title§§ Aree interne e sanità: perché il gap nei LEA è una questione urgente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102907209174.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 01 Oct 2025

Il divario Nord-Sud per i LEA è amplificato nelle aree interne. Serve una riforma integrata tra sanità e welfare per garantire equità e benessere.

pubDate§§ 2025-10-01T09:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102907209174.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102907209174.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/aree-interne-e-sanita-perche-il-gap-nei-lea-e-una-questione-urgente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102907209174.PDF tp:ocr§§ L‘analisi dei livelli essenziali di assistenza sanitaria rivela una realtà italiana spaccata a metà, dove il divario territoriale non è solo una questione di punteggi ma di opportunità concrete di cura e assistenza. I dati del monitoraggio 2023 mostrano come alle carenze nei LEA si intreccino problematiche sociali ed economiche che richiedono una lettura integrata del fenomeno.Una sanità più efficace, equa e sostenibile? Col digitale si può fareIndice degli argomentiIl nuovo sistema di garanzia LEA: luci e ombre del monitoraggio 2023Performance regionali: il quadro di una Italia divisaAssistenza distrettuale: il tallone d’achille del sistema sanitarioAree interne: geografia dell’abbandono nel mezzogiornoInsularità e svantaggi costituzionali: il caso SardegnaLa trappola della marginalità: quando welfare e sanità si intreccianoIl futuro delle aree interne: un impegno per la coesione territorialeSitografiaIl nuovo sistema di garanzia LEA: luci e ombre del monitoraggio 2023Il monitoraggio 2023 del Nuovo Sistema di Garanzia, approvato dal Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza l’11 febbraio 2025, documentato di recente dalla “Relazione 2023 sul Monitoraggio dei LEA attraverso il nuovo sistema di garanzia” del Ministero della Salute, conferma una frattura strutturale che divide il Paese.Il rapporto prende in esame gli 88 indicatori complessivi della griglia Lea, concentrati in tre macro-aree prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera: 16 per la prevenzione collettiva e sanità pubblica; 33 per l’assistenza distrettuale; 24 per l’assistenza ospedaliera; 4 indicatori di contesto per la stima del bisogno sanitario; 1 indicatore di equità sociale; 10 indicatori per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali.Di questi, 27 indicatori sono CORE, finalizzati a descrivere in maniera sintetica la capacità del sistema sanitario regionale di garantire i LEA. Peraltro, la legge di bilancio 2025 ha disposto che, con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Mef, sentita la Conferenza Stato Regioni, da emanare entro sei mesi dall’adozione della legge, avrebbe dovuto essere integrato il nuovo sistema di garanzia per aggiornare gli indicatori di performance su aspetti gestionali, organizzativi, economici, contabili, finanziari e patrimoniali dei servizi sanitari regionali.Difatti, quello vigente, emanato con decreto del Ministero della salute del 12 marzo 2019, in vigore dal 1 gennaio 2020, modificato nel 2023 e 2024, risulta ormai carente di molti elementi che andrebbero monitorati per garantire la piena attuazione del PNRR, la prevenzione allargata agli stili di vita e al benessere psicofisico, l’integrazione ospedale territorio, la funzionalità delle reti cliniche, la presa in carico dei pazienti cronici. Nell’ambito degli indicatori core della prevenzione andrebbero inseriti:tasso di vaccinazione per anziani e fragilinuovi stili di vita: es promozione di sane abitudini alimentari e di incentivo all’attività sportiva, anche attraverso collegamento con banche dati dei comuni ( per es indicatore indiretto obesità infantile ed adulta)stratificazione della popolazione, per consentire una medicina di iniziativa e verificare l’aderenza terapeuticaindicatori del Piano Nazionale Prevenzione.Nell’ambito degli indicatori core della sanità distrettuale sarebbero necessari quelli riferiti a:utilizzo della teleassistenza, con particolare riferimento alle aree interneaccessi ripetuti al ps di cronicipresa in carico pazienti con patologie croniche secondo PDTA territoriali validatineuropsichiatria infantile, salute mentale e dipendenze patologichepresa in carico socio sanitaria (raccordo tra asl e enti locali, indispensabile all’interno delle Case di comunità, dove insiste il Punto Unico di Accesso per la Valutazione Multidimensionale; Centrali Operative Territoriali; numero 116117)farmaci innovativi sul territoriola messa a terra del DM 77 e assistenza primaria, compresa quella infermieristicaADI (oggi indicato re previsto e’ solo quantitativo), con particolare riferimento alla salute mentalesicurezza delle cure sul territorioaderenza terapeutica (oggi presente il monitoraggio sull’aderenza al trattamento farmacologico per scompenso cardiaco)utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico monitoraggio del decreto tariffe nuovi Lea.Nell’ambito degli indicatori core della sanità ospedaliera mancano:raccordo tra ospedale e territorio (Cot)utilizzo farmaci innovativi almeno tutto il treemap del Programma Nazionale Esiti (7 aree cliniche principali per una valutazione sintetica della struttura)collegamento digitale con territorio (fascicolo sanitario elettronico, piattaforme condivise di teleassistenza)raccordo tra hub e spoke delle reti cliniche (tempo-dipendenti ed oncologiche)raccordo tra Centri screening (mammella, colon, cervice uterina) e Centri specialistici di trattamentoindicatori per la sicurezza delle curemonitoraggio delle Infezioni Correlate all’Assistenza.Senza gli aggiornamenti indicati (uno studio molto efficace è stato effettuato dall’Associazione Salutequità), non sarà possibile monitorare i necessari sviluppi del progetto di riforma della sanità.Performance regionali: il quadro di una Italia divisaRispetto alla griglia Lea in vigore, complessivamente, la maggior parte delle Regioni ha raggiunto o superato la soglia di sufficienza (punteggio minimo 60 su 100) nelle tre macro-aree di monitoraggio, confermando una tenuta generale dei servizi essenziali.Le Regioni con i risultati migliori includono Piemonte, Lombardia, Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna.Viceversa, la relazione segnala criticità rilevanti in Valle d’Aosta, Abruzzo, Calabria (che, tuttavia, per la prima volta ha raggiunto la sufficienza, oltre che nell’area ospedaliera, anche in quella della prevenzione), Sicilia, Bolzano, Liguria, Molise e Basilicata. Qui, alcune aree raggiungono risultati al di sotto della sufficienza, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale.Assistenza distrettuale: il tallone d’achille del sistema sanitarioL’assistenza distrettuale emerge come il principale punto critico su scala nazionale, con rilevanti criticità per anziani e pazienti cronici. Su di essa sono destinati ad incidere gli strumenti finanziati dal Pnrr (M6), descritti nella riforma strutturale del DM 77/ 2022 (Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN), da completare entro giugno 2026, con due pesanti ipoteche sulla loro realizzazione: la mancanza di risorse umane per la loro messa a terra (mancherebbero almeno 65.000 infermieri) e la definizione del ruolo dei Medici di Medicina Generale all’interno del disegno di riforma.Tuttavia, si deve ritenere che da solo il Nuovo Sistema di Garanzia non sia sufficiente a spiegare la profonda spaccatura tra Nord e Sud, che provoca dolorose emigrazioni sanitarie. Trattasi, infatti, di un quadro che registra profonde criticità sociali ed economiche, che si riversano in modo risolutivo sullo stato di salute della popolazione come determinanti dello stesso, unitamente ad una organizzazione sanitaria spesso deficitaria, in quanto impoverita da piani di rientro dal deficit sanitario che hanno privilegiato tagli lineari rispetto ad una riorganizzazione efficiente ed efficace. Per avere, quindi, un quadro più completo ed organico delle cause più rilevanti che alimentano la problematica, occorre indagare anche la situazione delle aree interne e dell’assistenza sociale in carico ai Comuni, collegata all’assetto produttivo e al Pil dei territori.Solo un’analisi congiunta dei tre fenomeni – performance sanitarie, spesa sociale e dinamiche delle aree interne- può rilevare con completezza le correlazioni inquietanti che producono un sistema di disuguaglianze che si autoalimenta.Aree interne: geografia dell’abbandono nel mezzogiornoLe Aree Interne sono caratterizzate dall’essere significativamente distanti dai principali centri di servizi, ovvero un’offerta scolastica secondaria superiore completa, un Ospedale con un di partimento di emergenza, urgenza e accettazione (DEA) di primo livello, una stazione ferroviaria di tipo silver.Il 48% (3834) dei Comuni Italiani viene classificato come area interna (Comuni intermedi, Comuni Periferici e Comuni Ultraperiferici), pari al 58,8% della superficiedel territorio nazionale e al il 22% del totale dellapopolazioneitaliana. Nell’articolazione presentata dal Comitato Tecnico Aree Interne SNAI 2021 – 2027 sono state selezione 43 nuove aree che si aggiungono alle 72 già individuate nella passata programmazione. Nella nuova mappatura è stata individuata una particolare aggregazione territoriale composta da 35 comuni dislocati nelle Piccole Isole del nostro paese. Le Aree Interne risultano presenti soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno: nel complesso sono 1.718 (67,4%) i Comuni che ne fanno parte, con significative incidenze in Basilicata, Sicilia, Molise e Sardegna (tutte superiori al 70%). Le Aree Interne del Mezzogiorno rappresentano il 44,8% del totale nazionale. L’84,5% dei Comuni si colloca lontano dal mare (Comune non costiero), per il 79,9% si tratta di Comuni definiti “rurali” secondo la classificazione europea del grado di urbanizzazione. Nell’ambito delle aree interne, una particolare specificità è dedicata alle isole. La legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2, Modifica all’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità” ha inserito il seguente comma “la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.In linea generale, seppur con qualche differenza da regione a regione, gli studi mostrano che nelle Aree Interne: l’aspettativa di vita è più breve; vi è un minore accesso a cure ambulatoriali e ospedale; i tempi di soccorso sono più lunghi; i ricoveri evitabili sono maggiori; il monitoraggio delle malattie croniche è assente.La demografia delle aree interne meridionali racconta una storia di abbandono progressivo. Il tasso di espatrio dai comuni ultraperiferici ha raggiunto il 2,5 per mille nel 2023, più del doppio della media nazionale. I giovani laureati che lasciano queste aree non vengono sostituiti: per ogni giovane qualificato che rientra, tre emigrano definitivamente. Questo quadro non fa che aggravare e rendere obiettivamente difficile l’assistenza sanitaria del Sud Italia, dove sono più carenti le infrastrutture civili e sociali e più basso il PIL, con conseguenti bassi livelli di reddito pro capite.Insularità e svantaggi costituzionali: il caso SardegnaSe si analizzano i risultati della griglia Lea, esiste un rapporto quasi automatico tra presenza di aree interne, conseguenti condizioni critiche socio-economiche e risultati negativi del monitoraggio. A questo proposito una indicazione importante arriva da una sentenza della Corte Costituzionale (sent. n. 6 del 2019), che pone fine ad una vertenza (la c.d. vertenza entrate) tra lo Stato e la Regione Sardegna. Con questa decisione la Corte stabilisce che la definizione del quantum da attribuire alla Regione debba avvenire secondo principi di leale collaborazione e che lo Stato debba tener conto di una serie di parametri, tra i quali il costo dell’insularità e i livelli di reddito pro capite, gli svantaggi strutturali permanenti e il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.In linea con questa sentenza, con l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2022 è stato raggiunto l’accordo su un nuovo meccanismo di riparto dei finanziamenti per la sanità tra le Regioni, recepito con il decreto del Ministro della Salute del 30 dicembre 2022. In particolare, dal 2023, al criterio capitario, parzialmente pesato per tenere conto dell’influenza dell’età sui consumi sanitari, sono stati affiancati altri parametri, ovvero la mortalità e alcuni indicatori delle condizioni socio-economiche. In particolare, è stato stabilito che dal 2023 siano considerati tra questi anche il tasso di mort alità della popolazione al di sotto dei 75 anni e gli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili per definire i bisogni sanitari delle Regioni, intesi come parametri volti a riflettere le condizioni socio-economiche. Tali indicatori sono stati individuati nell’incidenza della povertà relativa individuale, nel livello di bassa scolarizzazione e nel tasso di disoccupazione, aggregati in un unico indice composito di deprivazione, attribuendo a ognuno di essi lo stesso peso.Per l’Italia, utilizzando i dati dell’Indagine multiscopo sulle famiglie dell’Istat e i dati di consumo, è stato mostrato che, a parità di età, le disuguaglianze sociali restano il principale determinante della morbilità: esiste, dunque, una correlazione tra indicatori di status sociale, in particolare l’istruzione, e morbilità. Risulta evidente la concentrazione della povertà relativa, principalmente nel Mezzogiorno, con tassi superiori al 20 per cento in tutte le Regioni che vi appartengono, tranne Abruzzo, Basilicata e Sardegna, che comunque presentano un’incidenza compresa tra il 10 e il 20 per cento. Nel Nord la maggior parte delle Regioni si colloca sotto il 10 per cento (appena superato da Piemonte, Veneto e Liguria).Ai fini del riparto, viene costruito una sorta di indice di deprivazione aggregando attraverso una media geometrica tre indicatori, cui è attribuito un uguale peso, mentre le diverse quote del finanziamento, ripartite in base a criteri differenti, sono aggregate con una media aritmetica ponderata, in cui di nuovo mortalità prematura e deprivazione hanno lo stesso peso.Va osservato che la deprivazione è un fenomeno multidimensionale che, per essere misurato, richiede la definizione di una serie di variabili con cui rappresentarlo. La scelta degli indicatori più pertinenti, la ponderazione (peso) e l’aggregazione incidono significativamente sulla rappresentazione del fenomeno.Il meccanismo di ponderazione dei nuovi criteri appare semplificato, in quanto è stato stabilito che il 98,5 per cento delle risorse da ripartire resterà allocato tra le Regioni secondo i vecchi criteri, uno 0,75 per cento sarà distribuito in base al tasso di mortalità sotto i 75 anni e un altro 0,75 per cento in base agli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali. Tuttavia, una parte crescente del finanziamento, la cosiddetta quota premiale, è ripartita in base ad accordi svincolati da criteri prefissati e frutto di negoziazioni tra le Regioni e, pertanto, non appare in grado di riequilibrare la marginalità sociale del Sud.A fronte di questa situazione, mentre il Nord-Est investe 197 euro pro capite nei servizi sociali comunali e raggiunge punteggi eccellenti nei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria, il Sud arranca con appena 72 euro di spesa sociale e performance sanitarie sistematicamente insufficienti. Un divario che assume contorni drammatici quando si considera che proprio nelle regioni meridionali si concentra la maggior parte delle aree interne del Paese, territori che vedono accelerare inesorabilmente il loro declino demografico. La Calabria, in coda alla griglia Lea, spende 37 euro pro capite per i servizi sociali contro i 592 euro della Provincia Autonoma di Bolzano. Un rapporto di 1 a 16 che rappresenta non solo una differenza numerica, ma due opportunità radicalmente diverse di cittadinanza e diritti sociali.Nel 2021 la spesa dei Comuni per i servizi sociali e socio-educativi è stata di 10,3 miliardi di euro. Al Nord-est le risorse per il welfare territoriale (197 euro pro-capite) sono ben al di sopra della media nazionale (142 euro) e quasi tre volte superiori rispetto al Sud (72 euro). Sono stati presi in carico dagli assistenti sociali oltre 2 milioni 185mila utenti, di cui la quota più ampia (31%) è composta da bambini e nuclei familiari con minori, il 24,1% persone anziane, il 24% adulti con problemi di povertà e disagio sociale, il 13,5% persone sotto i 65 anni con disabilità, il 6,2% immigrati e l’1,2% utenti con problemi di dipendenze.La trappola della marginalità: quando welfare e sanità si i ntreccianoNei comuni periferici del Sud, la combinazione di spesa sociale insufficiente, punteggi Lea sotto soglia e declino demografico accelerato configura quella che e’ stata definita trappola della marginalità da cui si può uscire solo con forti azioni di recupero del tessuto produttivo e del Pil. In altre parole, sarà difficile risollevare la situazione della sanità distrettuale, le cui carenze si riversano sugli ospedali, se non crescerà lo stato di benessere dei comuni e la spesa sociale, in assenza del quale la sanità fungerà da sliding door per le situazioni di marginalità sociale per una popolazione sempre più anziana e mononucleare, lontana da un circuito familiare e sociale in grado di farsene carico. Una delle chiavi per affrontare i problemi di efficacia e sostenibilità del sistema sarebbe nell’integrazione tra la riforma prevista dalla Missione 6 del PNRR (Decreto 77/2022 (M6C1 e C2) che disegna, di fatto, il primo impianto di livello nazionale dell’organizzazione sanitaria territoriale dall’epoca del D.Lgs. 502/1992, fatto salvo il Dl 2012/158 che ha introdotto le Unità Complesse di Cure Primarie e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, ambedue a lungo inattuate) e quelle della Missione 5, a condizione che siano sufficientemente finanziate (sulla disabilità, introdotta dal decreto legislativorecante Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, attuativo della Legge Delega in materia di disabilità 227/2021 e sulle persone anziane, introdotta dal decreto legislativo recante Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, attuativo della Legge Delega 33/2023). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato risorse significative per investimenti logistici in sanità territoriale e coesione sociale, ma l’analisi dei dati suggerisce che senza un cambio di paradigma strutturale, basato su un piano straordinario di assunzioni, questi investimenti rischiano di essere insutilizzati. La definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali rappresenta la grande occasione per uniformare i diritti su tutto il territorio nazionale. Ma la scelta di considerare i LEA sanitari come sufficienti anche per il sociale, senza definire fabbisogni finanziari specifici, perpetuerà le disuguaglianze esistenti.Il futuro delle aree interne: un impegno per la coesione territorialeConcludendo, si può affermare che le regioni con migliori performance LEA hanno, rispetto alla media italiana, una spesa sociale 2,7 volte superiore ( variabile dipendente del Pil locale) e una percentuale di comuni in aree interne inferiore del 40%. Non è casualità: è il risultato di decenni di investimenti differenziati e di un circolo virtuoso che il Sud sta cercando di recuperare con enorme fatica. Paradossalmente, per avviare il miglioramento del sistema nel medio periodo è più importante costruire aeroporti (con connessa crescita del Pil), che nuove strutture sanitarie.Alle problematiche analizzate, si somma quella della denatalità. Se le tendenze attuali non verranno invertite, nel 2043 interi territori del Mezzogiorno interno rischiano di diventare “deserti di welfare”, con meno di 10 abitanti per km² e servizi socio-sanitari completamente assenti. Ci sarebbe necessità di un nuovo patto nazionale per l’equità territoriale, con investimenti straordinari decennali vincolati al raggiungimento di standard minimi uniformi. Secondo studi di settore, il patto richiederebbe 20-30 miliardi annui aggiuntivi, ma potrebbe invertire le tendenze in 10-15 anni. Le proiezioni demografiche ci dicono che abbiamo una finestra di 10-15 anni per invertire la rotta. Dopo, il declino delle aree interne meridionali diventerà irreversibile, con conseguenze che investiranno l’intero Paese.In un’Italia sempre più anziana e fragile, non possiamo permetterci di perdere un quarto del territorio e un quinto della popolazione. La coesione sociale non è un l usso: è la condizione di sopravvivenza di una nazione.Sitografia Ministero della Salute – Monitoraggio LEA 2023Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenzahttps://www.salute.gov.itISTAT – La spesa dei Comuni per i servizi sociali 2021Report annuale sulla spesa sociale comunalehttps://www.istat.it/comunicato-stampa/la-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali-anno-2021/ISTAT – La demografia delle aree interneDinamiche recenti e prospettive future (2024)https://www.istat.it/2024/07/STATISTICA-FOCUS-DEMOGRAFIA-DELLE-AREE-INTERNEAgenzia per la Coesione Territoriale – SNAIStrategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027https://www.agenziacoesione.gov.itDipartimento per le Politiche di CoesioneLe Aree Interne 2021-2027https://politichecoesione.governo.itFondazione GIMBEReport sul monitoraggio dei LEA e mobilità sanitariahttps://www.gimbe.orgSalutequita’Report Valutare bene per garantire equitàhttps://www.salutequita.itUfficio Parlamentare di BilancioFocus n. 3/2024 “ Il riparto del fabbisogno nazionale tra nuovi criteri e attuazioni incompiute”https://www.upbilancio.itAssociazione per lo sviluppo dell’industria nel MezzogiornoRapporto Svimez 2024https//aliautonomie.itForum Disuguaglianze DiversitàAnalisi sulle disuguaglianze territoriali in Italiahttps://www.forumdisuguaglianzediversita.orgOpenCoesionePortale nazionale sui progetti finanziati dalle politiche di coesionehttps://opencoesione.gov.itCamera dei DeputatiLa Strategia Nazionale per le Aree Interne e il Fondo di sostegnohttps://temi.camera.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102907209174.PDF §---§ title§§ Aree interne e sanità: perché il gap nei LEA è una questione urgente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103038609460.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 01 Oct 2025

Il divario Nord-Sud per i LEA è amplificato nelle aree interne. Serve una riforma integrata tra sanità e welfare per garantire equità e benessere.

pubDate§§ 2025-10-01T10:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103038609460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103038609460.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/aree-interne-e-sanita-perche-il-gap-nei-lea-e-una-questione-urgente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103038609460.PDF tp:ocr§§ divari sanitariIl monitoraggio LEA 2023 conferma la frattura strutturale tra Nord e Sud Italia. Emergono criticità nell’assistenza distrettuale, mentre il divario nella spesa sociale comunale amplifica le disuguaglianze sanitarie territorialiCommissario straordinario Grande Ospedale Metropolitano di Reggio CalabriaL‘analisi dei livelli essenziali di assistenza sanitaria rivela una realtà italiana spaccata a metà, dove il divario territoriale non è solo una questione di punteggi ma di opportunità concrete di cura e assistenza. I dati del monitoraggio 2023 mostrano come alle carenze nei LEA si intreccino problematiche sociali ed economiche che richiedono una lettura integrata del fenomeno.Indice degli argomentiIl monitoraggio 2023 del Nuovo Sistema di Garanzia, approvato dal Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza l’11 febbraio 2025, documentato di recente dalla “Relazione 2023 sul Monitoraggio dei LEA attraverso il nuovo sistema di garanzia” del Ministero della Salute, conferma una frattura strutturale che divide il Paese.Il rapporto prende in esame gli 88 indicatori complessivi della griglia Lea, concentrati in tre macro-aree prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera: 16 per la prevenzione collettiva e sanità pubblica; 33 per l’assistenza distrettuale; 24 per l’assistenza ospedaliera; 4 indicatori di contesto per la stima del bisogno sanitario; 1 indicatore di equità sociale; 10 indicatori per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali.Di questi, 27 indicatori sono CORE, finalizzati a descrivere in maniera sintetica la capacità del sistema sanitario regionale di garantire i LEA. Peraltro, la legge di bilancio 2025 ha disposto che, con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Mef, sentita la Conferenza Stato Regioni, da emanare entro sei mesi dall’adozione della legge, avrebbe dovuto essere integrato il nuovo sistema di garanzia per aggiornare gli indicatori di performance su aspetti gestionali, organizzativi, economici, contabili, finanziari e patrimoniali dei servizi sanitari regionali.Difatti, quello vigente, emanato con decreto del Ministero della salute del 12 marzo 2019, in vigore dal 1 gennaio 2020, modificato nel 2023 e 2024, risulta ormai carente di molti elementi che andrebbero monitorati per garantire la piena attuazione del PNRR, la prevenzione allargata agli stili di vita e al benessere psicofisico, l’integrazione ospedale territorio, la funzionalità delle reti cliniche, la presa in carico dei pazienti cronici.Nell’ambito degli indicatori core della prevenzione andrebbero inseriti:Nell’ambito degli indicatori core della sanità distrettuale sarebbero necessari quelli riferiti a:Nell’ambito degli indicatori core della sanità ospedaliera mancano:Senza gli aggiornamenti indicati (uno studio molto efficace è stato effettuato dall’Associazione Salutequità), non sarà possibile monitorare i necessari sviluppi del progetto di riforma della sanità.Rispetto alla griglia Lea in vigore, complessivamente, la maggior parte delle Regioni ha raggiunto o superato la soglia di sufficienza (punteggio minimo 60 su 100) nelle tre macro-aree di monitoraggio, confermando una tenuta generale dei servizi essenziali.Le Regioni con i risultati migliori includono Piemonte, Lombardia, Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna.Viceversa, la relazione segnala criticità rilevanti in Valle d’Aosta, Abruzzo, Calabria (che, tuttavia, per la prima volta ha raggiunto la sufficienza, oltre che nell’area ospedaliera, anche in quella della prevenzione), Sicilia, Bolzano, Liguria, Molise e Basilicata. Qui, alcune aree raggiungono risultati al di sotto della sufficienza, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale.L’assistenza distrettuale emerge come il principale punto critico su scala nazionale, con rilevanti criticità per anziani e pazienti cronici. Su di essa sono destinati ad incidere gli strumenti finanziati dal Pnrr (M6), descritti nella riforma strutturale del DM 77/ 2022 (Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN), da completare entro giugno 2026, con due pesanti ipoteche sulla loro realizzazione: la mancanza di risorse umane per la loro messa a terra (mancherebbero almeno 65.000 infermieri) e la definizione del ruolo dei Medici di Medicina Generale all’interno del disegno di riforma.Tuttavia, si deve ritenere che da solo il Nuovo Sistema di Garanzia non sia sufficiente a spiegare la profonda spaccatura tra Nord e Sud, che provoca dolorose emigrazioni sanitarie. Trattasi, infatti, di un quadro che registra profonde criticità sociali ed economiche, che si riversano in modo risolutivo sullo stato di salute della popolazione come determinanti dello stesso, unitamente ad una organizzazione sanitaria spesso deficitaria, in quanto impoverita da piani di rientro dal deficit sanitario che hanno privilegiato tagli lineari rispetto ad una riorganizzazione efficiente ed efficace. Per avere, quindi, un quadro più completo ed organico delle cause più rilevanti che alimentano la problematica, occorre indagare anche la situazione delle aree interne e dell’assistenza sociale in carico ai Comuni, collegata all’assetto produttivo e al Pil dei territori.Solo un’analisi congiunta dei tre fenomeni – performance sanitarie, spesa sociale e dinamiche delle aree interne- può rilevare con completezza le correlazioni inquietanti che producono un sistema di disuguaglianze che si autoalimenta.Le Aree Interne sono caratterizzate dall’essere significativamente distanti dai principali centri di servizi, ovvero un’offerta scolastica secondaria superiore completa, un Ospedale con un dipartimento di emergenza, urgenza e accettazione (DEA) di primo livello, una stazione ferroviaria di tipo silver.Il 48% (3834) dei Comuni Italiani viene classificato come area interna (Comuni intermedi, Comuni Periferici e Comuni Ultraperiferici), pari al 58,8% della superficiedel territorio nazionale e al il 22% del totale dellapopolazioneitaliana. Nell’articolazione presentata dal Comitato Tecnico Aree Interne SNAI 2021 – 2027 sono state selezione 43 nuove aree che si aggiungono alle 72 già individuate nella passata programmazione. Nella nuova mappatura è stata individuata una particolare aggregazione territoriale composta da 35 comuni dislocati nelle Piccole Isole del nostro paese. Le Aree Interne risultano presenti soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno: nel complesso sono 1.718 (67,4%) i Comuni che ne fanno parte, con significative incidenze in Basilicata, Sicilia, Molise e Sardegna (tutte superiori al 70%). Le Aree Interne del Mezzogiorno rappresentano il 44,8% del totale nazionale. L’84,5% dei Comuni si colloca lontano dal mare (Comune non costiero), per il 79,9% si tratta di Comuni definiti “rurali” secondo la classificazione europea del grado di urbanizzazione.Nell’ambito delle aree interne, una particolare specificità è dedicata alle isole. La legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2, Modifica all’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità” ha inserito il seguente comma “la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.In linea generale, seppur con qualche differenza da regione a regione, gli studi mostrano che nelle Aree Interne: l’aspettativa di vita è più breve; vi è un minore accesso a cure ambulatoriali e ospedale; i tempi di soccorso sono più lunghi; i ricoveri evitabili sono maggiori; il monitoraggio delle malattie croniche è assente.La demografia delle aree interne meridionali racconta una storia di abbandono progressivo. Il tasso di espatrio dai comuni ultraperiferici ha raggiunto il 2,5 per mille nel 2023, più del doppio della media na zionale. I giovani laureati che lasciano queste aree non vengono sostituiti: per ogni giovane qualificato che rientra, tre emigrano definitivamente. Questo quadro non fa che aggravare e rendere obiettivamente difficile l’assistenza sanitaria del Sud Italia, dove sono più carenti le infrastrutture civili e sociali e più basso il PIL, con conseguenti bassi livelli di reddito pro capite.Se si analizzano i risultati della griglia Lea, esiste un rapporto quasi automatico tra presenza di aree interne, conseguenti condizioni critiche socio-economiche e risultati negativi del monitoraggio. A questo proposito una indicazione importante arriva da una sentenza della Corte Costituzionale (sent. n. 6 del 2019), che pone fine ad una vertenza (la c.d. vertenza entrate) tra lo Stato e la Regione Sardegna. Con questa decisione la Corte stabilisce che la definizione del quantum da attribuire alla Regione debba avvenire secondo principi di leale collaborazione e che lo Stato debba tener conto di una serie di parametri, tra i quali il costo dell’insularità e i livelli di reddito pro capite, gli svantaggi strutturali permanenti e il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.In linea con questa sentenza, con l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2022 è stato raggiunto l’accordo su un nuovo meccanismo di riparto dei finanziamenti per la sanità tra le Regioni, recepito con il decreto del Ministro della Salute del 30 dicembre 2022. In particolare, dal 2023, al criterio capitario, parzialmente pesato per tenere conto dell’influenza dell’età sui consumi sanitari, sono stati affiancati altri parametri, ovvero la mortalità e alcuni indicatori delle condizioni socio-economiche. In particolare, è stato stabilito che dal 2023 siano considerati tra questi anche il tasso di mortalità della popolazione al di sotto dei 75 anni e gli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili per definire i bisogni sanitari delle Regioni, intesi come parametri volti a riflettere le condizioni socio-economiche. Tali indicatori sono stati individuati nell’incidenza della povertà relativa individuale, nel livello di bassa scolarizzazione e nel tasso di disoccupazione, aggregati in un unico indice composito di deprivazione, attribuendo a ognuno di essi lo stesso peso.Per l’Italia, utilizzando i dati dell’Indagine multiscopo sulle famiglie dell’Istat e i dati di consumo, è stato mostrato che, a parità di età, le disuguaglianze sociali restano il principale determinante della morbilità: esiste, dunque, una correlazione tra indicatori di status sociale, in particolare l’istruzione, e morbilità. Risulta evidente la concentrazione della povertà relativa, principalmente nel Mezzogiorno, con tassi superiori al 20 per cento in tutte le Regioni che vi appartengono, tranne Abruzzo, Basilicata e Sardegna, che comunque presentano un’incidenza compresa tra il 10 e il 20 per cento. Nel Nord la maggior parte delle Regioni si colloca sotto il 10 per cento (appena superato da Piemonte, Veneto e Liguria).Ai fini del riparto, viene costruito una sorta di indice di deprivazione aggregando attraverso una media geometrica tre indicatori, cui è attribuito un uguale peso, mentre le diverse quote del finanziamento, ripartite in base a criteri differenti, sono aggregate con una media aritmetica ponderata, in cui di nuovo mortalità prematura e deprivazione hanno lo stesso peso.Va osservato che la deprivazione è un fenomeno multidimensionale che, per essere misurato, richiede la definizione di una serie di variabili con cui rappresentarlo. La scelta degli indicatori più pertinenti, la ponderazione (peso) e l’aggregazione incidono significativamente sulla rappresentazione del fenomeno.Il meccanismo di ponderazione dei nuovi criteri appare semplificato, in quanto è stato stabilito che il 98,5 per cento delle risorse da ripartire resterà allocato tra le Regioni secondo i vecchi criteri, uno 0,75 per cento sarà distribuito in base al tasso di mor talità sotto i 75 anni e un altro 0,75 per cento in base agli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali. Tuttavia, una parte crescente del finanziamento, la cosiddetta quota premiale, è ripartita in base ad accordi svincolati da criteri prefissati e frutto di negoziazioni tra le Regioni e, pertanto, non appare in grado di riequilibrare la marginalità sociale del Sud.A fronte di questa situazione, mentre il Nord-Est investe 197 euro pro capite nei servizi sociali comunali e raggiunge punteggi eccellenti nei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria, il Sud arranca con appena 72 euro di spesa sociale e performance sanitarie sistematicamente insufficienti. Un divario che assume contorni drammatici quando si considera che proprio nelle regioni meridionali si concentra la maggior parte delle aree interne del Paese, territori che vedono accelerare inesorabilmente il loro declino demografico. La Calabria, in coda alla griglia Lea, spende 37 euro pro capite per i servizi sociali contro i 592 euro della Provincia Autonoma di Bolzano. Un rapporto di 1 a 16 che rappresenta non solo una differenza numerica, ma due opportunità radicalmente diverse di cittadinanza e diritti sociali.Nel 2021 la spesa dei Comuni per i servizi sociali e socio-educativi è stata di 10,3 miliardi di euro. Al Nord-est le risorse per il welfare territoriale (197 euro pro-capite) sono ben al di sopra della media nazionale (142 euro) e quasi tre volte superiori rispetto al Sud (72 euro). Sono stati presi in carico dagli assistenti sociali oltre 2 milioni 185mila utenti, di cui la quota più ampia (31%) è composta da bambini e nuclei familiari con minori, il 24,1% persone anziane, il 24% adulti con problemi di povertà e disagio sociale, il 13,5% persone sotto i 65 anni con disabilità, il 6,2% immigrati e l’1,2% utenti con problemi di dipendenze.Nei comuni periferici del Sud, la combinazione di spesa sociale insufficiente, punteggi Lea sotto soglia e declino demografico accelerato configura quella che e’ stata definita trappola della marginalità da cui si può uscire solo con forti azioni di recupero del tessuto produttivo e del Pil. In altre parole, sarà difficile risollevare la situazione della sanità distrettuale, le cui carenze si riversano sugli ospedali, se non crescerà lo stato di benessere dei comuni e la spesa sociale, in assenza del quale la sanità fungerà da sliding door per le situazioni di marginalità sociale per una popolazione sempre più anziana e mononucleare, lontana da un circuito familiare e sociale in grado di farsene carico. Una delle chiavi per affrontare i problemi di efficacia e sostenibilità del sistema sarebbe nell’integrazione tra la riforma prevista dalla Missione 6 del PNRR (Decreto 77/2022 (M6C1 e C2) che disegna, di fatto, il primo impianto di livello nazionale dell’organizzazione sanitaria territoriale dall’epoca del D.Lgs. 502/1992, fatto salvo il Dl 2012/158 che ha introdotto le Unità Complesse di Cure Primarie e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, ambedue a lungo inattuate) e quelle della Missione 5, a condizione che siano sufficientemente finanziate (sulla disabilità, introdotta dal decreto legislativorecante Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, attuativo della Legge Delega in materia di disabilità 227/2021 e sulle persone anziane, introdotta dal decreto legislativo recante Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, attuativo della Legge Delega 33/2023). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato risorse significative per investimenti logistici in sanità territoriale e coesione sociale, ma l’analisi dei dati suggerisce che senza un cambio di paradigma strutturale, basato su un piano straordinario di assunzioni, questi investimenti rischiano di essere insutilizzati. La definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali rappresenta la gran de occasione per uniformare i diritti su tutto il territorio nazionale. Ma la scelta di considerare i LEA sanitari come sufficienti anche per il sociale, senza definire fabbisogni finanziari specifici, perpetuerà le disuguaglianze esistenti.Concludendo, si può affermare che le regioni con migliori performance LEA hanno, rispetto alla media italiana, una spesa sociale 2,7 volte superiore ( variabile dipendente del Pil locale) e una percentuale di comuni in aree interne inferiore del 40%. Non è casualità: è il risultato di decenni di investimenti differenziati e di un circolo virtuoso che il Sud sta cercando di recuperare con enorme fatica. Paradossalmente, per avviare il miglioramento del sistema nel medio periodo è più importante costruire aeroporti (con connessa crescita del Pil), che nuove strutture sanitarie.Alle problematiche analizzate, si somma quella della denatalità. Se le tendenze attuali non verranno invertite, nel 2043 interi territori del Mezzogiorno interno rischiano di diventare “deserti di welfare”, con meno di 10 abitanti per km² e servizi socio-sanitari completamente assenti. Ci sarebbe necessità di un nuovo patto nazionale per l’equità territoriale, con investimenti straordinari decennali vincolati al raggiungimento di standard minimi uniformi. Secondo studi di settore, il patto richiederebbe 20-30 miliardi annui aggiuntivi, ma potrebbe invertire le tendenze in 10-15 anni. Le proiezioni demografiche ci dicono che abbiamo una finestra di 10-15 anni per invertire la rotta. Dopo, il declino delle aree interne meridionali diventerà irreversibile, con conseguenze che investiranno l’intero Paese.In un’Italia sempre più anziana e fragile, non possiamo permetterci di perdere un quarto del territorio e un quinto della popolazione. La coesione sociale non è un lusso: è la condizione di sopravvivenza di una nazione.Ministero della Salute – Monitoraggio LEA 2023Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenzahttps://www.salute.gov.itISTAT – La spesa dei Comuni per i servizi sociali 2021Report annuale sulla spesa sociale comunalehttps://www.istat.it/comunicato-stampa/la-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali-anno-2021/ISTAT – La demografia delle aree interneDinamiche recenti e prospettive future (2024)https://www.istat.it/2024/07/STATISTICA-FOCUS-DEMOGRAFIA-DELLE-AREE-INTERNEAgenzia per la Coesione Territoriale – SNAIStrategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027https://www.agenziacoesione.gov.itDipartimento per le Politiche di CoesioneLe Aree Interne 2021-2027https://politichecoesione.governo.itFondazione GIMBEReport sul monitoraggio dei LEA e mobilità sanitariahttps://www.gimbe.orgSalutequita’Report Valutare bene per garantire equitàhttps://www.salutequita.itUfficio Parlamentare di BilancioFocus n. 3/2024 “ Il riparto del fabbisogno nazionale tra nuovi criteri e attuazioni incompiute”https://www.upbilancio.itAssociazione per lo sviluppo dell’industria nel MezzogiornoRapporto Svimez 2024https//aliautonomie.itForum Disuguaglianze DiversitàAnalisi sulle disuguaglianze territoriali in Italiahttps://www.forumdisuguaglianzediversita.orgOpenCoesionePortale nazionale sui progetti finanziati dalle politiche di coesionehttps://opencoesione.gov.itCamera dei DeputatiLa Strategia Nazionale per le Aree Interne e il Fondo di sostegnohttps://temi.camera.itValuta la qualità di questo articoloLa tua opinione è importante per noi!ArgomentiCanaliEU Stories - La coesione innova l'ItaliaAnitec Assinform28 Mar 2025di Daniele Lombardoformazione14 Lug 2025di Davide Minnitiapprofondimento09 Dic 2024di Riccardo PetriccaArticolo 1 di 4I tuoi contenuti, la tua privacy!Su questo sito utilizziamo cookie tecnici necessari alla navigazione e funziona li all’erogazione del servizio.Utilizziamo i cookie anche per fornirti un’esperienza di navigazione sempre migliore, per facilitare le interazioni con le nostre funzionalità social e per consentirti di ricevere comunicazioni di marketing aderenti alle tue abitudini di navigazione e ai tuoi interessi.Puoi esprimere il tuo consenso cliccando su ACCETTA TUTTI I COOKIE. 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ISP AWSMappa del sitoClicca sul pulsante per copiare il link RSS negli appunti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103038609460.PDF §---§ title§§ Aree interne e sanità: perché il gap nei LEA è una questione urgente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102716510323.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agendadigitale.eu" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T15:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102716510323.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102716510323.PDF', 'title': 'agendadigitale.eu'} tp:url§§ https://www.agendadigitale.eu/sanita/aree-interne-e-sanita-perche-il-gap-nei-lea-e-una-questione-urgente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102716510323.PDF tp:ocr§§ Il monitoraggio LEA 2023 conferma la frattura strutturale tra Nord e Sud Italia. Emergono criticità nell’assistenza distrettuale, mentre il divario nella spesa sociale comunale amplifica le disuguaglianze sanitarie territorialiPubblicato il 1 ott 2025L‘analisi dei livelli essenziali di assistenza sanitaria rivela una realtà italiana spaccata a metà, dove il divario territoriale non è solo una questione di punteggi ma di opportunità concrete di cura e assistenza. I dati del monitoraggio 2023 mostrano come alle carenze nei LEA si intreccino problematiche sociali ed economiche che richiedono una lettura integrata del fenomeno.Il nuovo sistema di garanzia LEA: luci e ombre del monitoraggio 2023Il monitoraggio 2023 del Nuovo Sistema di Garanzia, approvato dal Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza l’11 febbraio 2025, documentato di recente dalla “Relazione 2023 sul Monitoraggio dei LEA attraverso il nuovo sistema di garanzia” del Ministero della Salute, conferma una frattura strutturale che divide il Paese.Il rapporto prende in esame gli 88 indicatori complessivi della griglia Lea, concentrati in tre macro-aree prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera: 16 per la prevenzione collettiva e sanità pubblica; 33 per l’assistenza distrettuale; 24 per l’assistenza ospedaliera; 4 indicatori di contesto per la stima del bisogno sanitario; 1 indicatore di equità sociale; 10 indicatori per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali.Di questi, 27 indicatori sono CORE, finalizzati a descrivere in maniera sintetica la capacità del sistema sanitario regionale di garantire i LEA. Peraltro, la legge di bilancio 2025 ha disposto che, con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Mef, sentita la Conferenza Stato Regioni, da emanare entro sei mesi dall’adozione della legge, avrebbe dovuto essere integrato il nuovo sistema di garanzia per aggiornare gli indicatori di performance su aspetti gestionali, organizzativi, economici, contabili, finanziari e patrimoniali dei servizi sanitari regionali.Difatti, quello vigente, emanato con decreto del Ministero della salute del 12 marzo 2019, in vigore dal 1 gennaio 2020, modificato nel 2023 e 2024, risulta ormai carente di molti elementi che andrebbero monitorati per garantire la piena attuazione del PNRR, la prevenzione allargata agli stili di vita e al benessere psicofisico, l’integrazione ospedale territorio, la funzionalità delle reti cliniche, la presa in carico dei pazienti cronici.Nell’ambito degli indicatori core della prevenzione andrebbero inseriti:tasso di vaccinazione per anziani e fragilinuovi stili di vita: es promozione di sane abitudini alimentari e di incentivo all’attività sportiva, anche attraverso collegamento con banche dati dei comuni ( per es indicatore indiretto obesità infantile ed adulta)stratificazione della popolazione, per consentire una medicina di iniziativa e verificare l’aderenza terapeuticaindicatori del Piano Nazionale Prevenzione.Nell’ambito degli indicatori core della sanità distrettuale sarebbero necessari quelli riferiti a:utilizzo della teleassistenza, con particolare riferimento alle aree interneaccessi ripetuti al ps di cronicipresa in carico pazienti con patologie croniche secondo PDTA territoriali validatineuropsichiatria infantile, salute mentale e dipendenze patologichepresa in carico socio sanitaria (raccordo tra asl e enti locali, indispensabile all’interno delle Case di comunità, dove insiste il Punto Unico di Accesso per la Valutazione Multidimensionale; Centrali Operative Territoriali; numero 116117)farmaci innovativi sul territoriola messa a terra del DM 77 e assistenza primaria, compresa quella infermieristicaADI (oggi indicatore previsto e’ solo quantitativo), con particolare riferimento alla salute mentalesicurezza delle cure sul territorioaderenza terapeutica (oggi presente il monitoraggio sull’aderenza al trattamento farmacologico per scompenso cardiaco)utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronicomonitoraggio del decr eto tariffe nuovi Lea.Nell’ambito degli indicatori core della sanità ospedaliera mancano:raccordo tra ospedale e territorio (Cot)utilizzo farmaci innovativialmeno tutto il treemap del Programma Nazionale Esiti (7 aree cliniche principali per una valutazione sintetica della struttura)collegamento digitale con territorio (fascicolo sanitario elettronico, piattaforme condivise di teleassistenza)raccordo tra hub e spoke delle reti cliniche (tempo-dipendenti ed oncologiche)raccordo tra Centri screening (mammella, colon, cervice uterina) e Centri specialistici di trattamentoindicatori per la sicurezza delle curemonitoraggio delle Infezioni Correlate all’Assistenza.Senza gli aggiornamenti indicati (uno studio molto efficace è stato effettuato dall’Associazione Salutequità), non sarà possibile monitorare i necessari sviluppi del progetto di riforma della sanità.Performance regionali: il quadro di una Italia divisaRispetto alla griglia Lea in vigore, complessivamente, la maggior parte delle Regioni ha raggiunto o superato la soglia di sufficienza (punteggio minimo 60 su 100) nelle tre macro-aree di monitoraggio, confermando una tenuta generale dei servizi essenziali.Le Regioni con i risultati migliori includono Piemonte, Lombardia, Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna.Viceversa, la relazione segnala criticità rilevanti in Valle d’Aosta, Abruzzo, Calabria (che, tuttavia, per la prima volta ha raggiunto la sufficienza, oltre che nell’area ospedaliera, anche in quella della prevenzione), Sicilia, Bolzano, Liguria, Molise e Basilicata. Qui, alcune aree raggiungono risultati al di sotto della sufficienza, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale.Assistenza distrettuale: il tallone d’achille del sistema sanitarioL’assistenza distrettuale emerge come il principale punto critico su scala nazionale, con rilevanti criticità per anziani e pazienti cronici. Su di essa sono destinati ad incidere gli strumenti finanziati dal Pnrr (M6), descritti nella riforma strutturale del DM 77/ 2022 (Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN), da completare entro giugno 2026, con due pesanti ipoteche sulla loro realizzazione: la mancanza di risorse umane per la loro messa a terra (mancherebbero almeno 65.000 infermieri) e la definizione del ruolo dei Medici di Medicina Generale all’interno del disegno di riforma.Tuttavia, si deve ritenere che da solo il Nuovo Sistema di Garanzia non sia sufficiente a spiegare la profonda spaccatura tra Nord e Sud, che provoca dolorose emigrazioni sanitarie. Trattasi, infatti, di un quadro che registra profonde criticità sociali ed economiche, che si riversano in modo risolutivo sullo stato di salute della popolazione come determinanti dello stesso, unitamente ad una organizzazione sanitaria spesso deficitaria, in quanto impoverita da piani di rientro dal deficit sanitario che hanno privilegiato tagli lineari rispetto ad una riorganizzazione efficiente ed efficace. Per avere, quindi, un quadro più completo ed organico delle cause più rilevanti che alimentano la problematica, occorre indagare anche la situazione delle aree interne e dell’assistenza sociale in carico ai Comuni, collegata all’assetto produttivo e al Pil dei territori.Solo un’analisi congiunta dei tre fenomeni – performance sanitarie, spesa sociale e dinamiche delle aree interne- può rilevare con completezza le correlazioni inquietanti che producono un sistema di disuguaglianze che si autoalimenta.Aree interne: geografia dell’abbandono nel mezzogiornoLe Aree Interne sono caratterizzate dall’essere significativamente distanti dai principali centri di servizi, ovvero un’offerta scolastica secondaria superiore completa, un Ospedale con un dipartimento di emergenza, urgenza e accettazione (DEA) di primo livello, una stazione ferroviaria di tipo silver.Il 48% (3834) dei Comuni Italiani viene classificato come area interna (Comuni intermedi, Comuni Periferici e Comuni Ultraperiferici), pari al 58,8% della superficiedel territorio nazionale e al il 22% del totale dellapopolazioneitaliana. Nell’articolazione presentata dal Comitato Tecnico Aree Interne SNAI 2021 – 2027 sono state selezione 43 nuove aree che si aggiungono alle 72 già individuate nella passata programmazione. Nella nuova mappatura è stata individuata una particolare aggregazione territoriale composta da 35 comuni dislocati nelle Piccole Isole del nostro paese. Le Aree Interne risultano presenti soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno: nel complesso sono 1.718 (67,4%) i Comuni che ne fanno parte, con significative incidenze in Basilicata, Sicilia, Molise e Sardegna (tutte superiori al 70%). Le Aree Interne del Mezzogiorno rappresentano il 44,8% del totale nazionale. L’84,5% dei Comuni si colloca lontano dal mare (Comune non costiero), per il 79,9% si tratta di Comuni definiti “rurali” secondo la classificazione europea del grado di urbanizzazione.Nell’ambito delle aree interne, una particolare specificità è dedicata alle isole. La legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2, Modifica all’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità” ha inserito il seguente comma “la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.In linea generale, seppur con qualche differenza da regione a regione, gli studi mostrano che nelle Aree Interne: l’aspettativa di vita è più breve; vi è un minore accesso a cure ambulatoriali e ospedale; i tempi di soccorso sono più lunghi; i ricoveri evitabili sono maggiori; il monitoraggio delle malattie croniche è assente.La demografia delle aree interne meridionali racconta una storia di abbandono progressivo. Il tasso di espatrio dai comuni ultraperiferici ha raggiunto il 2,5 per mille nel 2023, più del doppio della media nazionale. I giovani laureati che lasciano queste aree non vengono sostituiti: per ogni giovane qualificato che rientra, tre emigrano definitivamente. Questo quadro non fa che aggravare e rendere obiettivamente difficile l’assistenza sanitaria del Sud Italia, dove sono più carenti le infrastrutture civili e sociali e più basso il PIL, con conseguenti bassi livelli di reddito pro capite.Insularità e svantaggi costituzionali: il caso SardegnaSe si analizzano i risultati della griglia Lea, esiste un rapporto quasi automatico tra presenza di aree interne, conseguenti condizioni critiche socio-economiche e risultati negativi del monitoraggio. A questo proposito una indicazione importante arriva da una sentenza della Corte Costituzionale (sent. n. 6 del 2019), che pone fine ad una vertenza (la c.d. vertenza entrate) tra lo Stato e la Regione Sardegna. Con questa decisione la Corte stabilisce che la definizione del quantum da attribuire alla Regione debba avvenire secondo principi di leale collaborazione e che lo Stato debba tener conto di una serie di parametri, tra i quali il costo dell’insularità e i livelli di reddito pro capite, gli svantaggi strutturali permanenti e il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.In linea con questa sentenza, con l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2022 è stato raggiunto l’accordo su un nuovo meccanismo di riparto dei finanziamenti per la sanità tra le Regioni, recepito con il decreto del Ministro della Salute del 30 dicembre 2022. In particolare, dal 2023, al criterio capitario, parzialmente pesato per tenere conto dell’influenza dell’età sui consumi sanitari, sono stati affiancati altri parametri, ovvero la mortalità e alcuni indicatori delle condizioni socio-economiche. In particolare, è stato stabilito che dal 2023 siano considerati tra questi anche il tasso di mortalità della popolazione al di sotto dei 75 anni e gli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili per definire i bisogni sanitari delle Regioni, intesi come parametri volti a riflettere le condizioni socio-economiche. Tali indicatori sono stati individuati nell’incidenza della pove rtà relativa individuale, nel livello di bassa scolarizzazione e nel tasso di disoccupazione, aggregati in un unico indice composito di deprivazione, attribuendo a ognuno di essi lo stesso peso.Per l’Italia, utilizzando i dati dell’Indagine multiscopo sulle famiglie dell’Istat e i dati di consumo, è stato mostrato che, a parità di età, le disuguaglianze sociali restano il principale determinante della morbilità: esiste, dunque, una correlazione tra indicatori di status sociale, in particolare l’istruzione, e morbilità. Risulta evidente la concentrazione della povertà relativa, principalmente nel Mezzogiorno, con tassi superiori al 20 per cento in tutte le Regioni che vi appartengono, tranne Abruzzo, Basilicata e Sardegna, che comunque presentano un’incidenza compresa tra il 10 e il 20 per cento. Nel Nord la maggior parte delle Regioni si colloca sotto il 10 per cento (appena superato da Piemonte, Veneto e Liguria).Ai fini del riparto, viene costruito una sorta di indice di deprivazione aggregando attraverso una media geometrica tre indicatori, cui è attribuito un uguale peso, mentre le diverse quote del finanziamento, ripartite in base a criteri differenti, sono aggregate con una media aritmetica ponderata, in cui di nuovo mortalità prematura e deprivazione hanno lo stesso peso.Va osservato che la deprivazione è un fenomeno multidimensionale che, per essere misurato, richiede la definizione di una serie di variabili con cui rappresentarlo. La scelta degli indicatori più pertinenti, la ponderazione (peso) e l’aggregazione incidono significativamente sulla rappresentazione del fenomeno.Il meccanismo di ponderazione dei nuovi criteri appare semplificato, in quanto è stato stabilito che il 98,5 per cento delle risorse da ripartire resterà allocato tra le Regioni secondo i vecchi criteri, uno 0,75 per cento sarà distribuito in base al tasso di mortalità sotto i 75 anni e un altro 0,75 per cento in base agli indicatori relativi a particolari situazioni territoriali. Tuttavia, una parte crescente del finanziamento, la cosiddetta quota premiale, è ripartita in base ad accordi svincolati da criteri prefissati e frutto di negoziazioni tra le Regioni e, pertanto, non appare in grado di riequilibrare la marginalità sociale del Sud.A fronte di questa situazione, mentre il Nord-Est investe 197 euro pro capite nei servizi sociali comunali e raggiunge punteggi eccellenti nei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria, il Sud arranca con appena 72 euro di spesa sociale e performance sanitarie sistematicamente insufficienti. Un divario che assume contorni drammatici quando si considera che proprio nelle regioni meridionali si concentra la maggior parte delle aree interne del Paese, territori che vedono accelerare inesorabilmente il loro declino demografico. La Calabria, in coda alla griglia Lea, spende 37 euro pro capite per i servizi sociali contro i 592 euro della Provincia Autonoma di Bolzano. Un rapporto di 1 a 16 che rappresenta non solo una differenza numerica, ma due opportunità radicalmente diverse di cittadinanza e diritti sociali.Nel 2021 la spesa dei Comuni per i servizi sociali e socio-educativi è stata di 10,3 miliardi di euro. Al Nord-est le risorse per il welfare territoriale (197 euro pro-capite) sono ben al di sopra della media nazionale (142 euro) e quasi tre volte superiori rispetto al Sud (72 euro). Sono stati presi in carico dagli assistenti sociali oltre 2 milioni 185mila utenti, di cui la quota più ampia (31%) è composta da bambini e nuclei familiari con minori, il 24,1% persone anziane, il 24% adulti con problemi di povertà e disagio sociale, il 13,5% persone sotto i 65 anni con disabilità, il 6,2% immigrati e l’1,2% utenti con problemi di dipendenze.La trappola della marginalità: quando welfare e sanità si intreccianoNei comuni periferici del Sud, la combinazione di spesa sociale insufficiente, punteggi Lea sotto soglia e declino demografico accelerato configura quella che e’ stata definita trappola della marginalità da cui si può uscire solo con forti azioni di recupero del tessuto produttivo e del Pil. In altre parole, sarà difficile risollevare la situazione della sanità distrettuale, le cui carenze si riversano sugli ospedali, se non crescerà lo stato di benessere dei comuni e la spesa sociale, in assenza del quale la sanità fungerà da sliding door per le situazioni di marginalità sociale per una popolazione sempre più anziana e mononucleare, lontana da un circuito familiare e sociale in grado di farsene carico. Una delle chiavi per affrontare i problemi di efficacia e sostenibilità del sistema sarebbe nell’integrazione tra la riforma prevista dalla Missione 6 del PNRR (Decreto 77/2022 (M6C1 e C2) che disegna, di fatto, il primo impianto di livello nazionale dell’organizzazione sanitaria territoriale dall’epoca del D.Lgs. 502/1992, fatto salvo il Dl 2012/158 che ha introdotto le Unità Complesse di Cure Primarie e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, ambedue a lungo inattuate) e quelle della Missione 5, a condizione che siano sufficientemente finanziate (sulla disabilità, introdotta dal decreto legislativorecante Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, attuativo della Legge Delega in materia di disabilità 227/2021 e sulle persone anziane, introdotta dal decreto legislativo recante Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, attuativo della Legge Delega 33/2023). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato risorse significative per investimenti logistici in sanità territoriale e coesione sociale, ma l’analisi dei dati suggerisce che senza un cambio di paradigma strutturale, basato su un piano straordinario di assunzioni, questi investimenti rischiano di essere insutilizzati. La definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali rappresenta la grande occasione per uniformare i diritti su tutto il territorio nazionale. Ma la scelta di considerare i LEA sanitari come sufficienti anche per il sociale, senza definire fabbisogni finanziari specifici, perpetuerà le disuguaglianze esistenti.Il futuro delle aree interne: un impegno per la coesione territorialeConcludendo, si può affermare che le regioni con migliori performance LEA hanno, rispetto alla media italiana, una spesa sociale 2,7 volte superiore ( variabile dipendente del Pil locale) e una percentuale di comuni in aree interne inferiore del 40%. Non è casualità: è il risultato di decenni di investimenti differenziati e di un circolo virtuoso che il Sud sta cercando di recuperare con enorme fatica. Paradossalmente, per avviare il miglioramento del sistema nel medio periodo è più importante costruire aeroporti (con connessa crescita del Pil), che nuove strutture sanitarie.Alle problematiche analizzate, si somma quella della denatalità. Se le tendenze attuali non verranno invertite, nel 2043 interi territori del Mezzogiorno interno rischiano di diventare “deserti di welfare”, con meno di 10 abitanti per km² e servizi socio-sanitari completamente assenti. Ci sarebbe necessità di un nuovo patto nazionale per l’equità territoriale, con investimenti straordinari decennali vincolati al raggiungimento di standard minimi uniformi. Secondo studi di settore, il patto richiederebbe 20-30 miliardi annui aggiuntivi, ma potrebbe invertire le tendenze in 10-15 anni. Le proiezioni demografiche ci dicono che abbiamo una finestra di 10-15 anni per invertire la rotta. Dopo, il declino delle aree interne meridionali diventerà irreversibile, con conseguenze che investiranno l’intero Paese.In un’Italia sempre più anziana e fragile, non possiamo permetterci di perdere un quarto del territorio e un quinto della popolazione. La coesione sociale non è un lusso: è la condizione di sopravvivenza di una nazione.SitografiaMinistero della Salute – Monitoraggio LEA 2023Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenzahttps://www.salute.gov.itISTAT – La spesa dei Comuni per i servizi sociali 2021Report annuale sulla spesa sociale comunalehttps://www.istat.i t/comunicato-stampa/la-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali-anno-2021/ISTAT – La demografia delle aree interneDinamiche recenti e prospettive future (2024)https://www.istat.it/2024/07/STATISTICA-FOCUS-DEMOGRAFIA-DELLE-AREE-INTERNEAgenzia per la Coesione Territoriale – SNAIStrategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027https://www.agenziacoesione.gov.itDipartimento per le Politiche di CoesioneLe Aree Interne 2021-2027https://politichecoesione.governo.itFondazione GIMBEReport sul monitoraggio dei LEA e mobilità sanitariahttps://www.gimbe.orgSalutequita’Report Valutare bene per garantire equitàhttps://www.salutequita.itUfficio Parlamentare di BilancioFocus n. 3/2024 “ Il riparto del fabbisogno nazionale tra nuovi criteri e attuazioni incompiute”https://www.upbilancio.itAssociazione per lo sviluppo dell’industria nel MezzogiornoRapporto Svimez 2024https//aliautonomie.itForum Disuguaglianze DiversitàAnalisi sulle disuguaglianze territoriali in Italiahttps://www.forumdisuguaglianzediversita.orgOpenCoesionePortale nazionale sui progetti finanziati dalle politiche di coesionehttps://opencoesione.gov.itCamera dei DeputatiLa Strategia Nazionale per le Aree Interne e il Fondo di sostegnohttps://temi.camera.it@RIPRODUZIONE RISERVATATiziana FrittelliCommissario straordinario Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria tp:writer§§ Frittelli Tiziana guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102716510323.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria  - Cinque Colonne Magazine link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997510073.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cinquecolonne.it" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T14:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997510073.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997510073.PDF', 'title': 'cinquecolonne.it'} tp:url§§ https://www.cinquecolonne.it/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997510073.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.  L'Health Journalism Forum – informano gli organizzatori in una nota – è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura – afferma Vallifuoco – Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".  A guidare il dibattito – si legge in una nota – saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)AdnkronosVedi tutti gli articoli dell'Autore tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997510073.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Corriere Adriatico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103065809636.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriereadriatico.it" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T11:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103065809636.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103065809636.PDF', 'title': 'corriereadriatico.it'} tp:url§§ https://www.corriereadriatico.it/ultimissime_adn/pnrr_ghirra_avs_gestione_fallimentare_massacrate_transizione_green_e_sanita-20251001112720.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103065809636.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott.-(Adnkronos) - "Escludere categoricamente il dirottamento dei fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l’industria bellica e la mobilità militare; incentivare l'installazione di pannelli fotovoltaici, visti i ritardi che l'Italia sta registrando; eliminazione i Sussidi ambientali dannosi; piena funzionalità delle nuove strutture della sanità territoriale; piena tutela dell’occupazione nell’ambito della riforma del trasporto ferroviario. Sono le nostre principali priorità sul Pnrr, gestito da questo Governo in modo fallimentare: tutte le ambizioni sono state ridimensionate in maniera significativa, massacrati gli impegni su transizione green e sanità pubblica, per Meloni l’obiettivo ormai è solo evitare il disimpegno delle risorse". Così la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive Francesca Ghirra, dopo le comunicazioni del ministro Foti alla Camera."L’attuale governo - prosegue - ha ereditato dal precedente un prefinanziamento e tre rate pari a 85 miliardi di euro. Inoltre, nell'ambito dei pagamenti risultavano già saldati gli interventi relativi all'Ecobonus 110% e Transizione 4.0, per un totale di 27 miliardi e 640 milioni di euro. Eppure, nonostante questo buon avvio, in seguito alle comunicazioni dello scorso il 4 giugno, con cui la Commissione europea sollecitava la realizzazione dei piani entro l’agosto 2026, il governo italiano ha revisionato per la quinta volta il 'Piano', per un valore complessivo di 14 miliardi di euro (circa il 7,3 % del totale), attraverso una riduzione del numero degli obiettivi/traguardi che passano da 621 a 614: in buona sostanza, la spesa effettivamente sostenuta, al 31 maggio 2025, risulta pari a 74 miliardi e 300 milioni di euro, solo il 38,22% del totale."Sul fronte della sanità una nota della Fondazione Gimbe ha da tempo avvertito che soltanto il 18-29% dei fondi risulta effettivamente speso, nonostante la scadenza finale del piano, giugno 2026, si avvicini pericolosamente. Infine, e non ultimo, la Commissione europea ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei fondi per rafforzare il ruolo delle banche e degli istituti di promozione nazionali, ammettendo anche forme di contributo volontario al futuro programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e ai programmi dell’Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Il quadro definitivo è di una grande occasione perduta”, conclude Ghirra. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103065809636.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997210074.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "crotonenews.com" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T14:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997210074.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997210074.PDF', 'title': 'crotonenews.com'} tp:url§§ https://www.crotonenews.com/nazionale/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997210074.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.  L'Health Journalism Forum – informano gli organizzatori in una nota – è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura – afferma Vallifuoco – Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".  A guidare il dibattito – si legge in una nota – saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Seguici anche sui nostri canali WhatsApp e Telegram WhatsApp Telegram tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997210074.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997310075.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "crotonenews.com" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T14:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997310075.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997310075.PDF', 'title': 'crotonenews.com'} tp:url§§ https://www.crotonenews.com/nazionale/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997310075.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.  L'Health Journalism Forum – informano gli organizzatori in una nota – è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura – afferma Vallifuoco – Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".  A guidare il dibattito – si legge in una nota – saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Seguici anche sui nostri canali WhatsApp e Telegram WhatsApp Telegram tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102997310075.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria  - Il Giornale d'Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103007510029.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditalia.it" del 01 Oct 2025

Il 28 ottobre a Roma la prima edizione

pubDate§§ 2025-10-01T13:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103007510029.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103007510029.PDF', 'title': 'ilgiornaleditalia.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/735768/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria-nbsp.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103007510029.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.L'Health Journalism Forum - informano gli organizzatori in una nota - è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura - afferma Vallifuoco - Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".A guidare il dibattito - si legge in una nota - saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103007510029.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Mattino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027009328.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T10:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027009328.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027009328.PDF', 'title': 'ilmattino.it'} tp:url§§ https://www.ilmattino.it/ultimissime_adn/pnrr_ghirra_avs_gestione_fallimentare_massacrate_transizione_green_e_sanita-20251001112720.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027009328.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott.-(Adnkronos) - "Escludere categoricamente il dirottamento dei fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l’industria bellica e la mobilità militare; incentivare l'installazione di pannelli fotovoltaici, visti i ritardi che l'Italia sta registrando; eliminazione i Sussidi ambientali dannosi; piena funzionalità delle nuove strutture della sanità territoriale; piena tutela dell’occupazione nell’ambito della riforma del trasporto ferroviario. Sono le nostre principali priorità sul Pnrr, gestito da questo Governo in modo fallimentare: tutte le ambizioni sono state ridimensionate in maniera significativa, massacrati gli impegni su transizione green e sanità pubblica, per Meloni l’obiettivo ormai è solo evitare il disimpegno delle risorse". Così la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive Francesca Ghirra, dopo le comunicazioni del ministro Foti alla Camera. "L’attuale governo - prosegue - ha ereditato dal precedente un prefinanziamento e tre rate pari a 85 miliardi di euro. Inoltre, nell'ambito dei pagamenti risultavano già saldati gli interventi relativi all'Ecobonus 110% e Transizione 4.0, per un totale di 27 miliardi e 640 milioni di euro. Eppure, nonostante questo buon avvio, in seguito alle comunicazioni dello scorso il 4 giugno, con cui la Commissione europea sollecitava la realizzazione dei piani entro l’agosto 2026, il governo italiano ha revisionato per la quinta volta il 'Piano', per un valore complessivo di 14 miliardi di euro (circa il 7,3 % del totale), attraverso una riduzione del numero degli obiettivi/traguardi che passano da 621 a 614: in buona sostanza, la spesa effettivamente sostenuta, al 31 maggio 2025, risulta pari a 74 miliardi e 300 milioni di euro, solo il 38,22% del totale. Cifra deludente e preoccupante, mentre diciannove misure oggetto di semplificazione o ridimensionamento riguardano la missione 'rivoluzione verde e transizione ecologica". "Sul fronte della sanità una nota della Fondazione Gimbe ha da tempo avvertito che soltanto il 18-29% dei fondi risulta effettivamente speso, nonostante la scadenza finale del piano, giugno 2026, si avvicini pericolosamente. Infine, e non ultimo, la Commissione europea ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei fondi per rafforzare il ruolo delle banche e degli istituti di promozione nazionali, ammettendo anche forme di contributo volontario al futuro programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e ai programmi dell’Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Il quadro definitivo è di una grande occasione perduta”, conclude Ghirra. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027009328.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Messaggero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027809256.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T09:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027809256.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027809256.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/ultimissime_adn/pnrr_ghirra_avs_gestione_fallimentare_massacrate_transizione_green_e_sanita-20251001112720.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027809256.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott.-(Adnkronos) - "Escludere categoricamente il dirottamento dei fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l’industria bellica e la mobilità militare; incentivare l'installazione di pannelli fotovoltaici, visti i ritardi che l'Italia sta registrando; eliminazione i Sussidi ambientali dannosi; piena funzionalità delle nuove strutture della sanità territoriale; piena tutela dell’occupazione nell’ambito della riforma del trasporto ferroviario. Sono le nostre principali priorità sul Pnrr, gestito da questo Governo in modo fallimentare: tutte le ambizioni sono state ridimensionate in maniera significativa, massacrati gli impegni su transizione green e sanità pubblica, per Meloni l’obiettivo ormai è solo evitare il disimpegno delle risorse". Così la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive Francesca Ghirra, dopo le comunicazioni del ministro Foti alla Camera. "L’attuale governo - prosegue - ha ereditato dal precedente un prefinanziamento e tre rate pari a 85 miliardi di euro. Inoltre, nell'ambito dei pagamenti risultavano già saldati gli interventi relativi all'Ecobonus 110% e Transizione 4.0, per un totale di 27 miliardi e 640 milioni di euro. Eppure, nonostante questo buon avvio, in seguito alle comunicazioni dello scorso il 4 giugno, con cui la Commissione europea sollecitava la realizzazione dei piani entro l’agosto 2026, il governo italiano ha revisionato per la quinta volta il 'Piano', per un valore complessivo di 14 miliardi di euro (circa il 7,3 % del totale), attraverso una riduzione del numero degli obiettivi/traguardi che passano da 621 a 614: in buona sostanza, la spesa effettivamente sostenuta, al 31 maggio 2025, risulta pari a 74 miliardi e 300 milioni di euro, solo il 38,22% del totale. Cifra deludente e preoccupante, mentre diciannove misure oggetto di semplificazione o ridimensionamento riguardano la missione 'rivoluzione verde e transizione ecologica". "Sul fronte della sanità una nota della Fondazione Gimbe ha da tempo avvertito che soltanto il 18-29% dei fondi risulta effettivamente speso, nonostante la scadenza finale del piano, giugno 2026, si avvicini pericolosamente. Infine, e non ultimo, la Commissione europea ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei fondi per rafforzare il ruolo delle banche e degli istituti di promozione nazionali, ammettendo anche forme di contributo volontario al futuro programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e ai programmi dell’Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Il quadro definitivo è di una grande occasione perduta”, conclude Ghirra. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103027809256.PDF §---§ title§§ Pnrr: Ghirra (Avs), 'gestione fallimentare, massacrate transizione green e sanità' link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103024709353.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "iltempo.it" del 30 Sep 2025

Roma, 1 ott.-(Adnkronos) -

pubDate§§ 2025-10-01T10:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103024709353.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103024709353.PDF', 'title': 'iltempo.it'} tp:url§§ https://www.iltempo.it/adnkronos/2025/10/01/news/pnrr-ghirra-avs-gestione-fallimentare-massacrate-transizione-green-e-sanita--44350594/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103024709353.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott.-(Adnkronos) - "Escludere categoricamente il dirottamento dei fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l'industria bellica e la mobilità militare; incentivare l'installazione di pannelli fotovoltaici, visti i ritardi che l'Italia sta registrando; eliminazione i Sussidi ambientali dannosi; piena funzionalità delle nuove strutture della sanità territoriale; piena tutela dell'occupazione nell'ambito della riforma del trasporto ferroviario. Sono le nostre principali priorità sul Pnrr, gestito da questo Governo in modo fallimentare: tutte le ambizioni sono state ridimensionate in maniera significativa, massacrati gli impegni su transizione green e sanità pubblica, per Meloni l'obiettivo ormai è solo evitare il disimpegno delle risorse". Così la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive Francesca Ghirra, dopo le comunicazioni del ministro Foti alla Camera."L'attuale governo - prosegue - ha ereditato dal precedente un prefinanziamento e tre rate pari a 85 miliardi di euro. Inoltre, nell'ambito dei pagamenti risultavano già saldati gli interventi relativi all'Ecobonus 110% e Transizione 4.0, per un totale di 27 miliardi e 640 milioni di euro. Eppure, nonostante questo buon avvio, in seguito alle comunicazioni dello scorso il 4 giugno, con cui la Commissione europea sollecitava la realizzazione dei piani entro l'agosto 2026, il governo italiano ha revisionato per la quinta volta il 'Piano', per un valore complessivo di 14 miliardi di euro (circa il 7,3 % del totale), attraverso una riduzione del numero degli obiettivi/traguardi che passano da 621 a 614: in buona sostanza, la spesa effettivamente sostenuta, al 31 maggio 2025, risulta pari a 74 miliardi e 300 milioni di euro, solo il 38,22% del totale. Cifra deludente e preoccupante, mentre diciannove misure oggetto di semplificazione o ridimensionamento riguardano la missione 'rivoluzione verde e transizione ecologica"."Sul fronte della sanità una nota della Fondazione Gimbe ha da tempo avvertito che soltanto il 18-29% dei fondi risulta effettivamente speso, nonostante la scadenza finale del piano, giugno 2026, si avvicini pericolosamente. Infine, e non ultimo, la Commissione europea ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei fondi per rafforzare il ruolo delle banche e degli istituti di promozione nazionali, ammettendo anche forme di contributo volontario al futuro programma europeo per l'industria della difesa (Edip) e ai programmi dell'Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Il quadro definitivo è di una grande occasione perduta”, conclude Ghirra. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103024709353.PDF §---§ title§§ Il nostro confronto verso il voto. Sanità, lavoro, infrastrutture. Le proposte dei tre candidati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102120800142.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 01 Oct 2025

La sfida fra Giani, Tomasi e Bundu al Palazzo dei Congressi lunedì 6 ottobre dalle 18. Per confermare la partecipazione occorre registrarsi: ecco il link per riservare un posto  

pubDate§§ 2025-10-01T00:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102120800142.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102120800142.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/politica/confronto-candidati-regionali-ebbbede8 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102120800142.PDF tp:ocr§§ Ha vinto l’uomo del fare6 € al mese La FiPiLi è uno dei grandi temi su cui si discute in campagna elettoraleFirenze, 1 ottobre 2025 – Sanità, lavoro, grandi opere. Tre macro-temi che stanno scandendo la campagna elettorale in vista delle regionali del 12 e 13 ottobre. Si chiama ‘Scegli con la Nazione’ ed è il modo migliore per l’elettore di informarsi e conoscere candidati e programmi prima di recarsi alle urne. Appuntamento per lunedì 6 ottobre, alle 18 al Palazzo dei Congressi di piazza Adua, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella. Per confermare la partecipazione occorre registrarsi al link www.lanazione.it/confronto-elezioni-regionali-2025. Al dibattito parteciperanno i tre candidati governatori: Antonella Bundu per Toscana Rossa, Alessandro Tomasi per il centrodestra e il presidente uscente di centrosinistra Eugenio Giani. Ed ora i temi.La ricetta dell’outsider Bundu è la “reinternalizzazione dei servizi e un piano straordinario di assunzioni di personale oss, medici e infermieri”. Giani è il candidato del campo largo del “più sanità pubblica” e mira a fare diventare la Toscana da seconda a prima regione d’Italia secondo le rilevazioni di Gimbe e Agenas. Rivendica l’abbattimento del 15% delle liste d’attesa e 77 nuove case della comunità per rafforzare la medicina territoriale. Tomasi, invece, attacca la “mala gestione” dei fondi destinati al sistema sanitario.“La riforma delle Asl è vecchia, rischiamo un buco da un miliardo – sostiene –, c’è un disavanzo strutturale di 200 milioni causato dal payback, il 51% dei toscani non scorre le liste e ricorre al privato, l’8% rinuncia alle cure”.“I centri di formazione non devono solo creare merce da lavoro. E il reddito di cittadinanza deve diventare misura strutturale”, la strategia del leader di Toscana Rossa, Bundu. Giani, da governatore uscente, rivendica 115mila nuovi occupati in 5 anni e, strizzando l’occhio alla larga alleanza tra Pd e 5Stelle, propone un reddito di inserimento lavorativo: un bonus di un anno, con 20 milioni a bilancio, che “dia un minimo di vitalizio a coloro in cassa integrazione o dentro un percorso professionalizzante teso generare nuova occupazione”. Tomasi risponde picche: “No all’assistenzialismo, sì alla formazione”, il grido di battaglia del candidato del centrodestra. “Prima garantiamo il diritto alla mobilità, all’abitare, al lavoro buono e non alle nove versioni diverse di cui ho sentito parlare la sinistra sul reddito di cittadinanza regionale”.Da Bundu un filotto di ‘no’ a grandi opere come la Darsena Europa di Livorno e all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola a Firenze: “E’ in completo contrasto con il Parco della Piana”, sostiene la candidata della sinistra radicale. Sia Giani che Tomasi, invece, concordano sull’ampliamento a mare del porto di Livorno, su cui la Regione con Giani ha stanziato 240 milioni. Ma Giani rivendica come successo il riavvio dell’opera da 3 miliardi del passante Alta Velocità di Firenze con la nuova stazione Foster pronta nel 2028. Su Peretola invece è duello: il governatore esulta per le sole 13 prescrizioni romane al masterplan dello scalo fiorentino, cassa la competizione con il Galilei di Pisa, promuove la nuova pista inclinata di oltre due chilometri. Tomasi invece punta il dito: “Sono a favore, ma è 40 anni che se ne parla. Se la pista ancora non c’è è colpa della sinistra che ha sempre governato”. Resta la Fi-Pi-Li, grande arteria ‘acciaccata’ che collega la costa al cuore della Regione. Giani ribadisce la volontà della terza corsia da finanziare con un pedaggio per i mezzi pesanti e introiti affidati alla società ‘Toscana Strade’. Tomasi dice no: “Se è la priorità allora accantoniamo altre opere. Prima un progetto esecutivo cantierabile subito e una quantificazione delle risorse. Poi una partnership col governo per realizzare un’opera a step”.© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-295X tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102120800142.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102986809986.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notizie.tiscali.it" del 01 Oct 2025

Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E'' nei titolidei giornali, nei post condivisi, nelle...

pubDate§§ 2025-10-01T13:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102986809986.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102986809986.PDF', 'title': 'notizie.tiscali.it'} tp:url§§ https://notizie.tiscali.it/regioni/lazio/articoli/health-journalism-forum-spazio-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria-nbsp/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102986809986.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.L'Health Journalism Forum - informano gli organizzatori in una nota - è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura - afferma Vallifuoco - Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".A guidare il dibattito - si legge in una nota - saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102986809986.PDF §---§ title§§ Health Journalism Forum, spazio al dialogo sulla comunicazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102992209924.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodifoggia.it" del 01 Oct 2025

(Adnkronos) - La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E'' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa

pubDate§§ 2025-10-01T13:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102992209924.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102992209924.PDF', 'title': 'quotidianodifoggia.it'} tp:url§§ https://quotidianodifoggia.it/health-journalism-forum-spazio-al-dialogo-sulla-comunicazione-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102992209924.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – La salute vive anche di parole, narrazioni, simboli. E' nei titoli dei giornali, nei post condivisi, nelle conferenze stampa istituzionali, nelle campagne di prevenzione e persino nei racconti che i pazienti fanno di sé. In questo insieme di storie, dati e opinioni, la qualità della comunicazione diventa parte integrante della qualità della cura. E' da questa consapevolezza che nasce l'Health Journalism Forum, la prima manifestazione italiana dedicata a ridefinire i confini dell'informazione sanitaria, che si terrà il 28 ottobre a Roma presso Talent Garden.  L'Health Journalism Forum – informano gli organizzatori in una nota – è promosso da Social Reporters, start-up innovativa fondata e guidata da Ilario Vallifuoco, che da anni esplora i linguaggi e le pratiche del Brand Journalism e della Live Communication. Dopo il successo del Brand Journalism Festival, che quest'anno giunge alla sua seconda edizione e che nel 2024 ha registrato oltre 600 partecipanti, nasce dunque un nuovo spazio di confronto dedicato alla comunicazione sanitaria, con l'intento di comporre un mosaico di prospettive diverse con un obiettivo comune: rafforzare il rapporto di fiducia tra chi racconta la salute e chi ne è protagonista. La giornata si svilupperà come un percorso narrativo, attraversando le sfide che la comunicazione sanitaria affronta quotidianamente: dai linguaggi con cui dialogare con le nuove generazioni alle strategie per disinnescare le fake news; dai dati e dalle statistiche che possono illuminare o distorcere la realtà fino allo storytelling che può trasformare la scienza in un racconto condiviso senza intaccarne la verità. Lo sguardo, infine, sarà rivolto al futuro: intelligenza artificiale, fact checking, diritto alla cura come bussola etica in un contesto informativo sempre più accelerato e frammentato. "La comunicazione sanitaria non è un semplice veicolo di informazioni, ma un pilastro fondamentale della cultura della cura – afferma Vallifuoco – Con l'Health Journalism Forum intendiamo promuovere un dialogo fertile tra istituzioni, media e imprese, capace di elevare la qualità dell'informazione e di restituire dignità e profondità al racconto della salute. Raccontare la salute significa trasformare dati e conoscenze in narrazioni consapevoli, capaci di accendere fiducia, responsabilità e partecipazione collettiva".  A guidare il dibattito – si legge in una nota – saranno alcune delle voci più autorevoli della sanità italiana, come Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'università degli Studi di Genova. Previste le testimonianze di: Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia; Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della vita di Ferpi; Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia; Elena Spigarolo, Communication Director ab medica, delegazione Lombardia Ferpi. L'iniziativa ha il sostegno di: Eli Lilly, main partner, insieme a UniSalute, ab medica, Bayer Italia e Talent Garden. Media partner Agenzia Dire, Fortune Health, About Pharma ed edra. L'evento si svolge con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Lazio e di Ferpi.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Pubblicato il 1 Ottobre 2025CLICCA QUIE ACQUISTA LE TUECOPIE ARRETRATERegistrazione Tribunale di Foggia 13/87. - P.I. 03079840710Non ha un account? tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102992209924.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Quotidiano Di Puglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103022609300.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodipuglia.it" del 01 Oct 2025

pubDate§§ 2025-10-01T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103022609300.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103022609300.PDF', 'title': 'quotidianodipuglia.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodipuglia.it/ultimissime_adn/pnrr_ghirra_avs_gestione_fallimentare_massacrate_transizione_green_e_sanita-20251001112720.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103022609300.PDF tp:ocr§§ Roma, 1 ott.-(Adnkronos) - "Escludere categoricamente il dirottamento dei fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l’industria bellica e la mobilità militare; incentivare l'installazione di pannelli fotovoltaici, visti i ritardi che l'Italia sta registrando; eliminazione i Sussidi ambientali dannosi; piena funzionalità delle nuove strutture della sanità territoriale; piena tutela dell’occupazione nell’ambito della riforma del trasporto ferroviario. Sono le nostre principali priorità sul Pnrr, gestito da questo Governo in modo fallimentare: tutte le ambizioni sono state ridimensionate in maniera significativa, massacrati gli impegni su transizione green e sanità pubblica, per Meloni l’obiettivo ormai è solo evitare il disimpegno delle risorse". Così la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive Francesca Ghirra, dopo le comunicazioni del ministro Foti alla Camera. "L’attuale governo - prosegue - ha ereditato dal precedente un prefinanziamento e tre rate pari a 85 miliardi di euro. Inoltre, nell'ambito dei pagamenti risultavano già saldati gli interventi relativi all'Ecobonus 110% e Transizione 4.0, per un totale di 27 miliardi e 640 milioni di euro. Eppure, nonostante questo buon avvio, in seguito alle comunicazioni dello scorso il 4 giugno, con cui la Commissione europea sollecitava la realizzazione dei piani entro l’agosto 2026, il governo italiano ha revisionato per la quinta volta il 'Piano', per un valore complessivo di 14 miliardi di euro (circa il 7,3 % del totale), attraverso una riduzione del numero degli obiettivi/traguardi che passano da 621 a 614: in buona sostanza, la spesa effettivamente sostenuta, al 31 maggio 2025, risulta pari a 74 miliardi e 300 milioni di euro, solo il 38,22% del totale. Cifra deludente e preoccupante, mentre diciannove misure oggetto di semplificazione o ridimensionamento riguardano la missione 'rivoluzione verde e transizione ecologica". "Sul fronte della sanità una nota della Fondazione Gimbe ha da tempo avvertito che soltanto il 18-29% dei fondi risulta effettivamente speso, nonostante la scadenza finale del piano, giugno 2026, si avvicini pericolosamente. Infine, e non ultimo, la Commissione europea ha aperto anche alla possibilità di utilizzare parte dei fondi per rafforzare il ruolo delle banche e degli istituti di promozione nazionali, ammettendo anche forme di contributo volontario al futuro programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e ai programmi dell’Ue per le comunicazioni satellitari, come Iris2 o Galileo. Il quadro definitivo è di una grande occasione perduta”, conclude Ghirra. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100103022609300.PDF §---§ title§§ Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità (1.10.2025) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102743810624.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "radioradicale.it" del 01 Oct 2025

Commissione. Ascolta l''audio registrato mercoledì 1 ottobre 2025 presso Parlamento. Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti da...

pubDate§§ 2025-10-01T16:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102743810624.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102743810624.PDF', 'title': 'radioradicale.it'} tp:url§§ https://www.radioradicale.it/scheda/770345/commissione-parlamentare-per-il-contrasto-degli-svantaggi-derivanti-dallinsularita tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102743810624.PDF tp:ocr§§ In merito all'indagine conoscitiva sull'individuazione degli svantaggi derivanti dalla condizione d'insularità e sulle relative misure di contrasto svolge, in videoconferenza, l'audizione del presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102743810624.PDF §---§ title§§ Ottobre di prevenzione, cura e solidarietà: un mese di iniziative all'insegna della salute a Malnate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102715710331.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "varesenews.it" del 01 Oct 2025

Un ottobre ricco di eventi dedicati agli anziani, alla salute e alla tutela delle persone fragili, con momenti di sensibilizzazione e approfondimento a cura di strutture, associazioni e professionisti.

pubDate§§ 2025-10-01T15:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102715710331.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102715710331.PDF', 'title': 'varesenews.it'} tp:url§§ https://www.varesenews.it/2025/10/ottobre-di-prevenzione-cura-e-solidarieta-un-mese-di-iniziative-allinsegna-della-salute-a-malnate/2360980/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102715710331.PDF tp:ocr§§ Malnate si prepara a vivere un ottobre all’insegna della prevenzione, della cura e della solidarietà. Il mese vedrà un susseguirsi di appuntamenti pensati per anziani, salute e tutela delle persone più vulnerabili. Le iniziative, realizzate in collaborazione con strutture residenziali e semi-residenziali locali, associazioni e professionisti del settore, mirano a rafforzare il senso di comunità e a offrire concrete occasioni di informazione, sensibilizzazione e partecipazione.Giovedì 2 ottobre â?? Festa dei NonniUn momento di riconoscenza e gratitudine, celebrato allâ??interno delle strutture RSA â??Don Gnocchiâ? e Casa Albergo â??La Residenzaâ?. Lâ??iniziativa intende valorizzare il ruolo fondamentale dei nonni, figure portatrici di memoria, affetto e sostegno quotidiano.Sabato 4 ottobre â?? â??Usa il cuore, conosci il cuoreâ?Dalle 9.30 alle 13.00, Piazza delle Tessitrici ospiterà una mattinata di sensibilizzazione sulle malattie cardiovascolari, in occasione della Giornata Mondiale per il Cuore. La cittadinanza avrà lâ??opportunità di ricevere informazioni utili sulla prevenzione e sui corretti stili di vita, con il supporto dellâ??Associazione â??Ama il tuo cuoreâ?, AVIS e AIDO.Giovedì 9 ottobre â?? Serata informativa â??La protezione giuridica delle persone incapaciâ?Alle 20.30, presso la Fondazione â??Don Gnocchiâ?, si terrà un incontro con lâ??Avv. Alessia Deleo, per approfondire il ruolo dellâ??Amministratore di Sostegno e le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), strumenti chiave per la tutela delle persone fragili.Martedì 14 ottobre â?? Serata informativa â??Invalidità civile e disabilità: richieste agli enti in posizione di sussidioâ?Alle 20.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Malnate, si terrà un incontro con lâ??Avv. Alessia Deleo, per esplorare le modalità di accesso alle prestazioni di supporto al reddito e agli strumenti previsti dalla normativa per le persone con invalidità civile e disabilità.Lunedì 20 ottobre â?? â??Tutela della salute: da diritto per tutti a privilegio per pochi?â?Alle 20.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Malnate, incontro organizzato in collaborazione con lâ??associazione GIMBE per discutere le sfide della tutela sanitaria.Ingresso libero e gratuito per tutti gli appuntamentiUn filo comuneLe iniziative, pur diversificate, hanno un obiettivo comune: promuovere il benessere e la protezione delle persone, sostenere la prevenzione sanitaria e sensibilizzare sui diritti. La sinergia tra strutture, associazioni e professionisti rappresenta un segnale di forte attenzione alla comunità.Il commento delle istituzioni«Ottobre sarà unâ??opportunità per rafforzare i legami della nostra comunità e confermare lâ??impegno di Malnate nella tutela delle persone più fragili», commenta Nadia Cannito, Sindaco di Malnate.«Abbiamo creato un programma che unisce momenti di festa, informazione e sensibilizzazione. La prevenzione, la consapevolezza dei diritti e la vicinanza alle persone fragili sono pilastri di una comunità coesa», aggiunge Luca Croci, Presidente della Consulta socio sanitaria comunale.Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.Accedi o registrati per commentare questo articolo.L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.RegistratiRedazioneInvia contributoFeed RSSFacebookTwitterContattiSocietàPubblicitàCopyright © 2000 - 2025 VareseNews.it. Tutti i diritti riservati VareseNews è un marchio di Varese web srl P.IVA 02588310124, Via Confalonieri 5 - 21040 Castronno (VA) Tel. +39.0332.873094 / 873168 Testata registrata presso il Tribunale di Varese n.679 - Direttore responsabile: Marco Giovannelli Impostazioni Cookie - Informativa Cookie - Informativa PrivacyOppure usa i dati del tuo account:Non sei registrato? Clicca quiHai dimenticato la password? Clicca qui tp:writer§§ Francesco Mazzoleni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/10/01/2025100102715710331.PDF §---§