title§§ Una concorrenza a misura di Angelucci I meloniani "salvano" la sanità privata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139906408.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 02 Oct 2025

Fratelli d'Italia vuole far slittare fino alla fine del 2027 la riforma di Draghi sull'accreditamento al sistema sanitario nazionale Trale propostespiccal'inserimentodi paletti che riducono l'ingresso di nuovi player. L'esatto contrario della liberalizzazione

pubDate§§ 2025-10-02T04:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139906408.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139906408.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139906408.PDF tp:ocr§§ Una concorrenza a misura di rVngeluccî I melonianì "salvano" la sanità priv ata Fratelli d'Italia vuole far slittare fino alla fine del 2027 la riforma di Draghi sull'accreditamento al sistema sanitario nazional Tra le proposte spicca l'inseri mento di paletti che riducono l'ingresso di nuovi player. L'esatto contrario della liberalizzazic STEFANO IANNACCONE ROMÛ La maggioranza prepaia l'ennesimo blitz per dare una mano agli imprenditori della sanità privata, tra cui spicca il nome di Antonio Angelucci, rè delle diniche, soprattutto nel Lazio, a capo del polo editoriale della destra, oltre che deputato della Lega. Nel disegno di legge Concorrenza, m esame nella commissione Industria del Senato, Fratelli d'Italia ha presentato due emendamenti che fanno molto comodo a chi opera nel settore. Il primo, quello più diretto, è firmato da Luca De Carlo, a lungo indicato come il candidato preferito da Fdl in Veneto, e da Raoul Russo, altro melonianoa palazzo Madama. Nuovo rinvio L'obiettivo è quello di lasciare invariato, almeno per un altro anno, lo status quo sull'accreditamento dei privati al sistema sanitario, rimandando qualsiasi intervento al 2028. Il governo Draghi aveva infatti approvato una riforma per favorire la concorrenza neUa sanità privata, prevedendo gare pubbliche. Lo scopo era duplice: ridurre i costi per lo stato e cercare di garantire migliori servizi grazie a una maggiore concorrenzainsomma, una liberalizzazione del settore, rimuovendo le rendite di posizione, che la presidente del consiglio, Giorgia Meloni dice di voler eliminare. Ma solo a parole, visto che, al primo testo utile, l'obiettivo del governo è di stoppare qualsiasi anelito riformista. Specie se riguarda persone o settori "amici". Era già successo lo scorso anno. Nella precedente legge sulla concorrenza, era stara disposta la sospensione, fino al dicembre 2026, di qualsiasi tipo di riforma. Ora la linea viene spostata ancora più avanti. Congelando la situazione fino alla fine del 2027. Il limite, peraltro, non pare casuale. Con l'eventuale approvazione di questa proposta, qualsiasi modifica arriverà dopo le prossime elezioni, quando sarà insediato il nuovo parlamento. Ma nell'emendamento non c'è solo l'ulteriore rinvio della riforma Draghi. I due senatori melomani chiedono che la revisione debba «tenere conto anche dell'esigenza di garantire la continuità assistenziale articolata per tipologia di paziente oassistìto erelativa fragilità, differenziandola valutazionetra il rinnovoe le nuove richieste volte alla stipula degli accordi contrattuali», ricalcando quanto previsto dal testo originale del disegno ai legge approvato a palazzo Chigi. Dunque, la riforma pensata dall'esecutivo di Draghi non porrà essere a tutto tondo, ma troverebbe un raggio di azione limitato, indicando una serie di specificità che vincolano l'ingresso di possibili nuovi piover. Il progetto della destra prende forma anche in un altro emendamento, depositato da Anna Maria Fallucchi eSalvo Pogliese. In questo caso la strategia è più sottile: vengono introdotti dei paletti alle gare pubbliche con lo scopo di garantire un vantaggio ai titolari attuali dell'accreditamento. «La procedura ad evidenza pubblica prevede un sistema premiale che valorizza il radicamento dell'erogatore sul territorio con riferimento», si legge in un passaggio della proposta, un esempio? «La conoscenza approfondita delle specificità e dei relativi setring assistenziali». Competenze in dote a chi è già sul mercato. Vengono dunque inseriti dei parametri a favore di chi già garantisce quei servizi. Sembra un déjà-vu di quanto avviene con altre lobby amiche della destra, dai balneari agli ambulanti. Niente concorrenza Certo, l'operazione dei senatori di Fdl non avrebbe effetto solo su un imprenditore, il componente della maggioranza Angelucd, ma su tutti i colossi attualmente accreditati al sistema sanitario nazionale, tra cui il gruppo Kos che fa capo alla Cir di Marco e Rodolfo De Benedetti (figli del fondatore di questo giornale), del gruppo San Donato ealtrìattorL Inevitabilmente, però, l'attenzione si sposta sull'editore e imprenditore che, come raccontato già da Domani in più di qualche occasione, è risul- un'operazìone ancora più ambiziosa: aumentare di qualche decimale il tetto di spesa per i privati. La missione è stata mancata. E si riparte dal senato con un nuovo provvedimento. Che si scrive disegno di legge per la concorrenza, si legge proroga delle rendite di posizione. RIPRODUZIONE RISiTRUuTU conducendo ora la destraal Senato è solo uno degli ultimi tasselli inseriti nel puzzle degli aiuti alla sanità privata. Alcuni andati a buon fine, altri meno. Nel decreto Economia la Lega aveva cercato di realizzare II rè delle cliniche e députât« leghista Antonio Angelucci potrebbe beneficiare della propc dei senator De Carlo e Russo FOTO ANSA -tit_org- Una concorrenza a misura di Angelucci I meloniani “salvano” la sanità privata -sec_org- tp:writer§§ Stefano Iannaccone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139906408.PDF §---§ title§§ Freccia Rosa, da 15 anni la prevenzione del cancro al seno viaggia in treno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139806407.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "DUBBIO" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139806407.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139806407.PDF', 'title': 'DUBBIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139806407.PDF tp:ocr§§ Freccia Rosa, da 15 anni la prevenzione del cancro al seno viaggia in treno VISITE GRATUITE A BORDO A ottobre torna per il quindicesimo anno consecutivo FrecciaRosa, il progetto di prevenzione del tumore al seno promosso da Fondazione IncontraDonna con Gruppo Fs italiane, il supporto di Aiom e il patrocinio del ministero della Salute. Per tutto il mese sarà possibile sottoporsi a visite e consulenze mediche gratuite con gli oncologi dell'Associazione italiana di oncologia medica a bordo dei treni ad alta velocità, Intercity e Regionali. Tra gli obiettivi dell'iniziativa quello di incentivare la cultura della prevenzione e favorire la diagnosi precoce del tumore alla mammella. La campagna nazionale di sensibilizzazione e divulgazione scientifica è stata presentata questa mattina a Roma dal ministro della Salute Orazio Schillaci, dal presidente del Gruppo Fs Italiane Tommaso Tanzilli, dal presidente di Trenitalia Stefano Cuzzilla, dalla fondatrice di Fondazione IncontraDonna Adriana Bonifacino, dalla consigliera federale della Fir Silvia Pizzati; dal segretario generale della Figc Marco Brunelli, e dal presidente Aiom Massimo Di Maio. Ogni giorno in Italia più di 1.000 persone ricevono la diagnosi di cancro: nel 2024 sono stati stimati 390.100 nuovi casi. Gli stili di vita corretti e la partecipazione ai tre programmi di screening previsti dal Servizio sanitario nazionale sono strumenti fondamentali: fino al 40% dei casi può essere evitato proprio grazie a buone pratiche di prevenzione. «Portare la prevenzione sempre più vicino alle italiane e gli italiani è una priorità assoluta - ha dichiarato Schillaci - Dobbiamo sensibilizzare i cittadini a prendersi cura della propria salute, anche quando si sta bene. Vincere il cancro è una sfida che abbiamo messo al primo posto da subito e lavoriamo ogni giorno per promuovere gli stili di vita sani e migliorare l'adesione ai programmi di screening gratuiti offerti dal Servizio sanitario nazionale. In questa direzione si muove anche la campagna FrecciaRosa». ---End text--- Author: Redazione Heading: VISITE GRATUITE A BORDO Highlight: Image: -tit_org- Freccia Rosa, da 15 anni la prevenzione del cancro al seno viaggia in treno -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139806407.PDF §---§ title§§ Il sottosegretario Gemmato: «Il governo ha pronto il decreto per il Testo unico della farmaceutica» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139606409.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139606409.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139606409.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139606409.PDF tp:ocr§§ Il sottosegretario Gemmato: «Il governo ha pronto il decreto per il Testo unico della farmaceutica» lROMA. Il Testo Unico sulla legislazione farmaceutica «razionalizzerà circa 700 norme disseminate in quasi 100 provvedimenti diversi, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai farmaci. È finita l’era dei provvedimenti spot: restituiamo finalmente al Paese programmazione, semplificazione e stabilità, elemento chiave di questo Governo che ci consente di portare avanti riforme di lungo periodo»: così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, alla conferenza stampa di presentazione dello schema di M.Gemmato Disegno di Legge delega del Testo Unico sulla legislazione farmaceutica tenutasi al ministero della Salute e che ha visto la presenza del ministro Orazio Schillaci e del Capo di Gabinetto Marco Mattei. In questi 3 anni «non siamo rimasti fermi, ma sono state introdotte misure concrete per alleggerire il peso del payback. Abbiamo già compiuto alcuni passi concreti: l'innalzamento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti dall'8,3% all'8,5%, con un risparmio stimato per l'industria di 135 milioni di payback; a questo si aggiunge lo spostamento di alcune categorie di farmaci dalla distribuzione diretta a quella convenzionata», come nel caso delle «gliflozine con circa 350-400 milioni di euro spostati» ad altra spesa, «equivalenti a circa 200 milioni di euro in meno di payback sui bilanci aziendali». Inoltre, «l'allocazione di farmaci ad innovatività condizionata nel Fondo degli innovativi per massimo 300 milioni, e la creazione di un Fondo di 100 milioni da quello degli innovativi per gli antibiotici 'reserve', ha generato un ulteriore risparmio di circa 200 milioni di euro alla voce del payback». A questo si sommano «i risparmi generati dall'aumento del Fondo sanitario nazionale», ha concluso l sottosegretario Gemmato. [redpp] ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:FDI M.Gemmato -tit_org- Il sottosegretario Gemmato: «Il governo ha pronto il decreto per il Testo unico della farmaceutica» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139606409.PDF §---§ title§§ L ' obesità riconosciuta malattia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139706410.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 02 Oct 2025

Via libera alla legge italiana - unica al mondo - che tutela le persone patologicamente sovrappeso

pubDate§§ 2025-10-02T04:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139706410.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139706410.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139706410.PDF tp:ocr§§ L’obesità riconosciuta malattia Via libera alla legge italiana - unica al mondo - che tutela le persone patologicamente sovrappeso NICOLA SIMONETTI l Il Senato ha approvato la legge (già approvata dalla Camera dei Deputati) che – unica nel mondo - tutela le persone con obesità, riconosciuta come malattia. Le persone adulte con obesità in Italia rappresentano il 12% della popolazione, circa 6 milioni cui si aggiunge il 40% di persone con sovrappeso. Quindi un problema di peso riguarda oltre la metà degli adulti mentre già a 9 anni un bambino su tre (come in Europa) ha un eccesso di peso e uno su dieci è obeso. Su «The Lancet», un ampio lavoro parla di obesità infantile, malattia complessa, legata a fattori genetici, ambientali e comportamentali, e non solo a scelte alimentari o sedentarietà. Prevenire è possibile già dalla gravidanza comprendendo anche i fattori di rischio, spesso gravi, associati. La legge ora approvata è tutela di queste persone cui si assicura - dice Iris Zani presidente Federazione Italiana Associazioni Obesità - un accesso migliore alle cure, garantendo finanziamenti che nei prossimi anni permettano di gestire in modo autonomo le azioni di prevenzione che vanno effettuate, in particolare, sulla popolazione più giovane e quindi a livello scolastico, e soprattutto campagne di sensibilizzazione, sia verso i pazienti, che spesso non sono consapevoli di avere un problema e di dover chiedere aiuto, sia verso la collettività, per meglio comprendere questa malattia che, fino ad ora, troppo spesso, non era considerata tale, il paziente va curato su un piano multidisciplinare, in considerazione anche del fatto, che si tratta di malattia cronica». «Questa - dice l’on. Pella presentatore del ddl - impegna notevole spesa per il SSN, anche per le sue complicanze, dal diabete (si parla di “diabesità”) ai tumori a malattie cardiovascolari, alle morti precoci ed improvvise. Il World Obesity Atlas prevede che l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità raggiungerà 4,32 trilioni di dollari/anno entro il 2035, se le misure di prevenzione e cura non miglioreranno. Donde l’urgenza di adottare politiche di prevenzione adeguate e programmi di gestione della malattia e campagne di informazione per ridurre anche lo stigma e gli episodi di bullismo e discriminazione (recentemente c’è stato il suicidio di bimbo bullizzato) che, purtroppo, questa malattia porta con sé. L’Italia è il primo Paese al mondo ad avere una legge simile e potrà farsene anche esempio-portavoce a livello europeo e mondiale. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- L ’ obesità riconosciuta malattia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139706410.PDF §---§ title§§ Prevenzione e cura dell'obesità, adesso c'è la legge link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203142206383.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "ITALIA OGGI" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203142206383.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203142206383.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203142206383.PDF tp:ocr§§ Prevenzione e cura dell’obesità, adesso c’è la legge Un piano nazionale di prevenzione e la formazione ad hoc per i medici. E’ arrivato ieri dal Senato l’ok definitivo al disegno di legge per la prevenzione e la cura dell'obesità. Il testo, di iniziativa parlamentare, introduce un programma nazionale mirato alla prevenzione e alla gestione dell'obesità, accompagnato da un piano di formazione specifico rivolto a medici di base e pediatri. Viene inoltre istituito un Osservatorio nazionale sull’obesità presso il Ministero della Salute, con compiti di monitoraggio e analisi del fenomeno. Il ddl sul contrasto all'obesità, "la riconosce come una malattia e offre una serie di strumenti che vanno dalla prevenzione alla cura, alla sensibilizzazione sociale, tutti pensati con un approccio integrato per la lotta e il contrasto all'obesità”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Alberto Barachini intervenendo in Aula al Senato. Aggiungendo che “l'obesità non è un comportamento, un atteggiamento sbagliato del soggetto nei confronti del cibo e dell'alimentazione, ma è una vera e propria malattia progressiva e potenzialmente recidiva. L'Italia con questo provvedimento è tra i primi Paesi al mondo a dotarsi di norme idonee, a dare risposte concrete a un'emergenza internazionale che ormai da anni interessa significativamente anche il nostro Paese”. L’importanza del tema è stata sottolineata anche da Roberto Pella, Capogruppo in Commissione Bilancio per Forza Italia e primo firmatario della legge. “L’obesità rappresenta una emergenza globale, che interessa fortemente anche il nostro Paese. Averla riconosciuta, grazie al voto dell’Aula del Senato, come una vera e propria malattia testimonia la volontà piena di affrontarla come una priorità nazionale”. In Italia, in base ai dati Istat indicati dal Minsalute relativamente al 2021, si è registrata nella popolazione adulta una quota di soggetti in sovrappeso pari al 36,1% (maschi 43,9%, femmine 28,8%) e di obesità dell'11,5% (maschi 12,3%, femmine 10,8%), con una tendenziale crescita dei dati ed una stima complessiva per tale anno di una popolazione di circa 4 milioni di persone adulte obese. Alberto Moro _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: Alberto MoroRiproduzione riscroaia=— i Heading: Highlight: Image: -tit_org- Prevenzione e cura dell’obesità, adesso c’è la legge -sec_org- tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203142206383.PDF §---§ title§§ Specializzazioni mediche, a vuoto il 17% dei posti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141306394.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "ITALIA OGGI" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141306394.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141306394.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141306394.PDF tp:ocr§§ Specializzazioni mediche, a vuoto il 17% dei posti Quasi un quinto dei posti delle scuole di specializzazione medica messi a bando non sarà assegnato. Su 15.283 contratti a bando, infatti, ben 2.569 non verranno coperti, un numero «destinato ad aumentare vertiginosamente a causa delle centinaia di mancate effettive immatricolazioni». L’indirizzo più in difficoltà è, ancora una volta, medicina d’urgenza, con un tasso di scopertura del 45%. A fare i conti è il sindacato Anaao-Assomed insieme ad Als, sulla base dei numeri diffusi dal ministero dell’università. In totale, come detto, i posti per l’anno accademico 2025-2026 sono 15.283. Di questi, 14.483 sono coperti con fondi statali, 559 con fondi regionali, 46 da altri enti, 27 per esigenze della sanità militare, 13 per la polizia di stato e 155 per esigenze del Ssn. Anche quest’anno, però, una buona parte dei posti non sarà assegnata per mancanza di candidati: il 17% per la precisione. Per quanto riguarda le 36 scuole di medicina d’urgenza, su 976 contratti banditi è stato assegnato solo il 55% degli stessi (537 contratti). Anche scuole fondamentali per la diagnosi e la terapia di malattie oncologiche (anatomia patologica e radioterapia) registrano percentuali simili «e altrettanto preoccupanti», fanno sapere dal sindacato. Numeri che, comunque, sono in leggero miglioramento rispetto al passato, come spiegato dal presidente Als, Massimo Minerva: «Quest'anno il numero di contratti non assegnati è diminuito e ciò è dovuto all'aumento del numero dei candidati. Ci auguriamo che il futuro ci riservi coerenza tra le necessità di specialisti e il numero di candidati. Ma con l'enorme numero attuale di iscritti alla facoltà di medicina sarà molto difficile mantenere questo equilibrio». Come invertire questo trend? Una soluzione viene avanzata da Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao: «L’unica soluzione è riformare la formazione medica post-laurea, archiviando l’impianto formativo attuale e sostituendolo con un contratto di formazione-lavoro istituendo i learning hospital, con specializzandi che avrebbero diritti e doveri precisi e chiari, calati in un contratto incardinato nel Ccnl, con retribuzione e responsabilità crescenti». _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Specializzazioni mediche, a vuoto il 17% dei posti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141306394.PDF §---§ title§§ Medici di pronto soccorso cercasi La «cura Meloni» non funziona link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141206393.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "MANIFESTO" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141206393.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141206393.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141206393.PDF tp:ocr§§ SENZA CANDIDATO IL 45% DEI CONTRATTI BANDITI Medici di pronto soccorso cercasi La «cura Meloni» non funziona II I medici, soprattutto quelli di pronto soccorso, non crescono sugli alberi. I piccoli incentivi economici introdotti dal governo Meloni per rendere più appetibile la professione – qualche indennità e poco più – non bastano a attrarre i giovani e anche quest’anno nelle scuole di specializzazione medica ci sono più posti che candidati. Dei 15.283 contratti di specializzazione banditi, 1.700 euro mensili da cui detrarre retta universitaria e assicurazioni obbligatorie, il 17% è rimasto senza candidato. Non è la prima volta. Anzi, rispetto al 2024 c’è un leggero miglioramento visto che i contratti non assegnati l’anno scorso erano stati il 25%. La scarsità delle vocazioni non è uniforme in tutte le aree e nemmeno questa è una novità. In campi come chirurgia plastica, dermatologia, endocrinologia o cardiologia il 100% delle borse è stato assegnato. Altro andazzo nelle specializzazioni in cui il Servizio sanitario nazionale è più carente: il 45% delle 976 borse in «medicina di emergenza e urgenza» (è il nome del pronto soccorso) è rimasto senza candidati, per esempio. Anche in questo caso poteva andare peggio perché le borse assegnate in un anno sono passate da 304 a 537. La rianimazione, altro settore storicamente negletto e per il quale c’è più disponibilità di posti (1458),è stata scelta quasi 1200 neolaureati mentre nel 2024 erano stati meno di mille. Qui il tasso di non assegnazione cala dal 40 al 19%. «Quest’anno il numero di contratti non assegnati è diminuito - spiega il presidente dell’Associazione liberi specializzandi Massimo Minerva che da anni raccoglie dati sulle scuole di specializzazione – e questo è dovuto all’aumento del numero dei candidati». Nel leggere i numeri bisogna poi tenere conto che ogni anno qualche centinaio di vincitori di borsa non si immatricola. Inoltre, un numero maggiore di specializzati in medicina di emergenza e urgenza non significa automaticamente un aumento dei futuri medici che eserciteranno in pronto soccorso perché dal 2023 è stato allargato il numero di specialità «equipollenti», in cui cioè si può essere assunti con una specializzazione da urgentista. Le immatricolazioni, dunque, restano ancora troppo poche per evitare che in pronto soccorso lavorino anche medici con specializzazioni diverse ma equipollenti oppure «gettonisti» a partita Iva. Ai giovani medici la microbiologia, la farmacologia, la biochimica clinica, la radioterapia, la statistica sanitaria interessano ancora meno del pronto soccorso. Non è difficile capire i motivi: sono i settori in cui è più difficile arrotondare l’attività di medico ospedaliero con la libera professione sensibilmente più remunerativa. Per rimediare, «l’unica soluzione è riformare la formazione medica post-laurea, archiviando l’impianto formativo attuale e sostituendolo con un contratto di formazione-lavoro», dice Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao-Assomed, principale sigla sindacale degli ospedalieri, «e una profonda revisione dei fabbisogni di medici specialisti maggiormente calata sulle reali necessità del territorio e degli ospedali». I medici infatti mancheranno anche nella sanità territoriale. Sono stati scartati due contratti su tre nel settore della «medicina di comunità e delle cure primarie», che forma le figure che dovrebbero animare le case di comunità in corso di realizzazione (con calma) grazie al Pnrr. E langue anche il canale tradizionale con cui si diventa medici di famiglia, ovvero i corsi regionali che pagano la metà rispetto alle scuole di specializzazione. L’allarme più recente arriva dalla Lombardia: su 390 posti messi a bando dalla regione, alla prova si sono iscritti in più di 600 ma si sono presentati solo in 306. Tenendo conto di una quota fisiologica di rinunce, «saranno poco più di 250 i medici che intraprenderanno realmente questo percorso, circa 140 in meno rispetto al fabbisogno regionale per i prossimi 3 anni», dice Anna Pozzi, segretaria milanese della Fimmg. Il caso lomba rdo è emblematico: la Lombardia è la Regione con il minor numero di medici di famiglia rispetto alla popolazione (1 ogni 1667 abitanti adulti, contro una media italiana di 1 su 1375) e i due terzi di loro hanno conseguito la laurea oltre ventisette anni fa. ---End text--- Author: ANDREA CAPOCCI Heading: Highlight: Nelle scuole di specializzazione medica ci sono più posti che candidati Image: -tit_org- Medici di pronto soccorso cercasi La «cura Meloni» non funziona -sec_org- tp:writer§§ ANDREA CAPOCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141206393.PDF §---§ title§§ L'obesità riconosciuta come una malattia prima legge al mondo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203140106398.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "REPUBBLICA" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203140106398.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203140106398.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203140106398.PDF tp:ocr§§ L’obesità riconosciuta come una malattia prima legge al mondo Italia ha una legge, la prima al mondo, che riconosce l’obesità come una malattia e contiene una serie di indicazioni per la prevenzione e la cura. I soldi stanziati, però, sono molto pochi e bisognerà trovare il modo di reperire altre risorse e organizzare in modo efficace i servizi dedicati a questi pazienti. Comunque sia, il ddl L’ pensato da Forza Italia e approvato in via definitiva ieri al Senato, dà un segnale di attenzione verso una patologia molto diffusa e la cui incidenza è in crescita. E sempre il Senato, ieri, ha approvato in via definitiva anche un ddl che «riconosce il giorno 16 maggio quale Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone», cioè il cosiddetto body shaming. I soldi stanziati dalla legge sull’obesità, a fronte di un Fondo sanitario nazionale da 140 miliardi di euro, sono molto pochi: 700mila euro per quest’anno, 800mila euro per il 2026 e 1,2 milioni all’anno a partire dal 2027. Già oggi, ovviamente, chi ha problemi di obesità viene preso in cura da specialisti e chirurghi nell’attività “ordinaria” del sistema sanitario nazionale, ma con la legge si parla del problema come malattia cronica e non solo come complicanza di altre patologie. Nel testo vengono richiesti interventi per la prevenzione di obesità e sovrappeso, soprattutto infantile, per il sostegno all’allattamento al seno, la responsabilizzazione dei genitori nell’alimentazione dei figli, l’agevolazione dell’inclusione sociale delle persone con obesità, la promozione di attività fisica e l’educazione alimentare nelle scuole. Si faranno campagne informative sugli stili di vita corretti. La norma introduce anche un Osservatorio sull’obesità presso il ministero della Salute con funzioni di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita. Le associazioni di pazienti dicono che per assicurare la gratuità di tutte le cure bisogna inserirle nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Il tema è delicato, anche perché ci sono già sul mercato i farmaci contro questa patologia, che l’Italia per adesso passa solo se all’obesità si aggiunge il diabete. Chi non lo ha deve pagarli. Concederli a tutti sarebbe una spesa importante. Intanto le industrie produttrici dei medicinali plaudono alla norma. «Aver approvato una legge di questo tipo è un segno di civiltà. Quanto ai Lea, valutiamo — dice il ministro alla Salute Orazio Schillaci — Ci sono tante cose da inserire nei Livelli essenziali di assistenza, ma credo che la legge dimostri l’attenzione che abbiamo sulla salute pubblica». Il primo firmatario della legge è Roberto Pella, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio. «Il nostro Paese — dice — è il primo al mondo ad avere una legge simile. Sarà fondamentale per avviare iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione, campagne di informazione per ridurre lo stigma e gli episodi di bullismo e discriminazione che, purtroppo, la malattia porta con sé». L’opposizione si è astenuta, Pd e M5S denunciano la carenza di risorse. Per la dem Ylenia Zambito è positivo che il Parlamento si sia espresso sul tema «tuttavia non possiamo tacere la delusione per un testo che resta troppo debole e parziale, più dichiarativo che operativo. Anche perché manca l’inserimento della patologia nei Lea». Il senatore Pd Filippo Sensi ha votato a favore. «Da bimbo ero solo un cicciabomba cannoniere», ha detto in aula: «Comprendo e condivido profondamente le criticità che abbiamo esposto. Detesto la politica del segnale, della testimonianza come alibi, che vaccina e sterilizza, ma ho vissuto l’obesità, la vivo. So che ci vorrebbe ben altro di una giornata e di un primo passo, però dico: un primo passo per chi, come me, abita un corpo non conforme è un gesto pesante ma necessario e, direi, dovuto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: Il Senato approva il ddl. Istituita la giornata contro il body shaming i numeri 6 mln Adulti Gli italiani che soffrono di obesità sono il 12 per cento, circa 6 milioni Il 46% è in sovrappeso (dati Istat) 1 su 10 Bambini Il 19% dei bambini tra gli 8 e 9 anni è in sovrappeso Uno su dieci è obeso 35% Sedentarietà Gli italiani sedentari sono il 35 per cento. Scende la percentuale di chi consuma futta e verdura Image:In Italia l’obesità è aumentata del 30 per cento in 20 anni T -tit_org- L'obesità riconosciuta come una malattia prima legge al mondo -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203140106398.PDF §---§ title§§ Sanità: pronto piano da 27mila ingressi, priorità agli infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139506404.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "SOLE 24 ORE" del 02 Oct 2025

La manovra. Il programma di assunzioni in tre anni a regime costerà 1,6 miliardi, la maggior parte riguarderà gli operatori di cui c'è più carenza. In pista anche la possibilità della libera professione

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139506404.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139506404.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139506404.PDF tp:ocr§§ Sanità: pronto piano da 27mila ingressi, priorità agli infermieri La manovra. Il programma di assunzioni in tre anni a regime costerà 1,6 miliardi, la maggior parte riguarderà gli operatori di cui c’è più carenza. In pista anche la possibilità della libera professione Un piano di assunzioni triennale in manovra che a regime aprirà le porte degli ospedali del Servizio sanitario nazionale a quasi 30mila tra operatori sanitari e medici. Ma con una priorità assoluta: gli infermieri che sono l’emergenza numero uno del Ssn visto che ne mancano almeno 70mila. Il piano ambizioso messo a punto dai tecnici del ministero della Salute non si allontana troppo da quello tentato l’anno scorso sempre con la legge di bilancio ma poi naufragato per lo stop del Mef. Stavolta però la Sanità non dovrebbe essere sacrificata sull’altare dei conti pubblici perché l’obiettivo condiviso nel Governo - a partire dalla premier Meloni - è provare a restare con i fondi sanitari almeno in linea con il 6,4% sul Pil in modo da essere meno attaccabili dalle opposizioni che su quell’asticella hanno costruito parte della narrazione sui tagli alla Sanità. Ecco perché a meno di sorprese la dote dei fondi in più per la Sanità nel 2026 potrebbe aggirarsi alla fine sui 2-2,5 miliardi, una dote necessaria proprio per rimanere su quella linea rossa di spesa sul Pil. Rispetto all’anno scorso l’altra novità è la priorità agli infermieri e all’altro personale: delle 27mila assunzioni solo circa 2mila saranno medici. I fondi per finanziare il piano dovrebbero aggirarsi sui 420 milioni nel 2026, 845 nel 2027 e poi circa 1,6 miliardi a regime dal 2028. E le assunzioni seguiranno questo stesso ritmo. L’obiettivo è far crescere tutto il personale sanitario del Ssn dell’1,5% nel 2026, del 3% nel 2027 e del 6% nel 2028 (per i medici la crescita sarà dallo 0,5% all’1,5% nel 2028). Una piccola boccata d’ossigeno, ma sicuramente - se andrà in porto - un primo passo significativo per provare a salvare il Ssn alle prese con una emorragia di personale, come sa bene anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha messo in cima alle sue priorità proprio questa: oltre alle assunzioni l’idea è inserire incentivi per il personale. Se la defiscalizzazione delle indennità di specificità - previste sia per infermieri che per medici - sembra difficile per i dubbi del Mef, è invece più probabile che possano essere aumentate. Per gli infermieri un’altra novità importante potrebbe arrivare dall’addio al vincolo di esclusività: in questo modo chi lavora per il Ssn potrà aggiungere - senza preventiva autorizzazione dell’Asl - anche attività in libera professione e l’intramoenia (cioè dentro gli ospedali pubblici), in linea con quanto fanno già oggi i medici. Nel 2025 tra l’altro finisce proprio la sperimentazione mai davvero decollata delle attività libero professionali degli infermieri. Un altro dei capisaldi della manovra sul fronte Sanità dovrebbe essere l’aumento degli investimenti nella prevenzione che, tra l’altro, hanno sempre ritorni anche economici, trasformandosi in ricoveri evitati e meno terapie: qui l’obiettivo è alzare l’asticella dei fondi dedicati - oggi il 5% del Fondo sanitario - portandoli al 6 per cento. Tra gli interventi in cantiere su questo fronte c'è ad esempio l’estensione degli screening oncologi allargandoli a una platea d’età più ampia per intercettare prima i possibili malati, ma anche i finanziamenti per il piano sulla salute mentale (almeno 80 milioni) e per il piano sanitario nazionale (300 milioni). La lista dei desiderata si potrebbe allungare ancora di più, ma non mancano le incognite importanti che potrebbero assorbire almeno una parte sostanziosa della dote in più prevista in Finanziaria per la Sanità. La prima è legata alle recenti sentenze del Tar che hanno bocciato il nuovo tariffario con cui il Ssn rimborsa visite ed esami alle strutture private convenzionate. Nel mirino ci sono alcune tariffe di rimborso giudicate dagli operatori troppo basse e non sostenibili. Per questo potrebbe rivelarsi necessario un intervento economico per al zarle: al momento nulla è deciso, ma la cifra dovrebbe partire almeno da 200 milioni. La seconda incognita, quasi una certezza, è legata al rifinanziamento dell’assistenza domiciliare finanziata fino al 2025 dal Pnrr e che ora necessiterà di almeno 600-700 milioni per poter proseguire. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Image:AdobeStock In corsia. Il governo punta a ridurre le carenze di organico -tit_org- Sanità: pronto piano da 27mila ingressi, priorità agli infermieri -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139506404.PDF §---§ title§§ Farmaci, parte la riforma del testo unico: un tetto per non far salire troppo il payback link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139206405.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "SOLE 24 ORE" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139206405.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139206405.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139206405.PDF tp:ocr§§ Farmaci, parte la riforma del testo unico: un tetto per non far salire troppo il payback La delega In vigore entro fine 2026. In manovra ritocco ai fondi e farmacia dei servizi Un nuovo tetto, ma stavolta “a favore” delle aziende farmaceutiche. Tra le norme che potrebbero vedere la luce nel nuovo testo unico sulla legislazione dei farmaci che comincia a muovere i primi passi - dopo il via libera in consiglio dei ministri del 18 settembre - per essere varato entro fine 2026 ci sarà anche un tetto al payback, il diabolico meccanismo che obbliga le imprese del farmaco a restituire la metà dello sfondamento del tetto di spesa sugli acquisti diretti di medicinali del Ssn (quelli ospedalieri). Una tagliola che solo nel 2024 ha fatto scattare un conto salato di 2 miliardi da far pagare pro quota alle aziende e che dovrebbe salire quest'anno a 2,4 miliardi. L’anticipazione di questa misura arriva dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ha voluto fortemente questo testo unico per mettere ordine in un «groviglio di norme» che risale anche a regi decreti degli anni trenta: con la cautela del caso visto la necessità di non far saltare i conti pubblici Gemmato ha infatti sottolineato come sia necessario «assicurare almeno la prevedibilità di quanto devono spendere le imprese con il payback in modo così da favorire anche la programmazione dei loro investimenti che noi vogliamo attrarre sempre di più». Ma il testo unico - che non sarà una semplice collazione di norme stratificate nel tempo bensì «una vera e propria riforma del farmaco» - riguarderà tutta la filiera e dunque dalla produzione (le industrie) ai distributori fino alle farmacie: «È finita l’era dei provvedimenti spot: restituiamo finalmente al Paese programmazione, semplificazione e stabilità, elemento chiave di questo Governo che ci consente di portare avanti riforme di lungo periodo», ha aggiunto Gemmato. Nei prossimi mesi il Ddl delega seguirà l’iter parlamentare e la predisposizione dei decreti attuativi, previa acquisizione dei pareri previsti e il coinvolgimento delle Regioni, con l’obiettivo di arrivare alla pubblicazione definitiva entro dicembre 2026. Il lavoro vede la partecipazione in maniera trasversale di più ministeri: quello della Salute, il Mef, il Mimit, il Mase e della Giustizia, ai quali si aggiunge il ministero per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Una Commissione di studio indipendente, che sarà composta da giuristi ed esperti in sanità pubblica ed economia, «accompagnerà tutte le fasi dell’iter legislativo per arrivare alla bollinatura finale», ha assicurato il capo di gabinetto del ministero della Salute, Marco Mattei. «Il Testo Unico conferma la visione chiara del Governo per modernizzare il sistema sanitario, valorizzare l’innovazione farmaceutica e rafforzare la competitività della Nazione. Apprezziamo allo stesso tempo l’attenzione rivolta al tema del payback e dell’adeguamento delle risorse per la spesa farmaceutica già in legge di Bilancio, in un’ottica di investimenti», sottolinea il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. E proprio un “assaggio” di questa riforma dovrebbe vedere la luce nella prossima manovra: è allo studio un rialzo della fetta di Fondo sanitario - oggi al 15,3% - destinata alla spesa farmaceutica visto il costante sfondamento. Le industrie chiedono un 1% in più, ma si dovrebbe partire almeno da uno 0,5% aggiuntivo (circa 700 milioni). Atteso anche un intervento sul payback della spesa convenzionata (che vale circa 180 milioni) che potrebbe essere attutito o abolito. Nella manovra dovrebbe arrivare anche la stabilizzazione della farmacia dei servizi (una sperimentazione avviata nel 2009) con risorse ad hoc di 100-200 milioni con l'obiettivo di arrivare in futuro ad assicurare agli italiani anche visite e prime esami (Ecg, holter e spirometria) rimborsati dal Ssn nella farmacia sotto casa. —Mar.B. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mar B Heading: Highlight: Image:marcello gemmato Sottosegretario alla Salute -tit_org- Farmaci, parte la riforma del testo unico: un tetto per non far salire troppo il payback -sec_org- tp:writer§§ Mar B guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139206405.PDF §---§ title§§ "Tesoretto sanità 20 mila assunzioni" = Deficit al 3% nel 2025 "L'ltalia nel parametri Ue con un anno di anticipo" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139306406.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "STAMPA" del 02 Oct 2025

OggiinConsiglio dei ministriilDocumento conle stime sui conti Per lamanovra spunta il piano da 2/mila assunzioni nella sanità

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139306406.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139306406.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139306406.PDF tp:ocr§§ LA MANOVRA “Tesoretto sanità 20 mila assunzioni” Deficit al 3% nel 2025 “L’Italia nei parametri Ue con un anno di anticipo” Oggi in Consiglio dei ministri il Documento con le stime sui conti Per la manovra spunta il piano da 27mila assunzioni nella sanità MONTICELLI, RUSSO I l deficit di quest’anno si fermerà al 3,0%, consentendo all’Italia di chiedere con un anno di anticipo alla Commissione europea l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo. Inanto per il comparto Sanità si delinea un piano assunzioni che in tre anni porterà ad arruolare 27mila tra medici e infermieri. – PAGINA 16 LUCA MONTICELLI PAOLO RUSSO ROMA Il deficit di quest’anno si fermerà al 3,0%, consentendo all’Italia di chiedere con un anno di anticipo alla Commissione europea l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo. La stima è contenuta del Dpfp, il documento programmatico di finanza pubblica che stasera verrà esaminato dal Consiglio dei ministri. La previsione del governo dell’autunno scorso collocava il rapporto deficit-Pil al 3,2% nel 2025, con l’impegno nel 2026 di tornare sotto la soglia Ue, al 2,8%. Invece, il buon andamento della finanza pubblica – sorretto dal boom delle entrate, dall’incremento dell’occupazione e dalla discesa dello spread – consente di anticipare di un anno l’impegno preso con Bruxelles di rimettere nei parametri il disavanzo. Ieri sera al Mef i tecnici stavano ultimando gli ultimi calcoli, comunque il quadro macroeconomico tiene conto di una crescita del 2025 già acquisita allo 0,5%. Per quel che riguarda il 2026, il Pil tendenziale – ovvero a legislazione vigente – arriverebbe allo 0,7% mentre per il programmatico – con l’effetto delle misure contenute in legge di bilancio – si confermerebbe la stima di autunno dello 0,8%. Gli ultimi nodi comunque saranno sciolti oggi ed è possibile che alla fine si indichi prudenzialmente per il 2026 un Pil programmatico pari allo 0,7% del tendenziale. Il Dpfp prende il posto della Nadef (la nota di aggiornamento) e, oltre a includere la revisione delle previsioni, articolerà le principali misure della prossima manovra. Senza entrare nel dettaglio delle norme, il documento citerà le macroaree di intervento come il fisco, l’energia, le famiglie e il lavoro. Intanto, in vista della legge di bilancio che verrà presentata a metà ottobre, si delinea il capitolo della Sanità. Piatto forte è il piano di assunzioni che in tre anni porterà ad arruolare 27mila tra medici e infermieri. Complessivamente il ministro della Salute, Orazio Schillaci, dovrebbe portare a casa 2,5 miliardi in più nel 2026, oltre ai 4 già previsti dalla precedente finanziaria. Che porteranno il totale a 6,5 miliardi. Soldi che serviranno a mantenere invariata al 6,4% la quota del Pil destinata al Fondo sanitario. «Non voglio che in campagna elettorale Elly Schlein continui a dire che abbiamo tagliato la sanità rispetto al Pil», ha detto ai suoi ministri la premier Giorgia Meloni. E così Schillaci avrà una buona dote da spendere, prima di tutto per coprire le falle in pianta organica, destinando a regime un miliardo e mezzo per l’assunzione di duemila medici e 25mila tra tecnici e soprattutto infermieri, di cui ne mancherebbero 30mila nelle Asl e negli ospedali. Le assunzioni avverrebbero gradualmente, con un investimento di 400 milioni il primo anno, 840 il secondo, per arrivare poi a 1,5 miliardi nel 2028. Ma il problema sarà come reperire soprattutto gli infermieri, che scarseggiano sul mercato. E che ancora più mancheranno in futuro, visto che ai test di ammissione quest’anno si sono presentati in 19mila per 20mila posti disponibili. Le new entry sul fronte medico dovrebbero invece coprire un po’ meno della metà dei 5mila mancanti all’appello. Come annunciato da Schillaci si punta forte anche sulla prevenzione, con circa un miliardo in più di risorse per campagne educative e di screening, mentre qualche centinaio di milioni andranno a rafforzare l’assistenza domiciliare integrata. Dovrebbe salire dal 15,3 al 15,8% del Fondo sanitario il tetto della farmaceutica, mezzo punto che vale 700 milioni per ammortizzare uno sfondamento di spesa che lo scorso anno è stato di 4 miliardi, la metà a carico delle aziende del farmaco. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha invece annunciato che sarà resa stabile la sperimentazione delle farmacie dei servizi. Tradotto significa che in farmacia si potranno continuare a fare accertamenti di primo livello, come elettrocardiogramma, spirometrie, holter pressorio e cardiaco, ma con rimborso a carico dello Stato. Cosa fino ad oggi assicurata solo in poche regioni. — ---End text--- Author: LUCA MONTICELLI :-: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: Image:A Roma I ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanza) e Orazio Schillaci nell’aula del Senato -tit_org- “Tesoretto sanità 20 mila assunzioni” Deficit al 3% nel 2025 “L'ltalia nel parametri Ue con un anno di anticipo” -sec_org- tp:writer§§ LUCA MONTICELLI - PAOLO RUSSO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203139306406.PDF §---§ title§§ Schillaci sveglia Asl fuorilegge, premi ai dirigenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141506392.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "VERITÀ" del 02 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-02T04:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141506392.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141506392.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141506392.PDF tp:ocr§§ Schillaci sveglia Asl fuorilegge, premi ai dirigenti n Caro Giordano chi non rispetta la legge commette un reato. E chi non la applica? Per me sono entrambi dei fuorilegge. Allora perché un direttore generale Asl che non applica la legge sulle liste d’attesa non riceve un avviso di garanzia come atto dovuto? Perché dobbiamo strapagare questi incapaci che danneggiano impuniti la salute della povera gente? Il politico che li ha messi lì potrebbe retrocederli anziché premiarli… Teodolindo Murelli Camponogara (Venezia) n Intanto, caro Teodolindo, le devo delle scuse perché l’ultima sua lettera non era firmata e non l’avevo riconosciuta dall’intestazione della mail, pur essendo lei un abituale frequentatore di queste stanze. Per quanto riguarda il resto, siccome mi segue con attenzione, sa benissimo quanto io insista su questo punto: se si fa una legge, poi bisogna rispettarla. Invece in Italia i primi che non rispettano la legge sono proprio quelli che la fanno. Nel caso specifico (scusate se insisto, ma non riesco a darmi pace) sto parlando del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il quale, essendo il sommo responsabile della sanità in questo Paese, deve spiegarmi come può accettare che nelle Asl in cui vengono calpestate le sue leggi (e dunque non vengono rispettati i tempi previsti per le visite), i dirigenti incassino ricchi premi per «obiettivi raggiunti». Ma, allora, qual è l’obiettivo da raggiungere? Una sanità in cui chi è ricco si può curare e chi è povero può tranquillamente morire? ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Schillaci sveglia Asl fuorilegge, premi ai dirigenti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/02/2025100203141506392.PDF §---§