title§§ Infermieri in estinzione: flop alle iscrizioni, la Lombardia non copre neanche 7 posti su 10 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940408328.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "comunicati-stampa.net" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T09:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940408328.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940408328.PDF', 'title': 'comunicati-stampa.net'} tp:url§§ https://www.comunicati-stampa.net/infermieri-in-estinzione-flop-alle-iscrizioni-la-lombardia-non-copre-neanche-7-posti-su-10/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940408328.PDF tp:ocr§§ I test di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica, svoltisi l’8 settembre in tutta Italia, hanno confermato la crisi di attrattività della professione.A livello nazionale, i posti disponibili erano 20.699 (di cui 290 in Infermieristica pediatrica), ma le domande si sono fermate a circa 19.000. Un dato già negativo, che diventa disastroso guardando alla Lombardia: nelle università pubbliche i posti a bando erano 2.088, le domande solo 1.416; copertura 67,8%, in netto calo rispetto al 74,4% dello scorso anno.“Questi numeri sono il sintomo della malattia del sistema – afferma Mauro Nobile, segretario generale di FIALS Milano –. La professione infermieristica non è più attrattiva, soprattutto nel pubblico: stipendi fermi, costo della vita fuori controllo, responsabilità crescenti. Così i giovani si allontanano.”È vero che sul corso di Infermieristica si riverseranno, da quest’anno, i non idonei dopo i sei mesi propedeutici a Medicina, oltre a quanti non entreranno in altri corsi sanitari. Ma il dato non cambia: non è una scelta consapevole, è uno spostamento forzato. “Non possiamo affidare il futuro della sanità pubblica ai respinti da altri percorsi – sottolinea Nobile –. Servono scelte politiche forti, non soluzioni di ripiego.”L’impatto è già evidente: in Lombardia mancano oltre 12.000 infermieri e nei primi cinque mesi del 2025 più di 320 professionisti hanno lasciato il servizio solo nell’area metropolitana di Milano. Il rapporto infermieri/abitanti resta inchiodato a 5,4 ogni 1.000, contro la media OCSE 9,7.Le proposte FIALS MilanoBonus economico diretto per i nuovi iscritti: contributo di 3.000 euro per ogni studente di Infermieristica (misura già attiva in Veneto) per contrastare il calo delle immatricolazioni e compensare il caro-vita.Contratti di formazione-lavoro per studenti del terzo anno e neolaureati, già previsti dal CCNL sanità, con prospettiva di stabilizzazione a tempo indeterminato al termine del primo triennio.Welfare concreto: case accessibili, agevolazioni fiscali e trasporti gratuiti per studenti e lavoratori della sanità, perché senza sostegno reale l’attrattività rimane uno slogan.“Il flop delle iscrizioni è il campanello d’allarme definitivo – conclude Nobile –. Se non si interviene subito, la sanità pubblica lombarda resterà senza infermieri, e senza infermieri non c’è cura possibile.”Chiosa finale – la conferma di GimbeA rafforzare il quadro, l’ultima classifica della Fondazione Gimbe sui LEA: –14 punti in un solo anno per la Lombardia, tra i peggiori cali d’Italia. Da un tempo definita “eccellenza” a regione in caduta libera: un dato che conferma l’urgenza di dichiarare l’emergenza infermieristica e adottare misure straordinarie già da questa legge di bilancio. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940408328.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, nel 2024 quasi 4 milioni di persone hanno rimandato o rinunciato a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203062209670.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 12 Sep 2025

Il Centro Studi Mediobanca ha pubblicato un rapporto sui 34 principali operatori con fatturato sopra i 100 milioni. Il settore privato è in piena ... Scopri di più!

pubDate§§ 2025-09-12T14:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203062209670.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203062209670.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/fatti/sanita-privata-ssn-miliardi-ricavi-fatturato-spesa-persone-rinuncia-cura-sl1n0tr3 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203062209670.PDF tp:ocr§§ Il Centro Studi Mediobanca ha pubblicato un rapporto sui 34 principali operatori con fatturato sopra i 100 milioni. Il settore privato è in piena espansione, trainato dalle liste d’attesa del Ssn. Mentre i contratti e il costo del lavoro rimangono bloccati. L’accesso alle cure diventa sempre più legato alla capacità di spesaNel 2023 i grandi gruppi della sanità privata hanno registrato ricavi per 12 miliardi di euro, in aumento del 5,7 per cento rispetto al 2022 e del 15,5 per cento rispetto al 2019. Le stime per il 2024 indicano un’ulteriore crescita del 4,8 per cento. È la fotografia del Centro Studi Mediobanca sui 34 principali operatori con fatturato sopra i 100 milioni: un settore in piena espansione, trainato dalle liste d’attesa del Servizio sanitario nazionale e da un ricorso crescente al privato accreditato. Ma mentre i bilanci corrono, i contratti restano fermi: oltre 250mila addetti attendono da anni un rinnovo che non arriva.Il mercato è dominato da pochi grandi gruppi. In cima c’è la holding Papiniano, che controlla il Gruppo San Donato e l’Ospedale San Raffaele di Milano, con 1,83 miliardi di ricavi nel 2023. Seguono Humanitas (1,19 miliardi), Policlinico Gemelli (917 milioni), GVM – Gruppo Villa Maria (897 milioni) e Kos (752 milioni). Altri attori rilevanti sono Garofalo Health Care, ICS Maugeri, IEO, Auxologico, Policlinico di Monza, insieme ai colossi della diagnostica Synlab e Affidea. Nel Lazio e al Sud il gruppo Angelucci, ora deputato di Forza Italia e proprietario di cliniche e testate giornalistiche, è tra i principali beneficiari dell’accreditamento con il Ssn.La dinamica è chiara: il privato accreditato non è più un canale accessorio ma un pilastro del sistema. Un ricovero su quattro avviene in strutture private convenzionate, che coprono circa il 35 per cento dei ricoveri chirurgici. È un fenomeno alimentato dai tempi di attesa: i nuovi dati nazionali mostrano ampi sforamenti dei tempi massimi per molte prestazioni, con rispetto degli standard solo in circa metà dei casi, con punte oltre i sei mesi per esami diagnostici complessi.La spesa sanitaria privata complessiva è stata stimata tra 43 e 46 miliardi nel 2023. L’88,6 per cento è pagato direttamente dai cittadini, solo l’11,4 per cento è intermediato da fondi o assicurazioni. Secondo l’Osservatorio Gimbe e i dati Istat-Sha, la spesa pro capite italiana è sopra la media europea: 1.206 dollari contro i 1.169 dell’Ue. A pagare di più sono le famiglie che rinunciano al Ssn: nel 2024 quasi 4 milioni di persone hanno rimandato o evitato prestazioni sanitarie, costrette a rivolgersi al privato o a rinunciare del tutto. Questo spostamento progressivo segna una frattura con il principio universalistico del servizio pubblico: l’accesso alle cure diventa sempre più legato alla capacità di spesa.Sul fronte del lavoro la fotografia invece è opposta. I contratti collettivi nazionali sono bloccati: quello della sanità privata, firmato da Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari), è scaduto da più di sette anni; quello delle Rsa addirittura da oltre tredici. Parliamo di 250 mila lavoratori, tra infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi, che garantiscono servizi essenziali con salari fermi al 2016 o al 2010.Aiop e Aris, che rappresentano le strutture private convenzionate con il Ssn e quindi finanziate in gran parte da risorse pubbliche, subordinano l’apertura delle trattative alla copertura integrale dei costi da parte di stato e regioni. Una condizione che i sindacati giudicano inaccettabile, denunciando «un dumping contrattuale che scarica sui dipendenti i margini di profitto». Le richieste sono precise: vincolare le regole di accreditamento al rispetto dei Ccnl, obbligare le strutture convenzionate a rinnovare i contratti alla scadenza, fermare l’uso dei cosiddetti contratti pirata.Intanto il modello che si consolida è quello di un sistema a due velocità: da un lato, i ricavi crescono grazie a fo ndi pubblici e spesa privata indotta; dall’altro, il costo del lavoro resta congelato. In sintesi, come sottolineano i sindacati, si «socializzano i ricavi» con risorse dello Stato e delle famiglie, e si «privatizzano i costi» comprimendo diritti e salari.© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Scrittore, giornalista e registaIL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203062209670.PDF §---§ title§§ Sanità in Italia, Basilicata ‘bocciata’ dalla Fondazione Gimbe. 17^ nella classifica delle regioni, etichettata come ‘inadempiente’ link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940608326.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "melandronews.it" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940608326.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940608326.PDF', 'title': 'melandronews.it'} tp:url§§ https://www.melandronews.it/2025/09/11/sanita-in-italia-basilicata-bocciata-dalla-fondazione-gimbe-17-nella-classifica-delle-regioni-etichettata-come-inadempiente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940608326.PDF tp:ocr§§ Come sta la sanità italiana? Il quadro restituito dalla Fondazione Gimbe sulla base dei dati del Ministero della Salute (Monitoraggio Lea 2023, l’ultimo disponibile) fa suonare un campanello d’allarme. Solo 13 regioni italiane infatti raggiungono gli standard per l’erogazione delle cure essenziale garantite dal Ssn (Livelli essenziali di assistenza). Dall’analisi emerge in primo piano il consueto divario tra Settentrione e Meridione. Ma anche le regioni storicamente solide perdono punti. Vediamo nei dettagli qual è la situazione.La prima distinzione fatta dalla Fondazione Gimbe è quella, appunto, tra regioni adempienti e inadempienti, tra regioni cioè che garantiscono gli standard di assistenza e quelle che non li garantiscono. Premessa di metodo: ogni regione è valutata in base a un lungo elenco di indicatori riferibili a tre macro-aree (prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera). A ciascuna area viene dato un punteggio da 0 a 100. Per essere considerata adempiente la regione deve raggiungere i 60 punti in tutte e tre le aeree.Sono promosse Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Rispetto al 2022, Campania e Sardegna salgono tra le Regioni adempienti, mentre Basilicata e Liguria retrocedono a inadempienti. Rimangono inadempienti per insufficienza in una sola area Calabria, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano, mentre Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta non raggiungono la soglia in due aree.In base ai punteggi (sommando i tre relativi alle diverse aree) è possibile stilare una classifica tra le regioni. E qui è ancora più lampante il gap tra l’Italia settentrionale e quella meridionale. “Tra le prime 10 regioni – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – 6 sono del nord, 3 del centro e solo 1 del sud. Nelle ultime 7 posizioni, fatta eccezione per la Valle d’Aosta, si trovano esclusivamente regioni del Mezzogiorno”.Fonte: Il Resto del Carlino tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202940608326.PDF §---§ title§§ ''Fuori Tg'' riparte dalla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202909909203.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rai.it" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T12:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202909909203.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202909909203.PDF', 'title': 'rai.it'} tp:url§§ https://www.rai.it/ufficiostampa/articoli/2025/09/Fuori-Tg-riparte-dalla-sanita-089a220e-91a7-480a-bcca-1ad0e1b2662c.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202909909203.PDF tp:ocr§§ Lunedi 15 settembre ritorna "Fuori Tg", l’approfondimento del Tg3 in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 12.25, a cura di Chiara Rossotto, condotto da Maria Rosaria De Medici e Patrizia Senatore.Venti minuti in diretta in cui si affrontano con ospiti, collegamenti e reportage temi di attualità con un focus particolare sui diritti dei consumatori a partire dal caro vita, pensioni, bollette e prestazioni sanitarie. In primo piano anche il lavoro, dalle vertenze alla sicurezza, dal caporalato al salario minimo. Grande risalto anche alle tematiche ambientali, dai cambiamenti climatici alla transizione ecologica, così come a quelle femminili, dalle disparità di genere ai femminicidi. Nella scorsa edizione, "Fuori Tg" è risultato tra i primi programmi televisivi di approfondimento nel Progetto 50:50 della Rai dedicato al monitoraggio delle presenze di genere con oltre il 60% di presenze di esperte.La prima puntata della nuova stagione sarà dedicata alla sanità tra nuove sfide e vecchi problemi con un focus sulle case di comunità. Ospiti: Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, e Margherita De Bac del Corriere della Sera. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202909909203.PDF §---§