title§§ L’AQUILA: SI CHIUDE LA FESTA DELL’UNITA’. PD, “GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO”
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Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 20 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-20T18:20:00+00:00
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tp:ocr§§ L’AQUILA – “Con una partecipatissima cena di solidarietà per la popolazione di Gaza, oltre 120 persone si sono prenotate in poche ore, impreziosita da un commovente collegamento con Arturo Scotto a bordo della Flotilla che si sta dirigendo a Gaza, si è conclusa la Festa dell’unità 2025, evento di rilevanza nazionale indicato dalla segreteria nazionale dem come Festa nazionale tematica sul tema della sanità”.È quanto si legge in una nota del Pd L’Aquila che di seguito pubblichiamo integralmente. Una festa che ha visto, nei tre giorni di incontri, dibattiti, danza e musica, la partecipazione di centinaia e centinaia di persone che hanno animato Piazza del Teatro rendendola luogo di partecipazione dal basso, di discussione e proposta.Ogni giorno si sono tenuti due dibattiti, di respiro locale e nazionale.Ci si è confrontati sul progetto di città da mettere in campo per costruire l’alternativa alla destra, attraverso l’ascolto di forze civiche, associazioni, movimenti, cittadine e cittadini su alcuni temi strategici per L’Aquila di domani, dalla cultura allo sport, dalla vocazione da restituire al centro storico al lavoro all’utilizzo dei fondi per il rilancio economico e sociale.Ma si è discusso anche di aree interne, con sindaci e sindache, amministratori e amministratrici, tecnici, imprenditori, operatori del settore sociale e culturale che, ogni giorno, lavorano sul territorio e con il territorio per combattere lo spopolamento.E ancora, la Festa è stata l’occasione per un confronto sulla sanità provinciale, con la dirigenza della Asl 1, l’ordine dei Medici e i sindacati.Con il coordinamento di Marina Sereni, responsabile Sanità della segreteria di Elly Schlein, i dibattiti nazionali hanno affrontato il tema del rilancio del sistema sanitario nazionale a fronte dei tagli imposti dal governo, di non autosufficienza e integrazione socio sanitaria, di medicina di genere e salute delle donne, con la presenza di ospiti di straordinari rilievo, dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta all’onorevole Marco Furfaro, dalla ricercatrice Svimez Serenella Caravella, dal senatore Michele Fina a Luciano D’Amico, da Livia Turco a Marco Savini di Emergency.Nei tre giorni di Festa, la discussione e il confronto sono finalmente tornati in piazza, tra la gente, stimolando partecipazione e idee e segnando, così, la strada che il Partito democratico intende seguire nei prossimi mesi, iniziando un ciclo di assemblee pubbliche.Nei prossimi giorni, si terrà una conferenza stampa per stilare un bilancio dell’evento.Commenti da Facebook RIPRODUZIONE RISERVATADownload in PDF©L’AQUILA: SI CHIUDE LA FESTA DELL’UNITA’. PD, “GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO”L'AQUILA - "Con una partecipatissima cena di solidarietà per la popolazione di Gaza, oltre 120 persone si sono prenotate in poche ore, impreziosita d...
tp:writer§§ Azzurra Caldi
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title§§ L’AQUILA: SI CHIUDE LA FESTA DELL’UNITA’. PD, “GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO”
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Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 20 Sep 2025
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title§§ Spesa sanitaria pubblica 2024. Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, ben sotto la media Ocse del 7,1%”
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Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 16 Sep 2025
pubDate§§ 2025-09-19T23:55:00+00:00
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tp:ocr§§ Studi e AnalisiSpesa sanitaria pubblica 2024. Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, ben sotto la media Ocse del 7,1%”Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi."Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10". In vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi Ocse, con l’obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione.La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. I confronti con i paesi Ocse e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto. È utile ricordare che la spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. Usa, Svizzera).Spesa sanitaria pubblica in percentuale del Pil. Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del Pil, un valore nettamente inferiore sia alla media Ocse (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell’area Ocse sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del Pil superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del Pil).Spesa sanitaria pubblica pro-capite. Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media Ocse ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080)."Di fatto in Europa – commenta il Presidente – per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi". Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell’Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l’incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei."L’entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente do
llaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all’intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno". Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7. "Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 – spiega il Presidente – racconta una storia di progressivo arretramento: l’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale". Nel 2024 l’Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di $ 3.835, mentre la Germania l’ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. "Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al Mef. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del Ssn da sostenere con continuità e convinzione politica"."Con l’avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 – conclude Cartabellotta – è proprio dall’impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire. Da quel divario imponente frutto di una visione arrendevole che ha dimenticato un principio fondamentale: la salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Fondazione Gimbe si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell’enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al Ssn e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro".
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Lavia (Cisl Calabria): "sanità e sociale priorità per nuovo governo regionale"
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Estratto da pag. 1 di "strettoweb.com" del 20 Sep 2025
Giuseppe Lavia, Segretario Generale della CISL Calabria, indica sanità e sociale come principali obiettivi del prossimo governo regionale
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tp:ocr§§ “La Sanità calabrese – scrive in una nota il Segretario Generale della CISL Calabria, Giuseppe Lavia – resta in difficoltà, in un contesto nazionale in cui è evidente come, dopo anni di tagli e di vincoli anacronistici ai tetti di spesa del personale, serva portare più in alto il rapporto PIL-risorse assegnate al Servizio Sanitario Nazionale. Nella nostra regione – prosegue Lavia – i dati Gimbe registrano un miglioramento riguardo ai LEA per due aree su tre (ospedaliera e prevenzione). Restiamo in ritardo sull’area distrettuale, cioè in quella medicina del territorio che è invece centrale per garantire il diritto alla salute.La crisi della medicina territoriale porta inevitabilmente all’intasamento dei Pronto Soccorso, con il numero degli accessi impropri che supera il 50%. Occorre superare i ritardi nella realizzazione delle 61 Case di Comunità e dei 20 Ospedali di Comunità previsti per la Calabria. L’esperienza fallimentare della Case della Salute mai partite sia da monito.Ma senza nuove assunzioni sarà impossibile attivare i servizi previsti. Per ogni Casa di comunità Hub, oltre ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti, servono un coordinatore infermieristico, da 7 a 11 infermieri, 5-8 unità di personale di supporto socio-sanitario e amministrativo. La priorità è in generale un grande piano reclutamento del personale sanitario che resta insufficiente nonostante le assunzioni e le stabilizzazioni effettuate. Per arginare la fuga dei medici dal servizio pubblico e per attrarre invece personale medico servono incentivi economici e condizioni di benessere organizzativo che vanno ricostruite, in un quadro di difficoltà nel reclutamento dei medici che accumuna tante regioni.Su mobilità passiva, liste di attesa, emergenza urgenza, tempi dei soccorsi restano tante criticità sulle quali occorre continuare a lavorare. E troppi calabresi – evidenzia ancora Giuseppe Lavia – sono costretti ancora a curarsi fuori regione. Per una vera e completa inversione di tendenza e per garantire pienamente il diritto alla salute serve una profonda revisione del sistema sanitario regionale, ci sono tantissime cose da fare, ad iniziare dalla scelta di un management che sia ovunque all’altezza delle sfide.Particolare attenzione va prestata alla qualità dell’ADI erogata agli over 65. Non bastano poche ore di assistenza per una vera presa in carico.Il privato, che non demonizziamo, deve integrare l’offerta sanitaria pubblica. Non può prendersi la polpa e lasciare l’osso al pubblico, come avviene in alcuni casi in Calabria.Sul sociale, serve attuare il Piano Regionale sulle fragilità, approvare il Piano Sociale Regionale per consentire la coprogettazione di Piani Sociali di Zona capaci di rispondere ai bisogni in maniera puntuale, attuare tutte le misure del Piano triennale per l’invecchiamento attivo. La grande sfida è realizzare l’integrazione fra sociale e sanitario.Come CISL – conclude il Segretario regionale dell’organizzazione sindacale, Giuseppe Lavia – siamo pronti a collaborare con il futuro governo regionale, consapevoli che per un problema così complesso non esistano soluzioni semplici, lavorando nell’interesse dei calabresi che hanno diritto ad una sanità normale. Con l’urgenza di uscire da un Commissariamento infinito, che ci ha regalato fino a poco tempo fa personaggi tragicomici, che i calabresi non dimenticano. Con la necessità di rendere molto meno stringenti i vincoli del piano di rientro. La strada del confronto è l’unica possibile“.Iscrivendoti dichiari di aver preso visione delle condizioni generali del servizio.©2025 StrettoWeb - Editore Socedit srl - P.iva/CF 02901400800
tp:writer§§ Mirko Spadaro
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§---§
title§§ Giuseppe Lavia, CISL Calabria: sanità e sociale, priorità per il nuovo governo regionale • TEN TV
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092002967808622.PDF
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Estratto da pag. 1 di "tenonline.tv" del 20 Sep 2025
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