title§§ SANITÀ, ALOISIO (M5S): “TUTELARE SSN DA NORD A SUD, PRONTA INTERROGAZIONE” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502695611019.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 25 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-25T17:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502695611019.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502695611019.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/09/25/sanita-aloisio-m5s-tutelare-ssn-da-nord-a-sud-pronta-interrogazione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502695611019.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Thu 25 September 2025 SANITÀ, ALOISIO (M5S): “TUTELARE SSN DA NORD A SUD, PRONTA INTERROGAZIONE”Roma, 25 set. – “Il ministro della Salute Schillaci deve garantire uniformità e qualità dell’assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, nel rispetto della nostra Costituzione. Per questo motivo, dando seguito ai drammatici numeri dell’ultimo rapporto GIMBE, ho depositato quest’oggi un’interrogazione parlamentare. L’analisi delle classifiche di performance diffuse dalla Fondazione guidata da Nino Cartabellotta evidenzia le forti disuguaglianze tra Sud e Nord, soprattutto in termini di tutela dei livelli essenziali di assistenza. Ho chiesto pertanto al governo di chiarire quali strumenti concreti e metodologici siano stati adottati per assicurare trasparenza ed efficacia delle attività di controllo e verifica sui LEA e come intenda affrontare le persistenti disparità regionali. Inoltre, ho chiesto di conoscere quali interventi strutturali siano previsti per ridurre il divario di performance tra le diverse aree del Paese. Infine, ho invitato il governo a intervenire al fine di potenziare la capacità delle Regioni meno performanti nel soddisfare i LEA, offrendo a tutti i cittadini italiani le stesse opportunità di accesso e qualità delle prestazioni sanitarie, da Nord a Sud.”. Lo scrive in una nota Vincenza Aloisio, senatrice del Movimento 5 Stelle.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502695611019.PDF §---§ title§§ Le bugie della Schlein sulla sanità nelle Marche - Il Corriere Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502739510574.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrierenazionale.net" del 25 Sep 2025

Siamo alla battute finali di una campagna elettorale nelle Marche, in cui due principali candidati, Francesco Acquaroli, per il centro destra…

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Un tema clado ovunque soprattutto a livelllo regionale, considerando che buona parte del budget d ogni regione viene proprio indirizzato verso la spesa sanitaria. Secondo il centrosinistra, che ha governato la Regione per oltre 25 anni prima dell’avvento di Acquaroli, contesta all’attuale giunta di aver peggiorato la situazione della sanità pubblica nelle Marche. Ma i dati sembrano smentire una notizia, che pare quantomeno esagerata nei numeri e nella sostanza. Il report del ministero della salute su dati riferiti al 2024, pone la Regione all’ottavo posto tra le Regioni italiane ( come nel 2023).Secondo i dati del ministero, infatti, le Marche, così come altre dodici regioni d’Italia, sono sufficienti in tutti e tre gli indicatori: cure ospedaliere, prevenzione e assistenza sul territorio. Totalizzare almeno 60 punti in ciascun’area era fondamentale per accedere alle risorse premiali del Fondo sanitario, che quest’anno vale oltre 135 miliardi di euro. Nel dettaglio, le Marche hanno raggiunto 91 punti nell’assistenza ospedaliera, 83 in quella distrettuale e 74 nella prevenzione. Risultati che smentirebbero clamorosamente il dato fosco che invece di essa fa il centrosinistra. Ma qualche giorno fa Pagella politica il sito che si occupa di analizzare la veridicità delle dichiarazioni dei vari politici, ha “bacchettato” la segretaria del pd in merito ad una sua affermazione, fatta ad inizio settembre, sulla emergenza del fenomeno della cosiddetta ” Migrazione sanitaria” in Regione. «Le voglio dare dei dati, perché i dati parlano: non sono di destra, e non sono di sinistra. In questa regione, si spendono 160 milioni di euro per l’emigrazione sanitaria», ha dichiarato Schlein il 2 settembre, ospite a In Onda su La7. «Questa era una regione con la sanità eccellente, dove la gente si veniva a curare da fuori». La stessa affermazione è stata ripetuta il 17 settembre a Pesaro, durante l’evento di chiusura della campagna elettorale a sostegno di Matteo Ricci, il candidato presidente sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle che sfiderà Acquaroli.Pagella Politica ha controllato la spesa indicata da Schlein e seppur trova effettivamente riscontro nei dati ufficiali, fa notare come la segretaria del Pd, tralascia un dettaglio fondamentale che riguarda proprio la storia recente del suo partito.“Quando si parla di cittadini che scelgono di farsi curare in una regione diversa da quella di residenza, viene usato il termine “mobilità ospedaliera interregionale”. Non sempre, però, chi si sposta lo fa perché la sanità della propria regione è peggiore rispetto a quella di altre aree del Paese. La mobilità sanitaria è un fenomeno complesso, che dipende sì dalla qualità delle prestazioni e dai tempi di attesa, ma anche da altri fattori. Conta, per esempio, la vicinanza agli ospedali per chi vive nelle zone di confine, oppure il fatto di trovarsi temporaneamente in un’altra regione per motivi di lavoro o di vacanza nel momento in cui si presenta una malattia o un incidente.” scrive il sito Pagella Politica.Lo scorso gennaio la Fondazione GIMBE, che svolge ricerca indipendente in ambito sanitario e analizza periodicamente l’andamento dei sistemi regionali, ha pubblicato i dati più completi e aggiornati sulla mobilità sanitaria interregionale, relativi al 2022. In quell’anno i debiti delle Marche legati a questo fenomeno ammontavano a 178 milioni di euro, un valore persino superiore a quello citato da Schlein. Le entrate generate dai cittadini non residenti curati nella regione erano state invece circa 125 milioni. Il saldo finale tra crediti e debiti risultava quindi negativo per quasi 54 milioni.La stessa Fondazione GIMBE, rielaborando i numeri degli anni passati, ha mostrato come i saldi negativi si registrassero anche prima del 2020, quando la regione era governata dal centrosinistra con Luca Ceriscioli, esponente del Partito Democratico ed ex sindaco di Pesaro, proprio come Ricci. Ceriscioli si era insediato nel 2015 e dal 1995, da quando i presidenti vengono eletti direttamente dai cittadini, le Marche sono sempre state amministrate dal centrosinistra fino all’arrivo di Acquaroli.Non a caso, già durante la campagna elettorale del 2020 alcuni candidati di centrodestra avevano promesso di ridurre «la grande migrazione sanitaria», un impegno che Acquaroli ha inserito anche nel programma di governo della Regione una volta eletto. I dati mostrano comunque che il problema non è nato allora. Nel 2018 i debiti della Regione Marche per la mobilità sanitaria erano stati di 172 milioni di euro, con un saldo negativo di quasi 33 milioni. Nel 2017 i debiti erano stati superiori a 174 milioni (un valore vicino a quello del 2022), con un saldo negativo di oltre 38 milioni.Insomma come al solito la propaganda politica rischia di generare una grande confusione nei cittadini, che non hanno spesso gli strumenti adeguati per controllare se quanto da loro raccontato corrisponda al vero o meno. 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 4 Acquaroli apertyra Elezioni Marche Regioni Ricci Sanità Schklein Last modified: Del 25 Settembre 2025 alle ore 17:28 Previous Story: L’Api di Falconara venduta alla società azera Socar, le reazioni della politica marchigiana About the Author / Vincenzo Cacciopoli Lascia un commento Annulla rispostaIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento * Nome * Email * Sito web ? Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.Siamo alla battute finali di una campagna elettorale nelle Marche, in cui due principali candidati, Francesco Acquaroli, per il centro destra, attuale presidente, e Matteo Ricci per il centrosinistra, si sono affrontati su diversi temi. Uno dei principali temi del confronto tra i due, è stato senz’altro quello sulla sanità. Un tema clado ovunque soprattutto a livelllo regionale, considerando che buona parte del budget d ogni regione viene proprio indirizzato verso la spesa sanitaria. Secondo il centrosinistra, che ha governato la Regione per oltre 25 anni prima dell’avvento di Acquaroli, contesta all’attuale giunta di aver peggiorato la situazione della sanità pubblica nelle Marche. Ma i dati sembrano smentire una notizia, che pare quantomeno esagerata nei numeri e nella sostanza. Il report del ministero della salute su dati riferiti al 2024, pone la Regione all’ottavo posto tra le Regioni italiane ( come nel 2023).Secondo i dati del ministero, infatti, le Marche, così come altre dodici regioni d’Italia, sono sufficienti in tutti e tre gli indicatori: cure ospedaliere, prevenzione e assistenza sul territorio. Totalizzare almeno 60 punti in ciascun’area era fondamentale per accedere alle risorse premiali del Fondo sanitario, che quest’anno vale oltre 135 miliardi di euro. Nel dettaglio, le Marche hanno raggiunto 91 punti nell’assistenza ospedaliera, 83 in quella distrettuale e 74 nella prevenzione. Risultati che smentirebbero clamorosamente il dato fosco che invece di essa fa il centrosinistra. Ma qualche giorno fa Pagella politica il sito che si occupa di analizzare la veridicità delle dichiarazioni dei vari politici, ha “bacchettato” la segretaria del pd in merito ad una sua affermazione, fatta ad inizio settembre, sulla emergenza del fenomeno della cosiddetta ” Migrazione sanitari a” in Regione. «Le voglio dare dei dati, perché i dati parlano: non sono di destra, e non sono di sinistra. In questa regione, si spendono 160 milioni di euro per l’emigrazione sanitaria», ha dichiarato Schlein il 2 settembre, ospite a In Onda su La7. «Questa era una regione con la sanità eccellente, dove la gente si veniva a curare da fuori». La stessa affermazione è stata ripetuta il 17 settembre a Pesaro, durante l’evento di chiusura della campagna elettorale a sostegno di Matteo Ricci, il candidato presidente sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle che sfiderà Acquaroli.Pagella Politica ha controllato la spesa indicata da Schlein e seppur trova effettivamente riscontro nei dati ufficiali, fa notare come la segretaria del Pd, tralascia un dettaglio fondamentale che riguarda proprio la storia recente del suo partito.“Quando si parla di cittadini che scelgono di farsi curare in una regione diversa da quella di residenza, viene usato il termine “mobilità ospedaliera interregionale”. Non sempre, però, chi si sposta lo fa perché la sanità della propria regione è peggiore rispetto a quella di altre aree del Paese. La mobilità sanitaria è un fenomeno complesso, che dipende sì dalla qualità delle prestazioni e dai tempi di attesa, ma anche da altri fattori. Conta, per esempio, la vicinanza agli ospedali per chi vive nelle zone di confine, oppure il fatto di trovarsi temporaneamente in un’altra regione per motivi di lavoro o di vacanza nel momento in cui si presenta una malattia o un incidente.” scrive il sito Pagella Politica.Lo scorso gennaio la Fondazione GIMBE, che svolge ricerca indipendente in ambito sanitario e analizza periodicamente l’andamento dei sistemi regionali, ha pubblicato i dati più completi e aggiornati sulla mobilità sanitaria interregionale, relativi al 2022. In quell’anno i debiti delle Marche legati a questo fenomeno ammontavano a 178 milioni di euro, un valore persino superiore a quello citato da Schlein. Le entrate generate dai cittadini non residenti curati nella regione erano state invece circa 125 milioni. Il saldo finale tra crediti e debiti risultava quindi negativo per quasi 54 milioni.La stessa Fondazione GIMBE, rielaborando i numeri degli anni passati, ha mostrato come i saldi negativi si registrassero anche prima del 2020, quando la regione era governata dal centrosinistra con Luca Ceriscioli, esponente del Partito Democratico ed ex sindaco di Pesaro, proprio come Ricci. Ceriscioli si era insediato nel 2015 e dal 1995, da quando i presidenti vengono eletti direttamente dai cittadini, le Marche sono sempre state amministrate dal centrosinistra fino all’arrivo di Acquaroli.Non a caso, già durante la campagna elettorale del 2020 alcuni candidati di centrodestra avevano promesso di ridurre «la grande migrazione sanitaria», un impegno che Acquaroli ha inserito anche nel programma di governo della Regione una volta eletto. I dati mostrano comunque che il problema non è nato allora. Nel 2018 i debiti della Regione Marche per la mobilità sanitaria erano stati di 172 milioni di euro, con un saldo negativo di quasi 33 milioni. Nel 2017 i debiti erano stati superiori a 174 milioni (un valore vicino a quello del 2022), con un saldo negativo di oltre 38 milioni.Insomma come al solito la propaganda politica rischia di generare una grande confusione nei cittadini, che non hanno spesso gli strumenti adeguati per controllare se quanto da loro raccontato corrisponda al vero o meno. 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 4Visualizzazioni: 4 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502739510574.PDF §---§ title§§ «Torni a casa: la lista è chiusa». Nelle Marche senza sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503186507704.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 25 Sep 2025

I fondi Pnrr fermi. Le risorse per gli ospedali che mancano. Il sistema per ridurre le liste d’attesa bloccato. «Clima pesante», dice un ... Scopri di più!

pubDate§§ 2025-09-25T05:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503186507704.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503186507704.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/fatti/torni-a-casa-la-lista-e-chiusa-nelle-marche-senza-sanita-wbmmhftf tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503186507704.PDF tp:ocr§§ I fondi Pnrr fermi. Le risorse per gli ospedali che mancano. Il sistema per ridurre le liste d’attesa bloccato. «Clima pesante», dice un dirigente sanitario. Ma il governatore Acquaroli taglia nastri in chiave elettoraleQuando si esce al casello di Ancona Sud, la prima cosa che riempie lo sguardo è l’enorme costruzione che spicca sull’autostrada. Uno scheletro di cemento di cinque piani, alla cui facciata sono state aggiunte, pochi mesi fa con un’inaugurazione ad hoc, delle grandi vetrate, ma che dentro è completamente scarno e ancora da costruire.Un bellissimo involucro: è il nuovo Inrca (Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani) di Camerano, il simbolo di un rinnovamento che da fuori sembra procedere spedito ma che, a guardare bene, racconta un’altra storia dell’efficienza della destra marchigiana al potere. Durante la sua visita al cantiere il presidente della Regione, meloniano, Francesco Acquaroli ha detto che la fine lavori, che slitta di anno in anno, è prevista per il 2026, ma è intuibile dallo stato del cantiere che ci troviamo davanti che sia destinata a essere nuovamente posticipata.Intanto però, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 settembre e dello scontro con il candidato dem Matteo Ricci, è una gran bella vetrina. E dopo avere fatto un giro tra Urbino, Fermo, Ancona e San Benedetto del Tronto, entrando di ospedale in ospedale, possiamo dire che le Marche esternamente si presentano bene.Tuttavia non è tutto come appare da queste parti. È il caso dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto: mentre arriviamo a piedi, si notano i colori usati per rivestire le pareti esterne, grazie ai fondi dell’Unione europea per gli interventi di efficienza energetica.Una parte è verde acceso, l’altra rossa e arancione. Anche la segnaletica è stata tutta riqualificata, ma basta fare due passi e muoversi tra i diversi piani della struttura per trovarsi dentro l’ospedale vecchio, con le pareti scrostate e i neon che non funzionano. Ma questa è solo la cornice. I problemi reali sono altri: il primo che abbiamo toccato con mano è quello delle liste d’attesa.Davanti a noi sono state rimandate a casa almeno cinque persone in cinquanta minuti, senza possibilità di prendere appuntamento per una visita perché «al momento la lista è chiusa». Il modello Acquaroli inizia a mostrare le prime crepe: «Non mi costringete ad andare fuori regione, io mi muovo solo in bicicletta», sbotta un anziano che non si rassegna a non poter prendere l’appuntamento che il medico gli ha richiesto.Chi è riuscito a fissare una visita non ha potuto programmarla prima di marzo 2026. «Chissà se ci sono ancora», sorride una signora, sdrammatizzando con l’operatrice del Cup, il Centro unico prenotazione.Vale per ogni tipo di prestazione, anche per quelle che per legge dovrebbero essere garantite entro dieci giorni. Per rispondere a questa emergenza servono più medici e quindi più prestazioni erogabili. Secondo i dati Gimbe del 2024, il 9,7 per cento dei marchigiani, circa 150mila persone, ha abbandonato cure e diagnosi. Quasi uno su dieci decide di non curarsi più: chi può paga di tasca propria al privato, chi non può rinuncia. È la fine del principio stesso di sanità pubblica.«Abbiamo un algoritmo pronto già dal 2021 a gestire centralmente le agende del Cup, monitorare l’offerta di prestazioni e ridurre le liste d’attesa, ma la Regione lo ha bocciato: non interessa», racconta un medico di alto rango della struttura pubblica, che per tutela, ha chiesto di restare anonimo.«Perché qui il clima è pesante», continua. «Non sarei il primo a cui vengono messi i bastoni tra le ruote sul posto di lavoro per avere parlato con i giornali. Siamo in un momento in cui manca personale e spesso vengono inserite persone non competenti ma solo perché amiche o parenti di qualcuno in Regione. Ho visto letti spostarsi da un reparto all’altro proprio per permettere l’inserimento di queste persone».Mettendo in fila i dati, emerge c he la Regione Marche ha ricevuto 431,2 milioni di euro dal Pnrr ma è riuscita a spendere solo il 21,3 per cento a metà 2025. Nello specifico ad Ancona è stato speso solo l’8,4 per cento (2,9 per cento per le Case di Comunità e il 5,5 per cento per gli Ospedali di Comunità); a San Benedetto del Tronto l’1,7 per cento; a Pesaro-Urbino circa il 12 per cento; a Macerata il 12,6 per cento; ad Ascoli solo l’1,7 per cento.Su tutto incombe la scadenza europea di giugno 2026. Nel frattempo la Regione ha annunciato, tra le tante, la riapertura dell’ospedale di Cingoli, di cui l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini è stato sindaco per dieci anni, e il potenziamento di quello di Pergola, paese dell’assessore ai lavori pubblici Francesco Baldelli. Tutte strutture che già in passato soffrivano la mancanza di personale e quindi andranno a pesare sugli operatori degli ospedali limitrofi.Ma il piano edilizio ospedaliero della Regione prevede altri tre nosocomi da aprire e non solo. Li elenca Carlo Maria Maffei, ex direttore sanitario all’interno di ospedali e Asl. «Pesaro, Macerata, San Benedetto del Tronto, sei nuove palazzine per il Dipartimento di Emergenza e Accettazione, DEA (Urbino, Fano, Fabriano, Senigallia, Civitanova Marche e Ascoli Piceno) e di fatto il nuovo ospedale di Pergola. Vanno aggiunti quelli in via di completamento di Fermo e del nuovo Inrca, più Torrette-Salesi, Camerino-San Severino, Amandola e Cingoli».Per portare tutto questo a compimento, mancano i fondi. «Solo per i tre nuovi ospedali sono stati stanziati 371 milioni», continua Maffei. «In base ai costi, ne mancano altrettanti». Ma tra vernici fresche e nastri rossi tagliati davanti alle gru, che qui nelle Marche spiccano sovente, la propaganda non è riuscita a nascondere quello che manca.Lo raccontano i molteplici casi di diagnosi errate portati alla cronaca, i racconti di ore di attesa al Pronto Soccorso prima di ricevere assistenza, la mancanza di trasporto in ambulanza, il referto tradotto con ChatGpt. «Per una popolazione di un milione e mezzo di abitanti è prevista nelle Marche una rete di 14 ospedali pubblici per acuti con DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) contro i 10 massimi compatibili col DM 70», conclude Maffei. «Questa rete non funzionerà mai per carenza delle risorse necessarie e allo stesso tempo assorbirà più di un miliardo di euro in investimenti edilizi».Da qui, dal lungomare di San Benedetto dove il nuovo ospedale resta un altro annuncio su carta, la distanza tra politica e bisogni delle persone si vede bene. Da una parte i cantieri e i rendering, dall’altra i racconti dei malati e i dati. Il rapporto Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in ambito oncologico dice che le Marche insieme a Calabria, Molise, Basilicata e Sardegna, sono da «supportare nella definizione della rete e nella sua successiva attuazione». È molto bassa l’adesione legata agli screening oncologici. Per esempio, solo il 40,3 per cento delle donne marchigiane si è sottoposto alla mammografia di screening, molte meno rispetto alla media nazionale (50,0 per cento) e alle regioni del Nord Italia.Mentre la Regione si prepara allo scontro elettorale finale, con l’arrivo in queste ore di Matteo Salvini ad accompagnare in tour l’attuale presidente della Regione, a pochi chilometri da qui, nel luogo dell’eccidio di Monte Sant’Angelo dove i nazifascisti uccisero oltre 60 persone tra civili e partigiani, raccontano di una cena recente tra camicie nere in bella vista, alla presenza anche di un europarlamentare. Voci incontrollate nella foga della campagna elettorale o verità che è meglio tenere nascoste? Meglio affidarsi alla saggezza del luogo: «Speriamo che non piova più», dice un anziano, «così in piazza arriva più gente».© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Vive a Roma e da lì parte per raccontare le persone e le loro storie. Giornalista e autrice di documentari, ha realizzato la serie Ossi di Sep pia. Il rumore della memoria e la docuserie I ragazzi delle Scorte vincitrice del premio nazionale Paolo Borsellino. Ha firmato la scrittura del documentario Magma. Mattarella. il delitto perfetto, sull’omicidio di Piersanti Mattarella. Su Vanity Fair ha condotto il podcast Quello che resta. Per Giulia, per tutte, dedicato alle vittime di femminicidio. IL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503186507704.PDF §---§ title§§ Medicina territoriale, Lacorazza: L’assessore Latronico si arrampica sugli specchi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502743410597.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oltrefreepress.com" del 25 Sep 2025

Lacorazza: Anche AGENAS, dopo la Fondazione GIMBE e i dati ISTAT, conferma il fallimento del Governo Bardi, in carica da sei anni. Ospedali e Case di Comunità dovevano essere già realizzati ma la Basilicata sta a zero. Latronico si arrampica sugli specchi “L’Assessore alla sanità Latronico ha scelto la strada della solitudine, pensando di giocarsi

pubDate§§ 2025-09-25T15:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502743410597.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502743410597.PDF', 'title': 'oltrefreepress.com'} tp:url§§ https://www.oltrefreepress.com/medicina-territoriale-lacorazza-lassessore-latronico-si-arrampica-sugli-specchi/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=medicina-territoriale-lacorazza-lassessore-latronico-si-arrampica-sugli-specchi&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=medicina-territoriale-lacorazza-lassessore-latronico-si-arrampica-sugli-specchi tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502743410597.PDF tp:ocr§§ Lacorazza: Anche AGENAS, dopo la Fondazione GIMBE e i dati ISTAT, conferma il fallimento del Governo Bardi, in carica da sei anni. Ospedali e Case di Comunità dovevano essere già realizzati ma la Basilicata sta a zero. Latronico si arrampica sugli specchi “L’Assessore alla sanità Latronico ha scelto la strada della solitudine, pensando di giocarsi--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092502743410597.PDF §---§ title§§ Sanità, Maccari (PD): "Cure negate e liste d'attesa infinite: i marchigiani costretti a indebitarsi per la salute" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503067709604.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "viveremacerata.it" del 25 Sep 2025

Per curarsi i marchigiani si indebitano. Come riportato da molte testate, dati emersi da un'indaginedi facile.it e prestiti.it mostrano come nel 2023 il 5,14% dei prestiti richiesti nella regione Marcheservono per coprire costi legati alla salute, un aumento rispetto al 2022 di quasi il 7%.

pubDate§§ 2025-09-25T11:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503067709604.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503067709604.PDF', 'title': 'viveremacerata.it'} tp:url§§ https://www.viveremacerata.it/2025/09/26/sanit-maccari-pd-cure-negate-e-liste-dattesa-infinite-i-marchigiani-costretti-a-indebitarsi-per-la-salute/148244 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503067709604.PDF tp:ocr§§ 25.09.2025 - h 12:21 6' di lettura Per curarsi i marchigiani si indebitano. Come riportato da molte testate, dati emersi da un'indaginedi facile.it e prestiti.it mostrano come nel 2023 il 5,14% dei prestiti richiesti nella regione Marcheservono per coprire costi legati alla salute, un aumento rispetto al 2022 di quasi il 7%. La media nazionale si attesta invece al 4,70%. Le Marche risultano la seconda regione in Italia per richieste di tali prestiti. Il report si basa su più di 8.000 richieste raccolte online dal 2022 al 2023 da utenti residenti nella nostra regione, su un campione di 1.011 soggetti con età compresa tra 18 e 74 anni. L’importo medio dei prestiti richiesti è di 5.659 euro. Il 45,4% delle richieste proviene da donne, una percentuale di molto superiore alla media generale (30,3%). Sulla stampa regionale la situazione è denunciata da tempo. Si legge che la stessa Regione Marche ha calcolato che nel 2023 un numero pari a 246.910 prestazioni (su un totale di 2.180.851 unità) per esami diagnostici ambulatoriali non è stato soddisfatto. In altri 73.464 casi (di cui 39.181 solo nella provincia di Pesaro Urbino) i marchigiani si sono dovuti rivolgere a strutture fuori regione. A novembre 2024 leggiamo che la Regione ha stimato, per il 2025, un incremento del fabbisogno di prestazioni diagnostiche di 320.374 (+17%) rispetto al 2023. E come interviene la Giunta Acquaroli? Con il decreto 120 del 31 ottobre 2024 si fissano i «budget annuali massimi per acquisti di prestazioni specialistiche ambulatoriali da strutture private accreditate»: sul totale di 41.488.058, 75 euro per il 2024 (cifra con validità anche per i successivi esercizi), 4.448.984, 57 euro vengono previsti per la mobilità attiva, il resto di 37.039.074,18 euro, è destinato alle prestazioni erogate ai marchigiani dalle strutture private. Se a pagare è la Regione, che si appoggia sempre di più sulla sanità privata, il costo ricade, inevitabilmente, anche su noi pazienti, che quel costo copriamo e copriremo con soldi pubblici regionali, provenienti dalle nostre tasche. Per agevolare un’ennesima volta il privato a danno dei fondi pubblici, la destra al Governo della Regione Marche con la proposta di legge n. 19/2021 a firma Latini, Rossi, Marcozzi, Pasqui, per fortuna mai discussa, ha tentato di finanziare i Consultori privati, promuovendone lo sviluppo con oneri a carico delle Aziende Sanitarie. Tanto per portare avanti il progetto di privatizzazione della Giunta Acquaroli in tutti i campi. I nomi dei firmatari sono da tenere bene a mente perché i cittadini li ritrovano quasi tutti oggi in campagna elettorale come candidati per una nuova legislatura regionale, ancora a chiedere il loro voto. Uno con lista civica nell’urbinate, altri due con FI, una nel fermano l’altro nel maceratese, tutti a sostegno della destra uscente. In Italia, dove la filiera governativa parte dal Governo centrale di destra e si dirama su molte regione a guida destra e centrodestra, la sanità privata accreditata riceve ingenti fondi pubblici ma, oltre la beffa il danno verrebbe da dire, non garantisce neppure diritti ai suoi dipendenti, i cui contratti sono fermi da anni, con conseguenti condizioni di lavoro precarie. Nelle Marche i sindacati hanno denunciato la mancanza di un confronto serio con la Regione riguardo al Piano Socio Sanitario Regionale 2023-2025, approvato senza un adeguato coinvolgimento delle parti sociali, ignorando osservazioni e preoccupazioni. Si crea un sistema sanitario a due velocità: da un lato, la sanità privata prospera ma addirittura a scapito dei lavoratori, dall'altro la sanità pubblica che, a causa di investimenti insufficienti, è sempre più in difficoltà. L’associazione di consumatori ed utenti Codici Ancona ha chiesto più volte alle autorità regionali d’intervenire per rafforzare il sistema pubblico, via via in smantellamento, porre rimedio alle lunghe liste d’attesa, un piano strategico e maggiori investimenti, “ed un sostegno economico per le famiglie che non posson o permettersi cure mediche, per fare in modo che quello alla salute resti un diritto, non un lusso”. Nel 2025 Uil e Uil Pensionati denunciano, su un’analisi della Fondazione Gimbe rielaborando dati Istat, che nel 2023 sono stati il 9,7% dei marchigiani a rinunciare alle cure, contro una media nazionale del 7,6%, terza regione dopo Sardegna e Lazio. Il 7,8% sono uomini e l’11,6% sono donne. Cgil Marche sottolinea come “l’alternativa alla rinuncia, in una buona parte dei casi, è lo spostamento: la spesa effettuata dalla Regione Marche per i propri residenti che vanno a curarsi in altre regioni è più alta rispetto ai ricavi per le cure offerte dalle proprie strutture ai residenti di altre regioni. Nel 2022, per i ricoveri, il saldo è di circa -27 milioni di euro (peggioramento del 34% rispetto al 2019) mentre per le prestazioni ambulatoriali (diagnostica, terapeutiche e di laboratorio) il valore si attesta a -13,9 milioni di euro. Dati drammatici. Anche il Collegio dei Revisori dei Conti ha certificato che la nostra sanità rischia di diventare accessibile solo a chi è ricco. La Giunta Acquaroli, invece di assumersi le proprie responsabilità, come è intervenuta assieme al Governo centrale? La legge 19 di riorganizzazione del sistema sanitario non ha aiutato le Ast a superare le difficoltà; il Piano socio sanitario nulla ha cambiato. Il decreto nazionale sulle liste di attesa, poi, sconta la forte mancanza di risorse per il personale. Al 2024, nelle Marche mancavano almeno 1300 infermieri, 560 medici, 800 operatori socio sanitari e 70 tecnici di radiologia. La Giunta Acquaroli sbandiera l'acquisto di grandi apparecchiature sanitarie, ma per le macchine serve personale che le utilizzi. Accumulando ritardi (nel programma della destra e relativamente agli annunci sulle case della comunità secondo il monitoraggio dell’Agenas sono pienamente funzionanti solo due Case della Comunità sulle 29 finanziate col PNRR e sulle 40 promesse) e immobilismo sul PNRR sanitario (PNRR che, comunque, non andrebbe a finanziare il personale) c’è il rischio che i fondi non spesi vengano utilizzati per altri fini. Si scarica la colpa sui cittadini (“ci sono troppe richieste”), non si affrontano i numeri, e si vuole agevolare il privato a discapito del sistema pubblico, un progetto trasversale che parte dalla sanità e arriva all’istruzione. Le nostre proposte sono chiare. Per citarne solo alcune: portare la spesa sanitaria pubblica al 7% del PIL, un piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri, creare i CAU (Centri di Assistenza e Urgenza) per alleggerire i pronto soccorso, rafforzare la medicina territoriale, con medici di base, guardia medica funzionante e psicologi di base. La salute non è un privilegio, è un diritto universale. Nelle Marche vengono calpestati i diritti delle donne, delle famiglie, e delle fasce più deboli della società. In estrema sintesi, se non hai i soldi per curarti dal privato non ti puoi curare. Cosa scegliamo, per il nostro futuro? tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092503067709604.PDF §---§