title§§ Dialoghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091402031303331.PDF description§§
Estratto da pag. 54 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 14 Sep 2025
Tra guerra e pace
pubDate§§ 2025-09-14T03:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091402031303331.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091402031303331.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091402031303331.PDF tp:ocr§§ Parla Rosanna Gaeta DIALOGHI TRA GUERRA E PACE U manità è la parola che Rosanna Gaeta pronuncia per prima, all’inizio di questa intervista. È anche il tema di quest’anno de I Dialoghi di Trani, manifestazione arrivata alla sua XXIV edizione, che si terrà dal 12 settembre al 2 ottobre. Un appuntamento ormai consueto e atteso dai moltissimi fedeli frequentatori della kermesse che anima le serate del nord barese. Il tema di quest’anno è impegnativo e quanto mai attuale. «Annunciamo il tema di anno in anno, alla fine di ogni edizione comunichiamo quale sarà quello dell’anno successivo. Quindi, quando abbiamo comunicato che “umanità” sarebbe stato il tema del 2025, non sapevamo ancora quanto sarebbe stato attuale. E, purtroppo, tanto umanità quanto il suo contrario, disumanità, sono argomenti tragicamente contingenti. All’epoca già c’erano tutti i presupposti per parlarne, adesso diventa imprescindibile visto ciò che sta accadendo: le guerre che ci coinvolgono tutti, e le trasformazioni profonde che viviamo, soprattutto i progressi scientifici e le possibilità incredibili rispetto al nostro futuro, e mi riferisco in particolare all’intelligenza artificiale. Avevamo pensato anche alle disuguaglianze nel mondo, sempre più forti, all’intolleranza, all’odio, senza immaginare dove ci saremmo trovati quest’anno, e ovviamente, purtroppo, ciò che sta accadendo a Ga2a in tutto questo è centrale. Per questo abbiamo già fatto già degli incontri, nei mesi precedenti, con alcuni autori palestinesi». Avete precorso i tempi senza saperlo. «Sì. Però l’urgenza incredibile di questa parola, così come è diventata in questi giorni, non ce la potevamo immaginare. Ci era già capitato di precorrere i tempi, ma non pensavamo che il senso proprio dell’umanità si perdesse, ora, completamente». Ci può dare qualche anticipazione su questa edizione? «Tra gli incontri incentrati sulla situazione attuale citerei quello del 25 settembre con il generale Fabio Mini, autore del saggio “La Nato in guerra”, che dialoga con Brando Benifei, in collegamento, e Giovanna Botteri. Su temi più o meno affini, ci sono altri due dialoghi che segnalo volentieri. Il giorno 26 è prevista la presenza di Roberta de Monticelli, filosofa, in dialogo con la giurista Chantal Meloni, che ha scritto un libro sulla corte penale internazionale: Giustizia universale? Tra gli Stati e la Corte penale internazionale: bilancio di una promessa. Entrambe si confronteranno con Giorgio Zanchini e Piero Dorfles sul tema delle guerre e, in particolare, su quello che sta accadendo in Palestina; dovrebbe intervenire da remoto, se riesce a farlo in base ai suoi precedenti impegni, anche Francesca Albanese. Il 28 settembre, invece, c’è il dialogo tra la islamologa Renata Pepicelli e Marina Lalovic di Radio 3 Mondo, che parleranno di Oriente e di Occidente con Simona Maggiorelli. «Quest’anno converseremo diffusamente anche di salute, con una sezione scientifica molto ricca e, a questo proposito, il 26 settembre Andrea Crisanti dialogherà del suo testo Reazione genetica a catena con Giorgio Zanchini. Tra gli ospiti che non avevamo ancora annunciato, inoltre, il 27 ci sarà Rosy Bindi che, insieme a Nino Cartabellotta, Antonio Giordano e Pietro Del Soldà, parlerà dei progressi della scienza a fronte di un servizio sanitario nazionale che, se funziona male, può vanificarli creando una situazione in cui le nuove scoperte e terapie non raggiungono efficacemente chi ne ha bisogno. Questo porta a disuguaglianze nell’accesso alle cure e a una perdita di fiducia nel sistema sanitario». Altre novità importanti di questa edizione? «Ce ne sono diverse, ne cito tre in particolare. La prima, a cui tengo molto, è il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Quest’anno i Dialoghi hanno avviato un percorso con le scuole, portando il confronto culturale e sociale direttamente tra i banchi con una serie di incontri pensati per dialogare con le ragazze e con i ragazzi. Ci saranno degli appuntamenti dedicati a temi attuali: identità, bullismo, pregiudizi, salute mentale, memoria e cittadinanza a ttiva. Un’occasione per ascoltare, per riflettere e partecipare. È la prima volta che il progetto entra direttamente nelle scuole con un programma strutturato rivolto agli studenti. Domenica 28, poi, si registrerà a Trani una puntata de “La lingua batte”, trasmissione radiofonica della domenica di Radio 3, durante la quale Paolo Di Paolo intervisterà alcuni degli ospiti dei Dialoghi. Quest’anno, inoltre, la fondazione Paolo Grassi ha curato un momento musicale e il 21 settembre ci sarà un concerto a Palazzo Beltrani». Secondo lei la letteratura, la cultura, possono smuovere il mondo e le coscienze di chi sceglie di perpetrare la disumanità? «Credo proprio di sì. Lo pensavo e continuo a pensarlo, anche se molti intellettuali si sono ricreduti su questo. Ritengo che la cultura possa produrre messaggi potenti, smuovere le coscienze, però le coscienze di chi una coscienza ce l’ha, e qui siamo di fronte a tante persone che, invece, pare che questa coscienza non ce l’abbiano più, o non l’abbiano mai avuta». ---End text--- Author: ALICE SCOLAMACCHIA Heading: Highlight: «Ritengo che la cultura possa smuovere le coscienze, ma tante persone sembrano averla smarrita La novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole. Una serie di incontri pensati per confrontarsi con le ragazze e i ragazzi su temi di attualità: identità, bullismo, pregiudizi, salute mentale, memoria e cittadinanza attiva. Perla prima volta entriamo direttamente in classe Image: -tit_org- Dialoghi -sec_org- tp:writer§§ ALICE SCOLAMACCHIA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091402031303331.PDF §---§ title§§ Cè un test salvavita, ma non si fa ovunque link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091401708004322.PDF description§§
Estratto da pag. 11 di "CORRIERE SALUTE" del 14 Sep 2025
Estratto da pag. 17 di "FATTO QUOTIDIANO" del 14 Sep 2025
Estratto da pag. 24 di "REPUBBLICA" del 14 Sep 2025
Estratto da pag. 17 di "VERITÀ" del 14 Sep 2025
Dopo aver azzerato il Nitag cedendo al pressing dei partiti all'opposizione, ora dice che la Salute è un affare dei cittadini
pubDate§§ 2025-09-14T04:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091401708104323.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091401708104323.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091401708104323.PDF tp:ocr§§ IL MINISTRO TORNA SUL CASO «NITAG» E SI NASCONDE DIETRO LA «SCIENZA». MA CHI L’HA MESSO LÌ? Schillaci s’inventa che la sanità non è politica «La sanità non va politicizzata». Allora perché Schillaci fa ancora il ministro? Dopo aver azzerato il Nitag cedendo al pressing dei partiti all’opposizione, ora dice che la Salute è un affare dei cittadini n «Sulla Nitag rifarei tutto, la sanità non va po lit ic izzata ». Così il ministro della Salute Orazio Schillaci al Fatto Quotidiano. Si approfondisce il problema di un titolare di dicastero, espressione di un partito preciso, che pare non avvedersi del fatto che, in quell’ambito, ogni scelta è politica e non tecnica. a pagina 17 n È probabile che il ministro della salute Orazio Schillaci non abbia letto con attenzione il programma dell’esecutivo di cui pure fa parte; altrimenti non avrebbe rilasciato al Fatto Quotidiano dichiarazioni che sembrano non tener conto d el l’indirizzo di governo, espresso con chiarezza nel programma del 2022. Ha dispensato, il ministro, bacchettate dal tenore quirinalizio: «La sanità non dovrebbe essere politicizzata, la sanità è dei cittadini». Eppure, tutte le sue iniziative in questi tre anni sono state calibrate manuale Cencelli alla mano, promuovendo l’opportunità politica, più che scientifica, a epitome di governo. Ci si aspettava, dal ministro della Salute del Paese più colpito dalla malagestione pandemica, uno scatto rinnovatore, aderente a quanto promesso dai leader che lo hanno scelto al dicastero della salute. E invece, la «sanità non politicizzata» è la foglia di fico dietro la quale l’Italia continua ad adeguarsi più o meno sistematicamente all’approccio One Health e alle linee guida dettate dai baracconi sovranazionali come l’Oms o l’Ecdc. Nel 2022, appena nominato, il ministro ha approvato la sospensione delle multe agli over 50 non vaccinati contro il Covid (un’iniziativa politica, by the way, ndr) guardandosi bene dal puntualizzare che quelle sanzioni non fossero giuste dal punto di vista giuridico e neanche scientifico, considerato che il «vaccino» anti Covid non preveniva l’infezione. «Richiederle potrebbe costare più di quello che poi ne potrebbe derivare», si è giustificato Schillaci di fronte alle opposizioni che lo attaccavano, timbrando col fuoco la cifra del suo mandato: un colpo al cerchio, uno alla botte. Poi c’è stato il braccino di ferro con l’Oms (chiamarlo «braccio» pare troppo, ndr): sì, l’Italia ha bocciato il Trattato pandemico proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità e ha detto «no» anche agli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale, ma non perché quei documenti fossero tecnicamente approssimati, scientificamente nulli e giuridicamente ideologici: anche questa volta, è stata una motivazione politica a spingere il ministro a prendere temporaneamente le distanze dall’Oms, la riaffermazione della «difesa della sovranità nazionale contro potenziali ingerenze», salvo poi difendere a spada tratta l’Organizzazione. La stessa revoca della commissione vaccini Nitag, da lui istituita e destituita nel giro di dieci giorni, altro non è stata che una decisione politica, ma stavolta in senso opposto a quello dell’esecutivo che lo ha nominato: la commissione vaccini ospitava 2 membri, su un totale di 22, scettici sulla vaccinazione anti Covid e sugli obblighi vaccinali e il ministro si è dovuto rifugiare sotto l’ombrello politico del Quirinale per poterla annullare senza consultare il governo, perché travolto dalle polemiche delle opposizioni, che lo hanno spaventato al punto da obbligarlo a rimangiarsi la sua decisione. «Quella è una commissione che non è mia, è di un dipartimento del ministero, e negli anni passati non è stata neanche convocata», ha preso le distanze Schillaci, per poi lasciar intendere che forse non sarà neanche ricostituita («Adesso vediamo…»). Ma come: e la salute dei cittadini? «La salute è un problema di tutti e andrebbe tolto dall’agone politico», ha ripetuto Schillaci, chiedendo di evitare «qualsiasi strumentalizzazione»: eppure, è proprio in ossequio alla vo lontà dei cittadini che Fratelli d’Italia e la Lega continuano a presentare interrogazioni alle quali il ministro non risponde per difendere le due nomine, forti delle promesse elettorali scolpite nella pietra a settembre del 2022, nelle quali è stata annunciata l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione medica ed economica della pandemia «nonché sulle reazioni avverse da vaccino». Già, gli eventi avversi: l’elefante nella stanza che il ministro della salute italiano si rifiuta anche soltanto di nominare, nonostante le evidenze scientifiche internazionali stiano ormai sdoganando la verità su quei preparati inefficaci e poco sicuri, pur somministrati a miliardi di persone, bambini inclusi. È notizia dei giorni scorsi che la commissione vaccini americana Acip, equivalente al Nitag italiano dismesso da Sch illaci , stia esaminando uno studio peer-reviewed sulla contaminazione del Dna dei sieri anti Covid, mentre la Food and Drug Administration presenterà in questi giorni le prove scientifiche di 25 decessi infantili avvenuti dopo la vaccinazione anticovid. Ma questo non fa sorgere alcun dubbio a Schillaci: «Io rispetto tutte le opinioni», ha affermato (declassando a «pareri» le evidenze non allineate a quelle della sua comunità), «il mondo scientifico ha delle regole. Devono parlare di vaccini solo gli esperti del tema». Come se i due scienziati da lui nominati e non difesi non lo fossero. Del resto, «non sono un esperto neanche io di vaccini», «su vaccini e salute è meglio non fare campagna elettorale», ha chiosato il ministro. In effetti, meglio fidarsi di un sistema di potere marcio da decenni e delle solite commissioni popolate da baroni della medicina toccati da conflitti d’interesse. Così, politicamente, fan tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MADDALENA LOY Heading: Highlight: Come mai vengono stabiliti obblighi senza rispettare le scelte dei singoli? Se non ci fosse un indirizzo, l’Oms potrebbe imporci tutto Image:IPOCRITA Il ministro della Salute, Orazio Schillaci -tit_org- Schillaci s'inventa che la sanità non è politica «La sanità non va politicizzata». Allora perché Schillaci fa ancora il ministro? -sec_org- tp:writer§§ MADDALENA LOY guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/14/2025091401708104323.PDF §---§