title§§ Paolucci: ma la sanità vera è fatta di disagi quotidiani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091802820511379.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CENTRO" del 18 Sep 2025

II capogruppo Pd rilegge il dossier Crea: ormai i cittadini sono abituati ai disservizi Contestati i tagli per 366 milioni fino al 2028: negli ospedali gli effetti si vedono già

pubDate§§ 2025-09-18T19:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091802820511379.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091802820511379.PDF', 'title': 'CENTRO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091802820511379.PDF tp:ocr§§ Paolucci: ma la sanità ven è fatta di disagi quotidiani II capogruppo Pd rilegge il dossierCrea: ormai i cittadini sono abituati ai disservi Contestati ² tagli per 366 mil ioni fino al 2028: negli ospedali gli effetti si vedono g di Pietro Lam bertini » PESCARA «Dopo sette anni di governo della destra, i cittadini abruzzesi sembrano essersi abituati ai disagi», dice il consigliere regionale del Pd Silvio Paolucci, «al punto da maturare attese minori sulla qualità dei servizi e mostrare una maggiore benevolenza nei giudizi». Paolucci rilegge i] rapporto del Crea Sanità, presentato ieri all'Aquila, e ci trova dentro una visione opposta a quella dell'amministrazione Marsilio: «E come se si fosse abbassata l'asticella delle aspettative, questo registra la rilevazione», dice Paolucci. Secondo il capogruppo Dem, un passato da assessore regionale alla Salute, «la situazione della sanità regionale, in termini di livelli assistenziali e prestazioni territoriali, è ben definita da dati certi, dalla Corte dei conti, dai tavoli ministeriali, dalla stessa Agenzia sanitaria regionale e dalla Fondazione Cimbe ed è proprio in base a questi numeri e al deficit monstre che l'Abruzzo si colloca stabilmente in coda a tutte le classifiche, soprattutto conia giunta Marsilio». In base alla rilettura di Paolucci, se le percentuali dell'Abruzzo sono in miglioramento, come dice il Centro per la ricerca economica applicata in sanità promosso dall'università Tor Vergata di Roma, non è ancora il caso di esaltarsi perché il deficit del 2024 è di 113 milioni di euro e la stima per il 2025 è di circa altri cento milioni: «Gioire di un presunto miglioramento», spiega il consigliere di opposizione, «quando siamo fra le ultime Regioni nel piano di rientro e in grave difficoltà sul fronte dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), appare non solo ingiustificato ma anche una lettura fin troppo ottimistica e sovradimensionata rispetto alla realtà su cui si deve invece lavorare e risolvere». Secondo l'ultimo dossier della Fondazione Cimbe sulle cure essenziali del 2023, citato da Paolucci, l'Abruzzo è definito «inadempiente» ed è stato incluso tra le otto regioni che «peggiorano le performance rispetto al 2022»: l'A- bruzzo è al quart'ultimo posto in Italia, davanti a Calabria, SiciliaeValled'Aosta. E allora la realtà della sanità abruzzese, osserva Paolucci, non è quella che emerge dalle pagine del rapporto del Crea: «I disagi dei tagli sono evidenti nel racconto quotidiano delle persone, in alcuni casi drammatico, persino per i farmaci e nelle difficoltà enormi del personale sanitario e ausiliario. Questa giunta», dice il consigliere, «dovrebbe ammettere il fallimento e proporre al consiglio regionale una programmazione sanitaria in grado di offrire ciò che i cittadini davvero chiedono e a cui hanno diritto come domanda di salute, invece sta negando una risposta adeguata agli abruzzesi, per proprie incapacità e incompetenza, inoltre sta raccontando una montagna di bugie che la nostra comunità davvero non merita». Se alla luce dello studio del Crea, Marsilio parla di «una Regione che migliora le proprie performance, affronta con serietà le criticità e guarda con fiducia al futuro della sanità e del welfare abruzzese», non è proprio così per il Pd: «È una visione talmente fuorviante da suscitare, ahimè, qualche sorriso amaro». Il consigliere passa in rassegna la metodologia usata dal Crea: «Le valutazioni si fondano sulle percezioni degli stakeholder del sistema sociosanitario-istituzioni, management delle aziende sanitarie, professionisti, utenti e industrie - e testualmente si precisa che il divario fra le regioni che ottengono le migliori performance e quelle in fondo alla classifica re sta enorme e un terzo delle regioni non raggiunge neppure il 40% del massimo ottenibile. L'Abruzzo, al 38%, resta stabilmente nel terzo gruppo in area critica (su quattro)». Paolucci prosegue: «Per la tutela della salute, il gruppo di Regioni considerate "di eccellenza" rimane immutato negli anni, mentre a livello nazionale si fa sempre più urgente l'esigenza di nuovi modelli organizzativi, soprattutto sul fronte territoriale, in un contesto aggravato dalla carenza di personale. In questo scenario la priorità dovrebbe tornare a essere il monitoraggio degli esiti, dell' appro priatezza delle cure e dell'impatto equitativo del sistema». Paolucci prevede un futuro a tinte fosche: «I prossimi mesi saranno inevitabilmente condizionati dalle difficoltà di bilancio derivanti dal deficit ormai strutturale della sanità. Il Programma operativo approvato dalla giunta Marsilio sottrae a tutti i settori, Trasporti, Cultura, Politiche del lavoro, Sociale, Turismo, Artigianato, Parchi e Riserve, ben 312 milioni per il triennio 2026-2028 e un ulteriore taglio di 154 milioni solo sulla sanità per il triennio 2025-2027, Alcuni effetti», continua il consigliere, «si sono visti già sul bilancio con tagli draconiani che hanno visto una riduzione per alcuni capitoli di oltre il 70% degli stanziamenti; ulte- non e più pressanti difficoltà le avremo in autunno con il bilancio di previsione e con l'aumento delle tasse regionali che comincerà a colpire le famiglie». Secondo Paolucci, il rapporto del Crea un dato positivo però ce l'ha: «Più interessante è sottolineare la capacità di resilienza rilevata che, detto francamente, va assegnata soprattut to ai nostri operatori del Servizio sanitario regionale nonostante questo pessimo governo della Regione». L'aumento delle tasse regionali in autunno comincerà a colpire le famiglie -tit_org- Paolucci: ma la sanità vera è fatta di disagi quotidiani -sec_org- tp:writer§§ Pietro Lambertini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091802820511379.PDF §---§ title§§ Tornala Festa dell'Unità, focus sulla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091803089206898.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "CENTRO L'AQUILA" del 18 Sep 2025

Inpiazza del Teatro scattalatre giorni con dibattiti, incontrie musica: «Vogliamo costruire l'alternativa»

pubDate§§ 2025-09-18T04:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091803089206898.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091803089206898.PDF', 'title': "CENTRO L'AQUILA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091803089206898.PDF tp:ocr§§ Torna la Festa , focus sulla sanit I n piazza del Teatro scatta latre giorni con dibattiti, incontri e musica: «Vogliamo costruire ¡'alternativ » L ' AQUILA Torna all'Aquila la Festa dell'Unità che, da oggi fino a sabato, animerà Piazza del Teatro con dibattiti, incontri e serate musicali. Una Festa che avrà rilevanza ben oltre i confini cittadini e provinciali: quella dell'Aquila infatti, su indicazione della segreteria Schlein, è la Festa nazionale del Partito democratico sul tema della sanità; un riconoscimento importante al lavoro portato avanti in questi anni, sul territorio, dal partito provinciale e cittadino a difesa del servizio sanitario pubblico e universale, contro i tagli imposti dalla giunta Marsilio, in favore di una sanità territoriale vicina alle cittadine e ai cittadini. «Accanto alle centinaia di iniziative e dibattiti svolti nelle feste di tutta Italia, abbiamo voluto un appuntamento nazionale dedicato a quello che è un tema priorita rio dell'agenda politica del Partito democratico», le parole di Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella Segreteria nazionale del Pd. «Abbiamo accolto molto volentieri l'invito del Pd della Federazione dell'Aquila, che ringrazio, a ospitare questo appuntamento anche perché si tratta di un territorio, un'area interna, che rappresenta la vittima per eccellenza del definanziamento e della privatizzazione strisciante della sanità, ma vuole rappresentare anche l'apertura del cantiere per la costruzione dell'alternativa all'amministrazione cittadina di destra». Per questo, nel dibattito di apertura previsto alle 17, dal titolo "L'Aquila: un laboratorio per l'alternativa", « ci si metterà all'ascolto di alcune voci della città, su temi ritenuti strategici, per iniziare a delineare il progetto per L'Aquila di domani attraverso l'esperienza di chi la vive ogni giorno » . Dopo i saluti dei segretari cittadino, provinciale e regionale, Nello Avellani, Stefano Albano e Daniele Mannelli, interverranno la fotografa Claudia INQUINAMEHrOACUSTICO ! Rumori, accordo Arpa-Comune: : 19 controlli nelle aree sensibili lala Festadell'Umtà.fociBMiUa sanità s - ' Pajewski, Jacopo Scotti, Consultant Red Bull Italia e membro Breaking Division world Sport Dance Federation, Claudia Aloisio, presidente del Comitato Civico 99, Valentina DÌ Nardo, consígliera Aduc Preturo, l'avvocata Alessandra Lopardi e Roberto Aloisio del Gssi- A tirare le fila del dibattito saranno il senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del Pd, e il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni. A seguire, alle ore 19, il dibattito di respiro nazionale su "Le tante Italie: la sfida per il futuro del Sistema sanitario nazionale" che vedrà confrontarsi Marina Sereni con Massimo Cialente, già sinda co dell'Aquila, Silvio Paoluc- ci, capogmppo Pd in Consiglio regionale, Serenella Caravella, ricercatrice dello Svimez e Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe. Dalle ore 21, spazio alla musica con Impronte d'autore duo, lingue e la Municipal che animeranno Piazza del Teatro fino a tarda sera. Il segretario Pd Nello Avellani INQUINAMEHrOACUSTICO ! Rumori, accordo Arpa-Comune: : 19 controlli nelle aree sensibili lala Festadell'Umtà.fociBMiUa sanità s - ' -tit_org- Tornala Festa dell’Unità, focus sulla sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091803089206898.PDF §---§ title§§ I tempi di attesa stanno peggiorando link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782606132.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CITTADINO DI MONZA E BRIANZA" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782606132.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782606132.PDF', 'title': 'CITTADINO DI MONZA E BRIANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782606132.PDF tp:ocr§§ rapporto gimbe I tempi di attesa stanno peggiorando Il consigliere regionale Luca Paladini (Patto Civico) ha interrogato la giunta del Pirellone a proposito dell’ultimo rapporto Gimbe, secondo il quale “emerge che in Lombardia la percentuale di rinunce alle prestazioni sanitarie è passata dal 5,4% nel 2018 al 7,2% nel 2023. I tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono passati da 51 a 58 giorni in media”. Sullo sfondo, il piano nazionale per le liste d’attesa, che rischia di essere inattuato. Per l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, “i dati Gimbe non offrono una fotografia reale della situazione” e ”i problemi sulle liste di attesa riguardano soprattutto le visite specialistiche più complesse”. Secondo Bertolaso, “i dati verificati sono quelli del ministero della Salute”. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I tempi di attesa stanno peggiorando -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782606132.PDF §---§ title§§ Festa dell'Unità a tema sanitario, c'è Costanzi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801701704127.PDF description§§

Estratto da pag. 59 di "MESSAGGERO ABRUZZO" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T02:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801701704127.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801701704127.PDF', 'title': 'MESSAGGERO ABRUZZO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801701704127.PDF tp:ocr§§ Festa dell’Unità a tema sanitario, c’è Costanzi L’APPUNTAMENTO Torna dopo anni la Festa dell’Unità che da oggi a sabato animerà Piazza del Teatro con dibattiti, incontri e intrattenimento. Un’occasione di confronto che va oltre i confini locali perché sarà kermesse provinciale ma anche Festa nazionale del Partito democratico sul tema della sanità. Tra gli ospiti, atteso il direttore generale dell’Asl1 Paolo Costanzi nell’incontro incentrato proprio sulla sanità nella provincia dell’Aquila. Marina Sereni, responsabile salute e sanità nella segreteria nazionale dei dem, ha spiegato come «accanto alle centinaia di iniziative e dibattiti svolti nelle feste di tutta Italia, abbiamo voluto un appuntamento nazionale dedicato a quello che è un tema prioritario dell’agenda politica del Partito democratico. Proprio per questo abbiamo accolto molto volentieri l’invito del Pd della Federazione dell’Aquila». Con la festa dell’Aquila il Pd intende riaffermare «l’impegno sui temi della cura e della salute come bene comune e non come servizio individuale da acquisire, ma vuole rappresentare anche l’apertura del cantiere per la costruzione dell’alternativa all’amministrazione cittadina di destra, con lo sguardo rivolto alle forze politiche di centrosinistra, ai movimenti civici, alle associazioni che condividono l’urgenza di offrire una alternativa forte e credibile alle aquilane e agli aquilani». E infatti la Festa si apre, oggi alle 17, con “L’Aquila: un laboratorio per l’alternativa”, evocativo dello sguardo rivolto al dopo-Biondi al quale intervengono i segretari comunale, provinciale e regionale, Nello Avellani, Stefano Albano e Daniele Marinelli, la fotografa Claudia Pajewski, il consultant Red Bull Italia e membro Breaking Division world Sport Dance Federation Jacopo Scotti, la presidente del Comitato Civico 99 Claudia Aloisio, la consigliera dell’Aduc di Preturo Valentina Di Nardo, l’avvocata Alessandra Lopardi, Roberto Aloisio del Gssi, il senatore Michele Fina e il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni. Alle 19 “Le tante Italie: la sfida per il futuro del Sistema sanitario nazionale” che vedrà confrontarsi Marina Sereni con l’ex sindaco Massimo Cialente, il capogruppo in Regione Silvio Paolucci, la ricercatrice dello Svimez Serenella Caravella e il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. Dalle ore 21 spazio alla musica. M. Sig. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: TORNA LA KERMESSE DOPO ANNI GLI INCONTRI SI TERRANNO DA OGGI A SABATO A PIAZZA DEL TEATRO Image:Paolo Costanzi, direttore dell’Asl 1 dell’Aquila -tit_org- Festa dell'Unità a tema sanitario, c'è Costanzi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801701704127.PDF §---§ title§§ Salute e ambiente, la conversione che serve link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784706121.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "AVVENIRE" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784706121.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784706121.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784706121.PDF tp:ocr§§ Salute e ambiente, la conversione che serve «T utto è connesso. Se l’essere umano si dichiara autonomo dalla realtà e si costituisce dominatore assoluto, la stessa base della sua esistenza si sgretola, perché “invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell’opera della creazione, l’uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura”». È l’insegnamento congiunto di papa Francesco e di san Giovanni Paolo II. A dieci anni dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ la Chiesa italiana torna a riflettere su “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro”. L’ha fatto ieri a Ferrara nel quarto appuntamento annuale promosso sul tema dalla Cei su iniziativa delle Commissioni episcopali per il Servizio della carità e la Salute, e per i Problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace, dagli Uffici nazionali per la Pastorale della salute e per i Problemi sociali e del lavoro e dalla Caritas Italiana. Le parole dei vescovi sono un chiaro allarme, rafforzato dal clima di guerra, con espliciti riferimenti al rapporto tra pace e custodia del Creato. Nel «paradigma tecnocratico soccombe il soggetto del lavoro, la persona, come anche la sua salute, subordinata al profitto, e l’ambiente viene modificato e impoverito delle sue ricche peculiarità», ha avvertito monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente della Commissione episcopale per i Problemi sociali e del lavoro. Ricordando, ha denunciato, che «se gli scompensi climatici e l’inquinamento colpiscono tutti indistintamente, non tutti hanno accesso a cure preventive e a condizioni di vita dignitose e salubri, e il capitale umano di ogni attività lavorativa, la persona, è il primo a risultarne svalutato». Mentre «la cura della casa comune, ritenuta urgente in tempo di una relativa pace», oggi sembra «sia stata dimenticata o rimandata». E questo vale anche per territori apparentemente sviluppati e “ricchi”, come quello di Ferrara. «Realtà diverse, segnate – ha avvertito l’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes della Cei – da un intenso lavoro industriale, agricolo e dalla pesca, che apparentemente cresce ma risente dei salari troppo bassi, del lavoro discontinuo, talora segnato da sfruttamento, e di una crisi abitativa». Secondo Perego «non possiamo poi dimenticare» che «il rischio povertà crescente in Italia sta portando giovani, famiglie e anziani alla rinuncia alle cure per motivi economici: un problema che chiede di affrontare strutturalmente il tema dell’accesso alle cure». Un rapporto sottolineato anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci in un videomessaggio. «In questi anni è cresciuta la consapevolezza che la salute sia circolare e che serva una vera e propria conversione culturale, capace di integrare competenze diverse e di affrontare problemi interconnessi. Solo così potremo rendere il nostro sistema sanitario più forte dinanzi alle sfide emergenti e garantire giustizia intergenerazionale». Concludendo l’incontro, è tornato a evocare il tema della pace, monsignor Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente della Commissione episcopale per il Servizio della carità e la Salute. «La prima tutela per l’ambiente, per la salute e per il lavoro produttivo dell’uomo è la pace. E la tutela dell’ambiente e anche della salute porterebbero tra l’altro ancora più lavoro e più sviluppo tecnologico e scientifico. Il problema che i soldi per le armi e la guerra si trovano sempre, per l’ambiente e per la salute con molta più difficoltà». Invece – è l’allarme di Radaelli – «se non c’è pace l’ambiente è compromesso, e viene spesso letteralmente distrutto. Se non c’è pace non solo la salute ma la vita stessa viene annientata. Se non c’è pace il lavoro diventa solo quello degli eserciti, dei fabbricanti di armi e, in una prospettiva lontana, quello della ricostruzione». La guerra – ha concluso – è «davvero il contrario della protezione del mondo e di chi ci abita, e non è neppure un depredarlo ma distruggerlo. Per anni». ---End text--- Author: ANTONIO MARIA M IRA Heading: Highlight: Commissioni episcopali e Uffici Cei che si occupano di sanità e lavoro rilanciano la necessità di riflettere sull’impatto che l’incuria e le ferite di tante aree hanno sulla vita di persone e comunità Image: -tit_org- Salute e ambiente, la conversione che serve -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO MARIA MIRA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784706121.PDF §---§ title§§ La Sardegna come la Toscana: sì alla legge sul fine vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784406122.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "CORRIERE DELLA SERA" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784406122.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784406122.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784406122.PDF tp:ocr§§ La Sardegna come la Toscana: sì alla legge sul fine vita Consiglio regionale I l dibattito era cominciato a maggio e sono bastati quattro mesi perché in Sardegna la proposta di legge sul fine vita diventasse legge. È stata approvata ieri, spaccando prevedibilmente il Consiglio regionale: 32 voti a favore, 19 contrari, un astenuto. Ma con tre eccezioni: il voto contrario di Lorenzo Cozzolino del Psi, quello di astensione del vicepresidente del Consiglio Giuseppe Frau della lista Uniti con Todde. E il voto «convintamente» a favore dell’azzurro Giuseppe Chessa. La legge sarda altro non è che il testo che l’Associazione Luca Coscioni ha distribuito in tutte le Regioni e ricalca quindi il testo che la Toscana ha approvato a febbraio di quest’anno, prima in Italia. La norma garantisce l’assistenza sanitaria gratuita purché siano garantite condizioni ben precise: chi chiede di accedervi deve essere affetto da patologia irreversibile; essere dipendente da trattamenti vitali e deve scegliere autonomamente e consapevolmente di optare per il suicidio medicalmente assistito. Ovvero le condizioni previste dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2019. Le condizioni della nuova legge dovranno comunque essere verificate da una commissione multidisciplinare e dal comitato etico territorialmente competente. Plauso da Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, e da Marco Cappato, tesoriere: «È stato centrato l’obiettivo di una legge di civiltà», hanno infatti commentato all’unisono. Dall’altra parte invece l’associazione Pro Vita definisce «omicida» la nuova norma e si rivolge al governo chiedendo di impugnarla, così come aveva già fatto il 9 maggio con la legge della Toscana che il 22 maggio ha annunciato la propria costituzione in giudizio davanti alla Corte. A commentare la legge il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, uno dei due relatori della norma sul fine vita in discussione al Senato: «L’approvazione di questa nuova legge, la seconda dopo quella della Regione Toscana, dimostra una volta di più la necessità di una legge nazionale sul fine vita, anche per evitare legislazioni-Arlecchino, diverse sul territorio nazionale». Alessandra Arachi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandra Arachi Heading: Consiglio regionale Highlight: Il testo La norma rispecchia il documento dell’Associazione Coscioni Image: -tit_org- La Sardegna come la Toscana: sì alla legge sul fine vita -sec_org- tp:writer§§ Alessandra Arachi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784406122.PDF §---§ title§§ Due incarichi al braccio destro di Schillaci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782706133.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782706133.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782706133.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782706133.PDF tp:ocr§§ SANITÀ GIULIA FERRARI, VICECAPO DI GABINETTO, SARÀ ANCHE ALLA GUIDA DELLA COMMISSIONE SUI RICORSI Due incarichi al braccio destro di Schillaci LA NOMINA I l vicecapo di gabinetto vicario del ministro della Salute Orazio Schillaci e consigliere di Stato Giulia Ferrari è stata designata da Palazzo Spada a presiedere la Commissione centrale per le professioni sanitarie (CCEPS), l’organo di giurisdizione speciale che decide in secondo grado sui ricorsi contro le sanzioni disciplinari degli ordini, ma anche su quelli elettorali che molto interessano ordini e politica, vale a dire le contestazioni sulle elezioni interne, dove si giocano equilibri di potere. La nomina sarà formalizzata con Dpcm, con insediamento il 15 ottobre, alla scadenza dell’attuale mandato. La scelta apre però un nodo di opportunità: può un magistrato che riveste un incarico fiduciario con funzioni di indirizzo politico-amministrativo verso la struttura ministeriale presiedere un organo che dovrebbe restare terzo e indipendente? Nel 2016 la Corte costituzionale aveva cassato la presenza di componenti ministeriali nella CCEPS, ribadendo la necessità di indipendenza da ogni condizionamento. Nei mesi scorsi, Ferrari aveva già guidato la commissione che ha chiuso i lavori per l’albo dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere, organismo nato ai tempi del M5S per limitare la politicizzazione delle nomine. In quella stessa commissione sedeva come esperto anche Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento con il coordinamento della direzione generale delle professioni sanitarie. Un precedente che aveva sollevato dubbi di opportunità. L’incarico è gratuito ma delicato: la presentazione del ricorso presso la Commissione sospende automaticamente la sanzione disciplinare irrogata dagli ordini, incidendo direttamente sulla sorte di medici, infermieri e altri operatori sanitari. Per questo, poiché l’atto è un Dpcm e ministero concertante è quello della Giustizia, resta da capire cosa diranno Palazzo Chigi e via Arenula sulla conferibilità e compatibilità della nomina. Per il ministero della Salute il tema non c’è, perché le sanzioni impugnate dinanzi alla CCEPS non le infligge il ministero che, quindi, “non entra nel procedimento” mentre i ricorsi elettorali sarebbero comunque valutati dal vicepresidente. “Il consigliere Ferrari può garantire, data la presenza continua, un impegno massiccio per smaltire tutto l'annoso arretrato e informatizzare l'intero procedimento per cercare di evitare la formazione di nuovo arretrato”. A rendere più delicata la questione è però anche la riforma della Commissione stessa, che è partecipata dagli ordini. Una riforma complessa, che incide sia sul ministero sia sul destino di migliaia di professionisti. Il presidente della Federazione dei medici, Filippo Anelli, ridimensiona i rischi di “incompatibilità” degli incarichi che a suo giudizio appartengono “ad ambiti distinti”. E sottolinea che la Federazione è stata consultata con “disponibilità al dialogo”. Gli ordini spingono perché preveda la sospensione automatica già con la semplice istanza cautelare, e non dopo la decisione del collegio. Così tanti presenterebbero ricorso e le sanzioni resterebbero “congelate”. Un meccanismo a loro gradito per tutelarsi dal rischio di rivalsa qualora una sospensione dell ’attività dovesse poi essere annullata. ---End text--- Author: Thomas Mackinson Heading: LA NOMINA Highlight: IL DUBBIO: SONO RUOLI COMPATIBILI? LA QUESTIONE Ferrari, vicecapo di gabinetto e ora presidente CCEPS: per il Ministero, i due ruoli non sono in conflitto, ma resta la domanda: può un organo di giurisdizione speciale, che la Consulta vuole terzo e autonomo, essere guidato da chi svolge anche funzioni di indirizzo politicoamministrativo? Image:Ministro Orazio Schillaci ANSA -tit_org- Due incarichi al braccio destro di Schillaci -sec_org- tp:writer§§ Thomas Mackinson guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801782706133.PDF §---§ title§§ Sul fronte invisibile della Sanità = L'europa non dimentichi il fronte invisibile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783606130.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "GIORNALE" del 18 Sep 2025

Pierpaolo Sileri a pagina 17

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783606130.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783606130.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783606130.PDF tp:ocr§§ EMERGENZA UE Sul fronte invisibile della Sanità Pierpaolo Sileri a pagina 17 L’EUROPA NON DIMENTICHI IL FRONTE INVISIBILE I conflitti in generale, la guerra nella Striscia di Ga2a e l’escalation del conflitto in Ucraina ci ricordano che la difesa oltre che con droni e missili si fa anche con ospedali e sistemi sanitari pronti a salvare vite. L'Unione europea ha approvato piani ambiziosi come il «ReArm Europe Plan/Readiness 2030», che prevede di mobilitare ingenti risorse, forse fino ad 800 miliardi di euro, per rafforzare le capacità difensive, inclusi missili, droni e sistemi di difesa aerea. I Paesi membri stanno aumentando le spese per la difesa ed alcuni dovranno provvedere con riforme fiscali per finanziare l'acquisto di armamenti essenziali per la deterrenza, sperando non ve ne sia mai bisogno attivo per la difesa collettiva. Non siamo abituati a pensare alla guerra come reale possibilità anzi, fino a ieri l’invasione di un Paese da parte di un altro ci sembrava appartenere non a questo secolo, anacronistica. Invece non solo è accaduto a pochi passi da noi, ma il conflitto rischia di allargarsi almeno per ora con sconfinamenti di droni e crescenti minacce. In ogni caso l’allerta impone con urgenza e determinazione una riorganizzazione di difesa comune. Tuttavia mentre si discute della necessità di investire in armi, un aspetto cruciale sembra rimanere sottovalutato in Europa: la preparazione dei sistemi sanitari per far fronte ad una eventuale emergenza inclusa la strategia per il mantenimento della continuità dei servizi essenziali. La pandemia Covid-19 ha rivelato la vulnerabilità di tutti i Paesi, della società in generale e di tutti i sistemi sanitari per un nemico improvviso, ignoto, invisibile e rapido. Si può essere pronti sì, ma fino ad un certo punto. La pandemia ha anche rivelato ed insegnato quanto sia necessaria la stretta interazione tra sistemi apparentemente lontani, un coordinamento nazionale e sovranazionale, ed una flessibilità che possa consentire adattamenti alle variazioni degli scenari. Durante la pandemia, l'Italia ha reagito riorganizzando le strutture, creando nuovi spazi e percorsi, e agendo sul personale. Fondamentale è stata l’azione della Sanità Militare determinante dalla logistica, al trasporto di pazienti a livello nazionale ed internazionale, fino alla gestione del singolo malato. Ci troviamo oggi in una situazione di rischio potenziale diverso, sicuramente difficile e forse più prevedibile. L’Europa, se agisce di pari passo con il riarmo, ha tempo per riorganizzazione ospedali, percorsi di cura garantire la formazione del personale medico per poter gestire eventuali scenari di guerra o terrorismo dove feriti, profughi e crisi sanitarie potrebbero sovraccaricare le strutture esistenti. Alcuni Paesi stanno iniziando ad orientare risorse ed indicazioni in questa direzione. Il nostro ministero della Salute ha istituito un tavolo tecnico per una «strategia di resilienza sanitaria» in caso di attivazione dell'articolo 5 della Nato, focalizzandosi su tre fasi: arrivo di truppe, mobilità interna e ritorno di feriti. Ma serve una strategia sanitaria integrata a livello europeo altrimenti il riarmo rischia di essere incompleto. Per rendere il riarmo completo, l'Europa per prima, evitando iniziative frammentarie, deve prioritarizzare la Sanità in un’azione coordinata, indirizzando risorse, favorendo piani nazionali di azione che prevedano identificazione di hub vicino a porti e aeroporti in ogni Paese per ricevere feriti da zone di conflitto, percorsi dedicati, scorte di materiale, capacità di triage e riconversione di strutture in ospedali da guerra, flessibili, con percorsi separati per feriti balistici o per rischio chimico, biologico, radiologico o nucleare. Fondamentale la formazione del personale e la valorizzazione della cooperazione civile-militare con progressivo coinvolgimento della popolazione. L'Italia ha le basi storiche e strutturali per agire tempestivamente, lo ha sempre fatto e molto bene in caso di emergenze, spesso presi ad esempio. Il nostro Ssn soffre di carenza di personale, posti letto e dipendenza da forniture estere e questa può essere una occasione per ulteriore cambio di passo. In un'«era di riarmo», la sanità deve essere il fronte invisibile ma essenziale anche per la difesa. ---End text--- Author: Pierpaolo Sileri Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sul fronte invisibile della Sanità L'europa non dimentichi il fronte invisibile -sec_org- tp:writer§§ Pierpaolo Sileri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783606130.PDF §---§ title§§ Cartella clinica incompleta, si presume il danno del medico al paziente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784506123.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "ITALIA OGGI" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784506123.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784506123.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784506123.PDF tp:ocr§§ Cartella clinica incompleta, si presume il danno del medico al paziente Se la cartella clinica risulta incompleta, la carenza va a danno della struttura sanitaria nella causa intentata dal paziente per il risarcimento da responsabilità professionale del medico. L’incompletezza dei documenti, infatti, costituisce una circostanza di fatto che il giudice può utilizzare per ritenere dimostrata l’esistenza di un valido nesso causale tra l’operato del medico e il danno subito dal malato. Ma soltanto quando è proprio la carenza della cartella che rende impossibile accertare l’esistenza del nesso eziologico e il professionista ha comunque posto in essere una condotta astrattamente idonea a provocare il danno. Così la Corte di cassazione civile, sez. terza, nell’ordinanza n. 25404 del 16/09/2025. Bocciato il ricorso della struttura sanitaria. Al bambino di soli nove mesi è impiantato un pacemaker: dopo circa tre anni l’apparecchio smette di funzionare e il minore cade in uno stato vegetativo permanente (morirà nel corso della causa). Non giova all’amministrazione dedurre che la causa della rottura del pacemaker è rimasta ignota e dunque dovrebbe essere posta a carico del danneggiato: risulta esclusa l’inversione dell’onere della prova, perché non si chiede ai medici di dimostrare l’esatto adempimento; si configura invece una presunzione per l’impossibilità di verificare la regolarità nell’installazione dell’apparecchio: nelle cartelle cliniche mancano le radiografie; i consulenti tecnici d’ufficio hanno definito «scadente» la documentazione e la carenza va a danno della struttura sul piano probatorio: risulta, insomma, che il danneggiato ha provato l’inadempimento dei medici. E la Corte d’appello stabilisce che dall’inadempimento è scaturito il danno, presumendone la causa dall’incompletezza della cartella clinica. Sono accolti, invece, due motivi di ricorso proposti dai familiari del bambino deceduto. I genitori che stipulano un contratto per la cura del figlio neonato fanno valere anche un diritto proprio, non agiscono solo in rappresentanza del minore. Dopo l’espianto in ospedale, poi, il pacemaker viene distrutto: i congiunti chiedono il risarcimento per la perdita della possibilità di agire contro il produttore dell’apparecchio. Parola al rinvio. Dario Ferrara _____© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Dario Ferrara Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cartella clinica incompleta, si presume il danno del medico al paziente -sec_org- tp:writer§§ Dario Ferrara guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801784506123.PDF §---§ title§§ «Il farmaco anti-obesità anche a chi non ha il diabete» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783906129.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "LIBERO" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783906129.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783906129.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783906129.PDF tp:ocr§§ VISTI GLI EFFETTI “SECONDARI” DEL MEDICINALE, IL MINISTERO PENSA DI ESTENDERE LA POSSIBILITÀ DI PRESCRIZIONE «Il farmaco anti-obesità anche a chi non ha il diabete» ¦ Il servizio sanitario nazionale potrebbe riconoscere i farmaci anti-diabete anche per la lotta al contrasto dell’obesità. «Stiamo assumendo una consapevolezza», spiega il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (Fratelli d’Italia), «ovvero che oggi i glp-1 sono farmaci che agiscono in maniera eccellente a detta di tutti, dalla comunità scientifica all’Aia, ma vengono dispensati soltanto quando il paziente ha il diabete». Per questo Gemmato sottolinea: «Il tema è che dalla parte della comunità scientifica ci arriva un alert condivisibile: potremmo somministrare questi farmaci anche ai pazienti obesi che hanno la condizione maggiore di rischio di sviluppare il diabete prima che la malattia diventi conclamata e costi di più per le casse dello Stato. Su questo si sta sviluppando un ragionamento perché è noto che sono farmaci costosi. Stiamo partendo con un dialogo con l’Istituto superiore di sanità (Iss, ndr) per immaginare un percorso di questo tipo e rendere sostenibile la somministrazione anche per i pazienti non diabetici ma obesi». Sarebbe un bel cambiamento e anche un passo in avanti non da poco: certo, al momento si è in una fase di interlocuzione, ci sono tanti aspetti da chiarire (non ultimo, come specifica Gemmato, quello del portafoglio), ma la direzione è da tenere a mente. «I nostri ragionamenti», conclude il il sottosegretario meloniano, «partono anche dall’impatto economico che potrebbe generarsi e di sostenibilità del sistema»: perché da un lato, è vero, la spesa non è indifferente, ma dall’altro potrebbe trattarsi di un investimento collettivo e quindi, nel lungo termine, la scelta potrebbe essere oltremodo vantaggiosa. «Il problema però sarà affrontare il percorso in modo puntuale: la soluzione si troverà con la comunità scientifica, l’industria e il ministero della Salute». Quello dell’obesità, tra l’altro, anche in Italia, è un fenomeno in aumento che va monitorato: secondo l’Italian barometer obesity report che ha recentemente analizzato i dati dell’Istat e quelli dell’Iss, l’11,8% della popolazione adulta soffre di questo disturbo (e si tratta di una percentuale cresciuta, dal 2022 al 2024 addirittura dell’11,4%). In termini assoluti vuol dire che circa sei milioni di italiani è oltre la soglia dell’obesità, ma a questi va aggiunto anche il 36,1% che è in sovrappeso (altro trend in costante incremento negli ultimi dieci anni). Tra i più piccoli, infine, il 9,8% è obeso. CLA.OSM. ---End text--- Author: CLA OSM Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Il farmaco anti-obesità anche a chi non ha il diabete» -sec_org- tp:writer§§ CLA OSM guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783906129.PDF §---§ title§§ NORME & TRIBUTI - Medici, contratto sprint per aprire subito il 2025/27 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783806128.PDF description§§

Estratto da pag. 36 di "SOLE 24 ORE" del 18 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-18T04:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783806128.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783806128.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783806128.PDF tp:ocr§§ Medici, contratto sprint per aprire subito il 2025/27 Pubblico impiego Approvato l’atto di indirizzo sul 2022/24: pochi interventi per tagliare i tempi Sul tavolo aumenti da 406 euro. Si punta ad attrarre i giovani Gianni Trovati ROMA Con il via libera dato ieri dai comitati di settore agli atti di indirizzo per il rinnovo dei contratti di medici e dirigenti locali, la tornata 2022/24 del pubblico impiego prova ad avviare l’ultimo giro di pista prima del traguardo. E punta a farlo in fretta, per aprire in tempi brevi i negoziati sul 2025/27 che può contare sui 10 miliardi già stanziati dalla scorsa legge di bilancio. A patto, ovviamente, che riesca a chiudersi anche il tavolo sul personale non dirigente di regioni ed enti locali, mentre quello sulla scuola è ormai vicino all’accordo. L’idea di una corsa verso l’intesa è scritta a chiare lettere nell’atto di indirizzo per la dirigenza sanitaria. Il provvedimento, si legge, «definisce una cornice negoziale essenziale, volta a consentire la rapida chiusura» delle trattative. E l’obiettivo appare condiviso dall’Anaao Assomed, la sigla più rappresentativa dell’area, che con il segretario nazionale Pierino Di Silverio chiede di «aprire nell’immediato il negoziato». Dei punti più controversi, come i correttivi ai calcoli sull’orario di lavoro per individuare «il limite oltre il quale l’eccedenza deve essere recuperata», si occuperà il prossimo contratto. Per ora, il tavolo negoziale eviterà di infilarsi nella discussione di «modifiche strutturali all’impianto normativo vigente», concentrandosi quindi su «alcuni interventi mirati e di immediato impatto». Tra questi, inevitabilmente, spiccano gli aspetti economici. Nei calcoli dell’Aran, l’agenzia negoziale del pubblico impiego guidata da Antonio Naddeo, il rinnovo porterà un aumento medio in busta paga da 406 euro lordi al mese. A disposizione dei 137.730 dirigenti del servizio sanitario nazionale ci sono 956,34 milioni di euro annui a regime, come si legge nelle tabelle dell’atto, a cui si aggiungono 36,4 milioni all’anno per il ritocco al rialzo dei limiti di spesa sul salario accessorio. Su questo si dovranno esercitare in particolare le trattative. Con la prospettiva fissata nell’atto di indirizzo di «valorizzare l’ingresso dei giovani e di rendere maggiormente competitivo ed attrattivo il lavoro» nella sanità pubblica. Per farlo, «si propone di incrementare il valore della retribuzione di posizione parte fissa», e di aprire la strada all’assegnazione di «specifici e ulteriori obiettivi nell’ambito dell’incarico professionale iniziale, da valorizzare economicamente attraverso la parte variabile» della stessa retribuzione di posizione. Questa spinta potrebbe essere riservata a chi supera «due valutazioni annuali positive». Della possibilità di assegnare «incentivi economici aggiuntivi» parla anche l’atto di indirizzo per i dirigenti e i segretari degli enti locali, altro provvedimento licenziato dal relativo comitato di settore. Anche in questo caso, la platea dei candidati andrà individuata fra «i dirigenti che raggiungono performance eccellenti per più anni consecutivi», a cui andranno destinati anche un «accesso prioritario a percorsi formativi di alto livello e la possibilità di incarichi dirigenziali più sfidanti e prestigiosi». In questo caso, sulla base dei dati dell’ultimo conto annuale riportati nell’atto, gli interessati sono 12.955, che dovranno dividersi 102,9 milioni di euro annui a regime fra gli stanziamenti base (99,08 milioni) e le risorse aggiuntive per il fondo del salario accessorio. Per l’Aran, queste somme portano a un aumento medio da 445,81 euro al mese. Per il resto, l’atto di indirizzo su dirigenti e segretari degli enti territoriali si concentra sui temi messi al centro dell’agenda dal ministro per la Pa Paolo Zangrillo, a partire dal rilancio della formazione. Sul punto, le parti in trattativa saranno chiamate a valutare un limite minimo di ore di formazione (anche a distanza) da garantire a ogni dirigente, ipotizzando anche «un obbligo di aggiornamento biennale su tematiche di innovazione organizzativa, leadership e gestione del cambiamento». Sul tavolo finirà anche il progetto di «un sistema di mentorship strutturato, in cui i dirigenti senior con comprovata esperienza affianchino i nuovi». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianni Trovati Heading: Highlight: Ok anche al testo che avvia i negoziati per i dirigenti di Regioni ed enti locali: 446 euro mensili in più Image: -tit_org- NORME & TRIBUTI - Medici, contratto sprint per aprire subito il 2025/27 -sec_org- tp:writer§§ Gianni Trovati guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/18/2025091801783806128.PDF §---§