title§§ SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “DA GOVERNO SCELTA CHIARA, SUD DIMENTICATO” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002877808756.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 10 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "alessioporcu.it" del 10 Sep 2025
Nella Direzione Regionale, il Segretario Leodori analizza errori e limiti del passato, lancia la sfida delle prossime Comunali di Roma. E poi le Politiche e le Regionali. Annuncia una Segreteria unitaria con dentro tutte le componenti e tutti i territori.
pubDate§§ 2025-09-10T21:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987109977.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987109977.PDF', 'title': 'alessioporcu.it'} tp:url§§ https://www.alessioporcu.it/politica/pd-lazio-leodori-vara-la-nuova-segreteria-uniti-per-tornare-a-vincere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987109977.PDF tp:ocr§§ Lucido e pragmatico. Il Segretario Regionale del Partito Democratico del Lazio Daniele Leodori ha preso la parola questa sera nella Direzione Regionale Pd. Con consapevolezza ha tracciato l’analisi della situazione politica: niente sconti, difetti ed errori delle mille voci di un mondo Progressista diviso sono sotto gli occhi di tutti da due anni.Con matematica freddezza ha esaminato ogni centimetro di un fronte che è alimentato da calore e passione. Ma solo così ha messo a nudo il limiti del Pd di oggi, solo così ha potuto tracciare la rotta che porta a superare quei limiti, lasciando alle spalle un passato ormai sorpassato dai tempi.Le Regionali del 2023? Perse per errori nostri e per errori del mondo progressista: il Pd era diviso, gli alleati naturali non vollero fare il Campo Largo perché non si fidarono di quel Pd. Acqua passata. Il presente? Il centrodestra che governa il Lazio sta dando prova della sua incapacità secondo Leodori: le prove? I tempi della Sanità sono peggiorati, l’assistenza sanitaria è scaduta, non è un giudizio politico ma sono i numeri della fondazione Gimbe. La rivoluzione che doveva cambiare il Lazio? Nessuno l’ha vista. (Leggi qui: Sanità, il Lazio perde 10 punti: l’allarme che non si può ignorare).Leodori lancia la sua sfida: un Partito Democratico unito per vincere le prossime sfide. A partire dalle Comunali di Roma dove Roberto Gualtieri si presenta forte dei cantieri che ad uno ad uno sta completando. E poi le Politiche nelle quali invertire il risultato e cambiare Governo al Paese. Infine le Regionali del Lazio: quelle che la volta scorsa avrebbe dovuto capitanare proprio il Segretario ma diede la sua indisponibilità quando vide che il quadro non rispecchiava i contorni tracciati nei dieci anni di Nicola Zingaretti. Una battaglia diversa non l’avrebbe mai capitanata.Per vincere serve una squadra compatta. Forte. Autorevole. L’ha messa a punto. Nella nuova Segreteria Regionale entrano i pesi massimi di tutte le componenti. Entra Claudio Mancini, il deputato originario di Picinisco considerato il padre politico del sindaco di Roma. Entra Salvatore La Penna, l’uomo di Rete Democratica (la componente di Mancini) in provincia di Latina. Ed entra Energia Popolare, la componente degli ex renziani rimasti nel Pd e dei bonacciniani: nel Lazio li guida l’ex presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo: anche lui ora sta sul ponte di comando del Pd regionale.Insieme a loro entrano Giulia Urso, per sette anni è stata Segretario del Circolo Pd del Centro ed oggi rappresenta le posizioni di Articolo 1. Ed Emiliana Avetti, capogruppo nel Consiglio comunale di Rieti.Si aggiungono alla squadra confermata: Valeria Campagna, consigliere comunale di Latina che a 24 anni aveva già vinto due elezioni comunali ed è stata catapultata nel Partito da Elly Schlein. Massimiliano Valeriani ex assessore regionale e coordinatore del forum nazionale sulla casa, Alessandra Troncarelli Segretaria del Pd di Viterbo ed ex assessore regionale al Sociale. Il Segretario dei Giovani Democratici del Lazio Ludovico Di Traglia.Ci sono poi i due componenti ‘per funzione‘: il capogruppo in Consiglio regionale Mario Ciarla, il tesoriere Emiliano Pittueo. Invitati permanenti, il Presidente del Partito Francesco De Angelis, i Segretari delle Fedrazioni provinciali, la portavoce de Le Democratiche e dei Giovani Democratici del Lazio.Ci sono tutte le voci e tutti i territori. nessuno è stato messo all’angolo, nessuno si sente marginalizzato. Il messaggio politico è chiaro: ed è rivolto all’interno ed all’esterno del Partito. Al mondo Progressista questa sera il Pd del Lazio ha detto che è collegiale: l’unità andra dimostrata nei fatti e non annunciata. All’interno, il Pd dice che il Lazio è riuscito a trovare la sua sintesi unitaria ed il territorio sa governarsi e fare le sue scelte.A proposito di territori: il segnale è di non sottovalutare il centrodestra e soprattutto non dimenticare che il contrasto va costruito sui territori , nelle province e nei grandi comuni: anche lì – è stato detto – vanno costruite alleanze più larghe.La macchina da guerra del Pd del Lazio è varata. Non è gioiosa come quella di Achille Occhetto, è pragmatica e compatta come il Lazio ora sa essere. È per questo che, a differenza di quella di Occhetto, può vincere.Nella Direzione Regionale, il Segretario Leodori analizza errori e limiti del passato, lancia la sfida delle prossime Comunali di Roma. E poi le Politiche e le Regionali. Annuncia una Segreteria unitaria con dentro tutte le componenti e tutti i territori.Il colosso danese Novo Nordisk – che ha pianificato un investimento da 2,5 miliardi su Anagni – rallenta. Taglierà 9mila posti. E rivedrà tutte le sue strategie. Anagni trattiene il fiato: cosa cambia (davvero) per lo stabilimento laziale.I parlamentari ciociari di FdI incontrano il ministro Foti per chiedere l’inserimento della provincia nella Zes unica. Ma il nodo è politico: i parametri che includono Roma alterano la fotografia reale del Lazio, penalizzando le aree più fragili.A Pontida il 21 settembre la Lega Lazio porterà oltre settecento militanti. Una presenza massiccia che certifica coesione e autosufficienza del Carroccio regionale, capace di crescere senza timori dell’effetto Vannacci e già proiettato verso le prossime sfide elettorali.Con l’evolversi della situazione politica a Frosinone, le elezioni per il rinnovo del consiglio di Palazzo Jacobucci diventeranno una prova del fuoco per il sindaco. Il primo cittadino non potrà puntare tutto su Andrea Amata della Lega ma dovrà dosare i voti della sua maggioranza ed accontentare anche FdI che silurerà Sergio Crescenzi. In caso contrario l’amministrazione potrebbe avere i giorni contati. La posizione di Forza Italia e tutti gli scenariGrandi Comunicatori & Associati SrlsPartita IVA: 14373381004 - Testata giornalistica n° 4/2017 Registro della Stampa Tribunale di Cassino - ROC Registro Operatori della Comunicazione n° 31196 - Privacy Policy - Powered by VERDANA tp:writer§§ Giacomo Magister guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987109977.PDF §---§ title§§ Pd Lazio, Leodori vara la nuova Segreteria: «Uniti per tornare a vincere» – AlessioPorcu.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003004209988.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "alessioporcu.it" del 10 Sep 2025
Nella Direzione Regionale, il Segretario Leodori analizza errori e limiti del passato, lancia la sfida delle prossime Comunali di Roma. E poi le Politiche e le Regionali. Annuncia una Segreteria unitaria con dentro tutte le componenti e tutti i territori.
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Ma solo così ha messo a nudo il limiti del Pd di oggi, solo così ha potuto tracciare la rotta che porta a superare quei limiti, lasciando alle spalle un passato ormai sorpassato dai tempi.Le Regionali del 2023? Perse per errori nostri e per errori del mondo progressista: il Pd era diviso, gli alleati naturali non vollero fare il Campo Largo perché non si fidarono di quel Pd. Acqua passata. Il presente? Il centrodestra che governa il Lazio sta dando prova della sua incapacità secondo Leodori: le prove? I tempi della Sanità sono peggiorati, l’assistenza sanitaria è scaduta, non è un giudizio politico ma sono i numeri della fondazione Gimbe. La rivoluzione che doveva cambiare il Lazio? Nessuno l’ha vista. (Leggi qui: Sanità, il Lazio perde 10 punti: l’allarme che non si può ignorare).Leodori lancia la sua sfida: un Partito Democratico unito per vincere le prossime sfide. A partire dalle Comunali di Roma dove Roberto Gualtieri si presenta forte dei cantieri che ad uno ad uno sta completando. E poi le Politiche nelle quali invertire il risultato e cambiare Governo al Paese. Infine le Regionali del Lazio: quelle che la volta scorsa avrebbe dovuto capitanare proprio il Segretario ma diede la sua indisponibilità quando vide che il quadro non rispecchiava i contorni tracciati nei dieci anni di Nicola Zingaretti. Una battaglia diversa non l’avrebbe mai capitanata.Per vincere serve una squadra compatta. Forte. Autorevole. L’ha messa a punto. Nella nuova Segreteria Regionale entrano i pesi massimi di tutte le componenti. Entra Claudio Mancini, il deputato originario di Picinisco considerato il padre politico del sindaco di Roma. Entra Salvatore La Penna, l’uomo di Rete Democratica (la componente di Mancini) in provincia di Latina. Ed entra Energia Popolare, la componente degli ex renziani rimasti nel Pd e dei bonacciniani: nel Lazio li guida l’ex presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo: anche lui ora sta sul ponte di comando del Pd regionale.Insieme a loro entrano Giulia Urso, per sette anni è stata Segretario del Circolo Pd del Centro ed oggi rappresenta le posizioni di Articolo 1. Ed Emiliana Avetti, capogruppo nel Consiglio comunale di Rieti.Si aggiungono alla squadra confermata: Valeria Campagna, consigliere comunale di Latina che a 24 anni aveva già vinto due elezioni comunali ed è stata catapultata nel Partito da Elly Schlein. Massimiliano Valeriani ex assessore regionale e coordinatore del forum nazionale sulla casa, Alessandra Troncarelli Segretaria del Pd di Viterbo ed ex assessore regionale al Sociale. Il Segretario dei Giovani Democratici del Lazio Ludovico Di Traglia.Ci sono poi i due componenti ‘per funzione‘: il capogruppo in Consiglio regionale Mario Ciarla, il tesoriere Emiliano Pittueo. Invitati permanenti, il Presidente del Partito Francesco De Angelis, i Segretari delle Fedrazioni provinciali, la portavoce de Le Democratiche e dei Giovani Democratici del Lazio.Ci sono tutte le voci e tutti i territori. nessuno è stato messo all’angolo, nessuno si sente marginalizzato. Il messaggio politico è chiaro: ed è rivolto all’interno ed all’esterno del Partito. Al mondo Progressista questa sera il Pd del Lazio ha detto che è collegiale: l’unità andra dimostrata nei fatti e non annunciata. All’interno, il Pd dice che il Lazio è riuscito a trovare la sua sintesi unitaria ed il territorio sa governarsi e fare le sue scelte.A proposito di territori: il segnale è di non sottovalutare il centrodestra e soprattutto non dimenticare che il contrasto va costruito sui territori , nelle province e nei grandi comuni: anche lì – è stato detto – vanno costruite alleanze più larghe.La macchina da guerra del Pd del Lazio è varata. Non è gioiosa come quella di Achille Occhetto, è pragmatica e compatta come il Lazio ora sa essere. È per questo che, a differenza di quella di Occhetto, può vincere.Nella Direzione Regionale, il Segretario Leodori analizza errori e limiti del passato, lancia la sfida delle prossime Comunali di Roma. E poi le Politiche e le Regionali. Annuncia una Segreteria unitaria con dentro tutte le componenti e tutti i territori.Il colosso danese Novo Nordisk – che ha pianificato un investimento da 2,5 miliardi su Anagni – rallenta. Taglierà 9mila posti. 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Estratto da pag. 1 di "farmacianews.it" del 10 Sep 2025
Per la Fondazione Gimbe, la diffusione non omogenea del FSE rischia di creare una nuova forma di esclusione sanitaria.
pubDate§§ 2025-09-10T07:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003254907555.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003254907555.PDF', 'title': 'farmacianews.it'} tp:url§§ https://www.farmacianews.it/il-fascicolo-sanitario-elettronico-non-decolla-arriva-il-profilo-sintetico-del-cittadino/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003254907555.PDF tp:ocr§§ Istituito nel 2012 con il Decreto Legge n. 179, ma attivato dalle Regioni a partire dal 2015, il Fascicolo Sanitario Elettronico, ancora, non decolla e non ha raggiunto la quota di “adesione” sperata. Contro le attese e le gli auspici delle Società Scientifiche.Identificato come uno strumento chiave per la transizione verso sanità digitale, l’implementazione del FSE procede lungo tutto lo Stivale a velocità diverse, comunque rallentate, rischiando di alimentare forme diseguaglianza e un ulteriore divario, critico, fra le Regioni.È quanto emerge da un’analisi della Fondazione Gimbe presentata in occasione del 9° Forum Mediterraneo in Sanità tenutosi a Bari e condotta sui dati pubblici presenti sul portale Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 del Ministero della Salute e del dipartimento per la Trasformazione Digitale, aggiornati al 31 marzo 2025.“Frattura digitale”Così è stata definita la possibile conseguenza della diffusione non omogenea del FSE sull’intero territorio nazionale e che, dunque, potrà tradursi in una nuova forma di esclusione sanitaria.Allo stato attuale, infatti, solo quattro tipologie di documenti sanitari, ovvero lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia e verbale di pronto soccorso, contro i 16 previsti, sarebbero disponibili in tutte le Regioni con all’incirca il 42% dei cittadini che ha espresso il consenso alla consultazione dei propri dati.L’analisi Gimbe non tiene tuttavia conto dell’ultimo inserimento di dati sul portale, quindi i documenti potrebbero salire complessivamente a 6: comunque pochi rispetto richiesta di base. Tali criticità e diversità potrebbero essere legate a diversi fattori, quali la diversa possibilità di accesso al FSE di un cittadino residente in Sicilia rispetto a un Veneto: una diversità non accettabile, secondo il Presidente di GIMBE, Nino Cartabellotta, che vanta un sistema sanitario universalistico, come lo è quello italiano.Le maggiori criticitàParticolarmente critica è la situazione della cartella clinica, resa disponibile solo dal Veneto, a fronte della lettera di invito per screening, vaccinazioni e altri percorsi di prevenzione presenti sul Fascicolo in solo sei Regioni, dove nessuna Regione ha reso disponibili tutti i documenti previsti.Un divario importante esiste anche sul fronte dei servizi disponibili: gli iniziali 45 stimati, tra cui pagamento del ticket, scelta del medico di medicina generale, sono “completi” solo in Toscana e Lazio con una soglia che supera il 50%, ferma al 7%, fanalino di coda, in Calabria. Prenotazioni delle vaccinazioni, rinnovo all’assistenza sanitaria temporanea o la possibilità di esprimere il consenso o il diniego alla donazione degli organi e tessuti, sono disponibili solo nel 5% delle Regioni.Tuttavia, il dato non esclude che sul territorio un determinato servizio non esista o non sia reso disponibile al cittadino, ma che l’accesso possa essere effettuato tramite altri canali, ad esempio portali web o app offerti dalle Regioni. Resta tuttavia il fatto che se questi documenti e servizi, nella loro totalità, non vengono integrati anche nel FSE, non verranno raggiunti gli ulteriori obiettivi prefissati: creare un’unica piattaforma digitale per il cittadino, poter monitorare il contesto a livello nazionale, generando uno stato dell’arte parziale e sottostimato circa gli effettivi servizi disponibili.Alcuni datiL’analisi GIMBE rileva che in più dell’80% delle Regioni il FSE presenta un profilo sanitario sintetico del cittadino contenente prescrizioni specialistiche e farmaceutiche e referti specialistici ambulatoriali, a fronte del certificato vaccinale e documento di erogazione delle prestazioni specialistiche che raggiunge una percentuale del 71% in 15 Regioni e Province Autonome. Tra i documenti più presenti si annoverano il documento di erogazione dei farmaci e la scheda della singola vaccinazione contenuto in 14 Regioni (67%), il referto di anatomia patologica e il taccuino per sonale dell’assistito accessibili in 13 Regioni (62%).In coda, la lettera di invito per screening, vaccinazioni e altri percorsi di prevenzione reperibili in solo 6 Regioni. Unica virtuosa il Veneto, in cui è disponibile all’interno del FSE, la cartella clinica. Nessuna Regioni, comunque, riporta e include tutti i documenti dovuti. Anche i servizi mostrano importanti divergenze, come illustrato in precedenza. Data ultima 30 settembre, arriva il Profilo Sanitario Sintetico del cittadinoIl documento socio-sanitario informatico, redatto e aggiornato dai medici di medicina generale (MMG) e dai pediatri di libera scelta (PLS), raccoglie i dati essenziali del paziente in un’ottica di presa in carico ottimale e di continuità di cura. La deadline per l’ultimazione è vicina: fine settembre 2025, secondo il decreto del 27 giugno 2025 del Ministero della Salute, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con le indicazioni attuative per la definizione dei contenuti informativi del Profilo Sanitario Sintetico (PSS), previsto dall’articolo 4 del decreto 7 settembre 2023 sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE).In particolare, nell’allegato allo stesso documento si dettagliano i contenuti che dovranno figurare nel PSS, categorizzati in obbligatori, facoltativi e compilabili solo dopo la piena operatività dell’Ecosistema Dati Sanitari (EDS). Riferendosi ai dati obbligatori non devono e non possono mancare:anagrafica dell’assistito (nome, cognome, codice fiscale, domicilio e recapiti);dati del medico curante (nome, contatti, PEC);contesto clinico al momento della compilazione (presenza di patologie croniche e rilevanti, organi mancanti o trapianti effettuati);stati permanenti come malformazioni e disabilità motorie, così come allergie, reazioni avverse a farmaci o alimenti di cui soffre il paziente.Riguardo alle terapie, tutti i famaci assunti in cronicità ed in particolare trattamenti insulinici e anticoagulanti dovranno figurare all’interno. Infine anamnesi familiare per la valutazione del rischio eredo-familiare. Negli aspetti facoltativi si includono: alcuni dati anamnestici come altezza, peso, BMI (indice di Massa Corporea), pressione arteriosa. Mentre informazioni relative ad esempio a vaccinazioni, piani di cura riabilitativi, esenzioni, reti di patologia, trattamenti e ricoveri, potranno essere inserite solo tramite i servizi di supporto previsti dall’EDS.Il valore del PSSQuesto “strumento” ha l’obiettivo di garantire l’integrazione con l’Anagrafe Nazionale Assistiti (ANA) e consentire l’accesso in emergenza ai dati del paziente, anche in assenza di consenso esplicito, come previsto dall’articolo 20 del decreto 2023. Aspetto, quest’ultimo, che potrà assicurare interventi rapidi e mirati in situazioni critiche.Tutto, naturalmente, nel rispetto dei principi di tutela della privacy, secondo quanto espresso e recepito dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento n. 316 del 4 giugno 2025. L’operatività, quindi la compilazione e l’inserimento di nuove informazioni nel PSS, è carico di MMG e PLS, cui l’EDS metterà a disposizione un servizio dedicato alla compilazione, riducendo ridondanze e duplicazioni grazie all’interoperabilità con le banche dati nazionali e regionali. tp:writer§§ Francesca Morelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003254907555.PDF §---§ title§§ Screening oncologici, Italia migliora ma il Sud arranca: in Sicilia adesioni tra le più critiche link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003182407694.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 10 Sep 2025
Il rapporto 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening restituisce la fotografia di un divario profondo tra Nord e Sud
pubDate§§ 2025-09-10T08:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003182407694.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003182407694.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/screening-oncologici-italia-migliora-ma-il-sud-arranca-in-sicilia-adesioni-tra-le-piu-critiche/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003182407694.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkL’Italia prova a recuperare terreno sugli screening oncologici, ma il Sud continua a mostrare grandi difficoltà. A dirlo è il rapporto 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), che restituisce un quadro in chiaroscuro, evidenziando come 17,9 milioni di cittadini sono stati invitati ai programmi di prevenzione oncologica per mammella, cervice uterina e colon-retto, ma hanno risposto poco più di 7,37 milioni di persone, con una copertura media del 41%.I dati, se confrontati con il 2023, segnano un lieve miglioramento. Lo screening cervicale passa dal 47% al 51% di copertura, la mammografia si assesta al 50%, mentre lo screening colorettale resta fermo al 33,3%, confermandosi il più fragile tra i tre programmi. In altre parole, per mammella e cervice si raggiunge la soglia minima di efficacia, mentre per il colon-retto l’Italia rimane indietro rispetto agli standard europei.La geografia della prevenzione, però, continua a essere a due velocità. Al Nord quasi un cittadino su due aderisce agli screening, mentre al Sud e nelle Isole le percentuali crollano: per il colon-retto appena il 21% della popolazione target partecipa ai controlli, e anche mammografia e cervice si fermano sotto il 30%. È un divario che supera i 20 punti percentuali e che rischia di trasformarsi in una vera frattura sanitaria.Tra le regioni meridionali, la Sicilia si conferma una delle realtà più problematiche. Gli inviti vengono estesi in misura significativa, spesso in linea o persino oltre la media nazionale, ma la risposta della popolazione rimane drammaticamente bassa.Per lo screening mammografico, rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni, l’Isola registra un’estensione dell’83,7%, contro il 93,6 della media nazionale. La vera criticità, però, è nell’adesione: solo il 28,3%delle donne partecipa, mentre a livello italiano si sfiora il 50%.Sul fronte della cervice uterina, i dati sono ancora più contraddittori. La Sicilia, infatti, raggiunge un’estensione degli inviti del 114,9%, quindi superiore alla media nazionale (111%), ma solo il 26,1%delle donne risponde all’appello. In Italia, invece, la media è del 46,9%.La situazione più critica resta quella dello screening per il colon-retto. In Sicilia gli inviti raggiungono quasi la totalità della popolazione target, con un’estensione del 97,9%, superiore persino alla media nazionale del 94,3%. Ma a fronte di questa copertura, l’adesione crolla e solo il 14,5% dei cittadini tra i 50 e i 69 anni si sottopone al test, meno della metà della media italiana che si attesta al 32,5%.Questi numeri raccontano un paradosso evidente: gli screening ci sono, ma i cittadini non li utilizzano. Secondo la Fondazione Gimbe e l’Agenas, tra i fattori che incidono sulla scarsa adesione vi sono i tempi di attesa per gli esami di approfondimento e la disponibilità di apparecchiature non sempre adeguate, elementi che rendono più difficile garantire percorsi rapidi e uniformi sul territorio. A questo si aggiunge una scarsa cultura della prevenzione, che porta molte persone, soprattutto nelle aree interne e nei contesti socialmente più fragili, a percepire lo screening come un optional facilmente rinviabile.La Regione, consapevole di queste difficoltà, sta cercando di colmare il divario con il resto del Paese attraverso una serie di azioni coordinate. Al centro di questa regia c’è il DASOE, che emana i decreti e coordina a livello regionale l’intera rete degli screening oncologici e promuove campagne informative mirate. In prima linea troviamo le ASP siciliane, responsabili della gestione dei centri di screening e dell’attivazione di ambulatori itineranti con i camper, che consentono di portare i servizi direttamente nei territori più lontani dai presidi sanitari, effettuare le analisi di primo livello e inserire i pazienti nei percorsi successivi in caso di esito positivo.Un ruolo centrale è affidato agli Ordini dei Medici siciliani e ai medici di medicina generale. Gli Ordini lavo rano per diffondere la cultura della prevenzione e rafforzare la collaborazione tra professionisti e istituzioni sanitarie, contribuendo a riconoscere gli screening oncologici come una vera priorità di salute pubblica. I medici di medicina generale, invece, rappresentano il livello di prossimità più concreto: attraverso il rapporto diretto e quotidiano con i pazienti hanno la possibilità di sensibilizzare, informare e accompagnare le persone nella scelta di aderire ai programmi di prevenzione.Ottenuto un finanziamento di oltre 200 mila euro proveniente dallo stanziamento della legge 433 del 1991 ad oggi rimasto inutilizzato che servirà a recuperare il campanile e il tetto fatiscenti della chiesa del SS.Redentore in contrada Quartarella a Modica.Puntata 332 di Bar Sicilia con il deputato regionale di FdI Pino Galluzzo: impegno, risultati e prospettive politiche per una Sicilia che vuole risposte concrete per il rilancio del territorio messinese.La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ Giorgia Görner Enrile guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003182407694.PDF §---§ title§§ Elezioni regionali Valle d'Aosta 2025, quando e come si vota? Gli equilibri interni ai partiti. La sinistra divisa, il centrodestra si compatta in una coalizione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003058609508.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "open.online" del 10 Sep 2025
Valle d’Aosta al voto il 28 settembre: 35 consiglieri regionali e nuove regole di preferenza per le elezioni 2025.
pubDate§§ 2025-09-10T17:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003058609508.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003058609508.PDF', 'title': 'open.online'} tp:url§§ https://www.open.online/2025/09/10/elezioni-regionali-2025-valle-d-aosta-voto-quando-candidati-liste/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003058609508.PDF tp:ocr§§ Anche il Tetto d’Italia, la Valle d’Aosta, è pronta a tornare alle urne per rinnovare il proprio Consiglio regionale. È una delle sette regioni – insieme a Veneto, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Calabria – che chiamerà i propri cittadini al voto. La data è già stata fissata: si voterà il 28 settembre dalle 7 alle 23. Sarà la prima regione ad aprire le danze di questa tornata elettorale autunnale. Nello stesso giorno si voterà anche nelle Marche, dove però le operazioni di voto si svolgeranno su due giorni, il 28 e il 29 settembre. I valdostani, inoltre, troveranno una scheda elettorale “nuova”, rinnovata dopo il recente referendum tenutosi all’inizio di agosto. Con quella consultazione, i cittadini hanno deciso di reintrodurre le tre preferenze nel voto per il Consiglio regionale, abbandonando così il sistema della preferenza unica.La Valle d’Aosta è la più piccola regione a statuto speciale d’Italia e, in quanto tale, anche le elezioni regionali seguono dinamiche diverse rispetto al resto dello Stivale. In occasione del voto, i cittadini non dovranno indicare direttamente il nome del presidente di Regione che succederà a Renzo Testolin dell’Union Valdôtaine (Uv), ma saranno chiamati a eleggere i soli consiglieri regionali. Sarà poi il nuovo Consiglio regionale, una volta insediato, a nominare il presidente. L’eventuale turno di ballottaggio per le elezioni comunali si terrà il 12 ottobre, mentre la prima seduta del nuovo Consiglio regionale è prevista per il 28 ottobre. Un’ulteriore peculiarità del sistema valdostano riguarda la composizione del Consiglio regionale, che resta in carica per cinque anni ed è composto da 35 membri, un numero fisso che non varia in base alla popolazione residente. Il numero chiave da raggiungere è 18: è questo il minimo di consiglieri necessari per costruire una maggioranza in Consiglio regionale.Sono nove le liste ammesse dall’Ufficio elettorale: 309 i candidati complessivi, di cui 134 donne, in corsa per 35 seggi in Consiglio regionale. L’unica coalizione formalizzata è quella del centrodestra, mentre le altre liste partecipano alla competizione in forma autonoma, senza alleanze precostituite.Tra i protagonisti della competizione c’è il partito al governo, l’Union Valdôtaine, storico movimento autonomista della regione, che nel 2020 aveva eletto sette consiglieri. L’obiettivo per il gruppo ora è quello di rafforzare la propria rappresentanza e puntare a una maggioranza interamente autonomista, anche attraverso un possibile accordo con gli Autonomisti di Centro: un progetto politico nato nell’ottobre 2024 e lanciato ufficialmente a marzo 2025, che riunisce tre forze regionali – Pour l’Autonomie, Rassemblement Valdôtain (dove militano ancora vecchi esponenti fuoriusciti dall’Union Valdôtaine) e Stella Alpina.In Valle d’Aosta, il tentativo di costruire un campo largo è naufragato sotto il peso delle divisioni interne alla sinistra, acuite dalle tensioni emerse attorno alla partita delle comunali di Aosta, dove si voterà per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale, sempre il prossimo 28 settembre. Le forze del centrosinistra non sono riuscite a trovare un accordo unitario. Così, in questo contesto, il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein – presente domenica scorsa ad Aosta per la presentazione delle liste – si presenta alle comunali all’interno di una coalizione, mentre alle regionali corre da solo. Una separazione che, però, non esclude un possibile dialogo con l’Union Valdôtaine in caso di alleanze post-voto. Ma il consenso del Pd potrebbe essere eroso da altre due liste progressiste, quella di Alleanza Verdi e Sinistra e quella di cui fa parte il Movimento 5 stelle.Sul fronte opposto la coalizione di centrodestra si presenta unita e compatta, sia nella corsa alle Regionali, che alle amministrative. Insieme, quindi, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Renaissance Valdôtaine. A unirli diversi punti programmatici: spicca la volontà di riformare la legge elettorale regionale, con l’obiettivo di introdur re l’elezione diretta del presidente, in linea con quanto già avviene nel resto del Paese. Altro capitolo prioritario è la sanità: secondo i dati pubblicati la scorsa settimane dalla Fondazione Gimbe, basati su fonti del Ministero della Salute, la Valle d’Aosta risulta ultima in Italia per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero le cure garantite dal Servizio sanitario nazionale. Infine, il nodo delle infrastrutture e della comunicazione: la chiusura del traforo del Monte Bianco fino al 16 dicembre sta già creando disagi sul piano logistico, turistico ed economico. Ma il problema della comunicazione riguarda anche il versante interno: la regione resta isolata e priva di collegamenti. Un limite strutturale che la coalizione intende affrontare come priorità politica.Muniti di tessera elettorale e di un documento di identità valido, i cittadini valdostani potranno recarsi alle urne per esprimere la propria preferenza sia per le elezioni regionali che per quelle comunali. In entrambe le consultazioni, è possibile indicare fino a tre preferenze. In caso di tripla preferenza, almeno una deve riguardare un candidato di genere diverso rispetto agli altri due, altrimenti la terza verrà annullata. Le operazioni di scrutinio seguiranno un ordine prestabilito: si inizierà lunedì 29 settembre con lo spoglio delle schede per le elezioni regionali, mentre lo scrutinio delle comunali è previsto per martedì 30 settembre. tp:writer§§ Sofia Spagnoli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091003058609508.PDF §---§ title§§ Sanità Lazio, Maura (FdI): dati Gimbe, la sinistra disinforma – OMCeO Latina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987309967.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ordinemedicilatina.it" del 10 Sep 2025
Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina
pubDate§§ 2025-09-10T21:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987309967.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987309967.PDF', 'title': 'ordinemedicilatina.it'} tp:url§§ https://ordinemedicilatina.it/sanita-lazio-maura-fdi-dati-gimbe-la-sinistra-disinforma/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987309967.PDF tp:ocr§§ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Latina--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002987309967.PDF §---§ title§§ Fisioterapia. All’Ats di Bergamo nasce il Fisioterapista di comunità - Quotidiano Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002929108245.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 10 Sep 2025
Il progetto, frutto della collaborazione tra ATS Bergamo, Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest, mira a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso l’inserimento strutturato del fisioterapista nelle Case di Comunità, rendendolo punto di riferimento per cittadini, famiglie e caregiver.
pubDate§§ 2025-09-10T11:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002929108245.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002929108245.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lombardia/articolo.php?articolo_id=131789 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/09/10/2025091002929108245.PDF tp:ocr§§ Tweet stampa Fisioterapia. All’Ats di Bergamo nasce il Fisioterapista di comunità Il progetto, frutto della collaborazione tra ATS Bergamo, Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest, mira a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso l’inserimento strutturato del fisioterapista nelle Case di Comunità, rendendolo punto di riferimento per cittadini, famiglie e caregiver. 09 SET - Presentato ieri, presso la sede di ATS Bergamo, in occasione di una conferenza stampa promossa da ATS e dall’Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo nella Giornata Mondiale della Fisioterapia, il nuovo progetto “Fisioterapista di Comunità” che rafforza e valorizzare il ruolo del fisioterapista nei diversi contesti territoriali.Il progetto, frutto della collaborazione tra ATS Bergamo, Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest, mira a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso l’inserimento strutturato del fisioterapista nelle Case di Comunità, rendendolo punto di riferimento per cittadini, famiglie e caregiver.“Un progetto per rispondere alle nuove sfide di salute”, spiegano in una nota. “Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono sempre più urgente potenziare i servizi riabilitativi: oggi oltre un terzo dei bergamaschi convive con almeno una malattia cronica e il 26% ha più di 65 anni”.Il Fisioterapista di Comunità, già sperimentato con successo all’ASST Papa Giovanni XXIII, opererà in stretta collaborazione con l’Infermiere di Famiglia e Comunità, i medici di distretto e le équipe multiprofessionali. Tra le attività previste:- presa in carico di bisogni riabilitativi semplici e complessi;- valutazioni domiciliari e ambientali;- definizione di percorsi personalizzati e attività di prevenzione di gruppo;- supporto a pazienti e caregiver nella gestione quotidiana delle cronicità;- educazione sanitaria e promozione di stili di vita attivi e sani, in sinergia con associazioni e reti locali.“Il Fisioterapista di Comunità – ha sottolineato Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo - è un tassello fondamentale del nuovo modello di sanità territoriale, capace di garantire continuità delle cure e vicinanza alle persone. Grazie al lavoro congiunto di ATS, Ordine e ASST, Bergamo si conferma un laboratorio di innovazione sanitaria.”Barbara Caimi, Direttore Sociosanitario di ATS Bergamo, ha aggiunto: “Il fisioterapista sarà sempre più presente nelle Case di Comunità e rafforzerà il legame sanità-territorio anche sul fronte della prevenzione. Da luglio 2025, inoltre, è attivo un finanziamento ProMIS per studiare la fattibilità della presenza del fisioterapista nei Pronto Soccorso.”Roberta Severgnini, DAPSS ASST Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato l’esperienza positiva della Casa di Comunità di Villa d’Almè, dove il fisioterapista segue i pazienti dalla dimissione ospedaliera al domicilio, garantendo continuità assistenziale e promuovendo iniziative di prevenzione e di educazione terapeutica.Simone Ruggeri, Presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo, ha dichiarato: “Questa iniziativa è pressoché unica nel panorama sanitario nazionale. Risponde alla sfida della longevità e al riconoscimento del valore sociale della nostra professione. La fisioterapia non è solo riabilitazione ma anche prevenzione, cura, educazione alla salute: il fisioterapista avrà un ruolo sempre più importante nella gestione dei bisogni riabilitativi della cittadinanza. Oggi in collaborazione con ATS e farmacie lanciamo la campagna contro l’abusivismo ‘La tua salute in buone mani’.”Francesco Locati, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII, ha rimarcato il cambio di prospettiva: “La fisioterapia non è più solo recupero funzionale, ma anche prevenzione. Con la teleriabilitazione, la domotica e l’assistenza domiciliare apriamo nuove strade per dare più vita agli anni.”“Insieme – ha det to Pietro Tronconi, Direttore Sociosanitario ASST Bergamo Ovest - abbiamo tradotto in pratica le idee di cui abbiamo discusso nei diversi incontri. Nei nostri ospedali e negli Ospedali di Comunità i fisioterapisti lavorano ogni giorno per restituire autonomia alle persone e migliorare la loro qualità di vita. Nelle Case di Comunità saranno presenti in modo strutturato e quotidiano. A Dalmine, in particolare, si aprirà una nuova palestra riabilitativa all’interno della Casa di Comunità, dove il fisioterapista sarà punto di riferimento per un servizio innovativo e integrato a disposizione della popolazione.”Angela Colicchio, Direttore Amministrativo ASST Bergamo Est, ha portato un dato significativo: “A Trescore, nei primi sei mesi del 2025, gli accessi domiciliari fisioterapici sono triplicati, passando da 480 a 1.400. Un segnale concreto della risposta ai bisogni della popolazione. Un punto di attenzione per noi è anche l’utilizzo delle nuove tecnologie, su cui stiamo investendo per offrire risposte sempre più efficaci ed efficienti.”Infine, Marcella Messina, Presidente del Collegio dei Sindaci, ha sottolineato il valore del lavoro in rete: “L’Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo e gli altri Ordini territoriali sono protagonisti di una sinergia che porta a ottimizzazione delle risorse e ad azioni concrete per il territorio. È un messaggio importante anche per i giovani professionisti in formazione.”Il progetto “Fisioterapista di Comunità”, dunque, rappresenta “un passo decisivo verso un modello di sanità territoriale innovativo e integrato, centrato sulla persona e sulle sue reali necessità. Un investimento sul futuro della salute della comunità bergamasca, che fa della fisioterapia un presidio di prevenzione, cura e qualità della vita”.09 settembre 2025© Riproduzione riservataAltri articoli in QS Lombardia Investimenti in sanità. In arrivo i fondi ex articolo 20 per gli ospedali di Lombardia e Veneto All’ospedale Buzzi di Milano una nuova risonanza magnetica La demografia e la necessità di un modello assistenziale da ripensare Lea 2023 in Lombardia. Gimbe: “Ecco perché risultati della Regione sono peggiorati” Lea. Regione Lombardia smentisce Gimbe: “Ma quale perdita di 14 punti? Nel 2023 Lombardia adempiente” Lea. La Lombardia perde 14 punti nella griglia di adempimento. 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Estratto da pag. 1 di "sardegnaeliberta.it" del 10 Sep 2025
Estratto da pag. 1 di "sardegnalive.net" del 10 Sep 2025