title§§ Cure essenziali: retrocede la Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303241707420.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "CORRIERE DEI TERRITORI" del 13 Sep 2025

La Lombardia perde punti ma l ' Amministrazione non ci sta: «Lettura strumentale»

pubDate§§ 2025-09-13T06:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303241707420.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303241707420.PDF', 'title': 'CORRIERE DEI TERRITORI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303241707420.PDF tp:ocr§§ FONDAZIONE GIMBE Solo 13 Regioni sono “promosse” in tutte le aree previste Cure essenziali: retrocede la Liguria La Lombardia perde punti ma l’Amministrazione non ci sta: «Lettura strumentale» Le pagelle del Ministero sulle cure essenziali (dati 2023) promuovono solo 13 Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. La Liguria retrocede a inadempiente per il mancato raggiungimento della soglia minima in un’area. Dopo la pubblicazione, il 6 agosto, della Relazione 2023 del “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” da parte del Ministero della Salute, la Fondazione Gimbe spiega il presidente Nino Cartabellotta, «ha condotto un’analisi indipendente per misurare le differenze regionali nel garantire i diritti fondamentali di salute, con particolare attenzione all’entità della frattura Nord-Sud. Per ciascuna Regione sono state inoltre valutate le variazioni tra il 2022 e il 2023 e il posizionamento nelle tre aree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera». Un’analisi che evidenzia il divario tra Nord e Sud. Nel 2023, 8 Regioni hanno registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente, seppure con gap di entità molto variabile: a perdere almeno 10 punti sono Lazio (-10), Sicilia (-11), Lombardia (-14) e Basilicata (-19). «La riduzione delle performance anche in Regioni storicamente solide – commenta Cartabellotta – dimostra che la tenuta del Sistema sanitario nazionale non è più garantita nemmeno nei territori con maggiore disponibilità di risorse o reputazione sanitaria. E’ un campanello d’allarme che non può essere ignorato». La Regione Lombardia, però, rispedisce al mittente questi dati: «La Regione Lombardia mostra un profilo di adempienza ai Lea superiore alla soglia (60) in tutte e tre le aree di assistenza: prevenzione, distrettuale e ospedaliera, altro che perdita di 14 punti. Gimbe, Majorino e Di Marco farebbero bene a non distorcere o strumentalizzare dati ufficiali del Ministero della Salute o imparare a leggerli e contestualizzarli - Così il sottosegretario all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza - Nel confronto tra Regioni, lo strumento Nsg Core fornisce punteggi per singola area e una sintesi complessiva con soglie di adempienza. Criticità possono emergere in aree specifiche, ma non si traduce automaticamente in una perdita sostanziale del punteggio complessivo a livello regionale. E’ fondamentale distinguere tra punteggio totale, punteggi per area e indicatori Core: la somma dei punteggi per area non equivale a una singola “perdita” di 14 punti in tutte le aree». «A livello di indicatori Core – aggiunge Piazza – l’area prevenzione evidenzia una dinamica positiva su indicatori chiave (a esempio adesione agli screening a punteggio elevato). Alcune aree richiedono attenzione, ma non configurano una perdita netta di performance complessiva. Il quadro 2023 non segnala una perdita di 14 punti: i punteggi complessivi mostrano mantenimento o lieve miglioramento in alcune aree e solo lievi flessioni in altre». l e.b. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cure essenziali: retrocede la Liguria -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303241707420.PDF §---§ title§§ Cure essenziali: retrocede la Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303176607757.PDF description§§

Estratto da pag. 52 di "GIORNALE DI OLGIATE" del 13 Sep 2025

La Lombardia perde punti ma l ' Amministrazione non ci sta: «Lettura strumentale»

pubDate§§ 2025-09-13T07:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303176607757.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303176607757.PDF', 'title': 'GIORNALE DI OLGIATE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303176607757.PDF tp:ocr§§ FONDAZIONE GIMBE Solo 13 Regioni sono “promosse” in tutte le aree previste Cure essenziali: retrocede la Liguria La Lombardia perde punti ma l’Amministrazione non ci sta: «Lettura strumentale» Le pagelle del Ministero sulle cure essenziali (dati 2023) promuovono solo 13 Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. La Liguria retrocede a inadempiente per il mancato raggiungimento della soglia minima in un’area. Dopo la pubblicazione, il 6 agosto, della Relazione 2023 del “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” da parte del Ministero della Salute, la Fondazione Gimbe spiega il presidente Nino Cartabellotta, «ha condotto un’analisi indipendente per misurare le differenze regionali nel garantire i diritti fondamentali di salute, con particolare attenzione all’entità della frattura Nord-Sud. Per ciascuna Regione sono state inoltre valutate le variazioni tra il 2022 e il 2023 e il posizionamento nelle tre aree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera». Un’analisi che evidenzia il divario tra Nord e Sud. Nel 2023, 8 Regioni hanno registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente, seppure con gap di entità molto variabile: a perdere almeno 10 punti sono Lazio (-10), Sicilia (-11), Lombardia (-14) e Basilicata (-19). «La riduzione delle performance anche in Regioni storicamente solide – commenta Cartabellotta – dimostra che la tenuta del Sistema sanitario nazionale non è più garantita nemmeno nei territori con maggiore disponibilità di risorse o reputazione sanitaria. E’ un campanello d’allarme che non può essere ignorato». La Regione Lombardia, però, rispedisce al mittente questi dati: «La Regione Lombardia mostra un profilo di adempienza ai Lea superiore alla soglia (60) in tutte e tre le aree di assistenza: prevenzione, distrettuale e ospedaliera, altro che perdita di 14 punti. Gimbe, Majorino e Di Marco farebbero bene a non distorcere o strumentalizzare dati ufficiali del Ministero della Salute o imparare a leggerli e contestualizzarli - Così il sottosegretario all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza - Nel confronto tra Regioni, lo strumento Nsg Core fornisce punteggi per singola area e una sintesi complessiva con soglie di adempienza. Criticità possono emergere in aree specifiche, ma non si traduce automaticamente in una perdita sostanziale del punteggio complessivo a livello regionale. E’ fondamentale distinguere tra punteggio totale, punteggi per area e indicatori Core: la somma dei punteggi per area non equivale a una singola “perdita” di 14 punti in tutte le aree». «A livello di indicatori Core – aggiunge Piazza – l’area prevenzione evidenzia una dinamica positiva su indicatori chiave (a esempio adesione agli screening a punteggio elevato). Alcune aree richiedono attenzione, ma non configurano una perdita netta di performance complessiva. Il quadro 2023 non segnala una perdita di 14 punti: i punteggi complessivi mostrano mantenimento o lieve miglioramento in alcune aree e solo lievi flessioni in altre». l e.b. ---End text--- Author: e. b. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cure essenziali: retrocede la Liguria -sec_org- tp:writer§§ e. b. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303176607757.PDF §---§ title§§ Lombardia ok, ma perde punti: «Sanità in crisi»; «No, lettura distorta» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303122307086.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "POPOLO CATTOLICO" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303122307086.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303122307086.PDF', 'title': 'POPOLO CATTOLICO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303122307086.PDF tp:ocr§§ Lombardia ok, ma perde punti: «Sanità in crisi»; «No, lettura distorta» Il risultato ?nale della Lombarda è: «Adempiente». Guardando ai punteggi, però, la traiettoria è di ribasso. È il responso che emerge dalle valutazioni del ministero della Salute sui Lea, i «livelli essenziali di assistenza» che ogni regione deve garantire. L’ultimo monitoraggio, relativo al 2023 e ripreso dalla Fondazione Gimbe, consegna un arretramento per la Lombardia: combinando i vari indicatori – le tre classi?che proposte dal ministero – risulta al 6° posto tra le regioni, scivolando di un paio di posizioni. La Lombardia si piazza al 4° posto nell’area della prevenzione (ad esempio vaccinazioni e adesioni a screening: 95 punti, 5 in più del 2022), al 7° nell’area ospedaliera (le performance degli ospedali: 76 punti, 19 in meno del 2022) e all’11° nell’area distrettuale (la sanità territoriale: 86 punti, in linea col 2022). Per risultare «adempienti» occorre totalizzare almeno 60 punti in ciascun ambito, e la Lombardia l’ha fatto. Incrociando le tre categorie, la nostra regione somma 257 punti, 14 in meno dell’anno precedente, ed è preceduta da Veneto (288 punti), Toscana (286), Emilia-Romagna (278), Provincia autonoma di Trento (278) e Piemonte (270); nel 2022, la stessa classi?ca complessiva vedeva la Lombardia quarta con 271 punti. Dai numeri al dibattito politico, il centrosinistra va all’attacco: «I dati elaborati da Gimbe – interviene Davide Casati, consigliere regionale del Pd – certi?cano una realtà che noi da tempo denunciamo: il sistema sanitario lombardo nel suo complesso è in crisi e la situazione non accenna purtroppo a migliorare. Non solo la Lombardia perde posizioni in Italia, ma lo fa peggio di tutte le altre: è infatti la seconda, dopo la Basilicata, per numero di posizioni perse, e con una perdita di ben 14 punti rispetto all’anno precedente. Un dato più che sufficiente per capire che occorre cambiare profondamente rotta, ricostruendo la sanità a partire dal territorio». Da Palazzo Lombardia replica Mauro Piazza, sottosegretario con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale, che invita le opposizioni a «non distorcere o strumentalizzare i dati» oppure a «imparare a leggerli e contestualizzarli»: «Regione Lombardia mostra un pro?lo di adempienza ai Lea superiore alla soglia (60 punti, ndr) in tutte le aree. Criticità possono emergere in aree speci?che, ma non si traducono in una perdita di punteggio complessivo a livello regionale. La somma dei punteggi per area non equivale a una singola perdita di 14 punti in tutte le aree». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Lombardia ok, ma perde punti: «Sanità in crisi»; «No, lettura distorta» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303122307086.PDF §---§ title§§ Curarsi lontano da casa: il fenomeno della migrazione sanitaria e l'accoglienza di Piccoli Grandi Cuori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091302242801479.PDF description§§

Estratto da pag. 114 di "RESTO DEL CARLINO BOLOGNA" del 13 Sep 2025

A Bologna un luogo che sa di casa, Il Polo dei Cuori, accoglie le famiglie dei cardiopatici congeniti durante la loro degenza in Ospedale

pubDate§§ 2025-09-13T01:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091302242801479.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091302242801479.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO BOLOGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091302242801479.PDF tp:ocr§§ Curarsi lontano da casa: il fenomeno della migrazione sanitaria e l’accoglienza di Piccoli Grandi Cuori A Bologna un luogo che sa di casa, Il Polo dei Cuori, accoglie le famiglie dei cardiopatici congeniti durante la loro degenza in Ospedale Ogni anno tantissime famiglie si trovano a dover lasciare la propria casa per raggiungere centri medici altamente specializzati, un fenomeno noto come migrazione sanitaria. I dati sulla mobilità sanitaria interregionale confermano che sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, con costi economici, psicologici e sociali insostenibili. Una survey (Gimbe) condotta su circa 4000 cittadini italiani evidenzia che nel 43% dei casi chi si sposta dalla propria Regione affronta spese comprese tra i duecento e i mille euro; nel 21% dei casi il costo varia fra i mille e i cinquemila euro. Poi ci sono i cosiddetti costi “indiretti” che gravano sui familiari di un paziente: assenze dal lavoro di familiari, permessi retribuiti, costi intangibili legati alla mancata esigibilità di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Il diritto alla salute. Quando si parla di cardiopatie congenite la necessità di spostarsi per avere accesso a cure mediche è ancor più urgente poiché queste cure specialistiche non sono disponibili ovunque. In questo contesto l’associazione Piccoli Grandi Cuori svolge un ruolo fondamentale: offre un alloggio gratuito alle famiglie che si spostano a Bologna per le cure dei loro cari. Questo servizio è offerto presso la casa Polo dei Cuori, un luogo dove i familiari possono alloggiare gratuitamente in attesa di un intervento, durante il post-operatorio o nei periodi di lunga degenza, come nel caso dei trapianti di cuore. Al Polo dei Cuori assistenti sociali, psicologi e volontari dell’associazione sono a disposizione per offrire tutto il supporto necessario in un momento così delicato e complesso. Per i pazienti e le loro famiglie, la casa Polo dei Cuori non è solo un posto dove stare, ma un vero e proprio rifugio. NUMERI Dal 2015 ad oggi il Polo dei Cuori ha ospitato gratuitamente 1.314 famiglie, per un totale di 2.648 persone. I principali beneficiari dell’accoglienza sono famiglie che provengono da fuori Regione; il 75% delle persone accolte arriva da Sicilia, Calabria e Puglia. Circa il 5% degli ospiti, inoltre, arriva da Paesi esteri. Nel 2024 Piccoli Grandi Cuori ha “offerto” 1.651 notti di ospitalità presso la casa “Polo dei Cuori”, sostenendo una spesa complessiva pari a euro 72.273,84, completamente a suo carico. Tutto questo è possibile grazie all’impegno dei volontari e delle persone che attraverso le loro donazioni sostengono i progetti e le attività dell’associazione. LE CARDIOPATIE CONGENITE: CONOSCERLE E FARLE CONOSCERE Le cardiopatie congenite sono malformazioni anatomiche del cuore presenti fin dalla nascita: ogni anno colpiscono circa 1 bambino su 100 in Italia. Pur se presenti fin dalla nascita, non sono tutte clinicamente evidenti e possono manifestarsi anche tardivamente. Per questo motivo è necessario promuovere la conoscenza di tutti gli aspetti connessi a queste malformazioni, a partire dalla loro possibile prevenzione, diagnosi precoce e trattamento. L’associazione Piccoli Grandi Cuori dal 1997 è a fianco di pazienti e familiari, nata dalla volontà di genitori che, per primi, hanno toccato con mano la realtà di avere un figlio cardiopatico. Da allora, l’associazione è cresciuta diventando un faro di speranza e supporto per centinaia di famiglie in tutta Italia. A queste persone Piccoli Grandi Cuori mette a disposizione servizi gratuiti di supporto psicologico, di supporto sociale e socio-assistenziale e di accoglienza. L’obiettivo è quello di garantire loro una buona qualità della vita lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi prenatale e fino all’età adulta, tutelandone i diritti di assistenza e di integrazione scolastica, lavorativa e sociale. Piccoli Grandi Cuori è l’associazione di riferimento del Reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva dell’IRCCS Polic linico di Sant’Orsola a Bologna, un’eccellenza sanitaria per cardiopatie congenite. Per informazioni e per supportare l’associazione: 051 6343265 info@piccoligrandicuori.it www.piccoligrandicuori.it ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Il Polo dei Cuori: 6 appartamenti e spazi comuni ad uso gratuito dei pazienti nel cuore di Bologna In situazioni di lungodegenza come per i trapianti di cuore, i bambini vivono attaccati alla macchina cuore polmoni per mesi, anche per anni, in attesa di un cuore nuovo -tit_org- Curarsi lontano da casa: il fenomeno della migrazione sanitaria e l’accoglienza di Piccoli Grandi Cuori -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091302242801479.PDF §---§ title§§ L'«indipendente» Cartabellotta lotta alla Festa dell'Unità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091301867002741.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "VERITÀ" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T02:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091301867002741.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091301867002741.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091301867002741.PDF tp:ocr§§ L’«indipendente» Cartabellotta lotta alla Festa dell’Unità n La casualità è il sale della vita, ma anche della scienza. E qui la scienza ormai è la Fondazione Gimbe che una settimana fa ha bocciato la sanità pubblica in Abruzzo e la prossima va a tenere lezione alla Festa dell’Unità dell’Aquila. Complimenti al compagno Nino Cartabellotta, il gastroenterologo sicilano che ama dipingersi come indipendente. La notizia sembrava tutta politica. La prossima settimana, dal 18 al 20, la Festa dell’Unità provinciale dell’Aquila sarà «su indicazione della segreteria nazionale», come spiega una nota, «anche la Festa nazionale del Pd sulla sanità». Il tutto per protestare «contro i tagli della giunta Marsilio», rieletta con il 53,5% dei voti solo un anno fa. Sul palco della manifestazione, insieme a vari esponenti del partito tra cui Stefania Pezzopane eMarco Furfaro, ecco Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe. Solo dieci giorni fa, la stampa locale riportava una pagella sulla sanità regionale stilata dalla stessa Gimbe, in base al quale l’Abruzzo sarebbe al quartultimo posto in Italia sui livelli essenziali di assistenza (2023), risultando «inadempiente». La tabella era elaborata non su dati propri, ma su dati ministeriali. Dai tempi del Covid, quando era perfettamente allineato con l’allora ministro della Salute, Roberto Speranza, Cartabellotta viene spacciato come un grande esperto di virus e medicina in generale. E lui, che sui social si dipinge come «divulgatore di evidenze scientifiche», ama ripetere su «X»: «Il diritto alla tutela della salute non è di destra né di sinistra». Se mai il Partito democratico dovesse conquistare un giorno la guida dell’Abruzzo, Gimbe sicuramente rinuncerà a qualsiasi contratto di consulenza. Non essendo né di destra né di sinistra, andrà sicuramente così. E intanto, buona Festa dell’Unità a tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: GUSTAVO BIALETTI Heading: Highlight: Image:TUTTOLOGO Nino Cartabellotta -tit_org- L'«indipendente» Cartabellotta lotta alla Festa dell’Unità -sec_org- tp:writer§§ GUSTAVO BIALETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091301867002741.PDF §---§ title§§ Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl scrivono a ministro Schillaci e presidente Regioni: subito untavolo per il rinnovo = Sanità privata Sindacati: contratti fermi da troppo tempo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129406245.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129406245.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129406245.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129406245.PDF tp:ocr§§ Contratti sanità privata Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl scrivono a ministro Schillaci e presidente Regioni: subito un tavolo per il rinnovo Sanità privata Sindacati: contratti fermi da troppo tempo ”Parliamo - proseguono - di oltre 250mila lavoratrici e lavoratori che aspettano da anni il rinnovo dei contratto fermi da oltre 13 anni nel settore delle Rsa e da più di 7 anni nella sanità privata” Cecilia Augella PAGINA 5 I segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Barbara Francavilla, Roberto Chierchia e Ciro Chietti hanno scritto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, per chiedere l’a pertura immediata di un tavolo quadrangolare sul rinnovo dei contratti collettivi nazionali della sanità privata Aiop-Aris e del settore sociosanitario delle RSA. Una richiesta semplice e chiara, che porta con sé il peso di un’urgenza che da tempo non è più solo contrattuale, ma anche sociale. "Parliamo - proseguono - di oltre 250mila lavoratrici e lavoratori che aspettano da anni il rinnovo del contratto nazionale. Persone che ogni giorno garantiscono assistenza e cure nelle strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, contribuendo concretamente all’attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, spesso nelle condizioni più difficili. La politica non può più voltarsi dall’altra parte”. I sindacati sottolineano come il blocco dei rinnovi contrattuali, fermi da oltre 13 anni nel settore delle Rsa e da più di 7 anni nella sanità privata, stia generando un forte malcontento, con pesanti ricadute sulla qualità dell’as sistenza: “Abbiamo chiesto al Ministro l’istituzione urgente di un tavolo con il ministero della Salute, la Conferenza Stato-Regioni e le centrali datoriali Aiop e Aris, unitamente alle organizzazioni sindacali. Un confronto che sia finalmente stabile, strutturato e orientato a soluzioni reali. Servono impegni chiari e adeguate coperture economiche, con l’obietti vo sia di agganciare i rinnovi della sanità privata alle stesse vigenze dei contratti pubblici, sia di porre fine al dumping contrattuale e valorizzare concretamente competenze, diritti e salari". "Le risorse pubbliche che finanziano queste strutture devono essere vincolate all’applicazione di contratti sottoscritti da organizzazioni realmente rappresentative, e al loro rinnovo alla scadenza. È tempo di dire basta ai soggetti che, pur operando in convenzione con il Ssn, non rinnovano i contratti o utilizzano contratti "pirata". Servono nuove regole per ridare dignità al lavoro in questo settore: chi eroga un servizio in accreditamento e percepisce finanziamenti pubblici abbia l’obbligo di applicare i contratti di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali più rappresentative e rispetti l’obbligo di rinnovarli alla scadenza, parallelamente ai rinnovi del settore pubblico. Il nostro obiettivo è chiaro: garantire equità, continuità assistenziale e dignità sia per chi lavora e sia per chi riceve cure. Ci aspettiamo dal Ministro Schillaci e dal Presidente Fedriga un riscontro rapido e una convocazione nei tempi che l’emergenza impone”, concludono i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Barbara Francavilla, Roberto Chierchia e Ciro Chietti. La Federazione Cimo-Fesmed prende atto dell'intenzione delle Regioni di "procedere a un rinnovo veloce del contratto 2022-2024" dei medici e dei dirigenti sanitari "per poi proseguire con il triennio successivo", impegnandosi a valorizzare i "tanti professionisti che tengono in piedi il nostro sistema sanitario". In attesa della pubblicazione dell'atto di indirizzo, il sindacato dei medici dipendenti del Ssn chiede però alla Conferenza delle Regioni un ulteriore sforzo che vada proprio nella direzione di una maggiore valorizzazione dei professionisti: l'apertura urgente di un tavolo per regolamentare l'affidamento delle strutture apicali ospedaliere al personale universitario. Un tema ben noto alle Regioni, presente anche nel documento di lavoro proposto a giugno ai sindacati, dove si evidenz iava la necessità di "intervenire su una disciplina nazionale che tuteli le opportunità di carriera del personale ospedaliero" auspicando "una maggiore trasparenza e proporzionalità nel bilanciamento tra le esigenze formative e quelle assistenziali", proprio perché la cosiddetta "clinicizzazione" degli ospedali sta seriamente compromettendo il rapporto tra medici e Servizio sanitario nazionale. Ce.Au. ---End text--- Author: Ce Au Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl scrivono a ministro Schillaci e presidente Regioni: subito untavolo per il rinnovo Sanità privata Sindacati: contratti fermi da troppo tempo -sec_org- tp:writer§§ Ce Au guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129406245.PDF §---§ title§§ Intervista a Orazio Schillaci - Schillaci: "Rifarei tutto sui vaccini E l'obbligo resta" = "Io sono un tecnico: sui no-vax rifarei tutto. E l'obbligo resta" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128206249.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "FATTO QUOTIDIANO" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128206249.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128206249.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128206249.PDF tp:ocr§§ IL MINISTRO AL “FATTO” Schillaci: “Rifarei tutto sui vaccini E l’obbligo resta” “Io sono un tecnico: sui no-vax rifarei tutto. E l’obbligo resta” IL COLLOQUIO • Orazio Schillaci Ministro della Salute q SALVINI A PAG. 13 G iovedì pomeriggio, interno Camera. In un corridoio laterale di Montecitorio appare il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Gessato marrone, passo rapido, al suo fianco il portavoce Giovanni Miele. Ha appena finito di ascoltare l’informativa in aula del collega di governo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, e si sta incamminando verso Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. Saluta e sorride, Schillaci, anche se è il ministro più attenzionato del governo Meloni. Addirittura sulla graticola da ferragosto per la decisione di azzerare la commissione consultiva sui vaccini per la presenza di due medici scettici sui sieri. Una scelta che ha fatto irritare non poco la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, diversi ministri e gli stessi vertici di Fratelli d’Italia e della Lega. Schillaci in queste settimane è restato in silenzio, evitando qualsiasi richiesta di spiegazione pubblica, disertando anche il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini per schivare polemiche e domande scomode. Parla per la prima volta con Il Fatto. PUR MANIFESTANDO serenità, il titolare della Salute ci tiene a dire come la pensa. A spiegare. A difendere la sua posizione. Ministro, si sente tranquillo al suo posto? “Io sono tranquillissimo, in questo momento”. Poi la prima frecciata ai colleghi di Fratelli d’Italia: “La sanità non dovrebbe essere politicizzata, la sanità è dei cittadini...”, aggiunge convinto da docente di Medicina nucleare ed ex rettore dell’Università Tor Vergata. Nelle settimane scorse, mentre montava la protesta di Fratelli d’Italia e della Lega nei suoi confronti, Schillaci ha potuto contare sulla protezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e non è un caso che il ministro confermi di non essere un politico. Rivendica la sua natura di tecnico? “Sì – continua con il Fatto – io sono un professore universitario. D’altronde, la salute è un problema di tutti e andrebbe tolto dall’a go ne politico”, ripete Schillaci per chiedere di evitare “qualsiasi strumentalizzazione”. Nei giorni scorsi, Palazzo Chigi ha commissionato un sondaggio per chiedere agli italiani quali fossero le loro priorità e paure e il ministro ci tiene a far sapere che, secondo lui, la salute sarà “una delle cose che interessa di più alla gente”. Al di là dei principi, però, resta il grande elefante nella stanza: la commissione consultiva sui vaccini prima nominata e poi revocata, dopo una raccolta firme di scienziati ed esperti, per la presenza di due no-vax. Tornando indietro, rifarebbe tutto? “Sì – conferma Schillaci – ma devo dire che è stata una cosa un po’ m o n t at a : q u e l l a è u n a commissione che non è mia, è di un dipartimento del ministero, e negli anni passati non è stata neanche convocata”. La revoca ha fatto imbufalire i vertici di Fratelli d’Italia, ma Schillaci fa capire che non ha intenzione di ricostituirla: “Adesso vedia‘ No po Me La no mo… si possono fare altre cose rispetto alla commissione. Ma ripeto: era un organo consultivo di un dipartimento, e non del ministro, che non era mai stato convocato”. Come dire: ha avuto più importanza del dovuto. Sicuramente i due scienziati scettici sui vaccini, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, non saranno rinominati: “No, la commissione è stata revocata. Non è una commissione così importante, anche se non si faceva…”. Certo, però la premier Giorgia Meloni ha fatto filtrare la sua irritazione per una decisione, quella di revocare la commissione, “non concordata”. Sente ancora la fiducia della presidente del Consiglio? “Sì ”, risponde secco Schillaci senza aggiungere mezza parola in più. Ma ci sono stati anche distinguo di altri ministri importanti, a partire da Francesco Lollobrigida, anche se poi è stata fatta marcia indietro qualche giorno dopo: “Ci tengo a ripeterlo, la sanità è una cosa importante, il nostro Servizio Sanitario Nazionale è un’eccellenza del nostro Paese e andrebbe preservato anche per i tanti che lavorano in condizioni complesse. E quindi va tenuto fuori dall’agone politico al di là di come la si pensi”. Meloni però ha detto che il governo è sempre stato “pluralista” e “aperto al confronto”, anche sui vaccini. E QUI ARRIVA la seconda frecciata, ancora più esplicita, di Schillaci: “Io rispetto tutte le opinioni, ma il mondo scientifico ha delle regole. Devono parlare di vaccini solo gli esperti del tema. Io queste due persone (i due medici del Nitag, ndr) nemmeno le conoscevo, non sono un esperto neanche io di vaccini”. Certo, però, Schillaci pensa che su vaccini e salute sia meglio “non fare campagna elettorale”. E come lo spiega agli alleati della Lega che, dopo il caso, hanno proposto di modificare la legge Lorenzin per rimettere in discussione l’obbligo vaccinale? “Questo argomento non è nel programma del centrodestra. La riforma della legge Lorenzin non c’è, non me ne ha mai parlato nessuno e non è all’ordine del giorno”. Un ultimo colpo, duro, stavolta al partito di Matteo Salvini. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giacomo Salvini Heading: IL COLLOQUIO • Orazio Schillaci Ministro della Salute Highlight: ‘‘ No alla sanità politicizzata, Meloni si fida La ‘Lorenzin’ non si tocca LA COMMISSIONE AZZERATA CONTRO LEGA-FDI IL MINISTRO della Salute, Orazio Schillaci, è stato sulla graticola a cavallo di ferragosto per la vicenda della commissione consultiva del ministero della Salute sui vaccini in cui erano stati nominati due scienziati scettici sui sieri. Dopo la protesta e un appello firmato da decine di esperti, Schillaci ha deciso di revocare l’intera commissione. Una scelta che ha provocato il disappunto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha fatto trapelare la sua irritazione, perché la scelta non era “concordata” e perché FdI è “per il pluralismo e il confronto”. Per la prima volta Schillaci parla dopo l’episodio. Image:Nodo vaccini Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al centro della polemica sui vaccini ANSA s r f e t s s c l p l c t n c t e f t c c -tit_org- Intervista a Orazio Schillaci - Schillaci: “Rifarei tutto sui vaccini E l'obbligo resta” “Io sono un tecnico: sui no-vax rifarei tutto. E l'obbligo resta” -sec_org- tp:writer§§ Giacomo Salvini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128206249.PDF §---§ title§§ Visite in casa comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303124406231.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "ITALIA OGGI" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303124406231.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303124406231.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303124406231.PDF tp:ocr§§ Visite in casa comunità SUPERATA LA GUARDIA MEDICA Una nuova continuità assistenziale superando il concetto di guardia medica, presa in carico dei pazienti cronici e fragili, supporto all’assistenza domiciliare e segnalazione ai servizi territoriali, assistenza medica a turisti, studenti fuori sede e cittadini non residenti. Sono queste alcune delle novità previste nelle Linee guida di indirizzo per l’attività oraria da rendere da parte dei medici del ruolo unico di assistenza primaria nelle Case della Comunità, in attuazione del Decreto del Ministero della salute n. 77/2022 e dall’Accordo Collettivo Nazionale, siglato con l’ACN lo scorso 4 aprile 2024, in materia di disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale relativo al triennio 2019 – 2021. Il documento, approvato lo scorso 9 settembre in sede di Conferenza delle Regioni, intende ridefinire il modello dell’assistenza territoriale in Italia, con l’obiettivo di renderla più accessibile, continua e orientata alla prossimità anche attraverso la figura dei medici e di altre figure professionali. Nello specifico, le Case della Comunità diventeranno il luogo di riferimento dell’assistenza territoriale poiché saranno strutture fisiche riconoscibili, facilmente accessibili e collegate con ospedali di comunità, consultori, ambulatori, farmacie, centrali operative e servizi sociali. All’interno di esse opereranno i medici, che verranno inseriti in équipe multiprofessionali, con il compito di: condividere informazioni e piani di cura dei pazienti attraverso strumenti come il Fascicolo Sanitario Elettronico e le piattaforme di telemedicina; fornire assistenza sanitaria, attività di primo livello diagnostico, interventi volti a promuovere la prevenzione e rilasceranno certificazioni, prescrizioni e proposte di ricovero. Inoltre, con le nuove disposizioni, avranno una maggiore flessibilità oraria in maniera tale da garantire una presenza più capillare sul territorio; infatti è previsto che i medici dovranno garantire la loro presenza 24 ore al giorno nelle Case di Comunità Hub, cioè quelle strutture con una più ampia dotazione di servizi, e 12 ore al giorno nelle Case di Comunità Spok, cioè quelle strutture più piccole sotto il profilo dimensionale ma più diffuse sul territorio in quanto focalizzate sulla vicinanza al cittadino e un accesso più rapido all'assistenza primaria. Pasquale Quaranta ---End text--- Author: Pasquale CHara Heading: SUPERATA LA GUARDIA MEDICA Highlight: Image: -tit_org- Visite in casa comunità -sec_org- tp:writer§§ Pasquale CHara guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303124406231.PDF §---§ title§§ L'assistente infermiere finisce al Tar link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128906244.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128906244.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128906244.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128906244.PDF tp:ocr§§ NURSING UP L’assistente infermiere finisce al Tar L’assistente infermiere finisce al Tar. Il sindacato Nursing Up, infatti, ha annunciato di aver fatto ricorso contro la decisione di governo e regioni di introdurre la nuova figura professionale. Un profilo a metà tra operatori socio-sanitari e infermieri, ribattezzato anche «Super oss», istituito dal dpcm pubblicato in Gazzetta ufficiale il 21 giugno di quest’anno. «La professione infermieristica – sottolinea il presidente del sindacato Antonio De Palma – va difesa perché difendere gli infermieri significa difendere la qualità delle cure». De Palma definisce l’assistente infermiere «una figura fragile e ambigua, priva delle competenze universitarie necessarie e capace solo di generare confusione e rischi». Dietro questa misura, secondo il sindacato, si nasconde la carenza strutturale di 175mila infermieri (rispetto agli standard europei), mentre le immatricolazioni universitarie continuano a crollare: dai 46mila iscritti del 2010 ai poco più di 21mila attuali. Nel 2025, su 20.699 posti disponibili ci sono solo 19mila iscrizioni, e si stima che solo 10.300 studenti arriveranno alla laurea, con abbandoni già previsti intorno al 50%. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- L'assistente infermiere finisce al Tar -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128906244.PDF §---§ title§§ AGGIORANTO - L'Italia che non si protegge: «Rischi per giovani e anziani» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128006251.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "MESSAGGERO" del 13 Sep 2025

»I dati preoccupano gli esperti: solo il 52,5% degli over 65 si è vaccinato contro l'influenza. Il ministero si mobilita: «Spinta alla campagna per i fragili». A rilento anche i richiami anti-meningococco per gli adolescenti

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128006251.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128006251.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128006251.PDF tp:ocr§§ L’Italia che non si protegge: «Rischi per giovani e anziani» I dati preoccupano gli esperti: solo il 52,5% degli over 65 si è vaccinato contro l’influenza. Il ministero si mobilita: «Spinta alla campagna per i fragili». A rilento anche i richiami anti-meningococco per gli adolescenti ` IL CASO ROMA Solo il 52,5 per cento degli over 65 in Italia si è vaccinato contro l’influenza nello scorso inverno. «E questo è un problema - osserva l’infettivologo Massimo Andreoni - perché il tipo di virus influenzale che sta arrivando in Australia si è dimostrato decisamente insidioso perché ha causato molti casi e ricoveri». Anche al Ministero della Salute, al di là della bufera causata dallo scioglimento del comitato consultivo sui vaccini deciso da Orazio Schillaci, c’è la convinzione che serva un cambio di rotta. OBIETTIVI Lo ha detto apertamente Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie, che ha spiegato: «Tra le persone con oltre 65 anni di età non abbiamo una convincente adesione alle campagne vaccinali antinfluenzali. I dati mostrano un calo, ma è nostro dovere proteggere i fragili e gli anziani che rappresentano una parte importante della nostra nazione e come ministero della Salute - e il ministro Schillaci lo ha detto a più riprese - dobbiamo proteggerli e quindi dobbiamo dare una spinta sull'acceleratore per le campagne vaccinali, in particolare per l'antinfluenzale». Ci sono altri numeri a preoccupare e sono stati diffusi dall’Istituto superiore di sanità: «Nella stagione 2024-2025 in Italia, 601 persone sono state ricoverate in terapia intensiva per l'influenza stagionale, e tra queste 134 sono decedute». Questo è un numero legato solo ai morti intercettati dagli ospedali, le stime indicano in almeno 8.000 i decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia. Il professore Andreoni, che è anche direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e membro del Consiglio superiore di sanità, osserva: «In Australia sono circolati soprattutto due tipi di virus influenzali: l’A-H1N1 e il B Victoria. Di solito ciò che succede in quel Paese è l’anticipazione di quanto avverrà in Italia. Teniamo conto che nello scorso inverno abbiamo avuto 16 milioni di persone contagiate dall’influenza. Dunque, dobbiamo assolutamente alzare la percentuale di anziani e fragili protetti: la percentuale del 52,5 per cento è insufficiente, l’ideale sarebbe arrivare al 90 per cento. Tra l’altro, sta circolando molto anche il Covid, in particolare la variante Stratus, dunque sarebbe importante immunizzarsi contro entrambi i virus. Per l’influenza, la distribuzione dei vaccini non è ancora cominciata, ma non bisogna aspettare troppo, perché comunque passano quindici giorni prima che il vaccino faccia effetto». Al di là delle polemiche politiche, anche nel centrodestra c’è chi dimostra sensibilità al tema dell’importanza delle vaccinazioni. Ad esempio il governatore della Liguria, Marco Bucci, ieri ha dichiarato: «Invito tutti a vaccinarsi contro l'influenza. Io lo faccio da cinque anni, e ho visto i risultati. Quest'anno l'influenza è particolarmente aggressiva. La vaccinazione comincerà fra due settimane, e sarà disponibile per tutti». Dal Ministero della Salute è arrivata anche un’altra affermazione a favore di un potenziamento della campagna vaccinale, quasi a spazzare via le scorie del pasticciaccio del comitato consultivo in cui erano stati inseriti due esperti considerati molto tiepidi nei confronti dello strumento dei vaccini. Parole sempre della direttrice del Dipartimento prevenzione, Maria Rosaria Campitiello: «Per quanto riguarda il richiamo della vaccinazione anti-meningococco B per adolescenti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) stiamo facendo una riflessione: l'obiettivo principale è proteggere gli adolescenti. Per un'azione sana e solida dobbiamo costruire un dialogo aperto con famiglie, adolescenti e scuole. Dobbiamo far riprendere la fiducia nelle vaccinazioni, poiché dopo la pandemia da Covid abbiamo reg istrato una certa “stanchezza” verso le immunizzazioni. Per questo è necessario un dialogo trasparente, basato sui dati». La settimana scorsa si è parlato molto del caso di un bambino di 3 anni, in Puglia, morto proprio per il meningococco. Non era stato vaccinato. In un convegno è stato spiegato che «nel 2017 l'Italia ha introdotto la vaccinazione contro la meningite da meningococco B nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale per l'età pediatrica. Oggi la copertura nei bambini resta lontana dall'obiettivo ministeriale del 90 per cento, fermandosi attorno all'80, con alcune regioni sotto al 70. Inoltre, la protezione tende a ridursi nel tempo». «Il punto è proprio questo - osserva Andreoni - il bambino viene vaccinato al terzo, quinto e quindicesimo mese di vita. Ma il meningococco colpisce anche gli adolescenti, quando però l’effetto del vaccino si è affievolito. Sarebbe importante iniziare una campagna di richiami per questa fascia di età». Mauro Evangelisti ---End text--- Author: Mauro Evangelisti Heading: Highlight: MARIA ROSARIA CAMPITIELLO (CAPO PREVENZIONE): «È NECESSARIO SUPERARE LA SFIDUCIA POST-COVID» L’INFETTIVOLOGO MASSIMO ANDREONI: «IL TIPO DI VIRUS CHE STA ARRIVANDO DALL’AUSTRALIA CAUSA MOLTI RICOVERI» Image:52,5% Over 65 vaccinati contro l’influenza 19,6% Popolazione vaccinata contro l’influenza 16mln Italiani con l’influenza lo scorso inverno 601 Ricoveri in terapia intensiva per influenza -tit_org- AGGIORANTO - L'Italia che non si protegge: «Rischi per giovani e anziani» -sec_org- tp:writer§§ Mauro Evangelisti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128006251.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - Intervista a Orazio Schillaci - «Vaccini, l'obbligo resterà» = «No alla sanità politicizzata l'obbligo di vaccino resta Il comitato? Rifarei tutto» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128106252.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "MESSAGGERO" del 13 Sep 2025

>Il ministro rompe il silenzio dopo il caso "Nitag": «Non mi sento sfiduciato da Meloni, di immunizzazioni parlino gli esperti. Il pluralismo? La scienza ha le sue regole»

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128106252.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128106252.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128106252.PDF tp:ocr§§ «Vaccini, l’obbligo resterà» Il ministro della Salute, Schillaci: «La sanità non va politicizzata. Sul comitato rifarei tutto Ho sempre sentito la fiducia di Meloni». Piano di immunizzazione per anziani e meningite ` ROMA Il ministro della Salute Orazio Schillaci a Il Messaggero: «Vaccini, l’obbligo resterà». Bechis, Carbone e Evangelisti alle pag. 6 e 7 «No alla sanità politicizzata l’obbligo di vaccino resta Il comitato? Rifarei tutto» Il ministro rompe il silenzio dopo il caso “Nitag”: «Non mi sento sfiduciato da Meloni, di immunizzazioni parlino gli esperti. Il pluralismo? La scienza ha le sue regole» ` Il colloquio Orazio Schillaci N on ritratta, anzi rilancia. È un booster: «Il comitato sui vaccini? Certo, rifarei tutto». Montecitorio, giovedì pomeriggio. Orazio Schillaci affretta il passo mentre scende le scale. Quasi passa inosservato mentre una folla circonda il vicepremier Antonio Tajani in Transatlantico nel giorno dello scontro frontale governo-opposizioni sulla guerra a Ga2a. Inafferrabile da un mese, il ministro della Salute non si presenta a eventi pubblici da quando è finito al centro di un vero e proprio caso politico nel governo. La scelta di azzerare la commissione sui vaccini “Nitag” del ministero per la presenza di due medici considerati “no-vax” ha fatto infuriare metà centrodestra e soprattutto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Da allora, non una dichiarazione del ministro-professore, già rettore di Tor Vergata. Rompe il silenzio con Il Messaggero. IL CASO DEI NO VAX «Io sono tranquillissimo, vediamo che succede. Non mi sento sfiduciato dalla premier» sorride Schillaci mentre si avvia all’uscita, addosso un gessato beige. Gli chiediamo se ha avuto ripensamenti su quel passo indietro che ha messo sulla graticola politica il ministero di Lungotevere Ripa. Ovvero l’esclusione de-facto dall’organo consultivo sui vaccini dei medici “no-vax” Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite (entrambi negano di esserlo). Neanche un po’, risponde lui a domanda. Cortesissimo. «Sì, lo rifarei. Quella commissione a dire il vero non è mia, negli anni passati non era stata mai convocata». Pausa. «Non conosco di persona questi due medici. So solo che di vaccini e vaccinazione devono parlare i medici esperti di questa materia». Altro che dietrofront. Pensare che a Palazzo Chigi, da Meloni e Salvini in giù, sono tanti a vederla diversamente. Quando Schillaci ha azzerato la commissione da lui stessa nominata lasciando a casa i camici bianchi scettici sulle immunizzazioni solo Forza Italia si è lanciata in un sonoro applauso. Come un pezzo delle opposizioni. Poi un fiume di distinguo. In casa. A partire da Meloni che non ha usato mezzi termini con i suoi. Una revoca «non concordata», lo sfogo a caldo della leader riportato da questo giornale. Fratelli d’Italia e il governo - la linea - credono «nel pluralismo e nel confronto». Perfino Francesco Lollobrigida, ministro amico e nume tutelare del professore a capo della Sanità italiana, ha avuto da ridire. Insistiamo con Schillaci: ministro, perché allontanare i medici no-vax dalla Commissione? E il pluralismo? «Vengo dal mondo scientifico e quel mondo ha le sue regole» risponde caustico. Insomma sui vaccini non si scherza. Né si dovrebbe fare troppa politica, dice ancora il ministro che rivendica la sua natura di professore prestato al palazzo. «Sì, sono un tecnico, un professore universitario» scandisce appoggiandosi alla ringhiera. Di qui allarga il discorso. «Vede, la salute è un patrimonio da preservare, andrebbe tolta dall’agone politico. Abbiamo uno straordinario servizio sanitario nazionale, al netto delle tante difficoltà di chi ci lavora ce lo invidiano nel resto del mondo, la salute è il tema che più interessa alle persone». E allora ministro? «Allora la sanità è di tutti, è anzitutto dei cittadini e non dovrebbe essere politicizzata». Pensare che nell’agone politico la sanità ci è entrata eccome. Di nuovo. Prendi la Lega e Matteo Salvini che hanno colto la palla al balzo dell’affaire “Nitag” per rilanciare un’antica battaglia del C arroccio. Ovvero la crociata contro l’obbligo vaccinale per i minori previsto dalla legge Lorenzin. Morbillo, tetano, poliomelite, sono dieci le immunizzazioni a cui gli under-16, per legge, non possono sottrarsi. Nei giorni di passione del ministero, a metà agosto, era stato proprio il vicepremier e segretario leghista ad aprire un nuovo fronte. «Dirsi dubbiosi sull’obbligo vaccinale, che non c'è nella maggior parte dei Paesi europei, non penso sia antiscientifico, penso sia di buonsenso». Seguì stoccata al dicastero di Schillaci, dopo una difesa d’ufficio: «Lì qualcosa non va..». Mentre risale a inizio settembre un documento interno di Fratelli d’Italia che invita i pm a indagare sulle responsabilità del ministro Speranza e del Cts, ai tempi della pandemia del Covid, su eventuali pressioni per somministrare vaccini «anche al di sotto i 60 anni di età, nonostante le evidenze scientifiche suggerissero di procedere altrimenti». Ma la campagna sanitaria è trasversale e vede in trincea anche il campo largo a sinistra. Sulle case di comunità, le liste d’attesa, i vaccini appunto. «NON SI TOCCA LA LORENZIN» Torniamo a Schillaci, sulle scale interne della Camera. Ministro, rivedrete la legge Lorenzin? Insomma l’obbligo vaccinale resta? «Rivedere l’obbligo? Non esiste. Non è nel programma del centrodestra e nessuno me ne ha mai parlato. Ognuno ha le sue idee ma questa cosa non è all’ordine del giorno». Più chiaro di così. Calpesta a grandi falcate il tappeto rosso di Montecitorio. È atteso a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. «Vedete, io ci vado in Cdm, altroché» scherza il ministro-rettore. Un po’ segnato, forse, da questo mese sull’altalena. Il caso vaccini che scoppia a Ferragosto, i rimbrotti anche durissimi da parte della maggioranza. E al ministero la trincea di Schillaci, convinto di restare a fare il suo lavoro. Ce n’è fin troppo. Dalle liste di attesa allo “scudo” dei medici approvato in una versione soft dal governo, dopo non pochi ripensamenti, il menù sanitario del centrodestra a Palazzo Chigi è ricchissimo. Schillaci ha la fama del mite, rivendica con orgoglio la natura di “tecnico”, una vita tra cattedra e corsia. Dicono sia molto stimato dal presidente della Repubblica. Profilo basso. Bassissimo nell’ultimo mese per sfuggire alle polemiche e ai riflettori. Prima il forfait al Meeting di Rimini, dov’era atteso da un esercito di telecamere. Dunque tre settimane di ordinaria amministrazione, casa-lavoro, zero sortite stampa. Fino ad oggi. Sente ancora la fiducia del vertice. Se non l’ha già fatto, Meloni lo vedrà a breve per sgombrare il campo: per qualsiasi decisione, specie su temi delicati e di impatto elettorale come le vaccinazioni, serve un avallo politico dall’alto. Il professore però non ritratta. Reintegrare Serravalle e Bellavite nel comitato? «Ma no, non è una commissione così importante» minimizza allargando un sorriso. Saluta e corre via. Il Cdm lo attende. «E scrivetelo: io ci vado sempre in Cdm». Francesco Bechis © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesco Bechis Heading: Il colloquio Orazio Schillaci Highlight: IO SONO UN TECNICO UN PROFESSORE UNIVERSITARIO QUEI DUE MEDICI NEMMENO LI CONOSCO DI PERSONA LA SALUTE È DI TUTTI E ANDREBBE TOLTA DALL’AGONE DEI PARTITI ABBIAMO UNO STRAORDINARIO SERVIZIO SANITARIO IN CDM CI VADO SEMPRE, SCRIVETELO LA LEGGE LORENZIN SULL’OBBLIGO VACCINALE NON SI TOCCA Image:CHI È Orazio Schillaci, 59 anni, docente di medicina nucleare all’università di Tor Vergata, ateneo di cui è stato anche rettore prima di essere nominato ministro della Salute nel governo Meloni Il mese scorso è stato al centro di una polemica per la rimozione del Nitag (il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni) organismo all’interno del quale erano stati nominati due medici che contestano le vaccinazioni -tit_org- AGGIORNATO - Intervista a Orazio Schillaci - «Vaccini, l'obbligo resterà» «No alla sanità politicizzata l'obbligo di vaccino resta Il comitato? Rifarei tutto» -sec_org- tp:writer§§ Francesco Bechis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128106252.PDF §---§ title§§ Salute mentale Ancora pregiudizi su chi cerca aiuto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129306248.PDF description§§

Estratto da pag. 119 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129306248.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129306248.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129306248.PDF tp:ocr§§ Salute mentale Ancora pregiudizi su chi cerca aiuto Michelangelo Fede, psicologo clinico e psicoterapeuta «Fra i malesseri, stress lavorativo e problemi familiari» Nella società attuale si parla sempre più di salute mentale, ma persistono ancora pregiudizi legati al rivolgersi a uno specialista. «La psicoterapia permette di avere una maggiore consapevolezza e di migliorare il benessere nella propria quotidianità – spiega Michelangelo Fede, psicologo clinico e psicoterapeuta presso lo Studio Enea di Milano –. Dà poi la possibilità di riappropriarsi di una dimensione che si credeva perduta. Le cause del malessere possono essere molteplici: stress lavorativo, problemi familiari, sentimentali o legati a scelte di vita fatte senza una giusta riflessione. Attraverso la psicoterapia è possibile rielaborare queste esperienze secondo una prospettiva nuova, più vicina alla consapevolezza che la persona sente di avere oggi maturato. Inoltre, consente di avere una coscienza amplificata della propria condizione, di se stessi e degli altri». Laureato all’Università de L’Aquila in Scienze Psicologiche Applicate e all’Università di Perugia in Valutazione del Funzionamento Individuale in Psicologia Clinica e della Salute, il dottor Fede, si è specializzato a Milano in Analisi Transazionale Relazionale. «Per Eric Berne, l’obiettivo principale dell’Analisi Transazionale – sottolinea – è l’autonomia del paziente, che si esprime attraverso tre dimensioni fondamentali: Consapevolezza, Spontaneità e Intimità. Mira dunque, a determinare nella vita dell’individuo libertà dagli schemi disfunzionali, messi in atto attraverso convinzioni di sè costruite nel passato, spesso nell’infanzia, promuovendo relazioni autentiche con se stessi, con gli altri e con il mondo in maniera sana». Prosegue: «Tra i concetti cardine vi sono i cosiddetti Giochi Psicologici, ossai modalità relazionali che possono rivelarsi disfunzionali anche se non ce ne rendiamo conto. Attraverso la psicoterapia analitica diventa possibile riconoscere quando queste dinamiche hanno avuto origine e comprendere come si è strutturato quel sistema di comportamento». Accanto ci sono i «riconoscimenti, le carezze che diamo a noi stessi e agli altri, che vanno a controbilanciare i sistemi di autosvalutazione ed eterosvalutazione che possono essere vissuti inconsciamente». Tra i suoi pazienti, adolescenti, giovani adulti e adulti in cerca di supporto per affrontare le sfide quotidiane come «disturbi depressivi, dell’umore o legati all’ansia, lutti non elaborati, relazioni complicate e dipendenze. Il trattamento di queste disfunzionalità avviene attraverso tecniche specifiche di terapia, che ripristinano di un sano e sereno rapporto con sé stessi, con gli altri e con il mondo». Quanto alle risorse dello psicoterapeuta, fondamentale «un ascolto profondo delle tematiche portate dal paziente per entrare in empatia e individuare le difficoltà emotive che non consentono di elaborare correttamente i propri problemi. Da qui, attraverso l’esplorazione del passato e del presente si procede in funzione di un’aumentata consapevolezza per il cambiamento. Tramite l’autoosservazione nel proprio quotidiano, grazie alla psicoterapia, si può acquisire un’autoconoscenza e una capacità di gestire la propria vita in maniera diversa. Questo consente – conclude Michelangelo Fede – partendo da una condizione di difficoltà, di andare verso un cambiamento rivolto al benessere e al miglioramento della vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marina Santin Heading: Michelangelo Fede, psicologo clinico e psicoterapeuta «Fra i malesseri, stress lavorativo e problemi familiari» Highlight: Image:Nella foto a destra Michelangelo Fede, psicologo clinico e psicoterapeuta nello Studio Enea di Milano (www.michelangelofede.it) «La psicoterapia fornisce una maggiore consapevolezza e migliora il benessere all’interno della vita» -tit_org- Salute mentale Ancora pregiudizi su chi cerca aiuto -sec_org- tp:writer§§ Marina Santin guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303129306248.PDF §---§ title§§ Come gestire il rientro dei feriti? Anche l'Italia lavora a un piano sugli ospedali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128806243.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "SOLE 24 ORE" del 13 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-13T04:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128806243.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128806243.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128806243.PDF tp:ocr§§ Come gestire il rientro dei feriti? Anche l’Italia lavora a un piano sugli ospedali Gli scenari di guerra Dopo Francia e Germania il ministero della Salute prepara una strategia «Definire una strategia sulla resilienza in campo sanitario» anche di fronte a «scenari di crisi come ad esempio in caso di attivazione degli articoli 3 e 5 del Patto Atlantico». Dopo Francia e Germania anche l’Italia comincia ad attivarsi di fronte a possibili scenari (per ora estremi) di guerra in Europa - tornati in modo preoccupante alla ribalta con lo sconfinamento dei droni russi in Polonia dei giorni scorsi con strategie che riguardano gli aspetti sanitari di un conflitto militare e cioè il coinvolgimento della rete ospedaliera nel caso a esempio della gestione del rientro di soldati feriti. Per ora il piano non è stato ancora scritto, ma se n’è cominciato a parlare al Tavolo tecnico appositamente costituito al ministero della Salute che da giugno si è riunito un paio di volte. Su questa delicata materia la regìa spetta a Palazzo Chigi (in particolare il sottosegretario Alfredo Mantovano) e al ministero della Difesa. Ma sul fronte sanitario è già in campo anche il ministero della Salute che con un apposito decreto firmato a fine aprile scorso dal ministro Orazio Schillaci ha istituito presso l'ufficio di gabinetto un «Tavolo permanente in materia di resilienza di soggetti critici» composto di dieci membri. Il decreto (che attua il Dlgs 134/2024 a sua volta in attuazione di una direttiva europea) prevede che tra i compiti del Tavolo tecnico ci sia anche quello di «definire una strategia sulla resilienza in campo sanitario che stabilisca ruoli e responsabilità dell’insieme degli organi, istituzioni ed enti coinvolti nella predisposizione di piani e misure di preparedeness & response per la gestione di emergenze sanitarie su vasta scala». Il decreto fa anche due esempi concreti e cioè «eventi C.R.B.N. (Chimici, radiologici, biologici e nucleari)» o anche è il caso che più si lega all'attualità «scenari di crisi come ad esempio in caso di attivazione degli articoli 3 e 5 del Patto Atlantico». Il primo articolo in particolare impegna i Paesi della Nato a sviluppare le loro capacità di resistere a un attacco armato attraverso lo sviluppo delle proprie risorse e la reciproca assistenza, mantenendo così una continua e effettiva autodifesa. Mentre l’articolo 5 è la chiave del sistema di difesa collettiva e stabilisce che un attacco armato contro uno o più Paesi dell’Alleanza in Europa o Nord America è considerato un attacco contro tutti, portando all’assistenza reciproca, anche con l’uso della forza, per ripristinare la sicurezza. Dalle prime riunioni è emerso che la Nato richieda specifici requisiti per l’assistenza sanitaria nei Paesi membri (chiamati “Minimum operational requirements”) e si è discusso di un ipotetico scenario di “host nation support” in tre fasi: dalla preparazione per l’arrivo delle truppe, alla mobilità all’interno del Paese fino appunto alla partecipazione a fasi attive di combattimento all’estero con il possibile rientro di feriti. Su questi primi elementi potrebbe essere dunque costruito il piano italiano da attivare nella nostra rete ospedaliera in caso appunto si verificasse lo scenario limite di un conflitto militare. Intanto, come detto, Francia e Germania si sono già attivati: con una circolare il ministero della Salute francese ha comunicato alle agenzie regionali della sanità sul territorio di preparare l’installazione, in caso di necessità, di strutture sanitarie in collaborazione con il ministero della Difesa, affinché gli ospedali civili possano prepararsi a un eventuale afflusso importante di militari feriti. In Germania è stato presentato un piano con lo stesso scopo: preparare gli ospedali all’eventualità di un conflitto su larga scala in Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: ‘ Il piano di resilienza in campo sanitario in caso di attivazione del Patto Atlantico Image: -tit_org- Come gestire il rientro dei feriti? Anche l’Italia la vora a un piano sugli ospedali -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/13/2025091303128806243.PDF §---§