title§§ CISL FP Verona: «Senza investimenti sul personale, il sistema salute non regge» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101776805931.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "daily.veronanetwork.it" del 21 Sep 2025
Il sindacato denuncia la grave carenza di personale sanitario a Verona e chiede interventi strutturali nella legge di bilancio, superando tetti di spesa e garantendo incentivi concreti.
pubDate§§ 2025-09-21T09:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101776805931.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101776805931.PDF', 'title': 'daily.veronanetwork.it'} tp:url§§ https://daily.veronanetwork.it/politica/cisl-fp-verona-sanita-al-collasso-servono-risorse-vere-e-scelte-coraggiose/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101776805931.PDF tp:ocr§§ RedazioneCISL Funzione Pubblica Verona interviene con fermezza sul tema della carenza di personale sanitario, sollevando l’allarme in seguito ai dati della Fondazione Gimbe e alle prime indicazioni sulla prossima legge di bilancio.LEGGI LE ULTIME NEWS«Non bastano le promesse. Servono risorse vere, riforme strutturali e scelte coraggiose. Superare il tetto di spesa e defiscalizzare le indennità non è un lusso, è una necessità», afferma Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL FP Verona.Secondo le stime, servirebbero almeno tre miliardi di euro per attuare le misure ipotizzate dal Ministero della Salute. Anche il traguardo dei 2 miliardi, come auspicato dal Ministro Schillaci, sarebbe solo un primo passo.LEGGI ANCHE: L’energia dei Maori travolge Verona e il TocatìTra le priorità evidenziate da CISL FP Verona:Nel territorio veronese, prosegue Zanini, si registra una grave carenza di infermieri e OSS, con reparti sotto pressione, concorsi deserti e una fuga dei giovani dalla professione.«Non si può continuare a trattare chi lavora in corsia come chi lavora in ufficio. Servono regole nuove, strumenti nuovi, dignità nuova», aggiunge il segretario.Il quadro delineato dalla Fondazione Gimbe, che pone l’Italia al 14° posto in Europa per spesa sanitaria pubblica (6,3% del PIL) e all’ultimo tra i Paesi del G7, rafforza l’urgenza di un intervento strutturale.«Difendere il personale sanitario significa difendere il diritto alla salute dei cittadini. Non possiamo più aspettare. La legge di bilancio deve essere il punto di svolta, non l’ennesima occasione mancata», conclude Zanini.DAILY VERONA – Il quotidiano di VeronaGruppo Verona NetworkTel. +39 045 8650746Ufficio commerciale: marketing@veronanetwork.itComunicati stampa: redazione@veronanetwork.it© dailyverona.it – Testata giornalistica on-line – Reg. Trib. di Verona n. 2115 del 3/9/2018 – Direttore responsabile Matteo Scolari ©Smart Network Srl – Via Torricelli 37 – 37136 Verona – P.Iva 03755460239 REA VR362930 – CAP. SOC. € 80.000Siti web Verona – Visiodot.comDaily EspressoRicevi gratis l'informazione del mattino,tutti i giorni alle 6.30Iscriviti qui tp:writer§§ Valentina Ceriani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101776805931.PDF §---§ title§§ GIMBE: FSE, nel Lazio il 98% dei Medici di famiglia e Pediatri di Libera Scelta aggiorna il FSE, ma solo il 5 % dei cittadini lo usa. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103094006783.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "fimmgroma.org" del 21 Sep 2025
Federazione Italiana Medici di Famiglia - Roma
pubDate§§ 2025-09-21T18:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103094006783.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103094006783.PDF', 'title': 'fimmgroma.org'} tp:url§§ http://fimmgroma.org/news/news/lazio/22711-gimbe-fse,-nel-lazio-il-98-dei-medici-di-famiglia-e-i-pediatri-pediatri-di-libera-scelta-aggiorna-il-fse,-ma-solo-il-5-dei-cittadini-lo-usa tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103094006783.PDF tp:ocr§§ News Lazio GIMBE: FSE, nel Lazio il 98% dei Medici di famiglia e Pediatri di Libera Scelta aggiorna il FSE, ma solo il 5 % dei cittadini lo usa. Dettagli Categoria: NEWS LAZIO Pubblicato Venerdì, 18 Luglio 2025 11:53 Tra gennaio e marzo 2025 il 98% dei Medici di famiglia e dei pediatri Pediatri di Libera Scelta del Lazio aggiorna il Fascicolo sanitario elettronico, un tasso di utilizzo alto se si confronta con l' Utilizzo da parte di medici specialisti che nella nostra regione si assesta al 60% circa calcolato al 31 marzo 2025. I numeri definiscono che il problema de FSE non sta nel suo aggiornamento, ma nella scarsa attrattiva' dei cittadini nel suo utilizzo, che nella nostra regione si attesta intorno al'5% con un 8% di consensi erogati , ecco che la Regione Lazio dovrebbero agire sui cittadini che non danno il consenso alla condivisione dei dati. Nello specifico, secondo GIMBE Alcuni documenti fondamentali – come il profilo sanitario sintetico, le prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, il referto specialistico ambulatoriale sono disponibili in oltre l'80% delle Regioni. Il certificato vaccinale e il documento di erogazione delle prestazioni specialistiche sono presenti in 15 Regioni e Province Autonome con un 71% , mentre il documento di erogazione dei farmaci e la scheda della singola vaccinazione compaiono nei FSE di 14 Regioni (67%).Il referto di anatomia patologica e il taccuino personale dell'assistito sono accessibili in 13 Regioni (62%). Soltanto 6 Regioni rendono disponibile la lettera di invito per screening, vaccinazioni e altri percorsi di prevenzione, mentre la cartella clinica è resa disponibile nel FSE solo dal Veneto. Con un 68% di documenti disponibili a livello nazionale. Questi dati mettono in evidenza difformità' regionali , ed errate politiche di attuazione a livello locale dove si pressa sui sanitari ma non si lavora sulla aderenza dei cittadini . Oltretutto i sistemi di aggiornamento sono nomati obbligatoriamente attraverso la cooperazione applicativa ai sensi del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 1°aprile 2008, recanti le regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del SPC previste dal Codice dell'Amministrazione Digitale - Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e senza oneri aggiuntivi per i medici e operatori sanitari che alimentano il processo del FSE, e questo evidenzia come la gestione del sistema fascicolo, soffra di inadeguatezze regionali , quando dovrebbe essere una risorsa nazionale, poiché 'molti dei dati mancanti sono proprio i dati regionali gia' presenti nei database locali e che non vengono interfacciati con il sistema centrale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103094006783.PDF §---§ title§§ Al via al quartiere Resistenza il progetto salute con la Fondazione Gimbe: esperti rispondono su dubbi e curiosità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101748705646.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "forlitoday.it" del 21 Sep 2025
Il nostro obiettivo è fare informazione - afferma Marco Dori, rappresentante della Fondazione Gimbe sul territorio -: spiegare ai cittadini come fruire dei servizi della sanità pubblica e renderli consapevoli dei loro diritti”
pubDate§§ 2025-09-21T07:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101748705646.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101748705646.PDF', 'title': 'forlitoday.it'} tp:url§§ https://www.forlitoday.it/cronaca/al-via-al-quartiere-resistenza-il-progetto-salute-con-la-fondazione-gimbe-esperti-rispondono-su-dubbi-e-curiosita.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101748705646.PDF tp:ocr§§ Il nostro obiettivo è fare informazione - afferma Marco Dori, rappresentante della Fondazione Gimbe sul territorio -: spiegare ai cittadini come fruire dei servizi della sanità pubblica e renderli consapevoli dei loro diritti”--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101748705646.PDF §---§ title§§ L'Aquila, la Festa dell'Unità si chiude con un'iniziativa per Gaza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101745105738.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 21 Sep 2025
Con una cena di solidarietà a favore della popolazione di Gaza si è chiusa la Festa dell’Unità 2025 all’Aquila.
pubDate§§ 2025-09-21T07:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101745105738.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101745105738.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/laquila-la-festa-dellunita-si-chiude-con-uniniziativa-per-gaza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101745105738.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfL’AQUILA – Con una cena di solidarietà a favore della popolazione di Gaza si è chiusa la Festa dell’Unità 2025 all’Aquila. Nel corso della serata è stato proposto anche un collegamento con Arturo Scotto, a bordo della Flotilla diretta a Gaza.La manifestazione, indicata dalla segreteria nazionale del Partito democratico come Festa nazionale tematica sulla sanità, si è svolta in Piazza del Teatro e ha ospitato incontri, dibattiti e momenti musicali.Ogni giornata ha previsto due dibattiti, sia di livello locale che nazionale. Tra i temi trattati: progetti per lo sviluppo urbano, cultura, sport, rilancio del centro storico, lavoro e utilizzo dei fondi pubblici. Spazio anche alle questioni delle aree interne, con interventi di amministratori, tecnici, imprenditori e operatori sociali e culturali sul tema dello spopolamento.Un approfondimento specifico è stato dedicato alla sanità provinciale, con la partecipazione della dirigenza della Asl 1, dell’ordine dei Medici e dei sindacati. I dibattiti di respiro nazionale, coordinati da Marina Sereni, hanno affrontato il futuro del Servizio sanitario nazionale, la non autosufficienza, l’integrazione socio-sanitaria e la medicina di genere, con la presenza di esponenti del mondo medico e politico, tra cui Nino Cartabellotta, Marco Furfaro, Serenella Caravella, Michele Fina, Luciano D’Amico, Livia Turco e Marco Savini.Nei prossimi giorni è prevista una conferenza stampa per tracciare un bilancio complessivo dell’iniziativa. Stampa in pdf TAGS partito democratico Sullo stesso argomento Festa dell’Unità, oggi la prima giornata a piazza del Teatro 18 Settembre 2025, @06:09 All’Aquila la Festa dell’Unità: tre giorni di dibattiti e musica. Il programma 11 Settembre 2025, @04:09 Perdonanza, appello per Gaza: “Trasformiamo la festa in un momento di pace” 13 Agosto 2025, @05:08 Cultura, il Pd aquilano insiste: fallimento generale 29 Luglio 2025, @03:07 PD risponde a De Santis: “Gioca con le parole per provare a nascondere l’urbanistica on demand” 11 Luglio 2025, @05:07 Il giallo del Pd abruzzese: senza segretario da due giorni, ma nessuno sa perché 28 Giugno 2025, @05:06 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101745105738.PDF §---§ title§§ Si chiude la Festa dell'Unità: Pd «Grande successo di pubblico» - News Town L'Aquila Abruzzo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101754405835.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "news-town.it" del 21 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 21 Sep 2025
Sanità: situazioni critiche in quasi tutte le strutture, in Calabria mancano pediatri e anche i dottori “di famiglia” saranno sempre meno
pubDate§§ 2025-09-21T08:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101759905854.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101759905854.PDF', 'title': 'quotidianodelsud.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/salute-e-assistenza/2025/09/21/sanita-calabria-una-regione-senza-pediatri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101759905854.PDF tp:ocr§§ Sanità: situazioni critiche in quasi tutte le strutture, in Calabria mancano pediatri e anche i dottori “di famiglia” saranno sempre menoCOSENZA – Mai così in crisi, o forse l’ultimo atto di un’emorragia che va avanti da troppo tempo. La sanità in Calabria ha sempre meno pediatri nei reparti ospedalieri, comprese le terapie intensive neonatali. E nel frattempo si assiste ad uno spostamento quasi costante dall’ospedale al territorio. In altre parole, i dottori preferiscono essere pediatri di libera scelta che muoversi nei corridoi degli ospedali. Le ragioni? Tante, turni difficili, rischio professionale elevato, stipendi non adatti. Una crisi che la stessa regione aveva riconosciuto circa tre anni fa, partorendo però soltanto una convenzione con l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, prima struttura (dati Agenas riferiti al 2023) in Italia per “attrattività”, ovvero dell’ospedale al primo posto in classifica per numero di pazienti provenienti da altre regioni. Al costo di un milione e mezzo di euro all’anno e per tutto un triennio i medici dell’ospedale sono arrivati in Calabria per effettuare visite specialistiche e, eventualmente, “trasferire” i piccoli calabresi fuori regione in cerca di risposte.LA GIUNGLA CALABRESEA luglio scorso Mimma Caloiero, primaria di Pediatria all’ospedale di Lamezia lancia attraverso i social una “richiesta” piuttosto particolare. Lo fa richiamando l’iniziativa dell’Asp di Catanzaro in cerca di Pediatri in pensione specializzati in neonatologia da inserire all’interno delle strutture ospedaliere in supporto ai camici bianchi (pochi) in servizio. In sostanza la dottoressa invita gli interessati a contattarla in privato. Il 26 agosto sempre l’Asp di Catanzaro avvia le procedure per un concorso, a tempo indeterminato, destinato a coprire tre posizioni di pediatra negli ospedali della provincia. Il termine della procedura iniziale è fissato al nove ottobre 2025. Bisognerà vedere quante persone risponderanno alla chiamata.Intanto, come specificato, l’emorragia di dottori è in atto ed è piuttosto grave. Da un lato accade quello che si è visto già in altri settori negli ultimi anni, i dottori cubani sostanzialmente sono l’ultimo anello di una catena forse già spezzata. Senza di loro le carenze all’interno delle strutture sarebbero così importanti da dichiarare l’effettivo “default” sanitario per mancanza di persone disponibili a curare i calabresi.Il problema è strutturale, ma è anche fiaccato da procedure frammentate e a volte “strane”. Chiamate a pensionati, tempi determinati, coperture a sostituzione. La stabilità arriva sempre all’ultimo. E non è un caso. Uno degli ultimi provvedimenti dell’Asp di Catanzaro è stato prolungare di un anno il contratto a tempo determinato per una dottoressa pediatra in servizio proprio a Lamezia. Resterà in servizio fino al 19 settembre del prossimo anno.LA SITUAZIONEI numeri della “fuga” di dottori, tra pensionamenti e scelte, è importante. A Lamezia, per restare qui, da ottobre del 2024 fino ad oggi hanno lasciato l’ospedale otto pediatri. Uno invece ha chiuso la sua esperienza a Soverato. Allo stato attuale nessuno di questi medici è stato sostituito stabilmente. Restano dei posti vuoti che vengono coperti con turni sempre più intensi. E l’andazzo sembra essere lo stesso anche se si guarda al futuro. Ci sono altri sei specialisti nel Catanzarese pronti ad andare via o a pensionarsi senza alcuna ipotesi di sostituzione.Ma in altre province le cose sembrano andare anche peggio. Un caso è la Terapia intensiva neonatale del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Qui ad andare via sono stati ben dieci specialisti, soltanto due in pensione. Stessa questione nella Dulbecco di Catanzaro. Anche qui si cominciano a vedere le prime crepe. Sono almeno tre gli specialisti che nell’ultimo anno hanno preferito fare i pediatri di libera scelta invece che restare in ospedale. A Corigliano, invece, sono i medici cubani a tenere in piedi il servizio.SANITA’: I PEDIATRI DI FAMIGLIA SARANNO SEMPRE MENO IN CALABRIADetta così sembra che la situazione sul territorio sia tutto sommato stabile. Eppure, stando alle proiezioni della fondazione Gimbe, oltre 102 pediatri di famiglia andranno in pensione nei prossimi anni e non saranno sostituiti per sostanziale carenza di specialisti. Anche qui la situazione è piuttosto marcata. Già nel 2019 le prime, concretissime, avvisaglie di uno svuotamento del servizio si sono fatte vedere con un calo di circa il 10% rispetto all’anno precedente di professionisti in servizio.Stando ai dati Gimbe di questa estate ogni pediatra ha in carico 892 assistiti in Calabria, dato superiore al rapporto ottimale, sebbene sotto la media nazionale di 900. È anche inferiore al tetto massimo di 1.000 assistiti. Il vero problema è che la maggior parte dei dottori è prossimo ai settant’anni, e non è detto che possano essere “richiamati” su base volontaria all’interno degli ospedali per far fronte alla pensatissima crisi in atto.I numeri e le situazioni dicono comunque che c’è un disperato bisogno di pediatri negli ospedali e, a breve, anche negli studi. L’ennesima emergenza è servita. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101759905854.PDF §---§ title§§ Sanità: Calabria, una regione senza pediatri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101775805885.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 21 Sep 2025
Sanità: situazioni critiche in quasi tutte le strutture, in Calabria mancano pediatri e anche i dottori “di famiglia” saranno sempre meno
pubDate§§ 2025-09-21T08:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101775805885.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101775805885.PDF', 'title': 'quotidianodelsud.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/salute-e-assistenza/2025/09/21/sanita-calabria-una-regione-senza-pediatri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101775805885.PDF tp:ocr§§ Sanità: situazioni critiche in quasi tutte le strutture, in Calabria mancano pediatri e anche i dottori “di famiglia” saranno sempre menoCOSENZA – Mai così in crisi, o forse l’ultimo atto di un’emorragia che va avanti da troppo tempo. La sanità in Calabria ha sempre meno pediatri nei reparti ospedalieri, comprese le terapie intensive neonatali. E nel frattempo si assiste ad uno spostamento quasi costante dall’ospedale al territorio. In altre parole, i dottori preferiscono essere pediatri di libera scelta che muoversi nei corridoi degli ospedali. Le ragioni? Tante, turni difficili, rischio professionale elevato, stipendi non adatti. Una crisi che la stessa regione aveva riconosciuto circa tre anni fa, partorendo però soltanto una convenzione con l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, prima struttura (dati Agenas riferiti al 2023) in Italia per “attrattività”, ovvero dell’ospedale al primo posto in classifica per numero di pazienti provenienti da altre regioni. Al costo di un milione e mezzo di euro all’anno e per tutto un triennio i medici dell’ospedale sono arrivati in Calabria per effettuare visite specialistiche e, eventualmente, “trasferire” i piccoli calabresi fuori regione in cerca di risposte.LA GIUNGLA CALABRESEA luglio scorso Mimma Caloiero, primaria di Pediatria all’ospedale di Lamezia lancia attraverso i social una “richiesta” piuttosto particolare. Lo fa richiamando l’iniziativa dell’Asp di Catanzaro in cerca di Pediatri in pensione specializzati in neonatologia da inserire all’interno delle strutture ospedaliere in supporto ai camici bianchi (pochi) in servizio. In sostanza la dottoressa invita gli interessati a contattarla in privato. Il 26 agosto sempre l’Asp di Catanzaro avvia le procedure per un concorso, a tempo indeterminato, destinato a coprire tre posizioni di pediatra negli ospedali della provincia. Il termine della procedura iniziale è fissato al nove ottobre 2025. Bisognerà vedere quante persone risponderanno alla chiamata.Intanto, come specificato, l’emorragia di dottori è in atto ed è piuttosto grave. Da un lato accade quello che si è visto già in altri settori negli ultimi anni, i dottori cubani sostanzialmente sono l’ultimo anello di una catena forse già spezzata. Senza di loro le carenze all’interno delle strutture sarebbero così importanti da dichiarare l’effettivo “default” sanitario per mancanza di persone disponibili a curare i calabresi.Il problema è strutturale, ma è anche fiaccato da procedure frammentate e a volte “strane”. Chiamate a pensionati, tempi determinati, coperture a sostituzione. La stabilità arriva sempre all’ultimo. E non è un caso. Uno degli ultimi provvedimenti dell’Asp di Catanzaro è stato prolungare di un anno il contratto a tempo determinato per una dottoressa pediatra in servizio proprio a Lamezia. Resterà in servizio fino al 19 settembre del prossimo anno.LA SITUAZIONEI numeri della “fuga” di dottori, tra pensionamenti e scelte, è importante. A Lamezia, per restare qui, da ottobre del 2024 fino ad oggi hanno lasciato l’ospedale otto pediatri. Uno invece ha chiuso la sua esperienza a Soverato. Allo stato attuale nessuno di questi medici è stato sostituito stabilmente. Restano dei posti vuoti che vengono coperti con turni sempre più intensi. E l’andazzo sembra essere lo stesso anche se si guarda al futuro. Ci sono altri sei specialisti nel Catanzarese pronti ad andare via o a pensionarsi senza alcuna ipotesi di sostituzione.Ma in altre province le cose sembrano andare anche peggio. Un caso è la Terapia intensiva neonatale del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Qui ad andare via sono stati ben dieci specialisti, soltanto due in pensione. Stessa questione nella Dulbecco di Catanzaro. Anche qui si cominciano a vedere le prime crepe. Sono almeno tre gli specialisti che nell’ultimo anno hanno preferito fare i pediatri di libera scelta invece che restare in ospedale. A Corigliano, invece, sono i medici cubani a tenere in piedi il servizio.SANITA’: I PEDIATRI DI FAMIGLIA SARANNO SEMPRE MENO IN CALABRIADetta così sembra che la situazione sul territorio sia tutto sommato stabile. Eppure, stando alle proiezioni della fondazione Gimbe, oltre 102 pediatri di famiglia andranno in pensione nei prossimi anni e non saranno sostituiti per sostanziale carenza di specialisti. Anche qui la situazione è piuttosto marcata. Già nel 2019 le prime, concretissime, avvisaglie di uno svuotamento del servizio si sono fatte vedere con un calo di circa il 10% rispetto all’anno precedente di professionisti in servizio.Stando ai dati Gimbe di questa estate ogni pediatra ha in carico 892 assistiti in Calabria, dato superiore al rapporto ottimale, sebbene sotto la media nazionale di 900. È anche inferiore al tetto massimo di 1.000 assistiti. Il vero problema è che la maggior parte dei dottori è prossimo ai settant’anni, e non è detto che possano essere “richiamati” su base volontaria all’interno degli ospedali per far fronte alla pensatissima crisi in atto.I numeri e le situazioni dicono comunque che c’è un disperato bisogno di pediatri negli ospedali e, a breve, anche negli studi. L’ennesima emergenza è servita. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101775805885.PDF §---§ title§§ Mangialardi: “Le mie proposte per la sanità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101773005905.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "senigallianotizie.it" del 21 Sep 2025
La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo. Il centrosinistra [�]
pubDate§§ 2025-09-21T09:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101773005905.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101773005905.PDF', 'title': 'senigallianotizie.it'} tp:url§§ https://www.senigallianotizie.it/1327639466/mangialardi-le-mie-proposte-per-la-sanita tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101773005905.PDF tp:ocr§§ La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo.Il centrosinistra ha gestito questa fase complessa, ma non sempre nel modo giusto. Non siamo riusciti a spiegare e accompagnare cittadini e operatori sanitari nel percorso di cambiamento. Ã? mancata una comunicazione e una condivisione chiara, ed è da lì che sono nate le tensioni più forti.La destra nel 2020 ha vinto le elezioni speculando su questi temi e promettendo di riaprire ospedali, azzerare le liste dâ??attesa, assumere subito medici e infermieri. Nulla di questo è accaduto. Anzi, dopo cinque anni la situazione è peggiorata: liste dâ??attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di base e pediatri, sempre più marchigiani costretti a curarsi fuori regione. La gestione del PNRR è stata un disastro: le Case di Comunità non sono state pianificate in modo adeguato, ignorando la rete delle Case della Salute. Emblematico il caso di Corinaldo, nella provincia di Ancona: 3,8 milioni di euro persi, un presidio fondamentale mai realizzato, una ferita aperta per lâ??entroterra che più di tutti avrebbe avuto bisogno di un presidio sanitario di prossimità .Alle inefficienze già evidenti si aggiungono quelle sottolineate da analisti come Pesaresi, che parla di una â??vera occasione mancata di riequilibrio territorialeâ?. Il PNRR doveva servire a distribuire meglio le strutture sanitarie nei vari distretti, ma questo obiettivo non è stato perseguito. Le differenze tra territori restano elevatissime e ingiustificate. Circa la metà degli interventi presenta incongruenze sostanziali â?? ospedali di comunità confusi con RSA, dimensionamenti fuori norma, sovrapposizioni con altri servizi â?? che rischiano di compromettere la realizzazione delle opere. Anche la distribuzione dei posti letto è iniqua: formalmente ogni distretto avrà un Ospedale di Comunità , ma nella realtà i numeri restano sbilanciati e gli squilibri territoriali persistono. A questo si aggiungono scelte arbitrarie e poco trasparenti, come la creazione di categorie non previste dalla normativa â?? ad esempio gli â??ospedali di comunità di area disagiataâ? â?? decisioni prive di basi tecniche e guidate più dal consenso politico che da criteri sanitari.Anche sul socio-sanitario la giunta Acquaroli ha lasciato vuoti enormi: salute mentale (le Marche di Acquaroli hanno il triste primato di Regione che mette meno risorse su questo capitolo), disabilità , anziani non autosufficienti. Le strutture sono state lasciate sole, senza strumenti e senza risorse. Secondo la Fondazione GIMBE, nelle Marche oltre 150.000 persone rinunciano a curarsi per motivi economici. La spesa sanitaria privata cresce e le disuguaglianze si allargano.Per cambiare rotta servono scelte chiare:– Vogliamo riportare la spesa sanitaria pubblica al 7% del PIL– Costruire le Case e gli Ospedali di Comunità che la Giunta Acquaroli non è riuscita a realizzare e rafforzare la medicina territoriale– Affrontare la carenza di personale con piani di assunzione e formazione– Aumentare i fondi per la salute mentale, la disabilità e per i servizi per i non autosufficienti. Proponiamo inoltre un grande patto regionale per il SSN che coinvolga cittadini e operatori per rimettere al centro il diritto alla salute.– Un capitolo a parte riguarda le RSA. Dopo anni di immobilismo e dopo aver respinto tutte le proposte presentate dalle opposizioni, la giunta regionale ha approvato un aumento solo simbolico delle tariffe. Le difficoltà degli ultimi anni â?? dal Covid al caro energia, dagli adeguamenti normativi allâ??inflazione â?? avrebbero invece richiesto un sostegno straordinario, come avvenuto in molte altre Regioni. Acquaroli ha scaricato i costi sugli anziani e sulle famiglie. Noi proponiamo di riallineare le Marche agli standard nazionali in termini di contributo regionale. Inoltre, vogliamo eliminare la distinzione in termini di costi tra le Residenze protette demenze (in cui gli ospiti possono arrivare a pagare fino a 2860 euro al mese) e quelle per non autosufficienti. Infine, mi impegno affinché siano ripristinati finanziamenti adeguati al Fondo di solidarietà regionale (L.R. 25/2016) coinvolgendo i Comuni. da: Maurizio Mangialardi tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101773005905.PDF §---§ title§§ Giornata Mondiale dell'Alzheimer, i numeri in Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101815805293.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 20 Sep 2025
Leggi su Sky TG24 l''articolo Alzheimer, in Italia è un''emergenza sociale: coinvolte 4 milioni di persone
pubDate§§ 2025-09-21T05:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101815805293.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101815805293.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2025/09/21/giornata-mondiale-alzheimer-italia tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101815805293.PDF tp:ocr§§ L'Alzheimer non è soltanto una malattia della memoria, ma è diventata una vera e propria emergenza. Ai circa 1,1 milioni di pazienti con demenza si aggiungono infatti almeno 3 milioni di caregiver familiari, spesso lasciati soli. La Società italiana di geriatria in occasione della Giornata mondiale richiama l'attenzione sul coinvolgimento dei caregiver, a rischio di ansia e depressioneNon solo una malattia della memoria, anche una vera e propria emergenza sociale: sono oltre quattro milioni le persone in Italia che soffrono di Alzheimer, la cui Giornata mondiale ricorre ogni 21 settembre. Ai circa 1,1 milioni di pazienti con demenza si aggiungono infatti almeno tre milioni di caregiver familiari, spesso lasciati soli ad affrontare un peso enorme, con gravi ripercussioni sulla loro salute psicologica, fisica ed economica. Per questo la Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot), in occasione della Giornata richiama l'attenzione sul coinvolgimento dei caregiver e sulle conseguenze delle loro fatiche quotidiane.Secondo gli studi internazionali citati dalla Sigot, il 40% dei caregiver sviluppa sintomi di ansia o depressione: applicato alla realtà italiana significa oltre 1,2 milioni di persone a rischio di ammalarsi perché curano un familiare. Alla sofferenza quotidiana si aggiunge lo stigma sociale: molte famiglie vivono la diagnosi come una condanna da nascondere, restando isolate e prive di sostegno. L'Alzheimer è oggi la settima causa di morte nel mondo e in Italia assorbe circa 15 miliardi di euro l'anno, un costo che grava quasi esclusivamente sulle famiglie. La ricerca scientifica sta facendo progressi importanti, ma ancora non risolutivi: l'immunoterapia con anticorpi monoclonali anti-amiloide ha mostrato la capacità di rallentare il declino cognitivo in alcuni pazienti solo in misura contenuta. "La speranza nei farmaci innovativi è importante, ma non sufficiente. Serve una visione più ampia e integrata - sottolinea Lorenzo Palleschi, presidente della Sigot - Le priorità sono da individuarsi nella diagnosi precoce e in reti territoriali dedicate, con centri cognitivi diffusi; nella prevenzione attraverso stili di vita sani, attività fisica, alimentazione equilibrata e stimolazione cognitiva; comunità dementia-friendly, capaci di accogliere e non isolare; sostegno psicologico e servizi domiciliari strutturati per i caregiver".La riabilitazione come parte integrante della cura della demenza: è questo il tema centrale del Rapporto Mondiale Alzheimer 2025, redatto da Alzheimer's Disease International (Adi) e presentato in Italia dalla Federazione Alzheimer in vista del 21 settembre. Un documento che converge con le linee guida per la diagnosi e il trattamento della demenza redatte in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità, che confermano il valore degli interventi riabilitativi e psicosociali come parte integrante dell'assistenza accanto ai farmaci. "Il tema della riabilitazione dovrà essere incluso nel nuovo Piano, garantendo che questa tipologia di interventi sia parte integrante dei percorsi di cura e assistenza - spiega Mario Possenti, segretario generale della Federazione. "È necessario un vero cambiamento culturale: dobbiamo smettere di pensare che la vita finisca con la diagnosi di demenza. Una persona può vivere ancora a lungo, in modo pieno e con dignità - prosegue- se ha accesso a un sostegno efficace e personalizzato, capace di valorizzare le capacità residue e accompagnare la famiglia. Investire nella riabilitazione e nel supporto non è solo un dovere etico, ma anche una scelta strategica e sostenibile per il nostro futuro".Tra le priorità individuate per il futuro del nostro Paese: accesso ai percorsi riabilitativi e training cognitivi, capaci di sostenere memoria, attenzione e funzioni esecutive, in particolare nelle fasi iniziali, esercizio fisico e attività creative, terapia della reminiscenza, sviluppo della teleriabilitazione, per facilitare l'accesso ai programmi di sostegno a chi vive lontano dai centri specializzati, formazione dei te rapisti. "La riabilitazione restituisce un senso di identità e di intenzionalità: anche i più piccoli progressi possono trasformare una vita - ha dichiarato Paola Barbarino, Ceo di Alzheimer's Disease International - Con il giusto supporto si può vivere bene per molti anni dopo la diagnosi. È tempo che i sistemi sanitari offrano percorsi di riabilitazione per la demenza, come avviene per altre condizioni croniche", conclude.©WebphotoOgni 21 settembre cade la Giornata MondialeI del Morbo di Alzheimer. Per l'occasione, ecco alcune pellicole che aiutano a comprendere la malattia e che raccontano storie di sofferenza, famiglia e amoreVai alla FotogalleryL'Alzheimer non è soltanto una malattia della memoria, ma è diventata una vera e propria...Appena inaugurata, la sala cinematografica è stata realizzata grazie ad una donazione fatta..."Lo ricordo io per te" è il nuovo progetto poliedrico di Bravi che racconta il grande amore...Aspettative sociali distorte, pressione troppo alta e una malsana cultura della performance a...È del nostro Paese, secondo i dati della Fondazione Gimbe, il primato da 'fanalino di coda'...Per il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2025 Sky Italia - Sky Italia Srl Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101815805293.PDF §---§ title§§ Mangialardi: "Le mie proposte per la Sanità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101790306062.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "vivereancona.it" del 21 Sep 2025
La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo.
pubDate§§ 2025-09-21T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101790306062.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101790306062.PDF', 'title': 'vivereancona.it'} tp:url§§ https://www.vivereancona.it/2025/09/22/mangialardi-le-mie-proposte-per-la-sanit/145684 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101790306062.PDF tp:ocr§§ 21.09.2025 - h 10:03 4' di lettura La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo. Il centrosinistra ha gestito questa fase complessa, ma non sempre nel modo giusto. Non siamo riusciti a spiegare e accompagnare cittadini e operatori sanitari nel percorso di cambiamento. È mancata una comunicazione e una condivisione chiara, ed è da lì che sono nate le tensioni più forti.La destra nel 2020 ha vinto le elezioni speculando su questi temi e promettendo di riaprire ospedali, azzerare le liste d’attesa, assumere subito medici e infermieri. Nulla di questo è accaduto. Anzi, dopo cinque anni la situazione è peggiorata: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di base e pediatri, sempre più marchigiani costretti a curarsi fuori regione. La gestione del PNRR è stata un disastro: le Case di Comunità non sono state pianificate in modo adeguato, ignorando la rete delle Case della Salute. Emblematico il caso di Corinaldo, nella provincia di Ancona: 3,8 milioni di euro persi, un presidio fondamentale mai realizzato, una ferita aperta per l’entroterra che più di tutti avrebbe avuto bisogno di un presidio sanitario di prossimità.Alle inefficienze già evidenti si aggiungono quelle sottolineate da analisti come Pesaresi, che parla di una “vera occasione mancata di riequilibrio territoriale”. Il PNRR doveva servire a distribuire meglio le strutture sanitarie nei vari distretti, ma questo obiettivo non è stato perseguito. Le differenze tra territori restano elevatissime e ingiustificate. Circa la metà degli interventi presenta incongruenze sostanziali – ospedali di comunità confusi con RSA, dimensionamenti fuori norma, sovrapposizioni con altri servizi – che rischiano di compromettere la realizzazione delle opere. Anche la distribuzione dei posti letto è iniqua: formalmente ogni distretto avrà un Ospedale di Comunità, ma nella realtà i numeri restano sbilanciati e gli squilibri territoriali persistono. A questo si aggiungono scelte arbitrarie e poco trasparenti, come la creazione di categorie non previste dalla normativa – ad esempio gli “ospedali di comunità di area disagiata” – decisioni prive di basi tecniche e guidate più dal consenso politico che da criteri sanitari.Anche sul socio-sanitario la giunta Acquaroli ha lasciato vuoti enormi: salute mentale (le Marche di Acquaroli hanno il triste primato di Regione che mette meno risorse su questo capitolo), disabilità, anziani non autosufficienti. Le strutture sono state lasciate sole, senza strumenti e senza risorse. Secondo la Fondazione GIMBE, nelle Marche oltre 150.000 persone rinunciano a curarsi per motivi economici. La spesa sanitaria privata cresce e le disuguaglianze si allargano.Per cambiare rotta servono scelte chiare:Vogliamo riportare la spesa sanitaria pubblica al 7% del PIL Costruire le Case e gli Ospedali di Comunità che la Giunta Acquaroli non è riuscita a realizzare e rafforzare la medicina territorialeAffrontare la carenza di personale con piani di assunzione e formazioneAumentare i fondi per la salute mentale, la disabilità e per i servizi per i non autosufficienti. Proponiamo inoltre un grande patto regionale per il SSN che coinvolga cittadini e operatori per rimettere al centro il diritto alla salute.Un capitolo a parte riguarda le RSA. Dopo anni di immobilismo e dopo aver respinto tutte le proposte presentate dalle opposizioni, la giunta regionale ha approvato un aumento solo simbolico delle tariffe. Le difficoltà degli ultimi anni – dal Covid al caro energia, dagli adeguamenti normativi all’inflazione – avrebbero invece richiesto un sostegno straordinario, come avvenuto in molte altre Regioni. Acquaroli ha scaricato i costi sugli anziani e sul le famiglie. Noi proponiamo di riallineare le Marche agli standard nazionali in termini di contributo regionale. Inoltre, vogliamo eliminare la distinzione in termini di costi tra le Residenze protette demenze (in cui gli ospiti possono arrivare a pagare fino a 2860 euro al mese) e quelle per non autosufficienti. Infine, mi impegno affinché siano ripristinati finanziamenti adeguati al Fondo di solidarietà regionale (L.R. 25/2016) coinvolgendo i Comuni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092101790306062.PDF §---§ title§§ Mangialardi: "Le mie proposte per la Sanità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103105506926.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "vivereosimo.it" del 21 Sep 2025
La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo.
pubDate§§ 2025-09-21T21:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103105506926.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103105506926.PDF', 'title': 'vivereosimo.it'} tp:url§§ http://www.vivereosimo.it/2025/09/21/mangialardi-le-mie-proposte-per-la-sanit/145683/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103105506926.PDF tp:ocr§§ La sanità marchigiana viene da anni di trasformazioni difficili. Il decreto Balduzzi ha imposto una riorganizzazione nazionale, chiudendo o riconvertendo ospedali anche sul nostro territorio. Parallelamente sono stati programmati investimenti importanti: il nuovo ospedale di Amandola, il nuovo INRCA di Osimo, il nuovo Salesi di Ancona, il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo.Il centrosinistra ha gestito questa fase complessa, ma non sempre nel modo giusto. Non siamo riusciti a spiegare e accompagnare cittadini e operatori sanitari nel percorso di cambiamento. È mancata una comunicazione e una condivisione chiara, ed è da lì che sono nate le tensioni più forti.La destra nel 2020 ha vinto le elezioni speculando su questi temi e promettendo di riaprire ospedali, azzerare le liste d’attesa, assumere subito medici e infermieri. Nulla di questo è accaduto. Anzi, dopo cinque anni la situazione è peggiorata: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di base e pediatri, sempre più marchigiani costretti a curarsi fuori regione. La gestione del PNRR è stata un disastro: le Case di Comunità non sono state pianificate in modo adeguato, ignorando la rete delle Case della Salute. Emblematico il caso di Corinaldo, nella provincia di Ancona: 3,8 milioni di euro persi, un presidio fondamentale mai realizzato, una ferita aperta per l’entroterra che più di tutti avrebbe avuto bisogno di un presidio sanitario di prossimità.Alle inefficienze già evidenti si aggiungono quelle sottolineate da analisti come Pesaresi, che parla di una “vera occasione mancata di riequilibrio territoriale”. Il PNRR doveva servire a distribuire meglio le strutture sanitarie nei vari distretti, ma questo obiettivo non è stato perseguito. Le differenze tra territori restano elevatissime e ingiustificate. Circa la metà degli interventi presenta incongruenze sostanziali – ospedali di comunità confusi con RSA, dimensionamenti fuori norma, sovrapposizioni con altri servizi – che rischiano di compromettere la realizzazione delle opere. Anche la distribuzione dei posti letto è iniqua: formalmente ogni distretto avrà un Ospedale di Comunità, ma nella realtà i numeri restano sbilanciati e gli squilibri territoriali persistono. A questo si aggiungono scelte arbitrarie e poco trasparenti, come la creazione di categorie non previste dalla normativa – ad esempio gli “ospedali di comunità di area disagiata” – decisioni prive di basi tecniche e guidate più dal consenso politico che da criteri sanitari.Anche sul socio-sanitario la giunta Acquaroli ha lasciato vuoti enormi: salute mentale (le Marche di Acquaroli hanno il triste primato di Regione che mette meno risorse su questo capitolo), disabilità, anziani non autosufficienti. Le strutture sono state lasciate sole, senza strumenti e senza risorse. Secondo la Fondazione GIMBE, nelle Marche oltre 150.000 persone rinunciano a curarsi per motivi economici. La spesa sanitaria privata cresce e le disuguaglianze si allargano.Per cambiare rotta servono scelte chiare:da Maurizio Mangialardicandidato consiglio regionale con Matteo Ricci PresidenteQuesto è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 21-09-2025 alle 10:03 sul giornale del 22 settembre 2025 - 9 lettureSHORT LINK: https://vivere.me/gcyP tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/21/2025092103105506926.PDF §---§