title§§ Sanità: Sereni (Pd), sì ad appello Gimbe per investire di più su salute. Governo e maggioranza facciano altrettanto - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602939208328.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 16 Sep 2025
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Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "agensir.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024 "l''Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell''area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite
pubDate§§ 2025-09-16T13:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602908009152.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602908009152.PDF', 'title': 'agensir.it'} tp:url§§ https://www.agensir.it/quotidiano/2025/9/16/sanita-gimbe-spesa-italia-al-63-del-pil-sotto-media-ocse-14ma-in-europa-ultima-dei-g7/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602908009152.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 “l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di 43 miliardi di euro. E’ quanto emerge da un un rapporto della Fondazione Gimbe diffuso oggi e realizzato in vista dell’imminente discussione sulla legge di Bilancio 2026 per “fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione”.La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. I confronti con i Paesi Ocse e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del Pil che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto. La spesa sanitaria pubblica di ciascun Paese, precisa Gimbe, include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (per esempio Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (Usa, Svizzera).Nel 2024, dunque, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del Pil. Tra i Paesi europei dell’area Ocse sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del Pil superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del Pil) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del Pil). Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica pro-capite, nel 2024 in Italia si attesta a 3.835 dollari, “valore nettamente inferiore sia alla media Ocse (4.625) con una differenza di 790 dollari – sottolinea la Fondazione – sia soprattutto alla media dei paesi europei (4.689) con una differenza di 854 dollari”. Tra gli Stati Ue, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +58 dollari della Spagna (3.893) ai +4.245 della Germania (8.080). “In Europa per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i Paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”, fa notare il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, secondo il quale è urgente “pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al Ssn e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione”.Scarica l’articolo in pdf / txt / rtf / tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602908009152.PDF §---§ title§§ GIMBE * SPESA SANITARIA PUBBLICA 2024: «ITALIA AL 6,3% DEL PIL, SOTTO LA MEDIA OCSE DEL 7,1%» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603222508121.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 16 Sep 2025
SPESA SANITARIA PUBBLICA 2024: ITALIA AL 6,3% DEL PIL, BEN SOTTO LA MEDIA OCSE DEL 7,1%. SPESA PRO-CAPITE: ITALIA AL 14o POSTO IN EUROPA CON UN GAP DI € 43
pubDate§§ 2025-09-16T08:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603222508121.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603222508121.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/gimbe-spesa-sanitaria-pubblica-2024-italia-al-63-del-pil-sotto-la-media-ocse-del-71/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603222508121.PDF tp:ocr§§ SPESA SANITARIA PUBBLICA 2024: ITALIA AL 6,3% DEL PIL, BEN SOTTO LA MEDIA OCSE DEL 7,1%. SPESA PRO-CAPITE: ITALIA AL 14o POSTO IN EUROPA CON UN GAP DI € 43--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603222508121.PDF §---§ title§§ Gimbe, l'Italia 14/ma in Europa per spesa sanitaria pro-capite - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925808206.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 16 Sep 2025
Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia
pubDate§§ 2025-09-16T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925808206.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925808206.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-l-italia-14-ma-in-europa-per-spesa-sanitaria-pro-capite-1.4174149 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925808206.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14/mo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. Sono i dati rielaborati dalla Fondazione Gmbe che, in vista della prossima manovra 2026, chiede di "restituire forza e dignità al Ssn". E' imminente la discussione sulla Legge di Bilancio 2026 e la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi Ocse "con l'obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione".La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto".Nel 2024, ricorda Gimbe, sono state infatti costrette a rinunciare alle cure per motivi economici ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 italiano su 10. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925808206.PDF §---§ title§§ ### CANCELLATA: Gimbe, l'Italia 14/ma in Europa per spesa sanitaria pro-capite ### - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925708209.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 16 Sep 2025
Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia
pubDate§§ 2025-09-16T09:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925708209.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925708209.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/cancellata-gimbe-l-italia-14-ma-in-europa-per-spesa-sanitaria-pro-capite-1.4174145 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925708209.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14/mo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. Sono i dati rielaborati dalla Fondazione Gmbe che, in vista della prossima manovra 2026, chiede di "restituire forza e dignità al Ssn". E' imminente la discussione sulla Legge di Bilancio 2026 e la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi Ocse "con l'obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione".La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto".Nel 2024, ricorda Gimbe, sono state infatti costrette a rinunciare alle cure per motivi economici ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 italiano su 10. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925708209.PDF §---§ title§§ Gimbe, l'Italia 14/ma in Europa per spesa sanitaria pro-capite - Medicina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603203908059.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 16 Sep 2025
Ultima nel G7,gap 43 mld. Spesa sanità 6,3% Pil contro 7,1% Ocse (ANSA)
pubDate§§ 2025-09-16T08:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603203908059.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603203908059.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2025/09/16/gimbe-litalia-14ma-in-europa-per-spesa-sanitaria-pro-capite_70578c2e-0f7e-4b81-a3b8-f9248fac2e79.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603203908059.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14/mo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. Sono i dati rielaborati dalla Fondazione Gmbe che, in vista della prossima manovra 2026, chiede di "restituire forza e dignità al Ssn". E' imminente la discussione sulla Legge di Bilancio 2026 e la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi Ocse "con l'obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione".La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto".Nel 2024, ricorda Gimbe, sono state infatti costrette a rinunciare alle cure per motivi economici ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 italiano su 10. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603203908059.PDF §---§ title§§ Sanità: in Italia la spesa pubblica è pari al 6,3% del Pil, nei Paesi Ocse al 7,1% (in Germania al 10,6%) | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603223008122.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 16 Sep 2025
Rispetto alla spesa pro capite per la sanità , il divario con gli Paesi europei è di 43 miliardi. Regioni in affanno nel garantire i Livelli essenziali di assistenza. Nel 2024 quasi 1 italiano su 10 ha rinunciato alle cure. L''analisi della Fondazione Gimbe in vista dellâ??imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026
pubDate§§ 2025-09-16T08:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603223008122.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603223008122.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/25_settembre_16/sanita-in-italia-la-spesa-pubblica-e-pari-al-6-3-del-pil-nei-paesi-ocse-al-7-1-in-germania-al-10-6-3817b3d3-1da2-4ed5-9861-d4f66b90bxlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603223008122.PDF tp:ocr§§ Il papà di Paolo, 14enne suicida: «La sera prima era tranquillo, aveva fatto il pane. Poi quel messaggio»Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Rispetto alla spesa pro capite per la sanità , il divario con gli Paesi europei è di 43 miliardi. Regioni in affanno nel garantire i Livelli essenziali di assistenza. Nel 2024 quasi 1 italiano su 10 ha rinunciato alle cure. L'analisi della Fondazione Gimbe in vista dellâ??imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026(Getty Images)Nel 2024 lâ??Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca al 14° posto tra i 27 Paesi europei dellâ??area OCSE (e in ultima posizione tra quelli del G7 (Paesi con economie più avanzate al mondo). Nel nostro Paese la spesa pubblica per la sanità è pari al 6,3% del PIL-Prodotto Interno Lordo, percentuale inferiore sia alla media dei Paesi OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dove è pari al 7,1%, sia alla media dei Paesi europei dove la spesa pubblica per la sanità si attesta al 6,9%. Quanto alla spesa pro capite per la sanità , il divario con gli Paesi europei è di 43 miliardi. Sono alcuni dati evidenziati dalla Fondazione GIMBE che ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei Paesi OCSE.Per lâ??analisi dei dati, effettuata in vista dellâ??imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, «con lâ??obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico», la Fondazione Gimbe ha utilizzato come fonte il database OECD Health Statistics - aggiornato al 30 luglio 2025 - ed effettuato confronti tra Italia e altri Paesi OCSE ed europei sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere dâ??acquisto. Va ricordato che la spesa sanitaria pubblica di ciascun Paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno in genere prevalente: fiscalità generale (per esempio: Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (USA, Svizzera).Secondo lâ??analisi di Gimbe, nel 2024 la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). La Germania destina alla sanità il 10,6 per cento del PIL e fa meglio di noi anche il Portogallo (6,4%).Dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE: «Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i Livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi â?? continua il dottor Cartabellotta â?? il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste dâ??attesa fuori controllo, Pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto; nel 2024 sono state costrette a rinunciare ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10». Secondo lâ??analisi di Gimbe, nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a 3.835 dollari, mentre la media OCSE è di 4.625 dollari e la media dei Paesi europei è di 4.689 dollari. Tra gli Stati membri dellâ??Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più del nostro: la spesa pubblica pro-capite in Spagna è di 3.893 dollari (più 58 dollari a persona) mentre in Germania è pari a 8.080 dollari (più del doppio rispetto allâ??Italia).«Di fatto in Europa per spesa pubblica pro-capite lâ??Italia è prima tra i Paesi poveri â?? commenta Cartabellotta â??. Precede solo alcuni paesi dellâ??Est e dellâ??Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi». Fino al 2011, evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i 430 dollari nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dellâ??Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando lâ??incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei. «Lâ??entità di questo progressivo definanziamento è imponente â?? sottolinea il presidente Gimbe â?? . Nel 2024, al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite ha raggiunto 729 euro. Applicato allâ??intera popolazione residente, corrisponde a un divario complessivo di 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno». Rispetto al confronto con i Paesi del G7, dall'analisi della Fondazione Gimbe sul trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite, dal 2008 al 2024, emerge che l'Italia è sempre rimasta allâ??ultimo posto. Nel 2024 lâ??Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di 3.835 dollari. Il Regno Unito, che condivide con lâ??Italia un modello sanitario universalistico, se fino al 2019 ha fatto registrare una crescita modesta, invece, a partire dalla pandemia, ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. «Questo dimostra â?? commenta Cartabellotta â?? che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra, una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del Servizio sanitario nazionale da sostenere con continuità e convinzione politica».«La salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese â?? sottolinea Cartabellotta â??. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dellâ??enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. Ã? urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità : non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al Servizio sanitario nazionale e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, lâ??inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione; perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro».Pronto Soccorso, mancano almeno 3.500 medicidi Maria Giovanna FaiellaSanità : estate critica tra carenza di personale, ferie e difficoltà a trovare sostitutidi Maria Giovanna FaiellaCure essenziali, le «pagelle» del ministero della Salute: solo 13 regioni su 21 raggiungono gli standarddi Redazione SaluteAssistenza domiciliare, perché è ancora così difficile ottenerla in Italiadi Maria Giovanna FaiellaInfermieri: in Italia solo 6,5 per 1.000 abitanti (8,4 in Europa). Più di 4 su 10 hanno intenzione di lasciare o cambiare lavorodi Maria Giovanna FaiellaGli anziani non autosufficienti in Italia superano i 4 milioni: come sono assistiti? Cosa serve?di Maria Giovanna FaiellaDal medico di base che non si trova, alle poche Case di Comunità : l'assistenza territoriale e i disagi dei pazientidi Maria Giovanna Faiella16 settembre 2025 ( modifica il 16 settembre 2025 | 10:20)© RIPRODUZIONE RISERVATAXENOTRAPIANTO RENEUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. 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Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603223008122.PDF §---§ title§§ Lea, le nuove pagelle del Ministero: nel 2020 promosse solo 11 regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945408530.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 16 Sep 2025
Dieci regioni sono inadempienti. Calabria con un punteggio insufficiente in tutte le tre aree
pubDate§§ 2025-09-16T10:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945408530.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945408530.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2025/09/16/lea-le-nuove-pagelle-del-ministero-nel-2020-promosse-solo-11-regioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945408530.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliROMA Ogni anno il Ministero della Salute valuta l’erogazione delle prestazioni sanitarie – i cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) – che le Regioni devono garantire ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket. «Si tratta di una vera e propria “pagella” per i servizi sanitari regionali– afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe- che permette di identificare Regioni promosse (adempienti), pertanto meritevoli di accedere alla quota di finanziamento premiale, e bocciate (inadempienti)». Le Regioni inadempienti vengono sottoposte ai Piani di rientro, strumento che prevede uno specifico affiancamento da parte del Ministero della Salute che può arrivare sino al commissariamento della Regione. Sino al 2019 lo strumento di valutazione era la cosiddetta “Griglia Lea“, che dal 2020 è stata sostituita da 22 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), sempre suddivisi in tre aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera. Per ciascuna area viene assegnato un punteggio tra 0 e 100 e le Regioni vengono considerate adempienti se raggiungono un punteggio pari o superiore a 60 in ciascuna delle tre aree; con un punteggio inferiore a 60 anche in una sola area la Regione viene classificata inadempiente. «Considerato che il 2020 è stato caratterizzato dall’emergenza pandemica – precisa il Presidente – il monitoraggio dell’erogazione dei Lea è stato effettuato solo a scopo di valutazione e informazione, senza impatto sulla quota premiale». A seguito della recente pubblicazione del “Monitoraggio dei Lea attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” da parte del Ministero della Salute, la Fondazione Gimbe, spiega il Presidente, “ha effettuato alcune analisi sia per confrontare la resilienza dei servizi sanitari regionali nell’anno dello scoppio della pandemia, sia per valutare le differenze tra le Regioni del Nord, colpite con violenza dalla prima ondata, e quelle del Sud, di fatto risparmiate da tale impatto grazie al prolungato lockdown della primavera 2020».Solo 11 Regioni risultano adempienti: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Le altre 10 sono inadempienti: Abruzzo, Liguria, Molise e Sicilia con un punteggio insufficiente in una sola area; Basilicata, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano, Sardegna, Valle D’Aosta con un punteggio insufficiente in due aree; la Calabria insufficiente in tutte le tre aree.«Nonostante il maggior impatto della prima ondata pandemica nel Nord del Paese- commenta il Presidente- anche la nuova “pagella” conferma sia il gap Nord-Sud, visto che solo la Puglia si trova tra le 10 Regioni adempienti, sia le condizioni estremamente critiche della sanità in Calabria». Interessante notare che se alcune Regioni occupano posizioni simili nelle tre aree, documentando livelli omogenei di adempimento/non adempimento, per altre esiste un’importante variabilità delle performance tra le aree. In particolare, alcune Regioni si collocano in posizioni identiche nelle tre aree (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio). Viceversa, altre Regioni occupano posizioni molto diverse nelle tre aree. Ad esempio, l’Umbria è in prima posizione per la prevenzione, in dodicesima per l’area distrettuale e in undicesima per quella ospedaliera; la Liguria in settima posizione per l’area distrettuale, in quattordicesima per quella ospedaliera e in diciannovesima per la prevenzione; la Lombardia è in terza posizione per l’area distrettuale, in quinta per quella ospedaliera e in quattordicesima per la prevenzione; la Provincia autonoma di Trento è in prima posizione per l’area ospedaliera, in terza per la prevenzione e in decima per l’area distrettuale. Considerato che il Ministero della Salute non sintetizza in un punteggio unico la valutazione degli adempimenti Lea, la Fondazione Gimbe ha elaborato una classifica di Regioni e Province autonome sommando i punteggi ottenuti nelle tre aree e riportand o i risultati in ordine decrescente suddivisi in quartili. «Rispetto all’essere adempiente/inadempiente- commenta Cartabellotta- il punteggio totale enfatizza ulteriormente il gap Nord-Sud: infatti, nei primi due quartili si trovano 7 Regioni del Nord, 3 del Centro e nessuna del Sud, mentre nell’ultimo quartile, eccetto la Provincia Autonoma di Bolzano, tutte le Regioni sono del Sud».Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945408530.PDF §---§ title§§ Ricci: «Dati Gimbe: spesa sanitaria in Italia al 6.3% del pil, come Regione chiederemo almeno il 7%» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016210118.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachefermane.it" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "cronachepicene.it" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "dire.it" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "dire.it" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 16 Sep 2025
I dati sono stati diffusi in un rapporto della Fondazione Gimbe, realizzato in vista dell''imminente discussione sulla legge di Bilancio 2026
pubDate§§ 2025-09-16T13:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603023609284.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603023609284.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/65434/spesa-sanitaria-2024-italia-ultima-nel-g7-e-sotto-la-media-ocse tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603023609284.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica in Italia si è attestata al 6,3% del PIL, un valore inferiore sia alla media OCSE (7,1%) sia a quella europea (6,9%). La spesa pro-capite è stata pari a 3.835 dollari, che colloca il Paese al 14° posto tra i 27 Stati europei e all’ultimo posto tra i membri del G7. Sono i dati diffusi in un rapporto della Fondazione Gimbe, realizzato in vista dell'imminente discussione sulla legge di Bilancio 2026 per "fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione", dice la Fondazione.GIMBE, presentando i dati aggiornati al 30 luglio 2025 del dataset OECD Health Statistics, ha calcolato per l’Italia un gap complessivo di 43 miliardi di euro rispetto alla media europea. “Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana è ormai una questione strutturale” ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, sottolineando come i cittadini siano costretti a fare i conti con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso in crisi, carenza di medici di famiglia e disuguaglianze crescenti. Nel 2024 sono stati 5,8 milioni, quasi uno su dieci, coloro che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici.L’analisi evidenzia che tredici Paesi europei investono più dell’Italia in sanità, con differenziali che vanno dai 58 dollari in più della Spagna agli oltre 4.200 dollari della Germania. Se fino al 2011 la spesa pro-capite era in linea con la media europea, il divario si è ampliato negli anni successivi per effetto di tagli e definanziamenti, accentuandosi durante la pandemia quando altri Paesi hanno incrementato in misura maggiore gli investimenti.Tra i Paesi del G7 l’Italia resta fanalino di coda: nel 2024 la Germania ha registrato 8.080 dollari di spesa pro-capite, più del doppio rispetto all’Italia. Particolarmente significativo il caso del Regno Unito, che condivide un modello universalistico e che, dal 2020, ha incrementato progressivamente la spesa superando Canada e Giappone e avvicinandosi alla Francia.Cartabellotta ha ribadito la necessità di un “patto tra tutte le forze politiche» che superi le logiche contingenti della manovra e preveda un rifinanziamento progressivo del Servizio sanitario nazionale accompagnato da riforme strutturali. Con l’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione richiama l’attenzione del Governo e del Parlamento sulla necessità di pianificare un rilancio stabile della sanità pubblica, «per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone l’inalienabile diritto alla salute sancito dalla Costituzione” ha concluso.L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...3 Corsi per 25 crediti ECMCorso 1: La medicina narrativa nella pratica di curaCorso 2: Progettare la cura con...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603023609284.PDF §---§ title§§ Spesa per la sanità pubblica, l’Italia è sotto la media Ocse e 14esima in Europa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038409448.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 16 Sep 2025
Liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più ... Scopri di più!
pubDate§§ 2025-09-16T14:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038409448.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038409448.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/fatti/spesa-sanita-pubblica-italia-dati-2023-2024-lqaihvcy tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038409448.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate: a essere in difficoltà sono tutte le regioni. Secondo il rapporto della fondazione Gimbe si spende il 6.3 per cento del PIL Nel 2024 l’incremento della spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia è stato inferiore a quello degli altri paesi europei. Una situazione grave checché ne dica il governo Meloni al punto che 5,8 milioni di cittadini (quasi uno su dieci) lo scorso anno sono stati costretti a rinunciare a visite e prestazioni sanitarie.È la fondazione Gimbe a presentare l’infausta ricognizione in vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026.Liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate: in difficoltà tutte le regioni «sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci», sottolinea il presidente Nino Cartabellotta nell’evidenziare che «il conto più salato di scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini».La discesa è iniziata dopo il 2011 quando la spesa sanitaria pro-capite era allineata alla media europea. E paradossalmente il precipizio si è registrato dalla fase più critica, quella della pandemia: mentre nel resto d’Europa si potenziavano gli investimenti nel nostro paese si tagliava. «L’entità di questo progressivo definanziamento è imponente. Al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto 729 euro» dice Cartabellotta numeri alla mano, che moltiplicato per la popolazione residente fa 43 miliardi di euro di divario.E la situazione di certo non tenderà a migliorare: il governo evidenzia che si è passati da un rapporto tra spesa pubblica sanitaria e Pil del 6,2 per cento nel 2023 (il minimo storico), al 6,3 per cento nel 2024. E che il 6,3 per cento è garantito per quest’anno per poi salire al 6,4 per cento nel biennio 2026-2027.E rimarca ad ogni occasione buona che dal 2022 il Fondo sanitario nazionale è salito da 126 a 136,5 miliardi, con oltre 10 miliardi in più, che sono stanziati 870 milioni per ridurre le liste d'attesa e avviato un piano triennale di assunzioni per 10mila medici e 20mila infermieri. Numeriche che però evidentemente non bastano visto che è la realtà dei fatti a comprovare una crisi profonda e inarrestabile tenendo conto dell’aumento del costo della vita e del conseguente impoverimento degli italiani su cui pesano spese crescenti per casa, energia, cibo.«Siamo di fronte a un’erosione progressiva di risorse pubbliche al servizio sanitario nazionale che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno». Nella classifica dei paesi Ocse (la fonte utilizzata per l’elaborazione è il dataset Oecd Health Statistics aggiornato al 30 luglio 2025), con una spesa sanitaria pubblica pari al 6,3 per cento del Pil e una spesa pro-capite per 3.835 euro, l’Italia si piazza oggi al 14mo posto: per farsi un’idea in Germania (al secondo posto dopo gli Stati Uniti) la spesa si attesta al 10,6 per cento del Pil e quella pro-capite ammonta a 8.080 euro, oltre il doppio rispetto a noi.Ed è emblematico il raffronto con il Regno Unito, che vanta un modello sanitario universalistico analogo al nostro: a partire dalla pandemia oltremanica la spesa pubblica per la sanità è aumentata al punto che in soli cinque anni il paesi ha superato Canada e Giappone ed è riuscito a posizionarsi poco al di sotto della Francia. E l’Italia è ultima nella classifica dei Paesi del G7, posizione che peraltro manteniamo ormai da anni. «Di fatto in Europa l’Italia è prima tra i paesi poveri: ci precedono solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, e persino Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi».Per Cartabellotta bisogna smetterla con «il solito teatrino prima della Manovra». «È dall’impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire» dice il p residente esortando le forze politiche tutte a trovare una quadra – «serve un patto che prescinda dagli avvicendamenti di governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica». E il tema non è tanto risalire le classifiche internazionali quanto «restituire forza e dignità al Ssn e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro».© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Giornalista professionista, esperta di telecomunicazioni, space economy e innovazione digitale è stata Direttrice di CorCom e Spaceconomy360. Nel 2023 si è aggiudicata il premio come miglior giornalista digitale dell’anno nell’ambito della prima edizione del Premio Nazionale “Comunicazione costruttiva”, ideato e assegnato dalla Fondazione Pensiero Solido. Nel 2017 il Riconoscimento speciale nell’ambito della Campagna sull’efficienza energetica “Italia in Classe A” promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Enea, nel 2011 il Premio giornalistico Anfov, nel 2002 il Cisco Web Award per la categoria settimanali e periodici di informazione e nel 1999 il Premio Giornalistico Smau. Laurea in Lingue e letterature straniere si è successivamente diplomata alla Scuola di Giornalismo Luiss “Guido Carli”.IL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038409448.PDF §---§ title§§ Consiglio regionale Lombardia: esiti question time 15 settembre 2025 - ExPartibus link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602980209774.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "expartibus.it" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024 l''Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14esimo posto tra i 27 Paesi europei dell''area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7.
pubDate§§ 2025-09-16T13:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602909009206.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602909009206.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2025/09/16/spesa-sanitaria-pubblica-2024-italia-al+6-3percento-del-pil/MTIzXzIwMjUtMDktMTZfVExC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602909009206.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di 43 miliardi di euro. In vista dell'imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l'obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. I confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto. È utile ricordare che la spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera)."Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10". Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL – Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell'area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL). Spesa sanitaria pubblica pro-capite – Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a 3.835 dollari, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (4.625 dollari) con una differenza di 790 dollari, sia soprattutto alla media dei paesi europei (4.689 dollari) con una differenza di 854 dollari. Tra gli Stati membri dell'Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell'Italia: si va dai +58 dollari della Spagna (3.893 dollari) ai +4.245 dollari della Germania (8.080 dollari). "Di fatto in Europa – commenta Cartabellotta – per spesa pubblica pro-capite l'Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell'Est e dell'Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi". Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i 430 dollari nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell'Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l'incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei. "L'entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto 729 euro. Applicato all 'intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di 43 miliardi di euro. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno". Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7 – "Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 – spiega Cartabellotta – racconta una storia di progressivo arretramento: l'Italia è sempre rimasta all'ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale". Nel 2024 l'Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di 3.835 dollari, mentre la Germania l'ha più che doppiata raggiungendo 8.080 dollari. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l'Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. "Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica"."Con l'avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 – conclude Cartabellotta – è proprio dall'impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire. Da quel divario imponente frutto di una visione arrendevole che ha dimenticato un principio fondamentale: la salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell'enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l'inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602909009206.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, sulla spesa Italia agli ultimi posti in Europa: Gimbe lancia l’allarme sul definanziamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602967308625.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firstonline.info" del 16 Sep 2025
Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,3% del Pil, ultima tra i Paesi del G7 e al 14° posto in Europa. Il gap con l’Ue è di 43 miliardi, mentre solo 11 Regioni hanno garantito i Lea
pubDate§§ 2025-09-16T10:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602967308625.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602967308625.PDF', 'title': 'firstonline.info'} tp:url§§ https://www.firstonline.info/sanita-pubblica-sulla-spesa-italia-agli-ultimi-posti-in-europa-gimbe-lancia-lallarme-sul-definanziamento/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602967308625.PDF tp:ocr§§ ' ); restructure_brandheader(); } jQuery(function($) { $(window).on('resize', restructure_brandheader); $(window).on('scroll', restructure_brandheader); }); tp:writer§§ Redazione FIRSTonline guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602967308625.PDF §---§ title§§ Sanità: l'Italia spende troppo poco, il report link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602926908205.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 16 Sep 2025
Il nostro è l''ultimo tra i Paesi del G7 e il 14mo tra quelli europei area Ocse per spesa pubblica pro-capite in sanità.
pubDate§§ 2025-09-16T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602926908205.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602926908205.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/09/16/sanita-litalia-spende-troppo-poco-il-report/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602926908205.PDF tp:ocr§§ Ti senti male all’improvviso, ma non hai con te carta d’identità e bancomat? A differenza di quanto accade altrove, nel nostro Paese le porte del Ssn sono aperte a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche. Ma quando costa la sanità in Italia?Forse vi stupirà scoprire che nel 2024 il nostro è l’ultimo tra i Paesi del G7 e il 14mo tra quelli europei dell’area Ocse per spesa sanitaria pubblica pro-capite. Con un dato fermo al 6,3% del Pil (contro il 7,1% della media Ocse.A dircelo è la nuova analisi di Fondazione Gimbe che, in vista della discussione sulla Legge di Bilancio 2026, ha messo sotto il microscopio le spese per la sanità nei Paesi Ocse, con un occhio attento alla realtà italiana.Sanità e liste d’attesa: quanti sono gli italiani che rinunciano a curarsiMa cosa vuol dire ‘risparmiare’ su questo fronte? Per il presidente Gimbe Nino Cartabellotta la mancanza di finanziamenti adeguati sta già impattando sui cittadini, costretti sempre più spesso a mettere mano al portafoglio o a rinunciare alle cure. “Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”.Anche le Regioni sono “sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma il conto più salato lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie, fino a rinunciare del tutto”.La spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a 3.835 dollari nel 2024, contro la media Ocse di 4.625 dollari. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono in sanità più dell’Italia. Di fatto l’Italia nel Vecchio Continente “è prima tra i Paesi poveri: precede solo alcuni Paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”.Una emorragia iniziata qualche anno fa: fino al 2011, infatti, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea. Un gap allargatosi durante la pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia.Come dicevamo, la spesa sanitaria pubblica in Italia nel 2024 si è attestata al 6,3% del Pil. Tra i Paesi europei dell’area Ocse sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota superiore a quella italiana: il divario oscilla dai +4,3 punti della Germania (10,6% del Pil) a +0,1 del Portogallo (6,4% del Pil).Il trend pro-capite dal 2008 al 2024 “racconta una storia di progressivo arretramento: l’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”, dice Cartabellotta.Il presidente invita a guardare al Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 Oltremanica la crescita è stata modesta, a partire dalla pandemia il Paese ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e piazzandosi poco al di sotto della Francia.Insomma, tutti questi numeri non lasciano margini di indecisione. “Serve un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico” ormai ineludibile secondo il numero uno di Gimbe, se vogliamo dare un futuro alla sanità pubblica italiana.FORTUNE ITALIAN. 7 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP L imited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602926908205.PDF §---§ title§§ Italia fanalino di coda per spesa sanitaria nel G7. Walter Ricciardi: "Servono 5 miliardi in più l'anno" - HuffPost Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603071909635.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "huffingtonpost.it" del 16 Sep 2025
I dati del rapporto di Fondazione Gimbe. La conferma di Walter Ricciardi, professore di Igiene all''Università Cattolica, a HuffPost: "Da anni &…
pubDate§§ 2025-09-16T15:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603071909635.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603071909635.PDF', 'title': 'huffingtonpost.it'} tp:url§§ https://www.huffingtonpost.it/economia/2025/09/16/news/gimbe_spesa_sanita_pubblica-20050915/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603071909635.PDF tp:ocr§§ Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca al 14° posto tra i 27 paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. È un quadro desolante quello fornito del monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria pubblica nel 2024 nel nostro Paese, che si attesta al 6,3% del Pil, una percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%).HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603071909635.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria in Italia: ultima nel G7 e sotto media Ocse, l'analisi Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603068009600.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 16 Sep 2025
L''analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria italiana: ultima nel G7, sotto la media Ocse ed europea, con un gap di 43 miliardi di euro
pubDate§§ 2025-09-16T15:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603068009600.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603068009600.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/16/spesa-sanitaria-italia-ultima-g7-notizie/8128733/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603068009600.PDF tp:ocr§§ L'analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria italiana: ultima nel G7, sotto la media Ocse ed europea, con un gap di 43 miliardi di euro--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603068009600.PDF §---§ title§§ Italia ultima nel G7 e sotto la media Ocse per spesa pro capite in sanità: l’analisi Gimbe in vista della manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603061209676.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 16 Sep 2025
L''analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria italiana: ultima nel G7, sotto la media Ocse ed europea, con un gap di 43 miliardi di euro
pubDate§§ 2025-09-16T15:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603061209676.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603061209676.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/16/spesa-sanitaria-italia-ultima-g7-notizie/8128733/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603061209676.PDF tp:ocr§§ L'analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria italiana: ultima nel G7, sotto la media Ocse ed europea, con un gap di 43 miliardi di euro--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603061209676.PDF §---§ title§§ Vaccino Covid, Cts sconfessa Speranza: "Non adottò piano pandemico del 2006 e non coinvolse esperti scientifici, milioni di morti evitabili" - Il Giornale d'Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602912909105.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditalia.it" del 16 Sep 2025
I documenti del Cts svelano che il piano pandemico del 2006 era valido, ma Speranza decise di ignorarlo: decisioni politiche, non scientifiche, e migliaia di mo...
pubDate§§ 2025-09-16T13:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602912909105.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602912909105.PDF', 'title': 'ilgiornaleditalia.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/731432/vaccino-covid-cts-sconfessa-speranza-non-adotto-piano-pandemico-del-2006-e-non-coinvolse-esperti-scientifici-milioni-di-morti-evitabili.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602912909105.PDF tp:ocr§§ I documenti, le audizioni e le trascrizioni del Comitato Tecnico Scientifico del 2021 e 2022 stanno facendo emergere tanti retroscena sulla fallimentare gestione pandemica Covid. L'ex ministro della Salute Roberto Speranza è stato sconfessato più volte: le sue decisioni non furono "scientifiche", ma "dettate dalla politica".Da quanto emerge dai documenti, Speranza non adottò il piano pandemico approvato dall'Oms del 2006, ma, anzi, mentì sulla sua applicazione. Inoltre, non coinvolse subito esperti scientifici, avvalorando la tesi delle decisioni politiche. L'ex direttore generale Giuseppe Ruocco ha poi accusato: "Il piano si poteva adottare e ci saremmo risparmiati milioni di morti". Vaccino Covid, Palù ammette effetti avversi in riunione dell’11 giugno 2021: “Pressing di Speranza per imporli sotto i 60 anni”, Cts in panico: “Chiudetegli il microfono” - VIDEO Un fuorionda del virologo cattura frasi del virologo che lasciano poco spazio all'interpretazioneVaccino Covid, Cts sconfessa Speranza: "Non adottò piano pandemico del 2006 e non coinvolse esperti scientifici, milioni di morti evitabili"Nuovi documenti dell’Oms e del Cts gettano ombre pesanti sulla gestione dell’"emergenza Covid" in Italia. Due rapporti ufficiali, datati 6 e 12 febbraio 2020, invitavano gli Stati ad adattare i piani pandemici esistenti, non a riscriverli. Eppure il Piano pandemico del 2006, che conteneva procedure chiave per sorveglianza epidemiologica, gestione ospedaliera e contenimento dei contagi, fu del tutto ignorato.Secondo le audizioni desecretate in Commissione Covid, l'ex ministro della Salute Roberto Speranza non consultò Cts né task force. L’ex direttore generale Giuseppe Ruocco ha confermato che la sorveglianza clinica prevista nel piano “si poteva fare”, ma non venne attivata. Vaccino Covid, al via indagini procura Genova per morte Camilla Canepa, acquisito da Carabinieri VIDEO Speranza-Cts: "Non mostriamo dubbi su sieri" La procura di Genova, su iniziativa dei pubblici ministeri Stefano Puppo e Francesca Rombolà, ha chiesto l'acquisizione del video del 9 giugno 2021, che mostra i dubbi degli esperti Cts su AstraZeneca, zittiti da SperanzaInvece di attuare piani di contenimento mirati, il governo impose lockdown generalizzati e successivamente una campagna vaccinale di massa, accompagnata da Green Pass e obblighi per lavoratori, misure che molti osservatori hanno considerato sproporzionate e liberticide. I critici ricordano che i vaccini furono approvati in emergenza, con dati di sicurezza e di efficacia limitati, e che le segnalazioni di eventi avversi – migliaia registrate dall’Aifa e da EudraVigilance – non furono adeguatamente discusse nel dibattito pubblico, ma insabbiate. Camilla Canepa morta dopo 1a dose vaccino Covid AstraZeneca si sarebbe potuta salvare: protocollo pronto contro Vitt, ma perso nella burocrazia I protocolli contro la trombosi da vaccino esistevano già, ma tra burocrazia e ritardi il governo ha continuato a spingere AstraZeneca sui giovani nonostante i rischi, lasciando morire una 18enneSecondo il presidente della Fondazione Gimbe, Sergio Cartabellotta, l’applicazione del piano del 2006 avrebbe ridotto drasticamente il numero di vittime. Per le opposizioni, le scelte di Speranza e del governo Conte hanno contribuito a generare caos sanitario, economico e sociale, sacrificando diritti fondamentali e spingendo milioni di italiani a vaccinarsi sotto minaccia di esclusione dal lavoro e dalla vita sociale. Ma Conte e Speranza dormono benissimo (se non per il rimpianto di non essere ancora a capo di un potere repressivo e sciagurato) I loro lockdown, le loro misure sconsiderate non si sono risolte in una catastrofe sanitaria imperdonabile di per sè, hanno scatenato, a catena, effetti disastrosi e irreversibili. Nelle Marche, per esempio...Oggi vari comitati di cittadini chiedono che Speranza riferisca in Parlamento e davanti alla magistratura. La mancata applicazione del piano e la gestione opaca delle campagne vaccinali rappresentano, per molti, il vero scandalo politico della pandemia. "No Green pass", Puzzer al GdI: "Sentenza di reintegro punto di partenza, ora ridare dignità e giustizia a tanti; Draghi? Vile affarista, se n'è sbattuto del suo popolo, è impunito" Il Giornale d'Italia ha intervistato Stefano Puzzer, leader delle proteste "No Green pass" e "No vax" al Porto di Trieste del 2021 licenziato nel 2022, che recentemente ha vinto la sua battaglia in Cassazione dopo 4 anni di processi. Ora dovrà essere reintegrato e risarcito tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602912909105.PDF §---§ title§§ Sanità, l’Emilia-Romagna si conferma al top nell’anno del Covid: le pagelle del Ministero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602893909039.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilrestodelcarlino.it" del 16 Sep 2025
La Regione prima anche nell’uso del Fascicolo sanitario elettronico. La Fondazione Gimbe ha analizzato i monitoraggio del dicastero della Salute sui Lea, i livelli essenziali di assistenza. Cartabellotta: “Nonostante il maggior impatto della prima ondata pandemica nel Nord del Paese anche la nuova ‘pagella’ conferma il gap Nord-Sud”
pubDate§§ 2025-09-16T12:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602893909039.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602893909039.PDF', 'title': 'ilrestodelcarlino.it'} tp:url§§ https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/sanita-lemilia-romagna-si-conferma-al-top-nellanno-del-covid-le-pagelle-del-ministero-ozjfl6si tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602893909039.PDF tp:ocr§§ Gli scontrini di una volta...6 € al mese Emilia-Romagna tra le regioni con i punteggi più alti nel garantire l’erogazione ai cittadini di prestazioni sanitarie gratuite o attraverso il pagamento di un ticketBologna, 16 settembre 2025 – La sanità dell’Emilia-Romagna si conferma un settore virtuoso nel panorama nazionale anche nell’anno del Covid. Nonostante le difficoltà incontrate per l’emergenza e il prolungato lockdown, la sanità regionale ha sofferto del forte ‘stress test’, ma è anche rimasta nella classifica di quelle con i punteggi migliori nel garantire l’erogazione ai cittadini di prestazioni sanitarie gratuite o attraverso il pagamento di un ticket.Il Ministero della Salute ha pubblicato un nuovo ‘Monitoraggio dei Lea attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia’ (LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, ndr) e la Fondazione Gimbe, spiega il Presidente Nino Cartabellotta, "ha effettuato alcune analisi sia per confrontare la resilienza dei servizi sanitari regionali nell'anno dello scoppio della pandemia, sia per valutare le differenze tra le Regioni del Nord, colpite con violenza dalla prima ondata, e quelle del Sud, di fatto risparmiate da tale impatto grazie al prolungato lockdown della primavera 2020".Ecco la classifica degli adempimenti LEA per l’anno 2020. Solo 11 Regioni risultano adempienti: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto.Le altre 10 sono inadempienti: Abruzzo, Liguria, Molise e Sicilia con un punteggio insufficiente in una sola area; Basilicata, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano, Sardegna, Valle D'Aosta con un punteggio insufficiente in due aree; la Calabria insufficiente in tutte le tre aree."Nonostante il maggior impatto della prima ondata pandemica nel Nord del Paese – commenta il Presidente – anche la nuova ‘pagella’ conferma sia il gap Nord-Sud, visto che solo la Puglia si trova tra le 10 Regioni adempienti, sia le condizioni estremamente critiche della sanità in Calabria". Curioso poi, sottolinea il presidente, il fenomeno secondo cui “alcune Regioni si collocano in posizioni identiche nelle tre aree (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio). Viceversa, altre Regioni occupano posizioni molto diverse nelle tre aree”.Tra l’altro l’Emilia-Romagna è anche la prima regione in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico. Conferma, dunque, la sua eccellenza nel campo dell’innovazione sanitaria e digitale.Oltre 4,3 milioni fascicoli sanitari elettronici attivi, con una percentuale di consenso alla consultazione prossima al 90%, tra le più alte d’Italia. Quasi 68 milioni gli accessi di cittadine e cittadini nel 2024, pari a una media di 6,7 milioni al mese, e oltre 72 milioni i documenti sanitari consultati. Risultati che segnano un’accelerazione significativa rispetto al panorama nazionale: nel primo trimestre 2025, il 65% dei cittadini emiliano-romagnoli ha utilizzato almeno una volta il FSE, contro una media italiana ferma al 21%. La Fondazione Gimbe ha anche analizzato le differenze tra gli adempimenti 2020 e quelli 2019, al fine di valutare l'impatto della pandemia sui punteggi totali delle Regioni, oltre che sui tre macro-livelli assistenziali. Rispetto al 2019, nel 2020 i punteggi totali sono peggiorati in tutte le Regioni - fatta eccezione per la Provincia Autonoma di Trento e la Valle d'Aosta - dimostrando che la pandemia ha rappresentato un forte ‘stress test’ per la sanità italiana.Tuttavia, tra le Regioni che hanno sperimentato una prima ondata molto violenta, il gap 2019-2020 è molto contenuto (35 punti). D'altro canto, 7 delle 11 Regioni con gap superiore a 20 punti si trovano al Sud, di fatto risparmiato dalla prima ondata. "Questi dati – spiega ancora Cartabellotta – con fermano che la resilienza alla pandemia dei servizi sanitari regionali e la capacità di erogare le prestazioni essenziali nel 2020 sono state condizionate (in positivo) più dalle performance 2019 che (in negativo) dall'impatto della prima ondata".Ogni anno il Ministero della Salute valuta l'erogazione delle prestazioni sanitarie – i cosiddetti livelli Essenziali di Assistenza (LEA) – che le Regioni devono garantire ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket. "Si tratta di una vera e propria ‘pagella’ per i servizi sanitari regionali – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – che permette di identificare Regioni promosse (adempienti), pertanto meritevoli di accedere alla quota di finanziamento premiale, e bocciate (inadempienti)".Le Regioni inadempienti vengono sottoposte ai Piani di rientro, strumento che prevede uno specifico affiancamento da parte del Ministero della Salute che può arrivare sino al commissariamento della Regione. Sino al 2019 lo strumento di valutazione era la cosiddetta ‘Griglia LEA’, che dal 2020 è stata sostituita da 22 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), sempre suddivisi in tre aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera.Per ciascuna area viene assegnato un punteggio tra 0 e 100 e le Regioni vengono considerate adempienti se raggiungono un punteggio pari o superiore a 60 in ciascuna delle tre aree; con un punteggio inferiore a 60 anche in una sola area la Regione viene classificata inadempiente. "Considerato che il 2020 è stato caratterizzato dall'emergenza pandemica – precisa Cartabellotta – il monitoraggio dell'erogazione dei LEA è stato effettuato solo a scopo di valutazione e informazione, senza impatto sulla quota premiale".© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2025 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-2968 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602893909039.PDF §---§ title§§ Sanità, l’Emilia-Romagna si conferma al top nell’anno del Covid: le pagelle del Ministero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602913409106.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilrestodelcarlino.it" del 16 Sep 2025
La Regione prima anche nell’uso del Fascicolo sanitario elettronico. La Fondazione Gimbe ha analizzato i monitoraggio del dicastero della Salute sui Lea, i livelli essenziali di assistenza. Cartabellotta: “Nonostante il maggior impatto della prima ondata pandemica nel Nord del Paese anche la nuova ‘pagella’ conferma il gap Nord-Sud”
pubDate§§ 2025-09-16T13:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602913409106.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602913409106.PDF', 'title': 'ilrestodelcarlino.it'} tp:url§§ https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/sanita-lemilia-romagna-si-conferma-al-top-nellanno-del-covid-le-pagelle-del-ministero-ozjfl6si tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602913409106.PDF tp:ocr§§ La Regione prima anche nell’uso del Fascicolo sanitario elettronico. La Fondazione Gimbe ha analizzato i monitoraggio del dicastero della Salute sui Lea, i livelli essenziali di assistenza. Cartabellotta: “Nonostante il maggior impatto della prima ondata pandemica nel Nord del Paese anche la nuova ‘pagella’ conferma il gap Nord-Sud”--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602913409106.PDF §---§ title§§ Italia ultima in Europa per spesa sanitaria: il conto lo pagano 6 milioni di cittadini. Report GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602981309773.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 16 Sep 2025
Bologna,16 settembre 2025 - Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per
pubDate§§ 2025-09-16T16:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602981309773.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602981309773.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/italia-ultima-in-europa-per-spesa-sanitaria-il-conto-lo-pagano-6-milioni-di-cittadini-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=italia-ultima-in-europa-per-spesa-sanitaria-il-conto-lo-pagano-6-milioni-di-cittadini-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602981309773.PDF tp:ocr§§ Bologna,16 settembre 2025 – Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi.“Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”.Dott. Nino CartabellottaIn vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l’obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione.La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. I confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto. È utile ricordare che la spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera).Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PILNel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell’area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL).Spesa sanitaria pubblica pro-capiteNel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080).“Di fatto in Europa – commenta il Presidente – per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”.Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell’Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l’incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei.“L’entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corren te dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all’intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno”.Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7“Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 – spiega il Presidente – racconta una storia di progressivo arretramento: l’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”Nel 2024 l’Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di $ 3.835, mentre la Germania l’ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia.“Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica”“Con l’avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 – conclude Cartabellotta – è proprio dall’impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire. Da quel divario imponente frutto di una visione arrendevole che ha dimenticato un principio fondamentale: la salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell’enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602981309773.PDF §---§ title§§ Sanità e condizioni per i pazienti, l’Italia è ultima del G7 per spesa pro-capite link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603049209540.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "italiaoggi.it" del 16 Sep 2025
La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%)
pubDate§§ 2025-09-16T15:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603049209540.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603049209540.PDF', 'title': 'italiaoggi.it'} tp:url§§ https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/sanita-e-condizioni-per-i-pazienti-litalia-e-ultima-del-g7-per-spesa-pro-capite-n4guqtuy tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603049209540.PDF tp:ocr§§ Rinuncia alle cure, sistemi lenti, mal funzionanti e personale risicato. É questa la situazione in cui versa il sistema sanitario pubblico che non investe più al contrario degli altri Paesi dell’Ue: per la spesa pro capite il gap è di 43 miliardi. Nel 2024 l'Italia si colloca così al 14esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. Come si legge nello studio della Fondazione Gimbe, la spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). «Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni». Leggi anche: Sanità, oltre 2 milioni di italiani rinunciano alle cure per motivi economici A subire però le maggiori conseguenze sono ovviamente i pazienti costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10. Leggi anche: Sanità, solo 13 regioni in regola con i Lea. Ecco dove la situazione migliora e peggiora In Italia qual è la spesa sanitaria in percentuale del PIL? Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore che nulla a che fare con quelli degli altri Paesi Ocse che in media investono il 7,1% un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell'area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL). Dall’analisi di Gimbe emerge come nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si stata pari a 3.835, molto più bassa della media dei paesi europei (4.689) con una differenza di 854 euro. Chi investe più dell’Italia in sanità? La risposta diretta è quasi tutti. Tra gli Stati membri dell'Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell'Italia: si va dai +58 della Spagna (3.893) ai + 4.245 della Germania (8.080). L’Italia precede solo alcuni paesi dell'Est e dell'Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi. Cosa è successo dopo il 2011? Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell'Italia. Il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l'incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei. «L'entità di questo progressivo definanziamento - commenta Cartabellotta - è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto 729 euro. Applicato all'intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno». «Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 - spiega il Presidente - racconta una storia di progressivo arretramento: l'Italia è sempre rimasta all'ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale». Italia fanalino di coda del G7 Nel 2024 l'I talia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di 3.835, mentre la Germania l'ha più che doppiata raggiungendo i 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l'Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica spiega il presidente «serve un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica». riproduzione riservata Continua a leggereSanità regionale, la Consulta boccia il controllo statale sui fabbisogni di personale La Corte Costituzionale annulla le disposizioni che riservano allo Stato l'approvazione dei piani triennali, sottolineando l'importanza dell'autonomia organizzativa degli enti territoriali Sanità, il medico risponde di morte del paziente pure se ne chiede il ricovero Come dovranno regolarsi i medici di base dopo la sentenza della Corte di cassazione Maria Mantero Redazione Digital Mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603049209540.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602930808228.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024, il nostro Paese al 14simo posto in Europa con un gap di 43 miliardi di euro. Siamo il fanalino di coda tra i Paesi del G7
pubDate§§ 2025-09-16T09:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602930808228.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602930808228.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/2025/09/16/news/spesa_sanitaria_pubblica_gimbe_italia_sotto_media_ocse-424849592/?ref=-BH-I0-P-S1-T1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602930808228.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziNel 2024, il nostro Paese al 14simo posto in Europa con un gap di 43 miliardi di euro. Siamo il fanalino di coda tra i Paesi del G7Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi."Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”.In vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l’obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025.I confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto.La spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera). Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell’area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL).Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080)."Di fatto in Europa – commenta Cartabellotta – per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”.Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell’Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l’incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei (figura 3)."L’entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all’intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno”.Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 racconta una storia di progressivo arretramento: "L’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”, aggiunge l’esperto.Nel 2024 l’Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di $ 3.835, mentre la Germania l’ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia."Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica”.La salute è un diritto fondamentale e per questo motivo Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell’enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. "È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro”, conclude Cartabellotta,GEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602930808228.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, Italia fanalino di coda nel G7: “Mancano 43 miliardi” - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945508531.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024 l’Italia si è piazzata al 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse per la spesa sanitaria. Allarme del Gimbe: «A pagare il conto sono i cittadi…
pubDate§§ 2025-09-16T10:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945508531.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945508531.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/cronaca/2025/09/16/news/sanita_pubblica_italia_crisi_salute_mancano_43_miliardi-15310363/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945508531.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l’Italia si è piazzata al 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse per la spesa sanitaria. Allarme del Gimbe: «A pagare il conto sono i cittadi…--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945508531.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945208532.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024, il nostro Paese al 14simo posto in Europa con un gap di 43 miliardi di euro. Siamo il fanalino di coda tra i Paesi del G7
pubDate§§ 2025-09-16T10:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945208532.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945208532.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/2025/09/16/news/spesa_sanitaria_pubblica_gimbe_italia_sotto_media_ocse-424849592/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945208532.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”. In vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l’obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. L’allarme di Gimbe: l'82% delle risorse del Pnrr Salute non è stato speso 29 Luglio 2025Spesa sanitaria pubblica nei paesi OcasI confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto.La spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera). Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell’area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL). Così diversi, così uguali di Daniela Minerva 23 Luglio 2025Spesa sanitaria pubblica pro-capiteNel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080). Liste d’attesa, Gimbe: “Decreto nel pantano”. Sei milioni di italiani rinunciano a curarsi di Donatella Zorzetto 11 Giugno 2025L’Italia è prima tra i paesi poveri"Di fatto in Europa – commenta Cartabellotta – per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”. Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell’Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l’incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei (figura 3).I tagli"L’entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all’intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno”. Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 racconta una storia di progressivo arretramento: "L’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”, aggiunge l’esperto.Nel 2024 l’Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di $ 3.835, mentre la Germania l’ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. "Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica”.L’appelloLa salute è un diritto fondamentale e per questo motivo Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell’enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. "È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro”, conclude Cartabellotta, tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602945208532.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: Italia ultima nel G7 per spesa pubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038809452.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nurse24.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,3% del PIL, contro una media OCSE del 7,1% e una media europea del 6,9%. La Fondazione GIMBE denuncia un divario strutturale che nel 2024 ha raggiunto i 43 miliardi di euro.
pubDate§§ 2025-09-16T14:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038809452.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038809452.PDF', 'title': 'nurse24.it'} tp:url§§ https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/sanita-gimbe-italia-ultima-g7-spesa-pubblica.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038809452.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,3% del PIL, contro una media OCSE del 7,1% e una media europea del 6,9%. Con una spesa pro-capite di 3.835 dollari, il nostro Paese è al 14° posto tra i 27 Stati europei OCSE e ultimo tra i membri del G7. La Fondazione GIMBE denuncia un divario strutturale che nel 2024 ha raggiunto i 43 miliardi di euro.Italia fanalino di coda in Europa e nel G7Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GimbeSecondo l’analisi condotta dalla Fondazione GIMBE sui dati OECD Health Statistics, l’Italia si conferma sotto la media per investimenti pubblici in sanità. Nel 2024, con il 6,3% del PIL, resta dietro a 13 Paesi europei OCSE, dal Portogallo (6,4%) fino alla Germania (10,6%).Sul fronte della spesa pro-capite, i 3.835 dollari investiti dal nostro Paese segnano un divario di 790 dollari rispetto alla media OCSE (4.625) e di 854 dollari rispetto alla media europea (4.689). In Europa, 13 Stati spendono più dell’Italia: dalla Spagna (3.893) fino alla Germania, che ha più che doppiato l’Italia con 8.080 dollari.Il peso sui cittadiniIl presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, sottolinea che il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana è ormai una questione strutturale. Secondo l’analisi, nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite o prestazioni sanitarie per motivi economici, pari a quasi un cittadino su dieci.Le conseguenze più visibili si riflettono in liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso in sofferenza, carenza di medici di famiglia e disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate.Un divario che cresce da oltre dieci anniFino al 2011 la spesa sanitaria pro-capite italiana era allineata alla media europea. Da allora, tagli e definanziamenti hanno aperto una forbice che nel 2019 aveva già raggiunto i 430 dollari. Durante la pandemia, gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia, ampliando ulteriormente il distacco.Nel 2024 il gap pro-capite ha toccato i 729 euro: moltiplicato per la popolazione residente, equivale a un divario complessivo di 43 miliardi di euro.L’appello di GimbeCartabellotta evidenzia che dal 2008 al 2024 l’Italia è sempre rimasta ultima tra i Paesi del G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite, con un distacco ormai “abissale” rispetto a Germania, Francia, Regno Unito, Canada, Stati Uniti e Giappone.Il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno al solito teatrino prima della Manovra – afferma –. Serve un patto politico stabile e trasversale che garantisca un rifinanziamento progressivo del Servizio sanitario nazionale, accompagnato da riforme strutturali. Tags :Infermieri, Attualità Infermieri tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603038809452.PDF §---§ title§§ «Sanità lombarda allo sfascio», la campagna del Pd per la legge di iniziativa popolare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602966508633.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quibrescia.it" del 16 Sep 2025
Partita la campagna di affissioni del Pd sul tema della sanità in Lombardia in vista della discussione al Pirellone della riforma. Emilio Del Bono: «È sempre più un territorio dove i cittadini pagano per le cure di tasca propria».
pubDate§§ 2025-09-16T10:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602966508633.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602966508633.PDF', 'title': 'quibrescia.it'} tp:url§§ https://www.quibrescia.it/politica/2025/09/16/sanita-lombarda-allo-sfascio-la-campagna-del-pd-per-la-legge-di-iniziativa-popolare/783125/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602966508633.PDF tp:ocr§§ Brescia. “Vuoi curarti? Con la destra aspetti e speri. O paghi.” E’ iniziata la campagna di affissioni del gruppo regionale del Partito Democratico in vista della discussione in Aula, nelle prossime settimane, della legge di iniziativa popolare che nel corso del 2024 ha raccolto oltre centomila firme.A Milano, Brescia e in tutti i capoluoghi di provincia compariranno oltre mille manifesti e saranno esposti fino a fine settembre. Tre i messaggi dei manifesti: “Un milione di lombardi rinuncia a curarsi, sei tra questi?” e “La destra governa la Lombardia da trent’anni, e tu da quando aspetti quella visita?”. Tutti e tre sono accompagnati dallo slogan “cambiare si può”.Tutti i materiali esposti rimandano al sito conlasalutenonsischerza.it, la piattaforma su cui il gruppo regionale dall’estate 2023 raccoglie segnalazioni dei cittadini sui tempi d’attesa troppo lunghi, sulla mancanza del medico di base e di altri servizi e su cui ha accompagnato anche la raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare.La campagna di affissioni sarà accompagnata da una mobilitazione in tutte le province con presidi e volantinaggi, alla fine di settembre.«La legge di iniziativa popolare – viene spiegato – nasce per contrastare lo scivolamento della sanità lombarda verso il basso, fatto certificato dai dati del ministero e reso ancora più evidente dalla recente elaborazione della fondazione GIimbe, che vede la Lombardia perdere terreno in un solo anno più di tutte le altre Regioni tranne la Basilicata. La legge di iniziativa popolare insiste sui principi e verte su quattro punti: universalità del servizio, centralità della prevenzione, priorità dei servizi territoriale e governo pubblico degli erogatori».Per il bresciano Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale e coordinatore del tavolo Lombardia 2028, «la Lombardia è sempre più diseguale, gran parte del nostro territorio non ha garantite prestazioni sanitarie di qualità, come purtroppo dovrebbe accadere. È sempre più un territorio dove i cittadini pagano per le cure di tasca propria. Si calcola che i lombardi spendano almeno dodici miliardi di euro l’anno per avere prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite dal servizio. Se calcoliamo quanto è la spesa della sanità in Lombardia, vuol dire che un terzo delle prestazioni sanitarie è pagato direttamente dai cittadini. La stessa cosa vale anche per le nostre strutture territoriali, penso alle residenze sanitarie per disabili ma soprattutto alle RSA, cioè le nostre case di riposo che non riescono più a stare in piedi e aumentano le rette. Si mettono pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini proprio per un sistema che ormai è entrato totalmente in crisi e lo è per una questione molto lombarda: in Lombardia si è sperimentato un sistema che si diceva essere basato sulla libertà di scelta del cittadino, ma alla fine gli unici a scegliere sono i grandi operatori della sanità privata, che scelgono dove insediarsi e che prestazioni erogare. Il sistema è quindi prevalentemente urbano, tendenzialmente dove ci sono le economie di scala, mentre gli ospedali nel territorio sono sempre più deboli, sempre più fragili. E poi è sparita la sanità di territorio. Le cose non vanno meglio, vanno peggio, lo dice persino Bertolaso, che però non ha la forza politica per invertire la tendenza, e i Lombardi ne pagano totalmente il prezzo».Secondo Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione e componente della segreteria nazionale dem, «vent’anni fa la sanità lombarda era la migliore d’Italia e oggi non è più assolutamente così. E questo ce lo dicono le migliaia di testimonianze che noi da ormai due anni abbiamo raccolto con la campagna “Con la salute non si scherza”, ma ce lo dicono anche le tante rilevazioni di enti indipendenti che hanno fotografato il decadimento di un servizio, soprattutto in relazione proprio al tema dell’accesso. Quindi, Regione Lombardia oggi non si trova neanche in Europa League, per dirla in termini calcistici, nel senso che siamo diventati incredibilmente la settima regione d’Italia nella classifica delle migliori in sanità. In questo quadro, noi abbiamo fatto diverse proposte, azioni, iniziative. Bisogna cambiare e per questo ci siamo mobilitati, noi come altri soggetti politici, la società civile, le organizzazioni sindacali e in questo contesto abbiamo raccolto oltre centomila firme a sostegno della nostra proposta di legge di iniziativa popolare che si fonda su alcuni principi: la necessità di cancellare l’equivalenza tra pubblico e privato, quindi rimettendo al centro gli interessi della sanità pubblica, sul primato della prevenzione della medicina territoriale, sulla necessità di provvedere all’integrazione tra i servizi, quello sanitario e i servizi sociali, il bisogno di intervenire per rafforzare l’assistenza domiciliare. Poi c’è l’urgenza di mettere mano alle liste d’attesa attraverso interventi indispensabili come il Centro unico di prenotazione, sistema su cui la Giunta regionale sta fallendo dal 2015, perché non lo realizzerà neanche in questo mandato: Fontana e Bertolaso sono riusciti nel capolavoro di fallire anche su questo punto specifico. In questo contesto, dunque, abbiamo raccolto firme, mobilitato energie. A metà ottobre circa arriverà in Aula la legge di iniziativa popolare. Noi ci crediamo tantissimo, anche a livello nazionale, dove chiediamo di portare al 7.5% rispetto al PIL la spesa annua in campo sanitario. E in questa cornice noi aggiungiamo un tassello, cioè una campagna di comunicazione e di iniziative territoriali. Noi crediamo che questo tema, l’accesso alle cure, debba essere al centro delle attenzioni di chi governa, che invece pensa ad assetti e poltrone».«In questa campagna il Partito democratico è a fianco del Gruppo regionale – spiega la segretaria del PD Lombarda Silvia Roggiani -. A dipingere la situazione non siamo noi, ma i numeri impietosi certificati dalla Fondazione Gimbe che certificano il crollo, secondi in questo a una sola altra Regione, ma anche dai dati del Ministero della Salute, dove è passata dal quarto al settimo posto in Italia. E dati e numeri ci dicono che un milione di lombardi rinuncia a curarsi. Eppure, l’articolo 32 della Costituzione dice che la sanità pubblica è un diritto, ma se al voto va meno del 42% della popolazione, significa che molti cittadini pensano che la politica non affronti temi molto sentiti come, appunto, l’accesso alle cure. Noi vogliamo che questi temi siano affrontati e che il dibattito in Aula sulla proposta di legge, dopo che abbiamo raccolto centomila firme, non venga silenziato. Stiamo aspettando la calendarizzazione della proposta di legge e come Partito democratico lombardo lanceremo una mobilitazione proprio la settimana prima della calendarizzazione: saremo nelle piazze e ovunque potremo essere ascoltati per dire alle persone che noi ci siamo e ci occupiamo di loro». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602966508633.PDF §---§ title§§ Italia ultima tra i Paesi G7 per spesa sanitaria pro-capite link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602982909949.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 16 Sep 2025
Gimbe: hanno rinunciato alle cure per motivi economici quasi 6 milioni di persone. Mancano 43 mld di euro
pubDate§§ 2025-09-16T16:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602982909949.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602982909949.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/articoli/2025/09/italia-ultima-tra-i-paesi-g7-per-spesa-sanitaria-pro-capite-16e6bcf9-5be2-408b-be70-96d069bde8aa.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602982909949.PDF tp:ocr§§ L'Italia è l'ultimo tra i Paesi del G7 per spesa sanitaria e solo il 14esimo sui 27 dell'Area Euro. È il nostro poco invidiabile primato certificato dalla Fondazione Gimbe. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%) sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di 43 miliardi di euro. Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si è attestata a 3239 euro, un valore nettamente inferiore sia alla media Ocse (3906 euro) sia alla media dei Paesi europei (3960 euro)."Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto". Nel 2024, ricorda Gimbe, sono state infatti costrette a rinunciare alle cure per motivi economici ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 italiano su 10.Dura la posizione del Pd, che parla di "rischio collasso per il Ssn": "Noi siamo pronti a raccogliere l'appello della Fondazione Gimbe. Pronti a discutere con Governo e maggioranza se ce ne saranno le possibilità. Ma anche pronti a fare una dura battaglia di opposizione se sentiremo la destra ancora una volta parlare di 'finanziamento record' per la sanità. La difesa della sanità pubblica è per noi una priorità assoluta", afferma Marina Sereni, responsabile Salute.Critico anche il maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed, che chiede "misure immediate". "Finché si continuerà a fare diagnosi e a trattare la sanità in modo ideologico, la strada sarà in salita. Occorrono invece soluzioni e misure urgenti immediate per arrestare l'emorragia di medici che abbandonano gli ospedali", avverte il segretario nazionale del sindacato, Pierino Di Silverio. tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602982909949.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica, Gimbe: “Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Ocse del 7,1%” - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925908207.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 16 Sep 2025
Nel 2024, il nostro Paese al 14simo posto in Europa con un gap di 43 miliardi di euro. Siamo il fanalino di coda tra i Paesi del G7
pubDate§§ 2025-09-16T09:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925908207.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925908207.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/2025/09/16/news/spesa_sanitaria_pubblica_gimbe_italia_sotto_media_ocse-424849592/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925908207.PDF tp:ocr§§ Nel 2024 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”. In vista dell’imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l’obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. L’allarme di Gimbe: l'82% delle risorse del Pnrr Salute non è stato speso 29 Luglio 2025Spesa sanitaria pubblica nei paesi OcasI confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto.La spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera). Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell’area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL). Così diversi, così uguali di Daniela Minerva 23 Luglio 2025Spesa sanitaria pubblica pro-capiteNel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell’Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080). Liste d’attesa, Gimbe: “Decreto nel pantano”. Sei milioni di italiani rinunciano a curarsi di Donatella Zorzetto 11 Giugno 2025L’Italia è prima tra i paesi poveri"Di fatto in Europa – commenta Cartabellotta – per spesa pubblica pro-capite l’Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”. Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell’Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l’incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei (figura 3).I tagli"L’entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all’intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno”. Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 racconta una storia di progressivo arretramento: "L’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”, aggiunge l’esperto.Nel 2024 l’Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di $ 3.835, mentre la Germania l’ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. "Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica”.L’appelloLa salute è un diritto fondamentale e per questo motivo Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell’enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. "È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l’inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro”, conclude Cartabellotta, tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602925908207.PDF §---§ title§§ Gimbe, l’Italia 14/ma in Europa per spesa sanitaria pro-capite link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602920708267.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 16 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 16 Sep 2025
Fondazione GIMBE: "Dato sotto la media Ocse del 7,1%"
pubDate§§ 2025-09-16T16:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603065509699.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603065509699.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/123_2025-09-16_TLB/Spesa-sanitaria-pubblica-2024-Italia-al63-del-PIL.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603065509699.PDF tp:ocr§§ Home Page / Notizie / Spesa sanitaria pubblica 2024: Italia al 6,3% del PIL Spesa sanitaria pubblica 2024: Italia al 6,3% del PIL Fondazione GIMBE: "Dato sotto la media Ocse del 7,1%" Economia 16 settembre 2025 - 15.10 (Teleborsa) - Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite si colloca 14esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di 43 miliardi di euro. In vista dell'imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l'obiettivo di fornire elementi oggettivi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025. I confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa pro-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto. È utile ricordare che la spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera)."Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10". Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL – Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell'area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL). Spesa sanitaria pubblica pro-capite – Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a 3.835 dollari, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (4.625 dollari) con una differenza di 790 dollari, sia soprattutto alla media dei paesi europei (4.689 dollari) con una differenza di 854 dollari. Tra gli Stati membri dell'Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell'Italia: si va dai +58 dollari della Spagna (3.893 dollari) ai +4.245 dollari della Germania (8.080 dollari). "Di fatto in Europa – commenta Cartabellotta – per spesa pubblica pro-capite l'Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell'Est e dell'Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi". Fino al 2011, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i 430 dollari nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durant e la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell'Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l'incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei. "L'entità di questo progressivo definanziamento – commenta Cartabellotta – è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap pro-capite nel 2024 ha raggiunto 729 euro. Applicato all'intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di 43 miliardi di euro. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno". Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7 – "Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2024 – spiega Cartabellotta – racconta una storia di progressivo arretramento: l'Italia è sempre rimasta all'ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale". Nel 2024 l'Italia si conferma fanalino di coda con una spesa pro-capite di 3.835 dollari, mentre la Germania l'ha più che doppiata raggiungendo 8.080 dollari. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l'Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. "Questo dimostra – commenta Cartabellotta – che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica"."Con l'avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 – conclude Cartabellotta – è proprio dall'impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire. Da quel divario imponente frutto di una visione arrendevole che ha dimenticato un principio fondamentale: la salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinché prendano atto dell'enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l'inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro". Condividi``` Leggi anche NATO, spesa di tutti i membri dell'Alleanza raggiunge il 2% del PIL Australia, PIL 2Q 2025 cresce oltre le aspettative a +0,6% t/t e +1,8% a/a UE, vigili del fuoco professionisti salgono a 390.600 nel 2024 UE, il focus UPB: resilienza economica, ma squilibri nei conti pubblici tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603065509699.PDF §---§ title§§ Ricci: "Dati GIMBE emblematici: spesa sanitaria in Italia al 6.3% del PIL, inferiore a media Ocse e Europa. Come Regione Marche chiederemo venga finanziata almeno al 7%" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603003709997.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "vivereancona.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
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Estratto da pag. 1 di "vivereascoli.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
pubDate§§ 2025-09-16T17:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603001710009.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603001710009.PDF', 'title': 'vivereascoli.it'} tp:url§§ https://www.vivereascoli.it/2025/09/17/ricci-dati-gimbe-emblematici-spesa-sanitaria-in-italia-al-6-3-del-pil-inferiore-a-media-ocse-e-europa-come-regione-marche-chiederemo-venga-finanziata-almeno-al-7/143049 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603001710009.PDF tp:ocr§§ 16.09.2025 - h 18:28 1' di lettura da Matteo RicciCandidato alla Presidenza della Regione Marche “Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea. Per questo, quando saremo al Governo della Regione Marche, andremo a Roma a batterci, assieme alle altre regioni, affinché la spesa sanitaria nazionale arrivi almeno al 7% del PIL. Dobbiamo tornare a investire sulla sanità pubblica e solo così avremo le risorse per dare risposte ai cittadini e garantire a tutti il diritto alla salute”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche”.“Oggi mancano medici e personale sanitario, le strutture sanitarie sono inefficienti, le liste d'attesa sempre più lunghe. Così, chi ha i soldi si rivolge al privato, mentre chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. Nelle Marche un cittadino su 10 non si cura più, parliamo di 150mila persone, un dato drammatico. - dichiara Ricci - Servono più risorse per dare risposte ai bisogni dei cittadini, rafforzare i presidi territoriali, assumere nuovo personale e risolvere questa emergenza intollerabile. - prosegue - Il tema della sanità sarà un argomento centrale che affronteremo anche domani, mercoledì 17 settembre, alle 18:30, a Pesaro in Piazzale della Libertà, insieme a Elly Schlein, Stefano Bonaccini e i candidati dell'Alleanza del cambiamento”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603001710009.PDF §---§ title§§ Ricci: “Dati GIMBE emblematici: spesa sanitaria in Italia al 6.3% del PIL, inferiore a media Ocse e Europa. Come Regione Marche chiederemo venga finanziata almeno al 7%” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603009710185.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "viverecivitanova.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
pubDate§§ 2025-09-16T18:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603009710185.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603009710185.PDF', 'title': 'viverecivitanova.it'} tp:url§§ https://www.viverecivitanova.it/2025/09/16/ricci-dati-gimbe-emblematici-spesa-sanitaria-in-italia-al-6-3-del-pil-inferiore-a-media-ocse-e-europa-come-regione-marche-chiederemo-venga-finanziata-almeno-al-7/143050/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603009710185.PDF tp:ocr§§ 16.09.2025 - h 18:28 1' di lettura “Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea. Per questo, quando saremo al Governo della Regione Marche, andremo a Roma a batterci, assieme alle altre regioni, affinché la spesa sanitaria nazionale arrivi almeno al 7% del PIL. Dobbiamo tornare a investire sulla sanità pubblica e solo così avremo le risorse per dare risposte ai cittadini e garantire a tutti il diritto alla salute”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche”.“Oggi mancano medici e personale sanitario, le strutture sanitarie sono inefficienti, le liste d'attesa sempre più lunghe. Così, chi ha i soldi si rivolge al privato, mentre chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. Nelle Marche un cittadino su 10 non si cura più, parliamo di 150mila persone, un dato drammatico. - dichiara Ricci - Servono più risorse per dare risposte ai bisogni dei cittadini, rafforzare i presidi territoriali, assumere nuovo personale e risolvere questa emergenza intollerabile. - prosegue - Il tema della sanità sarà un argomento centrale che affronteremo anche domani, mercoledì 17 settembre, alle 18:30, a Pesaro in Piazzale della Libertà, insieme a Elly Schlein, Stefano Bonaccini e i candidati dell'Alleanza del cambiamento”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603009710185.PDF §---§ title§§ Ricci: "Dati GIMBE emblematici: spesa sanitaria in Italia al 6.3% del PIL, inferiore a media Ocse e Europa. Come Regione Marche chiederemo venga finanziata almeno al 7%" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602994509889.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "viveremacerata.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
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Estratto da pag. 1 di "viverepesaro.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
pubDate§§ 2025-09-16T17:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603006010036.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603006010036.PDF', 'title': 'viverepesaro.it'} tp:url§§ https://www.viverepesaro.it/2025/09/17/ricci-dati-gimbe-emblematici-spesa-sanitaria-in-italia-al-6-3-del-pil-inferiore-a-media-ocse-e-europa-come-regione-marche-chiederemo-venga-finanziata-almeno-al-7/143047 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603006010036.PDF tp:ocr§§ “Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.Per questo, quando saremo al Governo della Regione Marche, andremo a Roma a batterci, assieme alle altre regioni, affinché la spesa sanitaria nazionale arrivi almeno al 7% del PIL. Dobbiamo tornare a investire sulla sanità pubblica e solo così avremo le risorse per dare risposte ai cittadini e garantire a tutti il diritto alla salute”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche”.“Oggi mancano medici e personale sanitario, le strutture sanitarie sono inefficienti, le liste d'attesa sempre più lunghe. Così, chi ha i soldi si rivolge al privato, mentre chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. Nelle Marche un cittadino su 10 non si cura più, parliamo di 150mila persone, un dato drammatico. - dichiara Ricci - Servono più risorse per dare risposte ai bisogni dei cittadini, rafforzare i presidi territoriali, assumere nuovo personale e risolvere questa emergenza intollerabile. - prosegue - Il tema della sanità sarà un argomento centrale che affronteremo anche domani, mercoledì 17 settembre, alle 18:30, a Pesaro in Piazzale della Libertà, insieme a Elly Schlein, Stefano Bonaccini e i candidati dell'Alleanza del cambiamento”.da Matteo RicciCandidato alla Presidenza della Regione MarcheQuesto è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 16-09-2025 alle 18:28 sul giornale del 17 settembre 2025SHORT LINK: https://vivere.me/gbSeUn post condiviso da Vivere Pesaro (@vivere_pesaro) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603006010036.PDF §---§ title§§ Ricci: "Dati GIMBE emblematici: spesa sanitaria in Italia al 6.3% del PIL, inferiore a media Ocse e Europa. Come Regione Marche chiederemo venga finanziata almeno al 7%" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016310119.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "vivereurbino.it" del 16 Sep 2025
“Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea.
pubDate§§ 2025-09-16T17:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016310119.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016310119.PDF', 'title': 'vivereurbino.it'} tp:url§§ https://www.vivereurbino.it/2025/09/17/ricci-dati-gimbe-emblematici-spesa-sanitaria-in-italia-al-6-3-del-pil-inferiore-a-media-ocse-e-europa-come-regione-marche-chiederemo-venga-finanziata-almeno-al-7/143048 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016310119.PDF tp:ocr§§ 16.09.2025 - h 18:28 1' di lettura da Matteo RicciCandidato alla Presidenza della Regione Marche “Il dato fornito oggi dalla fondazione GIMBE, purtroppo, parla chiaro: la spesa sanitaria nel nostro Paese è pari al 6.3% del PIL, una percentuale inferiore sia alla media Ocse che a quella Europea. Per questo, quando saremo al Governo della Regione Marche, andremo a Roma a batterci, assieme alle altre regioni, affinché la spesa sanitaria nazionale arrivi almeno al 7% del PIL. Dobbiamo tornare a investire sulla sanità pubblica e solo così avremo le risorse per dare risposte ai cittadini e garantire a tutti il diritto alla salute”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche”.“Oggi mancano medici e personale sanitario, le strutture sanitarie sono inefficienti, le liste d'attesa sempre più lunghe. Così, chi ha i soldi si rivolge al privato, mentre chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. Nelle Marche un cittadino su 10 non si cura più, parliamo di 150mila persone, un dato drammatico. - dichiara Ricci - Servono più risorse per dare risposte ai bisogni dei cittadini, rafforzare i presidi territoriali, assumere nuovo personale e risolvere questa emergenza intollerabile. - prosegue - Il tema della sanità sarà un argomento centrale che affronteremo anche domani, mercoledì 17 settembre, alle 18:30, a Pesaro in Piazzale della Libertà, insieme a Elly Schlein, Stefano Bonaccini e i candidati dell'Alleanza del cambiamento”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603016310119.PDF §---§