title§§ Torna in città la Festa dell'Unità: tré giorni in piazza del Teatro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203076906765.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "CENTRO L'AQUILA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203076906765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203076906765.PDF', 'title': "CENTRO L'AQUILA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203076906765.PDF tp:ocr§§ DAL 18 AL 20 SETTEMBRE DIBATTITI E CONFRONTI CON OSPITI LOCALI E NAZIONALI Toma in città la Festa delTUnità tré giorni in piazza del Teatro di Raniero Pizzi » L'AQUILA II 18 e 19 settembre torna all'Aquila la Festa dell'Unità provinciale a cui si aggiungerà, il 20 settembre, la Festa nazionale del Pd sulla sanità. La comice della manifestazione sarà piazza del Teatro, cuore del centro storico del capoluogo. Quest'anno la festa avrà rilevanza nazionale perché, su indicazione della segreteria EUy Schlein e del senatore Michele Fina, sarà la Festa nazionale del Partito democratico sul tema della sanità, un riconoscimento importante al lavoro portato avanti in questi anni sul territorio dal partito provinciale e cittadino a difesa del servizio sanitario pubblico. La manifestazione è stata presentata ieri mattina nella sede del Pd dell'Aquila in via Paganica dal segretario provinciale dem Stefano Albano, quello comunale Nello Avellani, la consigliera comunale Ste" fania Pezzopane, il consigliere comunale Stefano Palumbo e il segretario del circolo L'Aquila centro, Alessandro Tettamanti, la presidente Manuela Villacroce. Il programma è stato presentato nel corso di una conferenza stampa cui ha preso parte anche la responsabile nazionale del partito Marina Sereni, che coordinerà i dibattiti di respiro nazionale previsti ogni giorno. La festa dell'Unità torna all'Aquila dopo qualche anno e, come hanno spiegato i vertici locali del partito, "sarà l'occasione per riaffermare il nostro impegno sui temi della cura e della salute come bene comune e non come servizio individuale da acquisire". Una manifestazione che «vuole rappresentare anche l'apertura del cantiere per la costruzione dell'alternativa all'amministrazione cittadina, con lo sguardo rivolto alle forze politiche di centrosinistra, ai movimenti civici, alle associazioni che condividono l'urgenza di offrire una alternativa forte e credibile». Anche la scelta di piazza del Teatro non è casuale perché, è stato detto nel corso della conferenza, «rappresenta il fallimento dell'amministrazione nella riqualificazione urbanistica e sociale». Gli ospiti: dal sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni al presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, da Luciano D'Amico all'onorevole Marco Furfaro, da Livia Turco a Paolo Costanzi, da qualche giorno manager della Asl 1 provinciale, da Alessandro Grimaldi a Flavia Franconi ai ricercatori di Univaq, Gssì e Svimez, saranno decine gli ospiti della Festa: accanto a loro, i sindaci del territorio e i dirigenti del Pd regionale. Î. RIPftODllZI ONE R ISEflVATA Gli esponenti del Pd che hanno presentato la Festa dell'Unità -tit_org- Torna in città la Festa dell'Unità: tré giorni in piazza del Teatro -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203076906765.PDF §---§ title§§ Sanità ammazzata dai politici: -50 mld rispetto ai Paesi Ue link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201870802896.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "FATTO QUOTIDIANO" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T02:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201870802896.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201870802896.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201870802896.PDF tp:ocr§§ Sanità ammazzata dai politici: -50 mld rispetto ai Paesi Ue SALUTE Costituzione “Un diritto fondamentale” “T ra poco in molte regioni ci sono le elezioni. Ma quando andiamo a votare non ricordiamo che l’80% del budget delle Regioni è destinato alla sanità. Sono questi enti che decidono come siamo curati, come sono i nostri ospedali, quanto personale deve essere assunto, il rapporto percentuale tra il numero dei cittadini e i posti letto”. Esordisce così la giornalista Milena Gabanelli nel dibattito di ieri alla festa del Fatto: “Come sta la sanità”. Gabanelli affronta la questione con il suo stile, non solo indicando i mali, i numeri, ma anche quello che potremmo fare noi cittadini. Accanto a lei ci sono altre figure che da anni si dedicano alla battaglia per salvare la sanità pubblica italiana: Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, che con le sue analisi e le sue proposte è stimolo e spina nel fianco di chi governa la salute. Poi Maria Rita Gismondo, nota microbiologa che ha lavorato al Sacco e all’Università di Milano. Infine Eleonora Daniele, giornalista tv, che alla salute psichiatrica ha appena dedicato un libro reportage. DIVERSI DI LORO riprendono il Os Il d Ca eD ec testimone lasciato da Gabanelli: il ruolo che possono avere i cittadini di fronte a una politica che si è dimenticata della salute. Lo ricorda Cartabellotta: “L’Italia investe nel Sistema Sanitario Nazionale circa 135 miliardi. Facendo un calcolo è come se spendessimo oltre 50 miliardi in media in meno degli altri Paesi europei. E non parlo di Germania e Francia che giocano proprio in un altro campionato, ma di tutti gli stati dell’Unione. Per essere alla pari con gli altri dovremmo arrivare a 185 miliardi. Eppure i cittadini sembrano rassegnati, non si incazzano”. In che cosa si traduce tutto questo? “La perdita dell’universalismo. Cioè... abbiamo anche strutture di eccellenza, ma i cittadini non sono curati in modo uguale. Chi ha più mezzi ha cure migliori. E il livello di assistenza non è certo lo stesso in ogni parte del Paese”. Gismondi prova a indicare le tappe ‘della morte’ della sanità pubblica: “Tutto cominciò quando il ministro della Sanità, Francesco di Lorenzo, all’inizio degli anni Novanta, parlò di ‘aziende’ ospedaliere. Certo, gli ospedali devono avere i conti a posto, ma il loro scopo non è produrre profitto. È produrre salute”. Nel dibattito c’è un convitato di pietra: la politica. Quella che, ricordano gli ospiti, spesso sceglie dirigenti e medici in base alla appartenenza e non alle competenze. Ma la politica, anche, che lamenta di aver perso un ruolo, di non incidere più nella società, e poi non si occupa adeguatamente del tema che più incide sulla vita dei cittadini: la salute. La politica che si è dimenticata quello che c’è scritto nella Costituzione all’articolo 32: “La salute è un diritto fondamentale”. Ma se poi la subordina a bilanci e conti, diventa un diritto condizionato. Secondario. Un dibattito serrato: si parla del personale insufficiente, del ruolo del medico di base, della mancanza di prevenzione, delle liste d’attesa interminabili, dei milioni di italiani che sono costretti a non curarsi più, semplicemente perché non hanno i mezzi. E poi ancora del rapporto con le multinazionali e dei prezzi dei nuovi farmaci. Ed Eleonora Daniele racconta la sua esperienza di familiare di persona colpita da autismo e insieme di cittadina impegnata per cambiare le cose in un ambito, la psichiatria, troppo trascurato: “Sta passando la nuova legge sulla salute mentale”, racconta Daniele, “ma in Italia le destiniamo poco più del tre per cento delle risorse complessive per la salute. In altri Paesi europei siamo al sette per cento”. Siamo sempre lì, al confronto impietoso con i nostri vicini, con gli stati che fanno parte con noi dell’Unione europea. “Eppure”, conclude Daniele, “il disagio psichico e i suicidi sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti”. L’Italia negli anni 90 era al secondo posto al mondo nella classifica Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) della qualità della s anità pubblica. Oggi stiamo scivolando indietro, così come nelle classifiche sulla durata media della vita. Ma come dicono Gabanelli e Cartabellotta. tocca anche a noi dire la nostra: con il voto, con tutte le forme di partecipazione. ---End text--- Author: Ferruccio Sansa Heading: SALUTE Costituzione “Un diritto fondamentale” Highlight: Ospedali pubblici Il dibattito con Gabanelli, Cartabellotta, Gismondo e Daniele: no prevenzione e cure, pazienti rassegnati Image: -tit_org- Sanità ammazzata dai politici: -50 mld rispetto ai Paesi Ue -sec_org- tp:writer§§ Ferruccio Sansa guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201870802896.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, resta il saldo passivo ma con un miglioramento: milioni di euro per la Basilicata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203265707629.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "NUOVA DEL SUD" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T06:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203265707629.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203265707629.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203265707629.PDF tp:ocr§§ Mobilità sanitaria, resta il saldo passivo ma con un miglioramento: -52 milioni di euro per la Basilicata POTENZA - I numeri parlano di un miglioramento anche se restano troppi i pazienti lucani che preferiscono le regioni del Nord per curarsi. Mentre i dati 2022 analizzati dalla Fondazione Gimbe parlavano di un saldo negativo di 80,8 milioni di euro, con un arretramento di 2,7 milioni rispetto al 2021, l’ultima rilevazione dell’Agenas - riferita al 2023 - parla di un passivo per la Basilicata di 52,1 milioni di euro. Un segnale di miglioramento che si inserisce però in un contesto di saldi economici della mobilità sanitaria che fa emergere in maniera netta il forte divario tra Nord e Sud del Paese. Intere aree del Paese che continuano a esportare pazienti e milioni di euro, mentre altre consolidano i propri poli d’eccellenza, incluse le strutture private accreditate. Sono infatti le regioni settentrionali a dominare la mobilità attiva mentre quasi tutto il Mezzogiorno mostra deficit consistenti, con punte particolarmente allarmanti per Puglia, Sicilia e soprattutto Calabria e Campania. Tra le sette regioni con il segno più spiccano Emilia-Romagna e Lombardia, entrambe con saldi consideravoli, rispettivamente 387,1 e 383,3 milioni. Quindi molto staccate si trovano il Veneto con oltre 115 milioni, la Toscana con 26,9 milioni e Piemonte con 23 milioni. Saldi positivi anche la Provincia autonoma di Trento (5,5 milioni) e il piccolo Molise (3,2 milioni). Di contro, se la Provincia autonoma di Bolzano apre la colonna delle passività (-3,1 milioni), seguita da Valle d’Aosta (-9,2 milioni), Friuli Venezia Giulia (-14,1 milioni) e Lazio (-14,1 milioni) con cifre “accettabili” è al Sud che la situazione diventa da allarma rosso. Dopo le regioni del centro-Italia Umbria (-24,1 milioni) e Marche (-25,6 milioni) tocca prol’Agenas prio alla Bail segno silicata (52,1 milioerma il ni) aprire la e Sud del classifica a deficit delle mpre le regioni del ro-Nord Meridione. Puglia (avanzi 126,8 miliomagna ni), Sicilia (-139,6 mitesta), lioni), Calautto il bria (-191,8 milioni) e mostra soprattutto tenti Campania, che chiude con il peggior saldo d’Italia, pari a -211,3 milioni sono le regioni con la più alta mobilità passiva. Una fotografia impietosa che evidenza come la mobilità sanitaria sia un fenomeno dalle enormi implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche, che evidenzia profonde disparità nel diritto alla tutela della salute. (Ce.Be.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: La rilevazione dell’Agenas evidenzia ancora il segno meno, ma conferma il divario tra Nord e Sud del Paese. Sono sempre le regioni del Centro-Nord a registrare forti avanzi (con Emilia Romagna e Lombardia in testa), mentre quasi tutto il Mezzogiorno mostra deficit consistenti Intere aree del Paese che continuano a esportare pazienti e milioni di euro, mentre altre consolidano i propri poli d’eccellenza, incluse le strutture private accreditate Image:Mentre i dati 2022 analizzati dalla Fondazione Gimbe parlavano di un saldo negativo di 80,8 milioni di euro, (meno 2,7 milioni rispetto al 2021), l’ultima rilevazione dell’Agenas - riferita al 2023 - parla di un passivo per la Basilicata di 52,1 milioni di euro -tit_org- Mobilità sanitaria, resta il saldo passivo ma con un miglioramento: milioni di euro per la Basilicata -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203265707629.PDF §---§ title§§ Ripensare l' Umanità: tornano i Dialoghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202157701557.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T01:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202157701557.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202157701557.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202157701557.PDF tp:ocr§§ Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Alessandro LANDINI Da oggi, fino al 28 settembre, Trani si prepara a tornare il cuore del pensiero e della riflessione culturale italiana. I Dialoghi di Trani promettono giorni intensi di incontri, confronti e storie che attraversano confini, esperienze e discipline. Promossa dall’associazione culturale “La Maria del porto”, con il sostegno del Comune e della Regione Puglia, la rassegna, giunta alla 24esima edizione, si conferma uno spazio dove idee e voci differenti si intrecciano, si sfidano e si arricchiscono reciprocamente. Il filo conduttore di quest’anno è chiaro e ambizioso: Umanità. Un tema che invita a riflettere, in tempi segnati da guerre, disuguaglianze e crisi globali, sul senso del vivere insieme, sul valore dell’ascolto, del rispetto e della giustizia sociale. “Quale Umanità stiamo costruendo per il nostro futuro?” è la domanda che riecheggerà tra le sale e le piazze tranesi, invitando giornalisti, scienziati e intellettuali di fama internazionale a confrontarsi sulle grandi trasformazioni della nostra epoca: dal progresso tecnologico all’intelligenza artificiale, dalle crisi ambientali alle profonde disuguaglianze sociali, i dialoghi si propongono come un’occasione per interrogarsi sul mondo che stiamo plasmando, e sulle responsabilità di ciascuno di noi. Ad aprire la kermesse sarà la premiazione della decima edizione del concorso “Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, oggi alle 19.30 nella sede Megamark. Diversi gli incontri in programma nelle prossime settimane, dai Dialoghi Off, che esplorano tematiche di grande rilevanza sociale, alle presentazioni di libri che raccontano mondi diversi: “Giubilei” del giornalista Francesco Giorgino, “Il cavaliere artificiale: Italo Calvino e la memoria del futuro” dell’economista Andrea Prencipe e “La fine dell’impero americano. Guida al nuovo disordine mondiale” del giornalista, scrittore e opinionista Alan Friedman, fino all’omaggio musicale al compositore estone Arvo Pärt. Il viaggio de I Dialoghi di Trani entrerà nel vivo dal 25 al 28 settembre tra i palazzi storici e le piazze del porto di Trani. Quattro giorni di incontri e dibattiti con ospiti italiani e internazionali di rilievo come Alice, Irina Turcanu, Dacia Maraini, Alberto Melloni, Gianrico Carofiglio, Shady Alizadeh, Roberta De Monticelli, Paolo Di Paolo, Emiliano Fittipaldi, Romano Prodi, Giovanna Botteri, Michela Marzano, Rosy Bindi, Nino Cartabellotta, Vittorio Lingiardi, Massimo Giannini, Nello Cristianini, Silvio Garattini, Bjorn Larsson, Michela Matteoli, Ibrahima Lo, Chantal Meloni, Fabio Mini, Concita De Gregorio, Francesco Specchia, Donatella Stasio, Alessandro Vanoli, Andrea Crisanti, Massimiliano Virgilio, Alan Friedman, Maurizio Bettini, Giuseppe De Bellis, Pietro del Soldà, Giancristiano Desiderio, Antonio Carnevale, Piero Dorfles, Sigfrido Ranucci, Massimo Capaccioli, Antonio Giordano, Renata Pepicelli, Enrico Pedemonte, Andrea Prencipe, Erica Mou, Giorgio Zanchini. Un’occasione per confrontarsi sulle grandi sfide del nostro tempo – tra progresso tecnologico, crisi ambientali e trasformazioni sociali – immersi nello scenario unico della città, dove storia e cultura si intrecciano con le voci di chi racconta e interpreta il presente. A conferma della crescente proiezione internazionale della rassegna, l’edizione 2025 si concluderà a Bruxelles l’1 e 2 ottobre, con tre appuntamenti nell’Istituto Italiano di Cultura. Dopo Madrid, Parigi, Malta e Algeri, il festival approda dunque nel cuore dell’Europa. Trani tornerà così a fare da cornice a un racconto collettivo, dove la cultura diventa specchio della società e guida per immaginare un futuro più umano e solidale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro LANDINI Heading: La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “ Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Highlight: Quattro giorni di incontri e dibattiti E a ottobre le due giornate a Bruxelles Image:Una passata edizione dei Dialoghi di Trani. In basso, da sinistra: Romano Prodi, Michela Marzano, Alan Friedman -tit_org- Ripensare l' Umanità: tornano i Dialoghi -sec_org- tp:writer§§ Alessandro LANDINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202157701557.PDF §---§ title§§ Ripensare l'Umanità: tornano i Dialoghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202078100889.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BRINDISI" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T01:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202078100889.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202078100889.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BRINDISI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202078100889.PDF tp:ocr§§ Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Alessandro LANDINI Da oggi, fino al 28 settembre, Trani si prepara a tornare il cuore del pensiero e della riflessione culturale italiana. I Dialoghi di Trani promettono giorni intensi di incontri, confronti e storie che attraversano confini, esperienze e discipline. Promossa dall’associazione culturale “La Maria del porto”, con il sostegno del Comune e della Regione Puglia, la rassegna, giunta alla 24esima edizione, si conferma uno spazio dove idee e voci differenti si intrecciano, si sfidano e si arricchiscono reciprocamente. Il filo conduttore di quest’anno è chiaro e ambizioso: Umanità. Un tema che invita a riflettere, in tempi segnati da guerre, disuguaglianze e crisi globali, sul senso del vivere insieme, sul valore dell’ascolto, del rispetto e della giustizia sociale. “Quale Umanità stiamo costruendo per il nostro futuro?” è la domanda che riecheggerà tra le sale e le piazze tranesi, invitando giornalisti, scienziati e intellettuali di fama internazionale a confrontarsi sulle grandi trasformazioni della nostra epoca: dal progresso tecnologico all’intelligenza artificiale, dalle crisi ambientali alle profonde disuguaglianze sociali, i dialoghi si propongono come un’occasione per interrogarsi sul mondo che stiamo plasmando, e sulle responsabilità di ciascuno di noi. Ad aprire la kermesse sarà la premiazione della decima edizione del concorso “Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, oggi alle 19.30 nella sede Megamark. Diversi gli incontri in programma nelle prossime settimane, dai Dialoghi Off, che esplorano tematiche di grande rilevanza sociale, alle presentazioni di libri che raccontano mondi diversi: “Giubilei” del giornalista Francesco Giorgino, “Il cavaliere artificiale: Italo Calvino e la memoria del futuro” dell’economista Andrea Prencipe e “La fine dell’impero americano. Guida al nuovo disordine mondiale” del giornalista, scrittore e opinionista Alan Friedman, fino all’omaggio musicale al compositore estone Arvo Pärt. Il viaggio de I Dialoghi di Trani entrerà nel vivo dal 25 al 28 settembre tra i palazzi storici e le piazze del porto di Trani. Quattro giorni di incontri e dibattiti con ospiti italiani e internazionali di rilievo come Alice, Irina Turcanu, Dacia Maraini, Alberto Melloni, Gianrico Carofiglio, Shady Alizadeh, Roberta De Monticelli, Paolo Di Paolo, Emiliano Fittipaldi, Romano Prodi, Giovanna Botteri, Michela Marzano, Rosy Bindi, Nino Cartabellotta, Vittorio Lingiardi, Massimo Giannini, Nello Cristianini, Silvio Garattini, Bjorn Larsson, Michela Matteoli, Ibrahima Lo, Chantal Meloni, Fabio Mini, Concita De Gregorio, Francesco Specchia, Donatella Stasio, Alessandro Vanoli, Andrea Crisanti, Massimiliano Virgilio, Alan Friedman, Maurizio Bettini, Giuseppe De Bellis, Pietro del Soldà, Giancristiano Desiderio, Antonio Carnevale, Piero Dorfles, Sigfrido Ranucci, Massimo Capaccioli, Antonio Giordano, Renata Pepicelli, Enrico Pedemonte, Andrea Prencipe, Erica Mou, Giorgio Zanchini. Un’occasione per confrontarsi sulle grandi sfide del nostro tempo – tra progresso tecnologico, crisi ambientali e trasformazioni sociali – immersi nello scenario unico della città, dove storia e cultura si intrecciano con le voci di chi racconta e interpreta il presente. A conferma della crescente proiezione internazionale della rassegna, l’edizione 2025 si concluderà a Bruxelles l’1 e 2 ottobre, con tre appuntamenti nell’Istituto Italiano di Cultura. Dopo Madrid, Parigi, Malta e Algeri, il festival approda dunque nel cuore dell’Europa. Trani tornerà così a fare da cornice a un racconto collettivo, dove la cultura diventa specchio della società e guida per immaginare un futuro più umano e solidale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro LANDINI Heading: La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “ Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Highlight: Quattro giorni di incontri e dibattiti E a ottobre le due giornate a Bruxelles Image:Una passata edizione dei Dialoghi di Trani. In basso, da sinistra: Romano Prodi, Michela Marzano, Alan Friedman -tit_org- Ripensare l'Umanità: tornano i Dialoghi -sec_org- tp:writer§§ Alessandro LANDINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202078100889.PDF §---§ title§§ Ripensare l'Umanità: tornano i Dialoghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202163001574.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T01:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202163001574.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202163001574.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA LECCE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202163001574.PDF tp:ocr§§ Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi Alessandro LANDINI Da oggi, fino al 28 settembre, Trani si prepara a tornare il cuore del pensiero e della riflessione culturale italiana. I Dialoghi di Trani promettono giorni intensi di incontri, confronti e storie che attraversano confini, esperienze e discipline. Promossa dall’associazione culturale “La Maria del porto”, con il sostegno del Comune e della Regione Puglia, la rassegna, giunta alla 24esima edizione, si conferma uno spazio dove idee e voci differenti si intrecciano, si sfidano e si arricchiscono reciprocamente. Il filo conduttore di quest’anno è chiaro e ambizioso: Umanità. Un tema che invita a riflettere, in tempi segnati da guerre, disuguaglianze e crisi globali, sul senso del vivere insieme, sul valore dell’ascolto, del rispetto e della giustizia sociale. “Quale Umanità stiamo costruendo per il nostro futuro?” è la domanda che riecheggerà tra le sale e le piazze tranesi, invitando giornalisti, scienziati e intellettuali di fama internazionale a confrontarsi sulle grandi trasformazioni della nostra epoca: dal progresso tecnologico all’intelligenza artificiale, dalle crisi ambientali alle profonde disuguaglianze sociali, i dialoghi si propongono come un’occasione per interrogarsi sul mondo che stiamo plasmando, e sulle responsabilità di ciascuno di noi. Ad aprire la kermesse sarà la premiazione della decima edizione del concorso “Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, oggi alle 19.30 nella sede Megamark. Diversi gli incontri in programma nelle prossime settimane, dai Dialoghi Off, che esplorano tematiche di grande rilevanza sociale, alle presentazioni di libri che raccontano mondi diversi: “Giubilei” del giornalista Francesco Giorgino, “Il cavaliere artificiale: Italo Calvino e la memoria del futuro” dell’economista Andrea Prencipe e “La fine dell’impero americano. Guida al nuovo disordine mondiale” del giornalista, scrittore e opinionista Alan Friedman, fino all’omaggio musicale al compositore estone Arvo Pärt. Il viaggio de I Dialoghi di Trani entrerà nel vivo dal 25 al 28 settembre tra i palazzi storici e le piazze del porto di Trani. Quattro giorni di incontri e dibattiti con ospiti italiani e internazionali di rilievo come Alice, Irina Turcanu, Dacia Maraini, Alberto Melloni, Gianrico Carofiglio, Shady Alizadeh, Roberta De Monticelli, Paolo Di Paolo, Emiliano Fittipaldi, Romano Prodi, Giovanna Botteri, Michela Marzano, Rosy Bindi, Nino Cartabellotta, Vittorio Lingiardi, Massimo Giannini, Nello Cristianini, Silvio Garattini, Bjorn Larsson, Michela Matteoli, Ibrahima Lo, Chantal Meloni, Fabio Mini, Concita De Gregorio, Francesco Specchia, Donatella Stasio, Alessandro Vanoli, Andrea Crisanti, Massimiliano Virgilio, Alan Friedman, Maurizio Bettini, Giuseppe De Bellis, Pietro del Soldà, Giancristiano Desiderio, Antonio Carnevale, Piero Dorfles, Sigfrido Ranucci, Massimo Capaccioli, Antonio Giordano, Renata Pepicelli, Enrico Pedemonte, Andrea Prencipe, Erica Mou, Giorgio Zanchini. Un’occasione per confrontarsi sulle grandi sfide del nostro tempo – tra progresso tecnologico, crisi ambientali e trasformazioni sociali – immersi nello scenario unico della città, dove storia e cultura si intrecciano con le voci di chi racconta e interpreta il presente. A conferma della crescente proiezione internazionale della rassegna, l’edizione 2025 si concluderà a Bruxelles l’1 e 2 ottobre, con tre appuntamenti nell’Istituto Italiano di Cultura. Dopo Madrid, Parigi, Malta e Algeri, il festival approda dunque nel cuore dell’Europa. Trani tornerà così a fare da cornice a un racconto collettivo, dove la cultura diventa specchio della società e guida per immaginare un futuro più umano e solidale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro LANDINI Heading: Highlight: Quattro giorni di incontri e dibattiti E a ottobre le due giornate a Bruxelles Image:Una passata edizione dei Dialoghi di Trani. In basso, da sinistra: Romano Prodi, Michela Marzano, Alan Friedman -tit_org- Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi -sec_org- tp:writer§§ Alessandro LANDINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202163001574.PDF §---§ title§§ Ripensare l'Umanità: tornano i Dialoghi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202098300943.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA TARANTO" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T01:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202098300943.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202098300943.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA TARANTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202098300943.PDF tp:ocr§§ Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Alessandro LANDINI Da oggi, fino al 28 settembre, Trani si prepara a tornare il cuore del pensiero e della riflessione culturale italiana. I Dialoghi di Trani promettono giorni intensi di incontri, confronti e storie che attraversano confini, esperienze e discipline. Promossa dall’associazione culturale “La Maria del porto”, con il sostegno del Comune e della Regione Puglia, la rassegna, giunta alla 24esima edizione, si conferma uno spazio dove idee e voci differenti si intrecciano, si sfidano e si arricchiscono reciprocamente. Il filo conduttore di quest’anno è chiaro e ambizioso: Umanità. Un tema che invita a riflettere, in tempi segnati da guerre, disuguaglianze e crisi globali, sul senso del vivere insieme, sul valore dell’ascolto, del rispetto e della giustizia sociale. “Quale Umanità stiamo costruendo per il nostro futuro?” è la domanda che riecheggerà tra le sale e le piazze tranesi, invitando giornalisti, scienziati e intellettuali di fama internazionale a confrontarsi sulle grandi trasformazioni della nostra epoca: dal progresso tecnologico all’intelligenza artificiale, dalle crisi ambientali alle profonde disuguaglianze sociali, i dialoghi si propongono come un’occasione per interrogarsi sul mondo che stiamo plasmando, e sulle responsabilità di ciascuno di noi. Ad aprire la kermesse sarà la premiazione della decima edizione del concorso “Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, oggi alle 19.30 nella sede Megamark. Diversi gli incontri in programma nelle prossime settimane, dai Dialoghi Off, che esplorano tematiche di grande rilevanza sociale, alle presentazioni di libri che raccontano mondi diversi: “Giubilei” del giornalista Francesco Giorgino, “Il cavaliere artificiale: Italo Calvino e la memoria del futuro” dell’economista Andrea Prencipe e “La fine dell’impero americano. Guida al nuovo disordine mondiale” del giornalista, scrittore e opinionista Alan Friedman, fino all’omaggio musicale al compositore estone Arvo Pärt. Il viaggio de I Dialoghi di Trani entrerà nel vivo dal 25 al 28 settembre tra i palazzi storici e le piazze del porto di Trani. Quattro giorni di incontri e dibattiti con ospiti italiani e internazionali di rilievo come Alice, Irina Turcanu, Dacia Maraini, Alberto Melloni, Gianrico Carofiglio, Shady Alizadeh, Roberta De Monticelli, Paolo Di Paolo, Emiliano Fittipaldi, Romano Prodi, Giovanna Botteri, Michela Marzano, Rosy Bindi, Nino Cartabellotta, Vittorio Lingiardi, Massimo Giannini, Nello Cristianini, Silvio Garattini, Bjorn Larsson, Michela Matteoli, Ibrahima Lo, Chantal Meloni, Fabio Mini, Concita De Gregorio, Francesco Specchia, Donatella Stasio, Alessandro Vanoli, Andrea Crisanti, Massimiliano Virgilio, Alan Friedman, Maurizio Bettini, Giuseppe De Bellis, Pietro del Soldà, Giancristiano Desiderio, Antonio Carnevale, Piero Dorfles, Sigfrido Ranucci, Massimo Capaccioli, Antonio Giordano, Renata Pepicelli, Enrico Pedemonte, Andrea Prencipe, Erica Mou, Giorgio Zanchini. Un’occasione per confrontarsi sulle grandi sfide del nostro tempo – tra progresso tecnologico, crisi ambientali e trasformazioni sociali – immersi nello scenario unico della città, dove storia e cultura si intrecciano con le voci di chi racconta e interpreta il presente. A conferma della crescente proiezione internazionale della rassegna, l’edizione 2025 si concluderà a Bruxelles l’1 e 2 ottobre, con tre appuntamenti nell’Istituto Italiano di Cultura. Dopo Madrid, Parigi, Malta e Algeri, il festival approda dunque nel cuore dell’Europa. Trani tornerà così a fare da cornice a un racconto collettivo, dove la cultura diventa specchio della società e guida per immaginare un futuro più umano e solidale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro LANDINI Heading: La 24esima edizione della rassegna si apre oggi con la premiazione del concorso “ Fondazione Megamark” tra libri, musica e grandi ospiti internazionali. Dal 25 al 28 abiterà nuovamente i luoghi simbolo di Trani Highlight: Quattro giorni di incontri e dibattiti E a ottobre le due giornate a Bruxelles Image:Una passata edizione dei Dialoghi di Trani. In basso, da sinistra: Romano Prodi, Michela Marzano, Alan Friedman -tit_org- Ripensare l’Umanità: tornano i Dialoghi -sec_org- tp:writer§§ Alessandro LANDINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091202098300943.PDF §---§ title§§ Polese plaude al dialogo Psi-FdI appena inaugurato Ci sono impegni che trascendono le posizioni politiche link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201810305359.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T03:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201810305359.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201810305359.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201810305359.PDF tp:ocr§§ Polese plaude al dialogo Psi-FdI appena inaugurato «Ci sono impegni che trascendono le posizioni politiche» «L’APPELLO lanciato dal segretario regionale del Psi, Livio Valvano, non può che trovare pieno accoglimento da parte nostra». Così il capogruppo di Orgoglio lucano - Italia Viva, Mario Polese, esprime il suo sostegno alla battaglia per un riparto del Fondo sanitario nazionale più equo per la Basilicata. Rilanciando l’iniziativa dei socialisti dopo l’incontro di mercoledì dell’assessore alla Salute Cosimo Latronico (FdI) col segretario Valvano e il consigliere regionale Psi Antonio Bochicchio. «Ci sono impegni che trascendono le posizioni politiche e che diventano un dovere per tutelare i diritti dei cittadini. Del resto come il presidente Bardi ha ricordato, “nessuno ha la bacchetta magica”’ ma è innegabile la traccia di lavoro già iniziata che punta con notevoli risorse a rafforzare la sanità territoriale, accorciare le attese, investire nelle persone e nella prevenzione». Così ancora Polese citando le parole affidate ieri dal governatore Vito Bardi al Quotidiano. Dopo le polemiche per i giudizi impietosi del Gimbe sulla sanità lucana. Tornando all’appello del Psi, quindi, Polese ha sottolineato che «l'iniquità che la nostra Regione subisce da anni nella distribuzione del Fsn è un fatto storico e oggettivo. Porre questa questione al centro dell’agenda politica, lavorando per far valere i principi di giustizia e di equità, è un impegno che tutti dobbiamo assumerci». Dal consigliere renziano, in conclusione, massima apertura al dialogo col Psi per «costruire un fronte comune che lavori in sinergia per il bene della comunità lucana». «Il deficit di cui si parla troppo spesso è una diretta conseguenza di un sotto-finanziamento cronico che non può essere addossato alle singole amministrazioni che pure si sono succedute in questi anni». Ha ttolineato. «E’ il momento di unire le forze e di concentrare ogni energia politica per ottenere dal nazionale ciò che spetta alla Basilicata». «Siamo convinti che la Sanità sia il principale fattore di sviluppo e di innovazione della nostra regione». Ha concludo Polese. «Su questo non possiamo che essere uniti. La nostra linea da sempre non insegue la sterile polemica, ma la collaborazione fattiva per i risultati». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Mario Polese -tit_org- Polese plaude al dialogo Psi-FdI appena inaugurato Ci sono impegni che trascendono le posizioni politiche -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201810305359.PDF §---§ title§§ «Bacchetta magica? Nessuno ce l'ha, però manco anelli al naso» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201809005362.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T03:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201809005362.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201809005362.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201809005362.PDF tp:ocr§§ «Bacchetta magica? Nessuno ce l’ha, però manco anelli al naso» POLITICA Lacorazza (Pd) dopo le ammissioni di Bardi sui problemi della sanità «CERTO nessuno ha la bacchetta magica ma neanche l’anello al naso». Così il capogruppo del Partito democratico Piero Lacorazza ha commentato, ieri, le dichiarazioni e le ammissioni - al Quotidiano del governatore Vito Bardi sui problemi della sanità lucana. Dopo la severa bocciatura ricevuta da parte del Gimbe. Lacorazza, ha preso spunto dalle parole di un altro consigliere regionale, il renziano Mario Polese, che rilanciando le parole di Bardi ha aperto al dialogo appena inaugurato tra la maggioranza di centrodestra, di cui fa parte, e un pezzo della minoranza consiliare. Nella persona del consigliere regionale Psi, Antonio Bochicchio. «L’incontro tra l’assessore regionale Cosimo Latronico con il segretario regionale del Psi e il collega Antonio Bochicchio apre un ulteriore spazio di confronto sui criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, mentre il futuro dell’Italia e le scelte del Governo Meloni sembrano essere strette tra l’alto debito pubblico e gli impegni Nato». Ha dichiarato Lacorazza. «Ai compagni socialisti – prosegue il capogruppo Pd - diamo atto di questo ragionamento e lo seguiremo con attenzione e disponibilità». Poi l’affondo sulle contraddizioni dei renziani lucani, abbracciati al centrodestra mentre il suo leader, Matteo Renzi, dichiara un giorno sì e l’altro pure fedeltà al campo largo Pd-M5s-Avs. «Leggo che il collega Mario Polese prova a inserirsi nel dibattito sottolineando due aspetti, che più che di sanità potremmo declinare come risposte alle fibrillazioni in corso nella maggioranza a sostegno di Bardi». Ha aggiunto Lacorazza. «Polese coglie l’occasione per difendere Latronico dagli attacchi di Azione e dalle criticità espresse dal suo collega di partito Luca Braia. E aggiungo che il deficit in sanità, pagato con i soldi delle compensazioni petrolifere sottratte alle imprese e al lavoro, non è questione che attiene solo al riparto, è un problema generato anche dal governo della Regione; e Bardi la guida da sei anni». «La seconda cosa che mi sorprende da parte del collega Polese – evidenzia ancora l’esponente del Pd - è l’assenza di un accenno al suo leader Matteo Renzi che inchioda la premier Meloni, definendola influencer, sulle responsabilità di governo relative anche alla Sanità. Certo nessuno ha la bacchetta magica ma neanche l’anello al naso; il collega Polese ha colto l’occasione dell’incontro tra l’assessore Latronico e i socialisti per sostituirsi a Fratelli d’Italia e rispondere ad Azione, magari aprendosi qualche L’affondo sui renziani «Cercano ulteriori benemerenze da parte del presidente» ulteriore spiraglio di benemerenza da parte del presidente Bardi». «Nel sottolineare questi aspetti politici, per evitare che sfuggissero al dibattito in corso, rilanciamo nel merito una nostra proposta di legge, che (...) chiede innanzitutto Piero Lacora che il Fondo Sanitario cresca in rapporto al Pil, anche con l’obiettivo di abbattere le liste d’attesa, e che vengano considerati i territori che sono più ‘interni’ laddove il rapporto tra geografia e demografia è appunto più complesso». Conclude Lacorazza. «Senza giri di parole portiamo al prossimo Consiglio regionale la legge ed approviamola all’unanimità». l.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: POLITICA Lacorazza (Pd) dopo le ammissioni di Bardi sui problemi della sanità Highlight: L’affondo sui renziani «Cercano ulteriori benemerenze da parte del presidente» Image:Piero Lacorazza Vito Bardi -tit_org- «Bacchetta magica? Nessuno ce l’ha, però manco anelli al naso» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091201809005362.PDF §---§ title§§ Fine vita, rivisti i comitati e no al Servizio sanitario = Fine vita, i relatori escludono il Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078306759.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 12 Sep 2025

Gli emendamenti al testo base vietano l'impiego di personale, strumenti e farmaci pubblici: «La morte non è mai un diritto» Un centro nazionale coordinerà i Comitati etici territoriali. Zanettin (FI) parla di «aperture», per il Pd mediazione più lontana

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078306759.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078306759.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078306759.PDF tp:ocr§§ LE NOVITÀ Emendamenti dai relatori, entra il carattere “incoercibile” del dolore Fine vita, rivisti i comitati e no al Servizio sanitario Fine vita, i relatori escludono il Ssn Gli emendamenti al testo base vietano l’impiego di personale, strumenti e farmaci pubblici: «La morte non è mai un diritto» Un centro nazionale coordinerà i Comitati etici territoriali. Zanettin (FI) parla di «aperture», per il Pd mediazione più lontana Esclusione del Sistema sanitario nazionale, il ritorno ai Comitati etici regionali affiancati da un Centro di coordinamento nazionale di valutazione delle richieste e l’aggiunta dell’aggettivo «incoercibili» per definire le sofferenze del paziente che fa richiesta al trattamento di fine vita. Queste le novità dei sette emendamenti presentati dai relatori del ddl Zanettin (FI) e Zullo (Fdi) che li considerano un’apertura alle opposizioni. Bazoli (Pd): mediazione più lontana. Guerrieri a pagina 9 Roma L a novità sostanziale sta nell’aver abbandonato l’idea di un Comitato nazionale di valutazione di nomina governativa e di aver sostituito questo organismo con il ritorno ai Comitati regionali a cui si aggiunge un Centro di coordinamento nazionale formato da figure sanitarie e giuristi a cui spetterà, di fatto, la decisione sull’accoglimento o meno della richiesta di accesso al trattamento di fine vita. Un’apertura, questa, secondo i relatori del disegno di legge sul fine vita Pierantonio Zanettin di Forza Italia e Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia, alle richieste delle opposizioni che dall’inizio avevano contestato il progetto del Comitato nazionale di valutazione considerato espressione “politica” su un tema che non è né di destra né di sinistra. Sono sette i nuovi emendamenti dei relatori al ddl depositato in Senato a inizio luglio, presentati nel corso della prima riunione delle commissioni Giustizia e Affari sociali dopo la pausa estiva. Fra le novità c’è anche l’esclusione del Sistema sanitario nazionale, prevedendo che «il personale in servizio, le strumentazioni e i farmaci di cui dispone a qualsiasi titolo il servizio sanitario nazionale, non possono essere impiegati per agevolare l’esecuzione del proposito suicidario». Il ruolo del Ssn, nel corso del tortuoso tragitto che ha portato l’8 luglio alla presentazione di un testo base, sintesi dei cinque disegni di legge depositati in tema di fine vita, è stato al centro di un braccio di ferro maggioranza-opposizione proprio per il timore, sollevato in particolar modo da Pd e Avs, di una sorta di “privatizzazione” della morte e difformità sul territorio nazionale. Inoltre, tra i criteri inseriti per non essere puniti per aver eseguito il trattamento di fine vita (elencati dalle sentenze della Corte costituzionale) viene introdotto l’aggettivo «incoercibili» alle «sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili» causate da una «patologie irreversibile», che costringono la persona «inserita nel percorso di cure palliative, tenuta in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali» a farne richiesta «in modo libero, autonomo e consapevole». Altra novità sono i tempi per ottenere il parere da parte del nuovo Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici, che si allungano di un mese, 150 giorni rispetto ai 120 indicati nelle precedente proposta della maggioranza. Questo perché l’introduzione del Centro di coordinamento al posto del Comitato nazionale di valutazione comporta, di fatto, un doppio vaglio, a livello territoriale e nazionale allungando un po' i tempi per una decisione. Il comitato etico territoriale, infatti, da un parere non vincolante entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato, il Centro di coordinamento nazionale avrà altri 60 giorni per il suo parere (obbligatorio) e ulteriori 30 giorni per «motivate e comprovate esigenze». Non meno importante la sottolineatura che i relatori hanno voluto aggiungere in fondo al comma 1 dell’articolo 1 del provvedimento, ribadendo il no all’eutanasia. «In nessun caso la legge riconosce alla persona il diritto a ottenere aiuto a morire», si legge infatti in uno degli e mendamenti presentati. Adesso ci sarà tempo fino al 23 settembre per presentare i sub emendamenti alle sette proposte di modifica del ddl. Ma nel frattempo tra maggioranza e opposizione sembra allargarsi il divario. Mentre il relatore forzista Zanettin si augura che «l’opposizione apprezzi le aperture arrivate dal centrodestra che ha deciso di modificare il testo» sul fine vita «venendo incontro ad alcune richieste come quella di fare un passo indietro sul comitato nazionale di valutazione», i diretti interessati non la vedono proprio così. «Anziché avvicinare punti di mediazione, i nuovi emendamenti proposti dai relatori sul fine vita li allontanano», replica così il senatore Pd Alfredo Bazoli per cui i nodi infatti rimangono, «se possibile aggravati». Anche perché «si stringono ulteriormente i requisiti rispetto alle indicazioni della Corte». L’inserimento dei comitati territoriali tuttavia - continua poi Bazoli - ha avuto come prezzo da pagare il «duplicare le valutazioni sulla sussistenza dei requisiti». Anche aver escluso il Sss è «in contrasto palese e frontale con l’ultima sentenza della Corte. Direi che le speranze di un percorso condiviso per arrivare a una buona legge sono al momento decisamente ridotte». L’esclusione del Ssn viene definita «incostituzionale» dalla senatrice dell’Alleanza verdi e sinistra Ilaria Cucchi, per cui solo il Ssn «è in grado di garantire l'universalità, l'equità e l'uguaglianza delle prestazioni su tutto il territorio. Impedire ai malati l'utilizzo è incostituzionale e rischia di privatizzare le pratiche del fine vita». Gli emendamenti, tuonano da Azione il senatore Marco Lombardo e la presidente Elena Bonetti, «smentiscono le promesse» sulle due aperture previste, il Ssn e l’attribuzione delle valutazioni ai Comitati etici territoriali, non adeguando i requisiti alle modalità di accesso ai principi indicati dalla Consulta». Dunque le distanze restano. Sul disegno di legge sul fine vita «il centrodestra il suo percorso di buona volontà lo ha fatto e qui si ferma- dice infatti Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari Sociali e Sanità di Palazzo Madama (FdI) - Se la sinistra intende ancora tirare su “bandiera rossa” lo faccia nei comizi e nelle piazze, ma non qui e non su questo tema». ---End text--- Author: ALESSIA GUERRIERI Heading: Highlight: Il parere sulle richieste dovrà arrivare entro 150 giorni. Ora c’è tempo fino al 23 settembre per i subemendamenti. Cucchi (Avs): «Una legge così sarebbe incostituzionale» IL TEMA Sette le proposte di modifica firmate dal senatore forzista e dal collega di FdI Zullo. Alle condizioni elencate dalla Consulta per la non punibilità dell’aiuto al suicidio viene aggiunto il carattere «incoercibile» delle sofferenze Image: -tit_org- Fine vita, rivisti i comitati e no al Servizio sanitario Fine vita, i relatori escludono il Ssn -sec_org- tp:writer§§ Alessia Guerrieri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078306759.PDF §---§ title§§ Ddl sul fine vita, la maggioranza: sanità pubblica da escludere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077706757.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "CORRIERE DELLA SERA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077706757.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077706757.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077706757.PDF tp:ocr§§ Ddl sul fine vita, la maggioranza: sanità pubblica da escludere Lo scontro «I n nessun caso la legge riconosce alla persona il diritto a ottenere aiuto a morire» e la sanità pubblica non può essere utilizzata «per agevolare l’esecuzione del proposito suicidario». Gli emendamenti presentati in Senato al ddl sul Fine vita dai relatori di maggioranza Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI), scatenano nuove polemiche sulla legge. Dura la replica dell’opposizione: «L’esclusione della sanità pubblica è incostituzionale». Il dialogo per arrivare a un testo il più possibile condiviso subisce quindi una nuova e forse definitiva battuta d’arresto. «Anziché avvicinare punti di mediazione, i nuovi emendamenti li allontanano. I nodi infatti rimangono, se possibile aggravati», accusa il senatore dem Alfredo Bazoli, che aggiunge: «Le speranze di un percorso condiviso sono al momento decisamente ridotte». Da Avs rincara la dose Ilaria Cucchi: «La destra non vuole in nessun modo che l’Italia si doti di una legge sul fine vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Lo scontro Highlight: Image: -tit_org- Ddl sul fine vita, la maggioranza: sanità pubblica da escludere -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077706757.PDF §---§ title§§ Intervista a Rosy Bindi - Una sanità da difendere insieme link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077206768.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "ESPRESSO" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077206768.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077206768.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077206768.PDF tp:ocr§§ Una sanità da difendere insieme colloquio con ROSY BINDI di SUSANNA TURCO a sanità pubblica come battaglia politica, simbolo della nostra democrazia, pietra angolare di una visione di società opposta a quella individualistica della destra, anche per provare a vincere le elezioni. Rosy Bindi, ministra della Sanità dei governi Prodi I e D’Alema, della Famiglia (Prodi II) e presidente della commissione Antimafia, ha scritto “Una sanità uguale per tutti” (Solferino) per raccontare come era, è, e rischia di finire il sistema sanitario costruito dalla legge Anselmi del 1978. Perché pensa che vada rilanciato, non cambiato. E che possa essere una chiave di volta nel programma dell’alleanza progressista. Bindi, vuol tornare a guidare la sanità? «Neanche dipinta. Ho dato. E non si torna mai sul luogo del delitto: si rischia di far pensare che si è colpevoli di qualcosa». cializzazioni universit Schlein definisce la sanità una come la medicina d’ur «priorità assoluta». Condivide? mo col fenomeno dei «Lo dico da anni, e la grande at- gari non si trovano g tenzione che sta dando il Pd va chiedersi perché». riconosciuta, è abbastanza una Nel libro le risposte s novità. Se siamo arrivati a que- snaturare il Ssn, i lim sto punto, alla crisi di sistema, li politici. La controri è prevalentemente responsabi- Titolo V. L’inizio del lità della destra che nel tempo si di oggi: la spesa san ha fatto scelte che hanno pesato Pil, nel 2024 è scesa s molto: penso al definanziamen- «Il vero rischio, adesso to, ma anche al blocco delle as- li a ciò che sta avvene sunzioni deciso nel 2005. Ma è 1978, quando la polit responsabilità anche di una cer- provare la riforma pe ta disattenzione da parte del centrosinistra. chiedeva, era una del Una sottovalutazione dei rischi, dell’impor- quegli anni. Oggi dov tanza di questa dimensione per le persone, a non lo facciamo: sta volte scelte poco coerenti rispetto ai procla- smo del “me la cavo da mi. Penso al favore fiscale verso i fondi as- prirà che da soli non c sicurativi, ai mancati interventi sulle spe- Secondo l’Istat nel 2 L lio alle spinta rivato, tà con ni. L’ex acca la overno e dice: si può, si deve cializzazioni universitarie, specie in settori come la medicina d’urgenza. Oggi li paghiamo col fenomeno dei gettonisti, perché magari non si trovano gli anestesisti. E tutti a chiedersi perché». Nel libro le risposte si trovano: i tentativi di snaturare il Ssn, i limiti strutturali e quelli politici. La controriforma De Lorenzo e il Titolo V. L’inizio delle crepe, fino alla crisi di oggi: la spesa sanitaria, in rapporto al Pil, nel 2024 è scesa sotto i livelli del 2007. «Il vero rischio, adesso, è che non ci si ribelli a ciò che sta avvenendo. Al contrario del 1978, quando la politica fu costretta ad approvare la riforma perché la società la richiedeva, era una delle grandi battaglie di quegli anni. Oggi dovremmo ribellarci, ma non lo facciamo: sta scattando il meccanismo del “me la cavo da solo”. Alla fine si scoprirà che da soli non ce la si cava». Secondo l’Istat nel 2023 il Ssn, finanziato con le nostre tasse, copre tre quarti della EX MINIST spesa sanitaria. Il restante quarto esce di- Rosy Bind rettamente dalle nostre tasche. Gli italiani sta “Terra! non se ne accorgono? zata da Al «Certo che se ne accorgono, si lamentano di e Sinistr ma – ed è la grande avarizia di questa sta- Monk a Ro gione, direbbe don Milani – anziché provve- il reparto d dere e battersi tutti insieme, ciascuno cerca dale la sua soluzione. Pagando, chi può. O con le mutue. O con i pacchetti di welfare aziendale. Insomma si rompe il vincolo solidaristico: ci sono sei milioni di italiani che non si curano. Ancora, come ha fatto questo governo, si va verso quel disegno che c’era nell’autonomia differenziata: non ce la facciamo ad assicurare una buona sanità con livelli uniformi in tutto il Paese, allora quelle regioni che possono se la assicurano e abbandonano le altre. È lo spirito del tempo: Meloni sa interpretarlo molto bene». Lei dice che questo governo vuol fare delle mutue private «la seconda gamba» de lla sanità. Cita il presidente della Commissione affari sociali della Camera Zaffini: «L’obiettivo è raddoppiare gli iscritti a fondi privati, da 14 a 30 milioni». È in continuità con Berlusconi? «La sanità fa parte della continuità coi governi berlusconiani, insieme alla riforma della giustizia, della Costituzione, alla concezione delle tasse, al ponte sullo Stretto. In una cosa non c'è continuità: nell’atteggiamento verso i no vax. Basta riascoltare il discorso di insediamento di Meloni, quando assicura che non ci sarà costrizione verso alcuno. Ma lo si vedeva già nel caso Di Bella, nel 1997. Mentre Forza Italia, e le tv Fininvest, non credettero a questa illusione, An la capitanò. E oggi il presidente della Lombardia Fontana ha istituito una Commissione per cambiare la legge 833, dice che è arrivato il tempo. Mentre io penso che siamo a una crisi, ma non va cambiato il sistema, va rilanciato. C’è ancora la possibilità di farlo». Lei cita i dati di Greenpeace Italia sul balzo degli utili delle imprese italiane di armi, per dimostrare che se si vuole i soldi si trovano. A lla feorganizanza Verpresso il a. Sopra, un ospe«È una battaglia importante che la sinistra deve fare: non è una scelta tecnica, è una scelta di visione. Dietro c’è un modello di democrazia. Far leva su questo punto è fondamentale. Tra l’altro interrompe una sorta di subalternità del neoliberismo di sinistra rispetto al liberismo della destra. C’è stata su tanti fronti: la mancata battaglia per i finanziamenti, il nuovo Titolo V». Quella riforma che lei ribattezza “federalismo dell’abbandono”. «In quel momento c’era l’exploit leghista, dovevamo mostrare un volto federalista. Il risultato quale fu? Vinse il centrodestra. Io la votai a malincuore, non si fanno le riforme costituzionali a colpi di maggioranza. E sono anche pentita: passò per un solo voto. Ma la mia critica è su come abbiamo applicato la riforma, consentendo alle Regioni di prendersi una autonomia che non avevano. Con conseguenze gravi. Ad esempio, se tu permetti alla Lombardia di azzerare tutte le cure primarie, la medicina del territorio, poi ti ritrovi i tassi di mortalità che ci sono stati durante il Covid. L’autorevolezza di un ministro e di un governo doveva essere quella di impedirlo». Se non vuol tornare ministra, perché l’appassiona la sanità? «Ci soffro a vedere un Paese che rinuncia a una delle cose più preziose che avevamo costruito. Non conta quanti soldi hai, dove abiti, che lavoro fai, chi sono i tuoi amici: conti tu come persona. E a questo si provvede tutti insieme. Vuol dire anche il ri“A sin priori e il pro Chi ce federa perch Schlei Chigi. essere e smet lanciare le politiche pubbliche, in direzione opposta al processo di privatizzazione che è in atto». Vede che qualcuno ce l’ha? «Penso che il nucleo centrale dell’alleanza di centrosinistra, che in questi anni in maniera unitaria ha fatto opposizione al governo, non strizzando l’occhio a premierato o separazione delle carriere, debba fare l’asse portante. E resto dell’idea che ci voglia una gamba moderata». Moderati vuol dire partito dei cattolici? «No, oggi un partito dei cattolici non avrebbe più senso. E tanti cattolici sono più radicali di tanti non cattolici». C’è chi ritiene che questo ruolo più moderato debba svolgerlo il Pd. «La collocazione a sinistra del Pd è corretta, è la sua vocazione: un partito con cultura di governo, che riesce a tenere unite le anime della sinistra. Cultura di governo non significa declinare politiche di destra, come crede qualcuno. Poi, certo, occorre una forza che sia in grado di interpretare l’elettorato più moderato. Ho sempre detto che Ruffini dovrebbe svolgere questo ruolo, anche se ho visto che ora si sta occupando di lanciare le primarie di coalizione per il premierato». Per molti è questo il problema: l’assenza di un federatore. «Per me non è il principale: viene prima il progetto, l’alleanza. Quanto alla ricerca del federatore, sgombriamo il terreno: il punto vero riguarda il riconoscimento degli attuali leader come possibili presidenti del Consiglio». Traduc o: lo cercano quelli che non vedono Schlein a Palazzo Chigi? «Fondamentalmente accade così. Ma bisognerebbe essere, intanto, più diretti e più rispettosi: la smettessero di dire che manca il federatore. Secondo: quando ci sarà un progetto politico chiaro, si troverà l’accordo sul candidato presidente. Ci sono mille criteri: il partito più grande, le primarie, una figura esterna scelta da tutti. Adesso la priorità è un’altra». ---End text--- Author: SUSANNA TURCO Heading: Highlight: Il taglio alle risorse, la spinta verso il privato, la continuità con Berlusconi. L’ex ministra attacca la linea del governo Meloni e dice: rilanciare si può, ribellarsi si deve “A sinistra la priorità è l’alleanza e il programma. Chi cerca ora un federatore, lo fa perché non vede Schlein a Palazzo Chigi. Bisognerebbe essere più rispettosi, e smetterla” Image:EX MINISTRA Rosy Bindi alla festa “Terra!” organizzata da Alleanza Verdi e Sinistra presso il Monk a Roma. Sopra, il reparto di un ospedale IL LIBRO “Una sanità uguale per tutti” (Solferino) di Rosy Bindi. Sopra, Nicola Fratoianni, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli alla festa di Avs -tit_org- Intervista a Rosy Bindi - Una sanità da difendere insieme -sec_org- tp:writer§§ SUSANNA TURCO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077206768.PDF §---§ title§§ Un successo italiano nella sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078206758.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078206758.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078206758.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078206758.PDF tp:ocr§§ Un successo italiano nella sanità I n un panorama globale segnato dalla minaccia crescente dell’antibiotico-resistenza, uno studio pubblicato su The Lancet e Clinical Medicine rappresenta un punto di svolta nella valutazione degli sforzi economici dei paesi ad alto reddito nel sostenere l’innovazione antimicrobica. L’analisi, centrata sui contributi economici dei paesi del G7 e dell’Unione Europea attraverso strumenti “pull” – meccanismi pensati per incentivare il mercato anziché la ricerca diretta – fotografa un sistema ancora inadeguato, con poche eccezioni. Sorprendentemente, tra queste spicca proprio l’Italia. Un paese che, pur non avendo adottato espliciti modelli di incentivo così detto “delinked”, ha raggiunto i target di ricavi fissati per due antibiotici di nuova generazione – ceftazidime-avibactam e cefiderocol – superando di gran lunga le soglie considerate “eque” in rapporto al proprio pil. Il merito sembra risiedere in due fattori: da un lato, un’epidemiologia più gravosa in termini di resistenze; dall’altro, politiche di rimborso innovative, come l’istituzione del fondo per antibiotici “orfani”. In netta contrapposizione, paesi con maggiore capacità economica – Francia, Germania, Giappone e Canada – non hanno ancora raggiunto gli obiettivi, nonostante abbiano avviato riforme. Il caso britannico, invece, dimostra l’efficacia del modello di “abbonamento” pubblico: un pagamento fisso alle aziende, indipendente dalle vendite, che favorisce la stewardship e garantisce stabilità. Ma anche Londra, finora, non ha centrato i target cumulativi. Il messaggio dello studio è chiaro: l’innovazione antibiotica non può poggiare solo su iniziative isolate o su fortunate coincidenze epidemiologiche. Occorre un meccanismo strutturato, globale, in cui tutti i paesi economicamente forti contribuiscano secondo le loro possibilità. L’Italia ha dimostrato che un risultato è possibile anche senza un framework formale, ma per garantire sostenibilità e accesso equo servono sistemi condivisi, coordinati e lungimiranti. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Un successo italiano nella sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078206758.PDF §---§ title§§ Telemedicina, privacval sicuro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078006760.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "ITALIA OGGI" del 12 Sep 2025

L'accessoaiservizi della piattaforma avverà con Spid o Cie

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078006760.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078006760.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078006760.PDF tp:ocr§§ È quanto prevede il decreto del ministro della salute che disciplina i profili di riservatezza Telemedicina, privacy al sicuro L’accesso ai servizi della piattaforma avverà con Spid o Cie DI ANTONIO CICCIA MESSINA elemedicina nel rispetto della privacy dell’assistito, che accederà ai servizi con identità digitale (SPID o CIE). È quanto prevede il decreto del ministro della salute, in corso di pubblicazione, che disciplina i profili “privacy” della piattaforma nazionale di telemedicina (PNT), tramite la quale saranno disponibili cinque categorie di prestazioni: televisita, teleconsulto, teleconsulenza, teleassistenza e telemonitoraggio. Il provvedimento disciplina le ricadute quanto a protezione dei dati personali dell’attività dei soggetti che fanno parte dell’architettura del sistema italiano di telemedicina, inquadrata nella citata piattaforma nazionale. La PNT, istituita presso Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) è articolata nella INT (infrastruttura nazionale di telemedicina) e nelle IRT (infrastrutture regionali di telemedicina). Le prestazioni di telemedicina sono erogate sulla PNT tramite le infrastrutture. Peraltro, il decreto in esame amT mette che regioni e province autonome possano avvalersi di strumenti diverse, purchè dello stesso livello di sicurezza, certificati da Agenas e interconnessi con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE). Le infrastrutture regionali sono utilizzabili per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie di telemedicina fornite dai soggetti e dai professionisti che prendono in cura l’assistito nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Tramite le infrastrutture regionali l’assistito e il professionista sanitario possono accedere al fascicolo sanitario elettronico. Le infrastrutture regionali di telemedicina delle regioni di erogazione di una prestazione sanitaria, previo consenso dell’interessato, permettono l’erogazione dei servizi di telemedicina e la generazione di dati e documenti, che confluiranno nel FSE. Il decreto descrive le modalità tecniche di accesso dell’assistito alle infrastrutture regionali: l’accesso avverrà tramite un portale web dedicato, usando l’identità digitale (SPID o CIE, carta di identità elettronica). Il provvedimento precisa che, per i minori o incapaci l’accesso sarà effettuato rispettivamente da genitori o tutori, curatori e amministratori di sostegno. Analoga modalità di autenticazione è prevista per strutture sanitarie, medici convenzionati con il sistema sanitari e altri professionisti sanitari al di fuori del servizio sanitario. Più in dettaglio, per gli aspetti di privacy, il decreto stabilisce che l’assistito deve ricevere l’informativa privacy sulle modalità del trattamento dei dati realizzato mediante la PNT. Agenas, tra l’altro, viene incaricata di predisporre un modello di informativa. Il decreto aggiunge che l’assistito potrà esercitare i diritti previsti dal Gdpr e, in particolare quelli di accesso, rettifica, aggiornamento e limitazione del trattamento. Quanto alla conservazione dei dati viene precisato che le infrastrutture non conserveranno i dati e documenti generati durante le prestazioni di telemedicina (tra cui, ad esempio, prescrizioni, referti di specialistica per la televisita). ---End text--- Author: ANTONIO CICCIA MESSIN/ Heading: Highlight: Image: -tit_org- Telemedicina, privacval sicuro -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO CICCIA MESSIN/ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203078006760.PDF §---§ title§§ L'IA alleata dei medici Diagnosi e cure più veloci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077806754.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 12 Sep 2025

Fondazione Menarini fa il punto sui progressi legati alle nuove tecnologie

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077806754.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077806754.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077806754.PDF tp:ocr§§ L’IA alleata dei medici Diagnosi e cure più veloci Fondazione Menarini fa il punto sui progressi legati alle nuove tecnologie ROMA L’intelligenza artificiale sta ridefinendo i paradigmi della medicina contemporanea, capaci di velocizzare le diagnosi e ottimizzare le terapie in ogni campo, dal diabete all’infarto fino alle malattie respiratorie. E ancora, identificare nuovi fattori di rischio e integrarli con quelli già noti, migliorare il rapporto medico-paziente e la gestione della malattia. A fare il punto sulle nuove frontiere dell’IA è stato il congresso “Artificial intelligence in medicine”, appena concluso a Roma, organizzato dalla Fondazione Menarini, in collaborazione con Gemelli Isola-Ospedale Isola Tiberina, che ha visto la partecipazione di esperti di fama mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. «Spesso l’intelligenza artificiale è vista come una minaccia che, in futuro, potrà arrivare a sostituire i medici stessi - afferma il professor Stefano Del Prato, presidente di Fondazione Menarini –. Le ricerche suggeriscono il contrario: non sarà l’intelligenza artificiale a sostituire gli specialisti, ma saranno gli specialisti che sanno far uso delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, a rimpiazzare chi non sarà in grado di sfruttare i vantaggi di questo strumento». L’intelligenza artificiale abbraccia tutte le branche della medicina, dalla cardiologia alla diabetologia, fino alla pneumologia. Ma si sta spingendo ancora più avanti: «Ad esempio lo sviluppo dei gemelli digitali (digital twins) – prosegue Del Prato –, lo sviluppo di reti ad alta capacità potranno offrire l’integrazione delle varie specialità in una visione di precisione ma olistica oltre che permettere simulazioni di interventi complessi, di sistemi predittivi per la gestione di epidemie e pandemie e lo sviluppo di robot chirurgici autonomi». In definitiva, l’era dell’intelligenza artificiale non riduce il ruolo del medico, ma lo ridefinisce. La stessa formazione medica dovrà essere ripensata per preparare quello che sarà il medico del futuro. Nella lotta alle malattie cardiovascolari, l’IA è ormai uno strumento di diagnosi e screening fondamentale, che, di fatto, sta rivoluzionando la cardiologia: «L’elettrocardiogramma, che un tempo serviva solo per leggere l’attività elettrica del cuore – spiega il professor Filippo Crea, direttore del Centro di eccellenza di Scienze Cardiovascolari dell’Ospedale Gemelli-Isola di Roma – grazie all’IA può rivelare dati sulla funzione cardiaca, cioè come il cuore si contrae, che prima richiedevano un ecocardiogramma. Potenziando l’Ecg con l’intelligenza artificiale è stato infatti possibile raggiungere una sensibilità del 95,6% nel rilevare disfunzioni ventricolari. Permette di integrare tutti i fattori di rischio per determinare la probabilità di infarto o ictus, considerando sia quelli tradizionali come colesterolo Ldl, ipertensione, fumo, diabete, sia i nuovi fattori di rischio quali nuovi lipidi dannosi, inquinamento, infezioni croniche, stress e isolamento sociale, per creare un quadro di rischio specifico e personale». Anche per il diabete, l’IA sta offrendo applicazioni concrete e innovative: «Negli Stati Uniti si sta sperimentando una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che riesce a evidenziare cambiamenti precoci della secrezione insulinica già 10 anni prima che il diabete di tipo 1 si manifesti», afferma Alfonso Galderisi, professore associato di Pediatria dell’Università di Yale. «Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale ha permesso lo sviluppo di sistemi potenziati di rilascio automatico di insulina, anche chiamati ‘pancreas artificiali’», sottolinea Boris Kovatchev, directore del Center for Diabetes Technology dell’Università della Virginia. Oltre a ciò, l’intelligenza artificiale sta permettendo lo sviluppo di nuove tecnologie per migliorare la diagnosi precoce e la gestione della retinopatia diabetica, una delle principali cause di cecità tra gli adulti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Olga Mugnaini Headin g: Highlight: Image:Il professor Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Menarini -tit_org- L’IA alleata dei medici Diagnosi e cure più veloci -sec_org- tp:writer§§ Olga Mugnaini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077806754.PDF §---§ title§§ Fine vita, la maggioranza vieta il ricorso alla sanità pubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072406752.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "REPUBBLICA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072406752.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072406752.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072406752.PDF tp:ocr§§ Fine vita, la maggioranza vieta il ricorso alla sanità pubblica Emendamenti alla legge: il comitato etico sostituito da un centro di coordinamento L’opposizione: “Ignorate le indicazioni della Consulta” ROMA n testo che si allontana sempre di più dalla sentenza della Consulta sul suicidio assistito e allarga la frattura tra maggioranza e opposizione. I sette emendamenti depositati ieri dai relatori del disegno di legge sul fine vita in discussione al Senato, Pierantonio Zanettin di FI e Ignazio Zullo di FdI, impongono paletti sempre più restrittivi al diritto, riconosciuto dalla Consulta U del 2019 sul caso di Dj Fabo, di ottenere in Italia la morte assistita con il supporto del Sistema sanitario nazionale. Anzi, tra i sette emendamenti infatti si afferma che «in nessun caso la legge riconosce alla persona il diritto a ottenere aiuto a morire». Vietando quindi il ricorso all’utilizzo «di strumentazioni e farmaci, di cui dispone, a qualsiasi titolo il servizio sanitario nazionale». Chi chiederà dunque di mettere fine alle proprie sofferenze, una volta ottenuto il via libera, dovrà poi trovare a proprie spese, un medico che lo aiuti a morire e il farmaco per poter effettuare, autonomamente, il suicidio. Una privatizzazione della morte che apre scenari inquietanti, fuori da quelle regole invece rigorose che la Consulta aveva stabilito, inserendo il Ssn nell’iter del suicidio assistito. I relatori hanno depositato un emendamento che elimina dal testo la criticatissima istituzione di un Comitato etico nazionale di nomina governativa, che avrebbe dovuto accettare o respingere alla fine del percorso di valutazione medica, le richieste di aiuto al suicidio. Nella nuova versione la valutazione dei requisiti sulle richieste di fine vita spetterà al Centro di coordinamento nazionale, dopo il parere dei comitati etici locali. Tutti organismi già esistenti, ma con la doppia valutazione, si allungheranno a dismisura i tempi di risposta ai malati. Durissima la reazione delle opposizioni: «Si stringono i requisiti rispetto alle indicazioni della Consulta. Le speranze di un percorso condiviso per una buona legge sono al momento decisamente ridotte», afferma il senatore dem Alfredo Bazoli. Ilaria Cucchi è ancora più netta: «La destra non vuole in nessun modo che l’Italia si doti di una legge sul fine vita». ---End text--- Author: MARIA NOVELLA DE LUCA Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fine vita, la maggioranza vieta il ricorso alla sanità pubblica -sec_org- tp:writer§§ Maria Novella De Luca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072406752.PDF §---§ title§§ Galliera pubblico, la Regione supera idubbi del governo = Il Galliera restera ospedale pubblico: Roma approva la linea della Regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072506753.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "SECOLO XIX" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072506753.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072506753.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072506753.PDF tp:ocr§§ Galliera pubblico, la Regione supera i dubbi del governo IL VIA LIBERA Sciolte le ultime riserve dopo i contatti tra l’assessore Nicolò e il ministro Schillaci: salva la legge approvata all’unanimità Il governo dà l’ok alla conferma di Edoardo Garrone come presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto Gaslini Il Galliera resterà ospedale pubblico: Roma approva la linea della Regione Silvia Pedemonte / PAGINA 16 Il governo non ha impugnato la legge regionale che definisce il Galliera ospedale pubblico. IL CASO Silvia Pedemonte L’ ospedale Galliera «era, è e resta pubblico». Così l’assessore ligure alla Sanità Massimo Nicolò commenta la decisione del Consiglio dei ministri, che ieri ha deciso di non impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge regionale varata ad hoc dall’ente di piazza De Ferrari. La norma interviene sulla governance dell’ospedale di Carignano, per salvaguardarne lo status di ospedale pubblico, ed era stata approvata all’unanimità dal Consiglio tre mesi fa. Finendo poi nel mirino dell’Ufficio legislativo del ministero della Salute. «Desta perplessità la disposizione della legge regionale che definisce l’ente ospedaliero quale soggetto erogatore pubblico», veniva evidenziato dal Ministero, in un passaggio del documento inviato alla Regione e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento Affari regionali. Senza lo status di ospedale pubblico, il Galliera non avrebbe potuto più beneficiare delle risorse regionali destinate alle cinque Asl, al San Martino e al Gaslini. L’epilogo, però, ha confermato la linea tracciata dalla legge regionale. E non ci sarà, da parte del Consiglio dei ministri, alcuna opposizione. I tempi stanno per scadere, fra l’altro: il termine massimo, per l’impugnazione è il 14 settembre (dopodomani). «Siamo andati con il direttore generale al Ministero per parlare di questa buona legge regionale, che è stata approvata all’unanimità – spiega l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò – perché crediamo e continuiamo a credere che il Galliera sia un ospedale pubblico. Lunedì mattina siamo andati a parlare al Ministero con il capo di Gabinetto e un’ultima interlocuzione, telefonica, è avvenuta questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr) direttamente con il ministro della Salute Orazio Schillaci». La legge regionale proseguirà quindi con il suo iter: i prossimi passi saranno prettamente amministrativi e burocratici. «La non impugnazione è un’ottima notizia - conclude l’assessore Nicolò - per tutti i cittadini genovesi e liguri». Più punti venivano eccepiti, nella documentazione inviata alla Regione, a contestazione dello status del Galliera come pubblico. Fra questi, c’è anche il fatto che «il direttore deve essere nominato nel rispetto delle procedure pubbliche mentre l’ipotesi oggi sul tavolo che il direttore generale sia nominato su proposta del consiglio di amministrazione, risulta non compatibile con le attuali normative». Secondo il dossier romano la soluzione della Regione andava a penalizzare le Asl e gli ospedali liguri. La conclusione della lettera esortava esplicitamente l’ente di piazza De Ferrari a cambiare rotta: «Si invita la Regione a modificare l’impianto normativo», è scritto nero su bianco del documento. Che ha scatenato anche le polemiche, nei giorni seguenti, fra le forze d’opposizione. Ma la documentazione preparata dalla Regione, gli incontri istituzionali a Roma e, da ultimo, il confronto telefonico dell’assessore Nicolò con il ministro Schillaci hanno sventato l’ipotesi di impugnazione della legge e un conseguente periodo di massima incertezza. Ma la conferma della legge regionale e del Galliera come ospedale pubblico non è l’unica novità di ieri che riguarda il settore della sanità genovese e ligure. Perché, sempre ieri, il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, l’avvio della procedura per la nomina di Edoardo Garrone a presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Giannina Gaslinì di G enova. La notizia, che è stata diffusa direttamente con una nota di Palazzo Chigi, ieri pomeriggio, in realtà ufficializza una conferma. Dal 2020, infatti, Edoardo Garrone è presidente dell’Istituto Giannina Gaslini, è consigliere di amministrazione della Fondazione Gerolamo Gaslini ed è altresì presidente della Fondazione Gaslininsieme ETS, acronimo di Ente del terzo settore. — ---End text--- Author: Silvia Pedemonte Heading: IL VIA LIBERA Highlight: Image:L’ospedale Galliera di Carignano: il governo ha deciso che non impugnerà la legge regionale -tit_org- Galliera pubblico, la Regione supera idubbi del governo Il Galliera restera ospedale pubblico: Roma approva la linea della Regione -sec_org- tp:writer§§ Silvia Pedemonte guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203072506753.PDF §---§ title§§ Quando ero in ospedale ho visto una sanità pubblica che funziona nonostante i tagli. Ma ora la destra sponsorizza quella privata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077306769.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "VENERDÌ DI REPUBBLICA" del 12 Sep 2025

pubDate§§ 2025-09-12T05:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077306769.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077306769.PDF', 'title': 'VENERDÌ DI REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077306769.PDF tp:ocr§§ MASSIMO GIANNINI Quando ero in ospedale ho visto una sanità pubblica che funziona nonostante i tagli. Ma ora la destra sponsorizza quella privata Per Posta MASSIMO GIANNINI G entile Giannini, per la prima volta mi trovo in disaccordo con Michele Serra. Dire che il servizio sanitario italiano sia un gioiello – come ha scritto in un’Amaca pre-vacanze – è davvero troppo generoso. D’accordo che operazioni urgenti e importanti sono gratuite… Non è poco, ma questo è un Paese con un gran numero di anziani, parecchi con pensioni indecenti, il cui bisogno spazia dall’ortopedico al dermatologo, dall’oculista all’otorino, dal cardiologo al radiologo al dentista. Poi analisi del sangue e risonanze magnetiche: chi può, paga. Si potrebbero non pagare, ma la risposta allo sportello prenotazioni è: non tra un mese o un anno, niente! Ogni ambulatorio privato, tra i mille spuntati come funghi in anonimi appartamenti, dove pletore di medici – che fuggono dagli ospedali “perché lavoro meno e guadagno di più” e poi “posso tornarci a gettone quando voglio e se voglio” – eseguono a pagamento visite, radiografie e analisi nel giro al più di qualche giorno… Anche il Pronto soccorso, bisogna provarlo: aspettare ore e ore perché ti dicano se il parente è vivo o morto, ricoverabile o no. Troppo spesso con aria di sufficienza, vagano intoccabili camici, col naso in su, zoccoli trascinati fino al bar. Non tutti, ma molti, troppi. Se poi qualcuno difende il servizio sanitario perché è stato curato bene e trattato con cortesia, beh! ci mancherebbe pure il contrario… Che, peraltro, capita. Lisetta Giacomelli Gentile Lisetta, una volta tanto, può capitare persino di dissentire da Michele, sulla cui Amaca mi sdraio felicissimo da anni. Anche io, come Serra, considero “un gioiello” il nostro sistema sanitario, che cura il ricco e il povero, il bianco e il nero, il residente o il migrante, senza chiedere la carta di credito come avviene in America. Abbiamo eccellenze che salvano vite di migliaia di pazienti. Ne sono stato testimone, nel mio mese in terapia intensiva durante la pandemia: ho visto davvero gli “eroi” in corsia, di cui ci siamo dimenticati troppo presto. Ma questo è “un gioiello” nelle condizioni date, che vedono una spesa per la salute ridotta per decenni, fino al Covid, e poi incrementata solo sulla carta, cioè in valori assoluti e non rispetto al Pil. Con poche risorse a disposizione, scarsità di personale medico e infermieristico, bassi stipendi, il Servizio Sanitario Nazionale fa miracoli. Ma nel giorno per giorno, il caos che lei descrive è purtroppo oggettivo, e lo pagano soprattutto gli anziani e i più deboli. Rosy Bindi, ex ministra della Sanità che stimo molto, nel suo libro appena uscito (Una sanità uguale per tutti: perché la salute è un diritto, Solferino), scrive che stiamo vivendo la crisi più acuta da mezzo secolo a questa parte. Quel che è peggio è che “il governo pensa di affiancare alla sanità pubblica una seconda gamba privata, poggiata su fondi e assicurazioni, chiamando in soccorso forme di assistenza in antitesi al sistema sanitario nazionale”. Così “si distrugge il principio di equità e universalità delle cure”. Al di là delle esperienze personali, belle o brutte che siano, questa è la posta in gioco. n Con le ferie spezzettate i ragazzi perdono le “comitive” Gentile Giannini, la stagione estiva è finita, ma a proposito dei rincari, ho notato che se i lidi non sono più affollati come prima, la ragione sta anche nel fatto che le ferie ormai non si trascorrono più “come una volta”, ma si preferisce suddividerle… D’estate si va al mare, al massimo una settimana, poi si fa un viaggio in Italia o all’estero. D’inverno ci si concede una settimana bianca. Io e la mia famiglia, fermi per tre settimane nella stessa località di mare, abbiamo notato che quasi ogni giorno cambiavano i vicini di ombrellone. La conseguenza è che i ragazzi non formano più le famose “comitive”! Era meglio ieri o è meglio oggi? Renata Andolvi Gentile Renata, la penso come lei. Il caro-ombrellone incide, ma i consumi e i costumi deg li italiani cambiano anche per motivi socioculturali. Si viaggia di più e per periodi più brevi. La “villeggiatura” di una volta, lunga e stanziale, è il lontano ricordo di noi boomer. La mia la passavo in un tipico, scalcinatissimo paesone della costa laziale: senza internet, senza social, la “comitiva” si divertiva tra sfide a pallone o a pallavolo in spiaggia la mattina, tornei di tressette e briscola il pomeriggio, languidi giochi della bottiglia la sera. Evito sempre il “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma non nascondo una certa nostalgia. Sono i brutti scherzi della giovinezza perduta. n Ma perché sulle strade le frecce sono un optional? Caro Massimo, le risulta che oggigiorno vendano automobili munite di regolari segnalatori di direzione, chiamati “frecce”? A me sembra che siano ben poche le autovetture che ne sono munite. Alle rotonde, i corridori – li chiamo così perché la velocità è diventata un rito – si presentano anche appaiati, e non segnalano mai la direzione che intendono prendere. Che le frecce siano diventate un optional? Gianfranco Casati Caro Gianfranco, da vespista incallito e impaurito, mi risulta eccome. La barbarie avanza, la strada fa da palestra. Non parlo del criminale che falcia il pedone sulle strisce o la famigliola in bicicletta e poi si dilegua. Parlo dell’automobilista medio, che fa inversione a U all’improvviso, sterza a destra senza freccia o parcheggia in doppia fila. Se provi a farglielo notare, ti sbrana. Comincio a pensare sia una perversione della modernità: come nell’inquietante e visionario Crash di James Ballard, ci deve essere gente che gode nel vederne altra maciullata sull’asfalto, tra le lamiere contorte. n Quegli esponenti di governo che si coprono la bocca Caro Giannini, soprattutto guardando i notiziari tv scorrono spesso immagini di appartenenti al governo che parlano fra loro coprendosi la bocca con una mano. Una abitudine che, nascondendo il labiale, mette in grande evidenza non solo maleducazione, ma anche paure e insicurezze. Dobbiamo solo sopportare? Erwin Fusato Caro Erwin, la cattiva coscienza esige di essere nascosta, e ormai impera persino sui campi di calcio, dove si coprono la bocca anche i giocatori e gli allenatori. Resistere, resistere, resistere. n ---End text--- Author: MASSIMO GIANNINI Heading: Per Posta MASSIMO GIANNINI Highlight: Image: -tit_org- Quando ero in ospedale ho visto una sanità pubblica che funziona nonostante i tagli. Ma ora la destra sponsorizza quella privata -sec_org- tp:writer§§ Massimo Giannini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/12/2025091203077306769.PDF §---§