title§§ I tempi di attesa stanno peggiorando link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003151406458.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CITTADINO BRIANZA NORD" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T04:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003151406458.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003151406458.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA NORD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003151406458.PDF tp:ocr§§ rapporto gimbe I tempi di attesa stanno peggiorando Il consigliere regionale Luca Paladini (Patto Civico) ha interrogato la giunta del Pirellone a proposito dell’ultimo rapporto Gimbe, secondo il quale “emerge che in Lombardia la percentuale di rinunce alle prestazioni sanitarie è passata dal 5,4% nel 2018 al 7,2% nel 2023. I tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono passati da 51 a 58 giorni in media”. Sullo sfondo, il piano nazionale per le liste d’attesa, che rischia di essere inattuato. Per l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, “i dati Gimbe non offrono una fotografia reale della situazione” e ”i problemi sulle liste di attesa riguardano soprattutto le visite specialistiche più complesse”. Secondo Bertolaso, “i dati verificati sono quelli del ministero della Salute”. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I tempi di attesa stanno peggiorando -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003151406458.PDF §---§ title§§ I tempi di attesa stanno peggiorando link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003138706331.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CITTADINO BRIANZA SUD" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T04:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003138706331.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003138706331.PDF', 'title': 'CITTADINO BRIANZA SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003138706331.PDF tp:ocr§§ rapporto gimbe I tempi di attesa stanno peggiorando Il consigliere regionale Luca Paladini (Patto Civico) ha interrogato la giunta del Pirellone a proposito dell’ultimo rapporto Gimbe, secondo il quale “emerge che in Lombardia la percentuale di rinunce alle prestazioni sanitarie è passata dal 5,4% nel 2018 al 7,2% nel 2023. I tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono passati da 51 a 58 giorni in media”. Sullo sfondo, il piano nazionale per le liste d’attesa, che rischia di essere inattuato. Per l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, “i dati Gimbe non offrono una fotografia reale della situazione” e ”i problemi sulle liste di attesa riguardano soprattutto le visite specialistiche più complesse”. Secondo Bertolaso, “i dati verificati sono quelli del ministero della Salute”. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I tempi di attesa stanno peggiorando -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003138706331.PDF §---§ title§§ I tempi di attesa stanno peggiorando link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003255807534.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CITTADINO VALLE DEL SEVESO" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003255807534.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003255807534.PDF', 'title': 'CITTADINO VALLE DEL SEVESO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003255807534.PDF tp:ocr§§ rapporto gimbe I tempi di attesa stanno peggiorando Il consigliere regionale Luca Paladini (Patto Civico) ha interrogato la giunta del Pirellone a proposito dell’ultimo rapporto Gimbe, secondo il quale “emerge che in Lombardia la percentuale di rinunce alle prestazioni sanitarie è passata dal 5,4% nel 2018 al 7,2% nel 2023. I tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono passati da 51 a 58 giorni in media”. Sullo sfondo, il piano nazionale per le liste d’attesa, che rischia di essere inattuato. Per l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, “i dati Gimbe non offrono una fotografia reale della situazione” e ”i problemi sulle liste di attesa riguardano soprattutto le visite specialistiche più complesse”. Secondo Bertolaso, “i dati verificati sono quelli del ministero della Salute”. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I tempi di attesa stanno peggiorando -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003255807534.PDF §---§ title§§ Scienza e umanità ai Dialoghi di Trani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001772405984.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "CORRIERE DEL MEZZOGIORNO BARI E PUGLIA" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T04:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001772405984.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001772405984.PDF', 'title': 'CORRIERE DEL MEZZOGIORNO BARI E PUGLIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001772405984.PDF tp:ocr§§ Domani si comincia con un omaggio ad Arvo Part Scienza e umanità ai Dialoghi di Trani L a 24esima edizione dei Dialoghi di Trani ha già dato inizio al suo viaggio di «Umanità», il tema di quest’anno che ha accompagnato anche le giornate di anteprima. Ma è domani che si entra nel vivo del festival organizzato dall’associazione culturale La Maria del porto. Dopo gli appuntamenti, tra gli altri, con il giornalista Francesco Giorgino con il suo ultimo libro «Giubilei» (alle 11.30, biblioteca comunale) e con l’economista Andrea Principe che parlerà di Calvino a quarant’anni dalla morte (19.30, Palazzo Beltrani), la serata lascerà spazio alla musica con un omaggio della Fondazione Paolo Grassi al maestro Arvo Pärt.I Dialoghi continueranno, poi, a Orsara di Puglia mercoledì 24, con Alan Friedman che, all’abbazia Sant’Angelo parlerà della «fine dell’impero americano». Dal 25 settembre e fino a domenica 28, il centro del festival torna ad essere Trani, con oltre 60 ospiti. Qui ampio spazio sarà dato alla sezione «Dialoghi con la scienza», confronto aperto sulle trasformazioni della nostra epoca, tra progresso tecnologico e disuguaglianze sociali. In primo piano anche il tema della salute e il dietro le quinte del servizio sanitario nazionale. A cominciare da venerdì 26, quando in piazza Quercia parlerà Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare e del laboratorio di virologia e microbiologia dell’azienda ospedale Università Padova. Del rapporto tra scienza e sanità, sabato 27 si discuterà, sempre in piazza Quercia, con un dialogo tra Rosy Bindi, già parlamentare e ministra della Sanità e autrice del nuovo saggio «Una sanità uguale per tutti» (Solferino), Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, Antonio Giordano, direttore dello Sbarro institute for cancer research and molecular medicine e il giornalista Pietro Del Soldà, conduttore di Radio3. La scienziata Michela Matteoli, professoressa ordinaria di Farmacologia, invece, proverà a rispondere a questioni che riguardano il cervello umano. Tra gli altri temi si parlerà anche dei progressi tecnologici nell’osservazione astronomica, descritti dall’astronomo Massimo Capaccioli e dal ricercatore Antonio Carnevale. E ancora, dei nuovi scenari dell’AI che oltrepassano i limiti umani, descritti dall’informatico Nello Cristianini, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale, e dell’impatto socio-culturale e politico delle piattaforme digitali, delineato in una lectio del fisico e scrittore Enrico Pedemonte con la Treccani. R. Ro. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: R. RO. Heading: Highlight: Image:L’ultima edizione dei Dialoghi dei Trani -tit_org- Scienza e umanità ai Dialoghi di Trani -sec_org- tp:writer§§ R. RO. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001772405984.PDF §---§ title§§ Una settimana tra sanità e agricoltura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001926102401.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "MILANO FINANZA" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T01:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001926102401.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001926102401.PDF', 'title': 'MILANO FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001926102401.PDF tp:ocr§§ Una settimana tra sanità e agricoltura AGORÀ - GLI EVENTI DI CLASS EDITORI ilano vive una settimana di confronti strategici con due appuntamenti firmati Class Editori: Best Italian Hospitals e AgricolturaOggi Summit. Si parte martedì 23 settembre alle 14 con la 4ª edizione di Best Italian Hospitals. L’evento, in diretta su Class Cnbc e in streaming sulle piattaforme del gruppo, metterà al centro i numeri della sanità italiana, dagli esiti clinici alla ricerca, per raccontare chi innova e dove si crea valore pubblico. L’assessore lombardo Guido Bertolaso illustrerà il modello regionale. Seguiranno gli interventi di Nino Cartabellotta (Fondazione Gimbe), Gabriele Pelissero (Aiop) e Paolo Petralia (Fiaso) sul rapporto pubblico-privato. Il dibattito si allargherà a intelligenza artificiale e robotica con Chiara Sgarbossa (PoliMi), Luigi Maria Terracciano (Humanitas), Elena Bottinelli (Gruppo San Donato) e Paolo Colombari (Invenium). Focus su governance e sostenibilità con Francesco Longo (SDA Bocconi) e Marco Centenari (Gruppo San Donato), mentre la prospettiva clinica sarà affidata a Filippo Anelli (Fnomceo), Barbara Mangiacavalli (Fnopi) e ai direttori di strutture d’eccellenza come Galeazzi, Monzino e M IEO. In serata i Best Italian Hospitals Awards, la classifica multiparametrica validata da un advisory board. Mercoledì 24 settembre alle 14 riflettori sull’agroalimentare con AgricolturaOggi Summit, dal titolo «L’agricoltura italiana genera valore: come coltivarlo e difenderlo», con la partecipazione del ministro Francesco Lollobrigida. Tra i relatori Paolo De Castro (Filiera Italia), Fabio Vitale (Agea), Nicola Bertinelli (Parmigiano Reggiano), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) e Luigi Scordamaglia (Filiera Italia, Eat Europe). Spazio a fertilizzanti e materie prime con Gianluca Lelli (Consorzi Agrari d’Italia) e Paolo Girelli (Assofertilizzanti-Federchimica), all’agricoltura rigenerativa con Tommaso Battista (Copagri) e Chiara Zaganelli (CREA) e al climate change con Cristiano Fini (Cia), Patrick Gerlich (Bayer), Massimo Medugno (Assocarta), Livio Proietti (Ismea), Stefano Mantegazza (Fondazione Altobelli) e Michele Zerbini (Barilla). Conclusione dedicata agli strumenti finanziari con Albano Agabiti (Asnacodi Italia), Ettore Prandini (Coldiretti) e Alessandro Tosi (Unicredit). (riproduzione riservata) ---End text--- Author: Redazione Heading: AGORÀ - GLI EVENTI DI CLASS EDITORI Highlight: Image: -tit_org- Una settimana tra sanità e agricoltura -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001926102401.PDF §---§ title§§ Riparto Fondo sanitario, Latronico | sostenga la nostra proposta link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003238507381.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "NUOVA DEL SUD" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T05:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003238507381.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003238507381.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003238507381.PDF tp:ocr§§ o Riparto Fondo sanitario, Latronico sostenga la nostra proposta bbiamo appreso che l’assessore Cosimo Latronico ha sostenuto in sede di Commissione salute nella Conferenza Stato-Regioni la proposta di un diverso criterio per tenere conto del riparto del Fondo Sanitario Nazionale al fine di prendere in considerazione le aree interne e quindi la densità abitativa. Questa posizione, tuttavia, non può diventare lo specchietto per le allodole per scartare le responsabilità politiche dopo sei anni di governo Bardi e dopo la solitaria direzione delle politiche sanitarie dell’assessore Latronico. Tradotto: il nostro deficit e i nostri problemi non dipendono da noi. Siamo a una mobilità passiva che nell’ultimo triennio di verifica si colloca tra i 350 e i 400 milioni di euro; si avvicinano a circa 400 milioni di euro i soldi che la Regione ha pagato per far curare i lucani non per complesse prestazioni ma per attività che potrebbero A essere rese tranquillamente sul nostro territorio. Per pagare i deficit in sanità nell’ultimo triennio saranno tirati fuori tra i 100 e i 150 milioni di euro; e già 100 milioni di euro sono stati presi per la prima volta dalle compensazioni ambientali, che ricordo sono cosa diversa dalle royalties. Ci sono e ci sono stati investimenti per 150 milioni di euro del Pnrr (eredità dei Governi del centrosinistra) in notevole ritardo: quando si inaugureranno Ospedali e Case di Comunità saranno stati traditi gli impegni e i tempi previsti. Impegni e tempi previsti – aggiunge l’esponente del Pd – non sono quelli del Pnrr (giugno 2026), come prova imprudentemente l’assessore Latronico a far passare come messaggio; Ospedali e Case di Comunità dovrebbero già essere operative. E non ritorno sui dati della Fondazione Gimbe che ci relegano in fondo alla classifica; il nostro sistema sanitario è in piedi grazie al personale e non alla politica; una politica presente ai convegni ma assente nella programmazione e nelle scelte concrete. Rispetto alla posizione di Latronico sui criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale abbiamo depositato una proposta di legge da portare in Parlamento ai sensi del comma 2 dell’art. 121 della Costituzione che prevede più risorse per la sanità, in rapporto al PIL, e politiche più incisive e concrete per assicurare il diritto alla salute nelle aree interne. Capiremo nei prossimi giorni – conclude Lacorazza – quale sarà l’atteggiamento dell’assessore regionale e della maggioranza che sostiene il governo Bardi. Anzi, per dare forza a talune impostazioni, sarebbe utile approvare prima possibile, unitariamente, la proposta di legge. * Capogruppo del Pd in Consiglio regionale ---End text--- Author: PIERO LACORAZZA Heading: Highlight: Image: -tit_org- Riparto Fondo sanitario, Latronico | sostenga la nostra proposta -sec_org- tp:writer§§ PIERO LACORAZZA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092003238507381.PDF §---§ title§§ «Sulla sanità una politica irresponsabile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001793305201.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001793305201.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001793305201.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001793305201.PDF tp:ocr§§ Lacorazza sulla proposta dell’assessore Latronico su un diverso criterio del Riparto «Sulla sanità una politica irresponsabile Per il politico «sarebbe utile approvare prima possibile la proposta di legge» “Abbiamo appreso che l’assessore Cosimo Latronico ha sostenuto in sede di Commissione salute nella Conferenza Stato-Regioni la proposta di un diverso criterio per tenere conto del riparto del Fondo Sanitario Nazionale al fine di prendere in considerazione le aree interne e quindi la densità abitativa. Questa posizione, tuttavia, non può diventare lo specchietto per le allodole per scartare le responsabilità politiche dopo sei anni di governo Bardi e dopo la solitaria direzione delle politiche sanitarie dell’assessore Latronico. Tradotto: il nostro deficit e i nostri problemi non dipendono da noi”. Così Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che prosegue: “Siamo a una mobilità passiva che nell’ultimo triennio di verifica si colloca tra i 350 e i 400 milioni di euro; si avvicinano a circa 400 milioni di euro i soldi che la Regione ha pagato per far curare i lucani non per complesse prestazioni ma per attività che potrebbero essere rese tranquillamente sul nostro territorio. Per pagare i deficit in sanità nell’ultimo triennio saranno tirati fuori tra i 100 e i 150 milioni di euro; e già 100 milioni di euro sono stati presi per la prima volta dalle compensazioni ambientali, che ricordo sono cosa diversa dalle royalties. Ci sono e ci sono stati investimenti per 150 milioni di euro del Pnrr (eredità dei Governi del centrosinistra) in notevole ritardo: quando si inaugureranno Ospedali e Case di Comunità saranno stati traditi gli impegni e i tempi previsti”. “Impegni e tempi previsti - aggiunge l’esponente del Pd - Non sono quelli del Pnrr (giugno 2026), come prova imprudentemente l’assessore Latronico a far passare come messaggio; Ospedali e Case di Comunità dovrebbero già essere operative. E non ritorno sui dati della Fondazione Gimbe che ci relegano in fondo alla classifica; il nostro sistema sanitario è in piedi grazie al personale e non alla politica; una politica presente ai convegni ma assente nella programmazione e nelle scelte concrete. Rispetto alla posizione di Latronico sui criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale abbiamo depositato una proposta di legge da portare in Parlamento ai sensi del comma 2 dell’art. 121 della Costituzione che prevede più risorse per la sanità, in rapporto al PIL, e politiche più incisive e concrete per assicurare il diritto alla salute nelle aree interne”. “Capiremo nei prossimi giorni – conclude Lacorazza – quale sarà l’atteggiamento dell’Assessore regionale e della maggioranza che sostiene il governo Bardi. Anzi, per dare forza a talune impostazioni, sarebbe utile approvare prima possibile, unitariamente, la proposta di legge”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:o Piero Lacorazza -tit_org- «Sulla sanità una politica irresponsabile -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001793305201.PDF §---§ title§§ Per contratto dirigenti medici ripartono le trattative link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001794005192.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "AVVENIRE" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001794005192.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001794005192.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001794005192.PDF tp:ocr§§ Per contratto dirigenti medici ripartono le trattative L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha convocato per il 1° ottobre 2025, alle ore 11, le Confederazioni e organizzazioni sindacali per l'apertura della trattativa sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024 per l'Area della dirigenza sanitaria. Lo rende noto il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, che ha inviato la convocazione ufficiale a tutte le sigle rappresentative. Il rinnovo interessa oltre 130mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. «La filosofia che guida questa tornata negoziale - spiega Naddeo - è chiara: valorizzare al meglio le risorse disponibili attraverso interventi mirati, senza stravolgere l'impianto normativo esistente». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Per contratto dirigenti medici ripartono le trattative -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001794005192.PDF §---§ title§§ Scelte coraggiose per la sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792805196.PDF description§§

Estratto da pag. 39 di "CORRIERE DELLA SERA" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792805196.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792805196.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792805196.PDF tp:ocr§§ SCELTE CORAGGIOSE PER LA SANITÀ IL FUTURO DEL NOSTRO SSN TRA CRISI STRUTTURALE E NECESSITÀ DI UNA RIFORMA Q ual è il nostro modello di sviluppo del sistema sanitario? La medicina cambia rapidamente e il tempo di raddoppio delle conoscenze è ormai molto breve, offrendo nuove terapie e modificando percorsi diagnostici. Ciò introduce rilevanti implicazioni gestionali che i sistemi sanitari sono chiamati ad affrontare e che non dipendono solo dall’incremento del loro finanziamento, che pure resta un aspetto fondamentale. Il nostro SSN, solidale ed accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, è una sorta di assicurazione finanziata con fondi pubblici di cui tutti i cittadini possono godere. Questo modello, i cui pregi sono indiscutibili, è però non solo molto costoso, ma soprattutto sfiancato da numerose difficoltà. Tra esse, disequilibrio di efficienza tra le Regioni, assenza di un coordinamento di reti specialistiche di terzo livello a livello nazionale con elevati tassi di migrazione sanitaria, carenza di personale sanitario pubblico e lunghe liste d’attesa, stipendi bassi e poco differenziabili in base alle competenze individuali a parità di livello amministrativo, espatrio di medici e ricercatori. Queste difficoltà si sono generate per una commistione di eventi a partire dalla riforma del titolo V della Costituzione del 2001 che, grazie a un referendum votato dal 34% dei cittadini, il 64% dei quali si espresse a favore, ha istituito i sistemi sanitari regionali. Non che il sistema precedente funzionasse bene, ma va ricordato che il profondo riassetto istituzionale non è avvenuto con l’accordo parlamentare tra le parti politiche, come sarebbe stato opportuno nell’interesse della collettività, ma con un referendum in cui un cittadino su cinque ha espresso il voto favorevole. Inoltre, pensare che sia stato il centrosinistra a trainare una riforma che ha imposto l’ampia autonomia delle Regioni in base a una strategia politica di cui si è persa memoria, tentando di rafforzare una proposta debole con un ampio consenso popolare non ottenuto, mentre il centrodestra depositava una proposta oppositiva ritenendo la riforma squilibrata, priva di sufficienti garanzie finanziarie e a rischio di disgregazione del sistema, a parte far sorridere o piangere, dovrebbe essere il punto di ripartenza per una discussione condivisa e intellettualmente onesta. A 25 anni di distanza, il nostro SSN regge come un vecchio robusto ponte grazie alla cornice costituzionale dell’art. 32, alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza e all’impegno di larga parte del personale, con indicatori di salute tra i migliori al mondo. Ma non si sviluppa perché l’assenza di una visione nazionale unitaria ostacola la sua trasformazione in un vero sistema adattivo, in grado di crescere con l’evoluzione della medicina. Alla riforma non sono seguiti infatti monitoraggio degli effetti, programmazione delle azioni e adeguato adattamento amministrativo. Lo Stato controlla finanziamento e formazione, le Regioni assumono il proprio personale e programmano ospedali e servizi senza alcuna visione generale del Paese, la Pubblica Amministrazione impedisce la flessibilità utile a un sistema che dovrebbe essere dinamico. La complicata gestione di questa stratificazione di variabili è la patata più bollente che ogni governo in carica eredita e per la quale cerca ricette rapide, efficaci e possibilmente semplici, mentre l’opposizione agita con permanente frenesia lo spettro della distruzione del SSN senza significative proposte analitiche. La legge di bilancio ha stanziato un incremento di 4 miliardi che amplia il Fondo Sanitario Nazionale dell’1.9% nel 2025 e 3% nel 2026, con la previsione di passare dagli attuali 136.5 miliardi a 144 nel 2030. Tra le critiche sollevate, che ciò non è sufficiente a risolvere la crisi del personale medico pubblico. Vero, perché la crisi è strutturale ed è un fattore cruciale per molti aspetti, tra cui le liste d’attesa. Quindi, una riforma è necessaria. In un’intervista di alcune settimane fa, il Ministro Schillaci ha ipotizzato che il personale medico possa essere spostato dalla Pubblica Amministrazione al Ministero della Salute, sottolineando che la sua gestione dovrebbe essere affrontata senza pregiudizi, essendo le attuali necessità del SSN lontane da quelle del tempo in cui è stato istituito e riformato. Ciò ha sollevato l’immediata accusa di privatizzazione. In realtà, l’idea è utile per analizzare le ragioni e cercare le soluzioni alla crescente disaffezione al sistema pubblico. Per esempio, il lavoro a tempo indeterminato è ancora la priorità dei giovani medici? La mobilità come possibilità di crescita professionale è importante? Posizioni intermedie, come l’aiuto primario di un tempo, potrebbero favorirla? Scegliere i primari attraverso un’assunzione di responsabilità delle direzioni, con poche regole che impediscano conflitti di interesse, penali severe in caso di imbrogli e stipendi differenziati in base alla complessità gestionale, invece che con concorsi a garanzia di un’equivalenza professionale ormai priva di senso, aumenterebbe l’attrattività del sistema pubblico? Dare loro l’obiettivo di differenziare le liste d’attesa in base alle necessità cliniche, invece di misurare il tempo di accesso ai servizi, potrebbe essere efficace? Indurrebbe inoltre riflessioni su nuove strategie per passare dall’attuale enorme numero di strutture specialistiche con uguali funzioni ma grandi disparità di personale medico ad un modello con efficienza e qualità più equamente distribuite nel Paese, migliore controllo della spesa e del rapporto con le strutture private convenzionate? Se per qualcuna di queste domande la risposta è sì, allora è il momento di discutere come cambiare, guardando al futuro memori del passato. ---End text--- Author: Giuseppe Lauria Pinter Heading: IL FUTURO DEL NOSTRO SSN TRA CRISI STRUTTURALE E NECESSITÀ DI UNA RIFORMA Highlight: ? Criticità Il sistema italiano, i cui pregi sono indiscutibili, è però non solo molto costoso, ma anche gravato da molte difficoltà ? Pregi e difetti È il momento di discutere di come cambiare, guardando al futuro e soprattutto memori del passato Image: -tit_org- Scelte coraggiose per la sanità -sec_org- tp:writer§§ Giuseppe Lauria Pinter guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792805196.PDF §---§ title§§ Ecco la manovra Tutto sulle armi (e sul condono) = Ecco la manovra Tutto su missili e carri briciole alla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792305203.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "DOMANI" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792305203.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792305203.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792305203.PDF tp:ocr§§ ÒÎ-12 MILIARDI, BRICIOLE SULLA SANITÀ Ecco la manovr· Tutto sulle anni (e sul condono) II ministro dell'Economia Giorgetti /lodi'risodi investire circa metà dei soldi a disposizione su riarmo e Difesa rOTOANSA STEFANO IANNACCONE a pagina â »I sgj §= ¿ 5 a= lipsg] II PRIME IPOTESI CONCRETE AL MEF: A DISPOSIZIONE 10-12 MILIARDI Ecco la manovra Tutto su missili e carri briciole alla sanità La metà delle risorse assorbita dalla Difesa per i sistemi d'arma Saltano le promesse di Salvini, per il ceto medio solo un mini taglio STEFANO IANNACCONE ROMA Tasse, Mezzogiorno, Difesa, aiuti alle imprese la manovra è ancora all'eienco delle buone intenzioni. Ma con una serie di misure che non è possibile approvare E altre che restano in forse, tra color che son sospese. Nella migliore delle ipotesi verrebbero varate con impatto minimo, giusto per dar fiato alla propaganda- Oltre il calcolo contabile si affaccia l'aspetto politico: l'assenza da parte del governo Meloni di una visione economica, ancora meno di politica industriale. Nulla di diverso rispetto a quanto visto finora. Secondo quanto trapela da fontì di governo, a disposizione ci sono tra i 10 e i 12 miliardi di euro da spendere in nuovi interventi, non di più, in attesa di capire ü contributo che potrebbe arrivare dalle banche. Alcune di queste risorse sono già state ipotecate dal taglio dell'Irpef al ceto medio, trasformatosi in un mantra-slogan per i prossimi mesi e di conseguenza per la campagna elettorale del 2027. Ma la fetta più ricca della torta, almeno la metà (5-6 miliardi di euro) spetta alla spesa mi litare. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, deve destinare la quota al collega della Difesa, Guido Crosetto, con un passaggio tecnico, e allo stesso tempo politico, non secondario: un conto sarebbe l'investimento in personale, con assunzioni nel comparto, ben altro significherebbe l'acquisto di missili e carri armati. Valutazioni che spettano a palazzo Baracchini, ma visti gli spin drammatici sui sistemi d'arma italiani obsoleti, viene facile immaginare la priorità del ministero. Un'operazione ad alto rischio politico. Le opposizioni faranno la differenza tra la spesa militare e quella per sanità. E non rivuole un indovino per comprendere la polemica più gettonata della prossima manovra: soldi per le armi sono più di quelli per gli ospedali. Imprese a secco Al ministero dell'Economia, intanto, Giorgetti ha iniziato il giochino del "vorrei ma non posso", che tanto stressa leader di partito, ministri e anche imprenditorL «Nella legge di Bilancio si deve avere il coraggio per puntare a un rilancio dei piano industriale del paese», ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che potrebbe essere il deluso numero uno dall'impianto della finanziaria. Il cantiere per le imprese è aperto, ma si vedono pochi lavori concreti. Il ritocco all'ires premiale è il massimo trapelato. La prossima settimana si capirà qualcosa in più sui margini di azione dopo la diffusione dei dati Isiat sull'economia. I n base alla performance, si potrà decidere la linea e capirecome impostare il nuovo Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) da portare in parlamento a inizio ottobre, Una certezza è stata scolpita: al di là delle promesse del leader della Lega, Matteo Salvini, la flat tax in vigore (per gli autonomi fino a 85mila euro di fatturato) non cambierà. Nessuna estensione per le partite Iva, nessuna introduzione per i lavoratori dipendenti. A voler essere ottimisti, nel governo prevedono un intervento sugli straordinari. Un contentino per dire che c'è stata una detassazione. Salvini, comun que, potrà ancora promettere fino alla stesura del testo. La propaganda sul pratone di Pontida è salva. Stesso discorso vale per eventuali mini riformedel sistema previdenziale tutto ciò che è considerato troppo costoso al Mef, viene trattato come la kryptonite per Superman. Tenuto a debita distanza. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha messo anima e corpo sulla riduzione del secondo scag lione dell'aliquota Irpef, portandola dal 35 al 33 per cento. Addirittura nel comizio di Ancona, il vicepremier azzurro ha battuto il tasto del taglio delle tasse, uno dei pochi a trattare la complicata materia della legge di Bilancio nell'intervento a favore di Francesco Acquaroli nelle Marche. Nessuno è riuscito a convincerlo del fatto che, in busta paga, il taglio potrebbe tramutarsi m aumento nell'ordine delle decine di euro, soprattutto per alcune fàsce di reddito. Anche il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, con tutte le prudenze del caso, ha promesso la misura, che avrà un costo di almeno 3 miliardi di euro, in base alla taratura che sarà decisa. E siccome alla matematica non si sfugge, nel paniere restano — se va bene — al massi- mo4 miliardi di euro. Una parte serve per dare a Salvini lo strapuntino della rottamazione delle cartelle. Non sarà il condono tombale agognato e promesso dal leader leghista, ma avrà un peso di un miliardo di euro almeno- Residuo salute Le rimanenze sono noccioline, se è vero che il governo ha già promesso un ampliamento di drca mezzo miliardo del plafond per la Zona economica speciale (Zes) del Mezzogiorno, in previsione della sua estensione a Marche e Umbria- Secondo i rumors un altro mezzo miliardo sarà diluito in altri provvedimenti per il Sud. Il salvadanaio è limitato, A meno di non usare le banche come un bancomat magari per garantire un miliardo e qualcosa alla sanità. Ma, al di là delle dichiarazioni bellicose di Salvini, deve ancora essere avviato il dialogo con gli istituti di credito, che vedono in Tajani il nume tutelare. Ha già rispolverato il paragone con l'Urss sulla tassazione delle banche. L'ennesima incognita sulla manovra dei "non posso" o e dei "forse". 'uRIprìGDUZIGNEFÌISERróTu II ministro Giancarlo Giorgetti deve/renare fe promesse saßat tax , ro e pensioni dei leader del suo partito Maîîeo Salvini - 3 é I ft - E ; , . - . , - , - , . S S SSSä-: SeSSS SSsS -tit_org- Ecco la manovra Tutto sulle armi (e sul condono) Ecco la manovra Tutto su missili e carri briciole alla sanità -sec_org- tp:writer§§ Stefano Iannaccone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792305203.PDF §---§ title§§ Ricette sempre più digitalizzate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792405208.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "ITALIA OGGI" del 20 Sep 2025

Alle farmacie territoriali il compito di presidio di prossimità

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792405208.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792405208.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792405208.PDF tp:ocr§§ CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Il ddl delega che riscrive la legislazione farmaceutica italiana Ricette sempre più digitalizzate Alle farmacie territoriali il compito di presidio di prossimità ccesso equo alle cure, farmacie di prossimità rafforzate e digitalizzazione dei processi: sono i tre pilastri del disegno di legge di delega approvato dal Consiglio dei Ministri il 18/9/2025 per riscrivere la legislazione farmaceutica italiana. Un intervento che punta a incidere direttamente sulla vita dei cittadini, dei pazienti cronici e rari, dei farmacisti e del personale sanitario. Il provvedimento, proposto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, affida al Governo la riforma complessiva del settore. L’obiettivo è duplice: rendere più veloce ed equo l’accesso ai medicinali e garantire un monitoraggio efficace della spesa farmaceutica, oggi una delle voci più sensibili del bilancio sanitario nazionale. Tra le novità più rilevanti, gli interventi sulla distribuzione dei farmaci. Si punta a incentivare la produzione interna di principi attivi ed eccipienti, riducendo la dipendenza dall’estero e assicurando continuità di fornitura. Una misura che guarda in particolare ai pazienti affetti da malattie croniche o rare, spesso penalizzati da carenze o ritardi nell’approvvigionamento. Altro capitolo centrale è la digitalizzazione. Le ricette diventano sempre più dematerializzate, i sistemi informativi regionali saranno integrati e conterranno dati su prescrizioni, dispensazioni, prezzi e stock. Una rete digitale che permetterà non solo di tagliare buroA crazia e oneri per medici e farmacisti, ma anche di monitorare con maggiore precisione consumi e spese, rafforzando i controlli e prevenendo sprechi. Le farmacie territoriali vengono riconosciute come presidi sanitari di prossimità, con un ruolo ampliato: non più solo dispensazione di farmaci, ma anche servizi di telemedicina, prevenzione ed educazione sanitaria. Un presidio ancora più strategico nelle aree interne e rurali, dove il Governo prevede una pianificazione più equa delle sedi farmaceutiche, per garantire la presenza capillare del servizio sul territorio. «Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge-delega per il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica si apre un percorso di riforma atteso da decenni», ha commentato Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute. «Gli obiettivi sono chiari: garantire un accesso più equo e rapido ai farmaci, valorizzare un settore che ci vede primi in Europa per produzione e quarti al mondo per export, con 292.000 professionisti occupati, superando i regi decreti del 1934 e 1938 e una normativa ormai anacronistica». La riforma tocca dunque i cittadini, che potranno contare su un accesso più tempestivo ai farmaci; i professionisti, che vedranno ridursi oneri burocratici e complessità amministrative; e il sistema sanitario, che potrà monitorare meglio la spesa e razionalizzare le risorse. ---End text--- Author: PINA RICCIARDO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ricette sempre più digitalizzate -sec_org- tp:writer§§ PINA RICCIARDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792405208.PDF §---§ title§§ Eutanasia legale: anche i medici chiedono la legge sul fine vita = Anche i medici chiedono la legge sul fine vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792605206.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "L'IDENTITÀ" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792605206.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792605206.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792605206.PDF tp:ocr§§ EUTANASIA LEGALE: ANCHE I MEDICI CHIEDONO LA LEGGE SUL FINE VITA ANCHE I MEDICI CHIEDONO LA LEGGE SUL FINE VITA EUTANASIA P er anni un tabù, al momento un grande argomento di dibattito. L’eutanasia ha sempre diviso, ma ad oggi i dati parlano chiaro: la maggior parte degli oncologi avverte la necessità di una legge sul Fine vita. Lo rivela un’indagine Aiom su 562 clinici. I risultati restituiscono l’immagine di una professione che, ogni giorno, si confronta con il limite estremo della medicina: il 60% dei medici somministra ancora trattamenti anticancro nell’ultimo mese di vita, spesso più per inerzia che per reale beneficio, mentre il 32% ammette di sentirsi impreparato ad accompagnare i malati oncologici nella fase terminale. ELEONORA CIAFFOLONI a pagina 6 Per anni un tabù, al momento un grande argomento di dibattito. L’eutanasia ha sempre diviso, ma ad oggi i dati parlano chiaro: la maggior parte degli oncologi avverte la necessità di una legge sul Fine vita. Lo rivela un’indagine Aiom su 562 clinici. I risultati restituiscono l’immagine di una professione che, ogni giorno, si confronta con il limite estremo della medicina: il 60% dei medici somministra ancora trattamenti anticancro nell’ultimo mese di vita, spesso più per inerzia che per reale beneficio, mentre il 32% ammette di sentirsi impreparato ad accompagnare i malati oncologici nella fase terminale. Eppure, il 63% chiede con forza una cornice normativa che metta ordine (oltre le cure palliative e la desistenza terapeutica), aiuto medico nel morire. In Italia l’eutanasia è ancora illegale. L’unica apertura è arrivata dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 2019 che ha reso non punibile l’aiuto al suicidio in circostanze molto specifiche. Ma la politica è rimasta ferma, incapace di trasformare una pronuncia di civiltà in una legge capace di dare risposte concrete. Il risultato è una giungla di interpretazioni, differenze regionali e pazienti costretti a rivolgersi all’estero per esercitare un diritto negato. E ora, tra le altre, si aggiunge la richiesta della comunità scientifica che guarda alle necessità dei pazienti e alle carenze strutturali del Sistema Sanitario. Una legge sul fine vita non significa abbandono del paziente, ma esattamente il contrario: rispetto della sua volontà, ascolto del dolore, possibilità di scegliere come vivere l’ultimo tratto di strada. ---End text--- Author: ELEONORA CIAFFOLONI Heading: EUTANASIA Highlight: Image: -tit_org- Eutanasia legale: anche i medici chiedono la legge sul fine vita Anche i medici chiedono la legge sul fine vita -sec_org- tp:writer§§ ELEONORA CIAFFOLONI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792605206.PDF §---§ title§§ Influenza, vaccini dal 20 ottobre «Via al rifornimento degli studi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792005204.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SECOLO XIX" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792005204.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792005204.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792005204.PDF tp:ocr§§ La variante è considerata particolarmente aggressiva Influenza, vaccini dal 20 ottobre «Via al rifornimento degli studi» LA TASK FORCE L e notizie in arrivo dall’Australia non fanno ben sperare: si preannuncia un autunno caldo, per l’influenza, anche in Italia. Intanto, è già stata fissata la data di partenza delle vaccinazioni: in Liguria sarà il 20 ottobre. «Le previsioni epidemiologiche ci dicono che l’influenza colpirà duro, quest’autunno. Per questo abbiamo già dato forma a una task force: non vogliamo arrivare in ritardo». L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò spiega - al primo Congresso ligure della Medicina Generale - che fra gli obiettivi di queste settimane c’è quello di rifornire i medici di famiglia in modo tempestivo. «Il via alla campagna vaccinale sarà il 20 ottobre - sottolinea Andrea Carraro, segretario regionale di Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia - e gli sforzi messi in campo finora sono assolutamente positivi». Per capire che mesi ci aspettano sul fronte dell’influenza, gli esperti analizzano quanto è accaduto (e sta accadendo) nell’emisfero meridionale e, in particolare, in Australia. In questi territori nel corso del 2025 i casi di influenza sono cresciuti del 70% rispetto all’anno prima, con un aumento delle ospedalizzazioni del 50%. Dati che fanno pensare a un’impennata simile anche da noi, a partire dall’autunno. «Noi guardiamo il in particolare proprio l’Australia che è più simile a noi a livello sociosanitario - afferma Carraro - l’incidenza del contagio è alta anche se la curva non è molto diversa dagli ultimi due anni che, va messo in chiaro, in Liguria e in Italia sono stati davvero impegnativi. Bene che si ci stia organizzando già ora per le vaccinazioni e che non si cominci a parlare di emergenza a Natale». L’obiettivo, evidenzia l’assessore regionale Nicolò, è quello «di arrivare insieme alla migliore organizzazione per vaccinazioni semplici e veloci. E in questo lavoro di squadra i medici di famiglia sono i player principali, fondamentali. Vogliamo fare in modo che negli studi medici arrivino per tempo un numero sufficiente di vaccini in modo che ciascun professionista possa programmare la somministrazione ai propri assistiti in modo». — S.PED. ---End text--- Author: S PED Heading: Highlight: Image:Un medico vaccina una paziente -tit_org- Influenza, vaccini dal 20 ottobre «Via al rifornimento degli studi» -sec_org- tp:writer§§ S PED guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792005204.PDF §---§ title§§ Le virostar rilanciano l ' allarme Covid link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792205202.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "VERITÀ" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792205202.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792205202.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792205202.PDF tp:ocr§§ Le virostar rilanciano l’allarme Covid Nell’ultima settimana sono stati registrati 3.692 contagi. Crescono anche i tamponi Bassetti torna alla carica: «Non siamo preparati per un’eventuale altra ondata» n In un tranquillo pomeriggio di metà settembre 2025 di colpo sembra di essere tornati al 2021. Nostalgia forse? Oppure insensato desiderio di tornare all’a l l a r mi s m o della pandemia. Parliamo di Covid naturalmente e secondo le agenzie di stampa la curva epidemica continua a salire. «Mai così tanti nel 2025» si legge. Si riporta una lenta e costante crescita dei casi che dall’inizio della pandemia non hanno mai smesso di registrare nel famoso bollettino che ogni giorno veniva emanato alla sera e diffuso sui mezzi stampa, dalla televisione al web fino alla carta. Quanti morti oggi? Quanti contagi? Una terribile ossessione di cui avremmo volentieri fatto a meno di riportare la mente. Eppure, sembra irrefrenabile il desiderio di agitare gli animi sul Covid. Nell’ultima settimana i nuovi contagi sono 3.692, mai così tanti nel 2025, quando soprattutto nei primi mesi dell’anno la curva si era appiattita con appena poche centinaia di casi settimanali. In primavera l’inversione di tendenza, fino ad arrivare a numeri che cominciano a essere rilevanti, anche considerando i pochissimi tamponi che si eseguono. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla settimana 11-17 settembre, i nuovi casi sono 878 in più rispetto a quelli registrati la settimana precedente quando erano 2.824. Aumentano i tamponi, ma non quanto i contagi: 29.112 test, con un tasso di positività che schizza al 12,7% il che tradotto significa che più di un tampone eseguito ogni dieci è positivo al Covid. Di conseguenza naturalmente aumentano anche i decessi, 21 questa settimana contro gli 11 di quella passata. Una recrudescenza de ll ’epidemia trainata dai numeri della Lombardia, che da sola totalizza 1.343 contagi, in netta crescita rispetto ai 918 di sette giorni fa. Eccolo qui, il bollettino che ci ricorda che incredibilmente i virus si diffondono nonostante le coperture vaccinali. E appunto si parla ancora di morti, la conta di chi, quando moriva, era positivo al virus della Sars-Cov 2. Secondo l’analisi dei dati aggregati dei report settimanali Covid del ministero della Salute, dall’inizio del 2025 sono stati registrati in Italia 28.475 casi e 567 decessi. «Il virus circola, non c’è un allarme ma è chiaro che rimane un rischio per i pazienti fragili e immunocompromessi, sono queste le persone che oggi recuperano. Tra poco entreremo nella fase clou delle malattie respiratorie e dobbiamo prevenire e proteggere gli anziani fragili con il vaccino, anti-Covid e antinfluenzale» commenta Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, paragonando giustamente il Covid all’influenza stagionale, anche quella letale per i più fragili, ma non per questo degna di bollettino. Naturalmente è Matteo Bassetti direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, ma più conosciuto come virostar, personaggio televisivo a spiegare che «se dovesse esserci un aumento significativo dei casi, non solo quelli non gravi ma di quelli più severi, è evidente che non siamo preparati: perché lo scorso anno meno del 5% degli over 65 si è vaccinata contro il Covid». Avvertendo: «abbiamo una fetta significativa della popolazione non coperta». Ma la preoccupazione di Bassetti resta quella che si spengano i riflettori: «Mi pare che in Italia non si voglia parlare di Covid e vaccini. Spero che le Regioni si muovano al di là delle convinzioni politiche sui vaccini». ---End text--- Author: FLAMINIA CAMILLETTI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Le virostar rilanciano l ’ allarme Covid -sec_org- tp:writer§§ FLAMINIA CAMILLETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792205202.PDF §---§ title§§ Usa, freno ai ai vaccini tetravalenti «Non serve farli tutti insieme» = Altro buonsenso sui vaccini negli Usa Non serve più farli tutti in una volta link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792705207.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "VERITÀ" del 20 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-20T03:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792705207.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792705207.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792705207.PDF tp:ocr§§ INIEZIONI SEPARATE E DILUITE NEL TEMPO Usa, freno ai vaccini tetravalenti «Non serve farli tutti insieme» Altro buonsenso sui vaccini negli Usa Non serve più farli tutti in una volta La prima riunione della nuova commissione consultiva ha frenato la raccomandazione per l’uso del siero unico contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. La somministrazione avverrà separatamente n La prima riunione della commissione consultiva dei Cdc si è chiusa con il voto a f avo re della decisione di fermare la raccomandazione del vaccino tetravalente per i bambini sotto i 4 anni: i trattamenti per la prevenzione dalle malattie coperte dal siero avverrà separatamente. a pagina 17 n Si è chiusa ieri ad Atlanta la prima riunione della nuova Acip (Advisory committee on immunization practices), la commissione consultiva sui vaccini dei Cdc americani (appena rinnovata dal ministro della salute Robert F. Kennedy), chiamata a rivalutare alcune raccomandazioni sulla tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella), sulla vaccinazione dei neonati contro l’epatite B e su quelle anticovid. Una riunione che si è risolta con decisioni importanti sulla tetravalente che, secondo le indicazioni dei Cdc, comportano nei bebè di 12-23 mesi un rischio di convulsioni più elevato rispetto alla somministrazione separata del vaccino antivaricella. All’Acip è stato chiesto se la tetravalente non dovesse più essere raccomandata ai bambini di età inferiore ai 4 anni. Il voto è stato di 8-3 a favore del cambiamento: le due vaccinazioni saranno separate e diluite nel tempo. Nel corso della discussione sui vaccini anticovid -che ha messo sulla graticola Pfizer e Moderna- sono state riconosciute parecchie criticità, dalla possibile contaminazione del Dna al «caos immunitario», passando per la diffusione della proteina spike in tutto il corpo, l’ipotesi di aumento dei tumori, inclusi cancri aggressivi al pancreas e al colon su cui dovranno essere avviati più studi. È stato invece rinviato a data da definire il voto che voleva sopprimere l’obbligo di vaccinazione dei neonati contro l’epatite B: il dibattito non ha portato a un consenso unanime. I funzionari del Cdc l’hanno inquadrata come «sicura ed efficace», ma i nuovi membri Acip hanno sollevato diverse obiezioni: la prima è che l’Istituto di Medicina non ha mai dichiarato il vaccino sicuro ma soltanto che »non c’erano prove sufficienti per escludere danni». Quanto all’efficacia, Retsef Levi (professore al Massachusetts institute of technology-Mit, centro d’eccellenza della ricerca americana, scelto da Kennedy per rappresentare posizioni più scientifiche rispetto alla vecchia commissione) ha spiegato che la logica per vaccinare i neonati è molto debole: «Il vaccino contro l’epatite B dovrebbe essere riservato soltanto ai bebè ad alto rischio e non dovrebbe essere somministrato ai neonati di madri che risultano negative all’epatite B». Levi ha osservato carenze anche sulla qualità dei dati sulla sicurezza. «Stiamo dando un farmaco a un bambino perfettamente sano nel suo primo giorno di vita». I membri della commissione hanno inoltre rilevato che la pratica del consenso informato in pratica fa sì che i genitori non siano consultati: «Il problema non è la sicurezza ma la fiducia», ha chiosato Robert Malone, l’inventore dei vaccini a mRna che siede nella commissione. Sebbene l’Acip, così come il nostro Nitag, dissolto dal ministro Orazio Schillaci per la sola presenza di due scienziati scettici, abbia un ruolo soltanto consultivo, la riunione di ieri ha segnato un’inversione di rotta nell’approccio al tema delle vaccinazioni. Kennedy ha voluto dar seguito al suo impegno elettorale di rivedere tutte le autorizzazioni ai vaccini, non soltanto quelli contro il Covid, visto il vertiginoso aumento del tasso di autismo negli Stati Uniti, «una vera e propria epidemia», secondo il ministro, non imputabile al solo affinamento e miglioramento delle diagnosi sui disturbi dello spettro autistico. La riunione, come prevedibile, si è aperta tra mille polemiche: prima, l’audizione in Senato della ex d irettrice dei Cdc Susan Monarez, licenziata da Kennedy per essersi opposta alla sua volontà di inserire gli studi su un’ipotetica correlazione tra vaccini e autismo all’ordine del giorno dell’Acip; poi, l’op-ed (editoriale) del New York Times firmato da nove ex direttori dei Cdc, tra i quali la famigerata Rochelle Walenski che li diresse in pandemia, incappata in una clamorosa gaffe per false dichiarazioni al Congresso Usa sulle mascherine ai bambini, che hanno accusato il nuovo Acip di avere «opinioni pericolose e non scientifiche». Quando è iniziata la riunione, dunque, il panel era già sotto pressione. Si è poi aggiunta la defezione d el l’American academy of pediatrics: «Non hanno accettato il mio invito a un dibattito pubblico aperto sui vaccini, con tempi di parola uguali per tutti, né un invito a conversazioni private», ha lamentato il presidente Acip Martin Kulldorff, epidemiologo, coautore della Great Barrington declaration insieme con Jay Bhattacharya (successore di Fauci e Collins al Nih, l’Istituto Superiore di Sanità Usa) e docente di biostatistica ad Harvard prima di licenziarsi in polemica con il prestigioso ateneo riguardo gli obblighi vaccinali. L’Academy of pediatrics è stata recentemente accusata da Kennedy di avere enormi conflitti d’interesse, dato che le maggiori aziende farmaceutiche a cominciare da Pfizer la finanziano; i vertici hanno preferito sottrarsi al confronto. «La domanda chiave è: di chi ci si può fidare?», ha commentato Kulldorff, «Quando ci sono diversi punti di vista scientifici, fidatevi solo degli scienziati che sono disposti a impegnarsi e a discutere pubblicamente con altri punti di vista, così da poter soppesare e determinare il ragionamento scientifico di entrambe le parti. Senza questo confronto, è molto probabile che non si possano valutare le loro argomentazioni». Si tratta, in fin dei conti, delle stesse riflessioni fatte in occasione della vicenda Nitag, all’interno del quale Schillaci aveva inserito due soli scienziati (su un totale di ventidue) scettici. Ma il nostro ministro, a differenza di Kennedy, ha perso un’occasione per ripristinare la fiducia nella scienza. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MADDALENA LOY Heading: Highlight: È stato rinviato il voto che bocciava il test per l’epatite B sui neonati Il presidente di Acip: «La domanda chiave diventa: di chi ci si può fidare?» Image:AGGUERRITO Robert Kennedy junior, ministro della Salute degli Stati Uniti, sta rivoluzionando la politica sui vaccini -tit_org- Usa, freno ai ai vaccini tetravalenti «Non serve farli tutti insieme» Altro buonsenso sui vaccini negli Usa Non serve più farli tutti in una volta -sec_org- tp:writer§§ MADDALENA LOY guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/20/2025092001792705207.PDF §---§