title§§ Spesa sanitaria pubblica 2024: Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Oscse del 7,1% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602985809974.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "dottnet.it" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T17:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602985809974.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602985809974.PDF', 'title': 'dottnet.it'} tp:url§§ DOTTNET.IT tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602985809974.PDF tp:ocr§§ Spesa sanitaria pubblica 2024: Italia al 6,3% del Pii, sotto la media Oscse del 7,1% SANITÀ PUBBLICA REDAZIONE DOTTNET I 16/09/2025 13:39 Carrtabellotta: "II sottofìnanziamento pubblico della sanità italiana è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni" Nel 2024 l'Italia per spesa sanitaria pubblica prò-capite si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell'area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,3% del PIL, percentuale inferiore sia alla media OCSE (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa prò capite il gap con i Paesi europei è di € 43 miliardi. «Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma oggi il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto. Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su IO». In vista dell'imminente discussione sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione GIMBE ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2024 nei paesi OCSE, con l'obiettivo di fornire elementi oggetti vi utili al confronto politico e al dibattito pubblico, al fine di prevenire ogni forma di strumentalizzazione. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025.1 confronti con i paesi OCSE e con quelli europei sono stati effettuati sulla spesa sanitaria pubblica, sia in termini di percentuale del PIL che di spesa prò-capite in dollari a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto. È utile ricordare che la spesa sanitaria pubblica di ciascun paese include diversi schemi di finanziamento, di cui uno generalmente prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera). Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2024, la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,3% del PIL, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE (7,1%) che a quella europea (6,9%). Tra i paesi europei dell'area OCSE sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota del PIL superiore a quella italiana, con un divario che va dai +4,3 punti percentuali della Germania (10,6% del PIL) a +0,1 punti percentuali del Portogallo (6,4% del PIL) (figura 1). Spesa sanitaria pubblica prò-capite. Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica prò-capite in Italia si attesta a $ 3.835, un valore nettamente inferiore sia alla media OCSE ($ 4.625) con una differenza di $ 790, sia soprattutto alla media dei paesi europei ($ 4.689) con una differenza di $ 854. Tra gli Stati mèmbri dell'Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono più dell'Italia: si va dai +$ 58 della Spagna ($ 3.893) ai +$ 4.245 della Germania ($ 8.080). (figura 2). «Di fatto in Europa - commenta il Presidente - per spesa pubblica prò-capite l'Italia è prima tra i paesi poveri: precede solo alcuni paesi dell'Est e dell'Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi». Fino al 2011, la spesa sanitaria prò-capite in Italia era allineata alla media europea; poi, per effetto di tagli e definanziamenti operati da tutti i Governi, il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i $ 430 nel 2019. Il gap si è ulteriormente allargato durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno investito molto più dell'Italia; il trend si è confermato nel 2023, con una spesa stabile in Italia, e nel 2024, quando l'incremento è stato inferiore alla media degli altri Paesi europei (figura 3). «L'entità di questo progressivo definanziamento - commenta Cartabellotta - è imponente: al cambio corrente dollaro/euro il gap prò-capite nel 2024 ha raggiunto € 729. Applicato all'intera popolazione residente, corrisponde un divario complessivo di € 43 miliardi. Una erosione progressiva di risorse pubbliche al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, soprattutto dopo la pandemia, è sempre più in affanno». Spesa sanitaria pubblica prò-capite: confronto con i paesi del G7. «Il trend della spesa sanitaria pubblica prò-capite dal 2008 al 2024 - spiega il Presidente - racconta una storia di progressivo arretramento: l'Italia è sempre rimasta all'ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale» (figura 4). Nel 2024 l'Italia si conferma fanalino di coda con una spesa prò-capite di $ 3.835, mentre la Germania l'ha più che doppiata raggiungendo i $ 8.080. Particolarmente significativo è il caso del Regno Unito, che condivide con l'Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 ha registrato una crescita modesta, a partire dalla pandemia ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e posizionandosi poco al di sotto della Francia. «Questo dimostra - commenta Cartabellotta - che il dibattito sul definanziamento della sanità non può ridursi ogni anno, al solito teatrino prima della Manovra: una partita al ribasso per capire se il Ministro della Salute riuscirà a strappare qualche miliardo in più al MEF. Serve invece un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico da accompagnare a riforme strutturali del SSN da sostenere con continuità e convinzione politica». «Con l'avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 - conclude Cartabellotta - è proprio dall'impietoso confronto con gli altri Paesi europei e del G7 che bisogna ripartire. Da quel divario imponente frutto di una visione arrendevole che ha dimenticato un principio fondamentale: la salute delle persone non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e della tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al Governo e al Parlamento affinchè prendano atto dell'enorme e crescente divario strutturale rispetto agli altri Paesi avanzati, senza trasformare il tema in scontro politico. È urgente pianificare un progressivo rilancio del finanziamento pubblico della sanità: non per risalire le classifiche internazionali, ma per restituire forza e dignità al SSN e garantire a tutte le persone, ovunque vivano e a prescindere dal loro reddito, l'inalienabile diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi: in disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro». -tit_org- Spesa sanitaria pubblica 2024: Italia al 6,3% del Pil, sotto la media Oscse del 7,1% -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091602985809974.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806405320.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "NAZIONE AREZZO" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806405320.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806405320.PDF', 'title': 'NAZIONE AREZZO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806405320.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806405320.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601735004506.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "NAZIONE FIRENZE" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T03:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601735004506.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601735004506.PDF', 'title': 'NAZIONE FIRENZE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601735004506.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: i Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ i Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601735004506.PDF §---§ title§§ «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603268207662.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "NAZIONE GROSSETO" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T06:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603268207662.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603268207662.PDF', 'title': 'NAZIONE GROSSETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603268207662.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603268207662.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601798605142.PDF description§§

Estratto da pag. 40 di "NAZIONE LUCCA" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

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Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601798605142.PDF §---§ title§§ «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263607460.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "NAZIONE MASSA E CARRARA" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T05:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263607460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263607460.PDF', 'title': 'NAZIONE MASSA E CARRARA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263607460.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263607460.PDF §---§ title§§ «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603121207092.PDF description§§

Estratto da pag. 36 di "NAZIONE PISA" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T05:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603121207092.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603121207092.PDF', 'title': 'NAZIONE PISA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603121207092.PDF tp:ocr§§ «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» Giani, one man show FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inIL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» cl usione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nessuna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Giani, one man show Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603121207092.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081406658.PDF description§§

Estratto da pag. 37 di "NAZIONE PISTOIA" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081406658.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081406658.PDF', 'title': 'NAZIONE PISTOIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081406658.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081406658.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263907459.PDF description§§

Estratto da pag. 36 di "NAZIONE PONTEDERA" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

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Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603263907459.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601829105415.PDF description§§

Estratto da pag. 37 di "NAZIONE PRATO" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T03:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601829105415.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601829105415.PDF', 'title': 'NAZIONE PRATO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601829105415.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601829105415.PDF §---§ title§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601807005322.PDF description§§

Estratto da pag. 40 di "NAZIONE SIENA" del 16 Sep 2025

Al Puccini oltre seicento per l'avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti»

pubDate§§ 2025-09-16T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601807005322.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601807005322.PDF', 'title': 'NAZIONE SIENA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601807005322.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inclusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nes suna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Ingardia Heading: Highlight: IL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei prossimi cinque anni» Image: -tit_org- Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Ingardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601807005322.PDF §---§ title§§ «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806505321.PDF description§§

Estratto da pag. 32 di "NAZIONE VIAREGGIO" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806505321.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806505321.PDF', 'title': 'NAZIONE VIAREGGIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806505321.PDF tp:ocr§§ Giani, one man show «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» Al Puccini oltre seicento per l’avvio della campagna elettorale del candidato di centrosinistra. Tutto il gotha della coalizione in prima fila Il governatore: «Parola chiave: innovare. Grazie agli assessori uscenti» di Francesco Ingardia FIRENZE ‘Il sogno di un ragazzo italiano/La strada di casa che porta lontano’. L’allegria di Gianni Morandi è quella di Eugenio Giani. Cinque anni fa partì davvero da casa sua, a San Miniato, per acciuffare il «sogno che l’ha portato lontano»: guidare la Regione. Il Puccini di Firenze straborda ospitando 600 persone, il governatore varca la soglia tra gli applausi dopo l’ennesima giornata a consumare le gomme dell’auto lungo i crinali della «Toscana diffusa». Da un mese a questa parte non più con quella di servizio, ma con la 500 bianca di proprietà. «Sobrietà», questa la parola d’ordine della campagna elettorale sino al 12 e 13 ottobre. Di rigore abito blu gessato, leggio e microfono. Un assolo di un’ora e passa - senza un goccio d’acqua - infarcito di carrellate di slide e foto simbolo «del lavoro fatto», precedute dalla schermata dei simboli di partito, nessuno escluso. Un discorso a braccio a fare da ponte tra 5 anni di legislatura passati e quelli futuri. In platea c’è il vecchio e il nuovo che avanza. I leader di ieri a cui Giani si è «ispirato», Valdo Spini e l’ex sindaco Domenici. E gli alleati di domani, perché sulle poltroncine rosse siedono i delegati bandiera del campo largo, dal M5s ad Avs, dal Pd al listone «Casa Riformista» (Iv, +Europa, Socialisti, Repubblicani, più i civici). «L’obiettivo è che la nostra sia l’alleanza che raggiunga il miglior risultato nelle regioni al voto», l’asticella fissata da Giani. Vero, la candidatura bis ha dovuto sudarsela più del previsto, ma con la segreteria toscana è pax romana ormai. Ma forte e chiaro, con Emiliano Fossi in prima fila, Giani ha scandito metodo e merito con cui «innovare»: ‘Sempre presente per la Toscana’. «Presenza cari miei, non presenzialismo - rivendica il presidente -. Conoscere per decidere, diceva il Granduca Leopoldo. E se vengo chiamato per ogni posa della prima pietra è perché la Regione ha messo risorse e autorizzazioni». La (sua) visione della Toscana fa da controcanto alla maggioranza di schleiniani scaturita dal congresso che ha incoronato nei gazebo Elly Schlein: «Il riformismo del fare - scandisce Giani davanti ai pezzi di segreteria presenti a teatro -. Cambiare la nostra terra con la virtù delle riforme». Parte da qui il trend union tra passato e futuro: la legge sul fine vita, il testo unico sul turismo, nidi gratis, il tasso d’occupazione cresciuto del 5%, la toscana diffusa. Otto volte «grazie» per ciascun assessore di «una giunta che ha davvero funzionato», ricorda con orgoglio il governatore. Vuoi anche per mandare un telegramma ai naviganti dem già in preda al toto giunta in caso di vittoria su Tomasi. Lo one man show sul palco detta poi l’agenda del programma elettorale, strizzando l’occhio alle specifiche istanze degli alleati di centrosinistra: più sanità pubblica «per superare il Veneto e diventare la prima regione d’Italia secondo le rivelazioni di Agenas e Gimbe». Come? Con più medicina territoriale, con 7 case di comunità «piene di medici di famiglia per evitare di intasare i pronto soccorso». E poi nuovi asili da costruire, più famiglie beneficiarie dei nidi gratis, una legge sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, un nuovo testo unico sulla cultura, un piano di viabilità adatto a «per raggiungere davvero in ogni angolo la Toscana diffusa». E poi loro, le misure sul lavoro, partendo dal salario minimo e dal reddito di cittadinanza regionale come integrazione all’assegno di inclusione del governo Meloni. «Vogliamo che il salario minimo si imponga, qualsiasi sia la procedura che occorra - promette, nonostante l’impugnazione della legge regionale di Palazzo Chigi -. Metteremo 20 milioni di euro per il reddito di inIL TEMA CALDO «Il Riformismo del fare come metodo per innovare la Regione nei pross imi cinque anni» clusione lavorativa, una misura per chi ha perso il lavoro e che dopo la cassa integrazione non ha più nessuna entrata». Cultura della legalità e promozione della pace, la doppietta che chiude il lancio della campagna elettorale bis. Del resto serviva solo l’abbrivio per aprire le danze. ‘Evviva’ duettano Morandi e Jovanotti, la colonna sonora giunta al momento del fotone con il candidato governatore e i candidati consiglieri. ‘Caro Gian(n)i cogli l’attimo fuggente/Perché è un attimo e lui passa e non sai più dov’è andato…’ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: i Francesco Inaardia Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Sanità, avanti tutta Sul Reddito venti milioni» -sec_org- tp:writer§§ i Francesco Inaardia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601806505321.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia, addio orari giorni fissi: lavoreranno anche nelle nove Case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603230607270.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "NUOVA DEL SUD" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T05:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603230607270.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603230607270.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603230607270.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia, addio orari e giorni fissi: lavoreranno anche nelle nove Case di comunità POTENZA – Una “rivoluzione” in vista per l’assistenza negli ambulatori lucani dei circa 500 Medici di famiglia. Prima fra tutte: addio alle visite a orari e giorni fissi. I nuovi dottori, assunti in convenzione con le Asl, lavoreranno infatti anche dentro le 9 Case di comunità previste in Basilicata. A definire il nuovo assetto della Medicina di famiglia sono le linee di indirizzo approvate nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni e che adesso la Giunta Bardi dovrà recepire e rendere operative. Le novità principali riguardano le Case di Comunità, centro di riferimento per la continuità assistenziale, con la presenza medica assicurata almeno per 12 ore al giorno, 6 giorni su 7. Le attività orarie vanno dalle visite ambulatoriali per bisogni non differibili alla gestione della cronicità e della fragilità in équipe. Poi interventi di sanità pubblica e promozione della salute, un primo livello di controlli diagnostici, e ancora assistenza a turisti, studenti fuori sede, cittadini non residenti. Le strutture saranno dotate di Ecg, ecografi, strumenti per esami rapidi, accesso alle banche dati cliniche e dispositivi per teleconsulto e telemedicina. Un ruolo chiave viene attribuito anche alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili, in collaborazione con infermieri e specialisti. Previsto anche l’impegno Me e gio ne in attività di prevenzione e educazione sanitaria: campagne vaccinali, promozione di stili di vita sani, interventi su gruppi a rischio, anche attraverso la stratificazione della popolazione per bisogni e la medicina d’iniziativa Sarà l’azienda sanitaria ad assegnare ai medici del ruolo unico le sedi di attività a prestazione oraria nelle Cdc così come i turni di servizio. Anche per le cure pediatriche è prevista la continuità assistenziale: le prestazioni nelle fasce orarie notturna, di sabato e nei festivi, sono organizzate sempre dall’azienda sanitaria tenendo conto del coordinamento dell’orario di apertura degli studi dei medici e dei pediatri di libera scelta, ma anche delle caratteristiche demografiche e della geografia del territorio e sedi della continuità assistenziale (ex guardia medica) d’ora in poi verranno integrate nella casa di comunità per i bisogni di cura non “differibili”, garantendo l’assistenza h24 in collegamento con la Centrale operativa territoriale, la Centrale operativa 116117 e la centrale 112numero unico emergenze.¿ Non tutte le casistiche saranno accolte: tra i criteri di esclusione elencati nelle Linee guida, i casi di dolore toracico, cefalea intensa e inusuale, politrauma, deficit neurologico acuto e perdita di conoscenza. Poi ci sono le attività di sanità pubblica e di promozione della salute, attraverso medicina d’iniziativa e analizzando la stratificazione della popolazione per intensità dei bisogni su programmazione aziendale e regionale. Attività mirate a diffondere la prevenzione così da “ridurre la domanda assistenziale e il carico di malattia nella popolazione”. La “rivoluzione” in Basilicata impatterà prima di tutto con l’attuale carenza di medici di famiglia. Complessivamente servono 119 medici a tempo indeterminato tra pediatri e medici di base; a fronte di 51 pediatri di libera scelta iscritti vi sono 10 posti che devono essere coperti. Sono 65 i vuoti d’organico nell’azienda sanitaria di Potenza e 54 in quella di Matera. Un reclutamento fondamentale per garantire la continuità dell’assistenza sul territorio, con 68 località nei 131 Comuni locali che risultano carenti o scoperte. La maggior parte, 53, sono localizzate nell’area di competenza dell’Asp, le altre 15 dipendono dall’ASM. Le aree più penalizzate sono il Vulture e gran parte del distretto 2, dal Melandro alla Val d’Agri. Dieci le località a corto anche di pediatri con tutti i sei distretti della regione interessati, ma in particolare il distretto del lagonegrese con tre posti vuoti. Le maggiori difficoltà nei centri più piccoli con medici a fare la spola da un paese all’altro e ambulator i aperti un giorno la settimana. La Regione Basilicata ha concluso a luglio il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2021/2024, che ha visto 19 medici superare la sessione ordinaria degli esami finali, svoltasi lo scorso 16 giugno. Una “pattuglia” ancora insufficiente specie se raffrontato al carico d lavoro. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, il 51,7% dei medici di medicina generale in Italia è sovraccarico di assistiti. Si parla di oltre 1.500 pazienti a testa. In Basilicata la media è di 1.119 assistiti a medico; il 29,3% ha più di 1500 assistiti. “Il quadro reale è ancora più critico di quanto mostrano i numeri”, precisa ancora Cartabellotta. “Infatti, con un livello di saturazione così elevato, non solo viene compromesso il principio della libera scelta ma diventa difficile, se non impossibile, rari nche tà trovare un medico di medicina generale vicino casa”, aggiunge. Un problema che, secondo il presidente della Fondazione Gimbe, “non riguarda solo le aree desertificate (bassa densità abitativa, aree montane e rurali), dove i bandi vanno spesso deserti, ma anche le grandi città metropolitane”. Il Governo da parte sua, fa notare il report Gimbe, propone di trasformare i medici di famiglia in dipendenti del Ssn per garantirne la presenza nelle strutture territoriali, ma senza presentare un’analisi dettagliata degli impatti economici e organizzativi. Sebbene sia condivisibile l’idea di una specializzazione in medicina generale, secondo il Gimbe il cambiamento non può limitarsi alla contrapposizione tra dipendenza e convenzione. La mancanza di coinvolgimento dei medici nella riforma, infatti, potrebbe condannarla addirittura al fallimento. In sostanza, conclude con preoccupazione lo studio Gimbe, errori di programmazione e scelte politiche inadeguate hanno portato alla crisi attuale, rendendo la professione sempre meno attrattiva. Le misure adottate, come l’innalzamento dell’età pensionabile e l’aumento del massimale di assistiti, non hanno risolto il problema. In assenza di soluzioni efficaci, si rischierà di lasciare milioni di persone senza medico di famiglia, peggiorando la qualità dell’assistenza sanitaria e soprattutto mettendo in pericolo la salute dei cittadini più fragili. ---End text--- Author: ARTURO GIGLIO Heading: Highlight: Definite le linee di indirizzo approvate dalla Conferenza delle Regioni e che adesso la giunta Bardi dovrà recepire Il ruolo dei nuovi dottori assunti in convenzione con le Asl. Ma pesa la carenza di camici bianchi Servono 119 medici a tempo indeterminato tra pediatri e medici di base: sono 65 i vuoti d’organico all’Asp e 54 all’Asm Image:Un medico di famiglia e una Casa di comunità -tit_org- Medici di famiglia, addio orari giorni fissi: lavoreranno anche nelle nove Case di comunità -sec_org- tp:writer§§ ARTURO GIGLIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603230607270.PDF §---§ title§§ Sanità, i nodi tra disfunzioni ed eccellenza di prestazioni = Sanità, i nodi tra disfunzioni... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601933702513.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T02:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601933702513.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601933702513.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601933702513.PDF tp:ocr§§ La lettera SANITÀ, I NODI TRA DISFUNZIONI ED ECCELLENZA DI PRESTAZIONI DALLA PRIMA PAGINA Sanità, i nodi tra disfunzioni... G entile Direttore, l'articolata analisi di Antonio Maniglio pubblicata sul Nuovo Quotidiano di Puglia, dal titolo "Il populismo e il coraggio che manca sulla sanità", stimola ulteriori ragionamenti che vorrei condividere. Le liste di attesa prima di tutto. Nel primo semestre 2025 in Asl Lecce sono state erogate complessivamente 630.685 prestazioni (sia da strutture pubbliche che dai privati accreditati), prenotate attraverso i canali Cup ovvero agende dedicate, con una media di 105.000 prestazioni/mese. Numeri importanti in cui il grado di soddisfazione entro i tempi previsti è pari a oltre il 90% per le priorità U (entro 3 giorni) e le B (entro 10 giorni) e le D - prestazioni strumentali, mentre criticità permangono per le prestazioni di prima visita in priorità D (ad esclusione delle visite oncologiche prese in carico dai C.Or.O - Centri di Orientamento Oncologico) e per la maggior parte delle prestazioni in priorità P. Continua a pag.27 Margini di miglioramento indubbiamente persistono e sono comprensibili le doglianze dei cittadini che non riescono a prenotare una prestazione nei tempi previsti. Tuttavia occorre fare i conti con una non sempre lineare appropriatezza prescrittiva, ovvero con una prescrizione medica non giustificabile in base alle condizioni di salute del paziente. A tal proposito voglio citare i risultati di un recente studio condotto da AreSS e dall’Università di Edimburgo - a cui Asl Lecce ha partecipato – sulle prescrizioni di diagnostica per immagine la cui appropriatezza è stata verificata mediante gli strumenti di intelligenza artificiale. Parliamo cioè di quelle prestazioni (risonanze, tac, etc.) che vengono spesso richiamate proprio per esemplificare la questione delle cosiddette liste di attesa. I risultati? Ben il 43,03% delle prescrizioni di diagnostica per immagini è risultato “generalmente inappropriato”, il 18,05% potenzialmente appropriato e solo il 38,92% è stato classificato come “generalmente appropriato”. Lo studio che ho qui richiamato cristallizza con il metodo scientifico ciò che gli specialisti radiologi già ci dicevano sottovoce: molte prestazioni che vengono prescritte ed erogate non devono essere né prescritte né erogate, il tutto (al netto dello spreco economico sulle risorse) a danno di chi di quella prestazione ha veramente bisogno. Insieme al tema delle liste di attesa vi è un altro argomento che viene spesso utilizzato da tutti per criticare il nostro servizio sanitario ed è quello dei cosiddetti “viaggi della speranza”, in gergo più tecnico la mobilità passiva. Ora sorprenderà in molti sapere che Regioni come il Lazio o la “mitica” Lombardia (come simpaticamente l’ha chiamata Antonio Maniglio nel suo intervento) registrano una mobilità passiva peggiore della Regione Puglia, come si evince dal report pubblicato dall’Osservatorio Gimbe n. 1/2024 che reca gli ultimi dati consolidati a livello nazionale. Del pari merita una contro-narrazione anche il tema del funzionamento dei pronto soccorso. Antonio Maniglio li definisce “in tilt”, su molti giornali (per la verità dell’intero “stivale”) li si diagnostica al “collasso”. Vero è che i numeri delle prestazioni erogate dalla filiera dell’emergenza urgenza nella provincia di Lecce sono numeri da capogiro, e ringrazio il “Quotidiano” per avere dato giusta visibilità in un articolo il 29/8 (“Sanità, un’estate di fuoco: in 35mila al pronto soccorso e 16mila interventi del 118”). Così come ringrazio Sua Eccellenza il Prefetto, dottor Natalino Manno, per aver indirizzato alla Asl di Lecce una lettera in cui ha espresso gratitudine per l’assistenza prestata da tutti gli operatori sanitari durante il mese di agosto, a supporto sia dei numerosi eventi e manifestazioni che caratterizzano l’estate salentina, sia degli sbarchi di migranti. E dunque, nonostante le risorse contingentate, il nostro Servizio Sanitario 'regge', qui a sud est del Paese, anche in estate, in cui la pressione sulle s trutture sanitarie aumenta, i bisogni di assistenza si fanno più intensi e bisogna fare i conti con la nota carenza di medici, con una corposa presenza turistica lungo i 240 Km di costa e nell’entroterra, con numerosi eventi, piccoli e grandi, da presidiare. Questo ragionamento va necessariamente inserito in un territorio connotato da una popolazione sempre più anziana, con cronicità e comorbilità, ovvero con la coesistenza, nello stesso paziente, di due o più patologie o disturbi. La provincia di Lecce, in particolare, registra il tasso di invecchiamento maggiore della Regione Puglia, che già non brilla nel panorama nazionale. Il professor Carlo Favero, economista all’Università Bocconi, ha recentemente pubblicato uno studio che illustra come l’andamento demografico renderà sempre meno sostenibile la spesa sociale. La popolazione invecchia e consuma più risorse, che dovrebbero essere finanziate dal prodotto interno lordo, che a sua volta non cresce, in una società dove nascono sempre meno bambini. Proprio in questi giorni il ‘Sole 24 Ore’ analizza i nuovi dati Istat registrati tra gennaio e giugno 2025. Il calo della natalità in Italia si conferma e la provincia di Lecce non fa eccezione: ogni anno un calo di 300 parti l’anno, con l’esigenza impellente di ridisegnare la mappa dei reparti a vocazione materno infantile. Di questi e di altri elementi qualificanti mi piacerebbe leggere con più frequenza sugli organi di informazione, spesso veicolo di notizie legate a disfunzioni o episodi spiacevoli, a casi di presunta malasanità che inevitabilmente creano paura e sfiducia nei cittadini. Eppure, nonostante siano questi i casi che fanno notizia, sono proprio i cittadini, gli utenti, i primi protagonisti di una contronarrazione sulla sanità che ogni giorno, con lettere di encomio e gratitudine (la Asl di Lecce ne riceve a centinaia) ci raccontano esperienze positive vissute, pur nella sofferenza, all'interno delle strutture sanitarie, e si soffermano sull'umanità e sulla professionalità degli operatori. A loro credo che dobbiamo molto, a garanzia della tutela de diritto alla salute e a difesa del Servizio sanitario nazionale, ancora oggi un’eccellenza della Repubblica Italiana che gli altri paesi ci invidiano. Stefano Rossi Direttore generale Asl Lecce ---End text--- Author: Stefano ROSSI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, i nodi tra disfunzioni ed eccellenza di prestazioni Sanità, i nodi tra disfunzioni... -sec_org- tp:writer§§ Stefano ROSSI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091601933702513.PDF §---§ title§§ Disforia di genere in età evolutiva, giusto evitare le scelte affrettate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081506659.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "AVVENIRE" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081506659.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081506659.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081506659.PDF tp:ocr§§ Disforia di genere in età evolutiva, giusto evitare le scelte affrettate G entile direttore, in qualità di associazione che rappresenta circa 150 famiglie di adolescenti che si sono dichiarati trans, scriviamo per dare il nostro punto di vista in merito al Ddl del 4 agosto sull’utilizzo dei farmaci per la disforia di genere. Il Ddl, a nostro parere, porta con sé un impianto normativo solido, ispirato alla tutela della salute psico-fisica del minore, alla prudenza scientifica e al principio di appropriatezza terapeutica. Molte delle misure previste non sono certo novità, ma formalizzano e rendono vincolanti prassi cliniche già esistenti o raccomandazioni già espresse da autorità bioetiche e sanitarie. È il caso del ruolo dell’equipe multidisciplinare e della terapia psicologica e psichiatrica, che dovrebbero essere prassi dal 2019 per la prescrizione della triptorelina, ma anche della raccolta e analisi dei dati sui trattamenti nel contesto italiano, già raccomandate dal Cnb (22/11/2024). Da anni si parla dell’aumento vertiginoso di minori che accedono ai centri per la disforia di genere italiani, ma ad oggi non ci sono dati che attestino quanti sono, a quanti sono state prescritte terapie ormonali e chirurgiche, e soprattutto quali sono gli esiti dei trattamenti nel tempo. Nei convegni italiani sul tema, si sottolinea che l’assenza di dati è responsabilità del Ministero della Salute: il Ddl del 4 agosto si propone di colmare questa lacuna con un registro nazionale gestito da Aifa, che non è un attacco alle persone trans, ma una procedura standard in medicina per monitorare - nel rispetto della privacy - sicurezza ed efficacia di trattamenti complessi o irreversibili. Il sistema di report semestrali al Ministero della Salute e relazioni triennali al Parlamento consentirà la verifica dell’impatto delle politiche pubbliche sulla salute dei giovani, a loro tutela. Davanti alla mancanza di un consenso scientifico sulla disforia di genere in età evolutiva è necessario agire con prudenza, per evitare scelte affrettate con effetti permanenti: questa è la linea adottata nei documenti ufficiali dei servizi sanitari esteri, in particolare dei Paesi nordici, che hanno saputo coniugare diritti e protezione clinica. Condividiamo dunque l’obiettivo del Ddl del Governo di proteggere i minori e i giovani tramite l’adozione di criteri chiari e uniformi su tutto il territorio nazionale, evitando l’assunzione di decisioni in assenza di valutazioni multidisciplinari e dati affidabili. Generazione D www.generazioned.org ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Disforia di genere in età evolutiva, giusto evitare le scelte affrettate -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081506659.PDF §---§ title§§ L'AI ha trovato segni nascosti di coscienza in pazienti in coma prima dei medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080106665.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "FOGLIO" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080106665.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080106665.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080106665.PDF tp:ocr§§ L’AI ha trovato segni nascosti di coscienza in pazienti in coma prima dei medici PER CHI PENSA SIA SOLO MODA, LA RISPOSTA ARRIVA DAL LETTO D’OSPEDALE I mmaginate di essere distesi in un letto d’ospedale. Apparentemente incoscienti, incapaci di muovere un dito o di rispondere a chi vi TESTO REALIZZATO CON AI parla. Eppure, dentro la vostra mente, qualcosa veglia. Non potete dirlo, non potete comunicarlo. E’ l’incubo della cosiddetta coscienza nascosta: persone che sembrano in coma ma che, in realtà, sono vigili, prigioniere di un corpo che non risponde. Per anni la medicina si è affidata a esami complessi come la risonanza magnetica funzionale per tentare di cogliere questi lampi di consapevolezza. Nel 2006 un esperimento clamoroso aveva mostrato che una paziente non responsiva era capace di immaginare di giocare a tennis quando i ricercatori glielo chiedevano. Ma queste tecniche sono lente, costose, riservate a pochi centri specializzati. Così, la diagnosi continua a basarsi su test clinici rudimentali: apri gli occhi, muovi la lingua, reagisci a un rumore improvviso. Troppo poco, troppo tardi. Ed è qui che entra in scena l’intelligenza artificiale. In uno studio pubblicato su Communications Medicine, un gruppo di neuroscienziati della Stony Brook University ha sviluppato un sistema di analisi video, battezzato SeeMe, capace di registrare e interpretare micromovimenti facciali invisibili a occhio nudo. Come un radar di precisione, l’AI ha colto segnali minimi – un accenno di apertura degli occhi, un impercettibile movimento delle labbra – in decine di pazienti reduci da gravi traumi cranici. Il dato che spiazza: in media, SeeMe ha individuato tentativi di risposta quattro-otto giorni prima che i medici se ne accorgessero. Non un dettaglio: ogni giorno guadagnato può cambiare la prognosi, orientare decisioni difficilissime, avviare riabilitazioni precoci che fanno la differenza tra un recupero e una vita sospesa. Chi minimizza l’IA come moda passeggera dovrebbe fermarsi qui un momento. Non stiamo parlando di filtri per foto, di testi scolastici generati in fretta o di gadget per ufficio. Parliamo della possibilità di restituire voce a chi non può parlare. Di offrire ai familiari un segnale in più prima di scegliere se continuare o sospendere cure. Di aprire uno spiraglio etico gigantesco: se l’IA riesce a decifrare i movimenti impercettibili del volto, un giorno potremmo addirittura chiedere a un paziente in coma di rispondere sì o no a una domanda vitale, attraverso un battito di ciglia riconosciuto dalla macchina. C’è chi teme che l’IA sostituisca i medici. E’ un falso problema. Qui l’IA non rimpiazza nessuno, semmai completa, integra, rafforza. E’ uno strumento che vede dove l’occhio umano non arriva, che riduce margini di errore, che anticipa segnali preziosi. E’ come se un fonendoscopio digitale permettesse di udire battiti più deboli, o un microscopio svelasse dettagli invisibili: non minaccia la medicina, la potenzia. Ecco perché liquidare l’intelligenza artificiale come “una moda da smanettoni” significa non capire la portata della rivoluzione in corso. La differenza tra un algoritmo che genera una poesia mediocre e un algoritmo che svela coscienza in un corpo silenzioso è la stessa che passa tra un giocattolo e un salvavita. L’AI non è onnipotente, e non sempre ha ragione. Può sbagliare, come sbagliano i medici. Ma il punto è un altro: comincia a vedere ciò che noi non vediamo. E se c’è un campo in cui questo fa la differenza, è quello della vita e della morte. Dedicato a chi dubita dell’importanza dell’intelligenza artificiale: a volte, è questione di giorni guadagnati, di speranze restituite, di vite salvate. ---End text--- Author: Redazione Heading: PER CHI PENSA SIA SOLO MODA, LA RISPOSTA ARRIVA DAL LETTO D’OSPEDALE Highlight: Image: -tit_org- L’AI ha trovato segni nascosti di coscienza in pazienti in coma prima dei medici -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080106665.PDF §---§ title§§ Medici di base sfavoriti dalle case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080806656.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "ITALIA OGGI" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080806656.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080806656.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080806656.PDF tp:ocr§§ Medici di base sfavoriti dalle case di comunità Le nuove case di comunità finiscono sotto accusa: secondo il Sindacato medici italiani (Smi) non rispettano i contratti in vigore per i medici di medicina generale. Nel mirino ci sono le linee di indirizzo approvate dalla Conferenza delle regioni, che definiscono l’attività oraria dei professionisti del ruolo unico di assistenza primaria nelle case di comunità, in attuazione del dm 77/2022 e dell’Accordo collettivo nazionale 2019-2021. «Le linee guida – spiega la segretaria generale dello Smi, Pina Onotri – non tengono conto che, oltre al ruolo unico di assistenza primaria, esistono altre componenti della medicina generale. Il documento non rispetta la contrattualistica vigente: così come è stato delineato, configura un rapporto di dipendenza privo delle necessarie tutele e delle risorse adeguate. La professione del medico di medicina generale non può più essere immaginata senza garanzie come maternità, ferie, malattia o infortunio. È indispensabile inoltre riconoscere nei contratti, una volta per tutte, le ore di back office e l’attività assistenziale che oggi non vengono conteggiate nel carico di lavoro quotidiano». Il sindacato ricorda anche di aver proposto misure per rendere più attrattiva la professione: dal part time con riduzione delle scelte, fino alla valorizzazione – anche economica – del lavoro straordinario. E l’avvertimento finale di Onotri è netto: «I giovani medici, ma anche i meno giovani, non accetteranno di essere “deportati” nelle case della comunità senza garanzie e regole chiare d’ingaggio. Non è un caso che i bandi per la copertura delle zone carenti vadano deserti». Le case di comunità sono strutture sociosanitarie territoriali pensate per offrire assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale di prossimità. Rappresentano uno dei pilastri del Pnrr sulla sanità territoriale; il Piano, infatti, ha stanziato ingenti fondi per queste strutture, con l'obiettivo di ridurre il ricorso improprio al pronto soccorso e di migliorare la continuità delle cure. _____ ______ ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici di base sfavoriti dalle case di comunità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080806656.PDF §---§ title§§ Dal governo oltre 10 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081306661.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081306661.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081306661.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081306661.PDF tp:ocr§§ Dal governo oltre 10 miliardi L’INTERVENTO DI ANDREA MASCARETTI Il governo Meloni ha già compiuto passi significativi per la sanità e lavora con determinazione per costruirne una migliore, avendo ereditato una situazione disastrosa dai precedenti Governi. Quando Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Chigi, il Fondo sanitario nazionale era pari a 126 miliardi, nel 2025 ha raggiunto i 136 miliardi e 500 milioni, con un incremento di oltre 10 miliardi. Più di quanto mai stanAndrea M ziato in precedenza. L’ultimo Piano sanitario nazionale risale al 2011, durante un esecutivo di centrodestra. Nei successivi 11 anni, i governi delle forze politiche che ora sono all’opposizione, non sono stati in grado di approvarne uno. Ora, stiamo lavorando per scriverne uno nuovo, per garantire agli italiani una sanità più vicina, equa, efficiente. Intanto, abbiamo stanziato 870 milioni di euro per aiutare le regioni ad abbattere le liste d’attesa e, per affrontare la grave carenza di personale ereditata, abbiamo avviato un piano triennale di assunzioni che prevede l’inscaretti gresso di 10mila medici e 20mila infermieri: un’operazione straordinaria per rafforzare il Servizio sanitario nazionale. ---End text--- Author: Redazione Heading: L’INTERVENTO DI ANDREA MASCARETTI Highlight: Image:Andrea Mascaretti -tit_org- Dal governo oltre 10 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081306661.PDF §---§ title§§ Carenza di medici e strutture link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080206662.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080206662.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080206662.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080206662.PDF tp:ocr§§ Carenza di medici e strutture LE PAROLE DI MAURO DEL BARBA Il quadro è allarmante: non solo sempre più cittadini rinunciano a curarsi, ma in molti casi non viene nemmeno consentito di iscriversi nelle liste d’attesa per visite ed interventi, negando così prestazioni essenziali. È la dimostrazione che il nostro sistema sanitario ha bisogno di un profondo rinnovamento strutturale. Le criticità riguardano non soltanto la carenza di medici e operatori sanitari, ma anMauro D che di strutture territoriali, ormai ‘datate’, che alimentano inefficienze sotto gli occhi di tutti. La sanità rappresenta uno degli ultimi baluardi di coesione sociale, un presidio fondamentale che lo Stato deve garantire, e rimane ancora un vanto del welfare italiano ed europeo: non possiamo permetterci ulteriori arretramenti. Le soluzioni esistono, ma faticano a concretizzarsi. In particolare, per la professione infermieristica servono misure capaci di trattenere i professionisti in Italia, offrendo servizi gratuiti e incentivi aggiuntivi in busta Barba paga, così da arginare quel ‘dumping’ che spinge molti lavoratori a cercare migliori opportunità all’estero. ---End text--- Author: Redazione Heading: LE PAROLE DI MAURO DEL BARBA Highlight: Image:Mauro Del Barba -tit_org- Carenza di medici e strutture -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080206662.PDF §---§ title§§ I numeri sono allarmanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080306663.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080306663.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080306663.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080306663.PDF tp:ocr§§ I numeri sono allarmanti IL PENSIERO DI ANTONIO MISIANI I dati sono allarmanti e non possono lasciarci indifferenti: secondo Inapp due milioni di persone hanno rinunciato a curarsi, mentre le stime Istat parlano addirittura di 5.800.000 cittadini. Siamo di fronte a una violazione gravissima di un principio costituzionale, sancito dall’articolo 32, che riconosce la salute come diritto universale e inviolabile. Come Pd ci battiamo con forza per invertire questa deriAntonio va. Il nodo centrale è quello delle risorse: negli ultimi anni il Servizio Sanitario Nazionale ha subito un progressivo definanziamento. Le risorse stanziate sono aumentate in valore assoluto, ma non in linea con la crescita del PIL, tanto che nel 2025 il fondo sanitario nazionale, in rapporto al prodotto interno lordo, ha toccato il livello più basso dal 2010. È indispensabile riportare il finanziamento pubblico della sanità italiana almeno alla media europea. Solo così potremo garantire stabilità e prospettiva al sistema: più fondi strutturali, più personale, investimenti concreti Misiani sulla medicina territoriale e di prossimità. È questa la strada per restituire ai cittadini sanità realmente equa ed efficace. ---End text--- Author: Redazione Heading: IL PENSIERO DI ANTONIO MISIANI Highlight: Image:Antonio Misiani -tit_org- I numeri sono allarmanti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080306663.PDF §---§ title§§ Era legittimo l'obbligo vaccinale contro il Covid link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081206660.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "MANIFESTO" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081206660.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081206660.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081206660.PDF tp:ocr§§ LA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO Era legittimo l’obbligo vaccinale contro il Covid II Era legittimo l’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia di Covid. Lo ha stabilito ieri il tribunale amministrativo del Lazio respingendo il ricorso proposto da un maresciallo dell’Aeronautica Militare. L’ufficiale sosteneva che l’obbligo di vaccinazione e le restrizioni per i non vaccinati violassero i principi di non discriminazione, uguaglianza e legalità. Il giudice, invece, richiamando precedenti sentenze della Consulta, ha affermato che in nome della solidarietà «ciascuno può essere obbligato a un dato trattamento sanitario, anche comportante un rischio specifico». L’obbligo dunque rispondeva alla finalità di tutelare l’interesse collettivo, che rende giustificabile anche un trattamento sanitario obbligatorio e «non ha costituito una soluzione irragionevole o sproporzionata rispetto ai dati scientifici disponibili». Il giudice ha sancito anche la «ragionevolezza» del green pass per «evidenti ragioni di carattere sanitario» e per «l’esigenza di incentivare l’effettiva diffusione della somministrazione dei vaccini». Respinta anche l’accusa di incompatibilità tra la legislazione d’emergenza attuata durante la pandemia e i diritti sanciti dai trattati europei. La sentenza arriva mentre il dibattito sui vaccini è tornato a infiammarsi. Lo aveva riattizzato in agosto la vicenda del Nitag, il comitato tecnico sui vaccini nominato e subito revocato dallo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci per la presenza due esponenti vicini al mondo no vax. I loro nomi erano stati caldeggiati da Fdi e Lega, ma avevano incontrato l’opposizione anche di Forza Italia. Dopo l’incidente, la Lega era tornata a chiedere una revisione delle altre leggi sugli obblighi vaccinali sulla scia di quanto sta avvenendo negli Usa sotto l’amministrazione Trump. Schillaci però ha negato che la questione dell’obbligo vaccinale sia nel programma del governo e ha temporaneamente chiuso la questione. Il tema si è intrecciato con il dibattito sulla violenza politica esploso anche in Italia dopo l’assassinio dell’influencer della destra statunitense Charlie Kirk. A far collegare le due vicende è stata la scritta «Speranza assassino» firmata da un movimento no vax sui muri del circolo Arci di Candela a Pistoia, dove ieri l’ex-ministro della salute era atteso per un’iniziativa elettorale. «È necessario interrompere immediatamente questo clima di violenza e di odio, alimentato anche dalle dichiarazioni del tutto ingiustificate, forzate e tese allo scontro, che talvolta escono da parte di alcuni esponenti della defoto Imagoeconomica stra a margine dei lavori delle commissioni parlamentari» ha detto Gian Antonio Girelli, deputato Pd e vicepresidente della commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia. Gli ha risposto Antonella Zedda, senatrice Fdi e componente della stessa commissione: «Fdi ha sempre preso le distanze e deprecato espressioni d’odio e di discriminazione, anche quelle verso chi, durante la pandemia, ha "osato" dissentire rispetto alle politiche restrittive delle libertà personali attuate dai governi di allora». ---End text--- Author: ANDREA CAPOCCI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Era legittimo l’obbligo vaccinale contro il Covid -sec_org- tp:writer§§ ANDREA CAPOCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081206660.PDF §---§ title§§ Sanità, per i dirigenti tecnici gap stipendi da 37mila euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081106655.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SOLE 24 ORE" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081106655.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081106655.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081106655.PDF tp:ocr§§ contratti ed effetti collaterali Sanità, per i dirigenti tecnici gap stipendi da 37mila euro I dirigenti amministrativi e tecnici della sanità guadagnano fino a 37mila euro all’anno in meno rispetto ai loro colleghi che hanno incarichi simili, ma un contratto diverso. Lo calcola la Fedir, la Federazione dei dirigenti e direttivi pubblici, che prende le cifre dal conto annuale del personale pubblicato dalla Ragioneria generale e chiede di guardare anche ai vertici amministrativi per attuare l’armonizzazione fra gli stipendi pubblici che lo stesso ministro per la Pa Paolo Zangrillo ha messo al centro dei propri obiettivi per il personale senza qualifica dirigenziale. Sono oltre 5mila i dirigenti professionali, tecnici e amministrativi (Pta nell’acronimo) che lavorano nelle strutture sanitarie, ma soffrono un gap retributivo con gli altri dirigenti del settore. La forbice fra le buste paga è ampia, e si allarga di rinnovo in rinnovo nella condizione ibrida tipiche di queste figure: che lavorano nelle strutture sanitarie ma formalmente non fanno parte del settore, perché il loro contratto è quello di Regioni ed enti locali, dove però non operano. Il tema è controverso da anni, insieme alla collocazione contrattuale che dopo una lunga battaglia ha visto queste figure rimanere nell’area delle Funzioni locali. Per affrontare il nodo, la Fedir rilancia la proposta di un’aggiunta al fondo sanitario, da 50 milioni all’anno, per spingere le buste paga dei dirigenti tecnici. Un’idea che dovrà farsi largo nella fitta concorrenza della manovra. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, per i dirigenti tecnici gap stipendi da 37mila euro -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603081106655.PDF §---§ title§§ Dalle visite agli esami: solo sei Regioni hanno alzato i loro tariffari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080906657.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "SOLE 24 ORE" del 16 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-16T04:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080906657.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080906657.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080906657.PDF tp:ocr§§ Dalle visite agli esami: solo sei Regioni hanno alzato i loro tariffari L’indagine. Dopo l’entrata in vigore del nomenclatore con le nuove prestazioni in poche realtà le tariffe di rimborso sono state adeguate ai costi di mercato A Bolzano o in Valle d'Aosta la visita cardiologica con elettrocardiogramma viene rimborsata a chi lavora per il Servizio sanitario rispettivamente a 52,80 e a 50 euro contro la tariffa nazionale di rimborso prevista dall'ultimo nomenclatore aggiornato a fine dicembre scorso - di sole 33,60 euro. In pratica quasi il doppio come accade a esempio anche per la visita oncologica dove la tariffa nazionale è di 25 euro rispetto alle 50 della Valle d'Aosta e i 40 euro di Bolzano. Ben oltre il doppio la differenza sui prezzi di rimborso per alcune analisi molto diffuse: dall'Emoglobina glicata che in Emilia viene pagata 11 euro, ben 13,60 in Friuli e 12,15 in Lombardia contro una tariffa nazionale di 4,70 euro all'Albumina che ha una tariffa nazionale di 1,1 euro contro i 3 euro in Emilia e Toscana, 2,90 in Lombardia e 2,80 a Bolzano. Disparità di tariffe molto simili anche nella diagnostica dove a esempio a fronte dei 115 euro rimborsati in Lombardia per un ecocolordoppler la tariffa nazionale è di 66 euro mentre per una ecografia alla mammella Bolzano rimborsa 43,70 euro contro i 21 euro delle altre Regioni che seguono la tariffa nazionale. Come spesso accade per la Sanità italiana con cure garantite a macchia di leopardo anche per i tariffari la situazione è molto variabile con solo sei regioni - Sardegna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Bolzano, Lombardia ed Emilia-Romagna - che hanno deciso di adeguare i loro tariffari per le nuove cure essenziali garantite dal Ssn aumentandoli ai livelli più vicini al mercato, mentre tutto il centro-sud Italia non è intervenuto sulle tariffe o perché sotto piano di rientro o per indisponibilità di risorse. Il 30 dicembre 2024 con l'aggiornamento atteso dal 2017 dei livelli essenziali di assistenza il nomenclatore nazionale ha introdotto 1.184 nuove prestazioni per un totale di 2.108, con forti difformità sul territorio nazionale sia in termini di tariffe che di prestazioni. E secondo la fotografia aggiornatissima dal Centro studi di Confindustria dispositivi medici sul fronte delle tariffe quelle aumentate dalle Regioni per i Livelli essenziali di assistenza (Lea) si concentrano sulle prestazioni delle visite (72%), di diagnostica (51%) e del laboratorio (47%). Significativa nel nomenclatore nazionale la riduzione nel valore delle tariffe per le prestazioni di laboratorio, in particolare nelle aree di chimica clinica ed ematologia-coagulazione, per cui molte Regioni hanno scelto di incrementarle in media rispettivamente del 31% e 59% in più rispetto ai valori di riferimento. «Nonostante l'adozione dei nuovi Lea rappresenti un passo significativo, le tariffe minime nazionali risultano inadeguate, con il rischio di gravare sui bilanci regionali e compromettere l'equità nell'accesso alle cure, soprattutto nelle regioni sotto piano di rientro», ha dichiarato Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria Dispositivi medici. Beccagutti ha inoltre sottolineato l'importanza di un coordinamento più stretto tra Stato e Regioni per definire tariffe che bilancino sostenibilità economica, contenimento della spesa e valorizzazione dell'innovazione: «È essenziale che le tariffe riconoscano e sostengano l'impiego di dispositivi medici innovativi, che rappresentano un elemento chiave per l'evoluzione qualitativa dell'assistenza offerta al cittadino altrimenti il rischio di una fuga verso il privato diventa sempre più reale». L'indagine monitora infine le prestazioni aggiuntive rispetto ai Lea: se solo 3 regioni (Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige) hanno ampliato in modo significativo il proprio nomenclatore della specialistica ambulatoriale con più di 100 prestazioni, sono 6 le regioni (Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Emilia-Romagna e Valle d'Aosta) che ne hanno incluse tra 26 e 100, le restanti hanno aggiunto sotto le 25 prestazioni fornite dal Ser vizio sanitario regionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Finora Sardegna, Veneto, Friuli, Bolzano, Lombardia ed EmiliaRomagna hanno deciso di adeguare i loro tariffari Image:i i o o e e , a e Il confronto I tariffari di rimborso delle prestazioni di specialistica ambulatoriale. In euro REGIONE TARIFFA PRIMA VISITA Cardiologica con ecg P.A. Bolzano 52,80 Valle d’Aosta 50,00 Veneto 42,70 Friuli-Venezia Giulia 39,00 Emilia-Romagna 37,50 Sardegna 37,35 Tariffa nazionale* 33,60 LABORATORIO Hb - emoglobina glicata Friuli-Venezia Giulia 13,60 Lombardia 12,15 Emilia-Romagna 11,00 Sardegna 9,55 P.A. Bolzano 7,40 Toscana 6,00 Veneto 5,45 Tariffa nazionale* 4,70 DIAGNOSTICA Eco(color)dopplergrafia cardiaca Lombardia 115,00 Friuli-Venezia Giulia 111,70 Veneto 95,00 Sardegna 83,73 P.A. Bolzano 69,00 Tariffa nazionale* 66,00 REGIONE TARIFFA Oncologica con piano di trattamento Valle d’Aosta 50,00 P.A. Bolzano 40,00 Friuli-Venezia Giulia 39,00 Lombardia 28,00 Veneto 28,00 Sardegna 25,93 Tariffa nazionale* 25,00 Albumina (90.05.1) – Tariffa min.: € 1,1 Emilia-Romagna 3,00 Toscana 3,00 Lombardia 2,90 P.A. Bolzano 2,80 Sardegna 2,68 Friuli-Venezia Giulia 2,30 Veneto 1,25 Tariffa nazionale* 1,10 Ecografia monolaterale mammella P.A. Bolzano 43,70 Veneto 37,85 Lombardia 29,00 Sardegna 27,75 Valle d’Aosta 23,30 Friuli-Venezia Giulia 22,90 Tariffa nazionale* 21,15 (*) Le tariffe sono quelle nazionali applicate da tutte le altre Regioni secondo il nomenclatore. Fonte: Confindustria dispositivi medici -tit_org- Dalle visite agli esami: solo sei Regioni hanno alzato i loro tariffari -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/16/2025091603080906657.PDF §---§