title§§ Liste d'attesa, personale, categorie fragili: le proposte delle associazioni a tutti i candidati marchigiani
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602145700383.PDF
description§§
Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T00:40:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602145700383.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602145700383.PDF', 'title': 'AVVENIRE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602145700383.PDF
tp:ocr§§ Liste d’attesa, personale, categorie fragili: le proposte delle associazioni a tutti i candidati marchigiani L’APPELLO-MANIFESTO DEI MEDICI DELLA SIMG, DELLE ACLI, DI GIMBE E DI ALTRE REALTÀ P ersistente carenza di personale sanitario, lunghe liste di attesa, scarsa tutela delle categorie più fragili, Pronto Soccorso presi di assalto, ambiti territoriali sempre più isolati. Sono alcune delle criticità che incombono sul pianeta salute. Anche il recente provvedimento di eliminare i gettonisti per favorire l’assunzione di nuovi medici (che non si trovano) non riuscirà a ricucire il gap che si è aperto fra cittadini e sanità pubblica. L’ultimo rapporto Gimbe ha evidenziato che circa 4 milioni di italiani rinunciano alle cure per le difficoltà di approccio al Servizio sanitario nazionale. In questo contesto, che mette a repentaglio le conquiste del welfare, è quanto mai benvenuto ogni sforzo per sollecitare la classe politica, in particolare quella regionale – a cui il Ssn deroga la gestione dei servizi sanitari – affinché non sia sorda di fronte a temi così pregnanti. Un esempio rilevante è rappresentato dal documento “Marche: una sanità per tutti”, recentemente pubblicato in vista delle imminenti elezioni regionali dalle associazioni attive nel campo della salute: medici di medicina generale (Simg), associazioni di pazienti e realtà del volontariato (ambulatori solidali, Acli e Gimbe). Lo scopo è quello di mandare un segnale forte, in maniera assolutamente bipartisan, ai futuri programmatori della sanità regionale per stimolare un salto di qualità nella gestione delle politiche per la salute. Si tratta di un appello rivolto a tutti i candidati, al di là delle appartenenze politiche, affinché dichiarino pubblicamente il proprio sostegno al documento, impegnandosi a promuoverne l’attuazione nel futuro programma di governo regionale. Il documento si articola in dieci punti, espressione di valori condivisi e proposte concrete: dalla riaffermazione del primato della sanità pubblica rispetto a tutti gli altri soggetti - privati accreditati e convenzionati alla conferma della centralità della prevenzione, alla tutela delle categorie più fragili e della povertà emergente in sanità, alla necessità di individuare i distretti come sede prioritaria nell’erogazione dei servizi sino alla scelta dei professionisti nei ruoli dirigenziali che deve essere fatta solo sulla base di comprovate competenze professionali. Un esempio di democrazia partecipativa? Un gruppo di associazioni illuse di poter condizionare la sfera politica? Forse, ma alla luce della profonda crisi che attraversa il Ssn, promuovere un’azione di advocacy forte e coordinata significa affermare che la difesa della sanità pubblica non rappresenta una battaglia di retroguardia irrimediabilmente persa o una rivendicazione ideologica, bensì un dovere istituzionale che coinvolge tutti gli attori del sistema salute. ---End text--- Author: GABRIELE PAGLIARICCIO Heading: L’APPELLO-MANIFESTO DEI MEDICI DELLA SIMG, DELLE ACLI, DI GIMBE E DI ALTRE REALTÀ Highlight: Image: -tit_org- Liste d’attesa, personale, categorie fragili: le proposte delle associazioni a tutti i candidati marchigiani -sec_org-
tp:writer§§ GABRIELE PAGLIARICCIO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602145700383.PDF
§---§
title§§ Contratti: entro metà ottobre la firma definitiva della Sanità pubblica
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962408662.PDF
description§§
Estratto da pag. 6 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962408662.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962408662.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962408662.PDF
tp:ocr§§ CHIERCHIA (CISL FP): “E il frutto di un’azione sindacale responsabile” Contratti: entro metà ottobre la firma definitiva della Sanità pubblica L a certificazione del contratto collettivo 2022-2024 della Sanità pubblica da parte del Ministero dell’Econo mia segna un passaggio fondamentale verso la conclusione di un percorso che abbiamo seguito con determinazione. Siamo ormai vicini alla firma definitiva, che, secondo quanto comunicato dal Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, potrà arrivare entro metà ottobre, dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri e la registrazione della Corte dei Conti. È il frutto di un’azione sindacale responsabile, coerente con l’impegno che avevamo preso: chiudere questa tornata contrattuale nei tempi più rapidi e aprire subito quella successiva”. A dichiararlo è Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp, commentando l’avanzamento della procedura che porterà alla sottoscrizione definitiva del contratto della Sanità pubblica. “Stiamo facendo esattamente quanto avevamo promesso: chiudere il triennio 2022-2024 e aprire senza interruzioni quello 2025-2027, garantendo così continuità agli aumenti retributivi, alle nuove tutele e al riconoscimento professionale per lavoratrici, lavoratori e professionisti della sanità. Dopo il rinnovo delle Funzioni Centrali e ora con la Sanità pubblica, in entrambi i comparti possiamo lavorare per conquistare due rinnovi contrattuali in tempi molto ravvicinati. È il modo migliore per incidere concretamente sulle buste paga e rendere la contrattazione uno strumento vivo e utile, che migliora davvero la vita delle persone”. Ma resta ancora una questione aperta: la sottoscrizione del contratto degli enti locali. “Un comparto - continua il sindacalista - che più di ogni altro ha subito negli ultimi anni la perdita del potere d’acquisto. Per questo rinnovo l’invito alle organizzazioni sindacali presenti al tavolo di assumerci insieme la responsabilità di chiudere rapidamente il contratto 2022-2024 e di far partire la nuova tornata. Non possiamo permetterci di lasciare indietro, per un tempo indefinito, lavoratrici e lavoratori che garantiscono ogni giorno servizi fondamentali nei territori”. La Cisl Fp chiede l’emanazione degli atti di indirizzo nel più breve tempo possibile e continuerà a sollecitare il Governo per ottenere nuove risorse da destinare alla prossima stagione contrattuale. “Chiediamo con forza alle altre organizzazioni sindacali rappresentative - conclude Chierchia - di lavorare insieme a noi per dare finalmente risposte concrete a tutto il lavoro pubblico”. Sa. Ma. ---End text--- Author: sa ma Heading: Highlight: Image: -tit_org- Contratti: entro metà ottobre la firma definitiva della Sanità pubblica -sec_org-
tp:writer§§ sa ma
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962408662.PDF
§---§
title§§ Salute mentale la regressione verso i manicomi
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961008676.PDF
description§§
Estratto da pag. 47 di "ESPRESSO" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961008676.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961008676.PDF', 'title': 'ESPRESSO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961008676.PDF
tp:ocr§§ Salute mentale la regressione verso i manicomi l ministro della Salute Schillaci ha prontamente risposto alla contestazione del mondo della scienza sulla composizione della Commissione sui vaccini, affrontando il malumore della Lega e di Fratelli d’Italia e la freddezza della presidente del Consiglio Meloni. Invece non ha (ancora?) risposto alla Lettera aperta di decine di associazioni e centinaia di operatori, esperti e militanti contro la Bozza del Piano di azione nazionale per la salute mentale (2025-2030). La lettura del documento produce una profonda delusione perché rappresenta una occasione mancata rispetto alle atteI se dopo tanti anni dalla scadenza del piano precedente. D’altronde diversi nomi dei componenti la Commissione esprimevano un chiaro orientamento per un ritorno a una psichiatria alternativa alla legge 180. Finite le cerimonie per il centenario della nascita di Franco Basaglia, comincia dunque una operazione di rivincita. Le cento pagine di presuntuoso sfoggio di citazioni delle indicazioni dell’Oms sono pura retorica, senza risorse e personale, perché il cuore del testo si rivolge al carcere e alle Rems, secondo la famigerata logica del binomio “cura e custodia”. Per quanto riguarda il disagio psichico dei detenuti viene proposta l’estensione delle cosiddette Articolazioni di tutela della salute mentale con un aumento dei posti da 320 a oltre 3000, che rappresentano il 5% della popolazione presente nelle patrie galere; addirittura si ipotizza di poter arrivare al 10%. Siamo di fronte a una follia o meglio a un disegno di creare tanti piccoli manicomi, tornando agli Opg sotto mentite spoglie. Le risorse per creare questi reparti e i costi del personale sarebbero imponenti e meglio sarebbe destinarle all’applicazione della sentenza 99 del 2019 della Corte Costituzionale che equipara la patologia mentale a quella fisica e quindi la possibilità di una detenzione domiciliare umanitaria in strutture terapeutiche. Per quanto riguarda le criticità della applicazione della legge 81 del 2014 che ha chiuso gli Ospedali psichiatrici giudiziari, la più orrenda istituzione totale, si rilancia l’aumento delle strutture e dei posti, (addirittura il raddoppio della realtà attuale!) e la militarizzazione delle strutture con un controllo del ministero della Giustizia. Non è certo casuale che la stessa analisi sia stata proposta dal capo di gabinetto del ministero della Salute, Marco Mattei nel dicembre scorso. Queste idee regressive vanno lette contestualmente alla proposta di legge del senatore Zaffini di Fratelli d’Italia che riscrive la legge 180 e arriva a ipotizzare l’uso del Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) in carcere. Per fortuna, recentemente la Corte Costituzionale ha stabilito limiti e garanzie per l’uso di questa pratica eccezionale. Non mancano invece contributi diversi, dalla riflessione sviluppata nel convegno della Regione Emilia Romagna il 1° aprile 2025 al documento finale della Conferenza nazionale autogestita per la salute mentale del 6-7 dicembre 2024. È necessario aprire uno spazio di discussione mettendo al centro i principi costituzionali e valorizzando le buone prassi e rafforzando il welfare di comunità. Un appuntamento significativo è previsto a Genova il 3-4 ottobre su un tema accattivante: “Azioni e resistenza nell’epoca della complessità. Ripensare l’imputabilità: proposte di riforma e futuro delle Rems”. Occorre una nuova rivoluzione gentile. l’opinione di Franco Corleone ---End text--- Author: Franco Corleone Heading: Highlight: Finite le cerimonie per il centenario della nascita di Franco Basaglia, comincia un’operazione di rivincita Image: -tit_org- Salute mentale la regressione verso i manicomi -sec_org-
tp:writer§§ Franco Corleone
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961008676.PDF
§---§
title§§ Il girotondo del ?ne vita alla Consulta
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961208682.PDF
description§§
Estratto da pag. 44 di "ESPRESSO" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961208682.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961208682.PDF', 'title': 'ESPRESSO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961208682.PDF
tp:ocr§§ Il girotondo del fine vita alla Consulta ul fine vita, tutto è partito dalla Corte costituzionale, con la sentenza del 2019. E tutto potrebbe tornare nelle mani dei giudici costituzionali, per chiudere definitivamente uno scontro che in Parlamento è appena all’inizio. Il 2 luglio, nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, ha preso il via il disegno di legge del centrodestra: prevede principalmente la non punibilità, a precise condizioni, di chi “agevola l’esecuzione” del suicidio medicalmente assistito, aprendo poi un percorso non breve e composto di tante tappe - i pareri - anche a sacrificio della rapidità. Ritenuto troppo limitativo e giudicato anche incostituzionale, il testo è stato subito bocciato dalle opposizioni e dall’Associazione Coscioni. Ci preannuncia Marco Cappato: «Non escludo che una strada sia quella di menti di sostegno v portare la futura legge davanti “patologia irreversi alla Corte costituzionale, se il renze fisiche o psico testo resterà quello attualmen- tollerabili” dal mala namente capace d te in discussione». È l’approdo che, a questo libere e consapevoli punto, la maggioranza dà per dizioni e le modalit scontato: «Il testo che uscirà state verificate da u dal Parlamento sarà impugna- ca del Servizio san to, anche se lavoro a una leg- vio parere del comi ge che non sia in contrasto mente competente” con le sentenze della Corte», condizioni, la sente avverte il senatore di Forza Ita- punibilità di chi ag lia, Pierantonio Zanettin, uno nel 2024, sempre la dei due relatori di maggioran- “il paziente ha il di za sul ddl (l’altro è Ignazio Zullo, che ap- rifiutare ogni trattam partiene a Fratelli d’Italia). Il Parlamen- cato sul proprio cor to comincia a intervenire sei anni dopo la mente dal suo grado sentenza costituzionale che ha consenti- ca e di invasività”, c to l’accesso al suicidio medicalmente as- riferibili a familiari sistito a chi sia tenuto in vita da “tratta- ciano carico dell’as S uicidio nasce ntenza l tema assare Corte. uscirà o sarà vverte nettin menti di sostegno vitale”, affetto da una “patologia irreversibile”, fonte di “sofferenze fisiche o psicologiche” ritenute “intollerabili” dal malato, che sia però “pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”. In presenza di queste condizioni, la sentenza dichiarava la non punibilità di chi agevola il suicidio. Poi, nel 2024, sempre la Corte ha sancito che “il paziente ha il diritto fondamentale di rifiutare ogni trattamento sanitario praticato sul proprio corpo, indipendendentemente dal suo grado di complessità tecnica e di invasività”, comprese le procedure riferibili a familiari e caregiver che si facciano carico dell’assistenza del paziente. A questi risultati si è arrivati dopo la disobbedienza civile di Cappato, a partire dal “caso Dj Fabo”. Non è escluso che toccherà ai giudici costituzionali il compito di decidere non solo sul conflitto di attribuzione sollevato dal governo Meloni nei confronti della legge regionale della Toscana e prevedibilmente in futuro anche sulle analoghe norme che le Regioni guidate dal centrosinistra via via vareranno - a partire da quelle recentissime della Sardegna - ma anche e soprattutto sulla legge nazionale dopo l’approvazione del Parlamento. Se andrà così, la Consulta avrà l’ultima parola su un testo che, secondo Cappato, «nasce dall’intenzione di ostacolare il più possibile l’attuazione della sentenza della Corte costituzionale di sei anni fa, compreso il restringimento brutale della platea degli aventi diritto a chi è attaccato a una macchina, escludendo i malati terminali che dipendono dall’assistenza permanente di infermieri o familiari». E pesa soprattutto l’esclusione - confermata dagli emendamenti di maggioranza - del Servizio sanitario nazionale. «Le speranze di un percorso condiviso per arrivare a una buona legge sono al momento decisamente rid
otte», mette un punto il senatore Alfredo Bazoli (Pd). A luglio, la Corte, nell’ultima sentenza in materia, ha sancito - per una persona che sia nelle condizioni stabilite principalmente dal pronunciamento del 2019 - il “diritto di essere accompagnata dal Servizio sanitario nazionale” nel percorso del suicidio assistito. Perché l’insistenza del centrodestra su un testo che invece appare in contrasto? «Evitiamo gli equivoci, con la premessa che il Servizio sanitario nazionale è destinato a fornire salute e vita, non è escluso del tutto il suo intervento in materia di fine vita», tiene a precisare il relatore Zanettin. «Abbiamo scritto nel testo - spiega il senatore berlusconiano - che solo per la fornitura del personale in servizio, del farmaco letale e degli strumenti, cioè per la prestazione, l’aiuto al suicidio medicalmente assistito non può essere erogato. Per tutto il resto, vale anche qui il principio che tutto ciò che non è vietato è consentito. Di conseguenza, nel percorso di fine vita, il Servizio sanitario interviene per verificare che siano rispettate le quattro condizioni previste dalla Corte e per il controllo della prestazione. È stato chiarito che il personale può beneficiare della clausola di esclusione della punibilità aiutando al suicidio, ma esclusivamente fuori dall’orario di lavoro, su base volontaria oppure a pagamento, come preferisce. Infine se il paziente si trova in una struttura pubblica resta lì, non è obbligato a tornare a casa per realizzare la propria scelta di fine vita». Rispetto ai meloniani, la posizione di Forza Italia - favorevole alle deroghe - è più aperta. Del tutto compatta è invece la maggioranza sulla necessità ranno anche flitto di con le ionali, oranza mettere vando ma che latura politica che la legge sia approvata prima che finisca la legislatura, anche nel tentativo di porre un punto fermo rispetto alle iniziative regionali, trainate dall’Associazione Coscioni. Su un percorso parlamentare ancora lungo vigila soprattutto il Vaticano, con la richiesta tassativa che non si sconfini nell’eutanasia (il medico interviene in modo diretto somministrando il farmaco letale) e apprezzando pertanto l’ultima sentenza costituzionale di luglio. Perché ha contribuito a «chiarire ancora di più - è stato il commento di Vatican News - che i tribunali non possono forzare l’ordinamento in direzione eutanasica». Poi, in concreto, Oltretevere c’è la preoccupazione che il settore pubblico resti il più lontano possibile; perciò, la partita vera non si gioca all’interno del Parlamento, considerando la “sensibilità” del governo Meloni ai rapporti con il Vaticano. Lungo un crinale molto stretto, prende il via una legge che però rischia un verdetto negativo dei giudici costituzionali. «Una strada -propone il costituzionalista Tommaso Frosini - potrebbe essere quella di lasciare il cittadino libero di scegliere fra privato e pubblico», una sorta di terza via. Un passo indietro del centrodestra è avvenuto sul Comitato nazionale di nomina governativa. Previsto come primo soggetto incaricato di esprimere il parere sulla domanda del paziente, aveva provocato la levata di scudi delle opposizioni perché destinato a non essere imparziale. Gli emendamenti di maggioranza l’hanno cancellato. Resta intatto l’impianto della futura legge, compresa la necessità che la persona malata sia preliminarmente «inserita nel percorso di cure palliative», quelle ritenute prioritarie dalle gerarchie ecclesiastiche, deluse che la legge specifica, già approvata, «non ha trovato ancora completa attuazione», parole del presidente della Cei Matteo Zuppi. Fra le sentenze della Corte costituzionale e le aspettative della Chiesa cattolica, il percorso del fine vita non è certo in discesa. ---End text--- Author: GIULIANO TORLONTANO Heading: Highlight: La legge sul suicidio assistito nasce da una sentenza del 2019, ma il tema rischia di passare ancora dalla Corte. “Il testo che uscirà dal Parlamento sarà impugnato”, avverte il relatore Zanettin I giudici dovranno esprimersi anche sul conflitto di attribuzione con le iniz
iative regionali, a cui la maggioranza vuole mettere un freno approvando la norma prima che finisca la legislatura Image:IN ATTESA Un paziente attende in una barella in un ospedale di Bergamo LIBERTÀ PERSONALI Marco Cappato durante la conferenza stampa di lancio della raccolta firme per una proposta di legge sul fine vita promossa dall’Associazione Luca Coscioni -tit_org- Il girotondo del ?ne vita alla Consulta -sec_org-
tp:writer§§ Giuliano Torlontano
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961208682.PDF
§---§
title§§ Il paracetamolo è sicuro?
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961508681.PDF
description§§
Estratto da pag. 14 di "GENTE" del 26 Sep 2025
Secondo trump e il suo ministro della salute, kennedy, se assunto in gravidanza provoca l'autismo
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961508681.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961508681.PDF', 'title': 'GENTE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961508681.PDF
tp:ocr§§ IL PARACETAMOLO È SICURO? Secondo Trump e il suo ministro della Salute, Kennedy, se assunto in gravidanza provoca l’autismo P remesso che non sappiamo se il presidente americano Donald Trump abbia a disposizione dati scientifici che noi non conosciamo ancora, per quanto riguarda l’Europa abbiamo a disposizione uno studio molto importante pubblicato sull’autorevole Journal of the American Risponde Medical Association nel 2024 che riporta SILVIO i dati della Svezia, Paese in cui si registra GARATTINI ogni farmaco prescritto ai pazienti e farmacologo e fondatore quindi anche alle donne in gravidanza. dell’istituto Negri Questo studio ha esaminato la situazione di 2 milioni e mezzo di donne, osservando allo stesso tempo che nello spazio di 15 anni c’erano state circa 185 mila persone autistiche, e analizzando le differenze tra le donne che avevano assunto paracetamolo quando erano incinte e donne che non lo aveva assunto. Inizialmente si è scoperto che c’era una differenza dello 0,2 per cento nell’incidenza dell’autismo, per cui sono andati a controllare un dato più preciso, analizzando la storia delle gravidanze di madri con più figli arrivando alla conclusione che non c’è alcuna differenza tra assunzione o meno del farmaco durante la gestazione. Quello che dimostra la ricerca, importante per l’ampiezza del campione, è dunque che il paracetamolo assunto dalle donne in gravidanza non è responsabile per l’autismo. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Risponde SILVIO GARATTINI farmacologo e fondatore dell’istituto Negri Image:Il presidente americano Donald Trump, 79 (a destra), con il responsabile della Salute della sua amministrazione Robert Kennedy jr, 71. -tit_org- Il paracetamolo è sicuro? -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961508681.PDF
§---§
title§§ Il welfare sanitario: assicurazione sul futuro
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957208658.PDF
description§§
Estratto da pag. 20 di "MESSAGGERO" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957208658.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957208658.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957208658.PDF
tp:ocr§§ L’intervento Il welfare sanitario: assicurazione sul futuro L’ Europa attraversa profonde trasformazioni tecnologiche, demografiche ed epidemiologiche. I dati lo confermano, ma la vera domanda resta: quale società vogliamo costruire? Una società sicura, coesa e capace di garantire la salute di tutti i cittadini. In questo contesto, il welfare sanitario è una priorità strategica. Non si tratta di previdenza o lavoro, che seguono percorsi propri, ma di un sistema sanitario forte e accessibile, infrastruttura essenziale per il futuro. Senza salute non ci sono crescita, coesione sociale né sicurezza. In Italia, oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni, e la pressione sulle strutture sanitarie cresce ogni anno. Garantire agli anziani non solo anni di vita, ma vita pienamente vissuta significa investire sul futuro. Ridurre la spesa sanitaria a scapito dei più fragili significherebbe tradire la missione stessa dell’Europa. Tre sfide fondamentali guidano il nostro impegno: invecchiamento attivo, prevenzione e medicina predittiva. L’invecchiamento non è la fine né il tramonto della vita, ma una fase da vivere e governare. Studi internazionali stimano che ogni euro speso in prevenzione possa generare fino a 14 euro di valore economico e sociale. In Italia, se l’1% della popolazione iniziasse a praticare 150 minuti di attività fisica moderata a settimana, il risparmio stimato per il sistema sanitario sarebbe di circa 223 milioni di euro l’anno. Fino al 60% delle malattie croniche e circa il 40% dei tumori possono essere prevenuti con stili di vita salutari, corretta alimentazione, attività fisica regolare e riduzione dell’inquinamento. Molte iniziative locali – dai programmi di screening oncologici alle campagne di educazione sanitaria nelle scuole – mostrano come politiche mirate possano produrre risultati concreti e diventare esempi di best practice italiane, capaci di ispirare anche a livello europeo. Proteggere le fragilità, valorizzare la coesione sociale e anticipare le malattie significa costruire una società più giusta, solida e resiliente. Investire nel welfare sanitario non è un costo: è il fondamento di una società che vuole vivere pienamente. Rafforzare prevenzione, invecchiamento attivo e medicina predittiva significa scegliere la vita, l’inclusione e la solidarietà, contro ogni frammentazione e spreco. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Vaia Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il welfare sanitario: assicurazione sul futuro -sec_org-
tp:writer§§ Francesco Vaia
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957208658.PDF
§---§
title§§ Sanità, Schillaci ammette i numeri del disastro
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962008674.PDF
description§§
Estratto da pag. 6 di "NOTIZIA GIORNALE" del 26 Sep 2025
II ministro da le cifre dei milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962008674.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962008674.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962008674.PDF
tp:ocr§§ Sanità, Schillaci ammette i numeri del disastro II ministro da le cifre dei milioni di italiani costretti a rinunciare alle cui di MARINA ROSSI Non capita tutti i giorni che un ministro del gtwerno Meloni faccia pubblica ammissione di fallimento. Dunque bisogna registrare ieri l'umiltà quanto menu del ministro della Salute Grazio Schillaci. "1 numeri ci dicono che abbiamo messo circa 10 miliardi di investimenti aggiuntivi sul FSN. e questo difficilmente si può definir!1 come 'fallimento delle politiche sanitarie'", dice il ministro nel corso del question time al Senato. Ma subito dopo ammette la lunga lista di dati che certificano il collasso del nostro servizio sanitario nazionale, "Sono ben consapevole delle difficoltà che vivono i cittadini. So che 4,48 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie ne! 2023. So che c'è chi si indebita per curarsi. So che la mobilità sanitaria verso il Nord continua ad essere un problema per il Mezzogiorno. Non mi n i mi zziamo questi dati, sono una nostra priorità", dice. E, per giustificare il fallimento, prende a pretesto l'alto debito per spiegare e riconoscere i motivi per cui si investe così poco in sanità, "C'è un aspetto che va chiarito una volta per tutte, che condiziona pesantemente il nostro margine di manovra - lia aggiunto Schillaci - l'Itaiia paga 82,9 miliardi di euro l'alino di interessi sul debito pubblico, è il 4,3% del Pii. La Germania ne paga 26,5, appena lo 0,7% del Pii, la Francia 50,7 miliardi, 1'1,9% del Pii. Questo non è un alibi, è il contesto reale su cui operiamo, e nonostante questo vincolo strutturale stiamo investendo sulla sanità". L'alibi Ma per giustificare gli scarsi investimenti fa riferimento all'alto debito pubblico che riduce i marsini di manovra -tit_org- Sanità, Schillaci ammette i numeri del disastro -sec_org-
tp:writer§§ MARINA ROSSI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962008674.PDF
§---§
title§§ Innovazione, salute e stabilità serve una nuova governance pubblica
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961108677.PDF
description§§
Estratto da pag. 15 di "RIFORMISTA" del 26 Sep 2025
Ronzulli punta su un sistema sanitario integrato tra pubblico e privato Calenda rilancia il ruolo dello Stato in sanità, difesa ed energia
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961108677.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961108677.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961108677.PDF
tp:ocr§§ Innovazione, salute e stabilità serve una nuova governance pubblica Ronzulli punta su un sistema sanitario integrato tra pubblico e privato Calenda rilancia il ruolo dello Stato in sanità, difesa ed energia D ue visioni diverse, ma un messaggio comune: per affrontare le sfide della contemporaneità servono istituzioni forti, capaci di guidare l’innovazione e garantire coesione sociale. È quanto è emerso all’Urania Policy & Business Forum nelle due interviste, in momenti diversi, a Licia Ronzulli (Forza Italia) e a Carlo Calenda (Azione). Sanità, difesa, geopolitica tutti ambiti in cui entrambi hanno sottolineato l’importanza di un solido ruolo dello Stato in un contesto sempre più instabile. Per Ronzulli, la sfida principale è ricostruire un sistema sanitario efficiente, superando l’antagonismo tra pubblico e privato. «Non dobbiamo concepire due sanità, ma un unico sistema integrato», ha affermato. Le strutture accreditate, ha sottolineato, non sono un’alternativa al Servizio sanitario nazionale, ma un alleato strategico per ridurre le liste d’attesa, sostenere l’innovazione e garantire continuità assistenziale. In un SSN in affanno — tra carenza di personale e pronto soccorso sotto pressione — Ronzulli indica nella prevenzione e nell’innovazione i due pilastri su cui rifondare il sistema. I vaccini vengono definiti «una polizza collettiva», mentre l’intelligenza artificiale e la telemedicina sono strumenti già oggi in grado di ridurre errori e costi. «Mercoledì abbiamo approvato una legge sull’IA che coordina gli interventi in questo ambito», ha ricordato. Sul futuro del sistema sanitario è intervenuto anche Carlo Calenda, con una proposta netta: riportare la sanità sotto la gestione dello Stato centrale. Secondo il leader di Azione, il regionalismo ha creato squilibri, inefficienze e spesa improduttiva: «La gestione territoriale non riesce a liberare le risorse necessarie e produce distorsioni da gestioni opache». Dal tema della sanità a quello della sicurezza internazionale, il passo è breve. Per Calenda, il rafforzamento della governance pubblica è essenziale anche a livello europeo, dove lo scenario è reso incerto dall’instabilità geopolitica, dai dazi, e da fratture interne agli stessi partiti occidentali. «L’Europa ha molti limiti, ma rappresenta l’area con il maggiore benessere del mondo. Non capiamo che potremmo perderla», ha detto. E ha rilanciato: «Ogni euro speso in difesa è un investimento per allontanare i rischi». Nel suo intervento, Calenda ha anche affrontato la crisi in Medio Oriente, dichiarandosi favorevole al riconoscimento dello Stato di Palestina e criticando con durezza le violenze a Ga2a: «Quello che sta accadendo è uno scempio. Serve una soluzione politica». A chi gli chiede se tornerà al governo, risponde con pragmatismo: «Mi diverto più a fare il ministro che a stare all’opposizione, perché mi piace gestire». Al di là delle differenze politiche, dal Forum è emersa una linea di fondo condivisa: la complessità del presente richiede risposte sistemiche. Dalla sanità alla sicurezza, passando per l’innovazione e il ruolo delle istituzioni, il tema non è più solo quanto Stato, ma quale Stato. Più capace, più integrato, più lungimirante. ---End text--- Author: Giampiero Cinelli Heading: Highlight: Image: -tit_org- Innovazione, salute e stabilità serve una nuova governance pubblica -sec_org-
tp:writer§§ Giampiero Cinelli
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602961108677.PDF
§---§
title§§ Schillaci: «Su Pnrr Sanità tocca alle Regioni attuare, speso il 40% delle risorse
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957408656.PDF
description§§
Estratto da pag. 12 di "SOLE 24 ORE" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957408656.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957408656.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957408656.PDF
tp:ocr§§ I ritardi sulla sanità territoriale Schillaci: «Su Pnrr Sanità tocca alle Regioni attuare, speso il 40% delle risorse «Il successo di questa trasformazione dipende principalmente dall’impegno delle Regioni, loro sono i veri protagonisti di questa partita. Il ministero fa la sua parte, la sta facendo, con il monitoraggio costante, il coordinamento nazionale, le riforme strutturali. Le Regioni devono mettere in campo la capacità progettuale e attuativa». Così ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci al question time al Senato sui ritardi - registrati dall’ultimo monitoraggio Agenas - sulla costruzione di case e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr. «I nostri dati aggiornati al 31 agosto mostrano un avanzamento finanziario di 6,755 miliardi su 15,625, pari a oltre il 40% delle risorse. Non è poco, considerando che stiamo parlando della più grande trasformazione della sanità territoriale degli ultimi anni». «Il Pnrr non è una gara di velocità nella spesa, è un programma di performance e su questo fronte i numeri sono inequivocabili: abbiamo superato il 123% dei target comunitari per i cantieri avviati sia per le Case di comunità che per gli Ospedali di comunità» ha proseguito il ministro, ricordando che «è fisiologico che il 2025 e il 2026 vedano la concentrazione maggiore della spesa: abbiamo 1.274 cantieri avviati per le Case di comunità, ben oltre il target richiesto dall’Europa. Di questi, 191 sono già conclusi e 70 collaudati. Per gli Ospedali di comunità parliamo di 382 cantieri avviati, con 52 strutture completate». —Mar.B. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mar B Heading: Highlight: Image: -tit_org- Schillaci: «Su Pnrr Sanità tocca alle Regioni attuare, speso il 40% delle risorse -sec_org-
tp:writer§§ Mar B
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957408656.PDF
§---§
title§§ Dalla sanità ai fondi Ue: imprese e regioni insieme per lo sviluppo dei territori
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957308659.PDF
description§§
Estratto da pag. 25 di "SOLE 24 ORE" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957308659.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957308659.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957308659.PDF
tp:ocr§§ Dalla sanità ai fondi Ue: imprese e regioni insieme per lo sviluppo dei territori Competitività Sassi: «Ora relazioni più strette tra Confindustria e Conferenza delle Regioni» ROMA Rafforzare il dialogo istituzionale per dare nuovo slancio allo sviluppo dei territori e del paese. Con questo obiettivo si è tenuta ieri a Roma, in Confindustria, una riunione del Consiglio delle rappresentanze regionali, presieduto da Annalisa Sassi, alla presenza del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga. Si è parlato di come consolidare la relazione tra imprese e Regioni su alcuni temi, dalla politica di coesione alla salute, dal turismo all’attrazione degli investimenti esteri, centrali per la crescita, la competitività e la sostenibilità sociale delle Regioni. Inoltre in vista della legge di bilancio Confindustria e la Conferenza condivideranno le rispettive proposte per lo sviluppo di imprese e territori. L’impegno è di organizzare incontri periodici e iniziative concrete mettendo al centro le potenzialità dei territori e il ruolo chiave delle imprese. «La sinergia tra le nostre realtà – ha dichiarato Sassi – è imprescindibile per affrontare le sfide e rafforzare la voce delle imprese in Europa. Questo incontro fortifica le relazioni già consolidate tra Confindustria e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, orientate alla condivisione di progettualità ad alto impatto». Per Fedriga «il Consiglio delle rappresentanze regionali di Confindustria rappresenta un naturale interlocutore per costruire politiche concrete, in grado di avere un effetto propulsivo sui nostri territori. Le Regioni italiane sono ricche di capacità e saper fare, sono forti di una tradizione d’eccellenza e filiere produttive innovative. Il dialogo istituzionale tra la Conferenza e la rappresentanza delle imprese – ha continuato Fedriga - pone le basi per creare condizioni di sviluppo, anche con una azione da condurre in sede nazionale ed europea, vota ad accrescere le risorse destinate ai territori e a sostenere chi ha la voglia e la capacità di investire qui». —R. R. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: rr. Heading: Highlight: Fedriga: il settore delle le imprese è il naturale interlocutore per costruire politiche concrete Image:Annalisa Sassi Presidente Consiglio delle rappresentanze regionali di Confindustria -tit_org- Dalla sanità ai fondi Ue: imprese e regioni insieme per lo sviluppo dei territori -sec_org-
tp:writer§§ rr.
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602957308659.PDF
§---§
title§§ 34 per cento Quanto è stato speso finora del Pnrr dedicato alla Salute
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602960808678.PDF
description§§
Estratto da pag. 53 di "VENERDÌ DI REPUBBLICA" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602960808678.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602960808678.PDF', 'title': 'VENERDÌ DI REPUBBLICA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602960808678.PDF
tp:ocr§§ 34 PER CENTO Quanto è stato speso finora del Pnrr dedicato alla Salute RICCHI E POVERI RICCARDO STAGLIANÒ M ancano nove mesi alla scadenza del Pnrr e solo un terzo dei fondi per la salute sono stati spesi. Lo denuncia la Cgil ed è un numero da non credere. C’erano 6,6 miliardi di euro a disposizione, bastava prenderli ma il grosso è stato lasciato lì. Certo, è ancora possibile che nel rush finale avvenga un miracolo ma è difficilissimo crederlo. «Un altro segnale evidente dell’interesse a incentivare il mercato privato della salute del governo Meloni» ha dichiarato la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi. E giù una sfilza di dati. Per le Case della Comunità, prima linea sanitaria che avrebbe tra l’altro dovuto alleggerire i carichi dei pronto soccorso, è stato speso solo il 17 per cento e solo il 3,5 per cento dei progetti finanziati è stato completato. Quota, quest’ultima, quasi identica a quella dei 14 Ospedali di Comunità finiti a giugno sui 428 previsti. A questo ritmo, fanno notare dal sindacato, serviranno sei anni per terminare tutto. Infine il personale. Per far funzionare queste strutture toccherebbe assumere almeno 35 mila tra infermieri, Oss, etc. Ma ad oggi, dice ancora Barbaresi, non risulta alcuna interlocuzione tra ministero della Salute e quello dell’Economia. Risultato: sempre più i ricchi si rivolgeranno al privato e sempre più i poveri rinunceranno alle cure. Oppure non rinunceranno, e grazie ai soldi sborsati al privato, diventeranno ancora più poveri. ---End text--- Author: RICCARDO STAGLIANÒ Heading: RICCHI E POVERI RICCARDO STAGLIANÒ Highlight: Image: -tit_org- 34 per cento Quanto è stato speso finora del Pnrr dedicato alla Salute -sec_org-
tp:writer§§ Riccardo Staglianò
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602960808678.PDF
§---§
title§§ «Niente paracetamolo alle gravide» Ma il post dell'azienda viene rimosso
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962308673.PDF
description§§
Estratto da pag. 15 di "VERITÀ" del 26 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-26T06:30:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962308673.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962308673.PDF', 'title': 'VERITÀ'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962308673.PDF
tp:ocr§§ «Niente paracetamolo alle gravide» Ma il post dell’azienda viene rimosso Il messaggio del 2017 sul Tylenol darebbe ragione all’amministrazione Usa, che l’ha sconsigliato alle gestanti Intanto, la stampa progressista prova a screditare lo scienziato italiano che ha trovato nessi farmaco-autismo n A sorpresa, mentre prosegue con toni accesi lo scontro tra i sostenitori della dannosità del paracetamolo per le donne in attesa, di cui si è fatto portavoce Donald Trump, e coloro che respingono sdegnati il solo sospetto che produca eventi avversi quali l’autismo, qualcuno ha recuperato un post della campagna Care without limits, Cura senza limiti. Creata qualche anno fa per il marchio Tylenol, il farmaco antidolorifico di punta di Kenvue a base di paracetamolo e di cui Trump ha sconsigliato l’assunzione alle gestanti, si occupava di pubblicare anche via social messaggi del tipo: «Il Tylenol è sicuro se usato come indicato. La sua sicurezza è stata dimostrata attraverso decenni di utilizzo e ricerche scientifiche». Però, il 7 marzo 2017 l’account Tylenol così rispondeva su X a una signora che aveva delle perplessità: «In realtà non consigliamo l’uso di nessuno dei nostri prodotti durante la gravidanza. Grazie per aver dedicato del tempo a esprimere le tue preoccupazioni oggi». Post che è stato cancellato, pare pochi giorni fa stando ai commenti sdegnati di parecchi utenti. Allora nemmeno il paracetamolo può essere raccomandato in gravidanza! Kenvue «la più grande azienda al mondo di prodotti dedicati esclusivamente alla salute in termini di fatturato», stando a come si presenta, ha replicato con una dura nota alle dichiarazioni del presidente americano: «La scienza dimostra chiaramente che l’assunzione di paracetamolo non causa l’autismo». Di fatto, non lo sconsiglia alle future mamme. Si limita ad affermare: «Se sei incinta o stai allattando, chiedi consiglio al tuo medico prima di usarlo». Già, però sui social aveva lanciato il messaggio che, nella fase più delicata della vita di una donna e del suo bimbo in grembo, «non consigliamo l’uso di nessuno dei nostri prodotti». Affermazione che sembra dare ragione a Trump quando invita le donne «a non assumere il Tylenol, non fa bene». Il tycoon nel suo discorso aveva citato la rassegna scientifica, finanziata da una sovvenzione del National institutes of health (Nih) sui potenziali rischi legati all’uso di acetaminofene (paracetamolo) durante la gravidanza, realizzata assieme con altri colleghi dal professor Andrea Baccarelli, preside della T.H. Chan school of public health di Harvard. Il professore ha confermato alla Verità: «Anche studi condotti su modelli animali hanno suggerito che l’e sp os iz io ne prenatale all’acetaminofene può avere effetti negativi sullo sviluppo cerebrale del feto. Queste evidenze supportano la possibilità di una relazione causale tra l’esposizione prenatale all’acetaminofene e disturbi dello sviluppo neurologico, tra cui l’autismo. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare tale associazione e stabilirne un nesso causale certo». Baccarelli raccomanda «un approccio equilibrato, basato sul principio di precauzione», perché pure la febbre alta può comportare rischi per la donna e la sua creatura, ma ribadisce che è «prudente adottare un atteggiamento di cautela riguardo all’uso dell’acetaminofene in gravidanza». Posizione ben diversa da quella assunta dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). «Il paracetamolo, ampiamente utilizzato per il trattamento della febbre e del dolore, può essere impiegato durante la gravidanza, se clinicamente necessario. I dati disponibili non evidenziano associazioni con un aumento del rischio di autismo né con malformazioni del feto o del neonato», ha fatto sapere tre giorni fa. In un comunicato, Aifa informava che «alla luce delle più recenti valutazioni scientifiche effettuate a livello europeo, non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni in vigore sull’uso del paracetamolo in gravidanza». Rassicurazioni a oltranza, come fa l’Associazione dei ginecologi e ostetrici
americani (Acog) che definisce il paracetamolo un «antidolorifico e antipiretico sicuro da utilizzare durante la gravidanza». E le perplessità del professor Baccarelli, dopo aver analizzato 46 studi clinici internazionali precedentemente pubblicati e condotti su esseri umani? Il Corriere della Sera sembra volerne incrinare l’obiettività, riportando quanto ha pubblicato il Nyt circa un conflitto di interessi dell’endocrinologo, che avrebbe testimoniato in una causa di autismo contro il Tylenol. Nel 2023 sarebbe stato ben più netto nel descrivere i rischi dell’utilizzo del farmaco. «Evidenze sostanziali supportano una associazione causale forte, positiva», con autismo o Adhd, avrebbe dichiarato, ricevendo per quella sua testimonianza tecnica 150.000 dollari. Però operazioni come quelle che fa Salute del gruppo Gedi, venduto in abbinamento a Repubblica e alla Stampa, non sollevano dubbi sul conflitto di interessi. Paginate di promozione del festival che avrà luogo tra pochi giorni, con medici (Bassetti, Crisanti, Cartabellotta, Parisi, Mantovani solo per citarne alcuni) che parleranno di tutto e di più, intervallate da sprezzanti articoli sull’operato di Trump. «Azzerati i finanziamenti per gli studi sull’mRna e tagliati quelli contro il cancro. Cancellati i vaccini. Licenziata la direttrice dei Centers for disease control. Pezzo dopo pezzo l’amministrazione smantella la grande biomedicina Usa», titola inorridito il mensile. Tutta sana indignazione? Non è che inserzionisti presenti in abbondanza nel numero in edicola, come Pfizer, Astrazeneca, Sanofi, Roche, Novartis, Gsk siano gli ispiratori degli attacchi al presidente? Colpevole di avere a cuore la salute dei cittadini, non gli interessi di Big pharma. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: PATRIZIA FLODER REITTER Heading: Highlight: Baccarelli: «Gli studi confermano possibili correlazioni con disturbi neurologici» Il gruppo Gedi guida la campagna per attaccare le scelte sanitarie di Trump Image:BUFERA Sopra, Andrea Baccarelli, preside della T.H. Chan school of public health di Harvard. A sinistra, il tweet sparito -tit_org- «Niente paracetamolo alle gravide» Ma il post dell’azienda viene rimosso -sec_org-
tp:writer§§ PATRIZIA FLODER REITTER
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/26/2025092602962308673.PDF
§---§