title§§ «Sta male? Vada a casa» Marche, è incubo = «Torni a casa: la lista è chiusa» Nelle Marche senza sanità
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Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T02:26:00+00:00
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tp:ocr§§ REPORTAGE DALLA REGIONE DI ACQUARGLI «Sta male? Vada a c< Marche« è incubo sanità ALESSIA ARCOLACI à à II presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. cercherà di essere confermato nelle elezioni di domenica ñ ¡utiedi ãî'ñëìçä IL REPORTAGE «Torni a casa: la lista è chiusa ^elle Marche senza sanità I fondi Pnrrfermi. Le risorse perglì ospedali che mancano. Il sistema perridurre le liste d'attesa blocca «Clima pesante», dice un dirigente sanitario. Ma il governatoreAcquaroli taglia nastri in chiave elettore ALESSIA ARCOLACI SAN BENEDETTO DEL TRONTDtAI Quando si esce al casello di Ancona Sud , la prima cosa che riempie lo sguardo è l ' enorme costruzione che spicca sull'autostrada. Uno scheletro di cemento di cinque piani, alla cui facciata sono state aggiunte, pochi mesi fa con un'inaugurazione ad hoc delle grandi vetrate , ma chedentroè completamente scarno e ancora da costruire, Un bellissimo involucra è il nuovo inrca (istituto na zionale di ricovero e cura per anziani) di camerano, il simbolo di un rinnovamento che da fuori sembra procedere spedito ma che, a guardare bene, racconta un'altra storia dell'efficienza della destra marchigiana al potere. Durante la sua visita al cantiere il presidente della Regione, meloniano, Francesco Acquaroli ha detto chela fine lavori, che slitta di anno in anno, è prevista per il 2026, ma è intuibile dallo stato del cantiere che ci troviamo davanti che sia destinata a essere nuovamente posticipata. Intanto però, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 settembre e dello scontro con il candidato dem Matteo Ricci, è una gran bella vetrina. E dopo avere fatto un giro tra urbino, Fermo, Ancona e San Benedetto delTronto, entrando di ospedale in ospedale, possiamo dire che le Marche esternamente si presentano bene. Oltre la propaganda Tuttavia non è tutto come appare da queste parti. È il caso dell'ospedale "Madonna del Soccorso" di San Benedetto del Tronto: mentre arriviamo a piedi, si notano i colori usati per rivestire le pareti esterne, grazie ai fondi dell'Unione europea per gìi interventi di efficienza energetica. Una parte è verde acceso, l'altra rossa e arancione Anche la segnaletica è stata tutta riqualificata, ma basta fare due passi e muoversi tra i diversi piani della struttura per trovarsi dentro l'ospedale vecchio, con le pareti scrostate e i neon che non funzionano. Ma questa è solo la cornice. I problemi reali sono altri: il primo che abbiamo toccato con mano è quello delle liste d'attesa. Davanti a noi sono state rimandate a casa almeno cinque persone in cinquanta minuti, senza possibilità di prendere appuntamento per una visita perché «al momento la lista è chiusa». Il modello Acquaroli inizia a mostrare le prime crepe; «Non mi costringete ad andare fuori regione, io mi muovo solo in bicicletta;», sbotta un anziano che non si rassegna a non poter prendere l'appuntamento che il medico gli ha richiesto, chi è riuscito a fissare una visita non ha potuto programmarla prima di marzo 2026. «Chissà se ci sono ancora», sorride una signora, sdrammatizzando con l'opératrice del Cup, il Centro unico prenotazione. Vale per ogni tipo di prestazione, anche per quelleche per legge dovrebbero essere garantite entro dieci giorni. Per rispondere a questa emergenza servono più medici e quindi più prestazioni erogabili Secondo i dati Cimbe del 2024, il 9,7 per cento dei marchigiani, arca 150mila persone ha abbandonato cure e diagnosi. Quasi uno su died decide di non curarsi più: chi puòpaga di tasca propria al privato, chi non può rinuncia. E la fine del principio stesso di sanità pubblica. «Abbiamo un algoritmo pronto già dal 2021 a gestire centralmente le agende del Cup, monitorare l'offerta di prestazioni e ridurre le liste d'attesa, mala Regione lo ha bocciato: non interessa», racconta un medico di alto rango della struttura pubblica, che per tutela, ha chiesto di restare anonimo, «Perché qui il clima è pesante», continua. «Non sarei il primo a cui vengono messi i bastoni tra le ruote sul posto di lavoro per avere p
arlato con i giornali. Siamo in un momento in cui manca personalee spesso vengono inserite persone non competenti ma solo perché amiche oparenti di qualcuno in Regione. Ho visto letti spostarsi da un reparto all'altro proprio per permettere l'inserimento di queste persone». Fallimento Pnrr sanità Mettendo in fila i dati, emerge che la Regione Marche ha ricevuto 431,2 milioni di euro dal ÐÏÃÒ ma è riuscita a spendere solo il 21,3 per cento a metà 2025. Nello specifico ad Ancona è stato speso solo Ã8,4 per cento (2,9 per cento per le Case di Comunica e il 5,5 per cento per gli Ospedali di Comunità); a San Benedetto del Tronto Ï,7 per cento; a Pesaro-Urbino circa il 12 per cento; a Macerata il 12,6 per cento; ad Ascoli solo l'l,7 per cento. Su tutto incombe la scadenza europea di giugno 2026. Nel frattempo la Regione ha annunciato, tra le tante, la riapertura dell'ospedale di Cingoli, di cui l'assessore alla sanità Filippo Saltamartini è stato sindaco per dieci anni, e il potenziamento di quello di Pergola, paese dell'assessore ai lavori pubblici Francesco Baldelli. Tutte strutture che già in passato soffrivano la mancanza di personale e quindi andranno a pesare sugli operatori degli ospedali limitrofi. Ma il piano edilizio ospedaliere della Regione prevede altri tré nosocomi da apriree non solo. Li elenca Carlo Maria Maffei, ex direttore sanitario allinterno di ospedali eAsl.«Pesaro, ìàcerata, san Benedetto del Tronto, sei nuove palazzine per il Dipartimento di Emergenza e Accettazione, DEA (urbino, Fano, Fabriano, Senigallia, Civitano- va Marche e Ascoli Piceno) e di fàttoil nuovo ospedale di Pergola. vanno aggiunti quelli in via di completamento di Fermo e deInuovoInrca.piùTorrette-Salesi, Camerino-San Severino, Amandola e Cingoli». Per portare tutto questo a compimento, mancano i fondi «Solo per i tré nuovi ospedali sono stati stanziati 371 milioni», continua Maffei. «Inbase ai costì, nemancano altrettanti». Matra vernici fresche e nastri rossi tagliati davanti alle gru, che qui nelle Marche spiccano sovente, la propaganda non è riuscita a nascondere quello che manca. Senza risorse Lo raccontano i molteplici casi di diagnosi errate portati alla cronaca, i racconti di ore di attesa al Pronto Soccorso prima di ricevere assistenza, la mancanza di trasporto in ambulanza, il referto tradotto con chatGpt. «Per una popolazione di un milione e mezzo di abitanti è prevista nelle Marche una rete di 14 ospedali pubblici per acuti con DEA (Dipartùnentodi Emergenza e Acccttazione) contro i 10 massimi compatìbili col DM 70', condude Maffei. «Questa rete non funzionerà mai per carenza delle risorse necessarie e allo stesso tempo assorbirà più di un miliardo di euro in investimenti edilizi». Da qui, dal lungomare di San Benedetto dove il nuovo ospedale resta un altro annuncio su carta, la distanzatrapoliricaebisogni delle persone si vede bene. Da una parte i cantieri e i rendering, dall'altra i racconti dei inalati e i dati. Il rapporto Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in ambito oncologico dice che le Marche insiemeaCalabria, Molise, Basibeata e Sardegna, sono da «supportare nella definizione della rete e nella suasuccessiva attuazione». È molto bassa l'adesione legata agli screening oncologici. Per esempio, solo il 40,3 per cento delledonne marchigiane si è sottoposto alla mammografia di screening, molte meno rispetto alla media nazionale (50,0 per cento) e alle regioni del Nord Italia. Mentre la Regione si prepara allo scontro elettorale finale, con l'arrivo in queste ore di Matteo Salvini ad accompagnare in tour l'attuale presidente della Regione, a pochi chilometri da qui, nel luogo dell'eccidio di Monte Sant'Angelo dove i nazifascisti uccisero oltre 60 persone tra civili e partigiani, raccontano di una cena recente tra ca micie nere in bella vista, alla presenza anche di un europarlamentare. Voci incontrollate nella foga della campagna elettorale o verità che è meglio tene- -tit_org- «Sta male? Vada a casa» Marche, è incubo «Torni a casa: la lista è chiusa» Nelle Marche se
nza sanità -sec_org-
tp:writer§§ Alessia Arcolaci
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092501946203665.PDF
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title§§ Terremoto e ospedali: il flop del meloniano
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Estratto da pag. 9 di "FATTO QUOTIDIANO" del 25 Sep 2025
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tp:ocr§§ IL BILANCIO Cinque anni di spot Dalla sanità alle consulenze Terremoto e ospedali: il flop del meloniano D a quando i marchigiani votano direttamente il proprio presidente, cioè dal 1995, la destra ha governato solo cinque anni. Quelli di Francesco Acquaroli, che domenica e lunedì punta a replicare la vittoria del 2020. In politica, una simile premessa è l’e sc amo ta ge perfetto, per il presidente uscente, per scaricare tutto ciò che (ancora) non funziona sulle amministrazioni precedenti, rivendicando invece il merito di ogni novità positiva. Per capire i primi cinque anni della destra alla guida della Regione Marche bisogna provare a scindere caso per caso, ferma restando una valutazione complessiva innegabile: Acquaroli ha goduto di fondi italiani ed europei e attenzione politica da Roma come mai prima d’ora. SANITÀ. Un dato allarmante riguarda la mobilità sanitaria, ovvero la differenza –in termini di costo per la Regione – tra chi arriva da fuori per farsi curare nelle Marche e chi invece va altrove, soprattutto in Lombardia e in Emilia-Romagna. Questo saldo, secondo gli ultimi dati Gimbe (riferiti al 2022), è negativo per 53 milioni: 178 milioni di euro in uscita, 125 in entrata. Nel 2021 il saldo era leggermente migliore, ma comunque negativo per 38 milioni, rispetto a un 2020 (Acquaroli in carica da ottobre) chiuso con 25 milioni di “perdite”. Il peggioramento è un fatto ed è su questo che insiste l’opposizione in campagna elettorale. Ma è pur vero che il segno meno Acquaroli lo aveva ereditato dal suo predecessore, il dem Luca Ceriscioli, che se ne era andato con una trentina di milioni di scarto. E poi: secondo Istat, nel 2023 il 9,7% dei marchigiani ha rinunciato alle cure pur avendone bisogno. Un dramma che racconta qualcosa della sanità, ma molto della società, del lavoro, delle condizioni economiche in generale. In questo dato, nel 2023 le Marche sono al terz’ultimo posto dietro la Sardegna e il Lazio. e SISMA. La regione porta ancora i segni del sisma del 2016, cui si sono aggiunti nel 2022 i danni di una scossa ad Ancona. La gestione della ricostruzione è tutta in mano alla filiera meloniana: Acquaroli in Regione, Guido Castelli alla struttura commissariale. Pioggia di soldi dal governo e di donazioni private, ma nove anni dopo il terremoto ci sono ancora 10 mila famiglie senza casa. Come raccontato dal Fatto nei giorni scorsi, ci sono 20 mila domande in sospeso, dal valore di oltre 10 miliardi. L’ultimo giudizio di parificazione della Corte dei Conti, pubblicato nel 2024, ricorda i problemi:“Pur in presenza di azioni di governo mirate, si rappresenta che gli interventi per le infrastrutture, gli interventi per l’edilizia residenziale pubblica, di ricostruzione degli edifici di culto e delle aree attrezzate per finalità turistiche risultano ancora in fase di esecuzione o in fase di verifica della vulnerabilità sismica o in fase conclusiva. Criticità rinvenibile anche attraverso il controllo dei flussi finanziari delle contabilità speciali, dai quali è possibile riscontrare pagamenti ancora sospesi”. Guai anche in materia di edilizia scolastica: “Gli interventi risultano, per il 5%, ancora in fase di progettazione”. P RO PAGA NDA. Ma c’è un altro aspetto di rilievo nella relazione della Corte, la quale invita la Regione a “razionalizzare l’utilizzo degli incarichi di consulenza collaborazione conferiti ad esterni”. Il tema esiste e non riguarda solo l’ente regionale, ma anche le sue partecipate e le società in house. Due le più contestate, anche perché creature di Acquaroli. La prima è Atim, l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche. Un doppione dell’assessorato, ma con a disposizione ben 12 milioni di euro in due anni con appalti di qualsiasi tipo per attività di promozione e comunicazione, tra cui i 600 mila euro all’allenatore Roberto Mancini e i due affidamenti da 300 mila euro l’uno alla società di Alessandro Nicosia (la stessa che curò una mostra su Tolkien molto apprezzata dal governo) per due esibizioni, entrambe a Roma. Dettaglio: persino una commis
sione regionale lo scorso aprile ha stroncato Atim dal punto di vista procedurale, certificando che il 40 per cento dei quasi 500 atti firmati conteneva irregolarità di qualche tipo. Accanto ad Atim c’è poi Svem, che esiste da decenni ma di recente ha ricevuto un forte impulso. Si occupa di progetti europei, ma finisce per fare anche molto altro, con centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze per campagne di comunicazione, pubblicazione di articoli a pagamento e così via. Contestatissime anche alcune procedure di nomina: qualche settimana fa, Svem aveva avviato l’iter per cinque nuovi incarichi a 60 mila euro l’anno. Tra i prescelti, prima che il caso diventasse pubblico e dunque l’ente ritirasse tutto, ci sarebbe stato pure l’ex parlamentare leghista Mauro Lucentini. Forzature che il Pd denuncia dalle piazze e talvolta, come per i conti di Svem, in Procura. Ma il dato politico è che l’immagine di Acquaroli è forte e a Palazzo Chigi non vedono l’ora di festeggiare il bis. ---End text--- Author: Lorenzo Giarelli Heading: Highlight: Image:Ricostruzione lenta Il terremoto del 2016 ha colpito il Centro Italia FOTO ANSA -tit_org- Terremoto e ospedali: il flop del meloniano -sec_org-
tp:writer§§ Lorenzo Giarelli
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§---§
title§§ Cartabellotta (Gimbe): aumentare la spesa perla salute
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Estratto da pag. 15 di "MF" del 25 Sep 2025
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tp:ocr§§ Cartabellotta (Gimbe): aumentare la spesa per la salute «S iamo in una situazione critica della sanità pubblica. La pandemia è stata poi uno stress test importante. I vari governi, nel corso degli anni, non l'hanno considerata una priorità», ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della fondaNino Cart zione Gimbe. «Se vogliaFondazion mo rilanciare la sanità pubblica, la politica dovrebbe pianificare un rilancio progressivo del finanziamento pubblico di 3-4 miliardi l'anno. Dunque, il vero tema è che dobbiamo andare incontro a un rifinanziamento pubblico». Il modello basato su una spesa minore, secondo l’esperto, oggi non regge, perché blocca ogni possibilità di evoluzione e lascia scoperti i bisogni crescenti della popolazione: «Il tema del sottofinanziamento esiste. La spesa sobria per la sanità, vulgata politica utilizzata per anni, ormai non funziona più». Del resto, ha aggiunto Cartaabellotta bellotta, «la spesa sanitaria è e Gimbe stata cristallizzata al 6,4% del pil, ma il finanziamento statale di quella spesa andrà in calo nei prossimi anni. Non è chiaro chi finanzierà il resto della spesa: il rischio è che cada sui cittadini». (riproduzione riservata) ---End text--- Author: Giulia Venini Heading: Highlight: Image:Nino Cartabellotta Fondazione Gimbe -tit_org- Cartabellotta (Gimbe): aumentare la spesa perla salute -sec_org-
tp:writer§§ Giulia Venini
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§---§
title§§ vibonese al collasso» Appello di Ali di Vibonesità
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Estratto da pag. 16 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. REGGIO CALABRIA" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:08:00+00:00
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tp:ocr§§ L’ALLARME Borello si rivolge alle istituzioni «Sanità vibonese al collasso» Appello di Ali di Vibonesità «LA Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. A Vibo Valentia, purtroppo, questo diritto viene sistematicamente negato». Con queste parole, Giuseppe Borello, cofondatore e già Direttore del Centro Medico “San Giuseppe Moscati”, lancia l’allarme sulla gravissima condizione della sanità locale attraverso una lettera aperta indirizzata alle istituzioni. L’associazione storicoculturale “Ali di Vibonesità” denuncia un quadro drammatico: secondo il Rapporto Gimbe 2024, i vibonesi sono ultimi in Calabria per qualità, accesso e livelli di assistenza sanitaria, pur beneficiando di risorse economiche tra le più basse dell’intera regione. Una situazione che costringe molti cittadini a rivolgersi a strutture di altre province o regioni per ricevere cure adeguate. «Non è più tempo di silenzi né di promesse – scrive Borello – chiediamo un incontro urgente con il Prefetto, Anna Aurora Colosimo, e con il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, affinché si dia finalmente voce alle drammatiche istanze della comunità vibonese e si solleciti la Regione e lo Stato a intervenire con misure adeguate e straordinarie». L’appello si estende anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché «la Sua autorevole voce possa richiamare le istituzioni tutte al rispetto della Costituzione e restituire ai cittadini vibonesi la dignità e il diritto alla salute che spettano loro come a ogni altro cittadino italiano». Secondo Borello, la situazione attuale rappresenta una vera violazione dell’Articolo 32 della Costituzione e richiede risposte immediate per evitare che la popolazione continui a essere considerata “malata di serie B”. L’associazione “Ali di Vibonesità” invita dunque le autorità a intervenire con urgenza, ribadendo che la salute dei cittadini non può più essere rinviata e deve essere garantita come diritto fondamentale e inderogabile. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- vibonese al collasso» Appello di Ali di Vibonesità -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ «Sanità vibonese al collasso» Appello di Ali di Vibonesità
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092501754905836.PDF
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Estratto da pag. 16 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. VIBO VALENTIA" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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§---§
title§§ Idee, emozioni, provocazioni
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Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA SALUTE" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:22:00+00:00
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tp:ocr§§ GRANDI OSPITI Idee, emozioni, provocazion Dai monologhi agli spettacoli, nove personaggi ci coinvolgeranno nelle loro riflessioni sul rapporto con la medicina e con i concetti di salute, malattia e "normalità" Tra arte, politica e scienza LUCAZAIA Presidente della Hefiione dei Veneti) dal '¿010, ñ stato presidente della frovincia di Trcriso dal ¡WS ë 12003. oltre ehe ministro c/eii',igricoltii?·a "Modello Veneto": 9 ottobre, ore 9.40. Welfare pubblico e Sanità privata: un equilibrio difficile da realizzare, ma possibile. Una conversazione con Daniela Minerva su una Regione considerata un'eccellenza, basata sui principi di universalità, equità, umanizzaxione e innovazione. UMBERTO GALIMBERTI Filosofo, saggista e psicoanalista. Studioso del pensiero silìinbolico. e autore di moti libri. Tra i più recenti "Che tempesta!" e "Le parole di Gesù" "La medicina nell'età della tecnica": 10 ottobre, ore 12.00. Che cosa significa la trasformazione della medicina in una scienza multidisciplinare e sempre più incentrata sul singolo paziente? Una lezione per riflettere sulle possibili risposte a un processo di cui non conosciamo gli esiti. ANDREA PENNACCHI Attore, drammotur'ffl ñ regista: ìa sua apparizione più recente in telcuisione e stata nella miniserie "Leopardi. 11 poeta civil'i riß n i lo "diretta da Sergio Kubmi "Tolleranza zero. In difesa del vino": 9 ottobre, ore 12.10. È l'assolo semiserio dedicato alla bevanda del mito e della storia, "alta" e popolare. Oggi è finita nel mirino della ricerca, perché l'alcol fa male, ma il legame con una cultura millenaria non si recide e così i sensi di colpa si moltiplicano. LELLA COSTA Attrice, comica, cabarettista, drammaturgo. scrittrice, umorista e doppiatrice. La sua più recente picce teatrale è. "Otello, di precise paro/e si i'ive" "Se non posso ballare, non è la mia vita": 10 ottobre, ore 14.50. È la frase attribuita a Emma Goldman, attivista anarchica e femminista del XX secolo. Ed è anche la suggestione per il titolo di un monologo dedicato al diritto alla gioia che non ha età e che per questo motivo diventa sovversivo. - . ' : s - . ; EDOARDO PRATI LIDIA PAVERA \'eii lituo (mili. injlticricer cvÌI : ajnrnn' Tik'f'ok ñ Instagraiiì racconta la cultura classica nella società ' a e . suo pubblico è la Generazione Z Sci ' ñ é é ' é . "f'orcì rari U' uli", u . v . ii . o nel ¡97tì, diveììtò subito un caso editoriale. ¡I suo libro più recente ñ "Volevo essere un uomo'' "Eros": 10 ottobre, ore 18.15. Una conversazione con Raffaella De Santis sul passato e sul presente di un impulso così fondamentale da essersi incarnato in uno degli dei più celebri della religione greca: non possiamo vivere senza la potenza del desiderio e l'onda dell'amore fisico. "Age Pride": 11 ottobre, ore 10.30. Un monologo ispirato all'omonimo libro che è una requisitoria contro l'ageismo e anche un manifesto contro lo stigma che colpisce chi non è più giovane. Ed è l'invito a rivendicare l'orgoglio di aver vissuto e la voglia di continuare il viaggio dell'esistenza. VIENI AL DANIELA MAPELLI c trice de ! ! Università dì Padova e - nel Dipartimi'rito dì Psicologia genérale. Specialista in \ neuropsicoÌu^ia f riabilitazione nenropsicoiogica "L'Università come motore dell'innovazione": 9 I ottobre, ore 17.45. Senza l'habitat universitario, fatto di didattica, ricerca e divulgazione (la "terza missione"), una nazione non può prosperare. I Una conversazione su uno dei temi più scottanti ¡ dell'attualità guidato da Daniela Minerva. TfliW Da giovedì 9 a sabato 11 ottobre, al Festival di' Salute, nove appuntamenti con altrettanti ospiti, come è indicato nelle schede che compongono questa pagina. Per chi non potrà essere con noi, sarà possibile seguire l'incontro in diretta streaming oppure on demand sul sito di Sa . I NINO CARTABELLOTTA I SpccùlÌiy.ÌÌ! in wnteraÌogiu e medicimi interna , f I pìfi.idtìtìie dtìÌ/ci Fondazione Ciffihe per ' ' à I delle evidenze scie
mißc/ie in tema di su I "Salute: il diritto non è uguale per tutti": 10 I ottobre, ore 16.30. Una conversazione con l Daniela Minerva su uno dei temi più scottanti del momento: la Sanità pubblica è davvero universale I o sta scivolando su una china che la renderà sempre meno un diritto? GIAMPAOLO MORELLI I Attore , sceneggiatore , conduttore tu . scrUtore ñ regìssa. Ha l'ÌlgiiiunIo lei mìiorietà c.on ¡'ìnleì'pretazione I t . ie ' Cnlicindro neÌl'omoìtiìiifì . [v \ "Dislessìco famigliare": 11 ottobre, ore 17.00. Un colloquio moderato da Valeria Pini e ispirato I al libro omonimo, scritto dall'attore con la moglie I Gloria Bellicchi. Il tema? La dislessia e i disturbi dell'apprendimento. Ma quanto ne sappiamo I davvero su un tema cosi importante? -tit_org- Idee, emozioni, provocazioni -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Welfare territoriale, diminuisce la spesa dei Comuni per la lotta alla povertà
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Estratto da pag. 2 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 25 Sep 2025
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tp:ocr§§ ISTAT: stabile la quota sul Pil. Ancora ampi divari tra aree del Paese Welfare territoriale, diminuisce la spesa dei Comuni per la lotta alla povertà N el 2022 i Comuni hanno impegnato per i servizi sociali e socio-educativi 10,9 miliardi di euro, di cui 812 milioni rimborsati dalla contribuzione a carico degli utenti e 1,2 miliardi finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale. La spesa, pari a 8,9 miliardi al netto delle suddette compartecipazioni, aumenta, a prezzi correnti, del 5,8% rispetto all'anno precedente. Qiuesta la fotografia scattata dall'Istat nel report ”La spesa dei comuni per i servizi sociali”. In rapporto al Pil, la spesa dei Comuni per il welfare territoriale rappresenta lo 0,46%, quota stabile rispetto al 2021. La spesa media pro-capite, nel 2022, ammonta a 150 euro all'anno (127 euro se calcolata al netto dei servizi per la prima infanzia), con importanti e persistenti disuguaglianze territoriali, dovute principalmente alla carenza di servizi nelle regioni del Sud. La media varia, infatti, tra i 78 euro del Sud e i 207 euro del Nord-est, passando per i 165 euro del Centro, i 162 euro del Nord-ovest e i 144 euro delle Isole. A livello regionale le differenze sono ancora più marcate: il valore minimo è di 38 euro pro-capite della Calabria e quello massimo è di 607 euro pro-capite della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen. Significativa l'eterogeneità dell'offerta anche rispetto alla dimensione demografica dei Comuni: la spesa media pro-capite è decisamente più alta nelle città con più di 50mila abitanti. Il valore particolarmente elevato che caratterizza la spesa nei piccoli Comuni delle Isole (235 euro) è dovuto alla specificità della Sardegna, dove risulta alta la spesa per i servizi destinata ai disabili e agli anziani residenti nei piccoli centri. Al netto della spesa per i servizi educativi per la prima infanzia (nido e altri servizi), che afferiscono all'ambito educativo, la spesa per i servizi sociali in senso stretto si attesta a 7,5 miliardi di euro. Diminuisce la spesa per il contrasto alla povertà. Nel 2022 lquella gestita dai Comuni, singoli e associati, per il supporto alle persone in condizioni di povertà e disagio sociale è stata di 800 milioni di euro, 102 milioni in meno rispetto al 2021. La spesa in quest'area di utenza ha fatto registrare un debole aumento tra il 2012 e il 2019 (+3,1%) e un forte incremento nel 2020 (+72,9%), in seguito all'erogazione dei contributi e dei buoni pasto aggiuntivi per le persone in grave difficoltà economica, oggetto di specifici finanziamenti statali durante l'emergenza sanitaria. Nel 2021 e nel 2022 la spesa è diminuita del 5,9% e dell'11,3% rispettivamente, mentre sono aumentate le richieste assistenziali per problemi di povertà e disagio sociale. Il calo della spesa ha riguardato quasi tutte le regioni geografiche (tranne Sardegna, Abruzzo, Molise, Liguria e Friuli-Venezia Giulia), così come l'aumento delle persone prese in carico, che da oltre 508mila nel 2020 hanno superato le 525mila nel 2021 e le 559mila nel 2022, per una spesa di quasi 115 milioni di euro In aumento la spesa sociale per gli immigrati. La spesa dedicata al supporto e all'inclusione della popolazione immigrata, nel 2022, ammonta a 452 milioni di euro, il 5,1% della spesa complessiva per i servizi sociali dei Comuni. Rispetto al 2021, la spesa per quest'area di utenza è cresciuta di 102 milioni di euro, al terzo posto in valore assoluto dopo l'aumento di spesa per la disabilità e per i servizi rivolti alle famiglie e ai minori. L'incremento percentuale di spesa è stato del 29,3%, più intenso nelle Isole (40,8%) e al Sud (34,6%), ma consistente anche nel Nord-est (27,8%), Nord-ovest (26,7%) e nel Centro (25,4%). Giampiero Guadagni ---End text--- Author: Giampiero Guadagni Heading: Highlight: Image: -tit_org- Welfare territoriale, diminuisce la spesa dei Comuni per la lotta alla povertà -sec_org-
tp:writer§§ Giampiero Guadagni
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title§§ Covid, dose vaccinale dirichiamo annuale a over 60, donne ingravidanza o nel periodo post-partum, ospiti di strutture per lungodegenti e sanitari
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Estratto da pag. 21 di "ITALIA OGGI" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Covid, dose vaccinale di richiamo annuale a over 60, donne in gravidanza o nel periodo post-partum, ospiti di strutture per lungodegenti e sanitari Una dose vaccinale di richiamo annuale sarà offerta a tutti gli over 60, alle donne in gravidanza o nel periodo post-partum, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, agli operatori sanitari e sociosanitari, gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie che svolgono tirocini in specifici ambienti assistenziali e tutto il personale in formazione. Identico trattamento sarà riservato anche alle persone dai 6 mesi ai 59 anni che presentano condizioni di salute particolarmente fragili, coloro che sono affetti dalla sindrome di Down, dal virus dell’HIV oppure chi è in attesa o ha subito un trapianto. Sono queste le indicazioni principali della circolare numero 1382 del 22 settembre in materia di indicazioni e raccomandazioni per la campagna di vaccinazione autunnale/invernale 2025/2026 anti COVID-19. Il documento del Ministero della salute è stato elaborato sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e dei documenti emanati da Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Agenzia europea per i medicinali (EMA), Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che hanno confermato l’efficacia dei vaccini aggiornati Circolare de contro le varianti circolate lo scorso inverno nel ridurre il numero di decessi e forme gravi di infezione. Nello specifico, per la nuova stagione, le raccomandazioni internazionali hanno indicato la necessità di aggiornare i vaccini alla variante emergente LP.8.1 del SARS-CoV-2, che rappresenta il ceppo di riferimento per la campagna 2025/2026 e, per tal ragione, la dose di richiamo annuale con il vaccino LP.8.1 sarà offerta in via prioritaria a diverse categorie di popolazione. La circolare, inoltre, consiglia la vaccinazione anche a l Minsalute familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità con l’obiettivo di proteggere indirettamente chi è più a rischio; inoltre anche chi ha contratto recentemente il Covid potrà ricevere la vaccinazione senza controindicazioni. Il Ministero della salute aggiunge che sarà possibile la co-somministrazione con altri vaccini stagionali, come quello antinfluenzale e raccomanda una rigorosa valutazione del rapporto benefici/rischi per età e genere, e una costante segnalazione di eventuali reazioni avverse attraverso il sistema Aifa. Non solo, da via Lungotevere Ripa chiedono alle Regioni e alle province autonome, al fine di fornire un servizio di qualità, di: rafforzare la rete territoriale, con il coinvolgimento di medici di medicina generale, farmacie, pediatri, strutture ospedaliere e residenze per anziani; garantire prenotazioni online tramite piattaforme regionali; potenziare la comunicazione e l’informazione nei confronti dei cittadini al fine di favorire un’adesione tempestiva. Pasquale Quaranta _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: Pasquale Quaranta Heading: Highlight: Image:Circolare del Minsalute -tit_org- Covid, dose vaccinale dirichiamo annuale a over 60, donne ingravidanza o nel periodo post-partum, ospiti di strutture per lungodegenti e sanitari -sec_org-
tp:writer§§ Pasquale Quaranta
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title§§ Pnrr, spesa a 86 mld. Foti: i ritardi nella sanità? Colpa delle regioni
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Estratto da pag. 26 di "ITALIA OGGI" del 25 Sep 2025
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tp:ocr§§ Pnrr, spesa a 86 mld. Foti: i ritardi nella sanità? Colpa delle regioni Le due facce del Pnrr. Tutte le risorse messe a disposizione dall’Ue sono state impegnate (192 miliardi su 194,4 pari al 99,8%) e il contatore della spesa avanza e si attesta ora a 86 miliardi “a cui bisogna aggiungere 8,6 miliardi di facility che secondo le regole contabili Ue devono essere registrati al termine dei progetti”. Il lato oscuro del Piano nazionale di ripresa e resilienza è invece rappresentato dalla Sanità, la Missione 6 del Pnrr dove i progetti per la realizzazione delle case di comunità e degli ospedali di comunità vanno ancora a rilento per responsabilità delle regioni. Interrogato, durante il Question time alla Camera, sullo stato di salute dal Piano da tre interrogazioni rispettivamente del M5S (primo firmatario Filippo Scerra), del Pd (Nicola Stumpo e Piero De Luca) e di ItaliaViva (Maria Elena Boschi), il ministro Tommaso Foti ha snocciolato gli ultimi dati sul Recovery Plan non nascondendo i ritardi sulla sanità. Ritardi su cui, ha detto, il governo può fare poco visto che la competenza sulla Missione 6 è delle regioni. “Non si possono aprire incidenti istituzionali con i governatori”, ha spiegato il ministro. “Le regioni ci hanno assicurato una prima volta il 6 marzo e da ultimo lo scorso 10 settembre che avrebbero centrato gli obiettivi”. E gli obiettivi parlano di 1038 case di comunità da realizzare con soli 191 cantieri chiusi. Mentre Tommaso per gli ospedali di comunità il target prevede di realizzarne 307 ma quelli già pronti sono solo 52. “Tutte le regioni ci hanno detto che entro il 30 giugno 2026 la totalità degli interventi sarà portata a termine”, ha osservato il ministro che non ha mancato di sottolineare ai deputati lo stato di attuazione estremamente disomogeneo delle due misure a livello territoriale. Per quanto riguarda le case di comunità il 94% di quelle realizzate a livello nazionale si colloca nel Lazio, in Liguria e nel Veneto. Per gli ospedali, il 96% delle opere realizzate fa capo a sei regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Marche, Liguria e Veneto). Non tutto il capitolo sanità, tuttavia, mostra criticità. oti I dati positivi arrivano dal collaudo delle grandi apparecchiature (2.823) che ha raggiunto il 91% del target e il 71% della spesa. Le regioni sono state chiamate in causa da Foti anche su un altro capitolo di spesa del Pnrr, ossia le misure di competenza del ministero del lavoro a cui sono state assegnate risorse per 8,4 miliardo di cui 5,4 attengono al Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) che però anche in questo caso è di competenza delle regioni. “Per il momento sono state impegnate risorse per 3,2 miliardi e certificata spesa per 350 milioni”, ha illustrato il ministro, “ma anche in questo caso il governo non può subentrare nella certificazione. Abbiamo avuto interlocuzioni sul punto col presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga”. Interlocuzioni con le regioni e gli enti locali che proseguiranno oggi nella cabina di regia convocata a palazzo Chigi dove Foti presenterà la nuova rimodulazione del Piano. _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: FRANCESCO CERISANO Heading: Highlight: Image:, l o a 6 0 e i i i e i Tommaso Foti -tit_org- Pnrr, spesa a 86 mld. Foti: i ritardi nella sanità? Colpa delle regioni -sec_org-
tp:writer§§ FRANCESCO CERISANO
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§---§
title§§ Aiuti agli anziani, Italia divisa = Spese per anziani e disabili il Meridione resta indietro
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092501755305824.PDF
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Estratto da pag. 2 di "MESSAGGERO" del 25 Sep 2025
»Istat, forti divari nei fondi dei Comuni: al Sud 40 euro a persona, nel Nordest 174. Penalizzate le aree interne del Centro: -34% rispetto alle città. Nasce il Dipartimento per il Mezzogiorno: gestirà i fondi Ue > Istat: più fondi per l'assistenza, ma forte divario tra i borghi e le grandi città del Centro (-34%) Per gli over 65 si investono 40 euro pro capite al Sud, 94 nell'Italia centrale e 174 nel Nord-Est
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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tp:ocr§§ Aiuti agli anziani, Italia divisa Istat, forti divari nei fondi dei Comuni: al Sud 40 euro a persona, nel Nordest 174. Penalizzate le aree interne del Centro: -34% rispetto alle città. Nasce il Dipartimento per il Mezzogiorno: gestirà i fondi Ue ` Spese per anziani e disabili il Meridione resta indietro Istat: più fondi per l’assistenza, ma forte divario tra i borghi e le grandi città del Centro (-34%) Per gli over 65 si investono 40 euro pro capite al Sud, 94 nell’Italia centrale e 174 nel Nord-Est ` Andreoli, Bechis e Pigliautile alle pag. 2 e 3 LA FOTOGRAFIA ROMA Sulla carta le spese dei Comuni per l’infanzia e i servizi sociali (dagli anziani e i disabili ai migranti), come rivela l’Istat, crescono del 5,8%, a quasi 9 miliardi di euro, per 2,3 milioni di persone. Ma di fatto le città del Centro-Sud, in particolare quelle delle aree interne, come l’Appennino, soffrono ancora. Sia perché le risorse in più spesso non pareggiano l’aumento dei costi dovuti all’inflazione, sia per un doppio divario. Quello ancora importante con il Nord (per gli over 65 si investono in media 40 euro a persona all’anno al Sud e 94 al Centro, contro i 174 nel Nord-Est) e quello da record tra i piccoli centri delle aree interne e le grandi città, in particolare sui fondi per le persone invalide (la differenza è del 34,4% al Centro). I dati dell’Istat fanno riferimento al 2022 (anno record dell’inflazione, all’8,1%) e certificano in dodici mesi una crescita dell’esborso degli enti locali su praticamente tutte le voci di spesa relative ai servizi sociali ed educativi. Tranne che per il contrasto alla povertà e al disagio sociale. Queste risorse sono infatti passate in un anno da 902 milioni a circa 800 milioni, dopo il forte aumento nel 2020 (+72,9%). Non a caso la povertà assoluta in Italia è aumentata tra 2021 e 2022: le famiglie povere sono passate dal 7,7% all'8,3%. LE DIFFERENZE Più in generale la spesa impegnata dai Comuni per il sociale ammonta a 10,9 miliardi, di cui 812 milioni rimborsati dalla contribuzione delle famiglie e 1,2 miliardi finanziati dal Servizio sanitario nazionale. Oltre il 56% dei fondi (di cui 1,4 miliardi dedicati all’infanzia) è quindi impegnato dai Comuni, che chiedono un maggiore sostegno da parte dello Stato. L’incidenza sul Pil si mantiene stabile allo 0,46% e l’esborso pro-capite annuo è di 150 euro all’anno, con ampi divari tra le varie aree del Paese: da 78 euro al Sud a 207 euro nel Nord-Est. Di queFonte: Istat sta spesa il 14,8% è rivolto ai servizi per gli anziani (circa 1,3 miliardi, il 3,9% in più rispetto al 2021). Il calo dal 2012, quando era a quota 19,8%, è evidente. Per gli over 65 si è quindi passati da una media di 107 euro a persona a circa 93 euro nel 2022, complice il progressivo aumento dei potenziali beneficiari, visto il rapido invecchiamento della popolazione tra detanalità, aspettativa di vita in crescita ed emigrazione di massa dei giovani all’estero. Più nel dettaglio si passa dai 1.459 euro a persona nella Provincia autonoma di Bolzano (eccezione in tutta Italia con un aumento della spesa di 1.200 euro pro-capite in 10 anni) ai soli 19 euro in Calabria. Risulta poi in diminuzione rispetto al 2012 anche il numero di over 65 presi in carico dal servizio sociale professionale: da oltre 596mila soggetti (4,8 ogni 100 anziani residenti) a meno di 550mila nel 2022 (3,9 persone ogni 100 anziani residenti). Per l’assistenza doWithub miciliare l’esborso medio è di 21 euro al Sud, 31 euro al Centro e di 40 euro al Nord. Quanto ai disabili, la spesa sociale dei Comuni ammonta a 2,4 miliardi (+10,9% rispetto al 2021). I valori oscillano fra i 2.740 euro medi per persona con disabilità fino a 64 anni nel Nord-est e i 1.070 euro al Sud (1.700 euro di differenza). Pur rimanendo indietro il Mezzogiorno ha fatto però registrare l’aumento percentuale più alto rispetto al 2012 (+82,5%). Seguono il Centro e le Isole (+45,7% e +45%), il Nord-Ovest (+43,8%) e il Nord-Est (+28,4%). Quanto al divario di spesa per i disabili tra grandi città e aree interne, oltre al Centro è molto ma
rcata la differenza anche al Sud (lo scarto è del 28,4% e la spesa annua pro-capite si ferma a 844 euro). Al contrario nel Nord-Est la spesa media a persona per i residenti con disabilità nelle aree interne supera del 3,7% quella delle aree centrali. LE ALTRE VOCI L’esborso dei Comuni per il supporto e l’inclusione degli immigrati è invece pari a 452 milioni, 102 milioni in più rispetto al 2021. L’incremento percentuale di spesa è stato del 29,3%, più intenso nelle Isole (40,8%) e al Sud (34,6%), maggiormente coinvolte dall’arrivo dei flussi migratori. Nel 2022 il Sistema di accoglienza e integrazione ha consolidato le attività di accoglienza e ha coinvolto un numero crescente di Comuni titolari di progetti. Gli stranieri presi in carico dal servizio sociale professionale sono stati quasi 159mila, il 17,9% in più dell’anno precedente. Infine le risorse dedicate alle famiglie con figli e al supporto dei minori in difficoltà, al netto della contribuzione degli utenti e del Servizio sanitario nazionale, nel 2022 ammontano a 3,3 miliardi, in aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Giacomo Andreoli © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giacomo Andreoli Heading: Highlight: LA CRESCITA DELLE RISORSE NON PAREGGIA L’AUMENTO DEI COSTI DOVUTI ALL’INFLAZIONE IN CAMPO MENO SOLDI PER LA LOTTA ALLA POVERTÀ GLI SQUILIBRI MAGGIORI NEI SERVIZI PER GLI INVALIDI: DIFFERENZA DI 1700 EURO PRO-CAPITE TRA MEZZOGIORNO E SETTENTRIONE Image:La spesa per gli anziani Come è cambiata in 10 anni la spesa dei Comuni per l'assistenza degli anziani Assistenza domiciliare socio-assistenziale Voucher, assegno di cura, buono socio-sanitario Assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari Distribuzione pasti e/o lavanderia a domicilio 6 5 4 3 2 1 0 2012 2022 Italia Fonte: Istat 2012 2022 Nord-ovest 2012 2022 Nord-est 2012 2022 Cento 2012 2022 Sud 2012 2022 Isole Withub -tit_org- Aiuti agli anziani, Italia divisa Spese per anziani e disabili il Meridione resta indietro -sec_org-
tp:writer§§ Giacomo Andreoli
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title§§ Bonus ai non autosufficienti dal 2026 si allarga la platea Un piano per l'inclusione
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/25/2025092501755805825.PDF
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Estratto da pag. 2 di "MESSAGGERO" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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tp:ocr§§ Bonus ai non autosufficienti dal 2026 si allarga la platea Un piano per l’inclusione I PROVVEDIMENTI ROMA Bonus anziani non autosufficienti da 850 euro al mese a più persone e nuove misure in arrivo per l’inclusione sociale degli over 65. Sono gli interventi che il governo potrebbe mettere in campo da inizio 2026 per l’assistenza sociale degli anziani e che si sommano al provvedimento approvato a inizio mese che prevede l’assunzione di colf e badanti per over 80 disabili “fuori quota” rispetto al Decreto flussi. Fino a 10mila stranieri in più potrebbero potenzialmente arrivare in Italia se assunti per questo scopo, tramite agenzie per il lavoro o associazioni datoriali firmatarie del contratto del settore domestico. Tornando al bonus, tra la riforma dell’Isee e una possibile revisione dei requisiti in Manovra, da gennaio potrebbero richiederlo in più persone. Il sostegno, dedicato agli over 80 fragili (che necessitano di assistenza 24 ore su 24) e con redditi bassi (con Isee sociosanitario fino a 6mila euro), è partito effettivamente a giugno, con i pagamenti arretrati da gennaio, ed è valido in via sperimentale anche per tutto il 2026. Si tratta di un'integrazione all’indennità di accompagnamento, che vale 531,76 euro. L’esecutivo sta lavorando a una riforma dell’Indicatore di ricchezza familiare che tolga dal calcolo ad esempio la prima casa. Mossa che farebbe abbassare l’Isee di molte famiglie. Inoltre, come spiegano fonti dell’Inps, l’Istituto di previdenza ha chiesto al ministero del Lavoro, guidato dalla ministra Marina Calderone, di rivedere i requisiti stringenti del bonus. LE MODIFICHE Oltre all’Indicatore sociosanitario molto basso, pesa il fatto che il contributo vada solo a chi ha un «bisogno assistenziale gravissimo». Si va dai casi di demenza profonda, a chi è in coma o usa gli autorespiratori tutto il giorno, passando per le gravi disabilità, le forti lesioni spinali o l'invalidità totale. Per ognuna di queste patologie o condizioni e le relative cure o prestazioni sociali serve l'apposita documentazione sanitaria. Non solo: a chi fa domanda viene chiesto di compilare un questionario che vale come autodichiarazione, valutando la composizione del nucleo familiare, la presenza di altri anziani o disabili in famiglia e la frequenza dell'assistenza domiciliare da parte di strutture pubbliche o dei ricoveri in ospedale. Per tutti questi motivi finora hanno fatto domanda in molti meno dei 25mila beneficiari massimi, spendendo una parte minoritaria dei 250 milioni messi a disposizione per l’anno. In campo ci sono già altri 250 milioni per tutto il 2026. Nel frattempo avanza la cosiddetta “riforma della terza età” promossa dal ministero del Lavoro fin dal 2023. Tra giugno e questo mese sono state approvate le linee guida (non vincolanti per le Regioni) per provare a rendere omogenea l'organizzazione territoriale che fornisce le prestazioni sociali e per tentare di alzare gli standard formativi del personale addetto all'assistenza degli anziani non autosufficienti. Si lavora poi per mettere a terra il primo Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza tra gli anziani. LE NOVITÀ In arrivo nei prossimi mesi anche il Piano nazionale per l'invecchiamento attivo, l'inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità. Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, ente formato da una rete di oltre 60 associazioni, che aveva contribuito a scrivere le regole per una presa in carico della terza età più fragile, chiede però di accelerare, superando l’impasse degli ultimi mesi su alcuni decreti. Il Sistema nazionale assistenza anziani, pilastro centrale che avrebbe dovuto promuovere la sinergia tra sanità, sociale e Inps, è stato rinviato. Potrebbe essere rinviato a data da destinarsi anche il provvedimento che doveva promuovere la qualità nelle residenze sanitarie (Rsa), garantendo un maggior tempo a disposizione degli operatori per ogni anziano e il miglioramento delle camere e degli spazi comuni. Si attende quindi l’intervento del ministero dell
a Salute, guidato dal ministro Orazio Schillaci, per la nuova valutazione multidimensionale unificata, necessaria per semplificare i percorsi di anziani e assistenti familiari nella richiesta di interventi. Nuovi interventi per l’inclusione degli anziani sono previsti anche dal Piano Nazionale per la famiglia 2025-2027, predisposto dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia, Eugenia Roccella. Le risorse a disposizione del governo per tutte queste misure, però, per ora sono ancora un rebus. G. And. ---End text--- Author: G And Heading: Highlight: IN ARRIVO NUOVE MISURE PER LA TERZA ETÀ, COLF E BADANTI OLTRE LE QUOTE DEL DECRETO FLUSSI PER GLI ULTRA 80ENNI CON DISABILITÀ TRA LA REVISIONE DELL’ISEE IN MANOVRA E I REQUISITI DA RIVEDERE, LE DOMANDE PER IL BONUS DESTINATO AI PIÙ FRAGILI POTREBBERO SALIRE Image:Una persona anziana controlla i contributi di cui può usufruire -tit_org- Bonus ai non autosufficienti dal 2026 si allarga la platea Un piano per l'inclusione -sec_org-
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title§§ La via per una sanità sostenibile
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Estratto da pag. 15 di "MF" del 25 Sep 2025
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tp:ocr§§ IL SETTORE AFFRONTA IN ITALIA UN PASSAGGIO CRITICO CHE IMPONE NUOVE RISORSE La via per una sanità sostenibile Al Best Italian Hospitals 2025, l’evento di Class Editori focalizzato sulle performance delle strutture ospedaliere nazionali pubbliche e private, emerge un quadro pieno di sfide arenza di fondi e sotto-finanziamento cronico della sanità, ma anche disparità nella distribuzione delle risorse tra Stato e regioni, con il problema della gestione centralizzata a Roma che non tiene conto delle specificità loC cali: sono solo alcuni dei temi toccati al Best Italian Hospitals 2025, l’evento di Class Editori dedicato alla performance delle strutture ospedaliere. Il problema di fondo non riguarda solo la disponibilità delle cure, ma anche l’equità e l’accessibilità reale delle stesse: «È fondamentale che il paziente abbia accesso alle strutture e alle cure. Ci sono grandissime disparità tra varie zone del Paese, non solo tra Nord e Sud», ha spiegato Ilaria Ciancaleoni Bartoli, fondatrice e direttrice dell’Osservatorio malattie rare. Ma non solo. «Il tema delle liste d’attesa rimane centrale: non esiste un percorso chiaro, soprattutto quando la diagnosi ancora non è stata effettuata. E non basta che una terapia sia erogata. Se bisogna andare in un centro di riferimento lontano, se il farmaco non può essere fatto in una struttura vicina, se non c’è organizzazione, curarsi diventa una corsa a ostacoli». La finanziaria del 2025 proverà a fronteggiare la questione cronica delle liste d’attesa, come affermato dal capo dipartimento del ministero della Salute, Francesco Saverio Mennini: «La legge di Bilancio 2025 ha dato 5 miliardi di euro al fondo sanitario nazionale. Le risorse sono state messe a disposizione, ma per la prima volta c’è stata una programmazione. Ci siamo occupati delle liste d’attesa, abbiamo garantito le risorse per la sanità e abbiamo migliorato l’operatività dei pronto soccorso stanziando fondi per maggiori indennità». La sanità pubblica richiede infatti una certa stabilità finanziaria, non deve essere vista solo come un investimento sociale. «Per mantenere il sistema servono molte risorse, ma anche per fare investimenti. La sanità pubblica e privata senza risorse non esiste. Non dobbiamo vergognarci a guardare alla solidità economica del sistema. Il principio seguito dai cfo del privato di dover guardare sia alla redditività che all'utilità deve essere utilizzato anche nel pubblico», ha illustrato Paolo Colombari, ceo di Invenium Legaltech. Questo potenziale economico della sanità deve essere però protetto. «L’Italia è una realtà gigantesca tra gli esportatori di sanità e dei farmaci. Ma ci sono delle battaglie da fare, come la protezione dei nostri brevetti». Si tratta insomma di un sistema sanitario sostenibile, dagli investimenti alla cura dei pazienti. «Da parecchi anni siamo concentrati sulla sostenibilità, puntando a rendere sostenibili tutti gli aspetti degli ospedali», ha commentato Carlo Bassanini, direttore commerciale Coopservice. «Uno degli aspetti principali che stiamo notando sul mercato è l’innovazione organizzativa e dei flussi interni, a partire dalla logistica sempre più integrata». Una sostenibilità che, nel particolare, si riflette anche nell’abbattimento delle differenze di genere. La medicina ha avuto «fin dagli albori dell’uomo» una prospettiva «androcentrica», come ha spiegato bene Francesca Merzagora, presidente di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna. «Il nostro impegno è portare punti di vista differenti su tante patologie che riguardano le donne. Grazie al lavoro di tutti gli stakeholder, negli ultimi vent’anni la salute delle donne è diventata area prioritaria del nostro Sistema sanitario nazionale». Sono conquiste che si generano da problemi antichi e che viaggiano parallelamente ad acquisti più moderni, come l’ai, che ha toccato anche il mondo della sanità. «Alcuni ospedali, grazie al Pnrr, hanno digitalizzato processi che erano ancora su carta. Perciò occorre la formazione nell’uso degli strumenti e nella loro integrazione nella prat
ica clinica» ha illustrato Chiara Sgarbossa, direttrice degli Osservatori sanità digitale e life science innovation del Politecnico di Milano. (riproduzione riservata) ---End text--- Author: GIULIA VENINI Heading: Highlight: Image:Ilaria Ciancaleoni Bartoli Osservatorio Malattie Rare Francesco Saverio Mennini Ministero della Salute Paolo Colombari Invenium Legaltech Carlo Bassanini Coopservice Francesca Merzagora Onda Ets -tit_org- La via per una sanità sostenibile -sec_org-
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title§§ Dispositivi medici, al via il tavolo con le imprese
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Estratto da pag. 16 di "SOLE 24 ORE" del 25 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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tp:ocr§§ l’iniziativa del governo Dispositivi medici, al via il tavolo con le imprese «Accogliamo con grande aspettativa la convocazione del tavolo sulla governance dei dispositivi medici presso il ministero della Salute. Si tratta di un passo importante per il settore e per l'intero sistema salute, nella direzione di una maggiore efficienza a beneficio dei cittadini, della sostenibilità della spesa pubblica e delle imprese». Così il Presidente di Confindustria Dispositivi medici, Fabio Faltoni, alle parole del Capo Dipartimento della programmazione dei dispositivi medici del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, Francesco Saverio Mennini, che durante il convegno su “Dispositivi Medici: innovazione e imprese per la sanità del futuro” ha annunciato la firma del ministro Orazio Schillaci del decreto per l'avvio del tavolo sulla governance dei dispositivi medici. «Auspichiamo che il confronto con il Ministero - ha aggiunto Faltoni - consenta di lavorare a una corretta definizione dei fabbisogni sanitari per le tecnologie mediche, oltre che a rimuovere gli ostacoli all'accesso delle tecnologie innovative, nell'interesse dei pazienti. La revisione dei regolamenti europei che disciplinano il settore, il tavolo al Mef per il superamento del payback ed ora questo tavolo per una nuova governance post market pongono le condizioni per una revisione complessiva dei meccanismi di governo del settore in una prospettiva di semplificazione e di riconoscimento del valore del comparto». Tra le prime misure allo studio per il settore del biomedicale che potrebbero vedere già un primo segnale in manovra c’è il rialzo del tetto di spesa sugli acquisti di dispositivi medici oggi fissato al 4,4% sul Fondo sanitario (si ipotizza di cominciiarlo a farlo salire di uno 0,2% all’anno). In pista anche l’idea - come già avviene per i farmaci - di un Fondo per i dispositivi innovativi che non rientrano poi nel meccanismo del payback. —Marzio Bartoloni © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dispositivi medici, al via il tavolo con le imprese -sec_org-
tp:writer§§ Marzio Bartoloni
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title§§ Farmaci, dal payback alla spesa: così può cambiare la governance
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Estratto da pag. 22 di "SOLE 24 ORE" del 25 Sep 2025
Il cantiere. Il Governo lavora alle prime misure in manovra e al testo unico sulla farmaceutica per ridurre anche l'aumento dei costi sulle imprese: si punta ad alzare il tetto delle risorse a disposizione del Ssn
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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tp:ocr§§ Italia leader in Europa nella produzione. Il nostro Paese è al vertice in Europa nella produzione di farmaci con 54 miliardi di euro nel 2024 Farmaci, dal payback alla spesa: così può cambiare la governance Il cantiere. Il Governo lavora alle prime misure in manovra e al testo unico sulla farmaceutica per ridurre anche l’aumento dei costi sulle imprese: si punta ad alzare il tetto delle risorse a disposizione del Ssn I l fischio d’inizio per provare a ridisegnare il governo della spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale è scattato da poco. Il primo tempo si giocherà da qui a fine anno quando sarà licenziata la nuova legge di bilancio sulla quale cominciano già a circolare le prime ipotesi. Il secondo tempo durerà invece almeno fino a fine dicembre 2026, il termine entro il quale dovranno essere varati i decreti attuativi del testo unico sui farmaci appena varato dal Consiglio dei ministri, con il rischio di finire comunque a giocare anche i supplementari visto che si tratta di una partita molto delicata. La posta in gioco è infatti non semplice: da una parte c’è la necessità di provare a rallentare e governare una spesa farmaceutica a carico dello Stato che negli ultimi anni è esplosa sfiorando i 24 miliardi nel 2024 (+8,6%) sulla spinta di una popolazione che invecchia sempre di più e con innovazioni terapeutiche più costose che bussano alla porta ogni giorno e dall’altra l’intenzione di non colpire la filiera dell’industria farmaceutica, leader in Europa nella produzione e ora anche sotto la minaccia dei dazi Usa, Il problema numero uno per l’industria è il peso del payback - l’obbligo per le aziende farmaceutiche di ripagare metà dello sfondamento del tetto di spesa sugli acquisti di farmaci ospedalieri - che è schizzato in su insieme alla spesa, superando ormai i due miliardi. Un conto salatissimo non più sopportabile per le imprese, su cui ora si aspetta un intervento del Governo. Che proprio nel Ddl delega - che dovrà riunire e semplificare in un testo unico tutta la legislazione farmaceutica - ha scritto nero su bianco che l’obiettivo delle nuove norme è anche quello di «prevedere l'adeguamento o la revisione dei tetti della spesa farmaceutica, nonché la revisione dei meccanismi di payback». Un impegno a rivedere la governance della farmaceutica targata Ssn da qui a un anno e mezzo (fine 2026 è il termine ultimo per i decreti attuativi) che è stata accolta positivamente dalle industrie farmaceutiche: «È un segnale di attenzione importante che dimostra una visione chiara del Governo, rafforza la collaborazione tra istituzioni e industria, nell'interesse comune di garantire cure sempre più efficaci e accessibili ai cittadini italiani», ha spiegato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Che indica anche il «passo successivo» e cioè il più vicino: la legge di bilancio «che, siamo fiduciosi, - aggiunge Cattani - confermerà questo positivo orientamento con ulteriori azioni concrete». Ma cosa bolle in pentola in manovra? Ci sono diversi ragionamenti in corso al ministero della Salute che dovranno poi passare per il vaglio del ministero dell’Economia: il primo riguarda l’idea di alzare l’asticella dei fondi destinati alla farmaceutica almeno dal 15,3% sul Fondo sanitario al 15,8% spuntando così circa 700 milioni in più a cui se ne dovrebbero aggiungere altrettanti se lo stesso Fondo sarà aumentato di due miliardi in più nel 2026 (a cui si aggiungano i quattro miliardi stanziati nella manovra dell’anno scorso). Questo doppio intervento dovrebbe far abbassare il livello del payback sotto la soglia dei due miliardi. L’idea è poi anche intervenire sul cosiddetto payback della convenzionata, che costa alle aziende circa 170 milioni: si punterebbe ad abolirlo o almeno ad attutirlo. Fin qui gli interventi tampone. Per il futuro il cantiere è aperto: all’Aifa - l’Agenzia italiana del farmaco che monitora la spesa farmaceutica che nel primo quadrimestre del 2025 ha avuto comunque un mini-rallentamento - si ragiona per il futuro su alcune strade per controllare la spesa, come un meccanismo di r
imborso dei farmaci in base ai risultati di cura delle terapie o sulla revisione dei prezzi in caso di estensione delle indicazioni terapeutiche. Ma il tema centrale di come superare definitivamente il diabolico meccanismo del payback invece è ancora tutto aperto: di sicuro c’è per la prima volta la volontà anche al ministero dell’Economia di superarlo o di attenuarlo magari in modo che non colpisca tutte le aziende allo stesso modo, come ha spiegato questa estate la stessa Ragioniera dello Stato Daria Perrotta: « La volontà è superare un meccanismo che ha fatto il suo tempo, per farlo occorre capire perché è nato, come sta andando e cosa sta danneggiando». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Image:imagoeconomica Italia leader in Europa nella produzione. Il nostro Paese è al vertice in Europa nella produzione di farmaci con 54 miliardi di euro nel 2024 Le risorse a disposizione e la tagliola del payback L’impatto sulle imprese del tetto di spesa sugli acquisti diretti dei farmaci Dati in milioni di euro e % 2023 2024 2025 Fondo sanitario base (Fsn) Per calcolo del tetto, In mln € 127.585 133.008 135.354 Tetto acquisti diretti 8,3% Fsn - In mln € 10.143 11.040 11.234 Tetto acquisti diretti % su Fsn 7,95% 8,30% 8,30% Spesa acquisti diretti In mln € 13.422 15.056 15.850 Sfondamento In mln € 3.279 4.016 4.616 RIPIANO A CARICO IMPRESE In mln € 1.803 2.174 2.480 2.308 Ripiano acquisti diretti 1,83% Spesa convenzionata 164 Fonte: Farmindustria 166 172 marcello cattani Presidente di Farmindustria -tit_org- Farmaci, dal payback alla spesa: così può cambiare la governance -sec_org-
tp:writer§§ Marzio Bartoloni
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title§§ Fraccaro: «Ho taciuto sui dispositivi importati pericolosi per la salute»
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Estratto da pag. 15 di "VERITÀ" del 25 Sep 2025
L'ex sottosegretario: «Martina mi disse di aver informato i pm». La chat letta in commissione, però, lo smentisce
pubDate§§ 2025-09-25T03:44:00+00:00
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tp:ocr§§ Fraccaro: «Ho taciuto sui dispositivi importati pericolosi per la salute» L’ex sottosegretario: «Martina mi disse di aver informato i pm». La chat letta in commissione, però, lo smentisce n «Dalla Commissione Covid stanno emergendo fatti gravi. Atti, documenti e testimonianze ci confermano che su richiesta della struttura commissariale di Domenico Arcuri, nominato da Giuseppe Conte, durante la pandemia da coronavirus sono state importate in Italia mascherine con marchio Ce contraffatto, pericolose per la salute e pagate il triplo rispetto al prezzo di mercato dell’epoca». A ribadirlo è stata ieri Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, durante la conferenza stampa organizzata da Fdi sulle novità emerse finora dai lavori della bicamerale. «Risulta poi che è stata la normativa del governo di allora a consentire un abbattimento dei controlli generalizzato che ha fatto entrare di tutto. Il governo Conte conosceva tutte le criticità: responsabilità penali, erariali e politiche sulle quali è doveroso fare ogni tipo di accertamento e anche le Procure d’Italia dovranno fare la loro parte», ha concluso la deputata. Gli ha fatto eco il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: «La commissione ha il compito di cercare la verità, quello che mi sorprende è la reticenza dell’allora maggioranza rispetto all’accertamento della verità che stiamo perseguendo. Riccardo Fraccaro (ex esponente del Movimento 5 stelle e sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Conte 2, nda) - prosegue Bignami - ha detto, “è vero quello che è stato riferito in commissione, che venni informato di mascherine pericolose immesse nel circuito sanitario, non ho ritenuto di dire niente perché c’era un’indagine in corso”. Questo è da irresponsabile o peggio ancora. Hanno operato con omertà. Fraccaro venga in commissione e Conte dica se sapeva. È gravissimo quello cui noi stiamo assistendo e riteniamo che sia necessario che la Commissione approfondisca. Perché al di là del miliardo e 250 milioni di euro; al di là del fatto che le mascherine sono state pagate il triplo; al di là del fatto che ci sono processi imbastiti in alcune Procure, come Bologna, e dentro Tribunali sul fatto che quelle mascherine hanno ricevuto una certificazione di falsità; al di là del fatto che tutto ciò a nostro modo di vedere rientra in un medesimo disegno; al di là di tutto ciò, e già basterebbe, l’immissione, il consumo di queste mascherine può aver determinato il decesso di tante persone che ritenevano di essere protette». Bignami si riferisce alla nota diffusa ieri dall’ex sottosegretario in seguito alla testimonianza davanti la bicamerale dell’ex funzionario delle Dogane, Miguel Martina. «Martina», ha dichiarato ieri in una nota Fraccaro, «ha detto di aver denunciato alla Procura presunti reati sull’importazione di mascherine e di avermi informato al riguardo. Appurato che i fatti erano stati denunciati alla Procura, scelsi in quel momento di non riferire a nessuno questa informazione e chiesi a Martina di non aggiornarmi su fatti coperti da segreto d’ufficio per non intralciare in alcun modo la magistratura né compromettere le indagini. È la condotta che ho ritenuto più corretta perché orientata a consentire l’accertamento della verità senza se e senza ma». Tuttavia, dalla trascrizione dell’audizione di Martina davanti alla commissione, non emerge che l’ex funzionario delle dogane abbia detto di aver riferito a Fraccaro di aver presentato denunce. E anche il testo del messaggio Whatsapp inviato l’11 maggio 2020 da Martina a Fraccaro (e letto durante la seduta della bicamerale) non contiene alcun riferimento a denunce presentate in Procura. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: IRENE COSUL CUFFARO Heading: Highlight: Image:PROTAGONISTA Riccardo Fraccaro, ex sottosegretario nel governo Conte bis [Ansa] -tit_org- Fraccaro: «Ho taciuto sui dispositivi importati pericolosi per la salute» -sec_org-
tp:writer§§ IRENE COSUL CUFFARO
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