title§§ Boarded tanker linked to nine drone attacks link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100301767705985.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "DAILY TELEGRAPH" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T03:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100301767705985.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100301767705985.PDF', 'title': 'DAILY TELEGRAPH'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100301767705985.PDF tp:ocr§§ Boarded tanker linked to nine drone attack Tracking data puts vessel in Russian shadow fleet at scene of incursions into Denmark and Germany By Jo e Barnes mUlSSE [-× Ñ: tp:writer§§ Joe Barnes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100301767705985.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria . link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302888208850.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T06:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302888208850.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302888208850.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ https://www.oggitreviso.it/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria%C2%A0-au16145-363344 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302888208850.PDF tp:ocr§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria 02/10/2025 02:00 | AdnKronos Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden. L'Health Journalism Forum - informano gli organizzatori in una nota - è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura - afferma Vallifuoco- Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva". A guidare il dibattito - si legge ¡n una nota - saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino C arta be 11 otta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication. Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia. coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, Generai Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica. Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi. -tit_org- Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria . -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302888208850.PDF §---§ title§§ A Roma la prima edizione dell'Health Journalism Forum link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302887408858.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tecnomedicina.it" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T06:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302887408858.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302887408858.PDF', 'title': 'tecnomedicina.it'} tp:url§§ https://www.tecnomedicina.it/raccontare-la-salute-a-roma-la-prima-edizione-dellhealth-journalism-forum/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302887408858.PDF tp:ocr§§ A Roma la prima edizione delFHealth Journalism Forum Scritto da Redazione 2 Ottobre 2025 La salute è un bene comune che vive anche di parole, narrazioni, simboli. È nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo magma di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. È da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre 2025 a Roma, presso Talent Garden. L'Health Journalism Forum è promosso da Social Reporters, la start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival nasce dunque un nuovo spazio di confronto, dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse, con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente. Dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni, alle strategie per disinnescare le fake news. Dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà, fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura. Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva", dichiara Ilario Vallifuoco. A guidare il dibattito saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Cimbe; Walter Ricciardi, Professore ordinario d'igiene e Medicina Preventiva all'Università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti. Professore ordinario di Malattie Infettive all'Università degli Studi di Genova e Direttore di Malattie Infettive all'Ospedale Policlinico San Martino. Ascolteremo anche le testimonianze di figure di spicco in ambito aziendale, tra le quali Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, Coordinatrice gruppo Scienze della Vita di Ferpi; Federico Chinni, Generai Manager di UCBItalia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica. Delegazione Lombardia Ferpi. L'Health Journalism Forum prende vita grazie al sostegno di partner che hanno scelto di condividere questa visione: Eli Lilly, main partner dell'iniziativa, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. A garantire amplificazione e riflessione mediática contribuiranno i media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, della Regione Lazio e di Ferpi, a testimonianza della rilevanza istituzionale del progetto. -tit_org- A Roma la prima edizione dell’Health Journalism Forum -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100302887408858.PDF §---§ title§§ Università e territorio: si discute di lavoro e cultura della cura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246007328.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "VOCE DI MANTOVA" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246007328.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246007328.PDF', 'title': 'VOCE DI MANTOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246007328.PDF tp:ocr§§ Università e territorio: si discute di lavoro e cultura della cura MANTOVA Il 10 e 11 ottobre il campus universitario di via Scarsellini 2 si apre agli studenti e alla cittadinanza per l’evento “Mantova Università Aperta: Il tempo del lavoro e La cultura della Cura”. In particolare il pomeriggio del 10 ottobre è un momento di incontro tra studenti universitari e studenti degli ultimi anni dei licei e degli istituti superiori con il mondo del lavoro, rappresentato da 23 aziende che esporranno i loro stand. Il pomeriggio è inoltre animato da momenti di confronto sul tema del recruiting, una mostra sulle filiere produttive dell’economia circolare e la possibilità di condividere esperienze di studio, di lavoro e di socialità, con la Community Mantova Student Network. Il pomeriggio sarà chiuso dal convegno “Spazio: ieri, oggi, domani…”: ospite nel salone mantegnesco la scienziata aerospaziale e professoressa Amalia Ercoli Finzi, già figura chiave nella missione spaziale Rosetta e consulente di spicco per agenzie come la Nasa e l'Esa. Il tema dell’evento dell’11 ottobre è La cura. L’Idea, nata inizialmente dalle lauree sanitarie, è stata subito sposata dal gruppo di lavoro interateneo della Fondazione. L’ottica è quella di portare il contributo Accademico alla discussione sul tema della cura. La giornata inizia con l’intervento del presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, che esporrà il nuovo rapporto Gimbe. A seguire il professor Castelli, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia illustrerà il suo punto di vista sul sistema sanitario. Infine una tavola rotonda in cui si discuteranno temi quali l’innovazione tecnologica applicata alla sanità e best practice di collaborazione tra mondo accademico e operatori della salute. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Università e territorio: si discute di lavoro e cultura della cura -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246007328.PDF §---§ title§§ Fratelli di farmacia Gemmato regala più fondi ai colleghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246807320.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "DOMANI" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246807320.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246807320.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246807320.PDF tp:ocr§§ IL SOTTOSEGRETARIO FARMACISTA Fratelli di farmacia Gemmato regala più fondi ai colleghi STEFANO IANNACCONE ROMA Ci aveva già provato nel disegno di legge Semplificazione, che però va molto a rilento in parlamento. Ora il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rilanda il proprio progetta inserire stabilmente la "farmacia dei servizi" nella legislazione sanitaria, usando la leva della prossima manovra economica-L'ideaèdi velocizzare le operazioni sfruttando la corsia preferenziale della legge di Bilancio. L'esponente di Fratelli d'Italia, di professione farmacista, sta per fare cosa molto gradita alle migliaia di colleghi. La motivazione è quella di garantire una maggiore offerta, visto che le farmacie si trasformerebbero in piccoli laboratori di diagnostica per fare prelievi del sangue, ecge altri esami. Tra le risorse che saranno destinate dalla manovra alla sanità, una parte — l'ipotesi è di arca 2œ milioni di euro — potrebbe finire per finanziare la misura ìinora, infatti, la farmada dei servizi era stata avviata solo in forma sperimentale in alcune regioni. Il fedelissimo di Giorgia Meloni punta a estenderla sull'intero territorio nazionale, il pro li fedelissimo di Meloni vuole in legge di Bilancio circa 200 milioni di euro pertrastormarete farmacie in laboratori Intanto Confindustria stima il ribasso del Pii getto era stato illustrato in a luglio, durante un'audizione alla Camera di Gemmato: «La sperimentazione della farmacia dei servizi, finanziata con risorse aggiuntivedal ministero della Salute e che, al termine di un quinquennio, è in fase di valutazione per potersi inserire stabilmente come servizio», aveva detto. Ricordando anche chela fase sperimentale ha avuto inizio dal 2009. Tuttavia, servono risorse per ñÛ udere la pratica. ¸ la manovra diventa appunto la soluzione ideale, garantendo la possibile "pax" con il ministro della Salute, Grazio Schillad. La conferma definitiva della farmacia dei servizi farebbe calare, almeno nell'ambito della legge di Bilancio, la tensione conii sottosegretario. Al netto delle smentite di rito, i rapporti non sono idilliad. ualtra parte l'operazione rischia di alimentare di nuovo le proteste degli ambulatori. A luglio la presidente dell'Unione poliambulatori, Mariastella Giorlandino, aveva chiesto un confronto con tutti i rappresentanti dei settori interessali In passato aveva manifestato contrarietà per quello che riteneva «un grande favore, perusare un eufemismo, alla categoria delle farmacie». Con un riferimento—nemme no troppo velato — a Gemmato, che risulta tuttorasododella farmacia di famiglia. Ma sulla manovra non d sono solo la sanità o le operazioni a favore di alcuni settori E da Confìndustria è arrivato un nuovo allarme sulla cresdta, definita «anemica», per il 2025, che, secondo il centro studi di viale dell'Astronomia, sarà dello 0,5 per cento, inferiore alla stima di aprile che si attestava allo 0,6 per cento. Ancora più brusca la frenata per il prossimo anno: dalla previsione del +1 per cento si scende al +0,7 per cento. Il presidente degli industriali, Emanuele Orsini, ha ricordato che gli incentivi sono in scadenza. Serve quindi una sterzata. Con questa ennesima previsione fosca e altre richieste, in Consigliodei ministri è approdato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), antipasto della legge di Buancìo. «Si sta lavorando un po'sututto, ma dobbiamo fare in modo che tutto rientri nel perime- tro delle risorse che riusciamo a reperire. La rottamazione delle cartelle, il discorso del ceto medio, altri interventi che si possono fare per le imprese » , ha detto il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo. Ammettendo implicitamentechela manovra è un'impresa titanica- bRIP^ODJZIDNE RISERVATA Marcello Gemmato vuole ri¡anciafv in manovra lefarmacie dei servizi come aveva già provato in passato OTU AKS . ' . -tit_org- Fratelli di farmacia Gemmato regala più fondi ai colleghi -sec_org- tp:writer§§ Stefano Iannaccone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246807320.PDF §---§ title§§ Assumere medici e infermieri potrebbe non bastare, dice Agenas link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246107329.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246107329.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246107329.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246107329.PDF tp:ocr§§ Assumere medici e infermieri potrebbe non bastare, dice Agenas E’ una cifra che pesa come un macigno sul futuro del Servizio sanitario nazionale (Ssn): 140 mila operatori sanitari – tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari – andranno in pensione entro il 2035. A dirlo non è una proiezione teorica, ma il nuovo rapporto 2025 dell’Agenas sul personale del Ssn, un documento che, con numeri precisi e preoccupanti, disegna il volto di un sistema alle prese con una gobba pensionistica senza precedenti, e che rischia di restare sguarnito proprio nelle sue componenti più essenziali. Nel dettaglio, sono 39.158 i medici che lasceranno il servizio nel prossimo decennio, oltre 80 mila gli infermieri e più di 28 mila gli operatori socio sanitari (Oss). Tre categorie che rappresentano l’ossatura dell’assistenza sanitaria italiana, in particolare nel settore pubblico. L’età media del personale è alta: tra i medici, quasi il 40 per cento ha più di 55 anni; tra gli infermieri si supera il 29 per cento, e anche tra gli Oss si raggiunge l’11 per cento. E non si tratta di numeri ipotetici: la metodologia usata da Agenas si basa sui dati del Conto annuale 2023, prendendo come riferimento il compimento dell’età pensionabile prevista per legge. Ma in questo scenario preoccupante, una prima risposta concreta potrebbe arrivare con la prossima legge di bilancio. Il governo avrebbe intenzione di destinare 2,5 miliardi di euro aggiuntivi al Fondo sanitario nazionale, che nel 2026 potrebbe così raggiungere quota 143 miliardi. Una cifra che servirebbe anche a mantenere la spesa sanitaria sopra la soglia del 6,4 per cento del pil. Tra le misure in cantiere, spicca finalmente il Piano straordinario di assunzioni, annunciato un anno fa dal ministro Orazio Schillaci ma poi rimasto nel cassetto per mancanza di coperture. Ora, con nuove risorse sul tavolo, l’esecutivo punta a lanciare un programma triennale, dal 2026 al 2028, che prevede l’assunzione di 2.000 medici e 25.000 infermieri. Il costo complessivo? Circa 2,7 miliardi: 400 milioni nel primo anno, 840 nel secondo, fino a raggiungere 1,5 miliardi a regime. Tuttavia, come sottolinea il rapporto Agenas, le assunzioni da sole potrebbero non essere sufficienti se non accompagnate da un’azione di medio-lungo periodo sulla formazione. Sul fronte dei medici, l’Italia mantiene una media di 5,3 medici ogni 1.000 abitanti, superiore a quella europea, ma continua a scontare una distribuzione disomogenea sul territorio e una crisi nelle specializzazioni più critiche, come medicina d’urgenza, anestesia e radioterapia, dove le borse di studio restano spesso scoperte. Per gli infermieri, la situazione è persino più complessa. L’Italia registra solo 6,86 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media Ue di 8,26. Il rapporto tra infermieri e medici è fermo a 1,3, molto al di sotto del valore ottimale Ocse pari a 2,1. A questo si aggiunge il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea, con un numero di domande che nel 2024 è sceso al minimo storico, in alcuni atenei perfino inferiore ai posti disponibili. E nonostante l’ampliamento dell’offerta formativa, solo il 71 per cento degli immatricolati arriva alla laurea, secondo i dati Agenas aggiornati. Serve dunque una riflessione più ampia. Se il governo vuole davvero mettere in sicurezza il Ssn, deve agire su più fronti: aumentare le assunzioni, ma anche rendere più attrattive le professioni sanitarie, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. Gli infermieri, in particolare, continuano a percepire stipendi poco competitivi a fronte di una formazione impegnativa e di responsabilità crescenti. E non esiste, a oggi, una chiara strategia nazionale per invertire questo trend. Il rischio è che, pur con nuove risorse e promesse, si intervenga troppo tardi o in modo insufficiente. Il 2026 potrebbe essere un anno chiave: se il piano delle assunzioni partirà davvero, e se sarà accompagnato da una programmazione formativa coerente, allora sarà possibile iniziare a colmare il vuoto generazionale. In caso contrario, il Ssn rischia di proseg uire il suo collasso silenzioso, soprattutto nelle aree più fragili del paese. Il tempo, ora più che mai, è una risorsa da non sprecare. Giovanni Rodriquez ---End text--- Author: Giovanni Rodriquez Heading: Highlight: Image: -tit_org- Assumere medici e infermieri potrebbe non bastare, dice Agenas -sec_org- tp:writer§§ Giovanni Rodriquez guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246107329.PDF §---§ title§§ Manovra, obiettivo taglio irpef piu fondi per la sanita = Manovra, taglio all'Irpef e più sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245607324.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "GIORNALE" del 03 Oct 2025

De francesco a pagina 14 Approvato il Dpfp: Pil tagliato a 0,5% quest'anno, ma il deficit torna nei parametri

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245607324.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245607324.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245607324.PDF tp:ocr§§ MANOVRA, OBIETTIVO TAGLIO IRPEF PIÙ FONDI PER LA SANITÀ De Francesco a pagina 14 Manovra, taglio all’Irpef e più sanità Approvato il Dpfp: Pil tagliato a +0,5% quest’anno, ma il deficit torna nei parametri Fisco, famiglie e lavoro. Sono queste le tre direttrici sulle quali si concentrerà la legge di Bilancio, secondo quanto reso noto dal ministero dell’Economia al termine del Consiglio dei ministri di ieri che ha approvato il Dpfp. La manovra, si legge nel comunicato, «darà luogo a una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro e si garantirà un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, con particolare attenzione ai redditi medi, e darà seguito agli interventi sulla natalità e sulla conciliazione vita-lavoro». In programma anche «specifiche misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese e a garantirne la competitività», come richiesto da Confindustria. «Confermiamo la linea di ferma e prudente responsabilità che tiene conto della necessità della tenuta della finanza pubblica nel rispetto delle nuove regole europee e delle imprescindibili tutele a favore della crescita economica e sociale dei lavoratori e delle famiglie», ha commentato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Nessun riferimento, invece, al capitolo pensioni, segno che non c’è intenzione di stravolgere i meccanismi della Fornero (come anticipato dal Giornale di ieri). Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), che sostituisce la Nadef prevede per quest’anno un deficit al 3% del Pil, in miglioramento rispetto alla stima del 3,3% di aprile contenuta nel Dfp. Un dato che consente al governo di presentarsi a Bruxelles con l’obiettivo di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, con un anno di anticipo rispetto a quanto ipotizzato in primavera. Nel 2026 il rapporto deficit/Pil è fissato al 2,8%, per poi scendere al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. Nel Dpfp si dà anche conto dell’incremento dello 0,15% nel 2026, dello 0,3% nel 2027 e dello 0,5% nel 2028 da destinare alle spese della difesa (12 miliardi cumulativi). Tale incremento, si precisa, «è subordinato all’uscita dalla procedura» di extradeficit. Sul fronte della crescita, le nuove stime sono caute: Pil allo 0,5% nel 2025, allo 0,7% nel 2026, allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9% nel 2028. Valori lievemente rivisti al ribasso rispetto al Dfp di aprile, quando si ipotizzava +0,6% quest’anno e +0,8% il prossimo. Lo scenario resta influenzato da un contesto geopolitico incerto, ma il governo segnala margini di miglioramento grazie alla spesa primaria netta e a un possibile effetto espansivo di un decimale derivante dalla manovra. Il tasso di crescita del valore del Pil programmatico si attesta per il 2026 allo 0,7%; nel 2027 allo 0,8%; nel 2028 allo 0,9%. Il tasso di crescita tendenziale risulta pari allo 0,7% nel 2026 e nel 2027 e allo 0,8% nel 2028. Insomma, le leggi di Bilancio non dovrebbero essere restrittive anche se la spinta propulsiva sarà contenuta. Il Dpfp affronta anche il nodo del debito pubblico: dopo i picchi legati al Superbonus, il rapporto rispetto al Pil è previsto in calo, fino al 136,4% nel 2028, un livello inferiore alle proiezioni del Programma di stabilità (nel 2026 sarà inferiore al 137,8% stimato ad aprile). Il documento, che sarà inviato a Bruxelles e alle Camere (già calendarizzato in Aula il 9 ottobre), rappresenta il primo passo verso la quarta legge di Bilancio del governo Meloni. Dopo il Dpfp, infatti, toccherà al Documento programmatico di bilancio, atteso entro il 15 ottobre a Bruxelles, e quindi alla manovra vera e propria, che dovrà arrivare alle Camere entro il 20 del mese. ---End text--- Author: Gian Maria De Francesco Heading: Highlight: Giorgetti: «Confermiamo la linea di responsabilità ma tuteleremo la crescita» Image: -tit_org- Manovra, obiettivo taglio irpef piu fondi per la sanita Manovra, taglio all’Irpef e più sanità -sec_org- tp:writer§§ Gian Maria De Francesco guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245607324.PDF §---§ title§§ Medici in fuga dall'Italia, 133% rispetto al 2022 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246407316.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246407316.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246407316.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246407316.PDF tp:ocr§§ Medici in fuga dall’Italia, + 133% rispetto al 2022 Continua la fuga dei medici italiani all’estero. Anzi, peggiora. Nel 2024, infatti, hanno lasciato il Sistema sanitario nazionale oltre 7 mila camici bianchi, con una crescita del 133% rispetto al 2022. È quanto sottolinea il rapporto annuale dell'Osservatorio In-Salute dal titolo «Orizzonti della cura: innovazione nella diagnosi tempestiva e nelle terapie di eccellenza» realizzato dall'Istituto per la Competitività (I-Com). Detto dei medici, anche la situazione degli infermieri è delicata: «l’Italia», si legge nel report, «impiega meno professionisti rispetto alla media europea, con 6,8 infermieri ogni 1.000 abitanti contro gli 8,2 della Ue. Ne deriva un forte squilibrio tra pensionamenti e nuovi ingressi, poiché ogni anno lasciano la professione circa 30-33 mila infermieri mentre le università ne formano solo 10 mila. Non può essere trascurata in tal senso la riduzione delle domande universitarie che per la prima volta sono scese sotto l'offerta formativa, con meno di 19.000 candidati a fronte di oltre 20.600 posti disponibili per l'anno accademico 2025/2026». Nonostante l'importante aumento della spesa, l'Italia investe in sanità meno di altri grandi paesi europei in rapporto al Pil, con un divario che limita la capacità di investimento e la resilienza del Ssn. La legge di bilancio 2025 ha previsto un aumento del Fondo sanitario nazionale fino a 142,3 miliardi nel 2026, ma si confermano difficoltà nel garantire equità e accesso uniforme ai servizi, come mostrano i Lea e l'aumento della mobilità sanitaria interregionale. La spesa farmaceutica è molto alta (36,2 miliardi nel 2023), seconda solo alla Spagna, ma solo il 64% è coperto dal Ssn e il resto grava sulle famiglie. Inoltre, la spesa italiana è fortemente sbilanciata verso l'ambito ospedaliero, che assorbe quasi il 70% del totale. Il nuovo Ccnl. Intanto, il 1° ottobre si è svolta all’Aran la trattativa con le organizzazioni sindacali rappresentative per il rinnovo del contratto 2022-2024 dell’area dirigenziale della sanità, che riguarda oltre 130 mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. Il prossimo incontro è fissato per il 15 ottobre. _____ ______ ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici in fuga dall'Italia, 133% rispetto al 2022 -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246407316.PDF §---§ title§§ Basta farmaci che avanzano Ora se ne può acquistare solo la quantità necessaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246907321.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "LIBERO" del 03 Oct 2025

È ora legittimo chiedere in farmacia sconfezionamento e riconfezionamento "personalizzato" delle medicine. Un risparmio per utenti e servizio sanitario

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246907321.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246907321.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246907321.PDF tp:ocr§§ DAL CONSIGLIO DI STATO VIA LIBERA AL “DEBLISTERING” Basta farmaci che avanzano Ora se ne può acquistare solo la quantità necessaria È ora legittimo chiedere in farmacia sconfezionamento e riconfezionamento “personalizzato” delle medicine. Un risparmio per utenti e servizio sanitario ¦ In termine tecnico si chiama “deblistering”. Per noi comuni mortali è più semplicemente il confezionamento personalizzato dei farmaci. Una pratica in uso in molti Paesi europei Regno Unito, Germania, Francia -, ma non in Italia, con l’eccezione della Lombardia, che con una circolare era stata la prima regione a dettare le linee guida del servizio di competenza delle farmacie già nel 2022. L’avanguardia lombarda fin qui era rimasta quasi un unicum (hanno legiferato in materia anche Veneto, Umbria e Toscana) e perlopiù relegata alla gestione delle Rsa. Lo scorso 2 settembre, però, il Consiglio di Stato con una sentenza che promette di fare storia, ha accolto il ricorso di una farmacia piemontese di Moncalieri che si era vista bloccare il servizio dall’Asl Torino 5 e stabilito non solo che il deblistering è una pratica lecita, ma soprattutto che le linee guida emesse da Regione Lombardia possono essere seguite anche dalle altre regioni in assenza di norme specifiche. Ma cosa s’intende per deblistering e perché può essere una buona pratica da applicare? Secondo statistiche recenti in Italia 9 milioni di persone assumono almeno 5 compresse al giorno e quasi 3 milioni ne ingeriscono 10. Di questi circa il 50% non aderisce correttamente alla terapia, sbagliando a prendere le pastiglie, dimenticandosene o non rispettando l’orario dell’assunzione. Con la conseguenza da un lato di riacutizzare le malattie aumentando il numero di accessi nei Pronto Soccorso e i ricoveri in ospedale; dall’altro di aumentare la spesa del Servizio sanitario nazionale, che solo per questi problemi è stimata in circa 19 miliardi all’anno. Ecco allora che aderire in maniera corretta alla terapia diventa importante. Ed è qui che entra in gioco il deblistering. In sostanza le farmacie che aderiscono a questo protocollo preparano buste personalizzate ai pazienti, che contengono le dosi giornaliere delle medicine da prendere. Con tutti i benefici che non è difficile immaginare. Come detto far passare questi principi non è stato semplicissimo, almeno fino alla pubblicazione della sentenza. Capofila della rivoluzione che ha portato a questo risultato è Alessandro Iadecola, Ceo dell’azienda Remedio Semplifarma: «Si tratta di una battaglia che noi abbiamo avviato a partire dal 2018, con un obiettivo preciso: innovare il Servizio Sanitario Nazionale puntando sull’aderenza terapeutica come leva di efficienza e tutela della salute pubblica. L’attività di deblistering prosegue il Ceo - che noi da sempre promuoviamo attraverso un sofisticato sistema automatizzato di riconfezionamento dei farmaci che viene personalizzato in base alle esigenze specifiche di ogni paziente, migliora di fatto la gestione delle terapie per i pazienti politrattati, favorisce l’aderenza terapeutica alle cure soprattutto nei pazienti cronici, anziani e nelle Rsa, genera valore per farmacie e nel Sistema Sanitario Nazionale perché la riduzione di errori nell’assunzione dei farmaci può portare a una contrazione della spesa sanitaria pubblica, evitando la dispersione di farmaci acquistati, ma non utilizzati». E non è finita qui, perché secondo Iadecola «il riconoscimento del deblistering come parte integrante della Farmacia dei Servizi apre anche la prospettiva che, in futuro, questa attività possa essere sostenuta e rimborsata dal servizio sanitario nazionale, al pari di altri servizi già previsti». Il valore positivo della sentenza è sottolineato anche da Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia: «Il deblistering è una grande opportunità per i cittadini, non solo per quelli che sono nelle case di cura. Penso ad esempio agli anziani che vivono a casa e sono meno seguiti, ma questa pratica in futuro potrebbe riguardare tutti i pazienti anche i bambini, per esempio nell’aiutare i genitori a preparare la quantità esatta di sciroppi e medicine da somministrare ai figli». Secondo Annarosa Racca, poi, «la pratica del deblistering», al momento concentrata soprattutto in Lombardia «è in continua crescita e certamente la sentenza del Consiglio di Stato potrà dare una mano alla sua diffusione. Si tratta di uno dei tanti servizi che le farmacie danno ai cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FABIO RUBINI Heading: Highlight: ADEGUAMENTO Una pratica in uso in molti Paesi europei come Francia, Regno Unito, Germania PILLOLE Nove milioni di italiani assumono 5 compresse al giorno, tre milioni addirittura 10 Image:Il deblistering consiste nello sconfezionare i farmaci industriali e nel riconfezionarli in dosi personalizzate -tit_org- Basta farmaci che avanzano Ora se ne può acquistare solo la quantità necessaria -sec_org- tp:writer§§ FABIO RUBINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246907321.PDF §---§ title§§ Salute mentale e giovani adesso c'è una strategia = Salute mentale la riforma riparte Giovani al centro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303244807332.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303244807332.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303244807332.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303244807332.PDF tp:ocr§§ LA RIFORMA Salute mentale e giovani adesso c’è una strategia Salute mentale la riforma riparte Giovani al centro iforma della Salute mentale in Italia: un primo documento redatto dal Tavolo tecnico nazionale è stato consegnato alla Conferenza delle Regioni di cui si attende ora il parere. Maggiori risorse, modelli organizzativi più efficaci, centralità dei diritti e soprattutto, l’urgenza di intervenire sul disagio dei giovani il cuore della proposta. a pagina XIII R iforma della Salute mentale in Italia: un primo documento redatto dal Tavolo tecnico nazionale che lavora a questo progetto è stato consegnato nei giorni scorsi al vaglio della Conferenza delle Regioni di cui si attende ora il parere. Maggiori risorse, modelli organizzativi più efficaci, centralità dei diritti e soprattutto, l’urgenza di intervenire sul disagio dei giovani il cuore della proposta. Alberto Siracusano, professore emerito di Psichiatria dell’Università di Roma Tor Vergata e coordinatore del Tavolo tecnico nazionale per il rinnovo del Piano di Azione Nazionale per la Salute mentale (PANSM) lo ha annunciato al Senato partecipando ai lavori dell’Intergruppo parlamentare One Mental Health presieduto dal senatore Ignazio Zullo. Quest’ultimo ha evidenziato l’urgenza di azioni concrete: «La salute mentale - ha detto - è una delle grandi emergenze del nostro tempo. I dati sulla condizione dei giovani ci obbligano a una riflessione immediata: non si tratta solo di assistenza clinica ma di garantire futuro e speranza. Per questo sosteniamo con forza il lavoro del Tavolo Tecnico nazionale e il rinnovo del Piano di Azione per la Salute Mentale». Siracusano ha illustrato i prossimi passi: «Da oltre un anno lavoriamo per aggiornare il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale fermo al 2013. L’obiettivo è fornire risposte più moderne e adeguate ai bisogni clinici e sociali di oggi. A breve, presenteremo il nuovo documento che includerà anche nuove linee guida per la gestione della depressione. Abbiamo ascoltato oltre quaranta associazioni no profit, molte delle quali operano nelle scuole, per rafforzare l’accesso precoce alle cure e ridurre lo stigma. Non possiamo più permettere che milioni di giovani restino senza supporto». Il PANSM individua sei aree prioritarie di intervento: la promozione del benessere psicologico, la prevenzione e il trattamento delle patologie, l’attenzione a infanzia e adolescenza, l’ambito penale e forense, la gestione del rischio clinico, l’integrazione tra rete sanitaria e servizi sociali, oltre a formazione e ricerca. Particolare attenzione è rivolta alla salute mentale perinatale, con l’ipotesi di introdurre screening precoci, e alla delicata fase di transizione tra neuropsichiatria infantile e servizi per adulti, per la quaR All de il p de le si ipotizzano équipe specifiche. Che lo scenario della Salute mentale della popolazione si sia aggravata negli ultimi anni a livello internazionale ce lo dicono i numeri. A livello globale, ansia e depressione costano al mondo 12 miliardi di giornate lavorative l’anno, con un impatto economico stimato in 1 trilione di dollari. In Italia, la salute mentale pesa per circa il erenza oni sto tecnico 4% del PIL, mentre chi soffre di disturbi psichici vede la propria aspettativa di vita accorciarsi di dieci anni. In Italia, il numero di persone affette da disabilità mentali è di 16 milioni, con un incremento del 6% nel 2023 rispetto al 2022. Il 75%, circa 12 milioni, soffre di ansia e depressione. Ma il 12,5%, ovvero oltre 2 milioni, a causa dello stigma e delle criticità del sistema, non riesce a trovare aiuto. La comorbiliSiracu rispost ai nuo clinici tà con l’abuso di sostanze, poi, ha modificato il decorso anche delle patologie “tradizionali”. Secondo l’ultimo Rapporto Salute Mentale del ministero della Salute, gli utenti assistiti dai servizi specialistici per la Sin Italia sono 854.040, con forti disomogeneità territoriali: dai 108,5 per 10.000 abitanti adulti delle Marche ai 325,9 della Liguria. Il 54,5% degli utenti è di sesso femminile, mentre oltre due terz i hanno più di 45 anni. Le prestazioni erogate dai servizi territoriali hanno superato quota 9,6 milioni (+10% rispetto al 2022). I Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), però, sono scesi a 139, dai 183 del 2015, e gli operatori sono calati a 29.114, con una carenza stimata in 12.000 professionisti. La principale emergenza da affrontare tempestivamente riguarda il disagio dei giovani. Tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni, l’8% ha sperimentato un episodio di ansia e il 4% ha vissuto un periodo di depressione. Un quadro che, come hanno ribadito i relatori, impone risposte rapide, coordinate e strutturali. Cambiando fronte sempre al Senato è stato presentato il nuovo Intergruppo parlamentare sulla Genomica e Genetica, promosso dalla senatrice Elena Murelli. Uno spazio di dialogo e confronto permanente per favorire l’integrazione delle scienze “omiche” nella pratica clinica e dare risposte più rapide ed efficaci a milioni di cittadini italiani. Secondo i dati diffusi durante la conferenza, in Italia circa 2 milioni di persone vivono con una malattia rara, spesso dopo una odissea diagnostica che può durare anni. Ogni anno, poi, vengono registrati circa 390.000 nuovi casi di tumore, patologia per la quale la genomica apre la strada a terapie sempre più mirate senza contare le malattie multifattoriali (diabete, cardiopatie e disturbi neurodegenerativi). In questo quadro, ha sottolineato la senatrice Murelli, la genomica«può ridurre drasticamente i tempi di diagnosi e consentire cure personalizzate, con benefici per milioni di Italiani ma serve un piano nazionale che assicuri equità di accesso su tutto il territorio, a partire dalle reti regionali per le malattie rare e oncologiche». L’incontro ha visto la partecipazione di esperti del mondo accademico e scientifico di tutte le regioni. Una vera e propria road map per portare la genomica nella pratica clinica di tutti i giorni. amo te i ---End text--- Author: ETTORE MAUTONE Heading: Highlight: Alla Conferenza delle Regioni il primo testo del Tavolo tecnico Siracusano: diamo risposte adeguate ai nuovi bisogni clinici e sociali Image: -tit_org- Salute mentale e giovani adesso c’è una strategia Salute mentale la riforma riparte Giovani al centro -sec_org- tp:writer§§ Ettore Mautone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303244807332.PDF §---§ title§§ La sentenza del TAR e il futuro della sanità Occasione per riformare su basi reali ed eque link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245807322.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "RIFORMISTA" del 03 Oct 2025

La decisione sul tari?ario delle prestazioni sanitarie rilancia il tema della sostenibilità economica del SSN e del ruolo del privato accreditato Chance per ripensare il sistema su basi tecniche, reali e non ideologiche

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245807322.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245807322.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245807322.PDF tp:ocr§§ La sentenza del TAR e il futuro della sanità Occasione per riformare su basi reali ed eque La decisione sul tariffario delle prestazioni sanitarie rilancia il tema della sostenibilità economica del SSN e del ruolo del privato accreditato Chance per ripensare il sistema su basi tecniche, reali e non ideologiche L a recente sentenza del TAR del Lazio, che ha annullato il nuovo tariffario per le prestazioni ambulatoriali e protesiche, rappresenta un passaggio cruciale per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. È un’occasione da non sprecare: non si tratta solo di una vittoria per le strutture private accreditate, ma di un richiamo forte alla necessità di ricostruire le fondamenta tecniche ed economiche del sistema, partendo da dati reali, analisi econometriche solide e un confronto serio, trasparente e partecipato. La decisione del giudice amministrativo, nel rilevare la definizione delle tariffe sulla base di costi obsoleti, ci ricorda che un sistema moderno non può reggersi su meccanismi scollegati dalla realtà. È impensabile garantire assistenza di qualità, equa e tempestiva se alle strutture accreditate vengono riconosciuti rimborsi inferiori ai costi sostenuti. Il rischio non riguarda solo la tenuta economica delle strutture, ma l’intero impianto del SSN, considerando il ruolo essenziale che il privato accreditato ricopre: garantisce un terzo dei ricoveri ospedalieri, una quota significativa dell’attività ambulatoriale e lo fa spesso con standard qualitativi elevati e capacità di risposta superiore alla componente pubblica. In questo quadro diventa essenziale guardare con lucidità anche alle tendenze strutturali del nostro sistema. Una di queste è la spesa sanitaria privata, sostenuta direttamente dalle famiglie per beni e servizi sanitari, che si affianca alla spesa pubblica, destinata sia alle strutture pubbliche sia a quelle private accreditate. Si tratta di un elemento strutturale e non transitorio, che va letto in chiave oggettiva e non ideologica. A giugno, il Centro Studi AIOP ha pubblicato un rapporto per chiarire e orientare il dibattito. La spesa privata nel 2024 ammonta a 43,7 miliardi di euro, rispetto ai 138,3 miliardi della spesa pubblica (Istat, Conti Nazionali). Non è un’anomalia italiana né un fenomeno recente: da almeno vent’anni si attesta intorno al 2% del PIL, rappresentando circa un quarto della spesa sanitaria totale. Gran parte di questa spesa è destinata a prestazioni extra-LEA. Questo significa che, in molti casi, non siamo di fronte a una fuga dal pubblico, ma a una scelta consapevole dei cittadini, che pagano di tasca propria non per sfiducia, ma per libertà di scelta o per accedere a prestazioni che il pubblico non offre. Non possiamo ignorare questa dinamica. Al contrario, occorre valorizzarla e integrarla nel sistema complessivo. Se da un lato l’Italia deve aumentare la spesa sanitaria per allinearsi ai partner europei, dall’altro continuare a contrapporre pubblico e privato, spesa pubblica e privata, come se fossero entità antagoniste, significa cedere a una vera e propria perdita di sinderesi, con il rischio di indebolire l’intero impianto proprio nel momento in cui servirebbero coesione e strategia. In questo contesto, sarebbe necessario sviluppare anche forme di ibridizzazione fondate sulla presenza di grandi fondi sociali, che consentano agli iscritti di accedere alle prestazioni erogate dalle diverse componenti del sistema. In questo modo si ridurrebbe la pressione sul SSN, liberando risorse pubbliche da destinare al miglioramento dell’offerta sanitaria e a una presa in carico più tempestiva ed efficace degli utenti più fragili. In un panorama complesso, dunque, la sentenza del TAR si pone come uno spartiacque e apre una possibilità concreta: riscrivere le regole del sistema su basi reali ed eque. ---End text--- Author: Gabriele Pelissero* Heading: Highlight: Image: -tit_org- La sentenza del TAR e il futuro della sanità Occasione per riformare su basi reali ed eque -sec_org- tp:writer§§ Gabriele Pelissero* guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245807322.PDF §---§ title§§ Screening pediatrico su diabete e celiachia La legge ferma al palo: il primato italiano rischia di diventare un'occasione mancata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245707325.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "RIFORMISTA" del 03 Oct 2025

Approvata nel 2023, la legge 130 per il test precoce su diabete di tipo 1 e celiachia attende ancora l'attuazione Tra rallentamenti burocratici e nodi sulla privacy, crescono i costi potenziali per il sistema sanitario e l'economia

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245707325.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245707325.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245707325.PDF tp:ocr§§ Screening pediatrico su diabete e celiachia La legge ferma al palo: il primato italiano rischia di diventare un’occasione mancata Approvata nel 2023, la legge 130 per il test precoce su diabete di tipo 1 e celiachia attende ancora l’attuazione Tra rallentamenti burocratici e nodi sulla privacy, crescono i costi potenziali per il sistema sanitario e l’economia A pprovata nel settembre 2023 con una maggioranza trasversale e celebrata come un primato mondiale, la Legge 130, che introduce lo screening su scala nazionale per diabete di tipo 1 e celiachia nei bambini e ragazzi tra 0 e 17 anni, sembrerebbe oggi ancora al palo. A distanza di oltre due anni, l’attuazione della norma rischia di incagliarsi in un limbo burocratico che ne compromette le potenzialità sanitarie, economiche e sociali. A rilanciare l’allarme è Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati e primo firmatario della legge, intervenuto all’Urania Policy & Business Forum la settimana scorsa, che ha chiarito: «Il progetto pilota ha funzionato. Ora è tempo di passare alla fase nazionale. Le risorse ci sono, ma da mesi assistiamo a un rimpallo tra Garante della Privacy, Conferenza Stato-Regioni e Ministero della Salute». Il riferimento è al progetto sperimentale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha già individuato centinaia di casi sommersi e predisposizioni genetiche nelle regioni coinvolte. Risultati che dimostrano il valore dello screening precoce non solo per migliorare gli esiti clinici, ma anche per ridurre i costi a lungo termine del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso diagnosi tempestive e minore incidenza di complicanze. La questione, tuttavia, si è spostata su un terreno tecnico e normativo: la protezione dei dati personali. Da parte sua, l’Autorità Garante per la Privacy, in risposta a Mulè, ha voluto chiarire di aver dato via libera allo schema di decreto attuativo già il 30 gennaio 2025, “in tempi rapidissimi, con parere favorevole e senza alcuna condizione”. Ma il quadro sembrerebbe in realtà più sfumato. Da fonti ministeriali emerge che, a fine luglio, il Garante avrebbe chiesto nuovi approfondimenti in seguito ad alcune modifiche apportate allo schema iniziale dalle Regioni. Cambiamenti che inciderebbero sul trattamento dei dati sensibili, richiedendo un ulteriore passaggio istruttorio. In altre parole, il parere favorevole del gennaio scorso potrebbe non essere più sufficiente alla luce degli aggiornamenti intervenuti. Così, quello che sulla carta doveva essere un iter fluido – supportato da evidenze scientifiche, risorse già stanziate e volontà politica – si è trasformato in un tragitto a ostacoli. Il tempo, però, non è una variabile neutra. Ogni mese che passa senza l’avvio del programma nazionale di screening significa centinaia di casi non intercettati in tempo utile, con costi umani e sanitari difficili da quantificare. Eppure, il quadro regolatorio nazionale ed europeo offre già esempi concreti di come la tutela della privacy e la sanità pubblica possano convivere senza paralisi. La chiave è nella governance: strumenti digitali, consenso informato rafforzato e standard interoperabili possono garantire sia la sicurezza dei dati sia l’efficacia del monitoraggio. Il nodo da sciogliere ora è politico, prima ancora che amministrativo. Tocca al Ministero della Salute fare sintesi tra le esigenze delle Regioni, i vincoli normativi e le urgenze del sistema sanitario. Se la legge 130 dovesse arenarsi, a farne le spese non sarebbe solo una misura di prevenzione: sarebbe l’intero ecosistema della sanità pubblica, che da anni cerca di evolversi verso un modello predittivo e personalizzato, fondato su prevenzione e digitalizzazione. Nella foto Giorgio Mulè ---End text--- Author: Alessandro Caruso Heading: Highlight: Image: -tit_org- Screening pediatrico su diabete e celiachia La legge ferma al palo: il primato italiano rischia di diventare un’occasione mancata -sec_org- tp:writer§§ Alessandro Caruso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245707325.PDF §---§ title§§ Intervista a Francesco Zaffini - La ricetta di Zaffini «Una sanità attrattiva e più sostenibile» = L'appello di Za?ni: «Una sanità più attrattiva e?ciente e sostenibile. Così rilanciamo il sistema» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246207326.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "RIFORMISTA" del 03 Oct 2025

Il presidente della commissione A?ari sociali del Senato spiega le nuove regole per professioni sanitarie, sanità integrativa e farmaci innovativi

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246207326.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246207326.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246207326.PDF tp:ocr§§ L’€CONOMISTA La ricetta di Zaffini «Una sanità attrattiva e più sostenibile» L’appello di Zaffini: «Una sanità più attrattiva efficiente e sostenibile. Così rilanciamo il sistema» Il presidente della commissione Affari sociali del Senato spiega le nuove regole per professioni sanitarie, sanità integrativa e farmaci innovativi D i cosa ha più bisogno oggi la spesa sanitaria nazionale? La risposta è nel progetto di riforma delle professioni sanitarie, con le novità sulla formazione universitaria, il razionale della riforma della sanità integrativa, il punto sulle cure e i farmaci innovativi e la strada per attrarre investimenti internazionali nel settore. «L’obiettivo – spiega Zaffini, presidente della commissione Affari sociali del Senato - è quello di rafforzare l’attrattività del Servizio sanitario nazionale e di garantire elevati standard di qualità e sicurezza delle cure. Tra le misure previste: incremento del personale sanitario, potenziamento della formazione specialistica, contrasto alle carenze di organico». a pag. 9 D i cosa ha più bisogno oggi la spesa sanitaria nazionale? La risposta è nel progetto di riforma delle professioni sanitarie, con le novità sulla formazione universitaria, il razionale della riforma della sanità integrativa, il punto sulle cure e i farmaci innovativi e la strada per attrarre investimenti internazionali nel settore. «L’obiettivo – spiega Zaffini, presidente della commissione Affari sociali del Senato - è quello di rafforzare l’attrattività del Servizio sanitario nazionale e di garantire elevati standard di qualità e sicurezza delle cure». È recentissima l’approvazione da parte del CdM del disegno di legge delega di riforma delle professioni sanitarie. Cosa si aspetta il Governo dagli effetti economici delle novità? «Si tratta di un disegno di legge-delega che avvia una profonda riforma delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di modernizzare il sistema, renderlo più efficiente e adeguato all’evoluzione scientifica e tecnologica. La misura prevede ampia rimodulazione sia dal punto di vista formativo che ordinistico. L’obiettivo è quello di rafforzare l’attrattività del Servizio sanitario nazionale e di garantire elevati standard di qualità e sicurezza delle cure. Tra le misure previste: incremento del personale sanitario, potenziamento della formazione specialistica, contrasto alle carenze di organico anche tramite forme di lavoro flessibile che permettano ad esempio l’impiego degli specializzandi nel SSN, particolare attenzione a chi opera in condizioni difficili come i Pronto Soccorso o in aree disagiate, semplificazione delle attività amministrative e rafforzamento delle norme sulla sicurezza dei professionisti». Riuscirà il nuovo percorso per i ragazzi che intraprendono la Facoltà di Medicina a colmare il gap dei professionisti del settore che mancano sul mercato? E perché. «Siamo in linea col fabbisogno nazionale stimato. La novità principale è il superamento del test d’ingresso e l’introduzione di un semestre aperto con accesso libero, durante il quale gli studenti possono iscriversi anche a un altro corso affine. Al termine delle iscrizioni (25 luglio), risultano 64.825 studenti registrati: 54.313 per Medicina e chirurgia, 4.473 per Odontoiatria e 6.039 per Veterinaria. La riforma segna un cambio di passo nella valutazione degli aspiranti professionisti, passando da un sistema di valutazione superficiale ed estemporaneo basato sui cd. “test tolc”, ad una valutazione più ampia e consapevole del percorso dello studente nell’arco del primo semestre di studi. Il MUR ha stimato un fabbisogno di 30.000 nuovi medici entro il 2030. Per rispondere a questa esigenza c’è un incremento programmato e sostenibile delle immatricolazioni, compatibile con le capacità degli atenei e le risorse disponibili». La spesa sanitaria nazionale vale circa il 7% del Pil e insieme a pensioni e istruzione fa da padrona in termini di peso economico sul Bilancio dello Stato. Di cosa ha più bisogno la spesa sanitaria oggi? «In primis di prevenzione. L’aspettativa di vita media italiana è tra le più alte al mondo (83,3 anni). Con già oggi oltre 14 milioni di over 65. È molto importante puntare sia sulla prevenzione primaria, attraverso la promozione di corretti stili di vita, un’alimentazione bilanciata e corretta e lo svolgimento di attività fisica, sia secondaria attraverso campagne di screening e immunizzazione. L’assistenza sanitaria preventiva produce anche vantaggi economici, come risparmi nella spesa sanitaria e aumento della produttività dei lavoratori. Ogni euro speso in prevenzione ne fa risparmiare ben tre. In settimana in Senato è stato approvato in seconda lettura il ddl “Disposizioni per il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e strategie di prevenzione, contrasto e presa in carico del paziente”, che introduce misure dedicate alla prevenzione e alla cura dell’obesità, riconosciuta come malattia progressiva e recidivante, strettamente collegata ad altre patologie di rilevanza sociale. Oltre alla prevenzione, la spesa sanitaria nazionale ha bisogno di aumentare l’attrattività delle professioni per fronteggiare le carenze di organici. Perciò il Governo oltre ad aumentare i posti disponibili a Medicina e le borse di specializzazione, ha rinnovato il contratto del comparto sanità e sta rinnovando quello dei medici». Veniamo alla idea di riforma della sanità integrativa che prevede un sistema misto in cui dopo il pensionamento lo Stato sostituisce la parte contributiva del datore di lavoro per creare un sistema di long term care. Qual è la ratio della riforma, chi ne beneficia e chi ne sopporterà i costi? «La riforma del secondo pilastro è necessaria perché la spesa sanitaria privata già nel 2022 aveva raggiunto il valore record di 41,5 miliardi di euro, con altri 25 miliardi destinati a prestazioni socio-assistenziali. Obiettivo di oggi ridurre l’impatto economico sulle famiglie, aumentando l’intermediazione collettiva della spesa sanitaria, che va meglio regolata, organizzata e vigilata. La riforma rafforzerebbe la sanità complementare, in un’ottica di sussidiarietà e integrazione col SSN. Puntiamo a raddoppiare il numero dei cittadini coperti da fondi complementari, passando da 15 a 30 milioni. Per farlo occorre estendere i Piani Sanitari contrattuali ai familiari dei lavoratori e valutare il mantenimento dell’iscrizione dei pensionati, con una contribuzione volontaria. Non solo. Includere lavoratori autonomi e partite IVA tra i beneficiari, allargando la base dei fondi sanitari con regole omogenee e incentivi fiscali, estendere la copertura sanitaria anche al pubblico impiego, contrastare l’elusione contributiva e creare un fondo solidaristico pubblico per gli indigenti (modello social card). Necessaria infine anche una revisione regolatoria del modello dei fondi stessi per accrescere trasparenza, competenza ed efficienza. Col controllo di un’Autorità di Vigilanza ad hoc». Parliamo di cure e farmaci innovativi. Come il Governo intende sostenere le aziende farmaceutiche che investono in Italia? «Sui farmaci innovativi la Legge di Bilancio 2025 ha ridefinito il funzionamento del fondo dedicato. L’accesso al rimborso da parte del SSN viene consentito sulla base dei criteri di valutazione per l’attribuzione dell’innovatività terapeutica stabiliti da AIFA. La legge di bilancio ha stabilito l’accesso al fondo per i farmaci innovativi fino a 900 milioni annui, mentre i medicinali a innovatività condizionata possono accedere al fondo dei farmaci innovativi per un importo non superiore a 300 milioni annui. Inoltre, con un emendamento di Fratelli d’Italia alla Legge di Bilancio sono stati destinati fino a 100 milioni di euro del Fondo farmaci innovativi per lo sviluppo di antibiotici reserve, destinati all’uso esclusivo in situazioni di emergenza per il trattamento di infezioni causate da batteri multiresistenti. Sulle terapie avanzate depositerò un ddl sulla promozione dell’accesso equo, sostenibile e tempestivo che prevede l’istituzione del Fondo nazionale sperimentale per il loro rimborso». Come conta il Governo di sostenere l’attrazione degli investimenti esteri in Italia nel se ttore pharma? «Il settore farmaceutico rappresenta una delle eccellenze del made in Italy e riveste un ruolo strategico per l’economia nazionale, grazie a un tessuto industriale vivace e capillarmente diffuso sul territorio, costituito da grandi gruppi insieme a PMI, che nel 2024 hanno generato oltre 56 miliardi di euro di produzione e circa 54 miliardi di export. Il ddl delega recante il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica, approvato dal CdM il 18 settembre scorso punta a riordinare e semplificare la normativa di riferimento, con l’obiettivo di rendere il quadro legislativo più chiaro, accorciare i tempi autorizzativi e favorire l’attrattività per gli investitori. Tra i principi guida previsti per l’attuazione della delega rientra anche l’aggiornamento o la revisione dei tetti di spesa del comparto, compresa una rivalutazione dei meccanismi di payback». ---End text--- Author: Paolo Bozzacchi Heading: Highlight: Il MUR ha stimato un fabbisogno di 30mila nuovi medici entro il 2030 Ogni euro speso in prevenzione ne fa risparmiare ben tre Image:misure previ nale sanit formazio alle car mite fo perme degli ticola cond to So te, se amm delle profes Nella foto Francesco Zaffini Rius i ragazz coltà di dei profe m -tit_org- Intervista a Francesco Zaffini - La ricetta di Zaffini «Una sanità attrattiva e più sostenibile» L’appello di Za?ni: «Una sanità più attrattiva e?ciente e sostenibile. Così rilanciamo il sistema» -sec_org- tp:writer§§ Paolo Bozzacchi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246207326.PDF §---§ title§§ Testo Unico farmaceutica La riforma di Schillaci e Gemmato Un SSN più forte e regole certe per un'industria da 56 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246307327.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "RIFORMISTA" del 03 Oct 2025

Dal riordino normativo ai nodi del payback, il provvedimento ridisegna regole e prospettive della ?liera: competitività industriale e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale si giocano nella stessa partita

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246307327.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246307327.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246307327.PDF tp:ocr§§ Testo Unico farmaceutica La riforma di Schillaci e Gemmato Un SSN più forte e regole certe per un’industria da 56 miliardi Dal riordino normativo ai nodi del payback, il provvedimento ridisegna regole e prospettive della filiera: competitività industriale e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale si giocano nella stessa partita L a legislazione farmaceutica italiana si prepara a cambiare pelle. Dopo decenni di interventi parziali e norme stratificate, il governo ha deciso di mettere ordine in un settore che vale miliardi e incide sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Il disegno di legge-delega approvato il 18 settembre dal Consiglio dei ministri e presentato al Ministero della Salute dal ministro Orazio Schillaci e dal sottosegretario Marcello Gemmato segna l’avvio di una riforma destinata a pesare sul piano politico ed economico. Oggi la normativa è un mosaico di oltre settecento disposizioni distribuite in cento provvedimenti, con effetti di sperequazione territoriale e incertezza per le imprese. «Era inaccettabile che la normativa fosse ancora legata a due regi decreti del 1934 e del 1938», ha ricordato Gemmato, rivendicando il percorso rapido che da maggio a settembre ha portato al via libera del governo. La cornice politica non è secondaria. Schillaci ha ribadito che «questa riforma non può diventare terreno di contrattazione per interessi di parte» e che il punto di riferimento resta l’interesse dei cittadini e la difesa del SSN pubblico. Gemmato ha parlato di “atto di legislatura”, voluto per rompere la logica dei provvedimenti spot. Il cuore del provvedimento è la revisione dei canali distributivi e della spesa, con attenzione al ruolo delle farmacie territoriali, spesso unico presidio nei piccoli comuni. Altro tassello è l’integrazione delle banche dati: tessera sanitaria, fascicolo elettronico ed ecosistema dati costituiranno un sistema unico, capace di restituire in tempo reale informazioni su prescrizioni e consumi, aprendo la strada a un uso mirato dell’intelligenza artificiale. Ma il Testo Unico non riguarda solo la sanità: è anche industria ed export. «Con 56 miliardi di produzione e 54 miliardi di export, l’Italia è il primo Paese europeo per manifattura farmaceutica e il quarto al mondo per esportazioni» ha ricordato Gemmato, sottolineando che «la filiera occupa quasi 200mila persone tra addetti diretti e indotto ed è tra i pochi comparti ad aver aumentato costantemente il saldo commerciale positivo negli ultimi dieci anni». Il nodo più delicato resta il payback: secondo il sottosegretario, nel 2024 lo sforamento della spesa ha raggiunto i 4 miliardi, con 2 miliardi a carico delle aziende. «Chi fa impresa ha bisogno di certezza sulle regole», ha avvertito, indicando la necessità di bilanciare esigenze dei bilanci regionali e aspettative degli investitori. C’è anche un profilo strategico. La pandemia ha mostrato la fragilità delle catene di approvvigionamento e la dipendenza europea da fornitori extra-UE per i principi attivi. Rafforzare la capacità produttiva nazionale significa ridurre la vulnerabilità del Paese e consolidare la sovranità farmaceutica europea. In questo senso, il Testo Unico si propone come cornice normativa per sostenere la politica industriale e valorizzare il ruolo dell’Italia nel mercato globale. La digitalizzazione e l’uso dell’intelligenza artificiale rappresentano un ulteriore elemento di attrattività per le imprese. L’ecosistema integrato di dati sanitari potrà infatti favorire la ricerca clinica e lo sviluppo di nuovi farmaci, offrendo strumenti di controllo della spesa più efficaci. Un modello che guarda non solo alla sostenibilità del SSN, ma anche alla possibilità di rendere l’Italia un hub competitivo per le multinazionali del settore. Il cammino, però, non sarà breve. I decreti attuativi dovranno arrivare entro il 31 dicembre 2026, con il contributo di cinque ministeri e il confronto con Parlamento, Regioni e associazioni. Gemmato ha annunciato anche una commissione di studio composta da giuristi e accademici per rafforzare i l lavoro legislativo. Molto dipenderà dalla capacità politica di mantenere intatta la portata innovativa della riforma, resistendo alle pressioni corporative. Se l’iter si concluderà con successo, il Testo Unico potrà davvero rappresentare quella “pietra miliare” evocata dai suoi promotori: uno strumento moderno e sostenibile, capace di coniugare salute pubblica e competitività industriale. ---End text--- Author: Ilaria Donatio Heading: Highlight: Image: -tit_org- Testo Unico farmaceutica La riforma di Schillaci e Gemmato Un SSN più forte e regole certe per un’industria da 56 miliardi -sec_org- tp:writer§§ Ilaria Donatio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303246307327.PDF §---§ title§§ Servizi e forniture per gli ospedali: un mercato da 6 miliardi stretto tra caro energia ed e?cienza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245007330.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "RIFORMISTA" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245007330.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245007330.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245007330.PDF tp:ocr§§ Servizi e forniture per gli ospedali: un mercato da 6 miliardi stretto tra caro energia ed efficienza Efficienza energetica e continuità operativa: un settore da 6 miliardi che sostiene ogni giorno la sanità pubblica, tra consumi elevati, edifici vetusti e la leva strategica dei contratti con le ESCo V ale circa 6 miliardi di euro il mercato dedicato a energia, servizi tecnici, manutenzioni fabbricati e impianti per gli ospedali pubblici in Italia. Una cifra che fotografa il peso strategico di un comparto che va ben oltre la logistica sanitaria: si tratta infatti di servizi energetici, manutenzione impiantistica, illuminazione, riscaldamento, raffrescamento, sterilizzazione e alimentazione di apparecchiature che garantiscono la continuità operativa delle strutture sanitarie. Sono strutture al servizio di migliaia di pazienti, dipendenti e visitatori, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, determinando un alto consumo di energia: sanità e assistenza sociale, rappresentano più del 25% delle maggiori utenze di energia del settore pubblico italiano. Per lo più ci riferiamo a costruzioni avvenute principalmente nel periodo compreso tra il 1919 e il 1980, ben prima dell’introduzione della normativa relativa all’efficienza energetica degli edifici. Complessivamente il patrimonio del comparto della sanità e assistenza sociale è costituito – dati RSE - da circa 40 milioni di m2 per un totale di circa 9.700 unità catastali. La voce preponderante, in termini di superficie, è quella relativa alle strutture ospedaliere che in media registrano all’anno un consumo termico di 311 kWh/m2 e consumo elettrico di 246 kWh/m2; vale a dire l’equivalente di 2 mila abitazioni. Un ruolo centrale è giocato dai Contratti di Servizio Energia, strumenti che affidano a società specializzate (ESCo) la gestione degli impianti termici ed elettrici, incluse manutenzioni ordinarie e straordinarie. Gli investimenti – dalla sostituzione di caldaie e generatori di vapore alla riqualificazione dell’illuminazione, fino ai sistemi di automazione – vengono finanziati direttamente dalle ESCo e ripagati nel tempo con i risparmi energetici conseguiti. Un modello virtuoso che consente agli ospedali di contenere i costi senza gravare subito sui bilanci. Per il comparto delle forniture ospedaliere il nodo resta la capacità di conciliare sostenibilità economica e ambientale. «Gli ospedali sono il cuore pulsante del nostro Servizio sanitario nazionale – osserva Roberto Rossi, presidente di Assistal, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le ESCo, le imprese di servizi energetici, di facility management e di manutenzione e gestione di impianti tecnologici - i servizi energetici integrati e gli interventi di efficientamento sono strumenti indispensabili per ridurre i costi e liberare risorse da destinare alla qualità dell’assistenza. Serve una strategia di sistema che metta insieme competenze, innovazione e investimenti. E scelte coerenti con le reali possibilità del Paese, quando ad esempio nel recepimento delle direttive europee, ci si attende un incremento notevole delle fonti rinnovabili nella fornitura di energia termica». Dal punto di vista impiantistico, la sostituzione del vettore energetico fossile – principalmente gas metano – con fonti rinnovabili come biometano, solare termico o pompe di calore, presuppone l’esistenza di infrastrutture oggi quasi totalmente assenti. La strada è tracciata: razionalizzare i consumi, diffondere le buone pratiche, potenziare i contratti di servizio energia e programmare investimenti coordinati (favorendo l’utilizzo dei PPP). Ma il tempo stringe: senza risposte sistemiche, l’energia rischia di diventare la variabile che erode la capacità stessa del servizio sanitario di garantire prestazioni adeguate. ---End text--- Author: Cesare Giraldi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Servizi e forniture per gli ospedali: un mercato da 6 miliardi stretto tra caro energia ed e?cienza -sec_org- tp:writer§§ Cesare Giraldi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303245007330.PDF §---§ title§§ Dirigenti statali e infermieri, via libera ai contratti 2022/24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303247007318.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "SOLE 24 ORE" del 03 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-03T04:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303247007318.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303247007318.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303247007318.PDF tp:ocr§§ Dirigenti statali e infermieri, via libera ai contratti 2022/24 Pubblico impiego Aumenti medi da 558 euro per i vertici delle Pa e da 172 euro nella sanità ROMA Personale della sanità, dirigenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici e accordo quadro sui comparti. La riunione serale del consiglio dei ministri ha messo ieri il timbro anche su un ricco pacchetto di intese nel el pubblico impiego, portato dal ministro per la Pa Paolo Zangrillo. «Vogliamo garantire continuità contrattuale per valorizzare le nostre persone», ha commentato Zangrillo. L’esame finale è stato superato prima di tutto dai contratti 2022/24 del personale sanitario, frutto dell’accordo raggiunto il 18 giugno grazie al decisivo cambio di rotta del sindacato autonomo Nursing Up, e dei dirigenti delle Funzioni centrali, dopo la preintesa firmata il 29 luglio che aveva visto la prima spaccatura del fronte sindacale del «no» con la firma della Uil che aveva lasciato la sola Cgil all’opposizione. Nella riunione di ieri è stato dato poi il via libera al contratto 2019/21 della presidenza del Consiglio (aumenti da 168 euro al mese) e al nuovo accordo quadro sui comparti: che nella forma non cambia niente rispetto alla geografia seguita fin qui dalla contrattazione del pubblico impiego, ma nella sostanza libera la strada all’avvio dei negoziati per la tornata 2025/27 per tutti i comparti e le aree dirigenziali. Si partirà appena certificati i numeri aggiornati della rappresentatività sindacale, passaggio atteso il 4 novembre. Sempre a novembre dovrebbero arrivare in busta paga gli effetti degli altri due contratti, che entreranno in vigore dopo la firma definitiva all’Aran nei prossimi giorni. . Guardando alle dimensioni della platea interessata, l’intesa più importante è quella per il personale non dirigente della sanità. Riguarda più di 581mila persone fra infermieri, tecnici e amministrativi e vale oltre 1,5 miliardi a regime, che si traducono in un aumento medio mensile da 172 euro accompagnato da un arretrato una tantum intorno ai mille euro. In un comparto così differenziato però le medie dicono poco. Perché le voci su misura delle varie professionalità differenziano molto l’impatto sulla busta paga, che per gli infermieri dei pronto soccorso arriva a sfiorare i 517 euro (a regime dal 2026) in un calcolo esteso all’indennità specifica sbloccata dall’intesa. Per chi lavora al pronto soccorso il contratto prevede anche una nuova serie di tutele, legate in particolare al fenomeno delle aggressioni: in questi casi si introduce il patrocinio legale, l’obbligo di riconoscere il supporto psicologico al personale che lo richiede e la possibilità per l’azienda di costituirsi parte civile. Le medie hanno un valore relativo anche per la dirigenza della Pa centrale. Qui si parla di arretrati per 9.400 euro e 558 euro di aumento, che però nel caso dei dirigenti di prima fascia sale fino a 980 euro. Una bella spinta, che per chi occupa posizioni apicali si aggiunge agli spazi aperti dalla sentenza 135/2025 con cui la Consulta ha abolito il vecchio limite dei 255mila euro lordi annui. Ora il tetto è a 311mila euro, in via di aggiornamento verso quota 360mila; ma i criteri saranno differenziati in base al contenuto professionale dell’incarico se il Governo riuscirà in questa impresa. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianni Trovati Heading: Highlight: Approvato l’accordo per i negoziati 2025/27 Zangrillo: Garantiamo continuità per valorizzare le nostre persone Image: -tit_org- Dirigenti statali e infermieri, via libera ai contratti 2022/24 -sec_org- tp:writer§§ Gianni Trovati guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/03/2025100303247007318.PDF §---§