò al netto dei ritardi che si stanno registrando.Un ulteriore motivo di preoccupazione riguarda la futura distribuzione regionale della spesa sanitaria, in considerazione dei possibili differenziali generati dall’autonomia differenziata. Come è stato osservato (si veda, in particolare, il Report dell’Osservatorio Gimbe del 2023), infatti, questo disegno rende possibile alle Regioni più ricche l’attivazione della contrattazione integrativa, con la conseguente possibile migrazione dei medici più competenti nelle aree più ricche del Paese.Si può considerare, a riguardo, che esistono già rilevanti sperequazioni territoriali nella fornitura di servizi essenziali. Si consideri, a titolo esemplificativo, che la disponibilità di asili è oltre la metà al Sud rispetto al Nord del Paese, che la spesa statale per i servizi socioeducativi destinati ai bambini pugliesi ammonta a circa un sesto rispetto a quella sostenuta per i coetanei nati in Emilia-Romagna, che a Milano circa il 90% dei bambini può usufruire del tempo pieno a scuola, a fronte del solo 4% di Palermo. Il 17.1% delle scuole italiane del primo ciclo è privo di palestre e strutture sportive, con una percentuale che sale al 23.4% al Sud.Per invertire la tendenza, occorre preliminarmente considerare che la riduzione della spesa sanitaria non ha solo effetti sulla tutela dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, ma è controproducente per l’obiettivo della crescita economica, dal momento che si associa a un aumento delle ore non lavorate e al calo della produttività del lavoro.© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?IL MONDO DI DOMANI
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title§§ Specializzazioni mediche, il 17% delle borse resta vuoto. In emergenza-urgenza la metà dei posti non assegnata - ProgettoItaliaNews
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Estratto da pag. 1 di "progettoitalianews.net" del 04 Oct 2025
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tp:ocr§§ ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.Specializzazioni mediche, il 17% delle borse resta vuoto. In emergenza-urgenza la metà dei posti non assegnata 13 minuti fa Corteo pro Gaza. Piantedosi: “Da Cgil appello a rivolta sociale”19 ore faRepubblica Ceca – Aperti i seggi con l’alleato di Orbán, il miliardario populista Babiš favorito21 ore faUcraina – Con l’inverno alle porte Mosca scaglia un imponente agli impianti di gas21 ore faRomania – Lancia una sfida all’Ungheria, Nicu?or Dan, il presidente rumeno: “Nonostante il veto dell’Ungheria sull’Ucraina i negoziati tecnici per l’adesione della Moldavia all’UE inizieranno”21 ore faItalia in piazza per Gaza: foto e video delle manifestazioni di Roma e Napoli2 settimane faMaltempo, allerta arancione in Lombardia e Liguria: frane e allagamenti nel Nord-Ovest2 settimane faCorteo pro Gaza. Piantedosi: “Da Cgil appello a rivolta sociale” 19 ore fa L’Italia scende in piazza per Gaza. Cgil: Siamo in 2 milioni. Viminale: Sono 400mila20 ore faRepubblica Ceca – Aperti i seggi con l’alleato di Orbán, il miliardario populista Babiš favorito21 ore faUcraina – Con l’inverno alle porte Mosca scaglia un imponente agli impianti di gas21 ore faRomania – Lancia una sfida all’Ungheria, Nicu?or Dan, il presidente rumeno: “Nonostante il veto dell’Ungheria sull’Ucraina i negoziati tecnici per l’adesione della Moldavia all’UE inizieranno”21 ore faItalia in piazza per Gaza: foto e video delle manifestazioni di Roma e Napoli2 settimane faLavoro. Pagano: Sud che supera il 50% di occupazione é vittoria per tutto il Paese3 settimane faNon nominare il nome di Dio invano 5 giorni fa Democrazia, tra ipocrisie e fanatismi2 settimane faDue Stati Solo uno slogan fuori dalla realtà3 settimane faLa strategia di Netanyahu assume tratti teologici-politici4 settimane faPuntare sui giovani è decisivo per il futuro dell’ Europa2 Settembre 2025Le orecchiette sono patrimonio della gastronomia italiana nel mondo26 Agosto 2025Si avvicina il compimento del terzo anno di governo tra incertezze e declino24 Agosto 2025Repubblica Ceca – Aperti i seggi con l’alleato di Orbán, il miliardario populista Babiš favorito 21 ore fa Ucraina – Con l’inverno alle porte Mosca scaglia un imponente agli impianti di gas21 ore faRomania – Lancia una sfida all’Ungheria, Nicu?or Dan, il presidente rumeno: “Nonostante il veto dell’Ungheria sull’Ucraina i negoziati tecnici per l’adesione della Moldavia all’UE inizieranno”21 ore faLe orecchiette sono patrimonio della gastronomia italiana nel mondo26 Agosto 2025I tre meno Re più Magi, di Agosto22 Agosto 2025Firmata dichiarazione congiunta Usa-Ue: Dazi restano al 15% anche su auto e farmaci. Esclusi vino e superalcolici21 Agosto 2025Cnpr forum, Istruzione e formazione le “sfide” da vincere2 Luglio 2025Gaza. Sì al piano di pace di Trump ma negoziare su altri punti 17 ore fa Repubblica Ceca – Aperti i seggi con l’alleato di Orbán, il miliardario populista Babiš favorito21 ore faUcraina – Con l’inverno alle porte Mosca scaglia un imponente agli impianti di gas21 ore faRomania – Lancia una sfida all’Ungheria, Nicu?or Dan, il presidente rumeno: “Nonostante il veto dell’Ungheria sull’Ucraina i negoziati tecnici per l’adesione della Moldavia all’UE inizieranno”21 ore faItalia in piazza per Gaza: foto e video delle manifestazioni di Roma e Napoli2 settimane faFrancia – Giovane operaio italiano trovato morto sulla spiaggia a Cannes1 Settembre 2025Le orecchiette sono patrimonio della gastronomia italiana nel mondo26 Agosto 2025Lenny. Ipotesi di un omicidio. Debutto nazionale al Teatro Ghione di Roma. 6 ore fa Cinema. E’ morto Remo Girone, interpretò Tano Cariddi ne “La Piovra”19 ore fa“IL RITORNO ALLA VITA” – ALCOOL TEST. Un viaggio emotivo tra musica, ossessioni e amori.1 giorno faMATERNITÀ E VIOLENZA: PETER SELLARS PORTA PER LA PRIMA VOLTA I
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rischio di aggressioni e un senso di precarietà costante. A ciò si aggiunge una retribuzione che scoraggia molti giovani. La borsa di specializzazione vale circa 1.680 euro lordi al mese, che si riducono a 1.300 netti dopo tasse e contributi. Una cifra considerata insufficiente da chi affronta cinque anni di formazione in reparti spesso sotto pressione, con orari imprevedibili e responsabilità crescenti. Il paradosso dei medici a gettone Per coprire i turni vacanti, molte aziende sanitarie ricorrono a medici “a gettone”, professionisti pagati a giornata o a ore. Secondo i dati dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, tra il 2019 e il 2024 la spesa complessiva per queste prestazioni ha raggiunto 2,14 miliardi di euro, di cui 457,5 milioni nel solo 2024. I compensi ai medici sono cresciuti del 20% rispetto all’anno precedente, arrivando a 42,3 milioni: un modello che, secondo i sindacati, “tiene in piedi le corsie ma svuota la sanità pubblica”. Per limitare il fenomeno, il decreto legge del 30 marzo 2023 ha introdotto vincoli severi e, dal 31 luglio 2025, è entrato in vigore il divieto di nuovi contratti a gettone, salvo casi eccezionali. Tuttavia, nelle regioni del Nord, dove il fabbisogno è più alto, l’esternalizzazione resta diffusa. Specialità e territori: l’Italia divisa Se dermatologia, endocrinologia e chirurgia plastica continuano a registrare il 100% di copertura, in emergenza-urgenza, anestesia, rianimazione e chirurgia generale si fermano a poco più del 50%. Il Nord concentra la maggior parte delle borse rimaste scoperte e la spesa più alta per professionisti esterni: in testa Piemonte, Lombardia e Toscana. Ma anche in molte regioni del Sud la situazione è critica, con ospedali costretti a chiudere reparti o a sospendere i turni notturni per mancanza di personale. Le proposte dei sindacati Anaao e ALS chiedono una riforma profonda della formazione post-laurea. Al centro, l’introduzione di un contratto di formazione-lavoro che riconosca da subito lo specializzando come lavoratore, con diritti, tutele e una retribuzione proporzionata alle responsabilità. Propongono inoltre la creazione di “learning hospital”, ospedali universitari dove la didattica e l’attività clinica convivano in modo integrato, evitando che lo specializzando venga trattato come manodopera a basso costo. Accanto a questo, servono incentivi mirati: indennità economiche per chi lavora in pronto soccorso e nelle discipline più complesse, percorsi di carriera più rapidi, maggiore sicurezza e protezione contro le aggressioni. Le risorse oggi destinate ai gettonisti — sostengono i sindacati — potrebbero finanziare migliaia di assunzioni stabili e migliorare la qualità formativa. Il punto di vista del paziente Dietro i numeri, ci sono conseguenze concrete per i cittadini. Ogni borsa vuota significa un futuro specialista in meno, un turno scoperto, un pronto soccorso con tempi di attesa più lunghi o un reparto chirurgico con personale ridotto. Le associazioni dei pazienti ricordano che il diritto alla salute passa anche dal diritto di essere curati da medici specialisti, non da professionisti ancora in formazione o da personale a tempo determinato chiamato a coprire le urgenze. Secondo un’analisi GIMBE, nel 2024 oltre un milione e mezzo di italiani si sono rivolti a pronto soccorso di regioni diverse dalla propria per mancanza di disponibilità locale. Una priorità nazionale Le 2.569 borse rimaste vuote non sono un dettaglio burocratico, ma il sintomo di un sistema che fatica ad attrarre e trattenere i suoi giovani professionisti. Senza una riforma strutturale della formazione, una revisione dei fabbisogni e una valorizzazione reale del lavoro medico — soprattutto nelle specialità più impegnative — i
l rischio è quello di un progressivo impoverimento del Servizio sanitario nazionale. Perché meno medici oggi significa più attese domani, meno continuità assistenziale e più disuguaglianze tra chi può curarsi e chi no. Il problema non è solo delle corsie: riguarda tutti. Valentina Alvaro Condividi Facebook Twitter Stumbleupon LinkedIn Pinterest Circa redazione Prima Lenny. Ipotesi di un omicidio. Debutto nazionale al Teatro Ghione di Roma. Riprova L’Italia scende in piazza per Gaza. Cgil: Siamo in 2 milioni. Viminale: Sono 400mila Città intasate, autostrade bloccate, tangenziali invase. Da Milano a Roma, passando per Napoli e Bari …
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title§§ Mantova Università Aperta, una due giorni rivolta al futuro
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Estratto da pag. 1 di "vocedimantova.it" del 04 Oct 2025
Mantova È stata presentata ieri la nuova edizione di “Mantova Università Aperta”, che il 10 e 11 ottobre animerà la sede di UniverMantova. Due giornate
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tp:ocr§§ Mantova È stata presentata ieri la nuova edizione di “Mantova Università Aperta”, che il 10 e 11 ottobre animerà la sede di UniverMantova. Due giornate pensate per connettere studenti, aziende e cittadinanza, con il sostegno del Comune, degli atenei convenzionati e di numerosi partner territoriali. «Vogliamo accompagnare i ragazzi nel percorso universitario e professionale, offrendo uno sguardo sul futuro delle professioni e della sanità» ha spiegato l’assessore Adriana Nepote, sottolineando l’impegno degli assessorati alle Politiche giovanili e all’Università. Il 10 ottobre sarà dedicato a “Il tempo del lavoro”: 23 aziende incontreranno gli studenti, con focus sul recruiting, LinkedIn e una mostra sull’economia circolare. «È un’occasione per dialogare direttamente con le imprese e capire quali siano le competenze emergenti» ha osservato Luisa Lavagnini, coordinatore di UniverMantova. Il pomeriggio si chiuderà con l’incontro “Spazio: ieri, oggi, domani…” con Amalia Ercoli Finzi, scienziata di fama mondiale. L’11 ottobre il tema sarà “La cultura della cura”. «L’Accademia lancia una sfida al territorio, per ripensare la cura in chiave multidisciplinare» ha sottolineato la docente Magalì Zuanon. La professoressa Donatella Placidi ha aggiunto: «Il dottor Nino Cartabellotta e il rettore Francesco Castelli sapranno raccontare lo stato di salute del nostro sistema sanitario con un linguaggio vicino a tutti». Un tassello in più verso «Mantova città universitaria», ha concluso Nepote. (abb)
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